Amare e non essere amati è tempo perso?

Per questa guida, mi affiderò ad un manuale d’amore per eccellenza (per me): “L’arte di Amare” di Erich Fromm.

L’amore non corrisposto è vissuto come un dilemma, quasi un dubbio esistenziale dove emozioni come angoscia, solitudine, abbandono, rifiuto, inadeguatezza, fanno da capolino.

Prima di barcamenarmi nei meandri di questa guida, comprendere come uscire dal dolore e cosa portarci a casa, ritengo sia necessario fare chiarezza.

Forse, come piace dire a me, è importante ritornare alla “Scuola dell’Amore”.

Lasciare da parte ogni preconcetto, ogni idea preconfezionata e raccogliere con estrema semplicità di cuore ciò che possiamo imparare grazie anche ad un’esperienza “negativa” come quella dell’amore non corrisposto.

Amare se stessi vuol dire anche questo: raccogliere da ogni esperienza di vita, una lezione importante che ogni giorno ci rende sempre più forti e fiduciosi in noi stessi.

 

Atto primo: cos’è l’amore?

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Proprio in virtù della chiarezza a cui ambisco in questa guida, voglio prima parlare del significato di questa parola tanto usata ma poco conosciuta.

Cos’è l’amore?

L’amore è un’arte. Amare, è un’arte che si apprende con il tempo e la giusta dose di maturità.

Nessun artista sarà in grado di concepire la propria opera se prima non sarà in grado di accogliere, praticare con sforzo e saggezza le proprie conoscenze, competenze e virtù.

Ogni essere umano è chiamato all’amore, ma confondiamo l’esperienza casuale con la pratica, lo sforzo e la volontà costante di metterlo in atto.

Come cita Fromm nel suo libro, la maggior parte della gente crede che la questione dell’amore si chiuda e si giustifichi nella preoccupazione esclusiva del ricevere l’amore.

E così, finiamo per preoccuparci di “come farci amare”, come renderci amabili.

In questa preoccupazione, scegliamo di seguire le strade del successo economico, del prestigio sociale, della veemenza, della bellezza fisica secondo gli standard, dell’essere capaci di tenere conversazioni interessanti, di essere stimati dai più.

Nelle sessioni di coaching, capita spesso di trovarsi faccia a faccia con questa realtà e comprendere che si è arrivati a confondere il proprio valore, unico, imprescindibile, con il bisogno di approvazione.

Confondiamo l’amare con il bisogno di essere amati.

Dunque, cos’è, realmente, l’amore?

L’amore è verbo attivo, non è attendere dal mondo di essere visti, riconosciuti, apprezzati.

L’amore ci rende protagonisti e non si serve dell’altrui approvazione.

D’altro canto, c’è da riflettere su questo aspetto: quanta aspettativa raccolgo nel mio cuore, nei confronti della persona per la quale ho cambiato il mio modo di essere, per apparire piacente ai suoi occhi?

E a ben guardare, non solo mi sto svestendo della mia personalità pur di guadagnare un po’ di attenzione, ma mi sto anche rendendo vulnerabile, manipolabile.

E rendo manipolabile anche l’altra persona che sente di avere ciò che vorrebbe per se stesso, per via del mio bisogno da soddisfare.

In tutto questo, non c’è amore, c’è utilitarismo, ed è bene chiamare le cose per nome se non vogliamo prenderci in giro e iniziare a comprendere come vivere in maniera libera, nell’amore vero.

L’amore vero, libera da dentro.

Come ti dicevo, l’amore è un sentimento attivo, è dare senza alcuna garanzia di ricevere.
La sua caratteristica principale è la gratuità.

Per tanti, l’idea di dare è uguale a prelevare da un contenitore fino a rimanere senza qualcosa.

Ma dare amore, non significa prelevare, privarsi di qualcosa.

Per sua natura, l’amore è una forza auto-rigenerativa.

Quando dai, sinceramente, senza alcuna pretesa, con umiltà, la forza traboccante insita in esso, è percepibile immediatamente.

Semplicemente funziona così: quando dai amore, ne produci di più.

Ma come dicevo in premessa, l’amore richiede una grande maturità.

Arrivare ad un punto in cui non si è più commerciali o commerciabili, è sinonimo di crescita e forza.

E per comprendere come arrivarci, voglio mostrarti alcuni passi fondamentali.

 

Perché si sente il bisogno di amare

Amare e sentirsi amati è uno dei profondi aneliti dell’uomo.

Ma come abbiamo visto fin qui, il bisogno di essere amati può condurci all’utilitarismo, a rivolgere pretese verso la persona che amiamo.

Il bisogno di amare, nasce dalla nostra profonda natura umana e spirituale.

Io credo, non solo per esperienza personale, ma anche professionale, che il nostro cuore anela a qualcosa di grande, di riempitivo, di forte e finiamo per prendere strade diverse nel tentativo di riempire questo vuoto.

Il risultato? È ancora più vuoto, perché finiamo per perdere la nostra identità più profonda, finiamo per non sapere più chi siamo e facciamo fatica ad amarci profondamente.

Tuttavia, vivere senza amore non è possibile.
Amare è come respirare, non puoi farne a meno, saresti destinato a morte certa.

Allora come farlo in modo sano? 

Soprattutto, se non si è ricambiati, ne vale la pena?

 

Il problema dell’amore

Uno dei grossi problemi dell’amore, è associarlo necessariamente, indistintamente, a quello di coppia.

Tuttavia, l’amore viene prima della relazione di coppia e ti spiego il perché.

Quando si inizia ad amare una persona, menti in campo atteggiamenti, comportamenti, azioni, scelte, in maniera inconsapevole o meno.

