Ansia: rimedi semplici per gestirla subito e cancellarla per sempre

Vuoi dei rimedi davvero efficaci, pratici e immediati per l’ansia?

Perfetto, sei nel posto giusto.

Negli ultimi anni ho visto cosa funziona bene (nel giro di pochi secondi!) quando parliamo di ansia, e soprattutto ho imparato come eliminarla totalmente dalla tua vita.

Intendiamoci: provare un po’ di ansia di fronte a qualcosa di impegnativo o nuovo, per pochi secondi o minuti intendo, ci può stare, ma subito passa.

Questa fa parte del gioco. Non devi accontentarti di gestirla o controllarla, puoi smettere di viverla al di fuori di quel pochissimo che ti serve.

Ora ti insegno 5 rimedi molto efficaci per affrontare l’ansia e contemporaneamente ti insegno ciò che devi sapere per liberartene per sempre.

  1. Perché provi ansia (le caratteristiche che non ti aspetti)
  2. Rimedio #1: capire la tua ansia
  3. L’ansia è un modo di pensare (e di vivere la vita!)
  4. Rimedio #2: agire, agire, agire!
  5. Che cosa alimenta la tua ansia (e ti rende più debole)
  6. Rimedio #3: Prepararti a tutto
  7. Cambia modo di pensare (e di parlare!)
  8. Rimedio #4: dove guardi?
  9. Rimedio #5: il pensiero ammazza ansia.

Come vedi ho diverse cose da mostrarti, ma leggi con attenzione questa pagina e applica sin dalla prossima volta che provi ansia i rimedi che ti sto proponendo: se non li usi, non servono a nulla 😉

Se vuoi, prima di cominciare, puoi anche fare il mio speciale test sull’ansia: non la misura, te la fa comprendere e ti aiuta a diventare più forte di lei.

 

Detto questo, iniziamo!

 

Perché provi ansia (le caratteristiche che non ti aspetti)

Ansia rimedi

Non puoi gestire l’ansia se non la comprendi bene e non capisci perché la provi, come, cosa la attiva dentro di te.

Ci sono 6 caratteristiche che ha quest’emozione e che sono molto importanti se vuoi imparare a gestirla subito. Te le spiego al volo e ti mostro quindi il primo rimedio.

 

CARATTERISTICA NUMERO 1: l’ansia è un’emozione.

So che questa affermazione sembra ovvia, ma considera che lo sottolineo perché in tanti vivono l’ansia come se invece fosse una malattia.

Bene, l’ansia non è una malattia.

Ovviamente ci sono anche situazioni patologiche, ma sono un numero piccolo di casi rispetto alla maggioranza delle persone che vivono quest’emozione senza conoscerla bene e senza quindi saperla gestire.

 

CARATTERISTICA NUMERO 2: l’ansia nasce se vivi una minaccia.

Non esiste ansia senza motivo.

Se la provi c’è sempre una ragione e questa sarà sempre legata al sentirti esposto, o esposta, a una minaccia (qualcosa cioè in grado di farti del male) che tu non conti di poter gestire.

Non importa se la minaccia sia fisica o emozionale, non importa se la minaccia sia reale.

Ogni volta che ti aspetti qualcosa di dannoso e pensi di non saperlo gestire, proverai ansia.

 

CARATTERISTICA NUMERO 3: l’ansia arriva prima.

Di cosa? Del problema, della minaccia.

L’ansia anticipa l’eventuale pericolo e questo significa che tu non la provi perché qualcosa ti sta succedendo, ma perché ti aspetti che questo qualcosa succederà.

Il che significa che provi ansia anche se il pericolo, poi, non ci fosse davvero, anche se la situazione minacciosa non si verificasse.

 

CARATTERISTICA NUMERO 4: l’ansia non riguarda la realtà.

Questa è forse la caratteristica principale: proprio perché provi ansia prima di una situazione che ti preoccupa, tu non la vivi in funzione di quello che accade, ma di quello che ti aspetti.

Non conta se poi succederà davvero ciò che temi: l’ansia non è legata alle cose che accadranno, ma all’anticipazione negativa.

In altre parole, tu provi ansia quando ti fai dei “film” negativi su quello che potrebbe succedere.

