Autostima: chi sei conta più di chi credi di essere

Perché la tua autostima dovrebbe salire e scendere? Perché dovrebbe dipendere da fattori che non puoi controllare? Ti spiego come risolvere qualsiasi problema di autostima in modo definitivo. Ecco cosa ti offro:

  1. Ti spiego cos’è l’autostima e cosa non è.
  2. Ti spiego su cosa deve basarsi la tua autostima.
  3. Scoprirai chi sei veramente, al di là di etichette e definizioni superficiali.
  4. Ti spiego 3 cose su cui devi lavorare subito.

Ti consiglio di seguire l’ordine che ho scelto, ma puoi comunque iniziare da quello che ti sembra più interessante. Cominciamo!

 

Cos’è l’autostima: quasi nessuno lo dice chiaramente

Autostima

Molti esperti dicono che è normale che vada su e giù. Io ti spiego cos’ho imparato e condivido con te cosa faccio io, ogni giorno, per ottenere questi risultati:

  • La mia autostima non è mai bassa, perché dovrebbe esserlo?
  • La mia autostima non scende mai, è sempre buona.
  • La mia autostima non dipende da niente e nessuno: la controllo solo io.
  • Io e te siamo uguali.

Fino a qualche anno fa era normale che la mia autostima scendesse, fosse a terra in certi momenti o dipendesse da situazioni fuori dal mio controllo.

Ma solo perché non sapevo cosa sto per mostrarti. Io voglio condividere con te quel che ho imparato, provato e suggerito con successo a tante persone.

Alla fine sarai tu a decidere se fa per te, se ti interessa, se è utile, oppure no. Ti spiego cos’è l’autostima è perché dipende solo da tee poi come renderla perfetta per sempre. Niente più alti e bassi,

Tutto quello che ti mostrerò è gratuito e non devi spendere neanche un centesimo.

Ti serve solo del tempo per leggere, ascoltare, capire e molta voglia di agire.

Ciò che scoprirai tra poco richiede azioni e cambiamenti concreti.

Prima di tutto proviamo a definire come ti vedi adesso, com’è la tua autostima.

Per questo ho creato un test e ti conviene farlo subito, così il tuo risultato sarà più reale che non dopo aver letto questa pagina 😉

 

Andiamo al sodo!

L’autostima è il tuo personale giudizio su chi sei, in senso generale, su di te come persona. Proprio per questo la capacità di amare se stessi è una parte importante.

In teoria questa definizione la condivideranno tutti, ma in pratica accade quasi sempre il contrario.

Per essere molto preciso scompongo sempre la parola in due:

  • Stima, che significa giudizio, valutazione, misurazione. Insomma, è un valore che diamo.
  • Auto, indica che si riferisce a te. Il giudizio riguarda te e lo fai tu stesso, o tu stessa.

In sostanza sei tu che esprimi questo giudizio su te stesso, o te stessa. Sembra ovvio, ma non lo è così tanto.

In questo video condenso subito tutto quello che conta davvero sull’autostima e dura appena 3 minuti 😉

 

Per prima cosa ti spiego come cerchiamo di migliorare l’autostima di solito.

Questo approccio non funziona, e l’ho capito sulla mia pelle.

 

Il giudizio degli altri

Quasi tutti gli esperti ti diranno che la tua autostima dipende dal giudizio degli altri.

No, non lo fanno apertamente.

Ti suggeriscono di fare cambiamenti che influenzano il giudizio di chi ti circonda (aspetto, cura del corpo, postura, abitudini sociali).

Su cosa pensi di lavorare così? Sul giudizio degli altri.

Se leggi la guida per aumentare l’autostima di Wikihow, ad esempio, ti offrirà anche degli spunti interessanti ma la maggior parte dei consigli sono legati all’opinione che gli altri hanno di te.

Modificare come appariamo agli occhi degli altri, e pensare che lo facciamo per noi stessi, è abbastanza ingannevole.

  • Perché quasi tutte le donne non si truccano o mettono i tacchi a spillo per stare in casa?
  • Perché mettiamo i vestiti migliori quando usciamo?

Lo facciamo perché gli altri ci vedranno e per noi è importante il loro giudizio.

Perché è sbagliato dare e seguire questi suggerimenti?

Per una serie di motivi:

  • La tua autostima non dipende dal giudizio degli altri. Quindi sono inutili.
  • Se ti fa stare bene il loro giudizio positivo, ti farà stare male quello negativo.
  • Questo lavoro è effimero: finché ti apprezzano, va bene, ma quando il giudizio diventa negativo?
  • Finirai col dipendere sempre di più dal giudizio degli altri, e questa si chiama dipendenza.
  • Questa dipendenza nasconde una bassa autostima, poiché ti appoggi a cosa pensano loro di te, e questo ti renderà sempre debole e vulnerabile.

In realtà la tua autostima è il tuo giudizio, non quello degli altri.

Se io penso bene di me, non dovrei cambiare opinione solo perché gli altri ne hanno una negativa.

Nemmeno se tutti avessero una cattiva opinione di me.

Stampati a fuoco la frase che stai per leggere, è vera in qualsiasi campo e soprattutto se parliamo di autostima:

La maggioranza non fa la verità

 

I tuoi risultati

Qui ci cascano davvero tutti.

