Accettare la realtà: come diventare ricchi (davvero)

Ieri parlavo con una ragazza che si sente travolta dalle emozioni negative e non riesce a reagire, così mi è tornato in mente mio nonno.

Mio nonno ha fatto la seconda guerra mondiale.

Molte volte mi raccontava della sua esperienza in Russia. Al fronte con freddo, neve e scarponi di cartone.

Lui se l’è scampata, ma ha visto molta gente morire sotto i suoi occhi.

Ha patito freddo e fame, eppure io l’ho sempre conosciuto come una personaricca”.

Anche dopo la guerra, ha sempre vissuto come se non avesse molto di cui godere.

Mangiava poco, teneva gli stessi vestiti per molto tempo e più volte rattoppati. Cercava di non spendere più del dovuto e quando spendeva dava molto valore a quello che acquistava.

Era un criticone.

Soprattutto si lamentava quando discuteva con gli altri delle notizie che leggeva sui quotidiani. Si, perché ultimamente era convinto che gli altri non capissero la cronaca.

Forse perché nessuno leggeva il giornale come lo leggeva lui: in orizzontale 😀

I trafiletti non capiva bene a cosa servissero, leggeva tutta la pagina da sinistra a destra e poi a capo.

Quando si discuteva con lui riusciva a far innervosire tutti, ma tutti ne portano un bel ricordo.

Tutti lo ricordiamo per il suo attaccamento alla vita, per il suo entusiasmo e per il fatto che alla fine sopportava qualunque cosa senza prendersela.

Non se la legava al dito per niente.

Come essere ricchi

Ricchezza interiore o apparente

Mio nonno era sempre entusiasta.
Non si lamentava mai per problemi che lo riguardassero, neanche quando stava fisicamente male.

E a volte stava davvero male!

Sfiorato in guerra da una fucilata, gli erano rimasti dei pallini di piombo in qualche dito e nel dorso della sua mano destra e raccontava con orgoglio questa storia.

Ricordo un giorno che avevamo chiamato l’ambulanza per una sua crisi respiratoria.

Era praticamente in apnea, eppure era così entusiasta che, appena caricata la barella, aveva cominciato a raccontare della sua avventura in Russia e di quella mano coi pallini.

La luce nei suoi occhi, mentre i ragazzi dell’equipaggio facevano vani tentativi di zittirlo per farlo respirare.

Ogni volta che finiva in ospedale si faceva amiche tutte le infermiere raccontando della Russia, sempre col sorriso stampato in faccia.

Insomma, mio nonno aveva due modalità: o criticava o sorrideva.

Adorava la vita!
Eppure aveva fatto la guerra…

È morto in ospedale all’età di 95 anni mentre sorrideva al medico che gli stava parlando.

Come lui ho conosciuto altre persone che hanno fatto la guerra e ho ritrovato in loro molti tratti comuni.

Ho notato in molti la stessa gioia ed entusiasmo, lo stesso modo di affrontare la vita, come se la povertà ci fosse ancora.

Anche la stessa salute e longevità tra l’altro, favorite da una vita priva di eccessi.

Ma quello che ho notato più di tutto è la “ricchezza interiore” di queste persone.

Persone ricche nella più totale povertà, reale o riproposta nel proprio modo di vivere.

Credo si debba riflettere su questo.

Accettare la realtà: la strada verso una vita ricca di significato

Accettare la realtà

A volte mi sorprendo quando vedo le persone andare in panico e soffrire per situazioni irrisorie se messe a confronto con una guerra.

Alcune si sentono travolte e schiacciate dalla vita.

Non vedono nessuna possibilità e fanno meno possibile, che meno fanno e meno rischiano di non saper fare.

Vittime delle situazioni, subiscono la realtà e si sentono impotenti. Si tappano gli occhi e si fanno piccoli piccoli, così potranno nascondersi più facilmente dal pericolo.

Come possono trovare il buono delle cose se non vedono nulla? Come possono “arricchirsi” se non colgono niente, chiusi nella loro fortezza di paura?

Altre rifiutano la realtà.

Si sentono vittime dell’ingiustizia, si sentono derubate dei loro e degli altrui diritti e reagiscono con la rabbia, vendicandosi e facendo a pugni col mondo.

Guardano ai problemi come la peste più nera e fuggono quando potrebbero guardarli in faccia e usare la stessa forza nell’affrontarli, così vedrebbero possibilità che non pensavano esistere.

