Ansia: cos’è, come nasce e come eliminarla dalla tua vita

Oggi voglio spiegarti cos’è l’ansia, cosa la causa e come si manifesta.

La conosco bene: da bambino avevo un’ansia pazzesca, avevo timore anche solo a chiedere alla maestra delle elementari se potevo andare in bagno.

Eppure oggi non ricordo di averla provata negli ultimi 5 anni. Come ci sono riuscito?

Ho studiato i meccanismi psicologici umani per comprendere cosa la scienza sa di questa emozione, le sue cause, i “sintomi” e come poter vivere senza stare male.

Ora ti spiego tutto.

 

Cos’è l’ansia: cause, sintomi, cosa la crea e come funziona

Cos'è l'ansia-uomo con le mani sulle tempie e capo reclinato verso il basso

L’ansia è un’emozione, non è una malattia.

Questa è la prima cosa da capire, tra poco lo approfondiremo meglio grazie alle ricerche di autorevoli scienziati che studiano la nostra psicologia.

Ecco una buona definizione: per ansia si intende un’emozione di paura che provi verso qualcosa che potrebbe accadere, anticipando possibili conseguenze negative per te o le persone a te care.

Di solito si parla di attacchi d’ansia quando provi questa emozione all’improvviso, o di stati d’ansia, quando ti trovi a provarla.

Ma l’ansia non può farti niente, non è lei il problema. Tra poco capiremo il perché.


Ansia: un’emozione naturale

L’ansia è un'emozione del tutto naturale e, in una certa misura, può risultarci anche utile, in quanto “segnale” che potremmo trovarci di fronte ad un pericolo.

Ma, come vedremo più avanti, una volta compreso da dove viene la minaccia, dobbiamo lasciarla andare.

Diversi esperti e psicologi parlano di ansia come un’emozione indispensabile, che svolge una funzione necessaria per la nostra sopravvivenza.

Comportando uno stato di attivazione dell’organismo, dicono, l’ansia ci predispone a reagire in maniera efficace alle situazioni, permettendoci di essere più performanti e proteggendoci dai possibili rischi.

Ma pensaci un attimo: se tu devi sostenere un esame, credi di ottenere migliori risultati se ti trovi in uno stato di calma o di agitazione?

E, se devi affrontare un pericolo, pensi di cavartela meglio con una mente lucida e serena oppure con una mente ansiosa e preoccupata?

Non ho dubbi su questo 😀

Ma andiamo avanti.

Per prima cosa voglio spiegarti perché viene l’ansia, da cosa dipende ogni stato ansioso che tu possa aver sperimentato finora.

Prima parliamo dei sintomi.


Quali sono i sintomi dell’ansia?

Sintomi dell'ansia-ragazza disperata con occhi strizzati e bocca aperta si comprime le mani sulle tempie

L’ansia non ha sintomi. Non è una malattia.

Parlare di sintomatologia dell’ansia è quasi sempre fuorviante, direi nel 95% dei casi… tra poco capirai perché proprio questa percentuale!

Alcuni parlano di ansia asintomatica. Ma se non ha effetto, tu neanche ti accorgi di avere l’ansia, per cui non è un concetto molto sensato.

Quindi potremmo sempre parlare di "ansia sintomatica".

L’ansia ha delle conseguenze, provoca effetti a livello mentale e fisico (corpo e mente sono profondamente legati), ma anche emotivo e comportamentale, che poi superficialmente si chiamano “sintomi”.

Che sintomi provoca l’ansia?

L’ansia si può manifestare in modi diversi da persona a persona.

Tra gli effetti più comuni potresti provare: vampate di calore, pallore della pelle, sbadigli continui, agitazione, vertigini e giramenti di testa, tremori interni o spasmi muscolari.

Alcune persone quando hanno ansia sperimentano mancanza di respiro (dispnea da ansia) o respiro accelerato, dolore toracico, palpitazioni, sete eccessiva, formicolio alle braccia o alle gambe, brividi, senso di angoscia.

