Come superare la timidezza con 5 consigli pratici

Stai per scoprire come superare la timidezza e riuscire, finalmente, a mostrare chi sei davvero, le tue qualità, quanto vali. Ti basta sapere poche cose:

  1. Nessuno è timido, la timidezza è una scelta!
  2. Cosa devi fare praticamente per superare la timidezza: 5 super consigli.
  3. I segreti per dire addio alla timidezza per sempre.

Tra pochi minuti saprai cosa fare per sbarazzarti, definitivamente, della tua timidezza.

Per mettere in pratica questa guida e i suoi esercizi, però, è importante che tu faccia prima il mio test sulle emozioni.

La timidezza è una di loro, giusto? E allora con sole 14 domande ti voglio mostrare cosa la potrebbe eliminare per sempre.

E subito dopo i miei esercizi faranno il resto 😉

 

Che ne dici, iniziamo subito?

Perfetto, si parte!

Nessuno è timido: la timidezza è una scelta!

Come superare la timidezza

Purtroppo molte persone sono convinte di essere timide.

Anche tu?

Bene, allora iniziamo proprio da qui, perché la timidezza non è un modo di essere.

Ho scritto che è una scelta, e tra poco capirai meglio perché, ma prima voglio dimostrarti una cosa molto importante.

Anche se ora ti consideri una persona timida, scommetto con non lo sei sempre.

  • Forse sei timido, o timida, con l’altro sesso?
  • Quando ti trovi in pubblico e l’attenzione è tutta concentrata su di te?
  • Provi timidezza davanti a degli sconosciuti, magari se devono giudicarti?

Probabilmente sai dirmi i momenti, o le situazioni o i posti dove viene fuori.

Altre volte, in situazioni differenti, non ti senti affatto timido, o timida.

Semplicemente questo dovrebbe convincerti che non sei timido, o timida, perché se la timidezza fosse parte di te, dovrebbe emergere in qualsiasi situazione.

Non è, ad esempio, che il colore dei tuoi capelli cambia in base a dove ti trovi, o che la tua voce si modifica se parli con gli amici o con degli sconosciuti.

La timidezza, invece, viene fuori solo in certe situazioni, solo con certe persone, solo in certi momenti.

Comincia a pensarci.

Scrivi tutte le circostanze che favoriscono la tua timidezza.

Mettici luoghi, eventi, persone, cose che fai quando ti senti timido, o timida.

È importante, per iniziare a capire come superare la timidezza, che tu sappia quando la provi, cosa la fa scattare.

Il punto di fondo è che non sei timido, o timida, ma ti comporti con timidezza in certi casi.

La differenza è importante: se tu fossi timido, o timida, sarebbe una tua caratteristica.

Essendo qualcosa che fa parte di te, difficilmente la potresti modificare.

Ma se la timidezza è un comportamento, qualcosa che fai, un modo di interagire con gli altri o con certe situazioni, allora puoi modificarla.

Forse starai pensando: ok, ma la timidezza non è un’emozione?

Probabilmente sai per certo che quando ti prende provi delle sensazioni forti e ben precise.

Anche.

La timidezza è anche un’emozione, ma non solo e non soprattutto.

  • Quando provi rabbia, cominci a pensare con rabbia e agire in modo rabbioso.
  • Quando provi felicità, pensi con gioia e agisci in modo gioioso.
  • Se provi ansia, inizi a pensare in modo ansioso e agisci di conseguenza.

Ogni emozione non è semplicemente qualcosa che provi, ma influenza il tuo modo di agire e pensare.

Così quando sei timido, o timida, ci sono tutta una serie di pensieri e di azioni che sono molto più importanti di quello che provi.

Sono infatti questi pensieri a incidere sulla timidezza che senti e sui comportamenti che poi hai.

Ricordalo perché tra poco lo vediamo bene: i tuoi pensieri.

La timidezza non è qualcosa di innato, sia perché in certe situazioni non la senti, sia perché hai cominciato a un certo punto a viverla.

Forse ti ricordi timido, o timida, da sempre, ma ti assicuro che nessuno nasce timido: si impara a esserlo col tempo.

Per comprendere bene questo punto cruciale dobbiamo fare due cose.

La prima è che devi leggere cos’è l’indipendenza emotiva.

Si tratta di una delle risorse più importanti che ho scritto e ti spiega perché provi timidezza in certe situazioni, proprio quelle che hai scritto prima.

Leggi con attenzione questa pagina, perché per vincere la timidezza, devi ovviamente comprendere come nasce dentro di te.

La seconda cosa importante da fare è scoprire a cosa ti serve.

Prima ti ho spiegato che essere timidi significa comportarsi con timidezza, si tratta di un modo di agire e non di una caratteristica del nostro modo di essere.

La domanda è: perché agiamo con timidezza?

Perché la scegli in certe situazioni?

Cosa ci guadagnai visto che poi ti blocca e ti fa stare anche male?

Scegliere.

Infatti, se leggi la risorsa che ti ho suggerito poco fa, ti rendi conto della più importante delle informazioni: le tue emozioni dipendono da te.

Cosa provi, timidezza compresa, dipende da come vivi le situazioni della tua vita, da come la osservi, dal modo in cui giudichi quello che accade.

Leggi quella risorsa per comprenderlo bene, è fondamentale per capire come superare la timidezza.

Di conseguenza, in certe circostanze, tu scegli la timidezza come risposta migliore a quello che stai vivendo.

Lo so, non lo fai di proposito, o meglio, lo fai in modo inconsapevole, senza controllare questo tuo atteggiamento.

Eppure sei sempre tu a sceglierlo, perché tu ti sei aiutato, o abituata, a rispondere con la timidezza a certe situazioni, perché hai visto, nel tempo, che era una risposta utile.

Utile per cosa?

Per evitare di stare male, principalmente.

Sembra un controsenso dal momento che alla timidezza dai la colpa di farti vivere male.

La timidezza ti porta a chiuderti, giusto?

Ti fa evitare situazioni in cui potresti stare male, sentirti a disagio o provare imbarazzo.

È vero, ti nega tante esperienze e si intromette in cose che ti piacerebbe fare, ma ti protegge da quelle pericolose in cui staresti male.

Non dico che sia la risposta giusta, ti sto spiegando che se arriva è perché ha un suo senso, è comunque utile, anche se ha i suoi effetti collaterali.

In questo senso è una scelta.

Magari, di fronte a situazioni fastidiose, è stata una risposta utile qualche volta e a furia di evitare quel tipo di sensazioni, è diventata una sorta di corazza contro il mondo.

Probabilmente oggi è più un problema che un aiuto, ma nella tua mente resta una risposta corretta.

Ho realizzato una guida che ti spiega come cambiare carattere e trasformare le tue abitudini. Te la consiglio, perché a timidezza è un’abitudine.

La tua mente, in pratica, è abituata a rispondere a certe situazioni con questa emozione, a spingerti ad agire in un certo modo per risolvere un problema.

In questo senso la timidezza è una scelta, perché scegli di fare quello che sempre fatto, ma ovviamente in modo inconsapevole, visto che, appunto, è ormai un’abitudine.

Anche il coraggio, la paura, la felicità, la gioia, l’allegria, l’ansia, la serenità e l’amore, sono abitudini, perché ci abituiamo velocemente a rispondere a quello che viviamo con queste emozioni.

Come detto queste sono prima di tutto pensieri, poi anche emozioni e comportamenti, per cui è fondamentale che leggi le risorse che ti ho suggerito.

Perché la tua mente, quindi, sceglie la timidezza senza chiederti il permesso?

Il motivo è semplice: in passato ha visto che questa risposta funzionava a farci evitare una situazione negativa, e oggi è abituata a usare sempre questa risposta.

Come detto, però, la tua mente sa scegliere quando utilizzarla a quando no, e questo dipende dal fatto di trovarti, o meno, in certe situazioni.

Ricordati che stiamo parlando di un’abitudine, per cui una volta scoperto cosa la fa scattare, puoi iniziare a modificarla, anche facilmente.

Innanzitutto tieni a mente che la timidezza, come ogni altra emozione negativa, è sempre generata dalla paura.

Quando abbiamo paura di qualcosa, creiamo dentro di noi delle emozioni negative che ci segnalano un pericolo, e dovrebbero spingerci ad agire per risolvere il problema.

La timidezza è una risposta evasiva, ti fa allontanare dalle situazioni pericolose ed evitare quelle che potrebbero farti stare male.

Ha senso, se ci pensi, anche se non è mai il modo migliore di affrontare un problema.

Quando sei timido, o timida, hai spesso paura del giudizio degli altri.

  • Gli piacerà come sono vestito?
  • Apprezzeranno quello che dico?
  • Condividono quello che penso?
  • Mi ritengono uno sciocco?
  • Gli piacerà la mia compagnia?

Ognuno ha le sue domande, ma alla base della timidezza c’è sempre il giudizio degli altri, la paura che quello che loro pensano di noi sia negativo.

Magari hai paura del rifiuto, che ti allontanino, che non vogliano stare con te.

Perché scatta la timidezza?

Per impedirti di dire o fare qualcosa che loro potrebbero disprezzare, allontanandoti.

Il problema è la sensazione di essere inadeguati, di non andare bene, di essere rifiutati perché non piacciamo.

Sì, stiamo parlando di sicurezza in se stessi e autostima.

Sei timido, o timida, ogni volta che hai paura di mostrare chi sei davvero perché pensi che gli altri non lo apprezzeranno.

Ovviamente non è questo apprezzamento il tuo vero obiettivo.

A te non importa di essere gradito, o gradita, agli altri, a te interessa essere felice.

Già, felicità. Che significa?

Essere felice vuol dire stare bene, innanzitutto, e provare ogni giorno emozioni positive.

Visto che siamo in tema ti invito a scoprire cos’è la felicità.

