Come difendersi dalle persone cattive: fagli pulire le scarpe

Oggi parliamo di come difendersi dalle persone cattive.

Il principio di base da cui dobbiamo partire si chiama indipendenza emotiva. Se non comprendi questo, le persone ti faranno sempre del male. O almeno questo è quello che crederai tu.

Andiamo con ordine.
Cosa significa indipendenza emotiva?

Non significa indifferenza, non significa egoismo (io sto bene, degli altri chi se ne frega), non significa distacco o isolamento (sto bene da solo e tengo a distanza gli altri).

Indipendenza emotiva significa che le mie emozioni (emotiva) sono indipendenti da quello che mi accade. E da quello che fanno gli altri.

Esattamente l’opposto di quel che pensiamo di solito, allorché consideriamo le cose che succedono, i comportamenti o le parole degli altri la causa della nostra felicità o della nostra sofferenza.

Il primo passo per difenderti dalla cattiveria degli altri è capirlo, e per questo ti suggerisco di leggere con molta attenzione la pagina in cui parlo dell’indipendenza emotiva.

Detto questo, io uso spesso la metafora della porta per farti capire che hai due possibilità nella vita, due grandi alternative: Amore e paura.

Aprirti a quel che accade (Amore), oppure chiuderti (Paura).

La seconda opzione sarà la vera causa della tua sofferenza e del tuo malessere, anche se in apparenza chiuderti di fronte alle cose che temi sembra la soluzione più logica.

Il segreto è invece fare proprio il contrario: aprirti e accogliere la vita come viene, con tutto quello che ti offre, e imparare ad avere l’indipendenza emotiva per viverlo in modo saggio, prudente e positivo.

 

Come difenderti dalle persone cattive controllando le loro scarpe

Come difendersi dalle persone cattive

Per cui mi è venuta in mente una cosa importante se vuoi difenderti dalla cattiveria degli altri: fai attenzione alle loro scarpe.
Sì, faresti entrare in casa tua una persona con le scarpe sporche di fango?
Io dico di no, visto che poi ti toccherebbe pulire tutto!

Aprire la porta e amare non significa che lasci entrare le persone con le loro scarpe sporche.
La porta è aperta, ma se hai del fango sotto alle scarpe, prima devi pulirle sul tappeto, poi entri.

Amare non significa assecondare.
Amare significa anche dire di “no” quando pensi che quel comportamento sia sbagliato.

Se amo io voglio che tu entri nella mia casa, voglio condividere con te la mia vita, e non perché senza di te non sono felice: per cui non entri con le scarpe sporche.

Se avessi bisogno di te per stare bene, probabilmente subirei lo sporco pur di non perderti.
E questo non sarebbe mai amore.

La mia porta è aperta per coloro che vogliono rispettare la mia casa, altrimenti resta aperta, ma per entrare ti chiedo di pulire le scarpe, o di toglierle, per non rovinare tutto.

Amare non significa mai subire o assecondare gli altri per timore che si allontanino.
La mia porta è aperta, per cui chi vuole entrare davvero, con rispetto, può farlo.

Non troverà mai un muro da parte mia, ma delle regole che proteggano ciò che offro, queste sì.

E ovviamente se mi rendo conto che una persona ha bisogno urgente del bagno perché sta male, non importa se sporcherà un po’ in casa: posso pulire, posso capire, posso comprendere.

Amare è flessibilità, le persone devono venire prima delle regole

Ovviamente sta a te capire se chi arriva sulla porta con le scarpe sporche ha davvero un bisogno urgente oppure ne approfitta perché vuole entrare ma non gli importa nulla dello sporco che può portare dentro.

Anche capire se una persona (ti) ama davvero è importante.

E visto che saper dire di “no” è indispensabile per poter difenderti dalle azioni negative degli altri, leggi la guida in cui ti spiego come imparare a dire di no ⇒

Amare è la cosa più impegnativa del mondo forse anche per questo: restare aperti, senza restare inerti.
Accogliere senza subire, capire senza farsi ingannare.

Ma ricorda: se la porta la chiudi non proteggi la tua casa, ci muori dentro.

 

Un abbraccio
Giacomo Papasidero
Il Tuo Mental Coach


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Informazioni sull'autore

Giacomo Papasidero

Mental Coach dal 2010, mi occupo di felicità ed emozioni da oltre 10 anni. Il mio obiettivo è insegnare che ognuno di noi può diventare più forte di qualsiasi problema. Questo per me significa diventare felici. Anche se ho tenuto un seminario all'Università di Parma e sono stato ospite a SKyTg24, la cosa di cui vado più fiero è la Scuola di Indipendenza Emotiva che ho avviato nel 2018, perché è un percorso chiaro, graduale e concreto che sta rivoluzionando la vita di tante persone.

