Cosa fare nella vita: come trovare la propria strada

Non sai cosa fare nella vita? Certo, magari lavori o hai una carriera, studi e hai dei programmi, però non sei felice. Voglio spiegarti come trovare la propria strada, in modo semplice:

  1. Cosa fare nella vita se non coltivare le tue passioni?
  2. Scopriamo cosa ti interessa davvero!
  3. Cosa vuoi fare da grande: il lavoro perfetto.
  4. Come trovare la propria strada senza sbagliarsi.

Tra pochi minuti avrai le idee più chiare.

Non ti dirò certo io cosa è meglio per te, voglio solo aiutarti a capirlo.

Solo tu puoi trovare questa risposta.

Per farti capire che puoi davvero trasformare una passione in un lavoro, rispondi subito alle domande del mio test.

Ti farà capire se anche tu puoi farlo e ti aiuterà a liberarti dai dubbi che sia “una cosa per pochi” e che magari per te sia impossibile.

Cosa fare nella vita se non coltivare le proprie passioni?

Cosa fare nella vita

Non ti nascondo la verità: tu non lavori per i soldi.

Nessuno lavora davvero per i soldi, perché non interessano a nessuno.

Aspetta, non correre, lasciami spiegare 😉

Mangi i soldi? I soldi ti danno amore? Ti danno da bere? Ti riparano l’automobile?

Che domande, ovvio che no, e tu non vuoi i soldi, ma solo quello che ci puoi comprare.

Il concetto è molto semplice: tu lavori perché vuoi essere felice.

Cosa centra la felicità con il lavoro o lo studio?

Tutto!

Facciamo un test molto veloce:

  1. Ti piace stare male?
  2. Ami provare rabbia o delusione?
  3. La sofferenza è tra le tue emozioni preferite?
  4. Ti diverti un mondo quando sei triste?

Perfetto: se hai risposto “no” a tutte le domande, vuoi essere felice.

Felicità significa che vivi una vita positiva, stai bene e provi emozioni come la gioia, l’allegria, l’entusiasmo, la serenità, la pace, la calma.

Continuo?

Siamo d’accordo, anche tu vuoi essere felice, come me d’altronde e come tutti quanti.

Per questo lavori, per essere felice.

Ricordati sempre che la felicità è il tuo grande obiettivo.

Molti commettono l’errore di pensare: oggi mi trovo un lavoro qualsiasi, poi domani, quando avrò più soldi, inizierò a fare quello che mi piace davvero.

Tutte queste persone stanno ancora aspettando quel domani.

Vuoi unirti a loro?

Certo, qualcun o dirà che c’è la crisi e non si trova lavoro e che puntare a coltivare le proprie passioni è impensabile in questo momento.

E se fosse proprio il contrario?

Se la passione fosse la soluzione alla crisi del lavoro?

Facciamo qualche considerazione.

Passiamo bene o male 8 ore al giorno lavorando. E c’è chi ne fa molte di più!

Lo facciamo, per lo meno, 5 giorni a settimana.

Anche qui con qualche eccezione.

Se consideri che fino a un certo punto questo tempo lo passiamo a studiare, e che poi il lavoro lo continueremo fino alla pensione, ti rendi conto che è un sacco di tempo!

Diciamo che al lavoro dedichiamo la maggior parte delle nostre energie, della giovinezza, delle nostre idee e del nostro tempo.

Fare qualcosa che consideri inutile, che ti lascia insoddisfatto, o insoddisfatta, e che non ti appassiona, è davvero uno spreco enorme.

Ti rendi conto che hai solo una vita?

Che ogni ora, ma che dico ora, che ogni minuto trascorso al lavoro non ti sarà più restituito?

Quanto è stupido buttare la nostra vita facendo qualcosa che per te non ha senso?

Vedo persone trascorrere il proprio tempo osservando l’orologio nell’attesa che la giornata finisca.

Cioè tu hai un giorno a tua disposizione e speri che finisca presto.

Ti rendi conto di quanto sia assurdo vivere così?

Se ti rimanesse una sola settimana di vita, la spenderesti lavorando? Continueresti a studiare? Faresti quel che fai ogni giorno?

Se pensi di no, allora significa che quello che oggi fai per te non è importante, c’è altro che conta di più.

È ovvio che dobbiamo lavorare e portare a casa i soldi, chi dice il contrario.

Ma se lo facessi trasformando nel tuo lavoro una passione?

Se potessi dedicare tutto il tuo tempo a qualcosa che ami davvero?

Non sarebbe fantastico?

Devi lavorare, è giusto, ma se per te il lavoro diventasse una gioia e una fonte di entusiasmo?

Il primo passo è scoprire qual è la vera passione che puoi trasformare nel tuo lavoro.

Prima tiriamo fuori tutte le possibili cose che ti piace fare, quelle che ti entusiasmano.

Poi ti spiego come capire quale è davvero la strada giusta da prendere.

Infine, cosa fondamentale, ti spiego come trasformarla in un lavoro solido e concreto.

