Stai per scoprire come superare la timidezza e riuscire, finalmente, a mostrare chi sei davvero, le tue qualità, quanto vali. Ti basta sapere poche cose:

  1. Nessuno è timido, la timidezza è una scelta!
  2. Cosa devi fare praticamente per superare la timidezza: 5 super consigli.
  3. I segreti per dire addio alla timidezza per sempre.

Tra pochi minuti saprai cosa fare per sbarazzarti, definitivamente, della tua timidezza.

Che ne dici, iniziamo subito?

Perfetto, si parte!

 

Nessuno è timido, la timidezza è una scelta!

Come superare la timidezza

Purtroppo molte persone sono convinte di essere timide.

Anche tu?

Bene, allora iniziamo proprio da qui, perché la timidezza non è un modo di essere.

Ho scritto che è una scelta, e tra poco capirai meglio perché, ma prima voglio dimostrarti una cosa molto importante.

Anche se ora ti consideri una persona timida, scommetto con non lo sei sempre.

  • Forse sei timido, o timida, con l’altro sesso?
  • Quando ti trovi in pubblico e l’attenzione è tutta concentrata su di te?
  • Provi timidezza davanti a degli sconosciuti, magari se devono giudicarti?

Probabilmente sai dirmi i momenti, o le situazioni o i posti dove viene fuori.

Altre volte, in situazioni differenti, non ti senti affatto timido, o timida.

Semplicemente questo dovrebbe convincerti che non sei timido, o timida, perché se la timidezza fosse parte di te, dovrebbe emergere in qualsiasi situazione.

Non è, ad esempio, che il colore dei tuoi capelli cambia in base a dove ti trovi, o che la tua voce si modifica se parli con gli amici o con degli sconosciuti.

La timidezza, invece, viene fuori solo in certe situazioni, solo con certe persone, sono in certi momenti.

Comincia a pensarci.

Scrivi tutte le circostanze che favoriscono la tua timidezza.

Mettici luoghi, eventi, persone, cose che fai quando ti senti timido, o timida.

È importante, per iniziare a capire come superare la timidezza, che tu sappia quando la provi, cosa la fa scattare.

Il punto di fondo è che non sei timido, o timida, ma ti comporti con timidezza in certi casi.

La differenza è importante: se tu fossi timido, o timida, sarebbe una tua caratteristica.

Essendo qualcosa che fa parte di te, difficilmente la potresti modificare.

Ma se la timidezza è un comportamento, qualcosa che fai, un modo di interagire con gli altri o con certe situazioni, allora puoi modificarla.

Forse starai pensando: ok, ma la timidezza non è un’emozione?

Probabilmente sai per certo che quando ti prende provi delle sensazioni forti e ben precise.

Anche.

La timidezza è anche un’emozione, ma non solo e non soprattutto.

  • Quando provi rabbia, cominci a pensare con rabbia e agire in modo rabbioso.
  • Quando provi felicità pensi con gioia e agisci in modo gioioso.
  • Se provi ansia, inizi a pensare in modo ansioso e agisci di conseguenza.

Ogni emozione non è semplicemente qualcosa che provi, ma influenza il tuo modo di agire e pensare.

Così quando sei timido, o timida, ci sono tutta una serie di pensieri e di azioni che sono molto più importanti di quello che provi.

Sono infatti questi pensieri a incidere sulla timidezza che senti e sui comportamenti che poi hai.

Ricordalo perché tra poco lo vediamo bene: i tuoi pensieri.

La timidezza non è qualcosa di innato, sia perché in certe situazioni non la senti, sia perché hai cominciato a un certo punto a viverla.

Forse ti ricordi timido, o timida, da sempre, ma ti assicuro che nessuno nasce timido: si impara a esserlo col tempo.

Per comprendere bene questo punto cruciale dobbiamo fare due cose.

La prima è che devi leggere cos’è l’indipendenza emotiva.

Si tratta di una delle risorse più importanti che ho scritto e ti spiega perché provi timidezza in certe situazioni, proprio quelle che hai scritto prima.

Leggi con attenzione questa pagina, perché per vincere la timidezza, devi ovviamente comprendere come nasce dentro di te.

La seconda cosa importante da fare è scoprire a cosa ti serve.

Prima ti ho spiegato che essere timidi significa comportarsi con timidezza, si tratta di un modo di agire e non di una caratteristica del nostro modo di essere.

La domanda è: perché agiamo con timidezza?

