Amicizia e amore: due facce della stessa medaglia?

Oggi parliamo di amicizia e amore.

Di solito siamo propensi a tenere queste due cose separate: gli amici sono una cosa mentre l’amore è sempre inteso come relazione di coppia, visto nel partner.

Spesso alcuni si chiedono cosa conti di più se l’amore o l’amicizia, come se amore e amicizia fossero in competizione tra loro.

Il problema è legato alla convinzione che amanti e amici siano categorie distanti, che amiamo solo una persona e siamo amici di molti.

Niente di più sbagliato.

L’amicizia è una forma di amore.

La sola differenza sta nella nostra errata convinzione di cosa significa amare.

Oggi facciamo chiarezza, per cui iniziamo subito questo ricco approfondimento 😉

Aspetta, dimenticavo: che sia amicizia o amore parliamo sempre di relazioni con gli altri.

Tu sei capace di creare relazioni solide e forti?

Le tue resisterebbero a qualsiasi problema?

Per saperlo ti basta rispondere alle poche domande del mio test.

Ti permetterà di capire se sei capace di amare davvero gli altri e farti amare da loro.

Completa il modulo sottostante per vedere i risultati
Lascia nome e email per iscriverti alla mia newsletter e ricevere i risultati del test.

 

Amicizia e amore: che differenza c’è?

Amicizia e amore

Amare, in verità, significa rispettare, comprendere, ascoltare, perdonare, sostenere, accettare, incoraggiare, aiutare, pazientare.

Se smettiamo di vedere nell’amore solo una relazione di coppia, ci accorgiamo che l’amicizia è fatta di amore incondizionato.

Se oggi si pensa a chi dare priorità, tra amore e amicizia, è solo perché viviamo le nostre relazioni come se fossero degli scambi di interessi e vantaggi.

Se devo scegliere tra due alternative, scelgo quella che mi conviene di più, quella che mi da più vantaggi, che mi fa stare bene.

Così abbiamo persone che preferiscono gli amici, che sono sempre stati con noi, e altre che preferiscono il partner, perché senza “amore” non ha senso vivere.

Entrambi sbagliano perché non parlano di relazioni umane o di amore, ma di bisogno, interesse e convenienza.

Coloro che si dimenticano degli amici all’inizio della nuova relazione di coppia non sono molto innamorati del partner, ma hanno in lui trovato chi li soddisfi meglio.

Chi invece non accetterebbe mai di lasciare gli amici per una relazione di coppia, ottiene più benessere da loro che non dal partner.

Ma entrambi sono ingannati dalla convinzione che si possa amare solo una persona (o qualcuna al massimo) alla volta e che l’amore sia qualcosa da ricevere, da ottenere.

Quasi tutti abbandonano un partner che non soddisfa più le loro esigenze o degli amici che non si comportano più come vorrebbero.

Ci comportiamo allo stesso modo quando il nostro frullatore non funziona più, quando la macchina comincia a perdere colpi, quando la penna finisce l’inchiostro.

Usiamo gli altri per i nostri interessi.

Amare è qualcosa di molto diverso.

Non ti amo per quello che mi dai o per i vantaggi che derivano dal nostro rapporto, ma ti amo perché voglio condividere la mia vita con te, perché voglio renderti partecipe della mia felicità, sia tu un amico o un partner.

Ogni volta che mi aspetto che gli altri, chiunque siano, si adeguino alle mie pretese (anche se condivise dalla società), non sto amando, non ho ne amici ne partner, ma solo interessi ed egoismo.

Il grande errore nell’amore e nell’amicizia è quello di non porre l’amore al centro delle nostre relazioni, ma di centrare tutto su noi stessi.

Così avremo amore o amicizia solo nella misura in cui le persone si adeguano ai nostri standard e alle nostre pretese, dandoci il benessere e la soddisfazione che pretendiamo di ricevere.

Che sia amicizia o coppia, sempre di amore parliamo, e l’amore vero è universale e incondizionato.

Amore e amicizia sono due facce della stessa medaglia, purtroppo in molti la confondono per una semplice moneta e cercano solo di possederne sempre di più.

 

 


Come distinguere amore e amicizia

Amicizia vera

È ovvio che se parliamo di amicizia e amore, con “amore” stiamo facendo riferimento alla relazione di coppia.

Come detto è sbagliato, ma per adesso teniamo questa separazione, alla fine ti dirò come eliminarla.

Facciamo un gioco: fai un elenco di tutte le cose che caratterizzano un amico o un’amica.

