Scopri cos’è la felicità e come viverla ogni giorno

Che cos’è la felicità? Possiamo essere felici?

Molti dicono che non esiste o che dura poco. Ho scoperto che la felicità esiste e che possiamo essere sempre felici. Voglio mostrarti quello che ho visto, imparato e provato sulla mia pelle:

  1. La felicità è esattamente quello che desideri, e ti spiego perché!
  2. La felicità può essere un’illusione pazzesca.
  3. La felicità non è quello che pensiamo: ecco dove sta la fregatura.
  4. La mia ricetta per essere sempre felici (provata e funzionante in ogni situazione!)

Ti consiglio di seguire l’ordine che ho scelto, ma puoi sempre partire dal tema che ti interessa di più. Voglio aiutarti a riscoprire la gioia di vivere la tua vita come un viaggio meraviglioso.

Ti faccio una promessa: alla fine saprai cos’è la felicità e come vivere sempre felice.

Ti interessa?

Ottimo, allora cominciamo!

 

Che cos’è la felicità: premessa fondamentale

Cos'è la felicità

Prima di cominciare chiariamo un concetto: tutti vogliamo essere felici.

Con questo intendo che vogliamo stare bene, provare emozioni positive, vivere con serenità, avere una sensazione di pace e calma.

Ti faccio un paio di domande per essere chiari:

  • Preferisci stare bene o stare male?
  • Ti piace di più la rabbia o la gioia?
  • Preferisci sentirti rilassato, o rilassata, oppure in preda ad ansia e preoccupazione?

Non serve che indovino le risposte.

Ecco, in questo senso dico che tutti vogliamo essere felici.

Prima ancora di definirla, ora sai cos’è la felicità di cui parliamo: quel che tutti vogliamo.

Le sfumature le vediamo tra poco, ma ricorda che l’obiettivo di tutti è stare bene.

Scaldiamo subito i motori con un video davvero breve ma estremamente significativo e chiaro.

Ora possiamo capire come arrivarci.

 

Condizionata o incondizionata?

Condizionata o incondizionata

Definire la felicità è difficile perché se chiedi a 100 persone “cos’è la felicità per te?” riceverai, grosso modo, 100 risposte differenti.

Per farci un’idea dei tanti significati possiamo rivolgerci a wikipedia, ma non voglio partire dalla mia definizione, te la farò leggere più avanti.

Prima voglio condividere le cose che mi hanno portato a comprendere la felicità in modo diverso dal normale.

Per prima cosa voglio farti capire che esistono due modi di intendere la felicità:

  • Condizionata, ossia quella che provi solo se succede qualcosa di preciso. Le parole degli altri, un risultato che vuoi ottenere, un comportamento nei tuoi confronti.
  • Incondizionata, ossia quella che provi e basta. Non ha importanza cosa succede, sei comunque felice.

Ovviamente la seconda forma sembra poco realizzabile, quasi un’utopia oppure una sorta di illusione.

Ma ne parliamo tra poco.

La prima, quella che potremmo definire felicità condizionata è invece la più logica, quella più comune, insomma, quella che tutti possiamo provare nella nostra vita.

Cercando fonti e ispirazione per scrivere questo approfondimento, mi sono imbattuto in un articolo interessante trovato su Stateofmind.it.

Spiega i 14 punti che rendono una persona felice, secondo lo studioso Michael Fordyce.

Te lo cito sia perché è interessante questo elenco di elementi chiave, sia perché quasi tutti rientrano nella prima tipologia, ossia quella felicità che dipende da qualcosa per poterla provare.

Alcuni elementi sono, ad esempio:

  • Tenersi occupati ed essere più attivi.
  • Passare più tempo socializzando.
  • Essere più produttivi, svolgendo attività che per noi hanno valore.
  • Sviluppare una personalità socievole.
  • Avere migliori e più profondi rapporti intimi, intesi come tempo passato con persone importanti.

Sono tutte voci positive, è ovvio, ma condizionano la tua felicità.

Ad esempio, devi avere buoni rapporti con gli altri, fare attività che ti piacciono o essere socievole.

Sono tutte cose positive, come detto, ma dipendono da te solo in parte.

Per stare con gli altri, loro devono voler stare con te.

Spesso sarai costretto, o costretta, in attività che magari non ti piacciono.

Che succede se non riesci a sviluppare questi punti? Due cose fondamentalmente:

  • Non sarai felice.
  • Questi elementi diventeranno un chiodo fisso da realizzare a ogni costo.

La felicità condizionata ci spinge a ottenere qualcosa per essere felici.

Una famiglia unita, un partner che ci ami, degli amici sinceri, una bella casa, un buon lavoro, dei successi sociali e qualsiasi altra cosa.

Questo ti porterà a dipendere da questi fattori che, spessissimo, non potrai controllare.

Ricordati che tutti vogliamo essere felici.

Se questo dipende da fattori fuori controllo, significa che sarà facile provare frustrazione, delusione e rabbia quando questi elementi non ci danno la felicità che desideriamo.

Prova a pensare all’ultima volta che ti sei arrabbiato, o arrabbiata.

  • Qualcuno si era comportato male?
  • Non avevi ottenuto qualcosa che desideravi?
  • Avevi perso un’occasione?
  • Avevi dovuto fare i conti con un imprevisto che ti creava disagi o problemi?

Qualsiasi motivo tu possa trovare, se scaviamo a fondo, sarà legato a un ostacolo al tuo benessere.

Le emozioni negative nascono quando vediamo una minaccia alla nostra felicità.

Più non hai il controllo sulle cose che devono renderti felice, più è facile provare queste emozioni negative.

