Come gestire l’ansia: rimedi efficaci, concreti e stabili

Oggi voglio spiegarti come gestire l’ansia, ti offrirò dei rimedi davvero efficaci, pratici e immediati che ti permetteranno di combattere l’ansia oggi, e di eliminarla un po’ alla volta.

Esatto, eliminare, perché puoi vivere anche senza provare ansia.

Negli ultimi anni ho visto cosa funziona bene (nel giro di pochi secondi!) quando parliamo di ansia, e soprattutto ho imparato come eliminarla totalmente dalla tua vita.

Intendiamoci: provare un po’ di ansia di fronte a qualcosa di impegnativo o nuovo, per pochi secondi o minuti intendo, ci può stare, ma subito passa.

Questa fa parte del gioco. Non devi accontentarti di gestirla o controllarla, puoi smettere di viverla al di fuori di quel pochissimo che ti serve.

Ora ti insegno 5 rimedi molto efficaci per affrontare l’ansia e contemporaneamente ti insegno ciò che devi sapere per liberartene per sempre.

  1. Perché provi ansia (le caratteristiche che non ti aspetti)
  2. Rimedio #1: capire la tua ansia
  3. L’ansia è un modo di pensare (e di vivere la vita!)
  4. Rimedio #2: agire, agire, agire!
  5. Che cosa alimenta la tua ansia (e ti rende più debole)
  6. Rimedio #3: Prepararti a tutto
  7. Cambia modo di pensare (e di parlare!)
  8. Rimedio #4: dove guardi?
  9. Rimedio #5: il pensiero ammazza ansia.

Come vedi ho diverse cose da mostrarti, ma leggi con attenzione questa pagina e applica sin dalla prossima volta che provi ansia i rimedi che ti sto proponendo: se non li usi, non servono a nulla 😉

Se vuoi, prima di cominciare, puoi anche fare il mio speciale test sull’ansia: non la misura, te la fa comprendere e ti aiuta a diventare più forte di lei.

 

Come gestire l’ansia scoprendo di cosa si tratta

Ansia rimedi

Non puoi gestire l’ansia se non la comprendi bene e non capisci perché la provi, come, cosa la attiva dentro di te.

Ci sono 7 caratteristiche che ha quest’emozione e che sono molto importanti se vuoi imparare a gestirla subito. Te le spiego al volo e ti mostro quindi il primo rimedio.

 

CARATTERISTICA NUMERO 1: l’ansia è un’emozione.

So che questa affermazione sembra ovvia, ma considera che lo sottolineo perché in tanti vivono l’ansia come se invece fosse una malattia.

Bene, l’ansia non è una malattia.

Per cui non devi chiederti come curare l’ansia, non hai una malattia, provi un’emozione e con le altre 6 caratteristiche che ti mostro adesso, capirai anche quando e perché (c’è sempre un motivo!).

Ovviamente ci sono anche situazioni patologiche, ma sono un numero piccolo di casi rispetto alla maggioranza delle persone che vivono quest’emozione senza conoscerla bene e senza quindi saperla gestire.

 

CARATTERISTICA NUMERO 2: l’ansia nasce se vivi una minaccia.

Non esiste ansia senza motivo.

Se la provi c’è sempre una ragione e questa sarà sempre legata al sentirti esposto, o esposta, a una minaccia (qualcosa cioè in grado di farti del male) che tu non conti di poter gestire.

Non importa se la minaccia sia fisica o emozionale, non importa se la minaccia sia reale.

Ogni volta che ti aspetti qualcosa di dannoso e pensi di non saperlo gestire, proverai ansia.

 

Le 7 Caratteristiche dell'Ansia

CARATTERISTICA NUMERO 3: l’ansia è legata all’autostima.

Se vuoi combattere l’ansia devi essere all’altezza dei problemi, delle sfide, delle situazioni che vivi ogni giorno.

Provi ansia di fronte a una potenziale minaccia, ma solo se pensi di non poterla gestire.

Se tu sviluppi la capacità di affrontare qualsiasi situazione, anche se si tratta di novità, allora l’ansia non ha più senso.

 

CARATTERISTICA NUMERO 4: l’ansia arriva prima.

Di cosa? Del problema, della minaccia.