Non però un’amicizia come tante, ma pensa alla persona che potresti considerare quella più vicina, più importante, il classico amico del cuore, o amica del cuore.

Insomma, quell’amicizia speciale che ti lega a una persona e non a tutti gli altri amici, pur amando anche loro.

Fermati qualche minuto e scrivi questo elenco.

Appena finisci, leggi quello che ho scritto io e vediamo se ci troviamo d’accordo.

Ecco il mio:

  1. Condividere le esperienze più importanti della mia e della sua vita.
  2. Perdonare questa persona se si comporta male o sbaglia.
  3. Accettare i suoi punti di vista anche se sono diversi dai miei e voler capire perché la vede in un certo modo.
  4. Esserci se ha bisogno di una mano, di un incoraggiamento, del mio supporto.
  5. Sapere che posso contare su questa persona, perché mi ama e vuole la mia felicità.
  6. Passare spesso del tempo insieme, anche solo per il piacere di condividerlo, pur non facendo niente di particolare.
  7. Sentirci spesso, se non possiamo vederci, per parlare.
  8. Voler conoscere le sue idee, i suoi gusti, le sue preferenze.
  9. Accettare le sue scelte e volere il meglio per questa persona, anche se a volte non farà quello che ritengo giusto.
  10. Volere la sua felicità ed esserne felice.

Sono solo alcune cose.

Ora il tuo elenco, ovviamente, potrebbe essere molto più preciso del mio, che sono rimasto sul generico, e magari hai fatto riferimento a tante situazioni della tua vita quotidiana.

Ma la cosa che per me è più importante di tutte è farti notare che se questo elenco lo leggesse un tuo amico, o un’altra persona qualsiasi, potrebbe tranquillamente pensare che ti riferisci al tuo partner.

Se nel tuo non hai esagerato nel pensare a situazioni troppo precise, prova a rileggerlo tenendo in mente la persona con cui fai coppia, o una con cui hai avuto una relazione se ora sei single.

Non calza a pennello?

Non sono le stesse cose? O quasi tutte almeno?

A dire il vero ne manca solo una: il sesso. E forse non sempre 😉

Tante volte faccio notare proprio questa minima differenza, per far capire che il passaggio da un’amicizia a una relazione di coppia è caratterizzato solo dal coinvolgimento fisico e sessuale.

Punto.

Non c’è altro.

 



Amicizia o amore: cosa fa la differenza?

Amicizia o amore

Se togli il sesso, infatti, finisce che in molti, attraversando una crisi di coppia, mi dicano che si sentono come grandi amici, o fratelli e sorelle.

Considera che in fondo il sesso è l’unico distinguo tra un amico e un partner.

L’attrazione fisica e l’intesa sessuale sono il cuore che distingue una relazione di coppia da una di amicizia.

Poi possiamo inventarci tutte le scuse del mondo, ma no si pensa spesso che il proprio compagno dovrebbe essere anche il migliore amico?

Perché?

Perché a una persona molto vicina, un grandissimo amico, dici tutto, o quasi, condividi le cose importanti, vuoi che ci sia nei momenti speciali.

Infondo, per come oggi viviamo le nostre relazioni di coppia, la sola vera differenza sta tutta in questa dimensione. Tutto qui.

Il problema è che il sesso, così, non diventa un elemento della coppia, ma la cosa più importante. Se manca, al di là della falsa retorica, la relazione crolla, questione di tempo.

Non perché una coppia si basi sul sesso, anzi, per me il sesso conta poco o niente in una coppia che si basa sull’amore, ma perché creando quasi sempre le nostre relazioni sul bisogno, cerchiamo negli altri soddisfazione alla nostre pretese.

E la coppia si distingue perché chiediamo qualcosa in più che a un amico, il sesso appunto.

Se questo non fosse vero ti chiedo, in tutta sincerità, di rispondere a un piccolo quesito, lo avevo posto già diversi anni fa, ma ora so che avrò molte più risposte e un campione più affidabile.

Se il tuo partner, per un problema di salute, non potesse mai più avere rapporti sessuali in vita sua, continueresti la vostra relazione?

Riusciresti a rinunciare per sempre al sesso per restargli accanto e amarlo, o amarla, nonostante tutto?

Ti sto dicendo: puoi continuare a vivere la vostra relazione senza che ci sia più il sesso? Senza fare più l’amore insieme?

E senza fare tu più l’amore per sempre?

Perché ti faccio questa ipotesi abbastanza estrema?

Per farti capire che oggi distinguiamo amore e amicizia sulla base del sesso.