E con “film” intendo le immagini che hai nella mente circa quello che succederà.

 

CARATTERISTICA NUMERO 5: l’ansia è legata ai pensieri.

In pratica non puoi affrontare la situazione che temi.

Perché? Perché non esiste!

Stai in ansia prima che qualcosa accada, per cui ancora non c’è il problema, ci sei solo tu che lo immagini. Infatti stai in ansia per qualcosa che potrebbe accadere in futuro, fosse solo tre 20 minuti.

Il problema non esiste ancora, e potrebbe non verificarsi.

L’ansia è questione di pensiero.

 

CARATTERISTICA NUMERO 6: l’ansia è una risposta rigida alla vita.

Più sei flessibile, meno proverai ansia nella tua vita.

Per combattere l’ansia devi renderti conto che più sei rigido, o rigida, nel modo in cui affronti le cose, più la alimenti.

Essere rigidi significa che c’è un solo modo di fare qualcosa, e che deve essere fatto in una certa maniera.

L’ansia teme le alternative.

Se per ogni problema inventi più soluzioni, sei flessibile, ti adatti a cambiare, improvvisare, allora diventi invulnerabile all’ansia.

 

Viste queste 6 caratteristiche, e già adesso potresti intuire che rimedi utilizzare, vediamo subito il primo che ti propongo.

 

Rimedio #1: capire la tua ansia

Diario Emotivo

Poiché l’ansia dipende non da cosa accade ma da come lo anticipi (di fatto non è ancora successo nulla!), allora è su questo pensiero che dobbiamo lavorare.

Il diario emotivo è l’esercizio che ti può fare controllare l’ansia in modo semplice e veloce.

Ecco come funziona: ogni volta che provi ansia devi scrivere una “pagina” del tuo diario.

Prima di tutto scrivi la situazione, ovvero cosa stai facendo mentre provi ansia.

Anche se quello che facevi quando hai cominciato a sentirti ansioso, o ansiosa, non centra nulla con il problema che vivi male, scrivilo lo stesso.

Nel tempo potrai notare che certi luoghi, persone, momenti della giornata sono associati strettamente all’ansia.

Dopo aver scritto la situazione, devi osservare cosa pensi.

  • Immagini qualcosa in modo negativo?
  • Ti aspetti di vivere situazioni che ti provocano sofferenza?
  • Pensi di non riuscire a fare bene qualcosa?
  • Temi il giudizio di qualcuno?

Cerca di capire cosa hai iniziato a pensare mentre sentivi ansia. Appena hai cominciato a provarla.

Osservarti e comprendere cosa pensi, come stai anticipando determinate minacce, significa conoscerti meglio e iniziare a prendere il controllo dell’ansia.

Questo esercizio non solo ti fa concentrare sui tuoi pensieri, analizzandoli, e quindi allentando la morsa dell’ansia, ma è la base per trasformare quest’emozione negativa in calma, sicurezza o serenità.

Come farlo sarebbe complicato da dirti tutto in questa guida, però ho registrato due laboratori in cui ti mostro come si fa partendo da emozioni vere e non dai soliti esempi inventati. Vai ai laboratori ⇒

 

L’ansia è un modo di pensare (e di vivere la vita!)

Indipendenza emotiva

L’ansia è prima di tutto un modo di pensare. Solo dopo diventa un’emozione.

Se hai fatto il mio test, prima, lo hai capito.

In pratica il punto chiave è renderti conto, come ti dicevo anche nella prima parte di questa guida, che l’ansia anticipa un problema che forse non ci sarà, per cui non dipende dalla realtà.

Dipende da cosa pensi. O meglio, da come pensi.

L’ansia, come ogni altra emozione, è la conseguenza dei nostri pensieri e non dipende dalle cose che ti accadono. Questa si chiama indipendenza emotiva.

Ti faccio due esempi al volo per afferrare il concetto.

 

ESEMPIO NUMERO 1: un incendio sembrerebbe qualcosa di pericoloso di per sé, fonte oggettiva di emozioni negative come la paura o l’angoscia.

Pensi che un vigile del fuoco le provi mentre è in azione? O che lui sappia gestire le sue emozioni e anche di fronte a un pericolo reale resti calmo e concentrato?

