Cos’è la fiducia: fidarsi è bene non fidarsi è meglio?

Fidarsi è bene non fidarsi è meglio. Sarà vero? Ho scoperto sulla mia pelle che la fiducia non è quello che pensiamo di solito, che è meglio fidarsi e che gli altri non possono farci soffrire. Bello no? Seguimi:

  1. Conosci le tue regole della fiducia?
  2. Perché è difficile fidarsi degli altri.
  3. Tu non ti fidi di nessuno, anche se non l’hai ancora capito!
  4. Fidarsi è bene non fidarsi è meglio: la fiducia non è mai rischiosa.

Abbiamo un sacco di cose da vedere insieme, e alla fine potrai decidere se fidarti degli altri oppure no, sapendo come non farti ingannare o ferire.

Pronti? Benissimo, si comincia il viaggio!

 

Fiducia: quando ci fidiamo e perché

Cos'è la fiducia

La fiducia è un sentimento che proviamo verso qualcuno quando pensiamo di poter contare su questa persona.

Ovviamente non abbiamo certezze, perché non siamo sicuri di cosa farà davvero, ma se abbiamo fiducia, vuol dire che crediamo che si comporterà nel modo migliore.

Leggendo Wikipedia il senso è proprio questo: ci aspettiamo qualcosa di buono dall’altro, quindi ci fidiamo.

Anche sfogliando le pagine dell’enciclopedia Treccani, il senso è molto simile:

Atteggiamento, verso altri o verso se stessi, che risulta da una valutazione positiva di fatti, circostanze, relazioni, per cui si confida nelle altrui o proprie possibilità, e che generalmente produce un sentimento di sicurezza e tranquillità.

Perché ci fidiamo di alcune persone e non di altre, allora?

Ti dico subito quali sono i motivi principali per cui diamo la nostra fiducia:

  1. Le persone hanno le nostre stesse regole e si comportano come ci comporteremmo noi.
  2. Condividiamo valori o ideali di vita e crediamo nelle stesse cose.
  3. Vediamo comportamenti che ci piacciono e notiamo coerenza nel tempo.
  4. Abbiamo visto risultati che ci portano a credere che quella persona ha le capacità che cerchiamo.
  5. Ci aspettiamo che le persone possano darci le cose di cui abbiamo bisogno.

Potremmo anche definirle regole della fiducia.

Partiamo da questo: troviamo subito le tue regole. Farlo è semplice.

  1. Pensa a una persona di cui ti fidi ciecamente.
  2. Pensa invece a una persona di cui non ti fidi affatto.

Ora rispondi a queste semplici domande:

  • Cosa ha fatto la prima persona per meritarsi la fiducia che non dai alla seconda?
  • Cosa dovrebbe fare questa per ottenere la tua fiducia? In sostanza, ti fideresti di lei se…
  • Cosa ti farebbe perdere fiducia nella prima persona?

Come vedi sono tre domande semplici e se risponderai con precisione, scoprirai le regole di massima sulla base delle quali concedi la tua fiducia agli altri.

Ma potresti scoprire qualcosa di più con un secondo esercizio.

Pensa a una terza persona, di cui ti fidi, ma non troppo, diciamo non come della prima a cui hai pensato.

Tra queste due persone, quindi, c’è una differenza: ti fidi di entrambe, ma non nella stessa misura.

Ora pensa a queste due persone e rifatti le tre domande che hai visto prima.

In questo modo noterai sottili sfumature delle tue regole e capirai in modo più profondo perché dai la tua fiducia ad alcuni e non ad altri.

Finito? Bene.

Ora sai per quali motivi ti fidi di alcune persone. Ma quali sono le ragioni per cui invece non ci fidiamo degli altri o spesso facciamo fatica pur volendolo?

Prima di spiegartelo è importante che ti aiuti a capire su cosa si basano le tue relazioni.

Ho creato un test (non psicologico) per misurare la tua capacità di creare relazioni sane e forti. Poche domande che ti aiuteranno a capirti meglio e sfruttare al massimo questa pagina.

 

 

Perché è difficile fidarsi degli altri

Perché è difficile fidarsi degli altri

Il motivo principale è uno solo: abbiamo paura.

Di cosa? Di rimanere delusi, è ovvio!

Se mi fido di te e tu tradirai le mie aspettative, resterò deluso, il che significa che non solo non otterrò quel buono che mi aspetto, ma soffrirò anche del tuo comportamento.

Quante volte hai sofferto per la delusione nata dai comportamenti degli altri?

Ti aspettavi qualcosa, un certo comportamento, magari il loro amore, e loro invece ti deludevano.

Mi sbaglio?

Il motivo per cui non ci fidiamo è proprio questo: paura di soffrire.

Ma non solo.

Spesso non ci fidiamo perché pensiamo che le persone non sapranno darci quello che vogliamo, che ci aspettiamo da loro.

Il problema è l’incertezza.

Non posso avere la sicurezza assoluta che tu farai quel che mi prometti. Anche se mi fido di te, in realtà, non ho garanzie.

Il problema sorge però solo quando ciò che mi aspetto dagli altri è per me importante.

Più abbiamo bisogno degli altri per raggiungere qualcosa di importante, più fidarci diventa un rischio, più abbiamo paura a farlo.

