Come gestire le emozioni negative e trasformarle in positive

In questa guida ti spiegherò come gestire le emozioni e trasformare quelle negative in positive, senza l’aiuto di nessuno.

Vivere emozioni positive è qualcosa di naturale, e tu devi solo imparare quello che sto per spiegarti.

Di guide online ne trovi tante, ma leggendole mi sono reso conto che non vanno oltre i “buoni consigli”, come ad esempio la guida del team di Wikihow.

Io voglio mostrarti come passare dalla teoria alla pratica.

Per questo ti darò degli esercizi, da fare subito, che avranno un impatto concreto sulla tua vita.

Ma prima devi fare il mio test sulle emozioni.
Altrimenti ciò che ti spiegherò potrebbe essere impossibile da realizzare.

Mentre rispondendo a questa domanda, potresti davvero cambiare la tua vita 😉

 

Come gestire le emozioni: cosa sono e come funzionano

La prima cosa da comprendere è quella che io chiamo “indipendenza emotiva“.

In sostanza devi renderti conto che le tue emozioni non dipendono per niente da cosa ti accade o da quello che fanno gli altri: ogni emozione dipende invece da te. Guarda questo video per capirlo meglio.

 

Capire che le emozioni che provi non vengono dall’esterno e che niente e nessuno ha quindi il potere di provocartele, significa trasformare profondamente la tua vita, perché questo ha un’implicazione concreta enorme.

Tu hai sempre creato le tue emozioni.

Ovviamente, finora, non avevi mai capito cosa succedesse. Come cambia questo la tua vita?

Innanzitutto nessuno ha realmente potere su di te. Se io posso farti arrabbiare o stare male con le mie azioni, ti controllo, posso manipolarti.

Nel libro Messaggio per un’aquila che si crede un pollo, di Anthony De Mello, questo concetto viene chiarito più volte e leggerlo è stato per me davvero utile, quindi lo consiglio anche a te.

Se tu puoi scegliere di mantenere la calma quando gli altri si comportano male, se puoi scegliere di essere felice anche se le cose non vanno come pensavi, se puoi scegliere di provare serenità anche se hai molti problemi, hai un potere enorme e sei libero da condizionamenti, vincoli, limiti.

 

Osservare la realtà, il primo passo per gestire le emozioni negative

Quanto la realtà incide su di noi e sulle nostre emozioni?

Probabilmente anche tu pensi che le tue emozioni siano legate a quello che ti accade.

Certo, il video di poco fa ha messo in dubbio qualcosa che sembra però evidente. Anche io la pensavo come te, fino a qualche anno fa.

Per questo ti invito a osservare il prossimo video.

 

Come vedi, quindi, la realtà non conta niente.

Ricorda solo questo: il problema esiste, è reale, ma il tuo malessere per questo problema dipende da te, è una tua “scelta”, per quanto finora non lo capivi e non te ne rendevi conto, e puoi farne a meno.

Da quando? Da subito!

 

Primo esercizio: inizia a prendere il controllo delle tue emozioni

Quello che faccio è offrirti immediatamente un semplice esercizio che ti serve a prendere confidenza con i tuoi pensieri e le tue emozioni.

Quello che pensi genera le tue emozioni e solo divenendo consapevole dei tuoi pensieri, dei tuoi giudizi, delle tue valutazioni, puoi smettere di crearti tutte le emozioni negative che ti fanno stare male.

 

Questo è un esercizio di base e ha due funzioni: da una parte farti prendere confidenza con i tuoi pensieri e i tuoi giudizi, che sono la vera fonte delle tue emozioni.

Dall’altra metterti nelle condizioni, gradualmente, di poter modificare tutto quel che pensi attraverso una trasformazione della tua visione della realtà.

Questo significa imparare come controllare le emozioni.

 

 

 Il Passato non conta, le emozioni sono solo “presenti”

Imparare come gestire le emozioni significa anche spezzare quel (presunto) legame che ci lega, spesso attraverso la sofferenza, al nostro passato, a situazioni avvenute anche molti anni prima.

“Come faccio a non soffrire per quello che è successo?”

Se anche tu ti poni a volte questa domanda, ora ti do la risposta.

 

Come vedi, dunque, non è mai quello che accade a creare le nostre emozioni e non esiste evento della nostra vita che abbia realmente il potere di condizionarci.

Tutto dipende da te, da come vivi e pensi, tutto è nelle tue mani. Questa si chiama libertà.

Prima di passare al prossimo passaggio voglio sincerarmi di una cosa: metti in pratica gli esercizi che ti offro.

Non basta capire come funzionano le emozioni, devi iniziare a cambiare il modo in cui le vivi. Io ho commesso questo errore qualche anno fa, non farlo anche tu.

Come detto ho scoperto questa novità leggendo il libro Leader di te stesso. Mi ricordo l’entusiasmo che avevo mentre lo spiegavo a mia madre, per telefono. In quel momento vivevo in Puglia per lavoro.

Nonostante l’euforia e la grande novità, ancora un anno dopo continuavo a subire le mie emozioni negative.

Sapevo cosa fare, ma non lo facevo. A un certo punto ho deciso che dovevo cambiare, per davvero.

Avevo perso il lavoro e iniziato ad appassionarmi seriamente alla crescita personale e al coaching.

Io ero la mia cavia.

Ho iniziato a osservare tutte le mie emozioni, continuamente, a cercare i pensieri che le creavano.

Ogni giorno.

Spesso mi sfuggivano di mano ma quelle erano anche le esperienze migliori. Dopo che mi calmavo, analizzavo perché avessi avuto rabbia o delusione, come le avevo create, per quali motivi.

L’ho fatto per mesi, ogni giorno, cadendo spesso e rialzandomi ogni volta più determinato che mai. In quel periodo leggevo tantissimo e applicavo ogni consiglio su me stesso.

Del segreto che per me ha fatto la differenza ne parliamo alla fine, ma dopo tanto lavoro ho imparato a scegliere le mie emozioni.

Per questo non mi stanco mai di ripetere a chi segue i miei corsi o parla con me, che più ti impegni prima ottieni risultati.

Il diario emotivo è un lavoro chiave e va fatto anche mille volte al giorno.

Quando sentirai di poter scegliere gioia e felicità in ogni momento, capirai che ne sarà valsa la pena. Procediamo!

 

Come controllare l’emozione eliminando la pretesa

Una delle principali cause di emozioni negative sono le pretese.

Ora ti spiego chiaramente cosa contraddistingue una pretesa e per quale motivo ci sembra così importante ottenere che le nostre siano soddisfatte.

Tieni però conto che nessuna pretesa, per quanto ci appaia buona, è davvero utile per stare bene.

 

Come hai visto finora il mio scopo, con questa guida, è insegnarti come dominare le emozioni in modo concreto (tra poco ti darò altri esercizi!), aiutandoti a capire.

Non devi credermi sulla parola, ma riflettere su quel che ti dico. Poniamo che tu abbia una pretesa che però reputi positiva. Ti faccio notare subito due cose importantissime.

  • Pretesa significa pressione: l’altro che si arrabbia perché cerca di “costringerti” a fare come dice, sta male, piange o usa altri modi per “manipolarti” e ottenere quel che desidera. Non è qualcosa che gradisci, per quale motivo dovrebbe essere piacevole per gli altri?
  • Non hai bisogno di ottenere qualcosa dagli altri, nulla di quel che avrai ti renderà felice. La tua felicità, come ogni tua emozione, dipende da come vivi. Se vivi con gioia ottenendo qualcosa e se vivi con altrettanta gioia se non la ottieni, allora tu sei felice, non hai bisogno di pretendere (quindi elimini le migliori occasioni per stare male!) e nulla ha più potere su di te. Libertà, che fa rima con felicità.

Come vedi, nel momento in cui inizi a prendere in mano la tua vita, scoprendo come gestire le emozioni trasformandole da negative a positive, acquisti un grande potere sulla tua felicità e puoi fare a meno di pretendere, manipolare, costringere, stare male.

Hai letto bene? PUOI FARE A MENO DI STARE MALE.

Come si arriva a questo?

Imparando a usare la nostra mente in modo nuovo, imparando a cogliere la realtà, a diventare capaci di affrontare e risolvere i problemi che, comunque sia, ci saranno sempre sulla nostra strada.

 

Imparare a gestire le emozioni negative

Per prima cosa devi cominciare a osservare le tue emozioni negative.

Con il diario emotivo inizi a prendere confidenza con i tuoi pensieri. Cerca sempre la pretesa, ti assicuro che ne troverai almeno una dietro ogni emozione negativa.

