Ansia da prestazione: rimedi efficaci e definitivi

Oggi voglio parlarti di ansia da prestazione, spiegandoti i rimedi che sono davvero efficaci e come utilizzarli concretamente.

In altre occasioni ho affrontato e affronterò ancora il tema dell’ansia, ma oggi voglio concentrarmi in maniera particolare sulla paura di non essere all’altezza di un certo risultato.

In generale l’ansia è la paura che qualcosa che potrebbe succedere sia una minaccia, fuori controllo, troppo grande per poterla affrontare o gestire.

Nel caso dell’ansia da prestazione tutto questo è legato in modo specifico a un risultato che vorremmo ottenere e temiamo di non raggiungere.

Per superarla dobbiamo lavorare, e tra poco ti spiego come in modo chiaro, semplice e preciso, su due aspetti: da una parte il valore che diamo al risultato, dall’altra cosa fare per ottenerlo senza ansia.

Direi che sarà una guida tra le più ricche e importanti, per cui mettiamoci subito al lavoro 😉

 

Ansia da prestazione: non puoi controllare tutto, ma puoi fare molto

Ansia da prestazione

Il problema principale è che in ogni situazione, qualsiasi risultato vorrai ottenere, ci saranno sempre una serie di elementi che sfuggono al tuo controllo.

L’ansia da prestazione la provi quando vuoi a tutti i costi ottenere un certo risultato, ma temi di non farcela. Quasi sempre il tuo successo sarà però influenzato da fattori che non dipendono da te.

Il primo errore che alimenta quest’ansia è concentrarsi sul risultato finale che vuoi raggiungere.

Lo so, sembra un controsenso, ma più ti focalizzi sull’obiettivo finale, più è alto il rischio di mancarlo, di essere condizionato, o condizionata, dalla tua ansia.

Il segreto, il primo rimedio efficace, consiste nel non pensare continuamente a dove vuoi arrivare, ma concentrarti sul processo per raggiungerlo.

Non temere, adesso ti faccio qualche esempio, ma considera anche il fattore forse più importante: devi lavorare solo sulle cose che sono totalmente sotto il tuo controllo.

Ho spiegato in una guida molto pratica e semplice come gestire l’ansia e il concetto base è che questa emozione nasce se temiamo che le cose siano fuori dal nostro controllo.

Per combatterla devi mettere l’accento su quello che invece dipende da te, quelle cose su cui puoi incidere direttamente e che gestisci tu.

Il rimedio più immediato contro l’ansia da prestazione è focalizzarti su cosa devi fare e solo su quello che controlli totalmente e che dipende unicamente a te.

Se ti concentri sugli aspetti che non puoi gestire, l’ansia cresce perché non dipendono da te, potrebbero avere esiti negativi, non puoi controllarli e questo alimenta sempre le nostre ansie.

Inoltre è davvero inutile tenere la mente occupata da pensieri che riguardano cose che non decidi tu: a cosa serve?

Poiché non dipendono da te, non puoi influenzarle o fare nulla, quindi è inutile e alimentano solo un senso d’impotenza che crea ansie e paure.

  • Se devi sostenere un esame, per esempio, è inutile pensare a che domande potrebbe farti il professore: non dipende da te cosa lui deciderà di chiederti e non potendo controllare quest’aspetto sarai in ansia nel timore che qualche domanda sia troppo difficile.
  • Se devi fare una gara di corsa, non ha senso preoccuparti se i tuoi avversari saranno troppo veloci: anche questo non dipende da te per cui non serve a nulla pensare a quanto correranno forte loro.

Quello che devi fare è occuparti solo di cose puoi controllare, del processo, non del risultato finale.

Pensa al tuo obiettivo e scrivi, adesso, tutte le cose che dovresti fare per raggiungerlo.

E solo quelle che dipendono da te.

Se vuoi superare un esame, per esempio, dovrai studiare, leggere un libro, magari fare altre ricerche su internet, chiedere dispense, fare mappe menali o qualsiasi altra cosa.

In sostanza chiediti: cosa devo fare per raggiungere questo risultato?

Scrivi tutto, ma concentrati solo sulle cose che sono totalmente sotto il tuo controllo.

Per due motivi ti consiglio quest’approccio:

  1. Quello che non puoi controllare non dipende da te e non puoi fare nulla. Inutile concentrarti su queste cose.
  2. Più pensi alle cose che sfuggono al tuo controllo, più sale l’ansia e, contemporaneamente, bruci energie preziose che dovresti impiegare, invece, sulle cose che sono in tuo potere e che puoi fare.

Sicuramente avrai sperimentato quanto possa essere faticoso e stancante vivere con ansia una certa situazione o lavorare con la preoccupazione di non farcela.