Immagina un tuo amico che ti chiede di prestargli 5 euro per un suo investimento.

Lo conosci da tanto e sai che te li ridarà. Ti fidi, non c’è problema.

Ma se ti chiedesse tutto quello che possiedi?

Lui è sempre una persona fidata, che conosci da tanto.

Eppure ci penseresti molto di più e, probabilmente, rifiuteresti di prestargli questi soldi.

Non ti fidi di me? Ti chiederà.

No, non ti fidi di lui.

Non lo ammetterai mai, dirai che è troppo e non puoi, ma in realtà il rischio è troppo per poterti fidare.

Come vedi, se ci pensi bene, il problema è il rischio, la posta in gioco.

Infine c’è un altro fattore per cui tendiamo a non fidarci degli altri: non crediamo che i loro interessi siano i nostri.

Quando propongo di scoprire le proprie regole della fiducia, spesso ne viene fuori una davvero fondamentale: l’amore.

Ci fidiamo delle persone che ci amano.

O almeno che dimostrano di amarci, che ce lo fanno credere.

Per un semplice motivo: amandoci vogliono il meglio per noi, vogliono che noi siamo felici e quindi possiamo fidarci di loro.

In fondo è probabile che ti fidi di più di coloro che sono interessati, sinceramente, a te che di persone a cui non importa nulla di te.

Ovvio no?

Ovvio, sì.

Facciamo il punto, ecco cosa rende così difficile fidarsi degli altri:

  1. Abbiamo paura che possano deluderci e farci soffrire.
  2. Non crediamo che potranno darci quello che desideriamo.
  3. Se la posta in palio è troppo alta, aumenta la paura.
  4. Non pensiamo siano davvero interessati a noi.

Il passo più importante è quindi imparare come difenderci dalla sofferenza.

 

Tu non ti fidi di nessuno, anche se non l’hai ancora capito

Tu non ti fidi di nessuno

Ora ti mostro la differenza che esiste tra la fiducia, che non diamo mai a nessuno (neanche a noi stessi!) e la delega.

Mi raccomando, massima attenzione perché sto per spiegarti qualcosa che non dice nessuno.

Anche se sembra strano, in realtà noi non ci fidiamo mai degli altri.

Tu non ti fidi di un tuo amico, ma dei suoi comportamenti.

Ti fidi perché finora si è comportato in un certo modo, e fino a che continuerà a farlo, tu ti fiderai di lui.

Non ti fidi delle persone, ma dei loro risultati: se ho vinto un sacco di premi nel mio campo, è di questi che ti fidi, non di me.

Se li avessi comprati? Se avessi imbrogliato? Ti fideresti comunque di me per via dei miei risultati, perché sono quello che puoi vedere.

Ho scoperto che esistono due tipi di fiducia, se così vogliamo chiamarli:

  1. La fiducia condizionata, ossia quella che si basa su cosa fanno gli altri.
  2. La fiducia incondizionata, quella che invece nasce per ciò che le persone sono.

La prima io la chiamo delega, perché è esattamente questo. La seconda possiamo chiamarla amore.

 

Fiducia condizionata: deleghiamo agli altri la nostra vita

La fiducia condizionata la diamo solo a condizione che gli altri facciano qualcosa che noi desideriamo.

Perché la chiamo delega? Perché quando deleghiamo, affidiamo agli altri un compito da fare al posto nostro.

Diciamo di avere fiducia nelle persone, ma in realtà stiamo delegando loro la nostra vita. Ecco come:

  • Deleghiamo la nostra felicità: sono alcune persone a doverci rendere felici.
  • Deleghiamo il senso del nostro valore personale: sono alcune persone a doverci convincere di quanto valiamo credendo in noi per prime.
  • Deleghiamo il senso della nostra vita: viviamo per loro e senza, penseremmo che tutto sia inutile.
  • Deleghiamo la nostra sicurezza: alcune persone speciali devono esserci, darci certezze, farci sentirci sicuri.
  • Deleghiamo l’amore: è compito di alcune persone farci sentire amati, apprezzati e importanti.
  • Deleghiamo i nostri successi: ad alcune persone spetta il compito di aiutarci a vincere, a loro chiediamo di farci raggiungere i grandi traguardi che desideriamo ottenere.

In pratica la nostra vita dipende dagli altri.

Non è che ci fidiamo di loro, neanche per sogno, è che abbiamo bisogno del loro aiuto e gli affidiamo alcuni importantissimi incarichi.

Perché è così difficile fidarsi degli altri? Perché noi deleghiamo a loro le cose più importanti della nostra vita.

Anzi, la nostra stessa vita è più affidata a chi ci sta vicino che non nelle nostre mani.

Capisci perché hai così paura a fidarti degli altri?

Perché è come se puntassi tutta la tua esistenza su un solo numero.

Se gli altri non faranno come dici tu? Se non ti ameranno o renderanno felice? Se nessuno ti farà sentire importante o speciale? Se nessuno crederà in te o ti darà certezze?

Hai delegato tutta la tua vita ad altre persone.

Non ti stai fidando di loro.

Sono cose differenti.

Quando deleghi, guardi a cosa fanno gli altri, come si comportano, che risultati hanno ottenuto.