Se le nostre emozioni negative dipendessero dall’incendio, nemmeno un vigile del fuoco ne sarebbe immune.

 

ESEMPIO NUMERO 2: la morte è qualcosa di negativo?

Su, quasi tutti dicono di sì, e tralasciamo che molte filosofie considerano la morte solo un fatto che rientra nella natura delle cose.

Quando a morire è un criminale sanguinario, un gerarca nazista o un dittatore, però non accade la stessa cosa.

Improvvisamente la morte diventa qualcosa di positivo, alcuni festeggiano e sono contenti. Sì, contenti della morte di qualcuno. Mettiamo da parte se sia bello essere contenti della morte di un’altra persona.

Se le nostre emozioni dipendessero dalla morte, anche per quella di persone del genere dovremmo rattristarci tutti. Ma non è così.

 

Ecco il punto: le emozioni che provi, ansia compresa ovviamente, non hanno nulla a che fare con le cose che accadono ma sempre e solo con i tuoi pensieri, con il giudizio che tu hai di ogni cosa.

Ti ho fatto due esempi veloci, ma ho scritto un libro solo su questo argomento, e il primo capitolo ti spiega con tantissimi esempi come accade, e lo puoi leggere gratis ⇒

 

Rimedio #2: agire, agire, agire!

Con l'ansia è meglio agire

Poiché l’ansia è legata a ciò che pensi, il miglior rimedio è l’azione.

Pensa a ciò che vivi con ansia.
Poiché è qualcosa che non è ancora successo, puoi fare subito del tuo meglio per evitarlo.

Stabilisci cosa puoi fare tu, adesso, per impedire che quella cosa negativa accada.

Pensa a come prevenire il problema, evitare che la situazione che temi si verifichi.

Fai un elenco delle cose che puoi fare concretamente e decidi come agire.
Adesso.

Il punto è proprio questo: l’ansia è anticipazione di qualcosa, ma è tutta nella tua mente. Devi invece agire, spostarti sul pratico e fare subito ciò che potrebbe evitare le minacce che temi.

Invece di stare “con le mani in mano” aspettando di scoprire se ciò che ti spaventa accade davvero, agisci per prevenirlo: l’azione è un rimedio efficace contro l’ansia.

 

Cosa alimenta la tua ansia (e ti rende più debole)

Bassa autostima

Comprendere cosa pensi, agire per prevenire le situazioni che non vorresti accadessero.

Non sempre possiamo però evitare che qualcosa che non ci piace accada, e il prossimo rimedio ti servirà a gestire anche questo e controllare l’ansia.

Ci riesci meglio, però, se comprendi cosa la alimenta e rende te più debole e vulnerabile. Si tratta di 3 spine nel fianco che devi eliminare subito.

 

PRIMA SPIENA NEL FIANCO: la tua insicurezza.

Se hai dubbi, non sai prendere decisioni o risolvere un problema, se non hai chiaro cosa fare o dire in tute le situazioni che vivi, o potresti affrontare, l’ansia sarà sempre in agguato.

La tua mente deve invece essere chiara, lucida, precisa. La concentrazione è un altro aspetto importante.

Per toglierti questa spina nel fianco devi imparare come essere sicuri di sé e come diventare consapevole.

Due guide che ti daranno molti altri strumenti concreti.

 

SECONDA SPINA NEL FIANCO: una bassa autostima.

Una caratteristica determinante dell’ansia è che la provi se ti aspetti di non saper gestire qualcosa che consideri una minaccia per te.

Più hai fiducia nelle tue capacità, credi nella tua forza, nelle qualità, più penserai di poter gestire le situazioni che la vita potrebbe offrirti.

L’ansia ha senso se vivi qualcosa di troppo grande e quindi dovresti evitarlo. Il suo scopo è proprio di tenerti lontano, o lontana, da qualcosa che potrebbe farti male.

Ma se tu sei all’altezza di quella sfida o di quel problema, se sei più forte, allora non provi ansia, non c’è una reale minaccia, perché tu sai che puoi gestirla.

Esattamente come accade ai vigili del fuoco di fronte a un incendio: sanno cosa fare, come farlo e soprattutto sanno di esserne in grado.

Sono preparati.