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Mary
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Mary

Ciao, grazie per quello che scrivi. La mia domanda è: come fare quando si soffre perché una persona che ami NON vuole entrare? e magari avrebbe anche le scarpe pulite?? Dato che, come dici anche tu, se amo voglio che entri nella mia vita… come si fa a vivere l’indipendenza emotiva in questi casi?

Megumi Campanella
Mental Coach

quando ami una persona, le apri la porta e sei pronta ad accoglierla con gioia, e la lasci libera di entrare se lo desidera.
Se invece di amarla ne hai invece “bisogno” perchè la tua casa senza di lei è vuota, non potrai lasciarle la libertà di entrare come di non entrare 🙂

Se costruisci la tua felicità dentro di te, e non la farai dipendere da nessuno, neanche da chi ami (indipendenza emotiva), solo allora potrai donarle quella libertà che è uno degli ingredienti fondamentali dell’amore.

Laura Marchiorello
Studente
Laura Marchiorello

Grazie Giacomo! Concordo pienamente, testato e provato, con quello che dici oggi: quando si impara a schivare le bastonate, si continua ad amare diventando molto piú forti ed é davvero 1. una liberazione 2. divertente da morire 3. vera gioia. Grazie per le tue lettere e per ció che scrivi.

michela camillucci
Studente
michela camillucci

Meraviglioso.

Francesca Martelossi
Ospite
Francesca Martelossi

Grazie mille per la tua semplicità nel spiegare gli argomenti,entrano perfettamente nel bersaglio. Grazie!

Marina Giammartino
Ospite
Marina Giammartino

Bravissimo Giacomo, tu hai capito tutto!
Da quando anche io ho acquisito l’atteggiamento mentale di cui parli, mi sento più libera dalle emozioni negative e perciò libera di vivere e amare incondizionatamente, e più forte rispetto a chi mi fa del male, perché provo per loro solo compassione e prego perché prendano coscienza della loro sofferenza.
Un abbraccio forte forte.
Marina

Concetta Corcione
Studente
Concetta Corcione

Dopo varie peripezie , ho accettato che mia marito avesse anche un altra donna , lui ha promesso delle cose che poi puntualmente non rispetta perché <> anche all’altra , io ovviamente ogni volta resto delusa e vengo anche accusata di ‘’sapere’’, e quindi non dovrei discutere e non pensare solo egoisticamente a me stessa

Stefania
Ospite
Stefania

Ciao Giacomo, ti sto seguendo da qualche giorno e sto leggendo il tuo materiale. Ti ringrazio molto per quello che hai messo a disposizione in rete. Ho un dubbio però per quanto riguarda il concetto di rispetto. Da una parte dici che il rispetto è in realtà una nostra pretesa, dall’altro però si fissano delle regole per entrare a casa nostra con rispetto. Quindi non si pretende il rispetto ma chi non rispetta casa nostra è fuori? Ti faccio un esempio pratico (fermo restando l’obiettivo di raggiungere l’indipendenza emotiva): un mio familiare mi tratta sempre come se fossi il bidone della spazzatura delle sue frustrazioni, questo l’ho capito ormai da tempo, non dipende da me ma comunque io gliel’ho permesso in tutti questi anni, ho capito anche questo. Quindi tenderà sempre a entrare a casa mia con le scarpe infangate, ma allo stesso tempo chiedere rispetto è pretendere. Sinceramente mi trovo in difficoltà proprio su questo punto. Non posso pretendere che il familiare mi rispetti, ma se comincio a mettere i paletti necessari a difendere casa mia le conseguenze saranno che se ne starà fuori, no? In sintesi: io accetto la persona per quello che è, la tratto con lo stesso rispetto con cui vorrei che io fossi rispettata in generale, non pretendo il rispetto da lei ma rimarrà fuori da casa mia se lei entra in casa mia con le scarpe infangate. È corretto? Grazie.

Cinzia
Classe agosto 2019
Cinzia

Dici bene Giacomo, le persone prima di entrare in casa tua dovrebbero pulirsi le scarpe, invece spesso le lasci entrare con buone intenzioni ma ti ritrovi il pavimento tutto sporco quando se ne vanno. Il fatto:
: Presa da buone intenzioni ho chiamato a pranzo il famoso zio e gli ho preparato delle buone cose. Eravamo io mio marito e mio figlio e sembrava andasse tutto bene, ma andati via loro, non so se complice il vino ha cominciato a rovesciarmi addosso malevolenze su di me, sui miei figli , su cose passate da molto tempo, giudizi e altro. Non è la prima volta. Nonostante ciò ho fatto tentativi di spiegazione per dirgli che non era così come diceva ma non ha neanche ascoltato e se ne è andato perché non aveva più voglia di parlarne tanto sapeva lui come erano le cose. E io resto senza parole e mi chiedo ma faccio poi bene a chiamarlo? Ci si rovina la giornata a tutte e due e basta. Di positivo nulla. Evidentemente questo zio in fondo ha una cattiva opinione di me. Di questo posso anche fregarmene ma mi chiedo se faccio bene a farmi pigliare a sberle metaforiche per niente.