Chi non penserebbe che se ottengo buoni risultati la mia autostima cresce e, al contrario, tanti fallimenti la faranno peggiorare?

Nessuno, anzi, siamo tutti convinti che sia così.

Ma è vero?

Me lo sono chiesto spesso. Ecco cosa ho scoperto.

Qualche anno fa ho perso il lavoro. Se avessi dovuto valutare il mio valore su questo aspetto, la mia autostima doveva essere bassa.

Non era così.

Anche se a quel tempo non sapevo le cose che sto per mostrarti, non pensavo che essere disoccupati dovesse incidere negativamente sulla mia autostima.

Partiamo da un presupposto: chi decide se i risultati sono buoni o no? Chi decide se hai successo o hai fallito?

Indovina? Gli altri.

Altri hanno stabilito il punteggio che devi ottenere, come, entro quanto tempo.

Se leghi la tua autostima ai risultati che ottieni, sei in balia dei metri di giudizio che usa la società in cui vivi.

Dipendi quindi dal giudizio degli altri, questa volta mascherato, ma con gli stessi difetti che ti ho elencato prima.

La tua autostima non dipende dai risultati che ottieni.

Questo, purtroppo, non lo dice quasi nessuno.

Perché utilizziamo i nostri risultati o il giudizio degli altri per stabilire quanto valiamo?

Io ho trovato alcune motivazioni, anche se l’elenco è migliorabile:

  • È facile perché i risultati sono una cosa evidente, esteriore, sotto gli occhi di tutti.
  • I risultati possono essere generalizzati. “Si fa così” o “questo è il modo”. Semplificando tutto.
  • Ci sentiamo sicuri se molti condividono la nostra visione. Se tutti ci appoggiano pensiamo di avere ragione.
  • Poiché siamo insicuri, non abbiamo la forza di affrontare il dissenso. Appoggiarci al giudizio degli altri ci risparmia questo disagio.

Ora ferma questi punti nella tua mente: l’autostima è il tuo giudizio. Non è il parere degli altri e non dipende dai risultati che ottieni.

Questa è la sola strada che porta a un’autostima stabile, eliminando alti e bassi che sembrano inevitabili.

E ovviamente è una strada difficile che sinceramente non ho mai visto prendere in nessuna guida, corso, libro dedicato a questo argomento 🙁

 

Tu che autostima vuoi?

Quella che leggo, ascolto e vedo insegnata, la potrei definire “autostima condizionata”: ho una buona autostima se.

Quando la tua autostima è condizionata dal giudizio degli altri, dai risultati che ottieni o non raggiungi, parliamo di autostima condizionata:

  • Hai una buona autostima se raggiungi l’obiettivo che desideri.
  • Hai una buona autostima se gli altri ti apprezzano.
  • Hai una buona autostima se quel che fai è riconosciuto dagli altri.
  • Hai una buona autostima se curi il tuo aspetto (piaci agli altri).
  • Hai una buona autostima se ti riesce qualcosa in cui ti impegni.

Sembra ovvio, ma è proprio considerare questa autostima condizionata come l’obiettivo da raggiungere il motivo per cui oggi la tua autostima sale, domani scende e poi, se siamo fortunati, risale.

Tutti propongono questa visione perché è più immediata, più semplice da influenzare, ha impatto sugli altri.

Ma su di te?

Cosa succede se l’obiettivo che ti prefiggi non lo raggiungi? E se agli altri non piace quello che fai o non lo valorizzano come ti aspetteresti?

Succede che stai male, perdi sicurezza, non hai voglia di agire. Questa strada, l’autostima condizionata, è una grossa fregatura.

 

Autostima, ma di che?

Che autostima vuoi

Cosa valuti quando ti valuti? Ogni giudizio è legato a chi giudica, come hai sentito nel video, e all’oggetto del giudizio.

L’autostima prevede che sia tu, e tu soltanto, a esprimere un giudizio su te stesso, o te stessa.

Ma cosa stai giudicando? Con quale metro di giudizio?

Ciò che cerchiamo è il nostro reale valore.

Come nell’esempio dell’anello.

Se io ho un anello d’oro e lo porto da un orafo perché lo valuti, potrebbe darsi che il suo giudizio sia negativo.

Magari l’esperto cui mi rivolgo mi dice che non è vero oro, ma è solo laccato.

Allora ne consulto un altro, il più grande esperto di oro al mondo (così dicono tutti). Il suo giudizio sull’anello è che vale 10 euro.

Questo è il valore dell’anello?

No, è solo l’opinione di alcuni esperti.

Ecco cosa devi imparare prima di tutto:

  • Il valore che hai non dipende da cosa pensa di te la gente. Quello è un giudizio, non il tuo valore.
  • Il valore che hai non dipende dai tuoi successi. Sono solo risultati, non il tuo valore.
  • Il valore che hai non dipende da cosa pensi di te. Questa è la tua autostima, ma non il tuo valore.

Confuso, confusa? Facciamo subito chiarezza.

L’autostima, come detto, è il tuo giudizio sul tuo valore. L’anello è tuo e puoi pensare che valga 1000 euro o appena 10 o addirittura niente.

Questo cambia in qualche modo l’anello o la sua natura? Trasforma l’oro in ferro e viceversa?

Ovviamente no, è solo un giudizio.

Quel che nessuno ti dice è che la tua autostima non è necessariamente la realtà, ma solo la tua percezione della realtà.

