Ti è mai capitato di provare angoscia?
Parliamo di paura. Probabilmente la paura più intensa che un essere umano possa provare.
Cosa vuol dire avere l'angoscia?
L'angoscia è un'emozione intensa e spesso paralizzante, caratterizzata da un profondo senso di malessere, inquietudine e oppressione.
A differenza dell'ansia, che è spesso legata a una minaccia specifica, l'angoscia non ha un'origine direttamente rintracciabile e tende ad essere pervasiva creando una sensazione generale di paura o apprensione.
Quando proviamo angoscia infatti, avvertiamo un senso di allarme e paura terrifica, sensazioni legate a un’interpretazione catastrofica della realtà o di qualcosa che sentiamo dentro di noi.
Ma potremmo anche avvertire una costante sensazione di imminente disgrazia.
La percepiamo come un senso di vuoto così profondo che rende difficile respirare.
In effetti, se analizziamo l’etimologia della parola, scopriamo che deriva dal latino “angere” che significa infatti stringere.
La psicologia, come la psichiatria e la psicoanalisi, non fa distinzioni tra ansia e angoscia considerando l'angoscia come uno stato di sofferenza più intenso e grave dell'ansia.
La filosofia, invece, la prende in considerazione in una sua forma specifica.
Parliamo dell’angoscia esistenziale, un senso di inquietudine e profondo turbamento che prende origine da domande legate all'esistenza umana.
Ma a cosa è dovuta l’angoscia?
Come nasce l'angoscia: esistenziale, ma non solo

Nel 1800 Kierkegaard fu il primo ad indagare il concetto di angoscia esistenziale.
La sua ricerca nasceva dal desiderio di approfondire la dolorosa sensazione che lo perseguitava fin dall’infanzia sorgendo da un profondo senso di colpa.
Grazie ad Heidegger e Sartre poi, l'angoscia diventò un aspetto caratterizzante dell’esistenzialismo, un orientamento filosofico europeo sviluppatosi tra le due guerre mondiali che cercava di approfondire il tema dell'esistenza e della solitudine umana.
Anche a me è capitato di provare un tipico, seppur breve, stato all'angoscia esistenziale.
L’ansia che sentivo non sembrava riguardare la paura di qualcosa in particolare, ma qualcosa che temevo c’era eccome! Qualcosa che per me rappresentava un pericolo, una minaccia in qualche modo.
La paura che succedesse qualcosa di brutto insomma, ma qualcosa senza forma e senza nome.
Una fortissima oppressione ed apprensione verso non sapevo nemmeno io che cosa. Sapevo solo che era nata in un momento preciso.
Per me era stato un pensiero in un periodo della mia vita in cui mi ponevo domande profonde sull’esistenza.
Ma tolta la causa, tutto quello che era rimasto era una pura questione interiore, una sensazione di angoscia ed estrema solitudine.
E questa è proprio una delle origini degli stati di ansia e angoscia: il senso d’ineluttabilità legato alla considerazione dell’essere umano come fondamentalmente solo.
Non per niente solitudine e depressione sono spesso l’una causa dell’altra negli stati profondi dell’angoscia.
Oltre a questo, l'angoscia esistenziale trae origine da temi come la morte, la mancanza di significato, l’incertezza e il senso di colpa.
Come detto, l'angoscia esistenziale non viene considerata dalla psicologia, ma è interessante notare che alcuni psicologi e psichiatri abbiano iniziato a prenderla in considerazione attraverso alcuni approcci sperimentali.
Un esempio è la Terror Management Theory (TMT) con la quale Koole, Greenberg e Pyszczynski nel 2006 hanno dato il via ad una tradizione sperimentale che tratta in particolar modo l'angoscia di morte.
Ma torniamo all'angoscia nella sua forma più comune.
Le origini più comuni dell'angoscia
L'angoscia nasce da una distorsione della realtà che ci appare estremamente negativa, più catastrofica di quanto non sia.
Per questo potremmo considerarla come una forma d’ansia senza motivo.
Un motivo da cui nasce in realtà c’è sempre però. Per poter provare angoscia si parte sempre da una visione pessimistica che guarda a quello che manca e che potrebbe andare male.