L’ansia assorbe enormi energie mentali e fisiche e questo diventa un altro ostacolo al tuo successo.

Se il tuo obiettivo è organizzare una festa all’aperto, a che ti serve preoccuparti se pioverà? Dipende da te? Non credo!

Tu devi invece pensare al risultato che vuoi ottenere e scrivere tutto quello che devi fare per raggiungerlo.

Più sei preciso, o precisa, meglio è, perché l’ansia è alimentata dall’incertezza: meno informazioni hai su quello che ti interessa, più spazio dai all’ansia.

Fai un elenco scritto di tutte le cose che devi fare per raggiungere il tuo obiettivo, e sii preciso, o precisa, perché poi, del risultato finale, ci interesseremo poco da ora in avanti.

Una volta che sai esattamente cosa devi fare, devi concentrare tutte le tue energie solo e soltanto su queste cose, farle tutte e farle al meglio.

Va da sé che se cominci a lavorare male o fare in parte i compiti che ti spettano, sarà semplice tornare a provare l’ansia. Inoltre non devi pensare a cosa succederà o come andrà a finire.

Inutile chiederti se le persone si divertiranno alla tua festa, se il professore sarà nervoso o se gli altri atleti saranno in forma e correranno meglio di te.

Non serve, non ti aiuta a lavorare e ti toglie energie e concentrazione dalle cose che invece dipendono solo da te.

Quello che devi fare è rendere al massimo, impegnarti al 100% sulle cose che hai sotto controllo.

All’esame, per esempio, devi arrivare dopo aver studiato tutto il materiale previsto dal programma.

Alla gara di corsa devi essere abituato, o abituata, a quella distanza e magari anche a distanze maggiori e avere respirazione e forza fisica ottimali.

Alla festa devi arrivarci avendo previsto cosa fare se dovesse piovere, organizzato più alternative per intrattenere adulti e bambini, previsto contrattempi e organizzato nei minimi dettagli ogni cosa.

Per riuscirci è importante che il tuo elenco di attività sia il più chiaro, completo e ricco possibile.

Mente ci lavori, mentre ti prepari, misura ogni giorno quello che stai facendo.

Ecco qualche domanda da porti ogni sera, e che ti aiuterà a prepararti al meglio in vista della prestazione:

  • Oggi ho fatto il massimo o potevo fare di più?
  • Quello che sto facendo è tutto quello che potrei fare?
  • Se fosse una questione di vita o di morte, cosa potrei fare in più che non sto facendo?
  • Se fosse la cosa più importante della mia vita, cosa farei che oggi non faccio?
  • Se fossi un mio amico, che consigli mi darei per prepararmi meglio?
  • Ci sono cose che sto facendo poco, male o distrattamente? Come potrei migliorarle?
  • Quali sono i miei punti deboli?
  • Se qualcuno mi dovesse giudicare, cosa preferirei non vedesse perché non mi sembra fatto bene? Come potrei migliorarlo?

Il segreto per eliminare l’ansia da prestazione è lavorare alla grande su quello che controlli tu.

Più ti accontenti, più sei superficiale, meno impegno ci metti, maggiori sono le possibilità di non ottenere il risultato che vorresti.

Ricorda che è proprio questa paura che alimenta l’ansia.

Calza bene l’esempio del venditore, quello che su appuntamento (o anche senza!) va a casa del possibile cliente e deve riuscire a vendere il suo prodotto.

L’esempio funziona bene anche per situazioni più comuni, come convincere qualcuno a fare come diciamo noi, perché infondo stiamo vendendo comunque qualcosa: le nostre idee.

L’obiettivo del venditore non è fare una buona impressione (questo è un mezzo!), ma vendere il prodotto.

Per cui devi pensare a tutte le cose che ti aiuteranno a farlo. Ne avevo parlato con un ragazzo, ecco qualche idea:

  • Bussare a tutte le porte che incontro.
  • Fare le 5 domande più importanti che mi sono preparato, o preparata.
  • Sorridere durante la presentazione.
  • Spigare bene come funziona il prodotto (il cliente deve capirlo!).
  • Chiedere sempre di completare l’acquisto.
  • Elencare sempre tutte le qualità e i vantaggi del prodotto.

Sono solo esempi, ma devi concentrarti su queste cose, che controlli, e non sul fatto che il potenziale cliente sorrida, sia a suo agio, parli tanto o ti guardi con benevolenza o ti trovi simpatico, o simpatica.

Questi elementi non dipendono da te e più ti concentri sulle cose che controlli, più hai possibilità di ottenere questi risultati.

Non devi pensare a cosa faranno gli altri (non dipende da te!) o cosa può accadere, ma a fare al meglio la tua parte, l’unica che controlli tu.