Anche se tu sei una persona meravigliosa, potresti avere una bassa autostima perché hai un parere negativo su di te.

Il mio obiettivo non è far aumentare la tua autostima perché il tuo giudizio sia semplicemente migliore di prima.

Se vuoi cambiare vita ed essere felice non basta, dura poco, come detto, e ti rende vulnerabile a quel che accade attorno a te. Perché?

  • Il tuo giudizio varia con i risultati che ottieni. Il tuo valore no.
  • Il tuo giudizio cambia se gli altri pensano male di te. Il tuo valore no.
  • Il tuo giudizio cambia se tu ti senti giù o stai male. Il tuo valore, ancora una volta, no.

Il segreto di una buona autostima è riconoscere il tuo reale valore.

Quando ti rendi conto che l’anello è d’oro, non importa se tutti dicono che è finto: tu sai che è fatto col metallo più prezioso.

Quando scopri quanto vali non conta che risultati ottieni o cosa pensano gli altri: sai che vali.

Ciò che rende così difficile lavorare sull’autostima è proprio questo: noi valiamo a prescindere da tutto.

Quel che pensano gli altri non conta, e non importa se gli altri sono tua madre, un figlio, tuo marito, la tua fidanza, i migliori amici, i più noti psicologi o esperti nel tuo settore o nel tuo lavoro.

Non conta e basta.

Allo stesso modo non contano mai i risultati che ottieni. Potresti fare tutto al meglio e perdere lo stesso.

Tu vali meno per questo?

Se dico Roberto Baggio o Franco Baresi ricordi probabilmente che sono due dei migliori calciatori italiani di sempre.

Nel 1994 hanno entrambi sbagliato un rigore nella finale dei mondiali che l’Italia perse col Brasile.

Questo li ha resi più scarsi? Sono diventati improvvisamente giocatori mediocri?

No. Hanno sbagliato, e avranno fatto tanti altri errori, prima e dopo quell’estate.

Gli errori non contano: loro valgono meno per averne fatti? Tu vali meno per i tuoi?

No, ma l’autostima condizionata che tutti suggeriscono scenderebbe certamente.

Successi e sconfitte dipendono da come li guardi e da molti fattori che non dipendono direttamente da te.

Ecco cosa ti deve interessare:

  • La lezione che impari quando non raggiungi i risultati che vorresti.
  • Il tuo miglioramento quando invece li ottieni e non il successo in sé.
  • Gli errori che commetti, anche se vinci, per capire come migliorare e non ripeterli.
  • Quel che dicono gli altri come una semplice opinione: sta a te decidere cosa farne e in che misura dargli retta.

Il tuo valore è dentro di te ed è invisibile agli altri. Loro vedranno cosa sai ottenere, cosa fai, come agisci.

Ma il tuo valore resta nascosto ai loro occhi, solo tu puoi vederlo.

Nessuno può giudicarti correttamente

Questo è il punto, l’autostima è una questione che riguarda te, il resto del mondo non c’entra.

Voglio farti leggere una poesia che ho trovato in un libro che ti consiglio di leggere. Il libro è di Napoleon Hill e si intitola Pensa ed arricchisci te stesso.

Nell’ambito della crescita persona è un libro conosciutissimo. Io ne apprezzo alcuni messaggi ma ho anche le mie riserve.

Ho creato appositamente una pagina in cui elenco i migliori libri di crescita personale che ho letto.

Ecco la poesia.

Se credete di partire battuti, lo sarete,
Se ritenete di non sapere osare, non oserete.
Se vorreste vincere, ma pensate di non riuscirci,
È quasi certo che fallirete

Se immaginate di perdere, avete già perso,
Perché nel mondo è vero che
Il successo inizia dalla volontà dell’individuo,
È nella sua mente

Se credete di essere surclassati, lo siete.
Per elevarvi, dovete puntare in alto,
Dovete essere sicuri di voi prima
Di poter vincere un premio.

Le battaglie umane non arridono sempre
All’uomo più forte o veloce.
Prima o poi l’uomo vincente
Sarà quello che ritiene di poter vincere.

 

Credo che il messaggio sia chiaro. Nulla di esterno conta. E sarà chiaro anche che non è affatto facile essere immuni da quel che ci accade. Eppure è possibile!

Tutto si gioca dentro di te. Hai il potenziale per riuscire in qualsiasi cosa.

 

L’autostima dipende da chi sei davvero

Chi sei veramente

Chi sei? Intendo realmente, non chi gli altri pensano che tu debba essere.

Abbiamo l’abitudine di attaccare etichette che dovrebbero definire le persone e noi stessi.

In realtà nessuna etichetta può davvero dirmi chi sei, nessuna definizione è possibile.

Avrai capito cos’è l’uomo, quando non riuscirai più a definire le persone che incontri.

Certo, puoi usare alcuni aggettivi per provare a descrivermi, ma non saprai mai chi sono io se ti fermi qui.

Anzi, quasi sempre noi preferiamo fermarci a queste etichette perché scoprire la vera natura degli altri richiede tempo.

Ora ti spiego chi non sei, per poi mostrarti la tua vera identità.