La domanda è: ti fidi degli altri o di come si sono sempre comportati finora?

Questa è una domanda importantissima.

Tu non ti fidi di nessuno, come detto, perché hai delegato la tua vita agli altri, c’è troppo in ballo per dare fiducia alle persone.

Quando delego, non guardo la persona, ma cosa sa fare, come si comporta.

Non esiste presente e futuro, solo il passato.

Se ti fidi di me, è per quello che ho fatto fino a ieri. Tu non sai cosa deciderò oggi, potrei fare l’esatto contrario.

Ma visto che fino a ieri ti ho dato quel che volevi (comportamenti, azioni, parole), allora scommetti su di me, o meglio, scommetti sul fatto che continuerò a fare come ho fatto finora.

Non ti fidi di me, ma conti sui miei comportamenti e ti aspetti che siano come tu desideri.

Infatti, cosa succede se io cambio atteggiamento? Se oggi mi comporto come a te non piace?

Semplice: perdi la fiducia.

Ma non è che ora non ti fidi più di me, semplicemente pensi di dover delegare a qualcun altro, che farà come vuoi tu, quel che prima ti davo io.

Così recidiamo relazioni d’amore perché non riceviamo più quello che desideriamo e cerchiamo un’altra persona.

Amore?

No, deleghiamo ad altri, che si dimostrano più affidabili, quel che ci serve.

Recidiamo rapporti con amici che non hanno agito come speravamo quando ci serviva, e facciamo amicizia con altre persone, che invece rispettano le nostre aspettative.

Amicizia?

No, deleghiamo ad altri, che si dimostrano più affidabili, quel che ci serve.

Come vedi il problema non è che la gente è diventata inaffidabile, ma che tu hai delegato la tua vita agli altri e se loro non fanno come ti aspetti, ti allontani.

Questa è fiducia condizionata: mi fido di te se fai questo o quello.

In azienda funziona così, nel lavoro: ti affido questo incarico se porti certi risultati o fai il lavoro come piace a me.

Delega, non fiducia.

La delega riguarda i comportamenti, i risultati, il passato e tutto quel che è esteriore, possiamo vedere e magari misurare.

Perché preferiamo delegare che fidarci? Per due motivi:

  1. Viviamo dipendendo dagli altri e abbiamo bisogno che loro si adeguino alle nostre aspettative.
  2. È facile misurare gesti e comportamenti o risultati, e quindi delegare, mentre è difficilissimo scoprire gli altri, amarli e quindi fidarci di loro.

Il vecchio proverbio suggerisce che fidarsi è bene non fidarsi è meglio.

Finora hai delegato la tua vita agli altri e non hai mai avuto fiducia in nessuno, veramente. Adesso possiamo capire come imparare a fidarci degli altri, e di noi stessi.

 

Fidarsi è bene non fidarsi è meglio: la fiducia non è mai pericolosa

Fidarsi è bene non fidarsi è meglio

Io ho un cane.

Per quanto abbia fiducia nel suo amore per me, non mi lascio mettere le zampe in faccia oppure non vado a togliergli il cibo dai denti mentre mangia.

Per quanto possa volermi bene, è sempre un cane, e anche non volendolo potrebbe farmi male.

Un conto è fidarci degli altri, di chi loro sono, un altro è delegare loro responsabilità che spettano a noi e che, spesso, sono eccessive.

Fino a che la tua vita dipende dagli altri, finché felicità, sicurezza, amore, soddisfazione sono delegate a chi ti sta vicino, non potrai mai fidarti di loro.

Il primo passo, quindi, è comprendere che tutto quel che di solito deleghiamo, le cose che ci aspettiamo dagli altri, sono in realtà una tua responsabilità.

Ti spiego da dove devi cominciare a cambiare il tuo atteggiamento, cosa devi imparare per riprendere il controllo della tua vita, perché altrimenti fidarti sarà impossibile:

  • Tutte le emozioni che provi, amore e felicità, ma anche infelicità o delusione, dipendono da te. Come gestire le emozioni negative e trasformarle in positive è forse una delle guide più importanti che ho scritto. Leggila subito.
  • Possiamo essere sempre felici, nonostante difficoltà, problemi e comportamenti degli altri. Nessuno o niente può toglierti o darti felicità. Nella guida in cui ti spiego come essere felici lo capirai bene.
  • Deleghi agli altri la tua vita anche perché spesso non credi davvero in te, nelle tue possibilità, nel tuo valore. Migliorare l’autostima ti porta a capire che hai tutto quello che ti serve per vivere la migliore esistenza possibile. Non c’è nulla che tu debba delegare agli altri.
  • Se la tua visione delle cose è distorta, non riuscirai mai a fidarti né di te né di nessun altro. Prendere consapevolezza di quella che è la realtà è un passaggio indispensabile.

Ti ho suggerito 4 risorse indispensabili per comprendere appieno che non hai bisogno di delegare nulla agli altri. La tua vita è nelle tue mani, e sono ottime mani!

Quando comprendi questo, ti rendi conto che nessuno può ferirti.

Se ti ricordi, è la delusione una delle ragioni per cui è difficile fidarsi di qualcuno. Temiamo di soffrire perché saranno deluse le nostre speranze.

Cosa genera la sofferenza secondo te?

