Come trovare lavoro e farti pagare per fare quello che ti piace

Oggi ti spiego come trovare lavoro: farai quello che ti piace lavorando per chi preferisci. Ti propongo un modo per ottenere un colloquio di lavoro per ogni domanda che farai:

  1. Ecco tutte le bugie sul mondo del lavoro.
  2. Come trovare lavoro in poche settimane (metodo pratico).
  3. Perché dovrebbero scegliere proprio te.
  4. E se non funziona? Nessun problema, ho il piano di riserva!

Ti interessa?

Non temere, non devi spendere un solo centesimo per mettere in pratica i miei consigli.

E nel sito ti spiego, sempre gratis, anche come fare un curriculum, come scrivere una lettera di presentazione, come affrontare un colloquio di lavoro.

Non sarebbe perfetto trovare lavoro entro qualche settimana?

E farti pagare per qualcosa che ami fare?

E allora non perdiamo altro tempo: iniziamo subito!

Tutte le bugie sul mondo del lavoro

Tutte le bugie sul mondo del lavoro

Ti hanno detto che è difficilissimo trovare lavoro, che c’è la crisi, che le aziende non assumono, che è un disastro.

Ogni giorno i telegiornali ci ricordano la situazione drammatica e l’ISTAT ci tiene aggiornati (che carini!) regolarmente su quante persone non lavorino.

Ci sono però alcune cose che non sai, ma che dovresti capire prima di cercare un lavoro.

Per prima cosa la crisi c’è, è reale, ma non è vero che le aziende non assumono.

Forse i posti che vengono persi sono a volte superiori a quelli ottenuti, ma l’aumento della disoccupazione non significa che non c’è lavoro.

Significa che non ci sono tante offerte quanti sono coloro che chiedono un posto.

La cosa è differente.

Se il tuo problema è debellare la disoccupazione, allora è un discorso.

Ma se vuoi un posto di lavoro, considerando che sono migliaia quelli che ogni anno ne trovano uno, tutto cambia.

Detto chiaramente, ci sono decine di migliaia di opportunità ogni anno, solo in Italia, per trovare lavoro.

Non bastano per tutti, è vero, ma sono più che sufficienti per te.

Detto questo, se navighi in rete, ti rendi conto di quante offerte ci siano.

Ho scoperto alcuni siti, se fai una ricerca su Google per scoprire chi assume in Italia, che elencano le aziende che cercano collaboratori.

Ad esempio, su lavoriamo.eu c’è un post che elenca quelle disponibili nel 2017.

Ma ci sono anche tantissimi motori di ricerca, dedicati al lavoro, in cui scoprire offerte e annunci, come ad esempio il motore di ricerca del lavoro Jooble.org, oppure infojob.it solo per citarne due (ma ce ne sono decine!).

Vero, a volte sono aziende che propongono lavori a tempo determinato o con retribuzioni legate ai risultati, magari nel settore della vendita diretta, quella porta a porta per capirci.

Però siamo onesti: un conto è dire che non ti piace cosa offre il mercato, altro è affermare che non c’è niente da fare.

La crisi c’è, ma le possibilità anche.

Ti consiglio di leggere una guida in cui ti spiego come essere ottimista e pensare positivo.

Non per illuderti che tutto vada bene, ma per non perdere di vista le occasioni che ci sono e che se vedi tutto nero ti perdi.

Realismo, quindi, non ingenuità. Leggila e capirai.

Ma la cosa più importante devo ancora mostrartela.

Il vero problema non è infatti la crisi, ma non sapere come trovare lavoro, ossia non sapere rispondere ad alcune domande fondamentali.

Ecco le domande:

  • Perché un’azienda dovrebbe assumere te e non un altro che ha esperienza, formazione e caratteristiche simili alle tue?
  • Se ti assumo, pagandoti 1000 euro al mese, saprai farmene guadagnare di più?
  • In che modo quello che ami, le tue passioni, potrebbero rendere migliore la vita degli altri?
  • Per quale ragione io dovrei pagarti per fare quello che ti piace?
  • Sai tradurre tutto questo in azioni, obiettivi, soluzioni reali che potresti attuare subito? E sapresti come farlo davvero, non solo a parole?

Se hai una risposta a tutte queste domande, non avrai mai più problemi di lavoro.

Se all’ultima domanda sai dare risposte concrete e non semplicemente concetti, teorie e chiacchiere, allora non avrai mai più problemi di lavoro.

Tu mi daresti 100 euro se poi te ne restituisco 20?

Penso proprio di no.

Perché un’azienda a cui costi 100 dovrebbe assumerti se poi ne ricava di meno?

Ricorda che un’azienda non paga solo lo stipendio che vedi in busta paga a fine mese, ma ha costi, contributi, imposte.

Oltre alla crisi considera che un’azienda non ha motivo di assumerti se gli costi più di quanto produci.

Che senso avrebbe?

Se vende di meno, non ha motivo per assumerti.

Mi daresti 100 euro se poi te ne restituisco 200?

Stavolta penso proprio di sì!

Ricorda questo: la crisi non conta.

Se tu costi 100 e produci 200, chiunque vorrà averti al suo servizio.

Pensi che un’azienda, perché c’è la crisi, non vorrebbe guadagnare se tu produci più di quanto costi?

Se tu sai fare ottenere a chi deve pagarti più di quanto costi, avrai sempre la fila fuori dalla porta e invece di elemosinare un lavoro, potrai scegliere cosa fare e dove.

Semplificando ti faccio un esempio banale.