Perché la scegli in certe situazioni?

Cosa ci guadagnai visto che poi ti blocca e ti fa stare anche male?

Scegliere.

Infatti, se leggi la risorsa che ti ho suggerito poco fa, ti rendi conto della più importante delle informazioni: le tue emozioni dipendono da te.

Cosa provi, timidezza compresa, dipende da come vivi le situazioni della tua vita, da come la osservi, dal modo in cui giudichi quello che accade.

Leggi quella risorsa per comprenderlo bene, è fondamentale per capire come superare la timidezza.

Di conseguenza, in certe circostanze, tu scegli la timidezza come risposta migliore a quello che stai vivendo.

Lo so, non lo fai di proposito, o meglio, lo fai in modo inconsapevole, senza controllare questo tuo atteggiamento.

Ti piace quello che hai letto finora?
Lo trovi interessante e utile?
Allora metti +1, premia il mio lavoro
e fai conoscere ad altri questa pagina!



Eppure sei sempre tu a sceglierlo, perché tu ti sei aiutato, o abituata, a rispondere con la timidezza a certe situazioni, perché hai visto, nel tempo, che era una risposta utile.

Utile per cosa?

Per evitare di stare male, principalmente.

Sembra un controsenso dal momento che alla timidezza dai la colpa di farti vivere male.

La timidezza ti porta a chiuderti, giusto?

Ti fa evitare situazioni in cui potresti stare male, sentirti a disagio o provare imbarazzo.

È vero, ti nega tante esperienze e si intromette in cose che ti piacerebbe fare, ma ti protegge da quelle pericolose in cui staresti male.

Non dico che sia la risposta giusta, ti sto spiegando che se arriva è perché ha un suo senso, è comunque utile, anche se ha i suoi effetti collaterali.

In questo senso è una scelta.

Magari, di fronte a situazioni fastidiose, è stata una risposta utile qualche volta e a furia di evitare quel tipo di sensazioni, è diventata una sorta di corazza contro il mondo.

Probabilmente oggi è più un problema che un aiuto, ma nella tua mente resta una risposta corretta.

Ho realizzato una guida che ti spiega come cambiare carattere e trasformare le tue abitudini. Te la consiglio, perché a timidezza è un’abitudine.

La tua mente, in pratica, è abituata a rispondere a certe situazioni con questa emozione, a spingerti ad agire in un certo modo per risolvere un problema.

In questo senso la timidezza è una scelta, perché scegli di fare quello che sempre fatto, ma ovviamente in modo inconsapevole, visto che, appunto, è ormai un’abitudine.

Guarda questo video.

Anche il coraggio, la paura, la felicità, la gioia, l’allegria, l’ansia, la serenità e l’amore, sono abitudini, perché ci abituiamo velocemente a rispondere a quello che viviamo con queste emozioni.

Come detto queste sono prima di tutto pensieri, poi anche emozioni e comportamenti, per cui è fondamentale che leggi le risorse che ti ho suggerito.

Perché la tua mente, quindi, sceglie la timidezza senza chiederti il permesso?

Il motivo è semplice: in passato ha visto che questa risposta funzionava a farci evitare una situazione negativa, e oggi è abituata a usare sempre questa risposta.

Come detto, però, la tua mente sa scegliere quando utilizzarla a quando no, e questo dipende dal fatto di trovarti, o meno, in certe situazioni.

Ricordati che stiamo parlando di un’abitudine, per cui una volta scoperto cosa la fa scattare, puoi iniziare a modificarla, anche facilmente.

Innanzitutto tieni a mente che la timidezza, come ogni altra emozione negativa, è sempre generata dalla paura.

Quando abbiamo paura di qualcosa, creiamo dentro di noi delle emozioni negative che ci segnalano un pericolo, e dovrebbero spingerci ad agire per risolvere il problema.

La timidezza è una risposta evasiva, ti fa allontanare dalle situazioni pericolose ed evitare quelle che potrebbero farti stare male.

Ha senso, se ci pensi, anche se non è mai il modo migliore di affrontare un problema.

Quando sei timido, o timida, hai spesso paura del giudizio degli altri.

  • Gli piacerà come sono vestito?
  • Apprezzeranno quello che dico?
  • Condividono quello che penso?
  • Mi ritengono uno sciocco?
  • Gli piacerà la mia compagnia?

Ognuno ha le sue domande, ma alla base della timidezza c’è sempre il giudizio degli altri, la paura che quello che loro pensano di noi sia negativo.