L’ansia anticipa l’eventuale pericolo e questo significa che tu non la provi perché qualcosa ti sta succedendo, ma perché ti aspetti che questo qualcosa succederà.

Il che significa che provi ansia anche se il pericolo, poi, non ci fosse davvero, anche se la situazione minacciosa non si verificasse.

 

CARATTERISTICA NUMERO 5: l’ansia non riguarda la realtà.

Questa è forse la caratteristica principale: proprio perché provi ansia prima di una situazione che ti preoccupa, tu non la vivi in funzione di quello che accade, ma di quello che ti aspetti.

Non conta se poi succederà davvero ciò che temi: l’ansia non è legata alle cose che accadranno, ma all’anticipazione negativa.

In altre parole, tu provi ansia quando ti fai dei “film” negativi su quello che potrebbe succedere.

E con “film” intendo le immagini che hai nella mente circa quello che succederà.

 

CARATTERISTICA NUMERO 6: l’ansia è legata ai pensieri.

In pratica non puoi affrontare la situazione che temi.

Perché? Perché non esiste!

Stai in ansia prima che qualcosa accada, per cui ancora non c’è il problema, ci sei solo tu che lo immagini. Infatti stai in ansia per qualcosa che potrebbe accadere in futuro, fosse solo tre 20 minuti.

Il problema non esiste ancora, e potrebbe non verificarsi.

L’ansia è questione di pensiero.

 

CARATTERISTICA NUMERO 7: l’ansia è una risposta rigida alla vita.

Più sei flessibile, meno proverai ansia nella tua vita.

Per combattere l’ansia devi renderti conto che più sei rigido, o rigida, nel modo in cui affronti le cose, più la alimenti.

Essere rigidi significa che c’è un solo modo di fare qualcosa, e che deve essere fatto in una certa maniera.

L’ansia teme le alternative.

Se per ogni problema inventi più soluzioni, sei flessibile, ti adatti a cambiare, improvvisare, allora diventi invulnerabile all’ansia.

 

Viste queste 7 caratteristiche, e già adesso potresti intuire che rimedi utilizzare, vediamo subito il primo che ti propongo.

 

Rimedio #1: non devi curare l’ansia, devi capirla

non devi curare l'ansia, devi capirla

Poiché l’ansia dipende non da cosa accade ma da come lo anticipi (di fatto non è ancora successo nulla!), allora è su questo pensiero che dobbiamo lavorare.

Il diario emotivo è l’esercizio che ti può fare controllare l’ansia in modo semplice e veloce.

Ecco come funziona: ogni volta che provi ansia devi scrivere una “pagina” del tuo diario.

Prima di tutto scrivi la situazione, ovvero cosa stai facendo mentre provi ansia.

Anche se quello che facevi quando hai cominciato a sentirti ansioso, o ansiosa, non centra nulla con il problema che vivi male, scrivilo lo stesso.

Nel tempo potrai notare che certi luoghi, persone, momenti della giornata sono associati strettamente all’ansia.

Dopo aver scritto la situazione, devi osservare cosa pensi.

  • Immagini qualcosa in modo negativo?
  • Ti aspetti di vivere situazioni che ti provocano sofferenza?
  • Pensi di non riuscire a fare bene qualcosa?
  • Temi il giudizio di qualcuno?

Cerca di capire cosa hai iniziato a pensare mentre sentivi ansia. Appena hai cominciato a provarla.

Osservarti e comprendere cosa pensi, come stai anticipando determinate minacce, significa conoscerti meglio e iniziare a prendere il controllo dell’ansia.

Questo esercizio non solo ti fa concentrare sui tuoi pensieri, analizzandoli, e quindi allentando la morsa dell’ansia, ma è la base per trasformare quest’emozione negativa in calma, sicurezza o serenità.

Come farlo sarebbe complicato da dirti tutto in questa guida, però ho registrato due laboratori in cui ti mostro come si fa partendo da emozioni vere e non dai soliti esempi inventati. Vai ai laboratori ⇒

 

 

Come sconfiggere l’ansia: è un modo di pensare (e di vivere la vita!)

Come sconfiggere l'ansia: è un modo di pensare (e di vivere la vita!)

L’ansia è prima di tutto un modo di pensare. Solo dopo diventa un’emozione.