Ora ti spiego come allenarti, prima vediamo il terzo punto debole.

 

TERZA SPINA NEL FIANCO: vivere in modo rigido.

Fai sempre le stesse cose? Negli stessi giorni, nello stesso modo e con le stesse persone magari?

Più la tua vita è rigida, o meglio, più lo è il tuo modo di pensare, più sarai vulnerabile all’ansia.

Essere rigidi significa cercare di controllare tutto (follia pura!) e se fai sempre ogni cosa nello stesso modo è proprio per avere questo controllo.

Ma poiché è sicuro che tantissime cose, per quanto ti sforzi, sfuggiranno sempre un po’, e che avrai sempre imprevisti e cambiamenti (ah, la vita è così imprevedibile :D), questo approccio ti espone all’ansia.

La proverai ogni volta che qualcosa esce dagli schemi, dalle tue previsioni. Di molto, oppure anche di pochissimo, quanto basta per non rispettare le tue regole rigide.

 

Queste sono tre spine da togliere subito. Leggi anche la mia guida per la bassa autostima. Noi vediamo come prepararti a tutto!

 

Rimedio #3: Prepararti a tutto

Vinci l'ansia se ti prepari a tutto

Puoi prevenire le situazioni, ma spesso per quanto tu faccia le cose che temi si verificheranno ugualmente. Che fare?

Affrontale. Anzi, preparati subito!

L’ansia è spesso legata a novità e situazioni mai viste o sperimentate, perché, come dicevo prima in fatto di autostima, dubiti di saperle gestire, anche in forza del fatto che è la prima volta.

Quando ti trovi di fronte a qualcosa che vivi con ansia, chiediti: se fosse successa due minuti fa, cosa farei adesso?

Devi entrare nell’ottica che quel che temi sia già successo e pensare: ora che faccio?

Se pensi che la ruota, la televisione o la lavatrice siano tre cose indispensabili, non hai ancora sperimentato questa domanda nella tua vita 😉

Invece di evitare anche solo il pensiero che qualcosa che temi accada, pensa che sia successa e immaginati ad affrontarla.

Devi stabilire praticamente come farlo, capire anche cosa ti servirebbe, se hai bisogno di più conoscenze (e dove acquisirle), di aiuto, di più esperienza in qualcosa.

Anticipare il pericolo ti permette di prepararti.

Secondo te un vigile del fuoco non ha mai provato a spegnere un incendio prima di partecipare a un’operazione vera e propria?

In realtà sa teoricamente cosa fare e come. L’ha provato, conosce i suoi strumenti, le sue capacità e i suoi limiti.

È preparato.

Tu devi iniziare a pensare in modo diverso, abituarti ad anticipare qualsiasi situazione e decidere come affrontarla, magari informarti meglio o prepararti.

E poi mettere in pratica ciò che hai pensato. L’ansia, come detto, si nutre di insicurezza e scarsa autostima.

Se quando vince l’ansia tu immagini in chiave negativa qualcosa che potrebbe accadere, da oggi devi imparare ad anticiparti che affronti e risolvi qualsiasi situazione.

Non sempre riuscirai come vorresti, ma sapere cosa fare è un passo determinante per gestire l’ansia.

 

Cambia modo di pensare ( e di parlare!)

Imparare a comunicare

Se l’ansia, come ogni emozione, dipende dai pensieri, allora è su di loro che devi lavorare da oggi.

E devi lavorarci molto. A cominciare dalle parole che utilizzi e che guidano questi pensieri.

Smettila di dirti “non posso farcela”. Provaci. Inizi a pensare e dire “ci provo”, “lo faccio” e poi stai a vedere cosa succede.

Mentre facevo una sessione di coaching, la ragazza con cui parlavo mi dice: “Bella questa mentalità, dire ci provo, chi se ne frega!”.

Da oggi dillo anche tu: “Ci pro, ci se ne frega!”.

A volte andrà come vuoi, altre ci sarà da migliorare. Ma ricorda che se pensi in modo negativo crei tu stesso, o tu stessa, la tua ansia.

Invece di pensare “non ne sono capace”, inizi a dirti che “puoi imparare”, pensa a come farlo, chi potrebbe insegnarti ciò che non sai o in quali situazioni fare esperienza.