Mancanza e pessimismo tra l’altro sono due delle 6 leve psicologiche delle sofferenza, atteggiamenti mentali che creano infelicità ed emozioni negative.
Sono tutte spiegate in questo video tratto dalla Super Lezione sui pensieri negativi.
Da questa visione arriviamo poi a catastrofizzare l’immaginato fino a perdere di vista la paura iniziale.
Ecco perché, quando si instaura questo tipo di visione, è facile provare angoscia anche in situazioni completamente innocue. Parliamo di paure inesistenti.
Questa condizione determina uno stato di intensa sofferenza psichica che può portare a stati mentali di ansia, paura e depressione, oltre a diversi sintomi fisici che ti spiegherò più avanti.
Potremmo provare angoscia in condizioni di incertezza o di preoccupazioni frequenti e persistenti.
Fattori esterni che possono far scaturire l'angoscia possono essere lo stress lavorativo, relazioni difficili o eventi traumatici.
Per eventi traumatici, in particolare, si intendono traumi di diverso tipo.
Per esempio traumi di tipo fisico o patologico che possono evolvere in disturbi somatomorfi (cioè dipendenti da un’eccessiva preoccupazione per i propri sintomi fisici) o la perdita di una persona cara che può indurre stati di angoscia depressiva.
Sono le persone particolarmente sensibili (o meglio, suscettibili) che ne risentono più facilmente.
Alcuni fattori interni che possono portare all’angoscia sono poi una bassa autostima e la mancanza di fiducia in se stessi e nelle proprie possibilità.
Si aggiungono perfezionismo e i già citati schemi di pensiero negativi di pessimismo e negatività.
Ma l’angoscia può trovare le sue radici anche in un passato che non riusciamo a lasciare andare.
Potremmo provare rimpianto, il dispiacere di avere o non aver fatto qualcosa, oppure rimorso, il profondo rammarico e senso di colpa che ci assale per aver commesso un torto.
Quando non riusciamo a superarli, rimpianto e rimorso, attraverso una continua ruminazione mentale, ci ripropongono in continuazione il pensiero di ciò che non riusciamo a perdonarci.
Ecco come possono contribuire pesantemente a stati d’angoscia che poi continuano ad alimentare.
Per la legge psicologica dell’indipendenza emotiva infatti, non sono mai le condizioni esterne a determinare le emozioni che proviamo, ma i nostri pensieri, cosa pensiamo di ciò che viviamo.
Questo spiega perché di fronte a situazioni identiche ci sono persone che reagiscono con la paura e altre in grado di mantenere un totale stato di calma e tranquillità, per esempio.
Padroneggiare l’indipendenza emotiva è fondamentale per superare l’angoscia.
Significa infatti sviluppare la capacità di governare la nostra mente e dirigere consapevolmente i nostri pensieri eliminando quelli disfunzionali con cui creiamo questa emozione.
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Anche se l’angoscia si accompagna spesso ad altri disturbi mentali come la sindrome ansiosa (o disturbo ansia generalizzata - GAD) o altri disturbi d'ansia, disturbi dell'umore, disturbi psicotici e disturbi della personalità, a tutti potrebbe capitare di provarla.
Io stessa avevo vissuto qualcosa di simile all'angoscia quando avevo provato paura del futuro.
Le sensazioni erano simili.
Ansia e inquietudine, sensazioni sinonimo di una preoccupazione intensa e costante.
Ma osservando bene quello che provavo, la mia paura era qualcosa di decisamente più prossimo all’ansia.
Minimo comune denominatore l’incertezza, l’apprensione e l’intensità dell’emozione.
Ma in tutto questo c’è un aspetto fondamentale che delinea la differenza tra l’ansia e l’angoscia.
Vediamo di cosa si tratta.
Qual è la differenza tra l'ansia e l'angoscia?

Mentre l'ansia è una risposta emotiva a situazioni reali percepite come minaccia, l'angoscia è uno stato più profondo e persistente, spesso senza una causa evidente e direttamente rintracciabile nella realtà.
L'ansia insomma, può essere vista come il segnale che ci avverte di un pericolo, mentre l'angoscia è un allarme costante e presente anche in assenza di esso.