  1. Non sei i tuoi comportamenti o il tuo carattere. Estroversi, sensibili, gentili, egoisti, premurosi, aggressivi. Noi non siamo niente di tutto questo.
  2. Non sei le tue emozioni. Tu le provi, le cambi, puoi addirittura scegliere cosa provare (e lo vedremo tra poco), e quindi non puoi essere qualcosa che decidi tu.
  3. Non sei nemmeno i tuoi pensieri. Tu hai dei pensieri. Ne sei creatore, o creatrice.
  4. Infine, giusto per chiarire, non sei nemmeno quello in cui credi o per cui saresti anche disposto, o disposta, a dare la vita.

Tutte queste cose dipendono da te, puoi sceglierle e modificarle, ma non sei loro.

Puoi modificare i tuoi pensieri, le tue emozioni, cambiare i comportamenti e, ti assicuro, puoi anche cambiare il tuo carattere.

Stabilire chi siamo è davvero difficile perché siamo abituati a voler confini certi, definizioni precise e stabili.

Ma né io né te siamo stabili. In senso buono si intende!

Hai presente l’acqua del fiume? Ti sembra che sia sempre la stessa?

Se immergi la mano nel Po, ad esempio, non toccherai la stessa acqua nemmeno per due secondi.

Cambia in continuazione.

Puoi prenderne un secchio, ma così avrai catturato il Po, o una piccolissima parte della sua acqua?

Non solo, ma se ci rifletti, tu usi il nome Po, ma in realtà la sua acqua è sempre differente, perché scorre fino al mare e cambia ogni istante.

Hai lo stesso nome di quando sei nato, o nata, ma non sei mai uguale a te stesso, o te stessa, nemmeno per pochi minuti.

Noi siamo in continua evoluzione, in perenne cambiamento.

Se dici che io sono simpatico, non vedrai più chi divento giorno dopo giorno, ma resterai a fissare un’immagine che hai nella tua mente.

Per comprendere chi sei devi prima di tutto eliminare l’idea di poterti definire chiunque con qualche parola o frase.

Nemmeno un libro intero basterebbe a definire una persona.

Tu sei un pittore.

Ora ti spiego bene cosa intendo, ma leggi anche una storia che ho scritto per spiegarti come ritrovare se stessi.

Ogni pittore avrà alcune caratteristiche che lo distinguono dagli altri:

  • Sceglierà con che materiale dipingere i suoi quadri.
  • Deciderà i colori che vorrà utilizzare.
  • Potrà sceglie cosa ritrarre.
  • Potrà avere uno stile unico e magari inimitabile.

Nonostante questo il pittore non è i suoi quadri, o i colori che scegli, i soggetti che raffigura e nemmeno la stile.

Queste sono tutte cose che sceglie e può sempre cambiare.

Tu sei il pittore: colui, o colei, che crea, ogni giorno, la tua vita.

Hai dipinto sempre fiori? Da oggi puoi cambiare, ogni giorno.

Puoi modificare lo stile che hai sempre usato, anche se lo fai da tutta la vita.

Non hai limiti, ma una totale libertà di essere chi scegli di essere.

Questo è un potere enorme e qualsiasi definizione userai, per quanto complessa, non basterà mai a dire davvero chi sei.

Ricordalo: cambiamo continuamente e siamo molto più di quello che si vede.

Etichette e definizioni colpiscono solo una minima parte superficiale della tua identità.

Quando ne usi per definire gli altri, è come se pensassi di avere il Po dentro un secchio!

Ora che sai meglio come comprendere chi sei, il tuo valore e il tuo immenso potenziale, ecco come iniziare a costruirti un’autostima perfetta.

 

Da dove iniziare: tre passi fondamentali

Spiritualità

Io ti suggerisco di lavorare su tre aspetti molto precisi della tua vita.

Io l’ho fatto e lo faccio ogni giorno. Funziona.

Il tuo valore non cambia, vali 10.

Questi punti ti permettono di tirarlo fuori, di usarlo meglio e di imparare a conoscere meglio chi sei.

 

1. Imparare a trasformare le emozioni negative in emozioni positive

Provare emozioni negative sembra normale e inevitabile ma non lo è.

Non solo queste emozioni ti fanno stare male, ma ti impediscono di vedere bene quanto vali e di attingere davvero al tuo potenziale.

È un tema complesso e ti invito a scoprire come tu puoi, in realtà, scegliere cosa provare.

Si chiama indipendenza emotiva, ed è il punto di partenza di qualsiasi vero cambiamento positivo.

Compreso questo, leggi la guida pratica in cui ti spiego come gestire le emozioni negative e trasformarle in positive in modo concreto e semplice.

Nel momento in cui comprendi che hai il potere di scegliere la gioia o la felicità, vedrai molto meglio il tuo reale potenziale.

 

2. Imparare a utilizzare la tua mente e diventare più consapevole

Tutto passa da qui.

Le tua mente è la risorsa più importante.

Imparare a usarla per te è fondamentale per accedere a tutto il tuo valore.

Ho realizzato un lungo approfondimento per spiegarti che la consapevolezza ti permette di comprendere la realtà.

Non solo abbiamo una visione distorta in fatto di autostima, ma per quasi tutti gli aspetti della nostra vita.

Inoltre, dal momento che parliamo di potenziale, leggi anche la guida in cui ti spiego come essere sicuri di sé.

Ti mostrerò cosa fare per avere la capacità di sapere sempre cosa è giusto fare, in qualsiasi situazione.

