Cosa fare nella vita: come trovare la propria strada

Non sai cosa fare nella vita? Certo, magari lavori o hai una carriera, studi e hai dei programmi, però non sei felice. Voglio spiegarti come trovare la propria strada, in modo semplice:

  1. Cosa fare nella vita se non coltivare le tue passioni?
  2. Scopriamo cosa ti interessa davvero!
  3. Cosa vuoi fare da grande: il lavoro perfetto.
  4. Come trovare la propria strada senza sbagliarsi.

Tra pochi minuti avrai le idee più chiare.

Non ti dirò certo io cosa è meglio per te, voglio solo aiutarti a capirlo.

Solo tu puoi trovare questa risposta.

Per farti capire che puoi davvero trasformare una passione in un lavoro, rispondi subito alle domande del mio test.

Ti farà capire se anche tu puoi farlo e ti aiuterà a liberarti dai dubbi che sia “una cosa per pochi” e che magari per te sia impossibile.

Cosa fare nella vita se non coltivare le proprie passioni?

Cosa fare nella vita

Non ti nascondo la verità: tu non lavori per i soldi.

Nessuno lavora davvero per i soldi, perché non interessano a nessuno.

Aspetta, non correre, lasciami spiegare 😉

Mangi i soldi? I soldi ti danno amore? Ti danno da bere? Ti riparano l’automobile?

Che domande, ovvio che no, e tu non vuoi i soldi, ma solo quello che ci puoi comprare.

Il concetto è molto semplice: tu lavori perché vuoi essere felice.

Cosa centra la felicità con il lavoro o lo studio?

Tutto!

Facciamo un test molto veloce:

  1. Ti piace stare male?
  2. Ami provare rabbia o delusione?
  3. La sofferenza è tra le tue emozioni preferite?
  4. Ti diverti un mondo quando sei triste?

Perfetto: se hai risposto “no” a tutte le domande, vuoi essere felice.

Felicità significa che vivi una vita positiva, stai bene e provi emozioni come la gioia, l’allegria, l’entusiasmo, la serenità, la pace, la calma.

Continuo?

Siamo d’accordo, anche tu vuoi essere felice, come me d’altronde e come tutti quanti.

Per questo lavori, per essere felice.

Ricordati sempre che la felicità è il tuo grande obiettivo.

Molti commettono l’errore di pensare: oggi mi trovo un lavoro qualsiasi, poi domani, quando avrò più soldi, inizierò a fare quello che mi piace davvero.

Tutte queste persone stanno ancora aspettando quel domani.

Vuoi unirti a loro?

Certo, qualcun o dirà che c’è la crisi e non si trova lavoro e che puntare a coltivare le proprie passioni è impensabile in questo momento.

E se fosse proprio il contrario?

Se la passione fosse la soluzione alla crisi del lavoro?

Facciamo qualche considerazione.

Passiamo bene o male 8 ore al giorno lavorando. E c’è chi ne fa molte di più!

Lo facciamo, per lo meno, 5 giorni a settimana.

Anche qui con qualche eccezione.

Se consideri che fino a un certo punto questo tempo lo passiamo a studiare, e che poi il lavoro lo continueremo fino alla pensione, ti rendi conto che è un sacco di tempo!

Diciamo che al lavoro dedichiamo la maggior parte delle nostre energie, della giovinezza, delle nostre idee e del nostro tempo.

Fare qualcosa che consideri inutile, che ti lascia insoddisfatto, o insoddisfatta, e che non ti appassiona, è davvero uno spreco enorme.

Ti rendi conto che hai solo una vita?

Che ogni ora, ma che dico ora, che ogni minuto trascorso al lavoro non ti sarà più restituito?

Quanto è stupido buttare la nostra vita facendo qualcosa che per te non ha senso?

Vedo persone trascorrere il proprio tempo osservando l’orologio nell’attesa che la giornata finisca.

Cioè tu hai un giorno a tua disposizione e speri che finisca presto.

Ti rendi conto di quanto sia assurdo vivere così?

Se ti rimanesse una sola settimana di vita, la spenderesti lavorando? Continueresti a studiare? Faresti quel che fai ogni giorno?

Se pensi di no, allora significa che quello che oggi fai per te non è importante, c’è altro che conta di più.

È ovvio che dobbiamo lavorare e portare a casa i soldi, chi dice il contrario.

Ma se lo facessi trasformando nel tuo lavoro una passione?

Se potessi dedicare tutto il tuo tempo a qualcosa che ami davvero?

Non sarebbe fantastico?

Devi lavorare, è giusto, ma se per te il lavoro diventasse una gioia e una fonte di entusiasmo?

Il primo passo è scoprire qual è la vera passione che puoi trasformare nel tuo lavoro.

Prima tiriamo fuori tutte le possibili cose che ti piace fare, quelle che ti entusiasmano.

Poi ti spiego come capire quale è davvero la strada giusta da prendere.

Infine, cosa fondamentale, ti spiego come trasformarla in un lavoro solido e concreto.

 

Alla ricerca della passione (perduta): cosa ti interessa davvero

Conoscere se stessi

Spesso la domanda più difficile che faccio è questa: cosa ti piace fare nella vita? Cosa ti appassiona?

Sembra a molti assurdo che sia una domanda difficile, eppure mette davvero in difficoltà.

Tu lo sai cosa ami davvero fare?

Nessun problema: sfruttiamo la mia esperienza, così ti aiuto a scovare tutte le cose che potrebbero davvero appassionarti.

 

Che lavori hai fatto finora?

Io partirei da qui.

Non è detto che nelle tue esperienze passate ci siano passioni, ma è meglio controllare prima di scartarle!

A me interessa poco cosa hai fatto, mi interessa molto di più cosa ti ha dato l’esperienza, perché l’hai fatta e come ti ha cambiato.

Ma andiamo con ordine.

Comincia a scrivere tutti i lavori che hai fatto finora nella tua vita.

Visto che stiamo cercando la tua strada, la tua passione, prendili tutti in considerazione.

Sia quelli durati anni, sia quelli di pochi mesi, che fossi regolare o senza contratto.

Insomma, elenca tutte le volte che hai lavorato, che ti hanno pagato per fare qualcosa.

Adesso devi farti una serie di domande per ciascun lavoro, e devi farle con molta calma, dandoti tutto il tempo che ti serve per rispondere.

Piccola premessa: capire cosa fare nella vita è un passaggio cruciale, perché potresti investirci moltissimi anni futuri in questa strada.

Non avere fretta.

Detto questo, ecco le domande da porti per ognuna delle tue esperienze professionali:

  1. Per quale motivo hai fatto quel lavoro? Solo per i soldi o per qualche altra ragione? Non conta se sia professionale, a te interessa capire di più su quella tua scelta.
  2. Cosa ti è piaciuto di quella esperienza? Potrebbero essere anche dettagli di poco valore, apparentemente, o cose marginali.
  3. Per quale motivo ti sono piaciute queste cose? Perché non altre?
  4. Cosa ti ha divertito o entusiasmato? Ci sono stati momenti, attività, situazioni che vivevi con entusiasmo, con tanta voglia di fare? Lascia perdere se i comportamenti degli altri erano negativi, a te cosa entusiasmava o divertiva?
  5. Per quale motivo? Alcune cose ti entusiasmano o ti divertono, altre no. Che differenza c‘era? Cosa cambiava?

Rispondi a tutte le domande, un’esperienza lavorativa alla volta.

Non farlo di fretta, non rispondere in modo superficiale.

Datti tempo, pensaci con calma, rifletti, valuta le tue risposte, rileggile.

Renditi conto che stai facendo una cosa fondamentale, che se fatta bene, ti porterà a una delle risposte più importanti della tua vita.

Immagina che sia tua nonna, o un anziano signore a leggere queste risposte: capirebbe i tuoi motivi e le tue sensazioni?

Saprebbe dire perché ti piaceva una cosa piuttosto che un’altra?

Cerca di essere chiaro, o chiara, molta precisione è indispensabile in questo momento.

Scriviti le domande su un foglio e vai in un posto tranquillo dove puoi pensarci e rifletterci sopra con calma.

Anche se impieghi più giorni, va benissimo.

A te servono risposte chiare e precise.

Considera che a te non interessa molto il lavoro in sé. Magari alcuni sai bene che non ti interessano per nulla.

A te deve interessare il motivo per cui, anche un lavoro che non ti piaceva, ti sapeva entusiasmare in qualche situazione.

Io posso dirti che ho fatto per qualche anno il direttore di negozio. È un lavoro che non mi interessa e non rifarei, ma so anche cosa mi piaceva.

Quando comprendi questo, stai capendo meglio i tuoi gusti, cosa ti piace e cosa non gradisci.

Non è importante il lavoro in sé, ma il motivo per cui lo fai, cosa ti entusiasma, le circostanze in cui ti assorbe completamente, quanto scattano passione e voglia di fare.

Magari hai avuto esperienze negative, ma qualche dettaglio positivo potresti trovarlo anche lì, e a te interessa quel dettaglio.

Per capire cosa fare nella vita, come trovare la propria strada, non puoi accontentarti di un “ruolo” da ricoprire.

Devi scoprire cosa ti appassiona, e spesso gli indizi li troviamo ovunque, anche mentre facciamo cose che, di per sé, non ci interessano affatto.

 

Quello che hai studiato servirà pure a qualcosa!

Ambito scuola.

Dai, ci passiamo un sacco di anni, studiamo, sentiamo, ascoltiamo tantissime cose, facciamo esperienza: dovrà pur servire a qualcosa, ti pare? 😉

Anche in questo caso fai un elenco delle scuole che hai frequentato.

Come prima, non è che ti interessi il titolo di studio o le materie.

Se hai fatto ragioneria, puoi voler diventare un cantante, che importa?

Devi andare a cercare, ancora una volta, le scintille di passione e interesse, l’entusiasmo che, ne sono sicuro, avrai sperimentato di tanto in tanto nel tuo percorso di studio.

Magari la scuola che hai fatto non ti piaceva o gli sbocchi professionali che offre non ti interessano.

Va benissimo.

Ricorda che non conta cosa c’è scritto su quel pezzo di carta che tieni attaccato al muro.

Conta cosa hai imparato, che esperienza ti ha permesso di fare, come tu sei cambiato, o cambiata, anche grazie a questo percorso.

Ecco qualche domanda che ti guidi in questa seconda fase.

  1. Ci sono state materie che ti piacevano? Anche fossero quelle che si facevano una o due ore a settimana. Individua cosa ti incuriosiva e interessava, anche se marginale.
  2. Quali sono state le esperienze più belle? Hai studiato parecchi anni, e magari ancora lo fai, ma ti è rimasto sicuramente qualcosa di speciale da alcuni momenti. Quali sono? E per quale ragione ti sono rimasti dentro?
  3. Forse tutte le cose studiate erano inutili e noiose, ma non ci sarà qualche argomento, qualche pagina di un libro, o un sottocapitolo che in questi anni hai apprezzato? Sforzati, cosa ti è piaciuto, per quale ragione proprio quello?
  4. Cosa ti ha entusiasmato del tuo percorso? Esperienze extrascolastiche? Di studio? Qualche professore che ti ha lasciato un segno? Cerca di cogliere tutto il buono che hai trovato e di capire per quale motivo ti piace, lo consideri positivo e lo ricordi con affetto.

Vale la stessa regola di prima: devi cercare ogni minimo indizio di passione, entusiasmo e interesse.

Queste risposte, assieme a tutte quelle che tirerai fuori prima della fine di questa guida, immaginale come pezzi di un puzzle: più ne hai, più facilmente riuscirai a ricreare l’immagine sulla scatola.

 

Interessi e hobby: questa è facile (forse)!

Ultima fase di questa ricerca di tessere del tuo puzzle: cosa ti piace fare nel tempo libero?

Questa è forse una domanda decisamente più semplice.

Come impieghi il tempo libero a tua disposizione?

È anche la domanda più importante, perché magari studio e lavoro li viviamo spesso come necessità, forse nemmeno scelte troppo liberamente.

Nel tempo libero, però, diamo sfogo a cosa ci interessa davvero e ci dedichiamo a cose che ci piacciono realmente.

Pensa a tutti gli hobby che hai coltivato anche in passato, non solo a quelli attuali.

Come sempre scrivili tutti e poniti le prossime domande per ognuno di loro.

  1. Perché hai questa passione? Cosa ti piace, esattamente?
  2. Quali sono gli aspetti che ti entusiasmano di più? E perché proprio questi e non altri?
  3. Se dovessi convincere una scuola di ragazzi a dedicarsi a questa tua passione, come li motiveresti? Cosa li potrebbe entusiasmare?
  4. Se non potessi più dedicarle tempo, cosa ti mancherebbe di più?
  5. Cosa dovrebbe succedere per farti perdere entusiasmo? Immagina cosa dovrebbe cambiare in te, o nelle cose che fai, perché tu possa perdere interesse.

Ti ricordo che anche in questo caso non è importante cosa stai facendo nel tempo libero, quanto i motivi per cui lo fai.

Magari a me nel tempo libero piace spaccare la legna, ma di sicuro non è quello che voglio fare nella vita.

E qui credo sia doverosa una precisazione.

Cosa fare nella vita? Come trovare la propria strada?

È ovvio che questa domanda non la fai per capire come passare i sabato pomeriggio, ma come occupare gran parte del tuo tempo.

Parliamo di lavoro, quindi.

Lavoro inteso come quell’attività che riempie la maggior parte della tua giornata e che ti permette di vivere.

Siamo d’accordo vero?

Io aggiungo che deve essere qualcosa che ti appassioni, che ti dia l’occasione di fare la differenza e ti dia soddisfazione, che ti realizzi.

Come detto all’inizio, tu vuoi essere felice.

Per capire cosa fare nella vita, quindi, devi scoprire le regole della tua passione.

Molte sono le cose che ti piace fare, di sicuro con un po’ di tempo e risposte sincere, ne troverai anche di più.

Ma la passione vera, profonda, che deve diventare il tuo lavoro, è un’altra cosa.

Nell’ultima parte di questa guida ti spiego come riconoscerla.

Prima ti invito a lasciare un commento se trovi difficile il lavoro che ti ho mostrato finora.

Se non riesci a rispondere a quelle domande, se hai difficoltà a capire cosa ti piace di un lavoro fatto o di qualche cosa che hai studiato.

Sarò contento di poterti dare una mano a fare chiarezza.

Detto questo dobbiamo completare questo nostro orientamento e capire come si riconosce una passione vera, da semplici interessi.

 

Cosa vorresti fare da grande

Imparare a scegliere

Quelle che abbiamo tirato fuori con le domande precedenti sono tutte tessere del puzzle.

Magari hai in mente qualche professione che ti piace, ma non hai la certezza che sia la cosa giusta per te.

In questo caso devi capire cosa comporta in termini di attività concrete.

Altre tessere.

L’idea del dottore in ospedale, per esempio, è affascinante, anche grazie alla televisione, ma se lo diventi, poi che fai?

  • Quali sono i ritmi di quel lavoro?
  • Di cosa ti occuperesti ogni giorno, tutte le settimane?
  • Con chi hai a che fare? Che genere di problemi devi risolvere?
  • Che conoscenze ti servono per farlo? Come puoi ottenerle? Quanto tempo ci vuole e quanto costa?
  • Quali sono gli effetti collaterali? La parte scomoda di questa attività, gli aspetti spiacevoli o fastidiosi?

Devi avere risposte precise e certe a tutte queste domande.

Hai amici che svolgono quel lavoro? Ottimo, parla con loro e scopri cosa fanno.

Hai modo di passare qualche ora con loro e vederli all’opera? Meglio ancora.

Se non consoci nessuno, potresti andare su siti e forum di settore, leggere giornali rivolti a quei professionisti, contattare qualcuno tramite LinkedIn e chiedere informazioni.

Usare altri social per fare domande a chi svolge quella professione, fare ricerche su Google.

L’importante è che capisci cosa significa fare quel lavoro.

Niente teoria o sentito dire.

 

Identikit del lavoro perfetto

Che tu abbia in mente un lavoro oppure no, l’importante e che tu sia in grado di capire cosa ti piacerebbe fare.

Non conta, te lo ripeto, se è qualcosa che esiste o se quel che tu vorresti è normalmente diviso tra più professioni.

Devi capire cosa ti appassiona, questa è la cosa più importante.

Hai informazioni tratte dai tuoi lavori precedenti (e magari da quello attuale), da ciò che hai studiato e dagli interessi a cui dedichi il tuo tempo libero.

Magari hai anche raccolto molte informazioni su alcuni lavori che ti piacciono.

Il tuo obiettivo è mettere insieme questi elementi e definire cosa ti piacerebbe fare.

Chiariamo prima che passione e occupazione sono cose differenti.

Io ti invito a capire cosa fare da grande, ma non ti sto dicendo di scegliere un lavoro.

Se ti piace la musica non significa che devi fare il cantante, o il musicista.

Potresti preferire la composizione, scrivere musiche per videogiochi, oppure diventare un critico musicale.

Quello che a te deve interessare è capire cosa ti piace fare, cosa ti appassiona.

Non pensare a una professione in particolare, anzi, non pensare a nessuna proprio.

Il rischio è di rimanere intrappolati in etichette e categorie strette, che strozzano la tua vera passione.

Non badare al lavoro che potresti fare.

Pensando alla tua giornata tipo, cosa ti piacerebbe fare?

Scendi nel dettaglio, fai un vero e proprio programma giornaliero fatto di attività pratiche, impegni e cose specifiche che fai.

Come ti immagini il tuo lavoro?

Fai questo esercizio senza limitarti ai compiti di questa o di quella professione, esci dagli schemi.

Immagina di dover inventare un nuovo lavoro:

  1. Che compiti svolgi durante il giorno, cosa impegna tutto il tuo tempo?
  2. Che obiettivi devi raggiungere ogni sera, ogni settimana oppure ogni mese?
  3. Che strumenti vuoi utilizzare per farlo?
  4. Come li utilizzerai? In che modo interagisci con gli altri nel tuo lavoro?
  5. A chi ti rivolgi? Chi sarebbero i tuoi clienti?
  6. Cosa fai per loro? Per quale motivo loro chiedono aiuto proprio a te?
  7. Se ci sono persone che fanno qualcosa di simile, che differenze c’è tra te e loro?
  8. In cosa tu saresti unico, o unica?

Scrivi le risposte a queste domande ma ricorda: non pensare a un lavoro normale.

Non pensare a cosa faccia l’avvocato, piuttosto che il carpentiere, l’elettricista o il medico.

Non rispondere a queste domande pensando cosa fa la commessa, il cameriere o la centralinista.

Crea risposte che siano tue, basate su quello che ti interessa fare, su come vuoi impiegare il tuo tempo, ogni giorno.

Ecco qualche altro indizio che ti servirà:

  • Preferisci organizzare il tuo tempo in modo autonomo e indipendente?
  • Vuoi un lavoro pagato, da dipendente, oppure da autonomo, da libero professionista?

Questi sono altri due elementi davvero importanti.

Una volta finito questo processo hai davanti non un’occupazione, ma un modo in cui potresti impegnarti ogni giorno, qualcosa per cui valga la pena di faticare e lavorare.

Ma è davvero la tua passione?

Qualcosa che avrai la forza di trasformare nel tuo lavoro, concretamente?

 

Come trovare la propria strada: se è una passione si vede a occhio nudo

Come trovare la propria strada

Sai cosa vuoi fare, hai un’idea di come vuoi impiegare il tuo tempo.

La prima cosa da fare è rispondere a questa domanda: è qualcosa di utile e positivo per gli altri?

Se la risposta è no, lascia perdere.

Ricordi che siamo partiti da una considerazione basilare? Sì: tu vuoi essere felice.

Bene.

Ho scritto una guida che ti spiega come essere felice qualsiasi cosa accada.

Ti invito a leggerla perché se vuoi scoprire cosa fare nella vita è in cerca di felicità che stai andando.

Il punto è che se fai qualcosa che danneggia gli altri, anche indirettamente, non sarai mai felice.

Leggendo la guida capirai bene perché devi amare per essere felice.

Ovviamente se il tuo lavoro danneggia gli altri, siamo molto lontani dal concetto di amore.

Non solo.

Sai bene che il lavoro assorbe tantissimo del tuo tempo.

Se il tuo lavoro non è uno strumento attraverso il quale puoi amare, non sarai mai felice.

  • Da una parte devi amare il tuo lavoro, farlo con amore, entusiasmo e passione.
  • Dall’altro devi essere uno strumento che migliori la vita degli altri e possa fare la differenza, essere utile.

Considera questi due come requisiti indispensabili.

Se non fai qualcosa che sia buono, per chiunque, e che sia utile per qualcuno, stai gettando via il tuo tempo.

Intendiamoci, potrebbe essere divertente e ben pagato, ma se fa del male, non farai che rovinarti la vita.

Tu non vuoi i soldi, vuoi essere felice.

Non dimenticarlo mai.

E ti garantisco che non puoi essere felice, per davvero, se non agisci con amore, anche attraverso il tuo lavoro.

Ti consiglio di leggere due risorse importantissime: cos’è la felicità e crescita personale, cosa ti renderà davvero felice.

Detto questo, vediamo come riconoscere la tua vera passione.

 

Che farai tra 20 anni?

Immagina di fare quello che oggi ti sembra fantastico, anche fra 20 anni.

Non solo, immagina di alzarti ogni mattina, per 20 anni, per occuparti sempre della stessa cosa.

Ovviamente considera che qualsiasi lavoro sarà sempre nuovo, i problemi da affrontare cambiano, il tuo approccio o le persone con cui hai a che fare anche.

In generale, però, ti ci vedi a fare lo stesso lavoro per tutto questo tempo?

Come ti immagini fra 20 o 30 anni?

Considera una cosa molto importante: non ti sto dicendo che quello che sceglierai devi farlo per tutta la vita.

Anzi, io credo che sia bello cambiare e sperimentare.

Il punto è un altro: non iniziare un viaggio se non ha intenzione di andare fino in fondo.

Non avrebbe senso, non ti motiverebbe quando incontri difficoltà e ostacoli.

Non sarebbe una passione, se tra qualche anno pensi di scocciartene!

Rifletti con calma e cerca di capire se è davvero qualcosa che ti entusiasmerebbe anche tra 10 o 20 anni.

 

Niente ferie o pensione o stipendio

Il video che ti mostro adesso è stato realizzato dall’azienda American Greeting, che si occupa di bigliettini d’auguri.

A me a te non interessa questo (a meno che non devi inviare degli auguri!).

Ci interessa invece il loro video, che all’apparenza sembra centrare poco con quello che stiamo facendo, ma dopo averlo visto, capirai.

Se vuoi un minuto per dire a tua mamma che le vuoi bene, fallo, ci sta 😉

Detto questo a cosa ti serve questo video?

A capire che la tua vera passione deve avere le caratteristiche del lavoro del video.

Saresti disposto, o disposta, a lavorare gratis?

Ok, nessun problema economico, hai il necessario per vivere dignitosamente.

Ti alzi ogni mattina e impieghi tutto il tuo tempo, gratis?

La tua passione è vera se sei disposto, o disposta, a lavorare gratis, ogni giorno, per sempre.

Non dico qualche settimana, per un periodo di prova.

Dico per sempre.

Hai i soldi che ti servono, impieghi gratuitamente il tuo tempo perché quello che ami fare sia utile agli altri?

Hai letto la traduzione del video?

Gratificazioni indescrivibili.

Lavorare gratis è indispensabile, se non sei pronto, o pronta a farlo, vuol dire che non ami davvero questo lavoro.

Se vuoi essere felice devi farne uno che ti piaccia a prescindere da tutto.

Devi alzarti con entusiasmo ogni mattina perché non vedi l’ora di iniziare.

Affrontare qualsiasi problema con serenità, perché a te piace risolvere quel genere di problemi.

Non deve essere il denaro a motivarti, sarebbe un disastro.

Deve essere la passione.

Chi ti paga per coltivare un Hobby? Chi paga una mamma per quello che fa?

Nessuno.

Amore, ecco cosa ci spinge a fare le cose migliori e ci rende felici.

Devi amare quello che fai e farlo solo perché lo ami.

Aggiungi anche l’idea di non andare mai in pensione.

Smetteresti mai di fare qualcosa che ti piace perché hai raggiunto una certa età?

In pensione ci vai perché ti secca il lavoro, non vuoi più alzarti presto e ti scoccia, i problemi da affrontare non li sopporti più, vuoi fare altro.

Evidentemente non c’è passione o amore.

Se ti piace dipingere, non credo che a 65 anni smetti perché sei in età pensionabile.

Ti piace, non hai voglia di fermarti.

Deve essere qualcosa per cui non andresti mai in pensione e nemmeno in ferie.

Te lo dico chiaramente: riposarsi è un conto, ma desiderare di andare via per due settimane e non vedere l’ora che inizino le ferie, è qualcosa di diverso.

Quando desideri smettere di lavorare vuol dire che non ami quello che fai.

Ovviamente non confondiamo la passione con l’ossessione di chi non riesce a smette di lavorare.

Sono cose differenti.

Ma se tu hai una passione e sei in ferie, non dipingi, non suoni o non balli perché sei in vacanza?

Sarebbe ridicolo, anzi, è proprio il contrario: aspettiamo le ferie per fare le cose che davvero amiamo.

Quando fai qualcosa che ami non c’è pensione, ferie o denaro che contino.

Lo fai perché ti piace, e non smetti perché ti piace.

Punto.

Semplice.

Considera che non stai cercando un lavoro, ma come spendere il tempo a tua disposizione su questa terra.

Riflettici: sei qui per un motivo, la tua presenza ha uno scopo.

Qualcosa, che tu solo, o sola, puoi fare, aspetta proprio te.

Avere una passione così grande da volerla realizzare gratis, per sempre, senza ferie, pensioni, senza motivo che non sia l’amore per quello che fai, è un dono.

Un dono che non si può ignorare e che aiuta a capire come trovare la propria strada.

Trovala, è una delle cose più importanti, perché non è un lavoro, è la tua strada.

Ecco perché questi sono tre elementi che tolgono ogni dubbio e ti fanno capire se hai individuato la tua vera passione.

Se ne hai modo, prova e sperimenta.

Spesso hai l’idea che quel lavoro sarebbe fantastico o che un altro sarebbe orribile.

E se ti sbagliassi?

Se hai la possibilità, fai degli esperimenti.

Pensi che ti piacerebbe fare un certo lavoro? Offriti per un periodo di prova.

Se ne hai l’occasione, chiedi ad amici di farti fare un esperimento.

L’importante è che tu possa arrivare a capire se quella cosa la ami davvero.

Ora hai le idee più chiare, o meglio, sai come schiarirtele davvero.

Segui con attenzione questa guida, rispondi a tutte le domande, prenditi tempo, scopri chi sei e cosa desideri, cosa ti piace.

Non avere fetta, quella che cerchi è una risposta importantissima.

Ho realizzato una guida pratica che ti spiega come trovare lavoro.

Se sai cosa fare nella vita perché hai identificato la tua passione, questo è il passaggio successivo.

O se preferisci, ne ho scritta una per spiegarti come inventarti un lavoro, se vuoi invece creartelo con le tue mani.

Prima, però, devi avere questa risposta.

Pensaci con calma: lo faresti gratis, per sempre?

Se la risposta è sì, un sì convinto, hai scoperto cosa fare da grande e hai in mano una delle risposte più importanti della tua vita.

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Da oltre 7 anni mi occupo di felicità: la studio, la osservo, la vivo e la condivido. La mia missione è aiutare tutti a cambiare la propria vita ed essere felici.
Su Diventarefelici.it porto la mia esperienza personale e quella delle tante persone che ho conosciuto e aiutato in questi anni per dare il mio contributo: voglio migliorare questo mondo, e più persone diventeranno felici, più ci riuscirò.
Questa è la mia missione.

270 Commenti

  1. Pian piano e ogni tanto leggo i tuoi articoli.
    Con questo per me (e dico non solo “per me” nel senso di “secondo me”, ma anche “secondo la mia vita o una come la mia”) ci sbagli di brutto. E’ indubbiamente giusto far da coacher, motivare, ecc; però non puoi pensare che ognuno trovi la propria strada nella vita. E visto che a me piacciono gli esempi paradossali per farmi capire (purché nella natura umana, quindi ovviamente cazzate del tipo “voglio diventare un dinosauro” on sono ammesse), ti dico solo questo: posso diventare il presidente degli stati uniti? dirai di no perché non sono cittadino americano. Eppure è un no che passa da circostanza sociali, economiche, ecc.
    Se ti dicessi invece che il mio sogno è diventare pianista concertista – perché infondo invece che 20 pagine basterebbe una domanda per capire qual è il nostro lavoro ideale, ovvero: “che cosa faresti anche gratis?” – posso diventarlo? Se fossi un bambino, avrebbe senso motivarmi; se ho 60 anni e voglio iniziare adesso, no. Io penso e sono convinto che sia lo stesso identico principio.
    Parlare di certi argomenti troppo delicati può essere dannoso. E bada bene che non ho parlato neanche di soldi, che al contrario sono pressoché in pari con la motivazione (se non posso pagarmi lezioni ecc per la musica, come pensi che possa farlo?).
    Leggerò una tua riposta, dato che non so come mi pare tu le legga tutte. (quante ore ci metti al giorno?)