 

Alla ricerca della passione (perduta): cosa ti interessa davvero

Conoscere se stessi

Spesso la domanda più difficile che faccio è questa: cosa ti piace fare nella vita? Cosa ti appassiona?

Sembra a molti assurdo che sia una domanda difficile, eppure mette davvero in difficoltà.

Tu lo sai cosa ami davvero fare?

Nessun problema: sfruttiamo la mia esperienza, così ti aiuto a scovare tutte le cose che potrebbero davvero appassionarti.

 

Che lavori hai fatto finora?

Io partirei da qui.

Non è detto che nelle tue esperienze passate ci siano passioni, ma è meglio controllare prima di scartarle!

A me interessa poco cosa hai fatto, mi interessa molto di più cosa ti ha dato l’esperienza, perché l’hai fatta e come ti ha cambiato.

Ma andiamo con ordine.

Comincia a scrivere tutti i lavori che hai fatto finora nella tua vita.

Visto che stiamo cercando la tua strada, la tua passione, prendili tutti in considerazione.

Sia quelli durati anni, sia quelli di pochi mesi, che fossi regolare o senza contratto.

Insomma, elenca tutte le volte che hai lavorato, che ti hanno pagato per fare qualcosa.

Adesso devi farti una serie di domande per ciascun lavoro, e devi farle con molta calma, dandoti tutto il tempo che ti serve per rispondere.

Piccola premessa: capire cosa fare nella vita è un passaggio cruciale, perché potresti investirci moltissimi anni futuri in questa strada.

Non avere fretta.

Detto questo, ecco le domande da porti per ognuna delle tue esperienze professionali:

  1. Per quale motivo hai fatto quel lavoro? Solo per i soldi o per qualche altra ragione? Non conta se sia professionale, a te interessa capire di più su quella tua scelta.
  2. Cosa ti è piaciuto di quella esperienza? Potrebbero essere anche dettagli di poco valore, apparentemente, o cose marginali.
  3. Per quale motivo ti sono piaciute queste cose? Perché non altre?
  4. Cosa ti ha divertito o entusiasmato? Ci sono stati momenti, attività, situazioni che vivevi con entusiasmo, con tanta voglia di fare? Lascia perdere se i comportamenti degli altri erano negativi, a te cosa entusiasmava o divertiva?
  5. Per quale motivo? Alcune cose ti entusiasmano o ti divertono, altre no. Che differenza c‘era? Cosa cambiava?

Rispondi a tutte le domande, un’esperienza lavorativa alla volta.

Non farlo di fretta, non rispondere in modo superficiale.

Datti tempo, pensaci con calma, rifletti, valuta le tue risposte, rileggile.

Renditi conto che stai facendo una cosa fondamentale, che se fatta bene, ti porterà a una delle risposte più importanti della tua vita.

Immagina che sia tua nonna, o un anziano signore a leggere queste risposte: capirebbe i tuoi motivi e le tue sensazioni?

Saprebbe dire perché ti piaceva una cosa piuttosto che un’altra?

Cerca di essere chiaro, o chiara, molta precisione è indispensabile in questo momento.

Scriviti le domande su un foglio e vai in un posto tranquillo dove puoi pensarci e rifletterci sopra con calma.

Anche se impieghi più giorni, va benissimo.

A te servono risposte chiare e precise.

Considera che a te non interessa molto il lavoro in sé. Magari alcuni sai bene che non ti interessano per nulla.

A te deve interessare il motivo per cui, anche un lavoro che non ti piaceva, ti sapeva entusiasmare in qualche situazione.

Io posso dirti che ho fatto per qualche anno il direttore di negozio. È un lavoro che non mi interessa e non rifarei, ma so anche cosa mi piaceva.

Quando comprendi questo, stai capendo meglio i tuoi gusti, cosa ti piace e cosa non gradisci.

Non è importante il lavoro in sé, ma il motivo per cui lo fai, cosa ti entusiasma, le circostanze in cui ti assorbe completamente, quanto scattano passione e voglia di fare.

Magari hai avuto esperienze negative, ma qualche dettaglio positivo potresti trovarlo anche lì, e a te interessa quel dettaglio.

Per capire cosa fare nella vita, come trovare la propria strada, non puoi accontentarti di un “ruolo” da ricoprire.

Devi scoprire cosa ti appassiona, e spesso gli indizi li troviamo ovunque, anche mentre facciamo cose che, di per sé, non ci interessano affatto.

 

Quello che hai studiato servirà pure a qualcosa!

Ambito scuola.

Dai, ci passiamo un sacco di anni, studiamo, sentiamo, ascoltiamo tantissime cose, facciamo esperienza: dovrà pur servire a qualcosa, ti pare? 😉

Anche in questo caso fai un elenco delle scuole che hai frequentato.

Come prima, non è che ti interessi il titolo di studio o le materie.

Se hai fatto ragioneria, puoi voler diventare un cantante, che importa?

Devi andare a cercare, ancora una volta, le scintille di passione e interesse, l’entusiasmo che, ne sono sicuro, avrai sperimentato di tanto in tanto nel tuo percorso di studio.