Se hai fatto il mio test, prima, lo hai capito.

In pratica il punto chiave è renderti conto, come ti dicevo anche nella prima parte di questa guida, che l’ansia anticipa un problema che forse non ci sarà, per cui non dipende dalla realtà.

Dipende da cosa pensi. O meglio, da come pensi.

L’ansia, come ogni altra emozione, è la conseguenza dei nostri pensieri e non dipende dalle cose che ti accadono. Questa si chiama indipendenza emotiva.

Ti faccio due esempi al volo per afferrare il concetto.

 

ESEMPIO NUMERO 1: un incendio sembrerebbe qualcosa di pericoloso di per sé, fonte oggettiva di emozioni negative come la paura o l’angoscia.

Pensi che un vigile del fuoco le provi mentre è in azione? O che lui sappia gestire le sue emozioni e anche di fronte a un pericolo reale resti calmo e concentrato?

Se le nostre emozioni negative dipendessero dall’incendio, nemmeno un vigile del fuoco ne sarebbe immune.

 

ESEMPIO NUMERO 2: la morte è qualcosa di negativo?

Su, quasi tutti dicono di sì, e tralasciamo che molte filosofie considerano la morte solo un fatto che rientra nella natura delle cose.

Quando a morire è un criminale sanguinario, un gerarca nazista o un dittatore, però non accade la stessa cosa.

Improvvisamente la morte diventa qualcosa di positivo, alcuni festeggiano e sono contenti. Sì, contenti della morte di qualcuno. Mettiamo da parte se sia bello essere contenti della morte di un’altra persona.

Se le nostre emozioni dipendessero dalla morte, anche per quella di persone del genere dovremmo rattristarci tutti. Ma non è così.

 

Ecco il punto: le emozioni che provi, ansia compresa ovviamente, non hanno nulla a che fare con le cose che accadono ma sempre e solo con i tuoi pensieri, con il giudizio che tu hai di ogni cosa.

Ti ho fatto due esempi veloci, ma ho scritto un libro solo su questo argomento, e il primo capitolo ti spiega con tantissimi esempi come accade, e lo puoi leggere gratis ⇒

 

Rimedio #2: come superare l’ansia agendo concretamente

Con l'ansia è meglio agire

Poiché l’ansia è legata a ciò che pensi, il miglior rimedio è l’azione. Se agisci, puoi vincere l’ansia.

Pensa a ciò che vivi con ansia.
Poiché è qualcosa che non è ancora successo, puoi fare subito del tuo meglio per evitarlo.

Stabilisci cosa puoi fare tu, adesso, per impedire che quella cosa negativa accada.

Pensa a come prevenire il problema, evitare che la situazione che temi si verifichi.

Fai un elenco delle cose che puoi fare concretamente e decidi come agire.
Adesso.

Il punto è proprio questo: l’ansia è anticipazione di qualcosa, ma è tutta nella tua mente. Devi invece agire, spostarti sul pratico e fare subito ciò che potrebbe evitare le minacce che temi.

Invece di stare “con le mani in mano” aspettando di scoprire se ciò che ti spaventa accade davvero, agisci per prevenirlo: l’azione è un rimedio efficace per calmare l’ansia immediatamente.

 

Cosa alimenta la tua ansia (e ti rende più debole)

Bassa autostima

Comprendere cosa pensi, agire per prevenire le situazioni che non vorresti accadessero.

Non sempre possiamo però evitare che qualcosa che non ci piace accada, e il prossimo rimedio ti servirà a gestire anche questo e controllare l’ansia.

Ci riesci meglio, però, se comprendi cosa la alimenta e rende te più debole e vulnerabile. Si tratta di 3 spine nel fianco che devi eliminare subito.

 

PRIMA SPINA NEL FIANCO: la tua insicurezza.

Se hai dubbi, non sai prendere decisioni o risolvere un problema, se non hai chiaro cosa fare o dire in tutte le situazioni che vivi, o potresti affrontare, l’ansia sarà sempre in agguato.

La tua mente deve invece essere chiara, lucida, precisa. La concentrazione è un altro aspetto importante per superare l’ansia.

Per toglierti questa spina nel fianco devi imparare come essere sicuri di sé e come diventare consapevole.

Due guide che ti daranno molti altri strumenti concreti.

