Come amare: amore vero o interesse nascosto?

Spesso ricevo email in cui mi viene chiesto come amare qualcuno.

Se fai quello che gli altri vogliono, più che amare, stai assecondando le loro richieste, spesso per la paura di perderli se dirai di no (ma è essenziale imparare a dire di no!).

Se dici di “no”, ti accusano di essere egoista, anche se dici mille “sì”, al primo rifiuto finisci tra i “cattivi”.
In sostanza, come fai sbagli.

Come amare allora?
Ecco allora che ti svelo un segreto per amare gli altri davvero. Che lo capiscano oppure no.

Anche se sembra l’opposto di quel che consideriamo corretto, se vuoi davvero aiutare e amare qualcuno non devi interessarti a questa persona.

Sì, mi spiego meglio 😀

 

Come amare senza interessarti agli altri

Come amare

Quando diciamo di essere interessati a qualcuno ci sono due possibilità: siamo interessati perché ci guadagniamo qualcosa, perché quella persona fa parte della nostra vita, ci fa stare bene, ha un legame speciale con noi.

Oppure, in pochissimi e rari casi, ci interessa la sua felicità e basta.
E occhio, quasi sempre pensiamo che sia così e non lo è affatto!

Essere interessati alla felicità di qualcuno, senza un vantaggio personale, significa che io sto bene anche se quella persona sta male.

Non vuol dire che non mi importa che sta male, anzi, poiché desidero la sua felicità a me dispiace che non sia felice, ma io posso stare bene ugualmente.

Se la tua felicità dipende da quella di alcune persone, allora immancabilmente il tuo interesse per loro dipenderà dal fatto che ti fanno stare bene.

In sostanza tu vuoi la tua felicità, e la loro ti interessa solo perché ti fa arrivare alla tua.

In questo senso siamo interessati agli altri: ci servono per stare bene.
E spesso le persone mi dicono che non possono stare bene se non sono felici coloro che amano.

Sembra paradossale, ma così non amiamo affatto chi diciamo di amare.
Ma le “usiamo” per arrivare alla nostra felicità, dal momento che dipende dal loro benessere.

Loro stanno bene? Tu sei felice.
Loro stanno male? Tu non sei felice.

 

Stare male se gli altri stanno male

Se siamo così coinvolti dalla felicità degli altri, così egoisticamente direi, non possiamo amarli dal momento che perdiamo libertà, lucidità, equilibrio e saggezza.

Per quale motivo un chirurgo non può fare un operazione su un parente stretto?
Perché non avrebbe quella indipendenza, quella serenità di agire con lucidità per via del coinvolgimento.

Se dal mio benessere passa la tua felicità, quando starò male tu starai male.
Ora vorresti che l’operazione chirurgica la facesse una persona serena, o una persona nervosa e ansiosa?

😀

Quando stai male per il malessere degli altri, non sei più una persona serena.
Manca l’equilibrio da cui capire cosa davvero serve a loro, come aiutarli, come consigliarli.

Se siamo interessati agli altri per guadagnare la nostra felicità, daremo consigli, suggerimenti, aiuto che vanno, inevitabilmente, nella direzione di quel che pensiamo sia meglio. Per noi.

Potresti consigliare una soluzione che ti allontana da quella persona?
Magari capisci che è la cosa giusta, ma ci vai di mezzo tu.
Se non togli prima il tuo benessere di mezzo, non amerai gli altri, non aiuterai loro, ma te.

Così come un’infermiera non può curare una persona malata di un morbo contagioso senza esserne immune, così nessuno di noi può amare e aiutare davvero gli altri senza essere prima immuni dalla loro sofferenza.

Se il malessere degli altri può “contagiarti”, non potrai amarli, non potrai aiutarli.
L’indipendenza emotiva di cui parlo spesso, è il “vaccino” contro la sofferenza.
Arrivarci significa diventare immune al malessere degli altri, e a quel punto puoi avvicinarti a loro.

A quel punto puoi aiutarli davvero perché la tua felicità non è più in pericolo.
Così come non lo è la salute dell’infermiera vaccinata che cura il malato contagioso.

A quel punto ti interesserai davvero agli altri, per loro.
Non più per te.

 

Un abbraccio
Giacomo Papasidero
Il Tuo Mental Coach

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Liria La Ganga
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Liria La Ganga

Buongiorno Giacomo.Desidero sapere da te se quello che hai scritto vale anche per i figli,ossia come possiamo essere felici se i nostri figli soffrono.

Mary
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Mary

Io parlo da mamma e dico che mi è impossibile sentirmi felice se vedo i miei figli infelici. Non vedo niente di egoistico in ciò, non credo affatto di “usarli” per arrivare al mio benessere, semplicemente desidero ardentemente il loro bene e non vedo come potrei non sentirmi coinvolta dalla loro infelicitá.
Quando si tratta dei figli trovo che l’indipendenza emotiva sia irraggiungibile, almeno lo è per me.