Il comportamento degli altri? Le loro azioni o le loro parole?

No. Niente di tutto questo.

La sofferenza che provi dipenda da una sottrazione: le tue aspettative – la realtà.

Quando ti aspetti qualcosa che non ricevi, soffri perché c’è uno scarto tra quello che desideravi e quello che ottieni realmente.

Questo accade in continuazione, e il problema non è cosa succede o come si comportano gli altri: il problema sono le tue aspettative.

Se dipendi dagli altri, pretenderai tantissimo da loro, perché tutto è nelle loro mani.

Non sempre le persone sapranno fare come pretendi, spesso non lo vorranno neanche. Cosa succede?

Soffri, non per come la gente ti tratta, ma per come tu ti aspettavi si comportasse.

Per arrivare a fidarti davvero gli altri devi eliminare due grossi problemi:

  1. Delegare le cose più importanti agli altri. Nessuno può renderti felice, mettitelo bene in testa.
  2. Smettere di avere aspettative nei confronti degli altri. Nessuno è qui per servirti!

Prima ti ho fatto l’esempio del mio cane. Lo stesso discorso vale per ogni persona.

Spesso gli altri non si rendono conto di cosa davvero tu ti aspetti da loro, non si rendono conto se fanno cose che a te non piacciono o se si comportano male.

Nella maggior parte dei casi, infine, non hanno capacità, forza, volontà per fare quello che chiedi.

Ognuno di noi ha dei limiti, delle paure, dei desideri. Le emozioni che proviamo condizionano le nostre scelte.

Le tue aspettative saranno sempre fonte di sofferenza, per te.

Gli altri, anche fossero la persona più speciale del mondo, non vivono per te e se tu dipendi da loro, soffrirai sempre, prima o poi.

Prima ti ho mostrato 4 passaggi per eliminare il bisogno di delegare agli altri al tua felicità, adesso devi capire che puoi fidarti di loro se riconosci i loro limiti.

 

Fidarsi non è rischioso

Voglio iniziare quest’ultima parte con un video che mi commuove ogni volta che lo rivedo e che è un ottimo punto di partenza per spiegarti che la fiducia non è mai rischiosa.

Fidarci degli altri vuol dire credere in loro, in ciò che sono, nel loro potenziale.

Come vedi non parlo di azioni e comportamenti. Non conta cosa fai, cosa hai fatto. Conta solamente cosa puoi fare.

Se ti basi su comportamenti e azioni, resti sempre nel campo della fiducia condizionata: deleghi a chi ritieni capace di fare qualcosa come vuoi tu.

Quando ti fidi, credi nella persona che hai di fronte, in ciò che può fare.

Fidarsi di qualcuno significa amarlo.

Se mi fido di te, è perché ti amo, credo che tu possa essere la migliore versione di te stesso, o te stessa, credo che tu abbia un enorme potenziale d’amore, praticamente infinito, da esprimere.

Non conta se l’hai mai visto o utilizzato.

Quando mi fido di te, ci credo, credo nella tua natura più autentica.

La fiducia è un atto d’amore. Su cosa significa amare leggi questo approfondimento. Magari anche adesso 😉

Non qualcosa che diamo a chi la merita, perché l’amore non si offre a chi lo merita.

Attenzione però, perché io mi fido del mio cane, ma sono prudente.

Fidarsi di una persona non significa dargli le chiavi di casa tua, significa credere che sia come te, che possa amare e diventare migliore.

Ma fidarsi non vuol dire essere ingenui.

Ognuno di noi, te lo ricordo, ha dei limiti, paure e insicurezze. Tutti sbagliamo.

Una mamma si fida del figlio appena nato, crede in lui.

Non ha mai camminato quando è piccolo, ma sa che crescendo ci riuscirà.

Non ha bisogno di prove, sa che può e che ce la farà.

Lei lo incoraggia senza stancarsi, non importa quante volte cade, lei continuerà sempre a credere in lui.

Ma questo significa forse che lo manderà in giro per la città da solo così piccolo?

No, perché si fida di lui, ma sa anche che ha dei limiti.

Credere negli altri non vuol dire che loro debbano fare come vogliamo noi e uniformarsi alle nostre aspettative.

Ma che noi siamo certi del loro valore, del loro potenziale, e diamo loro sempre l’occasione di mostralo.

Ecco cosa significa dare davvero fiducia a qualcuno:

  1. Credere nelle sue potenzialità, in quel che può essere e diventare ogni giorno.
  2. Incoraggiare senza mai stancarsi, perché sappiamo che può, nonostante le difficoltà.
  3. Non tenere conte di quante volte cade, ma esserci per aiutarlo a rialzarsi all’infinito.
  4. Dare sempre spazio e tempo per poter esprimere il meglio, senza fretta, senza limiti.
  5. Credere che qualsiasi errore sia recuperabile e che ogni giorno possa fare meglio del precedente.

Non ti ricorda qualcosa questo elenco di azioni?

Si chiama amare.

Non è che noi amiamo le persone di cui ci fidiamo, ma abbiamo fiducia quando scegliamo di amarle.

La fiducia non capita e non dipende da cosa fanno gli altri.

La fiducia è un dono, una scelta, come l’amore.

Dipende da te.

