Conoscere se stessi: messaggio per un’aquila che si crede un pollo

È possibile conoscere se stessi? Dalla storia di un’aquila che si credeva un pollo ti offrirò le domande più importanti per cambiare la tua vita:

  1. Siamo proprio sicuri di voler essere felici?
  2. Cosa succederebbe se scoprissi di non essere libero, o libera?
  3. Conoscere se stessi scoprendo le radici della tua sofferenza.
  4. Quattro passi verso la saggezza (e la felicità!).

Voglio aiutarti a scoprire che sei nato, o nata, per essere.

Prenderò in prestito le intuizioni che Messaggio per un’aquila che si crede un pollo mi ha permesso di conoscere e comprendere.

Alla fine conoscerai meglio chi sei davvero, e saprai se questo libro vale il tuo tempo e i tuoi soldi.

Mettiti comodo, o comoda, perché iniziamo subito!

Messaggio per un’aquila che si crede un pollo: non vogliamo essere felici!

Messaggio per un'aquila che si crede un pollo

Un uomo trovò l’uovo di un’aquila e lo mise nel nido di una chioccia.

Quando si schiuse l’aquilotto cominciò a crescere insieme ai pulcini pensando di essere uno di loro.

Faceva quello che facevano loro, mangiava vermi e scavava nella terra e non si sollevava dal suolo se non di pochi centimetri.

Un giorno, quando era già divenuta molto anziana, vide volare alto nel cielo un uccello maestoso, e chiese cosa fosse.

Il vicino gli rispose che era un’aquila, il re del cielo, capace di volare, mentre loro, come polli, erano capaci solo di vivere a terra.

Così visse e morì come un pollo, solo perché credeva di esserlo.

 

Lo, sembra assurdo pensare che tu non voglia davvero essere felice o stare bene.

Davvero tu preferiresti soffrire, provare emozioni negative e vivere una vita infelice?

De Mello, l’autore di Messaggio per un’aquila che si crede un pollo, dice proprio questo, specificandolo però in modo molto chiaro:

 

[…] noi non vogliamo essere felici incondizionatamente. Sono pronto a essere felice a condizione che abbia questo e questo e quest’altro.

 

Ho scritto una risorsa dedicata solamente a capire cos’è la felicità, e ti invito a leggerla, perché parlo proprio della differenza tra felicità condizionata e incondizionata.

Ma davvero non vuoi essere felice, dunque?

Il problema è che, come dice De Mello, abbiamo stabilito delle regole per essere felici.

Per dirla con le sue parole, ci rifiutiamo di esserlo senza ottenere quello che vogliamo.

In questo senso, effettivamente, sembra che la felicità non ci interessi.

  • Vuoi l’amore di una persona speciale.
  • Vuoi una famiglia e dei figli.
  • Vuoi la salute, stare bene.
  • Vuoi accanto amici sinceri che ti amino.
  • Vuoi che gli altri ti apprezzino, ti stimino e ti rispettino.
  • Vuoi un buon lavoro che ti piaccia e ti realizzi.
  • Vuoi tanti soldi, o almeno abbastanza da vivere senza più problemi.
  • E poi vuoi un’auto, una bella casa, delle comodità e forse molto altro 😉

Lo sai meglio di me: questo elenco è infinito e le cose che desideri e che credi ti aiuteranno a essere felice sono, forse, molte di più.

In questo senso De Mello dice che non vuoi essere felice: non senza ottenere tutto questo.

Ma conoscere se stessi significa farsi domande scomode.

Ecco la prima.

Accetteresti di essere felice senza avere nulla di quello che desideri?

Giriamola così: se potessi essere felice senza niente di tutto questo, andrebbe bene?

Domanda difficile?

Non partire dall’idea che tu non possa essere felice senza quello che desideri.

È un’ipotesi, un gioco.

Se fosse possibile, ti starebbe bene?

Ovviamente questo non vuol dire rinunciare alle cose che desideri o sogni, sarebbe inutile.

 

Non è una rinuncia fisica, lo capite: sarebbe facile. Quando cadono le vostre illusioni, finalmente siete in contatto con la realtà, e credetemi, non sarete mai più soli, mai più.

 

Il problema non è rinunciare al lavoro che sogni, a farti una famiglia o a trovare qualcuno con cui condividere la tua vita.