Per farti capire che spesso le nostre relazioni di coppia, che dovrebbero essere frutto dell’amore, nascono per la ricerca del piacere personale.

E il sesso è la strada principale che scegliamo per ottenere questo benessere, questo piacere.

Te lo dico senza mezzi termini: confondiamo l’amore con il sesso e forse tu mi dirai che infondo sono legati tra loro, ma a mio avviso, quasi sempre, il sesso e l’amore non centrano proprio niente.

Ma qui divagheremmo, anche se l’argomento immagino sia interessante 😀

Tranquillo, tranquilla, ne riparleremo 😉

 

Sei capace di vivere una vita felice?

Pochi minuti e 10 domande che ti permetteranno di capire se oggi sei capace di vivere una vita profondamente felice.

Completa il modulo sottostante per vedere i risultati
Lascia nome e email per iscriverti alla mia newsletter e ricevere i risultati del test.

Conclusioni: dall’amicizia all’amore

Quello che mi interessa farti capire è che l’amore, al di là di qualsiasi relazione instauriamo con gli altri, è qualcosa di unico.

Se ami di più il partner, o un amico, se ami di più alcune persone e meno altre, oppure alcune, che non sono né partner né amici, non le ami affatto, il tuo non è amore nemmeno verso chi dici di amare.

Lo diceva Fromm tanti anni fa, penso che non si sbagliasse affatto.

L’amore è un modo di essere, un modo di vivere e pensare, l’amore è la scelta di dare tutto se stessi agli altri senza chiedere niente in cambio. Nemmeno, e forse soprattutto, di essere ricambiati.

Prima di concludere ti mostro un video che rende bene l’idea.

 

Se non capiamo questo, continueremo a vivere la nostra vita basandoci non sull’amore, e sull’amare, ma sul tipo di relazione che creiamo con gli altri, dividendo le persone in base a etichette superficiali, legate solo al nostro interesse, a cosa otteniamo da loro.

Una relazione di amicizia si basa sul nostro essere amici, non su come si comportano gli altri. L’amore è qualcosa che dai, senza aspettarti di riceverla.

E una relazione di coppia si basa sul nostro dare amore all’altro, non aspettandoti di riceverlo.

Il punto è che prima viene l’amore e poi, in funzione anche di cosa sceglie l’altra persona, possiamo definire la relazione che c’è tra di noi.

Ma se le tue relazioni dipendono da cosa fanno gli altri, tu non ami, perché l’amore non tiene conto delle scelte altrui.

Mai.

Io non ho amici, sono amico di coloro che incontro, di chi mi chiama, delle persone con cui condivido i momenti della mia vita, che sia una passeggiata o una grande difficoltà, o un bel successo. Questa è amicizia vera.

Io scelgo di amare.

Non tutti vorranno amarmi, ma fa parte del gioco e so che non tutti sono pronti a una scelta così difficile e coraggiosa.

La verità, però, è che conta il tuo amore. Tra amore e amicizia scegli di amare, amare tutti, amare in modo sincero, vero, autentico.

Se cade la pretesa che l’altro soddisfi il tuo piacere, o ti faccia stare bene, comincerai a vedere abbastanza chiaramente da non pensare agli altri come una relazione che hai, ma come un’opportunità per condividere l’amore che sei.


P.S.
Ci sono 5 verità che ti riguardano da vicino e che in questo momento stanno decidendo chi sei, se sei felice, perché hai trovato il mio sito. In 5 semplici domande ti aiuterò a scoprirle, capirle e dominarle.

Completa il modulo sottostante per vedere i risultati
Lascia nome e email per iscriverti alla mia newsletter e ricevere i risultati del test.

Chi ha scritto questa pagina:

Giacomo Papasidero

Mental Coach dal 2010, mi occupo di felicità ed emozioni da oltre 10 anni. Il mio obiettivo è insegnare che ognuno di noi può diventare più forte di qualsiasi problema. Questo per me significa diventare felici. Anche se ho tenuto un seminario all'Università di Parma e sono stato ospite a SKyTg24, la cosa di cui vado più fiero è la Scuola di Indipendenza Emotiva che ho avviato nel 2018, perché è un percorso chiaro, graduale e concreto che sta rivoluzionando la vita di tante persone.


Ti piace quello che hai letto? Condividilo!

Quanto valgono 20 minuti?

Ho creato un programma di allenamento con cui, in soli 20 minuti al giorno, imparerai come affrontare qualsiasi situazione senza più starci male.

Solo 20 minuti per eliminare la sofferenza.
Pensi che questo vale 20 minuti del tuo tempo?
Se ti interessa, scopri il mio programma e iniziamo subito il tuo allenamento.