L’ansia potrebbe portare anche sudorazione, debolezza alle gambe e senso di svenimento, nodo alla gola, nausea e disturbi addominali, minzione frequente, bocca secca, e tanto altro.

Tra gli effetti a livello mentale, o cognitivo, dell’ansia, potrebbero esserci sensazione di vuoto mentale, scarsa concentrazione, percezione di essere osservati, senso allarmante di pericolo.

Il principale effetto a livello comportamentale è forse la propensione ad evitare la situazione che si teme, accompagnata spesso dalla tendenza ad esplorare l’ambiente circostante alla ricerca di una qualche rassicurazione.

L’ansia può inoltre comportare irritabilità e difficoltà di addormentamento.

Dopo aver elencato gli effetti più comuni, passiamo ora a capire come individuare gli stati ansiosi.


Come riconoscere l’ansia

Come ti accorgi che hai l'ansia?

Riconoscere l'ansia è il primo passo per comprenderla e, di conseguenza, poterla eliminare.

Ti rendi conto di provare ansia dagli effetti che produce su di te.

Ad esempio, se hai difficoltà a rilassarti, o senti spesso preoccupazione, oppure tendi ad evitare situazioni sociali perché potresti trovarti a disagio, allora potresti provare ansia.

È dunque importante allenare la consapevolezza all’individuazione dei segnali dell’ansia.

Ognuno poi sperimenta le proprie emozioni in modi differenti.

Un mio studente sentiva spesso dolori intercostali, aveva paura di impazzire, paura di perdere il controllo o di un attacco cardiaco, anche se il dottore gli diceva che l’ansia non fa male al cuore. E non sapeva come superare gli attacchi di panico.
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Come vedi, paure e ansia possono essere strettamente collegate.

Spesso l’ansia è legata allo stress (alcuni sperimentano una febbre da stress o stress da ansia), ma anche alla tensione nervosa (molti non riescono a calmare il nervosismo) o all’angoscia.

Lo ripeto, parliamo di effetti, non di sintomi, perché l’ansia è un’emozione naturale. Chiaramente ai miei studenti spiego anche come calmare l’ansia in pochi secondi, quando arriva.

Poi c’è anche da considerare che l’ansia, come ogni emozione, ha anche effetti fisici che possono interagire con altre situazioni o patologie: ipertensione (detta anche ipertensione arteriosa da ansia), depressione, problemi cardiaci, problemi esofagei, intestino irritabile o problemi digestivi e molto altro.

Non dimenticare che il nostro corpo è un sistema complesso e che mente e fisico sono strettamente connessi tra loro.

Spesso si può avere un’ansia somatizzata e molte altre emozioni.

L’ansia viene comunemente classificata in base al livello di intensità degli effetti che comporta.

Secondo questa distinzione, l’ansia lieve tende a durare poco, con effetti che includono disturbi del sonno, cattivo umore e difficoltà a concentrarsi.

L’ansia moderata, invece, generalmente dura di più, producendo effetti più intensi e frequenti sul fisico, come agitazione e tremore, tensione muscolare, ma anche sensazione di stordimento e irrequietezza.

Da ultimo, l’ansia grave perdura nel tempo, con effetti spesso molto marcati, che impediscono di svolgere normalmente le più semplici attività quotidiane e che possono apparire eccessivi o inappropriati rispetto al contesto.

Tra i modi in cui si manifesta: dolore al petto, difficoltà a respirare e attacchi di panico (o crisi d’ansia).

Visto quanto può incidere sulla nostra vita, la domanda a cui rispondere adesso è: quando l’ansia diventa patologica?


Soffrire d’ansia: come capire se l’ansia è grave (come riconoscere i disturbi dell’ansia)

Allen Frances è psichiatra emerito, curatore del DSM IV, il manuale su cui si basano le diagnosi di malattia mentale. Se uno ha disturbi da ansia, è questo manuale che lo stabilisce.

Leggendo un suo libro sono rimasto colpito da 3 informazioni che probabilmente neanche tu conosci:

Appena il 5% della popolazione ha un reale disturbo mentale (ad esempio un disturbo ansioso). L’ansia patologica è quindi l’eccezione, non la regola, ma si può guarire dall’ansia anche in questi casi.

