Proviamo emozioni ogni giorno, ogni minuto, e sono loro a determinare se saremo felici oppure no. Indipendenza emotiva significa imparare a essere felici, ogni giorno. Ecco come:

  1. Cosa sono e come funzionano le emozioni.
  2. Chi decide le tue emozioni?
  3. Se ci credi, ti emozioni!
  4. Puoi imparare a scegliere la felicità: ti interessa?

Quello che stai per scoprire ha rivoluzionato la mia vita qualche anno fa. Da allora ho eliminato sofferenza e malessere, completamente.

Quando ho spiegato come dimenticare un amore, è proprio di indipendenza emotiva che parlo, e se ci arrivi, nulla, nemmeno una relazione che finisce, potrà farti soffrire.

Ora ti spiego tutto, e quando avrai finito di leggere questa pagina, potrai cambiare la tua vita come non avresti mai creduto possibile.

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Cosa sono e come funzionano le emozioni

Indipendenza emotiva

Tutti proviamo ogni giorno decine, se non centinaia, di emozioni.

Felicità, ansia, gioia, tristezza, nervosismo, tensione, allegria, eccitazione, delusione, sicurezza, determinazione, paura, noia, entusiasmo.

Anche la tua autostima è direttamente influenzata dalle emozioni che provi.

Queste, ovviamente, sono solo alcune, diciamo le più frequenti.

Le emozioni, se ci pensi, determinano la tua vita.

Non solo quelle che esplodono dentro di te e senti con forza, ma soprattutto quelle sottili, che quasi non ti accorgi di provare.

Se senti rabbia o serenità cambia completamente il tuo modo di affrontare un problema, di parlare con gli altri, di fare una scelta.

Quando provi emozioni negative è facile agire o dire cose che poi vorresti cancellare e le nostre relazioni le roviniamo proprio in questi momenti.

Il miglior libro in circolazione sul tema delle emozioni si intitola Indipendenza Emotiva – Imparare a essere felici. E non lo dico solo perché l’ho scritto io 😉

Ecco cosa dice:

 

I nostri comportamenti, le nostre decisioni, le parole che diciamo, il modo in cui giudichiamo quello che fanno gli altri, ogni aspetto della nostra vita è influenzato dalle emozioni che viviamo in un certo momento.

 

  • Se tu vuoi essere felice puoi diventare ricco, o ricca.
  • Puoi comprarti così tutte le cure per garantirti un fisico sano.
  • Puoi fare sport, curare il tuo corpo e sedurre le donne, o gli uomini, che desideri.
  • Puoi fare carriera, avere successo e diventare punto di riferimento, nel tuo lavoro, per gli altri.
  • Puoi costruirti una famiglia e avere dei figli meravigliosi.

Ma non sarai felice ugualmente se continuerai a provare, spesso, ogni giorno, emozioni negative.

Questa consapevolezza cambia completamente il modo in cui guardiamo il mondo.

Non puoi provare felicità e delusione nello stesso momento, così come non puoi essere felice e triste contemporaneamente.

Ogni emozione negativa esclude quelle positive. E viceversa.

Potresti ottenere tutto dalla vita e continuare a essere infelice e insoddisfatto, o insoddisfatta.

E so bene che non è quello che vuoi.

Tu vuoi essere felice, cioè provare emozioni positive.

Mettiamo da parte, per ora, cos’è la felicità: a me interessa spiegarti come eliminare per sempre tutte le emozioni negative che ti impediscono di stare bene.

Ti interessa?

Ottimo, lo immaginavo!

La prima cosa da capire è identificare cosa sono le emozioni e come nascono dentro di me, e dentro di te.

Ecco cosa ho scritto in Indipendenza Emotiva – Imparare a essere felici:

 

Il punto di partenza è capire che cosa sono le emozioni. Quello che sicuramente hai compreso finora è che si tratta di reazioni a qualcosa che ti accade. Se un tuo amico ti fa un complimento, la gioia sarà ovviamente una reazione alle sue parole.

Se un esame ti va male, la delusione sarà una reazione al voto che hai ricevuto. Quando impari a conoscere qualcuno che ti piace, sentirti innamorato sarà una reazione a quella persona, alla sua conoscenza.