Penso che ti sarà particolarmente utile capire anche come le tue abitudini condizionino la tua vita.

Lo fanno determinando, ad esempio, il tuo carattere.

Sono cose estremamente correlate con l’autostima, con al tua identità, come detto.

Per cui scopri come cambiare carattere in 30 giorni trasformando le tue abitudini, ti sarà utilissimo.

 

3. Comprendere il ruolo della spiritualità nella tua vita

Non siamo fatti solo di carne e ossa.

Comunque la pensiamo, esiste qualcosa che va oltre a quello che possiamo vedere con gli occhi.

Come puoi conoscere il tuo valore se dimentichi la parte più importante di te, ossia il tuo spirito?

è evidente a tutti, o quasi, che molto di ciò che siamo non lo comprendiamo e che ci sono cose che vanno al di là del nostro corpo.

Le leggi di fisica non possono darci tutte le risposte.

Anche in questo caso ho realizzato un ricco approfondimento per parlarti di spiritualità e darti alcuni consigli pratici.

Una delle frasi più pregnanti per la tua autostima è scritta nel Vangelo: tu sei la luce del mondo.

Ti rendi conto che se sei una luce dovresti pensare a te in modo molto positivo?

La fede, lo so, è un tema delicato.

Per questo ho realizzato una risorsa in cui ti spiego perché credere in Dio e come farne un segreto per essere felice

Leggendola avrai modo di stabilire personalmente se esiste e se è quello di cui hai bisogno.

 

Questi tre punti sono fondamentali.

Come vedi non si tratta di tecniche per aumentare la tua autostima, quanto di imparare a comprendere il tuo valore.

Soprattutto si tratta di aprire la mente, gli occhi, il cuore e cogliere chi siamo e che senso ha la nostra esistenza.

L’autostima è un tema complesso, e ridurlo a qualche tecnica o esercizio per pompare la tua convinzione di riuscire, è ridicolo.

Oltre che inutile!

Quando ti renderai conto di chi sei veramente, allora stimarti sarà la cosa più naturale e facile del mondo.

Ti consiglio anche un’altra guida pratica in cui ti mostro gli errori più comuni che si commettono quando vogliamo capire come migliorare l’autostima.

Oltre agli errori ti do alcuni consigli pratici e delle risorse aggiuntive davvero preziose.

 

È ora di mettersi al lavoro!

Adesso tocca a te

Per concludere in bellezza, voglio offrirti alcuni esercizi che ho realizzato personalmente.

Nascono da una domanda che mi pongo sempre quando osservo i risultati che ho ottenuto e mi chiedo come condividerli con gli altri.

Come ci sono arrivato? Cosa ho fatto per arrivarci?

Quando creo un esercizio, una risorsa o un seminario, parto sempre da questa domanda.

Voglio mettere gli altri nella condizione di fare quel che ho fatto io, ma con più facilità, meno fatica e in meno tempo.

Prima di lasciarti agli esercizi voglio farti una promessa:

  • Anche se fallissi ogni giorno, continuerai a credere in te.
  • Anche se avessi tutti contro, continuerai a lottare per le cose in cui credi.
  • Anche se tutto andasse storto, niente potrà toglierti serenità, fiducia e buon umore.
  • Quando tutto andrà nel modo migliore, non avrai paura di perdere niente.

Possibile?

Sì, se seguirai i consigli che ti ho dato, e capirai che il tuo valore non dipende dai risultati che ottieni o da cosa pensano gli altri.

Devi applicare certi principi, non basta conoscerli in teoria.

È una promessa, e sarà mantenuta se tu farai la tua parte.

Gli esercizi li trovi in questa pagina, e nel tempo ne aggiungerò di altri.

Il mio consiglio è di seguire con attenzione le indicazioni a lavorarci tanto.

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Da oltre 7 anni mi occupo di felicità: la studio, la osservo, la vivo e la condivido. La mia missione è aiutare tutti a cambiare la propria vita ed essere felici. Su Diventarefelici.it porto la mia esperienza personale e quella delle tante persone che ho conosciuto e aiutato in questi anni per dare il mio contributo: voglio migliorare questo mondo, e più persone diventeranno felici, più ci riuscirò. Questa è la mia missione.

26 Commenti

  1. Come mi hai consigliato, Ho letto attentamente, e più di una volta, questo “articolo” e devo dire che mi sta veramente aiutando. Sono d’accordo praticamente su tutto. Non avevo mai capito che il mio valore non cambia a seguito di accadimenti che possono succedere.
    Questo e le mail che leggo quotidianamente, mi hanno dato la voglia di continuare a leggerti, e per questo ho comprato il tuo libro, e spero che mi aiuterà ancora di più