Magari hai paura del rifiuto, che ti allontanino, che non vogliano stare con te.

Perché scatta la timidezza?

Per impedirti di dire o fare qualcosa che loro potrebbero disprezzare, allontanandoti.

Il problema è la sensazione di essere inadeguati, di non andare bene, di essere rifiutati perché non piacciamo.

Sei timido, o timida, ogni volta che hai paura di mostrare chi sei davvero perché pensi che gli altri non lo apprezzeranno.

Ovviamente non è questo apprezzamento il tuo vero obiettivo.

A te non importa di essere gradito, o gradita, agli altri, a te interessa essere felice.

Già, felicità. Che significa?

Essere felice vuol dire stare bene, innanzitutto, e provare ogni giorno emozioni positive.

Visto che siamo in tema ti invito a scoprire cos’è la felicità.

Ti renderai conto che puoi essere felice anche se hai problemi da risolvere e difficoltà da superare.

La felicità è uno stato di benessere che tu, come me e chiunque altro, desideri.

O preferisci stare male, provare noia, rabbia, delusione e timidezza?

Non penso, per cui inizia a capire, se non l’avevi fatto prima, che tu vuoi essere felice.

Nient’altro.

Tutto il resto ti interessa nella misura in cui ti permette di stare bene.

E qui veniamo alla timidezza.

Il problema è che queste emozioni positive che desideri, le credi causate dagli altri.

  • Siamo delusi perché gli altri si comportano male e hanno il potere di provocarci delusione.
  • Siamo tristi quando gli altri ci abbandonano, perché loro possono procurarci tristezza.
  • Ci sentiamo amati se gli altri ci amano, perché da loro dipende l’amore nella nostra vita.

Di sciocchezze come queste ne potrei scrivere tante altre, ma il senso è chiaro.

Sciocchezze?

Sì, ho scritto bene: sono solo sciocchezze, perché nessuna di queste affermazioni è vera.

La timidezza emerge ogni volta che hai paura che gli altri, non gradendo chi sei, cosa fai o cosa dici, ti allontanino e ti neghino le emozioni positive che desideri provare.

Poiché pensi che le persone abbiano il potere di farti stare male, hai paura del loro giudizio.

Se sarà positivo starai bene, ma se sarà negativo, questo ti farà soffrire perché loro ti negheranno quello che vuoi: attenzioni, amore, rispetto a molto altro.

Poiché non sai come reagiranno, se gli piacerà cosa dici o no, se apprezzeranno chi sei oppure no, hai paura.

Non hai la certezza di come loro ti giudicheranno, e poiché hai paura che il loro sia un giudizio negativo, lo eviti e la timidezza ti permette di nasconderti.

È vero, come detto questo ti impedisce di fare molte cose che vorresti, ma infondo la tua mente sa che è meglio non soffrire e non rischiare.

Come detto questa è un’abitudine, perché non nasciamo timidi ma lo diventiamo nel tempo.

A forza di evitare le situazioni in cui gli altri potrebbero giudicarti male, finisci con l’abituarti a non esporti mai.

Ecco un esempio utile.

Magari ti consideri timido, o timida, ma l’azienda per cui lavori decide che tu terrai delle conferenze per spiegare i vantaggi di un vostro nuovo prodotto.

Provi a spigare che non ce la farai, ma non c’è modo di cambiare questa decisione.

Così, costretto, o costretta, a parlare in pubblico, situazione in cui sei di solito timido, o timida, fai la prima presentazione.

Difficile, faticosa, un disastro e non hai fatto una bella impressione.

Poco male, ne devi fare due ogni settimana, ti rimbocchi le maniche e vai avanti.

La seconda e la terza volta sono forse peggiori della prima, ma a un certo punto inizi ad abituarti al pubblico, noti che ascolta, ti rendi conto di saper parlare senza fare tanti errori.

Prendi coraggio, vinci la timidezza e ti abitui a fare conferenze davanti a tante persone che non avevi visto prima.

Magari se una ragazza, o un ragazzo, ti invita a ballare, la timidezza torna all’improvviso e non ci vai!

Essere abituati a parlare in pubblico non vuol dire esserlo a tante altre situazioni.

Ogni volta che hai paura del giudizio degli altri, e non sai cosa succederà (parlare in pubblico è una cosa che adesso conosci perché l’hai fatta tante volte!), la timidezza verrà fuori nuovamente.

