Come sentirsi a casa: una cosa è tua quando ti doni

Stamattina, qui al rifugio, stavo facendo la mia solita passeggiata, la mia dose di gratitudine quotidiana per iniziare la giornata con il piede giusto.

Mentre camminavo e mi sentivo magnificamente, pensavo che qui mi sento proprio a casa.

Ti è mai capitata questa sensazione?
Quella di sentirsi a casa?

E, al contrario, ti è mai capitata la sensazione di non sentirti a casa in un certo luogo?

Un luogo dove ti senti costretto, o costretta, a stare, dove provi una certa insofferenza. Un luogo dal quale, in definitiva, scappi.

Qualunque altro posto va bene, purché non sia lì.

Ma basta poco, molto poco, per farti capire che neanche quello è il posto giusto.

E, ancora una volta, prendi e riparti per un’altra meta, sempre con lo stesso risultato.

 

Casa tua è davvero casa tua?

Sentirsi a casa

Beh, io facevo così a casa mia.

Ogni pretesto era buono per uscire e per distrarmi. E quando dovevo rientrare arrivava quel senso di disagio che trasformava ogni pretesto in un ottimo pretesto per non tornare.

Era buono quello di stare fuori per un aperitivo o un invito cena. Arrivavo ad auto-invitarmi perfino.

Un po’ forzata come cosa, giusto? Eppure lo facevo.

Stare fuori una notte, o, ancora meglio, giorni!

Scuse, scuse e ancora scuse!

Inventavo qualunque cosa, mentendo anche a me stessa, pur di avere un’apparente buon motivo per non rientrare.

Capisci quanto è possibile non sentirsi a casa in un luogo?

E di sottofondo il senso di colpa, che diceva che in tutto questo c’era qualcosa di profondamente sbagliato.

Ma casa mia era davvero “mia”?

Vediamo: se ti chiedo cosa significa che una cosa è “tua”, cosa mi rispondi?

Suppongo che mi risponderai che lo è quando ti appartiene, quando la possiedi.
Ok, ma non mi hai detto abbastanza.

Mi dirai che devi averla comprata, che qualcuno te l’ha regalata, o che ti spetta di diritto per qualche motivo.

Bene, ma ancora la tua risposta non mi soddisfa.

Come ti dicevo io sono sempre scappata dalla casa in cui sono nata, che mi spetta di diritto perché i miei genitori l’hanno donata a me. La casa che ho ristrutturato con i miei soldi e che mi risulta intestata.

La mia casa a tutti gli effetti, ma sono sempre scappata finché…

Finché ho deciso di dare una mano ai miei familiari ad occuparsene. Questioni di gestione generale, ma soprattutto la manutenzione della vegetazione circostante che, dove vivo, rischia di fagocitare ogni cosa.

Non che mi fossi mai tirata indietro, ma vivevo la cosa piuttosto male. La vivevo come un obbligo, un dovere e, mentre ero lì, la mia mente andava lontano da quel luogo che non sentivo mio.

Decidere davvero significava assumersi ogni responsabilità della mia decisione.

Da allora ho cominciato a dare il massimo, mettendo il massimo impegno, la massima cura e attenzione.

Significava mettere tutto il meglio di me stessa in quel momento perché il mio contributo fosse davvero tale, dando un senso al mio tempo, lì e in quel momento.

Ed ecco che un giorno, non molto tempo fa, mentre sistemavo una catasta di legna, mi sono sentita invadere da una sensazione di profonda gratitudine.

La stessa meravigliosa sensazione che ho provato stamattina nella mia passeggiata. Una gioia immensa che mi diceva che ero nel posto perfetto, al momento perfetto.

 

Come sentirsi a casa dando ciò che siamo

Come sentirsi a casa

Sentivo che quella, ora, era davvero casa mia.

Dialogavo con quel posto!
Io davo e lui rispondeva restituendomi amore. Eravamo diventati una cosa sola.

Qualcosa è tuo quando lo vivi, quando ne conosci ogni piccolo particolare per averlo vissuto.

Quando lo hai osservato, modificato, lavorato.
Quando hai dato un contributo autentico. Sincero e profondamente vero.

È tuo perché ami, mettendo qualcosa di te.

Quando ti riconosci in quella cosa.

Tuo, non è quando prendi, ma quando dai.

Quando una cosa è tua davvero, non ti attacchi al lei, perché sai che puoi fare tua qualunque altra cosa.

A che ti servirebbe tenerti quella?

E puoi pure lasciarla andare, in qualunque momento e senza soffrire la separazione.

Puoi sempre dare, ma non sempre puoi prendere. Dare è infinito, ma per prendere c’è un tempo. Quando hai preso, hai preso. E basta.

Puoi dare a tutti, dare a tutto. Ma prendere? Quello no. Alcune cose non le avrai mai.

Dare dipende solo da te.

Ecco perché puoi farlo sempre e comunque!

Casa mia è diventata casa MIA quando ho cominciato a prendermene cura, a lavorarci e a viverla. A godermi ogni cosa che poteva offrirmi, con rispetto e gratitudine.

Quando una cosa è tua lo è perché tu dai a lei.
Perché la Ami!

Ciò che prendi da lei è “soltanto” il riflesso del tuo stesso amore che lei ti restituisce.

Non è tua perché possiedi lei, ma è tua perché ci hai messo un pezzetto di te stesso, o te stessa, ci hai messo l’anima.

 

È da tempo ormai che ogni mattina faccio la mia passeggiata qui al rifugio, da tempo che ho deciso di amare questo posto contemplandone la bellezza e contribuendo a mantenerlo in ordine, mentre lo vivo sfruttando, con estremo rispetto, anche ciò che mi dona.

