Oggi ti spiego come affrontare un colloquio di lavoro per dimostrare quanto vali. Non devi fingere per sembrare “meglio”, ma far vedere le tue qualità:

  1. L’atteggiamento mentale giusto per ogni colloquio.
  2. Come affrontare un colloquio di lavoro: le domande a cui devi rispondere.
  3. Piccoli dettagli che fanno la loro parte.
  4. Come diventare la persona che tutte le aziende vorrebbero assumere.

Questo è il passaggio decisivo, perché ti giochi le tue chance di trovare il lavoro che desideri.

Io ti spiego cosa fare e come farlo, vedrai che è più semplice di quanto pensi.

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L’atteggiamento mentale giusto per ogni colloquio

Come affrontare un colloquio di lavoro

Partiamo dal presupposto che il colloquio di lavoro è solo l’ultimo passo.

Serve per darti l’opportunità di dimostrare il tuo valore e convincere il selezionatore che sei la persona che stanno cercando.

Di solito si affronta il colloquio quasi si andasse al patibolo, con la paura di essere rifiutati.

Il problema non è il colloquio in sé, ma il modo in cui cerchiamo lavoro di solito.

Così, quando arrivi al colloquio, ti trovi in difficoltà.

  • Non sai che domande potrebbe farti il selezionatore e hai paura di non saper rispondere nel modo giusto.
  • Non sai se sia meglio dire sempre la verità, cosa nascondere, cosa gonfiare, di cosa parlare.
  • Non sai esattamente cosa serve all’azienda, e quindi non sai cosa il selezionatore si aspetta di trovare e tenti di sembrare perfetto, o perfetta.
  • Il tuo problema è solo convincere l’azienda ad assumerti, per cui pensi solo a dire quello che il selezionatore potrebbe apprezzare.

Di solito si affronta il colloquio con la paura di non ottenere il lavoro, vivendolo come una questione di vita o di morte.

Il problema è che ci arrivi molto impreparato, o impreparata.

Se per te cercare un lavoro significa inviare curricula ovunque, aspettando che qualcuno chiami, e poi sperare di superare il colloquio, questo è il vero problema.

Per prima cosa devi leggere la guida in cui ti spiego come trovare lavoro, perché presuppone un approccio totalmente differente.

Se la segui, non solo sarà facile ottenere i colloqui di lavoro, ma ci arriverai con sicurezza e serenità, con l’atteggiamento giusto per affrontarlo al meglio.

L’obiettivo di quella guida, infatti, è spiegarti come ottenere un colloquio per ogni domanda di lavoro che fai.

Per farlo ti suggerisco di proporti solo per fare un lavoro che ami, di trasformare nella tua professione le tue passioni.

Se fai questo, parti col vantaggio di conoscere bene il settore in cui lavora l’azienda.

Non solo, poiché il lavoro che cerchi ti appassiona e lo ami, allora sai sempre cosa dire, ne sei esperto, o esperta, l’entusiasmo che hai si vede, non devi fingerlo.

Se sei sicuro, o sicura, delle tue capacità e del tuo talento, non vivi il colloquio come un esame, ma come un’opportunità.

  • Hai modo di conoscere meglio questa azienda e capire se è davvero quella che fa per te: sei tu a scegliere, e questo cambia praticamente tutto.
  • Hai modo di parlare con una persona che se ne intende delle tue passioni, è un’opportunità per confrontarti e imparare.
  • Vivi il colloquio per quello che è: il momento per conoscervi meglio, per condividere le tue idee, la tua visione, la tua esperienza e le tue convinzioni.

Non vai al colloquio per elemosinare un lavoro.

Devi cominciare a pensare a te come una risorsa, tu devi essere capace di generare ricchezza.

Non stai chiedendo il favore di darti dei soldi, stai offrendo la tua unicità a un’azienda.

Devi pensare di essere una risorsa che farà raggiungere obiettivi, migliorerà i risultati, farà la differenza.

L’atteggiamento giusto è quello per cui sai di poter essere utile davvero, in cui assumere te non è come assumere un’altra persona.

Devi diventare una fonte di risorse per coloro che ti assumono.

Questo è l’atteggiamento mentale che fa superare qualsiasi colloquio.

Non sei lì per convincere nessuno, ma per mostrare come tu, se ti assumeranno, farai guadagnare più di quanto chiedi.

Questo è davvero il principio di fondo.