Ad esempio consideriamo la rabbia. Perché ci arrabbiamo?

Il motivo, in generale, è semplice: vedi qualcosa di negativo (per te!) e con questa reazione (appresa!) tenti di cambiare le cose, di risolvere il problema.

Di solito, quindi, pretendiamo che le persone si comportino in un certo modo ma non accade. Con la rabbia tentiamo di ottenere quel che vogliamo.

Oppure le situazioni della vita si sviluppano in un certo modo mentre noi pretendiamo qualcosa di diverso, perché siamo certi che solo se tutto andrà come diciamo noi, saremo felici (ricordati che la felicità dipende da te e non da come ti vanno le cose!).

La rabbia dovrebbe indurci ad agire per risolvere il problema.

Sai perché non funziona?

Perché quando ti arrabbi stai cercando fuori di te la causa delle tue sofferenza e dalle tua infelicità.

Se però la rabbia la crei tu, non risolverai mai il problema andando fuori a fare guerra con tutto e tutti, ma solo imparando a gestire le emozioni che provi, rabbia compresa, per trasformarle in qualcosa di meglio, di più utile.

Il principio è lo stesso: che ti arrabbi o resti in uno stato di calma, il problema rimane.

Ma tu stai male e questo ti impedisce di agire con amore verso gli altri (a te piace ricevere grida e insulti o comprensione e spiegazioni chiare????) e di risolvere il problema.

Lo hai sperimentato sicuramente anche tu: la rabbia (o ogni altra emozione negativa) ti annebbia la mente e riduce le tue capacità. Lo sai, non serve che te lo dica io.

 

Ovviamente la rabbia è solo una delle possibili emozioni negative.

Delle altre 5 che considero più comuni (tristezza, ansia, disperazione, abbandono e delusione) ne parleremo meglio più avanti. Procediamo.

 

Imparare a gestire le emozioni negative cambiando i tuoi pensieri

Cercare di cambiare le tue emozioni sarebbe inutile. Immagina di dover spostare un elefante da dove si è seduto. Che fai, vai a spingerlo da dietro o preferisci tirarlo dalla proboscide?

Pensi che, ammesso che non si infastidisca, riuscirai a spostarlo con la tua forza?

Tentare di modificare un’emozione che stai provando, magari reprimendola, o cercando di non pensarci o con qualsiasi altro approccio ti venga in mente è quasi la stessa inutile fatica.

C’è una soluzione migliore: mostra all’elefante del cibo che gli piace, e lui ti seguirà senza sforzo.

Come si cambiano le tue emozioni? Trasformando i tuoi pensieri.

Attraverso le domande tu puoi fare proprio questo. Il principio è semplice:

  • Osservi qualcosa ed esprimi un giudizio (pensiero).
  • Se è negativo, crei un’emozione negativa.
  • Quel giudizio è frutto di alcune domande sbagliate che ti poni.
  • Se ti poni delle domande migliori, trasformi il giudizio (pensiero) e quindi l’emozione.
  • Se cambi quel giudizio in positivo, l’emozione si trasforma immediatamente, di conseguenza.

Una delle domande più potenti e utili, che tantissime volte mi ha cambiato la vita, è: come?

Ecco subito come utilizzarla al meglio.

Dopo aver guardato questo video (dura solo 3 minuti ma ne cambierà milioni nella tua vita!) saprai subito come agire, avrai quindi uno strumento molto concreto, perché legato, ovviamente, a quello che ti ho spiegato finora.

 

Ecco alcuni consigli per ottenere il meglio da questa guida

Una guida pratica che ti insegna come gestire le emozioni deve darti questi strumenti:

  • Capire cosa sono e come nascono le emozioni (indipendenza emotiva).
  • Capire come puoi trasformare quelle negative in positive (cambiando il modo in cui osservi la vita).
  • Capire come farlo concretamente (domande capaci di farti cambiare visione e trovare soluzioni).

Ti ho detto che la realtà non conta. Leggi con attenzione: se stai male o bene questo non cancella un problema che devi affrontare. Quindi ti chiedo: per quale motivo dovresti continuare a stare male?

Considerando che puoi scegliere di vivere con serenità i problemi, visto che comunque ci sono, visto che l’emozione che provi dipende da te e non dal problema e visto che quelle positive ti aiuteranno a risolverlo, che senso ha continuare a soffrire ignorando la realtà?

Ti ho dato tutto quello che ti serve per gestire le emozioni che provi e trasformare tutte quelle negative in positive.

Questo non significa che non sentirai più ansia o delusione.

Arriveranno quando penserai in modo negativo, ma se sai trasformarle, dureranno pochi secondi, o minuti, e lasceranno spazio alle soluzioni dei problemi.

Ecco qualche consiglio pratico per riuscire in questa trasformazione:

  1. Inizia a fare il diario emotivo per ogni emozione che provi, tutti i giorni, anche 20 volte al giorno. SCRITTO.
  2. Inizia a riconoscere le tue pretese e mollare la presa. SEMPRE.
  3. Inizia a cambiare le domande che ti poni, chiediti sempre “come?“. Usa quelle varianti viste nel video, ma fallo costantemente, ogni giorno.
  4. Pratica, pratica, pratica. Non devi lasciare a un’emozione negativa spazio. Devi osservarla, comprenderla e trasformarla.

Considera questo: siamo abituati a vivere passivamente e in modo distorto le nostre emozioni.

Ogni volta che continui a viverne una in questo modo, l’abitudine a subirle diventa più forte.

Cambiare è difficile se non è una decisione ferma dentro di te e non sai come farlo concretamente. Io ti ho dato gli strumenti, ma tu, adesso, devi metterli in pratica ogni giorno.

 

Come rendere tutto questo molto più semplice

I video che hai visto in questa guida sono estratti da un seminario che ti spiega in modo dettagliato come gestire le emozioni negative per trasformarle tutte in positive.

Cosa c’è in più rispetto a questa guida?

  1. Ti spiego in modo più approfondito come funzionano le nostre emozioni.
  2. Ti mostro come controllare quelle più forti, in momenti particolari, fino a che non riesci a trasformarle.
  3. Affronto le sei emozioni più comuni (rabbia, delusione, abbandono, ansia, tristezza, disperazione) spiegandoti cosa le genera e offrendoti un esercizio per ognuna, per iniziare a trasformarle in positive.
  4. Ti spiego che oltre alle pretese ci sono il comportamento egoista, la dipendenza da cose o persone e la debolezza della nostra mente a generare emozioni negative. Per ogni aspetto trovi un esercizio pratico da realizzare subito.
  5. Ti suggerisco altre domande, oltre al “come” e ti offro molti esempi di come utilizzarle. Trovi anche un Super esercizio che ti aiuterà a trasformare radicalmente le tue emozioni negative, condensando tutto quello che viene prima.
  6. Ti svelo il mio segreto personale: come riesco a gestire le emozioni negative e trasformare tutte, ma proprio tutte, in emozioni positive.

Io ho chiamato questo seminario “Preferisco essere felice“, perché ho visto che se non trasformi le emozioni negative in positive, non riuscirai mai a esserlo.

Il seminario dura circa 4 ore, quindi avrai tantissimo materiale a disposizione, con 15 esercizi pratici.

Lo puoi trovare come parte del Corso “Più forte di tutto“, in questa pagina ⇒

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Da oltre 7 anni mi occupo di felicità: la studio, la osservo, la vivo e la condivido. La mia missione è aiutare tutti a cambiare la propria vita ed essere felici. Su Diventarefelici.it porto la mia esperienza personale e quella delle tante persone che ho conosciuto e aiutato in questi anni per dare il mio contributo: voglio migliorare questo mondo, e più persone diventeranno felici, più ci riuscirò. Questa è la mia missione.

77 Commenti

  1. Ciao

    facendo l’ esercizio del diari emotivo ho scoperto che quando vedo una bella ragazza

    il mio obbiettivo non è di dirle ci vediamo questa sera o di dirle ti offro un caffè o di dirle

    vuoi essere la mia ragazza , questo obbiettivo mi ha sempre ingannato

    ma il mio vero obbiettivo è FARE SESSO CON LEI

    tutti gli altri obbiettivi non hanno senso e ti ingannano

  2. ciao

    facendo il mio diario emotivo ho scoperto un ‘ altro mio pensiero nascosto e cioè quando mi trovo davanti una bella ragazza penso :

    sono sicuro al 100 % che mi dirà che sono troppo vecchio e brutto per lei

    secondo te questo pensiero mi può impedire di dire a quella ragazza di dirgli per esempio ciao ci vediamo questa sera ?