È un esempio, è chiaro, ma funziona proprio così.

La timidezza emerge per evitare il giudizio negativo degli altri, perché sarà causa di sofferenza per te.

Se non ci fosse questo giudizio, se fosse certamente positivo, o se non avesse importanza ai tuoi occhi, tu non proveresti mai timidezza.

Abitudini, non dimenticarlo mai.

Tutte le nostre emozioni sono risposte abitudinarie alle situazioni che viviamo.

Ora ti spiego come superare la timidezza in modo semplice e pratico.

Ti svelo quali strumenti possono aiutarti a eliminarla da qualsiasi situazione, e non solo quelle a cui sei abituato, o abituata.

 

Come superare la timidezza: 5 super consigli per vincerla

Motivazione

Ora ti spiego una serie di mosse che devi iniziare subito a mettere in pratica.

Se la timidezza è un’abitudine, allora devi iniziare a costruire l’abitudine opposta: la sicurezza in te stesso, o te stessa.

Subito dopo ti svelo anche cosa fare per diventare indipendente da qualsiasi forma di timidezza, così non dovrai più superarla, perché l’avrai, semplicemente, eliminata per sempre.

 

1. Esposizione graduale

La prima cosa che devi fare è smettere di incorrere nuovamente nella vecchia abitudine.

La timidezza ti spinge a evitare le situazioni in cui rischi di essere giudicato, o giudicata, in modo negativo.

In altre parole eviti di dare modo agli altri di rifiutarti o ritenerti una persona inadeguata.

  • Non dici cosa pensi davvero.
  • Non fai quello che vuoi.
  • Non difendi le tue opinioni e le cambi magari quando parli con gli altri.
  • Non ti esponi mostrando chi sei ma fingi di essere quello che gli altri apprezzeranno.

Ti riconosci?

Molto bene.

Devi fare proprio il contrario, iniziare a esprimerti, essere te stesso, o te stessa, in qualsiasi situazione, ma in modo graduale.

Più eviti quello che ti spaventa, più questa paura si rafforza, questa abitudine diventa forte.

Ricorda cosa ti ho spiegato nel video di poco fa.

Cosa fare dunque?

Riprendi innanzitutto l’elenco di situazioni in cui provi timidezza, quello che ti ho suggerito di scrivere all’inizio di questa guida.

Se non l’hai fatto prima, scrivilo adesso!

Quello che devi fare a partire da subito è cominciare a esporti, in quelle situazioni, al giudizio degli altri.

Se ti crea timidezza parlare con persone che non conosci, inizia, quando sei in questa situazione, a farlo.

Basta esprimere un tuo parere, fare una domanda, chiedere qualcosa.

Devi però superare la timidezza ed esporti.

Ho impiegato parecchi giorni per scrivere questa pagina.
Se pensi mi sia riuscita bene metti mi piace, me lo merito, no? ;)



Come detto inizia a farlo in modo graduale.

Parti da cose semplici, dici cosa pensi su temi generali, e giorno dopo giorno inizia a farlo su argomenti importanti e anche con persone che sai bene non condividono la tua opinione.

  • Sei timida con i tuoi colleghi perché hai poca esperienza e paura di dire sciocchezze? Inizia a fare domande, a chiedere consigli, a porre le tue idee come se cercassi un suggerimento, per capire se ti sbagli.
  • Sei timido con le ragazze? Inizia a chiedere loro informazioni anche se non le conosci, a fare complimenti generali a una cassiera gentile che ti serve o una commessa competente.

Gradualità.

Inizi a fare cose semplici, che però di solito non faresti, e arriva a dire la tua su questioni più importanti, a esprimere cosa pensi e fare cose che preferisci, mostrando chi sei.

Ricorda che deve essere graduale, ma devi esporti, altrimenti non cambierai mai nulla.

Se ti serve una mano per capire come iniziare, lascia un commento e ti aiuterò.

 

2. Agire come se

Il segreto per riuscire in questo processo graduale è agire come se.

Se tu non fossi più timido, o timida, come affronteresti quella situazione?

Questa è una domanda importantissima, e devi iniziare subito a fartela in tutte le occasioni in cui di solito emerge la tua timidezza.

Se ti trovi con altre persone e stanno tutti parlando di un argomento, ma tu sei zitto, o zitta, cosa diresti se fossi estroverso, o estroversa?

Con che tono, in che modo, come parleresti?

Pensaci e poi fallo davvero.