Il punto è aprire gli occhi e scoprire che non è attraverso queste cose che sarai mai felice.

La domanda di prima è fondamentale per questo: ci rifiutiamo di essere felice senza avere qualcosa.

Il problema è che così facendo diventiamo prigionieri delle cose che ci sembrano indispensabili, e arrivano le pretese.

La più grande è che gli altri ci amino e ci rendano felici.

Pensiamo di averne bisogno.

Che sia naturale.

 

Non è nemmeno necessario innamorarsi. Chi ve l’ha detto? È necessario essere liberi. È necessario amare. È tutto qui: questa è la vostra natura.

 

Conoscere se stessi scoprendo cosa siamo davvero portati a essere per natura.

Hai davvero bisogno di questo o quello? Che qualcuno ti ami?

Tu vuoi essere amato, o amata, per un solo motivo: vuoi essere felice.

Pensi che lo sarai se e quando qualcuno ti amerà in modo speciale, per questo cerchi l’amore.

A te, però, non interessa ricevere questo amore, ma solo essere felice e stare bene.

Se prima, quando ti ho chiesto se fossi disposto, o disposta, a essere felice senza ottenere nulla di quel che desideri, hai risposto no, è solo perché credi che quel che vuoi sia indispensabile.

Se potessi davvero essere felice anche senza niente, di tutto resto non ti importerebbe molto.

Non avresti pretese.

Pretendi solo le cose, o le persone, che ritieni indispensabili per essere felice.

Ti consiglio, a questo punto, di leggere una guida in cui ti spiego come essere felice, per comprendere meglio come costruiamo dentro di noi la felicità.

De Mello scrive un messaggio per un’aquila che si crede un pollo perché fino a che continuerai a credere di aver bisogno di qualcosa per vivere felice, insisterai a cercarla e lotterai per averla.

Ma se un’aquila si pensa un pollo, non significa che lo sia diventata.

Certo è, però, che credendosi un pollo non proverà mai, nemmeno nei suoi sogni, a volare nel cielo e scoprire cos’è la libertà

E tutto perché non è consapevole dalla sua vera natura. Non puoi conoscere chi sei davvero senza sviluppare le tua consapevolezza.

Tutti potrebbero dirti che sei un pollo e non un’aquila e tu ci crederesti se non sai vedere la realtà con i tuoi occhi.

 

Cosa succederebbe se scoprissi di non essere libero, o libera?

Cos'è la libertà

Una persona libera è una persona che non è controllabile, che non pretende la sua felicità dagli altri, che non è condizionabile con la paura.

 

Come si può controllare una persona così? Non ha bisogno di nessuno, non si sente minacciata dalle critiche, non si cura di quel che pensa o dice la gente di lei. Ha tagliato tutti i fili: non è più un pupazzo.

 

Il problema è che invece pensiamo di avere bisogno degli altri per stare bene, e cerchiamo di ottenere da loro quello che riteniamo indispensabile.

Ma quando pretendi che qualcuno ti ami, quando hai bisogno di questo amore, sei davvero capace di amare?

De Mello sostiene di no:

Se io ho bisogno di te per essere felice, ti devo usare, ti devo manipolare, devo trovare mezzi e sistemi per conquistarti. Non ti posso lasciare libero.

Che succede infatti, se te ne vai?

Se preferissi qualcun altro a me?

Io perderei tutto quello di cui ho bisogno per essere felice.

Sono d’accordo con De Mello quando dice che se hai bisogno di qualcuno non puoi amarlo, ma solamente usarlo perché ti dia quel che desideri.

Se infatti io posso renderti felice con la mia presenza, mi lascerai libero di andare via?

Se andandomene tu perdessi la felicità che tanto desideri, come potresti?

Non saremmo più liberi entrambi: io non posso andarmene, tu non puoi permetterti che me ne vada.

Se hai bisogno di qualcosa o qualcuno, per essere felice, ne diventi dipendente.

La dipendenza, è ovvio, è l’esatto contrario della libertà.

  • Puoi fare quello che vuoi o devi evitare di scontentare le persone che ti rendono felice?
  • Puoi prendere qualsiasi decisione o devi evitare quelle che i tuoi amici disapproverebbero?
  • Puoi fare qualsiasi scelta, o devi assecondare il tuo partner perché non ti abbandoni?