All’inizio ti ho fatto cercare le regole della fiducia che usi.

Bene, quelle sono più che altro regole della delega, o della fiducia condizionata.

Se davvero vuoi imparare a fidarti degli altri devi scegliere di fidarti di tutti, sempre.

E voglio ripeterlo: fiducia in loro non significa ingenuità.Puoi credere negli altri scoprendo che loro non possono farti mai soffrire.

Dare fiducia significa amare, esserci, credere negli altri, senza mai dimenticare limiti, paura, difficoltà.

Tutti sbagliamo e commettiamo errori.

Per capire meglio questo punto, ti invito a leggere cosa ho imparato personalmente sul perdono, che è strettamente legato alla fiducia.

 

Conclusioni

Come ti avevo anticipato, hai letto qualcosa che non dice praticamente nessuno.

Facciamo il punto di tutto quello che ti ho spiegato, così sarà molto più chiaro e sarà anche più semplice capire come iniziare:

  1. Quasi nessuno si fida degli altri: di solito deleghi la tua vita a persone speciali da cui pretendi tantissimo.
  2. Mentre la delega si basa su azioni e comportamenti ed è condizionata alle tue aspettative, la fiducia si basa sulla natura delle persone, sul potenziale che ognuno di noi ha.
  3. Fidarsi degli altri non significa affidarsi a loro (io mi affiderei solo a Dio), ma credere in loro, amarli e dare il meglio perché possano diventare ciò che sono nati per essere.
  4. Per fidarti devi prendere in mano la tua vita, liberarti dalle emozioni negative, credere in te, osservare la realtà in modo obiettivo e imparare a essere sempre felice.
  5. A questo punto gli altri non hanno più potere su di te, puoi amare e credere in loro, fidarti senza correre nessun rischio.

Fidarsi è bene non fidarsi è meglio: ci credi ancora?

Io non più oramai.

Diciamo che potremmo cambiarlo così: fidarsi è bene, non delegare è meglio!

Naturalmente ci sono tante situazioni in cui abbiamo bisogno dell’aiuto di qualcuno, ma un conto è chiedere una mano, altro è far dipendere la nostra vita dalle loro scelte.

Ho capito, e vissuto soprattutto, che se vuoi essere felice, e tutti lo vogliamo, allora devi amare.

Fin qui tutto chiaro, ma il punto è che se non sai fidarti degli altri, davvero, non riuscirai nemmeno ad amarli.

La fiducia è un atto d’amore, non sono cose separate.

Non puoi amarmi e non fidarti di me.

La sfiducia è sempre legata all’insoddisfazione, alla delusione e poi anche alla rabbia e alla paura, perché vediamo che ci manca qualcosa che riteniamo indispensabile.

Ricordi che delegando gli altri devono renderci felici, sicuri o amati e speciali?

Quando proviamo sfiducia verso qualcuno, è perché tutte queste pretese sono rimaste deluse.

E quando accade stiamo male, soffriamo e l’unica cosa che mai potrai fare mentre provi queste emozioni, è amare qualcuno.

Ora sai che puoi fidarti degli altri se prendi in mano la tua vita e ti rendi conto che nessuno può farti soffrire.

Usa prudenza, perché ognuno di noi ha sempre dei limiti di cui spesso non si rende conto, ma inizia ad amare gli altri, a dare fiducia.

Questa è la strada da prendere se vuoi essere felice.

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Da oltre 7 anni mi occupo di felicità: la studio, la osservo, la vivo e la condivido. La mia missione è aiutare tutti a cambiare la propria vita ed essere felici.
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35 Commenti

  1. Dobbiamo fidarci di tutti,credere in loro ma se sappiamo che una persona che ci ha chiesto una cosa non sarebbe in grado di mantenerla e la rifiutiamo allora si siamo stati prudenti nel declinare la richiesta ma appunto non ci siamo fidati…

    • Ritorna sulla differenza tra fiducia e delega: non deleghi quando ti rendi conto che l’altro non farà quel che dici. ma ti fidi se continui ad offrire opportunità adatte, a rimanere disponibile, a credere che possa migliorare e riuscire dove oggi non riesce 🙂