Magari la scuola che hai fatto non ti piaceva o gli sbocchi professionali che offre non ti interessano.

Va benissimo.

Ricorda che non conta cosa c’è scritto su quel pezzo di carta che tieni attaccato al muro.

Conta cosa hai imparato, che esperienza ti ha permesso di fare, come tu sei cambiato, o cambiata, anche grazie a questo percorso.

Ecco qualche domanda che ti guidi in questa seconda fase.

  1. Ci sono state materie che ti piacevano? Anche fossero quelle che si facevano una o due ore a settimana. Individua cosa ti incuriosiva e interessava, anche se marginale.
  2. Quali sono state le esperienze più belle? Hai studiato parecchi anni, e magari ancora lo fai, ma ti è rimasto sicuramente qualcosa di speciale da alcuni momenti. Quali sono? E per quale ragione ti sono rimasti dentro?
  3. Forse tutte le cose studiate erano inutili e noiose, ma non ci sarà qualche argomento, qualche pagina di un libro, o un sottocapitolo che in questi anni hai apprezzato? Sforzati, cosa ti è piaciuto, per quale ragione proprio quello?
  4. Cosa ti ha entusiasmato del tuo percorso? Esperienze extrascolastiche? Di studio? Qualche professore che ti ha lasciato un segno? Cerca di cogliere tutto il buono che hai trovato e di capire per quale motivo ti piace, lo consideri positivo e lo ricordi con affetto.

Vale la stessa regola di prima: devi cercare ogni minimo indizio di passione, entusiasmo e interesse.

Queste risposte, assieme a tutte quelle che tirerai fuori prima della fine di questa guida, immaginale come pezzi di un puzzle: più ne hai, più facilmente riuscirai a ricreare l’immagine sulla scatola.

 

Interessi e hobby: questa è facile (forse)!

Ultima fase di questa ricerca di tessere del tuo puzzle: cosa ti piace fare nel tempo libero?

Questa è forse una domanda decisamente più semplice.

Come impieghi il tempo libero a tua disposizione?

È anche la domanda più importante, perché magari studio e lavoro li viviamo spesso come necessità, forse nemmeno scelte troppo liberamente.

Nel tempo libero, però, diamo sfogo a cosa ci interessa davvero e ci dedichiamo a cose che ci piacciono realmente.

Pensa a tutti gli hobby che hai coltivato anche in passato, non solo a quelli attuali.

Come sempre scrivili tutti e poniti le prossime domande per ognuno di loro.

  1. Perché hai questa passione? Cosa ti piace, esattamente?
  2. Quali sono gli aspetti che ti entusiasmano di più? E perché proprio questi e non altri?
  3. Se dovessi convincere una scuola di ragazzi a dedicarsi a questa tua passione, come li motiveresti? Cosa li potrebbe entusiasmare?
  4. Se non potessi più dedicarle tempo, cosa ti mancherebbe di più?
  5. Cosa dovrebbe succedere per farti perdere entusiasmo? Immagina cosa dovrebbe cambiare in te, o nelle cose che fai, perché tu possa perdere interesse.

Ti ricordo che anche in questo caso non è importante cosa stai facendo nel tempo libero, quanto i motivi per cui lo fai.

Magari a me nel tempo libero piace spaccare la legna, ma di sicuro non è quello che voglio fare nella vita.

E qui credo sia doverosa una precisazione.

Cosa fare nella vita? Come trovare la propria strada?

È ovvio che questa domanda non la fai per capire come passare i sabato pomeriggio, ma come occupare gran parte del tuo tempo.

Parliamo di lavoro, quindi.

Lavoro inteso come quell’attività che riempie la maggior parte della tua giornata e che ti permette di vivere.

Siamo d’accordo vero?

Io aggiungo che deve essere qualcosa che ti appassioni, che ti dia l’occasione di fare la differenza e ti dia soddisfazione, che ti realizzi.

Come detto all’inizio, tu vuoi essere felice.

Per capire cosa fare nella vita, quindi, devi scoprire le regole della tua passione.

Molte sono le cose che ti piace fare, di sicuro con un po’ di tempo e risposte sincere, ne troverai anche di più.

Ma la passione vera, profonda, che deve diventare il tuo lavoro, è un’altra cosa.

Nell’ultima parte di questa guida ti spiego come riconoscerla.

Prima ti invito a lasciare un commento se trovi difficile il lavoro che ti ho mostrato finora.

Se non riesci a rispondere a quelle domande, se hai difficoltà a capire cosa ti piace di un lavoro fatto o di qualche cosa che hai studiato.

Sarò contento di poterti dare una mano a fare chiarezza.

Detto questo dobbiamo completare questo nostro orientamento e capire come si riconosce una passione vera, da semplici interessi.

 

 

Cosa vorresti fare da grande

Imparare a scegliere

Quelle che abbiamo tirato fuori con le domande precedenti sono tutte tessere del puzzle.

Magari hai in mente qualche professione che ti piace, ma non hai la certezza che sia la cosa giusta per te.

In questo caso devi capire cosa comporta in termini di attività concrete.