Non ti è mai capitato di rimpiangere scelte fatte, o rinunce dovute a persone che poi ti hanno deluso?

Non puoi essere libero, o libera, se la tua vita dipende da quello che fanno gli altri.

Se io ho il potere di renderti felice, non sei più libero o libera, perché ti controllo con le mie decisioni.

E sai cosa finisce quando non c’è più libertà? L’amore.

L’amore non è cieco, l’amore non è casualità, l’amore non è desiderio bruciante.

Per capire cos’è l’amore ho scritto una risorsa che ti invito a leggere.

Di sicuro non c’è amore senza libertà.

Per essere liberi non puoi dipendere dagli altri per la tua felicità.

Sarebbe un controsenso.

Rileggi le parole con cui De Mello definisce chi è una persona libera, e scopri se ti ci rivedi:

 

Come si può controllare una persona così? Non ha bisogno di nessuno, non si sente minacciata dalle critiche, non si cura di quel che pensa o dice la gente di lei. Ha tagliato tutti i fili: non è più un pupazzo.

 

Riesci a fare tutto questo? Sei libero, o libera?

Per approfondire questo tema così importante, ho scritto una risorsa in cui ti spiego proprio cos’è la libertà.

Ecco un’altra storiella tratta da Messaggio per un’aquila che si crede un pollo:

 

Un uomo entra in un bar e vede il vicino con una banana nell’orecchio.

All’inizio fa finta di niente, ma alla fine vuole aiutarlo e gli dice che ha una banana nell’orecchio.

Quello non sente bene, e lo invita a ripetere.

Così l’uomo gli dice nuovamente che ha una banana nell’orecchio.

Tutto inutile, il vicino non capisce e gli chiede di parlare più forte, dal momento che ha una banana nell’orecchio e non lo sente bene!

 

Vogliamo davvero capire, essere liberi, scegliere?

O preferiamo le certezze della poca libertà, sicura, a cui siamo abituati?

Conoscere se stessi ci porta a capire che non abbiamo capito nulla.

Ecco come risponde De Mello a chi sostiene che l’amore è cieco:

 

La dipendenza è cieca, l’attaccamento è cieco. L’abbarbicarsi, le richieste continue, il desiderio sono ciechi. Ma l’amore vero non lo è.

 

L’amore vero non è cieco.

Sono convinto che sia indispensabile, per capirlo a fondo, scoprire cosa significa amare, una risorsa che ho scritto e ritengo fondamentale a questo punto.

Conoscere se stessi, infatti, comporta la scoperta della nostra natura: noi siamo fatti per amare.

L’amore nasce dalla libertà, come detto, e l’unica cosa davvero necessaria è amare.

Questo è il segreto per essere felici.

In realtà non ci serve altro.

Eppure, noi, ogni giorno, spesso soffriamo.

Come detto l’amore non è bisogno di qualcuno, dipendenza o attaccamento.

Allora da cosa nasce la nostra sofferenza?

Perché soffriamo?

 

Conoscere se stessi scoprendo le radici della tua sofferenza

Conoscere se stessi

Quasi sicuramente possono indovinare le principali cause della tua sofferenza.

  1. Gli altri si comportano male con te o ti negano il loro amore, magari facendoti provare il dolore della solitudine, rifiutandoti.
  2. Le cose, nella tua vita, non vanno come vorresti: magari la salute non è buona, ti mancano cose o persone che farebbero la differenza.

Soffri, ne sono assolutamente certo, per uno di questi due motivi, che poi potremmo tradurre in un concetto più semplice.

Le cose non vanno come vorresti.

Lo capisci meglio se leggi una pagina molto interessante in cui ho spiegato perché non riusciamo a essere felici, proponendoti da dove iniziare a cambiare la situazione.

Ma da dove viene questa sofferenza davvero?

Hai ragione a pensare che il problema sia non ottenere le cose che vorresti?

Vederti sbattere in faccia una vita che non è come la immaginavi?

 

La sofferenza è il sintomo dell’allontanamento dalla realtà. La sofferenza vi viene data perché possiate aprire gli occhi alla realtà […] sorge quando ci si scontra con la realtà, quando la vostra falsità si scontra con la verità.