Parlando di ansia da prestazione non devi solo prepararti, devi anche fare la tua prestazione, qualsiasi cosa sia.

Mentre sei lì, che sia un esame, gestire una festa, fare una gara di corsa, non devi mai pensare al risultato finale.

Devi sempre pensare solo a cosa fai, a farlo al meglio e basta.

Nel calcio succede una cosa estremamente significativa: quando una squadra non è favorita, tende a giocare bene, magari anche meglio dei campioni favoriti dai pronostici.

Spesso subentra l’ansia di dover confermare certe previsioni, mentre i giocatori che non hanno alcun pensiero di vincere giocano in modo più sereno e rilassato.

Ricorda che l’ansia toglie energie fisiche e mentali.

Succede però spesso che se la squadra non favorita inizia a vincere, con il tempo subentra anche in quei giocatori l’ansia di continuare a farlo, confermare il loro successo, dimostrarsi all’altezza delle aspettative.

Le squadre che vincono sono quelle che si divertono a giocare, non quelle ansiose di ottenere la vittoria.

  • Se corri, pensa a respirare in modo ottimale, a mantenere un certo equilibro nella corsa, concentrati sui passi, sul movimento, su quello che dipende da te.
  • Durante la festa non guardare se gli ospiti si divertono, pensa alla musica, al servizio del cibo, a dare una mano ai clienti che ne hanno bisogno, a tutte le cose che dipendono da te.
  • Durante l’esame pensa solo a rispondere alle domande, concentrati su cosa dici, su quello che sai, e hai studiato.

La tua concentrazione deve essere sul momento presente, su cosa fai e su come lo fai.

Devi restare con la testa su quello che stai facendo e non pensare più al risultato. Devi divertirti mentre giochi la tua partita.

Non solo questo allenta ogni forma di ansia o preoccupazione, ma è anche il modo migliore per ottenere il successo che vuoi: meno ci pensi, più è facile raggiungerlo se ti concentri a fare bene quello che devi fare 😉

Inoltre devi sempre avere un programma per ogni cosa.

Nell’esempio della festa all’aperto non sta a te decidere se pioverà, per esempio, ma puoi avere una soluzione preparata nel caso succedesse.

In pratica devi pensare a fare bene quello che dipende da te, non concentrarti sulle cose che non controlli, ma avere pronte delle soluzioni qualora dovessero verificarsi imprevisti prevedibili.

Accanto all’elenco con tutti i compiti che sono sotto il tuo controllo, tieni una lista di possibili situazioni che potrebbero metterti in difficoltà.

Per ogni possibile problema ti serve una soluzione.

  • Se piove durante la festa cosa farai?
  • Se ti senti nervoso, o nervosa, durante l’esame come gestirai questa tensione?
  • Se il professore ti fa una domanda di cui non conosci la risposta?
  • Se mentre corri ti viene un crampo?

Ci sono tre tipi di situazioni possibili.

Alcune cose che succedono non dipendono da te, come la pioggia.

Altre che invece accadono in te, come il nervosismo mentre giochi la partita. E poi quelle legate al giudizio e al comportamento degli altri.

L’ansia, come detto, si alimenta di incertezza, e tu devi sapere come affrontare qualsiasi situazione.

Ricorda, devi lavorare sodo su quello che è totalmente sotto il tuo controllo, ma seguire il prossimo video per capire come preparati alle difficoltà che potresti incontrare e che non dipendono da te.

Ho scritto una guida che ti spiega come risolvere qualsiasi problema con il problem solving, e una per essere sicuri di sé e sapere sempre cosa è meglio fare.

Leggile 😉

Il primo passo è quindi totalmente sotto il tuo controllo.

  1. Definisci cosa fare per ottenere quel risultato.
  2. Lavora dando sempre il meglio in questa direzione.
  3. Quando sei sul più bello, pensa a cosa fai e come farlo alla grande.
  4. Fregatene di cosa succederà alla fine o di cosa pensano gli altri.

La tua mente deve restare concentrata sul tuo lavoro, pensa solo a quello che controlli tu e a come farlo davvero bene.

Per debellare l’ansia da prestazione questo approccio funziona in modo incredibile, perché l’ansia si alimenta da incertezze e preoccupazioni, perché pensi a cosa potrebbe succedere e alle cose che tu non controlli.

Questo è sempre un errore. Sempre!

 

Combattere l’ansia da prestazione cambiando i tuoi pensieri

Ansia da prestazione rimedi

L’ansia è un’emozione e come ogni altra non sta nelle cose che accadono e non dipende da cosa fanno gli altri.

Ricorda che non sei in ansia per le domande del professore, sei in ansia perché pensi che potrebbero essere difficili e metterti in difficoltà.