Altre tessere.

L’idea del dottore in ospedale, per esempio, è affascinante, anche grazie alla televisione, ma se lo diventi, poi che fai?

  • Quali sono i ritmi di quel lavoro?
  • Di cosa ti occuperesti ogni giorno, tutte le settimane?
  • Con chi hai a che fare? Che genere di problemi devi risolvere?
  • Che conoscenze ti servono per farlo? Come puoi ottenerle? Quanto tempo ci vuole e quanto costa?
  • Quali sono gli effetti collaterali? La parte scomoda di questa attività, gli aspetti spiacevoli o fastidiosi?

Devi avere risposte precise e certe a tutte queste domande.

Hai amici che svolgono quel lavoro? Ottimo, parla con loro e scopri cosa fanno.

Hai modo di passare qualche ora con loro e vederli all’opera? Meglio ancora.

Se non consoci nessuno, potresti andare su siti e forum di settore, leggere giornali rivolti a quei professionisti, contattare qualcuno tramite LinkedIn e chiedere informazioni.

Usare altri social per fare domande a chi svolge quella professione, fare ricerche su Google.

L’importante è che capisci cosa significa fare quel lavoro.

Niente teoria o sentito dire.

 

Identikit del lavoro perfetto

Che tu abbia in mente un lavoro oppure no, l’importante e che tu sia in grado di capire cosa ti piacerebbe fare.

Non conta, te lo ripeto, se è qualcosa che esiste o se quel che tu vorresti è normalmente diviso tra più professioni.

Devi capire cosa ti appassiona, questa è la cosa più importante.

Hai informazioni tratte dai tuoi lavori precedenti (e magari da quello attuale), da ciò che hai studiato e dagli interessi a cui dedichi il tuo tempo libero.

Magari hai anche raccolto molte informazioni su alcuni lavori che ti piacciono.

Il tuo obiettivo è mettere insieme questi elementi e definire cosa ti piacerebbe fare.

Chiariamo prima che passione e occupazione sono cose differenti.

Io ti invito a capire cosa fare da grande, ma non ti sto dicendo di scegliere un lavoro.

Se ti piace la musica non significa che devi fare il cantante, o il musicista.

Potresti preferire la composizione, scrivere musiche per videogiochi, oppure diventare un critico musicale.

Quello che a te deve interessare è capire cosa ti piace fare, cosa ti appassiona.

Non pensare a una professione in particolare, anzi, non pensare a nessuna proprio.

Il rischio è di rimanere intrappolati in etichette e categorie strette, che strozzano la tua vera passione.

Non badare al lavoro che potresti fare.

Pensando alla tua giornata tipo, cosa ti piacerebbe fare?

Scendi nel dettaglio, fai un vero e proprio programma giornaliero fatto di attività pratiche, impegni e cose specifiche che fai.

Come ti immagini il tuo lavoro?

Fai questo esercizio senza limitarti ai compiti di questa o di quella professione, esci dagli schemi.

Immagina di dover inventare un nuovo lavoro:

  1. Che compiti svolgi durante il giorno, cosa impegna tutto il tuo tempo?
  2. Che obiettivi devi raggiungere ogni sera, ogni settimana oppure ogni mese?
  3. Che strumenti vuoi utilizzare per farlo?
  4. Come li utilizzerai? In che modo interagisci con gli altri nel tuo lavoro?
  5. A chi ti rivolgi? Chi sarebbero i tuoi clienti?
  6. Cosa fai per loro? Per quale motivo loro chiedono aiuto proprio a te?
  7. Se ci sono persone che fanno qualcosa di simile, che differenze c’è tra te e loro?
  8. In cosa tu saresti unico, o unica?

Scrivi le risposte a queste domande ma ricorda: non pensare a un lavoro normale.

Non pensare a cosa faccia l’avvocato, piuttosto che il carpentiere, l’elettricista o il medico.

Non rispondere a queste domande pensando cosa fa la commessa, il cameriere o la centralinista.

Crea risposte che siano tue, basate su quello che ti interessa fare, su come vuoi impiegare il tuo tempo, ogni giorno.

Ecco qualche altro indizio che ti servirà:

  • Preferisci organizzare il tuo tempo in modo autonomo e indipendente?
  • Vuoi un lavoro pagato, da dipendente, oppure da autonomo, da libero professionista?

Questi sono altri due elementi davvero importanti.

Una volta finito questo processo hai davanti non un’occupazione, ma un modo in cui potresti impegnarti ogni giorno, qualcosa per cui valga la pena di faticare e lavorare.

Ma è davvero la tua passione?

Qualcosa che avrai la forza di trasformare nel tuo lavoro, concretamente?

 

Come trovare la propria strada: se è una passione si vede a occhio nudo

Come trovare la propria strada

Sai cosa vuoi fare, hai un’idea di come vuoi impiegare il tuo tempo.

La prima cosa da fare è rispondere a questa domanda: è qualcosa di utile e positivo per gli altri?

Se la risposta è no, lascia perdere.

Ricordi che siamo partiti da una considerazione basilare? Sì: tu vuoi essere felice.