Ti ho spiegato che la rigidità è amica dell’ansia: per porre rimedio devi abituarti a cambiare, fare cose nuove, osare e rischiare. Con prudenza, si intende 😉

Invece di pensare che “andrà tutto male”, rispondi a questa domanda: ne sei certo, o certa, al 100%?

Quando dico “100%”, intendo che è una cosa certa e assoluta e non ci sono possibilità che non sia così.

Riflettici bene, perché nel 99.9% dei casi scoprirai che non hai la certezza assoluta che le cose andranno male.

Prevedi il futuro? Altrimenti come fai saperlo?

Magari è possibile, anche molto probabile, ma finché c’è anche una sola, piccola possibilità che le cose vadano bene, pensa “non so come andrà, io farò del mio meglio!”.

E adesso ecco gli ultimi due rimedi contro l’ansia.

 

Rimedio #4: dove guardi?

Consapevole

Il quarto rimedio per l’ansia consiste nel puntare il tuo sguardo nella direzione giusta.

Nella vita esistono due possibilità: alcune cose le puoi controllare, altre no.

Fine della storia 😀

Ci sono cose che dipendono da te, su cui hai controllo, o che magari puoi influenzare. Ad esempio:

  • Decidi tu cosa pensare delle situazioni che vivi, o delle persone.
  • Decidi tu cosa dire e come rispondere alle domande.
  • Decidi tu se comportarti in un certo modo, se essere gentile o scortese.
  • Decidi tu cosa fare nella tua vita e come utilizzare il tuo tempo.

Questi sono piccoli esempi.
In pratica alcune cose sono nel tuo controllo. Ma altre, la maggior parte, no.

  • Non decidi tu se piove o c’è il sole.
  • Non decidi tu cosa diranno o faranno gli altri (anche se potresti influenzarli, leggiti questa guida).
  • Non decidi tu quando morirai, o quando toccherà alle persone a te care.
  • Non decidi tu se arriva un terremoto o se ti ammali (anche se puoi essere prudente e curare la tua salute).

Anche in questo caso è solo un piccolo elenco. Considera che la maggior parte delle cose non saranno sotto il tuo controllo.

Se vuoi combattere l’ansia, devi guardare al primo elenco, solo e soltanto alle cose che dipendono da te.

Se con un arco tiro una freccia, io decido quanto tendere la corda, che direzione dare alla freccia quando lasciarla andare, come inclinare il braccio.

Poi la freccia parte.
Quindi io non ho più alcun potere su quello che accadrà.

Parlando di ansia da prestazione lo spiego bene: devi focalizzarti sulle cose che puoi controllare e che sono in tuo potere.

Le altre, dimenticale.

Se non hai modo di gestirle, pensarci e concentrarti su di loro farà solo aumentare l’ansia, dal momento che non puoi farci nulla.

Ricorda che l’ansia la provi di fronte a minacce che non pensi di saper gestire.

Se ti focalizzi su quello che è fuori dal tuo potere, starai sempre male.

Se puoi fare qualcosa, agisci, previeni, fai.
Se non puoi, lascia stare, non servirà comunque a nulla.

E più ti abitui a capire quali sono le cose che puoi controllare, e lavori su queste, più ti rendi conto che se anche moltissime ti sfuggono, quelle che sono in tuo potere spesso sono più che sufficienti per farti vivere una vita felice.

Concludiamo con il quinto rimedio, una cambiamento di prospettiva davvero potentissimo.

 

Rimedio #5: il pensiero ammazza ansia

Imparare l'ottimismo

Te lo dico in modo semplice: provi ansia (e ogni altra emozione negativa) se vivi situazioni che consideri negative. Punto.

Se da oggi non giudicassi mai più qualcosa come negativo, e se questo fosse davvero ciò che pensi (non per finta!), tu non proveresti più emozioni negative 😀

Per arrivarci devi iniziare a fare un cambiamento molto importante, che coinvolge sia il tuo linguaggio, sia la tua visione della realtà.

Da negativo a impegnativo.

Da oggi devi eliminare totalmente la parola “negativo”, nulla di quello che ti accade o vedi in televisione deve essere più negativo, ma deve diventare impegnativo.