    • Ciao A,
      il tempo lo trovi sempre per le cose che ami fare 😉
      Perché a 60 anni non potresti diventare pianista? Scrivi “diventare pianista a 60 anni” su Google e leggi 😀
      la domanda è: vuoi suonare o fare concerti?
      Jovanotti o Vasco Rossi sono i migliori cantanti del mondo tecnicamente? Su, però Vasco ti fa 350.000 persone a un concerto.
      Passione, amore, queste sono qualità senza tempo e fanno la differenza.
      Poi è ovvio che a 40 anni difficilmente diventerai ballerino della Scala. M la tua strada è ballare, il ballo, o ballare alla Scala? Questa è cultura: chi dice che la Scala sia la meta giusta?
      Cerca una passione, qualcosa che ami e falla. Poi trovi il modo di farti pagare per farla (e ci sono 1000 strade, anche mai sperimentate prima!).
      Ma occhio che oltre al “mi piace”, puoi cercare il “Sono qui per questo”. Che va ben oltre la passione 😉

      • Ciao e grazie ancora per la risposta.
        Naturalmente parlo di passioni, non di click su facebook che per fortuna non ho. Parlo di cose che faresti anche gratis (e del resto fare il concertista non lo considererei mai un “lavoro”, per quanto indubbiamente possa avere anche quello i suoi lati stressanti, ma direi ampiamente ripagati). Il discriminante a mio avvisto sta in ciò che sei e ciò che puoi valere (economicamente) per il mondo. J. e V.R. non li so giudicare, perché non ascolto quel tipo di musica, dato che mi fa abbastanza schifo. Ma una cosa posso dirla, se parli prettamente di ambito musicale: l’importante è che tu sappia comunicare, che trovi il tuo pubblico. Ovvero quanto vali economicamente, se vuoi anche socialmente. Inoltre passa molto il fattore culo, perché è indubbio che ci voglia anche quello. Rimanendo nell’ambito pianistico, quante migliaia di pianisti bravi ci sono, e alcuni che rimangono nell’ombra. Perché? vuoi dire che sono meno bravi? anche, ma non per forza. Fattore culo, e anche fattore di sapersi vendere. Sono tante le cose di mezzo. Tu la metti troppo sul capire chi sei e per questo di conseguenza fare, ma per me è solo un’offensiva presa in giro.
        Posso spostarmi su un altro piano? prendiamo la “letteratura”. Quanto vuoto c’è anche lì, solo per vendere; magari coi soliti cliché che partono già dal titolo, dove ci deve esser per forza un contenuto sentimentale-erotico e misterioso? Qui vuoi parlare di passioni? al massimo solo la questione del saper comunicare, e in questo caso anche molto paraculistico: ci cerca solamente un modo per far soldi facili, inflazionando tantissimo quel mercato, perché tanto sai che c’è sempre un idiota che per leggere un romanzetto da 14enne spende 2-3 ore di uno stipendio medio. Solo per fare un esempio forse inutile per dire che quello che puoi fare e quello che vali economicamente non è per forza quello che sei. Provo allora con un esempio più concreto: hai mai visto un sito di lavoro recentemente? che lavori danno, molto a spanne? ambito economico, tecnico, periti vari, ingegneri, venditori. Questo a grandi linee dice cosa vuole il mercato attualmente. Non pianisti. (Ripeto intendo per lavoro: per guadagnare sufficientemente e venirsene fuori a quell’età dire di avere culo è un eufemismo). Se sei altro, devi avere o appunto culo e/o una grandissima capacità di venderti e/o conoscenze che ti possano aiutare a farti notare. Non esiste che volere è potere: se così fosse, molte vite sarebbero differenti. (in extremis mi viene anche da pensare a tutti i barboni e poveracci che ci sono… nel dire tutte queste cose li stiamo implicitamente giudicando, perché stiamo dando loro “colpa” per la loro situazione: non hanno fatto abbastanza, o non hanno fatto bene ciò che avevano, o hanno sbagliato altro, ecc. E aggiungici pure la questione soldi che dicevo, per cui se sono costretto a fare lavori di fortuna perché non ho mezzi per formarmi, nessuna passione mi solleverà da sé).
        Ho spiegato male perché ho in mente troppe cose. Ci metterei pagine su pagine, e te le risparmio volentieri.

        • Non condivido.
          Così ti lamenti, dici che tanto non dipende da te e ti rassegni.
          Auguri. Ma secondo me ti sbagli e perdi occasioni.
          Ci sono migliaia di pianisti che probabilmente vivono del loro lavoro. Non sono ricchi e famosi, ma ci vivono.
          Oggi tanti guadagnano su Amazon o altri siti vendendo ciò che scrivono. Non sono ricchi e famosi, ma ci vivono.
          Dipende da te.
          Tutti quelli che arrivano hanno culo e basta?
          Facile, così tu sei in pace e puoi lamentarti col mondo e la sfiga.
          Auguri se vuoi vivere così. Ma è falso.
          Dietro ogni successo, che agli occhi degli altri è culo e conoscenze, c’è quasi sempre lavoro, ore e ore di lavoro e sacrifici.
          Il mondo si divide in due: chi pensa che non funzioni niente e chi prova e spesso riesce.
          Ovvio che la passione non basta. Ci vuole metodo. Ma è possibile a tutti coloro che vogliono “pagare” il prezzo di questo impegno, non tanto come soldi (oggi poi puoi spendere poco o niente!), quanto come passione, determinazione e fiducia.
          Alla fine se tu non ci credi, non farai nulla e avrai ragione.
          Io ci ho creduto, ho fatto la mia parteo, e ho avuto ragione.
          Che tu ci creda o no, avrai comunque ragione diceva Ford, a te scegliere quale ragione avere 😀

  2. Ciao! Ho bisogno di un consiglio. Ho finito la scuola superiore, il liceo linguistico ormai l’anno scorso. Mi sono dovuta fronteggiare con la temutissima scelta universitaria, e, non sapendo bene cosa scegliere mi sono buttata su lingue. In un anno, però, ho capito che non faceva per me , sia per le materie, sia per gli sbocchi lavorativi. In questo caso, allora, ho iniziato a pensare a cosa avrei voluto fare e a settembre ho cambiato università. Adesso sto frequentando un’università sotto economia, che riguarda lo Sviluppo Economico e Cooperazione internazionale. Come facoltà è molto interessante, ma mi stanno assalendo molti dubbi sul percorso che poi vorrò intraprendere e sugli sbocchi lavorativi. Il professore ci ha comunque rassicurati sul fatto che, essendo un corso eterogeneo, possiamo dirottare la specializzazione in ambito economico (cosa positiva, visto gli sbocchi lavorativi per economia). E’ qualche giorno, però, che mi tartassano i dubbi, e se avessi fatto ingegneria o medicina? le materie scientifiche mi sono sempre piaciute, però anche quelle più umanistiche. Non vorrei che questi dubbi esistano solamente poiché ho paura di non trovare lavoro, ovvero mai nella mia vita prima di adesso avevo pensato di voler fare ingegneria o medicina. Cosa dovrei fare? come posso risolvere i miei dubbi? Non riesco a dare fine a questa mia ansia del percorso universitario ormai da quando ho finito il liceo.
    Grazie in anticipo, Ciao!

    • Ciao Giulia,
      fregatene del lavoro 😀
      Se hai in testa una professione e cosa offre il mercato, cercherai di capire cosa ti conviene fare, non cosa ti interessa.
      Hai risposto a tutte le domande che hai trovato in questa guida? Fallo e non chiederti “che lavoro posso fare?”, ma osserva le risposte, prenditi del tempo e cerca di capire come vuoi utilizzare il tuo tempo.
      Non che lavoro fare, ma come usare il tuo tempo. E da lì poi capire come tradurre quel che ti interessa in un’attività professionale 😉

  3. Buongiorno,
    ho provato a rispondere alle domande nei vari ambiti di interesse – Lavoro, Studio, Hobby – e mi si è presentato un patchwork di informazioni. Come dovrei utilizzare il “mio materiale” per il passaggio successivo? Qual è esattamente il passaggio successivo? Ho preso il libro. Non l’ho ancora letto. MI può essere utile? Ora, dopo, prima di questo excursus che sto seguendo?
    Grazie

    • Ciao Francesco,
      dovresti osservare quel che ti torvi davanti e cominciare a capire come vorresti utilizzare il tuo tempo.
      lo sottolineo: non che lavoro fare, ma come usare il tuo tempo ogni giorno.
      Se vuoi possiamo farlo insieme e posso darti spunti e domande con cui passare dalle informazioni a un progetto reale.
      Leggi questa pagina 🙂

  4. Non è difficile ! Anzi è proprio quello che mi serve!
    Mi dai gli strumenti per capire meglio me stessa !
    Riesco sempre a seguirti !!
    Anzi ti ringrazio perché mi tieni a galla ….

  5. Ciao Giacomo, leggendo il tuo email su come fare il lavoro della propria vita ed essere felici, mi è venuto in mente una cosa forse bizzarra per te o per molti, ma la mia passione, anche se al momento non è attiva, è fare sesso! Non vendere sesso ma fare sesso! Questo significa che potrei fare il Porno-Star? A parte il fatto che al momento non ho proprio “le phisique du role”…ma poi anche – non essendo credente – vengo da una famiglia cattolica e la mia felicità come dici anche tu è anche nel fare felice chi mi sta intorno, la mia famiglia di provenienza appunto! E non credo sarebbero felici, anche nella remota possibilità che a cinquant’anni trovassi posto lavorandoi come porno star! E poi il porno star, lavora davvero sodo ed è sotto stress, etc.. e a me piace stare sereno
    Altro che mi piace fare, è scrivere, è disegnare, è studiare, leggere, correre all aria aperta, magari al mare, e fare l’amore che non è solo sesso! Un bel casino? grazie – Ciao

    • Se diventassi scrittore, potresti scrivere al mare, con un portatile sulla spiaggia.
      Potresti insegnare le cose che studi organizzando così in spiaggia, o in zone verdi.
      Potresti diventare istruttore di fitness, personal trainer organizzando attività all’aperto invece che in palestra, inaugurando (se non esistono) le palestre a cielo aperto”. Ci sono milioni di cose… scegli una passione vera, qualcosa che faresti gratis, per fare la differenza nella vita degli altri, poi la trasformi in un progetto e vedi se, e come, possa diventare reale 😉

  6. Ciao! Ho risposto alle domande sulle esperienze lavorative e sulle esperienze scolastiche, ma non riesco a rispondere alle domande sugli hobby: ho passato la mia vita a studiare (ho fatto il liceo classico e sto per finire il Conservatorio, dove studio violino) e, nel tempo libero, alla ricerca di me stesso, perché non riuscivo mai a capire chi fossi, cosa volessi; in questo modo non ho mai coltivato hobby o interessi. Ho sempre suonato fin da piccolo il violino e questo ha assorbito tutte le mie energie, e non ho mai avuto il coraggio di abbandonarlo perché, nonostante non mi piacesse, almeno mi dava la possibilità di sentirmi qualcuno: ora che ho 27 anni mi sembra stupido abbandonare il violino, ma sento che non voglio fare il violinista, non ho mai ricevuto soddisfazioni dallo studio dello strumento, non ho nemmeno passione per questo strumento, vado avanti solo per abitudine. So che può sembrare assurdo, ma è come se avessi passato tutta la mia vita a fare finta di essere qualcuno perché non sapessi cosa scegliere, non avendo mai fatto esperienza di nulla a parte la musica: mi sembra di essermi svegliato con 27 anni di vita addosso senza sapere perché abbia voluto questo.
    Forse sono andato fuori strada rispetto all’argomento, e chiedo scusa.
    Attendo un tuo consiglio, grazie!

    • Ciao Mosè,
      meglio tardi che mai.
      Adesso dovresti poggiare quel violino e decidere cosa fare da ora in poi.
      lascia pure stare le domande sugli hobby, o magari rispondi pensando al violino, magari qualcosa di buono c’è anche lì.
      Vai avanti, rispondi a ogni domanda e usa le risposte per intercettare qualche spunto da cui partire.
      Non cerca un lavoro, pensa come vuoi utilizzare il tuo tempo, da ora in avanti. Che è molto diverso.
      Poi, se vuoi, possiamo sentirci e ti aiuto a tirare fuori idee e spunti su cui lavorare 🙂

  7. Mi trovo ad un bivio, lavoro già come freelance nel marketing ed eventi ed il mio lavoro sembra andare benino per ora (chiaramente come freelance non si hanno mai sicurezze assolute); ho appena fatto un colloquio per un’agenzia dove mi occuperei di marketing e organizzazione di viaggi (i viaggi, mia grande passione).
    Chiaramente la differenza sta nel fatto che non potrò più gestire il mio tempo flessibilmente come adesso (e andare via quando ne ho voglia) ma d’altro canto potrei sicuramente imparare nuove cose, instaurare nuovi contatti (da tenere conto che vivo all’estero ed il mio lavoro di freelance è online – quindi senza contatti reali nel Paese in cui sono), oltre ad avere uno stipendio fisso con sicurezza (diciamo poco più alto della media degli stipendi del Paese in cui sono).
    Mi trovo quindi ad un bivio e mi sto spaccando la testa…continuare con il mio lavoro di freelance e cercare di svilupparlo sempre più o iniziare l’altro?
    Ti ringrazio

    • Ciao Valentina,
      livelliamo la cosa 🙂
      Stesso stipendio, stesse ore di lavoro, stessa libertà. Quale dei due sceglieresti se fossero uguali?
      Se continuassi ad avere lo stesso livello di sicurezza economica e lo stesso tempo, cambieresti?
      Un passetto indietro: il lavoro da freelance che fai ti piace? Mi correggo, ti appassiona e lo faresti anche gratis?
      Prima di tutto cerca di capire cosa ti interessa davvero.
      Poi ci aggiungiamo gli altri pro e contro legati a tempo, soldi e il resto.
      Prima chiarisci cosa vuoi fare: è il punto di partenza 🙂

  8. trovo che i passaggi siano chiarissimi e, seppur con del tempo e molta concentrazione direi che mi stanno aiutando a focalizzare…ho trovato cose di me che non mi erano così chiare. Per cui grazie e complimenti, un bel lavoro e comunque una cosa utile per gli altri.

  9. Ciao Giacomo, anzitutto grazie per tutte le cose che scrivi, molti consigli li trovo davvero utili ed è davvero bello che tu li metta a disposizione di chiunque, gratuitamente.
    Sto approfondendo la conoscenza del tuo sito ma penso di aver già individuato l’argomento più importante per me in questo momento, ossia quello lavorativo.
    Vorrei esporti la mia situazione e chiederti, se vorrai, un piccolo parere.
    Mi presento brevemente: sono un ragazzo di 27 anni (ancora per pochi mesi) e laureato in giurisprudenza. Premesso che, forse lo saprai, la mia laurea non è esattamente tra le più ricercate in Italia, avevo/ho un sogno, che ormai coltivo da parecchi anni ma che non riesco a realizzare per via di molteplici difficoltà, fisiche/psicologiche: ho dovuto operarmi chirurgicamente per superare quelle fisiche mentre, da ultimo, sono stato scartato in un importante concorso per via di quelle psicologiche.
    Ora, non ti nego che l’ultima esclusione è stata un brutto colpo, ora non so bene che fare, se insistere su questa strada (l’età ce l’avrei ancora) oppure abbandonare questa prospettiva e dedicarmi ad altro, anche se non so bene cosa.
    Certamente partirei da un giudizio di inidoneità psicologica e saperlo non mi incoraggia a continuare, anzi. Infatti fra pochi giorni avrei un altro concorso in polizia ma, complice la difficile situazione economica in casa e le difficoltà nello studio, non so nemmeno se mi presenterò.
    Al momento sto anche svolgendo la pratica forense ma non sono contento, non credo che quella dell’avvocato sia la mia strada tant’è che mi sembra di stare solo perdendo tempo…
    Da dove dovrei partire secondo te?
    Grazie se vorrai rispondere e per il tempo che mi/ci dedichi.

  10. molto accattivante. Sono di quelle persone che non è facile da convincere a fare queste che, senza offesa. possono apparire come cavolate. Ma appena cominciato, sono andato avanti e mi incuriosivo sempre di più ed il risultato è che veramente questo ti fa fare un introspettiva della vita finora vissuta. Penso che sia un bel lavoro, per chi come me ha dei dubbi.

  11. ciao Giacomo scusa ti chiedo solo un paio di cose: primo sei cristiano? ovviamente libero di non rispondere.
    secondo se ho una passione e vorrei trasformarla in lavoro ma nella mia città non ci sono opportunità oppure ci sono ma a tempo determinato ed io devo mantenere due figlie come faccio? grazie
    stefano

    • Ciao Stefano,
      sì, sono cristiano, come spiego in questa pagina.
      Hai diverse opzioni: spostarti in un altra città (viaggiando o trasferendovi tutti), passare da un determinato all’altro facendo leva sulle tue capacità, trovare una via diversa, magari indipendente, che ti faccia gestire tutto come preferisci.
      Questo in generale, poi si può discutere nel dettaglio se mi dai altri elementi 😉

  12. ciao!grazie dell articolo.. ma se non si riuscisse ad individuare la propria passione?ho fatto tante cose nella mia vita ma poi mi sono sempre stancata di tutto e ho fatto sempre lavori e studi(sono laureata in architettura)che non volevo davvero e che ho fatto per ripiego..ecco.
    grazie
    Caterina

    • Ciao Caterina,
      di tutte le cose che hai fatto pensa a cosa ti piaceva, anche piccoli dettagli che ti indichino caratteristiche di cosa ti attira o ti senti.
      Inoltre parti da qualche parte: prova, sperimenta.
      E magari sentiamoci così posso aiutarti: leggi questa pagina 🙂

  13. Salve signor giacomo,sono riccardo loru…le posso dire che questi suoi consigli mi hanno delucidato sul fatto che ho una frase che mi “tormenta” sin da quando son piccolo e che mi disse mia madre ovvero: «perché fai l avvocato delle cause perse?» infatti tutt’ora ho l indole di provare a sistemare tutti i problemi degli altri sia piccoli che grandi (intendo i problemi) perché mi da soddisfazione quando riesco, riuscire a trovare una soluzione per andare avanti e anche parlando di lavoro idem perché oltre a creare l armonia per far si che il tempo sia ben passato mi fa più piacere vedere realizzare gli altri pur trascurando me stesso e mi sento rimproverare da amici e famiglia con la frase pensa a te stesso però io son dell idea che la nostra missione non è solo procreare e avere una “bella vita” come molti pensano, per non vivere sempre nell ignoranza e nell egoismo seppur involontariamente tant’è che piu si riesce a comunicare e più si hanno risultati ma il potere della comunicazione per quanto ho visto è in mano al male che comanda l uomo con il business e quindi la mia missione sarebbe riuscire a pulire un po questo “male”,come dice lei per avere una buona risposta bisogna riflettere sulla domanda e io mi pongo tante domande sul come fare e a volte penso che sia inutile però poi mi sveglio con la voglia di assediare la vera ingiustizia….chissà se penso troppo in grande,ma se siamo progrediti in cosi tante cose perché non progredire in una faccenda che riguarda tutti e per di più che mira al benessere totale.
    Mi scusi son passato dalla mia passione al mio grande sogno,comunque ora seguirò i suoi buoni consigli per affrontare meglio le mie giornate,capace che mi verrà qualcosa in mente passo passo.auguroni per tutto

  14. Ti ringrazio Giacomo ci penserò non appena mi sarà possibile, e nel frattempo qualche consiglio pratico per riuscire a prendere in mano la propria vita e le proprie decisioni senza sentirsi sempre responsabili per gli altri? Perchè davvero faccio molta fatica e non per insicurezza interiore, ma per il peso delle aspettative, mi giustifico un po’su tutto, eppure sono adulta…Grazie e buon pomeriggio, complimenti per il tuo lavoro 😊

  15. Ciao Giacomo, sono approdata sul tuo sito cercando riferimenti a una domanda tanto importante quanto impegantiva ovvero come trovare la propria strada lavorativa (trovare un senso e la propria vocazione), e ci sono molti spunti di riflessione interessanti

    Quando però si sente il peso delle aspettative degli altri (come quelle familiari), e si arriva a riconoscere quello che si sa fare e si deve fare, ma si fa fatica a lanciarsi col cuore, a riconoscere quello che si vuole davvero per il proprio futuro ( per non deludere o creare problemi) come si fa?

    Laureata due volte con il massimo dei voti, tanti sacrifici (non solo miei ma anche della mia famiglia per sostenermi e quindi mi sento ancora più in debito) e sono qui che ancora non trovo la forza (sicuramente il periodo è quello che è ed in più il senso di responsabilità prevale un po’ su tutto) di dire questa è la mia strada e la perseguo, perchè ad oggi non saprei nemmeno inquadrarla (a furia di cercare di non uscire dai binari credo di essermi bloccata).

    Grazie e Buona giornata

  16. Ciao Giacomo, nella mia vita ho sempre svolto lavori a contatto con le persone (barista, cameriera) in cui mi piaceva il contatto con le persone, poi ho lavorato in un’azienda piccola senza contatti esterni e non mi era molto piaciuto sia dall’ambiente sia dal lavoro in sé. attualmente lavoro in un centro commerciale come cassiera ma non mi ci vedo come lavoro nella vita. per questo motivo ho il punto di domanda sull’universitá razionalmente credo sia la cosa giusta da fare ma non trovo la giusta motivazione per prendere quel passo, e dire che studiare non fa mai male.
    cosa ne pensi?

    • Ciao Giulia,
      penso che prima di qualsiasi decisione devi avere le idee chiare.
      L’università va benissimo, molto potresti impararlo anche fuori da “percorsi accademici”, il lavoro potrebbe andare bene pure.
      la domanda è: che ne vuoi fare della tua vita?
      Questo è il punto di partenza. Devi cercare questa risposta, o almeno avere un’idea generale sulla direzione. senza censure, tutto si può fare se ci si impegna.
      E la motivazione è legata al senso delle cose, al senso che gli dai: se trovi qualcosa per cui “vivere”, la motivazione non ti mancherà mai 😉

  17. Ciao! E’ stato molto utile per passare l’ora di lezione di BI in Università.
    Ho apprezzato veramente molto tantissimo assai.

  18. Interessante…. Ma nel caso una persona non sia in grado di rispondere a nessuna delle domande da fare a se stessi???
    intendiamoci….se una persona a sempre fatto lavori schifosi odiati nel profondo senza nessun risvolto positivo, senza interessi di alcun tipo, senza hobby, senza amicizie e conoscenze, senza la scuola, confinati dagli altri…
    Il tutto non può fornire alcuna risposta di alcun tipo e purtroppo o conosciuto molti ragazzi costretti ad emarginarsi e non vivere xche non possono avere e neanche trovare le risposte o motivazioni…

  19. Voglio conoscerti sedermi a parlare con te capire arrivare ma non so dove. In Cina come in montagna ma richiede fatica ma è il sacrificio che non voglio fare. Sono 42 anni single ho un lavoro per modo di dire e cerco la felicità e la serenità per cambiare vita.

  20. E se ti piacciono troppe cose e non sai scegliere? Non mi piace pensare che una passione debba per forza diventare un lavoro, alla fine il lavoro è lavoro, non sempre la scelta di trasformare una passione in lavoro risulta intelligente perché poi si rischia di perdere un sacco di tempo dietro a qualcosa che poi ci rende comunque infelici perché, ad esempio, un fotografo costretto per guadagnare ad accettare qualsiasi tipo di ingaggio stai certo che nel tempo libero non vuole nemmeno vederla la macchina fotografica! Io la penso così…poi è anche vero che invece di perdere tempo a idealizzare un lavoro tipo quella che il suo sogno è fare di corsi di ago e cucito ma ci rendiamo conto?? Muoio veramente…siamo diventati degli utopisti sfaticati eterni infelici! La chiave per la felicità non è questa, essere felici significa anche accontentarsi. Dobbiamo fare un lavoro per cui ci sentiamo portati, certo, ma se sogno di fare il domatore di unicorni non posso farne una ragione di vita…

    • Ciao Cristiana,
      penso che anche se trasformassi la tua più grande passione in un lavoro, non sarà quel lavoro a renderti felice.
      Però è meglio dedicare il tuo tempo facendo qualcosa che ami, che non qualcosa che sopporti.
      Poi se hai tante passioni… chi dice che non puoi coltivarle tutte? se esci dall’idea del “posto” di lavoro, puoi fare di tutto, essere creativa, inventarti qualcosa di differente.
      Non devi definirti sulla base del tuo lavoro, ma definire lui sulla base di chi sei e diventi ogni giorno.
      Sul tema felicità ti invito a scoprire il mio corso per diventare felici: sarà prezioso su molto altro 😉

  21. Ciao Giacomo, sto seguendo già il corso e il programma di allenamento per diventare felice e in un commento mi hai suggerito la guida per trovare la mia strada e il lavoro che mi renderebbe felice. Sto provano a rispondere alle domande, ma ho davvero tanta difficoltà: in tutto quello che ho fatto, sia studio che lavoro, mi ha sempre entusiasmato aiutare gli altri a superare le loro difficoltà e creare qualcosa che fosse utile per quelle persone che non potevano permetterselo. In realtà le mie passioni si sono tramutate spesso, anzi sempre, in opere di volontariato e ora con un figlio da crescere da sola e senza più alcuna indipendenza sono a un punto morto perché non sono capace di chiedere un compenso per aiutare e visto quello che fai penso che tu possa ben capire cosa intendo. Mi sarebbe sempre piaciuto aprire una merceria per poter insegnare e imparare tutti quei mestieri di cucito e ricamo che mi rilassano e appassionano. Il progetto ovviamente è molto meno banale ma ci vuole tanto denaro (difficile da reperire nonostante provi con tutti i bandi che escono da almeno 4 snni). Sono impantanata…il fatto è che con tutti i pareri contrari alla fine mi sono demoralizzata…mi puoi aiutare per piacere?

    • Ciao Raffaella,
      posso capire, ma è anche evidente che per non chiedere, non dare, è davvero un peccato.
      Sul discorso merceria… e se partissi da qualche corso presso mercerie di altre persone? Cominceresti a vedere che aria tira, che risposta c’è e magari raccogliere i primi fondi in vista di una merceria tutta tua.
      Se una strada non è praticabile, cerchiamone una differente.
      E nel Corso c’è anche questa risorsa che ti può aiutare 😉

      • Grazie. Provo magari a iniziare creando qualche corso. Di merceria qui da me non ce ne sono più ma posso trovare come appoggiarmi.

  22. Ciao Giacomo.
    Ti scrivo per condividere la mia storia e per chiederti un consiglio.
    In questo periodo della mia vita, come mai prima, sento di aver bisogno di fare chiarezza su chi sono e su cosa voglio essere.
    Finite le superiori (lo scorso anno), come ovvio, mi sono subito trovata a compiere una scelta che da tanto mi aspettava: l’università.

    Sin da bambina, mostravo sicurezza e determinazione: avrei studiato mediazione linguistica perché studiare e parlare le lingue era la mia unica passione.
    Dicevo che avrei voluto studiare tutte le lingue più assurde immaginabili!
    Avevo tante idee, tanta volontà, tanta carica.
    A un certo punto della mia vita, però, questa sicurezza è venuta a mancare. Vuoi per alcune vicende che mi hanno segnata profondamente, vuoi perché ho riscoperto una passione che dai tempi delle bambole avevo: la moda.

    Adesso mi trovo a studiare da fuori sede (con tutti i suoi svantaggi) mediazione linguistica.
    Studiare moda sarebbe stato troppo difficile a livello economico e soprattutto non mi porterebbe ad avere una laurea, cosa che nella mia famiglia sarebbe INACCETTABILE!
    Tuttavia, non mi sento affatto soddisfatta.
    Sono l’incarnazione di chi fa qualcosa non per essere felice, bensì per essere infelice.
    Non mi vedo a fare nessuno dei lavori che questa laurea mi consentirebbe di fare.
    Avevo scelto questo corso perché mi permetteva di studiare contemporaneamente alcune materie di moda e coltivare le lingue (che nè io e nè i miei vogliono che io abbandoni) ottenendo una laurea.
    Purtroppo, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare!
    Ed io non so se sia meglio inseguire la mia passione o no… Non sono sicura di nulla purtroppo.
    E… Leggendo la tua guida io non riesco proprio a trovare una risposta alle domande che ci consigli di porci.

    Spero di essermi spiegata più o meno bene e spero di ricevere il tuo aiuto… Sono davvero confusa…

    • Ciao Linda,
      proviamo con queste domande 🙂
      Se i tuoi accettassero qualsiasi decisione tu possa prendere, se fossero contenti e felici comunque, cosa faresti?
      Il dubbio, esattamente, poi, dove sta? paura di non avere la laurea? La moda ti piace ma non ti convince? La reazione dei tuoi genitori?

      • Ciao Giacomo….da piccolo avevo la passione di scrivere e disegnare fumetti….prendevo spunto anche dalle riviste e giornali locali.Mia madre,pero,come consiglio,ha detto di fare il parrucchiere…purtroppo sono stato licenziato 2 volte

        Comunque ho 20 anni e non so davvero cosa fare nella vita

        • Ciao Domenico,
          cerca di rispondere a tutte le domande che hai letto in questa pagina, prenditi del tempo per riflettere, per capire.
          Non è detto che tu debba subito trovare la risposta definitiva, ma già avere qualche indizio e qualche ambito su cui sperimentarti sarebbe un passo importante.
          Inoltre non pensare in termini di lavoro, ma di tempo. Pensa a come vorresti impiegare il tuo nei prossimi anni, ogni giorno, cosa faresti comunque, gratis, senza pensioni, ferie o cose simili.
          Cerca di capire a cosa vorresti dedicarti, per cosa spenderti. senza badare ai soldi. Sulle idee che trovi si può pensare a come monetizzarle dopo.
          Se vuoi sentiamoci che ti aiuto: leggi questa pagina e contattami 🙂

  23. Hei Ciao,
    piacere Massimiliano, 23 anni.
    intanto congratulazioni per la tua perseveranza e la tua pazienza nell’ascoltare tutte queste persone, ti invidio molto.
    Volevo condividere con te un pò della mia storia e chiederti qualche consiglio.
    Penso che sia andato un pò tutto storto sin da quando ho iniziato le superiori, e cioè non ascoltando mia mamma che forse era proprio quella che mi conosceva meglio (ovviamente mi conosceva di più di quanto mi conoscessi io).
    Ho iniziato facendo una scuola di meccanica e dopo essere stato bocciato due volte perchè non provavo interesse, mi sono iscritto ad un istituto d’arte. Li mi sono trovato molto meglio, non sono mai stato bocciato ma comunque non ho mai avuto dei gran voti; tranne nelle materie di mio interesse: fotografia ed educazione fisica. Ci mettevo impegno ma comunque mi risultava molto facile.
    Purtroppo però non ho mai avuto l’ opportunità di fare il fotografo di mestiere (tranne a qualche festa per prendere qualche soldo) poichè è un lavoro che un pò sta andando a morire, tranne per le persone molto famose e di nicchia.
    E quindi per avere qualche soldo ed imparare qualcosa di nuovo mi sono sempre sacrificato a fare lavori che tutto sommato non mi sono piaciuti.
    Oggi però scrivendo e rispondendo alle tue domande mi sono accorto di una cosa in particolare.
    Di ogni lavoro che ho fatto mi è piaciuto stare a contatto con la gente, conoscerle, e magari aiutarle facendomi confidare i loro problemi personali e cercando di dare dei consigli dal mio punto di vista.
    Cavolo a me piace stare con la gente, aiutare, captare le loro emozioni, trovare soluzioni ai loro problemi e sentirmene dire sempre di nuovi per cercare sempre delle nuove risposte alle loro domande.
    E qua casca la domanda a cui vorrei un tuo consiglio (se non ti dispiace ovviamente) :
    Secondo te potrebbe essere una strada quella del volontariato come lavoro a tempo pieno?
    Perchè avevo pensato anche che potrei andare a studiare psicologia ma…. boh non saprei.
    C’è in entrambe le situazioni si aiuta la gente, però in modo diverso…. Sono un pò indeciso.
    Anche perchè da una parte magari potrei partire subito, mentre dall’altra dovrei rimettermi a studiare, e soprattutto a studiare una cosa di cui non ho minimamente le basi dato che vengo da un istituto d’arte.

