Bisogno di stare soli: quando il perché fa tutta la differenza del mondo

Ad ognuno di noi sarà successo, almeno una volta nella vita, di sentire il bisogno di stare da soli.

Proprio qualche giorno fa, ho rivisto una mia amica dopo tanto tempo e mi ha detto, che sente forte questo bisogno per azzerare tutto, fare chiarezza e ripartire da capo.

C’è una grande differenza però tra il bisogno di stare da soli per imparare a bastarsi da soli e sentire che questa necessità è spinta dalla voglia di scappare.

Ci sono tanti modi con cui cerchiamo la solitudine, ma il perché e il come sono ingredienti fondamentali che danno un sapore diverso alla qualità delle nostre scelte.

Davanti ad un bivio, nel dubbio se scegliere una strada o meno, il perché e il come, sono i punti cardine attraverso i quali ci orientiamo per muoverci.

 

Solitudine vs voglia di stare da soli: scappare o avere a cuore

voglia di stare soli piscologia

Voglio stare da sola, possibilmente in un’isola deserta, non vedere nessuno e staccare la spina da tutto e da tutti“.

Lo hai mai detto o sentito dire?

Io si, non poche volte devo dire. 

Ma come ti suona: “Voglio stare da sola, sento il bisogno di restare in silenzio, di dedicarmi del tempo e connettermi con me stessa“?

Io direi che hanno due toni molto diversi, non credi?

Ecco che il bisogno di solitudine può avere 2 perché:

  1. Un modo per fuggire.
  2. Un modo per ritrovarsi.

Entrambi i modi però, se ci pensi, mirano ad uno stesso obiettivo: essere felici, stare bene.
Ma davvero alla fine, una strada vale l’altra?

Ecco che a questo punto ci viene incontro l’altro ingrediente molto importante: il come.

Più avanti ti fornirò alcuni spunti per approfondire proprio il come, per ora, cerchiamo di far chiarezza sul perché.

 

Bisogno di stare da soli: un modo per fuggire

Dunque, prendendo in esame il primo esempio, ossia quello di sentire la necessità di stare da soli perché si vuole scappare da qualcosa, possiamo comprendere con molta chiarezza che non si sta vivendo in modo sereno.

Molto probabilmente ci sono delle situazioni che vorresti evitare oppure vedere già risolte, senti di non avere la forza, la lucidità di affrontare qualsiasi decisione, situazione e le idee sono confuse.

In una circostanza tale, si potrebbe pensare che andare via, viaggiare possibilmente lontano, sia la soluzione.

Vedere posti nuovi, stimoli diversi, magari, potrebbero aiutare a risolvere i propri conflitti interiori.

Proprio mentre scrivo, mi attraversa alla mente il ricordo di una storia letta su un libro qualche anno fa.

Era la storia di un ragazzo che avvertiva lo stesso bisogno impellente di scappare e di restare da solo.

Era fidanzato, la relazione sembrava avere qualche problema, il lavoro non andava secondo i piani e dentro provava una grande frustrazione, un grande disagio, stava male.

Questo ragazzo però, aveva un papà che stimava tanto e molto spesso diventava un punto di riferimento dove trovare un confronto.

Il ragazzo spiegò al padre la necessità di partire, di andare via da solo per fare chiarezza.

Il padre non proferì parola, permise, senza alcun intralcio al ragazzo, di fare la sua esperienza.

Partito, su un’isola lontana dal suo paese, il ragazzo ebbe la sensazione iniziale che quella fosse la decisione giusta.

Con il passare del tempo e delle giornate, però, ritornò a far capolino quella irrequietezza interiore che non gli dava pace.

Un pomeriggio, mentre passeggiava al tramonto sulla spiaggia e pensava alle tante questioni irrisolte, le cose che non andavano, arrovellando la testa nei pensieri negativi per cercare di capire, mise le mani in tasca al suo bermuda.

Si accorse che dentro era piegato in 4 un foglietto.

Lo aprì con curiosità e vide che c’era scritto: “Ovunque tu andrai, ci sarà sempre con te un compagno di viaggio. Da lui non puoi scappare. Firmato, papà

Questa storia mi ha subito colpita nonostante la sua semplicità, perché è vera.

Posso andare dove mi pare ma ciò che sono e come mi percepisco lo porterò sempre con me.

All’epoca mi sono ricordata di tutte quelle volte in cui anche io ho fatto l’errore di pensare che scappare fosse l’unica soluzione.