Io la chiamo indipendenza emotiva e significa questo: tu crei le tue emozioni in base a cosa pensi.

L’ansia da prestazione nasce quando tu pensi di non farcela, o meglio temi che potrebbe accadere questo, che forse non sarai all’altezza del compito che non raggiungerai l’obiettivo.

Il problema non sta nelle cose che potrebbero succedere, anche perché, onestamente, non è affatto detto che vada male.

Il problema è che tu pensi che possa andare male.

Giusto o sbagliato che sia questo tuo giudizio, se pensi di non farcela e temi di fallire, proverai sempre e comunque ansia.

Ma la crei tu con i tuoi pensieri!

Torniamo all’esempio dell’esame.

Se pensassi di aver ricevuto una grossa raccomandazione, non avresti ansia dal momento che sai già di ottenere quello che vuoi.

Per te sarebbe una formalità, niente di più. E se la raccomandazione fosse finta?

Cambierebbe poco, del momento che l’ansia non dipende da cosa accade ma da come vivi le situazioni.

Certo, se il professore iniziasse a fare domande difficili potresti trovarti in difficoltà, ma più che ansia, potrebbe esserci rabbia perché, dal tuo punto di vista, il professore sta tradendo gli accordi che pensi abbia accettato.

Capire che tu crei le tue emozioni è la cosa più importante quando parliamo di ansia da prestazione.

L’ansia dipende da un pensiero molto semplice: tu pensi di non farcela, e questo si affronta preparandoti, concentrandoti sulle cose che sono sotto il tuo controllo e non pensando al risultato finale.

In questo ti sarà utilissimo leggere una guida che ho scritto sull’autostima: più tu hai la consapevolezza di potercela fare, la certezza che, comunque vada, hai la capacità di affrontare e risolvere un problema, più l’ansia non ha spazio.

Il timore di fallire è legato alla convinzione di vincere, e non è questione di auto illudersi, ma di fidarti delle tue capacità ancora più che della tua conoscenza.

Ossia sapere che, comunque vada, troverai una soluzione anche a problemi per cui non sei preparato, o preparata.

Fiducia in se stessi insomma.

E questo dipende da cosa pensi, perché la sicurezza, la fiducia, l’autostima, sono stati emotivi che dipendono dalla convinzione di farcela.

 

Sono i tuoi pensieri che determinano se vincerai o perderai.

Ti propongo una poesia che spiega benissimo l’importanza di quello che credi.

 

Se credete di partire battuti, lo sarete,
Se ritenete di non sapere osare, non oserete.
Se vorreste vincere, ma pensate di non riuscirci,
È quasi certo che fallirete

Se immaginate di perdere, avete già perso,
Perché nel mondo è vero che
Il successo inizia dalla volontà dell’individuo,
È nella sua mente

Se credete di essere surclassati, lo siete.
Per elevarvi, dovete puntare in alto,
Dovete essere sicuri di voi prima
Di poter vincere un premio.

Le battaglie umane non arridono sempre
All’uomo più forte o veloce.
Prima o poi l’uomo vincente
Sarà quello che ritiene di poter vincere.

 

Perché è vero?

Perché se ci credi, allora fai quello che abbiamo visto finora, lavori al massimo sulle cose che controlli, ti impegni, lotti e migliori.

Se invece fossi convinto, o convinta, di non poter vincere, di non farcela, davvero daresti il 100% nel prepararti alla sfida?

E se i tuoi pensieri sono sempre rivolti a cosa non funzionerà, riuscirai a concentrarti su quello che devi fare e farlo bene?

Non devi illuderti che andrà tutto bene, ma capire che dipende da te per molte cose, che su queste puoi fare tantissimo e farlo bene e sapere che anche gli imprevisti possono essere affrontati.

Una soluzione c’è e tu puoi trovarla, anche se non l’hai mai fatto prima.

Questa è autostima e si fonda sulla tua capacità di crescere e migliorarti ogni giorno.

Ed è molto concreta, non aria fritta 😉

Ma c’è un secondo elemento alla base dell’ansia, ed è di tipo esclusivamente emotivo. Il problema è quanto per te è importante quel risultato.

L’ansia nasce sempre se quel che temi ha un peso nella tua vita. Ci sono tantissime cose che non vanno come immaginiamo, ma di cui non ci importa nulla.

Per queste situazioni non proverai mai ansia, perché non contano.

L’ansia è legata al significato che dai alle cose, è un’emozione che crei in funzione di come osservi la vita e del senso che dai a situazioni, scelte, comportamenti.

L’ansia da prestazione dipende dall’importanza che dai al risultato che vuoi raggiungere.