Lara
Ospite
Lara

Ciao Giacomo. Riguardo a questa affermazione sull’indipendenza emotiva: “Non significa indifferenza, non significa egoismo (io sto bene, degli altri chi se ne frega), non significa distacco o isolamento (sto bene da solo e tengo a distanza gli altri).” Non sono totalmente d’accordo. Indipendenza emotiva alle volte ci porta al distacco, anche all’indifferenza totale. Di fronte a persone che non ci piacciono, delle quelli non condividiamo valori, pensieri, che “ci fanno male” (nel senso che si comportano male, anche se noi, indipendenti emotivamente,ce lo facciamo scivolare), posso anche dirmi “va bene, ti amo comunque, se cambi o ti avvicini io sono qui”, ma intanto, io personalmente, le guardo con distacco (ci provo), capisco che il miglior modo è stare lontano da loro, dalla loro spazzatura. D’altronde anche tu dici “amare, ma non assecondare”, quindi anche tu implichi un distacco, una indifferenza, anche isolamento (se non troviamo,in una certa fare della nostra vita, nessuno che vogliamo vicino, che “entri” in casa nostra).

Altro punto: qualcuno ha parlato di essere amanti, con la classica storia di lui che all’inizio non dice chiaro di essere sposato (o lei, perchè le donne non sono da meno in queste telenovelas). Non voglio far risentire nessuno, parlo in generale (non conoscendo il caso specifico) : francamente io dove c’è amore non vedo fregatura, non vedo menzogna. Il fatto che è difficile lasciare moglie ecc. le vedo solo come scuse. Scuse e basta. Infatti, guarda caso,non è difficile intavolare un’altra relazione e raccontare un sacco di bugie, no per carità. Ci sono le varianti, naturalmente ( i tradimenti non sono tutti uguali, pur essendo, e questo è importante ribadirlo, tutti TRADIMENTI): alcune sono anime indecise, incasinate; altre che si creano film, vivono in situazioni intricate, si lasciano trascinare dai sensi come foglie al vento; altri sono anaffettivi e puntano al piacere e sfogo dei LORO bisogni (moglie/marito a casa per avere il ruolo sociale, amante per sfogarmi); altri ancora semplici bugiardi seriali.
TUTTE queste varianti possono dichiararsi innamorate. Certo. E se fossi io la donna, cosa farei? Io scapperei da uno sposato. Non mi dite “non ti è mai successo”, mi è successo eccome di incontrare sposati e fidanzati (e se ben ci pensate è ancora più ridicolo tradire se si è fidanzati, perchè è più semplice lasciarsi, e trovarsi di fronte una persona che agisce così è un ottimo preludio per capire di che pasta è fatta) che ci provano, anche se li reputavo attraenti e si mostravano (perchè poi magari conoscendoli erano tutt’altro) interessanti come persone, mi sono tenuta lontana da quello che considero una situazione-pattume. Perchè sminuirmi andando con uno sposato/fidanzato? Le sue “storie” se le risolva da solo. Senza invischiare me. E poi altra cosa: si parla di Amore. “eh ma se c’è amore…”. Mi sembra un pò come la favola del “eh ma dove si mangia in due si mangia in tre…”. No. Per me, se c’è amore, non c’è menzogna. Queste non sono situazioni complicate, ma tutto dipende da come si affrontano. Sono complicate perchè ci si lascia invischiare. Non conosco il caso specifico, in generale guardate che molte persone ci sguazzano in queste situazioni, sono sempre “incasinate”, dicono loro, non sanno che fare, dicono loro. Magari un giorno, beccati dalla moglie/marito o quando gira a loro, finalmente (si fa per dire) lasciano la moglie/marito e passano all’amante, ma, un’ultima cosa dico: se stessi con un uomo del genere, sarei sicura che un giorno lo rifarà con me. Sarò io la moglie-compagna tradita. Per carità, se ad una persona sta bene vivere così, va bene, ognuno sceglie la vita che gli piace. Ma non parliamo per piacere di cosa fare, cosa non fare, di “eh ma se c’è amore”. Le si viva così come vengono e basta queste situazioni, senza paturnie e senza pretese o aspettative.

Teresa
Ospite
Teresa

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