Ti renderai conto che puoi essere felice anche se hai problemi da risolvere e difficoltà da superare.

La felicità è uno stato di benessere che tu, come me e chiunque altro, desideri.

O preferisci stare male, provare noia, rabbia, delusione e timidezza?

Non penso, per cui inizia a capire, se non l’avevi fatto prima, che tu vuoi essere felice.

Nient’altro.

Tutto il resto ti interessa nella misura in cui ti permette di stare bene.

E qui veniamo alla timidezza.

Il problema è che queste emozioni positive che desideri, le credi causate dagli altri.

  • Siamo delusi perché gli altri si comportano male e hanno il potere di provocarci delusione.
  • Siamo tristi quando gli altri ci abbandonano, perché loro possono procurarci tristezza.
  • Ci sentiamo amati se gli altri ci amano, perché da loro dipende l’amore nella nostra vita.

Di sciocchezze come queste ne potrei scrivere tante altre, ma il senso è chiaro.

Sciocchezze?

Sì, ho scritto bene: sono solo sciocchezze, perché nessuna di queste affermazioni è vera.

La timidezza emerge ogni volta che hai paura che gli altri, non gradendo chi sei, cosa fai o cosa dici, ti allontanino e ti neghino le emozioni positive che desideri provare.

Poiché pensi che le persone abbiano il potere di farti stare male, hai paura del loro giudizio.

Se sarà positivo starai bene, ma se sarà negativo, questo ti farà soffrire perché loro ti negheranno quello che vuoi: attenzioni, amore, rispetto a molto altro.

Poiché non sai come reagiranno, se gli piacerà cosa dici o no, se apprezzeranno chi sei oppure no, hai paura.

Non hai la certezza di come loro ti giudicheranno, e poiché hai paura che il loro sia un giudizio negativo, lo eviti e la timidezza ti permette di nasconderti.

È vero, come detto questo ti impedisce di fare molte cose che vorresti, ma infondo la tua mente sa che è meglio non soffrire e non rischiare.

Come detto questa è un’abitudine, perché non nasciamo timidi ma lo diventiamo nel tempo.

A forza di evitare le situazioni in cui gli altri potrebbero giudicarti male, finisci con l’abituarti a non esporti mai.

Ecco un esempio utile.

 

Magari ti consideri timido, o timida, ma l’azienda per cui lavori decide che tu terrai delle conferenze per spiegare i vantaggi di un vostro nuovo prodotto.

Provi a spigare che non ce la farai, ma non c’è modo di cambiare questa decisione.

Così, costretto, o costretta, a parlare in pubblico, situazione in cui sei di solito timido, o timida, fai la prima presentazione.

Difficile, faticosa, un disastro e non hai fatto una bella impressione.

Poco male, ne devi fare due ogni settimana, ti rimbocchi le maniche e vai avanti.

La seconda e la terza volta sono forse peggiori della prima, ma a un certo punto inizi ad abituarti al pubblico, noti che ascolta, ti rendi conto di saper parlare senza fare tanti errori.

Prendi coraggio, vinci la timidezza e ti abitui a fare conferenze davanti a tante persone che non avevi visto prima.

Magari se una ragazza, o un ragazzo, ti invita a ballare, la timidezza torna all’improvviso e non ci vai!

Essere abituati a parlare in pubblico non vuol dire esserlo a tante altre situazioni.

Ogni volta che hai paura del giudizio degli altri, e non sai cosa succederà (parlare in pubblico è una cosa che adesso conosci perché l’hai fatta tante volte!), la timidezza verrà fuori nuovamente.

 

È un esempio, chiaramente, ma funziona proprio così.

La timidezza emerge per evitare il giudizio negativo degli altri, perché sarà causa di sofferenza per te.

Se non ci fosse questo giudizio, se fosse certamente positivo, o se non avesse importanza ai tuoi occhi, tu non proveresti mai timidezza.

Abitudini, non dimenticarlo mai.

Tutte le nostre emozioni sono risposte abitudinarie alle situazioni che viviamo.

Ora ti spiego come superare la timidezza in modo semplice e pratico.

Ti svelo quali strumenti possono aiutarti a eliminarla da qualsiasi situazione, e non solo quelle a cui sei abituato, o abituata.

 

Come superare la timidezza: 5 super consigli per vincerla

Motivazione

Ora ti spiego una serie di mosse che devi iniziare subito a mettere in pratica.

Se la timidezza è un’abitudine, allora devi iniziare a costruire l’abitudine opposta: la sicurezza in te stesso, o te stessa.

Subito dopo ti svelo anche cosa fare per diventare indipendente da qualsiasi forma di timidezza, così non dovrai più superarla, perché l’avrai, semplicemente, eliminata per sempre.

 

1. Esposizione graduale

La prima cosa che devi fare è smettere di incorrere nuovamente nella vecchia abitudine.

La timidezza ti spinge a evitare le situazioni in cui rischi di essere giudicato, o giudicata, in modo negativo.

In altre parole eviti di dare modo agli altri di rifiutarti o ritenerti una persona inadeguata.

  • Non dici cosa pensi davvero.
  • Non fai quello che vuoi.
  • Non difendi le tue opinioni e le cambi magari quando parli con gli altri.
  • Non ti esponi mostrando chi sei ma fingi di essere quello che gli altri apprezzeranno.

Ti riconosci?

Molto bene.

Devi fare proprio il contrario, iniziare a esprimerti, essere te stesso, o te stessa, in qualsiasi situazione, ma in modo graduale.

Più eviti quello che ti spaventa, più questa paura si rafforza, questa abitudine diventa forte.

Ricorda cosa ti ho spiegato nel video di poco fa.

Cosa fare dunque?

Riprendi innanzitutto l’elenco di situazioni in cui provi timidezza, quello che ti ho suggerito di scrivere all’inizio di questa guida.

Se non l’hai fatto prima, scrivilo adesso!

Quello che devi fare a partire da subito è cominciare a esporti, in quelle situazioni, al giudizio degli altri.

Se ti crea timidezza parlare con persone che non conosci, inizia, quando sei in questa situazione, a farlo.

Basta esprimere un tuo parere, fare una domanda, chiedere qualcosa.

Devi però superare la timidezza ed esporti.

Come detto inizia a farlo in modo graduale.

Parti da cose semplici, dici cosa pensi su temi generali, e giorno dopo giorno inizia a farlo su argomenti importanti e anche con persone che sai bene non condividono la tua opinione.

  • Sei timida con i tuoi colleghi perché hai poca esperienza e paura di dire sciocchezze? Inizia a fare domande, a chiedere consigli, a porre le tue idee come se cercassi un suggerimento, per capire se ti sbagli.
  • Sei timido con le ragazze? Inizia a chiedere loro informazioni anche se non le conosci, a fare complimenti generali a una cassiera gentile che ti serve o una commessa competente.

Gradualità.

Inizi a fare cose semplici, che però di solito non faresti, e arriva a dire la tua su questioni più importanti, a esprimere cosa pensi e fare cose che preferisci, mostrando chi sei.

Ricorda che deve essere graduale, ma devi esporti, altrimenti non cambierai mai nulla.

Se ti serve una mano per capire come iniziare, lascia un commento e ti aiuterò.

 

2. Agire come se

Il segreto per riuscire in questo processo graduale è agire come se.

Se tu non fossi più timido, o timida, come affronteresti quella situazione?

Questa è una domanda importantissima, e devi iniziare subito a fartela in tutte le occasioni in cui di solito emerge la tua timidezza.

Se ti trovi con altre persone e stanno tutti parlando di un argomento, ma tu sei zitto, o zitta, cosa diresti se fossi estroverso, o estroversa?

Con che tono, in che modo, come parleresti?

Pensaci e poi fallo davvero.

Ricorda sempre la regola della gradualità, non partire da cose difficili, inizia da qualcosa di molto semplice, ma inizia.

Come hai visto anche nel video, più lasci che la timidezza continui a essere la tua risposta, più diventa difficile che tu la riesca davvero a cambiare.

Devi agire come se già avessi superato la timidezza, e devi farlo gradualmente, ma ogni giorno. Anche in questo caso lascia un commento se vuoi una mano.

 

3. Risposte pronte

Perché ti ho fatto scrivere le situazioni in cui di solito rispondi in modo timido?

Perché se conosci i momenti in cui agire, diventa più facile preparati.

  • Se sai che la timidezza ti assale quando c’è una ragazza che non consoci, tieni pronte due o tre cose da dire che potrebbero andare bene in qualsiasi situazione.
  • Se sai che la timidezza prende il sopravvento quando sei con i tuoi colleghi e parlano di lavoro, tieni pronta qualche domanda o qualche idea da comunicare.

Devi agire come se già la timidezza fosse vinta, e farlo in modo graduale, fino qui ci siamo.

Se sai già cosa dire, specie le prime volte, diventa tutto più semplice.

Devi preparati, avere qualche risposta pronta a domande che ti potrebbero mettere in difficoltà, oppure idee da condividere.

Ricorda di essere graduale, senza buttarti in discorsi controversi che accendono gli animi, ma agisci.

Se vuoi vincere la paura del fuoco non devi bruciarti una mano, ma tenere tra le dita almeno un fiammifero.

Tanto per cominciare!

 

4. Trasforma tutto in un test

Quando inizi a esporti potresti incontrare la disapprovazione degli altri.

Sì, anche se lo fai in modo graduale e su cose di piccola importanza.

Pensa sempre con l’atteggiamento di un ricercatore.

  • Fai una domanda e osservi la reazione degli altri, e la tua.
  • Dici cosa pensi e osservi come rispondono gli altri, e tu.
  • Racconti un episodio e valuti come le persone reagiscono, e come reagisci tu.

Invece di pensare che gli altri stanno per giudicarti, pensa di dover scrivere cosa vedi.

E magari fallo sul serio dopo!