Non esistono criteri scientifici per stabilire se l’ansia è patologica. Le indicazioni del manuale sono parametri che ogni medico cerca di adottare alla situazione.

Per questo motivo (mancanza di qualsiasi test oggettivo) è sempre il caso di chiedere un parere a più specialisti, per evitare che un solo parere porti a diagnosi sbagliate.

Vivere situazioni con ansia è, secondo Frances, normale. Un’emozione umana, comune e naturale, che poche volte diventa patologica e che, stando alle sue stime, richiede cure e terapie solo in una piccola percentuale di persone.

Stando al DSM V, versione aggiornata del DSM IV, l’ansia può diventare patologica se particolarmente intensa e persistente nel tempo, risultando così invalidante e compromettendo le normali attività quotidiane in campo personale, sociale, lavorativo, familiare.

Spesso in questi casi si parla di “disturbi d’ansia”.

Tra i più comuni, troviamo il disturbo di panico, il disturbo ossessivo-compulsivo, il disturbo post-traumatico da stress e la fobia sociale.

Quando si sospetta di un’ansia patologica, per curarla è opportuno rivolgersi ad un professionista della salute mentale, di solito uno psicologo o uno psicoterapeuta.

Nei casi di ansia particolarmente acuta, si può considerare di affidarsi anche ad uno psichiatra, il quale potrebbe decidere di integrare la psicoterapia con una terapia di tipo farmacologico.

Tra i farmaci per l’ansia più comunemente utilizzati, troviamo il bisoprololo.
Ma qual è il legame tra bisoprololo e ansia?
Questo farmaco non cura l’ansia, ma controlla alcuni dei suoi sintomi fisici.

Ad esempio, viene usato per calmare la tachicardia, ridurre i tremori e come rimedio contro gli attacchi di panico.

È importante sottolineare che i farmaci per l’ansia vanno assunti solo in caso di patologia confermata e sempre dietro prescrizione medica.

La cosa che mi ha colpito, in generale, è che sentendo i professionisti in televisione e online, sembra che tutti siamo soggetti a disturbi ansiosi.

Fortunatamente non è vero, quasi tutti siamo sani anche se possiamo essere ansiosi.

Nella nostra Scuola abbiamo realizzato un test di autovalutazione che ti permette di fare due cose: capire la tua ansia mentre comprendi come liberartene.

Non esiste un altro modello capace di farlo, attualmente, per cui ti consiglio di fermarti 30 secondi e sfruttare questo test.

Anche io, sicuramente, sarei stato definito un soggetto ansioso da piccolo, ma come tutti ho visto che ci sono periodi di ansia e periodi più tranquilli.

Per capire come mai, ecco quali sono le caratteristiche scientifiche dell’ansia.


Problemi di ansia: da cosa dipendono

Ansia-donna di profilo con espressione impaurita occhi chiusi e mani con punta della dita che stringono alla base del volto

Per stare in ansia devono sempre concorrere queste 2 condizioni e devono verificarsi contemporaneamente:

Devi Pensare che ci sia una minaccia per te e il tuo benessere. Qualcosa che possa farti del male.

Devi Pensare di non essere all’altezza di questa minaccia e quindi di non essere in grado di poterla affrontare positivamente.

Ti cito le scoperte di un altro studioso, lo psicoterapeuta canadese Nathaniel Branden, che ha definito l’emozione come una “reazione valutativa”.

Provo ansia se percepisco una minaccia più grande di me e quindi mi immagino il peggio. Chiaramente tu non provi ansia di fronte a situazioni che ti sembrano positive e favorevoli.

Che significa “reazione valutativa”?

Dal punto di vista neurologico e chimico, la nostra mente funziona attraverso quella che si definisce indipendenza emotiva. Ossia il processo della reazione valutativa.

Le tue emozioni sono, oggettivamente, una risposta (reazione) a quello che tu PENSI (valutazione) delle situazioni che devi affrontare.

Se vuoi allenare la tua indipendenza emotiva puoi iscriverti GRATIS alla nostra Scuola.