Più lo consideri fondamentale (e meno è sotto il tuo controllo), più sarà inevitabile che vivrai con ansia questa situazione.

Ricorda l’esempio della squadra di calcio che non è favorita: non ha niente da perdere, per questo gioca in modo rilassato e gioca meglio.

Se la posta in palio, secondo te, è alta, è ovvio che proverai ansia nel momento in cui non decidi al 100% il risultato finale.

Controllare alcune cose è ottimo, lavorare solo su quello che dipende da te è importantissimo, ma non basta.

Possiamo parlare di come gestire le emozioni (leggi questa guida!), e capire che puoi mantenere la calma in ogni situazione, ma il vero cambiamento arriva quando cambi le tue priorità.

E qui subentra quello che conta davvero nella tua vita: perché è così importante quel risultato?

È un desiderio, un obiettivo, o una pretesa?

Il prossimo video dura poco, ma ti spiega questa differenza fondamentale.

 

Se il tuo non è un obiettivo, ma una pretesa, l’emozione negativa è dietro l’anglo, sempre e comunque.

Puoi certamente pensare a cosa controlli e lavorare sodo su quello che spetta a te.

Ma l’ansia è in agguato perché la pretesa è una trappola, da qualunque angolatura la osservi.

 

Una pretesa è qualcosa di cui hai bisogno perché è davvero indispensabile per la tua felicità. Facendo un esempio molto semplice: se le tue regole ti dicono che per essere felice devi ricevere il mio rispetto, allora inizierai a pretendere questo da me.

Il motivo è logico: hai bisogno che io ti rispetti per essere felice. La pretesa scatta ogni volta che devi ottenere qualcosa per raggiungere un obiettivo. Ogni pretesa punta sempre alla felicità.

 

Questo è un brano tratto dal libro Indipendenza Emotiva, Imparare a essere felici, e tra poco te ne faccio leggere qualche altro.

Il punto è questo: le pretese sono qualcosa di indispensabile secondo te, in base alle tue regole, sei tu che decidi, in modo più o meno consapevole, cosa pensi che ti renderà felice.

L’ansia da prestazione è legata a risultati che, secondo te, concorrono alla tua felicità o ti possono impedire di ottenerla.

Con felicità intendo benessere, emozioni positive, una vita piacevole da vivere. Quello che desideri tu e chiunque altro, io per primo 😉

Ma perché scattano pretese, più che desideri, come ti mostravo nel video?

 

Pensaci: se tutti facessero quello che dici tu, se tutto andasse come vuoi, cioè se ogni tua pretesa fosse sempre soddisfatta, avresti la sicurezza che cerchi, perché tutto sarebbe proprio come ti aspetti, tutto perfetto e tu, ottenendo questo, saresti felice.

Le pretese, quindi, nascono nel tentativo, ovviamente irrealizzabile, di farti controllare tutto per avere la certezza di essere felice.

 

E torniamo al cuore dell’ansia da prestazione: il controllo.

Puoi averlo su molte cose, su tutte quelle che dipendono da te, ma quasi sempre i tuoi risultati saranno condizionati da tanti altri fattori.

Ecco cosa succede quindi quando una pretesa entra in circolo.

 

La cosa più ovvia è che tu provi ansia, preoccupazione o paura di non vedere soddisfatte le tue pretese. […] Quando ti siedi davanti al professore per sostenere l’esame vuoi un buon voto, ma non hai nessuna certezza di ottenerlo, per questo provi ansia: pretendi qualcosa che ritieni indispensabile ma non sei sicuro che la raggiungerai davvero. Se non lo otterrai che cosa succede? Che non sarai felice.

C’è una regola che ha stabilito per te che quella cosa, che poi pretendi, sarà capace di farti stare bene, quindi la vuoi, la devi avere. Prima di raggiungerla provi emozioni negative legate alla paura di non ottenerla. Non dipende da te e quindi potrebbe succedere di non averla.

Cosa accade se io decido di non rispettarti? Se tua moglie non vuole ascoltarti? Se il tuo ragazzo non vuole chiamarti al telefono? Se i tuoi amici decidono di non invitarti alla loro festa? Se il datore di lavoro non ti assume?

Tu hai bisogno di queste cose per stare bene, sono fondamentali, ma non hai potere su queste decisioni, che saranno prese dagli altri, e sai bene che corri il rischio di non ricevere ciò che pretendi e, di conseguenza, di stare male e non essere felice.

[…] spesso pretendiamo di raggiungere non chissà quali grandi traguardi, ma piccoli successi che però, per quanto possano risultare banali o insignificanti agli occhi di molti, sono per noi fondamentali. […] Ma se la tua pretesa è soddisfatta, smetterai di provare queste emozioni negative? In realtà no.