 

Ovvio vero?

Le tue emozioni sono reazioni a qualcosa che ti accade: una parola, un episodio, un successo o un problema che devi affrontare.

Ma basta questo?

Se, come tutti pensiamo, l’emozione dipendesse da quello che ti accade, cioè a far paura fosse l’incendio, a motivarci fosse un complimento, allora tutti dovremmo reagire allo stesso modo nelle stesse situazioni.

Accade questo?

 

Non ti è mai capitato di trovarti con persone che avevano emozioni molto differenti dalle tue, anche se vivevate le stesse situazioni? Pensa alla reazione che potremmo avere io o te durante un incendio e a quella che, nello stesso momento, avrebbe un vigile del fuoco.

È normale per noi spaventarci, magari non avere la minima idea di cosa fare, ma non per lui, lui è calmo, lucido, e sa bene come agire. Sono certo che anche tu abbia vissuto situazioni in cui hai sperimentato emozioni diverse dagli altri.

 

Per quale motivo io e te potremmo provare, nella stessa circostanza, emozioni diverse, magari anche opposte?

Se l’emozione dipende da quello che stiamo vivendo, non dovremmo vivere le stesse emozioni tutti quanti?

Ecco un esempio tratto dal mio libro:

 

Immagina di mettere una mano sul fuoco: ti bruceresti e dopo pochi secondi la toglieresti da lì, perché fa male. Poi la metterei anche io, ma il risultato non cambierebbe: dopo poco la leverei dalle fiamme per non bruciarmela davvero, perché sento dolore.

Se vuoi, possiamo fare questo esperimento invitando mille persone diverse, anche appartenenti a varie culture, giusto per osservare le reazioni di individui differenti riguardo al dolore.

Stai pur certo che tutti, nessuno escluso, toglierebbero velocemente la mano dal fuoco per non bruciarsela, sentendo sicuramente dolore.

 

Sì, il fuoco è uguale per tutti, le emozioni no.

Se è ovvio che sono delle risposte a quello che ti accade, è anche evidente che manca qualcosa, un tassello che ho scoperto leggendo le parole di Nathaniel Branden, che ha scritto una definizione davvero precisa di cosa sia un’emozione: una reazione valutativa.

Ecco il tassello che mancava: valutativa.

Cosa significa?

Che la reazione non dipende da cosa succede, ma da come tu lo valuti.

È per questo motivo che io e te, o chiunque altro, possiamo reagire, anche nella stessa situazione, in modo diversi, a volte contraddittori.

Non è cosa sta succedendo a creare le tue emozioni, ma come tu lo stai valutando.

Aspetta, in pochi minuti ti mostro alcuni esempi che ti faranno riflettere tantissimo.

 

In pratica funziona così:

  1. Accade qualcosa con cui entri in contatto. Parole, suoni, gesti, azioni, fatti, qualsiasi cosa.
  2. Tu valuti quello che accade. Esprimi un giudizio: positivo o negativo.
  3. L’emozione nasce come risposta a quel giudizio, e non come risposta a quello che ti accade. Se il giudizio è positivo, emozione positiva. Ma se il giudizio è negativo, allora abbiamo un’emozione negativa.

Sì, ti sto dicendo che le emozioni dipendono da te, che sei tu a crearle.

Così provi rabbia non perché qualcuno ti ha tagliato la strada, ma perché hai giudicato quella situazione negativa per te.

E non provi gioia perché qualcuno ti ha fatto un complimento, ma perché hai ritenuto le sue parole positive per te.

Allo stesso modo una crisi di coppia non dipende da cosa fa il tuo partner ma da come tu giudichi i suoi gesti e le sue parole.

Il punto è che non ha alcuna importanza cosa accade: le tue emozioni dipendono da come tu giudichi ogni cosa.

 

Osservi un comportamento e ti chiedi: è una cosa positiva? Poi sei licenziato e ti domandi: è una cosa positiva? Una ragazza dimostra che gli piaci e pensi: è una cosa positiva?

Poi qualcuno ti insulta e rifletti: è una cosa positiva? La risposta a questa domanda, che più avanti definiremo molto meglio, determina ogni tua emozione.