    • Secondo me?
      Lo fa? Se lo pensi avrai sperimentato se poi ti blocchi oppure no.
      Ma così non ne verrai fuori.
      Che siano le ragazze e i loro possibili rifiuti il punto, l’hai scritto tu stesso.
      O cambiamo le cose trasformando il tuo modo di vivere e le tue priorità, oppure vivrai sempre cercando di controllare questo malessere, l’insoddisfazione e l’insicurezza… e non sarà un bel vivere 🙂

  3. ciao

    facendo il mio diario emotivo ho scoperto che con più desidero fortemente una ragazza

    e con più soffrirò nel caso dovesse respingermi

    infatti mi è successo che delle ragazze brutte mi hanno respinto ma siccome non me ne

    importava nulla di loro non ho provato ne vergogna ne tristezza e ne paura

    mentre con quelle bellissime sto male tantissimo

  4. Ciao,trovo molto utili tutti i consigli che dai,li metto in pratica da un giorno e noto già dei miglioramenti nei miei pensieri.
    Questo non vuol dire che non soffro,ma sto cambiando e questo é già qualcosa.
    La relazione col mio ragazzo é finita un paio di giorni fa,dopo che lui mi ha tenuta in stand by per due mesi,due mesi terribili per me. Aveva bisogno di tempo per diversi motivi,ed io stavo male,mi mancava e invece di lasciarlo tranquillo lo pressavo.
    Mi colpevolizzo molto,analizzo me stessa e gli altri per sistemare il tutto in maniera logica nella mia mente. La paura dell’abbandono é la cosa per cui più soffro.
    Sono una ragazza anche molto solare,so perdonare,so capire e voglio imparare ad essere felice anche senza di lui,certo..nella vita non si può mai sapere..dentro di me sento che non tutto é perduto con lui,ma ora é sicuramente tutto sbarrato.
    Un saluto a tutti

    Sara

  5. Ciao Giacomo, dopo aver letto i tuoi post sto cercando di seguire i tuoi consigli perché gli spunti di riflessione che fornisci sono davvero ottimi, però non mi è chiaro come tenere un diario emotivo aiuti a trasformare le emozioni negative in positive..

    • Ciao Erika,
      il diario emotivo è il primo passo: ti permette di comprendere come crei queste emozioni, come giudichi le situazioni.
      E questa consapevolezza ti rende già più padrona delle situazioni.
      Poi devi cambiare i pensieri, modificare approccio e giudizi. Leggiti questa guida, sarà molto utile 🙂

      • il diario emotivo c e l ‘hai anche tu ?

        il diario emotivo è indispensabile ?

        ho delle paure che mi impediscono di fare il diario emotivo.

        come posso fare ?

  6. Ciao Giacomo, sono rimasta colpita dal tuo suggerimento su come modificare un pensiero negativo con la tecnica del “come”. Ho riflettuto e il tuo suggerimento ha un senso molto giusto… se tendo a focalizzare la mia attenzione sul “come posso risolvere una situazione” piuttosto che piangermi addosso chiedendomi il “perchè” questo mi gioverebbe. Ma credo che la tecnica del “come” non tenga conto che spesso per poter risolvere un problema ci vuole tempo, e questa cosa può non aiutarci; almeno personalmente cerco sempre di trovare soluzioni a problemi o cose che al momento non mi stanno bene, ma pensare a quanto tempo ci vorrà per poterla risolvere mi fa stare male.

    • Ciao Alessandra,
      il “come” non è una tecnica, ma una domanda che fa parte di un nuovo modo di pensare e vedere la realtà.
      Le tecniche servono a poco.
      Un grosso problema sono le pretese, volere a tutti i costi che qualcosa sia come pare a te, o chi gli altri si comportino come vorresti.
      Possiamo fare tanto, ma molte cose resteranno sempre fuori dalla nostra sfera di influenza, per dirla così.
      Ti consiglio due pagine: questa e questa.
      E poi ti invito a seguire il mio corso gratuito per Diventare Felici 🙂

  7. Ciao….Da quel che ho potuto leggere mi sembri una persona preparata e che di sicuro sa di cosa sta parlando….A questo proposito vorrei farti una domanda (sperando che sia in tema)…Io sono abbastanza sicuro che se leggessi il 100% di quello che scrivi potrei trovare consigli/spunti interessanti da applicare anche su di me…….Ma come fare se questa cosa mi fa (scusa l’espressione) leggermente girare i co****i?Nel senso….ma che è sta roba che non riesco a trovare per conto mio le risposte ma “devo rivolgermi” a qualcun altro?Non è anche questa una forma di dipendenza (magari non emotiva) ma il chiedere aiuto indirettamente a qualcun altro?

    • Ciao Andrea,
      penseresti di essere dipendente da un tuo collega che ti insegna un lavoro?
      O dall’istruttore di scuola guida quando ti insegna a guidare l’auto?
      io la vedo così: condivido ciò che ho imparato (perché altri lo hanno condiviso con me anche!), offro il mio percorso. Non c’è niente di male a imparare dagli altri, soprattutto se iniziamo a comprendere che vivere non è scontato, e forse sarebbe il caso che qualcuno ci insegnasse sin dall’inizio le cose che ci servono davvero nella vita 🙂

  8. Ciao Giacomo,sono una ragazza di 19 anni che da poco si approccia alla vita..ho sofferto di anoressia e varie fobie e ho compreso che il motivo scatenante di tutto è la smania di “controllo”. Credo sia dipeso dal fatto che non abbia mai avuto una organizzazione precisa della mia giornata e degli impegni,lasciando che la mia vita fosse gestita dai miei genitori; questo mi ha portato a cercare un punto di riferimento,una certezza,attraverso il controllo del cibo o su quello che dovevo dire per autosabotare un rapporto di amicizia e ritornare dalla mia “comfort zone”. Ora ho paura di tutto e sono bloccata in una sorta di ansia anticipatoria perché penso che studiare,dipingere,usare al massimo i miei talenti possa farmi esporre così tanto da non essere in grado di “controllare” la mia reazione emotiva e quella altrui e un possibile loro giudizio,quindi mi sento al centro del mirino,puntata da tutti,incapace di gestire le mie emozioni e il giudizio degli altri..ho provato a insistere giorno dopo giorno nel fissare piccoli obiettivi che mi possano fare esporre,come parlare o cantare in pubblico ma non vedo risultati,l’ansia e la paura sono molto più forti e in tutto questo sto sempre peggio perché non riesco a studiare e ho esami a breve,e a mantenere relazioni con un ragazzo e amici. Come posso fare per non vedere gli altri come una minaccia,come giudici della mia vita e come posso non pensare a voler a tutti i costi controllare gli altri e soprattutto me stessa piuttosto gestire le mie giornate? voglio essere libera di esprimere i miei talenti senza più paura!

    • Ciao Scarlette,
      ovviamente la strada indispensabile è l’abitudine: abituarti, gradualmente, alle pressioni che vengono dall’esterno.
      Ma farlo senza avere la capacità di gestirle, di affrontarle nel modo giusto, può avere l’effetto opposto. Non riesci e ti chiudi ancora di più.
      Io ti consiglio di iniziare a seguire il mio Corso gratuito. Considera che non devi cercare una tecnica, ma cambiare visione, modo di pensare, scoprire che puoi controllare te e affrontare tutto quello che non puoi controllare. Non ne hai bisogno 😉

  9. Ciao Giacomo, gli spunti che offri sono interessanti, sto provando, funzionicchiano, spero di migliorare, certo le sensazioni che si provano dopo aver perso un amore che si è vissuto senza riserve che si è anche (a volte) desiderato finisse a causa della differenza di età notevole, non è proprio una situazione normale, la testa fa strani scherzi, ed anche se stai bene, l’angoscia di un altro amore possibilissimo amore che ne consegue, al posto del tuo disintegra tutta la forza che hai (e ne ho tanta), sono riuscito a non buttare nel cesso tutti i miei progetti, ma hanno perso notevolmente di significato, i libri regalati rimasti nello stesso posto, i luoghi segreti dove ci siamo amati, le frasi poetiche inventate reciprocamente, i messaggi a fine serata, i regali, tornano in mente costantemente, è vero ci saranno altre persone, altri amori, ma quello era l’amore che volevo, le braccia in cui avrei voluto morire. comunque grazie davvero, ci sto provando e spero di riuscirci.