Bene.

Ho scritto una guida che ti spiega come essere felice qualsiasi cosa accada.

Ti invito a leggerla perché se vuoi scoprire cosa fare nella vita è in cerca di felicità che stai andando.

Il punto è che se fai qualcosa che danneggia gli altri, anche indirettamente, non sarai mai felice.

Leggendo la guida capirai bene perché devi amare per essere felice.

Ovviamente se il tuo lavoro danneggia gli altri, siamo molto lontani dal concetto di amore.

Non solo.

Sai bene che il lavoro assorbe tantissimo del tuo tempo.

Se il tuo lavoro non è uno strumento attraverso il quale puoi amare, non sarai mai felice.

  • Da una parte devi amare il tuo lavoro, farlo con amore, entusiasmo e passione.
  • Dall’altro devi essere uno strumento che migliori la vita degli altri e possa fare la differenza, essere utile.

Considera questi due come requisiti indispensabili.

Se non fai qualcosa che sia buono, per chiunque, e che sia utile per qualcuno, stai gettando via il tuo tempo.

Intendiamoci, potrebbe essere divertente e ben pagato, ma se fa del male, non farai che rovinarti la vita.

Tu non vuoi i soldi, vuoi essere felice.

Non dimenticarlo mai.

E ti garantisco che non puoi essere felice, per davvero, se non agisci con amore, anche attraverso il tuo lavoro.

Ti consiglio di leggere due risorse importantissime: cos’è la felicità e crescita personale, cosa ti renderà davvero felice.

Detto questo, vediamo come riconoscere la tua vera passione.

 

Che farai tra 20 anni?

Immagina di fare quello che oggi ti sembra fantastico, anche fra 20 anni.

Non solo, immagina di alzarti ogni mattina, per 20 anni, per occuparti sempre della stessa cosa.

Ovviamente considera che qualsiasi lavoro sarà sempre nuovo, i problemi da affrontare cambiano, il tuo approccio o le persone con cui hai a che fare anche.

In generale, però, ti ci vedi a fare lo stesso lavoro per tutto questo tempo?

Come ti immagini fra 20 o 30 anni?

Considera una cosa molto importante: non ti sto dicendo che quello che sceglierai devi farlo per tutta la vita.

Anzi, io credo che sia bello cambiare e sperimentare.

Il punto è un altro: non iniziare un viaggio se non ha intenzione di andare fino in fondo.

Non avrebbe senso, non ti motiverebbe quando incontri difficoltà e ostacoli.

Non sarebbe una passione, se tra qualche anno pensi di scocciartene!

Rifletti con calma e cerca di capire se è davvero qualcosa che ti entusiasmerebbe anche tra 10 o 20 anni.

 

Niente ferie o pensione o stipendio

Il video che ti mostro adesso è stato realizzato dall’azienda American Greeting, che si occupa di bigliettini d’auguri.

A me a te non interessa questo (a meno che non devi inviare degli auguri!).

Ci interessa invece il loro video, che all’apparenza sembra centrare poco con quello che stiamo facendo, ma dopo averlo visto, capirai.

Se vuoi un minuto per dire a tua mamma che le vuoi bene, fallo, ci sta 😉

Detto questo a cosa ti serve questo video?

A capire che la tua vera passione deve avere le caratteristiche del lavoro del video.

Saresti disposto, o disposta, a lavorare gratis?

Ok, nessun problema economico, hai il necessario per vivere dignitosamente.

Ti alzi ogni mattina e impieghi tutto il tuo tempo, gratis?

La tua passione è vera se sei disposto, o disposta, a lavorare gratis, ogni giorno, per sempre.

Non dico qualche settimana, per un periodo di prova.

Dico per sempre.

Hai i soldi che ti servono, impieghi gratuitamente il tuo tempo perché quello che ami fare sia utile agli altri?

Hai letto la traduzione del video?

Gratificazioni indescrivibili.

Lavorare gratis è indispensabile, se non sei pronto, o pronta a farlo, vuol dire che non ami davvero questo lavoro.

Se vuoi essere felice devi farne uno che ti piaccia a prescindere da tutto.

Devi alzarti con entusiasmo ogni mattina perché non vedi l’ora di iniziare.

Affrontare qualsiasi problema con serenità, perché a te piace risolvere quel genere di problemi.

Non deve essere il denaro a motivarti, sarebbe un disastro.

Deve essere la passione.

Chi ti paga per coltivare un Hobby? Chi paga una mamma per quello che fa?

Nessuno.

Amore, ecco cosa ci spinge a fare le cose migliori e ci rende felici.

Devi amare quello che fai e farlo solo perché lo ami.

Aggiungi anche l’idea di non andare mai in pensione.

Smetteresti mai di fare qualcosa che ti piace perché hai raggiunto una certa età?

In pensione ci vai perché ti secca il lavoro, non vuoi più alzarti presto e ti scoccia, i problemi da affrontare non li sopporti più, vuoi fare altro.

Evidentemente non c’è passione o amore.

Se ti piace dipingere, non credo che a 65 anni smetti perché sei in età pensionabile.