 

Ecco come nascono le tue emozioni: le crei tu attraverso i tuoi pensieri.

Ripensa agli esempi che hai visto nel video: le tue emozioni cambiano se muta il tuo giudizio, se tu cambi punto di vista.

Ovviamente capisco che non è semplice, perché ci sono passato anche io qualche anno fa 😉

La prima volta che l’ho capito è stato fantastico: saltavo per la casa felice di sapere che la mia vita era nelle mie mani e che nessuno poteva farmi soffrire.

Qualche mese dopo era tutto come prima 😉

Non è facile, lo ripeto. Ma io ci sono riuscito e oggi nessuno può farmi stare male.

E non mi distacco dalle persone o dalle situazioni, anzi, amo molto più di quanto abbia mai amato in vita mia.

Ecco un esempio che ti aiuterà a chiarirti ancora meglio le idee. Anche questo è presente, insieme a tantissimi altri, tra le pagine di Indipendenza emotiva – Imparare a essere felici:

 

Un uomo è vicino alla tua auto, parcheggiata sotto casa tua, e tu lo osservi incuriosito dalla finestra. A un certo punto prende da terra un palo di ferro, dirigendosi con aria minacciosa verso il tuo parabrezza.

Prende la mira, ruota il palo e, nel giro di pochi secondi, manda in mille pezzi il vetro della tua auto. Dopo esserti ripreso dallo shock, cominci a gridare dalla finestra all’uomo, intimandogli di fermarsi: sicuramente sei arrabbiato.

Corri giù per le scale, mentre chiami anche la polizia e arrivi in strada, magari senza sapere cosa fare, ma deciso a sistemare la questione. Come potresti, d’altronde, non arrabbiarti per quello che sta succedendo?

Io dico che potresti non farlo se, due minuti prima di rompere i vetri della tua auto, l’uomo ti avesse consegnato un milione di euro per sfogare la rabbia che prova sulla tua macchina.

Certo, non è bello, ma lui ti chiede questo favore e ti offre un milione di euro. Di vetri nuovi ne compri quanti ne vuoi, anzi, potresti anche regalargliela l’auto, tanto adesso ne puoi comprare una nuova!

 

Immedesimati, riflettici.

Ecco ancora un esempio che ho preso in prestito da Indipendenza emotiva – Imparare a essere felici:

 

È il giorno del tuo compleanno e il tuo partner ha preparato per te una festa a sorpresa: ci sono tutti i tuoi amici e le persone più care. Dopo una serata meravigliosa c’è un ulteriore regalo: una notte indimenticabile di passione con la persona che ami, e che ha fatto tutto questo solo per te.

Al mattino ti svegli, il sole entra dalla finestra e senti il cinguettio degli uccelli fuori dai vetri. Che vita meravigliosa, vero? Che persona fortunata che sei ad aver trovato qualcuno che ti ami in modo così speciale.

L’unico problemino, che non sai, è che prima della festa a sorpresa, sul vostro divano, il tuo partner e l’amante che ignori esista hanno festeggiato anche loro il tuo compleanno! Eppure ti senti fortunato, amato, felice. Com’è possibile che provi tutte queste emozioni meravigliose, se la persona che ti sta accanto ti tradisce e non ti ama davvero? Come fai a provare amore se non ne ricevi?

 

Torniamo a noi. Cominci a capire?

Tu sei artefice delle tue emozioni, non la società, non gli altri, non le vicende della tua vita.

Sei felice? L’hai fatto tu.

Sei triste? Sì, sempre opera tua.

Questa si chiama indipendenza emotiva: le tue emozioni non dipendono dall’esterno, sei tu che le crei.

Ma allora perché ti crei sofferenza, delusione o tristezza?

Te lo spiego subito!


 

Chi decide le tue emozioni?

Le emozioni dipendono dalla nostra cultura

La convinzione di fondo è che le emozioni siano incontrollabili: dipendono da cosa ci succede o da cosa fanno gli altri e per noi non c’è altro da fare.

Probabilmente anche tu hai sempre vissuto ogni emozione come qualcosa di passivo che subivi, senza nessuna possibilità di scelta.

