Come migliorare l’autostima evitando i 9 errori più comuni

In questa guida pratica ti spiego come migliorare l’autostima.

Vedrai come evitare gli errori più comuni, applicare alcuni consigli pratici, fare esercizi specifici.

Ecco cosa scoprirai:

  1. Il test per misurare la tua autostima.
  2. I 9 errori che ti stanno fregando.
  3. I 5 consigli che hanno cambiato la mia vita.
  4. Esercizi pratici di autostima.

Tutto gratuito e provato personalmente.

Quello che leggerai è frutto della mia esperienza personale e del mio lavoro come mental coach con tante persone.

Per quale motivo la mia autostima era bassa? Perché lo era quella di coloro che si rivolgevano a me?

Come migliorare l'autostima

Le risposte a queste domande mi hanno portato a capire i 9 errori più comuni sull’autostima. Per ognuno ti spiego come riconoscerlo osservando comportamenti e pensieri che potresti avere.

Sarà facile e rivelatore.

Inoltre dovevo migliorare sia la mia, sia quella di chi mi chiedeva aiuto. Come fare?

Così ho scoperto una serie di azioni fondamentali che ho tradotto in 5 consigli molto pratici e ho anche creato esercizi specifici che fossero un supporto efficace.

Ti offro tutto questo e ti invito a realizzare subito esercizi e suggerimenti. E partiamo dal mio test: diamante, sasso o pietra?

Poche domande per misurare la tua autostima e capire come ti vedi.

Come migliorare l’autostima: i 9 errori più comuni

I 9 errori più comuni

Gli errori che stai per leggere sono consigli che trovi spesso su internet, anche nei siti di professionisti ed esperti.

Ho personalmente verificato che non funzionano nel lungo periodo. Magari nell’immediato sembrano efficaci.

Il mio obiettivo, però, non è farti sentire meglio nelle prossime settimane, ma spiegarti come migliorare per sempre la tua autostima.

Quelli che seguono sono errori comuni perché non danno risultati che durano nel tempo.

Spesso, anzi, creano nuovi problemi di autostima.

 

1. Dai importanza al giudizio degli altri

Pensiamo che se gli altri ci apprezzano e ci approvano miglioreremo la nostra considerazione di noi stessi.

Leggo spesso consigli basati sulla cura del proprio aspetto fisico, ad esempio, dell’abbigliamento o di altri dettagli esteriori.

Questo è un errore perché in questo modo hai una serie di risultati negativi:

  1. Il giudizio degli altri diventa fondamentale per la tua autostima, e questo ti rende debole.
  2. Non migliori davvero la tua autostima, cerchi solo di avere apprezzamenti dalle persone con cui entri in contatto.
  3. Il giudizio degli altri si basa su cosa vedono di te, su elementi superficiali, quindi è un sistema che dura poco, solo fino a che gli altri continuano ad apprezzarti.
  4. Se la tua autostima dipende da cosa dicono gli altri di te, sei in un bel guaio: dipendi da loro e questo ti condizionerà in ogni aspetto della tua vita.

In realtà è proprio tenendo conto del giudizio degli altri, che spesso è negativo, che la nostra autostima è più debole.

Non solo.

Il giudizio degli altri cambia velocemente, non ricorda le cose buone che hai fatto, non sa cogliere quelle che potresti fare.

Se appoggi la tua autostima agli altri, anche se all’apparenza non sembra, sarà inevitabile andare sulle montagne russe.

Oggi l’autostima sale, domani scenderà, in base all’umore di chi ti circonda.

Questo è uno dei peggiori errori che tu possa commettere.

Come capisci se stai commettendo questo errore?

  • Quello che pensano gli altri di te influenza il tuo umore.
  • Fai certe scelte se vengono approvate e eviti quelle che si scontreranno col parere degli altri.
  • Forse vai contro l’opinione di molti, ma dipendi da quella di pochi, magari persone vicine e più intime.
  • Credi in te perché altri credono in te. Allo stesso modo se nessuno crede in te, o ci crede poco, neanche tu hai fiducia nelle tue capacità.
  • Quando esprimi un giudizio su di te, usi più o meno le parole che utilizzano altre persone che ti sono vicine.

 

2. Ti misuri sui tuoi risultati

Secondo errore grave: basare la propria autostima sui propri risultati.

Se vinci vuol dire che vali, se perdi no.

Questo è un errore difficile da evitare perché sembra ovvio basarsi su quelli che appaiono come parametri oggettivi.

Ho scritto appaiono.

In primo luogo i risultati che ottieni dipendono dal metro con cui li misuri.

Vinci o perdi in base alle regole della società in cui vivi. Regole scelte da altri.

In secondo luogo, vittoria e sconfitta sono concetti abbastanza relativi.

Oggi perdi una battaglia che domani ti farà vincere la guerra.

Ti assicuro, per esperienza personale, che le sconfitte sono i momenti migliori per imparare, migliorare e poter poi vincere.

Questo lo dicono in tanti, ma se vivi ogni sconfitta perdendo fiducia nelle tue capacità, questo non accadrà mai.

Infine i tuoi risultati sono condizionati da tanti fattori che non puoi controllare, per cui non sono mai espressione autentica del tuo valore.