Ansia e indipendenza emotiva

Quando il corpo va in ansia, quindi?

Quando tu PENSI che ci sia una minaccia e PENSI di non poterla affrontare.
Pensieri negativi, dunque.
Questo significa che siamo noi, attraverso questo processo valutativo, a generarla.

L’ansia passa da sola? No, perché non arriva mai da sola, né per caso.

L’ansia generalizzata, ossia l’idea che tu provi ansia senza motivo, è un’invenzione. Così come OGNI altra emozione, è sempre motivata.

SEMPRE.

Se non comprendiamo questo processo, pensando che l’ansia provenga dall’esterno, dalle situazioni che viviamo o da come si comportano gli altri, non ce ne libereremo mai.

Ansia e paura, poi, sono due facce della stessa medaglia e tra poco ti mostro come ho fatto ad eliminare l’ansia dalla mia vita.

Questo è sempre stato un punto controverso: molti psicologi leggono le nostre newsletter gratuite e tutti condividono i consigli che diamo e stai per leggere.

Ma su una cosa non siamo d’accordo: loro pensano che sia inevitabile provarla.

Io non la provo da diversi anni, per cui non la penso come loro.

Ecco 6 caratteristiche scientifiche.

  1. L’ansia è un’emozione.
  2. Per provarla devi pensare che ci sia una minaccia.
  3. Devi anche pensare di non essere all’altezza (ansia e bassa autostima vanno di pari passo).
  4. Anticipa il problema, la provi perché hai paura che succeda qualcosa di brutto prima che succeda davvero.
  5. Poiché la provi prima, è nella tua mente, non nella realtà.
  6. La alimenti con una modo di affrontare la vita rigido (cercare di controllare tutto è un buon modo per nutrire la tua ansia).

Non mi accontento di averti mostrato scientificamente, grazie al lavoro di esperti e psichiatri, come funziona l’ansia.

Abbiamo compreso il suo vero significato: una reazione negativa di fronte a situazioni che temi ti possano fare del male e che tu non sarai in grado di gestire.

Voglio fartelo vedere con i tuoi occhi.


Perché viene l’ansia: anche tu l’hai visto, ma non ci hai fatto caso

Ansia e agitazione sono il pane quotidiano di tantissime persone. A casa mia tutti avevano l’ansia. Oggi io non più e pensavo di essere una persona ansiosa, come ti spiegavo.

Una sera mio fratello tardava a tornare dall’aeroporto e mia mamma era preoccupata. Era in ansia temendo fosse accaduto il peggio.

Anche perché, aggiungo, il telefono di mio fratello era spento e in teoria, a quell’ora, doveva già essere a casa.

Mia sorella e mia madre in ansia, io calmo. Stessa situazione, cambiava qualcosa.

Loro si IMMAGINAVANO (pensavano) che fosse accaduto qualcosa di brutto. Io pensavo che fosse solo in ritardo.

Alla fine lui torna: telefono scarico, guidava piano perché era stanco e non voleva correre rischi.

Gli stati d’ansia di mia sorella e mia mamma da cosa dipendevano, se nella realtà ciò che temevano non stava accadendo?

Noi proviamo ansia tutte le volte che pensiamo che stia per accadere qualcosa di negativo.

Scrivitelo bene in mente: NON IMPORTA SE ABBIAMO RAGIONE.

Non dipende dalla realtà.

Per questo le teorie sull’ereditarietà (ansia genetica) sono semplicemente sbagliate.

Nessuno nasce ansioso.

L’ansia dipende sempre e solo dai nostri pensieri, e i pensieri non si ereditano o tramandano con i geni.

Esistono poi altre teorie sull’ansia, tra cui quelle che fanno risalire gli stati ansiosi a fattori ambientali, come la cultura in cui si cresce, lo stress sul posto di lavoro, le relazioni, la condizione economica.

Altre invece annoverano le esperienze traumatiche subite nel passato, tra cui la morte di persone care, abusi fisici o psicologici, malattie gravi, tra le cause più comuni dell’ansia.