Scopri come funziona ⇒

Ricevi aggiornamenti
Notificami
guest
52 Commenti
più nuovi
più vecchi
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti
Fab
Ospite
Fab
3 mesi fa

Un caro saluto,
innanzitutto è da un bel po’ che non mi capita di rileggere questo articolo, che contiene un tema a me molto caro: l’amicizia.
Ammetto che un anno e mezzo fa scrissi il commento in modo abbastanza confuso, che poteva trasparire senso di intolleranza, ma vorrei, per l’appunto, smentire questa probabile supposizione.
Entrando nel merito della questione, giusto ieri mattina ho parlato con una persona proprio di questo, dicendomi come l’amicizia è quel modo di vivere la vita e le relazioni che riempie i nostri cuori. La bellezza di conoscere gli altri e di scoprire lati di loro che abbiamo sempre ignorato, forse perché pregni di convinzioni che inducono a credere che gli altri ci giudichino in continuazione o che vogliano il nostro male (invidia, menzogne ecc.).
Certo, penso che avere a che fare con le persone non è semplice, però da quando ho cominciato anche ad avvicinarmi ad alcuni assunti legati alla filosofia buddhista ho cominciato, piano piano, a coltivare la compassione, una qualità che aiuta molto nel vedere il mondo, gli altri, l’esistenza con occhi diversi.
Convengo con te che il sesso (laddove viene troppo esaltato e non trattato semplicemente per quello che è) è soltanto ciò che sancisce una presunta e netta distinzione tra “amore e amicizia”. Questo comporta trattare gli altri in base a preferenze e, aggiungo io, in modo anche piuttosto consumista, concentrandoci solo sui propri bisogni individuali e quanto gli altri siano in grado di soddisfarli.
L’amicizia è quella manifestazione di quanti aspetti in comune noi tutti abbiamo.
Se riuscissimo ad avere una visione più ampia, non solo focalizzata su di Sé, ci si rende conto di come tutti siamo interdipendenti, di come tutti proviamo le stesse emozioni, di come tutti abbiamo lo stesso destino, dove tutti noi abitiamo sulla stessa Terra e via discorrendo. Al di là di tutte le esperienze soggettive e modo di esprimerci, basterebbe osservare il mondo per davvero e ci accorgeremmo che non siamo soli, ma che la solitudine, l’abbandono, la paura e quant’altro siamo noi a crearla con le azioni che compiamo e i pensieri che alimentiamo di conseguenza.
La compassione aiuta appunto a realizzare questa nostra interdipendenza e non vedere nell’altro un nemico, ma una complessità come può essere la nostra.
Ecco perché ho precisato nel precedente commento che “dare è ricevere”, cioè significa che il dono, essendo un atto di con-divisione, è un processo che riguarda due o più persone, mai il singolo individuo.
Si concepisce il Dare come un’azione fine a se stessa, ma se fosse cosi, avrebbe come unico scopo l’esser felici soltanto noi, dunque il Dare stesso perderebbe di significato.
Diciamo che è soltanto questo dettaglio a lasciarmi qualche perplessità sul modo di raccontare l’amore in base al tuo pensiero. L’identificazione con l’Io la trovo molto riduttiva e fuorviante.
Comunque, al di là di ciò, tutto questo credo che sia la vera amicizia.
Non potremo essere noi stessi se non ci fossero gli altri con cui possiamo esprimerci e viceversa.
Forse l’esempio da me citato riguardo l’acqua (relazione tra due atomi di idrogeno e uno di ossigeno, dove nella molecola dell’h2o ciascun elemento dà all’altro ciò di cui l’altro ha bisogno) magari ora è più chiaro, nel senso che essendo tutto relazione, perché tutto è connesso, l’amicizia è il modo positivo per diffondere l’amore nei confronti del Tutto.
Forse potrei essermi dimenticato qualcosa, ma credo vada bene cosi.