Anche se la psicologia non fa distinzione e considera l'angoscia come uno stato d’ansia di particolare intensità, una distinzione c’è in realtà ed è anche di un certo rilievo.
Combattere l’angoscia passa da qui.
Partiamo col capire quando si prova ansia.
Innanzitutto l’ansia è una forma di paura.
Quando capisci cos'è la paura infatti, ti rendi ben conto che ansia e paura sono molto legate tra loro.
Perché possano esistere, in entrambi i casi deve essere presente una minaccia, qualcosa che avvertiamo come pericolo insomma.
L’ansia però si riferisce a qualcosa di futuro, qualcosa che pensiamo potrebbe succedere e che temiamo di non saper gestire.
Per quanto spesso sia difficile capire per cosa proviamo ansia, soprattutto quando parliamo di ansia inconscia, qualcosa c’è.
Qualcosa di concreto e reale, anche se spesso decisamente improbabile.
Quando proviamo ansia insomma, il potenziale pericolo è legato a qualcosa di esterno e pertinente al mondo reale.
L’angoscia invece nasce da una visione distorta e catastrofica della realtà che porta a percepire un pericolo anche dove non c’è.
Questa visione diventa inoltre pervasiva portando ad uno stato di costante allarme e irrequietezza che prescinde totalmente dalla realtà.
Come ormai avrai capito bene, si tratta di una condizione dell'io in se stesso, una sensazione chiusa nella sfera della persona e isolata dalla realtà.
E ansia e angoscia hanno sintomi anche diversi tra loro.
Vediamo quali sono i sintomi dell’angoscia.
Angoscia: sintomi emotivi e sintomi fisici
Quando parliamo di angoscia solitamente i sintomi emotivi non solo sono i primi che avvertiamo, ma sono anche quelli che differenziano visibilmente l’angoscia dall’ansia:
- senso di oppressione
- inquietudine ed apprensione per qualcosa di indefinito
- profondo e intenso senso di vuoto
- paura terrifica e ansia paralizzante
Più simili, a volte sovrapponibili ai sintomi fisici di ansia e stress invece, ecco i principali sintomi fisici dell’angoscia:
- difficoltà respiratorie (dispnea da ansia)
- vertigini
- problemi digestivi
- pressione al petto
- tremori (tremori interni)
- insonnia
- tensioni muscolari di vario tipo
Questi sintomi possono essere controllati con farmaci per l’ansia che gestendone la manifestazione esterna non ne rimuovono le cause, e non risolvono quindi né l’ansia né l’angoscia.
Tutti questi sintomi dell’angoscia però, potrebbero essere anticipati da alcuni segnali più sottili, ma comunque manifesti:
- irritabilità
- ansia
- apprensione
- battito cardiaco accelerato
- affanno
- sudorazione eccessiva
- secchezza del cavo orale
Cogliere per tempo questi piccoli ma significativi segnali, permette di riconoscere subito l'angoscia.
È così che possiamo intervenire per tempo evitando di entrare in una spirale negativa che rafforza il pessimismo e la tendenza alla negatività.
Questo circolo vizioso può indurre stati depressivi caratterizzati da un opprimente, inconsolabile e paralizzante vuoto interiore che nei casi più gravi potrebbe condurre all’attacco di panico (e attacchi di panico improvvisi).
Ma come evitare tutto questo?
Come superare l’angoscia con 5 passi fondamentali

Ora ti mostro come superare l’angoscia (come vincerla), ma non ti spiegherò come curarla o come curare gli attacchi di panico che ne potrebbe derivare.
Importante: se pensi di aver raggiunto una condizione grave, potenzialmente patologica, per quanto i miei suggerimenti ti saranno comunque molto utili, ti consiglio di rivolgerti ad uno specialista.
La psicoterapia grazie a terapie di terza generazione come l’ACT (Acceptance and Commitment Therapy) potrebbe essere la soluzione migliore in questo caso.
In tutti gli altri andranno benissimo il coaching e tutto quello sto per mostrarti 🙂
Per concludere quindi, ecco come superare l’angoscia con 5 passi fondamentali.
Prima però ti propongo il nostro test per comprendere meglio la tua angoscia.