Altre ancora una combinazione di questi fattori.

Tutte queste teorie appaiono però poco attendibili se consideriamo che l’ansia deriva soltanto dal modo in cui pensiamo.

Ricordi l’indipendenza emotiva di cui ti parlavo poco fa?

Le nostre emozioni (come appunto l’ansia) non dipendono dalle situazioni che viviamo, ma da ciò che pensiamo rispetto a tali situazioni, siano esse passate, presenti o future.

Dunque, le teorie che supportano l’esistenza di cause scatenanti personali legate a genetica, tipo di personalità, esperienze pregresse, non reggono.

Potremmo meglio dire che, di fronte agli stimoli provenienti dall’ambiente esterno, ogni individuo reagisce diversamente a seconda dei pensieri che formula.

E i pensieri, a loro volta, sono legati ad una serie di regole, schemi e condizionamenti appresi nel tempo.

Se vuoi conoscere in modo più approfondito cosa sono le regole, guarda questo video estratto dalla nostra Masterclass di Indipendenza Emotiva.


Ansia: il ruolo dei pensieri negativi

Quante volte hai provato ansia per cose che non si sono verificate?

Hai fatto il test?
Se non lo fai ti terrai per sempre un’ansia inutile, e sai meglio di me quanto possa danneggiare la tua vita.

Ma ci sono diverse tipologie di ansia e di stati ansiosi?
NO, l’ansia è solo ansia.

Quel che cambia sono le situazioni in cui la provi. Ad esempio eccone alcune tra le più comuni:

E potrei continuare per giorni a elencare tante possibili situazioni.

Il punto chiave però è capire che l’ansia è sempre ansia, legata a 2 solo condizioni: pensi ci sia una minaccia e pensi di non poterla gestire.

Tutto qui.

L’ansia dipende SEMPRE E SOLO da questo.

Lavorare sugli effetti (i sintomi) o sulle situazioni non fa altro che rendere inefficace ogni tuo sforzo.

Tu invece devi concentrarti sulle vere cause: i tuoi pensieri.
E, nello specifico, come abbiamo visto, i tuoi pensieri negativi.

Concludiamo questa guida sull’ansia, vorrei darti gli strumenti per eliminarla.

Se non lo faccio io, non lo farà nessuno, come detto 😉

 

Come si fa a togliere l’ansia (approccio scientifico che nessuno ti spiega)

ansia sintomatica-ragazza sorridente e serena su sfondo con cielo e natura

In questa pagina volevo spiegarti qualcosa che nessuno fa: qual è la natura scientifica dell’ansia.

Anche se ho eliminato l’ansia e studio da quasi 20 anni l’ansia e da quando lavoro come mental coach ho aiutato migliaia di persone a liberarsi di malessere e sofferenza, ho letto molti articoli disponibili online.

Leggendoli sembra che il disturbo d’ansia ce l’abbiamo tutti. Soffrire di ansia, come invece spiegano pochi, ma seri, psichiatri, è in realtà un’eccezione e non la regola.

I disturbi d’ansia esistono, ma non bisogna generalizzare e far sentire malate persone che sono sane e “semplicemente” faticano a convivere con i sintomi di ansia e paura.

Sintomi, come detto, che sono in realtà degli effetti di queste emozioni.

Anche se provo ansia forte, nella maggioranza dei casi, ho a che fare con un’emozione naturale.

E allora cosa fare se ci si trova in uno stato d’ansia?


Strategie per gestire l’ansia: funzionano davvero?

In letteratura e sul web si parla molto di strategie pratiche per gestire l’ansia e  ridurre lo stress, come la mindfulness, la respirazione diaframmatica, il rilassamento muscolare progressivo.

Si tratta di metodi di rilassamento che hanno l’obiettivo di riportare la consapevolezza sul “qui e ora” e si fondano sul principio che, rilassando completamente il corpo, i pensieri si allentano di conseguenza.

Spesso proposti sono alcuni rimedi naturali contro ansia e stress, tra cui l’assunzione di prodotti calmanti come la valeriana, stare a contatto con la natura, alimentarsi in maniera sana, dormire a sufficienza e praticare attività fisica.