Ma poi, scappare da chi e da cosa?

Alla fine, tutto si gioca nella mente.
Se comprendi come affrontare le stesse situazioni in modo diverso, senza pretendere che siano come vuoi tu, puoi trarre i massimi benefici e vedere tante, tantissime soluzioni.

Se anche tu sei in questa fase della tua vita, ricordati che non ti serve scappare, ma ti serve capire.

Dunque, se il bisogno di stare da sola o da solo, lontano da tutti, diventa una condizione senza la quale non riesci a stare bene, sappi che un’alternativa c’è, e non dovrai nemmeno aspettare il prossimo viaggio 🙂

La consapevolezza è l’unica strada per sapere dove stai andando.

In questo blog, hai tanti spunti preziosi per iniziare a comprenderti e amarti profondamente.

Imparare ad amare se stessi è prioritario su tutto. Se non impari ad amarti, non sarai capace di amare e far sì che la tua vita sia degna di essere vissuta in pienezza.

Imparare ad essere se stessi (cosa fondamentale per comprendere chi siamo), è un’altra chiave con la quale possiamo aprire la porta della consapevolezza.

Ed è qui che si apre uno spiraglio più profondo, intimo, vero e sincero: il bisogno di stare da soli diventa un modo per prendersi cura di sé stessi e non un modo per scappare.

 

Bisogno di stare da soli: un modo per ritrovarsi

E poi c’è la strada dell’amore, quella che preferisco, l’unica capace di renderci felici.

È la strada della cura di sé e in questo spazio di beata solitudine, godere del tempo per stare da soli e ritrovarsi.

Un modo per dirsi: “Ho a cuore il tuo bene, ti amo, stiamo insieme“.
Suona strano? Pensa come siamo stati educati e quale cultura ci ha plasmati!

Pensare prima agli altri che a noi stessi, vuol dire anteporre il bene degli altri al nostro.

Ma come posso dare se non so di avere? E come posso condividere quanto non ho imparato a possedere?

Scegliere di amare se stessi per vivere in modo sereno, felice, non è essere egoisti. Qui, l’egoismo non c’entra nulla.

Amare se stessi vuol dire comprendere il nostro valore inestimabile e la nostra unicità e prenderci cura di noi senza attendere che sia qualcun altro a farlo al posto nostro.

Nella mente di ogni persona, si alimenta un cuore vigile all’ascolto.

Se impari ad ascoltarti, a conoscerti, impari ad avere fiducia in te.

Se hai fiducia in te, impari a portarti con te pace e serenità ovunque vai.

A quel punto puoi godere di un viaggio, di un tramonto su una spiaggia oppure di un angolo della tua casa dove leggere un libro o ascoltare della musica dolce, il proprio respiro, la propria presenza viva.

Non è dove vai, cosa fai, ma cosa porti dentro, cosa porti con te ovunque vai.

 

Perché abbiamo bisogno di stare da soli

bisogno di stare soli

È buffo come, osservando il comune modo di pensare, mi rendo ancora più consapevole che i doni profondi, le azioni più discrete, delicate e ricche di amore spesso vengono trascurate o addirittura discriminate.

Spesso, chi ha quella sana voglia di solitudine, di stare con se stesso, viene recriminato e etichettato come “asociale”.

Io credo che confondiamo il concetto di normalità come qualcosa di statico e preconfezionato.

Pensiamo sia normale che una persona abbia tanti amici e voglia di uscire.

Mentre al contrario, preferire dei momenti di solitudine per prendersi cura di sé, delle cose che si amano, anche in considerazione della vita piena di impegni, lavoro e scadenze, non è normale. 

Ma il punto, non è etichettare un comportamento normale o no in funzione delle mode sociali e culturali, il punto è comprendere sempre quel famoso perché.

Questo è un aspetto fondamentale che fa tutta la differenza del mondo.

Prendendo in considerazione esempi “estremi”, c’è chi ha scelto l’eremitaggio nella propria vita per seguire una via spirituale profonda dentro la quale ha scoperto la propria strada.

Questo non fa di quella persona un asociale.

Ancora, c’è chi sceglie un compagno o una compagna di vita perché ha paura di rimanere da solo o da sola mentre, c’è chi lo fa con consapevolezza e accoglie l’altro o l’altra nella diversità e nel divenire.