Osserva la reazione degli altri e le tue risposte a queste reazioni, come se stessi facendo un test di laboratorio.

Non pensare che siano reazioni personali a te.

Non lo sono mai.

Osservale per capire, per renderti conto di cosa dicono gli altri, cosa pensano, come reagiscono a quello che dici e fai.

  1. Osserva le espressioni del viso di chi ti ascolta.
  2. Conta quanti sono d’accordo e quanti contrari.
  3. Pensa alle diverse risposte e opinioni, ricordatele o scrivile per conoscere meglio le persone che le esprimono.
  4. Osserva le tue reazioni: battito del cuore, sudorazione, dove tieni le mani, se guardi gli altri negli occhi o guardi per terra, se fai una risata nervosa.

Ti suggerisco questo approccio perché ti aiuta a non vivere come un giudizio su di te quello che succede.

Tra poco lo vediamo meglio con l’ultimo passaggio, ma ricorda che se inizi a osservare in modo “scientifico” quello che fai, quasi fossi in laboratorio, rendi tutto più semplice.

L’ultimo passaggio è il più importante, ma anche il più difficile.

 

5. Abituati al rifiuto degli altri

Il giudizio degli altri non è mai un giudizio su di te.

Un modo per sentirsi bene comunque?

Auto illusione?

Per niente.

Le persone non ti rifiutano mai.

Nessuno rifiuta te, ma solo l’idea che loro hanno di te.

Ognuno di noi pensa solo se quello che fanno gli altri è giusto o sbagliato.

La gente non ti vede neanche, vede un’idea che si è fatta di te: tu sei un’etichetta nella maggior parte delle menti.

Alle persone non piace cosa dici perché non è quello che loro vorrebbero sentirti dire.

Ma ricorda che le persone non sanno chi sei, ma pensano di saperlo perché vedono qualche comportamento da parte tua.

Per rifiutarti, dovrebbero conoscerti, capirti, comprendere non solo cosa fai, ma soprattutto perché lo fai, cosa provi, che emozioni vivi.

Se non comprendi la sofferenza che ci muove, la disperazione che spesso spinge la gente ad agire, se non ti interessa il desiderio di felicità di ogni altra persona, non la consocerai mai.

Parti da questo presupposto: le persone non rifiutano o amano te, ma solo l’idea che di te si sono fatte.

E ti apprezzano quando questa idea corrisponde a cosa piace a loro.

Tu centri davvero poco.

Detto questo, anche proprio perché ogni giudizio di rifiuto vale poco o niente, devi abituarti a riceverlo.

  • Se hai paura di annegare perché non sai nuotare, è inutile fare una ricerca sul nuoto o sul mare: vai in acqua e impara.
  • Se hai paura di cosa penseranno gli altri del tuo nuovo taglio di capelli perché il parrucchiere ha fatto un disastro, vestiti ed esci senza nasconderlo.
  • Se hai paura di non saper superare un esame, è inutile chiedere che domande fa il professore, studia e siediti per superarlo.

La paura si vince affrontandola, non evitando le situazioni che ci spaventano.

Anche il coraggio è un’abitudine.

Quindi cosa fare?

Abituati al rifiuto.

Pensa alle situazioni in cui gli altri non approveranno le tue idee, e vivile, dì cosa pensi, esponiti volontariamente alla loro disapprovazione.

So che questa frase, per una persona che si sente timida, è un orrore.

Ma fidati, la strada è una sola, devi passarci attraverso.

Ricorda il principio da cui siamo partiti: agisci in modo graduale.

  • Ad esempio potresti dialogare con chi ha idee opposte alle tue, esponendo le tue opinioni.
  • Oppure potresti vestire sportivo in una situazione in cui tutti vestono elegante.
  • Canta mentre cammini per strada anche se tutti pensano che sei matto, o matta.
  • Se vai in discoteca balla come ti pare anche se agli altri sembri ridicolo, o ridicola.
  • Al bar, la mattina, ordina qualcosa di strano, esotico, che nessun mangerebbe a colazione.

Queste sono solo semplici idee, il succo del discorso è: fai qualcosa che gli altri non approverebbero.

Solo per prendere confidenza con la loro disapprovazione.

 

ATTENZIONE: non fare cose pericolose, offensive o che possano fare del male a qualcuno. Usa il buon senso, mi raccomando!

Devi abituarti a non star male per il giudizio degli altri, tutto qui.

Adesso, per concludere questa guida, ti spiego cosa eliminerà definitivamente ogni timidezza.

 

Conclusioni: i segreti per dire addio alla timidezza

Come gestire le emozioni

Sei qui perché volevi capire come superare la timidezza.

Ti ho spiegato che non fa parte di te, ma è un comportamento che apprendi e che usi, anche se quasi sempre in modo consapevole.

Adesso sai anche che dipende sempre dalla paura del giudizio degli altri.

Inoltre sai cosa fare per fronteggiarla, applicando poche e semplici regole.

Ora ti spiego come trasformare il tuo approccio per non avere mai più problemi di timidezza.

  1. La prima cosa che devi fare è capire come vincere la paura. La timidezza, come detto, dipende sempre da questa, e se capisci come eliminarla sarai a buon punto.
  2. Devi avere una sana autostima. È fondamentale, perché più sei sicuro, o sicura, di te e del tuo valore, meno hai paura del giudizio degli altri.
  3. Proprio per questo è meglio se inizi a usare la tua testa e scopri come essere sicuri di sé e risolvere qualsiasi problema. Ti spiego come trovare sempre la risposta giusta.
  4. Poiché la timidezza è anche un’emozione, devi imparare a trasformare ogni emozione negativa in una positiva. Così sarai davvero in grado di ribaltare ogni situazione difficile.
  5. Infine parliamo di felicita, e ti spiego come essere sempre felice. Perché? Perché questo è il tuo obiettivo e fino a che avrai paura che gli altri possano togliertelo, la timidezza ci sarà sempre.

Se metti in pratica i suggerimenti che ti do in queste risorse, trasformerai gradualmente la tua visione, e la timidezza sarà solo un ricordo.

Adesso sai come superare la timidezza.

Mi raccomando, leggi tutte le risorse che ti offro, guarda i video e poi applica tutto.

Ricorda che la timidezza è un’abitudine, un modo di comportarti e agire.

Non si cambia nulla stando fermi, devi fare, cambiare, entrare in azione.

Sai come farlo, per cui non ti resta che iniziare a cambiare davvero la tua vita.

La timidezza non sarà forse il problema dell’anno (per gli altri almeno!), ma per te sarà sempre un modo per non vivere pianamente.

Che aspetti a liberartene?

Per aiutarti meglio, ti regalo il video integrale di un mio seminario in cui spiego come funzionano le nostre emozioni. Timidezza compresa come detto.

Ti spiego cosa ti fa stare bene, cosa ti fa stare male. E ovviamente ti spiego come portare felicità e benessere nella tua vita sin da subito.

Questo è il segreto per non dipendere dai giudizi di nessuno e liberarti della timidezza.

In più ci sono le mie risposte a tutte le domande che ho ricevuto da chi era presente all’evento in diretta. Probabilmente sono le stesse che verranno in mente a te 😉

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91 Commenti

  1. Ciao. Ho 21 anni e sono timida. Non riesco a fare nuove amicizie, e non ho manco amici. Mi sento a disagio quando sto con le persone. Cosa posso fare per superarla timidezza? Grazie!

    • Ciao Rena,
      inizia a mettere in pratica i consigli che hai letto.
      Inoltre devi renderti conto che la timidezza non è una tua caratteristica, ma un modo di pensare e vivere le situazioni. Puoi cambiarlo.
      Leggi anche questa pagina (tutto parte dalle emozioni!) e questa su come fare dei profondi cambiamenti nel tuo carattere 😉

  2. Ho letto la guida perche’mi interessava sapere come abbattere la timidezza.Io sono timida sopratutto con chi mi piace se devo andare con Lui nn ci riesco,mi blocco come se mi prendesse Una sorta d’infarto.Le chiedo cosa potrei fare?Grazie

    • Ciao Carm,
      da un lato prova a mettere in pratica gli esercizi che hai letto in questa pagina. Ti aiuteranno a costruire una maggiore sicurezza.
      Dall’altro devi cambiare approccio. La timidezza è paura di qualcosa di negativo che non dipende da te. Più quel “qualcosa” è importante, più tu starai male.
      Devi cominciare a fare chiarezza, partendo dal vivere in modo nuovo le tue emozioni: leggi questa pagina 🙂

  3. Niente da Fare Giacomo.
    Ho capito la teoria e concordo appieno con quello che dici, ma quando provo a passare all’azione, seppure gradualmente come dici tu, e con tutti i consigli che mi hai dato, mi blocco.
    E’ troppo più forte di me, non ci sono riuscito. E ora mi sento solo demoralizzato.
    Pensa che è successo nella situazione in cui provo timidezza, non sono riuscito ad attaccare discorso con persone che conosco…
    Figuriamoci con gli sconosciuti…
    Analizzandomi, capisco che la mia è proprio paura di essere giudicato invadente, o rompiscatole.
    Comunque davvero complimenti, perché la tua teoria “fila” che è una meraviglia! 😉

  4. ciao mi chiamo Chiara. sono super d’accordo, la timidezza nasce dalla paura, e da pensieri fondati sulle sciocchezze che ci diciamo. il mio malessere è diventato fisico. non riesco a rilassarmi, a godere delle cose e delle persone intorno a me. sono rannicchiata dentro una scatola trasparente ma dai muri spessissimi. è un atteggiamento di chiusura ,lo so, dove s’innescano i soliti pensieri e le solite emozioni. sento una grossa tensione e mi concentro su queste emozioni invece di lasciarle stare e incontrare le persone, anche loro con i loro limiti. il mio problema è diventato fisico. vorrei imparare a lasciare queste tensioni e a rilassarmi. questa scatola (che mi salva dalla paura) mi impedisce però di provare sincero interesse e quindi godere delle cose e staccare la mente. c
    quando mi sento così troppo dentro alla scatola (metto su un muro d’indifferenza)cosa devo iniziare a guardare? cosa devo pensare di di verso?