I risultati sono filtrati dal cosa devi fare, come devi farlo e quando.

Tutti fattori imposti da altri.

In più, cosa forse principale. I risultati sono frutto del tuo passato.

Ti dicono forse cosa potresti ottenere domani?

Se ieri hai perso, vuol dire che domani non potrai vincere?

Come capisci se stai commettendo questo errore?

  • Pensi bene o male di te in base ai tuoi risultati.
  • Eviti di parlare delle sconfitte, le nascondi se puoi.
  • Ti vanti con tutti dei tuoi successi.
  • Non è che hai vinto o perso: tu pensi di essere vincente o perdente.
  • Hai fiducia in te se vinci, altrimenti pensi di non essere buono, o buona, a nulla.

 

3. Fai paragoni

Abbiamo l’abitudine di confrontarci con gli altri.

Stabiliamo se valiamo in funzione del paragone che facciamo tra noi e alcune persone.

Il paragone ci porta a valutare se siamo meglio o peggio di qualcuno.

L’errore sta nel fatto che invece di valutare quanto valiamo, valutiamo se abbiamo fatto meglio degli altri.

Innanzitutto il paragone si basa sui risultati. Non hai altri elementi su cui basarti.

I risultati sono qualcosa di evidente e facile da cogliere.

Così confronti quello che hai fatto tu con quello che hanno fatto gli altri e valuti chi è migliore.

Se i risultati sono un modello sbagliato, lo è anche il paragone che si basa su di loro.

Inoltre il paragone è un giudizio superficiale che non tiene conto di un sacco di variabili che non vedi.

La tua storia, le tue esperienze, le tue emozioni, le scelte, i sentimenti, e tanto altro che non entra in gioco.

Conta solo, perché questo puoi paragonare, cosa hai fatto e ottenuto.

In più, il paragone si basa sempre sul giudizio degli altri: chi ha deciso cosa è meglio in una certa situazione?

In base a cosa stabilisci se sei meglio o peggio di altri?

In base ad aspetti che la società, cioè gli altri, hanno definito importanti e corretti.

Questo errore dipende dai primi due che abbiamo visto.

Come capisci se stai commettendo questo errore?

  • Quando osservi il tuo percorso personale, lo confronti con quello di persone simili a te per età, cultura, istruzione, livello economico, città e via dicendo.
  • Se vuoi sentirti migliore, ti paragoni a chi, simile a te, ha fatto peggio.
  • Ti senti peggiore, invece, pensando a chi, simile a te, ha fatto meglio.
  • Tiri spesso in ballo gli altri: “Loro lo hanno fatto e io no” oppure “Perché dovrei farlo se loro non lo fanno?”.
  • Non sai dire quanto sei bravo, o brava, sai dire se superi qualcuno o se qualcuno supera te in qualche campo.

Al terzo errore abbiamo già evidenziato il vero problema: usi male, o affatto, la tua testa.

Non è facile pensare di aver ragione se tutti ti dicono che sbagli, anche se hai davvero ragione. Ma questa è autostima: sapere che vali anche se gli altri non lo capiscono.

 

4. Ti focalizzi su problemi e mancanze

L’autostima risente del modo in cui osservi chi sei e le tue capacità.

Un errore grave è pensare sempre in negativo quando rifletti su di te.

Pensi più spesso agli errori che hai commesso che non ai successi ottenuti.

Conosci bene i tuoi difetti ma fatichi a elencare i tuoi pregi.

Sai bene cosa non ti riesce, in cosa non sei capace, ma non hai presente le cose in cui eccelli.

Pensi soprattutto a cosa ti manca e non sai, e consideri ovvie e banali, le cose che possiedi e ti arricchiscono.

Immagina di dover sottoporti al giudizio di alcuni esperti che valutano il tuo lavoro o una tua passione.

Se loro guardassero solo errori e limiti, penseresti che sia giusto il loro giudizio?

O protesteresti dicendo che non tengono conto delle cose positive o delle tue qualità?

Ovvia la risposta, ma spesso sei proprio tu a comportarti in questa maniera, penalizzandoti senza considerare le cose buone che hai.

Come capisci se stai commettendo questo errore?

  • Se ti chiedo di elencare 10 difetti, ti viene facile.
  • Se ti chiedo di dirmi 10 pregi devi pensarci un sacco, e forse non li trovi.
  • Parli spesso dei tuoi problemi, delle difficoltà o di quello che ti manca e vorresti, ma non hai.
  • Ti lamenti spesso.
  • Anche negli altri vedi più i difetti che i pregi.

 

5. Ti accontenti e ti lasci andare

L’autostima che provi è legata ovviamente al tuo valore personale.

Un grosso errore è accontentarsi, non voler migliorare chi siamo, limitarci alle poche cose che pensiamo di sapere fare.

Ci lasciamo andare invece di allenarci a migliorare. Ci accontentiamo si sopravvivere.

Magari rinviamo a domani cambiamenti o scelte.

Quando vivi in questo modo, trascinandoti di giorno in giorno, lasci impoverirsi il tuo potenziale.

Potresti fare tanto e ottenere grandi successi, ma non fai nulla.