Fab
Ospite
Fab
3 mesi fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Altrettanto, e mi scuso per il ritardo.
Tornando sul tema, volevo aggiungere una cosa.
Citando sempre Buddha, ma come molti altri grandi pensatori e maestri, spesso hanno utilizzato la frase “avere degli amici”.
Ecco, credo che non dovremmo farci trarre in inganno, pensando che “avere degli amici” presupponga una sorta di “selezione del più adatto”.
Reputo naturale circondarsi di figure positive per ognuno di noi. Dubito fortemente che, anche il più misericordioso e amorevole, abbia intenzione di frequentare a lungo soggetti che possono ledere alla propria incolumità.
Reputo una saggia decisione riconoscere da chi distaccarsi, per il bene non solo proprio, ma anche dell’altro.
Le situazioni e le variabili sono infinite, ma non sempre ciò che speriamo che accada (come un cambiamento in meglio dell’altra persona, tanto per fare un esempio) si compia.
Onde evitare idealismi e aspettative che possono essere disattese, sarebbe opportuno scegliere il distacco da alcuni soggetti.
Ciò non significa provare odio e risentimento nei loro riguardi. Proprio in questi casi subentra la compassione, cioè il riconoscimento che le circostanze e le esperienze vissute hanno portato altre persone ad avere le loro convinzioni, ed agire in un certo modo, magari ripetendo gli stessi atteggiamenti lesivi e dannosi.
Niente di sbagliato, dunque, circondarsi di persone positive, se non si ottengono dei risultati sperati. Ne va della serenità e del benessere di sé e di tutti.
Questo ci tenevo a precisare, perché trovo abbastanza insensato parlare di “sono amico di chiunque incontro” sottolineando “non ho amici” al tempo stesso.
Alla fine, pensandoci bene, se io sono “suo” amico, cioè anche di chi incontro, è come un “avermi”, ergo non ci trovo nulla di errato nel dover dire “ho dei buoni amici”. Come già precisato, siamo tutti connessi da un punto di vista spirituale e non.
Interpretarlo come egoismo in modo negativo genererebbe inutili sensi di colpa a chi potrebbe leggere certe affermazioni (riferendomi al distacco da situazioni e persone che alimentano, diciamo cosi, “aura negativa”).
Quando mi riferisco ad “atteggiamenti lesivi” alludo ad azioni violente (sia fisiche che verbali), non un incitamento all’indifferenza.
Proprio nell’essere amico si aiuta gli altri con tutto se stessi, cercando di proporre delle soluzioni che possono risultare efficaci, proprio perché vogliamo il loro bene.
Ancora auguri, e questa volta di buona pasquetta.

Maddalena
Ospite
Maddalena
4 mesi fa

Non mi è chiaro: nei fatti scegliamo qualcuno che ci aiuti a crescere, con cui c’è sintonia. Se bastasse scegliere di “amare”, se io non penso a prendere ma solo a “essere” amore, allora posso stare con chiunque. Invece, senza arrivare all’estremo di uno che mi tratta male, c’è tutta una rosa di variabili per cui siamo giustamente portati a legarci con chi ci aiuta a essere più noi stessi. E questo avviene perché abbiamo caratteri, valori, prospettive, sogni, affinità che aiutano lo scambio e il rapporto. C’è una reciprocità.

Fede
Ospite
Fede
7 mesi fa

… Io lo amo semplicemente per ciò che è e non per ciò che può offrirmi. L’ho amato incondizionatamente, forse, dalla prima volta che l’ho visto, senza chiedermi cosa potesse offrirmi, anzi, mi sembrava di aver già capito tutto di lui, e col passare del tempo mi ha dato le conferme.
Tutto ciò che ho letto qui in realtà non mi convince ancora… Forse tutti abbiamo giustamente un’idea diversa sull’amore; la cosa su cui sono d’accordo è l’elenco delle “caratteristiche” ovvero: per me, il mio fidanzato dovrà essere prima il mio migliore amico e penso proprio che non ci sia relazione più bella, ma appunto questa è solo la mia idea di amore.
Si può dire quindi che l’unica cosa che separa amicizia e amore sia il sesso (?). Ma dopo quanto “deve” avvenire il rapporto fisico? A mio parere più tardi avviene, più bello sarà, sia il rapporto sessuale, sia la relazione… O forse non è neanche il caso di porsi questa domanda. Non c’è un tempo preciso, un giorno prestabilito, un periodo premeditato.
Ci sono coppie di amici, tendenti a diventare qualcosa di più, a cui non importa molto del sesso, ma ciò non significa che si rimarrà solo amici per sempre.

Fede
Ospite
Fede
6 mesi fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

“Io penso che se amo, amo sempre, amo te sin dal primo momento che ti vedo.
E ti amo profondamente.
Conoscendoti, amandoti, allora posso vedere una cosa: che abbiamo sintonia e condividiamo la stessa visione della vita e che potremmo costruire un progetto di coppia.”
La penso esattamente come te… Ma se entrambi si accorgono della sintonia e soprattutto della stessa visione della vita, e dall’altra parte c’è la “negazione” di tutto ciò? Come lo considero? Indecisione ( magari fra me e un’altra)? Orgoglio? Paura? Stupidità? Non gli piaccio abbastanza?