Non controllandola tu direttamente, la tua felicità è più a rischio. Qualcosa potrebbe andare storto.

Prima di proseguire ti propongo di misurare la tua capacità di vivere una vita felice.

Come? Con il test di Diventare felici: poche domande che ti aiuteranno a riflettere molto su come vivi oggi la tua vita.


 

Cosa non è la felicità: soddisfazione e piacere

La felicità non è soddisfazione o piacere

La cosa più semplice è confondere la felicità con la soddisfazione.

Ma non sono la stessa cosa.

Sei soddisfatto, o soddisfatta, ogni volta che ottieni quello che desideri.

La soddisfazione è sempre un’emozione condizionata.

Gli esempi fatti prima sono più soddisfazioni che felicità.

D’altronde, soddisfatto, vuol dire che hai ottenuto quanto volevi.

Se la felicità è ridotta a questo, allora è normale che cominciamo a fare elenchi di obiettivi da raggiungere a tutti i costi: vogliamo essere felici.

Per esempio:

  • Ricevere amore dalle persone care.
  • Avere la stima e il rispetto degli altri.
  • Avere successo nel lavoro.
  • Avere i soldi per vivere una vita comoda e tranquilla.
  • Incontrare una persona speciale che ci ami.

L’elenco è infinito ma si tratta sempre di cose che dipendono solo in parte da noi e che quasi sempre non controlliamo.

Se per essere felici cerchiamo di ottenere tutto quello che potrebbe venirci in mente di desiderare, non lo saremo mai.

Infatti, appena ottieni qualcosa cosa succede?

La soddisfazione dura poco, per sua natura, e presto ti concentri sul prossimo obiettivo.

Ci sarà sempre qualcosa che ti manca e che devi conquistare.

Il risultato è una continua corsa al prossimo traguardo e molti effetti spiacevoli:

  • Ogni cosa che desideri creerà tensione, paura di non farcela, ansia nei momenti decisivi: e se non ci riuscissi? Se fallissi?
  • Le cose che ottieni potresti sempre perderle, sono fuori dal tuo controllo. E se si rompesse? Se lo perdessi? Se smettesse di amarti?
  • Ogni cosa che desideri potrebbe esserti portata via da qualcun altro. E se me lo rubassero? Se qualcuno mi portasse via questa persona che amo?

La soddisfazione dura poco, è legata a qualcosa che dipende pochissimo da te e crea una marea di emozioni negative.

Pensa alla rabbia, alla delusione o alla tristezza: non nascono tutte perché non hai, o perdi, qualcosa che ritieni importante?

Attraverso la soddisfazione possiamo ambire a brevi momenti di felicità condizionata.

Si può avere di più, molto.

Pensa se potessi essere sempre felice.

Qualsiasi cosa succede, tu stai bene, e nulla riesce a turbarti.

Impossibile?

No, ma andiamo con calma, inizia a comprendere che la soddisfazione non è felicità e anzi la allontana.

Ma la felicità non è neanche piacere.

Il piacere deriva sempre da uno stimolo esterno, come ad esempio la torta al cioccolato di cui parla Matthieu Ricard in questo video di un suo intervento a TED.

Il punto è che il piacere è qualcosa che dura poco, passa in fretta e a cui ci abituiamo velocemente.

A quel punto iniziamo a cercare altro, perché ci stanchiamo delle stesse cose.

Cerchiamo sempre novità, stimoli differenti, perché andiamo incontro all’assuefazione.

Le cose che ci procurano piacere tendono a stancarci presto.

E poi vogliamo altro.

Se dico noia non ti viene in mente nulla?

Quante volte hai abbandonato divertimenti che all’inizio erano fantastici ma col tempo diventavano noiosi e deludenti?

Il piacere che proviamo passa in fretta e lascia sempre un solo desiderio: averne ancora, averne di più.

Così diventiamo facilmente dipendenti da situazioni o persone che devono darcelo.

La felicità, paradossalmente, la allontaniamo cercando il piacere.

In un libro di Ricard,  Il gusto di essere felici, ho letto un esempio che mi piace molto.

 

È come quando sentiamo prurito. Istintivamente, cerchiamo sollievo grattandoci.

Ma il sollievo dura poco perché il prurito ritorna più intenso, e noi sfreghiamo la pelle fino a farla sanguinare.

Abbiamo confuso sollievo e guarigione.

Quando decidiamo di non grattarci più, anche se ne abbiamo una gran voglia, non è perché pensiamo che grattarci sia male, ma perché la nostra esperienza ci ha insegnato che scorticarci è ancora più doloroso, e che la tortura finirà presto se aspetteremo che il prurito si attenui da solo.

 

Questo è un ottimo esempio. Il libro di Ricard ti consiglio davvero di leggerlo.

Tuttavia io non sono buddhista e non credo che la meditazione di cui parla Ricard nel video sia il solo modo per allenare la mente.

Tra poco ti spiego cosa faccio io, come ho imparato a usare meglio la mia mente.

Anche io mi grattavo appena sentivo prurito, ma ho scoperto che la felicità arriva quando scegli di non grattarti.

E funziona!

Ciò che conta è la felicità non è piacere e nemmeno soddisfazione.

Non che queste siano cose sbagliate o negative: semplicemente sono cose diverse, effimere, di breve durata.

Prendiamo anche un altro esempio.

Oggi si comincia a parlare di FIL. Cos’è?

La cosiddetta felicità interna lorda, ossia un modo per misurare il benessere di una nazione in base alla felicità dei suoi abitanti.

La scienza si è molto impegnata a capire cos’è la felicità e come poterla migliorare.