    Grazie, mi scuso anticipatamente per il papiro che ti ho scritto haha 😀
    Un saluto,

    Massimiliano

    • Prova 🙂
      Potresti cominciare a fare del volontariato per alcuni giorni, alcune ore al giorno e vedere come ti trovi, capire magari anche con che tipo di persone in difficoltà ti senti più a tuo agio e riesci a dare il meglio.
      Dall’altro lato non è detto che per dare un contributo debba per forza iscriverti all’Università.
      Ad esempio il Coaching è un settore in grandissima crescita. E in ogni caso, se ti rendi conto che qualcosa ti piace, allora studiare sarà un pacere.
      Potresti prenderti alcuni libri di psicologia e cominciare a leggerli (in questa pagina ne segnalo alcuni che ti daranno degli spunti), potresti seguire il mio Corso per diventare felici e vedere cosa ti trasmette.
      C’è poco da fare: se hai delle idee, devi testarle e vedere cosa succede 🙂

  24. Io sono arrivato qui perchè dove vivo non ci sono corsi che mi interessano, io amo cose di nicchia, come la psicologia e il trading ad esempio, il confrontarsi, ma il mio obiettivo è conoscere ragazze. Che consiglio mi daresti? L’unica cosa sarebbe fare qualcosa che non mi piace abbastanza, per allargare la possibilità, o hai altre idee.

      • Vorrei conoscere ragazze, ma non so dove..cioè devo per forza stare in un ambiente dove non vorrei stare a livello di interesse e hobby?
        Ho provato a fare qualcosa che non mi piace ma in quelle circostanze non sono in grado di lasciare qualcosa di positivo (anche a livello di umore), facendo qualcosa che non mi interessa.
        Io credo che la condivisione e il confronto di qualcosa che piaccia, almeno in parte, posso essere la soluzione di conoscenze e relazioni dove si da un’immagine positiva e costruttiva…

        Secondo te ci sono situazioni dove posso trovarmi a mio agio e conoscere ragazze?

        • Hai letto le pagine che ti ho dato?
          Se confondi un mezzo per un fine, fai sempre pasticci.
          Cerchi cose che non ti daranno quel che vuoi davvero. Se prima non cambi visione (pensare che qualcosa o qualcuno ti renderà felice e sia indispensabile), non riuscirai a non “usare” gli altri e quindi precluderti proprio quel benessere e quel vivere pienamente che cerchi.
          Inizia a seguire il mio Corso per diventare felici 😉

      • Sì ho letto ma non sono d’accordo con quello che scrivi.
        Secondo me la felicità arriva dalla condivisione e quindi anche dagli altri..non credo nella felicità incondizionata..
        Ma forse al momento vorrei essere più soddisfatto rischi compresi…
        Non vorrei essere felice da solo..

  25. Ciao Giacomo. Ho 16 anni e disegno da quando avevo 12 anni, ,principalmente il volto. Ho sempre voluto frequentare un liceo artistico, ma non ho potuto. A 14 anni i miei genitori nin hanno potuto permettersi di farmi continuare la scuola. Così sono stata due anni ferma. Ma poi ho voluto riprendere io…perché non ne potevo più di stare ferma, ora frequento il settore moda,non avevo altra scelto, mi attira ma niente di che! i licei artistici sono lontani da casa mia.
    Ho fatto ritratti a pagamento,per un periodo ma man mano mi sono scocciata. Così non ho fatto più nulla. Ora i ritratti non mi vengono quasié..quando cerco di farli e non mi riescono, provo solo rabbia e non faccio più nulla, come se non mi dessero più nessuna soddisfazione a differenza di prima. Anche tutt’ora vorrei frequentare un liceo artistico per dare cose nuove, nuovi disegni. Usando colori senza usare solamente la matita..imparare nuove cose. Ma da sola non so come fare, non mi vengono idee, non sapendo nemmeno usare bene le matite colorate. Secondo te quando arrivi al punto in cui non se più soddisfatto e vuoi altro cosa vorrà dire..? Che forse non mi piace davvero disegnare oppure mi piace,ma voglio fare altri tipi di disegni? Grazie se mi risponderai.

    • Ciao Emanuela,
      può voler dire mille cose 🙂
      Prova. Prova a fare altri disegni, prova a cambiare tecnica.
      Cosa impareresti in un liceo artistico? Trova i programmi, comprati i libri, cerca tutorial su Youtube, lavora sulla tua passione come vuoi, liberamente, con disciplina ma in modo autonomo. Non per forza devi frequentare un liceo per imparare.
      Anche la determinazione con cui ti dedichi a quello che ami, indipendentemente dalle opportunità che ti offre il posto dove vivi, è un buon banco di prova.
      Non dare troppo potere alle difficoltà, dallo alla tua volontà, alla passione. E se scoprirai che non ti interessa più come prima, sarà comunque un passo avanti e potrai cercare altrove la tua strada 🙂

  26. mii chiamo adrea sono militare da qualche anno, non trovo piu passione, lo continuo per soldi in quanto vedo il mio obiettivo nella costruzione di una famiglia.
    per hobby ma raramente disegno, non di fantasia ma ritraggo fotografie.
    sono discreto, premettendo che non ho mai fatto corsi.
    da piccolo scelsi l istituto informatico con la voglia di creare i cartoni animati al computer.
    col tempo poi non ho piu inseguito questto sogno non vedendone ua possibile realizzazione.
    ho fatto l assicuratore prima del militare, lasciato anche quelloper unoo scarso ritorno economico. ora sono arrivato a domandarmi come realizzare la mia vita…ho 24 anni, grazie

    • Ciao Andrea,
      hai risposto alle tante domande che hai letto?
      Io penso che il primo passo sia fare chiarezza: anche sapendo che vuoi fare altro, finché non decidi in che direzione muoverti non puoi andarci e resti fermo.
      Prenditi dei giorni, specialmente in questo periodo magari più tranquillo, e pensa, rispondi a quelle domande, a tutte, con calma, con sincerità.
      Non devi per forza trovare la super risposta subito, l’importante è cominciare a capire in che direzione muoverti 🙂

  27. Caro Giacomo, ho 17 anni, quasi 18 e tra poco la scelta riguardo un’università si accorcia. Faccio il liceo artistico indirizzo di scenografia e mi piace tantissimo !! Tra i miei hobby le cose che amo da morire sono la lettura, disegnare,andare a cavallo, i film, il mondo del cinema, gli animali. i viaggi e le lingue. Come vedi le cose sono tante ed è proprio questo il problema. Da una parte sogno di viaggiare in tutto il mondo provando cibi strani e cose spericolate, scalare montagne, attraversare fiumi…da un’altra vorrei vivere in campagna con un cavallo e fare un lavoro che mi piaccia, magari scrivere. Però appena provo a scrivere qualcosa non riesco a continuare che penso non vada bene eppure le idee sono tantissime. Spero proprio che tu possa aiutarmi nella mia indecisione!! Un saluto, a presto.

    • Ciao Domiziana,
      perché non puoi avere dei cavalli, essere scrittrice e viaggiare per il mondo?
      Chi lo ha scritto che puoi fare una cosa sola?
      Il lavoro che farai non è ciò che ti definisce. Tu definisci il tuo lavoro, i tuoi interessi. E niente ti vieta, a parte te stessa, di poter fare diverse cose e spaziare nei tuoi interessi.
      Leggiti questa storia, magari ti ispira 😉

  28. Mi sono sempre chiesta quale fosse la via giusta da seguire e tutt’ora mi chiedo quale sia. Sono sempre stata brava a scuola. Ma le mie scelte sono sempre state immature ed improvvisate. La scelta del liceo? Immatura. Ho frequentato il liceo scientifico solo per seguire il branco ( un gruppo di amiche) . Eppure con la matematica è stata ed è tutt’ora una lotta continua. L’università? Una scelta improvvisata. Diritto delle amministrazioni pubbliche e private. Che ho mollato per una serie di motivi… gli spostamenti in pullman e il fatto che non conoscevo nessuno. Sì, se qualcuno mi dovesse porre questa domanda: perché hai lasciato l’università? Risponderei: per solitudine, ed anche perché le materie non mi interessavano. E allora? Perché non cambiasti facoltà? Suppongo per pigrizia. E per mancanza di entusiasmo. Eppure la mia mente ha vaste possibilità , sono una ragazza intelligente che ha mollato tutto . Me lo dicono in tanti, ogni giorno… Poi gli anni sono passati. Ora mi ritrovo a 27 anni suonati senza una strada, senza un futuro certo. Che tristezza di vita. Se fossi un personaggio di un qualche telefilm mi starei proprio sulle palle, mi vedrei come un soggetto noioso, triste ed inutile. Cosa mi appassiona? Ahahahaha. Bella domanda. Perché io sono una di quelle persone che ama tutto ma si stanca subito facilmente. Diciamo però che potrei definirmi più classica che scientifica. Una tipa precisa, che ama l’ordine, che ama l’italiano e la scrittura, mi appassionano i libri, i telefilm in lingua inglese, perché sì amo l’inglese, e me la cavo abbastanza bene. Ma dovrei approfondirlo! Amo tutto ciò che è creativo… mi diletto nel tagliare capelli, nel fare manicure e nail art, nell’aggiustare, nel guardare con introspezione le cose, amo la fotografia , quand’ero più piccola amavo disegnare ed ero proprio brava, di fantasia non ne avevo ma ero bravissima nell’arte del riprodurre. Troppe cose amo fare, ma in questo sta il punto , di tutte queste cose non ne ho mai perfezionato una. Faccio tutto a livello molto blando. Ed ora la domanda fatidica: che lavoro fai? Un lavoro che è venuto da sè, me l’hanno proposto ed io ho semplicemente accettato senza pormi troppe domande. Ero stanca di quella facoltà, e ho colto la palla al balzo per mollarla… cameriera dei piani. Col mio cervello. Lo so, è uno spreco, sono la prima a saperlo. L’idea di iscrivermi in lingue mi sovviene spesso. Ma la paura è talmente grande da farmi spegnere quella scintilla. 27 anni, di cui 7 buttati completamente nel cestino. Sono troppi. E l’idea di ripartire da zero, mi spaventa. Come mi atterrisce l’idea di dovermi approcciare a ragazzini appena usciti dal liceo … e quindi, che fare? Provare ad iscrivermi ad una scuola di parrucchieri o estetiste? Vista la mia passione? Non lo so neppure io. Eh…se andassi da un psicanalista scapperebbe per una metà esotica! Lo so benissimo che devo essere io a dirlo. Lo so benissimo che dovrei scavare nei meandri della mia mente per ottenere quella risposta. O almeno dovrei provare a buttarmi. E provare. Ho già detto che sono una persona molto pigra, fifona ed introversa? Ho poche speranze… I know!

    • Ciao Maria,
      se ti dai poche speranza, penso che tu ne abbia ancora meno.
      Il primo passo è cambiare qualche idea: che tu sia ormai già grande per ricominciare da capo, che tu abbia buttato via gli ultimi 7 anni (anche solo capire cosa non va bene o è sbagliato è importante!).
      Il primo passo è cambiare atteggiamento. Se tu non credi in te, se non scegli, al di là dell’entusiasmo del momento, di essere costante su un obiettivo, non arrivi da nessuna parte.
      Nel tuo commento leggo diversi spunti che potrebbero trasformarsi in un’opportunità, o almeno in un tentativo.
      L’ideale è provare, iniziare da qualche parte.
      In fondo, se oggi provi e fra 3 mesi vedi che non è quella la tua strada, sarà peggio di non provare affatto e trascinarti stancamente avanti fino a primavera?
      Passione, entusiasmo, interesse, sono cose che se non le coltivi volontariamente si spengono. Vuoi iniziare o resti ad attendere?
      Se vuoi, una mano te la do molto volentieri: leggi questa pagina 🙂

  29. Grazie!
    E’ un regalo prezioso in questa fredda mattina di fine novembre leggere queste indicazioni, trovare gli spunti di riflessione profonda per affrontare questo senso di frustrante paralisi delle mie capacità/ potenzialità data da una situazione di disoccupazione.
    Ora mi avvicino diversamente alla lettera di presentazione per un lavoro, anche se tra mille dubbi e insicurezze.

    L’ augurio di continuare ad incoraggiare così i milioni di visistatori web che la incontreranno.

    Un caro saluto,

    Giù.

  30. Ciao Giacomo, ho 21 anni e sono al terzo anno di un corso di laurea che non mi è mai andato giù, ma che comunque ho dovuto portare a termine. Tra un anno però( finalmente), mi laureerò, ma non penso sia la mia strada. Il mio desiderio sarebbe quello di mettere da parte la laurea e iniziare totalmente un nuovo percorso che più mi si addice.
    In questi tre anni ho lottato contro me stessa arrivando alla conclusione che per tutto questo tempo era come se avessi represso i miei veri interessi. Non me ne ero resa conto prima ma è come se avessi passato l’adolescenza in modo “contenuto”, nascondendo le mie più vere passioni( per causa mia ma anche per le compagnie cattive che avevo e di cui temevo il giudizio).
    Da quando sono “rinsavita” e ho iniziato ad ascoltare un po’ più me stessa e il mio istinto ho capito che il mio posto potrebbe essere nel mondo dello spettacolo, per la precisione nel mondo del teatro/cinema. Mi piace molto la recitazione( quando ero più piccola, nei momenti in cui c’erano ancora degli sprazzi di me stessa, ho frequentato vari corsi annuali di teatro amatoriale). Mi piace però anche il “dietro le quinte”, sapere come sono state registrate certe scene e imparare io stessa a farlo.
    A volte mi sento stupida e infantile, mi chiedo se io non sogni troppo in grande. Prima di arrivare ad accettare questi miei desideri ho impiegato un sacco di anni! Non riuscivo ad ammettere a me stessa che sono incuriosita da tutto ciò. Come se mi vergognassi di me stessa. Sono sempre stata una persona molto razionale, un contrasto enorme con la mia parte “creativa” che per molto tempo ho dimenticato.
    Il punto è che tra un anno vorrei iniziare un nuovo percorso ma non so da dove iniziare, come posso fare e gestire le cose. Ho un sacco di paure: ho paura di sbagliare( e sarebbe il secondo sbaglio…), ho paura dei miei genitori, di quello che penseranno le mie amiche dell’università… ma dall’altro lato ho paura di ritrovarmi ad accontentarmi di un lavoro che non mi piace e così rimanere intrappolata per tutta la vita.
    Tu hai qualche dritta da darmi?
    Ti ringrazio in anticipo!

    • Ciao Isabella,
      secondo me l’errore principale sarebbe aspettare un anno 🙂
      Inizia subito!
      Entra adesso in contatto con questo mondo. Segui un corso di teatro, di dizione, di recitazione. Se ne trovi di sceneggiatura o scenografia o scrittura per il teatro o cinema.
      Guarda in rete se ci sono video tutorial (ci sono!), leggi libri sull’argomento. Immergiti. hai un anno di tempo prima della laurea: sfruttalo per coltivare questo interesse, questa curiosità, in modo che quando dovrai scegliere potrai sapere con certezza se questa è la strada che vuoi prendere.
      Se avrai questa convinzione, la paura del resto la annienterai senza difficoltà 😉

      • Ciao, grazie per la risposta! Avevo pensato a iniziare un corso di teatro, ma facendo alcuni calcoli ho deciso di non poterlo fare, a causa delle tante ore di tirocinio universitario che devo fare quest’ultimo anno.
        Comunque, come mi hai consigliato tu, farò quello che posso fare con il tempo che ho a disposizione in questi mesi che mi separano dalla laurea, quindi leggere libri sull’argomento, guardare in rete.
        Spero davvero che quando sarà il momento lascerò da parte le paure che ho 🙂
        Grazie ancora 🙂

    • Ciao Giacomo,
      complimenti per l’articolo. Ho 33 anni ho maturato diverse esperienze professionali in ambito nazionale e internazionale. Ho una laurea in economia, master e abilitazione all ‘estercizio della professione da commercialista. Al di là di questo non ho ancora trovato la mia strada e ad ora sono disoccupata. Sto cercando di capire quale siano le mie passioni. Ho fatto un’analisi e ho capito che solo se ci metto del mio nel lavoro riesco ad entusiasmarmi. Penso che la mia propensione sia un’attività mia ma sembra che mi appassioni solo la parte di realizzazione dell ‘idea(ho partecipato a diversi progetti imprenditoriali ) più che la concretizzazione del progetto.Non riesco a capire se è un problema di paura nel fallimento( e quindi soldi) o altro..sono molto confusa..alla fine mi rifigio in lavori che dopo 6 mesi mi hanno già stancato perchè non riesco a trovare stimoli..grazie mille

      • Ciao Silvia,
        magari proprio la realizzazione di idee imprenditoriali potrebbe essere la tua attività… ci hai pensato?
        Esistono diverse realtà che si occupano di lanciare start-up, di aiutare giovani a definire un’idea e realizzare un progetto.
        Potrebbe essere una strada, che ne dici?

  31. Ciao Giacomo Papasidero,
    ho trovato interessante questo tuo scritto su cosa fare nella vita anche se non di aiuto pratico in quanto ho gli stessi dubbi che avevo prima di leggerlo e di seguire i passi da fare (fatto con calma come consigli tu, ci ho messo qualche giorno).
    Vorrei chiederti come mai scrivi che l’unico modo per essere davvero felici e di praticare una professione che ti permette di migliorare la vita degli altri?
    Concordo sul fatto che questo ti porti felicità, ne sono convinto. Ma io, ad esempio, sono da sempre un amante degli animali, e sono convinto che un lavoro che mi permetta di migliorare la loro esistenza mi porterebbe grande gioia ed un senso di compimento e utilità, in pratica, mi renderebbe felice.
    Qui ho portato me stesso come esempio ma come me ci sono innumerevoli persone che provano gioia nell’aiutare gli animali.
    Pensi che cio invece non sia vero e che l’unico modo sia davvero, esclusivamente quello di migliorare la vita delle persone? Io credi che su questo ti sbagli.
    Grazie.

    • Ciao Allen,
      personalmente credo che amare sia il fulcro di ogni esperienza umana. Con tutto il bene che voglio agli animali, non li metterei mai sullo stesso pano degli uomini.
      Io penso che essendo l’amore il centro, se impieghi la maggior parte del tuo tempo per fare qualcosa che contribuisce a migliorare la vita degli altri, sia molto importante. Poi potresti fare un lavoro differente, ma l’amore è il modo in cui lo svolgi, in cui interagisci con gli altri.
      Ovviamente anche un lavoro focalizzato sugli animali non resterà, secondo me, estraneo a questa logica e il tuo contributo andrà quasi sempre oltre.
      Anche perché se ami, ami animali, persone, piante, cose, perché amare è qualcosa che ti appartiene, che dipende da te.
      Tornano ai dubbi, penso che l’obiettivo di questa pagina è farti capire cosa potresti fare, non come lavoro, ma come percorso tuo. se i dubbi sono legati a questo, magari mandami le risposte a tutte le domande, ci rifletteremo insieme, altrimenti, se magari l’idea è chiara ma non sai come trasformarla in un lavoro, ti suggerisco due guide: questa e questa 🙂

  32. Ciao giacomo come da tuo suggerimento ho letto questa guida ma le idee non sono ancora chiare. Quello che ho scoperto e che in parte già sapevo e che a scuola la mia materia preferita è stata la matematica e ho scelto la scuola in base a questa passione…ciò che mi piace è l impegno che si deve mettere per trovare sempre la soluzione e più era difficile più mi piaceva e sopratutto non mi arrendevo finche non veniva il tutto corretto…ho anche scoperto che mi piaceva aiutare gli altri affinche anche loro riuscessero ad imparare(e questo lo fatto in diversi ambiti non solo a ascuola)…nei miei hobby ho scoperto che mi appassiona ciò dove ce sempre da imparare…dove ci sono stimoli…altrimenti quando tutto resta sempre uguale poi mi annoia e mollo…mi piace anche sia lavore in compagnia ma so che mi piacerebbe in qualche modo gestire o avere dei ruoli importanti dove io posso decidere…ho scoperto poi dai lavori fatti e che faccio tutt’ora che mi piace essere d aiuto, mi piacciono sempre i conti, e mi piace fare sempre cose nuove o se le stesse non identiche..mi piace poi molto l’ordine, sistemare al meglio, gestire, mi piace ricevere fiducia e avere un po di carta bianca…io ho già un lavoro che mi piace molto ma è part time quindi sono alla ricerca di qualcosa che potrei fare nel reto del tempo e che come il lavoro che ho mi entuiasmi anche in un campo completamente diverso. Mi piacerebbe sia un lavoro alla dipendenze dove comunque avrei un po di reponsabilità che uno tutto mio…ma dalle informazioni che ne ho ricavato io nn riesco a immaginarmi ne un tipo di lavoro ne come dedicherei la mia giornata…puoi darmi qualche aiuto in piu? grazie

    • Ciao Dafnee,
      allora un punto di partenza sarebbe capire per quale motivo il tuo lavoro ti entusiasma, cosa ti piace, in cosa ti coinvolge.
      Inoltre penso che sia importante uscire dalla logica “lavoro”.
      Pensare a come renderti utile facendo qualcosa che ti entusiasmi.
      Condividere le tue passioni, le tua conoscenza. Hai pensato di insegnare? Ripetizioni di matematica, ad esempio?

  33. Ciao Giacomo, ho scoperto da poco il tuo sito e mi piace molto. Ho 30 anni e praticamente non ho mai lavorato. 11 anni fa ho preso il diploma di segretaria aziendale ma è ciò che non avrei mai voluto fare, odio l’economia, la matematica e tutto ciò che ha a che fare con i numeri, son stata costretta a fare quegli studi dai miei genitori, io invece avrei voluto tantissimo studiare al liceo classico. Amo la letteratura ed amo leggere. E’ l’unica passione che ho nella vita. Finite le superiori non potevo permettermi l’università, nel frattempo il mio ex ragazzo mi lasciò ed io caddi in una fortissima depressione che durò 3 anni. In quegli anni avrei voluto solo morire e non mi misi assolutamente a cercare lavoro, non uscivo neanche di casa. Poi mi rialzai un pochino, conobbi un altro ragazzo col quale convivo attualmente (anche se tra alti e bassi) e andai per un anno a lavorare in nero in un piccolissimo negozio di una mia amica che però falli’ e dovette chiudere. Poi ci sono stati moltissimi problemi in famiglia e non mi misi di nuovo più a cercare lavoro. Sono ricaduta in una brutta depressione che sento fortissima tuttora e non so più come uscire da questa vita assurda. Il mio compagno non sa aiutarmi, le mie pochissime amiche vivono lontane, io mi sento sempre sola, ansiosa e depressa. non ho figli e non voglio averne perchè la mia ansia aumenterebbe ancor di più, non guido perchè ne ho paura quindi ho poche possibilità di muovermi dal mio paesino. So che dovrei cercare un lavoro ma non so come, non so dove, non ho esperienze a parte quella del negozietto ma risale a 6 anni fa e poi era in nero, non guidando non potrei raggiungere alcun luogo a parte col treno, non sono mai andata ad un centro per l’impiego e credo che ora mi riderebbero in faccia se ci andassi perchè praticamente finita la scuola non ho mai fatto niente. Sulla carta d’identità ho fatto scrivere casalinga. non saprei neanche cosa scrivere sul mio curriculum, sarebbe vuoto. non ho fatto corsi, non ho esperienze di alcun tipo, mi piace solo leggere e nient’altro. L’unico lavoro che farei davvero è in una libreria, ma tutti richiedono studi classici. non so trovare la mia strada, forse in realtà neanche ce l’ho una strada da seguire. Giacomo aiutami per favore. Grazie!

    • Ciao Sara,
      leggere mi sembra una passione e un buon punto di partenza.
      Ovviamente una strada potrebbe essere quella delle librerie, un’altra usare internet.
      Ci sono blogger che vivono attraverso il proprio blog. E guadagnare con le proprie passioni, se lo sono davvero, è fattibile.
      Leggiti questa guida, almeno in generale tralasciando magari i dettagli tecnici se non li comprendi.
      Io penso che oggi, come non mai, la possibilità di crearsi la propria indipendenza sia alla portata di tutti 🙂

  34. Ciao Giacomo (posso darti del tu?) Mi piace molto quello che scrivi e anche io come molti, non so cosa voglio fare veramente nella vita. Ho 18 anni, ho finito da due anni una scuola di falegnameria, anche li quando dovevo decidere per le superiori non ho mai realmente deciso di mia spontanea volontà proprio perchè non avevo la benchè minima idea di che cosa fare e piuttosto che prendere la decisione sbagliata mi sono affidata al consiglio degli altri che mi hanno portata dove sono finora. Alla fine poi si era rivelata una cosa buona perchè ero molto timida e capitando in una classe quasi tutta maschile prima o poi ci dovevo fare i conti e perciò sono migliorata moltissimo da quel lato e ne sono davvero felice; però il problema si ripete e cioè: ” che cosa voglio fare adesso?” “cosa mi piacerebbe veramente fare?” . Penso di averlo capito ma ci sono delle cose che mi bloccano e per questo non riesco ad esserne convinta. Io voglio veramente essere felice, sentirmi realizzata, soddisfatta di quello faccio e che riesca a mantenermi allo stesso tempo. Mi daresti qualche consiglio? Tene sarei proprio grata 🙂 grazie!

    • Ciao Sonia,
      se sai cosa vorresti fare, il mio consiglio dipende da cosa pensi ti blocchi.
      Se le metti sul “tavolo” possiamo capire se sono un blocco insormontabile, o se una soluzione per ognuna la possiamo trovare 😉

      • Sì, certo. In realtà penso che sia più un problema mio (psicologico) nel fatto di non prendere la scelta giusta e “sprecare” tempo prezioso. è anche vero che se non si rischia ogni tanto nella vita non andrai molto lontano e se ci penso la cosa non mi piace per niente però mi manca questo benedetto coraggio per poterlo fare. Ti ringrazio moltissimo per avermi risposto, se ne potrebbe parlare magari un po più privatamente? ^^

  35. Ciao Giacomo, ho letto con grande interesse il tuo articolo! Ho 23 anni, e dopo aver frequentato un anno di università fuori sede con ottimi risultati, ho deciso tra mille tentennamenti di lasciare, dopo aver passato un anno molto stressante a causa dei problemi relazionali con le mie coinquiline e di una depressione che mi portavo dietro da circa un anno a causa di avvenimenti precedenti.
    I tre anni successivi li ho passati a casa, vivendo giornate tutte uguali che mi hanno fatto perdere la cognizione del tempo e cadere in una sorta di apatia, a cui vanno aggiunti i dispiaceri per il cattivo rapporto con i miei genitori; solo da pochi mesi mi sono decisa a cercare attivamente un lavoro, senza tuttavia avere una motivazione molto forte.
    Dentro di me mi piacerebbe molto riprendere l’università, ma non riesco a capire che facoltà dovrei scegliere. Nonostante abbia sempre studiato con grande profitto e mi sia diplomata con il massimo dei voti, non ho mai sviluppato delle vere passioni, in quanto la mia scarsa autonomia ha fatto sì che nel fare la maggior parte delle scelte della mia vita (comprese la scuola superiore e l’università), ho seguito persone che conoscevo.
    Ci sono parecchie cose che mi interessano, ma purtroppo la scelta universitaria può essere solo una, e questo mi fa molta paura.. Non so proprio come regolarmi, mi farebbe tanto piacere un tuo consiglio.

    • Ciao Federica,
      prova a uscire dalla logica del “corso universitario”.
      Prima di tutto dovresti capire cosa ti interessa, cosa vuoi fare.
      Pensa a come vuoi impiegare il tuo tempo ogni giorno, e non a che titolo conseguire o che corso fare. Se hai chiara la meta (cosa ami fare), diventa più semplice capire la strada (il corso, il lavoro e via dicendo) da prendere.
      hai risposto a tutte le domande che hai trovato in questa pagina?
      Cosa ne viene fuori?

  36. Ciao
    sono Laura eho 20 anni e dopo il liceo delle scienze umane, ho iniziato formazione primaria ,ma mi sono resa conto subito che facevo fatica a studiare le materie proposte e non mi interessavano, così ho deciso di abbandonare gli studi, nonostante io sia stata sempre una ragazza che ama lo studio e non si sottrae ai sacrifici. Adesso non so proprio confusa riguardo a cosa fare nella vita e in generale se continuare altri studi o cercare lavoro. Tu cosa mi consigli?