  10. Ciao ti leggo e ti ascolto da un bel po’, tutto per risolvere alcuni miei problemi legati alle emozioni.
    Belle parole, belle frasi fatte e ovvie……ma senza alcuna conclusione , non approdi a nessun metodo, fai riflettere su quello che è successo, come lo vivo, come passa nella mia mente e nel mio corpo, una pura e semplice analisi. Ma poi conclusioni ?? Non approdi mai a nulla di concreto, non dai alcun metodo, anche quello di scrivere le emozioni, sensazione ecc.. dove porta, A me a nulla

    • Ciao Tury,
      il segreto è cambiare modo di vivere.
      Se cerchi “tecniche e metodi” dureranno poco e poi smetteranno di funzionare.
      L’emozione negativa dipende da te, tu devi trasformare il modo in cui vivi le situazioni.
      Io ti dico di analizzare cosa pensi, poi devi cambiare modo di pensare, guardare la realtà, cambiare approccio alla vita.
      Se bastasse un metodo o una tecnica, con tutti i siti e i professionisti che ne inventano sempre di nuove, dovremmo essere una società felice. Ma non è così 😉
      Il cambiamento che serve è globale, perché è il modo in cui viviamo che ci porta a soffrire. Non cosa accade attorno a noi.
      Iscriviti al mio Corso: è gratuito e ti accompagna passo passo a cambiare e capire cosa fare. Penso sia quello che stai cercando 🙂

  11. Questo articolo mi sembra molto utile, specialmente per il momento che sto vivendo..alcuni video con gli esercizi però non si vedono…come li posso recuperare?
    Grazie!

    • Ciao Sonia,
      potrebbe essere un problema momentaneo, ho controllato e funzionano tutti 🙂
      Il modo migliore è iscriverti al mio Corso gratuito. Avrai l’intero seminario da cui ho tratto i video e molto, molto altro 🙂

  12. Ciao Giacomo, sono Arianna e ho 15 anni. Nella mia famiglia per quanto possa sembrare normale, ci sono sempre stati problemi e tutt’ora, io non mi fido di loro figuriamoci all’esterno. Vedo tutto nero con cattiveria e soffro, anche con le amicizie e il mio ragazzo! Mi riempio di preoccupazioni e paranoie che alla mia età non dovrebbero esserci. Da qualche tempo sto diventando cosciente di ciò e voglio fare qualcosa prima che questo mio comportamento negativo potrà influire sulla mia vita futura. Grazie se mi risponderai, ci tengo

    • Ciao Arianna,
      non è mai troppo tardi per scegliere di migliorarsi e diventare felici 😉
      Ti consiglio di leggere questa guida e iscriverti alle lezioni gratuite.
      Puoi essere più forte dei problemi che ci sono attorno a te, ma è un processo e richiede il tuo impegno e un po’ di pazienza 🙂

  13. Ciao ho 24 anni.. sono una persona tranquilla …stata…. e da un anno che tramite la mia storia ho cambiato umore sorriso carattere ma non in positivo ma negativo… perché con il mio compagno non mi sono sentita donna e fatta valere..e adesso a oggi mi ritrovo con mille problemi a causa del mio atteggiamento represso tutti contro.. e vorrei fare la cosa giusta ma esce sempre il male.. e vorrei trovare una soluzione …

  14. Ciao Giacomo,sono Lorenzo e ho 45 anni convivo con la mia compagna,che ha 51 anni,da 15 anni. Abbiamo una bambina di 7 anni e veniamo entrambi da matrimoni falliti. Ora viviamo a Tenerife da 2 anni,io purtroppo avevo perso il lavoro è abbiamo deciso di trasferirci in comune accordo,anche perché in Italia non ho trovato più uno straccio di lavoro. Ora il punto è che lei dice di non amarmi più da un po di anni,e lo ha scoperto solo ora analizzandosi,dice lei. La colpa di questo è la mia apatia,dice che non le ho mai dato la sicurezza e tranquillità economica. Viviamo insieme e l’atmosfera è terribile,impossibile non pensare a lei,ad abbracciarla e a baciarla,io la desidero e la amo ancora,vorrei non pensare a lei ma solo a cambiare e realizzarmi con il lavoro ma è molto difficile. Affettivamente e sessualmente ho dato tutto me stesso,la ho sempre rispettata,mai alzato le mani,anche perché sono un uomo dolce e romantico,ma lei dice che non è questo il punto,ma dice che la ho delusa su altre cose,dice che ha bisogno di stare sola,infatti mi evita molto anche nel parlare. Io capisco e la lascio alla sua solitudine,penso comunque che ognuno di noi ha bisogno dei suoi spazi. Comunque credo che quando sarò economicamente stabile me ne andrò a vivere per conto mio,non voglio una vita così,non me la merito. Grazie per la guida,mi sarà comunque utile,accetto qualsiasi suggerimento,un saluto.

  15. Ciao Giacomo sono Marcello ho41anni da febbraio 2016 ho avuto i una delusione d amore mia moglie dubito si vede con un uomo di 47 anni lei me nega faccio fatica a vivere da 4mesi lei dice di amarmi e che non ce mai stato i nulla io non la credo più litighiamoi tutti i giorni la nostra storia e diventata un inferno hoi un figlio di 9 anni come faccio a rida la fiducia a ritornare felice lei mi dice di amarmi altrimenti mi avrebbe detto basta visto che ha avuto l l’occasione giusta per dirlo maio non riesco più a vivere e a crederla come posso fare a ridarle la fiducia

  16. Caro Giacomo, è incredibile come sentirsi rifiutati crea sempre più il sentirsi esclusi. A me è successo frequentando un blog di crescita personale. Li leggo gli articoli da mesi, poi con un atto di coraggio ho iniziato a scrivere dei commenti anche io. E tutto andava bene fino a ca. un mese fa da quando i miei commenti non vengono più pubblicati. Capisco che chi è il proprietario del blog può tranquillamente non pubblicare i miei commenti che non gli piacciono e semplicemente ignorarli. Il problema è il mio che mi sento esclusa, rifiutata, e via che si attivano le voci riguardo il mio valore con conseguente abbassamento della mia autostima. Parlo di un blog al femminile e anche la proprietaria del blog e donna. Con ogni rifiuto da parte di una donna si riattiva sempre di nuovo il rifiuto che ho vissuto con mia madre nell’infanzia. Rifiuto, mancanza di attenzione, critiche che hanno danneggiato tantissimo la mia autostima. Non so Giacomo se hai dei suggerimenti al riguardo, te ne sarei grata. Buona giornata!

    • Ciao Michela,
      un problema è sentirti rifiutata se gli altri non condividono o accettano te, le tue idee, la tua presenza.
      Nessuno ti rifiuta, nessuno conosce Michela, semplicemente non gradiscono alcune cose che fai, o dici. Si tratta di una scelta loro che dipende da cosa pensano, dalle loro opinioni, dai loro pregiudizi e dalle loro paure. Non da te.
      Se non comprendi questo non ci arrivi, anche perché lo stesso vale per le scelte che fece tua madre: lei non rifiutava te, ma l’idea che aveva di te o quello che tu rappresentavi (difficoltà, problemi, preoccupazioni o non so cos’altro) per lei.
      Una risorsa sul rifiuto la pubblico nelle prossime settimane, non era in programma, ma a te serve e lo faccio volentieri 🙂
      Se ricevi la newsletter non te la perderai 😉
      Intanto puoi leggere due pagine che parlano di autostima e ti saranno utili: questa e questa 🙂
      P.S.
      Qui commenta quanto vuoi, non rifiuto nessuno 😉

  17. ciao,
    mi chiamo Vincenzo ho 24 anni…sono stato fidanzato per due anni con una ragazza, lei aveva un bambino di 5 anni…non credevo mi potessi legare tanto data la situazione ecc..ma invece ho creduto veramente troppo in questa storia..mi ha lasciato perchè oltre le varie litigate non mi sentiva pronto ad affrontare una vera vita insieme,e forse le do ragione perche non mi sento ancora pronto ad affrontare tanti problemi soprattutto data la sua situazione e quindi qualche problema in più…ma oltre questo il mio problema e che non riesco a toglierla dalla mia mente, ogni posto ogni cosa che faccio in qualsiasi momento e li fissa dentro la mia testa, sto impazzendo…ho provato a parlarci a recuperare ma ogni volta è sempre peggio dice di amarmi ma mi allontana perchè non vuole soffrire e false speranze—ha un mese che siamo lasciati e nn riesco a distrarmi in nessun modo hobby lavoro amici niente! ti prego aiutami a trovare una soluzione a liberare un po la mia mente

  18. Salve dottore sono un ragazzo di 18 anni sono fidanzato da 4 anni con una splendida ragazza stiamo molto bene insieme.
    Circa un anno fa io lo tradita un po di volte non so cosa mi era preso.
    Una notte circa un mese fa mentre dormivo un folte caldo una forte sudorazione non sapevo cosa fare mi sentivo impazzire ancora oggi se penso sto male non riuscivo ad accettare il fatto che l’avevo tradita era una cosa insopportabile il pensiero mi tormentava allora presi la decisione di dirglielo andai contro tutti e tutto che mi dicevano di non dirglielo .
    Quando gli raccontai i fatti lei li accettò e decidemmo di continuare io onestamente non me lo aspettavo lei ripeteva che in quei periodi non andavamo d’accordo e che continuando in quel modo ci saremmo lasciati .
    Io ancora oggi non riesco a darmi pace con me stesso mi riconosco in qualche D.O.C e a volte mi vengono dei pensieri stranissimi del tipo sono innamorato di lei ? La amo ? Però nello stesso momento penso che vorrei trascorrere tutta la mia vita con lei senza questi pensieri ossessivi però.
    Noi oggi stiamo ancora insieme e il nostro rapporto è migliorato del 100 % soltanto che io non so come fare cosa mi consiglia ? Come posso fare ? Mi passerà?
    Aspetto risposta ….