  2. Non vorrei essere realista, ma il mondo è oggettivamente pieno di serpenti e qui sembra che i pazzi siano coloro che hanno ancora dei valori.
    Rispondere alle mail, rispondere alle domande fatte per sms o telefono, tanto per fare due esempi, è solo educazione. Chi non lo fa è solo un maleducato, ancora di più se è in rapporti stretti con chi gli scrive. Non è che io mi aspetto troppo da una persona che si comporta oggettivamente male con me. Altrimenti mettiamoci ad amare mariti che cornificano più e più volte, fidanzati che alzano le mani o maltrattano verbalmente le compagne. Ci aspettiamo troppo da loro? No, sono loro ad essere sbagliati.
    Questo articolo, per quanto possa sollevare il morale ad alcuni, non aiuta a capire che la cosa fondamentale non è cercare colpe in sé stessi, ma capire cosa possiamo migliorare la prossima volta per evitare fregature. Non sono aspettative esagerate, salvo casi estremi, ma fregature. Persone che non valgono niente a cui deleghiamo il nostro tempo e di cui ingenuamente ci fidiamo.
    Se queste persone non condividono i nostri stessi valori sono destinate a farci del male, ma non siamo noi sbagliati, o meglio, siamo sbagliati perché non abbiamo capito niente di loro. Ed è su questo punto che bisogna lavorare. Perché ci avviciniamo a persone tossiche? Perché diamo fiducia a chi non c’entra poi molto con noi? Perché ci svalutiamo così?
    Chi si è spacciato per amico, ma sparisce non appena hai bisogno, non è un amico, è un impostore e tu un fesso che non l’hai capito prima. Qualche avvisaglia l’avrà data, ma spesso diamo la colpa a noi stessi o chiudiamo gli occhi.
    Quindi inutile dire che bisogna amare senza aspettarsi niente in cambio, che siamo madre teresa di calcutta o babbi a cui piace circondarsi da tizi invidiosi, falsi, sprezzanti, altezzosi, manipolatori o approfittatori? Se siamo falsi allora ci andrà bene un rapporto falso con una persona falsa, ma se siamo amanti del vero dobbiamo circondarci di persone simili a noi, scartando chi non lo è.
    Forse più che buttare la croce su noi stessi o sforzarsi di amare chi mai ci amerà converrebbe cercare persone che posseggono valori, cuore e cervello simile al nostro, altrimenti il rapporto è finto e destinato a rompersi.

    • Ciao Cristina,
      giudicare gli altri “sbagliati”, è il modo migliore per vivere rapporti orrendi.
      Gli “altri” sono sbagliati, noi siamo perfetti. ma “gli altri” siamo noi per ogni altra persona.
      Anche la cosa migliore, come l’amore o il rispetto, non vanno mai pretesi: tanto non li riceverai comunque se l’altro non li vuole dare. Ed è un suo problema.
      Se leggi bene io dico di essere attenti, ma di non cadere nella vera trappola: pensare che gli altri possano essere fonte di malessere.
      Se stai male è per come vivi le cose, le tue emozioni non dipendono mai dagli altri.
      Io non cerco di “consolare”, ma di spiegare come essere felici e costruire relazioni sane. La fiducia non dipende dagli altri ma d ate. La prudenza anche.
      Bisogna amare ( se vuoi essere felice, altrimenti puoi farne a meno!) ma saper dire di “no” e porre i limiti giusti.
      E basta con queste stupidaggini sull’essere santi: amare non è da santi, è da persone intelligenti. Ci hanno insegnato che non si può, ebbene qui sta il vero errore: si può ed è anche l’unica strada per vivere felici, che ci piaccia o meno 😉

    • Ciao Gustavo,
      nessuno tradisce qualcosa che non dipende da lui.
      Puoi vedere tradita la tua aspettativa, le cose che deleghi.
      Devi capire che la fiducia non dipende dal comportamento degli altri.
      E ovviamente riconoscere se c’è la volontà di essere sinceri. Forse se manca questa, il problema è che magari l’altro non vuole condividere quel che si sente in dovere di condividere… 😉

  3. Ciao Giacomo…
    Quello che scrivi è molto bello e giusto. Volevo chiederti se tutto quello che scrivi può essere raccolto in un libro… Ho già ordinato il libro indipendenza emotiva e lo aspetto. Credimi in questo periodo sto seguendo la guida di Dio attraverso alcuni versi biblici.
    1 Corinti 13: 4 L’amore è longanime e benigno. L’amore non è geloso, non si vanta, non si gonfia, 5 non si comporta indecentemente, non cerca i propri interessi, non si irrita. Non tiene conto del male. 6 Non si rallegra dell’ingiustizia, ma si rallegra della verità. 7 Copre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa. 8 L’amore non viene mai meno…

    Quando scrivi dell’ amore riscontro che si accompagna con la saggezza divina.
    Anche sui pensieri negativi.
    Prov. 15:15 Tutti i giorni dell’afflitto sono cattivi; ma chi è buono di cuore [ha] un banchetto continuo
    Chi ha pensieri negativi se non li trasforma… sarà ogni giorno afflitto.
    Ecco perché chiedo se ci sono libri che potresti suggerirmi.
    E volevo farti anche i complimenti per questa ‘missione’ che ti sei posto.
    Io purtroppo soffro di ansia e depressione e comunque accompagnero lo studio delle Sacre Scritture, dei tuoi consigli, a terapia e qualche farmaco. Ma tutto dipende da noi.
    Che Dio ti benedica

  4. Per me è facile dare fiducia incondizionata perché lo sento dentro, un emozione, la mia sensibilità ha questo potere, certo questa persona mi ha ferito ma sapendo che lo faceva perché mi voleva bene, per farmi crescere, dopo aver sofferto e avendo capito il motivo per cui mi ha ferito è stato facile volergli ancora più bene e addirittura ringraziarla per avermi aiutato anche se mi aveva fatto piangere e stare male.
    Il problema è quando le persone non le sento dentro, quasi tutte, come fai a fidarti di persone che sanno solo lamentarsi? Che parlano male delle colleghe, le deridono? Cercare lati positivi? faccio fatica a trovarne. Il problema è la diversità enorme nei principi, mi baso su relazioni vere e non finte, devo sentire dentro amore per il prossimo e con certe persone è impossibile.
    Ma parlare di emozioni, sensazioni in questo mondo è difficile, non ti capiscano, lo sguardo perso nel vuoto, sono arrivata alla conclusione seguendo le mie emozioni che sto meglio da sola o solo con quella persona a cui ho dato fiducia,( ma io lo chiamerei più amore incondizionato, anche se è amicizia) con certa gente è inutile perdere il proprio tempo anche se è dura perché ci devi vivere parte della tua vita e una soluzione la vorrei trovare per stare bene e qui ho trovato molte cose utili, grazie!!!