Anche se adesso sai che le cose non stanno affatto così 😉

Quasi certamente non hai mai sentito parlare di Paul Ekman. È uno psicologo Statunitense che ha lavorato a lungo sulle emozioni.

Ha approfondito questo studio osservando da vicino molte popolazioni e tribù che vivono senza nessun contatto con l’occidente o con l’evoluzione tecnologica, per capire l’origine delle emozioni.

Voleva comprendere se anche in persone così diverse si potesse trovare qualche punto di contatto emotivo, e comprendere meglio l’influenza culturale su di noi.

Ekman arriva a una conclusione molto semplice: la cultura ci dice cosa provare e quando farlo.

In pratica tu cresci e vedi continuamente esempi di quale sia la risposta emotiva migliore in certe situazioni.

Nessun bambino si sentirebbe offeso perché qualcuno insulta lo stato dove è nato, ma col tempo impara che quell’offesa è rivolta anche contro di lui, e la reazione orgogliosa è quella giusta.

Molti non riescono, ad esempio, a controllare la rabbia.

Così almeno dicono.

Eppure non la fanno mai esplodere in chiesa, oppure a casa di amici o se ci sono ospiti.

Moltissime persone che ammettono di non riuscire a gestire le proprie emozioni, sono però incredibilmente abili a scegliere dove e come manifestarle.

La cultura ti dice se offenderti e per cosa farlo, quando essere felice e come dimostrarlo.

Come hai sentito nei video, ci sono culture con approcci molto differenti anche in merito alla morte, e questo produce emozioni diverse in chi vive certi momenti della vita.

Siamo abituati a credere che le emozioni siano conseguenza di quello che ci capita.

Se così fosse, ogni persona su questa terra dovrebbe sempre rispondere nello stesso modo a certe situazioni.

Ma non è così.

Sarà successo tante volte anche a te di non capire i motivi per cui alcune persone reagiscono in un modo che ritieni strano o innaturale.

Se l’emozione fosse davvero legata a cosa ci accade, tutti dovremmo provarla nello stesso modo, ma non succede questo.

Certo, la maggior parte delle persone reagisce in modo simile.

Il motivo, come detto, è che la nostra cultura ci insegna che emozioni provare e quando farlo.

Così quasi tutti, di certo la maggioranza, risponderemo in modo simile a certe situazioni, finendo con il convincerci che sia l’episodio a originare l’emozione.

In realtà tutto dipende da come abbiamo imparato a giudicare gli eventi che viviamo, le scelte degli altri, le loro decisioni, le loro parole.

Cosa indirizza questo nostro giudizio, questa valutazione?

 

Se ci credi, ti emozioni!

Mental coach

Prima ti ho spiegato che il giudizio che determina l’emozione può essere positivo o negativo.

Esprimi un giudizio positivo ogni volta che ritieni favorevole per te quello che accade.

Al contrario, se lo consideri una minaccia nei tuoi confronti, il giudizio sarà negativo.

Semplice, no?

Bene, il giudizio che emetti riguarda la felicità: se una cosa ti renderà felice, allora questa tua valutazione sarà positiva.

Ecco in base a cosa giudichi quello che accade: in funzione di cosa pensi sappia renderti felice oppure no.

Ricordati quello che ti ho spiegato prima: felicità intesa come benessere, emozioni positive.

Ovviamente questo vale sia dal punto di vista materiale, quindi fisico, che dal punto di vista psicologico.

Ma come fai a capire se una cosa ti rende felice oppure no?

O se lo farà domani o tra un anno?

A determinarlo sono tutte le regole e le convinzioni che ti porti dentro.

Ricordi che ti ho spiegato che le emozioni sono organizzate dalla nostra società?

Bene, questo accade perché la nostra cultura ci trasmette regole che dicono cosa è bene e cosa è male, cosa ci renderà felici e cosa non saprà farlo.

Alla fine tu credi che alcune cose abbiano questo potere, renderti felice, e altre no.

Cosa credi, dunque, determina cosa provi.