  5. Mi hanno assegnato un ruolo importante di coordinatrice in una comunità integrata per anziani, ieri c’è stata l’inaugurazione e davanti alle figure del sindaco parrocco assistenti sociali e via dicendo.. la mia timidezza non mi ha permesso di interagire.. è un settore nuovo per me ma la mia azienda(familiare) che ormai esercita da quasi 29 anni crede in me! Come faccio a vincere questa insicurezza e timidezza che mi sta ostacolando? Ps. Ieri è stato un disastro

    • Ciao Maria Rita,
      da un lato devi sicuramente abituarti alle situazioni nuove e l dissenso, ai giudizi negativi, alle cose che ti bloccano. Dall’altro devi cambiare pensiero, tirare fuori le tue capacità, sviluppare la sicurezza di poter affrontare qualsiasi situazione o qualsiasi persona. Alla grande.
      Ti consiglio due guide che saranno molto utili: questa e questa. Ma ti invito, subito dopo, a iniziare il mio Corso gratuito: quel che cerchi è un processo che richiede impegno e pazienza 🙂

  6. Ciao sono una ragazza di 13 anni che va in terza media fino ad ora ho sempre parlato, condiviso idee e tutto con la mia mia migliore amica fin dalla prima elementare , anche lei infatti è timida come me , a me piacerebbe non stare solo con lei ma con le le altre bimbe ma non riesco proprio… Neanche quando lei non c’è, mi blocco mi metto nel gruppetto delle bimbe e rimango li ferma come una scema ad ascoltare quello che dicono e non dico mai niente , cerco di sorridere e provo a parlare ma non c’è la faccio .
    E alla fine tutti i maschi della classe mi considerano un asociale . È orribile ogni giorno voler parlare con gli altri ma non riuscirci ,se voglio dire una cosa alla fine la penso nella mia mente ma non la dico mai la voglio dire ma la mia timidezza me lo impedisce

  7. Innanzitutto vorrei ringraziarti perché la guida è davvero ottima e si vede che è fatta da una persona competente nell’argomento. Io ho 17 anni, sono nel pieno della adolescenza e frequento un liceo. Ho cambiato città e scuola lo scorso agosto, dove mi trovavo prima ero molto chiuso soprattutto per l’assenza di altri maschi in classe. Era una situazione particolare quindi reputavo normale il non saper parlare in alcune situazioni. Ora però sono capitato in una ottima classe, ben equilibrata tra maschi e femmine (4 e 11) e molto simpatica. Il problema? Nemmeno con loro riesco ad esprimermi, quindi diventa un problema perché come hai detto nella guida mi sono abituato a rispondere in questo modo. E la causa è proprio la paura del giudizio altrui. Quindi loro si sono fatti questa idea di me, una persona chiusa con cui scambiare solo due tre parole ogni tanto perché non prende mai l’iniziativa. E anche quando avrei in mente qualche battuta da dire lo evito, e il motivo è uno. Un mio compagno dice sempre quello che pensa anche se sono battute che nessuno ascolta, ma in generale è molto apprezzato. Vengo al dunque : se finora mi sono comportato da persona chiusa, aprendomi così d’un tratto non risulterei un po’ ipocrita? O comunque uno che cambia il modo dI agire solo per piacere agli altri. Anche se è graduale questo cambiamento si nota molto. Buone feste, per quel che rimane hahah

  8. Non voglio fare polemiche, ma non sono del tutto d’accordo con ciò che scrivi.
    Ma in che modo la timidezza può essere una “scelta”?
    Che io sappia, c’è un 50% di predisposizione genetica, e il resto dipende dall’educazione e dall’ambiente familiare. Una persona non può certo decidere alcunché in proposito.
    Casomai una persona può decidere di cercare di migliorare la propria timidezza se troppo invalidante, ma ci sono casi in cui, appunto, è così invalidante che non si riesce ad eliminarla.
    Quanto al fatto che non esista perché non si manifesta sempre… Scusami, ma mi sembra un po’ tirato per i capelli. Il fatto che si manifesti solo in alcuni contesti non significa che la timidezza non sia una caratteristica della persona (anche se non innata). Anche la fame non la sentiamo sempre, ma esiste 😉

    • Ciao Paola, la timidezza è un modo di pensare. genetica? Io non credo che la genetica determini la timidezza.
      Una scelta è tale anche se inconsapevole. Io scelgo di continuare a fare come ho fatto mentre potrei cambiare.
      Se segui il mio corso gratuito vedrai tante cose che chiunque potrebbe fare, ma non fa. Vuoi perché le ignora, vuoi perché non pensa di poterci riuscire.
      Ma potrebbe 🙂
      L’ambiente ti forma, ma tu perché non cambi? Non c’è limite al cambiamento, non conta il passato, oggi ognuno può fare scelte diverse.

  9. Ho un serio problema con la timidezza.. ho questo blocco che non mi permette di fare tante cose e dire quello che penso di fronte a sconosciuti e non… mi sono accorta di aver oltrepassato il limite quando a danza durante una lezione, ci era stato chiesto di improvvisare, ed io sono rimasta immobile, bloccata da questo non so cosa che non mi permetteva di fare nulla (e non è stata l’unica volta).

    • Ciao Alice,
      come prima cosa osserva le situazioni in cui la timidezza viene fuori.
      Una per una applica i consigli che hai letto. più volte, gradualmente ma senza arrenderti alle prime difficoltà.
      Inoltre leggi questa guida che ti spiega come gestire meglio le emozioni quando arrivano 🙂

  10. Di fronte al mio ragazzo,a mio babbo mi chiudo in me stessa,provo timidezza e mi sembra impossibile.Magari ci provo a ad esprimere un mio pensiero,ma mi blocco.Non sono sconosciuti e mi chiedo per quale motivo.Detto così sembra semplice.

  11. Ciao sono antony.
    Ora ti dico il mio problema.
    Praticamente io uno di questi giorni dovrei uscire con la mia ragazza il problema e che quando esco con lei non riesco a parlare e sono molto teso volevo chiederti come posso superare questo problema.

    • Ciao Antony,
      la prima cosa è capire per quale motivo sei teso, o meglio ancora, cosa pensi prima di uscire con lei, mentre siete insieme. Tutto è nella tua testa. Ti consiglio di leggere questa guida e iniziare subito ad applicare i consigli che ti offre.
      Dall’altra parte preparati degli argomenti, dei temi che interessano a lei, che interessano a entrambi, in modo da sapere già di cosa parlare e semplificarti la vita 🙂

  12. Mi chiamo Domenico è sono un ragazzo molto gentile con gli altri educato ma anche timido e come se qualcosa dentro di me non vuole uscire, è come se avessi paura di fare brutte figure non riesco neanche a dire se ad una ragazza che mi piace di uscire con me, cosa devo fare per potermi sbloccare è vincere la timidezza

    • Ciao Domenico,
      devi smettere di dare peso alle “brutte figure”.
      Il problema è dare più importanza a cosa pensano gli altri di te, che non a cosa pensi tu stesso.
      E visto che non sai cosa potranno pensare, scatta la paura di essere giudicato in modo negativo.
      Usa i consigli della guida che hai appena letto, inizia gradualmente a esporti e leggiti anche questa pagina 🙂

  13. Allora…parto dal presupposto che sono davvero timido…e mi manca l’autostima (in poche parole mi odio) e conosco i miei limiti so per certo che non farò mai il primo passo che non riuscirò mai a iniziare una conversazione vabbè…comunque hai fatto un’ottimo lavoro anche se so che non farò mai niente di tutto ciò

    • Ciao Nella,
      per farlo è semplice: glielo dici, o magari potresti scriverlo, che forse ti viene più semplice.
      Il punto, però, è capire i motivi per cui ti vergogni di dire una cosa come questa.
      Cosa temi che succeda? Di cosa ti vergogni? Cosa c’è di male in quello che stai facendo?
      Ti suggerisco di leggere questa pagina, che parla di autostima e giudizi degli altri 🙂

        • Ecco cosa ti consiglio: leggi questa guida, inizia a lavorare sulle tue emozioni (vergogna compresa) e sui pensieri che hai.
          Non che cambi tutto in due giorni, però inizierai rapidamente a vedere dei cambiamenti se ti impegni.
          Nell’immediato non puoi scriverlo? Sarà più semplice 🙂

  14. Ciao Giacomo,
    ho scoperto da poco il tuo sito e devo dire che lo trovo davvero molto utile!
    Da un paio d’anni sto cercando di superare la mia timidezza ed il timore del giudizio altrui, oltre a diventare più socievole: devo dire che un bel po’ di strada l’ho fatta anche se c’è ancora molto da lavorare.
    Una cosa che però ancora mi disturba è che in certe situazioni divento rosso in viso, cosa che pur avendo cambiato atteggiamento tradisce comunque il mio disagio, generando a sua volta ulteriore disagio e quindi a volte anche il timore che quella reazione accada.
    Cosa si può fare al riguardo? Capisco che il rossore deriva sempre dai miei pensieri, però è talmente automatico ed incontrollabile (e radicato, visto che mi succede da un vita) che rischia di compromettere il mio lavoro su me stesso.
    Grazie, un caro saluto!

    • Ciao Max,
      due cose direi: da un lato continuare a lavorare su di te fino a non trovarti mai (o quasi!) a disagio.
      Dall’altro accettare il rossore.
      Se ne fai un problema questo complica le cose. Se accetti che ti capiti, ammettendo di essere un pò timido, ti alleggerisci e togli un peso.
      Accettare un “limite”, chiamiamolo così, è la prima cosa saggia da fare per superarlo 🙂

      • Grazie Giacomo, mi sembra l’unica cosa sensata da fare!