Anche dopo che ti ho dimostrato il mio rispetto, non hai nessuna certezza che continuerò a comportarmi in questo modo. Hai ricevuto le attenzioni dai tuoi amici ma niente può assicurarti che durino per sempre.

Ogni pretesa potrebbe essere delusa a un certo punto, le persone cambiano e smettono di fare ciò che tu chiedi loro. Ogni piccolo segnale che qualcosa stia cambiando, anche il più fragile degli indizi che ti faccia capire che potresti perdere ciò che pretendi, innesca sempre emozioni negative.

Il tuo partner che guarda un’altra persona ti farà sorgere il dubbio che provi attrazione per lei e non per te, un amico che ti lascia solo ti farà venire il sospetto che non tenga a te come dice.

Ogni pretesa porta una fortissima insicurezza, perché tutto quello che chiedi per essere felice, che pretendi dagli altri, non è sotto il tuo controllo, neanche dopo che l’hai ottenuto. Potresti sempre perderlo, potrebbero togliertelo, e tu, senza, non sarai felice e starai male. […]

E che succede se davvero perdi quello che è indispensabile per te? Cosa accade a questo punto? Non c’è più il rischio di perdere qualcosa, ma la certezza che mai più potrai soddisfare quella regola, le tue pretese resteranno per sempre insoddisfatte.

Se prima non sei sicuro di ottenere quello che vuoi, e anche quando raggiungi un obiettivo non hai certezze di cosa accadrà, se lo perdi vivi con la sicurezza di aver perso, per sempre, la felicità che desideri.

 

L’ansia da prestazione non potrai mai vincerla davvero e non potrai mai essere realmente felice fino a che considererai obiettivi e risultati come cose indispensabili per questo.

Ne parlo tanto nel libro da cui ho tratto questi stralci, libro che ho scritto personalmente e ritengo indispensabile per liberarti per sempre dall’ansia da prestazione. Se ti interessa, puoi scoprire di più su “Indipendenza Emotiva” ⇒

Torniamo a noi.

I rimedi davvero efficaci per l’ansia da prestazione sono due: lavorare bene su quello che controlli, non pretendere di ottenere quello per cui lavori.

Quest’ultimo, lo so, sembra un controsenso. Il secondo oggi 😉

In realtà il problema non è avere obiettivi, che sono fondamentali e vitali, ma trasformarli in pretese.

Puoi essere felice anche senza ottenere ciò che cui lavori, quando ti rendi conto che la gioia deriva non dal risultato, ma dal lavoro stesso, dal processo.

Quando ami fare qualcosa e la fai con passione e impegno, senza pretese, vedrai che vincere, ottenere certi risultati, diventa semplice, quasi naturale.

E se non ne hai fatto delle condizioni per diventare felice, non saranno mai un problema ma sempre uno stimolo, un modo per migliorarti e fare la differenza.

 

Conclusioni

Come cambiare carattere

Oggi ti ho spiegato qualcosa di molto importante.

Devi sempre concentrarti su quello che dipende da te e farlo al meglio delle tue capacità.

Non pensare ai risultati, ma a come raggiungerli e lavora su quello che devi fare senza farti distrarre da preoccupazioni o mete.

Ho lanciato DiventareFelici.it nel dicembre del 2014 e avevo un grande lavoro davanti per realizzare certi risultati.

Ti garantisco che mi bloccavo ogni volta che mi fissavo sui risultati, su quel che stavo, o non stavo, ottenendo.

Ogni volta mi davo uno schiaffo (in senso figurato 😉 ) e tornavo a concentrarmi sul processo.

  • Cosa devo fare oggi?
  • Lo sto facendo bene?
  • Su cosa devo lavorare?
  • Come impiegherò le prossime due ore?
  • Questa settimana che cose devo completare?

Facendomi domande come queste tornavo a portare la mia concentrazione sul processo, su quello che era sotto il mio controllo.

E tornavo a camminare.

L’esperienza più utile però è stata finora un Corso all’Università di Parma che ho tenuto in febbraio.

La prima volta per me che tenevo un corso dal vivo e all’Università 😉

Eppure, facendo quello che hai letto e quel che ti offro nel percorso gratuito, non ho avuto ansia.

Nemmeno un poco, neanche 5 minuti prima di cominciare.

Non è magia, è allenamento e consapevolezza.

Se lavori ogni giorno su quello che dipende da te, lavori bene, se hai programmato i passi per arrivare a destinazione nel modo giusto e sai che supererai qualsiasi difficoltà, arriverai lontano.

Te lo ripeto, i migliori risultati li ottieni se dimentichi l’obiettivo e pensi a come raggiungerlo.

