Consapevolezza: comprendere la vita per essere liberi e felici

Attraverso la consapevolezza voglio mostrarti come eliminare schemi e condizionamenti, padroneggiare la tua libertà e riuscire a essere sempre felice. Ti basta?

  1. A cosa ti serve la consapevolezza e come ti può rendere felice.
  2. Come diventare consapevole: il segreto sono le domande.
  3. Cerca sempre di capire: la verità è spesso un passo più in là.
  4. Ecco la realtà che ti è sempre davanti ma non avevi mai visto.

Come vedi abbiamo molte cose da fare insieme.

Alla fine di questa pagina avrai gli strumenti per cambiare la tua vita.

E saranno concreti e immediati da utilizzare.

Prima di iniziare rispondi subito alle domande del mio test sulla consapevolezza.

Poche domande che ti aiuteranno a misurare quanto sei consapevole oggi, quanto è libera e forte la tua mente.

Il risultato del test sarà il miglior punto di partenza per leggere e sfruttare questa guida 😉

A cosa ti serve la consapevolezza e come ti può rendere felice

Consapevolezza

Tu vuoi essere felice, e su questo io non ho dubbi.

Anche io voglio essere felice, e così chiunque tu incontrerai nella tua vita.

Quando ho spiegato cos’è la felicità ho chiarito che si tratta di una condizione mentale ed emotiva.

Ok parlo semplice: è un’emozione.

Tu non preferisci forse stare bene?

Non vuoi provare emozioni positive come la gioia, l’allegria, la serenità?

Lo sapevo!

Quando parlo di felicità intendo proprio questo: uno stato di benessere, caratterizzato da emozioni positive che ti fanno stare bene.

Tutti desideriamo essere felici.

Tuttavia il problema è capire come arrivare a questa felicità, come raggiungerla.

Ognuno di noi ha le sue regole della felicità, sai cosa può renderti felice e cosa invece crearti problemi.

Il segreto è però scoprire se queste regole sono davvero quelle giuste, capaci di darti una felicità davvero profonda oppure no.

La consapevolezza è la capacità di osservare e comprendere la realtà per come è davvero, al di là dei nostri schemi mentali, dei pregiudizi e dei nostri punti di vista.

Perché è così importante?

Perché ti permette di scoprire cosa ti renderà felice realmente.

Infatti io posso pensare che sarà il sorriso di mio figlio a rendermi felice, ma poi mi accorgo che non basta, questa felicità non dura.

Tu potresti pensare che a renderti felice sia l’arcobaleno, ma questa gioia passa veloce, non dura nemmeno stavolta.

La domanda più importante che ci poniamo è una sola: cosa mi renderà felice?

Attraverso la consapevolezza puoi comprendere la realtà per trovare questa risposta, quella vera.

Ognuno di noi la cerca in modo differente, in cosa e situazioni diverse.

Chi ha ragione?

Immagina che io nasconda una moneta d’oro in un cassetto della mia camera da letto.

Se tu pensi che sia in cucina, o se molti ti dicono che l’ho messa nel soggiorno, cambia qualcosa?

La moneta si sposta perché tu sei convinto, o convinta, che stia in un certo posto?

No, ovviamente!

La moneta è dove l’ho messa, quella è la realtà, e non cambia in base ai nostri pensieri, le nostre regole o i nostri schemi

La consapevolezza ti permette di comprendere la realtà e capire che la moneta, indipendentemente da cosa dicano tutti, è nel cassetto in cui l’ho messa.

Sei consapevole quando riesci a vedere le cose per come sono, senza lasciare che qualsiasi condizionamento renda distorta la tua visione.

 

Il problema non sono le regole, ma non conoscerle!

Lo so, non è facile non farsi condizionare dal momento che la cultura, per esempio, l’educazione, le nostre esperienze e paure incidono sul modo in cui osserviamo al realtà.

Partiamo da un esempio molto semplice.

Un ragazzo asiatico studiava negli Stati Uniti da alcuni anni e il rettore della Sua università, incontrandolo nel corridoio, lo fermò.

Gli chiese cosa trovasse di più insolito nel suo nuovo paese, rispetto al Giappone da cui veniva e dove era cresciuto.

La strana forma dei vostri occhi, rispose.

Non è la stessa cosa che notiamo sempre noi nelle persone orientali?

La strana forma dei loro occhi?

Per prima cosa, dunque, devi renderti conto che difficilmente vedi la realtà per quella che è realmente, perché osservi ogni cosa attraverso filtri.

Un po’ come se avessi degli occhiali colorati che rendono tutto rosso, blu o verde.

Se non sei consapevole dei tuoi filtri, penserai che ogni cosa sia effettivamente rossa o gialla, mentre è la tua visione a darti questa immagine.

Il grande filtro sono i tuoi schemi, ossia le regole che segui anche senza accorgertene.

  • Come si comporta un vero amico?
  • Cosa fa o dice una persona che ti ama?
  • Come si parla con un anziano?
  • In che modo ci si veste per andare a una laurea?
  • E in pizzeria?
  • Come si risponde a una persona che ti offende?
  • Come ci si presenta a casa di chi ci ha invitati a cena?
  • Cosa si fa durante un funerale, o un matrimonio?

Le risposte a queste domande sono le tue regole, gli schemi che segui per scegliere cosa fare in ogni situazione, come giudicare cosa fanno gli altri.

Ovviamente hai un’infinità di regole, ci sono migliaia di domande a cui hai trovato la risposta giusta.