Vincere l’angoscia: come far passare l’angoscia e non farla più tornare

È il momento di rispondere ad una domanda.
Come si fa a far passare l'angoscia?
Superare l'angoscia richiede un lavoro introspettivo e un impegno costante per la propria crescita personale.
Tecniche di meditazione e mindfulness possono aiutare a riprendere il contatto con la realtà, così come un lavoro sul respiro può aiutare a gestire i sintomi.
Attraverso un percorso di coaching individuale o psicoterapia si acquisiscono invece gli strumenti per affrontarne le cause profonde e sviluppare la capacità di gestire le emozioni in modo consapevole e costruttivo.
Sarà anche prezioso iniziare in modo pratico e concreto, quello che puoi fare con noi iscrivendosi GRATIS alla nostra Scuola ⇒
Ti mostro 5 passi fondamentali che facendo perno su questi aspetti ti permetteranno di superare l'angoscia.
Questi accorgimenti, se applicati fin dalla comparsa dei primissimi segnali, ti permetteranno anche di evitare la spirale negativa di cui parlavo poco fa.
Grazie a questi passi non solo riuscirai a vincere questa emozione profonda e paralizzante, ma ti metterai nelle condizioni migliori per non provarla mai più.
1. Impara ad essere presente a te e alla realtà che vivi
Imparare ad essere presenti a se stessi e alla realtà che si vive è fondamentale per eliminare ogni rischio di cadere nell’angoscia restando invece saldamente ancorati alla realtà.
Ogni pratica di consapevolezza, come la meditazione e la mindfulness, si basa su questo principio.
Molto spesso facciamo una cosa mentre pensiamo ad un’altra che non ha nulla a che vedere con quello che stiamo vivendo.
E questo è il modo migliore per essere altrove da dove siamo veramente.
Abituati a fare una cosa alla volta: se fai una cosa, pensa a quello che fai.
Concentrati, al resto ci penserai dopo, in un momento in cui ti dedicherai a fare solo quello.
Imparare ad essere presenti a se stessi è anche necessario per essere presenti alle proprie emozioni e acquisirne consapevolezza.
Essere vigili e acuti nel cogliere le emozioni permette anche di riconoscere immediatamente l’angoscia e allora ritornare rapidamente tornare alla realtà.
È su questo infatti che si basano sia la terapia cognitivo-comportamentale che il mental coaching.
2. Impara come tornare alla realtà.
Se la mindfulness aiuta ad ancorarsi al presente, è anche fondamentale saperci ritornare quando la mente inizia ad allontanarsi da esso.
Appena riconosci so l’angoscia (ecco perché è importante che tu lo sappia fare), devi tornare a riconnetterti con la realtà.
Immediatamente.
Per farlo ti serve avere una mente davvero lucida e forte perché solo in quel modo potrai vincere i pensieri di angoscia.
Puoi usare diversi potentissimi esercizi che, oltre a rinforzare la mente, ti permettono di spezzare i pensieri negativi impedendogli di creare emozioni che lo sono altrettanto.
Sono gli esercizi di quella che chiamiamo rete di protezione (proprio perché protegge dalle emozioni negative).
In questo video tratto dalla Super Lezione sui pensieri negativi Giacomo ne mostra 4 spiegando con esempi concreti come utilizzarli.
E uscire da ogni emozione negativa vuol dire anche uscire dall’angoscia 🙂
Ma non si tratta solo di questo.
Oltre ad essere il più potente tra i rimedi naturali per l’ansia, sono esercizi che rinforzano moltissimo la tua mente.
Allenarti ad usarli significa imparare a prenderne pieno controllo.
Un aspetto essenziale per riportarla nel presente e mantenerla ancorata alla realtà liberandoti dell’angoscia ed evitando di ricaderci.
3. Osserva le tue emozioni
Per imparare ad essere presente e prenderne consapevolezza, devi cominciare ad osservare le tue emozioni.
Fai questo esercizio per qualche giorno, fallo fino a quando ti accorgerai di vedere e riconoscere sempre le emozioni che vivi.
Per acquistare questa capacità inizia a scrivere:
- che emozioni hai vissuto
- a che ora hai iniziato a provarla
- la situazione precisa: quando esattamente hai sentito l’emozione?