Un errore enorme, infatti, è arrivare al colloquio e dire solo quello che il selezionatore, secondo te, vorrebbe sentirsi dire.

Molti ti consigliano di nascondere alcuni aspetti della tua esperienza professionale, perché non faranno buona impressione.

Altri suggeriscono di usare certe parole, modificare la postura o scegliere un certo abbigliamento per fare subito colpo.

Quasi tutti i consigli sono orientati a cercare di manipolare il parere di chi avrai di fronte, invece di andare a un colloquio per mostrare che sei la persona giusta.

Se sei arrivato, o arrivata, al colloquio, vuol dire che l’azienda ha visto delle potenzialità interessanti e vuole conoscerti meglio.

Ma vuole conoscere te.

Non un’immagine fatta ad arte per sembrare perfetto, o perfetta.

Quanto pensi ci voglia per vedere come ti comporti davvero?

Io penso che la sincerità paghi, soprattutto se al colloquio ci arrivi preparato, o preparata, con le idee chiare, con capacità e competenze realmente utili all’azienda.

L’obiettivo del colloquio, nella tua mente, non deve essere di ottenere uno stipendio.

Questo è sempre l’approccio peggiore.

Tu puoi dare qualcosa che l’azienda cerca, e loro possono offrirti la possibilità di renderti utile, fare la differenza, e averne anche lo stipendio.

L’atteggiamento giusto è quello per cui vai a capire se questa azienda è il posto giusto per te, il partner migliore per farti esprimere al meglio il tuo talento e la tua passione.

Ricordalo: vi state valutando, non sei sotto esame.

Il tuo atteggiamento al colloquio dipende ovviamente da come cerchi lavoro.

Devi cambiare mentalità.

Leggi subito anche la guida che ti ho suggerito poco fa, perché questo cambiamento di mentalità farà davvero la differenza.

Vediamo adesso come affrontare le domande più comuni e cosa dire durante il colloquio.

 

Come affrontare un colloquio di lavoro: le domande a cui devi rispondere

Le domande durante il colloquio

Uno dei problemi principali è come rispondere alle domande che riceverai.

Ovviamente io non posso sapere quali saranno, ma ce ne sono alcune a cui dovresti avere sempre pronta una risposta.

Le domande che ti suggerisco devono trovare risposte chiare e precise.

Spesso il vero interesse di chi seleziona non è semplicemente sapere cosa risponderai, ma come lo farai.

Dimostrerai sicurezza mentre dai quella risposta?

La conosci o te la stai inventando sul momento?

Magari sono domande che riguardano te, le tue capacità, e se ti trovi in difficoltà a rispondere, stai comunque comunicando un’informazione a chi ti seleziona.

In realtà le risposte che devi cercare ti sono utili ogni giorno, perché ti aiutano a conoscerti meglio.

Anche una certa sicurezza nel sapere chi sei, i tuoi punti deboli e forti, è importante per affrontare un colloquio di lavoro in modo brillante.

Ecco le domande principali:

  • Quali sono le tue qualità principali?
  • Come sai di possederle?
  • Quali sono i tuoi difetti?
  • Come potresti migliorarli?
  • Che cosa vorresti fare tra cinque o dieci anni?
  • Pensi di riuscirci?
  • Per quale motivo?
  • In cosa ti senti realizzato, o realizzata?
  • Cos’è che conta di più per te, nella vita?
  • Come fai a sapere se qualcosa che stai facendo è corretta oppure no?
  • Pensi di ragionare con la tua testa?
  • In quali circostanze lo hai dimostrato?
  • Che qualità vorresti avere che però non hai?
  • Hai provato a svilupparle? Come? Con che risultati?
  • Per qualche ragione dovresti essere scelto, o scelta, tu per un certo Lavoro?
  • Pensi di essere una persona in grado di fare la differenza (in generale)? Per quale motivo?
  • Perché vuoi lavorare per questa azienda?

Il mio consiglio è di rispondere a tutte queste domande.

Prenditi tutto il tempo che ti serve, ma trova risposte precise, non generiche o retoriche.

Non devono essere delle buone risposte, ma le tue risposte.

Molti consulenti potrebbero suggerirti qual è la risposta giusta a questi interrogativi e dirti come rispondere quando ricevi certe domande.

Ottimo, ma a che serve?

Le risposte devono essere le tue, non quelle che un consulente pensa migliori.

Ricorda che tu vuoi un lavoro che duri nel tempo, e se menti oggi, le bugie vengono fuori.