In questo modo non esprimi tutto il talento che possiedi, e meno lo mostri, meno potrai vederlo tu stesso, o tu stessa.

Per cosa dovresti stimarti se non sai nemmeno chi sei e quanto potresti dare?

Lasciandoti andare e accontentandoti di come vanno le cose, da un lato sprechi il tuo potenziale, dall’altro si abbassa la stima che ne hai.

Diventa un circolo vizioso.

Poiché pensi di non valere ti accontenti. Così facendo esprimi sempre meno e vedendo poco, ti stimi ancora peggio.

Il punto non è essere attivi e dinamici perché gli altri lo vedono o perché otterrai migliori risultati.

Ti ho già spiegato che questi sono due errori. Il punto è che tu prendi consapevolezza di quanto puoi fare, del potere che hai a disposizione.

Non devi darti una svegliata perché gli altri lo vedranno o vincerai una medaglia.

Ma per riscoprire quanto di buono c’è dentro di te e ricominciare a dargli il giusto valore.

Come capisci se stai commettendo questo errore?

  • Ti manca entusiasmo, voglia di fare ed energia.
  • Spesso provi noia, insoddisfazione, ma continui a fare le stesse cose di sempre.
  • Ti lamenti che la tua vita non è come vorresti, ma di fatto è come è stata negli ultimi mesi, o anni.
  • Magari hai tante idee e programmi, ma poi non realizzi nulla, sia perché hai poco tempo, sia perché non hai nessuno che ti aiuta, sia perché non credi di farcela.

 

6. Lavori su aspetti esteriori e superficiali

Forse hai pensato che per migliorare la tua autostima fosse il caso di dimagrire.

Oppure farti un fisico più sexy andando in palestra. Magari hai deciso di cambiare taglio di capelli, o colore.

Una nuova città, un nuovo lavoro? Nuove abitudini o modo di vestire e magari nuovi amicizie e divertimenti.

Lavori così su aspetti superficiali e questo è un errore doppio.

  1. Tutto è legato al giudizio degli altri, e quindi, in realtà, è un modo per non avere un’autostima migliore.
  2. Gli effetti durano poco. Il taglio, il lavoro, le amicizie, tutto è nuovo solo per un po’, poi diventa, ovviamente, vecchio.

Di solito lavori su aspetti esteriori perché hanno un effetto visibile e immediato. Ma non dura.

Pensare che potresti fare cambiamenti continui per essere sempre in movimento è un’altra illusione: se cambi ogni giorno, chi sei?

Legherai la tua identità a elementi esteriori perdendola, e con essa anche la buona autostima che cerchi di costruire.

Inoltre quando lavori su elementi esteriori, finisci facilmente nella trappola del giudizio degli altri.

Non solo in modo diretto. Anche se sembra tua la scelta di fare un cambiamento come quelli che ho preso in esempio, spesso è dettata dal giudizio esterno.

Sappiamo interiorizzarlo al punto che facciamo quello che dicono gli altri, pensando di averlo deciso noi.

Considera anche che questo genere di azioni ti portano sempre a fuggire.

Cambi all’esterno invece di comprendere come vanno le cose dentro di te.

È come se cercassi fuori la soluzione al problema della tua autostima. E fuori non la troverai mai.

In più è come se a una torta di mele cambiamo la confezione rendendola più luccicante e bella.

Se punti su questo per migliorare la tua autostima, ricorda che la confezione non la mangi, ma la butti nella spazzatura.

E che la torta, giusto per essere chiari, non cambia sapore per via della confezione in cui la incarti.

Ti garantisco che queste soluzioni sono inutili e spesso dannose. Più leghi la tua autostima alla confezione e ai complementi degli altri, più non ne potrai fare a meno.

Quando accadrà, gli altri avranno il potere di farti sentire bene o male, e ti assicuro che la seconda possibilità sarà sempre più frequente della prima.

Come capisci se stai commettendo questo errore?

  • Vuoi che i cambiamenti che apporti siano apprezzati degli altri, e che te lo dicano.
  • Chiedi a molte persone, o a quelle più importanti, conferma che stai facendo, o hai fatto, la scelta giusta.
  • Devi giustificarti. Deve esserci un’ottima ragione per quel cambiamento. E una ragione è ottima se gli altri la condivideranno.
  • Dura poco. La routine ritorna e cominci a pensare a nuovi cambiamenti.

E purtroppo questo è il consiglio più diffuso tra gli esperti del settore.

7. Ti giudichi in base ai tuoi errori

Ne hai commessi molti? Sono anche gravi? Allora hai una pessima autostima.

In realtà questo è un errore gigantesco.

Considera che gli errori sono un dato di fatto. Non è che puoi tornare indietro nel tempo e non commetterli.

Lasciare condizionare il tuo valore da situazioni immodificabili, e passate, è una condanna senza via d’uscita.

Inoltre, come ti spiegavo a proposito dei risultati, questi errori sono tali in virtù delle regole sociali che segui.

Le stesse azioni, spesso, sarebbero apprezzate altrove.

Ovviamente ci sono errori universali, ma è sempre sbagliato (questo è un errore!) usarli per stimarti.

L’errore, come ti spiegavo, è spesso il miglior maestro, ti insegna come migliorare se comprendi bene la lezione.