    • Ciao Laura,
      di osservarti con attenzione, rispondere con calma alle domande che hai letto, a tutte.
      Di cercare di capire cosa ti interessa davvero.
      Lascia da parte la ricerca di “un lavoro”: parti dalla passione.

  37. Ciao io faccio il salumiere lo faccio pure bene il mio lavoro ma sento che nella mia vita non sono mai soddisfatto e felice, anche perché lavoro da piccolo io e Mei fratelli perché mio padre non lavorava e quindi io e miei fratelli ci siamo rabocchati le maniche a abbiamo portato una famiglia avanti,quindi all epoca andai a lavorare nel supermercato e li ci sono rimasto per 26 anni ovviamente cambiando sempre sede e marchio!
    Niente ho 42 anni e come dicevo nn sono soddisfatto!

    • Ciao Luigi,
      per poter cambiare qualcosa è importante capire cosa cambiare, ma è indispensabile scoprire con cosa, come.
      La prima cosa da fare è cercare di comprendere cosa vorresti fare da grande 🙂
      Hai risposto alle domande che hai trovato in questa guida?
      Non devi pensare a un lavoro, devi pensare a qualcosa che dia senso alle tue giornate, in cui impegnarti per passione a prescindere da tutto.
      Questa chiarezza è il primo passo ed è la cosa più importante 🙂

  38. tutto molto sensato e bello, così, a prima vista… ma se ognuno facesse solo ciò che ama fare (nemmeno ciò che ha voglia di fare), non pensi che si assisterebbe al collasso della vita civile? per esempio, a chi dovrebbe piacere, sopra ogni altra cosa, fare lo spazzino, o il commesso al supermercato, o l’operaio in fabbrica? non lo dico per denigrare questi lavori, ci mancherebbe, anzi, io li trovo nobili per l’utilità collettiva che hanno (penso che, per lo meno, dovrebbero essere + pagati e riconosciuti, proprio per il fatto che non siano così divertenti), ma per cercare di universalizzare, un po’ in modo kantiano, e di questo mi scuso, il tuo discorso. noi tutti vogliamo essere felici, possiamo esserlo, e abbiamo il diritto di realizzarci!!! queste parole son veramente un balsamo per l’animo depresso e ammaccato di una persona che non sa cosa fare della sua vita, perchè il suo lavoro non gli da la minima soddisfazione. ma è fattibile? e soprattutto… è giusto? a me sembra classista. c’è chi ha la possibilità di realizzarsi, e di fare ciò che farebbe anche gratis, e, per ognuno di questi individui realizzati, 10 che non devono potersi realizzare in nessun modo, per lasciare immutato il tenore e lo stile di vita cui siamo abituati. cioè tipo, mi trovo a pensare… c’è chi fa lo psicologo per cani. ok. io capisco sinceramente il grande interesse per la materia, anzi, penso che come tutti i territori ancora in larga misura inesplorati, abbia un fascino particolare. c’è anche chi trova utile questa professione, ovviamente, anche se a mio modestissimo e del tutto non richiesto parere, son persone che avrebbero bisogno di psicologi molto più tradizionali. sì, ma e se lavorare in fabbrica a guardare un macchinario tessile, e evitare che si inceppi, non piace a nessuno, che facciamo? andiamo tutti in giro nudi? che poi sarebbe una grande soluzione, potrebbe portare anche felicità inaspettata. io potrei anche concentrarmi solo ed esclusivamente sulle mie passioni, le mie aspirazioni e i miei divertimenti, e darmi anche il coraggio di credere che riuscirò a fare tutto quel che voglio; ma mi chiedo: è giusto? posso fare una cosa del genere senza preoccuparmi delle persone che si dovranno sacrificare, continuando a fare un lavoro che gli fa schifo, per far sì che io me ne vada in giro sicura, a dire che ognuno deve pensare alla propria felicità, e non ai soldi (cosa che condivido in pieno eh! ma appunto, abbiamo parecchi bisogni materiali da soddisfare prima di poterci concentrare sulle nostre segrete aspirazioni), che la chiave è crederci e farsi le giuste domande… il problema è più profondo, è che anche nella fantastica democrazia diretta ateniense, c’era bisogno di schiavi, per far in modo che alcuni vivessero da uomini liberi, ma io son piena di problemi e questa impostazione, che io ne sia direttamente responsabile o meno, fa sentire in colpa… ok, lo sproloquio è finito, in realtà non c’è nessuna domanda o obiezione, semplicemente sono impantanata in questi pensieri.

    • Ciao Elena,
      credo che il pericolo che tutta la società faccia ciò che ama abbandonando il resto sia inesistente. Per cui puoi permetterti il lusso di farlo tu, almeno 🙂
      In una struttura come la nostra il lavoro è imposto dal sistema economico. Così è inevitabile che una larga parte di persone faccia qualcosa che non gli interessa solo per i soldi. Io penso alla mia famiglia. Da piccolo dovevo fare lavori in casa contro voglia. Ed era uno strazio. un po’ come chi fa un lavoro sgradito solo per lo stipendio.
      Oggi quei lavori li faccio volentieri perché servono, e so che sono utili. ma questo comporta maturità, e la nostra cultura non va affatto in questa direzione.
      Se ognuno dedicasse un po’ del suo tempo a pulire la strada davanti casa, non ci sarebbe bisogno di spazzini. Se ogni strada o via si organizzasse per auto gestire il pubblico, aiutata da esperti e professionisti per le cose più complicate, non ci sarebbero molti problemi. Questo presuppone una responsabilità, un senso di comunità e appartenenza, condivisione, che non è mai, o quasi, stato incentivato. Non è impossibile, non interessa, per ora, a nessuno 🙂
      Così il problema è la cultura, la mentalità, non i soldi.
      Io fossi in te cercherei di fare qualcosa che sia più utile agli altri del tuo senso di colpa: sii felice. Una persona felice aiuta, una persona che si sente in colpa molto meno 😉

      • allora, vero è che potremmo occuparci tutti del pubblico, spontaneamente, partecipare della vita della città ecc, molto bello. però secondo me questa idea del “seguire le proprie passioni” è troppo, troppo mitizzata!!!!!! sai quante persone conosco, che vogliono fare gli artisti? ora, lo trovi verosimile?? compresa gente con nessun particolare talento. dovrebbero fare tutti i critici musicali? suvvia! la realtà è che il lavoro non dev’essere LA cosa che ti diverte di più fare, la tua aspirazione di vita, dev’essere un modo per poter vivere, e quindi è probabile che ci siano anche delle parti noiose, ma utili e necessarie, nel tuo lavoro. come dicevi, magari una persona, spinta da qualche telefilm americano, sogna di fare il medico, e lavorare in pronto soccorso come George Clooney in ER, ma poi al pronto soccorso, il 90% delle volte devi far gessi e dare punti, non hai i fantastici casi da risolvere alla Dr. House.. La chiave, secondo me, non è ricercare chissà che lavoro appassionante, ma poter dare un senso a ciò che fai, qualsiasi lavoro sia! Trovare qualcosa di bello e interessante, qualcosa da imparare, in qualsiasi attività che devi fare (e intendo devi solo in rapporto a uno scopo ben preciso, della serie se vuoi mangiarti i pomodori anche in inverno devi costruirti la serra, anche se a te piace solo la parte di mangiare i pomodori). Poi, ovviamente, a seconda dei caratteri delle persone ci saranno lavori più o meno adatti, e non dico certo di non assecondare queste inclinazioni naturali (c’è a chi piace stare a contatto con la gente, a chi piace lavorare in squadra, chi lavora meglio da solo, chi ama analizzare, chi è creativo ecc), ma secondo me è anche contro producente fissarsi l’obiettivo che il lavoro debba essere sempre uno spasso. è utopia! o meglio, che PER TUTTI contemporaneamente sia così è del tutto utopico, che qualcuno sia fortunato è normale. ritengo che, nella maggior parte dei casi, ciò che rende insostenibile, insopportabile il lavoro, e che fa sì che le persone continuino a guardare l’orologio per poter scappare a casa, siano le relazioni umane. purtroppo! sia col capo, che con i colleghi. un ambiente di lavoro ostile, stressante, è il vero motivo per cui la maggior parte della gente è profondamente insoddisfatta del suo lavoro. un lavoro noioso, non ti farebbe tornare a casa arrabbiato (al massimo con la smania di dedicarti a qualcosa di divertente), mentre la competizione coi colleghi, un capo che non ti rispetti o ti minacci e mille altre dinamiche che possono verificarsi sul posto di lavoro, ti portano a tornare a casa e rimuginare e stressare il prossimo con infinite lamentele sul lavoro. è come lo vivi, non il lavoro in sè, e tu dovresti saperlo visto gli articoli che fai!

        • Condivido che è come lo vivi.
          Ma che senso ha passare la maggior parte del proprio tempo a fare qualcosa che non vorresti fare?
          Passione non significa però vezzo. passione significa che quella cosa la ami, la faresti gratis sempre e questo porta con se qualità. Non quindi un lavoro che appare bello, ma qualcosa che ami profondamente. E il divertimento e la noia non stanno nel lavoro, ma in come lo vivi.
          Io credo che tutti dovremmo dare senso alla nostra vita e impegnarci in qualcosa che concorre a questo senso. Non lo faranno tutti, il problema utopia si pone se immagini che questo lo seguano tutti.
          Ma non accade e rinunciare io, perché rinunci tu, è un peccato 😉

  39. ciao sono Andreea ,guardo i tuoi siti per ispirarmi e per una guida, mi piacciono e sono davvero utili. Il tuo lavoro e una bel hobby giornaliero perché scopri e hai bellissime sensazioni , e devi le parole il tempo sono importanti perché ogni giorni e una nuova avventura. io ho 22 anni e vorrei aprire gli occhi svilupparmi come persona ,insomma avere le radici di casa e iniziare a volare nel mondo. Ma non so la destinazione prima dovrei capire il ruolo qualcosa che farei gratis, per me viaggiare, appena ho un buco o questo lo farei sempre. solo che medico o infiermeristica qualcosa del genere uno studio una cultura mia (solo che ho perso un po con lo studio un altro problemino un altra paura), vorrei averla , e poi se fossi più sicura e più alta e altre cose non avrei paura . vorrei vivere questa vita, solo che sono per ma lascio andare i giorni e vorrei muovermi un po alla volta. la ringrazio

    • Ciao Andreea,
      ogni viaggio inizia da te. Prima trovi chiarezza dentro di te, poi la trasformi in un percorso nel mondo.
      Quello che ti consiglio di fare è iscriverti al mio corso gratuito: nei prossimi giorni ti darà tanto su cui riflettere, aprire gli occhi, capire. E questo renderà più semplice comprendere dove vuoi andare e superare anche le altre paure 😉

  40. Ciao

    Io fin da piccolo non ho avuto passioni (e se ne ho avute poi mi annoiavano subito) e il destino di finire in mezzo alla strada è terrorizzante. A ciò si aggiunge una apatia generale e bassissima autostima.

    Per ora vivo coi miei (ho quasi 28 anni) ma quando non ci saranno più come potrò vivere se non ho una entrata mensile?

    • Ciao Daniele,
      il bello, nella vita, è che non ti svegli il giorno dopo che i tuoi non ci sono più, sei sveglio anche oggi. Devi arrivarci preparato a quel giorno 😉
      Fai due cose: ama i tuoi genitori come se oggi fosse l’ultimo giorno insieme. Non sprecare tempo, l’amore che dai è la sola cosa che conti sul serio nella vita.
      Poi inizia a costruire il tuo futuro.
      Non hai una passione? Bene, comincia da qualcosa che torvi interessante, curioso: appassionati.
      L’apatia la vinci alzando il…sedere e impegnandoti in qualcosa. Cambia atteggiamento. Leggi questa pagina.
      Io ti suggerirei di iniziare a essere attivo: aiutare in casa, trovarti un hobby nuovo, dare una mano, trovarti un lavoro giusto per metterti in azione.
      Cambia passo, apri la mente, e sono certo che questo ti aiuterà a scrollarti di dosso l’apatia e comincerai a cambiare visione delle cose 😉

      • Ciao, ho comunque lavorato in tutto quasi tre anni ma non ho ancora raggiunto quell’ autonomia che hanno i colleghi esperti. dato che parecchie aziende pretendono già l’ autonomia, cosa mi consigli di fare? Ho avuto colleghi generosi che mi hanno detto “lascia fare a noi” ma la voglia di fare ha preso il sopravvento in me e sono finito per esser mandato via per scarso rendimento.

        • Se hai commesso degli errori, devi sfruttarli per capire cosa migliorare e come.
          Potresti anche osservare meglio gli altri colleghi e capire come loro l’hanno raggiunta, cosa hanno fatto di preciso per ottenerla.
          L’importante è che tu abbia una mappa da seguire, un percorso, che sia concreto e un programma da realizzare nei prossimi mesi 🙂

  41. salve,
    sono Antonio, ho 19 anni e da poco mi sono diplomato. Il mio ostacolo è sempre stato trovarmi a fare lavori che non mi piacciono, che solo il pensiero andare sul luogo mi turba… ho sempre pensato a qualcosa di più grande, nel mondo artistico…dell spettacolo.
    non saprei come muovermi siccome amo la musica e vorrei provare a fare il dj ma amo anche le foto e i video che per altro posto su una mia pagina video di scene d’amore amatoriali…e vorrei capire quale delle 2 cose mi appassiona di più ed imboccarela giusta via.
    l’ostacolo principale sono i soldi, non so come iniziare una carriera, nel mondo della musica e del cinema ci sono persone che chiedono soldi, per corsi che rilasciano attestati e non si hanno mai certezze ed ho paura così di sprecare tempo e soldi per fare qualocsa di bono..

    spero in una tua risposta Giacomo, vorrei essere felice coltivando la mia passione!

    • Ciao Antonio,
      volendo puoi coltivarle entrambe 😀
      O almeno iniziare. Proprio ieri ho seminato bietole e spinaci insieme. Aspetterò che crescano, li curo e quando saranno grandi e potrò distinguere le piante più forti e robuste (tutte sono troppe e troppo vicine) toglierò quelle più deboli. Chiaro il discorso?
      Coltiva queste passioni per vedere come le vivi e che strade si possono aprire.
      Per i soldi parti a budget zero.
      Inizia a tirare fuori tutto il materiale che esiste, gratuito, e che ti può interessare.
      Corsi di fotografia, per dj, riprese video che trovi online, su Youtube.
      Leggi, di libri che ne parlano ne trovi a decine.
      Inizia a capire, imparare, diventare esperto. Inizia a provare.
      Comincia a realizzare qualcosa, da un pezzo musicale a un piccolo corto.
      Usa la rete: un canale Youtube, oppure un sito (o entrambi) per condividere quello che fai.
      L’importante è dedicarti con impegno, organizzazione e passione.
      Ormai sono tanti i ragazzi che da Youtuber sono finiti in televisione, al cinema o sugli scaffali delle librerie editi Mondadori 😉

  42. Ciao, ho 19 anni. Mi sono diplomata lo scorso anno in un indirizzo scolastico che mi è piaciuto solo per i primi due anni. Adesso mi ritrovo a non sapere cosa voglio fare nel futuro. Ho un titolo di studio che non coincide al 100% con quello che voglio dalla vita. Ho trovato offerte di lavori che non solo richiedono l’esperienza che non possiedo, ma che mi porterebbero a lavorare in un luogo che non mi piace, in cui non mi sentirei a mio agio. E mi sento davvero confusa ed in colpa, perché mi sembra di essere un’ingrata quasi. Da un lato vorrei accettare questi lavori che non mi piacciono, perché come si sa oggi di opportunità ce ne sono poche, i soldi scarseggiano e bisogna cogliere la palla al balzo, ma dall’altro lato non vorrei stare in un posto dove affronterei la giornata con l’ansia e l’angoscia.
    E per quanto riguarda le passioni, non ne ho una precisa. Adoro studiare l’inglese, ma non ho potuto iscrivermi all’Università per vari motivi; adoro il disegno, la musica, la scrittura, il cinema. Ma non riesco a trasformare tutto ciò in un lavoro, in particolare per le scarse competenze.

    Grazie per avermi ascoltata.

    • Ciao Giada,
      le competenze si acquisiscono sul campo. Inoltre ogni passione può diventare un lavoro. Il segreto è non pensare “al lavoro”, ma a cosa vuoi fare, a come ti piace impiegare il tuo tempo. E quando capisci questo, trovi il modo di renderlo remunerativo 🙂
      Parti anche dal presupposto che puoi studiare fuori dalle aule universitarie qualsiasi cosa, e diventare brava ed esperta in ciò che ami.
      L’inglese potresti insegnarlo, se ti piace scrivere potresti pubblicare un tuo libro, potresti tradurre qualcosa di inglese che in Italia non c’è, scrivere di libri o musica in lingua inglese (un blog), potresti insegnare musica (se sai suonare o cantare).
      Potresti fare 1000 cose. Il punto di partenza è un’idea. Poi stabilisci cosa ti manca, che competenze ti servono e ci lavori.
      Ovviamente devi considerare se hai necessità di lavorare subito , oppure se puoi “permetterti” di prenderti del tempo per costruire in modo solido un progetto che ti faccia guadagnare tra 5 o 6 mesi.
      Il limite è solo la tua creatività 🙂

  43. Giacomo ciao, ti ringrazio tanto per l’opportunita di questo corso, lo seguo con interesse, e come tale ha bisogno del suo tempo per essere davvero” digerito ”
    la cosa che piu apprezzo è , che, permette di allargare la propria prospettiva, senza dartene una confezionata
    Riguaro al video, lo trovo geniale, mira al centro, il messaggio è istantaneo, l’associazione perfetta
    grazie, ti seguo con piacere

  44. Ciao, ho 48 anni e mi sono licenziata da poco, ora, non so’più cosa fare della mia vita, che lavoro cercare per vivere. Non so’più se desidero fare ciò che facevo perché mi rendo conto che nn lo cercò quasi più. Penso a cambiare ma nn ho idee chiare x dove e come.
    Grazie
    Stefania

    • Ciao Stefania,
      allora devi chiarirtele 🙂
      Nella guida che hai appena letto ci sono tante domande.
      Parti da queste e chiediti la cosa principale: se non avessi bisogno di lavorare, come impiegheresti il tuo tempo? Come potresti dare un contributo agli altri?
      Non pensare a “un lavoro”, pensa a come impiegare tempo ed energie. poi la forma lavorativa si trova 😉

  45. Ciao ho 22 anni e sono una studentessa universitaria di scienze dei beni culturali, ho sempre amato l’arte nel mio piccolo ma da quando mi sono iscitta all’università ho incominciato ad avere problemi di autostima e a diventare sempre più ansiosa, inoltre la pressione dei miei genitori visto che ero lenta a dare gli esami mi ha frustata sempre di piú. Ammiro l’arte davvero e mi piace girare i musei e vederla nei libri ma se devo esssere sincera non è una delle mie occupazioni principali e l’università è stata più una scelta obbligata dai miei che una scelta cosciente e quindi ora che sto per iniziare il mio primo anno di fuoricorso sto incominciando a chiedermi se non dovrei lasciare e trovarmi un lavoro. Ho letto molto attentamente il tuo articolo e forse ti stupirà ma se dovessi pensare alla mia giornata di lavoro tipo e dovessi pensare a qualcosa che farei 24 ore su 24 senza mai lamentarmi ci sarebbe fare la mamma e la casalinga. Ma la cosa mi frustra perchè in una società in cui tutti si aspettano che la donna lavori io passerei per scanzafatiche o peggio per mantenuta ma la verità è che a me piace stare nella tranquillità della casa fare le faccende domestiche fare felice chi è attorno a me e prendermi cura di loro.Vorrei precisare che il mio ragazzo e futuro marito è a conoscenza di questo mio desiderio e mi sostiene ma sono io che avrei paura di essere giudicata male dagli altri e dai miei genitori che penso si aspettino di più da me:credo di essere una delusione per loro. Per secondo ci sarebbe la passione della scrittura che porto avanti nel privato ogni volta che sento il bisogno di sfogarmi e che libera la mia anima dalle angoscie. Non so davvero che fare mi sento nata in un epoca sbagliata magari se fossi nata nell’800 non avrei avuto di questi problemi. Grazie in anticipo per la risposta e scusa davvero per aver scritto un papiro sulla mia vita solo che spero finalmente di poter trovare un porto sicuro per la mia mente in cui potersi dispiegarsi tranquillamente senza ansie o paranoie.

    • Ciao Annamaria,
      se tu senti di avere questa risposta, e il problema è solo il timore che gli altri, genitori in primis, non condividano, allora secondo me dovresti fare una cosa sola: prenditi un paio di mesi, lavora su di te per crescere in sicurezza, autostima, serenità, e poi, più forte, deciderai con facilità quale sia la strada che desideri.
      Credo sia importante avere la sicurezza di prendere una decisione senza farsi condizionare dal giudizio degli altri.
      A quel punto c’è anche molta più chiarezza nella strada da prendere.
      Iscriviti subito al mio Corso gratuito, perché nelle prossime settimane ti aiuterà a fare questo lavoro 🙂

      • Grazoe davvero per la tua cortese risposta 🙂 avevo proprio bisogno di essere rincuorata e cercherò di prendermi del tempo per me stessa e ragioneró su per capire cosa voglio davvero 🙂 Comunque mi iscriverò al corso xD Grazie davvero ancora

  46. Ciao Giacomo,

    È già la seconda volta che leggo il tuo articolo nel giro di qualche mese.
    Non riesco a trovare una passione, o qualcosa che mi piacerebbe fare realmente e per più tempo.

    Ho una situazione che definirei tranquilla: casa, lavoro, fidanzata, ecc…
    Quando però ho del tempo libero non so mai come impiegarlo e lo perdo non facendo niente (tv,tablet,..)

    In diversi periodi ho avuto diverse passioni , che poi ho sempre lasciato andare, per un motivo o per l’altro. Forse semplicemente perché erano delle mode o forse perché non ne ero realmente convinto e appassionato.
    Ho trent’anni e sto cercando la mia strada…qualcosa che mi renda felice e orgoglioso.

    • Ciao Denis,
      se è la seconda volta, vediamo di non tornarci una terza 😉
      Il mio consiglio è di leggerti questa guida. Potrebbe farti riflettere.
      E poi iscriverti al mio Corso per Diventare Felici: sono certo che se inizia a diventare consapevole e osservi le cose in modo nuovo, la risposta che stai cercando diventerà più facile da trovare 🙂

  47. Ciao! Sono capitato su questo sito a soli 19 anni perché ho dei dubbi riguardanti il mio futuro e il mio percorso di studi.
    Premetto: L’unica cosa che veramente non vorrei, è prendere una strada che non mi convinca al 100%, dunque voglio che il percorso che intraprenderò sia totalmente in linea col mio modo di essere e con le mie passioni, sebbene, purtroppo, io non sappia ancora bene quali esse siano. Quello che posso dire è che sono molto bravo nello scrivere, me lo hanno sempre detto e quindi comunque c’è una propensione per qualcosa. Ho scritto varie liriche, pensieri e anche aforismi ed ho cominciato da quando una mia professoressa (molto brava) aveva spiegato Alfieri. La scintilla è poi scattata totalmente con Leopardi. A ciò che ho composto, inoltre, aggiungo anche i testi delle canzoni della mia band; infatti mi piace molto anche cantare, perché posso trasmettere le mie emozioni e sfogarmi (pur essendo molto estroverso, quindi non ho problemi ad aprirmi, non reprimo diciamo).
    Il fatto è che mi piace anche viaggiare, lo farei volentieri sempre e comunque, senza sosta. Solo che se volessi portare avanti la scrittura con una laurea in lettere, non avrei la possibilità di fare master all’estero, perché da quel che vedo l’università di lettere non offre questa possibilità.
    Vorrei veramente riuscire a coniugare la mia passione per la scrittura con quella per io viaggio, il problema è che non so come… E poi un’altra cosa: Ogni volta che parto con un’idea, mi pervade subito un grande senso di ottimismo, mentre dopo un po’ quest’ultimo passa.
    Non so veramente cosa fare, sto cercando in qua e in là e comunque sto arrivando a delle conclusioni, però sono sempre insicuro…

    • Ciao Alessio,
      io ti suggerisco due cose.
      Da un lato prova. Un conto è l’idea che abbiamo in testa, un altro è ciò che realmente fai, come ti trovi in un certo contesto.
      Inoltre non guardare se l’Università ha questa o quella funzione o servizio. Anzi, non guardare proprio l’Università.
      Non dico che non devi laurearti, ma che prima devi decidere cosa vuoi fare.
      Scegli cosa ami, studia quello che ami. Non sarà il titolo di studio a darti un lavoro (a meno che non è obbligatorio quel titolo!!!), ma ciò che sai fare. E anche se ti serve un “pezzo di carta”, da solo spesso non è sufficiente.
      Prima definisci cosa vuoi fare, cosa ti appassiona. Poi trovi le strade per darti gli strumenti per riuscirci.
      Studi per imparare, non per trovare un lavoro. Questo è l’approccio che ti può lasciare libero di capire cosa fare e di goderti tutto il percorso.

  48. Ciao Giacomo,
    sono Federica,ho 25 anni. Mi sono laureata in giurisprudenza un anno fa,con il massimo dei voti. Scelsi questa facoltà andando ad intuito e curiosità. Il diritto è vita: può essere sia una palla bestiale (come nell’80% degli esami che ho affrontato,complice un piano di studi universitario organizzato male), sia qualcosa che ti appassiona,che vuoi capire nel profondo. Così è stato per due soli esami,anche perché per via di consigli sbagliati mi ero rinchiusa in casa a studiare i mattoni senza avere contatti con l’università. Ho avuto due prof eccezionali,mi hanno fatto amare la loro materia e mi hanno fatto venire voglia di studiare di nuovo le materie su cui mi ero appiattita in solitudine in precedenza. Ho deciso di studiare per il concorso in magistratura. Faccio un tirocinio (non pagato)con un magistrato,e vorrei sempre stare con lei. Sento che studiare fascicoli,scrivere provvedimenti,approfondire questioni giurisprudenziali,potrebbe essere davvero la mia vita. Il punto é che mi sto appiattendo di nuovo,annoiando e preoccupando. Questi libri enormi da studiare non mi danno passione,entusiasmo. Sono ripartita completamente da zero per avere le basi,senza l’aiuto di nessuno o una VERA GUIDA,e posso affermare che tra momenti enormi di scoraggiamento,attacchi di ansia continui e rialzate di testa ho fatto notevoli passi avanti.Ma se non lo superassi?Io vivo ancora con i miei genitori,e questa situazione mi pesa. Per questo investimento ho ceduto una quota della mia libertà. Ho paura di star buttando il mio tempo,questo posto non offre lavoro e sento di ragazzi che sono andati via di qui non solo facendo gli avvocati ma lavorando nelle aziende,imparando a vivere…io non so niente di tutto questo. Ho visto solo una strada,mi ci sono incamminata con tutte le intemperie,ma non so se sto sbagliando. Potresti darmi un consiglio?Grazie e scusa il papiro.

    • Ciao Federica,
      il consiglio che ti posso dare è che devi capire.
      E per farlo, spesso, il modo migliore è non porsi in modo assillante la domanda, ma evolverti.
      Ecco cosa ti consiglio: cerca di trovare serenità dentro di te, equilibrio, per capire come usare il tempo a tua disposizione.
      Sotto ogni pagina ti offro la possibilità di iscriverti gratuitamente al mio Corso per Diventare felici.
      Ti consiglio di iniziare a seguirlo e darti del tempo per fare chiarezza dentro di te in modo da poter scegliere poi la strada migliore 🙂

  49. interessante…il fatto è che mi sembra che non mi piaccia mai niente quando ce l’ho(mi riferisco al lavoro), anche se è qualcosa che penso che mi sarebbe piaciuto inizialmente. Per quanto riguarda le passioni più forti invece sembra sempre impossibile realizzarsi..e intanto il tempo passa!!!

    • Ciao Leila,
      provare è sempre il modo migliore per capire se quel che pensavi interessante poi ti interessa davvero.
      Spesso le cose sembrano impossibili… ma non lo sono quasi mai.
      Si tratta di definire cosa vuoi, capire come arrivarci e poi creare un piano per agire.
      Se mi scrivi di che si tratta magari troviamo il modo di rendere possibile l’impossibile 😉

  50. Trovare il connubio tra quello che mi piacerebbe fare e quello che può mantere me e la mia famiglia è paragonabile a trovare un ago nel pagliaio. Prima di tutto perché non ho avuto mai dei spiccati interessi e secondo perché il lavoro che ho scelto essendo creativo mi dà delle soddisfazioni ma porta via quasi tutto il mio tempo, almeno se uno non ama il suo lavoro lo deve fare solo 40 ore la settimana e ha ancora a disposizione un sacco di tempo per se stesso. A questo punto potrei dire che una delle cose che mi dà più “entusiasmo” è un libro e caffè alla mattina” e possibile fare di una piacevole abitudine un lavoro che mi dia più gioia e magari mi lasci qualche ora in più da dedicare a me stesso e alla mia famiglia. Forse….. ma se penso che dovrei cimentare questa idea in Italia già mi sento perso.