Flaminia
Ospite
Flaminia
8 mesi fa

La penso molto come te. Ho frequentato mesi una persona e mi ha lasciato dall’oggi al domani. Io le voglio bene, sono affezionata. Mi basterebbe restare sua amica , non è la lingua o il cazzo che farebbero la differenza, solo passare del tempo con lui e tutto il bene che gli voglio. Mi manca lui, la sua persona che è unica. Non l’idea di amicizia anche perché amici non me.ne mancano. Anche se poi , alla fine, amico con la A maiuscola ce ne sono pochi. So i questo mi pare di avere capito che invece lui ama l’idea di amicizia e non la persona in sé. Purtroppo è un punto di forza ma anche di debolezza. Sapere essere così freddi e distaccati, io purtroppo non sono in grado. Ho il “difetto di affezionarmi” a ogni singola persona che è diversa da chiunque altra..

Leonardo
Ospite
Leonardo
9 mesi fa

Grazie.

Dado
Ospite
Dado
10 mesi fa

Ciao Giacomo ho una situazione con una mia ex che amo ma non ho trasporto fisico/sessuale. Con lei però stò davvero bene, ma non sò se la mancanza di attrazione fisica possa essere un problema. Forse è solo un rapporto di amore tra 2 persone amiche?
grazie

Alex88
Alex88
1 anno fa

Penso che l’amore non sia solamente sesso, penso che il matrimonio sia una promessa di fedeltà incondizionata, penso che l’amore si dilata, nasce e cresce poco a poco.
Per far iniziare una relazione di tipo amorosa penso sia necessaria una attrazione erotica
E’ chiaro che molti pensino al sesso come elemento principale, questo però vorrebbe dire che da qualche parte c’è sempre un partner sessualmente più attraente e quindi ciò provocherebbe una ricerca infinita che mai verrebbe soddisfatta. Penso sia anche chiaro che chi pensa solo al sesso come mezzo dell’amore non potrà far altro che soffrire perché inevitabilmente il corpo invecchierà.

Chi pensa solo al sesso avrà una vita in discesa in quanto lo confermerà l’invecchiamento e la decadenza del corpo, al contrario penso che l’amore porta all’ascesa con la vecchiaia, nel senso di un miglioramento della vita spirituale

Il sesso con una persona senza amore crea noia, quasi fastidio, quello che crea unione è l’intimità fisica e spirituale in quanto siamo esseri dotati di spirito e corpo (ciò che ci differenzia dagli animali)

L’amore presuppone un rapporto di esclusività, il tradimento rompe questo rapporto, sta alla coppia decidere se continuare o meno di continuare a condividere la vita insieme.

Per rispondere alla domanda ci può essere amore senza sesso?? Non so rispondere a questa domanda, il sesso è un’esperienza e come tale va vissuta, è come dire posso scegliere se andare tutti i giorni sulla luna? A questo rispondo se Dio lo vuole, se la vita me lo consentirà, cosa posso sapere cosa mi accadrà domani? O cosa accadrà alla persona che amo?

Serena Sironi
Coach
Serena Sironi
1 anno fa
In risposta a  Alex88

Ciao Alex, personalmente ho riflettuto molto su questo tema.
Io credo che il sesso sia un piacere. Ne più ne meno del cibo per esempio.
Parti dal capire che il piacere è sempre di tipo FISICO e legato e uno stimolo ESTERNO.
Perché lo sentiamo? Io ho notato che è sempre legato a un bisogno e il fatto che sia soddisfatto dipende da una nostra decisione. Per questo il quando abbiamo la possibilità di soddisfare il bisogno la scelta sul da farsi viene associata al piacere.
Se il piacere per il cibo (gusto) si affaccia per farci capire che dobbiamo sfamarci, il piacere del sesso arriva per farci capire che dobbiamo riprodurci.
Se mangi senza fame però significa che dipendi dal piacere del cibo al punto di essere considerato malato oltre certi livelli.
Per il sesso non credo sia diverso.
Una coppia, secondo me, è un’amicizia in cui si ha condivisione reciproca. In cui tutti danno e nessuno si priva di nulla.
Se in questa amicizia si condivide la volontà di avere un figlio ecco che subentra il sesso. Ma questo non implica affatto che lo si faccia in momenti diversi solo per piacere.
Come tutti i piaceri, se abusati creano dipendenza. Io ho sperimentato di persona il togliere dei piaceri che ho riconosciuto come tali (sesso incluso) e ho verificato senza eccezioni che non ne esiste il bisogno, ma solo la dipendenza per il richiamo fisico dovuto al rapido esaurirsi dell’effetto estremamente piacevole.
Riconoscere il vero scopo per cui proviamo ogni specifico piacere è il primo passo per cedere il passo alla libertà.
Quanto al tradimento credo sia anch’esso un problema legato solo alla definizione convenzionale di coppia
Visto quanto sopra in teoria non vedo il limite per cui io non possa fare sesso con più partner se con tutti voglio avere figli. Se mi piace giocare a tennis non gioco a tennis solo con te perché sei il mio partner, ne tu considereresti tradimento il fatto di vedermi giocare con qualcun altro.
Naturalmente però il tradimento sessuale esce dalla definizione di coppia per come definita dall’opinione comune che a questo punto ci additerebbe come pessime persone.
Del resto esistono culture in cui non esiste la coppia, ma solo genitori e figli.
Per concludere, alla domanda se può esistere amore senza sesso, rispondo che l’amore DEVE ESSERE’ senza sesso. E’ il sesso caso mai che non può esistere senza amore perché se voglio condividere con te una famiglia allora è solo dall’amore che potrà nascere tale esperienza 🙂