 

SECONDA SPINA NEL FIANCO: una bassa autostima.

Una caratteristica determinante dell’ansia è che la provi se ti aspetti di non saper gestire qualcosa che consideri una minaccia per te.

Più hai fiducia nelle tue capacità, credi nella tua forza, nelle qualità, più penserai di poter gestire le situazioni che la vita potrebbe offrirti.

L’ansia ha senso se vivi qualcosa di troppo grande e quindi dovresti evitarlo. Il suo scopo è proprio di tenerti lontano, o lontana, da qualcosa che potrebbe farti male.

Ma se tu sei all’altezza di quella sfida o di quel problema, se sei più forte, allora non provi ansia, non c’è una reale minaccia, perché tu sai che puoi gestirla.

Esattamente come accade ai vigili del fuoco di fronte a un incendio: sanno cosa fare, come farlo e soprattutto sanno di esserne in grado.

Sono preparati.

Ora ti spiego come allenarti, prima vediamo il terzo punto debole.

 

TERZA SPINA NEL FIANCO: vivere in modo rigido.

Fai sempre le stesse cose? Negli stessi giorni, nello stesso modo e con le stesse persone magari?

Più la tua vita è rigida, o meglio, più lo è il tuo modo di pensare, più sarai vulnerabile all’ansia.

Essere rigidi significa cercare di controllare tutto (follia pura!) e se fai sempre ogni cosa nello stesso modo è proprio per avere questo controllo.

Ma poiché è sicuro che tantissime cose, per quanto ti sforzi, sfuggiranno sempre un po’, e che avrai sempre imprevisti e cambiamenti (ah, la vita è così imprevedibile :D), questo approccio ti espone all’ansia.

La proverai ogni volta che qualcosa esce dagli schemi, dalle tue previsioni. Di molto, oppure anche di pochissimo, quanto basta per non rispettare le tue regole rigide.

 

Queste sono tre spine da togliere subito. Leggi anche la mia guida per la bassa autostima. Noi vediamo come prepararti a tutto!

 

Rimedio #3: Come calmare l’ansia preparandoti a tutto

Vinci l'ansia se ti prepari a tutto

Eccoci al terzo dei rimedi contro l’ansia. Puoi prevenire le situazioni, ma spesso, per quanto tu faccia, le cose che temi si verificheranno ugualmente. Che fare?

Affrontale. Anzi, preparati subito!

L’ansia è spesso legata a novità e situazioni mai viste o sperimentate, perché, come dicevo prima in fatto di autostima, dubiti di saperle gestire, anche in forza del fatto che è la prima volta.

Quando ti trovi di fronte a qualcosa che vivi con ansia, chiediti: se fosse successa due minuti fa, cosa farei adesso?

Devi entrare nell’ottica che quel che temi sia già successo e pensare: ora che faccio?

Se pensi che la ruota, la televisione o la lavatrice siano tre cose indispensabili, non hai ancora sperimentato questa domanda nella tua vita 😉

Invece di evitare anche solo il pensiero che qualcosa che temi accada, pensa che sia successa e immaginati ad affrontarla.

Devi stabilire praticamente come farlo, capire anche cosa ti servirebbe, se hai bisogno di più conoscenze (e dove acquisirle), di aiuto, di più esperienza in qualcosa.

Anticipare il pericolo ti permette di prepararti, solo così puoi superare l’ansia.

Secondo te un vigile del fuoco non ha mai provato a spegnere un incendio prima di partecipare a un’operazione vera e propria?

In realtà sa teoricamente cosa fare e come. L’ha provato, conosce i suoi strumenti, le sue capacità e i suoi limiti.

È preparato.

Tu devi iniziare a pensare in modo diverso, abituarti ad anticipare qualsiasi situazione e decidere come affrontarla, magari informarti meglio o prepararti.

E poi mettere in pratica ciò che hai pensato. L’ansia, come detto, si nutre di insicurezza e scarsa autostima.

Se quando vince l’ansia tu immagini in chiave negativa qualcosa che potrebbe accadere, da oggi devi imparare ad anticiparti che affronti e risolvi qualsiasi situazione.

Non sempre riuscirai come vorresti, ma sapere cosa fare è un passo determinante per gestire l’ansia.