    • Ciao Giorgio,
      ci vogliono due cose: un progetto chiaro (economicamente valido) e un programma concreto per realizzarlo.
      In Italia si può fare tutto, secondo me, a patto di trovare la forma giusta 😉

  51. Ciao, ho 36 anni e la mia difficoltà più grossa nel trovare la mia passione e che appunto vado in crisi nei weekend e in tutte le occasioni che esco dalla routine e che mi si presenta del tempo libero. Essendo venute meno per questioni di età le occasioni di uscire con gli amici con i quali ho passato morbosamente sempre questi momenti liberi (andando per locali e viaggiando) ora mi ritrovo a non sapere che fare. E’ stata fallimentare anche l’esperienza di 3 anni con fidanzata e convivenza. Oltre ad annoiarmi mi sentivo pure in trappola. Per questo ho chiuso la cosa.
    Mi puoi dare qualche consiglio? Sto leggendo con calma appunto “Cosa fare nella vita: come trovare la propria strada”
    Grazie mille

    • Ciao Daniele,
      un punto di partenza potrebbe essere quello di provare qualcosa di nuovo, sperimentare attività che non hai mai fatto e scoprire se ti piacciono.
      Altra cosa che ti posso consigliare è questa guida: potrebbe darti uno spunto che ti appassioni 😉
      Inoltre ti chiedo: la tua routine invece è qualcosa che ami? Che ti appaga pienamente?

  52. Ciao Giacomo! Sono finita su questo sito perché da un po’ di tempo sto cercando di capire cosa fare nella vita. Finito il liceo avrei voluto studiare beni culturali, ma dato che come è risaputo è molto difficile trovare lavoro con questa laurea, ho ripiegato su design della comunicazione, che mi è sembrato un compromesso tra i miei interessi e le opportunità lavorative. Già dall’inizio mi sono resa conto che non era quello che avrei voluto fare, ma ho portato a termine la laurea, perché non riuscivo a pensare ad alternative migliori. Inoltre avevo (ed ho tuttora) il dubbio di essere troppo critica e di non riuscire a trovare qualcosa che mi soddisfacesse veramente. In altre parole, ho pensato che avrei trovato dei lati negativi in qualsiasi percorso intrapreso, e quindi ho cercato di portare avanti la scelta già fatta. Mi sono laureata con un voto decente, ma l’ultimo anno è stato molto faticoso e ho deciso che il design non fa per me e così non mi sono iscritta alla magistrale. Ho svolto alcuni lavori per due anni, ma ho molte incertezze sul mio futuro. Avendo deciso di non voler fare la designer non ho grandi possibilità di trovare lavoro grazie alla mia laurea, se non forse nel campo della comunicazione. Potrei anche cercare di puntare su questo settore, ma nel frattempo vorrei cercare qualcosa che mi appassioni veramente. Una mia amica tempo fa mi ha chiesto: “ma perché non studi qualcosa che ti piace veramente?” Questa prospettiva ha subito generato in me una sensazione di “Si!”, e da allora sto pensando di cominciare una triennale in beni cuturali o lingue, ma ho ancora tanti dubbi perché due lauree triennali non ti danno alcuna appetibilità sul mercato del lavoro, soprattutto in materie del genere. Mi sono informata anche su possibili master o specialistiche, ma niente mi piacerebbe altrettanto. Potrei prendere un master che mi garantisca migliori prospettive occupazionali, ma sento che non vale la pena di ricominciare a studiare qualcosa solo perché “forse” potrebbe aiutarmi a trovare lavoro. L’ho già fatto con la triennale e non ha funzionato. Comincio a pensare di non avere delle grandi capacità di adattamento, perché conosco altre persone che si sono adattate a percorsi universitari che li attraevano meno di altri ma che avevano più sbocchi lavorativi, ed ora sono soddisfatti delle loro vite. Io ho cercato di farlo ma per ora non ci sono riuscita.
    Tuttavia adesso ho ventiquattro anni e mi laureerei almeno a ventisette. Comincio a sentirmi una fallita, soprattutto rispetto ad altre persone che conosco e stanno ottenendo dei grandi successi. Io ormai sono in ritardo. Mi piacerebbe anche viaggiare e conoscere il mondo, ma anche per fare questo non so che scusa cercare. Non sono sicura che sia una buona idea accettare un lavoro a caso solo per andarmene da qualche parte.
    Secondo te è una buona idea imbarcarsi in un percorso di tre anni potenzialmente inutile solo perché mi piacciono le materie che si studiano?

    • Ciao Pi,
      secondo me devi cambiare domanda: cosa vuoi fare tra 5 anni? Come vuoi usare il tuo tempo? Come vuoi dare il tuo contributo?
      Io oggi faccio qualcosa per cui non avevo studiato all’università. E studio cosa che a molti non darebbero sbocchi lavorativi se non sai crearteli.
      Vai oltre le etichette “studio” “laurea” “a 27 anni sei vecchia per laurerti” o “occupazione”.
      Chiediti cosa vuoi fare della tua vita. Poi trovi studio e lavoro per riuscirci, ma prima devi avere la tua strada, la tua missione.

  53. Ho letto e eseguito fino a ora trovando tutto molto interessante e scorrevole, avanzo “lentamente”perchè alcune domande che poni mi fanno fermare e riflettere sul mio percorso fino a ora.

  54. Ciao Giacomo,

    la tua guida é una favola, grazie, mi sta dando una mano a crederci.
    Ho 35 anni ed ho fatto un botto di lavori nella vita ma la mia passione da quando ho 16 anni é la musica; suono il basso elettrico e compongo canzoni pop. Ho suonato in diversi gruppi ma non ho mai raggiunto nulla di concreto ed ora, a 35 anni mi si sta presentando l´occasione di collaborare con un´etichetta e provare con i miei pezzi a farmi conoscere. Fin qui una figata ma il mio unico e vero problema si chiama paura: lavoro da 7 anni come semplice impiegato in un´azienda all´estero (Europa) e guadagno anche bene, il lavoro per me é un vero e proprio passatempo nel senso che aspetto che la giornata finisca per fare quello che mi interessa davvero.
    La mia paura di fare il salto nel vuoto e di rischiare di non avere piu´ un´entrata fissa mi paralizza letteralmente; anche la mia fidanzata mi incita a non aver timore ma purtroppo sto soccombendo.
    Temo il salto nel vuoto, il non riuscire a guadagnare e la paura di non reggere i ritimi, anche se so che dentro lo vorrei fare.
    Sono ad un bivio e non so che fare, sarei lieto di sentire la tua opinione in merito.
    Un caloroso saluto
    Grazie

    • Ciao Daniele,
      prendi un pennello e tingi di bianco barba e capelli. Immaginati tra 15 o 20 anni e ripensa a oggi.
      Come ti sentiresti ad averci rinunciato? Ad aver lasciato perdere senza averci neanche provato?
      Infondo per capire se ce la farai, hai un solo modo: provarci.
      Inoltre è necessario il “salto nel vuoto”? O puoi permetterti qualche mese facendo entrambe le cose, musica e lavoro, anche per vedere cosa succede?

  55. Ciao Giacomo, mi chiamo Marco, il tuo articolo mi ha fatto venire le lacrime agli occhi, ho 35 anni, ho sempre fatto il programmatore, ultimamente non ho più stimoli al lavoro, non mi sento valorizzato, vedo che non ci sono possibilità di carriera e di crescita professionale,la cosa che più mi fa male è di sentire di non essere valorizzato, vorrei cambiare e mi sono già mosso con diversi colloqui, ma trovo sempre qualcosa che non va, in verità è che la mia passione (che ho scoperto circa 4 anni fa) sono i pesi. L’attività fisica, il body building, amo questa cosa, appena riesco figlio e lavoro permettendo vado in palestra e mi sento come a casa, ora la mia domanda è come farlo diventare un lavoro?Non vorrei fare il semplice personal trainer (cioè magari anche) però quello che vorrei dire è che vorrei mettere a disposizione tutto quello che ho letto per migliorare fisicamente quindi non solo allenamento ma anche alimentazione, che ne so tenere dei corsi, quello che più mi piacerebbe fare e che farei anche gratis è AIUTARE le persone a ritrovare la forma fisica, dimagrire o tonificare, come posso trasformarla in un lavoro?Sono molto confuso, non vorrei rinunciare a certezze come lo stipendio fisso…so che è un discorso che fanno in tanti, purtroppo la casa che ho non mi consentirebbe di farci venire le persone (ed allenarle) perchè è troppo piccola…avresti gentilmente qualche consiglio?

    • Ciao Marco,
      per prima cosa valuta il discorso alimentazione: credo ci siano regole precise per poter fare diete o consigli sull’alimentazione. Informati se non l’hai già fatto.
      Per il discorso stipendio fisso, è ovvio che se lavori in modo autonomo il concetto è diverso, ma è anche vero che se lavori bene, potresti avere uno stipendio migliore e “fisso” ugualmente.
      Ovviamente ci vuole del tempo 😉
      Magari potresti puntare a una figura diversa, una sorta di consulente del benessere, qualcuno che consigli e affianchi le persone a 360°. Penso che se guardi in giro qualche personal trainer che fa un discorso ampio, simile al tuo interesse, potrebbe esserci e darti qualche spunto.
      Potresti farlo a “domicilio”, presso una palestra con cui fai un accordo (anche senza lavorare per loro), potresti partire da un sito internet in cui condividere la tua esperienza e i tuoi risultati per creare fiducia, potresti creare qualche corso sul territorio per farti conoscere.
      Visto che te ne occupi da 4 anni immagino che tu abbia sperimentato personalmente quello che condividerai, per cui è anche importante che abbia la tua firma, che sia originale, che ci sia un approccio tuo che ti renda speciale, differente rispetto a tutti gli altri.
      Puoi farti un’idea anche leggendo questa guida 🙂

  56. Ciao, è bello quanto scrivi ma penso che per una persona sopra i 50 come non valga. Per i ragazzi si. Io saprei benissimo cosa fare e come organizzare la mia giornata, il problema è che son costretto ormai da anni a fare un lavoro solo per far sopravvivere me stesso e la mia famiglia.
    Sin da piccolo infatti ho la passione per la musica e scrivo canzoni, ma capirai come si fa alla mia età a pensare di cambiare, lasciando il lavoro.grazie

    • Ciao Max,
      io dico che vale per tutti coloro che hanno voglia di lavorare sodo per riuscirci.
      Lasciare il lavoro per inseguire un sogno ti farà perdere entrambe le cose probabilmente.
      Io inizierei a pensare a come renderlo reale, come tradurre la tua passione per la musica in qualcosa che generi ricchezza per te.
      E quando inizia a farlo valuti quando e come lasciare il lavoro.
      Prima deve essere concreto e reale, altrimenti è un salto nel vuoto… e ci si fa male 😉
      Il primo passo è avere l’idea.
      Per cosa dovrebbero pagarti? Per insegnare musica? Lezioni private? fai un corso online? Scrivi testi per cantanti? Scrivi musica per film? Teatro?
      Le possibilità sono tante e dipendono da te: trova l’idea, o le idee, e inizia a provare a concretizzarle.
      E si ti serve una mano ti aiuto volentieri a definire un progetto e lavorarci sopra 🙂

      • Grazie. Infatti è fondamentale la determinazione. Il progetto è già ben definito, nel senso che scrivo canzoni e ho pubblicato anche il mio primo album. Solo che i tempi anche per migliorare sono ristrettissimi. Il lavoro e la famiglia impegnano quasi tutto il tempo e non mi restano che le briciole la sera tardi quando la stanchezza incombe. Ho una voglia immensa di scrivere ma non ne ho il tempo e le ispirazioni si perdono.
        Insomma non resta che rassegnarmi, anche se in fondo continuo a sognare (come si fa alla mia età non lo so).ciao

  57. ciao Giacomo,
    io vorrei fare l altra faccia della medaglia,
    parlando di me molto velocemente ,ho sempre seguito le mie passioni , ma non ne ho trovata una che prevalesse su un altra , e cosi ho finito per passare di passione in passione .
    Allora , so che mi urge trovare qualcosa che veramente vorrei fare , ma vorrei puntare la cosa sul fatto che visto che i soldi possono comprare tutto meno che l amore , i soldi aiutano si a stare tranquillo e sulla buona via per essere felici. Io ho sempre lavorato poco , e viaggiato molto, ho suonato , ho disegnato , ho fatto l orto, ho costruito , ho composto, ho amato , e cosi via , ma senza soldi o con pochi soldi, ti posso assicurare che è veramente dura, perche quando cominci a non averne nemmeno per mangiare o per pagarti un tetto non è molto simpatico, certo per un po puo essere anche un esperienza formativa, ma poi tutti cercano una stabilità economica, che mi permetto di dire, nella società di oggi è FONDAMENALE, se non hai soldi , sei completamente tagliato fuori da tutto. a meno che non vuoi vivere alternativamente nelle comune, nelle grotte o nei templi buddhisti. ma non tutti vogliono questa vita. percio io direi , io soldi non possono comprare la felicità , pero ti possono dare quella tranquillità e stabilità per cercarla dentro di te. Se non hai i soldi , sul serio , non hai nemmeno tempo per rispondere a quelle domande, o peggio , non hai nemmeno un quaderno e una penna per scrivere le risposte , bensi stai tutto il giorno a pensare come sopravvivere , come trovare del cibo , e dove dormire. In Italia ho notato che molti che dichiarano di non avere soldi , in realtà intendono dire che non hanno risparmi per farsi la vacanza lunga o comprarsi le scarpe nuove o cose veramente futuli .Infatti molti di noi sono figli di papà con una casa e una base economica alle nostre spalle , niente per cui lamentari percarità , ma giusto per puntualizzare .

    • Ciao Alberto,
      ovvio che non si vive di aria 🙂
      Vero è anche che se canalizzi la passione nel modo giusto, ci puoi vivere davvero, e anche bene.
      Io insisto che devi partire da quella, da ciò che ami. E non è detto che devi fare una cosa sola.
      Se hai tante passioni magari puoi fare più cose, avere tanti progetti.
      Oggi internet offre talmente tante di quelle possibilità, che se hai molti interessi puoi avere molti spazi per trasformarli in un lavoro.
      Qui trovi una guida, e credo che potrebbe farti riflettere sulle possibilità che magari puoi cogliere proprio grazie alle tante passioni che hai 🙂

  58. Ciao,
    Ho 16 anni e non capisco quale possa essere il mio lavoro ideale. Non riesco a capire nulla. Sono confuso. Non riesco a capire quale siano le mie preferenze. Mi piace quasi tutto. Forse sono un multipotenzialista?
    Per esempio quando le persone mi chiedono quali canzoni e materie preferisco io rispondo sempre allo stesso modo:”tutte tranne…”
    Dovrei andare per esclusione o forse esplorare di più il mondo lavorativo? Bè, è da 16 anni che faccio il detective e di rultati non ne ho avute.
    È da un anno che continuano a balzarmi nella mente idee strane: un mese dico di voler diventare un imprenditore, un altro mese il politico, un altro il filosofo, un altro ancora il giornalista…
    Il mio carattere si divide in due personalità opposte quindi è ancora più difficile selezionare.
    Mi piace la filosofia ma non mi piace la vita dei filosofi, sarei sprecato perchè sono un ragazzo vivace, determinato, a cui piace mettersi in gioco, essere al centro dell’attenzione e vincere… come vedi “nella mia mente ci sono soltanto numeri sparsi qua e la”.
    Però allo stesso tempo sono razionale tanto da essere definito dai miei compagni un “buono psicologo” ma sinceramenre a me non piace la psicologia. Francamente non penso che aiutare gli altri a risolvere i loro problemi sia la mia vera strada, quella strada che dovrebbe assicurarmi uno stato di benessere. Sinceramente è facile per me capire le persone e “manipolarle”.
    Tuttavai viviamo in un mondo in cui esistono già tante regole, se poi devo anche pensare a quelle che attribuisce la psicologia all’essere umano sarei sicuramente a cavallo. Solitamente ciò che voglio lo ottengo. Il problema non è farlo ma capire il motivo per cui farlo, l’obbiettivo. Se conoscessi lo scopo della mia vita sarebbe più divertente perchè avrei qualcosa per cui varrebbe la pena lottare.

    P.S. Non ho hobby però mi piace studiare.
    Ho provato a pormi le domande che suggerisci in questo articolo ma il lucchetto mentale è troppo resistente.
    Avresti da suggerirmi qualche consiglio?
    Saresti il nivantesimo a cui chiedo e spero che non ci sia un novantunesimo. Grazie di cuore in anticipo.
    =))

    • Ciao Davide,
      il lucchetto va comunque aperto e magari ci vuole un po’ di tempo.
      Ad esempio tieniti a mente le domande che hai letto nella guida, ripensale, scrivitele e fattele ogni giorno, senza l’ansia di trovare la risposta, ma facendo sì che la tua mente sia sempre concentrata a cercarla.
      Detto questo io ti consiglio di uscire dall’idea “lavoro”.
      Pensare per lavoro ti chiude dentro etichette. Chi lo dice che non puoi studiare filosofia e fare l’imprenditore? Chi lo vieta?
      Nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, non pensare “a che lavoro vuoi fare”, pensa invece a cosa vorresti impegnasse il tuo tempo, anche se quello che ti viene in mente non è mai stato fatto o è semplicemente una tua invenzione.
      Per aprire la mente e quel lucchetto, forse hai bisogno di darti spazi ampi, non chiusi da etichette legate al lavoro, all’università o alle professioni.
      Fai al contrario: prima cerca di capire cosa ti piace fare, anche se sono tante cose, come farlo, inizia a immergerti in queste cose (ti piace la filosofia? Leggi libri di filosofia che non siano scolastici o per studiare, ma per conoscere e per passione).
      Oppure ti piacere l’imprenditoria, essere attivo? Pensa a cosa faresti, imprenditore di cosa?
      Creare qualcosa che non esiste, tira fuori idee, studiale, senza badare “a che lavoro è”, pensa solo: mi piace? Mi appassiona farlo?
      Apriti, datti tempo, scopri e ricorda che non devi trovare un lavoro, ma la tua strada, e su questa potresti fare, nei prossimi anni, anche 1000 lavori appassionanti differenti 😉

      • Grazie mille, ho capito. Ci proverò.
        Ma farsi la farsi la domanda “chi e come vorrei essere da grande?” è sbagliato?
        Mi devo concentrare solo su ciò che AMO fare giusto?

        • Non direi che è sbagliato, però rischia di “confinarti” in qualche etichetta e toglierti spazio per scegliere chi essere, più che “modello” a cui uniformarti 🙂
          Cerca di capire cosa fare, poi gli si trova un nome 😉

  59. Ciao Giacomo, ho letto anche questa pagina. Molto interessante. Vorrei che mi leggesse anche ms18, che ha scritto il 4 febbraio 2016.
    Sono sempre stata molto brava a scuola, non perchè fossi un genio, ma perchè studiavo tanto e mi impegnavo seriamente. Uscita col masimo dei voti ovunque. Non altrettanto brava a capire “cosa vuoi fare da grande?”. Parenti e conoscenti tutti a dirmi “sarai un dottore” perchè avevo voti ottimi. Si sa la voglia di “riscatto” delle passate generazioni, che volevano i propri figli con la valigetta, diciamo. A far soldi. Mi sono iscritta senza troppa convinzione al liceo, più per “caso”, seguendo certe amiche, e perchè, tanto ero brava, si mormorava che il liceo fosse il top per prepararti all’università. Finito il liceo, uscita col massimo anche da lì, dove iscrivermi? Ancora non avevo risposto alla domanda sul da farsi da grande. Quali passioni? Nel frattempo muore mia mamma, malata. Resto sola col papà. Parenti si allontanano. Io mi chiudo e allontano degli amici, ho bisogno di solitudine. Scelgo Giurisprudenza perchè pensavo fosse una facoltà che ti apriva molte strade, non solo avvocatura magistratura e notariato, per una come me che non sapeva bene cosa fare era l’ideale. E poi, al limite, se avessi scelto altri lavori dopo gli studi, “ricorda che un laureato è sempre preferito ad uno che ha solo il diploma”, mi dicevano. Li ascolto. Gli anni passano. Materie difficili, è dura. Alcune non mi piacciono. Troppa teoria, zero pratica. Alla fine mi laureo, comunque, non col massimo dei voti ma quasi. Però un pò fuori corso (2 anni e mezzo). Intanto ho lavoricchiato facendo ripetizioni e pulizie e in un ufficio come impiegata, durante gli studi. Non ci ho pensato nemmeno di chiedere a studi legali durante gli studi, forse stupida io. Oggi mi chiedo come ho potuto dormire così. A mente fredda credo che forse mi sono portata dentro il lutto della mamma, unito al mio carattere socievole ma che ama anche stare sola e non la combricca e l’uscire continuo, il tutto ha prodotto una laureata con ottimi voti ma con zero esperienza. Non ho preso mai inconsiderazione nemmeno l’andare all’estero, non avevo capito che l’inglese era diventato l’abc, e per me lasciare mio padre è sempre stato fuori discussione. Scelta mia. Gli voglio bene. Ogni tanto mi chiedo se sbaglio..se sono “bambocciona” che non me ne vado, non so, o se è normale comuqnue, Giacomo? Ma andiamo avanti. Terminati gli studi escludo l’avvocatura ecc, cerco stage. Faccio pochi colloqui e nessuno mi prende. Ho comunque sempre le idee confuse su cosa fare. Provo a cercare in un sacco di settori diversi, zero. Nel frattempo anche per uno stage ti chiedono inglese fluente ecc. io non lo so fluente. Così finisco a fare pratica consulente del lavoro , mi piaceva il diritto del lavoro mi dico.. Già peccato che il lavoro è strettamente d’ufficio, attaccata al pc. Almeno in grossa parte. 1 mese di noia e non considerata dalle impiegate che mi evitavano come fossi un peso (le capisco) e la consulente mai vista. Mollo. Trovo un altro lavoro da impiegata generica, il contratto scade. Cosa fare? Allargo le mie vedute, vado oltre la mia laurea e penso a………uno studio medico. Divento assistente in studio dentistico. Il lavoro mi piace, e tanto! Mi muovo, mi coordino, ci sono tante cose e tante responsabilità, non è un lavoro stupido dove devi solo passare gli strumenti al dentista. Ad oggi faccio ancora questo,ma..
    Giacomo, ogni tanto torna prepotente il pensiero :ho gettato anni sui libri? E la mia laurea? E poi vedo tutti i soldi che girano lì dentro, quanto guadagna lui, i suoi figli che per sfuggire ai test d’ingresso universitari italiani vanno in spagna (se lo possono permettere perchè lui ha i soldi) o trovano lavori super-pagati grazie a conoscenze, la gente benestante che viene lì,laureati esattamente come me ma che (molti grazie al fatto che già in famiglia si viaggiava) hanno seguito la strada “estero” e così sanno l’inglese e prendono stipendi da capogiro.. Ma io non sono da meno.

    Vorrei dire a ms18 di non fare l’università se non se la sente. Io non sapevo che passione avessi al tempo, e guarda come mi è finita. Mi sono laureata, brava, ma ora? Tu già sai che passione hai cara, magari segui il consiglio di Giacomo di iniziare ad assaggiare il mestiere.

    E a te Giacomo chiedo.. ogni tanto mi prende l’ansia, che ho studiato a fare? Guadagno così poco. E mi sta venendo pure un’altra idea…ma prima aspetto che mi dici qualcosa tu, poi te ne parlo.
    E il fatto che vivo con mio padre? E’ da sfigata? Sono fidanzata e pure il mio ragazzo laureato e passa da un lavoro ad un altro, tutti lontani da quello che abbiamo studiato e con paghe basse.
    Grazie Laura

    • Ciao Laura,
      non è da sfigata nulla di quello che hai scritto.
      Che te ne fai di un mucchio di soldi se poi non sei felice?
      E non credere che i soldi rendano felici 😉
      Però devi trovare la tua strada, quello sì, quello è davvero importante.
      E non devi guardare se coincide con la tua laurea (io ho studiato economia e oggi faccio tutt’altro!).
      Il percorso che fai, comunque vada, ti aiuta a crescere e ti da tanto. Io dico che è sbagliato studiare per la laurea, si dovrebbe studiare per imparare, aprire la mente, fare esperienze.
      Non usi la tua laurea? Oggi no, domani non si sa, ma è chi sei diventata lungo il cammino a contare e fare la differenza.
      Non cercare un lavoro ben pagato, cercane uno che ami, anche se ci vivi solamente.
      Cerca qualcosa che ti appassioni, che ti faccia saltare giù dal letto con entusiasmo ogni mattina. Qualcosa che faresti anche gratis per il semplice fatto che ti piace.
      Più di un lavoro, una missione 😉
      Dimmi l’idea, e magari leggi questa pagina 🙂

  60. Ciao Giacomo! In un momento molto critico della mia vita, pieno di disperazione per la mia situazione di disoccupato, ho incontrato il tuo bell’articolo. Ho seguito passo passo i tuoi suggerimenti, e rispetto ad altre persone che hanno commentato ho avuto fortuna: la soluzione mi è apparsa chiara come il sole. La mia passione è la musica: l’ho praticata per più di dieci anni come hobby ma con risultati magnifici a detta di tutti quelli a cui è capitato di ascoltarla, è ciò che mi appassiona di più, che farei gratis per tutta la vita…
    Ma… Ma… Ma…
    Sono solo, a quasi 50 anni, disperatamente solo, e ancora più che comporre musica, o fare qualsiasi altro mestiere, vorrei una moglie, vorrei dei figli, vorrei finalmente un focolare, degli affetti, un po’ di gioia, in questa squallida, amara desolazione che è stata la mia vita finora (sempre stato single, e qui ci sarebbe un altro lungo discorso da fare ma lasciamo stare). Questo è il mio vero sogno, per me molto più importante della scelta del lavoro. E per realizzarlo occorrono SOLDI SOLDI SOLDI SOLDI (Maledetta parola!!!!) Perchè senza soldi non vai da nessuna parte: nessuna donna ti vorrebbe per pianificare un futuro assieme, e anche se per miracolo ne trovassi una disposta a affrontare per amore la prospettiva della miseria, sarebbe comunque impossibile comprare una casa, allevere dei bambini, eccetera.
    Ora, dato CHE SO E SONO CERTO che a fare musica di soldi non posso praticamente guadagnarne (per i compositori indipendenti internet ha ucciso la possibilità di vivere di diritti d’autore), allora i casi sono due:
    – O seguo le tue indicazioni, e nonostante la certezza dell’indigenza, faccio come tante altre persone con vocazione artistica, mi sacrifico inseguendo la realizzazione del mio sogno… ciò che mi costringerebbe a rinunciare all’amore, al matrimonio e ai figli.
    – Oppure rinuncio alla mia passione, e mi cerco un lavoro che non mi entusiasmi, ma che almeno sia retribuito in modo decente (non pretendo di diventare ricco, mi accontenterei di uno stipendio da operaio). E allora, se tutto va bene, potrò sposarmi e farmi una famiglia.
    Il dilemma è tragico, lo so. Non esigo di certo che tu mi fornisca una risposta soddisfacente, credo proprio non esista. Solo una parola di conforto, perchè comunque vada, so che dovrò rinunciare a qualcosa di essenziale, e questo mi renderà triste fino all’ultimo dei miei giorni.
    Ciao e grazie!

    • Ciao Alan,
      e scusa ancora per l’attesa 🙂
      Il bivio non è incoraggiante, ma potremmo guardarlo da un’altra angolatura.
      Trovare una donna che stia con te perché hai i soldi, mi spaventerebbe.
      Preferirei una che stia con te a prescindere. E se mi dicessi “nessuna ti amerebbe se sei povero”, allora non vorrei nessuno accanto a questa condizione.
      Condizione. Se ami “a condizione che”, io non lo definisco amore.
      La tua storia non la conosco, ovviamente, ma di sicuro non troverai in moglie e figli la felicità.
      Leggiti questa pagina, poi questa.
      Detto ciò sul lavoro diciamo 2 cose.
      La prima è che chiedendoti cosa faresti gratis non voglio che trovi “un lavoro”, ma una missione, qualcosa che non serva a guadagnare (anche, ma come conseguenza), ma che ti faccia realizzare il tuo valore. Qualcosa di molto più importante di una professione.
      Poi, possiamo inventarci qualcosa 🙂
      Se ami la musica non è detto che devi per forza fare il compositore morto di fame 😀
      Se sei un compositore indipendente, potresti pensare a come far sentire il tuo talento e collaborare con artisti che usino il tuo lavoro. Oppure comporre per cinema, film, teatro.
      Apri la mente: se sai comporre, e sei bravo, parti da tutti coloro a cui serve la musica, da tutti gli ambiti in cui serve la musica.
      C’è molto, e qualche idea potrebbe venire in questa direzione.
      Insegnare composizione, musica, far ascoltare i tuoi lavori. Aprire un sito per fare tutto questo, collaborare con associazioni o club per farti conoscere.
      Ma soprattutto imparare a vivere con gioia la tua vita a prescindere. “Squallido” è un aggettivo che dipende da te, non da cosa succede.