Una delle peggiori perdite a cui puoi andare incontro è la fiducia.

Se gli altri pensano che inganni o imbrogli, che non sei onesto, oppure onesta, non si fideranno di te.

Non siete nemici, non devi immaginarti in contrapposizione con l’azienda.

Siete alleati.

Trova le tue risposte a queste domande, non chiederti cosa si dovrebbe dire in certe situazioni.

Io te le suggerisco sia perché ti aiutano a comprenderti meglio, sia perché se ci hai riflettuto sarai più preparato, o preparata, quando le riceverai.

Ovviamente non tutti pongono certe domande, ma sapere queste risposte ti darà sicurezza.

Inoltre lascia perdere quelli che ti dicono che ci sono risposte giuste e sbagliate in un colloquio.

La risposta migliore, a qualsiasi domanda, è la tua.

Il vero segreto non è sapere cosa dire quando ricevi una domanda, ma credere davvero in quello che dici.

Inutile non chiedere dello stipendio se ti interessa, o fingere di essere disposto, o disposta, a orari straordinari se non è vero.

Ricorda che i nodi, alla fine, vengono sempre al pettine.

Non vuoi fare gli straordinari? Dillo e spiega il motivo.

Ti suggeriscono che dovresti sembrare senza difetti e dire che stai migliorando, ma è vero?

Stai davvero migliorando o lo dici perché il selezionatore si aspetterebbe di sentirlo?

Ricorda che se hai un difetto e non fai nulla per cambiarlo, non svanirà da solo e dirmi che ci lavori non nasconderà certo le tue difficoltà.

Se ci sono domande a cui potresti dare una risposta falsa, dettata magari dai consigli letti su libri e siti internet, chiediti invece per quale motivo quella risposta non è tua realmente.

  • Invece di fingere qualità e competenza, perché non le sviluppi?
  • Invece di fingere un certo carattere, perché non lo migliori (qui ti spiego come in soli 30 giorni!)?
  • Invece di fingere un certo atteggiamento mentale, perché non lo sviluppi?

Rifletti sulle domande che ti ho suggerito, trova le risposte, e se hai difficoltà a farlo lascia un commento.

Non ti dirò la risposta giusta, perché non esiste, ma ti aiuterò a trovare la tua, che sarà sempre la migliore possibile.

E che succede se invece di domande personali, il selezionatore vuole metterti alla prova?

Se vuole vedere come risolvi un problema o affronti una situazione ipotetica?

Anche in questo caso non devi preparati le soluzioni: se non sai trovarle, prima o poi questo limite verrà fuori.

Quello che devi fare è invece capire bene il problema che ti pone, analizzarlo con attenzione e quindi rispondere nel modo migliore.

Qual è il modo migliore? Il tuo.

Hai passione per quel lavoro, è qualcosa che conosci, hai sicuramente un tuo approccio su come si risolvono certi problemi.

Dillo, spiega cosa faresti, come e per quale motivo.

Non partire dall’idea che il selezionatore sia migliore e abbia la verità rivelata.

Lui, o lei, avrà sicuramente il suo approccio, così come tu hai il tuo.

Quando vieni messo, o messa, alla prova non devi dire quello che l’altro farebbe, ma cosa faresti tu, spiegando le tue scelte e facendo capire perché ti sembrano ottimali.

Come vedi questo è facile se conosci ciò di cui parlate.

Io ti suggerisco una serie di chiarimenti che ti potranno essere utili per non fraintendere il problema che devi risolvere.

  1. Chiedi qual è l’obiettivo preciso che devi raggiungere. Se non sai esattamente dove devi arrivare, sarà facile prendere decisioni sbagliate.
  2. Chiedi se ci sono limiti, se alcune cose non le puoi fare, se ci sono condizioni che devi rispettare nel risolvere quel problema.
  3. Fatti dire con esattezza che risorse hai a disposizione, su chi o cosa puoi contare nel momento in cui devi agire concretamente.

Se hai chiari questi punti, eviti di dire cosa a caso e poi giustificarti spiegando che non avevi capito bene la domanda.

Questo non è mai il massimo.

Se hai dubbi, se pensi di non aver capito bene, dillo, chiedi chiarimenti.

Non avere paura di fare domande.

Inoltre, spiega sempre perché prenderesti certe decisioni o propini una certa soluzione.

Non limitarti a dire cosa faresti, spiegalo, magari proponi esempi concreti in cui l’hai già fatto, mostra di sapere quello che fai e dici.