 

Combattere l’ansia cambiando modo di pensare ( e di parlare!)

Imparare a comunicare

Se l’ansia, come ogni emozione, dipende dai pensieri, allora è su di loro che devi lavorare da oggi.

E devi lavorarci molto. A cominciare dalle parole che utilizzi e che guidano questi pensieri.

Smettila di dirti “non posso farcela”. Provaci. Inizi a pensare e dire “ci provo”, “lo faccio” e poi stai a vedere cosa succede.

Mentre facevo una sessione di coaching, la ragazza con cui parlavo mi dice: “Bella questa mentalità, dire ci provo, chi se ne frega!”.

Da oggi dillo anche tu: “Ci provo, chi se ne frega!”.

A volte andrà come vuoi, altre ci sarà da migliorare. Ma ricorda che se pensi in modo negativo crei tu stesso, o tu stessa, la tua ansia.

Invece di pensare “non ne sono capace”, inizi a dirti che “puoi imparare”, pensa a come farlo, chi potrebbe insegnarti ciò che non sai o in quali situazioni fare esperienza.

Ti ho spiegato che la rigidità è amica dell’ansia: per porre rimedio devi abituarti a cambiare, fare cose nuove, osare e rischiare. Con prudenza, si intende 😉

Invece di pensare che “andrà tutto male”, prova a chiederti: ne sono certo, o certa, al 100%?

Quando dico “100%”, intendo che è una cosa certa e assoluta e non ci sono possibilità che non sia così.

Riflettici bene, perché nel 99.9% dei casi scoprirai che non hai la certezza assoluta che le cose andranno male.

Prevedi il futuro? Altrimenti come fai saperlo?

Magari è possibile, anche molto probabile, ma finché c’è anche una sola, piccola possibilità che le cose vadano bene, pensa “non so come andrà, io farò del mio meglio!”.

Già adesso sai come combattere l’ansia. Ma ho ancora due rimedi, assolutamente fondamentali da mostrarti.

 

Rimedio #4: come controllare l’ansia dirigendo la tua mente

Consapevole

Il quarto rimedio per controllare l’ansia consiste nel puntare il tuo sguardo nella direzione giusta.

Nella vita esistono due possibilità: alcune cose le puoi controllare, altre no.

Fine della storia 😀

Ci sono cose che dipendono da te, su cui hai controllo, o che magari puoi influenzare. Ad esempio:

  • Decidi tu cosa pensare delle situazioni che vivi, o delle persone.
  • Decidi tu cosa dire e come rispondere alle domande.
  • Decidi tu se comportarti in un certo modo, se essere gentile o scortese.
  • Decidi tu cosa fare nella tua vita e come utilizzare il tuo tempo.

Questi sono piccoli esempi.
In pratica alcune cose sono nel tuo controllo. Ma altre, la maggior parte, no.

  • Non decidi tu se piove o c’è il sole.
  • Non decidi tu cosa diranno o faranno gli altri (anche se potresti influenzarli, leggiti questa guida).
  • Non decidi tu quando morirai, o quando toccherà alle persone a te care.
  • Non decidi tu se arriva un terremoto o se ti ammali (anche se puoi essere prudente e curare la tua salute).

Anche in questo caso è solo un piccolo elenco. Considera che la maggior parte delle cose non saranno sotto il tuo controllo.

Se vuoi combattere l’ansia, devi guardare al primo elenco, solo e soltanto alle cose che dipendono da te.

Se con un arco tiro una freccia, io decido quanto tendere la corda, che direzione dare alla freccia quando lasciarla andare, come inclinare il braccio.

Poi la freccia parte.
Quindi io non ho più alcun potere su quello che accadrà.

Parlando di ansia da prestazione lo spiego bene: devi focalizzarti sulle cose che puoi controllare e che sono in tuo potere.

Le altre, dimenticale.

Se non hai modo di gestirle, pensarci e concentrarti su di loro farà solo aumentare l’ansia, dal momento che non puoi farci nulla.

Ricorda che l’ansia la provi di fronte a minacce che non pensi di saper gestire.

Se ti focalizzi su quello che è fuori dal tuo potere, starai sempre male.

Se puoi fare qualcosa, agisci, previeni, fai.
Se non puoi, lascia stare, non servirà comunque a nulla.