Ovviamente il risultato lo tieni a mente, ma è un punto di riferimento, non una pretesa.

Perché il segreto è che io sono felice di lavorare, indipendentemente dal risultato.

Se viene, bene, ma a me fa stare bene il processo, ciò che faccio, perché amo farlo, ha un senso, uno scopo.

La tua felicità non deve mai dipendere da qualcosa o da qualcuno, altrimenti non saranno traguardi o doni di cui essere grato, o grata, ma pretese che ti impediranno, paradossalmente, di diventare felice.

Gioca, lotta, punta alla vittoria, ma non farne un padrone, non dipendere dai tuoi successi.

Questo non serve solo per eliminare l’ansia da prestazione, serve soprattutto per cambiare in meglio la tua vita ed essere sempre, comunque, felice.

Un passo cruciale, quindi, è sviluppare autostima e sicurezza in te e nelle tue capacità.

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Da oltre 7 anni mi occupo di felicità: la studio, la osservo, la vivo e la condivido. La mia missione è aiutare tutti a cambiare la propria vita ed essere felici. Su Diventarefelici.it porto la mia esperienza personale e quella delle tante persone che ho conosciuto e aiutato in questi anni per dare il mio contributo: voglio migliorare questo mondo, e più persone diventeranno felici, più ci riuscirò. Questa è la mia missione.

28 Commenti

  1. Ciao. Ho non sempre un problema di ansia da prestazione in ambito sessuale.più ci penso e più mi viene il problema. Ovviamente la mia partner è paziente, ma fino a quando? Ho fatto analisi ed esami e non esiste problema organico. Come posso fare a superare questo problema che mi affligge?

    • Ciao Giu,
      come hai letto devi dimenticarti del risultato.
      Che poi con la tua ragazza non è mica una gara, deve essere qualcosa di naturale e semplice, non una “prestazione”.
      Elimina il finale. Tieni la mente concentrata su quello che fai, passo, passo, lascia perdere cosa accadrà e resta nel momento pensando solo a cosa fai.
      Devi liberarti del pensiero sul risultato tenendo la mente concentrata sul presente e su quello che fai.
      Concentrati su ogni gesto invece di andare oltre 🙂

      • Grazie veramente molto. Non è facile perché continuo a concentrarmi sul risultato e su quello che purtroppo non avviene o perdo durante il rapporto.

  2. Ho letto l’articolo ed è bellissimo! Mi sono scritta i punti più importanti su un foglio e cercherò di metterli in pratica! Tra tre settimane ho l’esame più complesso della mia carriera universitaria nonché uno degli ultimi e ho un po’ d’ansia, perché ho delle scadenze da rispettare, una media alta da mantenere e non posso permettermi una bocciatura né un voto basso! :/

  3. Ciao Giacomo! Bellissimo articolo, trovo che sia molto utile e concordo con tutto quello che hai scritto. Avrei una domanda: perchè dici che ogni pretesa punta sempre alla felicità? Se per esempio pretendo che la macchina si metta in moto quando voglio io, lo faccio perchè il mio obiettivo è raggiungere un luogo con la macchina, non per essere felice. La felicità non dovrebbe essere solo uno dei tanti possibili obiettivi? Io avrei detto che “ogni pretesa potrebbe puntare alla felicità, così come a qualche altro obiettivo” 🙂

    • Qualsiasi obiettivo, per quanto banale, ha senso se concorre alla tua felicità.
      Se la guardi con la lente di ingrandimento, una formica sembra enorme, se ti allontani vedi che è parte di una catena infinita di formiche… in prospettiva tutto ciò che ci interessa, ci interessa perché ha un senso per la nostra felicità.
      Nella nostra visione, si intende 😉

  4. Ciao Giacomo! Ho una domanda: se l’obiettivo per il quale provo ansia non dipendesse da me o in fondo non fosse un obiettivo che vale la pena di raggiungere, dovrei comunque chiedermi quali sono le cose che posso fare per raggiungerlo e mettere tutte le mie energie in queste cose? Per esempio, questo obiettivo potrebbe essere non essere disapprovati o presi in giro da nessuno. Quindi l’elenco di cose da fare sarebbe qualcosa che piace agli altri e che mi serve per “controllarli”. Ma forse qui il problema non è come raggiungere l’obiettivo, ma capire perchè non vale la pena di averlo come obiettivo. Grazie 🙂

    • Appunto. In un caso del genere cosa dovrei fare quindi? Tu hai scritto di mettere tutte le nostre energie nel compiere i passi da fare per raggiungere il nostro obiettivo. Ma se l’obiettivo è far pensare bene agli altri, quali sono i passi? 🙂

    • Sono d’accordo. Ma quindi questo articolo non fa al mio caso? Oppure mi consigli di finirlo lo stesso, senza elencare i passi da fare per raggiungere il mio obiettivo (dato che l’obiettivo va cambiato)?