Ricorda sempre la regola della gradualità, non partire da cose difficili, inizia da qualcosa di molto semplice, ma inizia.

Come hai visto anche nel video, più lasci che la timidezza continui a essere la tua risposta, più diventa difficile che tu la riesca davvero a cambiare.

Devi agire come se già avessi superato la timidezza, e devi farlo gradualmente, ma ogni giorno.

Anche in questo caso lascia un commento se vuoi una mano.

 

3. Risposte pronte

Perché ti ho fatto scrivere le situazioni in cui di solito rispondi in modo timido?

Perché se conosci i momenti in cui agire, diventa più facile preparati.

  • Se sai che la timidezza ti assale quando c’è una ragazza che non consoci, tieni pronte due o tre cose da dire che potrebbero andare bene in qualsiasi situazione.
  • Se sai che la timidezza prende il sopravvento quando sei con i tuoi colleghi e parlano di lavoro, tieni pronta qualche domanda o qualche idea da comunicare.

Devi agire come se già la timidezza fosse vinta, e farlo in modo graduale, fino qui ci siamo.

Se sai già cosa dire, specie le prime volte, diventa tutto più semplice.

Devi preparati, avere qualche risposta pronta a domande che ti potrebbero mettere in difficoltà, oppure idee da condividere.

Ricorda di essere graduale, senza buttarti in discorsi controversi che accendono gli animi, ma agisci.

Se vuoi vincere la paura del fuoco non devi bruciarti una mano, ma tenere tra le dita almeno un fiammifero.

Tanto per cominciare!

 

4. Trasforma tutto in un test

Quando inizi a esporti potresti incontrare la disapprovazione degli altri.

Sì, anche se lo fai in modo graduale e su cose di piccola importanza.

Pensa sempre con l’atteggiamento di un ricercatore.

  • Fai una domanda e osservi la reazione degli altri, e la tua.
  • Dici cosa pensi e osservi come rispondono gli altri, e tu.
  • Racconti un episodio e valuti come le persone reagiscono, e come reagisci tu.

Invece di pensare che gli altri stanno per giudicarti, pensa di dover scrivere cosa vedi.

E magari fallo sul serio dopo!

Osserva la reazione degli altri e le tue risposte a queste reazioni, come se stessi facendo un test di laboratorio.

Non pensare che siano reazioni personali a te.

Non lo sono mai.

Osservale per capire, per renderti conto di cosa dicono gli altri, cosa pensano, come reagiscono a quello che dici e fai.

  1. Osserva le espressioni del viso di chi ti ascolta.
  2. Conta quanti sono d’accordo e quanti contrari.
  3. Pensa alle diverse risposte e opinioni, ricordatele o scrivile per conoscere meglio le persone che le esprimono.
  4. Osserva le tue reazioni: battito del cuore, sudorazione, dove tieni le mani, se guardi gli altri negli occhi o guardi per terra, se fai una risata nervosa.

Ti suggerisco questo approccio perché ti aiuta a non vivere come un giudizio su di te quello che succede.

Tra poco lo vediamo meglio con l’ultimo passaggio, ma ricorda che se inizi a osservare in modo “scientifico” quello che fai, quasi fossi in laboratorio, rendi tutto più semplice.

L’ultimo passaggio è il più importante, ma anche il più difficile.

 

5. Abituati al rifiuto degli altri

Il giudizio degli altri non è mai un giudizio su di te.

Un modo per sentirsi bene comunque?

Auto illusione?

Per niente.

Le persone non ti rifiutano mai.

Nessuno rifiuta te, ma solo l’idea che loro hanno di te.

Ognuno di noi pensa solo se quello che fanno gli altri è giusto o sbagliato.

La gente non ti vede neanche, vede un’idea che si è fatta di te: tu sei un’etichetta nella maggior parte delle menti.

Alle persone non piace cosa dici perché non è quello che loro vorrebbero sentirti dire.

Ma ricorda che le persone non sanno chi sei, ma pensano di saperlo perché vedono qualche comportamento da parte tua.

Per rifiutarti, dovrebbero conoscerti, capirti, comprendere non solo cosa fai, ma soprattutto perché lo fai, cosa provi, che emozioni vivi.

Se non comprendi la sofferenza che ci muove, la disperazione che spesso spinge la gente ad agire, se non ti interessa il desiderio di felicità di ogni altra persona, non la consocerai mai.