 

De Mello dice che soffri quando le tue fantasie devono fare i conti con la realtà che vivi davvero.

Il problema è sempre cosa pensi ti serva per essere felice.

Tu hai in testa un’idea precisa di cosa ti renderà felice e fai di tutto per raggiungerla.

Nella tua mente immagini un mondo in cui le cose vanno come dici tu, dove ottieni quello che vuoi.

Quel mondo, dice De Mello, non esiste.

Soffri quando la realtà si mette prepotente davanti a te per ricordartelo.

A quel punto devi farci i conti e ti scontri con quello che accade davvero, diverso, anche di molto, con la tua immaginazione.

Devi aprire gli occhi e renderti conto che stai vivendo un’illusione, un’immaginazione e fino a che preferirai quella alla vita reale, continuerai a soffrire.

La sofferenza è lo scarto tra quello che vorresti e la tua vita.

Pensi che per eliminarla debba ottenere quello che desideri, lottare e cambiare tutto e tutti perché trionfi il tuo progetto.

Ma è un’illusione.

Più pretendi che tutto vada come vuoi tu, più crei con le tue mani la sofferenza che pensi causata dalle situazioni che vivi.

Mi rendo conto di quanto sia complicato capire una cosa simile, o forse solamente assurdo.

Per questo ho realizzato una guida in cui ti spiego cos’è l’indipendenza emotiva, per comprendere come creiamo, di fatto, le nostre emozioni.

Ecco un’altra domanda che devi porti per conoscerti meglio: e se tutta la tua sofferenza l’avessi prodotta tu?

Ti sto suggerendo che tu potresti essere responsabile di tutte le emozioni negative che hai vissuto nella tua vita.

Tutte? Proprio tutte.

Sarebbe assurdo? Drammatico? Ridicolo?

 

Un’altra illusione comune è che gli eventi esterni abbiano il potere di farvi del male, che le persone abbiano il potere di farvi del male. Non è così. Siete voi che date loro il potere di farlo.

 

Questo potere deriva dall’idea che certe persone debbano renderti felice.

In pratica dipendi da loro per la tua felicità.

Se ti aspetti che siano gli altri a cambiare la tua vita, allora avrai bisogno di loro e questo ti porterà a dipendere da queste persone.

Ne hai bisogno, come detto, e quindi la tua vita dipende dalle loro decisioni.

Ecco che gli conferisci il potere di farti stare bene o male.

È un potere che hai solo tu e lo dai a loro scegliendo di condizionare la tua vita alle loro scelte.

Ma cosa succede quando dipendi da qualcuno?

 

[…] il passo successivo, ne siate coscienti o meno, sarà esigere che gli altri contribuiscano alla vostra felicità. Poi ci sarà un ulteriore gradino, paura, paura della perdita, paura dell’alienazione, paura di essere respinti, controllo reciproco.

 

Se hai bisogno di me, inizierai a controllarmi, e se ho bisogno di te, farò la stessa cosa.

Ricordi che l’amore è possibile se non hai bisogno di qualcuno e se sei libero, o libera?

Bene, quando subentra questa dipendenza, quando tu esigi che qualcuno contribuisca alla tua felicità, smetti di lasciare gli altri liberi, e uccidi l’amore.

Gelosia, possessività, controllo, piccoli compromessi, ricatti, manipolazione.

Cosa c’entra tutto questo con l’amore?

Esatto, nulla.

Ma ricorda che non puoi amare se hai bisogno di qualcuno.

Se non ami non sarai felice.

La sofferenza la crei tu rifiutando la realtà, pretendendo qualcosa per stare bene.

Questo non è amore, legare gli altri, esigere che ci amino, pretendere certi comportamenti, non è amore, ma egoismo.

 

Quel che è egoista è pretendere che qualcun altro viva la propria vita come voi ritenete opportuno. Questo sì che è egoismo. Non è da egoisti vivere la propria vita come si ritiene opportuno.

 

L’egoismo fa stare male e soffrire, e lo vedi ogni volta che cerchi di controllare le scelte degli altri.

  • Quando vuoi che il tuo partner si comporti come a te sembra meglio.
  • Quando ti aspetti che i tuoi amici ti supportino come reputi giusto.
  • Quando esigi che tuo figlio segua i tuoi consigli.
  • Quanto ti aspetti che le persone riconoscano i tuoi meriti e vivano seguendo le tue regole.