Un errore è un tentativo.

Nel suo libro Il potere delle abitudini, Charles Duhigg racconta di come, alla NASA, abbiano iniziato a festeggiare ogni errore in fase sperimentale.

Esplodevano apparecchi costosissimi, e loro festeggiavano i rottami.

Il motivo è semplice: volevano insegnare che va bene sbagliare se stiamo tentando, cercando di fare meglio.

Degli errori che hai commesso, dovrebbe interessarti solo il motivo per cui hai sbagliato e l’insegnamento che ne hai tratto.

Insomma, come non ripeterli, come ti hanno reso una persona migliore, più matura.

Ricorda anche che l’errore non dice chi sei, oggi, e cosa potresti fare domani.

Dice solo cosa hai fatto ieri e non tiene spesso conto dei fattori che hanno inciso su quel risultato.

Spesso sono cose che non dipendono o dipendevano da te.

In più, è inutile piangere sul latte versato. Avere una bassa autostima pensando ai tuoi errori non serve a rimediare e non ti aiuta a farne tesoro.

Come capisci se stai commettendo questo errore?

  • Pensi di non valere molto perché hai commesso degli sbagli in passato.
  • I tuoi errori ti definiscono e diventano le parole con cui esprimi chi sei.
  • Ripensi spesso agli errori che hai commesso.
  • Prima di fare qualcosa hai in mente come hai sbagliato in passato, e ti convinci di non riuscirci neanche oggi.

 

8. Ti confronti con il tuo passato

Il passato è spesso chiamato in causa non solo in tema di errori.

Cosa hai fatto finora nella tua vita?

Da questa risposta potrei sapere come sta la tua autostima.

L’errore è pensare che il nostro valore dipenda, o derivi, da quello che abbiamo fatto finora.

Così è facile vedere persone che si identificano totalmente con la loro storia.

Ma questo è un errore.

La prima motivazione sta nel fatto che il passato non dice niente del futuro.

Cosa potrai fare tra dieci minuti? E domani, tra un anno?

Magari finora hai fatto una vita che reputi mediocre, ma tra un anno potresti aver ottenuto successi enormi.

Come?

Sfruttando il tuo valore, il tuo potenziale. Ma sarà possibile solo se sai come migliorare la tua autostima per comprenderlo.

Il problema è che non basiamo l’autostima sul valore che abbiamo, ma su cosa abbiamo fatto fino a oggi. Sono due cose differenti.

La storia è piena di persone che potevano essere considerate un fallimento fino a 40 o 50 anni, e che dopo hanno fatto grandi cose.

Magari conosci anche tu la storia di qualcuno che a un certo punto ha dato una svolta alla sua vita.

La tua autostima deve misurare questa capacità di cambiare, le risorse a cui si attinge quando si inizia a fare sul serio.

Devi valutare il potenziale che possiedi e non se, o come, lo hai espresso finora.

Immagina di comprare una Ferrari. Per anni la tieni in garage e quando la sui non vai mai oltre i 50 chilometri all’ora.

Pensi che questo faccia si che la tua auto non possa fare meglio?

Il modo in cui l’hai utilizzata la rende peggiore? Ovviamente no.

Guardare al passato è un errore, la tua autostima ne sarà sempre danneggiata.

Come capisci se stai commettendo questo errore?

  • Ti vanti spesso delle cose positive che hai ottenuto nel tuo passato.
  • Provi orgoglio per cose positive fatte dalla tua famiglia, di cui non sei minimamente responsabile.
  • Ti vergogni di aspetti della tua vita o di quella dei tuoi genitori.
  • Ti definisci usando parole che si riferiscono a cosa hai fatto, dove sei stato, o stata, cosa hai vissuto.

 

9. Giudichi gli altri

Cosa c’entra questo con l’autostima?

Semplice: più hai l’abitudine a giudicare le altre persone, più sarà probabile che darai anche tu peso al giudizio che loro hanno di te.

Il primo errore è considerare importante il giudizio degli altri.

Ma se tu pensassi davvero che non lo fosse, allora non giudicheresti nemmeno tu.

Se esprimi giudizi, pensi di avere ragione, di poter definire con esattezza le persone con le tue opinioni.

Se consideri vero che tu possa dire ciò che è giusto riguardo agli altri, devi credere che sia vero anche che loro possano fare la stessa cosa con te.

Quando ho cominciato a non giudicare, ho eliminato fortemente l’influenza che le opinioni altrui avevano su di me e sulla mia autostima.

Credo che il giudizio, mio o di chiunque altro, sia sempre parziale, soggettivo e superficiale.

Se non ne tengo conto quando lo usano gli altri, che senso avrebbe utilizzarlo io?

Se impari a rimuovere l’abitudine a giudicare gli altri, vedrai che anche il loro giudizio peserà sempre meno.

Ti assicuro che quasi nessuno considera questo un errore che incide sull’autostima. Ma è così.

Come capisci se stai commettendo questo errore?

  • Giudichi gli altri.
  • Se te lo fanno notare, dici che non è un giudizio, ma solo un’opinione.
  • Le persone diventano buone o cattive in funzione del giudizio che hai espresso, e difficilmente lo cambi.
  • Confronti le loro azioni con le tue: pensi frasi del tipo “io non lo farei” oppure “io non mi comporterei in questo modo”.