Un’azienda assume Teresa per vendere le scarpe.

Ogni mese le paga 1000 euro di stipendio e Teresa vende 1000 scarpe.

Poi però assume anche Giorgia, sempre per vendere le scarpe.

Anche Giorgia è pagata 1000 euro al mese, ma di scarpe, lei, ne vende 1500.

È più brava, sa comunicare meglio, è più portata.

Conta poco, vende di più, allo stesso costo per l’azienda.

Se un giorno l’azienda non avesse abbastanza soldi per pagare sia Teresa che Giorgia, secondo te, chi lascia a casa?

Indovinato 😉

Ma ipotizziamo che Giorgia vada in azienda a chiedere di lavorare e le dicano che non c’è posto.

C’è la crisi e non possono spendere altri 1000 euro.

Ci sta, è normale oggi, giusto?

Allora lei che fa: propone di farla provare per una settimana gratis, perché dimostrerà che sa far guadagnare più di quanto costerebbe.

L’azienda le concede una prova e si rende conto che, effettivamente, per ogni 1000 euro che le pagano, lei ne fa incassare 5000.

Non pensi che la assumeranno visto che questo fa guadagnare all’azienda 4000 euro in più del normale?

E considera che quei 5000 euro non entrano perché c’è una ragazza in negozio, entrano solo se c’è Giorgia in negozio.

Come vedi è molto differente.

Ecco come trovare lavoro: imparando a essere una risorsa.

Invece cosa fanno tutti i quanti?

Inviano centinaia di curriculum sperando che qualcuno li assuma.

Se tu continui a chiedere uno stipendio senza essere capace di fare la differenza, di creare ricchezza, avrai sempre grosse difficoltà a trovare lavoro.

Inoltre considera che non conta se un’azienda assume oppure no.

Se tu vai da loro, gli chiedi 20 euro e gli dai una banconota da 100 in cambio, stai sicuro, o sicura, che non ti manderanno via!

In questa guida ti spiego come trovare lavoro, cioè come ottenere un colloquio per ogni curriculum che invii.

Scoprirai come farti assumere e pagare per fare le cose che ti piacciono, e sceglierai tu dove lavorare.

Nessuno fa quello che ti suggerirò, per cui sarai anche unico, o unica, emergerai dalla massa, ti farai notare.

Torniamo a noi, perché se seguirai i miei consigli e imparerai a fare la differenza ovunque lavori, puoi dimenticarti le statistiche dell’ISTAT e fregartene delle leggi sul mercato del lavoro che vengono discusse in parlamento.

Non perdiamo altro tempo, adesso che sai di non dover aspettare che qualcuno risolva il problema per te.

 

Come trovare lavoro in poche settimane (se ti impegni davvero!)

Come trovare lavoro

Come ti dicevo, non devi inviare diecimila curricula per trovare lavoro.

Potrebbero bastarne due o tre.

Assurdo?

Leggi con attenzione tutti i passaggi che seguono, perché ti svelo il segreto per trovare lavoro, per trovare quello che ami, e per riuscirci in poco tempo.

Ovviamente tutto dipende da te.

 

1. Iniziamo dalla tua passione

Su questo non ci sono alternative: devi coltivare le tue passioni.

Se cerchi un lavoro tanto per farne uno, per avere uno stipendio a fine mese, non ci siamo.

Vuoi delle buone ragioni? Eccole qua:

  • Il metodo che sto per mostrarti non è un trucco, ma un processo che richiede impegno e lavoro, e riuscirai a realizzarlo solo se lavori sulle tue passioni.
  • Che lavorare sia necessario è chiaro a tutti, ma potendo scegliere, perché non fare qualcosa che ami e ti piace, invece di un lavoro che non sopporti?
  • Devi diventare una ricchezza, e per riuscirci l’entusiasmo e l’impegno sono fondamentali, ma li avrai solo se fai qualcosa che ami, altrimenti non riuscirai mai a eccellere.
  • Come riuscirai a creare ricchezza? Ricorda che l’obiettivo è far guadagnare più di quanto costi. Se fai qualcosa che ami avrai competenza, conoscerai bene quello che fai e potrai davvero diventare una risorsa.

Il nocciolo della questione è che per emergere, per dare di più degli altri, devi saper fare bene il tuo lavoro.

Le tue passioni sono qualcosa che ami.

Questo vuol dire che ne sei esperto, o esperta, gli hai dedicato finora molto spazio della tua vita, le conosci bene, ti piace impiegare in questo modo il tuo tempo.

Una passione ti permette di tirare fuori creatività, ti entusiasma, ti mette voglia di fare.

Quante volte hai pensato che sarebbe stato magnifico poter vivere facendo quello che ti piace realmente?

Perché rilegare le cose che ami ai ritagli di tempo, ai fine settimana o alla pensione?

Perché non farne il motore della tua vita?

Il motivo è uno solo: non pensi che sia possibile, e ti arrendi.

Ora ti spiego come si fa, ma prima devi avere chiaro cosa vuoi fare, qual è la tua vera passione.

Per aiutarti ho creato una guida che ti spiega come trovare la tua strada, e devi leggerla subito, prima di proseguire con questa.

I prossimi passi, infatti, saranno possibili solo se hai individuato la passione giusta.

Ho proposto questo approccio a molte persone e solo chi aveva una passione ha saputo metterlo in pratica.

Se non ragioni in questo modo, dopo qualche giorno molli, ammesso che tu ci provi davvero a seguire le mie indicazioni.

Il bello è che se farai come ti dico, posso garantirti che troverai lavoro velocemente.