  2. Ciao Giacomo…oggi mi sono letto alcune delle tue “risorse” per vivere felici e condivido tutto in pieno.
    Mi chiedo perchè questi argomenti non vengono affrontati con scopo educativo anche dai mass media e dal sistema..Tutti predicano la pace e ci sono le guerre,viviamo in un secondo medio evo(senza esagerare) Non sappiamo neanche cosa significhi autostima perchè la nostra routine non ce lo permette… Forse i temi che tocchi nelle tue pagine dovrebbero essere temi importanti anche per la politica e l’economia,magari se cambiamo noi stessi in positivo potremmo cambiare il mondo. L’unica cosa in cui non credo è il tuo punto di vista su Dio…la religione ha diviso l’essere umano da quando esiste la civiltà. Dio è sempre stato una limitazione alla verità (sono per la critica della ragion pura…ahahah) credo solo alla morale che offrono le religioni per conservare la civiltà (morale che non sempre viene presa in considerazione)…Non sono credente ma non disprezzo i credenti anzi, una mente sana credo che debba prendere in considerazione tutti i punti di vista….quali effetti positivi può portare Dio nella ricerca di me stesso?? E a prescindere se una persona scelga Dio o meno non è necessaria sempre la consapevolezza della realtà delle cose e la forza di volontà??? il discorso è questo….è necessario Dio per trovare autostima? scusami per il poema e non pensare che sia una polemica…chiedo solo delucidazioni..cmq complimenti caro Giacomo.

    • Ciao Stefano,
      ovviamente se io credo che Dio c’è, parlare di verità, realtà, consapevolezza, e ignorare Lui sarebbe un controsenso.
      Per cui se c’è, come credo io, allora il Suo ruolo è enorme in ogni ambito della mia vita, nel senso della realtà e delle cose che mi accadono per esempio, nella consapevolezza del mio valore, nella fonte (Lui) a cui attingere forza, amore. Leggi questa pagina, lo capisci meglio come possa incidere 🙂
      Ovviamente se ci credi 😉

  3. Ciao Giacomo, ti espongo i miei dubbi tutti insieme:
    1) “Se ti fa stare bene il loro giudizio positivo, ti farà stare male quello negativo”. Ma se uno sta bene per un giudizio positivo, perchè dovrebbe per forza stare male se è negativo? Non esistono persone che stanno bene per un giudizio positivo e fa lo stesso se il giudizio è negativo?
    2) Se una persona sa che vestendosi in un certo modo verrà apprezzata da tutti, è meglio che eviti perchè rischia di stare bene per il loro giudizio positivo?
    3) “La tua autostima non dipende dai risultati che ottieni”. Ho capito cosa intendi, ma secondo me questo non vale per chi non sa questa cosa. Se uno è convinto che vincendo una competizione la sua autostima salirà, questo accadrà veramente, anche se non è così che si valuta l’autostima, e quindi questa persona potrà godere di tutti i benefici di un’alta autostima. Come ci sentiamo dipende da quello che pensiamo infatti. Sono d’accordo che poi si abbasserà quando perderà e che quindi c’è di meglio, ma io avrei scritto “Il tuo valore/potenziale non dipende dai risultati che ottieni, ma se pensi che l’autostima non si basi sul tuo valore, ma sui risultati che ottieni, avrai un’alta o bassa autostima in funzione dei tuoi risultati”.
    4) Se l’autostima non deve dipendere dai risultati, il fatto di riuscire a raggiungere 3 obiettivi al giorno come hai detto tu non conta?
    Grazie 🙂

    • Ciao Ale,
      1) se ti fa stare bene il giudizio negativo (ma ne avevamo già parlato), vuol dire che dai peso a cosa dicono gli altri. E lo farai anche quando il giudizio diventa negativo. Se l’acqua fredda di bagna, lo farà anche la calda 😉
      2) Non conta l’esterno, conta cosa pensi. Non è necessario, deve valutare se questa situazione riesce a gestirla con serenità o meno.
      3) Io parlo di autostima autentica. Quella che sale è autosuggestione e a me interessa che ognuno impari a usare la parola autostima in modo sano. Anche quando parlo di amore intendo cose diverse dal comune 😉
      4) Per l’autostima no. Per la tua organizzazione e praticità, concretezza, è utile 😉

      • 1) Quindi secondo te non esistono persone che stanno bene per i giudizi positivi e non stanno male per quelli negativi?
        2) E se si rende conto di non riuscire ancora a gestire questa situazione con serenità, è meglio che si vesta male per non rischiare di piacere esteticamente? 🙂

        • Direi che è difficile, ma tutto è possibile 😉
          Se vestirsi male significa sentirsi a disagio, non avrebbe senso.
          Inoltre è sbagliato voler piacere, tanto quanto voler non piacere. Non deve curarsene.
          Digli di estrarre a sorte i vestiti che indosserà quel giorno… così non cercherà né l’una né l’altra cosa 😉

  4. Ciao Giacomo.Da un mese mi è successa forse la cosa che nessuna donna e mamma in una famiglia unita avrebbe mai immaginato di sentirsi dire. Il mio compagno con il quale convivo da 13 anni, abbiamo due figli piccoli di 2 e 3 anni e mezzo, mi ha detto che lui non mi ama più, che non mi lascia (per il momento)perché dobbiamo gestire i figli. E come se non bastasse in seguito ho scoperto che ha una relazione con un altra da ormai 5-6 mesi con la quale dice che vuole costruire il suo futuro. La mia famiglia è andata in frantumi in un attimo ed io non so come reagire.Mi sento talmente disorientata, persa e sofferente che non so proprio come affrontare il tutto. Sono da sola in un paese che non è il mio, senza la mia famiglia e qualcuno su cui appoggiarmi…….