  61. Ciao.
    Io sono uno studente universitario che da anni ha una storia travagliata di scelte universitarie e affini. Attualmente sono al secondo anno di un corso di laurea in Economia in lingua Inglese. Sono in regola con gli esami, i risultati vanno più che bene, ma da anni qualcosa non mi torna… Non riesco a capire se il lavoro che andrò a fare mi piace. Se il lavoro in ufficio seduto per molte ore al giorno mi piace (i miei hobby principali sono la palestra, la pallanuoto e lo sport in generale).
    Ho scelto l’Economia perché mentre ero al liceo solo due materie mi piacevano molto: l’Economia per l’appunto e la Biologia del corpo umano. Della prima amavo la politica economica, i mercati, la Macroeconomia come fenomeno globale. Dell’altra ammiravo la complessità del sistema corpo umano nel suo complesso, i suoi meccanismi e il fatto che tutte le cose lavorano in sinergia come un tutt’uno (soprattutto l’apparato locomotore e il sistema muscolare).
    Due anni fa, così, attratto dai corsi di laurea sanitaria che sembravano offrire una risposta comune sia alle mie inclinazioni che alla possibilità di trovare un lavoro dopo, decisi di provare il test di ammissione a Medicina e Chirurgia. Era Dicembre, il test era ad Aprile, e c’era la maturità. Mi comprai i libri e cominciai a studiare tutte le sere assieme al resto. Quell’iter andò avanti per 4 mesi, ma quando lo tentai non lo passai. Mi chiesi cosa poteva essere andato storto… Rammaricato pensai proprio ad Economia come ad una seconda scelta. Esattamente un mese dopo (Maggio) feci il test, lo passai, mi iscrissi li e a Settembre cominciai.
    Come già anticipato, all’inizio tutto andò bene: gli esami definiti “scoglio” andarono bene, meglio di quanto avessi mai pensato, ma poi verso Marzo 2015 cominciai di nuovo a pensare a Medicina… Di nuovo… Ma perché? -mi dicevo- Tutto sta andando bene qui mi ripetevo. Alla fine decisi che volevo ritentarlo il prossimo Settembre 2015: scelsi l’estate per prepararmi, quindi detti tutti gli esami entro Maggio alla prima sessione e appena finito frequentai un corso estivo organizzato nella mia città. Venne così Settembre… Pochi giorni prima mi iscrissi anche a Fisioterapia che sapevo essere un corso molto selettivo e che cominciava a piacermi (dato che era incentrato sul movimento, la mia principale area di interesse). Feci così entrambi i test.
    Un mese dopo, mentre stavo frequentando le lezioni del secondo anno, seppi di essere passato a Fisioterapia proprio nella mia città (20 posti su circa 700 richiedenti). Grande fu lo smarrimento. Non sapevo proprio cosa fare… Fisioterapia sembrava offrire un lavoro sicuro e tranquillo perfetto per un amante dello sport come me. Cominciai a chiedere in giro a vari fisioterapisti e mi chiesi se valeva la pena gettare un anno di Economia per Fisioterapia. Le uniche cose che mi dissero erano che a Fisioterapia trovi si lavoro, ma mai stabile e sempre molto precario e che le paghe erano basse e senza possibilità di carriera.
    Così scelsi di rifiutare… Continuai con la mia Economia e passai altri esami, fino a due settimane fa dove cominciai il secondo e ultimo semestre.
    A quel punto, l’ennesima sorpresa: ero passato a Odontoiatria! Avevo 5 giorni per decidere se accettare o no a causa della graduatoria nazionale. Nelle preferenze avevo messo Odontoiatria solo come secondaria a Medicina e non pensavo uscisse visto l’ancora più esiguo numero di posti (circa 20 per Università con circa 1000 richiedenti). Devo dire che all’inizio non avevo preso minimamente in considerazione quest’ultima e pensavo solo a Medicina. Poi ripensandoci e chiedendo a chi di settore ebbi risvolti positivi: si può lavorare anche senza specializzazione, si ha un buon stipendio che permette di non farsi mancare niente, orari non da suicidio (niente turni di notte) ecc ecc…
    Solo che mi dispiaceva lasciare perdere Economia e trasferirmi lontano (la sede di Odontoiatria è lontana dalla mia città). Sembrava che come lavoro mi piaceva di più il dentista rispetto all’ufficio e alle carte (Economia mi piace solo per le materie che studio e non per il lavoro dopo) pur non raggiungendo livelli eccelsi.
    Alla fine a graduatoria quasi conclusa ACCETTAI IL POSTO. Tuttora mi chiedo se ho fatto bene. Ora sarei iscritto li e dovrei cominciare a breve il mio percorso…. Ho però ancora la possibilità di tornare sui miei passi. Sul serio, dopo tutti questi cambi NON sono capace di trovare la mia vera passione. Forse uno dei problemi sta nel fatto che in Economia puoi fare una miriade di lavori diversi e non hai bene in mente cosa andrai a fare, per contro il dentista o il fisioterapista è una figura ben definita ma neanche qui sono così sicuro…

    • Ciao Denis,
      io penso che sia sempre sbagliato decidere cosa fare nella tua vita in funzione dei soldi o della sicurezza economica.
      Il punto è che non è facile scegliere con la certezza che la tua decisione sarà quella giusta non solo oggi, ma anche domani e tra 10 anni.
      Nessuno conosce il futuro, quindi è difficile 🙂
      In questa pagina ti ho fatto molte domande, ma alla fine quella che conta di più, per me, è questa: faresti il dentista gratis?
      Faresti il fisioterapista gratis?
      Tu devi prima capire come impiegheresti, gratis, il tuo tempo, per passione, solo perché ami quello che fai.
      Esci anche dalla logica “universitaria”, pensa prima a cosa ti interessa, e poi lo traduci in un lavoro.
      Prima stabilisci la destinazione, poi decidi che strada percorrere.
      Non è la strada a cui devi guardare, ma alla meta.
      Inoltre leggi questa guida, penso ti farà riflettere un po’ 🙂

  62. Mi sono imbattuta in questo articolo che mi ha fatto molto piacere leggere,anche per colpa di tutta la confusione che ho in testa.
    Sono in un periodo difficile,sto quasi finendo il quinto liceo e dopo anni di studi scientifici mi sono accorta che la mia strada non sarà in medicina,né tanto meno in informatica,ma in qualcosa di diverso che mi appaga profondamente:la cucina.
    Un po’per paura di non essere all’altezza,un po’ per le opinioni dei miei genitori e delle persone che mi stanno accanto che dicono che sono troppo giovane per fare questo mestiere,ho finito per pensare che questa non è la strada giusta per me. Tutti hanno grandi aspettative su di me,tutti pensano che io starei bene nel settore scientifico… questi studi mi piacciono ma credo che non sono quelli che mi faranno stare felice per tutta la mia vita.
    Per cui volevo chiedere una tua opinione e leggendo ciò che hai scritto,ho pensato di essere nel posto giusto e di poter chiarire le mie idee almeno per una piccola percentuale. Cosa mi consigli di fare?

    • Di seguire la strada che senti giusta.
      O almeno provare.
      Se dici che ti “appaga profondamente” è probabile che tu abbia sperimentato la cosa.
      Potresti iscriverti a un corso di cucina estivo, fare un paio di mesi in un ristorante come aiuto cuoca, anche gratis, per vedere se ti piace il tipo di ambiente.
      Parlare con chi fa questo mestiere (non con chi lavora, ma con chi ama farlo!).
      Soprattutto segui la strada che senti giusta, sperimenta, scopri cosa ti piace e fino a che punto e, comunque, metti in conto che attorno a te non tutti accetteranno le tue scelte.
      Ma la vita è tua, non dimenticarlo mai 😉

      • Ciao Giacomo io so bene le mie passioni, ma sono fuori età per i concorsi.in pratica ha 36 anni per lo stato sono vecchio. Non mi sono mai scoraggiato come adesso. Aiutami per favore

        • Ciao Andrea,
          dipende da cosa vuoi fare, parlando in generale è difficile dare un consiglio.
          Di sicuro devi anche valutare come una passione possa avere forme diverse, a cui magari non hai ancora pensato, che magari sono distanti da quelle “classiche” per cui (sicuro?) sei troppo “vecchio” 🙂

  63. mi è piaciuto davvero tanto questo articolo, perchè mi ha aiutato a riorganizzare un po’ le idee.
    Sono laureata in giurisprudenza, ho fatto l’esame da avvocato nel 2011, superandolo.
    Ho fatto esperienza in uno studio legale ed in uno notarile. l’ambizione era diventare notaio, anche se non era tanto la mia ambizione quanto quella di mia madre. Ho conosciuto un fidanzato che lavorava a londra e per un periodo ho avuto l’opportunità di vivere con lui lì. e’ stato il periodo più bello della mia vita! anche se non me lo son goduto al 100% perchè mia madre mi ha sempre imposto di continuare a studiare per il concorso notarile. sono anche tornata in italia per farlo, ma subito dopo ho avuto la libertà di poter trovare lavoro in uno studio internazionale a londra. purtroppo per il mio fidanzato le cose a lavoro non sono andate bene e ha voluto cogliere l’occasione per tornare finalmente in italia. purtroppo ho dovuto seguirlo, a malincuore. non ho ancora superato il trauma di dover rientrare in italia contro la mia volontà e senza aver maturato quell’esperienza lavorativa all’estero che tanto desideravo. però non avevo soldi a sufficienza per pagare un affitto inglese. ho trovato subito lavoro in uno studio notarile, ma è stato massacrante. umiliazioni continue, mancanza di comunicazione e gratificazioni, colleghe che parlavano male di tutto e tutti e che spifferavano cose su di me senza che io facessi o dicessi mai niente.mi ero isolata e soffrivo di forti stati di ansia. tant’è che ciò ha spinto i capi ad interrompere i rapporti di lavoro. partita iva appena aperta e iscrizione all’albo appena fatta, con tutti i costi che ne comporterà. ho un affitto da pagare e devo assolutamente trovare un lavoro. ma questa esperienza negativa mi ha mandato in frantumi. però questo articolo mi ha aiutato a capire cosa mi è piaciuto e piacerebbe fare in futuro, il lavoro che vorrei trovare. perchè ho capito che ho una passione sfrenata per le lingue, l’inglese in particolare. e ho piacere ad aiutare le persone che hanno difficoltà. ero tentata di abbandonare il settore legale, ma effettivamente, quello che mi piacerebbe fare è proprio l’assistenza legale in ambito internazionale o per italiani all’estero. oggi è il primo giorno che mi dedico alla ricerca del lavoro e spero che questo sia un buon punto di partenza per cercarlo, per capire cosa voglio io, senza imposizioni dalla mia famiglia. ho guadagnato dei buoni soldi in questi mesi, ma non sono stati la mia felicità. ho rischiato di perdere tutto, ho perso peso, stavo per perdere il mio fidanzato. ho odiato profondamente questa città. adesso vorrei ritornare ad essere felice, ma soprattutto vorrei capire cosa voglio IO davvero. Grazie mille!

  64. Ciao! Bell’articolo 🙂
    Sono al primo anno di Economia aziendale e ho finalmente preso la decisione di interrompere i miei studi per inseguire la mia vera passione che è sempre stata quella per le lingue. Sono consapevole di aver sbagliato durante la scelta poiché dopo aver scoperto di non aver passato il test di ammissione per lingue ho deciso di cambiare completamente strada. Ma ora sento troppo il richiamo delle lingue (già studiate al liceo) e sento nel profondo che economia non è proprio la mia strada. Il mio sogno è quello di entrare nel settore alberghiero e dell’ospitalità in generale. So che sarebbe meglio una laurea in economia per questo tipo di percorso ma è anche vero che non bisogna basare i propri studi solo sul lavoro futuro e che un mestiere di questo tipo si basa anche sull’esperienza, no? Purtroppo avrò perso un anno…cosa mi consigli di fare in questi 6 mesi prima del nuovo inizio a settembre? Avevo pensato a un soggiorno all’estero per migliorare il mio tedesco…

    • Ciao Giò,
      io penserei questo: se già avessi i titoli che vuoi ottenere (che poi conta praticamente ciò che sai fare e impari), cosa faresti?
      Non solo la lingua, perché non uno stage in una struttura come quella in cui vorresti lavorare?
      Magari all’estero, così prendi due piccioni con una fava?
      Perché, se una cosa ti piace, aspettare 3 o 5 anni per iniziare a farla?
      Gradualmente, conciliando lo studio, ma perché attendere quando potresti iniziare a divertirti subito? 😉

  65. Ciao giacomo ora sono in quinta superiore e sto decidendo cosa fare dopo la maturità. Il mio indirizzo di studio è informatica, però penso di non voler continuare in questo campo. La cosa che mi piace di più è aiutare gli altri. Per esempio quando aiuto qualcuno a fare una cosa mi sento soddisfatto.
    MI piacerebbe fare la triennale di logopedia o fare il fisioterapista. Quale potrebbe essere un altro lavoro che mi offra la possibilità di aiutare il prossimo? Io aiuterei le altre persone anche gratis perchè mi piace.
    Mi sono inscritto a informatica perchè anche mia sorella si occupa di quel campo. Penso in qualche modo di deludere le ambizioni di mia sorella.

    • Ciao Cristina,
      qui caschi bene, di lavori per aiutare gli altri ce ne sono una marea 🙂
      Io andrei più a fondo.
      Ti piace aiutare gli altri, ma come? Ci sono mille modi, ma secondo me devi cercare di intercettare quello che ti fa esprimere meglio.
      Potresti fare lo psicologo, il dottore, l’insegnante, l’assistente sociale, il mental coach, l’istruttore di qualche disciplina sportiva e potrei continuare ore.
      La domanda è: come vuoi aiutare gli altri?
      Perché hai pensato a fisioterapia e non all’assistenza sociale? O ai vigili del fuoco?
      Pensa ai tanti lavori che possono metterti nella condizione di aiutare qualcuno, e trova le differenze, identifica non tanto il lavoro in sé, ma il motivo per cui ti piace.
      Per le ambizioni di tua sorella, come scrivi tu, sono le sue, e tu devi trovare la tua strada 🙂

  66. Non tutte le passioni portano il pane a casa. Un padre di famiglia può svegliarsi ogni mattina controvoglia ma non può fare altrimenti se vuole mandare avanti la propria famiglia. Credo che per alcuni il tuo metodo funzioni, e funzioni davvero ma per altri no. É come prendere per mano qualcuno caduto caduto in una piccola fossa, aiutarlo a rimettersi in sesto, ma allo stesso tempo scavare una grandissima fossa nel quale una volta caduto non ci sará più nessuno a darti una mano. La speranza può essere la migliore alleata ma anche la peggior nemica perche sa metterti le ali ma sa anche tsgliartele nel momento in cui decidi di volare. Come può un etologo trovare lavoro? Come può un filosofo trovare lavoro? E potrei continuare. Non basta la passione e a volte nemmeno l’impegno. Il tuo discorso vale per alcuni tipi di professioni e per alcuni stili di vita. Un persona senza una solida base economica come può intraprendere una strada lavorativa con una retribuzione misera? Ok i sogni, ok la sola vita, ma come fai a vivere? Ti ripeto, mi piace l’ottimismo delle persone, e trovo la tua guida utile, ma come ho gia detto è utile solamente per alcuni. Per altri può essere un tranello, una strada piu insidiosa di quella che gia si percorre. Io ho una passione molto grande ma allo stesso tempo ho una voglia di riscatto della vita e la mia passione non mi permette di avere questo riscatto perchè non é un lavoro utile alla societá. Mi piace l’ambiente, la natura, gli animali, il contatto con queste dimensioni mi rende felice ma di lavori del genere sono rari e inacessibile per noi comuni mortali. Quindi io direi: giusto seguire le proprie passioni, farne SE possibile il proprio lavoro altrimenti fare del proprio lavoro uno strumento utile per coltivare le proprie passioni. Insomma lavorare a forza ma ricaricarsi nei momenti concessi dalla propria fatica.

    • Ciao Manuel,
      probabilmente ci sono situazioni più adatte al mio discorso e altre che lo sono meno.
      Io penso che si debba sempre seguire un sogno, ma restando con i piedi ben piantati a terra e costruire gradualmente ciò che desideriamo senza trascurare la stabilità economica con cui arrivarci.
      Poi io consiglio anche di uscire dalla logica “lavoro”. Una domanda utile dovrebbe essere: per quale motivo le persone dovrebbero pagarmi per fare quello che amo?
      Oppure: cosa, di qual che amo, potrebbe essere utile agli altri al punto da spingerli a pagarmi per avere il mio aiuto?
      Il lavoro si può trovare, o inventare, creare.
      Se uno lo fa con serietà e senza “buttarsi” in modo ingenuo, allora può evitare i rischi ma non smettere di sognare.
      Poi è chiaro: non riusciranno tutti. Bene, e perché tu, o chiunque legge, non dovrebbe essere quell’uno che su mille c’è la fa?
      Buon 2016 a tutti 😉

  67. Ciao GIacomo, sto leggendo il tuo blog da poco, complimenti scrivi cose molto interessanti!

    Io intanto vorrei raccontarti la mia storia sul fatto che ho mille dubbi sulla mia carriera universitaria, ho già fatto ingegneria informatica per un anno e poi sono passato direttamente a studiare Informatica l’anno dopo, ora però quello che studio (informatica e programmazione) stando al secondo anno di università, ma avendo ricominciato di nuovo dal primo anno, non credo mi appassioni molto.

    Nel tempo libero ho sempre studiato per conto mio (anche prima di andare all’università) il mondo del marketing e web marketing.. sto pensando seriamente di andare a studiare solo marketing (non so però se è meglio economia o comunicazione), ma i miei genitori non credo vogliono che cambi un’altra volta la facoltà, anche per il fatto delle altre facoltà molto inflazionate etc

    Mi sento indeciso, dubbioso, demotivato.. te cosa consiglieresti a un giovane studente che non è sicuro del suo percorso di laurea che sta facendo? Fermarsi un attimo, fare qualche mese di lavori part time e chiarirsi le idee? Cambiare di nuovo facoltà (tipo andare a economia) ? O perderei altro tempo così?

    Per provare avevo già fatto circa tre mesi di lavori part time sottopagati o non pagati quando ero ad ingegneria informatica (durante la sessione estiva e non ho potuto dare gli esami per lavoro) e poi sono passato a informatica a settembre, dicendomi che è meglio studiare per ora. Ho capito che bene o male mi interessa molto il campo del digital marketing, quindi mi sto cercando di pormi l’obiettivo di finire informatica e poi continuare con una specialistica in analisi dati e statistica per avvicinarmi più a un lavoro nel campo del marketing visto che programmazione non mi piace più di tanto.
    Grazie per il tuo tempo.

    • Ciao Roberto,
      io gli consiglierai di non pensare a cosa studiare o che facoltà scegliere.
      Prima viene la meta.
      Magari ti piace studiare medicina (qualche commento più sotto parla proprio di questo 😉 ), però non ti ispira fare il medico.
      Per cui io partirei da un altro punto: cosa vuoi fare?
      Fai finta che l’Università fosse un ufficio, scegli la facoltà e ti rilasciano la laurea dopo che paghi le tasse, in 20 minuti.
      Ok, e ora che fai?
      Cosa vuoi fare del tuo tempo?
      Cosa ti appassiona, cosa faresti gratis, cosa ti entusiasma?
      Non pensare a un lavoro, pensa a te che hai 10-15 ore ogni giorno disponibili: come vuoi usarle?

      • Grazie della risposta. Ci devo pensare bene comunque prima di voler cambiare strada di nuovo.

        Ho comunque fatto dei ragionamenti cioè che nel caso io riesca a prendere una triennale in Informatica avrei molte più possibilità di lavorare nel mondo del web marketing. Invece una laurea in economia e marketing, forse è troppo generale e mi potrebbe recludere altre possibilità rispetto ad una laurea tecnica e scientifica come Informatica. Forse questo ragionamento è troppo razionale o dovrei solo seguire il mio intuito o cuore come si dice.

        Per ora appena ho momenti liberi quello che amo fare è leggere, studiare, fare ricerche (avanzate) sul web marketing e poi studiare blogging, sicurezza informatica, ecommerce ed elettronica fai da te. Dovrei forse trovare una cosa comune che riguarda tutti questi argomenti che mi interessa fare nel tempo libero e studiare solo una cosa (anche all’università intendo) ? Grazie mille

        • Io direi che il modo in cui passi il tuo tempo libero è un buonissimo indizio.
          Ma se fai un passo oltre le tue passioni singole, cosa vorresti fare domani?
          Come ti piacerebbe utilizzare il tuo tempo, con cosa impegnarti tutto il giorno?
          Alla fine uno il lavoro può inventarselo, facendo cose che finora nessuno fa in quella maniera.
          Se hai chiaro cosa fare, diventa chiaro anche come arrivarci, Università inclusa 😉

        • Grazie Giacomo, sì credo partendo dalle mie passioni potrei inventarmi un lavoro un giorno ma credo che ho bisogno prima di conoscenze specifiche per questo penso una laurea di tipo tecnico mi possa aiutare. Una laurea in economia, non piacendomi i diritti etc credo non mi possa aiutare molto avendo un obiettivo a lungo termine.
          Credo che dovrei fare più chiarezza sulla mia visione a lungo termine. Una carriera manageriale non sarebbe possibile anche nell’ambito della scienza/ingegneria o informatica?

          Credi che l’ambito del Marketing sia diretto in qualche modo solo a chi ha studiato economia?

          Io ho un amico che vive e lavora in America, mi ha detto che lì la gente che studia materie scientifiche e tecniche può fare di tutto anche lavorare nel Marketing e ci sono più possibilità di scelte di carriera. Lì sono valutate molto le competenze e non le conoscenze, non è qui come in Italia

        • Ciao Roberto,
          credo che anche in Italia, specialmente nei settori privati, interessano le competenze e le capacità, più dei titoli.
          Non penso che il marketing sia riservato ai laureati in economia, soprattutto se al di là di quello che studi, sei appassionato, competente e capace.
          Io ho una laurea in economia, ma poi ho fatto, e imparato, molto altro 😉

  68. Ciao

    Il mio attuale lavoro (operaio metalmeccanico) mi sta sempre più stretto per alcuni motivi (colleghi che ti sfruttano, ritmi di lavoro assurdi) e voglio tanto cambiare vita.
    Ho avuto alle spalle una travagliata vita scolastica a partire dalle scuole medie, la famiglia di certo non ha aiutato e alle superiori l’ unica scuola che mi ha preso mi dava un lavoro per cui non ero portato. Ho terminato gli studi grazie alle serali e speravo di aver sistemato la mia vita ma sono nuovamente impantanato scoprendo di aver perso solo tempo. Oltre a ciò si aggiunge una bassa sicurezza in se stessi, come posso essere felice? Ogni passione in cui provo perde quasi subito dopo un primo entusiasmo iniziale, QUALSIASI. Ho più voglia di diventare bidello in quanto mi permette di potermi gestire la mia vita come voglio io e mi sono iscritto all’ ultimo concorso conclusosi lo scorso novembre 2014 nutrendo comunque speranze anche se la graduatoria non è dalla mia parte (sono tra i 1000 e i 1200 di posizione). Mi è sempre piaciuto poter aiutare chi mi chiedere un aiuto, chi vede in me una persona di riferimento, un personaggio ed un alleato. Sono sulla buona strada?

    • Ciao Daniele,
      se sei sulla buona strada puoi dirlo solo tu.
      Io ti chiedo: faresti il bidello gratis?
      Soprattutto: lo fai per stipendio e tempi che puoi gestire?
      Tanti mi scrivono per dire che faticano a trovare una passione vera, che molte cose perdono di interesse.
      Forse non sono cose che ti interessano realmente, forse è anche una questione di abitudine.
      Leggi questa pagina, ti sarà utile.

  69. Ciao Giacomo, sto seguendo il tuo corso sull’autostima e ti ringrazio per tutti i consigli.
    Per quanto riguarda le domande per trovare la propria strada nella vita, bene, ti dirò che faccio molta fatica.
    Come ti ho già detto ho fatto un lungo periodo senza ascoltarmi, ma trovandomi di fronte a certe domande, veramente rimango spiazzata.
    È come se non avessi hobby, i lavori che ho fatto, sì certo ho trovato qualche cosa che mi piaceva, ma nulla di così significativo….
    Possibile?
    Che abbia percorso fino a qui la mia vita senza vedere o meglio sentire?
    A volte sono più le cose negative…forse c’è qualcosa in me, che va prima sistemato?
    Grazie Simona

  70. Ciao Giacomo, oggi sto navigando su Internet e ho trovato il tuo sito. E’ davvero geniale !
    Sono di fronte ad un cambiamento: Il lavoro che ho svolto per anni con passione è diventato fisicamente troppo faticoso per le mie attuali possibilità. Ho cercato di resistere “dopandomi” con sedute di agopuntura e massaggi, ma la mia gamba sx non vuole sentir ragioni.
    Ed eccomi alla ricerca. Ho trovato molte riflessioni interessanti sul tuo sito … continuerò a leggerti. Grazie

  71. Ciao Giacomo, innanzitutto grazie per tutti i tuoi suggerimenti e video, sono un grande aiuto per me è per molti altri, visto i vari commenti.
    Mi trovo in momento di grande difficoltà e confusione.
    Ho 42 e mi trovo in una situazione di vero cambio, licenziata a giugno per calo del lavoro, facevo la commessa un buon stipendio ma in realtà da anni ormai tutto mi pesava è qualcosa in me dentro ruggiva.
    Le paure sono tante, avendo anche una casa da pagare ma allo stesso tempo sto cercando di capire cosa fare e trovare veramente la mia strada, il mio lavoro, qualcosa che mi piaccia veramente da poter fare con passione, dove tornare a casa soddisfatta, che mi porti entusiasmo e curiosità di approfondimento ogni giorno, ma il problema che la confusione fa da padrone….
    Quasi mi sembra di non avere passioni o non averle più, credo di essermi allontanata troppo da ciò che sono veramente e ora ascoltare il mio cuore è diventato così difficile….come è possibili ritrovarsi a questo punto della vita e non sapere cosa hai voglia di fare, cosa ti piace???
    Beh ovviamente poi ci si mette anche la mancanza di autostima…..la senzasione che ho, sento la mia vita sgretolarsi nelle mie mani, come se non avessi più certezze, sicurezze.
    Sicuramente sto facendo un grosso l’acoro su me stessa, rendendomi conto anche di molti lati oscuri di me a cui non avevo dato peso e non mi ero accorta.
    Da due anni ho intrapreso un corso per diventare operatrice bio naturale di una disciplina sviluppata da un’ostepata, ma ultimamente ho qualche dubbio anche che questa sia la mia strada, soprattutto per i vari impedimento che trovo sul mio cammino.
    Spero di riuscire a fare chiarezza, anche perché il tempo passa e non posso stare ferma…..vorrei almeno avere la certezza, sentire dentro quale è la strada!
    A quel punto uno si attiva in qualche modo, ci prova ma se non sai dove andare……
    Grazie 🙏🏻 per il tuo lavoro…ecco questo mi piacerebbe ….aiutare…😉😊

    • Ciao Simona,
      la lezione sull’autostima è un ottimo inizio e credo che ti sarà utile, hai fatto bene a iscriverti 🙂
      Ovviamente se per tanto tempo hai smesso di ascoltarti e dedicarti a ciò che ami, diventa più difficile.
      Ripensa a tutte le domande, esci dall’ottica “lavoro”, non badare a titoli, percorsi, esperienze, soldi.
      Concentrati solo su cosa faresti davvero gratis, con entusiasmo.
      Datti tempo, riflettici, osservati.
      Libera la mente dagli schemi e sii pronta a tutte le possibilità.
      Più ti apri, mentalmente, più sarai “ricettiva” e troverai l’idea giusta.

  72. Ciao Giacomo,

    la mia vita si sta concentrando solo sul lavoro, non so come impiegare il mio tempo libero in modo costruttivo, non riconosco piú le mie passioni, a me piace viaggiare ma per il momento fino alla fine dell’anno non posso farlo, esco poco, non mi diverto piú, non so se é l’inverno che mi blocca e preferisco starmene sul divano al caldo, molte volte penso all’universitá, mi piacerebbe seguire il corso scienze dell’educazione ma la mia scarsa forza di volontá mi batte e non mi impegno neanche per il superamento del test universitario.
    Come vedi, sono proprio da buttare!

  73. Ciao, sono un ragazzo di 21 anni,
    Ho deciso di scriverti perché mi trovo in una situazione molto simile a quella di Alessia, che ha scritto qualche settimana fa, quindi taglio corto sulla parte dei miei problemi, perché sono gli stessi di Alessia, ovviamente con una differenza nel corso di studi e nelle passioni.
    Alle superiori anch’io avevo ottimi risultati, ora invece, prima di iniziare una lezione o un pomeriggio di studi, sono determinato, ma poi finisco per perdere tutto l’entusiasmo, pensando sempre di più che l’università non faccia per me, è da quasi due anni che vado avanti così.
    Mollerei gli studi, ma dopo non saprei che fare. Mi ritrovo quindi a condividere quello che ha scritto Alessia:
    “Non riesco a vedermi bene in nessun lavoro, e non riesco a trovare un lavoro che mi piaccia a tal punto da dire ” ecco io voglio fare quello nella mia vita”. ”
    Mi sono posto le domande che hai fatto, cioè come impiegherei 24 ore, cosa mi piacerebbe fare o come mi vedrei tra 5 anni, visto che le passioni non mi mancano di certo.
    Scarto subito quest’ultima, perché data la mia situazione non riesco proprio a dare una risposta.
    Escludendo passare le 24 ore guardando telefilm o giocando ai videogiochi, perché dubito si possa ottenere qualcosa da queste due attività, le alternative e passioni che mi rimangono sono due: lo sport e la montagna.
    Indubbiamente trascorrerei 24 ore facendo sport o camminate in montagna.
    Parlando di sport verrebbe da pensare alla figura di personal trainer o allenatore, ma non mi interessano, perché tutto ciò mi interessa se sono io a praticare sport, non guardare mentre lo fanno altre persone.
    Indubbiamente sarebbe bello diventare un’atleta professionista, peccato che una persona in un certo senso non può scegliere di diventarlo, non è come prendere un diploma o fare un corso, o sei dotato o niente.
    Facendo sport da sempre non sono messo male atleticamente, ma a 21 anni questo è un sogno ormai irrealizzabile, lo sa qualunque appassionato di sport. Come vedi ho già pensato a delle professioni, ma per motivi personali o “tecnici” diciamo, trovo sempre delle barriere.
    Per quanto riguarda la montagna, abitandoci vicino spesso vado a fare dei giri, è in quei momenti che mi dimentico di tutte quelle preoccupazioni che mi tormentano e riesco veramente a rilassarmi e non pensare a niente. Mi piacerebbe molto un lavoro all’aria aperta e in posti del genere.
    Collegate alla montagna mi vengono in mente la guida alpina o la guardia forestale. La guida alpina non mi piace, perché io sono interessato alle escursioni in ” bassa montagna “, non alle arrampicate su pareti rocciose o cose simili.
    Verso la fine delle superiori avevo pensato alla guardia forestale, poi però mi sono informato, scoprendo che oltre ad essere difficile già di base prendere parte della forestale, a causa dei tantissimi candidati e pochissimi posti a disposizione, senza essere raccomandati non si combina nulla.
    Ecco quindi che torniamo al discorso delle barriere di cui parlavo prima.
    La situazione è questa quindi, mi verrebbe da dire che di passioni da cui partire ne ho, ma a quanto pare non riesco a svilupparle.