Infatti le nostre regole, frutto degli occhiali colorati che portiamo, noi le consideriamo giuste per tutti.

E ci aspettiamo che tutti le rispettino.

Così ti arrabbi se qualcuno che si definisce amico non rispetta le tue regole su come si comportano gli amici.

Considera che queste regole determinano cosa fai e come, cosa dici, come giudichi il comportamento degli altri.

In sostanza le tue regole determinano cosa consideri giusto e cosa, invece, sbagliato.

La vuoi sapere una grande verità?

Sono solo opinioni, filtri personali e soggettivi, punti di vista.

Che tu sia convinto, o convinta, che un amico si debba comportare in un certo modo, è la tua visione, un tuo schema, la tua regola.

Non è la realtà.

Anche se questo schema è condiviso da tutti coloro che conosci, non è la realtà.

Ci sono regole che tutta la società condivide. Non sono la realtà ma un punto di vista accettato da tutti.

Lo ripeto: è una visione, non è la realtà.

Ricordati che la maggioranza, o l’unanimità, non fa la verità.

Se io ti voglio bene, ma mi comporto in modo opposto a come tu ritieni giusto, questo non cambia le cose: io ti voglio bene.

Magari la mia regola sull’amicizia è molto differente.

Per te dovrei chiamarti al telefono ogni giorno, mentre io non ti chiamo perché secondo me non ha importanza quante volte ti telefono.

Ma se davvero ti voglio bene, non chiamarti non cambia i miei sentimenti.

La realtà è oggettiva, la tua visione, le tue regole, i tuoi schemi, no.

La prima grande consapevolezza è questa: renderti conto che tu osservi la vita in base ai tuoi filtri.

Di più: ognuno di noi lo fa in base ai propri.

La consapevolezza di avere un filtro ti permette di osservare meglio la realtà.

Se vedo tutto giallo, ma so che le mie lenti sono colorate di questo colore, non litigherò con chi vede azzurro, perché mi rendo conto che anche questa persona ha i suoi filtri.

La consapevolezza non deve eliminare le regole, perché ognuno di noi ne avrà sempre, ma eliminare la pretesa che gli altri rispettino le tue.

Non solo, perché il vero obiettivo è cambiare le regole che non rispecchiano la realtà e che quindi non ti permettono di essere felice.

Se la moneta è nel mio cassetto, cercarla altrove sarà inutile.

Se le tue regole ti guidano a cercare la felicità nel posto sbagliato, tu non sarai mai felice.

Ma per cambiarle devi prima comprenderle, esserne consapevole, e quindi cercare di osservare la realtà per quella che è, superando appunto i tuoi stessi schemi.

 

Come diventare consapevole: il segreto sono le domande

La consapevolezza passa dalle nostre domande

La consapevolezza è una capacità che devi imparare a sviluppare ogni giorno.

Sono le domande la base da cui nasce la nostra comprensione della realtà.

Più impari a comprendere te stesso, o te stessa, più sai capire le ragioni per cui accade quello che vedi, per cui fai certe scelte o le compiono gli altri, più la tua visione diventa lucida.

La superficialità, il pregiudizio, sono l’esatto contrario della consapevolezza.

Ecco qualche domanda da cui potresti cominciare:

  • Sai dirmi per quale motivo provi le tue emozioni? O le provi e basta?
  • Sai il motivo per cui ami le persone che ami? O le ami e basta?
  • Magari ci sono persone che non sopporti. Potresti scegliere di amarle? Hai questa libertà?
  • Per quale motivo ti fanno male le critiche? Sai per quale ragione ti emozionano?

Le domande.

La consapevolezza non è semplice conoscenza.

Posso essere informato di qualcosa ma non esserne consapevole.

Ad esempio tutti sappiamo che il fumo fa male, ma ne siamo consapevoli?

Berresti del latte con scritto “può uccidere” sulla confezione?

No, eppure moltissime persone oggi fumano pur leggendo che le sigarette possono uccidere.

Pensaci, è ridicolo, ti pare?

Per sviluppare la consapevolezza devi imparare a porti molte domande. Non solo: ottime domande.

Ricorda che le domande che puoi porti non sono mai troppe, a patto che siano buone.

Infatti è attraverso le domande che noi orientiamo la nostra concentrazione, la nostra mente, e ti assicuro che sono queste domande a determinare la tua vita.

Se ti poni una domanda, infatti, troverai sempre e comunque una risposta.

E se la domanda è sbagliata, negativa, autodistruttiva, la risposta non ti aiuterà certo a vivere una vita felice.

Ti mostro un video dove ne ho raccolte parecchie.

Guardalo con attenzione perché questa è la chiave per sviluppare la tua consapevolezza.

Eccone alcune domande di base che ti aiuteranno a trovare ottime risposte.

Come?

  1. Come posso migliorare questa situazione?
  2. Cosa esattamente dovrei fare?
  3. Come fai a saperlo?
  4. Come posso superare questa difficoltà?
  5. Come posso risolvere questo problema?
  6. Come posso rendere positiva questa vicenda?
  7. Come posso convivere con questo problema?
  8. Come posso dare una mano a qualcuno?

Tutti/nessuno?

  1. Sono tutti disonesti?
  2. Sono tutti superficiali?
  3. Proprio nessuno offre il suo aiuto gratuitamente?
  4. Sbaglio sempre o anch’io ho ottenuto dei buoni risultati?
  5. Non capisco mai niente, ho anch’io ho imparato molte cose?
  6. Questa regola vale per tutti? Come fai a sapere che è proprio così?