        Approfitto della tua gentilezza per chiederti un’altra cosa: oggi è stata un’ottima giornata per me, ho agito in maniera piuttosto estroversa in diverse situazioni e mi sono sentito, diciamo così, pienamente ”soddisfatto di me stesso“.
        Poi però in serata ho esitato in un paio di casi in cui avrei voluto agire diversamente: probabilmente ho ”pensato“ troppo prima di agire e questo alla fine mi ha bloccato.

        Quindi la domanda: è possibile che ci siano queste ”oscillazioni“ nei comportamenti e nella spontaneità che riesco ad esprimere, anche nel corso della stessa giornata? Perche questa cosa un po’ mi fa pensare, è come se i progressi che ad un certo punto sembro aver fatto, poi vengano un po’ sconfessati da quel che succede dopo…

        Grazie in anticipo, un caro saluto.

        • Dipende come li guardi.
          Devi riuscire anche a valutare ogni singola situazione.
          Se in serata hai fatto qualche errore, pensato tropo o sei stato indeciso, non significa che non hai fatto progressi visto come ti sei comportato durante il giorno.
          Qualsiasi calciatore può fare 10 gol di fila e poi non segnare per un mese… i risultati contestualizzali sul momento, non generalizzarli come se fossi tu il problema. Guarda dove hai sbagliato, diciamo così, cosa vuoi migliorare e come.
          E procedi 🙂
          E magari leggiti questa pagina 😉

  15. Ciao Giacomo sono Valeria..ti espongo il mio problema.
    Il mio ragazzo fa l agricoltore e i mercatini a km0 della coldiretti mentre io ho sempre fatto l operaia in Ditta e ora il mio ragazzo vorrebbe portarmi con lui un Po per dargli una mano e un po’ per sbloccarmi….
    E si…quando mi trovo in una situazione in cui ci sono 3/4 persone o piu che non conosco vado in panico.
    Sudo freddo e ho il battito a mille.
    Io vorrei superare questa situazione per far piacere al mio ragazzo ma soprattutto per una crescita personale.
    Come posso fare?
    Si accettano consigli =)
    Grazie in anticipo.
    Ciao ciao

    • Ciao Valeria,
      come hai letto nella guida sarebbe ideale abituarti gradualmente.
      Se la mercatino ti trovi tante persone che non conosci tutte insieme, forse è un salto eccessivo.
      Potresti magari iniziare a farlo in modo graduale, cercando situazioni in cui ce ne siano una o due per abituarti.
      Soprattutto, però, dovresti lavorare nella tua mente, nel tuo approccio, in ciò che pensi di fronte a queste situazioni.
      Prima di affrontare un problema, è il caso di essere abbastanza forti da poterlo vincere 😉
      Ti suggerisco di iscriverti al mio Corso gratuito: sarà un supporto che ti aiuti a fare questo lavoro 🙂

      • Dici che così facendo sia troppo eccessivo?
        Conoscendomi so che poi sarebbe anche una cosa che mi piacerebbe..è proprio il primo approccio che mi terrorizza.
        Perché poi appena prendo confidenza chiacchero che è una meraviglia. =)

  16. Ciao.

    Mi dispiace moltissimo ma non posso resistere assolutamente alla visione delle balle che ho appena letto e questo lo scrivo pur perfettamente consapevole che tanto, in quanto esprimo la mia opinione , il commento verrà sicuramente cancellato.

    Innanzitutto il sottoscritto è la prova vivente che la timidezza non si può assolutamente sconfiggere e ti anticipo anche che se mi dici che gli altri c’è l’hanno fatta beh non me ne importa nulla in quanto la mia esperienza mi porta da tutt’altra parte.

    Innanzitutto ho 34 anni sono un impiegato statale ho avuto solo 3 fidanzate nella mia vita e non possiedo nessuna abilità o talento (si si hai letto bene queste sono cose fondamentali che fanno la differenza anche in questo campo). Ho affrontato per 4 anni un percorso di psicoterapia individuale e anche di gruppo il tutto mirato a farmi superare quello che considero un morbo incurabile che è la timidezza che tu in questo articolo sminuisci come se fosse un qualcosa come “trovare il coraggio e sconfiggere paure” beh nulla di più falso in quanto è un qualcosa di infinitamente più complesso e, a differenza di quello che scrivi tu, la società non ti aiuta minimamente in questo senso.

    Inutile dirti che il percorso di terapia è stato inutile anche perchè sono una persone estremamente pigra ma il mio essere così è dettato dalle piena consapevolezza di non valere nulla e, quindi non ha senso per me agire in quanto inutile.

    Nel tuo articolo dici di esporsi gradualmente alle situazioni ; beh complimenti per l’arguzia amico , e sentiamo in un ambiente dove si socializza un timido cosa fa??? Nulla ovviamente perchè non è in grado di socializzare , perchè se lo fosse stato sarebbe li a parlare con le persone e magari rimorchierebbe pure e , di conseguenza, anche il tuo blog non esisterebbe. Invece la realtà è ben diversa ed è fatta soprattutto di competizione e , come ben sai, il timido è sempre sconfitto da queste competizioni proprio perchè ha un freno a mano tirato che non è assolutamente semplice da sconfiggere.

    Sono arrivato quasi al punto di dovermi uccidere fino a che ho capito che il problema del timido è un problema discriminatorio più che altro e la colpa è degli altri non mia , e questo lo dico anche se so che può apparire un luogo comune o una frase priva di senso.

    Quello che so è che il timido , partendo sempre svantaggiato in tutte le situazioni, dallo sport fino appunto alla socialità viene irrimediabilmente schiacciato dagli altri che, essendo anche solamente di poco più estroversi di te hanno sempre la meglio e riescono a fare una buona impressione più di me.

    Di questo mi sono accorto quanto ho frequentato un corso di seduzione , e li ho potuto toccare con mano la legge della giungla che regna incontrastata su questo mondo infame e che è chiarissima soprattutto per i timidi. Il timido vuoi o non vuoi che tu possa scrivere quello che ti pare , rimane un individuo debole e non continuo con il dirti che fine fanno gli individui deboli in natura perchè ovviamente lo sai già.

    Certo non sto dicendo che finiscono sbranati davvero come in natura ma questo, nella nostra società si traduce come rifiuti, ragazzi che si prendono la tua ragazza, ragazzi che si fidanzano e tu rimani come un idiota a guardare, ragazzi che si approfittano del fatto che tu non fai la prima mossa per farla loro, persone che a lavoro sono più sicure e più abili che vanno avanti, persone che invogliate dai successi riescono anche a superare la pigrizia e andare avanti, persone che nello sport hanno l’unico vero ingrediente della vittoria che è quello di surclassare i più deboli e cos’ via all’infinito.

    Come vedi l’elenco è davvero vasto e infinito e scommetto che tu tutte queste conseguenze della timidezza le conosci già, e allora perchè non le hai scritte???. Una mia teoria c’è l’ho ma non voglio infierire più di tanto e mi limiterò a portare la mia di esperienza completamente opposta a quello che scrivi tu.

    Per la cronaca ormai ho fatto l’unica vera decisione che forse ha davvero un senso ossia quella di stare in casa e non uscire più se non per lavoro e servizi essenziali. Ti sembra assurdo ??? No no amico invece e sensato, perchè se ti sembra che questa sia una decisione estrema e inutile beh allora vuol dire che non sai minimamente cosa significa DAVVERO essere timidi . Praticamente per il vero timido quando esce di casa è esattamente come se fossa ancora rinchiuso da qualche parte ma con l’aggravante che sta malissimo a guardare quello che desidera (donne o altro) o anche il solo vedere persone che riescono e tu no. Quindi ha senso chiedersi se sia producente per la mia salute mentale esporsi a simili torture che, a conti fatti, altro non ti dicono e altro non ti fanno vedere che la realtà così com’è ossia che tu non vali nulla.

    Nel tuo articolo lo chiami circolo vizioso , mentre io preferisco chiamarli normali meccanismi di difesa che il mio corpo mi comunica per non stare male e presumo che io debba fidarmi del mio corpo o sbaglio???

    A questo punto si potrebbe obiettare dicendo la solita frase che ho sentito anche troppo e che mi da la nausea ” se non esci e stai fermo non cambierà nulla”.

    Sbagliato, perchè come vedi ho fatto molto più cose di quelle che si potrebbero pensare ma purtroppo sono rimasto il fallito di sempre a riprova anche del fatto che la timidezza non è una scelta ma dipenda soprattutto da fattori esterni dalla selezione naturale in rapporto a quello che desideri.

    Infatti non vedo, ad esempio, per quale motivo dovrei accettare di essere felice con una racchia a cui non interessa se sei timido pur di stare con un uomo … cosa che mi capita di continuo con le donne ad esempio.

    Per avere la donna che desidero devo vincere una battaglia che non ho i mezzi per vincere e piuttosto che stare male tutta la vita io preferisco uccidermi e decretarmi una persona semplicemente non all’altezza.

    Chissà se così facendo troverò pace anzichè tormentarmi di continuo alla ricerca di obiettivi irraggiungibili ?

    Detto ciò non credo che tu stia dicendo cose tanto vere, ma tranquillo il problema come al solito sono sempre io, quello che volevo riportati è solo l’esperienza di chi non c’è l’ha fatta e, se permetti, ho anche le mie motivazioni anche se sono convinto che di fondo ci sia un problema di persone superiori e persone inferiori che ovviamente non sarebbe una novità visto che l’umanità ci lotta da una vita.

    Il timido viene tormentato e affossato praticamente da quando esiste e credo che a un estroverso non importi poi molto se io trovo il coraggio di fare una cosa se lui prima di me ne ha fatte mille magari e ha già avuto successo nel lasso di tempo in cui io sto ancora pensando cosa fare o cosa dire.