Questi sono i 9 errori più comuni e devastanti per la tua autostima.

Ora sai come riconoscerli quando li commetti.

Il prossimo passo è darti 5 consigli molto pratici per migliorarla. Poi ti mostrerò anche alcuni esercizi e due risorse speciali.

Riprendi fiato, rilassati un momento…

 

I 5 consigli pratici che cambieranno la tua autostima

Agisci subito

Come migliorare l’autostima concretamente?

Finora hai visto cosa non devi fare, ma in ogni errore era anche abbastanza chiaro un approccio differente e alcuni spunti li hai già.

Avrei potuto fermarmi, ma voglio che tu sia felice, e l’autostima gioca un ruolo fondamentale in questo.

Ecco quindi cosa devi fare da subito.

 

1) Usa la tua testa

Qualsiasi cosa dicano gli altri, sia successo, o tu abbia ottenuto, usa la tua testa per valutare.

Ascolta sempre i consigli e i giudizi degli altri. Ma poi decidi con la tua testa.

Anche se il parere viene dal più grande esperto in materia, usa la tua testa e riflettici sopra.

Per aiutarti, nell’ultima parte di questa guida, ti propongo un video che contiene un esercizio nato proprio per questo.

Qualsiasi cosa arrivi dall’esterno prendila in considerazione. Chiedi consigli, parla con tutti.

Alla fine, però, tocca a te decidere e più impari a usare la tua testa più la tua autostima cresce.

Perché funziona?

  • Usando la testa rifletti sulle cose che ascolti senza che ti condizionino.
  • Inizi a esprimere il tuo potenziale, le tue capacità: questo devi misurare con la tua autostima.
  • Il tuo valore è legato alle tue capacità, e più usi la testa più scopri quanto siano grandi.

Prima di passare al prossimo consiglio ti suggerisco un’altra guida pratica disponibile gratuitamente che ti spiega, usando la testa, come diventare sicuri di sé.

 

2) Non considerare nessuno migliore di te

Nessuno è migliore di te.

Pensi che Einstein lo fosse? Che lo fosse Leonardo Da Vinci?

Sbagliato!

Oggi tutti sembrano strisciare davanti ai grandi personaggi e grandi esperti di settore.

Sono persone come me e come te.

Non sono migliori di noi.

Guarda con attenzione e ti renderai conto che anche loro usano il gabinetto, premono il tubetto del dentifricio al centro, mettono le dita nel naso, dicono cose stupide e ne fanno tante altre ridicole.

Come me e come te. Dentifricio a parte perché non lo uso!

Inizia a capire che nessuno è migliore di te.

Uno degli errori era paragonarci agli altri.

Devi smettere di fare paragoni, perché nessuno è migliore di te.

Se osservi bene, gli altri avranno fatto cose che tu non hai mai neanche provato.

Chiunque osservi con riverenza, ha iniziato come te.

È nato nuovo, è cresciuto prendendo qualche schiaffo dai genitori, ha imparato a parlare e scrivere. Come te.

Ha fatto una figuraccia con gli amici, ha sbagliato qualche interrogazione, ha dovuto cercare un lavoro.

Nessuno è migliore di te.

Inizia a comprendere che tutto dipende da come usi il tuo talento.

Molti lo impiegano bene e ottengono grandi risultati.

Non sono migliori di te.

Tu puoi, come loro.

Ognuno a modo suo, nelle cose che appassionano davvero.

Tu puoi e nessuno è migliore di te.

 

3) Tu non sei migliore di nessuno

Non avrai pensato che stavo cercando di gonfiare la tua autostima!

Non sei migliore di nessuno. Come non lo sono io.

I motivi sono gli stessi che ti ho spiegato prima.

Smetti quindi di fare paragoni, ecco il consiglio più prezioso.

Se usi la testa, smetti di paragonarti a chicchessia, e inizi invece a capire e riflettere.

Ognuno di noi è unico, speciale, meraviglioso, ma non è superiore agli altri. Siamo diversi, tutto qui.

Smetti di fare paragoni e di giudicare gli altri.

 

4) Allena la tua mente

Prima ti ho detto che devi imparare a usarla, ma è fondamentale anche allenarla.

Più la tua mente è forte, minore è il potere che lasci agli altri, ai fallimenti, al passato o agli errori.

Fai meno paragoni, non ti lasci andare. Insomma, più rafforzi la mente, più è probabile che non commetti i 9 errori che ti ho mostrato.

Gli esercizi che vedrai alla fine serviranno soprattutto a questo.

Perché funziona?

  • L’autostima migliora se comprendi il tuo valore reale. Come lo puoi comprendere se non attraverso la tua mente?
  • Più esprimi il tuo talento, migliore sarà la tua autostima. È la mente che ti permette di accedere alle tue risorse e utilizzarle al meglio.
  • Se la tua mente è forte, allora eviti gli errori descritti e riesci a fare esercizi e realizzare consigli concreti come quelli che ti sto suggerendo.
  • La tua mente esprime la tua autostima. Ovvio no? Più è forte, più tu sarai capace di migliorarla e fare grandi cose.