In giro comincerai a vedere sempre più spesso ricerche che ti dicono cosa rende felici (felicità condizionata!) e statistiche sui paesi in cui c’è più felicità.

Sarà vero?

Di solito funziona che io chiedo alle persone se sono felici e in base alle loro risposte stabilisco i paesi con il più alto tasso di felicità.

Ma se io ti chiedo se sei felice, tu cosa mi dirai?

Dipende, senz’altro, ma la tua risposta riguarderà, al 99%, la tua soddisfazione.

Te l’ho spiegato, è facile confonderle, e così scopri che i paesi che sarebbero più felici sono quelli con un buon sistema sociale, tasse proporzionate ai servizi, un’attesa di vita positiva, meno criminalità e corruzione.

Cosa vuol dire?

Che queste ricerche che oggi cominciano ad andare tanto di moda non sono affatto capaci di misurare la felicità incondizionata, reale, profonda, ma solo la soddisfazione delle persone.

Più la gente ha quello che desidera, anche se non serve a essere felici, più è soddisfatta e penserà di essere felice.

Ma è una felicità a tempo, condizionata, che domani potrebbe svanire.

La prossima volta che senti di queste ricerche o di questi sondaggi, ricordati questo: non misurano la felicità che tutti cerchiamo, ma quella condizionata a cui ci siamo abituati.

Io voglio darti di più.

 

La mia ricetta per la felicità

La mia ricetta per la felicità

Ci siamo.

Abbiamo tolto dal tavolo il piacere, la soddisfazione, le tante cose che cerchiamo di ottenere pensando che ci renderanno felici.

Arriviamo a cos’è la felicità secondo me: uno stato mentale di profondo, autentico e duraturo benessere.

Visto che ti ho dato la mia ricetta, forse è il caso che ti spiego meglio gli ingredienti e poi ti mostro come usarli bene.

  • Profondo vuol dire che sei pienamente felice, non in modo superficiale o passeggero.
  • Autentico perché è una felicità vera, non auto costruita per ingannarti.
  • Duraturo perché non finisce, come soddisfazione e piacere, ma dura sempre.

Condivido quando Ricard dice che è uno stato di benessere che proviamo anche nei problemi o nelle difficoltà.

Possiamo essere felici anche se le cose non vanno come ci aspettavamo, o se abbiamo malattie o crisi da fronteggiare.

La felicità è uno stato mentale.

5 anni fa provavo, come tutti, molte emozioni negative: rabbia, delusione, tristezza, nervosismo, e le provavo spesso.

Le situazioni avevano il potere di farmi innervosire quando le cose andavano male, e le persone sapevano deludermi o farmi arrabbiare.

Normale no?

No, in realtà ho scoperto che tutte queste emozioni e questi stati d’animo, compresa la mia felicità, non erano per niente sotto il controllo degli altri e non contava cosa mi accadeva.

Ho scoperto, sperimentato e vissuto che tutto dipende da noi.

Come quando Ricard, nel video, dice che possiamo essere in un angolo di paradiso e sentirci profondamente infelici ugualmente.

So perfettamente di proporti una visione della felicità molto differente dal consueto.

E so anche molto bene che potrebbe sembrare irreale, o quantomeno molto difficile da raggiungere.

È vero, non è facile, ma ti assicuro che è possibile.

Ma ovviamente tu puoi sempre accontentarti della felicità condizionata che tutti cercano.

Non voglio certo importi la mia esperienza o le mie idee.

Voglio solo mostrarti i motivi per cui credo che questa sarebbe una scelta sbagliata, per te.

  • La tua felicità non dipenderà mai totalmente da te.
  • Le cose non andranno sempre come vuoi, e questo ti farà stare male.
  • Proverai spesso emozioni negative, e questo non ti farà stare bene.
  • Non deciderai tu della tua vita: se vivi una giornata storta non potrai fare nulla per cambiarla.
  • Potresti essere sempre felice, ma così lo sarai solo a volte, per poco, e occasionalmente.
  • Vivrai solo una felicità condizionata, breve e incerta.

Per me questi sono motivi sufficienti per cercare una felicità profonda, autentica e duratura.

Ovviamente io e te siamo uguali: vogliamo essere felici.

Se vuoi qualcosa di più grande dell’offerta mediocre che la società propone, ti spiego come cambiare concretamente la tua vita.

Che senso avrebbe aiutarti a capire cos’è la felicità senza però indicarti come portarla nella tua vita di ogni giorno?

Ti ho detto che puoi essere sempre felice.

L’ho sperimentato personalmente e lo vivo ogni giorno, io stesso.

Quello che sto per dirti è testato, ma sarai tu a decidere se funziona: basta provare.

Considera che richiede impegno e determinazione.

Forse però, l’ingrediente più importante, è volerci credere.

Ora ti do la ricetta.

 

1. Gestire le tue emozioni

La felicità è un’emozione.

Imparare a gestire le tue emozioni significa imparare a scegliere quelle positive, come la felicità appunto, invece di quelle negative.

Questo è il primo passo e par renderlo semplice ho creato un percorso specifico e gratuito che trovi qui ⇒

 

2. Provare l’ebbrezza della libertà

Non credo che sia possibile comprendere appieno cos’è la felicità senza capire cos’è la libertà.

Nell’approfondimento che ti ho linkato qui sopra, te lo spiego in modo chiaro.

Come sempre voglio farti riflettere, non di convincerti che io ho ragione.

Di sicuro se non sei libero, o libera, non saprai essere felice.

Ti ho spiegato che possiamo essere felici se smettiamo di dipendere dall’esterno e prendiamo in mano la nostra vita.

Questo è possibile se siamo liberi.