Funzionano davvero?

Possono certamente essere d’aiuto, ma non sono risolutivi.

Dato che, come abbiamo visto, l’ansia dipende dai nostri pensieri, per agire sull’ansia dobbiamo agire su ciò che pensiamo.

E adesso voglio mostrarti un esercizio, semplice ma estremamente potente, per placare l’ansia in pochi secondi.

Nella Scuola lo chiamiamo “rete di protezione”, e te lo spiego in questo video.

Come vedi, la rete agisce sui nostri pensieri, spostando consapevolmente l’attenzione dai pensieri negativi che generano gli stati ansiosi a pensieri “neutri” o positivi.

Per fermare l’ansia istantaneamente, dobbiamo cambiare ciò che pensiamo.

Gli esercizi che ti ho illustrato ti saranno utili anche se vuoi interrompere il circolo vizioso dei pensieri negativi.

Spesso, infatti, l’ansia comincia a farsi sentire in maniera lieve e man mano aumenta, “spinta” da pensieri negativi che si susseguono senza sosta.

Inoltre, la rete di protezione risulta estremamente efficace anche per attacchi d’ansia improvvisi.

La rete è dunque un ottimo esercizio di consapevolezza che, se allenato, ci consente di intervenire sempre più rapidamente sugli stati ansiosi e, soprattutto, rende la nostra mente più forte e pronta per dirigersi dove scegliamo di portarla.

Una volta usata la rete, e ritrovata la lucidità necessaria, dobbiamo però risolvere il problema che sta alla base della nostra ansia la quale, altrimenti, tornerà.

Passiamo quindi a vedere come agire per liberarci dell’ansia, lavorando sul motivo per cui la creiamo.


Come calmare l’ansia

Come si fa a calmare l’ansia?

Dato che l’ansia dipende dalla paura che ci sia una minaccia e dal pensare di non saperla gestire, dobbiamo prima di tutto individuare la minaccia con precisione.

Poi, valutare le probabilità che ciò che temiamo accada veramente (molto spesso saranno molto basse!).

E, da ultimo, sviluppare le capacità per poter gestire la situazione con sicurezza.

Bene, una volta che avrai fatto questo, devi agire, ovvero affrontare la minaccia.

Prima cominci ad applicare la soluzione, prima ti rendi conto che sei in grado di far fronte a ciò che potrebbe succedere. Perché, di fatto, ti stai preparando a farlo.

Ricordi che l’ansia è un'anticipazione?

Se prevedi di saper fare ciò che serve per gestire la situazione, pensi che potresti averne ancora paura?

Ora conosci dell’ansia quel che la maggior parte delle persone ancora ignora. Se impari come combattere l’ansia impari allo stesso modo a vincere la paura.

Questi due link qui sopra ti portano a due guide dettagliate, tra le più specifiche e pratiche del nostro sito.

Sono anche, purtroppo, forse le uniche che ti mostrano realmente come eliminare queste emozioni.

Leggile con attenzione.


Si può vivere una vita senza ansia?

Come vivere senza ansia - La frase con accanto l'immagine sorridente di una ragazza serena

Come detto, provi ansia solo se ti trovi di fronte a una minaccia più grande di te.

Ma la minaccia, te lo ripeto, non è mai una cosa oggettiva, dipende sempre dalla tua valutazione.

Puoi vivere una vita senza ansia se impari a sviluppare la capacità di affrontare e superare qualsiasi cosa.

Ti lascio a un video finale in cui ti spiego qual è questo processo, quali sono i passaggi da realizzare e come puoi farlo gratuitamente nella nostra Scuola.

Questo video è estratto dalla mia Super Lezione gratuita sull’Ansia.

Accenno anche a come sia passato dall'essere un bambino ansioso che provava questa emozione ogni giorno…

A non provare praticamente più ansia nella mia vita.

Se ti interessa, ti mostro come riuscirci.

Chi è il Colpevole?

Scopri chi ti impedisce di vivere la vita che desideri.