  5. Trovo molto superficiale il tuo articolo. Anche fuorviante. Tutta la prima parte si basa su una analisi di cosa sia la fiducia – citando Wikipedia -, mentre la seconda parte mira al sovvertimento dell’assunto comune. È una tecnica oratoria che mira a rafforzare la tua personale opinione e a dimostrarla, ma non é una analisi profonda né della realtá, né del comportamento umano. Sono negati decenni di studi sociologici, é ignorato il valore della comunicazione assertiva e tutte le problematiche legate al male, alla violenza che alcuni individui sono n grado di fare al prossimo, é negata la natura umana ed é smiuito l’istinto. É vero che gli individui si fidano per similitudine di valore, ed é un fatto naturale che appartiene a tutte le creature, animali compresi, é un istinto alla solidarietá e alla conferma di identità, insomma é un fatto sano. La fiducia in base al comportamento non é delegare, ma esplorazione dell’ambiente e creazione di aspettativa plausibile sul comportamento altrui, l’uomo é un essere sociale ed é impossibile che sviluppi una identitá sana nella totale autarchia dal prossimo, al contrario stringe “alleanze” e si rispecchia. I problemi nascono proprio quando sugli individui viene scaricata l’aspettativa, questa sì eccessiva, del “non aspettarti nulla”. Cioé, se nulla dell’esterno condiziona ciò che sei, nessuno può ferirti, imparerai ad amare e fidarti al di lá del comportamento. Si insegna a negare la salute nei rapporti umani, diciamo che é l’argomentazione più usata proprio dai poteri manipolativi. Inoltre si ignora la capacitá abusante che molti hanno. Al contrario, gli psicologi consigliano l’assertivitá, che si riflette nell’espressione affermativa di sé e dei propri valiri. Io credo che mentre il linguaggio, la comunicazione, i principi filisofici dell’io, siano elaborazioni della realtá cui la realtá non si piega – da qui origina la sofferenza- i fatti, I COMPORTAMENTI DICANO LA VERITÁ. Dunque é molto importante vedere proprio i comportamenti e imparare a stare, a condividere e a confrontarsi con chi condivide con noi un sistema di valori, per sviluppare una visione sana di noi stessi e della realtá. Al di lá della psicologia, la protezione spirituale é uni dei pilastri portanti anche di tutti i modelli spirituali. Tutti, tranne di quelli politici – come il Cristianesimo contemporaneo- dove gli individui sono educati ad essere manipolati e al non riconoscimento dellá realtá in cui si trovano. Spirituale é anche la radice della fiducua, fedus, fides. Un consiglio a tutti i lettori: fidatevi dell’istinto. L’umanitá ha messo millenni per affinarlo e un motivo ci sará.

    • Io esprimo solo ciò che vedo.
      La nostra società è sopraffatta da sfiducia perché la si vive come merce di scambio, condizionandola alle nostre aspettative.
      Non sono le mie parole a darmi ragione, ma l’insoddisfazione e la sofferenza che dominano in una società che si è “evoluta” come dici tu, sbagliando qualcosa, probabilmente, visto il malessere generale 😀
      Ognuno è libero di scegliere, non sono io che dico cosa devi fare: io offro una visione, tu offri la tua, chi legge sceglierà.
      Ma in questa pagina ci sono diversi link ad altre pagine: se non leggi tutto ti fai un quadro errato di cosa penso 🙂

  6. Provo disgusto quando leggo questo articolo, non per la fiducia condizionata, ma per quella incondizionata. Come posso fidarmi di qualcuno che non so come si comporta, come posso fidarmi di qualcuno che ha la possibilità di farmi male, che schifo è? E poi lo hai detto tu, le persone hanno dei limiti, anche io ne ho, ho paura e quando ne ho ho bisogno di qualcuno che mi stia accanto. Se ho questo limite non mi posso fidare degli altri, quindi non mi resta altro che delegare. Quando leggo i tuoi articoli mi sento arrabbiata perché c’è qualcuno che mi dice che non sarò mai felice, l’amore incondizionato non mi piace, non mi rende felice anzi quando ci provo sono solo molto falsa visto che non ci credo, quando mia mamma mi dice che ce la farò mi arrabbio perché so che non conosce il futuro e non sa se ce la farò, quindi che razza di frase è? E poi stare da sola non mi piace, che noia stare con me stessa, non mi piaccio assolutamente, sono sola e sconsolata. E poi che divertimento è divertirsi da soli? Da stupidi. E poi se le persone hanno bisogno di questo per stare insieme, allora sarò sempre sola perché sono tutti confusi a questo mondo. Non c’è speranza sono tutte bugie, lo dico perché non riescp ad arrivarci? Si esattamente. Il giorno prima credo di amare, il giorno dopo penso che quello non sia amore, e basta, sono stanca. Tutti sforzi senza senso. Io non credo che l’amore esista, non lo vedo, e pure se esistesse dovrei capirlo da sola, dovrei superare i miei problemi prima di vederlo questo amore, dovrei fare la mia vita, i miei sbagli, è inutile che mi venga detto come mi devo comportare e cosa devo fare, lo dovrei scegliere io.