  • Crediamo che trovare l’anima gemella ci renderà felici, quindi la cerchiamo e la desideriamo tutti.
  • Crediamo che vivere da soli sia triste e ne saremo infelici, quindi fuggiamo dalla solitudine.
  • Crediamo che l’approvazione degli altri ci farà stare bene e la loro disapprovazione significa che stiamo sbagliando.
  • Crediamo che per essere felici dobbiamo avere: relazione di coppia, lavoro, successo, rispetto, prestigio, soldi, agi, ricchezza, salute e via dicendo. Quindi vogliamo tutto questo.
  • Crediamo che il passato debba incidere per sempre su di noi e che quello che è successo ci farà sempre stare male, almeno un po’. Così viviamo in modo passivo la nostra storia.
  • Crediamo di non poter cambiare, che chi nasce tondo non può morire quadrato. Così non ci proviamo neanche a migliorare la nostra vita.

Quello in cui credi determina ogni tuo giudizio e quindi ogni tua emozione.

Si tratta di un sistema di regole che governano la nostra vita.

E non ha importanza se sono giuste o sbagliate, fino a che sono le tue regole, e ci credi, determineranno sempre cosa farai.

Ecco un altro frammento tratto da Indipendenza emotiva – Imparare a essere felici:

 

Poiché tu credi che le tue regole siano giuste, allora le usi in continuazione, fino al punto che oggi nemmeno ci fai caso a come esse determinino giudizi e valutazioni che stabiliscono cosa è positivo o negativo e di conseguenza ogni tua emozione.

Ricordalo, non si tratta di opinioni che ritieni buone, ma di quelle che a tuo giudizio sono le regole della vita, che governano, oggettivamente, la realtà.

 

Nel video ti ho fatto l’esempio della cornice che limita i tuoi pensieri. Questa cornice non è altro che l’insieme delle tue convinzioni, delle tue regole.

Qualcuno potrebbe pensare che sono le situazioni che corrispondo alle tue regole a farti emozionare. Ma non è così.

Poiché le tue emozioni sono frutto del tuo giudizio, non è quello che otterrai a farti stare bene, ma se tu pensi che succederà proprio questo.

Lo spiego meglio: tu provi gioia non perché hai vinto una partita, ma perché quando vinci decidi di creare gioia dentro di te.

Tu decidi quando puoi essere felice.

E lo fai seguendo regole che hai imparato a fare tue, quelle che società, cultura, educazione ti hanno insegnato.

Hai delle regole che lo stabiliscono e quando le soddisfi, ti permetti di stare bene.

Lo stesso accade per ogni emozione negativa: quando qualcosa infrange le tue regole, ti permetti di stare male, di arrabbiarti o provare delusione.

Sembra folle, vero?

Tu ti comporti male con me ed io, per punirti, mi creo delusione e sofferenza.

Divertente non ti pare?

Possibile che siamo così sciocchi da crearci da soli la sofferenza che proviamo?

Sì e no.

Non siamo sciocchi, ma effettivamente sei tu a crearti sofferenza o tristezza, e solo tu puoi crearti felicità. Ecco perché:

 

[…] non ci sono emozioni cattive o buone, poiché sono tutte utili e preziose, a patto che ognuna di loro faccia la sua parte, giochi il proprio ruolo. L’emozione negativa deve farti capire che hai di fronte un problema e quindi metterti sulle sue tracce.

Quella positiva deve subentrare subito e lavorare con te per affrontarlo con serenità (ricorda che stare male non cambia gli eventi, ma peggiora la situazione!) e aiutarti a risolverlo.

 

Sei sempre tu a creare le emozioni che ti fanno stare bene e solo tu crei quelle che ti fanno stare male.

Hai la responsabilità della tua vita, il che significa che hai il potere di cambiarla e, qualsiasi cosa tu stia vivendo, essere felice.


 

Puoi imparare a scegliere la felicità: ti interessa?

Come essere felici

Ho scoperto che siamo padroni delle nostre emozioni qualche anno fa e questo ha profondamente trasformato la mia vita.

Se vuoi essere felice devi scegliere di esserlo.

Pensaci: se tu crei le tue emozioni, non puoi forse creare felicità, gioia e allegria?

Sì, puoi e in qualsiasi momento, anche adesso!

Ci sono 2 elementi fondamentali per riuscirci.