    • Ciao Ivan,
      come ho consigliato ad Alessia cerca di uscire dalla logica “che lavoro faccio”.
      Il tuo potrebbe ancora essere da inventare 😉
      Focalizzati su quel che ti piace e cerca il modo in cui ami viverlo.
      Solo quando capisci che quello è ciò che senti meglio per te (fosse anche solo per una fase della tua vita), puoi chiederti: come faccio a guadagnarmi da vivere facendo questo?
      E qui puoi scoprire che un lavoro esiste o che puoi crearlo.
      Perché “lavorare” quando puoi vivere di una passione?
      Leggi questa guida, magari ti da qualche altro spunto 😉

  74. Ciao,
    sono una studentessa di medicina al III anno, ma da settembre mi sono fermata.
    prima ho fatto il classico e un anno di biotecnologie, perché non ho passato il test di medicina al primo tentativo.
    quando mi sono iscritta a medicina sono stata malissimo perché non volevo fare il medico, ma lo scienziato di chimica., scoperta a biotech e amata comunque a scuola. Ora però non sono sicura che la chimica mi piaccia così tanto. e so di essere più portata per le materie umanistiche, che amo “fare”, ma per cui ho meno entusiasmo.
    sono affascinata da fisica. purtroppo in matematica non mi sono mai sperimentata..quindi ho paura di non farcela.
    il lavoro poi con chimica non si trova , soprattutto se non è chimica analitica… a meno che di non intendere per lavoro contratti di 1-3 anni all’estero
    in questi 3 anni ho studiato sempre in biblioteca, perché a casa da sola proprio non riesco.. mi devo “costringere”…

    • Ciao Lavinia,
      proviamo a spostare l’attenzione su cosa vuoi fare tu nella vita.
      Invece di pensare al percorso di studi, prova a capire cosa farai nella vita.
      Esci dal concetto di “lavoro”.
      Immagina di non averne bisogno. Ok, viaggi! 😉
      Perfetto, ma dopo un po’ ti annoi e quindi la domanda è: come vuoi impiegare il tuo tempo?
      Cosa vuoi che occupi la tua giornata e su cosa concentreresti le tue energie.
      Non cercare “un lavoro”, cerca uno scopo, una missione, un progetto, un compito che vuoi coltivare e che ti farebbe saltare giù dal letto con entusiasmo ogni giorno.
      Poi si capirà come arrivarci, ma senza una meta, stabilire che strada prendere è davvero difficile, o impossibile 😉

  75. ciao ho letto la tua guida sono una ragazza di 26 anni che ancora non sa cosa fare nella vita le passioni che credevo passioni erano solo interessi che pian piano si affievolivano con il passare del tempo.. mi ritrovo qui a 26 con nessuno scopo nella vita…credo di far parte della categoria di persone che trascorrere il proprio tempo osservando l’orologio nell’attesa che la giornata finisca… e so che è brutto da dirsi ma leggendo questo articolo mi sono resa conto che è così… sono arrivata a 26 anni senza uno scopo senza una passione e riscoprirla non è facile, vorrei capire qual’è la mia strada ma non so come, ho risposto alle domande ma anche collegando il puzzle non trovo risposta .. ho solo capito che non ho stimoli ne passioni.. vorrei cambiare le cose… vorrei trovare quella voglia che mi spinga a vivere e trovare un lavoro che sia adatto a me anche se di questi tempi già trovare un lavoro sarebbe una gran cosa..

    • Ciao Aury,
      interessati.
      Comincia a interessarti a quello che ti accade attorno, ai problemi degli altri. Comincia a voler capire perché se non senti una passione particolare, devi osservare e cercare.
      Io credo che se inizi a cercarla desiderando di trovarla, hai fatto il primo passo.
      Che poi, anche leggendo questa guida, penso sia più facile trovare un lavoro che ti appassioni che non uno qualsiasi 😉

    • Ciao Luisa,
      innanzitutto devi avere chiaro cosa vorresti fare con gli anziani. Ci saranno magari attività che senti di voler e poter fare, e altre che magari non ti interessano.
      Capito questo potresti provare con associazioni che sene occupano, volontariato, oppure proporti tu stessa, privatamente, a chi potrebbe avere bisogno di te.
      Parti dall’idea chiara di che aiuto vuoi dare, di come vuoi darlo (tempi, modi, costi) e quindi osservati intorno per trovare sia chi ti pootrebbe dare l’opportunità di farlo, sia chi ne avrebbe bisogno direttamente.

  76. Ciao ho trovato questo articolo molto interessante anzi sembra originale e come se avessi trovato il mio stesso identikit che ha scritto questo articolo e originale ee abbiamo lo stesso e dico lo stesso modo di ragionare su questo fatto. Sono un ragazzo di 21 anni suono la batteria da 8 anni il mio sogno e stare dietro una batteria su un palco e suonare con una band che mi capisce e che ragiona come me io sono di castellana e purtroppo qui nn mi capirà mai nessuno ho lavorato ma mi rendo conto che il mio cervello nn e fatto per stare 11 ore tutta la vita a lavorare anche solo immaginando una cosa del gente mi sparerei; sono arrivato su questo sito perché io voglio essere felice per quello che faccio la batteria per me oltre ad essere un talento mi rappresenta per quello che sono io mi definisco speciale perché sono diverso dagli altri ed oltre questo suono anche chitarra acustica componendo inediti e cantando però la mia vera passione e la batteria e come se io fossi nato per la musica sono anche un po strano la gente mi vede come uno che non da di niente solo perché sono diverso. Ma io so le mie capacità quai sono sono molto intelligente forse apparentemente gli altri non riescono a vederlo o provano invidia non so. Io so di saper suonare e che come me qui giù non c’è ne sono ragazzi che coltivano arte e ci credono perché qui nn ci sono persone che ti aiutano anzi ti buttano giù dicendogli trovati un lavoro con la musica nn si campa in Italia ma io so di poter riuscire a trovare qualcosa in questo a me mm interessano i soldi a me piace suonare perché mi diverto perché mi forma perché e vero perché sono me stesso perché so che lo sento nella anima so di avere capacità superiore mentalmente e in ciò che faccio. La gente mi reputa come straniero mio padre e nato in Australia e poi e venuto in Italia sposandosi con mia madre che e italiana forse e per questo che io sono così; io ci credo solo che nn riesco a trovare qualcuno qui che possa aiutarmi purtroppo l’arte ha bisogno di essere vista da esperti e qui non c’è ne sono a fatto. Qui c’è gente che se ne frega che nn capisce cos’è la vita pensaso solo ai soldi e vive depressa non so perché io Sono nato qui sarò un errore in questo paese cercò solo qualcuno che possa aiutarmi perché io nn cela faccio più a sentire gente falsa che finge di essere quello che non e che pensa al domani come un marterio mi domandò cosa vivono a fare se non scoprono chi sn loro stessi . cercò soo qualcuno che ossa aiutarmi sono anche disposto a spostarmi 😉 🙁 .

    • Ciao Mirizzi,
      condivido cosa dici: mai abbandonare un sogno per rassegnarsi e sopravvivere.
      Innanzitutto leggi questa pagina. Se impari a non farti influenzare negativamente da cosa ti circonda, hai fatto un grosso passo avanti.
      Sul tema musica devi essere creativo.
      Hai provato a registrarti e mandare un video a tutti i produttori musicali? Leggi questa pagina, adattandola al tuo caso sarebbe perfetta 😉
      O creare un sito dove dai lezioni, fai performance, e attiri l’attenzione?
      Un canale Youtube?
      Cercare i contatti di musicisti sensibili ai nuovi talenti?
      Crearti una band? Crerla tu intendo?

  77. Ciao Giacomo, mi sono imbattuta in questa pagina perchè sto attraversando un momento di crisi. Vorrei raccontarti in breve la mia ”storia” se avrai tempo e voglia di leggerla.
    Ho 19 anni ho appena finito il liceo scientifico con il massimo dei voti . Dalla seconda liceo ho deciso che avrei fatto medicina, mi piaceva infatti leggere tutte le varie malattie che trovavo sull’enciclopedia di medicina che avevo in camera mia. Alle superiori poi ho conosciuto un’insegnante di scienze bravissima che mi ha fatto appassionare molto alla materia, io adoravo lei e lei adorava me. Ho ricevuto anche dei riconoscimenti in biologia o chimica (arrivando ai primi posti in gare/giochi della scuola). Poi io sono sempre stata molto ambiziosa e competitiva alle volte, mettevo tutta me stessa nello studio. Molte volte preferivo stare a casa a studiare piuttosto che uscire con amici. Insomma davo tutta me stessa per avere voti alti. I primi anni di scuola lo facevo solo per il voto, poi alle superiori ho iniziato ad appassionarmi veramente specialmente alle materie scientifiche. L’ultimo anno di superiori mi sono appassionata anche a materie umanistiche tipo filosofia e letteratura italiana. Ma soprattutto Letteratura Inglese, la mia prof era veramente brava. Mi rendo inoltre conto che io non ho mai voluto fare il medico, medicina mi piaceva studiarla, quindi mi sarebbe piaciuto di più fare ricerca…. Iniziano così i primi dubbi e cerco di prendere in considerazione altre università . Ma il tempo passa veloce e io mi concentro sulle materie di esame. Fatta la Maturità in estate mi metto a studiare per i test di medicina: incontro milioni di persone che vogliono diventare medici e capisco quanto sia difficile entrare. Mentre studio per i test mi convinco cempre di più che voglio fare medicina, e anche l’idea di fare il medico mi piace. Poi però non passo i test e ripiego per scienze biologiche. Inizia l’università, non mi piace per niente, non sono motivata a studiare e mi dico che devo fare gli esami che mi convalideranno a medicina l’anno prossimo e che mi convalideranno. Già l’idea di perdere un anno mi spaventa a morte comunque, io che ero abituata ed essere sempre così determinata, la più giovane della mia classe al liceo ma tra quelli con la media più alta….. Poi mentre frequento i corsi vado in crisi. Le materie in comune con medicina non mi piacciono. Non voglio diventare medico, d’altronde ho sempre odiato l’ambiente ospedaliero, ma nemmeno ricerca medica. Materie come citologia e istologia non mi piacciono. Vado a guardare tutti i corsi universitari sul sito della mia università, cambio idea ogni giorno: prima decido di cambiare corso e fare chimica ( mi piace studiarla ma le applicazioni proprio no), poi fisica (ma poi mi rendo conto che al liceo è quella che mi piaceva di meno tra le materie scientifiche), poi astronomia (materia che mi ha sempre affascinato tantissimo), ma alla fine è tutta fisica e ho potuto fare uno stage di astrofisica che ho trovato molto interessante ma mentre ero lì non vedevo l’ora che finisse. Le ho pensate tutte, anche di virare verso l’area umanistica, mi piace molto leggere e mi sono appassionata ad alcuni autori che ho studiato al liceo, poi penso che alla fine lo farei solo perchè mi piacciono quei determinati autori lì e non avrebbe senso se poi il resto non mi piace. Insomma mi piace tutto ma non mi piace niente allo stesso tempo. Non riesco a studiare niente, mia madre che si lamentava sempre perhè studiavo troppo ora mi esorta a studiare, ma io proprio non ce la faccio, inizio a studiare poi mi distraggo, non riesco a memorizzare. Per quanto riguarda i miei hobby, faccio danza da quando avevo 6 anni ma non penserei mai di trasformarlo nel mio lavoro. Il mio tempo libero lo passo al computer perchè seguo molte serie TV, oppure mi metto ad ascoltare la musica. Nella mia vita ho avuto tanti interessi comunque: ho fatto canto per 1 anno (sì ho anche sognato di fare la cantante per un periodo) poi la mia insegnante ha smesso di insegnare e io non ho sentito il bisogno di continuare. Ho cercato di imparare a suonare la chitarra ma evidentemente non ero abbastanza motivata.
    Sto iniziando a pensare che forse sono troppo pigra e non riesco a portare a termine nemmeno le cose che mi piacciono. Ma al momento non posso dire di avere qualcosa che mi appassioni qualcosa che vorrei fare per tutto il giorno gratuitamente, mia madre mi dice che lo capirò ma io è da un bel po’ che cerco di capirlo ma proprio non ci riesco…. Sono andata a vedere una lezione di chimica ma proprio non mi piaceva, io non so più che fare tutte le volte arrivo a lezione propositiva dicendomi che magari se mi sforzo un pochettino le cose che faccio possono iniziare a piacermi, ma poi finisco che a metà lezione mi viene da piangere perchè non mi riesco a concentrare e capisco che non voglio fare quello nella mia vita. Sto mettendo proprio in dubbio la mia passione per le materie scientifiche che proprio non esiste più praticamente.
    Non sono mai stata così in genere riuscivo a studiare anche le materie che mi piacevano. Mi sembra di sprecare il mio tempo, non so proprio che fare passo ore sul sito della mia università a guardare i vari corsi. Non so cosa fare della mia vita, l’unica cosa che so che voglio fare è viaggiare (che poi con la situazione mondiale che si è venuta a creare sarà difficile pure questo).
    Scusa per la lunghezza ma avevo bisogno di scrivere queste cose da qualche parte, spero in una tua risposta, Grazie.

    • Ciao Alessia,
      io proverei una strada differente: invece di pensare a cosa ti piace studiare, parti dalla fine, cerca di capire cosa vorresti fare nella vita.
      Come ti immagini tra 5 anni? Dove?
      Cosa fai ogni giorno? Come impieghi il tuo tempo?
      Come vorresti passarlo, in che modo sfruttare ogni minuto della tua vita?
      Parti dalla meta, così la strada da prenderà sarà una conseguenza.
      Non porti limiti di studio o altro, cerca di capire come vorresti utilizzare ogni istante della tua vita.
      Senza pensare a un “lavoro”. Lascia cadere vincoli e schemi.
      E se ti va sentiamoci su Skype, che ti aiuto a fare chiarezza 😉

      • Ciao, grazie della risposta….. Ma guarda il vero problema è proprio questo, non riesco a vedermi bene in nessun lavoro, l’unica cosa che voglio è avere una certa stabilità (anche finanziaria magari) per potermi rendere indipendente dai miei genitori. Cioè non riesco a trovare un lavoro che mi piaccia a tal punto da dire ” ecco io voglio fare quello nella mia vita”. Credo che sia dovuto al fatto che mi sono concentrata così tanto per ottenere buoni risultati sullo studio che per me esisteva solo quello , così non ho capito veramente cosa mi piacerebbe fare finito lo studio. E ora non so proprio che fare.
        Non ho skipe, magari possiamo sentirci via mail ….

        • Certo, anche via email 🙂
          Skype comunque è gratis e comodo.
          Dovresti sperimentare.
          Non pensare a un lavoro, pensa di essere miliardaria, non hai bisogno di lavorare.
          Però hai 24 ore da impiegare e tolto il non fare nulla o viaggiare (:D ) come le useresti?
          Cosa ti piacerebbe fare?
          Pensaci, comincia a tirare fuori delle idee, anche se non sembrano la strada della tua vita.
          Tira fuori qualcosa e informati, parla con chi fa quel che ti piacerebbe, provalo in prima persona.
          In fin dei conti potresti anche fare lavori sempre differenti e quel che farai per 10 anni potresti cambiarlo dopo.
          Più ne sai di quel che ti interessa, più ti dai modo di sperimentare, meglio potrai valutare.
          Considera che non è una risposta facile: datti tempo, cerca e non avere fretta 🙂

        • Anche io mi trovo in una situazione analoga. Penso che la chiave di svolta sia nel non controllare ed uscire dagli schemi preconfezionati che abbiamo/ci hanno messo in testa. Quando togliamo il controllo diventa tutto piu facile. Prendere quello che arriva. Io sono alla fine della mia carriera universitaria di 5 anni, ho studiato argomenti che mi interessavano e altri meno, con alti e bassi. Adesso che sono alla fine posso dire ” cavolo c’è l’ho fatta !”. Ma zero sicurezze per un posto fisso, indipendenza economica ecc… Va bene cosi. Non esistono certezze nella vita e nn ha senso cercare di pilotare il flusso di soldi. Fare ed impegnare il proprio tempo i nquello che ci ispira senza condizioni o assicurazioni. QUesto il mio punto di vista !

  78. Ciao, complimenti per l’articolo, molto interessante. Io so cosa mi piacerebbe e quali sono le mie passioni: mi piace aiutare il prossimo a superare un particolare momento o aiutarlo ad arrivare ad un particolare obiettivo, si lo farei gratuitamente perchè mi da forti emozioni sapere di aver migliorato anche in minima partebla vita di qualcuno. Vorrei un lavoro da dipendente x avere una sicurezza finanziaria e un fisso mensile, ma lavorando in autonomia. Il problema è che non trovo una professione che mi soddisfa. Crearmene una io? In Italia? Ora?? Quanto è fattibile la cosa? Non sono bravo a cercare clienti e fare marketing…

    • Ciao Maury,
      la tua descrizione potrebbe coincidere con il coaching, per esempio.
      Crearti un lavoro è possibilissimo, oggi e in Italia 🙂
      Che se poi usi internet e conosci le lingue, i confini non esistono!
      Prima però devi definire cosa fare.
      Se resti sul vago diventa difficile sia creare un lavoro sia capire a chi chiederlo.
      Dovresti vagliare le varie alternative, in base a cosa ti piace fare e a che approccio vorresti avere.
      Se ti va ci facciamo “una chiacchierata” su Skype e vediamo di affinare le idee, che ne dici?

  79. Ciao, complimenti davvero per quello che fai, da anni sono alla ricerca della mia strada, purtroppo senza successo e devo dire che questo post è stato senza dubbio il migliore che abbia letto sull’argomento…tuttavia sento che qualcosa mi blocca la visuale, è come se fossi intrappolata in un circolo che mi impedisce veramente di carpire la mia essenza, non riesco a rispondere nel modo migliore alle domande, specialmente a quella che sembra essere la più facile “Cosa ami fare nel tempo libero”, il mio problema è proprio lì, nel tempo libero mi danno alla ricerca di cosa fare, ne sperimento parecchie e quando ne faccio una vorrei farne un’altra, (es. mi metto a scrivere un racconto e mi viene in mente che vorrei creare un videogioco, mi metto a creare un videogioco e mi viene in mente che vorrei andare a cavallo e così via, un’infiniot circolo), non so come fare!

    • Ciao Chiara,
      prova a superare il “cosa fai” e cerca il motivo per cui lo fai.
      Non è il videogioco o la passeggiata a cavallo che devi osservare, ma il motivo per cui cerchi proprio quello.
      Passioni, interessi, ne potremmo avere molti e magari, come per te, senza che niente sembri prevalere.
      Ma cosa ti anima? Perché a cavallo e non in moto?
      Perché un racconto invece di girare un film?
      Prova a cogliere il senso di quello che fai, e magari prova a non fare nulla.
      Restare a osservare quel che ti vorrebbe ora qui ora là, osservare e andare oltre e cogliere cosa c’è più sotto dell’azione.
      Se ti va ci sentiamo su Skype e ne parliamo 🙂

  80. E se uno di base fosse sempre insoddisfatto? Stando alla teoria del pensiero positivo: tutto Potrebbe andare bene, dunque non è necessario avere delle passioni. Se ne ho piu di una? Vorrei dedicarmi alla Psicologia e allo Yoga. Non amo piu la frenesia dei Social e il continuo bisogno di pubblicare cose. Ho uNa laurea in design; e ora cambio tutto. E se fossi io che per indole non ho voglia di fare fatica Ed essere costante?

    • Ciao Claudia,
      pensiero positivo non vuol dire che tutto va bene, ma al massimo che sai trovare il bene in tutto 🙂
      Giochi di parole a parte potresti fare tutto, è vero, ma io credo che ognuno abbia passioni e doti non a caso, che ognuno di noi una sua strada l’abbia, eccome!
      Se ti piacciono tante cose si tratta di provare e “sentire” cosa è davvero la tua strada.
      E quando torvi qualcosa che ami, non devi essere costante, semplicemente lo diventi, senza farci caso, e con immensa gioia 🙂

  81. Ciao, ho 21 anni e da poco ho iniziato il secondo anno di infermieristica. Premetto che, quando feci il test per professioni sanitarie, misi come terza opzione infermieristica appunto, ma più che altro lo feci perché spinta dai miei genitori e difatti non nego che storsi il naso nel farlo. Mi iscrissi dicendo apertamente ai miei genitori che non ero per niente contenta; che la mia non era una scelta, ma più che altro un “provare”. Il primo mese di tirocinio è passato abbastanza in fretta e, devo dire, erano più le volte che tornavo a casa contenta che quelle in cui ero infelice. Gli esami sono andati a gonfie vele, ma al momento del ritorno in tirocinio nel mese di maggio e giugno riecco spuntare i vari dubbi, la convinzione di non essere fatta per questa professione. E così succede: ho passato due mesi di scontento, in cui mi sono sentita fuori posto, un pesce fuor d’acqua. Sono stati due mesi pesantissimi, talmente tanto da portarmi ad essere una persona completamente diversa da quella che sono sempre stata: ero furiosa, stressata, giù di morale, disinteressata durante il tirocinio e quasi apatica.
    E veniamo ad ora: agli inizi di settembre ho riprovato il test per le sanitarie mettendo tra le scelte tecnico di laboratorio biomedico , ma, purtroppo, i posti sono pochissimi e, nonostante abbia fatto un buon punteggio, non credo riuscirò ad entrare con gli scorrimenti che ancora ci sono. Il fatto è che io non sono per nulla contenta di star continuando il percorso di infermieristica: durante gli ultimi mesi di tirocinio mi sentivo insoddisfatta, senza un obiettivo da raggiungere.
    Il tuo articolo ha fatto uscire fuori alcune cose: per esempio che come lavoro non vorrei averne uno troppo stressante( un altro punto a sfavore di infermieristica…); mi ha poi fatto pensare a quali fossero le mie passioni da piccola, e la prima cosa che mi è venuta in mente è stato il teatro e quindi la recitazione. Non che abbia fatto grandi cose, sia chiaro, ma quando ero sul palco a fare una semplice recita( e questo anche durante l’adolescenza visto che poi ho frequentato un corso) ero felice, appagata. Mi sentivo al posto giusto.
    Altre passioni erano e sono la lettura e la scrittura. La fotografia e, crescendo, le lingue.
    Se avessi il coraggio e delle alternative valide lascerei infermieristica anche adesso, ma nel caso in cui lo faccia( adesso o nei prossimi mesi) che cosa potrei andare a fare? Come faccio a scegliere una strada da prendere tra le miei passioni? Ho una paura pazzesca a lasciare infermieristica: per le amicizie che si sono formate; perché mi sembra di buttare via una futura opportunità lavorativa(che però, probabilmente, non mi darebbe nessuna soddisfazione); perché butterei nel cesso gli esami che ho dato( molti dei quali invece, se entrassi a tecnico di laboratorio biomedico, mi verrebbero convalidati).
    Sono talmente incasinata che avevo pensato di iscrivermi a scienze del servizio sociale, ma anche qui ho dei dubbi, sia sul trovare poi lavoro sia se poi come lavoro mi potrebbe davvero piacere.
    Ma la domanda principale( alla quale in realtà so darmi una riposta)è: oggettivamente, faccio bene a lasciare infermieristica? E poi: cosa diavolo vado a fare? Non mi va di perdere un anno.
    Scusa se ho scritto troppo ma ho bisogno di sfogarmi 🙂
    Grazie in anticipo e complimenti per l’articolo molto ben fatto!

    • Ciao Isabella,
      qual è la risposta?
      Il punto è: scegli in base a cosa vuoi fare nella tua vita, o a cosa sembra essere economicamente più sicuro?
      Io dico: trova la tua strada, scegli ciò che potresti amare ogni mattina per tutto il resto della vita, poi il come farne un lavoro per viverci si trova sempre.
      E io sto qui per aiutarti in questo 🙂

  82. sono capitato su questo sito non a caso, per la precisione proprio mentre in ufficio come un zombie davanti al monitor continuo sempre più a chiedermi… ma che cazzo sto facendo, ogni mattina mi alzo con la nausea al pensiero di dover fare questo mestiere, per fortuna che almeno ora riesco a godermi il mio tempo libero senza l’angoscia del lunedì e del giorno dopo…ma non si puiò vivere part time…il problema è che coiò che mi piace ossia scirvere…non è una cosa cosi semplice e che ti possa anche solo minimamente garantire una sussistenza. Complimenti comunque per l’articolo condivido tutto in toto.

    • Ciao Alessandro,
      è chi lo dice che non puoi vivere di scrittura?
      Ovviamente non è facile, ma se hai un lavoro forse puoi permetterti il “lusso” di lavorare al tuo sogno con calma, vedendo cosa succede.
      Io consiglio sempre di farlo mentre continui a lavorare e quando vedi che riesci a vivere davvero, conti alla mano, di quel che ami, allora decidi se lasciare il vecchio lavoro.
      Però devi provarci, perché non si può vivere part time 🙂
      Leggi questa pagina, potrebbe darti qualche spunto interessante e poi scrivimi 😉

  83. Ciao, sono una ragazza di 19 anni che ha iniziato piuttosto controvoglia la facoltà di scienze della formazione; mi sono resa conto che la mia strada (anzi l’ho sempre saputo) è la filosofia… ma come fare senza propspettive lavorative (se non l’insegnamento che non mi piace?). Mi sento bloccata in un vicolo cieco…

    • Ciao Luciana,
      cosa ti piace della filosofia esattamente?
      Non è detto che tu debba insegnare per forza, potresti fare la ricercatrice all’Università, la scrittrice, o inventarti qualcosa di nuovo.
      Da filosofia si aprono spazi al Counseling ad esempio.
      Dipende tutto da cosa ti piace della filosofia, da cosa vuoi fare da grande: una volta laureata, come ti piacerebbe impiegare il tuo tempo, usare ogni minuto della tua vita?

  84. Ciao Giacomo,
    ho letto il tuo articolo e condivido tutto quello che hai scritto, dobbiamo cercare qualcosa che ci appassioni e far si che diventi il nostro lavoro, così non avremmo lavorato un solo giorno nella nostra vita, giusto? 🙂
    Io sono un ragazzo di 22 anni, da quando ho finito le superiori a 19 anni ho lavorato perchè non sapevo che fare nella vita, allora ho sperimentato vari lavori per capire meglio cosa poteva piacermi.
    Adesso passati tre anni, ho capito che lavoro mi renderebbe felice: l’insegnante di matematica alle superiori. Non so se sia un sogno, io la reputo più una grande ambizione, a me la matematica piaceva e mi è sempre riuscita bene senza molti sforzi, e insegnarla, siccome è una materia difficile e fondamentale, mi farebbe sentire appagato, sono sicuro che non sentirei la fatica di alzarmi ogni mattina per entrare a scuola. Non solo, io sono una persona a cui piace stare a contatto con le persone, e stare insieme ai ragazzi, farli anche ridere, sono sicuro mi piacerebbe molto. In più essere professore mi darebbe quel prestigio che cercavo, e mi permetterebbe di insegnare ai miei alunni non solo la matematica ma anche altro, come i valori della vita, e di trasmettere i consigli e le cose che io stesso ho imparato nella mia vita. E dare consigli è un’altra cosa che mi è sempre piaciuta.
    Sembra insomma esattamente ciò che fa per me.
    Dall’altra parte però per raggiungere questo obiettivo dovrei laurearmi per forza in matematica, materia completamente diversa se studiata all’università e più difficile, molti argomenti non mi piacciono nemmeno, mi ruberebbe molto tempo, ho già “perso” tre anni, i corsi sono dal lunedì al venerdì quindi non posso trovare un lavoro part time di cui potrei avere bisogno, anche se per ora faccio il barman venerdì e sabato sera. Insomma quella strada mi spaventa molto, ho paura che sia troppo difficile, che potrei non godermi il presente per un obiettivo futuro che in fondo credo sia ottimo per me, ma non ne sono sicuro. Più che altro mi dà noia l’idea di restare dipendente dai miei genitori almeno fino ai 28/29 anni se mi va bene! E io invece ho sempre voluto sposarmi per quella età, o almeno avere già il mio lavoro, una moglie e una casa.
    Così ho pensato che forse potrei iscrivermi a economia, materia più facile, che lo stesso mi piace studiare, sarebbe più possibile da seguire anche perchè i corsi sono solo tre volte alla settimana, magari gli altri giorni potrei lavorare. Laurearsi sarebbe facile anche solo in 5 anni, ne sono sicuro, ma non saprei che andare a fare dopo, avrei sempre una laurea quindi la possibilità di avere un lavoro di prestigio, un lavoro di responsabilità, una cosa che sicuramente mi farebbe stare bene, ma che mi piacerebbe quanto l’insegnante? Non lo so, non posso saperlo. Matematica è una strada molto più dura ma con una luce ben visibile alla fine, so cosa voglio fare una volta finito il percorso. Economia è una strada molto più semplice e corta, ma che non so dove mi porterà e se mi piacerà il posto dove arrivo alla fine, potrei fare l’insegnante di economia ma non mi piacerebbe quanto quello di matematica, amo molto far capire la matematica, mi darebbe più soddisfazioni e prestigio anche.
    Per questo quest’anno ho fatto i test di ingresso ai corsi universitari di matematica ed economia, li ho passati, e ho iniziato a seguire le lezioni di entrambi un po’ in contemporanea per farmi un’idea delle materie, del posto, anche dei compagni ecc.
    E adesso che sono passate due settimane, non so che fare e sono sempre indeciso. Mi sono reso conto ancora meglio che matematica è davvero difficile, studiarla in modo così profondo non mi piace molto, ci vuole molto impegno e se salti una lezione rimani abbastanza indietro. Economia invece un po’ mi attira e un po’ invece la respingo, non mi piace molto su alcune parti, ma altre le trovo interessanti.
    Insomma sono in un limbo, mi trovo davanti una scelta che non so prendere, ho paura di sbagliare e non posso permettermelo dato che sono avanti con l’età, ho voglia di studiare e impegnarmi, ma voglio farlo in qualcosa che mi piaccia, voglio concentrare le mie energie e il mio tempo in qualcosa che so possa indirizzarmi verso la strada giusta. Mi spaventa matematica ma abbandonare il sogno dell’insegnante mi lascia anche un vuoto dentro, e ho paura di rimpiangerlo, ma ho anche paura delle rinunce che dovrò fare per studiarla, mentre economia mi piace ma non so se così tanto da poterla studiare per anni, e non so che fare dopo, un semplice lavoro di responsabile mi renderebbe soddisfatto? Bo!
    Come ne esco? Cosa scelgo? Devo decidere e scegliere, questa confusione mi sta rendendo troppo pensieroso, depresso, non mi godo il presente e quello che mi succede intorno, sto iniziando a stancarmi di questo, voglio scegliere una volta per tutte e non tornare sui miei passi. Perchè appena scelgo economia ecco che subito rimpiango matematica, appena scelgo matematica ecco che rimpiango economia. Non riesco a decidere e rimanere nella scelta che subito penso di aver scelto male, di aver sbagliato e ripenso a cosa ho perso.
    Puoi aiutarmi Giacomo a venirne fuori? Che devo fare secondo te?
    Grazie mille e scusami se sono stato lungo ma volevo scrivere tutto per farti capire la situazione al meglio.