Quando giudichiamo gli altri, non facciamo altro che paragonarli con noi.

Io non farei mai una cosa simile, ecco cosa diciamo spesso.

Il guaio, alla base della nostra sofferenza, è che pensiamo di vedere le cose per come sono, senza mai riuscirci davvero.

Noi vediamo le persone e le cose non per come sono, ma per come siamo noi. Ecco perché, quando due persone guardano qualcosa o qualcuno, si verificano due reazioni diverse.

Per questo ho anche scritto una risorsa dedicata alla consapevolezza: per aiutarti a capire che vediamo tutto con i nostri filtri, illudendoci di osservare la realtà in modo obiettivo e imparziale.

Per conoscere se stessi, questo è davvero importante, soprattutto considerando che meno sei consapevole, meno hai potere sulla tua vita.

 

Potete controllare le cose di cui siete consapevoli; quelle di cui non siete coscienti controllano voi. Si è sempre schiavi di ciò di cui non si è consapevoli.

 

Per questo è importante porti domande scomode, voler capire come crei la tua sofferenza, comprendere cosa pensi davvero, in cosa credi senza ombra di dubbio.

Spesso viviamo una vita fingendo di essere come gli altri vorrebbero che fossimo.

Ma se inganni te stesso, o te stessa, non comprenderai mai come imboccare la strada per essere felice.

E la soluzione migliore, diciamo così, sarà quella di cercare fuori di te i colpevoli e tentare di cambiare tutto e tutti.

Io voglio gestire la tua vita al tuo posto; voglio dirti esattamente come dovresti essere e come dovresti comportarti, e sarà meglio che ti comporti come ho deciso, perché altrimenti mi punirò facendo sorgere in me sentimenti negativi.

De Mello lo dice spesso che siamo folli, ma in effetti è proprio quello che accade.

Fai di tutto perché gli altri cambino e se non esaudiscono le tue pretese, dandoti tutte le cose che dovrebbero renderti felice, crei la sofferenza dentro di te.

La crei, te lo ripeto, perché le tue emozioni sono frutto della tua mente e dipendono da te.

Ti suggerisco nuovamente una risorsa preziosa per comprendere questo passaggio delicatissimo: l’indipendenza emotiva.

Questo è probabilmente uno dei punti essenziali per conoscere chi sei realmente.

 

Quattro passi verso la saggezza

Cos'è la felicità

La felicità vera non ha cause. Voi non potete rendermi felice, non siete la mia felicità. […] La felicità è la nostra condizione naturale. […] non può essere acquisita [..] perché l’abbiamo già. […] La vita è facile, è meravigliosa.

 

Nessuno ha il potere di renderti felice o infelice.

Credo che questo sia il segreto principale quando si comincia una ricerca per conoscere se stessi.

Ti libera dal bisogno che tutto sia come pretendevi, ti libera dal bisogno di pensare che qualcosa debba essere come dici tu.

De Mello suggerisce 4 passi per liberarti dalle illusioni che ti crei da solo, o da sola.

  1. Impara a vedere cosa provi, entrando in contatto con i tuoi sentimenti negativi.
  2. Inizia a capire che quel sentimento non ha nulla a che vedere con la realtà, ma è nella tua mente.
  3. Non identificarti con quel sentimento. Non sei tu, lo stai solo provando, aggiungo io, per un ottimo motivo.
  4. Cambia tu. Il mondo va bene perché io sto bene.

Ovviamente è un processo difficile.

Per iniziare questa ricerca della conoscenza di se stessi, voglio suggerirti alcune risorse che sapranno rendere più concreto questo viaggio.

  1. Per conoscerti devi capire che esiste una via, una sola, per essere felice. Inizia quindi un vero percorso di crescita personale scoprendo come funziona ogni essere umano.
  2. Il segreto è amare. Come dice anche De Mello, non abbiamo bisogno di essere amati, ma di amare. Ho creato una guida per spiegarti come imparare ad amare.
  3. Per riuscire in questo, ti suggerisco anche un ricco approfondimento sul tema della fiducia, poiché senza fidarci degli altri ogni tentativo di amarli sarà inutile.

Penso che Messaggio per un’aquila che si crede un pollo si uno dei libri più importanti che abbia mai letto, e anche uno dei primi fortunatamente.