Ti piace, non hai voglia di fermarti.

Deve essere qualcosa per cui non andresti mai in pensione e nemmeno in ferie.

Te lo dico chiaramente: riposarsi è un conto, ma desiderare di andare via per due settimane e non vedere l’ora che inizino le ferie, è qualcosa di diverso.

Quando desideri smettere di lavorare vuol dire che non ami quello che fai.

Ovviamente non confondiamo la passione con l’ossessione di chi non riesce a smette di lavorare.

Sono cose differenti.

Ma se tu hai una passione e sei in ferie, non dipingi, non suoni o non balli perché sei in vacanza?

Sarebbe ridicolo, anzi, è proprio il contrario: aspettiamo le ferie per fare le cose che davvero amiamo.

Quando fai qualcosa che ami non c’è pensione, ferie o denaro che contino.

Lo fai perché ti piace, e non smetti perché ti piace.

Punto.

Semplice.

Considera che non stai cercando un lavoro, ma come spendere il tempo a tua disposizione su questa terra.

Riflettici: sei qui per un motivo, la tua presenza ha uno scopo.

Qualcosa, che tu solo, o sola, puoi fare, aspetta proprio te.

Avere una passione così grande da volerla realizzare gratis, per sempre, senza ferie, pensioni, senza motivo che non sia l’amore per quello che fai, è un dono.

Un dono che non si può ignorare e che aiuta a capire come trovare la propria strada.

Trovala, è una delle cose più importanti, perché non è un lavoro, è la tua strada.

Ecco perché questi sono tre elementi che tolgono ogni dubbio e ti fanno capire se hai individuato la tua vera passione.

Se ne hai modo, prova e sperimenta.

Spesso hai l’idea che quel lavoro sarebbe fantastico o che un altro sarebbe orribile.

E se ti sbagliassi?

Se hai la possibilità, fai degli esperimenti.

Pensi che ti piacerebbe fare un certo lavoro? Offriti per un periodo di prova.

Se ne hai l’occasione, chiedi ad amici di farti fare un esperimento.

L’importante è che tu possa arrivare a capire se quella cosa la ami davvero.

Ora hai le idee più chiare, o meglio, sai come schiarirtele davvero.

Segui con attenzione questa guida, rispondi a tutte le domande, prenditi tempo, scopri chi sei e cosa desideri, cosa ti piace.

Non avere fetta, quella che cerchi è una risposta importantissima.

Ho realizzato una guida pratica che ti spiega come trovare lavoro.

Se sai cosa fare nella vita perché hai identificato la tua passione, questo è il passaggio successivo.

O se preferisci, ne ho scritta una per spiegarti come inventarti un lavoro, se vuoi invece creartelo con le tue mani.

Prima, però, devi avere questa risposta.

Pensaci con calma: lo faresti gratis, per sempre?

Se la risposta è sì, un sì convinto, hai scoperto cosa fare da grande e hai in mano una delle risposte più importanti della tua vita.

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Giacomo Papasidero
 

Mental Coach dal 2010, mi occupo di felicità ed emozioni da oltre 10 anni. Il mio obiettivo è insegnare che ognuno di noi può diventare più forte di qualsiasi problema. Questo per me significa diventare felici.Anche se ho tenuto un seminario all'Università di Parma e sono stato ospite a SKyTg24, la cosa di cui vado più fiero è la Scuola di Indipendenza Emotiva che ho avviato nel 2018, perché è un percorso chiaro, graduale e concreto che sta rivoluzionando la vita di tante persone.

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Ciao Giacomo,
grazie innanzitutto per la tua disponibilità!
Volevo porti la mia situazione:
Ho scritto tutto cio’ che mi piace e di ricorrente ci sono questi punti: moda, aiutare, organizzazione, eventi, mobilità. (devo andare avanti ancora con le domande della seconda parte dell’articolo).

già qualche mese fa (dato che avevo capito che nel posto dove ero stata assunta non sarebbe durata) avevo iniziato a pensare ad un progetto riguardante la moda: il personal shopping. Avrei potuto conciliare l’interesse per la moda ed il bello, gli ambienti in cui mi sento meglio e più a mio agio, l’aiuto perchè dovrei aiutare persone a scegliere cosa è meglio per loro dal punto di vista dell’abbigliamento (oltre ad altre attività che ho visto fanno le personalshopper sbirciando sui loro siti internet) in più mi piacerebbe anche inserire una parte forse la piu’ complicata perchè devo capire se ho tutte le competenze, l’organizzazione perchè appunto dovrò organizzare altre persone, gli eventi perchè al di là degli eventi moda a cui partecipare ci sarebbero magari ad un livello superiore anche la partecipazione nell’organizzazione di questi eventi ed infine la mobilità perchè non sarebbe un lavoro statico da scrivania in ufficio ma il lavoro sarebbe fatto anche fuori in negozi piuttosto che a casa delle clienti.