    • Ciao Leonardo,
      scusa tu se ti ho fatto aspettare così tanto una risposta 😀
      Se una strada è quella che ritieni giusta, per quanto difficile possa essere, credo che ne valga la pena.
      Infondo hai 22 anni, non 42!
      Matematica è impegnativa, vero, ma se ti appassiona e ti metti sotto con determinazione, nulla ti vieta di laurearti in tempo e fare prima di quanto pensi.
      Inoltre chi lo dice che non puoi lavorarci nel frattempo?
      Lezioni private ai ragazzi delle scuole superiori? Tra uno o due anni potresti farle anche a chi si è appena iscritto a economica, o matematica (ho studiato economia, ti assicuro che di studenti in difficoltà con la matematica ne troveresti a decine 😉 ).
      Inoltre potresti aprire un sito e fare lezioni online, corsi, e altro, sfruttando passione e interessi e guadagnando anche.
      Insomma, se ami questa materia e vuoi raggiungere un obiettivo che ha un percorso obbligato, non lasciarlo per paura che sia difficile: anche se lo sarà, ma ci credi e vivi con entusiasmo il viaggio, niente ti potrà fermare.
      Magari con te sfatiamo il mito che a matematica si studia solo e non si fa molto altro 😉

      • Grazie per la tua risposta Giacomo.
        Volevo precisarti però che la matematica non è che mi appassioni, quella studiata all’università è diversa e su tante cose la trovo noiosa, Teoremi, dimostrazioni ecc, non sono proprio una cosa che mi interessa, a me piace molto insegnare e studiare quella matematica che si fa alle superiori, il resto non mi prende più di tanto, e se penso che dovrei studiare queste cose per 5 anni non è che ne sono entusiasto.
        Questo credo sia il vero problema alla fine.
        Non si può di re che io “ami” questa materia, amo il lavoro che otterei studiandola con mille, forse troppi, sacrifici però. Come restare in casa dei miei fino ai 30 anni data la lunghezza del percorso universitario e per entrare nelle scuole.
        Economia vedo potrebbe darmi molte soddisfazioni, la materia mi piace studiarla, forse anche più di matematica, ci sono cose interessanti, ma non so cosa fare dopo, magari avrei lo stesso grosse soddisfazioni, ma credo mi dispiacerebbe troppo non essermi buttato in matematica.
        Per coronare il tutto mettici che non avendo molte finanze i miei devono pagarmi gli studi quindi devo prendere una strada e portarla a termine, anche perchè sono indietro di tre anni. Non voglio perdere altro tempo e non posso permettermi di fare la scelta sbagliata tra i due corsi.
        Che mi dici adesso che il quadro è più completo?

        • Ciao Leonardo,
          scusa l’attesa, ho avuto una settimana super intensa 😉
          Io farei un passo indietro: prima della strada va chiarita la meta.
          Tu vuoi insegnare matematica, o vuoi insegnare?
          Insegnare economia, ad esempio, andrebbe bene (un po’ di matematica c’è anche lì d’altronde)?
          Prima devi capire bene in quale direzione vuoi andare, che obiettivo hai con esattezza, altrimenti vaghi perché la meta non è chiara.

        • Ti ringrazio ancora molto per la risposta e la tua disponibilità Giacomo.
          Ho pensato che forse potrei insegnare economia, ma non mi entusiasmerebbe come insegnare matematica.
          Perchè la matematica è una materia difficile, che va saputa spiegare e mi dà soddisfazioni quando riesco a farla capire agli altri, proprio mi ci metto di imopegno per spiegarla, è una materia che mi è sempre riuscita, almeno alle superiori, e con cui ho un certo legame insomma. Economia la trovo troppo discorsiva e distante da me, a volte cerco di immaginarmi professore di economia, ma proprio non sento lo stesso entusiasmo, la stessa “fitta” allo stomaco come quando penso ad io che spiego equazioni di secondo grado, disequazioni, ecc ecc. Anzi il contrario, sembra quasi che mi piaccia insegnare solo matematica perchè è quella materia a cui tenevo di più a scuola, con una laurea in economia preferirei buttarmi a fare altro.
          La situazione mi sembra davvero complicata, forse lo sono io, ma è questo quello che provo e non riesco a venirne a capo una volta per tutte.
          Mi viene solo da pensare di sacrificare tutto me stesso e rinuniciare a tanto, ma non so se ne sarei in grado, insomma e se poi raggiungo l’obiettivo ma a causa delle mie rinunce, tanto sofferte e importanti per me (tipo troppa poca vita sociale) non mi sono goduto il viaggio? Credo sarebbe lo stesso una sconfitta.
          Che fare?

        • Ciao Leonardo,
          considera che non sta scritto da nessuna parte che per studiare matematica devi chiuderti in casa, o che se non esci spesso non ti “godi il viaggio”.
          Prova a leggere questo libro, penso ti sarà utile per capire come puoi affrontare alla grande questa fase della tua vita.
          E poi chiediti se, per realizzare quel che senti la tua strada, non valga la pena qualche anno di duro lavoro 🙂

  85. A parte che il video mi ha fatta piangere…
    Mi hai aiutato a capire che ciò che ho sempre amato non lo devo abbandonare. La mancanza di lavoro mi ha portato a mettere in dubbio le scelte fatte..di studi…
    Ma è ciò che mi piace fare e ho fatto in passato..senza limiti di orario..senza che io volessi ferie..pagata quasi nulla.
    Ma lo farei tutta la vita.

    • Ma non serve a conoscere il lavoro giusto per noi che spesso sarebbe far tutto magari guadagnando poco e nulla com’è consuetudine oggi.
      Io, ad esempio, conosco la mia passione ma non è il lavoro che farei per vivere.
      Sono ancora nel limbo magari facendo altro scopro che quello è il mio lavoro.

      • Credo dipenda da ciascuno.
        Se ti dessero 2000 euro al mese per dedicarti quanto vuoi alla tua passione, diresti di no?
        Io non credo che dobbiamo trovare un lavoro, ma scoprire che senso ha la nostra vita, come fare la differenza, e far coincidere questo con i soldi che ci servono per vivere 🙂

        • Ovvio! A questa condizione, si! Bisognerebbe capire se il lavoro da 2000 eurini permetterebbe di coltivare la propria passione.
          PEr quanto riguarda il senso della nostra vita beh…io non l’ho ancora capito e non l’ho ancora trovato.

        • Buonasera,

          Ah, così certo!
          Il problemap che questo avverrebbe solo in un mondo ideale!ù
          Io non so che cosa fare della mia vita.

        • Ciao Paolo,
          mondo ideale? no, mondo reale in cui agisci e costruisci le cose che desideri.
          Guarda che sarebbe possibile, ma dovremmo andare sul concreto e nei commenti sei sempre vago. Skype avevi detto di no, ma rinnovo l’invito 🙂

        • Ciao,

          Scusami ma non ti seguo proprio. Intendi un lavoro qualsiasi con il quale coltivarti la propria passione oppure uno stipendio per lavorare con la tua passione?
          La professione che volevo svolgere non concede stipendi grossi…e si finisce per odiare il proprio lavoro. Almeno, per me, è così.

        • Io intendo che vivi facendo quello che ami.
          Odi una cosa… ma guarda che non “si finisce”, ogni tua emozione è una tua scelta.
          Leggi questa guida e poi questa.
          Adesso spostiamoci dal discorso lavoro per un po’, visto che non caviamo il proverbiale ragno dal buco, sai che ti propongo? Iscriviti al Corso per Diventare Felici. Lo trovi qui, l’iscrizione è gratuita e tra 10 giorni ne riparliamo. Ci stai? 😉

        • Ciao Giacomo, addirittura un corso a pagamento? NO, guarda, con il lavoro che mi piace, no nvivrei economicamente bene inoltre, non mi piace come lavoro. Per arrivare a guadagnare con quel lavoro, dovrei dirigere un’attività e non fare il lavoro manuale. Hai un indirizzo mail al quale contattarti?

  86. Ciao giacomo… sono Jessica e ho 22 anni… innanzitutto ti ringrazio per aver pubblicato il video dedicato alle mamme… mi sono davvero commossa perchè la mia mamma è una grande donna mi ha sempre aiutato e so che mi aiuterà sempre… Dio solo sa quanti problemi le ho dato ma lei nonostante tutto mi continua a ripetere che andrà tutto bene… purtroppo nn sono corsa ad abbracciarla perchè come puoi vedere è l’1 di notte ma domani mattina lo faro 😉 oggi anche se è sabato sera ho deciso di rimanere a casa.. avevo bisogno di allontanarmi un po’ da tutti perchè in questo momento la mia vita sta andando a rotoli e credo abbia toccato il fondo… Ho problemi alimentari, bevo, fumo, il lavoro che faccio non mi piace per niente, relazioni amorose una peggio dell’altra e penso che la mia vita non abbia più un senso… ma qualcosa oggi mi ha spronata a rimanere a casa e fare chiarezza nella mia vita… così ho aperto il computer e non so come sono finita in questo sito… io vorrei un tuo consiglio… il mio problema è che voglio la botte piena e la moglie ubriaca… lavoro da 2 anni in una lavassecco le cose negative di questo lavoro sono 2 mie colleghe,e il tipo di lavoro che non mi piace… le cose positive che grazie a questo lavoro ho conosciuto una collega che adesso è anche mia amica, lo stipendio e il fatto che faccio mezza giornata così mi da la possibilità l’altra mezza di fare cio che mi piace (anche se al momento non combino niente per il brutto periodo che sto passando), io vorrei sinceramente lasciare questo lavoro… ma la mia paura è che se lo lascio e non ne trovo un altro? e se ne trovo un altro e non mi piace? e se troverò solo lavori poco retribuiti che mi impegnano anche per tutto il giorno? mia mamma mi consiglia di tenermelo stretto visto il periodo di crisi ma… io non sono felice lì… ogni volta che metto piede lì non vedo già l’ora di uscire… non mi sento a mio agio mi sento stretta…non so nemmeno quello che voglio dalla vita.. cosa mi piace realmente fare e in più non sono mai costante nelle cose non riesco mai a portarle a termine…come la vedi questa situazione? cosa faccio…

    • Ciao Jessica,
      facciamo che questa volta teniamo la moglie ubriaca e riempiamo la botte 🙂
      Prima di lasciare il lavoro, visto che hai anche mezza giornata libera, troviamo altro e solo dopo ti sganci. Meglio no?
      La prima cosa da fare è chiarire cosa vorresti realizzare nella vita. La guida l’hai letta, adesso però devi sforzarti di trovare risposta a tutte le domande che hai visto e capire cosa ti piace, anche se non fosse proprio la risposta perfetta, ma qualcosa che tu possa apprezzare e sia un passo in avanti.
      Considera che se non provi difficilmente ti rendi conto di cosa ami davvero fare.
      poi il lavoro ti sarà utile, quello che fai, sia a mantenere una stabilità economica, sia come palestra, perché va bene trovare la tua strada, ma se vuoi diventare felice non basta.
      Devi essere libera, forte.
      Devi leggere questa pagina, poi questa.
      Sono fondamentali per capire che devi iniziare a cambiare il tuo modo di vivere, non solo il tuo lavoro.
      Leggi, ma che ne dici di sentirci e parlare e lavorare insieme sui cambiamenti dei prossimi mesi?
      Ti consiglio anche di iscriverti subito, gratuitamente, al Corso che organizzo. Lo trovi qui e credo sarebbe una delle cose più importanti da fare in questa estate.

  87. Ciao
    Sto finendo la specializzaziome in radiologia dopo medicina. In realtá volevo fare ingegneria biomedica, ma mi lasciai appssionare dall’idea di essere piu in prima linea, e ammetto anche dal prestigio. L’ho fatta con fatica ma enorme passione. A fine studi Volevo fare pneumologia, ma mi dissero che non avrei trovato lavoro (gli stessi professori)..da li inizio la mia crisi, alla fine scelsi radiologia, che mi incuriosiva e garantiva lavoro, ma con enormi dubbi: avevo grande interesse per la materia, ma temevo che avrei avuto poca soddisfazione come medico. I primi anni di specializzazione sono comunque volati via per la grande passione che avevo in realtà trovato, ma arrivando alla fine ti guardi intorno e..vedi chetanto i medici spesso le radiografie le guardano loro senza nemmeno vedere cosa hai scritto, che tanto decidono loro cosa farci, e mi sembra solo di dover stare a refertare, di fare lo scribacchino (mai piaciuto scrivere per altro!) di cose spesso in “piu”., inutili, tanto quello che serve lo guardano “loro”.(ma la responsabilitá medico lagale è la nostra!).Ho cercato un appoggio esterno da una professionista ma sono caduto definitivamente in una depressione che mi ha tolto la voglia di vivere. Mi sembra di aver rinunciato a ingegneria per fare medicina…ma non potermi considerare un medico che possa essere soddisfatto di esserlo. Se ti scrivo è perchè molte delle domande a cui ho provato a rispondere hanno trovato come risposta proprio quello che sto facendo..allora cosa devo pensare? Faccio una cosa che sa farmi appassionare ma la realtá intorno mi fa vedere come un tecnico, come un loro mezzo e nulla più..fanno sentire inutile il mio lavoro e la mia fatica (che è tanta, ma non sarebbe quello il problema), scaricando comunque su di me la resposabilitá. Non riesco a cambiare perchè in parte ho paura di aver buttato via tutto questo tempo, ma soprattutto perché in realtá..mi piace, ma anziché farmi forza di questo mi sembra una catena, una condanna.mi sento come uno che fa una cosa bella ma inutile o sostituibile. Secondo la psicologa devo solo aspettare di lavorare da specialista, perché da specializzando faccio solo il ‘compitino’ e non ho la soddisfazione di aavere il medico o chirurgo che ti cerca per una consulenza o perché non sa come risolvere il problema. Cosa ne pensi? Io vorrei solo scomparire

    • Ciao Nik,
      penso che se questo è quello che ti appassiona e ami devi andare avanti.
      Innanzitutto può essere che quando sei dentro la cosa ti rendi conto che la realtà non è così male come credi.
      Io ti consiglio anche di concentrarti sempre su quello che fai, sul farlo bene e al meglio, senza badare a cosa pensano o fanno gli altri.
      E non chiudere gli occhi: chi lo dice che tu non possa trovare strade nuove o modi per poter essere più utile, per far apprezzare di più il tuo lavoro o far sì che abbia un peso maggiore di quello che gli attribuiscono oggi?
      Conosco persone che hanno messo creatività per cambiare il modo in cui “si fa” un certo lavoro.
      Non guardare ai vincoli del sistema, guarda alle opportunità. Creale.
      Ami questa cosa, falla e non lasciare che chi ti sta intorno ti faccia passare l’entusiasmo. Usalo invece per cambiare le cose.
      Io direi che prima devi finire e poi guardarti intorno e quando vedi qualcosa che non va, che non ti piace, cercare di cambiarla.
      eggi anche questa guida, potrà esserti utile e questa ti potrebbe ispirare 🙂

  88. ciao Giacomo, sono finita sulla tua pagina dopo l’ennesimo periodo di notte insonne.. non só se questo “forum” é ancora attivo..
    la mia situazione.. studi artistici, lavoretti vari come commessa e una laurea triennale sanitaria, avevo provato il test per concretezza, per finirla con i lavori saltuari, ora da due anni da quella laurea ho 28 anni, e certe volte mentre svolgo questo lavoro non mi sento appagata, m fermo e mi dico che il mio posto non é questo.. in più è una professione denigrata e poco conosciuta, purtroppo di queste cose ti rendi conto quando le tocchi con mano..
    ora il punto è questo.. só di esser una persona difficile da accontentare, e ho questi “periodi” di crisi esistenziali spesso..
    Le mie passioni sono sempre state l’arte in forma generica, quindi non ho neanche io bene in mente in che campo potrei buttarmi per uscire da questa “gabbia” che mi sono costruita da sola, con complicità di consigli e desideri di sistemarmi con un ” lavoro stabile” da parte dei miei, mi sono lasciata trascinare da questo ideale di vita.
    Ci son periodi in cui esplodono i miei lati creativi, disegno e scrivo, sono periodi come di raptus, forse sfoghi..
    C’è chi dice: “nessuno fá un lavoro che gli piace fare,bisogna coltivare le passioni come hobby, perchè se li rendi lavoro, finirai per odiarli.”
    Vorrei sapere la tua opinione in merito a questa frase.
    Un mese fà ho pensato di iscrivermi all’accademia di belle arti, non con un idea ben precisa, mi piacerebbe Pittura, purtroppo dovró far passar anche quest’anno per potermi autofinanziare dei possibili studi, la mia paura è quella di stufarmi e non aver poi più voglia di studiare, ed inoltre iniziare quell’università non avendo in mente nulla,
    non credo di aver doti artistiche migliori di tanti altri, só solo che guardare la spettacolarità di un quadro di Monet un giorno mi ha commossa..
    Non só se leggeró risposta, scusa per il post molto lungo..
    riassumendo non so come indirizzarmi perchè sono generiche le cose che mi piaciono : storia dell’arte , disegno, scrittura.. il timore è di scegliere nuovamente qualcosa di sbagliato

    • Ciao Sara,
      certo che rispondo e il sito è super attivo 😉
      Sulla farse non sono d’accordo. Io faccio un lavoro che amo, per me neanche è un lavoro e non lo odi se lo ami.
      La gente a volte giustifica, forse, il fatto di non fare ciò che ama. L’uva è acerba o non ci arrivi?
      Detto questo tagliamo la testa al toro. In questa pagina trovi il mio contatto Skype, aggiungimi e parliamone a voce, sarà molto meglio, e vedrai che la strada la troviamo 😉

      • Grazie della risposta! Purtroppo ora non posso usare Skype qui a voce sopratutto, perchè sono al mare! se posso aggiungerti ugualmente e se sei disponibile a parlare per ora in forma testuale ne sarei felice!
        Comunque grazie per quello che fai, se non ci fosse gente come te saremmo tutti più robot di quanto non lo siamo già!

  89. Ciao,

    Ho letto tutto il tuo interessante articolo.
    Io, la risposta a quella domanda c’è l’ho ma ciò non toglie che non sia sicuro di farlo come lavoro dipendente perché dipendente, appunto. Con tutto ciò che questa scelta comporta sia per il tipo di lavoro sia per il tempo da impiegare.
    So per certo che la più piccola operazione realizzata senza percepire alcun compenso, mi gratifica all’n-esima potenza tanto che farei quello per passione e per aiutare agli altri ma comincerebbe ad essere un peso se volessi percepire un compenso economico magari per insicurezza. È proprio il fatto di svolgerlo come un lavoro che toglie quella “magia” e innesca determinate dinamiche tipiche della professione. Muoversi solo per amore, passione non dà da mangiare perché in valutare il lato economico signicherebbe non crescere. Senza contare che, il tipo di lavoro che mi piacerebbe è precario. Di sicuro, mi piacerebbe provare all’estero ma alla mia età, in un periodo come questo, imparare un mestiere a 28 anni e mezzo suonati, non è facile.

    • Ciao Paolo,
      ogni giorno sento di persone che a 35 anni suonati, a 45 anni suonati o più dicono la stessa cosa.
      Non badare all’età.
      Inoltre considera che la magia la perdi se lasci che sia il denaro che ricevi, lo stipendio, a guidare scelte e azioni.
      In più considera che magari c’è la possibilità di fare questo lavoro in modo indipendente, anche se nessuno lo avesse mai fatto.
      Potresti sempre essere il primo.
      Se hai l’obiettivo e, come scrivi, lo faresti solo per passione, agisci, non lasciarti fermare da problemi e ostacoli.
      Una soluzione c’è. Leggi questa guida e se ti serve una mano te la darò molto volentieri 🙂

      • Ciao Giacomo,

        Certo che si può fare come lavoro indipendente!
        Lo hanno fatto in migliaia se non in milioni in Italia.
        Burocrazia e crisi economica, peró, non rendono facile questo tipo di attività che si trasformerebbe in un calcolo fiscale. Detto questo, non lo farei in Italia ed è difficile “inserirmi” all’estero.
        È difficile non badare al lato economico e al futuro in un mondo come questo. Agire per passione va bene ma bisogna anche considerare la stabilità economica e professionale. Per questo motivo, il lavoro di cui sto palando potrebbe non essere fatto per me.
        Spostarsi all’estero e iniziare NON è facile ed è normale restare bloccati.

        • Ciao Paolo,
          se pensi che sia “normale” bloccarti, ti bloccherai.
          Io ho imparato che puoi superare qualsiasi ostacolo se ti ci metti d’impegno.
          Il punto è non restare sul generico ma fare un elenco di tutti i problemi che pensi di incontrare.
          Saranno reali? In ogni caso trova una soluzione concreta per ciascuno, quindi inizia a metterle in pratica e prova.
          non conosco strada migliore di questa per fare le cose che desideri.
          Ti suggerisco due guide che ti aiuteranno molto: questa e questa 🙂

        • Ciao Giacomo,

          In sostanza, come puoi aiutarmi e aiutarci?
          Mettendo in conto di non poter o non voler fare il lavoro che ci piace per svariate ragioni allora come trovare la strada della propria vita?

        • Ciao Paolo,
          se la strada è una e non la vuoi prendere, questa è una tua scelta.
          Il mio aiuto consiste nel capire cosa ti impedisce di imboccarla, risolvere il problema, e seguirla.
          Io penso che ognuno di noi abbia un suo percorso, non prenderlo perché difficile sarebbe l’errore più grave che possiamo commettere.
          Ovviamente non devi pensare per forza in termini di “lavoro”.
          Prima viene la passione, quello che ami, da lì si trova il modo di farne un lavoro, cioè darti quanto ti serve per vivere.
          Secondo me non esistono problemi senza soluzione, al massimo soluzioni che non vogliamo realizzare 😉

        • Allora, mettiamola così:

          _ So quello che mi piacerebbe fare e lo farei gratis senza dipende o rendere conto a
          nessuno e tantomeno percepire qualcosa da nessuno ma è impossibile a livelli
          professionali anzi, mi piacerebbe solo farlo sulle cose mie
          – Ho appurato che quel che mi piacerebbe fare non è la strada giusta per me

          Sulla base di queste due condizioni come trovo la strada della mia vita?

        • Se avessi soldi e non avrei bisogno di lavorare coltiverei solo la mia passione a livelli professionali senza rendere conto a nessuno e senza chiedere i soldi.
          Se fossi ricco, allora, la coltiverei ancora meglio.
          Allo stato attuale, invece, la mia passione non posso e non voglio trasformarla in un lavoro perchè non mi piace come lavoro.
          Sono punto e a capo.

        • Ciao Giacomo,

          Mi farebbe piacere parlarne dal vivo ma presumo che siamo lontani perchè vivo nel profondo sud Italia.
          Su Skype, preferisco di no.
          Resta il fatto che ho già detto tutto. la mia passione non voglio e non posso trasformarla in un lavoro perchè non è la strada giusta per me. Ho già avuto modo di provare 😉
          Non so come trovare la strada della mia vita.

        • Ciao Paolo, io vivo vicino Reggio Calabria, chissà se siamo lontani 🙂
          Comunque considera ce la tua strada non deve essere necessariamente “un lavoro”.
          E se proprio non vuoi fare come lavoro ciò che ami, trova un lavoro utile, che ti piace, e che non ti tolga troppo tempo e dedica tutto il resto alla tua passione.

  90. Ciao! Ho letto il tuo articolo e mi è sembrato molto interessante.. Ho provato a rispondere a tutte le domande e a prendermi del tempo… Avrei individuato qualcosa ma non ne sono sicura… Sono finita al tuo articolo perchè non so davvero che fare… Ho fatto dei lavori che non mi piacevano e passavo le giornate sperando che passassero… Che brutto vivere così.. Ho 30 anni e non ho un lavoro… Potrei cercare nuovamente qualcosa che non mi interessa per campare ma mi viene l’ angoscia al sol pensiero di farequalcosa giusto per soldi… Non so che fare della mia vita… Potresti aiutarmi a capire?

  91. Ciao sono una ragazza di 18 anni fra l’altro molto confusa sul suo futuro …per caso ho letto il tuo artícolo e ad essere sincera ho ancora parecchi dubbi nonostante leggerlo sia stato molto interessante vorrei sapere se mi potresti autare a risolverli… Devo diré che sonó perfettamente d’accordo con il concetto di felicità e passione ma il problema é che non riesco proprio a trovare quest’ultima.. Cioé mi spiego meglio io so benissimo cosa voglio dal mío lavoro ma non so l’argomento di questo… Non voglio intraprendere una strada sbagliata essendo ancora in tempo per prendere quella giusta… Sarei molto grata se mi aiutassi a risolvere questo problema…Grazie Mille!!!

    • Ciao Samira,
      certo, ne sarei felice 🙂
      Hai provato a rispondere a tutte le domande che hai letto nell’articolo innanzitutto?
      Possiamo sentirci via Skype, aggiungimi ai tuoi contatti e poi troviamo il momento per parlare.

      • Innanzitutto devo diré che mi ha fatto piacere la tua disposta e leggendo altri dei tuoi articoli devo proprio farti i complimenti per la tua capacità di parlare in quanto tutte le argomentazioni hanno senso e quando ci pensi dici si é vero… É inoltre cosa piú importante fanno ragionare! Ad essere sincera non ho skype ma se é uuguale potremmo comunicare per e-mail…

  92. Ciao! Sono sincera l’inizio dell’articolo l’ho trovato un po’ scontato . Forse perché parecchie volte mi sono soffermata a pensare al concetto di felicità . Leggendo tutto l’articolo però mi sono ricreduta. Io sto cercando di ritrovare me stessa allontanandomi da un percorso imposto dalla mia famiglia che comunque sia non trovavo malvagio , anzi. Semplicemente non è stata una strada scelta da me . Sto cercando di coltivare i miei interessi , ma sto perdendo la passione. Questo mi spaventa . Non lo penso possibile. Mi chiedo se sia un discorso di ” paura” . Pensi che quest’ultima abbia il potere di dissuadermi dalle mie passioni
    a tal punto che quando ne parlo con altre persone invece di accendermi mi rattristisco?

    • Ciao Daniela,
      certo, la paura uccide entusiasmo e passione. O meglio, può farlo 😉
      La domanda è: per quale motivo perdi passione?
      Temi di non poter realizzare quel che sogni? Che comunque non sarai felice?
      Di cosa hai paura esattamente?

      • Si. La paura fondamentale e’ di non riuscire a realizzarli. La cosa però che mi spaventa di più è che quando ho la possibilità di farlo mi creo ” problemi e paure ” che mi impediscono di andar avanti . Lo so, è contorto. Per farti capire , ricevo proposta di lavoro di quel sogno del cassetto e mi creo mille problemi per andare oppure se devo io stessa fare una chiamata mi fermo. Credo che sia legato ad una questione di insicurezza o alla delusione che possa scaturire se non riesco a realizzarlo. Diciamo una sorta di negatività che mi accompagna . Ho letto l’articolo sull’indipendenza emotiva. Complimenti per il tuo lavoro.

  93. Ciao,
    ho letto la tua guida su come capire quale è il lavoro giusto e l’ho trovata davvero molto ben fatta e interessante. E’ un tema su cui sto lavorando da parecchio e la tua guida mi ha aiutato a trovare, o meglio, a chiarificarmi le idee.
    Unico problema, sono emerse DUE vere grandi passioni, passioni che svolgerei anche gratuitamente! Una è legata alla creatività e l’altra alla spiritualità.
    Ma in questi casi come si fa a capire quale è quella giusta su cui investire in un’attività lavorativa?
    Ti ringrazio per la disponibilità.
    🙂

        • Allora io partirei da una delle due, quella su cui magari hai un’idea più chiara o un progetto più preciso.
          Il modo migliore per avere buone idee è mettersi a lavorare su qualcosa di concreto 🙂

      • Ciao
        Io ho lavorato nella stessa azienda per quattro anni, ho cambiato a gennaio ma non mi sono trovato bene per via dell’0ambiente, ho ri cambiato a marzo ma nn trovo soddisfazione nel lavoro che sto facendo, correi cambiare di nuovo, io amo il mio lavoro (Export Manager) ma non l azienda dove sto lavorando ora…mi sento di sprecare il tempo…nella tua guida trovo il coraggio di cambiare ancora…sbaglio se lo faccio? se cerco un altro posto?

        • Ciao Matteo,
          per quale motivo dovrebbe essere sbagliato?
          Il punto è sempre cosa ti spinge a fare certe scelte, o a farne altre.
          Leggiti questa guida, sono certo che ti aiuterà ad avere le idee più chiare su come muoverti 🙂

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