In tutto questo, non c’è un concetto di giusto o sbagliato, ma c’è una differenza di motivazione: amore o paura?

Quindi, potremmo dire che la motivazione sta nella spinta tra le due forze che fa da guida.

 

Come si chiama chi vuole stare da solo

La voglia di stare da soli in psicologia viene chiamata “sano egoismo”.

Se ci pensi bene, ci sono due termini che vanno in conflitto tra loro: “sano”, qualcosa che fa bene ed “egoismo” ossia, chi pensa solo a sé (che di sano non ha nulla).

E qui arriva il bello: come posso stare da sola con me, se penso che da una parte mi fa bene ma dall’altra è un atteggiamento egoistico?

Sarà una cosa o l’altra?

Io credo che una parola può fare tutta la differenza del mondo anche nel modo in cui la viviamo e di sicuro, nella ricerca di quella giusta trovo che “sano amor proprio” rende giustizia all’azione e la scelta di stare con sé stessi per amore e per amare (quel famoso perché).

Parliamo però anche di chi sceglie di stare da solo per paura e a cosa può portare tale situazione.

 

A cosa può portare la solitudine

Soffrire di solitudine non è una cosa di poco conto.

La solitudine, intesa come senso di abbandono, di non appartenenza, può riguardare persone che vivono dentro un contesto famigliare o sociale attivo ma anche persone che sono letteralmente da sole.

E queste due facce della stessa medaglia ci portano a comprendere che il problema non è stare da soli in senso stretto, ossia, senza nessuno da incontrare durante la giornata.

Il problema è pensare che senza una persona che mi sostenga, mi motivi, mi guidi, mi ascolti, mi faccia compagnia e mettici quello che vuoi, non posso essere felice.

Stare da soli, per chi soffre di solitudine, vuol dire avvertire un vuoto interiore che ostacola alcune azioni, scelte, parole che al contrario si potrebbero mettere in atto in condizioni di armonia e completezza interiore.

Ricerche concludono che, sentire questa profonda solitudine come disagio personale interiore, può portare a problemi di salute anche gravi. 

Per citarne alcuni: depressione, problemi cardiaci, obesità.

Ma quello che bisogna capire è che la paura di rimanere soli è un’emozione e come tale, va capita.

Per avere paura, devo pensare di non riuscire ad affrontare qualcosa che per me rappresenta una minaccia.

Ti confido che nel dedicarmi alla scrittura di questo articolo, sto incontrando nuovamente nella mia mente tante persone con le quali affrontiamo questo tipo di emozione.

Oggi, durante un incontro di coaching, si parlava di solitudine interiore appunto, in un contesto in cui la persona è circondata perennemente dalla presenza dei suoi cari.

E allo stesso tempo, con grande dolcezza, è riaffiorato il ricordo di una donna che per me ha rappresentato l’emblema della felicità nonostante la solitudine e le sofferenze della vita.

Ero una ragazzina e ricordo che ogni volta che la incontravo aveva sempre una parola di conforto, una battuta pronta, il sorriso sempre acceso.

Lei viveva davvero da sola nella sua casa ma non si è mai lamentata di questo anzi, se poteva far del bene lì dove c’era bisogno, non si tirava mai indietro.

Avrebbe potuto scegliere di chiudersi, di dire che la vita era ingiusta con lei, viste le tante prove e sofferenze, invece, era un raggio di sole per chiunque la incontrasse.

Doni? Forse. Credo fermamente disponibili per chiunque ne voglia cogliere l’opportunità di usarli.

A questo punto, avrai compreso che stare da soli può essere un bene se davvero si sa cogliere come una grande opportunità.

E tra l’altro, credo sia la condizione essenziale e primaria per imparare a stare bene con gli altri e amarli profondamente.

 

Cosa fare quando si vuole stare bene da soli

voglio stare da sola

Cosa fare quando si vuole passare del tempo di qualità con sé stessi?

Ah, questa sì che è una bella domanda! 😀

Amo l’unicità di ogni persona e in virtù di questo, quando negli incontri di coaching dobbiamo mettere in pratica quello che impariamo nella teoria, uso una parola magica: sperimentare!

Immagina di stare ad una festa, davanti a te c’è un banchetto pieno zeppo di cose da mangiare. 

Molte di queste non le hai mai assaggiate e chi lo sa? Potresti pensare che proprio per questo non è necessario provare ad assaggiare quel nuovo sapore, quella novità.