Devi imparare, allenarti, a tenere la mente focalizzata su quello che è sotto il tuo potere. In questo modo potrai far passare l’ansia in pochi istanti, invece di nutrirla con i tuoi pensieri.

E più ti abitui a capire quali sono le cose che puoi controllare, e lavori su queste, più ti rendi conto che se anche moltissime ti sfuggono, quelle che sono in tuo potere spesso sono più che sufficienti per farti vivere una vita felice.

Concludiamo con il quinto rimedio, una cambiamento di prospettiva davvero potentissimo.

 

Rimedio #5: come vincere l’ansia con un solo pensiero

Imparare l'ottimismo

Te lo dico in modo semplice: provi ansia (e ogni altra emozione negativa) se vivi situazioni che consideri negative. Punto.

Se da oggi non giudicassi mai più qualcosa come negativo, e se questo fosse davvero ciò che pensi (non per finta!), tu non proveresti più emozioni negative 😀

Per arrivarci devi iniziare a fare un cambiamento molto importante, che coinvolge sia il tuo linguaggio, sia la tua visione della realtà.

Da negativo a impegnativo.

Da oggi devi eliminare totalmente la parola “negativo”, nulla di quello che ti accade o vedi in televisione deve essere più negativo, ma deve diventare impegnativo.

Quando pensi “negativo”, è come se davanti a te vedessi un muro che ti sbarra la strada, per cui tu non puoi proseguire e sei bloccato, o bloccata.

E questa è una condizione che ti espone a tutte le emozioni negative.

Quando vedi le cose come “impegnative”, hai davanti a te una scala.

Potrebbe essere una scala mobile, per cui non devi neanche sforzarti per andare avanti, oppure una scala più scomoda.

Potrebbero essere scoscesi i gradini, o rovinati e scivolosi come in quelle scalette di montagna ricavate dalla roccia. Magari è ripida e cammina su un precipizio di cui non vedi il fondo.

Ma è una scala.

Significa che, per quanto impegnativa, tu puoi proseguire, non sei bloccato, o bloccata, puoi procedere, andare avanti.

Se riesci a trasformare la tua idea di ciò che vivi, passando dal “muro insuperabile” che ti trovi davanti quando giudichi qualcosa come negativo, a “una scala faticosa” delle situazioni impegnative, il più è fatto!

Per riuscirci devi fare due cose:

  • Elimina dalle tue labbra (non dirlo più!) e dalla tua mente (non pensarlo più!) il concetto di negativo associato alle cose che accadono. Sostituiscilo sempre con “impegnativo”.
  • Fai la stessa cosa se sono gli altri a dirlo, o lo senti al telegiornale o lo leggi da qualche parte. Pensa sempre: “No, non è negativo, è solo impegnativo”.
  • Traduci quell’”impegnativo” in azioni specifiche. Impegnativo significa che comporta impegno e sforzo: per fare cosa? Identifica quali impegni comporta la situazione che vivi e trasformali in obiettivi.

Un’alluvione è qualcosa d’impegnativo: prestare soccorso, aiutare i feriti, cercare i dispersi, pulire le strade, assegnare un posto dove vivere agli sfollati e molto altro.

Perdere un braccio è qualcosa di impegnativo: allenare l’altro braccio a fare cose che non faceva, abituarti a allacciarti le scarpe con una mano sola, tagliare una bistecca in modo diverso, guidare un’auto speciale e molto altro.

Senza fraintendermi: che le chiami negative o impegnative, queste come tutte le cose che accadono restano lì.

La realtà non cambia, a lei non frega nulla di cosa pensi e provi.

Ma ricorda che l’emozione non ha nulla a che vedere con quello che accade, ma conta solo ciò che pensi.

Se di fronte a qualsiasi situazione inizi a vivere tutto come una sfida, magari molto impegnativa, la realtà non cambia, ma tu stai meglio, ti concentri su quello che dipende da te (gli impegni!) e agisci.

Addio ansia.

Quando sarà davvero tua questa visione, addio ansia.

 

 

Conclusioni: prova, osserva, cambia ma non arrenderti

Come gestire l'ansia

Ti ho spiegato diverse cose sull’ansia, perché se non comprendi come funziona, difficilmente potrai imparare a viverne senza.