  7. Come dice mio padre:gli unici veri amici di cui ci si può fidare senza la probabilità di essere tradi sono i soldi e i genitori…

    • Ogni persona può comportarsi diversamente da come ci aspettiamo, e noi pensare di esserne traditi. Genitori inclusi.
      I soldi, poi, non sono “amici”, ma buoni servi se li si usa, padroni distruttivi se li si considera più preziosi delle persone.
      Dalla mia esperienza ho capito che puoi fidarti degli altri, non devi mai affidarti a nessuno e delegare con saggezza, visto che tutti abbiamo limiti e paure 🙂

    • Ciao Marta,
      direi che l’ingenuità si basa su cosa ti aspetti (illudendoti magari) dagli altri.
      Quel che fai, lo fai pensando di ricevere qualcosa di buono da loro.
      L’amore si basa su quel che tu pensi giusto.
      Quel che fai, lo fai perché è bello e lo vorresti ricevere, indipendentemente da cosa faranno gli altri.

  8. Buongiorno Giacomo ho appena capito che 23 anni fa ho iniziato la vita con il mio ex marito avendo questo tipo di fiducia .. fiducia d amore non delega. Ma sono stata anche ingenua e così piano piano tutto si è evoluto dentro di me nel modo sbagliato . Avrei voluto conoscerti prima. Sai oggi sono proprio pessima … spero di farcela. .. Buongiorno caro grazie

  9. Parto dal presupposto che chi trova un amico trova un tesoro e quindi sempre molto difficile.. vivo in questo mondo e si può essere veri amici solo se disposti a dare la propria vita e a questo punto ne ho incontrato solo uno 🙂

  10. Gran bell’articolo! È un piacere leggerti ed anche molto molto stimolante. Sto arrivando alle tue stesse conclusioni, benchè la cosa come puoi immaginare a volte non mi piaccia affatto! Le mie figlie, 10 e 7 anni delegano guistamente a me la responsabilità della maggiorparte della loro esistenza (sono casalinga da due anni) ed io, per aiutarle a diventare pian piano più indipendenti sto imparando a fidarmi veramente di loro, amandole in modo incondizionato.
    Anche mio marito ha delegato a me tanti aspetti della sua vita con soddisfazione (mi dice). Ma anche con frustrazione (mi fa intendere meno esplicitamente) Molto piu difficile è aiutarlo a diventare a sua volta piu indipendente da me (come io sto cercando di fare a mia volta, parallelamente) ma credo sia giusto farlo, dal momento che ho capito che la sua dipendenza (che fino ad un paio di anni fa tolleravo per mancanza di consapevolezza) e specularmente anche la mia dipendenza sono la ragione principale degli scontri e della disarmonia tra noi. Soprattutto per lo squilibrio nei confronti delle nostre figlie, delle quali mi sono occupata quasi esclusivamente io.
    Ho lasciato che delegasse a me, ho cercato di delegare io a lui, ma con questo sistema non si è mai creato un equilibrio, comincio a capire per quale motivo…

    Non si tratta di un freddo ‘bilancio’ della serie ‘tu ti prendi cura di me ed io di te e cerchiamo di far stare in mezzo l’ago della bilancia” ma è proprio tutto il sistema ad essere sbagliato!!
    Io cerco ora di fare la mia parte, imparando a fidarmi veramente di lui, guardando solo alle sue potenzialità e non al passato!!
    Hai qualche suggerimento su come aiutarlo a fare lo stesso percorso? È lui stesso a chiederlo… Ok, vuole delegarmi questo compito, ma credo sia piu utile sostenerlo in questo, mentre smetto di sostenerlo in altre cose, fidandomi e amandolo…

    • Ciao Federica,
      è sempre un piacere quando vedo qualcuno che crede in un modo diverso di vivere l’amore 😀
      Io ti consiglierei di leggere questa guida, penso ci saranno molti consigli pratici interessanti.
      Inoltre credo che la cosa più preziosa sia il tuo amore, la tua capacità di condividere quel che scopri, impari, provi ogni giorno con lui.

  11. Sei un grande. Stavo passando un periodo brutto, sempre attaccato al cellulare in attesa di chi non so che mi contattasse. Avevo perso quelle che erano le mie note caratteristiche, spontaneitá, l’essere estroverso. Sono andato in chiesa dopo un po’ di tempo ma ovviamente nonostante pregassi ogni giorno, non vedevo il miracolo da me aspettato. Solo ora capisco cosa ha in mente il Signore. Mi ha donato la capacitá di amare e probabilmente anche grazie alla scoperta del tuo blog e grazie ai tuoi consigli mi sto riprendendo in fretta. Il miracolo semplicemente é stato nella mia volontà di stare meglio assimilato le mie sofferenze per farne una forza!
    p.s.: Buongiorno!

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