Il vero riscatto c’è l’hai quando cogli l’opportunità!

E mio nonno che ha fatto la guerra era decisamente ricco e si notava benissimo.

Ma anche tra chi ha fatto la guerra c’è chi ne è uscito arricchito, chi vaga come un fantasma nascondendosi dietro a un filo d’erba per la paura e chi gira per le strade a fare del male, a ubriacarsi e drogarsi.

Chi è uscito ricco ha accettato la realtà e ha deciso di prendere tutto ciò che poteva. Gli altri l’hanno subita o rifiutata.

Mio nonno adorava vivere e la guerra invece che abbatterlo lo ha arricchito.

Mio nonno aveva imparato ad accettare la realtà guardando in faccia i problemi senza scappare, affamato di tutto il meglio che poteva prendere da ogni cosa, da ogni situazione, da ogni problema, perché ogni cosa è un dono.

Semplice semplice.

Ognuno combatte la propria “guerra” e sta solo a noi decidere come affrontarla.

Un sorriso
Serena Sironi
Mental coach della Scuola di Indipendenza Emotiva
Ama e fai ciò che vuoi


P.S.
Che voto daresti oggi alla tua vita, da 0 a 10?

Rispondi alle 10 domande del Test della Scuola e lo scoprirai subito.
Scegli la frase in cui ti rivedi di più, anche se non alla perfezione.


Ti piace quello che hai letto? Condividilo!

Informazioni sull'autore

Serena Sironi

Il percorso nella Scuola di Indipendenza Emotiva mi ha permesso di diventare realmente più forte di ogni problema, guadagnando una tale indipendenza emotiva da permettermi di cogliere l'opportunità delle opportunità: quella di mettere me stessa a disposizione delle persone per aiutarle a diventare a loro volta più forti di ogni problema. Occasione che intendo assolutamente cogliere perché questo è il canale attraverso cui è possibile diffondere in massima misura ciò che ha davvero dato una svolta alla mia vita e che ha permesso la mia rinascita.

Ricevi aggiornamenti
Notificami
guest
22 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti
Lara
Ospite
Lara
2 Marzo 2019 13:47

Ciao Serena. Buon sabato, innanzitutto. Una domanda: come si concilia il criticare tutto e tutti con l’amore per la vita?

Lara
Ospite
Lara
4 Marzo 2019 13:22
In risposta a  Serena Sironi

Ciao. Mi riferivo ad un’altra cosa. Tu dici che tuo nonno criticava tante cose. Anche se non è il suo caso, ci sono persone che davvero criticano tutto e tutti, mettendo se stessi su un piedistallo, e quello che fanno gli altri è sempre sbagliato. Quando parli con loro, hanno sempre consigli- critiche non richieste sulla tua vita anche privata, tanto da farmi sentire in imbarazzo- innervosita- infastidita perché non rispondo, o rispondo restando sul vago, pensando che sia la migliore scelta. Anche se vorrei dirgli un dovresti farti gli affari tuoi chi ti credi di essere tu non sei perfetto .In questo caso non mi sembrano critiche costruttive. Queste persone,amano?

Silvia
Ospite
Silvia
28 Febbraio 2019 22:31

Iocredo sia giusto assolutamente cio che leggo.pero le cose ti travolgono emotivamente e ancora di piu se soffri di depressione maggiore in terapia

Fatime
Iscritto
26 Febbraio 2019 06:02

Ciao Serena,
Grazie per aver condiviso con noi questa splendida storia del tuo nonno.
Mi papà a volte ci racconta degli eventi della rivoluzione del 1956 del mio paese Ungheria contro il regime stalinista.
Essendo uno studente universitario ha partecipato anche lui nella rivoluzione che fu poi repressa con intervento sovietico.
Gli piace guardare anche i documentari relativi.
Ma ci sembra che che i suoi ricordi lo mettano di malumore.

Simone
Iscritto
26 Febbraio 2019 01:51

Se posso permettermi, tuo nonno e’ di quelli che hanno dentro un amore per la vita innato.
Nn tutti hanno questa fortuna.
Moltissimi sono morti in quella guerra.