E ti ho mostrato diversi rimedi concreti, efficaci, pratici e abbastanza immediati.

Usali, subito.

Soprattutto provali tutti e ripetili. Se la prima volta non funzionano insiti un po’: quando facciamo qualcosa di nuovo non sempre ci riesce bene al primo colpo.

Tu insisti, datti almeno una settimana, 10 giorni di tempo provando ogni volta che sopraggiunge l’ansia.

Insisti, insomma.

Per eliminarla devi capire che hai bisogno di cambiare modo di vedere e vivere la vita. Non una “pillola”, ma un processo interiore graduale e continuo.

Se vuoi qualche consiglio o dirmi come questi rimedi si soro rivelati utili, lascia pure un commento qui sotto e risponderò e leggerò volentieri.

Ultima cosa. I rimedi che ti ho suggerito funzionano rapidamente, ma quello che conta è che vanno in una direzione ben precisa: farti vivere diversamente le situazioni.

Non basta bloccare o calmare l’ansia, tornerà.

Devi imparare a vivere e pensare in un modo nuovo se vuoi arrivare a eliminarla dalla tua vita.

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Giacomo Papasidero
 

Mental Coach dal 2010, mi occupo di felicità ed emozioni da oltre 10 anni. Il mio obiettivo è insegnare che ognuno di noi può diventare più forte di qualsiasi problema. Questo per me significa diventare felici.Anche se ho tenuto un seminario all'Università di Parma e sono stato ospite a SKyTg24, la cosa di cui vado più fiero è la Scuola di Indipendenza Emotiva che ho avviato nel 2018, perché è un percorso chiaro, graduale e concreto che sta rivoluzionando la vita di tante persone.

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Cristina Miele
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Cristina Miele

Sto leggendo queste righe e gia’ho alleggerito la tensione..mi sono un po’ deconcentrata. Devo imparare a controllare l’ansia e anche imparare a non sentire la necessita’ di condividerla.. sto mettendo a dura prova la mia relazione sentimentale, dato che il motivo che l’ha scatenata e’ un progetto comune, che in questo momento mai avrei voluto cominciare. devo portarlo cmq avanti per un po’ e tenere presente che potrebbe essere invece un ‘opportunita’.. al momemto direi che e’ solo molto “impegnativo”….
grazie

Fabio
Ospite
Fabio

Buonasera io soffro di ansia ,perché ho una paura Ossessiva della della morte …. Gentilissimo Papasidero le
Chiedo come potrei risolvere? Grazie per l’attenzione

Veronica
Ospite
Veronica

Buongiorno io purtroppo soffro di ansia da controllo. Faccio yoga da tre anni e piano piano sto imparando a lasciare andare, ma (e c’è un fortissimo ma) non riesco a calmarmi quando ad es devo fare delle visite mediche dove mi devono “pasticciare”, il problema è che sono consapevole che più mi agito più mi faranno male ma non riesco a calmarmi, è come se nel petto esplodesse tutta l’ansia. Non è la classica paura ad es del dentista, è qualcosa di più, lo sento… ogni volta sono super agitata… Sempre grazie a yoga sto imparando a respirare “di pancia” ma non basta ed in questi casi non so cosa fare… Ho provato a pensare ad altro, a correre, leggere (che sono cose che a me piacciono molto) ma non riesco a togliermi il pensiero dalla testa… a volte prendo la valeriana ed in alcune situazioni faccio fatica a sentirne l’effetto talmente sono agitata… l’ultima volta dal ginecologo tremavo… adesso sono nella fase in cui quando sento salire l’ansia da controllo per le cose quotidiane penso “chi se ne frega vada come vada” ed a volte funziona, ma non sempre…. come potrei risolvere? grazie