Ingrediente fondamentale, e anche in questo caso leggerai qualcosa di diverso dalle convinzioni comuni.

 

3. Cerca dentro di te

Quando abbiamo visto la differenza tra condizionata e incondizionata, credo sia stato chiaro che una felicità che dipende dall’esterno è sempre debole.

Non è fuori che devi cercare, ma dentro di te.

Io penso che l’autostima sia un tassello importante, perché sei tu che crei la tua felicità.

Ho scritto un approfondimento molto ricco sul tema dell’Autostima: chi sei conta più di chi credi di essere.

 

4. Aprire gli occhi e osservare la realtà

In questi 5 anni ho scoperto anche che non sapevo nulla della realtà.

Certo la vivevo, ne ero immerso, ma non la vedevo affatto.

Purtroppo questo è quel che accade a molti di noi, se non proprio a tutti.

Viviamo con gli occhi chiusi, ascoltiamo con le orecchie tappate.

Su molte delle cose che hai letto in questo post, forse non avevi mai riflettuto.

Su diventarefelici.it trovi approfondimenti pensati per questo, sono cose con cui ci confrontiamo ogni giorno, ma che non capiamo davvero, non ne siamo consapevoli.

Ad esempio:

  • Perché provi certe emozioni e non altre?
  • Per quale motivo hai il tuo carattere e non uno differente?
  • Perché ti piace quel che ti piace e non altro?
  • Perché certe scelte non le fai, ma altre sì?

Queste sono solo alcune domande che spesso mettono in difficoltà.

Se ti viene in mente una risposta del tipo: “Perché sono fatto, fatta, così”, oppure “è così e basta” o ancora “non lo so” o anche “non dipende da me”, vuol dire che puoi trovare la risposta che oggi non conosci.

Più impari a capire chi sei, a scoprire il motivo delle cose, più sarai presente a te stesso, o te stessa, e potrai davvero superare soddisfazione e piacere per giungere alla felicità.

Non parlo solo delle cose che ti riguardano, ma anche quelle che coinvolgono gli altri, o le vicende che vivi.

Parti da questo approfondimento, come sempre ricco di risorse, in cui ti spiego cos’è la Consapevolezza e come svilupparla nella tua vita.

 

5. Imparare ad amare, questo è il segreto

In fondo potremmo riassumere tutto nella frase che hai sentito alla fine del mio video.

L’amore ingloba davvero tutte le cose che contano e, se vogliamo, ognuno dei 4 punti predenti.

Per esempio:

  • Qualsiasi emozione positiva, compresa la felicità, dipende direttamente dall’amore.
  • Non c’è un livello più grande di libertà che scegliere di amare in modo incondizionato.
  • L’autostima non esiste se non hai imparato ad amarti.
  • La consapevolezza è legata all’amore, perché ogni emozione negativa terrà chiusi i tuoi occhi.

Ho creato una guida per imparare ad amare, ma la parola “guida” potrebbe ingannare: non si insegna ad amare.

In questa guida trovi però degli spunti pratici da cui partire e dei consigli, perché amare è un modo di vivere, di agire, pensare, scegliere e richiede azione, volontà e impegno.

Sono frutto della mia esperienza, quindi consigli che ho sperimentato personalmente.

 

Conclusioni

Cambiare vita ed essere felici non può che partire dal capire cos’è la felicità.

Hai mai visto un calciatore fare gol senza sapere dove si trova la porta avversaria?

Io no.

I 5 passi che ti ho mostrato sono legati a risorse gratuite presenti nel sito.

Non sono piccoli post, ma guide pratiche, seminari in cui ho condiviso con te tutto quello che ho imparato in questi anni.

Sfrutta tutto il materiale che ho messo a tua disposizione.

In particolare voglio consigliarti di leggere subito una guida molto in tema: come essere felici qualsiasi cosa accada.

Ricordati sempre che io sono a tua disposizione per darti una mano.

5 Verità sulla tua vita

Ci sono 5 verità che ti riguardano da vicino e che in questo preciso momento stanno decidendo chi sei, se sei felice, perché hai trovato il mio sito.

In 5 semplici domande ti aiuterò a scoprirle.

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Da oltre 7 anni mi occupo di felicità: la studio, la osservo, la vivo e la condivido. La mia missione è aiutare tutti a cambiare la propria vita ed essere felici. Su Diventarefelici.it porto la mia esperienza personale e quella delle tante persone che ho conosciuto e aiutato in questi anni per dare il mio contributo: voglio migliorare questo mondo, e più persone diventeranno felici, più ci riuscirò. Questa è la mia missione.

35 Commenti

  1. Io ho tradito la fiducia di mio marito ce ha scoperto che mi sentivo con un ragazzo lontano dalla mia città. Quindi solo virtualmente mai visti ma arrivando anche all’ amore digitale. Sono arrivata a questo perché volevo capire se avevo qualche problema perché da anni non avevo più stimoli ormonali nonostante volessi solo mio marito. E star per me una cosa senza valore ma lui ovviamente mi odia mi dice che sono lontana dai valori che cercava che L ho pignalaro che. Ottenne cancellarmi che non si può cancellare tutto questo che non vuole più stare vicino a me.. io sono davvero pentita gliel ho detto mi sono presa tutte le colpe con consapevolezza e ho chiesto perdono senza se e senza ma e accetto impassibile tutto gli attacchi e i messaggi di attacco che mi manda. Io gli ho chiesto se può provare a trovare la forza in questo momento sulle bambine se può pensare a loro e non a me e io cercherò di fare tutto ciò che è posssibile per riconquistare in questo cammino difficilissimo briciola dopo briciola. Che altro posso fare?