Il primo sono le pretese, che tu devi eliminare:

 

Una pretesa scatta perché vuoi ottenere qualcosa che ti serve, di cui hai bisogno, ma su cui non hai controllo e che non sei certo di ricevere. La cosa più ovvia è che tu provi ansia, preoccupazione o paura di non vedere soddisfatte le tue pretese.

 

Quasi sempre, infatti, le pretese sono fuori dal tuo controllo, non dipendono da te.

  • Non sei tu che decidi se gli altri ti rispetteranno o saranno gentili con te.
  • Non puoi costringere nessuno ad amarti sinceramente e voler condividere la propria vita con te.
  • Non puoi controllare la tua salute, la morte e la malattia sono cose che non dipendono da te.
  • La promozione o l’assunzione che desideri è una decisione che spetta ad altri.
  • Non puoi imporre alle persone di comprare i tuoi servizi o prodotti e il tuo successo dipende da tante persone che nemmeno conosci.
  • Il voto che prenderai all’esame è stabilito dal professore e non puoi controllare le sue decisioni.

Come vedi sono tante le cose che ritieni capaci di renderti felici e che, non dipendendo da te, pretendi dall’esterno, senza poterle mai controllare.

 

[…] una pretesa non è una preferenza o un desiderio, non si tratta di qualcosa che ti piacerebbe ricevere. Una pretesa nasce se quello che chiedi devi averlo pena la tua infelicità o il tuo malessere.

Non hai scelta, sei costretto, per stare bene, a ottenere qualcosa. E ricorda che bastano anche piccole cose per farti provare emozioni negative e quindi infelicità.

 

Ecco perché qualsiasi pretesa, per quanto piccola, sarà sempre fonte di emozioni negative (che ti ricordo crei tu pensando di aver bisogno di questo o quello) e quindi un ostacolo alla tua felicità.

Forse ti starai chiedendo, e se riesco ad avere tutto quello che voglio?

 

Ogni pretesa porta una fortissima insicurezza, perché tutto quello che chiedi per essere felice, che pretendi dagli altri, non è sotto il tuo controllo, neanche dopo che l’hai ottenuto. Potresti sempre perderlo, potrebbero togliertelo, e tu, senza, non sarai felice e starai male.

 

No, una pretesa è sempre, e comunque, una trappola.

Eliminate le pretese ecco come tu crei la felicità:

 

Ogni volta che provi un’emozione positiva è perché ti stai aprendo al mondo. Apertura dettata da pensieri ricchi d’amore, di ottimismo, di speranza e fiducia […]

L’amore ti fa aprire, cambia le regole e inizi a comprendere e ad accettare tutto, sapendo che nulla deve essere in un modo piuttosto che in un altro, che tutto va bene così com’è.

 

Amore. Però l’amore incondizionato.

Perché questa precisazione?

Lo spiego bene nel penultimo capitolo di Indipendenza emotiva – Imparare a essere felici:

Se ami senza aspettarti nulla, se dai senza chiedere, allora non ci sono pretese, dal momento che non vuoi nulla in cambio, e senza di loro nemmeno le emozioni negative. Non solo, amando crei in te pensieri di apertura che generano le emozioni positive.

Sembra così semplice e logico che pare assurdo che nessuno prenda questa strada e la insegni.

O almeno quasi nessuno 🙂

L’indipendenza emotiva è quindi la consapevolezza che:

  1. I tuoi pensieri creano le tue emozioni.
  2. Se pretendi qualcosa crei emozioni negative e stai male, negandoti la felicità.
  3. Se non pretendi e ami, crei emozioni positive e vivi felice.

Semplice, direi quasi banale, eppure è una cosa così semplice a determinare tutta la nostra vita, perché ricorda che tutti vogliamo stare bene e provare emozioni positive.

In questi anni, dopo aver parlato davvero con centinaia di persone diverse, mi sono convinto che l’indipendenza emotiva è il primo passo per cambiare la propria vita, ma anche quello più difficile.

Il problema è che viviamo con la convinzione che le nostre emozioni derivino dall’esterno, dipendano da tutto, e tutti, fuorché da noi.

Siamo passivi e di solito subiamo la vita, invece di viverla.

Ho speso quasi 4000 parole e ti ho mostrato un video di circa 6 minuti solo per farti avere il dubbio (o la certezza!) che la realtà è molto differente.