Cosa esattamente?

  1. Cosa esattamente sto sbagliando?
  2. Cosa esattamente dovrei cambiare? Come?
  3. Cosa esattamente ho detto che non va bene? Come avrei dovuto dirlo?
  4. Cosa esattamente devo fare? Come dovrei farlo?

Come fai a saperlo?

  1. Come fai a sapere questa informazione?
  2. Come fai a sapere che questo comportamento è giusto? Come si potrebbe agire altrimenti?
  3. Come fai a sapere che le cose funzionano in un certo modo? E se ti sbagliassi?
  4. Come fai a sapere che questa cosa è sbagliata? Rispetto a cosa è sbagliata? Cosa esattamente non va bene? Come dovrebbe essere fatta?

Rispetto a cosa?

  1. Troppo costoso. Rispetto a cosa? Cosa potrei fare che sia alla mia portata?
  2. Poco efficace. Rispetto a cosa? Come dovrei agire per migliorare?
  3. Poco importante. Rispetto a cosa? In base a cosa definisci importante qualcosa o qualcuno?
  4. Rispetto a chi? Cosa differenzia uno stupido da una persona intelligente? Da cosa si vede?
  5. Bello (o bella). Rispetto a chi? Cosa esattamente giudichi per dirlo?

Le varianti sono infinite, o quasi, e se prendi dimestichezza con queste domande, vedrai che combinandole puoi scardinare qualsiasi critica, qualsiasi problema, qualsiasi difficoltà.

Questi sono solo alcuni esempi di come le domande posso aiutarti a comprendere meglio la realtà che ti circonda.

Quello che davvero fa la differenza è la ricerca continua di risposte.

 

Cerca sempre di capire: la verità è spesso un passo più in là

La strada verso la consapevolezza

Spesso parlo con persone e mi dicono che stanno vivendo un momento difficile e vorrebbero uscirne, quindi mi chiedono aiuto.

Una delle prime domande che faccio sempre è: per quale motivo questo momento lo consideri difficile?

Di solito sembra una domanda senza senso, ma è la più importante di tutte.

Anche se ti trovi in difficoltà, non dare per scontato che sia normale starci male, cerca di capire il perché soffri in quella situazione.

E quando scopri il motivo, non accontentarti e chiediti per quale ragione per te è un problema.

Magari per altri non lo sarà, ma per te sì.

Come mai?

Non fermarti a risposte come queste:

  • Sono più sensibile degli altri.
  • Ho avuto esperienze diverse che mi hanno reso vulnerabile.
  • Sono fatto, o fatta, così.
  • Sono diverso, o diversa, dagli altri.

Queste risposte sono superficiali e non ti permettono di capire davvero perché vivi la tua vita in un certo modo.

Meno ne sai, meno puoi cambiarla ed essere felice.

Arrivare alla consapevolezza richiede molte domande e molte buone risposte.

Metti in dubbio le tue certezze, metti in dubbio le risposte che trovi o che ti offrono gli altri.

Ricorda che il tuo obiettivo è arrivare alla verità, comprendere come sia la realtà al di là di schemi e pareri personali.

Non fermarti alle prime risposte, ai primi motivi, cerca di approfondire perché più scavi, più trovi risposte migliori, precise, più ti avvicini alla realtà.

Le domande hanno un impatto enorme sulla tua vita.

La qualità delle risposte che trovi dipende dalla qualità delle domande che ti fai e dalla tua capacità di non accontentarti delle prime risposte che trovi.

Ti suggerisco di leggere una guida fondamentale in questo, in cui ti spiego come allenare la mente.

Ci tengo a precisare che la consapevolezza non richiede né meditazione né qualsiasi altra pratica orientale.

La nostra mente può comprendere la realtà e arrivare a una profonda consapevolezza.

Chi pensa che si debba ricorrere a filosofia esotiche non ha capito bene cos’è la consapevolezza 😉

Più alleni la tua mente, più impari a cercare sempre di comprendere, più diventerai consapevole di cosa ti circonda, delle tue regole, dei tuoi schemi.

La consapevolezza si sviluppa praticandola, volendo fare quel che quasi tutti oggi preferiscono evitare: pensare.

Attento, o attenta, a non cadere nella trappola di credere che tu pensi meglio degli altri.

A volte ho conosciuto persone che lo credevano, ma poi le sentivo fare discorsi banali o superficiali.

Sai qual è un’altra grande presa di consapevolezza?

Renderti conto che tu non sei migliore, o peggiore, di nessuno.

Vale lo stesso per me e chiunque altro.

Semplicemente ognuno fa le cose al meglio delle sue possibilità, in base a cosa pensa di poter fare.

I limiti ce li mettiamo da soli, ma ricordati che siamo tutti capaci di potenzialità enormi, anche se non le utilizziamo mai.

Ovviamente essere consapevole ha come obiettivo quello di liberarti da schemi che ti impediscono di comprendere la realtà ed essere felice.

La consapevolezza ti permette quindi di vivere pienamente.

Sicuramente non considereresti vita, un’esistenza trascorsa in una prigione.

Se dovessi passare ogni giorno chiuso, o chiusa, in cella, penseresti di non poter vivere davvero.

La peggiore delle prigioni, però, è la tua mente.