  19. Ciao Giacomo
    ti scrivo perchè voglio migliorarmi, o trovare il modo di risolvere il mio problema di coppia.
    Ho quasi 40 anni, e da 6 anni convivo con il mio compagno.
    Il mio grosso problema, è la sua mancanza di responsabilità e senso del dovere, che con il passare degli anni è diventato inaccettabile per me.
    Inizialmente non mi pesava così tanto perchè la fiducia che riponevo in lui mi dava la speranza che potesse cambiare.
    Oggi la sua continua recidività mi fa capire, che potrebbe essere una ardua impresa.
    Non punto a voler cambiare una persona ma quantomeno riuscire a farlo diventare consapevole del suo modo di essere ed affrontare la vita, cosa che in nessun modo sono riuscita a fare.
    Sia nel lavoro che nella vita privata, vive tutto con la massima superficialità, non – porta a termine con successo il minimo indispensabile
    – non si cura delle conseguenza
    – sogna e propone cose da fare assieme che non saranno mai affrontabili se continua a prendere la vita così
    Ho analizzato il motivo di questo, ha dei genitore ancor oggi molto premurosi, che ad ogni problema, lo rimproverano, cercano di fargli capire che sbaglia, ma alla fine risolvono loro, ed è cresciuto così.

    Da un uomo da 40 anni, io non posso più accettare una cosa del genere

    Inizialmente affrontavo l’argomento trovando da parte sua collaborazione, oggi non lo accetta più mi aggredisce, e le nostre discussioni diventano urla, offese!!
    Mi fa impazzire perchè è una contraddizione fatta persona, non ammette, ha sempre la scusa pronta, è sempre vittima, ma la realtà è che non ha raggiunto un minimo di stabilità finanziaria, non fa in modo di ottenerla, non si preoccupa se io posso farcela o meno da sola ad affrontare la routine di una famiglia (affitto, spesa, bollette, faccende di casa etc. etc)

    Io ho perso la stima in lui, e fa annullare tutte le altre parti del suo carattere che sono meravigliose.

    Non riesco più a condividere nulla con lui, mi da fastidio, e non riesco neanche ad avere momenti intimi.

    Mi rendo conto che io sono una persona che avvolte ha anche troppo senso del dovere, e ho cercato di smussare questa cosa, ma vorrei trovare il modo che anche lui prendesse consapevolezza che se vogliamo costruire un futuro, c’è necessità di un po’ più di maturità.

    Ho provato a ragionarci assieme, e nessun risultato
    Ho provato a far accadere vicende che potesse metterlo in difficoltà vera in modo che ci sbattesse i denti ma niente
    Ho provato a stargli affianco anche lavorativamente per far in modo di impostare un metodo di lavoro che lo portasse ad avere delle regole, ma niente LE REGOLE SONO VELENO, anzì il suo ego fa scatenare altre controversie.

    Inizialmente anche lavorativamente collaboravamo, avendo due lavori che potrebbero andare perfettamente in sinergia, oggi nego qualsiasi sua richiesto, e preferisco che si rivolga ad altri. (ha delle potenzialità incredibili)

    Giacomo c’è un modo per insegnare il senso di responsabilità ad un adulto?

    Sto sbagliando io?

    Grazie

    • Ciao Lory,
      pretendere è sempre sbagliato, sia perché gli altri non faranno sempre (o quasi mai!) quel che vorresti, sia perché così stai male e vivi male ogni cosa.
      Io dico anche che non puoi insegnare qualcosa a qualcuno che non la vuole imparare.
      Ti consiglio di guardare questa pagina. ci sono 4 video fondamentali. E gratuiti 😉
      Dopo di ché il segreto sta nel non pretendere, ma anche nel trovare sempre una soluzione ai problemi.
      Posso consigliarti anche questa guida 🙂

  20. ho troppi anni per sperare , ma combatto. Da cinque anni mio marito ha lasciato me e mia figlia , ci ha vessato in ogni modo possibile . voleva togliermi mia figlia, mi ha tolto tutto il lavoro che avevo, facendo terra bruciata attorno a me. Ho sempre pregato, ho chiesto aiuto in chiesa , ma ho avuto mediocrità e porte in faccia, credo ancora in Dio , ma non nei preti. Mia figlia è stata perseguitata a scuola , ma ho scoperto che in realtà è dislessica. Le sono sempre accanto e la seguo di continuo. Lei ha innalzato un muro con suo padre, il quale , essendo un falso calmo ed un fine dicitore, nonchè attore , si rende credibile dinanzi al mondo, vittima di una moglie strega e pazza, anche in tribunale ha portato avanti questi argomenti, ma per fortuna , lì dentro di recite ne hanno la pancia piena e nessuno gli ha creduto, ho vinto, ma lui continua con sottigliezza a colpire. Purtroppo non ho parenti , tranne mio padre e e mia madre, vittime insieme a me. Ho 53 anni ed una ragazzina splendida e dolcissima, ma piena di percosse psicologiche che non si cancelleranno mai. Non riesco a lavorare , anche se continuo a studiare e combattere. Amo il mio prossimo e se posso essere di aiuto a chi ha bisogno, lo faccio volentieri. Sono sull’orlo della povertà, ma c’è chi sta peggio di me. Annaspo nel mondo dell’indifferenza, delle bugie e dell’approssimazione, voglio vedere positivo, ma la solitudine e le sconfitte causate anche da chi si definiva mio carissimo amico mi hanno tolto il sorriso ed in me si è insinuata la paura. Per paura di essere noiosa non parlo più a nessuno dei miei problemi, ma la solitudine mi stritola, cerco di lavorare , ma non trovo uno sbocco, una porticina seppur piccola, le persone si allontanano da me, forse sono io? Non ho macchina non lavoro, vivo con quello che il giudice ha stabilito, ma le spese per mia figlia, sono tutte a carico mio, perchè al padre di mia figlia non interessa. Non mi sono ribellata e siccome non amo il pettegolezzo non sono andata in giro a difendermi, è un comportamento che non condivido e che non mi appartiene, ho cominciato a credere di essere oggetto di influenze negative e di magie di fattucchiere, non riesco a dare una spiegazione razionale a quanto vivo, l’unico mio rifugio è Dio, l’unica forza mia figlia, ma la speranza non c’è più.

    • Ciao Donatella,
      ma come puoi smettere di sperare se credi in Dio?
      Devi sperare.
      Vivi una situazione difficile. La cambiamo?
      Io credo che a tutto c’è rimedio: a qualsiasi ferita che ci portiamo dentro. Tutto è possibile.
      Io ti suggerisco di leggere questa pagina sulla speranza, questa che parla di emozioni (fondamentale) e questa.

    • ciao Donatella se posso darti un consiglio ti direi di farti queste domande tutte le mattine appena sveglia: come può essere meglio di cosi? cos’altro è possibile? e sicuramente l’energia intorno a te te incomincerà a cambiare.