Ti suggerisco un video con un esercizio focalizzato su questo aspetto. Lo trovi insieme all’esercizio precedente, nell’ultima parte di questa guida.

Inoltre ho realizzato un approfondimento molto ricco sul tema della consapevolezza. Leggilo subito, perché parliamo proprio di questo, di come render forte la tua mente.

 

5) Concentrati sul viaggio, non sulla meta

Essere ossessionati dall’obiettivo, dalla fine del viaggio, dai risultati, è facile.

Vogliamo essere già arrivati e poterci rilassare in santa pace.

Se vuoi migliorare l’autostima, devi lasciare da parte la meta. Non pensarci proprio.

Non badare a cosa otterrai o ai risultati: concentrati sul viaggio, pensa al processo.

Devi esprimere il tuo potenziale, occuparti di fare del tuo meglio.

Il tuo valore non dipende da cosa ottieni, ma dalle qualità che esprimi.

L’autostima misura questo: ciò che sei, il potenziale, il talento che è dentro di te.

A volte non otterrai i risultati che speri, ma questo non riduce il tuo valore.

Se pensi solo a cosa succede alla fine, però, la tua autostima viene danneggiata.

Da ora pensa a quello che stai facendo, fallo nel modo migliore, sii consapevole mentre agisci, usa la testa.

Sfrutta le tue risorse e metti a frutto tutto il tuo potenziale, qualsiasi cosa tu faccia.

Non commettere l’errore di dare di più se l’impresa è importante, e di meno se conta poco.

Fai quello che non fa quasi nessuno (e considera che quasi tutti hanno problemi di autostima!): dai tutto.

Impegnati al massimo anche nelle banalità, esprimi al meglio tutto ciò che sei, e presto vedrai quanto vali davvero.

Non in funzione di cosa raggiungi, ma di come lo fai e di come lo vivi, di come esprimi quanto hai dentro.

Ai risultati pensaci poco o niente. Concentrati sul processo e tira fuori il meglio.

Più impari a esprimere il tuo potenziale, più lo comprendi, più la tua autostima sarà forte e solida, per sempre.

Perché funziona?

  • Perché il tuo valore, quello che l’autostima deve misurare, è il tuo potenziale.
  • Più tiri fuori il meglio, più diventi consapevole di quanto puoi fare.
  • Il talento e le tue qualità faranno la differenza nella tua vita. I risultati arriveranno sempre se ti occupi di cosa fai e di come lo fai, usando la testa.
  • Se impari a valutare, e stimare, il tuo potenziale, non avrai mai più problemi di autostima.

E con questo abbiamo concluso i consigli pratici per rafforzarla. Ma ricorda che la teoria non basta: devi agire!

Adesso sai cosa facciamo?

Completiamo questa guida con gli esercizi e le due risorse speciali che ti ho anticipato.

 

Esercizi di autostima

Esercizi autostima

Ho letto molti esercizi, sui su libri di specialisti che su siti internet.

Sinceramente sono quasi sempre legati a uno dei 9 errori comuni che ti ho mostrato all’inizio.

Io ho risolto i miei problemi di autostima facendo cose diverse. Ho quindi pensato utile condividere gli esercizi che utilizzo personalmente.

Spesso sono cose che ho fatto in modo inconsapevole, ma che hanno avuto un ruolo incredibile nel migliorarmi.

Ho realizzato una risorsa dedicata solo a questi esercizi.

Inoltre la aggiorno continuamente, aggiungendo quelli che invento mentre lavoro con chi mi chiede una mano per migliorare la propria autostima.

Questa è la pagina con gli esercizi sull’autostima che ho realizzato per te.

Ti consiglio anche un approfondimento sull’autostima. Ho raccolto i principi di base che servono per comprendere bene di cosa stiamo parlando.

Si intitola Autostima: chi sei conta più di chi credi di essere. È gratuita è molto ricca.

Credo di averti dato molto.

Ora conosci gli errori più comuni, i consigli che ti permetteranno di migliorare la tua autostima, hai approfondimenti, esercizi pratici, una lezione e un test personalizzato.

Però non mi accontento di questa guida e ti offro un vero e proprio Corso.

Mi fido di me, un video esclusivo di 2 ore ricco di esercizi, approfondimenti e risorse con cui puoi migliorare subito la tua autostima. Per sempre.

Ti spiego come identificare il tuo valore, gestire gli errori e i giudizi degli altri, agire sui sensi di colpa, lavorare sul tuo potere personale, migliorare nel prendere le decisioni e molto altro, ovviamente.