Parti da questo presupposto: le persone non rifiutano o amano te, ma solo l’idea che di te si sono fatte.

E ti apprezzano quando questa idea corrisponde a cosa piace a loro.

Tu centri davvero poco.

Detto questo, anche proprio perché ogni giudizio di rifiuto vale poco o niente, devi abituarti a riceverlo.

  • Se hai paura di annegare perché non sai nuotare, è inutile fare una ricerca sul nuoto o sul mare: vai in acqua e impara.
  • Se hai paura di cosa penseranno gli altri del tuo nuovo taglio di capelli perché il parrucchiere ha fatto un disastro, vestiti ed esci senza nasconderlo.
  • Se hai paura di non saper superare un esame, è inutile chiedere che domande fa il professore, studia e siediti per superarlo.

La paura si vince affrontandola, non evitando le situazioni che ci spaventano.

Anche il coraggio è un’abitudine.

Quindi cosa fare?

Abituati al rifiuto.

Pensa alle situazioni in cui gli altri non approveranno le tue idee, e vivile, dì cosa pensi, esponiti volontariamente alla loro disapprovazione.

So che questa frase, per una persona che si sente timida, è un orrore.

Ma fidati, la strada è una sola, devi passarci attraverso.

Ricorda il principio da cui siamo partiti: agisci in modo graduale.

  • Ad esempio potresti dialogare con chi ha idee opposte alle tue, esponendo le tue opinioni.
  • Oppure potresti vestire sportivo in una situazione in cui tutti vestono elegante.
  • Canta mentre cammini per strada anche se tutti pensano che sei matto, o matta.
  • Se vai in discoteca balla come ti pare anche se agli altri sembri ridicolo, o ridicola.
  • Al bar, la mattina, ordina qualcosa di strano, esotico, che nessun mangerebbe a colazione.

Queste sono solo semplici idee, il succo del discorso è: fai qualcosa che gli altri non approverebbero.

Solo per prendere confidenza con la loro disapprovazione.

ATTENZIONE: non fare cose pericolose, offensive o che possano fare del male a qualcuno. Usa il buon senso, mi raccomando!

Devi abituarti a non star male per il giudizio degli altri, tutto qui.

Adesso, per concludere questa guida, ti spiego cosa eliminerà definitivamente ogni timidezza.

 

Conclusioni: i segreti per dire addio alla timidezza

Come gestire le emozioni

Sei qui perché volevi capire come superare la timidezza.

Ti ho spiegato che non fa parte di te, ma è un comportamento che apprendi e che usi, anche se quasi sempre in modo consapevole.

Adesso sai anche che dipende sempre dalla paura del giudizio degli altri.

Inoltre sai cosa fare per fronteggiarla, applicando poche e semplici regole.

Ora ti spiego come trasformare il tuo approccio per non avere mai più problemi di timidezza.

  1. La prima cosa che devi fare è capire come vincere la paura. La timidezza, come detto, dipende sempre da questa, e se capisci come eliminarla sarai a buon punto.
  2. Devi avere una sana autostima. È fondamentale, perché più sei sicuro, o sicura, di te e del tuo valore, meno hai paura del giudizio degli altri.
  3. Proprio per questo è meglio se inizi a usare la tua testa e scopri come essere sicuri di sé e risolvere qualsiasi problema. Ti spiego come trovare sempre la risposta giusta.
  4. Poiché la timidezza è anche un’emozione, devi imparare a trasformare ogni emozione negativa in una positiva. Così sarai davvero in grado di ribaltare ogni situazione difficile.
  5. Infine parliamo di felicita, e ti spiego come essere sempre felice. Perché? Perché questo è il tuo obiettivo e fino a che avrai paura che gli altri possano togliertelo, la timidezza ci sarà sempre.

Se metti in pratica i suggerimenti che ti do in queste risorse, trasformerai gradualmente la tua visione, e la timidezza sarà solo un ricordo.

Adesso sai come superare la timidezza.

Mi raccomando, leggi tutte le risorse che ti offro, guarda i video e poi applica tutto.

Ricorda che la timidezza è un’abitudine, un modo di comportarti e agire.

Non si cambia nulla stando fermi, devi fare, cambiare, entrare in azione.

Sai come farlo, per cui non ti resta che iniziare a cambiare davvero la tua vita.

La timidezza non sarà forse il problema dell’anno (per gli altri almeno!), ma per te sarà sempre un modo per non vivere pianamente.

Che aspetti a liberartene?