    • Ciao Raffaella,
      evitare di sentirti in colpa. Non ti aiuterebbe, anzi.
      Assumerti le tue responsabilità va bene invece, e fare il possibile pur lasciando che tuo marito faccia le sue scelte.
      Ti consiglio di leggere questa pagina che parla proprio di quel che interessa a te 🙂

  2. Ciao Giacomo,
    La mia storia è entrata in crisi un mese e mezzo fa (per lei un paio di mesi prima) per dei problemi miei personali e perché a volte non riuscivo Capire lei in pieno abbiamo deciso di lasciar i di comune accordo due settimane fa ma lei mi manca davvero e sono ancora innamorato di lei .purtroppo i miei problemi mi avevano fatto credere di non amarla più come prima ma facendomi un esame di coscienza mi sono reso conto di aver fatto un errore enorme sui miei sentimenti ,non so cosa fare perché nel mentre che ci stavamo lasciando ha iniziato a frequentare una nuova compagnia conosciuta ad un corso di logistica ,in particolare un tipo che a mio avvisato ci sta palesemtne provando con lei approfittandosi di questo su brutto periodo (mi è stato confermato da amici e amici in comune cheblei non vuole altro se non amicizia da questo tipo e che gli ha messo le cose bene in chiAro ) mi fido ciecamente di lei però non so come comportarmi visto che continuo a pensarci ,avendo amici in comune è già capitato di vederci e le ho dato una lettera dove le dicevo tutto quello che provavo per lei ,ha pianto tantissimo e dice che le manco ma che al momento è confusa (dice di essersi resa conto che sta bene anche da sola) però mi dice che lei crede nel nostro amore è che non è stto vano e che serve un po’ di tempo ad entrambi ,che se siamo destinati a stAre insieme supereremo anche questo momento ,consigli ?
    P.s. Ci vedremo anche a Pasquetta e non so come comportarmi

    • Ciao Andrea,
      da quel che hai scritto alla fine sembra che lei sia tutt’altro che intenzionata a perdervi… e ti chiede pazienza.
      Penso che ognuno debba fare un proprio percorso e magari adesso lei ha bisogno di capirsi e ascoltarsi.
      Leggi questa pagina, ci sono alcuni consigli che penso ti torneranno utili.
      Per lunedì sii naturale quanto puoi. Non devi fingere che siate “amici”, non è quello che avete in testa, ma ovviamente rispetta il suo momento dandole la vicinanza che lei ti permette.
      Altro consiglio: leggi pure questa pagina, perché se ci stai male, questo non aiuta né te né lei 😉

  3. Salve, sono Giusi. Ho iniziato a leggere i suoi articoli. Mi potrebbe dare un consiglio o come fare? Vorrei condividere la mia vita con un uomo che ricambi il mio amore. Un amore incondizionato. L’ultimo mi ha lasciata (con un messaggio) per un’altra buttandomi (per giustificare il suo gesto) addosso tutte le colpe. Io ho 47 anni ed ora ho desiderio di un compagno vero. E specialmente vorrei lasciare andare il dolore provato per l’abbandono. Grazie

    • Ciao Giusi,
      la prima cosa che tu devi fare per poter vivere questo amore, è non aver bisogno di un uomo con cui condividerlo.
      Prima di tutto tu devi essere felice, comunque, single o in coppia.
      Se leghi la tua felicità a qualcuno, il tuo non potrà mai essere un amore incondizionato (la condizione che l’altro ti renda felice è una condizione gigantesca!).
      Devi partire da te. Leggi questa guida 🙂

  4. Ciao è da un anno.che la mia ansia mi tiene una gabbia nel vero senso della parola ….nn esco piu di casa e qnd lo faccio …..sto in agitazione e per me cm se nn sarei uscita xche nn sn piu felice…. spero che la tua guida mi aiuterà…

    • Ciao Flora,
      penso possa darti degli spunti, ma ti consiglio due cose: se vedi che hai una vera e propria fobia ad uscire o attacchi di panico, parla con uno psicologo competente. non è questo un aspetto di cui mi occupo io.
      In ogni caso inizia a seguire il mio Corso per diventare felici: penso che ti darà degli spunti importantissimi 🙂

  5. Carissimo complimenti per il tuo entusiasmo forse dovuto alla tua giovinezza, che può anche essere contagioso ma solo per chi già crede magari non troppo, anche se, a mio avviso, contiene molte semplificazioni e certezze. Non credo che si possa parlare di Dio in modo così diretto, non abbiamo il suo numero di telefono. Io la mia fede la devo totalmente a Gesù, è lui che conosco e che dice quale strada devo percorrere. Lui ha detto a ognuno di prendere la sua croce e di seguirlo, ma ha anche detto Il mio giogo è leggero. Io di anni ne ho parecchi più di te e ho anche delle malattie serie e ora mi è capitato anche un brutto incidente ebbene il mio commento è stato: accetta le miei pene a sconto dei peccati per i quali hai portato la croce. Così ogni mio male acquista significato e mi prepara alla rinascita. Comunque grazie, Vai avanti senza scoraggiarti anche se dovrai forse patire delle delusioni. Chi Dio ti benedica!

  6. Ho letto con molto interesse i suoi articoli. Sono pienamente d’accordo ma a volte non è sempre così facile. Ci sono alcune situazioni che anche con l attuazione di questo metodo non porta felicità. Come dovrei affrontare secondo lei il problema se dopo dieci anni io voglio un figlio e lui no? Credo sia normale provare rabbia e credere che lui non mi ami. E come faccio a risolverlo con questo metodo. Vado avanti credendo nell ottimismo e nella felicità. .ma non credo che questo possa servire a lui per cambiare idea.