È senza sbarre, quindi la si nota poco, la costruisci con le tue stesse mani, o meglio con i tuoi pensieri, per cui non te ne rendi conto, ed è uguale a quella di tutti coloro che ti circondano, per cui sembra normale.

  • Perché non metti un vestito che non va di moda o non piace agli altri?
  • Perché, se sei una donna, non puoi uscire senza trucco?
  • Perché non puoi dire, soprattutto se sei un uomo, che ti viene da piangere al cinema per la commozione?
  • Perché non puoi fare il lavoro che ti piace anche se non avrai un futuro assicurato?
  • Perché non puoi vivere come preferisci ma devi seguire la società, le regole, la cultura?

Pensiamo di essere liberi perché possiamo fare quel che vogliamo. Ma poi vogliamo fare solo quello che tutti approvano.

Non ti piace ricevere disapprovazione, rifiuto, derisione, vero? Per evitare che gli altri siano contro di te, fai quel che tutti condividono.

Libertà?

Per questo ti consiglio di leggere una guida in cui spiego come conoscere se stessi.

Ci troverai alcune domande fondamentali per comprendere meglio chi sei, la tua natura, e per riflettere a fondo sulla realtà.

E non perderti nemmeno quella in cui spiego come volersi bene.

Essere consapevoli, però, non significa infrangere le regole, rifiutare la tradizione e andare contro corrente a ogni costo.

Significa essere coscienti delle regole e degli schemi, coscienti di cosa vuoi fare tu, con la tua testa, di come gli altri e la società possono influenzarti.

  • Non pensi se fai il contrario di quello che fanno gli altri.
  • Non sei consapevole se vai contro il parere della società.
  • Non hai una migliore consapevolezza perché non segui le  idee di massa che vanno di moda oggi.

Sei consapevole se sai il motivo perché scegli una direzione e non un’altra.

La consapevolezza non è tanto nella scelta finale, ma nel processo con cui ci arrivi.

Puoi controllare qualsiasi cosa di cui sei consapevole.

Se io so che la mia società mi influenza a fare una scelta, ad esempio vestirmi alla moda, allora posso scegliere i miei vestiti senza seguire per forza la moda e senza doverla rifiutare per principio.

Non è più libro chi rifiuta le regole. Non lo è chi le segue.

Non conta se fai quello che fanno gli altri o l’esatto contrario: conta se questa scelta è consapevole, libera, se è tua e non della società che ti circonda.

Se impari a riconoscere le pressioni degli altri, della società, dell’ambiente in cui vivi, puoi farti una domanda meravigliosa: se fossi libero, o libera, cosa farei?

Diventi consapevole quando inizi a vedere chiaramente le pressioni che ricevi e scegli considerando quelle pressioni ma senza che loro ti controllino.

Questo inizia nel momento stesso in cui apri gli occhi e ti rendi conto di cosa cerca di condizionare le tue scelte.

Più sei consapevole di cosa c’è attorno a te, e dentro di te, più ne sei padrone, o padrona, e quindi hai la forza di controllare la tua vita.

Si chiama libertà.

Cosa accadrà quando cominci a farti tante domande, a voler sempre comprendere, andare a fondo, quando superi schemi e filtri con cui hai vissuto tutta la vita?

  • Capirai cos’è la libertà e scoprirai di poter prendere tutte le decisioni che preferisci.
  • Potrai cambiare vita davvero: avrai totale potere e controllo su di te.
  • Nessuno potrà farti stare male, nessuno e niente potrà condizionare la tua vita.
  • Scoprirai che è possibile essere sempre felici. Hai letto bene, sempre.
  • Niente sarà più come prima.

L’ultimo punto potrebbe spaventare, ma è giusto che lo sottolinei: la consapevolezza è una strada senza ritorno.

Perché?

Perché ogni regola che tu segui nasce dalla convinzione che rispecchi la realtà.

I filtri che hai, le regole, gli schemi che usi per prendere ogni decisione, sono frutto di quella che credi essere la realtà.

Ma una volta che apri gli occhi e la realtà la vedi in modo diverso, più autentico, ogni regola sarà stravolta e tu inizierai a cambiare.

Questo cambiamento coinvolgerà ogni ambito della tua vita.

A cambiare sei tu.

Quando ti rendi conto che le cose sono molto differenti da cosa hai sempre pensato, allora comprendi che le regole che hai sempre avuto sono sbagliate.

Osservati attorno: quante persone pienamente felici vedi?

E quante che si ritengono felici lo sarebbero se perdessero le cose a cui tengono di più?

La nostra società propone regole che, tolti i filtri, sono completamente sbagliate.

Ecco qualche esempio che ho scoperto in questi anni e ha cambiato la mia vita:

  • Il passato non conta, quello che hai fatto o hai vissuto non ha alcun potere di condizionare la tua vita. Incredibile vero?
  • Le tue emozioni le crei tu con i tuoi pensieri. Nessuna persona o niente può farti emozionare.
  • Nessuno può renderti felice o infelice, nemmeno la persona più speciale del mondo. Incredibile anche questo, vero?
  • Non hai bisogno di nulla per essere felice.

Come vedi queste sono cose che infrangono ogni regola con cui cresciamo.

La realtà, però, è così, non ha molto a che vedere con le regole che ci siamo portati dietro per anni.

La consapevolezza è indispensabile perché devi comprendere tutto questo se vuoi essere felice.

Altrimenti continuerai a cercare la felicità, senza trovarla mai.