In questo video c’è tutto quello che ti serve per credere in te senza illusioni o auto suggestione. E te le regalo 😉

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19 Commenti

  1. Ciao sono Susanna mi sono rivista in tutta la parte negativa! Io ho problemi con i miei genitori e mia sorella….mi trattano come se fossi una scema che non capisco niente! Non mi lasciano mai lo spazio di dire la mia è quella volta che ci riesco mi dicono che non capisco niente ed è meglio che sto zitta! Preferisco non andare più a trovarli se devo ritornare a casa piangendo! 🙁

  2. Ciao Giacomo, bellissimo articolo! Però avrei alcune domande:
    1) É possibile essere infelici pur avendo un’alta autostima?
    2) Ma quindi è sbagliato curarsi esteticamente e cercare di piacere agli altri esteticamente? Perchè vestirsi bene se non dobbiamo basarci sull’estetica?
    3) Il mio valore non dipende da ciò che ho fatto finora, ma la mia autostima? Cioè, se finora una persona ha sempre pensato in un certo modo, è normale che abbia una bassa autostima, semplicemente perchè non ha mai ragionato nel modo corretto. Quindi l’autostima di una persona, a differenza del valore, dipende da ciò che ha fatto in passato. Giusto? É un errore dire “Non posso fare questo perchè non l’ho mai fatto finora”, ma l’autostima che ho oggi dipende comunque dalle mie scelte passate, che a loro volta dipendono da come pensavo in passato. Conclusione: la stima che ho di me stesso oggi dipende da cosa penso di me oggi, che a sua volta dipende da cosa ho pensato di me finora. Giusto?
    4) Quando invece siamo invitati a giudicare qualcuno, dobbiamo rifiutarci? E chi giudica per lavoro come fa?
    Grazie 🙂

    • Ciao Ale:
      1)Alta? O che corrisponde al tuo reale valore? Non c’è una risposta, dal momento che l’autostima è connessa a tutto una mare di altri aspetti (emozioni, visione delle cose, cura di sé, consapevolezza, ansia, emozioni…) per cui non è separata.
      2) Sbagliato? inutile in tema di autostima e valore personale 🙂
      3) No, il passato non conta, conta cosa pensi, ma cosa pensi oggi (anche delle scelte passate). E l’autostima dipende sempre e solo da cosa pensi e non da quel che fai. In fondo l’autostima è un pensiero 🙂
      4) Giudichi un aspetto, non una persona. E lo fai, per lavoro ad esempio, su un parametro arbitrario (cioè scelto per certi motivi e non perché è “la Verità”). Tiene sempre separata la persona da qualcosa che giudichi di lei. La persona è un mondo in continua evoluzione, il tuo giudizio una foto di un istante, fatta dal tuo angolo, con la tua macchina fotografica 😉

      • 1) Quello che intendevo è: se uno è consapevole del suo reale potenziale/valore, può essere comunque infelice, magari per altri motivi?
        2) Se è inutile curarsi esteticamente e cercare di piacere, perchè ci vestiamo bene ad esempio? Solo perchè ce lo insegna la cultura? Cerco di capire per quale motivo una persona dovrebbe vestirsi bene se non per essere gradita da chi la vede
        3) Se l’autostima dipende da ciò che penso oggi e non dal passato, questo significa che dalla sera alla mattina una persona può cambiare e avere una stima di sè radicalmente diversa? 🙂
        4) Ok, ma quando siamo invitati a giudicare un aspetto di una persona, è meglio rifiutarsi (a meno che non sia per lavoro) perchè non bisogna giudicare? 🙂

        • Come detto le cose sono collegate, l’autostima dipende da emozioni e pensieri, ad esempio, paure e consapevolezza. Tutto è connesso e non c’è una regola.
          Vestirsi bene non centra con l’autostima, poi se ti piace chi te lo vieta 🙂
          Sì, dalla sera alla mattina se profondamente cambiasse quello che pensa di sé. Anche qui non c’è una regola 😀
          Infine, domanda 4, astrattezza. Invitato a giudicare cosa? Di chi? Da chi e quando? Per quale motivo?
          Niente generalizzazioni, basta! 😉

        • 4) Allora la risposta corretta alla mia domanda è “dipende cosa viene giudicato, da chi, quando, chi viene giudicato e per quale motivo”. Per farmi capire meglio sarebbero utili in questo caso degli esempi che rendano l’idea del perchè dipende. Per esempio, se un amico ci invita a giudicare negativamente una persona perchè è più bassa di noi, è meglio rifiutarsi di giudicare. Invece qual è un esempio di caso in cui conviene giudicare? Visto che la risposta alla mia domanda è “dipende”, mi aspetto che ci siano anche casi in cui va bene giudicare, Altrimenti mi avresti detto “Sì, è sempre meglio rifiutarsi di giudicare” 🙂

        • Se un tuo amico ti chiede di giudicare come gioca un altro ragazzo, o come nuota.
          Se ti chiede un parere su una “performance”. Su questo non ci sarebbe nulla di male, non trovi? 😀

        • Sì sono d’accordo 🙂
          Per la prima parte della quarta domanda che ho fatto mi bastava la risposta “dipende” con i due esempi che lo dimostrassero 🙂

    • Ciao Stella,
      a dirti la verità non ho ancora trovato un libro su questo tema che mi convinca.
      Vengono sempre proposti consigli e tecniche che secondo me non funzionano. Che durano poco e non colpiscono davvero in profondità la nostra autostima.
      Posso consigliarti di leggere tutta la sezione sull’argomento che c’è nel blog e che trovi in questa pagina 🙂