    • Ciao Elisa,
      a volte? Sono onesto e penso che quel che consiglio sia quasi sempre difficile e impegnativo.
      Ma funziona.
      Ora il punto non è far finta di nulla, ma non far dipendere la tua felicità dall’avere un figlio.
      Se lui ti ama, pensi, dovrebbe volerlo.
      Ma se tu lo ami, potrebbe pensare lui, non dovresti accettare tu che non lo voglia?
      Cadi nella trappola della pretesa se pensi: per essere felice devo avere un figlio.
      L’errore sta qui.
      Io dico che averne uno è un dono meraviglioso. Ma se non sai essere felice senza, rischia di diventare una pretesa che logora te e chi ti sta intorno.
      Non far dipendere la tua felicità da nessuno. Nessuno. Leggi questa pagina e anche questa, ti chiariranno meglio le idee 🙂

  7. Salve Giacomo.Oltre un anno fa scoprii che la persona che amavo sa 11 anni e con cui avevo da pochi mesi iniziato a convivere mi tradiva.
    Era la persona cui ho dato più fiducia nella mia vita.Alle mie Domenech la risposta è stata:non ti amavo più. Il mondo mi è crollato addosso.ora non esiste più presente né futuro.lo lasciai perché questo voleva nonostante gli chiesi di provare a correggere ciò che per lui non andava. Ho pianto fino a ieri e io ancora lo amo e penso a quanto accaduto ogni giorno.Sono arrivata a desiderare di togliermi la vita ma io non ne ho il coraggio perché non voglio dare sofferenza ai miei genitori. Oggi io dico a me stessa: Enza devi tornare a sorridere perché non puoi coniugare a vivere così. Ho deciso di cambiare di me ciò che può impedire la felicità e sono arrivata nel tuo sito.
    Ora ti chiedo aiuto per mettere in pratica ciò che tu scrivi.
    Non ho mai amato me stessa perché non ne sono capace ma ho sempre amato gli altri prima che mi accadesse tutto questo.non ho specificato che ho perso pure il lavoro dopo questo per la gelosia della moglie del mio capo..assurdo.
    Sono a pezzi e non so ricostruire.
    Io ora ho bisogno di amare e quindi sentirmi amata quale conseguenza. .
    Ma quando incontrerò la persona che sarà sincera e rispettosa nell’amarmi ? Se poi hai un modo per far tornare accanto a me la persona che ho sempre amato e amo ancora, ti sarei grata all’infinito..
    Ti prego Aiutami.

    • Ciao Enza,
      che lui torni, dipende da lui, appunto. Possiamo e dobbiamo amare, ma ovviamente non ha senso pretendere di essere amati.
      Io credo che il modo migliore per cambiare le cose è iniziare a essere tu la prima persona che ti ama e ti rispetta.
      Tra l’altro sono del parere che difficilmente riesci ad amare davvero gli altri senza amare te stessa.
      Certo che ti aiuto, e ti consiglio di iscriverti subito, e gratis, al mio Corso per Diventare Felici.
      Così ti posso accompagnare in un processo che può davvero cambiare la tua vita 🙂

  8. Grazie per la tua preziosa guida. Più leggo e più mi viene da piangere…come essere felici se ci si sente soli senza l’uomo che si ama? Dopo essere state rifiutate dopo anni?
    Desideravo una famiglia, può essere che l’avrò ma non ho più stimoli….

    • Ciao Elena,
      la felicità che cerchi, dovuta a qualcosa che ottieni, è quella che potremmo definire “felicità condizionata” o soddisfazione secondo me.
      Non è quello che vuoi davvero. Il problema è legare la tua vita a qualcosa che devi per forza avere.
      Ti imprigioni nell’idea che senza non puoi essere felice, e poi ci riesci benissimo 😉
      Leggi questa pagina, ti aiuterà a capirlo meglio.

  9. Fare finta di non stare male non porterà ad un dolore peggiore in futuro?
    Le aspettative fanno parte dell’essere umano…come si fa a non farsele?! Sono automatiche ed inconsce.
    Come si fa ad amare una persona che ti fa del male e allo stesso tempo non sentire il dolore?
    Come si fa a scegliere una persona con la quale stare insieme se dobbiamo amare tutti?
    Come si fa ad amare se una persona non ti consente di amarla?
    Bisogna sopportare il dolore per amare e per essere felice?

    • Ciao Mik,
      fare finta di non stare male è stupido. Stai male? Bene, non è per quello che accade ma per come lo vivi. Il dolore serve a capire che dipende da te e cambiare: tu.
      Le aspettative sono culturali, e tutto quello che è inconscio può venire compreso. Devi diventare consapevole, comprendere chi sei, per quale motivo chiedi questo o quello, perché vuoi una cosa e non un’altra.
      Inconscio è tutto quello che non osservi e puoi avere una consapevolezza tale da non essere controllato da nulla (lascia perdere le teorie per cui l’inconscio ci controlla, è che non siamo consapevoli, tutto qui!).
      Tra l’altro ho scritto della consapevolezza, ti consiglio di leggere questa pagina.
      Per la scelta della persona leggi quest’altra guida e non confondere l’amore con una relazione: amare è un dono che non dipende da cosa fanno gli altri e nessuno può impedirti di amare.
      Per il dolore credo che imparare a sopportarlo può solo essere utile, ovviamente mentre lo comprendi e lo lasci andare via 🙂