Andrea
Ospite
Andrea
25 Febbraio 2019 12:57

Bellissimo questo racconto ❤️❤️

Chiara
Ospite
Chiara
25 Febbraio 2019 12:10

I problemi e le difficoltà sono vere e proprie opportunità che la vita ci dà. Spetta a noi guardarle dalla prospettiva che riteniamo più giusta. Quando sei nel centro del vortice di sofferenza non lo comprendi ma quando ne esci, è hai superato, ti senti piu forte ma sopratutto più RICCO di esperienza di vita.

lidia
Ospite
lidia
25 Febbraio 2019 11:47

ciao Serena
si è vero a volte ci lamentiamo troppo anche per delle sciocchezze e non sappiamo affrontare i problemi ma è anche vero che ci sono persone che come tuo nonno sono caratterialmente positivi e, con quel carattere beati loro, ci si nasce.

ho una zia che, a 82 anni è stata operata lo scorso anno a cuore aperto per un serio problema, e dopo pochi giorni era già in piedi e diceva a tutti con il sorriso di stare benissimo!! il suo unico fastidio? dormire supina 😊

chi non è così fortunato da avere questo bellissimo carattere certo può migliorarsi e lavorare in tal senso ma …che fatica a volte!

grazie delle belle positive ed utilissime riflessioni. io ne faccio veramente tesoro.

buona giornata

lidia
Ospite
lidia
25 Febbraio 2019 16:03
In risposta a  Serena Sironi

sono parzialmente d’accordo; è vero che il carattere viene molto influenzato dalle esperienze vissute ma è anche vero che molto è già “geneticamente definito” e, prendendo come esempio i due gemelli, certo che reagiranno diversamente, anche in maniera opposta, all’amore o al non amore dei genitori proprio perché ognuno ha delle proprie caratteristiche personali che influenzeranno le loro reazioni. che poi sul carattere ci si possa lavorare sono d’accordissimo, si può migliorare (e purtroppo a volte anche peggiorare se si vivono brutte e cattive situazioni) ma secondo me non possiamo cambiarlo radicalmente. possiamo imparare a gestire, a controllare e magari, in parte, anche a modificare quel lato di noi stessi che non ci piace ma il carattere profondo secondo me non si cambia. se sei ansioso puoi controllare l’ansia con diversi stratagemmi, ma ansioso rimani, se sei timido puoi imparare a gestire la timidezza e far finta di vincerla con altrettanti stratagemmi ed esercizi, ma timido rimani, se sei violento o irascibile puoi provare a controllarti e magari ci riesci anche con successo, ma l’indole violenta rimane… e così via. e i vostri consigli sono fantastici e li aspetto e li leggo tutte le mattine con molto interesse perché sono convinta che possano essere davvero degli strumenti validissimi per aiutarci a vivere meglio qualunque situazione e a gestire quella parte del carattere che non ci piace.
grazie davvero per il vostro lavoro.

Francesco
Allievo
25 Febbraio 2019 10:47

Spesso quando leggo le newletter mi piacerebbe aggiungere qualcosa, un concetto una impressione, ma…appunto ….spesso come ora non credo di poter aggiungere qualcosa.
Quella di oggi è una bella lezione di vita, la pietra miliare per essere davvero felici. Non credo sia possibile dire di meglio, essere piu chiari, l’esssenza sta tutto nel nostro atteggiamento. Il pesssimismo ci circonda tutti i giorni, almeno io lo vedo lo sento nelle persone che conosco soprattutto nelle piccole cose. Ma facendo mente locale il piu delle voltre (possiamo dire anche sempre)siamo proprio noi che ci facciamo smontare da situazioni banali da problemi piccoli piccoli che riusciamo a far diventare vere e proprie frane esistenziali
Grazie Serena!

valentina
Iscritto
25 Febbraio 2019 09:43

Grazie, Giacomo, della tua solare testimonianza di ricordo del supernonno.
E’ davvero un bell’augurio di giornata.

Giacomo Papasidero
Coach
25 Febbraio 2019 11:15
In risposta a  valentina

Occhio che il nonno è di Serena, lei ha scritto questa pagina 🙂

Elena Baroncini
Studente
25 Febbraio 2019 07:36

Grazie Giacomo!anche mia mamma ha fatto la guerra!ha perso 4 figli (il primo a 15 anni, era di 9mesi),una con una sclerosi multipla per 27 anni…..eppure ha una gioia di vivere indistruttibile. ….una volta da sola è caduta in casa…ha cominciato a cantare a squarciagola per farsi sentire….non a urlare dal panico….ringrazio sempre per averla come genitore. È un insegnamento costante. ….buona giornaTa!