Individua la tua passione, quindi proseguiamo e scopri cosa fare nei prossimi giorni.

 

2. Scegli tu per chi vuoi lavorare

La cosa più bella dell’approccio che uso, è che sei tu a scegliere, invece di sperare che qualcuno ti chiami.

Per questo il punto di partenza è identificare la tua passione e capire esattamente cosa vuoi fare.

A questo punto devi selezionare le aziende per cui ti piacerebbe lavorare.

Non ha importanza se sono aziende grandi, internazionali, o piccole attività locali nella zona dove vivi.

Pensa a tutte le aziende che potrebbero darti la possibilità di fare il lavoro che desideri.

E non considerare se accettino candidature spontanee oppure no.

Non è un problema che ci riguarda 😉

Inoltre non porti limiti legati alle competenze o ai titoli che richiedono.

Sono cose che vedremo in un secondo momento.

Per prima cosa, considerando anche l’estero se ti piacerebbe spostarti (con o senza conoscere adesso la lingua!), scegli tutte le aziende che ti ispirano.

Non essere troppo selettivo, o selettiva.

Ecco qualche suggerimento per costruirti questo elenco:

  • Cerca su Google in base al lavoro che puoi fare.
  • Usa forum di settore, per confrontarti con altre persone e chiedere consigli o scoprire i suggerimenti che ci sono già disponibili.
  • Usa la tua rete (se ne hai una) di contatti su LinkedIn. Puoi anche contattare persone che non consci e chiedere suggerimenti e consigli.
  • Parla con amici, parenti, colleghi di amici o tuoi (se vuoi cambiare lavoro e uno lo hai già) e chiedi consiglio a loro.
  • Vai in un centro per l’impiego, o di orientamento professionale, e chiedi informazioni sulle aziende presenti.
  • Vai sui siti di società che ti piacciono e scopri dove sono le loro sedi.
  • Leggi i giornali che presentano annunci di lavoro (o anche siti online) e scopri le aziende che li propongo e ti potrebbero interessare. Per ora fregatene dell’annuncio in sé.
  • Vai al tuo comune e chiedi di darti un elenco delle aziende che si trovano nel suo territorio.

Sono solo alcune idee.

Per prima cosa stila questo elenco, includendo solo aziende che ti potrebbero interessare, legate al tuo settore, alla tua passione.

Dopo aver fatto questo, devi scremare e selezionare solo le migliori.

Io ti consiglio di scegliere le 3 con cui vorresti davvero lavorare.

Non basarti sul fatto che cerchino personale, magari in linea con il tuo profilo.

Scegli piuttosto quelle per cui davvero ti piacerebbe lavorare, per il loro stile, le loro politiche, l’immagine che portano avanti.

Immaginati che due delle aziende che hai scelto ti proponessero lo stesso contratto: quale sceglieresti?

Non solo, identifica con precisione i motivi per cui faresti questa scelta.

Questo lavoro ci servirà anche per scrivere la lettera di presentazione.

Ovviamente devi scrivere l’elenco di aziende e devi scrivere anche, per le tre che selezioni, i motivi per cui lavoreresti con loro.

Sinceramente, non in modo ruffiano per farti ben volere.

Immagina di parlare con un carissimo amico che ti chiede perché ti piace quell’azienda.

Spiegalo a lui, scrivilo, così lo spieghi soprattutto a te.

Appena hai i tre nomi, le aziende fortunate che avranno la possibilità di assumerti, siamo pronti per passare alla prossima fase.

 

3. Diventa un risorsa e scopri come puoi fare la differenza

Quello che devi fare è raccogliere quante più informazioni puoi su queste aziende.

Di solito le persone chiedono un lavoro e non gli importa nulla, o quasi, di chi dovrebbe pagarli.

L’importante è uno stipendio, il resto conta poco.

Ma se tu lavorassi da qualche anno per queste aziende, ragioneresti in questo modo?

Probabilmente no, ecco cosa cambierebbe:

  • Conosceresti bene l’azienda e la sua realtà, con tanto di punti di forza e punti deboli.
  • Sapresti quali sono i problemi, le cose che non vanno, e probabilmente avresti una tua idea di come si dovrebbero risolvere.
  • Avresti tutto l’interesse a risolverli, a far guadagnare di più l’azienda, perché se incassa di più, con quei soldi, ti paga e se l’azienda è sana, il tuo posto è al sicuro.
  • Inoltre faresti di tutto per dare il massimo, perché se lo fai, conservi il tuo lavoro e magari puoi sperare in promozioni e riconoscimenti.

Giusto? Condividi?

Bene, perché dovresti aspettare degli anni per entrare in questa logica?

Chi potrebbe assumerti come farà a scegliere te se gli dimostri quanto vai solo tra 6 mesi?

Non ha senso, lo sai, non ti assumerà nessuno in questo modo.

Puoi fare la differenza? Puoi risolvere i problemi aziendali? Puoi migliorare le cose?

Ottimo, dillo subito!

Esci dalla mentalità del dipendente e comincia a pensarti come un collaboratore.

Ragiona come se quell’azienda fosse già la tua.

La prima cosa da fare è raccogliere le informazioni che avresti normalmente se già lavorassi per questa azienda.