Ti suggerisco una guida che ti spiega come essere sicuri di sé e risolvere qualsiasi problema.

Credo che se comprendi il meccanismo che ti mostro in questa guida, affrontare il colloquio diventerà ancora più semplice.

Prima ho anche accennato alle domande che puoi fare, chiarendo che non devi aver paura di farne.

Come detto non sei a un esame in cui è il professore che domanda e tu rispondi.

Così come l’azienda vuole conoscere meglio te, tu devi capire se è quella giusta per le tue esigenze.

Ricorda: sei tu che scegli.

Quali sono le domande che dovresti sempre fare? Eccole.

  • Scopri cosa ti offre l’azienda a livello di possibilità di carriera, che prospettive ci sono, che genere di approccio hanno alla formazione, all’aggiornamento professionale.
  • Che risorse avrai a disposizione? Non avere paura di mostrare che ne sai molto degli strumenti che si usano e chiedi chiarimenti, scopri che tipo di risorse hanno e anche che strumenti saranno disponibili. Anche loro devono convincere te che sono l’azienda giusta.
  • Quali sono gli obiettivi? Che visione ha del futuro, dove andrete insieme? Una realtà che vuole solo fare cassa è molto diversa da una che vuole fare innovazione, diventare modello nel suo settore o semplicemente offrire qualcosa di unico ai suoi clienti. Con ti stai mettendo in affari?
  • Che contratto ti propongono? Quali garanzie ti danno, quali sono le condizioni che avrai se accetti di lavorare per loro. E lo stipendio? Non temere, è giustissimo che chiedi quanto guadagnerai.

In molti ti sconsiglierebbero alcune di queste domande, soprattutto sul tema stipendio.

Quasi che se chiedi quanto guadagnerai sembra che ti importa solo dei soldi.

Certo, se fai un colloquio superficiale e vuoi solo uno stipendio, si vede lontano un miglio.

Ma se sei lì per passione, con serietà e competenza, proponendoti come un partner e non come un costo, parlare di soldi non sarà certo un problema.

Tutto sta nel tuo atteggiamento, come abbiamo visto all’inizio.

Anche se marginale, voglio affrontare anche il tema dell’abbigliamento e dei vari dettagli che hanno un ruolo durante il colloquio.


 

Piccoli dettagli che fanno la loro parte

Come farsi ben volere dagli altri

Spesso questi dettagli li leggerai come fossero elementi fondamentali.

Se affronti con l’atteggiamento sbagliato il colloquio, e vuoi solo estorcere uno stipendio, forse è vero.

Se vuoi lavorare, fare la differenza e sai il fatto tuo, sono solo dettagli.

È ovvio che la prima impressione conta, ma se hai davanti una persona con del sale in zucca, valuterà altro.

Diffida di aziende che ti selezionano con superficialità e per le quali lavorano persone che ti sembrano incompetenti.

Chi le ha messe lì, ha anche il controllo sul sistema in cui stai per entrare.

Per quanto riguarda l’abbigliamento, ovviamente cerca di valutare sempre l’ambiente in cui vai.

Se vuoi lavorare in uno studio medico, ci si aspetta che tu sia vestito, o vestita, elegante, così come se vai in una operativa sociale agricola un abbigliamento sportivo andrà benissimo.

Come vedi non esiste una regola.

Devi cercare di metterti a tuo agio senza uscire dalle regole dell’ambiente in cui entri.

Ma io mi porrei una domanda: se non fai parte di quell’ambiente e non lo conosci, che ci fa a quel colloquio?

Torniamo al principio: come trovare un lavoro.

Ecco cosa devi capire.

Devi partire dalle tue passioni e dai tuoi interessi, e questo dettaglio sarà sistemato senza neanche farci caso.

Durante il colloquio, poi, ti consiglio di guardare negli occhi il selezionatore.

Molti dicono che se non lo fai trasmetti insicurezza.

Io dico che se non lo fai devi capire perché.

Sei insicuro o insicura?

Non devi sforzarti di guardare negli occhi gli altri, devi superare le tue paure.

Ti suggerisco una guida che ti spiega come superare la timidezza, così non dovrai sforzarti di controllare lo sguardo, ma eliminerai il problema.

Il principio è sempre lo stesso: non fingere, migliora.

Così anche la postura, ad esempio, sarà una diretta conseguenza di una tua sicurezza reale e non un esercizio per fare bella impressione.