Ora ti mostro alcune cose che ho imparato aprendo gli occhi: ti aiuteranno a rendere più semplice e veloce questo processo.

 

Ecco la realtà che ti è sempre davanti ma non avevi mai visto!

 

Una delle cose più importanti che ho scoperto levandomi la benda dagli occhi, è che siamo sempre, completamente, liberi.

Lo spiego bene in una guida in cui ti dico cos’è la libertà.

Quando ho compreso questo, liberandomi dai filtri di una società che spesso ci fa sentire limitati, costretti, intrappolati, ho preso in mano il timone della mia vita.

Inoltre mi sono reso conto che la felicità non dipende da fattori esterni.

In pratica la felicità è una condizione della nostra mente.

Non dipende né da quello che ti accade né da cosa fanno gli altri.

Pazzesco vero?

Te l’ho detto, siamo completamente liberi.

Per capirlo bene, però, devi leggerti questa risorsa in cui ti spiego cos’è l’indipendenza emotiva.

Fidati, è una delle cose più importanti a tua disposizione, una delle consapevolezze principali da fare tue.

Poi ho scoperto che il fallimento non esiste.

Già, a volte non ottieni quello che speravi o per cui hai lavorato, ma non esiste fallimento.

Ogni volta che agisci e lavori ottieni dei risultati.

A volte saranno quelli che volevi, altre no.

Il segreto è renderti conto che tu non sei quei risultati, che puoi migliorare, che sbagliare non è sbagliato, che la tua autostima è ben altra cosa.

Sì, un altro ricco approfondimento che ti consiglio di leggere, perché capire cos’è l’autostima è un passaggio chiave per sviluppare la tua consapevolezza.

Inoltre mi sono reso conto che non siamo i nostri comportamenti o il nostro carattere.

Non siamo definiti dai nostri geni, dall’ambiente in cui cresciamo, da chi frequentiamo.

Tu puoi essere chi vuoi e se non ti piace come sei, sei libero, o libera, di cambiare.

Se vuoi modificare il tuo carattere ho scritto una guida in cui ti spiego come farlo in un mese.

La lezione più importante della mia vita è senza dubbio quella che mi ha insegnato cosa significa amare.

Ogni giorno me ne rendo conto sempre di più: confondiamo l’amore con il bisogno degli altri.

Ecco una consapevolezza che trasformerà in modo immenso la tua vita: nessuno può renderti felice.

Non hai bisogno di niente e nessuno per esserlo.

Infine, l’ultima lezione che ho appreso e voglio condividere con te, riguarda la consapevolezza che il caso, o la fortuna, non esistono.

Ricordi che la consapevolezza sta nel saper andare oltre schemi, pregiudizi, regole o preconcetti?

Quando te ne liberi puoi vedere la realtà.

Io l’ho vista e mi sono reso conto che non esiste solo quello che vediamo.

Non siamo fatti di carne e ossa solamente, abbiamo uno spirito, esiste una dimensione che non vedi con gli occhi e non tocchi con le mani, ma è altrettanto reale.

La spiritualità è il tema di un’altra risorsa che voglio tu legga, perché ti aiuta a capire la nostra natura.

Ricorda l’esempio della moneta d’oro: la realtà non cambia solo perché tu la vedi diversamente 😉

Proprio per questo ci sono alcune cose che devi comprendere.

  1. L’ottimismo è la visione più realistica che tu possa avere della vita. Senza non arrivi a comprendere la realtà e rimani prigioniero, o prigioniera, di una visione distorta e distruttiva.
  2. La speranza non muore mai, anche se molti smettono di vederla. Tu devi invece imparare a coltivarla ogni giorno.
  3. Fidarsi degli altri non significa dargli le chiavi di casa, e non fidarti non è prudente, ma significa che non hai compreso cos’è la fiducia. Meglio scoprirlo subito, ti servirà tantissimo!
  4. Spiritualità e fede per me sono legate. Perché credere in Dio? Ti spiego cosa ho visto quando mi sono tolto filtri e preconcetti.

tanto, e se sapessi che è solo una briciola di tutto quello che puoi capire, vedere, comprendere.

 

Conclusioni

Perché ti ho suggerito così tante risorse?

Perché la consapevolezza sta nel vedere la realtà.

Se inizi da quel che ho visto io, e vedo ogni giorno, sarà tutto più semplice.

Io non ti dico cosa devi credere o cosa è vero, ti dico cosa vedo, perché, come ci sono arrivato e cosa mi convince che sia la realtà e non la mia visione distorta.

Poi sta a te farti molte domande, riflettere, aprire gli occhi, sperimentare e capire.

Io voglio darti gli strumenti e i punti di partenza migliori perché tu possa sviluppare la tua consapevolezza e cambiare la tua vita.

Diventare felici è impossibile senza comprendere la realtà.

Ricorda, non cambia perché a noi non piace.

Si tratta di comprendere, sempre meglio, sempre di più.

Più tu apri gli occhi e impari a vedere senza filtri, o almeno consapevole che ne hai, più prenderai le decisioni migliori, saprai amare gli altri, essere felice.

Si tratta di un percorso che inizi adesso, scegliendo di levarti dagli occhi quella benda, e che durerà tutta la vita, posso assicurartelo.

Non è faticoso come sembra, perché è un modo di vivere, diventerà normale, semplice, il tuo modo di essere.

5 Verità sulla tua vita

Ci sono 5 verità che ti riguardano da vicino e che in questo preciso momento stanno decidendo chi sei, se sei felice, perché hai trovato il mio sito.