- quanto è durata
E una volta acquisita questa capacità, inizia ad usare il diario emotivo.
Si tratta di uno strumento fondamentale per comprendere il processo emotivo con cui crei ogni emozione, compresa l'angoscia.
Grazie al diario riuscirai a identificare le regole inconsce da cui nasce e attraverso un processo di ristrutturazione cognitiva, potrai individuare la strategia più efficace per eliminarla.
4. Scopri “se e cosa” temi
Una volta ripreso il contatto con la realtà devi osservare le tue paure.
Se osservi davvero con impegno le tue emozioni, ti sarà molto semplice individuare paure, ansie o preoccupazioni ricorrenti che potrebbero essere l’origine dell’angoscia.
Ricorda che per quanto l’angoscia possa nascere da paure irrazionali, si tratta sempre di una distorsione progressiva della realtà.
Una realtà che temiamo a causa di una visione estremamente catastrofica e negativa.
Ecco perché l'angoscia potrebbe trarre origine da paure di tanti tipi, d’altronde potremmo anche avere paura di tutto.
Potrebbe trattarsi di
- paura del futuro
- paura della solitudine
- paura del vuoto interiore
- paura di vivere
- paura di se stessi
- paura della paura
- paura di stare male
- paura di perdere il controllo
- paura di parlare in pubblico
- paura delle persone
Potrebbe anche essere paura del buio, paura dell’acqua alta o paura del dentista.
Non fa differenza. Se una paura diventa una preoccupazione costante è perché temi di non saperla gestire.
Quando ti accorgi che proprio una paura reale che hai è tanto forte da toglierti il fiato quando la vivi…
O se si tratta di una paura che si verifica spesso, tanto da fare da sfondo alle tue giornate…
Ecco, questa potrebbe essere una possibile causa dell’angoscia.
E se elimini la causa elimini la conseguenza.
Il punto quindi sta nell’applicare quello che è uno dei rimedi contro l’ansia:
- comprendi cosa temi comprendere cosa si teme esattamente che si potrebbe verificare
- trova una soluzione che ti permetta di gestirla nel caso si verificasse davvero
- lavora oggi per creare le condizioni che ti permetteranno di applicare la soluzione che hai trovato
Per riuscirci al meglio leggi come vincere la paura.
Sarà una guida fondamentale se vuoi davvero superare l’angoscia!
Oltre a questa ti consiglio di leggere come combattere l’ansia (oltre a come combattere l’ansia senza farmaci) e come eliminarla per sempre dalla tua vita.
5. lasciare andare il passato
Come ti spiegavo, l'angoscia potrebbe nascere anche da eventi passati che non ci lasciamo alle spalle e si trascinano, oggi, nel presente.
Quando accade, soprattutto a seguito di esperienze particolarmente traumatiche, la ruminazione porta a concentrarsi su tutto quello che non è andato bene (mancanze e colpe).
È così che ci troviamo a provare rimpianto e rimorso facendoci del male, come se questo potesse servire a qualcosa.
Ecco perché per superare l’angoscia è fondamentale che impari a lasciare andare il passato.
Per farlo devi capire che non puoi cambiarlo, ma puoi lavorare sulle conseguenze che oggi restano di ciò che è accaduto.
Del resto, pensaci, staresti stare male per qualcosa che è successo nel passato se oggi non ne restasse alcuna conseguenza?
No, vero?
E per lasciare andare il passato è anche fondamentale imparare a comprendersi e perdonarsi.
Per questo ti suggerisco una guida in cui scoprirai come arrivare al perdono e sciogliere così ogni colpa tanto dolorosa da farti sprofondare nell’angoscia.
Ricapitolando quindi per superare l’angoscia e vincerla una volta per tutte non c’è cosa peggiore che aspettare di ritrovarsi in quella soffocante che fa sentire: “che angoscia!”
È invece importante che inizia subito ad allenarti per restare a contatto col presente e la realtà, osservare le tue emozioni e prenderne consapevolezza.
Lavora sul tuo presente per poter lasciare andare il tuo passato.
Evita di trascinarti le paure che provi, ma risolvi subito ogni tua paura, ansia o preoccupazione.
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