Per iniziare ho creato da sola una pagina web (per il momento ho utilizzato un programma gratuito), una pagina fb che in realtà trascuro moltissimo ed una instagram dove ho inserito il link al sito ad altri social network e dove posto i miei look per mostrare come mi vesto io e suscitare dell’interesse.
Il problema che qui mi sono bloccata. Ho parlato di questo progetto quasi a nessuno principalmente perchè nessuno ci crede, quando per curiosità ho tirato fuori l’argomento “esistono le personalshopper” è stato visto come un lavoro stupido, un hobby, qualcosa che non è destinato a durare e mi sono un po’ spaventata. Purtroppo io sono molto dipendente dal giudizio altrui, dalla loro approvazione. Non credo per niente nelle mie capacità e sono convinta nonostante gli sforzi che non ho forza, carattere e competenze giuste! Ho paura anche di mettermi in proprio, di partire troppo in fretta, di creare un progetto senza avere fondamenta ben salde e quindi fallire e arrendermi. lo scorso aprile quando mi è venuta questa idea ho provato a mandare cv ad alcune personal shopper proponendomi, alcune non han risposto altre lo hanno fatto dicendomi di no. effettivamente nel mio curriculum non c’è un lavoro come il loro e non ho una formazione specifica. Ho allegato anche una lettera di motivazione in cui spiegavo la mia passione ma nulla.

Ho iniziato mesi fa un corso online economico su “lezioni online”, ne avevo cercati in aula ma essendo molto costosi e io precaria lavorativamente non me la sono sentita e ho iniziato uno online (che ho un po’ abbandonato perchè mi sono cercata nella ricerca spasmodica di un lavoro) ma ho la sensazione che il corso e l’attestato che mi daranno non conterà nulla davanti al mondo.

Non so come partire, instagram ok .. le mie foto ottengono qualche like ma… si ferma tutto li! non so come farmi conoscere, come potrò ottenere clienti, come utilizzare i social .. ho letto che in questo lavoro importante è il passaparola ma io mi vergogno a far vedere agli altri cosa voglio fare.. se sarà un fallimento? se sarà visto come una stupidaggine? poi sinceramente non mi vedo le persone che conosco a promuovermi …

ti ringrazio molto per la tua gentilezza
Federica

Francesco
Ospite
Francesco

Ciao Giacomo,

è lodevole quello che condividi, lo fai davvero con tanta enfasi e ti ammiro!
Ma secondo me sono tutte concezioni molto belle teoricamente ma poco praticabili perchè salvo pochi fortunati il lavoro è lavoro e le passioni sono passioni.
Cioè sarebbe un mondo meraviglioso se TUTTI venissimo pagati per quello che ci piace fare, sarebbe un mondo fatto solo di calciatori, cantanti, artisti, giocatori di videogame, etc.
Basta qualche esempio: ad un contadino piacerebbe andare a giocare a calcetto o scrivere di sport su internet piuttosto che coltivare e raccogliere i pomodori. E poi? La gente che vuole comprarli? E il contadino? Riuscirà lo stesso a sfamare se e la sua famiglia?
Stessa cosa se i camionisti smettessero di guidare il proprio mezzo dedicandosi ognuno alla propria passione… Si fermerebbero i trasporti! Possibile? Certo che no! Per questo ritengo le tue considerazioni seppur bellissime ma un’utopia!
Ovvio che te parli per esperienza diretta che riesci a guadagnarti da vivere scrivendo su questo sito ciò che ti appassiona; ma su 1 che ci riesce ci saranno altri 10000 che avranno fallito: non tutti hanno la fortuna che le proprie conoscenze o passioni siano di pubblico interesse.
Questi 10000 come saranno secondo te? Condannati per il resto della loro vita a fare un lavoro che non piace ma non perchè scelgono di essere infelici ma perchè devono sfamare la propria donna e i propri figli.
Cambiare lavoro dici? Dopo anni che hai imparato solo quel mestiere e sai fare solo quel mestiere? Che alternative hai?
Ma ti ripeto quello che dici è ideologicamente nobile, meraviglioso!! Ma non siamo tutti Monaci Buddhisti che possiamo vivere di emozioni e spiritualità: allora è chiaro qui tutto dipenderebbe solo da noi.
Purtroppo ci dobbiamo confrontare con una società che non ci lascia scampo perchè ci piaccia o no, ci paga per fare quello che sappiamo fare di materialmente produttivo per il prossimo. NON FREGA a nessuno se conosciamo a memoria i calciatori della serie A, le canzoni italiane degli anni 60 o le leggi della Termodinamica!
Per cui anche se abbiamo voglia di cambiare restiamo comunque condannati per sempre da una società che ci vincola alle nostre scelte del passato.