Nella nostra vita, abbiamo più o meno lo stesso approccio: quando non abbiamo provato qualcosa, prima di farlo, ci tiriamo indietro dicendo che non siamo interessati o non ci piace.

Ma come fai a sapere che qualcosa non ti piace se non lo hai mai provato?

Ecco che ci viene in aiuto la famosa parola: “sperimentare”.

Nella vita, bisogna provare per capire cosa è più in sintonia con noi, con i nostri gusti, con il nostro personale modo di comunicare con il mondo esterno attraverso ciò che impariamo a fare.

Attraverso questo processo di sperimentazione, impariamo a conoscerci davvero e comprendere in quale direzione stiamo andando,

Quindi, il mio consiglio è: armati di carta e penna e cominciare a fare un elenco di cose che vorresti e potresti fare nel tempo in cui sei da solo o da sola.

Qualche esempio?

  • Leggi un libro che nutra la tua mente.
  • Ascolta musica dolce come ad esempio musica classica, ambient, jazz.
  • Fai due passi tra la natura.
  • Rimani in silenzio e in ascolto del tuo respiro, del battito del tuo cuore e dei rumori che ti circondano.
  • Suona uno strumento, magari, improvvisando.
  • Disegna a mano libera o dipingi anche se non lo hai mai fatto.
  • Libera la fantasia aggiungendo qualsiasi cosa che possa farti del bene.

 

Come stare bene da soli

Ed eccoci arrivati al fatidico “come”.

Almeno una volta nella vita credo che avrai sperimentato che fare una cosa che ti piace non sempre ti porta a stare bene.

Questo è un altro esempio lampante a cui si presta poca attenzione ossia, non sono le cose che facciamo o le persone che incontriamo a farci stare bene, ma è cosa ci mettiamo dentro noi attraverso le nostre intenzioni e la nostra volontà.

Pensa ad esempio ad un momento in cui sei stato in compagnia di una persona e hai sentito di non avere la percezione del tempo che passa per come l’hai vissuta bene.

Dov’eri con la mente? 

Sicuramente sulle cose positive che c’erano in quel momento, sull’essere presente pienamente, sul sentirti libero di esprimerti, la tua mente era calma.

Ma, hai mai provato emozioni negative con la stessa persona?

In questo caso dov’eri con la mente?

Sicuramente la mente era concentrata sulle mancanze, su ciò che non andava bene, c’era poca o per nulla presenza.

Ti svelo qualcosa che sinceramente, non ho sentito altrove ed è proprio la somma di tutte queste circostanze diverse e opposte appena elencate:

Del tempo che deciderai di dedicarti per stare da solo o da sola, delle persone che incontrerai, delle scelte che farai, non conta cosa farai, ma cosa ci metterai di te in quello che fai.

Ogni momento è un momento perfetto se:

  1. Impari a vedere il positivo che ti circonda, compreso ciò che sei e hai e che magari fai fatica a vedere.
  2. Impari ad essere presente in ogni azione e gesto che compi percependoti totalmente.
  3. Fai con calma senza fretta, aiutando anche la tua mente a fare altrettanto.
  4. Ci metti entusiasmo, come se fosse l’ultima cosa che fai nella vita e intendi farla al meglio delle tue possibilità.
  5. Impari a cogliere le opportunità che ogni momento la vita ti offre.
  6. Impari a lasciare la presa sulle cose che non controlli e ti concentri su quello che puoi controllare.
  7. Esprimi te stesso senza paure nel pieno rispetto degli altri.
  8. Ci metti passione, dal termine “passio” intesa come “sofferenza positiva” ossia, disciplina, costanza e determinazione per migliorare ogni giorno di più.
  9. Ti concentri sulle soluzioni anziché fermarti sui problemi.
  10. Per ultimo e più importante di tutti, ogni momento è il momento perfetto se ami, punto, non c’è altro e quest’ultimo, racchiude gli altri 9 che lo precedono.

Come vedi, di tutto ciò che fai, anche nel decidere di dedicarti del tempo di qualità per te, sei tu che fai funzionare ogni cosa.

Tu sei il motore e la benzina di ogni ingranaggio che c’è nella tua vita: dalle relazioni alle attività che compi, dallo stare da soli al passeggiare in riva al mare di fronte ad un tramonto incredibile.

Ognuno dei 10 punti in elenco merita il suo approfondimento e la sua attenzione.




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