Quando pensi “negativo”, è come se davanti a te vedessi un muro che ti sbarra la strada, per cui tu non puoi proseguire e sei bloccato, o bloccata.

E questa è una condizione che ti espone a tutte le emozioni negative.

Quando vedi le cose come “impegnative”, hai davanti a te una scala.

Potrebbe essere una scala mobile, per cui non devi neanche sforzarti per andare avanti, oppure una scala più scomoda.

Potrebbero essere scoscesi i gradini, o rovinati e scivolosi come in quelle scalette di montagna ricavate dalla roccia. Magari è ripida e cammina su un precipizio di cui non vedi il fondo.

Ma è una scala.

Significa che, per quanto impegnativa, tu puoi proseguire, non sei bloccato, o bloccata, puoi procedere, andare avanti.

Se riesci a trasformare la tua idea di ciò che vivi, passando dal “muro insuperabile” che ti trovi davanti quando giudichi qualcosa come negativo, a “una scala faticosa” delle situazioni impegnative, il più è fatto!

Per riuscirci devi fare due cose:

  • Elimina dalle tue labbra (non dirlo più!) e dalla tua mente (non pensarlo più!) il concetto di negativo associato alle cose che accadono. Sostituiscilo sempre con “impegnativo”.
  • Fai la stessa cosa se sono gli altri a dirlo, o lo senti al telegiornale o lo leggi da qualche parte. Pensa sempre: “No, non è negativo, è solo impegnativo”.
  • Traduci quell’”impegnativo” in azioni specifiche. Impegnativo significa che comporta impegno e sforzo: per fare cosa? Identifica quali impegni comporta la situazione che vivi e trasformali in obiettivi.

Un’alluvione è qualcosa d’impegnativo: prestare soccorso, aiutare i feriti, cercare i dispersi, pulire le strade, assegnare un posto dove vivere agli sfollati e molto altro.

Perdere un braccio è qualcosa di impegnativo: allenare l’altro braccio a fare cose che non faceva, abituarti a allacciarti le scarpe con una mano sola, tagliare una bistecca in modo diverso, guidare un’auto speciale e molto altro.

Senza fraintendermi: che le chiami negative o impegnative, queste come tutte le cose che accadono restano lì.

La realtà non cambia, a lei non frega nulla di cosa pensi e provi.

Ma ricorda che l’emozione non ha nulla a che vedere con quello che accade, ma conta solo ciò che pensi.

Se di fronte a qualsiasi situazione inizi a vivere tutto come una sfida, magari molto impegnativa, la realtà non cambia, ma tu stai meglio, ti concentri su quello che dipende da te (gli impegni!) e agisci.

Addio ansia.

Quando sarà davvero tua questa visione, addio ansia.

 

Conclusioni: prova, osserva, cambia ma non arrenderti

Non arrenderti mai

Ti ho spiegato diverse cose sull’ansia, perché se non comprendi come funziona, difficilmente potrai imparare a viverne senza.

E ti ho mostrato diversi rimedi concreti, efficaci, pratici e abbastanza immediati.

Usali, subito.

Soprattutto provali tutti e ripetili. Se la prima volta non funzionano insiti un po’: quando facciamo qualcosa di nuovo non sempre ci riesce bene al primo colpo.

Tu insisti, datti almeno una settimana, 10 giorni di tempo provando ogni volta che sopraggiunge l’ansia.

Insisti, insomma.

Per darti una mano ho anche raccolto alcuni video per mostrati praticamente come affrontare l’ansia e mettere uno STOP nel giro di pochi minuti.

Approfondiscono gli esercizi che ti ho insegnato oggi, ne aggiungono altri 3 davvero efficaci e rendono tutto più pratico e rapido. Li trovi in questa pagina ⇒

Se vuoi qualche consiglio o dirmi come questi rimedi si soro rivelati utili, lascia pure un commento qui sotto e risponderò e leggerò volentieri.

Ultima cosa. I rimedi che ti ho suggerito funzionano rapidamente, ma quello che conta è che vanno in una direzione ben precisa: farti vivere diversamente le situazioni.

Non basta bloccare l’ansia, tornerà.

Devi imparare a vivere e pensare in un modo nuovo se vuoi arrivare a eliminarla dalla tua vita.