Tutte queste scelte, sane di per sé, potrebbero avere uno scopo, ossia, quello di ricevere qualcosa in cambio per bisogno.

Un bisogno che se non viene soddisfatto, porta a stare male, a provare emozioni negative.

Quando il bisogno viene meno, l’amore è puro, senza utile e rende possibile il discernimento: cosa mi fa bene o cosa mi fa male?

Il grande male della dipendenza affettiva, parte proprio da questo aspetto.

Più confondiamo l’amore con l’utilitarismo e la relazione di coppia, più ci allontaniamo dai principi su cui si fonda l’amore stesso:

 

Il dilemma dell’amore non corrisposto

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E dunque, il dilemma dell’amare senza essere amati, parte proprio da queste semplici ma profonde domande:

Quale bisogno avrebbe soddisfatto quella persona qualora avesse corrisposto il mio amore?

In che modo il suo amore avrebbe potuto rendermi felice?

Le risposte potrebbero essere:

  • Sicurezza. Sapere di avere qualcuno con cui condividere le mie giornate, qualcuno con cui confrontarmi quando non so cosa decidere. Sapere di andare bene, di essere all’altezza, di esistere per qualcuno, di essere importante per qualcuno.
  • Forza. Avere qualcuno che mi motivi e mi sproni ad andare avanti, che mi sollevi quando non sto bene.

E più pensi che la persona in questione possa soddisfare questi bisogni, e magari constati che in alcuni momenti sia stato così, più maturi l’idea che la tua vita ha senso solo se vi è quella persona.

Tuttavia, puoi iniziare il tu processo di indipendenza da subito.

Quando trovi le vere risposte a queste domande, inizia a trovare le soluzioni dentro di te, indipendentemente da ciò che potrà mai arrivare dall’esterno.

La vera sofferenza dell’amore non corrisposto, non nasce dall’avere “sprecato” il tuo amore.

Lo abbiamo visto, dare in senso puro, è una forza auto-rigenerativa che per natura ti porta una grande felicità interiore.

Il problema è cosa pensi di aver perso a causa del non essere amato.

Sicurezza? Se pensi di non andare bene, provi insicurezza, vorresti essere importante per qualcuno per sapere di esistere e valere.

Chiediti: io, cosa penso di me?

Mi amo? Vado bene così come sono? Come faccio a sapere se sono all’altezza? E di cosa? 

L’amore e la fiducia per la vita, parte da una sana relazione d’amore in primis, con sé stessi.

Prima impari ad amarti, prima ti rendi forte e per nulla manipolabile.

Prima diventi forte, più impari a costruire relazioni sane non più basate sul bisogno e l’utilitarismo, ma sulla condivisione e l’arricchimento reciproco.

 

Chi la dura la vince. O no?

C’è una citazione di Herman Hesse che dice: “Lasciarsi andare rende forti

Se per lasciarsi andare si intende all’amore vero, quello attivo, senza utile, allora, sono pienamente d’accordo con lui.

Lasciarsi andare all’amore (vero) ci rende liberi e profondamente felici.

La legge del più forte, del pugno di ferro, del chiudere il cuore per paura perché qualcuno non lo ha accolto, ci porta a grandi sofferenze.

Finché ragioniamo in termini di “pesatura” cioè, “quanto ti do, tanto mi devi”, non saremo mai felici.

Qualora fosse così, sarebbe il momento giusto per fermarsi un attimo e chiedersi: cosa sto pretendendo? Di cosa ho bisogno in questo momento per cui cerco al di fuori di me la felicità? Cosa sto delegando esattamente?

  • Sicurezza?
  • Direzione?
  • Forza?
  • Visione? 
  • Senso?

Questi sono gli unici bisogni fondamentali che noi esseri umani abbiamo bisogno di soddisfare per essere pienamente felici.

E finché li cerchiamo all’esterno, ogni gesto d’amore sarà ricoperto dal falso velo dell’interesse e la soddisfazione personale, trasformandolo in utilitarismo.

 

La sostanza dell’amore ci rende forti

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L’amore non fa soffrire.

La parola stessa ispira pace, armonia, gioia profonda, forza, e tutto ciò che soddisfa i 5 bisogni fondamentali di cui sopra.

Ciò che ci fa soffrire sono le nostre aspettative disattese, i nostri bisogni non soddisfatti.

Ancora, per citare Fromm: “Dare è la più alta forma di potenza. Nello stesso atto di dare, io provo la mia forza, la mia ricchezza, il mio potere.

Questa sensazione di vitalità e di potenza mi riempie di gioia. Mi sento traboccante di vita e di felicità. Dare da più gioia che ricevere, non perché è privazione, ma perché in quell’atto mi sento vivo.”

E cosa si intende per “dare”? Cosa si può donare?
intendiamo forse qualcosa di materiale?

No, nell’atto di amare, si dona se stessi, la parte più vera, il proprio umorismo, il proprio interesse, le proprie espressioni e manifestazioni di vita e generosità.

Chi non è in grado di accogliere tutta questa bellezza, la tua vera, profonda e sincera voglia di amare, non è costretto a farlo.

Tuttavia, come dice Buscaglia, e sono d’accordo con lui al riguardo, a perderci sarà lui o lei, non tu 😉

Spero che questa guida ti sia servita per comprendere qualcosa che va molto più in profondità.

Rimanendo in superficie, saranno sempre le circostanze ad essere più forti e finché non saranno secondo le nostre aspettative, saremo destinati all’infelicità.

Come vedi, la verità, per fortuna, è un’altra ed è l’unica strada da percorrere se si aspira alla grandezza…quella che conta davvero ossia, quella interiore 😉

 




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