    Ci hai mai pensato??? Direi di no altrimenti non avresti scritto questo articolo….

    voglio morire….

    • Ciao Umberto,
      ci sono persone che in un grave incidente hanno perso le gambe, e che vorrebbero morire vivendo una vita senza senso.
      Altre persone in un grave incidente hanno perso le gambe, ma vivono una vita “normale”, alcuni li vedremo a Rio de Janeiro tra pochi giorni, e fanno cose che i normodotati si sognano.
      Il problema dove sta, nell’incidente?
      Io penso proprio di no.
      Che tu abbia fatto un percorso senza successo, non significa che non puoi cambiare, ma solamente che non ci sei ancora riuscito.
      Non basta fare, bisogna anche fare nel modo giusto per ciascuno di noi.
      Inoltre è ovvio che la tua convinzione di valore poco o niente si basa sul confronto con gli altri e su criteri sbagliati, come il successo sportivo o nella seduzione. Sono parametri che puoi usare, ma non dicono se vali, ma solo se riesci, e sono due cose profondamente diverse.
      Io ti consiglio di leggerti questa pagina dove parlo di autostima.
      E visto che hai deciso di restare a casa, ti direi di iscriverti al mio Corso gratuito: avrai tanto tempo per seguirlo a quanto pare, e penso che possa esserti utile.
      Se non altro puoi provare, cosa hai da perdere?

      • Non so perchè ma lo sentivo quasi sotto la pelle che mi avresti portato l’esempio di persone senza gambe braccia o che muoiono di fame o che sono in guerra e che comunque c’è la fanno. Cosa può comunicarmi una cosa simile? Semplice che io sono un inetto all’ennesima potenza se non riesco neppure a trovare il coraggio di fare cose semplici nonostante (ancora per poco) sia dotato di buona salute. Quindi i successi per te non decretano quanto vali ? Anche io me lo sono chiesto tante volte nei periodi bui (quasi sempre) e posso arrivare a dire con certezza che sono frasi che ci inculcano (o ci inculchiamo fai te) come naturale conforto per cercare di non pensare a quella che è la realtà dei fatti.

        Se uno ha fatto tante esperienze e fra queste anche di successo, mentre io non ho avuto il coraggio di approcciarle e se l’ho fatto è stato un disastro tu come fai a dire che questo non determina chi vale? Basta una semplice conversazione al bar caro amico per deprimerti ed avere voglia di mollare tutto; piccolo contesto 3 o 4 persone e quando viene il turno di conoscersi non posso dire nulla in quanto , come ben ti ho scritto, io rimango ormai da diversi anni in casa (2008 per l’esattezza) e comunque non posso mettermi a raccontare di tutto quello che non ho fatto.

        Inutile che io ti dica che questo non porta ad accettarsi ma bensì a deprimersi , ma vediamo se abbiamo degli strumenti per risolvere la questione….

        No non ne ho nessuno e sai perchè? Perchè adesso sai il vero motivo per cui insistevo sullo sport e sul talento in quanto in quel campo come nella vita la differenza la fa non l’allenamento (tutti possono allenarsi in palestra ) ma quel quid in più che fa la differenza e ti rende quindi una persona di valore.

        Leggerò questo articolo sull’autostima e ti farò sapere….

        • Ok Umberto,
          comunque l’esempio era per dire che anche di fronte a cose gravissime ci sono persone che reagiscono bene, altre che reagiscono male.
          In sostanza non è fuori la differenza, ma dentro ognuno di noi.
          E no, i risultati non dicono quanto vali, ma solo quanto “rendi” in base a certe regole 🙂

        • Ciao…

          Ho letto il tuo articolo sull’autostima…

          Sarò sincero e parto dalle cose positive ; hai fatto un buon anzi ottimo lavoro nel realizzare un articolo super intricato che non lasci spazio a nessuna replica o ragionamento altro da parte di nessuno tentando di smontare praticamente ogni possibile obiezione e ogni idea diversa da parte di ognuno.

          Questo te lo dico perchè mentre leggevo pur non essendo d’accordo con molte cose avevo sempre la sensazione come se “beh se costui scrive che è così punto e basta che leggo a fare??” ecco questo è quello che ho recepito come messaggio globale.

          Entrando un pò più nel merito beh sinceramente si tratta, come ti ho già accennato, e qui in questo articolo è confermato, di un modo di cambiare prospettiva/addolcire una situazione che, per quanto mi riguarda, è disastrosa e piatta all’inverosimile, fatta di giornate passate rinchiuso in casa quando non vado a lavoro e di uscite fatte con sempre gli stessi amici.

          Purtroppo stavolta non ho moltissimo da scriverti in quanto tu stabilisci che tutto questo non determina il mio vero valore e spero che mi perdonerai se non sono d’accordo perchè è palese che io sono un vero fallito in base a quello che mi capita o mi è capitato.

          A 13 anni facevo arti marziali e le ho abbandonate perchè ci andavo per forza d’inerzia e preferivo giocare in casa e guardare la tv e questo lo facevo perchè stavo male in quell’ambiente e venivo continuamente messo alla prova e arrivavo sempre ultimo. Alla fine mi ritirai dopo sole due misere cinture ed oggi vivo solo di rimpianti e l’idea di rifare un percorso del genere mi fa stare malissimo così come quella di provare a fare qualsiasi cosa nuova.

          Anche leggere questo blog mi sta facendo salire una odiosa ansia ed ho notato che in generale leggere questo tipo di siti mi innervosisce parecchio e mi fa sorgere una rabbia fortissima contro me stesso in quanto consapevole di non avere i minimi mezzi caratteriali per riuscire a fare o imparare qualcosa di nuovo.

          Lo so che qui nel tuo blog ti sforzi di ribadire l’esatto contrario ma io ho dovuto rinunciare a troppe cose per poter avere un minimo di fiducia in me stesso; ad esempio ho rinunciato a fare il boy scout perchè troppo faticoso e idem per il basket laddove appunto non c’erano delle buone premesse per fare bene. L’unica cosa che mi rimaneva per poter fare un pò di movimento era la normalissima palestra ma anche li vista la mia ernia vuol dire che non sono stato in grado di fare neppure quello.

          Nel blog ho letto che non dobbiamo lasciare che questi eventi condizionano il nostro valore o quello che pensiamo di noi; bene allora quindi come dovrebbe aiutare spostare l’attenzione su di me se non sono in grado di fare nulla? Tu dirai ma puoi sempre imparare, e cosa ho tentato di fare fino ad ora ?

          Lasciamo perdere dai tanto ho passato tanto/troppo tempo fra psicologi privati e non fra corsi di seduzione che hanno portato l’effetto di farmi perdere 3 fidanzate e tutti i fallimenti che ti ho elencato.

          La timidezza credo sia la causa di tutto ed è tutto concatenato e, nonostante tu sicuramente pensi che io la usi come alibi , in realtà è proprio ciò che ha decretato tutti i miei insuccessi in quanto senza di essa probabilmente starei qui a dirti che “ho fatto qualcosa che mi è riuscita e altre no come le persone normali”.

          Per colpa ti essa non ho più una vita sessuale ed è anche uno dei motivi per cui non esco più di casa ( non puoi solo guardare gente fidanzata o donne che non potrai mai avere) , ed il fatto che non sono bello non aiuta affatto la cosa in questi termini.

          Mi dispiace amico apprezzo quello che fai per la gente normale e per chi ha le capacità ti attuare tutto questo ma già alla seconda pagina del blog mi sono venute le palpitazioni e considera che sono semplicemente in casa davanti ad un pc….

          Prova anche solo minimamente a pensare i fallimenti che dunque posso nuovamente realizzare se applico le cose che dici….

          Forse la vera soluzione è quella che mi suggerisce il mio corpo e devo imparare a trovare un equilibrio in un mondo senza persone senza donne e senza emozioni…

          ci riuscirò??? staremo a vedere…

          perdonami ma sono troppo depresso e sto malissimo….

        • Ciao Umberto,
          io non scrivo per “non lasciare repliche”, ma per darti molto su cui riflettere. Non è addolcire, è guardare in modo diverso e, secondo me, più realistico.
          Detto questo hai un sito di risorse e un corso ricchissimo.
          Io dico che tu potresti farcela, poi sta a te ovviamente, in ogni caso spero che tu possa diventare felice 🙂

        • Quanto ottimismo…….

          Tra le tante cose che non so fare probabilmente c’è anche quella di non saper minimamente scrivere.

          Mi sembrava chiaro di aver scritto che senza riuscire a mettere in pratica il tutto è inutile anche solo leggere pena il ritrovarsi ancora peggio di prima (come con il corso di seduzione che ho svolto).

          Una cosa la apprezzo però , praticamente tutti gli altri siti come il tuo che ho visitato hanno cancellato commenti come il mio, segno che pensano soltanto a fare business e delle persone non importa nulla .

          tu invece hai risposto ed è una cosa buona.

        • Grazie Umberto,
          se rileggi i tuoi commenti, sono scritti in un buon italiano e senza errori di battitura, o quasi. Prova a fare un giro nel sito e vedi quanti errori ci sono di solito.
          Inoltre io dico che se segui il corso i miei esercizi riesci a metterli in pratica.
          Poi sta a te decidere, ma sappia che sei il benvenuto 🙂

    • Ciao Umberto,
      Bhe che dirti in quello che hai scritto mi rispecchio in pieno, figurati che prima di leggere tutto ciò nemmeno avrei avuto il coraggio di risponderti, però cazzo mi hai dato una scossa, sei molto carismatico, come te da ragazzo ho mollato tutto sia lo sport sia un eventuale approccio con le ragazze, però grazie alla tua esperienza di vita, essendo più grande di me, mi hai fatto ricredere in me stesso, può sembrarti un contro senso lo só, ma leggendo quello che hai scritto mi sono visto per la prima volta allo specchio, ed ho visto un immagine che non mi piace, mi impegneró ogni giorno a cambiare ed a migliorare, e se riusciró nella mia impresa, sarà un grazie per tutta la vita a te.
      E spero che ti faccia piacere anche a te aver aiutato un ragazzo di 21 anni.