È da tempo che ho fatto di questo luogo un luogo speciale per isolarmi, riflettere e, sì, anche pregare.

È da tempo che ho fatto di questo luogo il luogo dove mi sento casa.

È il MIO ambiente, il MIO rifugio, la MIA montagna 🙂

 

Un sorriso
Serena Sironi
Mental coach della Scuola di Indipendenza Emotiva
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Informazioni sull'autore

Serena Sironi

Il percorso nella Scuola di Indipendenza Emotiva mi ha permesso di diventare realmente più forte di ogni problema, guadagnando una tale indipendenza emotiva da permettermi di cogliere l'opportunità delle opportunità: quella di mettere me stessa a disposizione delle persone per aiutarle a diventare a loro volta più forti di ogni problema. Occasione che intendo assolutamente cogliere perché questo è il canale attraverso cui è possibile diffondere in massima misura ciò che ha davvero dato una svolta alla mia vita e che ha permesso la mia rinascita.

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MONICA
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MONICA

Io adoro la mia casa, fortemente voluta e sistemata a immagine e somiglianza di tutti noi, ma non stiamo bene, la mia famiglia è ormai diventata tossica, il tradimento di mio marito padre dei nostri figlia ha azzerato ogni felicità, siamo ancora insieme, ma non si respira.

Pav
Classe agosto 2019
Pav

Grazie Serena di questa tua newsletter e del piccolo tratto di strada che abbiamo percorso insieme. Sto cominciando piano piano a capire da dove proviene la mia confusione e sofferenza. Ultimamente ho trascurato la mia casa, il mio giardino, di conseguenza anche la mia relazione, i miei affetti. Il mio lavoro lo svolgevo con fretta, non vedevo ora di uscire da lì. Piena di pretese, ero convinta che le cose mi erano dovute. Non ci mettevo l’amore, passione e entusiasmo. Non sto dicendo che da domani tutto cambierà ma almeno sto cominciando a capire qualcosa, dove rivolgere il mio sguardo.

Laura
Classe ottobre 2019
Laura

Trovo molto bello e molto vero quello che hai scritto, Serena. Ricordo quello che ho provato dopo un periodo di grandi sacrifici fatti per sistemare casa mia… con impegno e fatica, giorno dopo giorno, per lunghi mesi. E’ così che è nato il grande amore che ora provo per questo luogo, la felicità che provo ogni giorno a viverci dentro. E lo stesso vale per relazioni, progetti, per ogni cosa. Ed è bello pensare che è tutto nelle nostre mani, che abbiamo una riserva inestinguibile a nostra disposizione! Grazie per questa riflessione.

Mely
Ospite
Mely

Oggi sto cambiando e sono felice di aver compreso che la vita può essere vissuta semplicemente facendola facile……Amando,,…
GRAZIE x avermi aiutata ad aprire gli occhi💋

Francesco
Classe agosto 2019
Francesco

Ciao Serena bella newsletter, molto sentita mi piace!
Vedo una certa similitudine tra il tuo concetto di casa e in generale le relazioni interpersonali che possiamo intrattenere nella nostra vita. Come la casa anche le persone possono essere “nostre” nella misura in cui noi le Amiamo con la A maiuscola in modo sincero, equilibrato, dando il massimo. Quando dici che l’importante è dare, il non attaccarsi e “puoi pure lasciarla andare” non posso che pensare ad una amicizia, un amore, un legame che si può comunque spezzare, allentare, sciogliersi.
In effetti il rapporto che si ha con la propria “tana” è molto simile ad una relazione. C’è una componente di intimità particolare, un feeling unico. A me piace molto passare del tempo da solo in casa per fare i semplici mestieri, leggere libri o i post dei miei compagni di viaggio, navigare in rete. Mi “torna indietro” molto! Percepisco una serenità innata alla sola idea “stasera non esco e mi metto in giardino a leggere”. Penso però di voler/dover fare un passo in piu occupandomi anche delle attività che di solito rimando come sistemare la cantina, il garage insomma tutte quelle operazioni un po più impegnative ma che poi spero mi restituiranno…di riflesso….ancora più piacere di godermi il mio angolo di paradiso.

Fulvia Gotti
Ospite
Fulvia Gotti

Grazie per questo racconto di vita, di casa, di appartenenza. Mi sono sentita a casa nella tua casa. Io ho provato la sensazione di non essere a casa in quella che mi ha vista crescere ed è successo quando i miei genitori sono andati nell’altra vita. Ogni volta che ci sono tornata non era più come un tempo. La casa è stata venduta e ora, quando ci passo, provo una certa tenerezza per quella casa e per quella bimba che li è rimasta. Oggi, nella mia casa vivo con piacere, con gratitudine e con la voglia di darle un aspetto sempre più accogliente. Buona vita Serena.

PATRIZIA
Ospite
PATRIZIA

Infatti anche io vorrei non avere la sensazione di non essere a casa. Mi succede spesso ultimamente. Sto bene fuori. Mi devo controllare e riuscire a superare questo momento.

Alessia
Classe agosto 2019
Alessia

Ciao Serena! Grazie per la tua condivisione, La tua storia mi ha commosso. La verità è che colgo una giusta considerazione, questa é la vera bellezza di crescita. Sentirsi giusti, per dare una giusta dimensione alle cose, un senso, una giusta considerazione, nella semplicità nella gioia, nella verità! Come Sentirsi a casa! Stando anche fuori casa. Ma bene con se stessi.

PATRIZIA
Ospite
PATRIZIA

Assolutamente parole vere e insegnamento valido.

IVANA
Classe agosto 2019
IVANA

Fortunatamente è uno dei pochi problemi che non ho 😊

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