In 5 semplici domande ti aiuterò a scoprirle.

Inizia il test

Cambia vita in 10 passi

Cambia la tua vita in 10 semplici passi

Accetta la sfida dei 30 giorni: scarica GRATIS il mio manuale e applica i 10 semplici passi con cui cambiare la tua vita.

Azioni semplici ma concrete che ti aiuteranno a cambiare, quasi senza fatica, il tuo modo di vivere.


Scarica il manuale GRATUITO ⇒

Condividi

Da oltre 7 anni mi occupo di felicità: la studio, la osservo, la vivo e la condivido. La mia missione è aiutare tutti a cambiare la propria vita ed essere felici.
Su Diventarefelici.it porto la mia esperienza personale e quella delle tante persone che ho conosciuto e aiutato in questi anni per dare il mio contributo: voglio migliorare questo mondo, e più persone diventeranno felici, più ci riuscirò.
Questa è la mia missione.

27 Commenti

  1. Ciao Giacomo,
    ad un certo punto nell’articolo dici che: ”Se io ti voglio bene, ma mi comporto in modo opposto a come tu ritieni giusto, questo non cambia le cose: io ti voglio bene”.
    A questo punto però mi chiedo: volere bene non significa anche andare incontro ai desidèri dell’altro? Nel senso che se voglio bene ad una persona cercherò sicuramente di renderla felice, e ciò implica il fatto che devo comunque fare qualcosa che lei ritenga ”giusto” o positivo per la sua felicità.
    In sostanza dovrei, diciamo così, smussare la mia visione della vita per cercare di andare incontro all’altra persona (e lo stesso naturalmente dovrebbe fare anche lei, a meno che non abbiamo già dei punti di vista molto simili).
    Che ne pensi?

    • Dipende.
      Se la persona vuole a tutti i costi una cosa che tu sai essere sbagliata, come il bambino che vuole l’ennesimo giocattolo che poi non userà più di due minuti, è davvero la cosa giusta darglielo?
      Se la felicità non deriva dalle cose esterne, allora non rendi gli altri felici dando qualcosa. Di più: non puoi rendere gli altri felici neanche amandoli.
      La felicità è una scelta personale che ognuno deve, se vuole, fare, un percorso interiore.
      Aiutarla, mostrarle la realtà, saperle anche dire di “no” quando serve è indispensabile per amare, per aiutare gli altri a diventare felici. Leggi questa pagina 😉

  2. Ho letto cose interessanti anche se pensò che la cosa più difficile da fare sia abbattere i propri schemi le proprie regole sono tutte cose che ci si è cresciuti e per quanto sono di larghe vedute e di una mente aperta non è facile ….ci proverò .ho una curiosità come mai ha iniziato a fare questo percorso ? Cos’è che gli e l’ha scaturito ?

  3. Ciao giacomo

    Ho quasi 28 anni ed ancora non sono riuscito a capire chi sono veramente. Purtroppo non ho interesse praticamente in qualunque cosa faccia e anche quando trovo qualcosa, dopo poco tempo scema e mi trovo punto e a capo. Tutto questo si ripercuote sull’ autostima e ultimamente sto notando notevoli scatti d’ ira. Sto consultando uno psicoterapeuta tuttavia so che il percorso da fare è ancora molto lungo. L’ unica cosa di cui sono certo è che nella vita in generale non ho mai avuto il pieno controllo delle cose controllabili da me nonostante l’ impegno messo, uno come me come farà a vivere?

    Daniele

  4. Caro Giacomo sono contenta di fate il tuo corso.Tutto quello che mi fai scoprire è meraviglioso, mi sento già meglio.Sono un tipo che riflette molto ma da sola non sarei mai riuscita a scoprire certe cose.Grazie.

  5. Complimenti Giacomo,
    Io ho 81 anni e 26 anni fa’ ero disperato per quella che era la mia vita e non potevo piu’ sopportare gli italiani. Ho quindi mollato tutto e da solo in camper ho girato il mondo per 17 anni alla disperata ricerca di risposte.
    Diversi anni in oriente sono serviti a farmi conoscere me stesso e cosi la mia vita e’ cambiata completamente.
    Da 5 anni vivo super felice in Sud Africa e invio aforismi che ho scritto io ad un gruppo di circa 80 persone nella speranza che serva ad aiutarli ad affrontare la vita felicemente, ma avendo imparato che non e’ facile che li leggano, sono cortissimi ed hanno un solo soggetto.
    Ti auguro che il tuo lavorone venga apprezzato come merita.
    Cordiali saluti
    Roberto