      • L’analisi più dettagliata è quella che ho scritto nel mio primo commento, e devo dire che mi stupisco di me stesso rileggendola. In quello che ho scritto ci credo davvero e per me non c’è NESSUN modo di sconfiggere la timidezza e questo lo dico ovviamente per quel che riguarda il mio vissuto ed i tentativi che ho fatto io. Sono stato in qualche modo anche truffato in questo senso, perchè gli “esperti” che mi hanno aiutato mi hanno sempre detto che con determinati approcci piano piano la timidezza sarebbe scemata , ed invece? Semplice, si sono dimenticati di dirimi(ipocritamente) tutti i punti che ho elencato circa la mia mancanza di abilità di fondo e soprattutto il fatto che non si tratta di un videogame dove non si prova nulla quando si agisce ma le umiliazioni , le sensazioni e le mortificazioni sono dietro l’angolo e, per un timido, questo è amplificato all’ennesima potenza e questo gli esperti lo sanno bene.

        Ti ringrazio molto per quello che mi hai scritto ma sono sempre più convinto che ognuno ha il suo posto nel mondo anche se si tratta di un idiota , timido e poco talentuoso come e personalmente ho seri dubbi che una persona possa trarre beneficio dal lottare per cambiare o roba simile.

        Per me è sempre stata una guerra dove ,in caso di vittoria, le conseguenze in termini di sensazioni negative o altro sono infinite, ecco perchè per me il gioco non vale la candela perchè anche se faccio il compitino a casa (segnarsi le cose positive e tutte ste fesserie qui…) e poi mi accorgo che tutto questo mi costa fatica e non riesco a vivere sereno, che senso ha farlo??? Per me stesso??? La mia vita non cambia di una virgola, chi deve umiliarmi mi umilia chi deve pestarmi mi pesta chi deve vincere vince sempre e….. dulcis in fundo chi ha le migliori ragazze non sono comunque io ma altri… quindi preferisco di gran lunga vivere a modo mio piuttosto che espormi ad umiliazioni certe dalla quale difficilmente si scappa al contrario di quello che dicono sempre gli “esperti”….

        • Grazie Umberto.
          Ovviamente se incontri degli “esperti” che ti danno consigli sbagliati o se quel che hai sempre fatto non funziona per niente… non vuol dire che tutti diano consigli sbagliati o che tu non possa cambiare qualcosa.
          L’esperienza, anche se ampia e condivisa da tanti, è sempre un esperienza e ci sono così tanti motivi per cui non accade quel che vogliamo, che imputarne la colpa alla nostra nullità è sempre un errore 🙂
          Poi dai, magari Marco ce la fa e tu avrai fatto qualcosa di buono 😉

        • So che sarà superfluo dirlo ma ci tengo davvero a far notare che quello che ho scritto riguarda il MIO vissuto e nient’altro che quello.

          Certo un pò casca l’asino qui, perchè la mia rabbia spesso è incontrollabile proprio in virtù del fatto che c’è chi c’è la fa e chi come me, in base a ciò che ho scritto , no.

          E su chi c’è la fa beh… anche li andrei molto molto cauto ossia magari stiamo parlando di persone non realmente timide, magari stiamo parlando di persone che ingigantiscono problemi e che hanno bisogno soltanto di “spinte” per superare ostacoli ridicoli insomma, come dicevo spessissimo anche ai miei terapeuti , l’unico vero aiuto concreto (anche se io credo che non esista un aiuto universale) può essere un aiuto valutato attentamente caso per caso studiando a fondo tutti gli aspetti caratteriali della persona, sempre se realmente si vuole curarla intendiamoci.

          Purtroppo il manuale delle giovani marmotte fornisce aiuti soltanto a chi appunto non è un caso grave.

          Per fare un esempio concreto, la mia timidezza è gravissima con le donne ed è inutile raccontarci balle in materia perchè sappiamo tutti quanti che un rapporto sano con l’altro sesso passa anche , e soprattutto, dalla possibilità , un giorno, di poter avere il coraggio di osare di più con loro.

          Senza questo , e lo dico con rispetto per l’altro sesso appunto, un uomo come me può tranquillamente considerarsi malato e qui vengo però anche alla condanna di noi timidi perchè come rovescio brutale della medaglia abbiamo che soltanto l’uomo sicuro di se ha successo con le donne quindi sostanzialmente parliamo di una soluzione ad un problema che, come vedi è già morto in partenza per i casi più gravi.

          Tu pensi che le donne non notino che ti stai sforzando di parlare con loro??? Ovviamente certo che lo notano ed è per quello che ti scartano e ti rifiutano, ma il rifiuto non è il peggiore incubo di noi timidi???

          Direi che non ne esco fuori in nessun modo francamente…

          scusa lo sfogo….

        • Nessun problema Umberto,
          solo due cose penso siano importanti: la timidezza non è una malattia (ci manca che aggiungano anche questa all’elenco!) e l’errore sta nel considerare fondamentali alcune cose che, da timido, non riesci a ottenere. E che fondamentali non sono 😉

        • No.
          Ci sono persone in coppia che sono infelici. E persone single che sono infelici.
          La felicità non dipende dall’avere questo o quello, non dipende in realtà da nulla al di fuori di noi.
          Se fosse così facile, i belli e ricchi dovrebbero essere felici… ma la vita ha regole molto democratiche 😉

        • Speriamo che oltre ad essere democratiche siano anche eque , così giusto per distribuire un pò meglio questa felicità….

  17. Ciao sono Francesca anche io sono molto chiusa non riesco a fare un discorso quando esco con mio marito se non e lui a parlare io me ne sto li zitta.come posso fare

    • Ciao Francesca,
      devi comprendere la radice della tua paura. Non parli per paura di cosa? Cosa potrebbe succedere? Cosa ti frena?
      Devi capire.
      Ti suggerisco di leggere questa guida e poi di iscriverti al mio Corso: lo trovi gratuitamente sotto ogni pagina del sito 😉

  18. Tutto falso. La timidezza è un modo di essere, una ontologia, e non può essere corretta.

    E’ la società che deve adattarsi al timido e non viceversa.

    E’ la solita solfa che i timidi sono colpevoli della propria solitudine, i poveri della loro povertà, i malati delle loro malattie e quindi meritano di morire.

    • Qui nessuno merita di morire.
      Se fosse falso, come mai funziona?
      Ha funzionato con me e con tante persone che mi scrivono.
      Il nocciolo della questione è non fare l’immenso errore di pensare che un comportamento sia innato. Nessuno nasce timido, nessuno nasce ansioso.
      Inoltre niente “colpevoli”: ognuno è responsabile della propria vita, tutto qui 🙂

      • Parti dal presupposto sbagliato che si possa essere diversi in base alla propria volontà. Ma la volontà individuale, come disse Spinoza, non esiste. Si nasce in un certo modo e tali si
        rimane per sempre. Non è sbagliato. E’ la società che non deve discriminare in base alle differenze individuali ma accettarle. Dire superare la timidezza è come a suo tempo dire di superare il mancinismo, un tempo ritenuto una condanna e una colpa individuale. Non lo dico io ma il professor Luigi Anepeta, autore del testo “Timido, docile, ardente”.

        La società ha bisogno dei timidi. Siamo degli indicatori stradali; funzioniamo come “segnali d’allarme”. Sappiamo riconoscere e indicare i pericoli. (cit. Giovanna Axia).

        Un mondo solo di arroganti e spavaldi è atroce, guarda Renzi. A me il bullismo non piace.

        “La timidezza è un difetto che è rischioso rimproverare alle persone che vogliamo correggere.”
        (François de La Rochefoucauld)

        Condivido il pensiero di La Rochefoucald tranne il fatto che essere timidi sia un difetto.

        SONO ORGOGLIOSO DI ESSERE TIMIDO

        Gli spavaldi stanno disrtuggendo il mondo.
        I timidi lo stanno già ricostruendo.
        Il futuro è dei timidi.

        • Per me la teoria di un professore, fosse un luminare, resta una sua opinione, specie in campo di psicologia e comportamento umano.
          Non la verità.
          Perché o timido o arrogante?
          Timido indica una stato di timore del giudizio degli altri. Non è un difetto, è una visione che, io lo vedo spesso, non è innata.
          Il guaio è che di solito usiamo il comportamento in una società come metro di osservazione della natura umana.
          Ma così non vedi la natura, ma che forma le da la società in cui cresce.
          Poi, se a te sta bene comportarti in modo timido, che problema c’è 🙂
          Io penso che un problema è tale se lo vivo con disagio. Ma se ci stai bene, non c’è problema 🙂
          P.S.
          Spinoza non è Dio 😉 La volontà esiste ed è fantastica e tutti possiamo cambiare e “rinascere”.
          tutti tranne coloro che non lo credono possibile 😉

      • Il punto è che finchè riterremo che ogni ingiustizia risieda nel singolo individuo non verremo mai a capo di nulla.
        Io sono tra i pochi che credono sia possibile cambiare il mondo. 50 anni fa eravamo molti di più.
        Io non voglio cambiare me stesso, voglio essere coerente con me stesso.
        E’ il mondo che vorrei cambiare.

        Spinoza non è Dio, ma ognuno sceglie la filosofia che sente propria. Se dici ad un malato di cancro che è responsabile della sua malattia, come pensi che reagirà?

        Io sono olista. L’ insieme conta di più dei singoli individui che lo compongono.