Serena Sironi
Mental Coach

Ciao Mary, se vedendo i tuoi figli infelici sei “infelice” vieni travolta da quest’emozione e non potrai aiutarli perché ti metterai in una posizione di vittimismo. Se invece quello che intendi dire è che sei “dispiaciuta”, allora ci sta. Ti dispiace che loro soffrano e propro questo ti dai da fare per aiutarli, ma in questo non precludi la tua felicità 😉

Barbara
Ospite
Barbara

Io personalmente, piace che il mio ragazzo sia felice e faccio di tutto però se sta male io non sto male c’è sembra che non me ne freghi dicendo così, ma non è così, c’è io sono felice se lo vedo felice però non mi “contagia” il suo umore.
È normale?
Giacomo, comunque complimenti quello che scrivi è molto interessante e importante

Letizia
Ospite
Letizia

Buonasera
Domamda a cui da sola nom riesco a trovare soluzione
Quamdo mio figlio o.mio marito stanno male…anche per un raffreddore io li assillo a chiedere come stanno …al fine che mio figlio mi nasconde quando sta male per non essere assillato
Per me è normale sto male per loro e chiedergli come stanno per me è intetesse dar loro conforto …forse perché a me piacerebbe quandi sto male essere coccolata o sapere che qualcuno si intetrssa per me….ma so che sono io la sbagliata e se non chiedo o non mi metto a disposoziome mi sento un senso di colpa…nella mia mente rimugino ….lo so che non va bene ma come uscire da questo tunnel?
Io sto.male se stanno male….preferisco stare male io che loro …questo.lo facevo anche con i.miei genitori adesso.sono morti.ma con.loro sono morta anche io.ho vissuto.una vita con loro mio padre se non mi interessavo mi rimproverava ….e questo me lo hanno inculcato in testa per 50 anni adesso ne ho 57 e soffro .piango mi sento sempre triste sola ….cosa posso fare ?

Stefania Pelliconi
Studente
Stefania Pelliconi

Ecco, a me manca a volte questo essere immune, sto facendo i 25 passi, ci sono delle strategie per diventarlo? Grazie, ciao

Ornella Brunelli
Ospite
Ornella Brunelli

Carissimo Giacomo, bellissimo e molto importante quello che hai scritto, io ci sto arrivando all’età di 53 anni con alle spalle delle esperienze talmente dolorose che facevo fatica a sopravvivere. Se avessi fatto prima questo percorso sicuramente non sarei arrivata a toccare il fondo e purtroppo questo è un periodo che augurerei che non capitasse a nessuno, perché se non chiedi aiuto e rimani solo non ce la fai ad uscirne. Ben venga questo tuo percorso di insegnamento, può salvare tante persone.
Grazie di cuore

Enzuccio
Ospite
Enzuccio

Ciao Giacomo,
un tema molto interessante sull’amore intenso in senso universale e non solamente fra uomo e donna. Infatti la gente tende troppo a confondere l’amore con l’interesse come io in passato confondevo l’amore con l’innamoramento. Per stare bene e per arrivare alle mie aspettative avevo bisogno di qualcuno non amando sul serio. Come pure avevo paura di dire “no” quando lo dovevo dire veramente per non deludere gli altri, per non allontanarli da me e per paura di una loro brutta reazione. Invece ho capito col tempo anche da quando ti sto seguendo che cmq l’amore non si elemosina e né si cerca. Se uno ci tiene veramente a te mi accetta così per come sono sennò meglio perdere che trovarlo. Mi piace essere una persona vera chiara sennò sono problemi loro se gli altri non lo accettano perché devo pensare anche a vivere la mia vita e realizzarmi personalmente, non è egoismo ma io non sono l’oggetto di nessuno! Poi così si vive meglio e si è più liberi piuttosto che vivere al sottostare civile tanto per… o per apparenza verso gli altri. Orgoglioso di sentirmi peccatore in questo mondo di santi fasulli!
Un abbraccio! 🙂

Francesco
Studente
Francesco

Sante parole!Primo passo è esserne consapevoli secondo passo mettere in pratica…..niente di più impegnativo! A volte amare sul serio può essere doloroso specialmente se, come nel mio caso, ho sempre (sempre!!) amato per interesse mio. Mi riferisco soprattutto a relazioni personali. Ho portato avanti molte storie per mera convenienza e solo ora lo ammetto.

Scardinare questo meccanismo e cambiare implica un grande sforzo e costa molto.

Rinunciare ad una persona che ti fa star bene perchè sai che non potrai mai renderla felice è un atto d’amore

Amare significa anche fare delle rinunce, prendersi le proprie responsabilità, pensare al bene dell’altro e non al proprio.

Amare è difficile 🙂

Adele Coccia
Ospite
Adele Coccia

Il mio comportamento nei riguardi di una persona nellaiutarla è al mille per mille….sto bene mentre lo faccio, appunto non dico mai di no, e spesso le delusioni di un apprezzamento o di un grazie non ricevute , mi buttano a terra
Farò memoria di ciò che hai detto, devo cambiare per me stessa , altrimenti non mi risollevato
Grazie e buona giornata

Fatime
Studente
Fatime

Ciao Giacomo,
Ma qui sento qualche contraddizione. Se amo qualcuno provo anche empatia per quella persona, riesco a mettermi nei suoi panni. L’empatia è tutt’altro che essere immuni alla sofferenza altrui.
Se una persona a te cara sta male tu non provi nessun’emozione negativa?

Serena Sironi
Mental Coach

Ciao Ambra, a quanto detto da Giacomo aggiungo che provare dolore in empatia con una persona che soffre ti mette con le spalle al muro se non ti muovi. Allora devi agire. Chiediti: cosa posso fare per questa persona? Trova la risposta, costi quello che costi e mettila in pratica senza farti fermare da niente e da nessuno. 😉