Alcuni suggeriscono di fare attenzione alle mani, dove le poggi, se le metti nei capelli, se tradiscono nervosismo.

Tutto è legato all’atteggiamento con cui affronti il colloquio e alla tua preparazione.

Usa le risorse che ti consiglierò tra poco, e in particolare leggi questa sull’indipendenza emotiva.

Questo ti permetterà di avere un sorriso rilassato e sincero, invece di uno tirato e finto per fare bella impressione.

Ricorda sempre che chi sei si vede, anche se provi a fingere.

Spesso chi seleziona è abituato a vedere tante persone e ha competenze in ambito psicologico.

Non andare a fare una recita, mostra chi sei, migliorati se qualcosa pensi vada cambiata, ma non fingere.

 

Come diventare la persona che tutte le aziende vorrebbero

Come diventare la persona che tutti vorrebbero assumere

Sincerità, interesse reale per quel lavoro, passione autentica e consapevolezza delle tue capacità.

Questi sono i segreti per affrontare un colloquio di lavoro nel modo migliore.

Come detto più volte, se devi migliorarti inizia a lavorare su di te, non andare al colloquio e fingere per fare una buona, ma finta, impressione.

Per concludere questa guida ti offro alcune risorse perfette in questo senso, che ti aiuteranno a crescere, esprimere meglio le tue capacità e acquisire sicurezza.

Se tu diventi la persona che chiunque vorrebbe assumere, avrai finito ci cercare lavoro!

Per aiutarti a gestire al meglio il colloquio, ti suggerisco una guida in cui ti spiego come gestire le emozioni negative.

Se arrivi al colloquio in preda all’ansia, difficilmente tirerai fuori quel che sei o le tue capacità.

Ti suggerisco anche due guide molto specifiche: una per gestire l’ansia, e l’altra per controllare la rabbia.

Molto importante è che impari a sviluppare una sana autostima, perché è la base perfetta per vivere con serenità qualsiasi colloquio.

Ricorda che non sei sotto esame, ma vai a mostrare le tue capacità.

Altra risorsa preziosa è quella che ho dedicato alla consapevolezza, perché ti permette di sfruttare pienamente il tuo potenziale e mostrare quanto vali.

Visto che nel lavoro è sempre più importante interagire con gli altri, penso sia utile leggere una guida in cui ti svelo i segreti della comunicazione efficace.

Inoltre ti suggerisco di capire come pensare positivo, per non restare mia a corto di soluzioni per qualsiasi problema.

Infine è utile che tu sappia qualcosa di motivazione e di come questa potrebbe diventare la carta segreta per raggiungere il tuo successo.

Se impari come ottenere la loro fiducia e aiutare gli altri, farà molta strada, nella vita, prima di tutto, e nel lavoro.

In più voglio segnalarti due risorse molto preziose: i podcast gratuiti e i corsi e i seminari gratuiti sempre disponibili.

Considera che il sito è ricco di altre risorse, guide e approfondimenti in cui potresti trovare altri elementi importanti per migliorare la tua vita.

Non è qualcosa di slegato dal lavoro, dal momento che prima di ogni lavoratore, o professionista, c’è sempre un uomo, o una donna.

Sei tu che farai la differenza, che ci metterai impegno e passione.

Se ti migliori ogni giorno e se cambi atteggiamento, imparando come essere sempre una risorsa, una fonte di ricchezza, non avrai mai più problemi di lavoro.

Adesso sai come affrontare un colloquio di lavoro, ma ricordati che è solo l’ultimo passaggio.

Per non sbagliare ti riassumo come procedere:

  1. Parti dalla tua passione, scopri cosa ti interessa davvero, qual è la tua strada, che cosa vuoi fare nella tua vita. Tutto inizia da qui.
  2. Trasforma la tua passione in un lavoro e scopri che atteggiamento tenere e come proporti alle aziende per ottenere un colloquio con ogni domanda che invii.
  3. Impara a fare un curriculum efficace e una lettera di presentazione ottimale, che attirino l’attenzione e convincano chi li legge a convocarti per il colloquio di lavoro.

Hai tutte le risorse che ti servono e anche il mio aiuto, per averlo ti basta lasciare un commento.

Non hai scuse da ora.

Non è colpa dello Stato, della crisi, dei sindacati o delle aziende se non trovi lavoro.

Forse tutto queste cose non ti daranno mai una mano, ma tu puoi farne anche a meno.

Dipende da te e adesso che sai cosa fare e come farla, non ti resta che entrare in azione.