Ecco cosa devi sapere:

  • Identifica missione e valori aziendali (anche non averne è molto indicativo).
  • Identifica gli obiettivi a lungo termine.
  • Identifica il tipo di atteggiamento verso il personale (formazione, opportunità di carriera, tipologie di contratti).
  • Identifica i punti di forza dell’azienda.
  • Identifica le caratteristiche chiavi dei loro prodotti o servizi (cosa li rende buoni?).
  • Analizza il mercato (ha un andamento positivo? Negativo? Per quali ragioni? Le concorrenti come vanno? Quali prospettive ci sono? Cosa lo caratterizza?).
  • In cosa i prodotti o servizi dell’azienda non sono buoni?
  • Che cosa lascia insoddisfatti i clienti? Per quale ragione?
  • In cosa i concorrenti sono migliori?
  • Identifica le caratteristiche delle persone che lavorano in azienda: cosa cerca nei propri collaboratori? Quali sono le qualità più considerate? E le competenze principali?

Troppe domande?

Aspetta, non correre.

  • Questa è una tua passione e quindi molte di queste domande sono semplici, perché si riferiscono a un mondo che ami e conosci.
  • Ora ti spiego dove raccoglierle dati per trovare le risposte.
  • Non devi fare una tesi, ma avere risposte chiare e precise e non sarà troppo difficile trovarle.
  • Nessuno fa una cosa del genere, quindi avrai un super vantaggio su chiunque altro chieda di lavorare con loro.
  • Al colloquio farai un figurone 😉

Ok, ma dove trovare tutte queste informazioni?

Ecco qualche idea:

  • Parti dal sito internet dell’azienda (se presente): leggi con attenzione tutte le pagine, anche quelle apparentemente meno importanti.
  • Fai una ricerca su internet più ad ampio respiro, cerca commenti di chi è cliente o dipendente, cerca comunicati stampa e, in generale, tutte le informazioni che la rete può offrirti.
  • Entra in contatto con il personale dell’azienda, chiedi spiegazioni sul modo di lavorare piuttosto che sui prodotti o servizi che offre, respira il clima interno.
  • Entra in contatto con i clienti, individua chi sono e cerca di scoprire cosa li soddisfa e cosa invece li lascia insoddisfatti.
  • Cerca informazioni tra amici e conoscenti che sono clienti, chiedi un commento su Facebook o su siti di opinioni, contatta i clienti noti (magari aziende) che possono darti un parere.
  • Sii cliente personalmente e verifica prodotti e servizi (questo è obbligatorio!).
  • Chiedi opinioni ai concorrenti diretti presenti sul territorio.
  • Parla con altre aziende vicine ma non concorrenti o con persone che hanno modo di conoscere chi lavora presso quell’azienda.
  • Chiedi informazioni a qualche giornale locale che potrebbe aver trattato dell’azienda.
  • Entra in contatto con le istituzioni pubbliche che hanno relazioni e rapporti diretti.
  • Prendi informazioni dagli istituti di analisi di mercato e di statistica (ISTAT, ad esempio).

Come sempre sono solo alcune idee.

Ovviamente scegli i canali migliori in base alle aziende che hai selezionato.

Io ti consiglio di provare sempre come cliente quell’azienda, i suoi servizi, i suoi prodotti.

Il tuo obiettivo deve essere di trovare la risposta alle domande che ti ho mostrato prima, soprattutto a queste:

  • Quali sono i punti forti dell’azienda? In cosa i loro prodotti o servizi sono migliori degli altri?
  • Cosa la rende unica, in cosa è eccellente nel suo modo di lavorare?
  • In cosa è nettamente superiore alla concorrenza?
  • In cosa i prodotti o servizi dell’azienda non sono buoni?
  • Che cosa lascia insoddisfatti i clienti? Per quale ragione?
  • In cosa i concorrenti sono migliori?

Una volta che hai tutte queste informazioni e una risposta precisa e chiara a queste 6 domande, possiamo fare davvero la differenza.

 

4. Perché dovrebbero scegliere proprio te

Siamo arrivati al punto critico, quello più importante.

Hai raccolto tutte queste informazioni, infatti, per dimostrare che sei la persona giusta per l’azienda che hai scelto.

Le ultime 6 domande che ti ho segnalato sono quelle su cui dobbiamo lavorare adesso.

Per prima cosa devi spiegare, in modo concreto, pratico, magari facendo degli esempi, che conosci bene le qualità dell’azienda e che tu saresti perfetto, o perfetta, per loro.

Ecco alcune idee da cui cominciare:

  • Ci sono esperienze professionali che ti hanno permesso di imparare a fare quello che a loro serve? Quali sono? Cosa hai imparato davvero e come sarebbe utile alla nuova azienda?
  • Quali esperienze di formazione ti hanno permesso di sviluppare conoscenze e capacità che potrebbero tornargli utili? Per quale motivo?
  • Pensa alle tue capacità, al tuo talento e spiega come potresti dare una marcia in più al successo dell’azienda, se ti assumesse.

Non devi dire quanto sei bravo, o brava, devi far capire che sei la persona perfetta per loro.

Non in teoria, ma con esempi, idee, consigli concreti che tu realizzeresti, proposte.

Per capirlo meglio prendi in considerazione le ultime tre domande, quelle sui punti deboli dell’azienda a cui ti proponi.

  • Come potresti risolvere i loro problemi?
  • Cosa faresti per migliorare i prodotti o servizi eliminando i punti deboli?
  • In che modo potrebbero diventare migliori della concorrenza?
  • Cosa potresti fare tu per realizzare concretamente le tue proposte?

Devi dare soluzioni ai loro problemi.

Prima ti ho suggerito di essere cliente diretto e provare personalmente i servizi e prodotti, ma anche l’ambiente che si respira, l’assistenza, la cortesia.