Fab
Ospite
Fab
1 anno fa

L’amore condiviso è una relazione, volente o nolente.
Tutto è relazione, pensiamo all’acqua, h2o, due atomi di idrogeno e uno di ossigeno. Nella molecola dell’h2o ciascun elemento dà all’altro ciò di cui l’altro ha bisogno. Le relazioni sono il pane per vivere una vita felice, perché sono generative, generando e rigenerando se stessi e gli altri.
Tutto questo è reciprocità, perché l’amicizia nasce come legame sociale, come rapporto umano e non come amore fine a stesso, dove lo scopo principale dell’amore inteso da te è il solo raggiungimento della felicità, un obiettivo diventato talmente comune che ne dimostra lo scopo individualistico ed egoistico.

Il “ricevere” dell’altro non è la pretesa più volte sottolineata su questo blog, ma una chiara conseguenza del dare, non come condizione, ma come naturale processo. Il dare implica il ricevere, in quanto il dare ha sempre la necessità del ricevente.
Il ricevere inteso come mero interesse, è un procedimento che ignora il dare e ignorare il dare è ignorare il ricevere stesso, perché perde di senso.

Tutto nasce da una relazione, persino io, te e chiunque altro è nato da una relazione. Le relazioni generano vita, l’amore fine a se stesso è piuttosto relativo, in quanto ama qualunque cosa, tramite il semplice pensiero.
L’amicizia è un “noi”, non un “io”, è reciprocità (come il caro Aristotele insegna nella sua etica), due anime che si fondono e che divengono un’unica entità.

All’inizio ho pensato “caspita, interessante”, riguardo il punto sulla considerazione generale di questo tipo di relazione, spesso snobbato e inserito come un legame di Serie B rispetto al rapporto classico di coppia, ma poi, come ho già scritto sull’articolo “amicizia vera” ho capito che il concetto è sempre lo stesso e questo è valso sia per questo articolo e sia per quello sull’amicizia vera. Interessante all’inizio, per poi ricadere in discorsi già letti e ascoltati.

Essere e avere amici, per quanto uno possa fare distinzione, sono assolutamente comparabili, in quanto una cosa non esclude necessariamente l’altra. Si può essere/avere amici alla stessa maniera e vivere questa condizione al medesimo modo.
Gli esseri umani non sono interruttori, in cui uno agisce tramite A o B.

Scegliere amici non significa odiare gli altri. Gli amici sono le persone a cui stai vicino e che ti stanno vicino, il resto si può benissimo amarlo in senso universale, ma l’amico è una cosa, in quanto è un nome proprio “tu sei mio amico perché sei tu” e nel momento in cui si crede che l’amicizia sia qualcosa di talmente esteso verso tutti, a prescindere dal soggetto con cui si interagisce, perde di significato e si cade nel solito nichilismo relativista di cui la società odierna è impregnata.

Bisogna fare chiarezza su distinguere l’amicizia e l’amore universale, perché la seconda è fine a se stessa, è nell’interesse della persona amare tutto mentre la prima è il rapporto che si instaura con un’anima, dove vediamo nell’altro noi stessi e dove ci si percepisce come una cosa sola e non come due entità divise e scisse.