  21. Ciao giacomo rileggendo questa pagina ho capito cosa non va dentro di me..e volglio il tuo aiuto ..nei confronti della mia ragazza ho capito di avre delle stupide pretese..che voglio eliminare e sono il motivo per cui mi blocco..ogni tanto una stupida domanda mi viene e dice e se non ti piacesse piu..e mi prende una paura che mi blocca..come devo fare per eliminare questa stupida domanda e questa orrenda pretesa..quando provo a dare tutto sto bene fino a quando questo ospite indesiderato viene a farmi visita..e da qui che devo ripartire e voglio il tuo aiuto come devo comportarmi quando mi accade questo?..ti prego se puoi aiutarmi te ne sare eternamente grato

    • Ciao Claudio,
      innanzitutto leggi questa pagina. La base sta qui.
      Poi devi considerare che il problema non è che ti viene fuori questa domanda (evidentemente in fondo c’è il timore che se lei non ti pensasse tu staresti male!), ma come rispondi.
      Se siamo abituati a porci domande, per quanto negative, o avere una visione delle cose in un certo modo, ad avanzare pretese, non è che scompare tutto all’improvviso.
      Devi affrontare ogni domanda e scegliere come agire, cosa credere, comprendere la realtà.
      Devi allenare e abituare la mente a vivere con serenità, e questo passa dal tuo credere davvero che non ti serve nulla, dall’esterno, per essere felice.
      Devi costruire ogni giorno gioia ed entusiasmo. Ci vuole tempo magari, e ogni volta che una domanda mette in dubbio il tuo lavoro, non darle spazio, ricordarti la strada presa e concentrarti sempre e solo su quel che fai tu.
      Che risposta ti dai a questa domanda? E se non ti pensasse più? Cosa accadrebbe?
      Scova i pensieri e le paure, trova soluzioni. Per questo ti ho consigliato quella pagina 😀

  22. Ciao ,
    A me capita spesso di non controllarli.
    Mi sento incompresa e quindi reagiscono d’impulso.
    A causa della mia rabbia ho perso degli amici e anche se spesso penso di aver ragione gli altri mi evitano o compaiono. Passo per pianta grane . Anche mio marito lo sostiene.
    Come fare ? La conclusione è tristezza e frustrazione.

    • Ciao Laura,
      tutto dipende da cosa pensi.
      Ovviamente non devi “controllare” cioè reprimere le emozioni, ma capire come nascono, come le crei e gestire i tuoi pensieri.
      Leggi questo libro, ti spiega come farlo e ti accompagna, passo passo, a riuscirci concretamente 🙂

  23. Giacomo, non sono d’accordo con te.
    Te lo dice una che ha passato la vita credendo in un disegno di Dio, e comportandosi come lui “insegna”.
    Certi anni della mia vita io andavo in chiesa ogni giorno per cercare e trovare pace e posso dire di aver dedicato Buona parte della mia vita a lui.
    Questo non ha tolto le gravi malattie che più volte hanno colpito la mia vita è ciò non toglie il male che porto dentro.
    Ma l’ultimo anno, dopo che ho perso tutto,ho chiesto a Lui..di intervenire se esiste davvero…io che dicevo a chi non credeva che prima o poi avrebbe capito che Dio esiste…
    Da quel giorno, le mie parole e suppliche non sono mai state ascoltate..ho deciso di non entrare più in chiesa, di non pregare più. Dio vogliamo che esista ma potrebbe non esistere ma essere una nostra convinzione per cercare un supporto che non abbiamo.
    Se Dio non volesse vedere una figlia piangere per oltre 365 gg ogni giorno, fino a vederla morire dentro..avrebbe portato qualcosa di positivo nella mia vita per riuscire a dimenticare o non pensare continuamente alle ferite dolorose che mi sono state inerte dalle persone più vicine e care.
    E puoi crederci che per quanto io ami ancora il mio partner che mi ha tradito e che decise di scegliere l’altra dopo 11 anni di amore..diceva fino al giorno prima di volermi sposare…così come “amo” il mio amico che ho perso per gelosia della moglie..portandosi a perdere il mio lavoro.
    Io ho amato e rispettato e invece le persone mi hanno calpestato e mi hanno chiesto di uscire dalla loro vita.questo ho fatto, con rispetto son uscita dalla loro vita, sottomessa all’aggressivita delle loro parole che io non avrei usato neppure verso l’essere vivente più scomodo.
    Questo ho ricevuto.Dio voleva questo? Non credo proprio.
    Non esiste neppure il concetto di perdonare per vivere bene. Il perdono è proprio della religione ma ti assicuro che la ferita non si cancella, anzi ti continua a divorare.
    Ho cercato di darti fiducia e leggere queste pagine da giorni, ma non puoi dire ad una che ama incondizionatamente, proprio così giacomo…non puoi dirmi che sarò felice se credo in Dio.credere non ha certo cambiato gli esiti più devastanti della mia vita…malattia..cattiveria umana.
    E puoi contare che non ci sono soluzioni. Ci penso ogni giorno ma quando ti si ordina: esci dalla mia vita, credimi che non puoi più aprire la bocca e cercare di emettere un suono.
    Forse tu giacomo non hai vissuto esperienze di vita altrettanto devastanti.

    • Ciao Enza,
      ognuno vive le sue esperienza e io credo che i confronti siano sempre sbagliati.
      Chi lo dice che Dio deve darti quello che chiedi? Perché?
      Di ti darà quello che ha deciso. O tu sai valutare meglio di Lui?
      La felicità non è avere le cose che desideri, ma saperle vivere con gioia, qualsiasi cosa succeda.
      Non è cosa accade, ma come lo affronti.
      Il problema è illudersi che siano gli altri a renderci felici.
      Io lo dico a chiare lettere: NIENTE E NESSUNO può renderti felice. Dipende tutto da te.
      Sei tu che scegli se vivere con gioia o con sofferenza le cose che ti capitano. Facili o difficili da affrontare che siano.
      Pretendi da Dio, pretendi dagli altri? Soffri perché pretendi. Sei tu che crei il tuo stato d’animo.
      Poi è difficile cambiare, bene, sono d’accordo, ma fino a che diamo testate contro il muro rifiutando di capire che siamo noi gli artefici della nostra vita, non riusciremo mai a cambiare nulla.
      Il perdono non è “religione”, è amore. L’amore incondizionato non chiede di essere ricambiato, è come il sole: riscalda tutti, chi lo ama e chi lo offende o maledice.
      Io ho l’assoluta certezza che l’amore incondizionato è la soluzione a qualsiasi problema. Ma ti garantisco che nel 99% dei casi, chi dice di amare così, poi ha qualche pretesa che si aspetta di vedere soddisfatta in cambio del suo amore 🙂

      • Giacomo mi spiace ma non hai capito che persona sono.
        Io ho amato e amo incondizionatamente e senza pretese.non posso pretendere di essere amata. Avrei voluto che fosse solo più rispettoso e il tradimento include la mancanza di rispetto. Ciò non basta perché io ho perdonato chi amavo mettendo in discussione me stessa.
        Io non pretendo affatto che Dio mi DIA ciò che desidero. È stupido chiede cose materiali.
        Io chiedo a Dio di cambiare me stessa perché possa ritrovare la serenità nonostante ciò che è accaduto e che accade. Il problema è stato la mancanza di rispetto che le persone riservano e io non pretendo di essere amata..il sentimento può finire: io ho amato incondizionatamente ma gli eventi hanno dimostrato che era lui ad avere pretese, ad amare a condizioni.questo ti assicuro che fa soffrire..sentirti dire: non ti amo più e sapere che il perché è dovuto ad uno stato di salute che non ti permette di dare te stesso al 100% o garantire sempre un sorriso.
        Per cui Giacomo..non si può fingere che le parole delle persone che si amano non ci feriscono, quando arrivano a trattarti come non fossi più una persona. Per questo dico..che abbia esperienze di vita ben diverse.non ti conosco e non entro nella tua sfera personale,
        Ma credimi che “la mia fede non mi ha salvato”.