Dove trovi qualcosa che non va bene, devi spiegare all’azienda come la cambieresti.

Per ogni limite o difetto che individui, proponi soluzioni, alternative, cambiamenti che pensi siano efficaci.

Ricorda che se tu fossi già al lavoro per questa azienda, sarebbe normale dare il tuo contributo.

Ora, invece, lo offri prima ancora che ti paghino, prima di assumerti.

Gli regali, letteralmente, una o più soluzioni pratiche, reali, che gli servono e che tu sai realizzare.

Qui ovviamente viene il bello: non basta dare idee e soluzioni, devi essere in grado di mostrare che tu saresti capace dir realizzarle.

In pratica gli stai dando enormi, ottime ragioni per scegliere proprio te, perché non sei come tutti gli altri: sei unico, o unica.

La cosa più importante che ho imparato è che non devi segnalare dove si trovano i problemi, devi portare subito soluzioni e alternative per affrontarli.

Mi rendo conto che non siamo abituati a lavorare o pensare in questo modo.

Però è un problema nostro.

Tu devi cambiare mentalità, atteggiamento, diventare utile, non essere solamente un costo.

Devi sempre dare più di quanto chiedi, ricordalo, questa è una legge economica che ti farà sempre trovare lavoro.

Se vuoi una mano, in qualsiasi delle fasi vista finora, non hai che da lasciare un commento e ti aiuterò concretamente.

Ogni volta che contatti un’azienda, e ti ricordo che ne hai selezionate solo tre e che per ognuna devi ripetere questo processo, devi inviare un curriculum, la lettera di presentazione e questo dossier.

Dossier?

Sì, un documento, cioè un foglio o due in cui spieghi il tuo progetto, come risolveresti quel problema, che cosa cambieresti per raggiungere risultati migliori.

In sostanza tu non stai chiedendo dei soldi, stai offrendo una soluzione concreta che ne farà guadagnare, in cambio della possibilità di farlo personalmente e aiutarli subito.

Non hai bisogno di esperienza o chissà quali titoli.

Ricorda che stiamo parlando di una passione, è qualcosa che ami e conosci bene.

Devi pensare di essere tu il titolare di quell’azienda, avere il problema e cercare una soluzione.

Riflettici, pensa, poniti nei panni dei clienti e proponi come e cosa migliorare.

Se questo lavoro lo ami davvero, per te sarà semplice.

 

5. Presenta la tua proposta

A questo punto hai tre aziende, tre dossier con dentro soluzioni concrete e i motivi per cui assumerti, e non ci resta che proporci!

Parti sempre dalla prima azienda, quella che preferisci in assoluto.

Devi inviare sempre la lettera, il curriculum e questo dossier.

Se puoi farli avere in forma cartacea, meglio, inviali con una raccomandata indirizzata direttamente alla persona che seleziona il personale.

In questo modo hai la certezza che la leggerà chi deve, e non sarà filtrata da altre persone.

Invia il materiale fisicamente, è meglio, anche se ti dicono di usare solo la forma digitale e non chiedono candidature spontanee.

Se poi sei costretto, o costretta, a scegliere la forma digitale, cerca di trovare l’email specifica e non usare il generico @personale o @risorseumane, per evitare che tutto vada sprecato.

L’ideale è portare la tua domanda di persona.

Chiedi un appuntamento al responsabile, a chi davvero deve decidere se assumerti o meno, e parla con questa persona.

Consegnale il materiale che hai creato, ma instaura un rapporto umano, fatti conoscere, fai domande.

Per questo ti suggerisco subito una guida che ti spiega come comunicare in modo efficace.

Leggila prima di andare a questo incontro o al colloquio, ti sarà molto utile.

Poiché il nostro obiettivo è fare un colloquio per ogni domanda presentata, ecco che non ha senso inviarne decine.

Limitati semplicemente a preparare queste tre proposte e presentarle.

Ho scritto una guida che ti spiega come fare un curriculum.

Leggila, perché ogni domanda che presenti deve avere un curriculum differente, legato il più possibile all’azienda che lo riceve.

Inoltre è fondamentale che scopri come scrivere una lettera di presentazione, dal momento che avrà un ruolo fondamentale.

È ovvio che sia diversa per ogni azienda, e ti servirà per portare l’attenzione sulla tua competenza, sul dossier con le tue soluzioni e su di te.

Ovviamente, ottenendo il colloquio, è importante che tu sappia bene come affrontarne uno nel modo giusto.

Leggiti tutte queste risorse, perché ti daranno gli strumenti per affrontare la tua ricerca di lavoro nel modo migliore.

Ma cosa succede se le aziende non ti assumono nonostante tutto?

Cosa accade se non hai i requisiti che ti servirebbero?

Semplice, entra in azione il piano B!

 

Se non funziona, ecco il piano di riserva!

Tieni pronto un piano B

Ora sai come trovare lavoro.

Come ti avevo promesso non è così che ti spiegano che devi agire da nessun parte.

Centri per l’impiego, fiere e consulenti non ti dicono di fare molto di più di quello che fanno gli altri.

Ma è proprio questo che segnerà la differenza tra te e loro.

Tu vuoi stancarti poco o trovare un lavoro?

Bene, saggia risposta, per cui segui i miei consigli 😉

Ricorda però che la passione è indispensabile, perché come hai visto il metodo richiede tempo, impegno e serietà.

Cosa succede, dunque, se nessuna delle tre aziende ti assume?

Semplice, passi alle altre, tre per volta, riproponendo sempre lo stesso approccio.