  3. Salve buon pomeriggio. Ho bisogno di qualche consiglio. Ho un figlio di quasi 9 anni che adora il calcio e gioca a calcio ma vive un disagio che di riflesso si ripercuote su di sé e sulle sue prestazioni in campo, cioè vive la partita in modo esagerato e la sente dentro in modo esagerato e nello specifico la sente a tal punto ch’è molto molto nervoso già da molte ore prima e di conseguenza entra in campo addirittura piangendo e nervosissimo e chiaramente non rende poi in campo come dovrebbe x che molto contratto ecc ecc. Cosa potrei dirgli o come mi dovrei comportare affinché io possa aiutarlo a vincere questa ansia. A me spiace molto questo prima di tutto x lui x che ama questo sport e non x che è mio figlio ma gioca anche molto bene vista anche l’età. Resto in attesa di qualche buon consiglio x che ho paura di peggiorare se nel tentativo di aiutarlo peggioro la situazione x che mi lascio prendere e lo rimprovero considerando ch’è un bambino sensibile. Cordialmente ringrazio. Giovanni.

  4. Grazie avevo propio bisogno di leggere una pagina del genere un po’ mi rincuora, ho fondamentalmente un problema a causa di amici che mi hanno ferito ho perso da un po’ di tempo la mia autostima e sto cercando di recuperarla,erano amici stretti e sono cambiati prima mi apprezzavano e ci confortavamo a vicenda e successivamente nel tempo sono cambiati uno dei 2 si e’ fidanzato con un boy che ho subito accettato come amico nonostante fosse geloso persino degli amici, mi hanno disprezzato in tutti i modi,anche per ragazzi che volevo conoscere con frasi del tipo” e’ troppo per te” con risate o ” ci puoi provare ma tanto nn ci riuscirai “o “non sei tutto questo granche’ che ti credi di essere” frasi sempre rivolta alla mia persona come “carino illusioneeee! e dette con un enfasi e una cattiveria inaudita e poi sei una checca sei cosi’ e prima che mi laureassi tanto nn ti laurei una serie di imput negativi da persone vicine che credevo amici da cui mi aspettavo conforto e che invece mi hanno fatto perdere amore per me stesso tanto da guardarmi allo specchio e mettermi a piangere e farmi fare azioni distruttive alla mia persona e se qualcuno mi ferma o mi piace a farmi diventare insicuro di me stesso e se piaccio o meno ecc. VOrrei una pillola come in matrix e nn avere vissuto questo e dimenticare tutto come posso uscirne? grazie in anticipo per il servizio che fai gradito agli occhi del Signore

    • Ciao Luigi,
      il solo modo è comprendere come tu puoi avere il controllo di come vivi le offese degli altri.
      Con tutta la buona volontà è illusorio pensare che un giorno nessuno ci offenderà e tutti saranno disponibili e cortesi.
      Ma sai la cosa bella? Non serve, puoi stare bene ugualmente 😀
      Leggi questa guida e ti consiglio id leggerti il libro che consiglio, l’hos critto io e so che farà la differenza nella tua vita.

  5. salve giacomo ho 48 anni è passo tutto il mio tempo a compiangermi a disperarmi per ciò che potevo, ciò che avrei dovuto, ciò che non avrei dovuto, e poi arriva anche :come ho potuto? e, ho distrutto tutto. non riesco a venirne fuori. realisticamente tutte le tue lezioni fino ad ora mi hanno dato un po di sollievo ma la depressione ed il fallimento mi attanaglia. Non sono in grado di mettere in pratica ciò che Tu dici nelle tue lezioni. da un po ho la certezza di sabotare me stessa quando sto per raggiungere un obbiettivo mi impegno per mandarlo a picco, direi che oggi ne ho avuto la certezza. Perchè lo faccio? grazie e scusa per le volte per il commento che ho fatto prima. quando sono abbattutissima perdo ogni buona maniera

    • Invece di chiederti perché lo fai, chiediti come raggiungere l’obiettivo!
      La partita la giochi tu, per cui è inevitabile che sia tu a dover andare in campo, io posso solo darti consigli, appoggio ma po sei tu che vinci o perdi.
      Fai una cosa per volta, non darti 3 obiettivi tutti insieme, punta su uno.
      Scriviti cosa devi fare e crea un programma di azioni semplici che puoi realizzare ogni giorno.
      Poi fai la cosa più saggia: rendi tutto molto facile.
      Poche cose al giorno, che sei sicura di fare, e ti concentri solo su quelle.
      Non badare a cosa succede, pensa a fare bene quel che devi fare, abbi pazienza e non mollare, insisti e lavora con impegno.
      Magari scrivo una guida su questo 😉

  6. non so più chi sono,,,, direi che ho paura di vedere chi sono…. cerco di risparmiarmi il dolore di cosa sono,cerco di non guadare, ma la realtà spesso vieni fuori e sono disperata perchè ho buttato tutto, per la mia negligenza per la mia inettitudine

    • Ciao Maria,
      puoi pensare di aver buttato via tutto solo se continui a pensare che tutto quel che serve è fuori, mentre non è così.
      Purtroppo siamo abituati a far dipendere la nostra vita dalle cose che otteniamo e dalle relazioni che abbiamo.
      Davvero un peccato, perché niente e nessuno ti potrà mai rendere felice.
      Leggi questa pagina, spero ti dia gli spunti giusti per ripartire 🙂

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