    • Ciao Alina,
      devi appoggiarti su di te, tirare fuori, da dentro, la forza che oggi ti serve.
      Bello o brutto che sia, devi fare i conti con quello che sta accadendo e affrontarlo.
      Se ti va posso darti una mano, un supporto in questa fase delicata perché tu riesca a reagire nel modo migliore e rapidamente.
      Leggi questa pagina 🙂

  5. Ciao complimenti per il sito! E arrivato il momento di amettere che ora sono proprio smarrita e senza speranze vivo perche devo ma non provo goia in nulla se non negli abbracci di mia figlia e anche quella gioa se ne va appena lei gioca con qualcos’ altro.vivo negli stati uniti da qualche anno, causa crisi abbiamo deciso di provare e tra alti e bassi posso dire di aver affrontato tutto con coraggio nulla mi spaventava. Rimango incinta e siccome qui la sanita e a pagamento torno in italia dai miei per le cure e noto mio padre sempre piu debole. Tre mesi dopo riparto per far nascere mia figlia qui almeno aveva diritto alla cittadinanza, pensando cosi di fare questo in nome del suo futuro..torno in italia con la bambina di un mese, e mio padre e malato di tumore. Non sapevo niente e mi e letteralmente cascato il mondo adosso. Ho quasi “abbandonato” mia figlia alle cure degli altri per essere presente per mio padre, grazie al cielo ho due fratelli fantastici! Ma questo senso di colpa e tutt’ora doloroso.mio marito lontano per lavoro, una neonata che aveva bisogno dei genitori e nessuno presente come si deve.ma lei ha dato gioa a mio padre e lui stava in piedi per il suo sorriso. Dopo poco a mia madre viene un ictus e quindi tre mesi di ospedale per lei la bimba a casa e mio padre a un ora di macchina in un altro ospedale. Sconfitta dalla vita sola e disperata, ma speravo ancora nel miracolo! Mi rimbocco le maniche mi faccio forza, imparo a vivere con 4 h di sonno. finche mio padre se ne va a luglio 2014 il giorno prima del mio compleanno. Rimango a casa per fare forza alla mia famiglia mia madre continua a stare male ma mi incoragga a partire cn mio marito, che nel frattempo e riuscito a tornare un mese prima che mio padre se ne andasse. Mi prendo un mese in piu lui parte io mi accerto tra dottori che mamma e fuori pericolo ha perso un occhio e un braccio dopo l’ictus ma se la cava.torno qui. lavoro ,casa parenti, mi prendo cura di mia figlia ma le giornate mi scivolano adosso come se non fosse la mia vita. Ci sono momenti in cui mi sento l’essere piu incapace del mondo.
    Chiedo scusa dell commento lunghissimo! Ringrazio in anticipo per ogni consiglio.dopo due anni sto amettendo I miei flagelli e ringrazio per l’attenzione.
    Volevo aggiungere che mio padre si e spento a 55 anni e io chiedo aiuto perche ho solo 30 anni e non vedo ancora nessuna luce in fondo al tunnel.

  6. Sono capitata su questo sito per caso e non mi aspettavo di trovare tante informazioni utili. Sono ormai due anni che trascorro le giornate passivamente spinta dalla forza d’inerzia: di cose da fare ne ho parecchie, ma non mi danno nessuno stimolo. Le faccio perché devo. L’anno scorso per una serie di cose che mi sono successe tutte insieme ho avuto un crollo che mi ha portato alla depressione e mi sono rialzata solo grazie all’aiuto costante di un caro amico. Ho perso il lavoro e l’università non mi dava più nessuna soddisfazione: mi sentivo del tutto incapace, senza interessi, senza caratteristiche che potevano distinguermi dagli altri. Amavo la letteratura e leggevo avidamente, ma anche questo è andato perdendosi perché pensavo “tanto a cosa serve?”. La depressione mi ha allontanato da mia madre che, invece di aiutarmi, mi ha detto che non voleva vedermi in quello stato e che avrei fatto meglio a fare le valigie. In tutto questo ho avuto una terribile delusione d’amore, e questa persona mi ha detto che stava con me “perché al momento non c’era nulla di meglio”. Mi sono trasferita lontano e piano piano mi sono ripresa: avevo addosso tutto l’entusiasmo dei nuovi inizi e per alcuni mesi è andato tutto bene. Ho molti amici, e nei momenti duri mi dicono che sono una persona fantastica che darebbe se stessa per gli altri: mi lusingano e sono felice di sentirmelo dire, ma ho sempre paura che siano valutazioni superficiali e non quello che io sono veramente. Sento di non avere nulla in più degli altri, di essere una persona noiosa e inutile. Vedo tutti così sicuri sul lavoro, alla ricerca di una carriera, e io arranco per stargli dietro; ho provato ad avere delle relazioni, ma alla fine sono andate male – in alcuni casi per colpa mia, in altri perché l’egoismo dell’altra persona era diventato insostenibile tanto da ferirmi e ho preferito troncare la cosa. Una volta non mi importava del giudizio degli altri, ero felice e vedevo ogni giorno come pieno di possibilità meravigliose: adesso invece ogni giorno è solo un tirare avanti fino a sera, pieno di rimorsi per le cose che avrei potuto fare e per come mi sono comportata. Vedo tutti intorno a me già avviati: famiglia, lavoro, idee chiare sul futuro. Io non ho niente, e ho paura: pur essendo giovane (ho 24 anni) mi sembra di essere arrivata in un punto della vita in cui non c’è più modo di tornare indietro, di costruire qualcosa, perché ormai tutti hanno concluso questo percorso, io sono in ritardo non sono più merce ben valutabile. Sono terrorizzata dall’idea di rimanere da sola per tutta la vita, e questo di sicuro mi frena, ma non so più che cosa fare.
    Grazie per aver letto tutto, un caro saluto