Ribadisco, amare universalmente va bene, ma essere amici significa conoscere a fondo l’altro e volerlo sempre conoscere. Farlo con tutti è pressoché impossibile (e comunque dipende sempre dal proprio interesse), proprio per questo va fatta una distinzione chiara.
E spero che non si cada nel discorso solito sulle etichette, perché di precisare lo facciamo tutti, tu, io e chiunque altro, nel cercare di rendere più chiaro e comprensibile possibile la propria argomentazione.

Tornando a noi, la relazione è cura e non dipende solo da se stessi. Dire che dipende solo da se stessi significa non creare relazione e non creare relazione significa non creare amicizia, ma creare una concezione di amore come pensiero che diventa proprio fine a se stesso, mirata al proprio convincimento di amare incondizionatamente, solo per sentirsi bene, o tentare di sentirsi bene e dunque ha come scopo soltanto quello di rendere felice me.

Per concludere, per quanto possa starti antipatica la relazione, è di vitale importanza per la vita di ognuno di noi. La relazione è, inevitabilmente e innegabilmente, una forma d’amore, in quanto nascono esattamente per questo scopo, creare una connessione con l’altro. Esattamente come l’h2o, due atomi di ossigeno e uno di idrogeno.

Gabriele
Ospite
Gabriele
1 anno fa

Son d’accordo con gran parte dell’articolo. Amico e partner credo che siano soltanto etichette. Credo che esistano legami che possono essere più o meno profondi e più o meno corrisposti in termini dI sintonia. Il sesso potrebbe esser visto come conseguenza di sintonia. A volte si può fare l’amore anche solo con un bacio. Per l’appunto un bacio e il sesso sono dei “mezzi” che non sono primari sul quale fondare un legame ma dei modi di esprimere la qualità del legame, la sintonia. Io ho solo un dubbio ma forse si cade nella poligamia: avere un legame profondo e con una sintonia tanto profonda è possibile averlo con più persone dato che la premessa alla base è che amare una persona non esclude amarne altre? Io credo che sia possibile ma quindi la domanda diventa: qual è il ruolo del sesso in tal caso? è possibile il sesso con più di una persona se vi sono più legami profondi e corrisposti? Forse una cosa del genere è possibile se le persone coinvolte non presentano attaccamento di alcun tipo nel senso di aspettativa e amano soltanto incondizionatamente e allo stesso tempo reputano questa una giusta cosa come regola di vita (in tal caso non nuocerebbe a nessuno se si condivide tale visione), se invece tale visione non è condivisa non è possibile perché nonostante si possa amare tutti incondizionatamente e magari avere dei legami sia profondi e molto corrisposti con più persone contemporaneamente scegliere un partner è comunque una scelta che ne esclude altri. Forse entrambi i ragionamenti sono validi ma dipende dalla condivisione di mentalità di ognuno se preferisce relazioni aperte, relazioni di coppia oppure ancora nessuna relazione di coppia (è una scelta anche essa). Ad ogni modo il sesso non credo sia la linea di separazione in quanto è solo un modo di esprimere il legame (più o meno profondo e corrisposto che sia) ma credo invece che la linea di separazione sia la volontà intesa come scelta di persone come condivisione del viaggio.

noname
Ospite
noname
1 anno fa

Perfetto,
quindi, se ho capito bene:
1. Amando, l’unica differenza esistente tra amicizia e una coppia è il sesso, corretto?
2. Se il punto 1 è vero, è l’attrazione fisica l’elemento che ci fa scegliere se avere una relazione di coppia?
grazie

Noname
Ospite
Noname
1 anno fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Beh, premetto che, sarà soltanto la mia esperienza, ma non conosco e credo non ci sia qualcuno che rinunci al sesso per tutta la vita senza sacrifici e che non abbia provato mai istinti sessuali. Del resto, penso che sia una cosa molto “normale”.. e non credo ci sia qualcosa di male, anzi, credo sia piuttosto “sano”.

Ma volendo capire meglio la tua idea,
una “coppia”, potrebbe vivere senza sesso (e credo ce ne siano diverse) e quindi poi magari, potrebbe “sfogare” il suo istinto/bisogno/piacere sessuale con qualcun altro in maniera magari “aperta”, condivisa quindi da entrambe le parti?

Condivido il fatto che il sesso non debba essere il fulcro di un rapporto, ci mancherebbe.. ma credo sia necessario nella coppia (almeno fino all’età riproduttiva).

Infine, non credi che senza differenza alcuna, sarebbe come dire che sono la stessa cosa (quindi amicizia uomo-donna = relazione di coppia uomo-donna)?

E quindi cosa ne pensi del matrimonio?

Grazie