        • Io non credo che “le ingiustizie” risiedano nei singoli, ma è probabile che siano le persone, singole o in gruppo, in società, a compiere atti che potremmo definire ingiusti.
          Il mondo non è, il mondo è l’insieme dei singoli, e se ognuno, come dici tu, vuole cambiare il resto e non se stesso… fai un po’ te 😉
          Comunque mi sa che siamo andati fuori dal tema della timidezza 😀

  19. Ciao ..grazie davvero ..per me è stato utile leggere le tue pensieri e consigli .. Sei proprio bravo !!! Comunque è vero che dici perché io per esempio non sono timida e sono molto estroversa .., ma nei certi casi …ho paura ..e vorrei nascondermi , tipo come mi piace scrivere le poesie e sono anche brava😊ma non riesco quasi mai leggerle in publico ☺️…forse paura dei giudizio !! Vorrei superarla per essere più felice felice ancora …grazie di cuore Giacomo ..😉

  20. Grazie 😉😉
    I tuoi consigli mi sono stati molto utili
    C’erano molte cose che non sapevo
    A volte prima di leggere questo articolo cervi di farmi coraggio quando dovevo conoscere persone nuove (e per la maggior parte non c’è la facevo )
    Grazie tantissimo
    D’ora in poi cercherò di seguire i tuoi consigli per togliere dalla mia mente l’idea di essere timida così riuscirò a fare anche i quadruplo delle amicizie che facevo prima
    Grazie Ancora! 😀😀

  21. Ciao io sono Federica e vado a un gruppo di preghiera x i Giovanni ma non parlo perche sono timida come posso fare? Mi serve saperlo prima del 25aaprile

    • Ciao Federica,
      inizia a mettere in pratica i suggerimenti che hai letto nell’articolo 🙂
      Potresti chiederti: se non fossi timida, la prossima volta cosa direi? Scriviti le risposte e poi parla, anche se ti trema la voce o hai un groppo in gola.
      Devi agire anche se la timidezza è ancora lì. Devi abituarti sia a parlare, sia al possibile dissenso, alla disapprovazione degli altri.
      Ti capita di essere timida in ogni situazione?
      Se ce ne sono altre in cui ti succede, ma che vivi prima del 25, fai delle prove, usa i consigli che hai letto, parla anche se è difficile.
      Devi abituarti, un po’ alla volta, ma agendo concretamente.

  22. Ciao.Ho appena letto questa guida e mi ha fatto riflettere molto.E’ da qualche anno che ho problemi ad esporre me stesso e ad aprirmi con il prossimo.Ho paura del giudizio altrui.Ciò però non avviene sempre…solo a scuola.Cioè con amici che conosco da tempo,parenti e gente cara sono abbastanza aperto e riesco ad esternare le mie emozioni.
    Però talvolta a scuola la gente per il mio comportamento chiuso mi da del freddo,apatico,acido…insomma sempre una persona priva di emozioni.Ciò non è vero.Sono tutt’altro delle definizioni elencate.E’ solo che ho difficoltà ad esternare le mie emozioni,ma non che non le provo.
    Ti ho scritto per chiederti un consiglio su come superare questa insicurezza ed essere più spontaneo ed espansivo.
    Grazie in anticipo.Ciao;)

    • Ciao Edo,
      il problema di fondo è la paura: paura del giudizio degli altri? Paura comunque di essere te stesso.
      Io farei due cose: da una parte devi affrontare e vincere la paura, e ti consiglio di leggere questa pagina, poi questa e questa.
      Dall’altro di mettere in pratica i consigli che hai letto, partendo dal pensare, prima di una situazione o mentre la vivi, cosa faresti se non avessi problemi a esprimere chi sei.
      Chiediti: “cosa farei se fossi sicuro e tranquillo?“. Scrivilo se puoi ma poi fallo.
      Anche se all’inizio sarà scomodo o faticoso: devi abituarti a mostrare chi sei e abituarti all’eventuale disapprovazione degli altri 🙂

  23. Ciao..sto leggendo tutto e mi rispecchio in ciò k hai scritto..io mi ricordo di essere timido da sempre anche se ho letto che timidi non si nasce, faccio ftica ad avere un rapporto non solo con il sesso femminile ma al tempo stesso con quello maschile, faccio fatica a socializzare xk non sono capace ad aprire un discorso, nn so mai cosa dire..nei discorsi degli altri dove magri si parla di argomenti a me sconosciuti mi limito a dire “si” “bravo” “hai ragione” “giusto” ..mi dico sempre che col tempo passa che basta conoscermi un po’ di piu e mi apro ma mi rendo conto che non ce la faccio e più passa il tempo più ci si allontana piuttosto che avvicinarci.
    Non so cosa fare, ad esempio a tavola cn amici o parenti di lei non so cosa dire non so che argomento aprire, se tu ora venissi a casa mia nn saprei cosa dirti aspetterei kche sia tu ad aprire il discorso e mi limiterei a rispndere in base all’argomento. Non so più cosa fare sta timidezza mi manda troppo ko mi limita in tutto e io nn ce la faccio.

    • Ciao Davide,
      per prima cosa rileggiti questa pagina e fai le cose che hai letto.
      inizia ad applicare i 5 consigli, altrimenti resta sempre tutto uguale e non cambi nulla.
      La cosa importante, però, è lavorare sulle tue emozioni: tutto passa di qui.
      Per cui leggi anche questa pagina, con molta attenzione 🙂

  24. la timidezza, se patologica rientra nella categoria diagnostica dell’ansia sociale la cui cura dipende anche dalle altre psicopatologie associate soprattutto quelle della personalità come ben specificano le pagine 62, 239, 255, 280, 319, 381 e 551 de Il manuale pratico del benessere, patrocinato dal club UNESCO, che propone al lettore italiano consigli psicologici, prescrizioni naturopatiche, suggerimenti nutrizionali in un percorso guidato di auto aiuto da fare a casa

  25. Sera, sono un timido cronico e condivido tutto quello che ha detto perché riflettendoci questa “paura” mi assale ogni volta che devo espormi con qualcuno ho dialogare e quindi trovare argomenti che possano far si che si stia un po in compagnia.Per non parlare poi in amore, sono attratto da una donna a cui tento di fare il filo da tempo, dopo piu di 1 anno di sguardi incontri fortuiti cercati da me ma nei quali non sono riuscito a dire un acca mi sono fatto coraggio e mi sono presentato il tuttoè durato pochi secondi per paura mia non so di che e il giorno dopo quando la ho incontrata dinuovo le volevo pagare il caffè ma con una scusa ha evitato e da allora io mi skono ancora piu chiuso non riesco a parlarlee ne soffro. Scusi egrazie per quant da lei scritto qui.

    • Ciao Fulvio,
      innanzitutto devi agire, oltre a leggere. I consigli sono pratici e sono magari buoni, ma se non li usi, servono a nulla 🙂
      Inoltre il vero nodo sono le tue emozioni e i tuoi pensieri insicuri e paurosi.
      Questi devi eliminarli, altrimenti non cambierai mai nulla.
      Inizia da questa pagina e ti consiglio di usare questo libro per cominciare a cambiare davvero le cose 🙂

  26. Non credo che bisogni allenarsi a vincere la timidezza sforzandosi di parlare; di fare l’osservazione in pubblico. Se io non ho voglia di fare il complimento alla cassiera del supermercato e mi sforzo di farlo come esercizio, significa semplicemente che mi sono imposto di fare qualcosa, ma questo non mi aiuterà a vincere la timidezza. Credo che la cosa più importante da fare, ma non semplice, sia imparare ad essere se stessi accettandosi per quello che si è; senza aver paura di non sapere cosa dire; senza il timore di non avere sempre la risposta pronta; senza prendere come modello, comportamenti che ci sembrano ideali; senza avere come modello, persone che stimiamo e ci affascinano per il loro carattere, e magari non consideriamo che quelle persone ci appaiono migliori, proprio perché sono se stesse.
    Io penso che il problema dovrebbe volgere su COME ESSERE STESSI, perché secondo me il problema della timidezza è proprio questo.

    • Giusto Emanuel,
      il problema è aver paura di mostrarsi per paura di essere rifiutati.
      Ma se il complimento lo pensi, perché non lo dici?
      Se parlare vorresti, perché non lo fai?
      Gli esercizi sono spunto per fare qualcosa che faresti se non avessi paura. E se lo faresti, vuol dire che è parte di te.
      Prendere un modello come spunto, significa cercare di migliorarsi o superare una paura che hai, non imitare gli altri.
      Ricorda poi che tu “non sei” qualcosa, tu diventi ogni giorno differente e non sei predeterminato da nulla: scegli chi essere giorno dopo giorno.
      Se comprendi questo, ti rendi conto che tu non sei, ma scegli di essere 🙂

  27. Ciao. Sto leggendo questa guida. Tu parli di timidezza come scelta. ma io ricordo questo carattere sin da piccolo(elementari ed anche prima). Puo’ un bambino a quell’eta’ capire tutte quelle storie sulle emozioni, paure e cosa pensano gli altri? Puo’ esserci un qualcosa nel DNA, che si possa tramandare tra generazioni e che ti predisponga a questo carattere? Grazie ed ancora complimenti per le guide……

    • Ciao Fabio,
      considera che un bambino comincia ad assorbire sin da piccolissimo dall’ambiente, dai genitori, dagli altri.
      Addirittura ci sono ricerche che dimostrano influenze sul carattere anche se la madre, mentre è in cinta, vive traumi o situazioni stressanti.
      Nel DNA non credo proprio ci sia scritto se sarai timido. Considera che ogni emozione è frutto dei nostri pensieri, per cui leggi subito questa guida, è davvero fondamentale e poi anche questa che parla di come cambiare il carattere che, contrariamente a quello che quasi tutti credono, dipende da noi 🙂

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