  6. Ciao Giacomo, grazie per tutto quello che condividi con noi! Io mi sento confusa. Ho lasciato mio compagno dopo 10 anni e nemmeno per la prima volta a gennaio di questo anno. Sono andata a vivere da sola, prima vivevo con lui. Poi dopo un mese ci siamo riavvicinati di nuovo. Ora non so più che fare. Ho bisogno di trovare un posto dove pago meno affitto perché da giugno il residence che mi affitta mio locale aumenta di tanto il prezzo per poter fermarmi tutto l’ anno. Mio compagno o ex compagno (nemmeno so come definirlo), nuovamente è disponibile a riprendere la convivenza con me nel suo appartamento in affitto. Io più passa il tempo mi sento ansiosa perché devo decidere dove andare altrimenti incorrero spese economiche che andranno a prosciugare tutte le mie risorse. Forse il mio problema è che non ho entrate economiche e quindi spendere tanto mi prosciuga, poi dovrò trovare un lavoro che mi aiuterà ad andare avanti. In tutto questo faccio i conti solo io. Avverto il bisogno però di decidere per prima cosa dove continuerò a vivere. Non so se tornare con lui andrà bene per me perché mi rendo conto che ho difficoltà a rinunciare alla mia libertà che vivendo insieme si perde. Poi non so se tornerei perché lo amo o perché mi aiuta a risparmiare e mi evita di dover trovare con urgenza un locale per me che costa meno e lavoro. Come ultima spiaggia mi vedo costretta a tornare nel mio paese di origine ma poi non so se ci riuscirò a chiudere con lui definitivamente. Ho paura di prendere la decisione sbagliata e di voler ancora ribaltare tutto. Lo so, solo la morte è sicura, ma come faccio a capire qual’ è veramente la strada da proseguire.

    • Ciao Michela,
      scegliere dove vivere nel momento in cui alcune soluzioni sono possibili e altre no, per motivi economici, ovviamente diventa una scelta “limitata”.
      Abbiamo poco più di un mese… sentiamoci.
      Parliamo a 4 occhi e vediamo se riusciamo a farti trovare lavoro in 6 settimane.
      Poi credo che questo potrebbe rendere più semplice qualche scelta, e magari schiarirti le idee su altre.
      Che ne dici?
      Contattami 🙂

  7. Ciao, ho letto quasi tutte le tue guide e a tal proposito volevo parlarti.
    Sono un ragazzo di 31 anni, di sani principi, valori, educato, simpatico e anche bello fisicamente.
    Non riesco a capire perché vengo sempre lasciato . In 10 anni ho avuto 3 storie , una di 1 anno, una di 6 e una di 7 mesi e ogni volta mi sono sentito distrutto . Anche ora che è finita da poco mi sento dilaniato, vuoto, solo , pieno di paura. Mi sento preso in giro perché dopo 6 mesi che lei mi raccontava di sposarmi, di fare una famiglia che è stra felice di avermi incontrato perché sono un uomo vero e tante altre cose belle , da un giorno all’altro, per paure sue , ha mollato tutto. Ero tutto il suo mondo e poi più niente. Diciamo che ha 22 anni e non sta proprio bene di testa perché è molto indecisa su tutto però non avrei mai pensato a una decisone così. Devo ammettere che nell’ultimo periodo pensavo spesso a lasciarla se non avesse cambiato atteggiamenti . Adesso però Mi manca da morire. Mi sento iper vuoto e solo. Come faccio a credere nelle persone? Non si è mai sicuri . Tutto quello che ti raccontano non è vero. Forse non mi amo abbastanza, ma quando ti fanno così male ti crolla tutto. Non hanno coerenza e non pesano le parole.
    Non capivo proprio perché devo attirare persone così. Io vorrei solo una donna per costruire un futuro e invece mi trovo solo schifo… Credo in Dio , ma adesso non riesco a sentire il suo amore per me. Non vedo nulla di positivo in tutto ciò. Ma sembra che si diverta a farmi soffrire. E ti dirò di più, ogni volta che chiedo a Dio di far andare bene la storia se è la donna per me o di lasciarla andare se non è per me la storia finisce. Io dico, non poteva essere quella giusta gIusta e basta. Sono stanco davvero.
    Attendo una tua risposta . Anche con consigli pratici.
    Grazie. Complimenti per gli articoli.

    • Ciao Mattia,
      poniamo che Dio ti abbia ascoltato e ogni volta che gli chiedi di allontanare quella ragazza se non va bene, lui ti accontenta.
      Non è ciò che vuoi?
      Lo so, dici tu, potrebbe farti incontrare quella giusta 🙂
      Il problema è la pretesa.
      La pretesa indurisce, chiude, stanca.
      Se hai stabilito che devi trovare la donna giusta per essere felice, allora stai sbagliando.
      Prima devi essere felice, poi trovi la persona giusta.
      Non fare mai dipendere la tua felicità, nemmeno un po’, da chi hai intorno, altrimenti dipenderai da loro, ti attaccherai a loro e pretenderai tutto, finendo per non riuscire ad amare affatto queste persone.
      Consigli? Apriti e cambia il tuo modo di vivere.
      Totalmente.
      Segui il video che trovi qui 🙂

  8. Ciao giacomo
    Ti scrivo per esporti il mio probl
    Io ho un pnsier ossessivo da ormai 8 mesi mi tormenta ti spieg in breve
    Per colpa di un soprannome datomi solo per cattiveria” mezza palla.” penso sempre a questa parola m8 tormenta mi da troppp fastidio essere cnosciuto come m.p
    Io mi sn sempre ribbellato e ora nn mi chiamano piu cosi ma ho il timore che mi chiamino alle spalle.
    Ho avt attaccho di panico ecc e il mio psiclogo dice che devo accettare. Ma nn ci riesco mi da tropp fastidio!!!

    • Ciao Antonio,
      dove sta il problema se ti chiamano così?
      Per quale motivo ti infastidisce?
      Il punto è capire cosa tu trovi di negativo in questo soprannome.
      Leggi questa guida, è indispensabile se vuoi imparare a lasciare andare le emozioni negative e non essere più sensibile al soprannome 😉

      • Mezzapallaa e un soprannome offensivo! Di sicuro nn e dei piu simpatici infatti mi da fastidio e un dato di fatto . e nn sopporto di esse conosciuto cn questo nomignolo. Ma nn pox farci niente perché nn pos cntrollare le menti altrui. Forse dovrei fregarmene ma nn ci riesco. Io nn sono mezzapalla!pero devo accettare ke qualcuno mi chiami?? Ciao grazie.