Per quel che riguarda la capacità di conoscere se stessi è davvero eccezionale, e ti consiglio davvero di leggerlo, perché quel che hai scoperto qui è solo una minima parte.

Di De Mello, ovviamente, non condivido ogni singola parola.

La dimensione spirituale sembra quasi messa in secondo piano, a volte, ma come puoi conoscere chi sei ignorando la metà della tua natura?

Senza scomodare nessuna religione, ti invito a leggere perché credere in Dio, una delle risorse che amo di più e che ti aiuterà a capire se e come ti servirà la fede nella tua ricerca interiore e personale.

Ci siamo, abbiamo completato questo ricco approfondimento alla ricerca di noi stessi.

Un riassunto dei concetti principali?

Eccolo subito!

  • Il problema principale è rifiutare di essere felici in modo incondizionato, senza ottenere le cose che abbiamo, a torto, imparato a considerare indispensabili per la nostra gioia.
  • Confondiamo amore e bisogno, dipendiamo dagli altri e tentiamo di controllarli e manipolarli perché pensiamo di aver bisogno del loro amore.
  • A noi serve solo essere liberi e amare. Questa libertà ci permette di capire che niente o nessuno hanno il potere di renderci felici o infelici.
  • La sofferenza, che di solito consideri causata dagli altri, è frutto invece del tuo rifiuto della realtà, del vivere una vita di illusioni rifiutando di aprire gli occhi.

Questi sono solo alcuni dei concetti più importanti che ho colto dal libro di De Mello.

Ti consiglio di leggere subito Messaggio per un’aquila che si crede un pollo.

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4 Commenti

  1. Buongiorno Giacomo,

    è da qualche mese che leggo il suo forum e sto ora leggendo il libro di De Mello.

    C’è un concetto che non riesco a capire:
    “Quel che è egoista è pretendere che qualcun altro viva la propria vita come voi ritenete opportuno. Questo sì che è egoismo. Non è da egoisti vivere la propria vita come si ritiene opportuno.”

    Non riesco a capirla per un fatto in cui sono passato qualche mese fa:
    In breve, la mia partner da un giorno all’altro (se poi non era da un giorno all’altro e io non ho mai capito i segnali questo non è importante in questo discorso) mi ha lasciato ed ha abortito volontariamente (dopo che avevamo già pianificato tutto) al quasi 3° mese di gravidanza. Tutto senza avermi interpellato e senza mai avermi dato alcuna motivazione/spiegazione.

    Ora, io sto cercando di perdonarla incondizionatamente (lei mi ha “bloccato” ovunque) e sono a buon punto rispetto l’inizio, solo non riesco a capire il motivo del suo gesto (non riesco a capire la realtà).

    Ma la mia perplessità è che, in base al pensiero di De Mello: lei non è egoista, ha fatto quello che riteneva opportuno. Ma questo mi lascia “perplesso”, cosa è che non capisco?

    Grazie anticipatamente per una sua risposta

    • Ciao Robert,
      io intendo quella frase di De Mello come a dire che l’egoismo non è che gli altri facciano le proprie scelte, ma che noi pretendiamo che facciamo quelle che piacciono a noi.
      Sul tema se abortire è egoista, se lo è non dire nulla a te che ne saresti stato il padre, è un discorso differente. Io credo che questa pagina possa esserti utile se non l’hai letta 🙂

      • Devo essere sincero, tutto quello che scrivi è molto bello, ma mi chiedo se veramente sia possibile arrivare a tale “consapevolezza”. Come è possibile amare incondizionatamente qualsiasi persona? Da quanto letto fino ad ora stai dicendo che dovrei per esempio amare un Adolf Hitler, ma come il 99,99% delle persone sulla terra per un essere del genere il sentimento che si prova è solo il disprezzo.
        È solo una mia riflessione, probabilmente devo ancora studiare un bel po’ 😉
        Grazie mille per queste ottime risorse che metti a disposizione.

        • Io proverei un’immensa pena per un uomo così infelice e per le atrocità che ha compiuto.
          Però hai colto: amare deve essere un modo tuo di vivere, non una reazione alle scelte degli altri.
          Più che odiarlo, uno come Hitler, bisognerebbe legarlo 😉

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