Aspettare o lasciare andare? Ecco come fare la scelta giusta

Mi capita spesso di ricevere un’email in cui chi scrive sta scegliendo di aspettare una persona che ama ma che in questo momento non è disponibile.

Magari ha una relazione che deve risolvere, oppure difficoltà personali con cui vuole fare i conti prima di poter dedicarsi a questa persona.

In ogni caso si tratta di aspettare e la domanda è: faccio bene ad aspettare?

 

Aspettare è la cosa giusta?

Saper aspettare

Io dico che questa domanda è molto forte se parliamo di una relazione di coppia.

Però potrebbe darsi che anche in altri rapporti ci troviamo a dover scegliere se aspettare qualcuno, perché sia pronto, oppure voltarci e andarcene.

Io, per aiutarti a capire se ha senso aspettare, ti farei semplicemente questa domanda:
Se dopo aver atteso, l’altra persona non tornasse, penseresti di aver perso tempo?

Se la risposta è “Sì, avrei perso tempo“, allora la tua attesa sarà molto probabilmente carica di emozioni negative, di ansie, paure, dubbi, recriminazioni, incertezze, tristezza.

Lo sarà, probabilmente, perché se temi di perdere tempo, significa che tu non stai aspettando perché lo pensi giusto, ma perché pensi che sia conveniente per te attendere.

Perché pensi che il “lume valga la candela“, che quel che otterrai alla fine, come premio per la tua attesa, sia abbastanza positivo da ripagarti dell’attesa.

Per cui, ogni volta che avrai il dubbio che le cose andranno male, a ogni segnale che questo “premio” alla fine non arriverà, o magari sarà peggiore di quel che pensi, starai male.

In realtà il punto è che tu mi aspetti perché ti aspetti che quando arriverò ti renderò felice.
Stai mettendo la tua felicità nelle mani di chi stai aspettando.
Per questo pretenderai di ricevere molto dall’attesa, e così la vivrai male.

Allora io penso che fai bene ad aspettare solo se non penserai di aver perso tempo.
Comunque vada.

 

Aspettare

Solo se ogni giorno di attesa sarà stato un giorno felice.
Se ogni momento non condiviso con quella persona sarà stato un momento prezioso.
Solo se tu saprai vivere con gioia l’attesa senza aspettarti che alla fine sarai felice.

Solo se avrai imparato a vivere felicemente con o senza la persona che stai aspettando.
Perché vorrà dire che vuoi fare un viaggio con lei, non che lei è la tua meta.

Vorrà dire che mentre aspetti che torni, che scelga, tu continui a viaggiare con gioia.
Che hai scelto di condividere quel percorso con lei, non di fermarti senza di lei.

Allora puoi aspettare che ogni persona sia pronta.

Perché non hai messo in pausa la tua vita nell’attesa, come accade di solito, hai semplicemente scelto di tenerle un posto riservato accanto a te mentre viaggi.

Quel posto è lì, per quella persona, ma tu sei in viaggio, ogni giorno della tua vita.


P.S.
Che voto daresti oggi alla tua vita, da 0 a 10?

Rispondi alle 10 domande del Test della Scuola e lo scoprirai subito.
Scegli la frase in cui ti rivedi di più, anche se non alla perfezione.

Chi ha scritto questa pagina:

Giacomo Papasidero

Mental Coach dal 2010, mi occupo di felicità ed emozioni da oltre 10 anni. Il mio obiettivo è insegnare che ognuno di noi può diventare più forte di qualsiasi problema. Questo per me significa diventare felici. Anche se ho tenuto un seminario all'Università di Parma e sono stato ospite a SKyTg24, la cosa di cui vado più fiero è la Scuola di Indipendenza Emotiva che ho avviato nel 2018, perché è un percorso chiaro, graduale e concreto che sta rivoluzionando la vita di tante persone.


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Paola
Studente
Paola
2 mesi fa

Perché dovrebbe essere giusto aspettare una persona?

Paola
Studente
Paola
2 mesi fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

perché aspettando lei non vivo la mia vita, non lascio spazio mentale per chi potrebbe entrarci e vivo nell’illusione. Che senso ha?

Paola
Ospite
Paola
2 mesi fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Sarà che secondo me una cosa esclude l’altra. Se aspetto vuol dire che sono immobile proprio perché aspetto. L’immobilità la vedo come intrinseca nelll’attesa e imprescindibile. Se vivo e soprattutto non sento il famoso bisogno, quando chi torna dovesse tornare due possibilità: se mi cambia la vita da quanto sono contento vuol dire che ho vissuto fino a quel momento illudendomi di aver vissuto bene lo stesso, illudendomi di non aver aspettato.
Se non mi tocca più di tanto allora vuol dire che ho fatto bene a non aspettare e cioè a vivere la mia vita archiviando quella persona fra quelle che non c’entrano con me e non c’entreranno mai.
Ho amici, amici di famiglia che nn vedo da anni. Eppure so che per loro un posto ci sarà sempre. Ci amiamo lo so.
Altre che si sono rivelate errori. Archiviate. Si ricorda il bello si perdona il brutto. Ma per loro non ci sarà mai posto. Ognuno per la sua strada.

Paola
Studente
Paola
2 mesi fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Giacomo, hai voglia, ma siamo interconnessi, si può fare più attenzione, essere meno fragili, ma non possiamo non dipendere per niente dagli altri, possiamo cercare di star bene lo stesso, ma se io litigo con qualcuno o se c’è un problema di relazione con chiunque io non riesco a pensare che sono miei pensieri, se lo penso è perché lo vedo e se lo vedo è perché esiste. Posso avere i famosi filtri ok su quello si può lavorare, ma tolti per quanto possibile i filtri, non è che allora diventa tutto chiaro e si può quindi essere indipendenti dalle scelte degli altri, si sarà consapevoli, ma sempre cmq un po’ dipendenti, se no che relazione è? Si chiama rapporto, legame è insito nella parola stessa il concetto di dipendenza.

Paola
Studente
Paola
2 mesi fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

lo spero vivamente

Paola
Studente
Paola
26 giorni fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Se riservi un tuo posto qualcuno che non c’è: quel posto è lì per quella persona, per quella persona… Di fatto stai vivendo in funzione anche di quell’attesa.

Paola
Studente
Paola
25 giorni fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

No Giacomo scusa, io penso peggio per te che lo hai tenuto libero inutilmente e se lo hai tenuto libero per me e nn per chiunque avesse vuluto salire allora peggio per te, non per me. Io non sono salita, me lo sono perso? Cosa mi sono persa? Chi ti dice che io non abbia fatto di meglio?
Se ci separiamo se tu mi dici no e io ti tengo un posto speciale lo nego a qualcun altro.

Paola
Studente
Paola
25 giorni fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Se non ho bisogno perché riservare un posto proprio a te riservare a te e nn a chiunque me compresa, ad esempio?. Se nn ho davero bisogno allora il posto potrà restare vuoto potrà arrivare chiunque. Nn ci saranno riserve. Mentre tu qui dici che il posto rimarrà sempre lì per quella persona. Non puoi avere la medaglia senza il suo rovescio. O nn lo riservi né a lei né a nessuno e accogli chiunque voglia condividere ammesso che arrivi qualcuno e intanto fai il tuo viaggio o se riservi e riservi per quella persona, poni tu una condizione.

Inna
Ospite
Inna
5 mesi fa

Ciao Giacomo e molto interessante e profondo questo email ti ringrazio di cuore sono molto felice di averti trovato che mi favedere le cose come non lo ho visto prima