Il meccanismo non cambia, perché se vuoi sfondare devi diventare una risorsa, una ricchezza, e devi dimostrarlo nei fatti, non a parole.

Non ti basta dire quanto sei bravo, o brava, devi fare proposte reali, offrire soluzioni realizzabili subito, e spiegare il tuo ruolo in tutto questo.

Ovviamente potrebbero servirti titoli che non hai, a volte esperienza che ti manca o competenze che devi acquisire.

Cosa fare in questo caso?

Procuratele subito.

Se ti servono titoli e informazioni teoriche, scopri subito chi te le può dare, e rispondi a queste domande:

  • Quanto tempo durerà il corso?
  • Quanto ti costerà?
  • Dove si svolge?
  • Ci sono alternative gratuite o patrocinate dallo Stato?

Ovviamente se non è il titolo quello che ti serve, ma la conoscenza, puoi anche puntare su professionisti che le posseggono e imparare da loro, chiedendo un corso privato.

Lo so, non lo fa nessuno, ma perché non tentare?

Sarebbe anche una splendida occasione per creare rapporti umani.

Se a me lo proponesse qualcuno, acconsentirei di certo!

Oggi di formazione se ne trova quanta ne vuoi, ma più hai le idee chiare su cosa ti serve, più facilmente troverai quello di cui hai bisogno.

Tuttavia potrebbe mancarti anche esperienza o competenza pratica.

In questo caso, o anche laddove i corsi che ti servono richiedono qualche anno di tempo, devi trovare un lavoro di ripiego.

Non ti sto dicendo di andare a fare qualsiasi cosa, non è la mia logica.

Devi pensare a un lavoro coerente con le tue passioni, che richieda poca competenza e che, magari, ti faccia sviluppare proprio le abilità e le conoscenze che ti servono.

Pensa alla tua passione, individua le competenze che ti mancano o i requisiti che non possiedi ma che le aziende a cui ti vorresti proporre richiedono.

  • Dove si usano?
  • In quali altri lavori le potresti sviluppare?

Devi identificare un lavoro alternativo, sempre utile al fine di migliorarti per coltivare professionalmente le tue passioni, che sia subito accessibile per te.

Non pensare però solo alle competenze tecniche, considera anche qualcosa di più complesso:

  1. Capacità di lavorare in gruppo.
  2. Capacità di parlare in pubblico e comunicare in modo efficace.
  3. Capacità di leadership.
  4. Capacità di instaurare e gestire in modo ottimale relazioni personali o pubbliche.

Ricorda che le capacità che ti suggerisco sono spesso più importanti della competenza o della conoscenza tecnica.

Perché sono più difficili da insegnare e sviluppare.

Pensa a lavori, anche differenti, che però ti permettono di migliorare sotto vari punti di vista, per acquisire le conoscenze e competenze che oggi ti mancano.

Questo è il piano B, non buttarti a cercare un lavoro come sempre: mille curricula e nessun colloquio, o quasi.

Anche se non puoi fare subito quello che vorresti, quella tua passione deve restare l’obiettivo e tutto quello che fai deve andare comunque in questa direzione.

In pratica ti stai preparando, non facendo altro.

Per questo ripiega su lavori coerenti, che ti diano le opportunità di migliorare e crescere che ti servono.

Ovviamente, anche in questo caso, usa lo stesso approccio che ti ho mostrato in questa guida.

 

Conclusioni e ultimi consigli

Ci siamo.

Ora sai davvero come trovare lavoro per fare quello che ami.

Non uno qualsiasi dunque, ma il tuo lavoro.

Segui tutti i passaggi come te li ho presentati.

Facciamo un riassunto?

Ok, eccolo qui:

  1. Identifica la tua passione, qualcosa che ami profondamente fare.
  2. Scegli tu dove vorresti lavorare e raccogli informazioni ampie su queste aziende.
  3. Proponi soluzioni e cambiamenti che facciano migliorare l’azienda a cui ti offri.
  4. Porta la tua domanda, o inviala possibilità in modo fisico. Sempre compresa di dossier, curriculum e lettera di presentazione.
  5. Preparati come si deve ai colloqui che dovrai sostenere.
  6. Tieni pronto un piano di riserva, se non puoi avere subito il miele, prepara la scala per arrivare all’alveare!

Se lo trovi difficile e vuoi una mano, possiamo fare un incontro via Skype in cui stabilire cosa fare nei prossimi giorni per arrivare ad avere il tuo colloquio in qualche settimana.

Con le aziende che dici tu, quelle che preferisci. Leggi questa pagina per fissare un appuntamento ⇒

 

Voglio concludere questa guida ricordandoti che il problema non è la crisi o il poco lavoro, ma come lo cerchi.

Se dai più di quel che chiedi, ti faranno lavorare senza dubbio.

Impara a far guadagnare più di quanto costi, e non avrai mai più problemi di lavoro.

Se arrivato, o arrivata, a questo punto non ti dispiacerebbe, invece che lavorare per gli altri, metterti in proprio, leggi come inventarti un lavoro, un’altra guida molto pratica che ho scritto per te.