    • Eh sì, ho dovuto commentare perchè non posso definire i passi per raggiungere l’obiettivo come chiedi all’inizio (mi hai confermato che il mio obiettivo di andare bene agli altri, che è quello che ho individuato come responsabile dell’ansia, non va raggiunto), così ero rimasto bloccato in quel punto 🙂

  5. ciao ho letto con attenzione il tuo articolo e comprerò il tuo libro. Faccio uno sport mentalmente difficilissimo, il tiro a segno. Purtroppo penso molto al risultato, mi identifico con lui. Mi fa sentire bene e apposto con l’ambiente. Ma questo mi provoca degli alti e bassi paurosi. Quando sono sotto pressione mi riesce difficile fare anche le cose più semplici, come concentrarsi sul gesto tecnico. La mia mente vaga comincio a sudare vorrei ritirarmi. E’ come se fossi un ciclista che in allenamento fa migliaia di km, ma in gara praticamente non sa andare in bicicletta. Dimentico i fondamentali la mia mente fa fatica a concentrarsi su quello che devo fare, e l ‘importante è solo cio che vien sul bersaglio. Non mi godo ciò che faccio. Mi sono rivolto a diversi psicoterapeuti, ma nessuno mi ha aiutato

  6. Ciao quest’anno ho l’esame della maturità e mi è salita un po’ l’ansia. Penso di non poter più sbagliare un compito. Mi sento sotto pressione. Cosa posso fare per far diminuire quest’ansia?

    • Ciao Cristian,
      focalizzati su quello che devi fare.
      Non pensare a cosa succederà dopo un compito o a tutte le cose che non sono sotto il tuo controllo (difficoltà della prova, giudizio del professore e via dicendo).
      Scrivi su un foglio tutto quello che puoi fare tu, quindi pensa sempre e solo a questo e fallo al meglio.
      Quando la mente vaga, e accadrà, tu ritorna a concentrarti su cosa devi fare per fare bene il prossimo compito.
      Uno alla volta.
      Pensa a ciò che controlli, lavora bene, e rimani concentrato solo su quello che dipende da te 🙂

  7. Ciao Giacomo ,intanto grazie! Mi piacerebbe che tu parlassi delle fobie, soprattutto della claustrofobia,quella che mi affligge. Ho letto un po tutti i tuoi articoli,sono arrivata a te di conseguenza ad una terapia cognitivo comportamentale che sto tutt’ora facendo,inizialmente mi incuriosivano le tue affermazioni perchè mi ritrovavo con il percorso che sto facendo,poi ho continuato a leggerti molto appasionatamente. La claustrofobia è una forma d”ansia? Come vincerla? Grazie

    • Ciao Antonella,
      essendo un Mental coach e non uno psicologo o uno psicoterapeuta, non mi sono mai interessato in modo specifico alle fobie.
      Di certo sono legate alla paura, all’ansia, per cui ti suggerisco due pagine che ti spiegano le radici dell’una e dell’altra: questa e questa.
      Inoltre ho creato una guida molto ricca per parlare di paura e di come eliminarla.
      Qualsiasi fobia ha sempre un motivo, bisogna trovarlo, comprenderlo e risolverlo. La guida la trovi qui.
      E per concludere considera che tutto dipende sempre dalle emozioni, quindi, già che ci sei, leggiti anche questa pagina importantissima 🙂

  8. Bellissimo articolo grazie!
    Io sto puntando ad un avanzamento di carriera mi impegno al massimo sempre e quando non arriva nulla alle volte mi coglie l’ansia ed è sempre legata a pensieri di cose che non posso controllare direttamente. Continuerò a impegnarmi al 110% per ottenere il risultato ma soprattutto cercherò di dimenticare i pensieri negativi che sabotano la mia dovuta felicità

  9. Ciao Giacomo.

    Giustamente l’ansia viene dal controllo, paura di non farcela , pretese , le cose che hai detto… ma si controlla come dici tu.

    quella pensante invece viene dal non sentirsi semplicemente all’altezza . quella è una bestia feroce. ha più che fare con l’autostima

    Ho combattuto tanto questo mostro , a volte avevo l’ansia anche solo ad incontrare alcune persone a fianco alle quali non mi sentivo all’altezza, A 18 anni non mi sono sentito all’altezza di avere una ragazza, bella o brutta che fosse. Se poi mi piaceva…..Non mi sono quasi mai sentito all’altezza di parlare in pubblico con un’ansia assolutamente ingestibile..

    questa è la vera ansia , che assomiglia ad attacchi di panico..

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