    • Ciao Valentina,
      ho letto ma tu non puoi accontentarti di sfogarti. Facciamo ordine.
      Avessi 60 anni per me non ci sarebbe ragione di credere che sia tutto passato o finito. Ne hai 24 e ti chiedo: invece di tornare indietro, che ne dici di andare avanti e costruire qualcosa di bello?
      Non solo sei giovanissima, ma sono sicuro che puoi. Innanzitutto vorrei che leggessi questa pagina, che spero ti ispiri.
      Inoltre, parlando di motivazione questa è utile. Ma su tutte voglio che ne leggi due che credo importanti: questa e questa.
      io al caso non ci credo, e se sei arrivati fino a qui non è per fermarti ancora, ma per iniziare un percorso e scoprire chi sei davvero 😉

  7. Ciao sono uno schizofrenico con tutti i problemi che comporta la malattia, che non mi ha tolto tutta la ragione.
    Volevo sapere se dovevo fare un percorso specifico avendo questa malattia, cioè quello che scrivi sul sito va bene per me?.
    Quello che scrivi è bello ma il difficile è metterlo in pratica, tutti dicono la loro ,ma essere sicuri di sé stessi a volte è controproducente. Secondo me in natura è tutto legato con la fisica la chimica la matematica ecc. Tutte le materie( materiali), bisogna capire come combinare tutto questo in modo spontaneo incondizionato nel modo giusto per ogni situazione diversa darne una forma concreta, forse noi stessi . Spero di non aver detto cavolate.
    Comunque molti complimenti, guide che aiutano a vivere e fanno riflettere. Mannaggia ai pensieri negativi.

    • Ciao Saverio,
      un percorso per un problema come il tuo non c’è, perché non mi occupo di disturbi mentali. Sono un Mental Coach e non uno psicoterapeuta.
      Penso che però quel che scrivo, essendo semplicemente osservazione della realtà, sia utile per tutti e ti consiglierei di seguire il percorso sull’autostima, così ti sarà più chiaro che essere sicuri di sé, per come lo intendo io, non è mai controproducente 😉

      • Ciò pensato un po prima di scrivere, e di fatto non mi so dare il giusto valore, e volevo chiederti cosa mi consigli contro lo stato mentale dell’onnipotenza e impotenza che provo. Non so se è la mia malattia o la mia storia personale che mi ha portato a questo.
        Spero di non aver esagerato o aver toccato argomenti delicati.
        Ti chiedo scusa se ho scritto , forse senza riflettere bene, penso che il tuo corso sull’autostima e gli altri corsi possano aiutarmi a crescere e migliorare tutto il mio stile di vita. Grazie.

  8. É che mi sento dare della rimbabita e me l’hanno anche detto e questo mi ha condizionato e fatto vivere male il lavoro, e ancora oggi é cosi.

    Grazie comunque,
    proveró a leggere le tue risorse.

    Giulia

  9. Credo di avere un’autostima condizionata.
    Mi faccio prendere male dal giudizio degli altri a lavoro, direttori compresi.
    Ormai credo di essere senza speranza, che tutti ormai hanno visto chi sono. (errori, figuracce che si potevano evitare..e chi ne ha piú ne metta)
    Consigli?

    • Ciao Giulia,
      devi smettere di pensare in questo modo: che sei senza speranza o che hai fatto chissà quali disastrose figure.
      Devi imparare a dare il giusto peso al giudizio degli altri, devi imparare che non è sbagliato sbagliare, che l’importante è imparare a migliorarsi.
      Imparare che non sono gli altri a poter dire quanto vali.
      Devi fare un percorso che ti porti a cambiare la tua visione di te stessa, degli altri e anche della vita.
      Segui le mie lezioni gratuite che trovi qui 😉

  10. E’ un argomento molto delicato, nella società in cui viviamo è difficile staccarsi dall’opinione altrui su di noi, sono poche le persone che non adottano il metro del successo, denaro, lavoro, numero di amicizie, famiglia.. non esiterebbero i problemi della discriminazione, emarginazione sociale, gente pettegola, mobbing…posso credere in me quanto voglio ma le parole e gli atteggiamenti altrui nei confronti di altri hanno un impatto pesante. Fare colloqui per cercare lavoro è poi l’esempio più lampante: si viene giudicati in 5 minuti e ci si ferma all’esteriorità, si deve fare “una buona impressione”. Detto ciò ritengo che il tuo sito sia davvero molto bello. Ho intrapreso un percorso di introspezione e di crescita personale per sentirmi finalmente libera di essere me stessa, il giudizio altrui o di me stessa lo vivo come una limitazione…odio il concetto di dover essere inquadrata e di dovermi attenere a quell’ideale. Ciao

    • Ciao Valeria,
      certo è difficile, ma non è impossibile e comunque, finché ci lasciamo condizionare dagli altri, saremo sempre noi i primi ad avere la peggio.
      In bocca a lupo per il tuo percorso 😉

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