        • Ciao Enza,
          io credo che aspettarti rispetto sia una pretesa, e che le pretese più insidiose sono quelle non materiali, quelle emotive.
          Pretendere che gli altri non abbiano pretese è, ovviamente, un’altra pretesa 😀
          Inoltre non è vero che le parole fanno male.
          Se le stesse parole le dicesse una persona a cui tu non dai importanza, non ti darebbero fastidio.
          Quindi non sono le parole, ma chi le dice. E perché?
          Perché quella persona è speciale o perché tu la consideri speciale?
          Se fosse la persona in sé a fare la differenza, come mai quando una relazione finisce e quella persona esce dalla nostra vita, le sue parole non hanno più il potere che avevano mentre vivevamo una relazione insieme?
          Non è la persona, non sono le parole, ma cosa pensi tu, che ruolo dai tu a quella persona, che significato dai tu a quelle parole.
          Tu crei ogni emozione, nessuno può farti felice, nessuno può farti soffrire.
          Leggi questa pagina, una delle più preziose che abbia mai scritto, e scaricati il primo capitolo del libro che suggerisco 🙂
          Per il tema fede, poi, magari Dio ti sta offrendo molte opportunità di cambiare, non è detto che debba cambiarti, ma probabilmente ti offre l’occasione per farlo.
          Leggi questa guida e guarda bene il secondo video che ci troverai, rende l’idea 😉

        • Giacomo, io credo che il rispetto sia un fondamento del vivere civile.
          Riguardo alla parole..quando una persona, chiunque essa sia, ti rivolge parole come si parlasse ad una bestia e non a una persona..credimi che fanno male. E anche se io ho perdonato anche questo nel mio cuore..ció non toglie che resta il ricordo.
          La cosa assurda che vorrei mi spiegasse. .è perché le persone..dopo aver tradito e quindi aver offeso…e io ho continuato a porgere l’altra guancia mantenendo riserbo è rispetto non solo verbale, rinunciando e facendomi da parte…
          Perché sono stata aggredita e trattata come se fossi stata io ad avere tradito o offeso..perché le carte vengono rivoltate come se fossimo noi i colpevoli?
          Perché il perdono non viene accettato?
          Perché le persone sono disposte a dire Addio a chi dimostra di amare?

        • Perché le persone hanno paura Enza.
          Come tutti noi, ma ognuno reagisce a modo suo, sempre e solo alla ricerca della felicità, giusto o sbagliato che sia il modo in cui la inseguono.
          Leggi questa pagina, forse ti aiuterà a riflettere.
          Sul tema rispetto è vero, è una delle cose più importanti, ma non va mai preteso, comunque, altrimenti a stare male sei tu che pretendi.
          Infine ti assicuro che la sofferenza non è mai all’esterno, ma sempre dentro la nostra mente. Non che sia finta, è verissima e reale, ma dipende da te e non da chi ti circonda.
          Leggi questo libro, ti aiuterebbe a capire molto meglio ogni cosa 🙂

        • Ciao Giacomo sono un ragazzo giovane da qualche giorno leggo il tuo Blog ammetto di aver paura per le tue affermazioni ma mi rendo conto di quanto sono vere per questo ritorno a leggerle, ho provato a fare gli esercizi li ho abbondanti e poi ripresi perché penso di farli sbagliati o perché non ho piena fiducia in te anche se l’unica cosa che dovrei avere perché non credo più a niente . Oggi ho comprato il libro mi sono fermato al primo capitolo perché voglio fare bene il diario emotivo e poi continuare ma vorrei il tuo aiuto. Ogni giorno è una lotta contro la mia depressione ma non mi arrendo io voglio farcela avvolte però è così difficile che mi sembra impossibile andare avanti ma adesso voglio iniziare credere fin quando mente e fisico me lo permettono😊

        • Ciao Simone,
          per credere a quel che dico devi capirlo e provarlo. Penso sia il modo migliore.
          Ovviamente non è un manuale contro la depressione, di quella non me ne occupo 😉
          Che aiuto ti serve?

        • Quando dici di non rinunciare a niente che cosa intendi?pensi che per la mia depressione questo tuo Blog non sia adatto dovrei provare a vedere altro?

        • Ciao Simone,
          quello che scrivo e facci non riguarda mai la depressione, tutto qui, ma credo si utile a chiunque 🙂
          Sul discorso rinuncia dico che se rinuncia a qualcosa ne rimani legato, perché la vorresti ma fai uno sforzo per rinunciare.
          Le rinunce sono insidiose, significa che non hai compreso perché lasciare certe cose.
          Inutile chiedere a un fumatore di rinunciare alle sigarette: lui deve arrivare a voler scegliere altro, deve essere consapevole, responsabile e scegliere.
          Quindi non si tratta di rinunciare a qualcosa, ma di capire che non hai bisogno di nulla per essere felice.
          Scegliere di esserlo e a quel punto, quando qualsiasi cosa non è più “necessaria”, inizi a viverla senza dipendere da lei e puoi tornare a scegliere.
          Leggi questa pagina, è molto più chiara 😉

  24. Il tuo post è completamente inutile. Non ti offendere, ti spiego perchè.
    1 non tutte le emozioni derivano da pensieri come affermi nel post, sempre
    2 nel post non prendi in considerazione emozioni represse o accumulate o non elaborate o miste
    3 e più importante: alcune emozioni sono scollegate dalla razionalitá, la maggior parte credo.
    Dal punto 3 capisci che se anche a livello razionale accetti una cosa a livello emotivo non cambierá assolutamente nulla.
    Ciao!

    • Ciao Giusi,
      nessuna offesa 🙂
      In realtà io parlo di pensiero, non di razionalità, e ti posso assicurare che tutte le emozioni derivano da un pensiero, ma la maggior parte non sono consapevoli, legati prevalentemente a convinzioni così profonde che nemmeno le consociamo, che sono per noi la realtà stessa.
      Le emozioni, poi, non puoi accumularle: dove le tieni? In tasca?
      In realtà le emozioni sono “istantanee”, nascono ora, quello che provi oggi per una cosa successa due mesi fa è un’emozione creata oggi, adesso.
      Non lo dico perché ci credo, ma perché lo vedo e lo provo ogni giorno, su me stesso e su chiunque altro 😉
      Dal punto 3 è ovvio che se razionale vuol dire teorico, hai ragione, non cambia nulla, perché non credi davvero a qualcosa di diverso, non hai cambiato le tue convinzioni, hai solo pensato di farlo, ma di fatto sono le stesse di prima.
      Se tu cambiassi davvero quello che credi e i tuoi pensieri fossero realmente diversi, cambierebbe ogni emozione.
      Ovviamente questo non deve essere astratto, ma deve entrarti dentro, in profondità.
      Leggi questa guida e scaricati il primo capitolo gratuito del mio libro: lo spiego meglio e potrai avere più chiaro perché sono certo di quello che dico 🙂

    • Per quello che so il Suo disegno è vederci felici.
      Ovviamente questo non elimina problemi e difficoltà, anzi.
      La sofferenza non nasce per via del disegno di Dio, ma quando noi, desiderando qualcosa di diverso, lo rifiutiamo e lottiamo perché le cose vadano come diciamo noi.
      La sofferenza, come ogni emozione, la creiamo noi rifiutando la realtà e chiudendoci per paura di stare male.
      Io so solo questo, anche se è poco: se hai fede in Dio e fiducia nel Suo disegno, sarai sempre felice 😉

  25. Articolo molto interessante.. Peccato che ci hai messo in mezzo Dio e tutta la solfa del padre che ci ama. Avrei sinceramente apprezzato un collegamento ad un voler bene a se stessi, all’autostima che non ad accettare cose e /o situazioni esuli cmq da noi ma imputabili ad un Dio immaginario. È vero anche che hai -sin dall’inizio – messo in chiaro che siamo liberi o meno di farlo, giustissimo,ma credo anche che il settore religione vada tenuto al di fuori da questi articoli così utili che si concentrano nel porre un focus su noi stessi, i nostri pensieri, la fonte della nostra felicità, il potere di riuscire a trasformare ciò che ci rende infelici in amore, per noi stessi, senza inserire supereroi, personaggi di fantasia o dei.. Perché siamo noi il nostro centro, nn un burattinaio divino che decide della mia vita. È un argomento molto delicato, me ne rendo conto, e ci tenevo a dare la mia opinione, per quel che conta. Grazie ancora per il tuo lavoro.

    • Grazie Flavio,
      ovviamente che sia di fantasia è tutto da dimostrare 😉
      Ognuno è libero di credere e visto che io lo ritengo reale (preferisco parlare di spiritualità o fede che religione), allora ha un peso enorme.
      Ovviamente se ci credi.