Vorrei infine darti qualche utile consiglio che potrebbe tornarti utile in tutto il processo:

  1. Non lavorare mai per i soldi. Mai. Lavora per passione, fai sempre qualcosa che sia utile e non faccia del male, anche indirettamente, a qualcuno.
  2. Non perdere mai l’opportunità di dimostrare quanto vali, anche se gratuitamente. Periodo di prova o tirocini accoglili e sfruttali, dando risposte e soluzioni, non facendo quel poco che ti viene chiesto. Dai sempre di più.
  3. Non accontentarti mai di quello che fai. Poni domande, chiedi, impara e migliorati ogni giorno. Ovunque andrai, questo ti servirà tantissimo.
  4. Non fare quello che fanno gli altri. Proponi qualcosa che non si fa, offri un modo di lavorare che nessuno utilizza, sii creativo, o creativa, pensando sempre e solo a come risolvere i problemi degli altri, fregatene di schemi e abitudini, innova purché sia positivo e funzioni.

Tu sei una persona ricca di idee e capacità.

Certo, forse non hai mai tirato fuori appieno questo potenziale, ma c’è.

Devi iniziare a pensare di proporti come un collaboratore, o una collaboratrice, non più come dipendente.

Oggi c’è bisogno di idee nuove, che però funzionino, di soluzioni che scavalchino l’inutile burocrazia o le vecchi consuetudini.

Se impari a diventare una ricchezza, indipendentemente da chi ti assumerà oggi, non dovrai mai più preoccuparti del lavoro.

Anzi, potrai cambiare, e spesso, e non avrai paura di farlo, dal momento che il segreto del tuo successo non è un posto fisso, ma le tue qualità in continua evoluzione.

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Da oltre 7 anni mi occupo di felicità: la studio, la osservo, la vivo e la condivido. La mia missione è aiutare tutti a cambiare la propria vita ed essere felici. Su Diventarefelici.it porto la mia esperienza personale e quella delle tante persone che ho conosciuto e aiutato in questi anni per dare il mio contributo: voglio migliorare questo mondo, e più persone diventeranno felici, più ci riuscirò. Questa è la mia missione.

20 Commenti

  1. Ciao Giacomo, grazie per aver scritto questo articolo: l’ho trovato ricco di spunti e motivo di riflessione! Da circa 3 mesi il mio lavoro è cercare un nuovo lavoro. Ho spedito il mio curriculum a circa 300 aziende vicino casa (andando in ordine per fatturato decrescente), mi sono registrato in tutti i principali portali sul lavoro e le agenzie di collocamento, ma ho fatto solo una manciata di colloqui e non sono neanche andati tanto bene! 🙂 Dopo aver fatto questi pochi colloqui, ho compreso quello che racconti in questa guida: in sintesi, il mio problema, penso sia quello di imparare a spiegare meglio il mio valore, raccontando una storia che esemplifichi in cosa son più bravo rispetto agli altri e che vantaggi porterei in azienda… comunque, non è facile! Non son mai stato bravo a raccontare storie ed a semplificare, ma credo che oggi più che mai sia importante. Un’altro spunto di riflessione è che le lauree, le certificazioni, le lettere di referenze non servono a nulla se non ci si sa presentare bene… ufffffff!!!

    • Ciao Roberto,
      alla fine “presentarsi” bene significa semplicemente far capire agli altri quanto sei capace.
      Non è invenzione, per cui penso che tu possa riuscirci, devi solo definire le tue capacità e poi esprimerle 😉

  2. Buongiorno Giacomo, è da un po’ che leggo i tuoi articoli, ho effettuato tutti i test e i risultati mi hanno confermato che soffro di bassa autostima. Avrei bisogno del tuo aiuto per identificare bene come incanalare le mie passioni in un nuovo lavoro, infatti nonostante la tua guida, sono riuscita solo a capire cosa mi fa stare bene. Grazie in anticipo.

  3. Bah, pagine di questo tipo sono tutte uguali, e spesso sottilmente (o neanche troppo) contraddittorie, e in ogni caso sono giustamente per problemi normali di persone in condizioni normali.
    Se si vuol parlare di lavoro che piace mi pare abbastanza ovvio che bisogna il campo si restringe solo a una determinata cerchia, e cio non significa altro che avere la risposta del mercato. Da quel momento non dipende piu da te, ma persino dalla fortuna, dal fatto che loro abbiano bisogno.
    Questo da un lato. Dall-altro c e’ da dire che uno puo avere passioni e punti di forza in ambiti estremamente difficili per svariati motivi, del tipo diventare un pianista e vivere di quello.
    Insomma tutto cio vale per condizioni normali di lavori normali, e per chi, nel peggiore dei casi, puo studiare o qualificarsi per una determinata professione, e non per chi magari non ha neanche le risorse per farlo. In tali casi non si puo far a meno che adattarsi e far leva sui punti di forza, ma cio non sifnifica trovare il lavoro adatto e il resto.

    • Che dirti,
      è ovvio che questo approccio non è per tutti. Non perché non possa esserlo, ma perché presuppone una mentalità che non è quella a cui siamo educati.
      Secondo me è possibile per tutti se si cambia.
      Il punto è cambiare visione: non lavoro per i soldi, per pagare le bollette o altro, ma mi rendo utile, trovo il modo di aiutare gli altri, migliorare la loro vita, e monetizzo queste mie capacità e talento.
      E anche se questo resterà, come immagino, per una minoranza di persone che vorranno cambiare approccio e darsi gli strumenti per farlo, chiunque legge questa pagina ha la possibilità di compiere questa scelta. Almeno iniziare.
      Meglio che pensare che sia impossibile 😉

  4. Articolo dannosissimo!! Ti rendi conto di quello che dici? “Se io lavoro bene l’azienda guadagna e il mio posto è al sicuro”. Ma che cacchio stai a di?? Questo si traduce in “se io lavoro bene qualcun altro sulle mie spalle guadagna un casino di soldi e a me danno le briciole”. Poi che cosa fai? Spingi la gente a lavorare gratis? E certo, già viviamo in un bellissimo mondo dove i diritti dei lavoratori sono altamente rispettati, andiamo a lavorare anche gratis..Poi leggo commenti di gente che dice che lavorava non avendo orari? Non vivendo che ci avete guadagnato? Vi hanno fatto soci? A quanto pare no, perché anche lavorando 15 ore al giorno l’azienda ha chiuso e voi siete tornati a casa perché non fate testo. Prima di mettere in giro sti messaggi ricordatevi che la vita è fatta di molteplici cose e una di questo è il lavoro. Si associo il lavoro alla dignità..ma a volte è proprio il “lavoro” a togliertela, togliendoti la tua vita con minacce psicologiche continue di lincenziamento.