        • Accettare non vuol dire subire.
          Se c’è un terremoto puoi rifiutarlo, ma il terremoto rimane.
          Puoi rifiutare che ti chiamino così, ma se loro sono abituati a farlo, continueranno.
          Probabilmente puoi imparare a non dargli peso, non rispondere quando usano quel nome li costringerà a usare il tuo.
          Puoi fargli capire che non ti rispecchia e quindi non ti “giri” quando lo usano, perché tu “sei Antonio”.
          Col tempo è possibile che smettano, ma di sicuro devi tu imparare a non dargli importanza.
          E che ti dia fastidio è un dato, ma non una cosa inevitabile. Leggi questa pagina, tutto dipende da come lo vivi 😉

        • Grazie per le risposte
          Cmq il nomignolo nn lo usano piu quandoando mi chiamano da anni! Ma ho il sospetto ke mi kiamino in mia assenza.
          Ho detto mille volte ke mi da fastidio. E tt e cminciato quando ho sntito un mio amico chiamarmi cosi in mia assenza! Da li e cminciato il dubbio ossessivo!. Sn condapevole ke nn pox farci niente ma mi sale un nervoso perche so ke queste kose rimangono nel tempo. Accettare per me e mlto difficile perche per me e molto importante il riconoscimento sociale. E essere cnsciuto cn quest nomignolo nn ci sto. Grazie ancora

  9. ciao Giacomo, ho letto questa colazione sulla consapevolezza perchè mi rendo conto che è l’errore che io commetto sempre, quella di vedere una realtà diversa da quello che è e allenarmi ogni giorno con la mente dovrebbe essere il mio esercizio quotidiano che mi porta a modificarmi, ma non è sempre facile, soprattutto quando io vivo costantemente i sensi di colpa. Sono sempre stata abituata a pensare al dovere, agli altri prima che a me, che ogni giorno trovo difficile fare delle scelte per cambiare questa rotta. Mi rendo conto che è indispensabile, ma quando mi trovo con delle persone soprattutto di famiglia che mi chiedono favori al quale loro sono abituati a ricevere sempre la mia disponibilità io non riesco a tirarmi indietro e soprattutto mi da fastidio giustificare i miei rifiuti, perchè oramai sono abituati a una Barbara che non dice mai di no a nessuno…mi dai una mano in questo a fare in modo che ogni volta che scelgo non mi faccia prendere dai sensi di colpa e dai doveri perchè è giusto farlo.grazie Giacomo

    • Ciao Barbara,
      questa non è una colazione 😉
      Io ti consiglio di pensare prima a che decisione vuoi prendere.
      Anticipa le situazioni pensando a cosa vorresti davvero fare se ti sentissi libera di farlo.
      Pensa anche a come potrebbero reagire gli altri e pensa a come affrontare, con calma, amore, comprensione, le loro reazioni, fossero anche aggressive e deluse.
      Poi agisci.
      Devi accettare che gli altri non gradiranno i cambiamenti (a nessuno piacciono molto purtroppo!) e chiederti sempre e solo una cosa: è la scelta giusta?
      Leggi questa guida per avere qualche strumento in più, ma ricorda che devi abituarti a fare quel che di solito non fai.
      Occhio che all’inizio non sarà facile, ma se non ti arrendi per comodità, saprai cambiare ogni cosa.
      Ah, leggi anche questa pagina sulla mente, sarà preziosa 🙂

  10. Perché non puoi dire, soprattutto se
    sei un uomo, che ti viene da piangere
    al cinema per la commozione?
    Perché non puoi fare il lavoro che ti
    piace anche se non avrai un futuro
    assicurato? ciao mi ha incuriosito il perchè hai scelto queste due domande? cioè io non trovo nulla di strano nel dire e fare queste cose, e quindi non so rispondere al perchè non puoi dire o fare.
    Non hai bisogno di nulla per essere
    felice, in questa cosa, io penso che hai bisogno di saper pensare in un determinato modo, di conoscere determinate cose, e che se Dio esistesse davvero avremmo bisogno anche di lui.

  11. Molte grazie, davvero. Hai aiutato tantissimi (anche me) con questo lavoro.

    Solo una piccola cosa: la Meditazione di tipo orientale serve! Magari non è essenziale, ma ti assicuro ma chiarisce molte cose sul nostro modo di condurre la vita (oltre che ha allenare e stimolare Corpo, Mente e Spirito, e armonizzarli tra di loro). Ti spiego un’altra cosa, i grandi induisti,buddhisti, Zen, taoisti è gente molto equilibrata e felici, e conoscono l’Amore. Ma non è SOLO grazie alla Meditazione che hanno raggiunto quello stato di vita (quindi, sì la Meditazione serve ed è potente, ma da sola non basta per cambiarti la vita, almeno nel 99% dei casi), ma grazie ad anni di apprendimento che riguardano anche le cose che insegni tu.

    Ciao e grazie.

    • Grazie Mimmo,
      ho precisato il discorso sulla meditazione perché io, per esempio, non la pratico e per chiarire che chiunque, anche senza meditazione, può raggiungere una piena consapevolezza e vivere una vita felice 🙂

Commenta