  10. Ciao Giacomo,
    innanzitutto grazie per tutto quello che condvidi e metti a disposizione. Ho letto anche il tuo libro “Indipendenza Emotiva”. Pian pianino riesco a mettere in pratica tutto. La difficoltà è dal punto di vista della relazione amorosa, nel senso che capisco e condivido i ragionamenti circa cosa significhi amare genuinamente, il discorso delle aspettative, che la felicità viene da dentro. E in queste situazioni, come anche adesso che scrivo sono tranquilla. Però ci sono ancora dei momenti in cui una sorta di paura e ansia nascono dentro di me e non riesco a padroneggiarle bene, anche ripetendomi ad alta voce il ragionamento. La causa la so: è un’aspettativa che seppur penso ogni tanto di aver eliminato rimane lì e non se ne va. Lo so che è un problema di accettazione della realtà. Sono consapevole anche del meccanismo errato, e sto provando i tuoi esercizi. Ma magari dopo giorni, salta fuori ancora. Prima domanda: è normale?
    Seconda domanda: perchè anche se ho chiaro e condivido quello che hai scritto, trovo difficoltà a metterlo in pratica? Cosa consigli di fare?

    Grazie in anticipo per la risposta.

    • Ciao Elena,
      non pensare se sia normale o meno, se tu hai questo “problema” va bene, riguarda te e devi affrontarlo.
      Se accade ad altri (ma accade a tutti 😉 ) poco importa.
      Un conto, poi, è condividere una cosa a livello ideale, altro è farla penetrare profondamente dentro la mente e il cuore.
      Spesso ci vuole tempo, soprattutto considera che per anni hai messo in pratica e creduto a tutt’altro.
      Sicuramente è fondamentale per te sperimentare gioia e felicità a prescindere da tutto, capire ma soprattutto toccare con mano che tu puoi essere libera e felice senza pretese, senza che ti sia dato questo o quello, semplicemente per come scegli di vivere.
      Più fai pratica, più lo vivi, più facilmente scatta dentro quel cambiamento che fa di un’idea, una profonda convinzione.
      Il consiglio è di avere pazienza, lavorarci ogni giorno, e soprattutto amare 🙂

  11. Ciao,, sono Chiara. Ho letto alcune cose che hai scritto ma non credo di aver trovato quella che fa a caso mio; ho conosciuto un ragazzo al mare più grande di me di 3 anni e gli sono piaciuta subito, siamo stati insieme 5 giorni ma poi sono dovuta tornare a casa. Le mie vacanze sono sempre state complicate perché non sono mai restata ferma in un porto per più di una settimana durante l estate. Io e i miei andiamo sempre in Corsica/Sardegna, è bello si però a me piacerebbe restare in questo poso. Insomma ci siamo conosciuti e io gli ho detto subito che non sarei rimasta tanto qui, ma lui ha detto di non pensarci adesso. In questi 4/5 giorni si è comportato come se fossimo stati insieme: dolce, carino, simpatico etc. Io gli ho detto che sarei tornata la settimana prossima prima di partire per le vacanze ma lui mi è sembrato passivo.. Mi aveva detto che ci saremmo sentiti su whatsapp ma è da 2 giorni che non si fa vivo. Inoltre il penultimo giorno mi ha detto che siccome siamo distati ci sta anche che lui si metterà con una e viceversa (io sono in mezzo al mare con 7km da terra e di sicuro non troverò mai nessuno lì) lo so che le relazioni a distanza sono difficili e non durano ma mi manca tantissimo e non è facile dimenticare chi ti ha dato tanto da ricordare.. Non so cosa fare, se hai qualche consiglio ti ringrazio moltissimo.
    Ciao e grazie

    • Ciao Chiara,
      per affrontare con maggiore tranquillità questo momento posso consigliarti di leggere questi consigli e provarli, scoprendo quali funzionano meglio per te.
      In generale devi assolutamente comprendere che tu puoi essere felice a prescindere dalle persone che ti sono accanto e dai loro comportamenti, o dalle loro scelte.
      Devi, in pratica, capire cos’è l’indipendenza emotiva.
      Fatto questo, ti aspetta una vita molto più felice 😉

  12. Sono trascorsi esattamente 20 anni da quando ho letto il libro di De Mello da te citato. Ne ho regalati a decine dopo averli trovati di volta in volta usati sulle bancarelle. Poi mi sono ricordato di una famosa frase di Galileo Galilei che dice: non si può insegnare niente ma solo imparare. Quindi ho smesso di regalarlo dal momento che non c’è stata una, dico una sola persona che sia stata minimamente sfiorata dal Messaggio.La parola Consapevolezza è rimasta racchiusa nelle tenebre. Essendo da molti anni un appassionato di filosofie orientali ho sempre considerato quel libro una sorta di Bignami per cominciare ad avvicinarsi all’Oriente visto la grandissima difficoltà di recepire pensieri molto lontani dalla nostra cultura. Del resto come in Occidente il Cattolicesimo ha stravolto il pensiero di Gesù Cristo così in Oriente il Buddhismo ha completamente travisato il Buddha che è stato a mio modesto parere il primo e il più grande psicologo di tutti i tempi.Mi congratulo quindi con te perché pur avendo letto solo un breve accenno di quanto vai divulgando noto che c’è in te l’imprinting giusto dell’arte di vivere.