Questa pagina è un punto di partenza, chi ben comincia, d’altronde, è già a metà dell’opera 😉

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Da oltre 7 anni mi occupo di felicità: la studio, la osservo, la vivo e la condivido. La mia missione è aiutare tutti a cambiare la propria vita ed essere felici. Su Diventarefelici.it porto la mia esperienza personale e quella delle tante persone che ho conosciuto e aiutato in questi anni per dare il mio contributo: voglio migliorare questo mondo, e più persone diventeranno felici, più ci riuscirò. Questa è la mia missione.

3 Commenti

  1. Credo che nulla accada per caso e credo che s volte esistano persone capaci di aiutarti e che nemmeno conosci. In un momento di abbattimento, di totale negativita ho trovato un angelo che ha il tuo nome. Che dire… Grazie per le tue parole perché sto vivendo un momento di ripresa…. Che dio ti aiuti per cui che fai… Grazie Giacomo

  2. Ciao Giacomo,ti scrivo perché da qualche anno soffro di attacchi di panico.Cercherò di farti un veloce riassunto.Fino a 14 anni fa ero molto indipendente,studiavo,lavoravo,organizzavo viaggi all’estero in campeggio x Pasqua con ,avevo un sacco di amici e praticavo sport.Purtroppo nel 2002 sono mancati prima il mio migliore amico in un incidente in macchina e 15 giorni dopo un amico d’infanzia in moto.La mia reazione è stata mutismo x qualche giorno poi piano piano ho accettato.Nel 2004 in pieno caos x laurea a mio papà hanno trovato la leucemia.Io e mia mamma ci siamo ritrovate a combattere un anno intero in ospedale senza lasciare mai mio padre solo ovviamente con il suo lavoro da portare avanti,la mia tesi da preparare e…tutti amici e parenti eclissati compreso il fidanzato che non poteva stare con una che aveva il papà malato!!!Il giorno della laurea l’hanno mandato a casa dicendo che la malattia era scomparsa e da li rilassandomi sono iniziati gli attacchi di panico.Dopo una settimana ho trovato lavoro fisso e giravo x certificazioni e haccp tutto il settentrione,poi cambiando lavoro ho conosciuto mio marito.In tutto il periodo da quando si è ammalato mio papà non ho più praticato sport,vita sociale al minimo,insomma con mio marito ho ricominciato a uscire di nuovo la sera,frequentare gente,viaggiare.Poi un giorno mi ha chiamata la famiglia del mio migliore amico chiedendomi di andare a lavorare nella loro azienda e ho accettato…forse perché non ho potuto dir loro di no dopo la scomparsa da 5 anni del figlio e mi sentivo in colpa e forse x aiutarli.Da qui è iniziato l’incubo..una responsabile che per 9 anni mi ha snobbata,mobbing,ore e ore di lavoro,una vipera di collega che ha cercato di mettermi i bastoni tra le ruote più volte senza averla mai vinta e quei maledetti attacchi di panico che arrivavano sempre più frequentemente.Poi mi sono sposata e sono rimasta incinta.la mia salvezza!Al rientro al lavoro ho chiesto o part time o licenziamento.Mi hanno accettato il part time e per un anno la vita è cambiata,ritmi meno frenetici,più sicurezza meno ansia fino a quando la collega vipera ha deciso di star a casa 3 mesi e mi hanno rimessa a 10 ore con viaggi inclusi.Sono andata in stress totale non avevo più tempo x casa,famiglia,amici e i weekend erano un incubo.Mi sono licenziata perché non riuscivo neanche a guidare ed ero sempre troppo nervosa.Prima però ho cercato di realizzare il mio sogno x il quale avevo studiato,agraria,andando a vedere cascine con terreni.Trovata!!!!un bell’appezzamento su cui costruire l’azienda MIA!!!Tutto bene fino a quando il costruttore mi ha truffata e da li altro incubo ma poi tutti intorno a me che cercavo il lato positivo in tutto hanno iniziato col loro pessimismo e mi hanno contagiata.Risultato:non riesco a uscire da sola,non riesco a guidare da sola,mio marito preferisce gli amici piuttosto che stare in azienda e i miei sono perennemente nervosi….come posso vivere serena????aiutami

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