  26. Ciao Giacomo. Per caso ho iniziato a leggere i tuoi articoli su questo sito. In due mesi la mia vita è totalmente cambiata. La mia ragazza dopo due anni mi lascia perchè non mi ama più ( era la persona più importante della mia vita). Tempo un mese e mezzo e lei frequenta già un altro uomo. Mi sento distrutto, la odio e provo una rabbia irrefrenabile nei suoi confronti. Le ho dato veramente il cuore l’anima e lei mi ha ripagato cosi. L’ultima volta che ci siamo sentiti per messaggi ci siamo detti cose che fino a due mesi prima ritenevo impossibili. Sicuramente in questo momento non mi sento felice, sono sfiduciato, arrabbiato, deluso , non vedo la via per rialzarmi. Una cosa che mi ha fatto riflettere è questa: se adesso sto male è perchè la mia felicità dipendeva dalla sua presenza nella mia vita. Una cosa che mi impedisce di essere sereno è l’immagine che ho stampata in testa di lei fra le braccia del suo nuovo lui. Mentre lavoro mi capita di pensarci, a volte mi sveglio la notte con questo pensiero. Mi fa male sapere che non mi regalerà più un sorriso e lei lo donerà ad un altro. E poi sento un forte senso di solitudine e vuoto. Dammi una dritta, spero di riuscire a rinascere leggendo i tuoi articoli. Consigliami tu

    • Ciao Giuseppe,
      la cosa da cui devi partire è sicuramente tenere a bada i pensieri che ti fanno stare male.
      Come hai letto in questa guida tutto passa dalla tua mente, per cui la prima cosa è allentare la morsa.
      Ho visto che ti sei iscritto al corso gratuito Voglio essere felice, per cui il mio consiglio è di seguire con molta attenzione la seconda lezione, la terza e la quarta, perché sono la base per eliminare il malessere che oggi provi.
      Devi assolutamente mettere in pratica gli esercizi che trovi, ogni giorno.
      Sono davvero fondamentali perché non basta sapere che tu puoi scegliere le tue emozioni, è indispensabile che inizi subito a farlo.
      Come vedi, nel corso, puoi sempre interagire con me, per cui se trovi difficoltà con questi esercizi scrivimi subito, ti do una mano ed eventualmente ci sentiamo 🙂

    • Ciao! Anch’io mi sono imbattuta in questo sito perché ho terminato (non per mia scelta) una relazione d’amore durata molti anni. Penso che se siamo finiti ad appassionarci al tema della felicità ed eventualmente anche ad iscriverci qui, qualcosa di buono per noi stessi lo stiamo già facendo: stiamo cercando di avere dalla vita quello che spetta a ciascuno di noi, la felicità. Forse siamo stati un po’ sfortunati, forse abbiamo commesso degli errori, forse certe situazioni ce le siamo anche un po’ cercate… Qualsiasi sia il motivo per cui la nostra storia d’amore è finita, dobbiamo riprendere a guardare avanti, darci piccoli obiettivi che ci permettano alla lunga di arrivare all’obiettivo di lunga durata: essere sereni e felici e fare in modo di non soffrire più come stiamo soffrendo ora. Per fare ciò dobbiamo trovare anche un metodo per gestire le nostre emozioni, per non portare rancore a chi ci ha deluso, per non implorarlo di tornare con noi (se in fondo non ci vuole più, perché dovremmo farlo? E poi magari in futuro potremmo imbatterci in un partner migliore, che fa davvero al caso nostro…). Io ho iniziato questo cammino perché mi voglio un gran bene e perché voglio tornare ad essere la persona felice di tutto e solare che ero prima, proprio quando lui mi ha conosciuta, per poi portarsi un po’ via la parte buona di me, che ora devo “ricostruire”. La strada da fare è tanta, ma nell’affrontarla mi ispiro alla logica che mi guida nella corsa (l’attività fisica è un buon antidolorifico per le pene d’amore): quando mi sembra di non avere più il fiato, di non farcela più a correre, smetto di guardare avanti a me, abbasso lo sguardo a terra ad un palmo dai miei piedi e continuo ad avanzare, passo dopo passo, vedendo solo fazzoletti di terra che si sostituiscono l’uno all’altro e piano piano, senza pensare più alla cima della salita che mi era parsa irraggiungibile, mi ritrovo proprio lì, al traguardo che mi ero prefissata di raggiungere… Io ti consiglierei di smettere di pensare a Lei e di concentrarti più su te stesso: se non lo fai, faticherai ad uscire da questo “stallo”… I miei migliori auguri…

  27. salve giacomo sto leggendo le tue lezioni
    per me e’ difficile la mia situazione dopo 20 anni matrimonio 5 figli 6 di fidanzamento (ho 45 anni) a settembre mia moglie donna da tutti considerata ottima mamma moglie sempre a messa ecc…. decide di cambiare vita lascia casa e figli a me va a vivere dalla mamma frequenta uno con 11 anni più di lei descrivendolo come l’ amore bla bla bla….
    io da 7 mesi la lascio entrare in casa quando io non ci sono non voglio parlarci ho rifiutato la lettera dell’avvocato di separazione e da poco quella di richiesta di annullamento matrimonio!!!!!!!!!giuro siamo tutti allibiti che una come lei abbia deflagrato in tale modo la mia famiglia disintegrata da questa voglia di liberta’……..
    i miei pensieri sono di rabbia incredulita’ cerco di non rispondere a nulla non voglio parlarci e basta
    trasformare tutto cio’?????? mi sta salvando la fede

    ciao

    • Ciao Stefano,
      trasformare? Certo, anche nel tuo caso.
      Lo so, è difficile e probabilmente non posso comprenderti fino in fondo, ma una cosa è certa: se non lo fai, cosa cambia?
      Certo, puoi ignorarla e evitarla, ma quei pensieri di rabbia che provi logorano te, mica lei.
      Chi vive emozioni negative e sofferenza? Non sei tu a stare male?
      Per quanto difficile, è possibile e questa è l’unica strada per liberarti del dolore e della sofferenza.
      Possibile dopo quello che ti è successo? Sempre possibile, qualsiasi cosa accada.
      Ricordati che sei sempre e comunque tu a creare pensieri ed emozioni.
      Quel che accade non è la causa del tuo malessere.
      Ovviamente nessuno ti costringe a farlo, ma che senso avrebbe?

  28. Ciao,
    sto rileggendo spesso questo articolo molto interessante. Tuttavia mi trovo diviso tra due posizioni: la prima è quella di De Mello il quale dice che il cambiamento avviene naturalmente tramite la consapevolezza (che non è semplice conoscenza): “quando si tenta di cambiare ciò che è in ciò che dovrebbe essere si smette di comprendere” e ancora “la semplice consapevolezza è felicità”. Invece tu proponi di cambiare i pensieri una volta capito ciò che è successo. Potresti sviluppare questo argomento?

    • Ciao Giovanni,
      io non conosco benissimo il pensiero di De Mello, ho letto solo alcuni dei suoi libri, ma credo che quando dice consapevolezza, intende qualcosa di più del semplice comprendere, io credo che intenda arrivare alla verità. Potrei sbagliarmi 😉
      Immagina di entrare in una stanza e notare un oggetto appuntito che sporge da un mobile. Ora che ne sei consapevole sai dove si trova, lo vedi, e anche se lui è ancora lì non ti preoccupa, perché lo eviti. Ma che succede quando sei distratto, magari di fretta o semplicemente sotto pressione?
      Potresti non riuscire ad avere quella consapevolezza tale da notarlo, e ci sbatti contro.
      Io dico che dobbiamo imparare a essere sempre consapevoli, cosa che non stanca affatto come si crede, ma perché non levare quell’oggetto appuntito quando lo vedi?
      I pensieri che noti ci sono, e trasformarli, infondo, significa diventare consapevoli che sono distorti e arrivare a comprendere la realtà.
      Ovviamente non ti dico di sostituire un pensiero con un’opinione, un pregiudizio o un preconcetto più carino.
      Ma di passare a una visione reale delle cose, comprendere come stanno davvero e cambiare modo di vedere.
      Alla fine questo diventa del tutto naturale se inizi a comprendere la realtà, e forse quello che dico io e quel che dice De Mello è la stessa cosa, solo che io ho provato a dare un modo per farlo, lui sembra non volesse dare istruzioni pratiche.
      Chissà 🙂
      P.S.
      La risorsa che ho scritto sulla consapevolezza l’hai letta?

  29. Quando ascoltiamo musica accade lo stesso? A me sembra che ci sia molta più inconsapevolezza nelle emozioni generate dalla musica. Ad esempio: ascolto una canzone che in me genera un’emozione negativa e subito ne vengo travolto, sembra che non ci sia pensiero di mezzo. Che ne pensi?

    • Ciao Giovanni,
      il meccanismo è sempre lo stesso, anche le canzoni suscitano pensieri e giudizi, ricordi.
      L’emozione dipende sempre dal senso che diamo alla musica che sentiamo.
      Ci sono canzoni che a me piacciono, ma ho amici a cui ricordano una relazione, e le evitano.
      Tutto dipende sempre da cosa pensi tu quando l’ascolti.
      Io penso poi che spesso ascoltiamo in modo inconsapevole, come dici tu, lasciandoci bombardare soprattutto da messaggi negativi (soprattutto sul tema delle relazioni di coppia!).
      Credo che allenarsi a trasformare i pensieri che vengono fuori ascoltando una canzone potrebbe essere un ottimo modo per prendere confidenza con l’indipendenza emotiva 🙂

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