  13. Ciao,
    mi piace molto questo blog e ciò che viene scritto.
    Ho una perplessità però, da persona ansiosa e che cerca di avere tutto sotto controllo e quindi vittima di ansie, paure e… tadan! Infelicità!
    Vivo una storia d’ amore con il mio partner, una storia di cui non ho di che lamentarmi…( difetti e diverbi compresi, che ci risparmieremmo in due, ma capitano)….ma ho sempre mille paure.
    Paura di quando discutiamo che si faccia CRAC, paura delle nostre differenze, paura del domani in generale e nostro, paura per esperienze passate e la mia storia familiare, del fallimento… paura a volte che il sentimento stesso non esista! Bisogno quasi di verificarlo spesso!
    Eppure, in tutto ciò… se la paura mi farebbe scappare a gambe levate… ho di fronte realmente una fonte di serenità, di tenerezza, di speranza, di desideri per il presente e futuro a cui non vorrei rinunciare… anche se faccio fatica ad aprirmi totalmente per PAURA. Ed eccomi qui. Da sola starei forse meglio, ma non è ciò che desidero.
    Mi chiedo io allora, come posso seguire i tuoi consigli e non intaccare la mia relazione?
    In una relazione è difficile non avere aspettative/desideri, vista la voglia di immaginarsi un domani insieme… ed io per paura vivo già il giorno per giorno, ma ogni tanto ho bisogno di sbilanciarmi e pensarmi più in là con lui, anche se poi alcune cose mi fanno paura e creano agitazione per paura che non ci possano essere o che finiscano male… ma se non le immaginassi affatto, il mio sentimento sarebbe mutato?
    Posso essere felice, adattarmi a questo cambiamento soprattutto di atteggiamento mentale, senza che si riversi sulla mia coppia? Come?

    Grazie infinite

    • Ciao Chilly,
      perché non fare che questo cambiamento di atteggiamento mentale rafforzi al vostra relazione?
      Ti suggerisco due risorse: la prima ti spiega come dare ordine a tutto, relazione compresa, per essere sicura e felice.
      L’altre invece ti mostra come rendere forte e solida la vostra unione.
      Meglio?

  14. Sono capitata qui per caso e… Che fortuna! Mi sono subito messa a leggere tutto, è interessantissimo e utilissimo; già da un po’ di tempo pensavo a queste cose e devo dire che ad alcune cose che ho letto qui in un certo senso ero già arrivata ragionandoci sopra (ritrovarle qui è stata una conferma utile e necessaria per me) altre invece sono cose nuove su cui certamente ragionerò. Ma la cosa più importante è che ho deciso che è giunto il momento di mettere anche in pratica queste cose, ragionarci sopra e cercare di capire meglio va bene, ma non ci si può fermare lì 🙂

    • Ciao Alessia e grazie, molto carina graficamente.
      Personalmente non penso che la felicità dipenda dai geni o dall’ambiente, ma solamente da noi.
      La definirei una scelta completamente libera al 100%!
      Inoltre tempo che tutte le ricerche si basino sul giudizio delle persone: sei felice?
      E la risposta a questa domanda è quasi sempre, diciamo nel 99% delle volte, basata o sulla soddisfazione e diventa felicità condizionata (ho quello che voglio?) che non è quello che cerchiamo davvero, perché non dura.
      Comunque sia, cercare all’esterno la felicità, ad esempio nelle relazioni con gli altri, è un ottimo modo per dipendere da loro, pretendere e soffrire.
      Per me la felicità è molto di più. Leggi questo 🙂

      • Hum, si, capisco cosa vuoi dire, tra l’altro qualche mese fa ho partecipato ad un ritiro di meditazione Vipassana e il punto era proprio il non-attaccamento o il ‘non avere pretese’, come dici tu. E…sono scappata a gambe levate :). Capisco il modo di ragionare che c’è dietro ma in un certo senso credo che il casino che ho in testa sia ciò che mi renda umana, e l’avere sensazioni “forti” (nel bene e nel male) mi piace proprio…Masochismo? Probabile…!

        Sito carino comunque (e non solo graficamente 😛 ) ciao, buon lavoro

        • Alessia,
          io con le teorie orientali e la meditazione non ho niente a che fare, non le seguo.
          Quel “casino” non è emotività o vitalità, ma casino, confusione, caos.
          Io non parlo di distacco, ci mancherebbe, parlo di felicità e amore.
          Quel casino, come lo chiami tu, ti impedisce di amare profondamente.
          Tra l’altro non è una questione di rinunciare a qualcosa, ma di aprire gli occhi e comprendere che in realtà quello che cerchi non ti porta quello che desideri.
          Quando arrivi all’indipendenza emotiva le emozioni sono sempre più intense, vivide, forti, ma sono positive e quelle negative non ti fanno più stare male, durano pochi minuti, o secondi, e vanno via. Vivi tutto molto più profondamente, sei felice e scopri cosa significa amare.
          Una meraviglia che ti auguro di provare 😉

  15. Ciao !!!
    Penso che la tua guida sia molto d’aiuto E l’ho solo letta !!!!
    Da domani inizio a fare un po di esercizi perché veramente non riesco a non pensare alla mia ex .
    ho scelto di mollarla perché non andavamo d’accordo e un mio amico l’ha baciata togliendomi così ogni speranza di riprovarci siccome avevo capito tutti gli errori !!
    e la cosa bella che lui ha saputo gli errori che ho fatto con lei e ha scielto di affrontarli subito per stare con lei senza avere problemi e questo mi fa stare veramente male …
    MA ORA BASTA !!! SE CI TENEVA A ME NON AVREBBE MAI FATTO NIENTE CON STO ” AMICO ” ( che non lo posso più definire amico … senza entrare nei particolari che è meglio ) Voglio uscire da questa depressione e tristezza e tornare quando sorrideva a chiunque perché è quello che sono e una ragazza che fa così non ne vale la pena stargli dietro … aspetto a distanza di sicurezza con in mano una scatola di pop corn che la loro relazione vada si frantumi !!!
    Ciao e grazie ancora 🙂

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