    • Spingo la gente a lavorare facendo ciò che ama.
      Se fai un lavoro che non ti piace, il tuo ragionamento ci sta. ma io lavoro senza orari perché amo quello che faccio. Il lavoro deve essere al servizio delle persone e non viceversa. lavorare per i soldi, cioè come unico motivo per cui lavori, è la più dannosa delle scelte.
      In più non “spingo” nessuno, offro consigli che funzionano, ma partendo sempre da un presupposto: trasformare le tue passioni, ciò che normalmente faresti tanto, se ne avessi modo, in un lavoro 😉

  5. Giacomo, il problema è che io non ho tempo di trovare la mia passione. Potrebbero volerci anni e io devo trovare un lavoro in fretta. Ho provato a cercare di capire cosa mi piace fare ma per ora non ci sono riuscita. Mentre cerco di capirlo devo comunque fare qualcosa, ma come faccio a scrivere una lettera di motivazione se l’unica motivazione è questa? Devo fingere entusiasmo?

    • Ciao Pi,
      leggendo la guida esiste il “piano B”, ossia cosa fare mentre arrivi al lavoro che ti interessa (o mentre lo capisci!).
      Se hai letto questa pagina, ti invito a riflettere sulle tante domande che ti faccio e cercare comunque un lavoro che almeno ti interessi sinceramente, che ti piaccia.
      Considera che è paradossalmente più facile trovarlo se lo ami, che non tanto per lavorare.
      E in ogni caso ci saranno delle tue inclinazioni, cose che ti piacciono più di altre.
      Parti da quelle, anche perché spesso la passione la scopri mentre agisci, più che mentre pensi 😉

  6. Ciao,
    È bello il tuo articolo, ispira fiducia e ci sono alcune cose che proprio condivido tipo: scegli e fai ciò che ti piace.
    Però con me non ha funzionato.
    Ora sto lavorando gratis. Mi piace da matti quello che faccio, le persone che ho attorno ma…non prendo una lira.
    I lavori retribuiti che mi sono capitati, ovviamente dopo i miei 24 anni in una multinazionale, facevano paura ed altrettanto le persone che ho incontrato. ( mi ha colpito l’abitudine di insultare ed offendere che sembra più diffusa tra soggetti con lavori da artigiani)
    Non mi riesce di trovare una soluzione.
    Sono un tantino disperata!
    Grazie per l’attenzione,
    Raf

  7. Ciao ho 31 anni e sono in cerca di lavoro principalmente per non pesare su mio marito. Per seguirlo mi sono trasferita dalla Campania in Piemonte e sono due anni che cerco lavoro. Problema sono laureata in restauro e vorrei lavorare in questo settore e ho già contattato delle ditte di restauro ma per ora ho ricevuto la solita risposta. Che c’è crisi. Nel frattempo mando curriculum ad ogni offerta di lavoro, stage ma solita risposta che non sono idonea o che sono troppo qualificata. Mi sto molto demolarizzando certe volte vorrei proprio lasciar perdere ma sono stanca di sentirmi dire “ma com’è possibile che non trovi lavoro” cosa mi consiglieresti di fare?

    • Ciao Valentina.
      Due cose: da una parte cambiare approccio all’invio dei cv che spesso non produce risultati.
      Hai letto questa pagina e visto che suggerisco un approccio diverso, più originale e costruttivo. Dare qualità sin da quando ti presenti.
      Leggi anche cosa ho scritto sul curriculum e sulla lettera di presentazione 🙂
      La seconda cosa è uscire dagli schemi.
      Inventarti tu un lavoro. Ora io conosco pochissimo il tuo settore, ma perché non pensare a vie alternative? La prima che mi salta in mente è restauro privato, oppure potresti fare un progetto di restauro per un bene pubblico e proporlo a chi di dovere (comune, ragione o province per dire) o a fondazioni che si occupano di beni culturali.
      Insomma, tirare fuori qualsiasi ambito in cui potresti essere utile e crearti il tuo spazio.
      Non è facile e le mie idee potrebbero essere fuori luogo nel tuo campo, ma la strada potrebbe essere questa e se vuoi ne possiamo parlare, su Skype, e tiriamo fuori idee serie: io ci metto la mia fantasia e tu la tua competenze. Che ne dici?

  8. Il tuo articolo è il mio ritratto. Sono una dipendente che ha lavorato con l’impegno di un titolare, senza mezze misure né riserve, senza orari né limiti. Poi l’azienda ha chiuso, e a 48 anni sono troppo vecchia. Mi sento (e sembro!) una trentenne, potrei offrire tantissimo professionalmente, brucio di entusiasmo e voglia di fare…. e sono a casa a spolverare : ( sempre più tristemente, la mia esperienza e le mie capacità non le vuole nessuno.

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