Però ci sono domande a cui arriverai, se non le hai già ora in mente:

  • E il dolore che mi porto dal passato, l’ho creato sempre io? Posso liberarmene o le ferite lasciano cicatrici indelebili?
  • Se le emozioni le creo io, la realtà non conta nulla?
  • Una malattia, o la morte, non hanno il potere di farmi soffrire?
  • Se una persona mi ama, non sarà il suo amore a rendermi felice?
  • Ammettendo che io mi creo le emozioni che vivo, come farò in pratica a eliminare quelle negative di fronte alla cattiveria degli altri, per esempio, o a situazioni obiettivamente dolorose?
  • Come farò a creare davvero felicità nella mia vita? Se ci riuscissi lo avrei già fatto, da dove dovrei partire?
  • In teoria posso capire l’indipendenza emotiva, ma è possibile arrivarci davvero, realmente posso scegliere di essere felice tra lavoro, impegni, incomprensioni, relazioni e tutto quello che la vita mi offre ogni giorno?

Queste sono alcune delle domande che potresti farti, sono senza dubbio quelle che ho ricevuto spesso in questi anni, e che mi pongono ogni giorno.

Ecco un altro brano tratto del mio libro:

 

Immagina di giocare al tiro alla fune: da una parte ci sei tu, con la tua felicità e la vita meravigliosa che meriti di vivere e che è alla tua portata. Dall’altra parte ci sono le pretese, le paure, i dubbi, le vecchie abitudini che vogliono che tutto resti uguale, perché questo appare familiare e più sicuro.

O vinci tu, perché lotti e tiri più forte, oppure perdete tu e la tua felicità, soffocati da pretese e paure. […] In queste pagine ti ho raccontato semplicemente quello che vivo, ogni giorno, da alcuni anni, da quando ho imparato, sperimentandole personalmente, le cose che ti ho detto.

 

Come ti ho anticipato è secondo me il miglior libro che tu possa leggere sulle emozioni, perché è chiaro, completo, ricco di esempi e di esercizi (ne trovi oltre 40 diversi, tutti frutto della mia esperienza diretta).

Nel libro trovi anche la risposta a tutte le domande che ti ho appena mostrato e a quelle che ti verranno in mente mentre inizi a prendere in mano la tua vita.

Negli ultimi anni ho letto centinaia di libri, spesso sul tema delle emozioni, ma se dovessi sceglierne uno da farti leggere, uno che possa darti gli strumenti per cambiare la tua vita ed essere felice, ti consiglierei di acquistare subito Indipendenza emotiva – Imparare a essere felici.

 

Non è solo un libro che ti spiega come trasformare le tue emozioni negative in altre positive, ma ti accompagna a farlo gradualmente.

Ogni capitolo, oltre ad avere decine di esempi, ti propone sempre degli esercizi molto pratici e semplici da realizzare.

Io li ho seguiti personalmente, tutti, uno dopo l’altro, imparando così a trasformare la mia vita.

E poi li ho racchiusi nelle pagine di questo libro.

Indipendenza emotiva – Imparare a essere felici sarà così una guida, nel vero senso della parola, che ti porterà da dove ti trovi oggi, con tutte le emozioni negative che sanno farti stare male, a dove vorresti essere: a vivere una vita ricca e positiva.

Che dire, ora che sai che la realtà è diversa da come te l’hanno sempre insegnata e che tutto è nelle tue mani, non ti resta che agire.

Io ti ho spiegato da dove inizia il viaggio, ora sta a te volerlo continuare.

Quello che hai scoperto oggi è solo la punta dell’iceberg, e ti assicuro che c’è moltissimo ancora da sapere e tantissimo, praticamente tutto, da fare.

A tutti quelli che conosco consiglio questo libro, farà la differenza anche nella tua vita.

Il libro costa solo 13 euro, o 8.99 se preferisci scaricare la versione digitale e puoi ordinarlo subito direttamente dalla casa editrice Tempovissuto Edizioni.

Poco, perché è il prezzo di un libro, con il contenuto di un vero e proprio corso per cambiare la tua vita (di quelli che trovi a 47, 97 o 197 euro ovunque 😉 )

 

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