Maura Deppieri
Ospite
Maura Deppieri

BuonGiorno Giacomo,
ho avuto il piacere di “conoscerti” e leggere ciò che pubblichi, solo la settimana scorsa :(, in quanto stavo cercando metodi per combattere l’ansia da prestazione (bada bene che non sono affetta solo da quel tipo di ansia :)))). Ho analizzato ed esaminato che solitamente quando ho un appuntamento importante (parlo di corsa, maratone per cui mi sono allenata con dedizione per mesi e mesi),
la settimana prima mi stresso talmente tanto con i pensieri e l’ansia, che mi ammalo.
Pensa quando ero piccola mi capitava con le gite scolastiche, il giorno prima mi ammalavo e ciao, saltava tutto.
Però ho analizzato che la mia ansia non è tanto focalizzata sulla paura di non farcela durante la corsa, ma proprio sul fatto di riuscire ad arrivare al grande giorno in salute. Cioè cerco di spiegarmi meglio, ad esempio adesso a novembre ho la maratona di New York, e se ci penso vado in ansia, perché la mia testa inizia a partire per la tangente, se mi ammalerò e se non ce la farò che mi viene la febbre, e potrebbe capitarmi qualcosa i giorni prima etc etc…tutte cose o situazioni che io non riesco a controllare perché appunto non posso farlo.(Infatti anno scorso maratona Venezia tre giorni prima mi sono ammalata)
Quindi volevo un tuo consiglio su come gestire, questa ansia da prestazione se così la si può chiamare.
Se c’è un metodo per fare in modo che io non mi stressi con i pensieri o c’è un metodo o penserò alternativo che mi può aiutare per “rompere”questo meccanismo.
Grazie mille er la tua disponibilità, un caro Saluto
Maura

Lidia
Ospite
Lidia

Salve, sono Lidia mi sono imbattuta per caso in questa sua guida, nella ricerca di qualcosa che potesse sconfiggere o che potesse aiutarmi a controllare il disturbo che sta logorando il mio compagno e di conseguenza me. Ho conosciuto un uomo e sto con lui da 8 mesi, inizialmente ogni volta che veniva a trovarmi andava via e trovava una scusa per non tornare l’indomani, visto che aveva voglia di vedermi ma aveva paura a tornare si è convinto che qualcosa non andava ed è andato in terapia da una psicologa la quale gli ha diagnosticato la philofobia, la causa? Il forte dolore dovuto alla morte della moglie anni fa, che lui non ha manifestato, quindi ha paura di amarmi prchè lo stare con me equivale alla paura di perdermi. Mi vuole tanto bene e sta affrontato tutto pur di stare con me, ma adesso soffre di attacchi di panico e quando succede si allonatana da me, quando poi si ristabisce torna perché non può starmi lontano. Io vorrei aiutarlo perché gli voglio bene e insieme siamo una coppia affiatata, ma ogni volta che va via ed è felice ho il terrore che l’ansia lo assalga, cosa posso fare? Come potrebbe guarire da tutto questo? Come posso aiutarlo a vivere serenamente la nostra storia? Io sono pronta e disposta ad aiutarlo. Grazie per il tempo che mi dedicherà.

carmelo
Ospite
carmelo

paura di non trovare lavoro – paura di stare solo- paura dei posti chiusi – paura dell’ascensore -paura del buio

Ilaria MAZZEI
Ospite
Ilaria MAZZEI

Buongiorno… La mia paura, dopo aver vissuto una malattia in famiglia, è di avere qualche malattia che non mi permetta più di vivere bene anzi di vivere. Mi sento in ansia da quando ho avuto un capogiro e non riesco a calmarmi… La prego mi dia un consiglio

Imma
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Imma

La paura di non farcela a superare questo momento

Salvo
Ospite
Salvo

Ciao, ti trovo un ragazzo davvero preparato, volevo farti i miei complimenti, gia solo a leggerti un po d ansia va via..
Io ho la famosa paura/ansia di star male.. di svenire.
Ho letto cose interessanti in quest articolo, ( so benissimo che è solo frutto di immaginazione e che non sverrò mai ecc) ma certi giorni mi viene comunque questa paura.
Cosa mi consigli?

enza
Ospite
enza

ho paura della morte ,della perdita in se perchè ho vissuto parecchi abbandoni, l’ultimo catastofico.Ora sento ansia tutti i giorni e ho una cura da anni sento il dsiderio di non alzarmi la mattina presto con un pugno nello stomaco ed è ansia,vorrei essere più sicura ,imparare veramente a VOLARE ma queste zavorre di paura me lo impediscono .Non è l’esame ch dvo fare, non è la quotidianeità ma la paura dell’abbandono e di recente amici in cui credevo ,persone care perita di soldi tutto questo si somma ad una sola parola PAURA DELLA PERDITA