Daniele
Ospite
Daniele

Ciao Giacomo

Ho 29 anni e non ho mai capito quali sono le mie passioni. Cerco, provo e riprovo ma alla fine mi stufa tutto. Prima non ci facevo caso, ora si e la cosa mi terrorizza (letteralmente), seguo il tuo blog da tempo e seguo anche uno psicoterapeuta (che, a suo dire, in me ha notato molta forza di volontà a differenza di altri suoi pazienti) e non è un disonesto. La cosa che mi ha sempre terrorizzato (in particolar modo tutt’ ora) è di finire in mezzo alla strada e/o essere costretto a delinquere per vivere e io non voglio! Se mi dovesse accadere, che farò? Un uomo disoccupato e senza un soldo, non viene amato ma addirittura schernito. Ho provato a mettermi in proprio senza successo e allo stesso modo una carriera da youtuber ( che stava partendo anche bene) ma causa nuovo livello del sito (puoi farti pagare solo sei hai almeno 1000 iscritti, mentre ne ho solo 87). Per ora vivo con i miei ma inizio a sentirmi male, inoltre mai avuto una donna e mai provato il vero amore causa carattere mio (sono timido e collerico allo stesso tempo sebbene ci stia lavorando su) e famiglia poco affettiva. A 14 anni, con la prima bocciatura, ho tentato il suicidio. Ora sto tentando nuove carriere ma l’ attesa mi uccide dentro. Ho comunque pronti in essere un paio di piani ma i risultati si vedranno almeno fra tre anni, nel frattempo? Ci sono periodi in cui mi convinco che andrà bene e che riuscirò ad uscire da questo pantano, altri invece che mi bloccano (d’ altronde l’ età adulta lo prevede). Ah, soldi ne ho pochissimi.

Lorenzo
Ospite
Lorenzo

Ciao Giacomo.
Anzitutto ti ringrazio per il lavoro che svolgi e per darci degli strumenti che ci permettono di fare un’ introspezione al fine di chiarire dei lati oscuri della nostra personalità negli ambiti più disparati, nel mio caso la passione per il lavoro.

Ti volevo chiedere, alla domanda 2 della guida per capire come fare della propria passione un lavoro, al punto INTERESSI ED HOBBIES la domanda due dice: “Quali sono gli aspetti che ti entusiasmano di più? E perché proprio questi e non altri?”. Io vado in difficoltà quando dice, L perché proprio questo è non altri?”
Gli altri non li conosco, io conosco quegli aspetti che mi piacciono. Ma come in questa domanda anche negli altri punti (professione,scuole) ho riscontrato questo tipo di difficoltà, comunque sono andato avanti, ora ho visto il link e ti ho scritto.

Grazie!

Django
Ospite
Django

Mah….penso sia tutto un po’ un casino: mi spiego meglio: è troppo riduttivo incastonare l’esperienza “vita” in un ambito lavorativo, a maggior ragione nel “sistema” attuale (attualmente in crisi ed in palese contrasto con un ritmo biologico (nel senso lato del termine, nel senso di sistema-terra.)

Penso che il problema di fondo sia, non tanto “essere felici” (condizione dettata da diversi fattori) ma più che altro trovare un compromesso compatibile con la propria condizione finanziaria e la propria soddisfazione personale.

Ho 24 anni e la il mio resoconto di vita attuale, ordinato per priorità, è il seguente:

1) trovare/escogitare un lavoro/una situazione per “mantenerti”.

2) trovare/creare/costruire un rete, una sfera di contatti e di affetti che ti supporti o che comunque ti tuteli o su cui tu possa fare affidamento.

3) trovare/creare/costruire un sistema, un modo,anche un business per mettere da parte una risorsa finanziaria/economica per eventuali imprevisti (e vi assicuro che nella vita cene sono parecchi!!!!)

4) trovare un BEL posto dove trascorrere il tuo tempo , magari la tua vacanza o la tua vecchiaia, ma che sia il TUO POSTO.

Creati il tuo “mondo” e lavora per “pararti il culo” e per tutelarlo!!!

Purtroppo siamo in un sistema “in prova”, un mondo in continua espansione (verso dove?)…non dimentichiamo che l’attuale sistema economico-sociale (tra l’altro già in “crisi”, è figlio degli ultimi anni (anni 70 in poi) e non ha una solidità comprovata nella storia.

È UN MONDO DIFFICILE E CHE LO ACCETTI O MENO DEVI DARTI DA FARE:l’unica cosa gratis è il tempo (se no ci avrebbero tassato anche quello 😉 )

Purtroppo abbiamo ,per natura, una visione che non può andare oltre la nostre sfere personali (affettive, sociali, lavorative, ambientali) e che ci fa tralasciare tutti gli altri contesti (es: emergenza rifiuti/inquinamento, cataclismi, guerre, carestie…insomma gli equilibri geo-politici)

Il mio pensiero personale:

Aspetta, valuta, fermati un attimo per prendere il più possibile notizie ed informazioni, poiché meno si conosce meno si può decidere.
IL FUTURO È INCERTO PER TUTTI e se la nostra felicità/soddisfazione deriva da una “carriera” (professionale/lavorativa) ricordiamoci che è comunque basata su fattori di mercato.

Onestamente trovo scandaloso che nel 2018 si debba ancora lavorare 8-10 (chi addirittura 12 o più) ore al giorno:
La verità è che ormai abbiamo tecnologie e mezzi di produzione che rispetto a 40 anni fa erano inimmaginabili, con una capacità di produzione nettamente superiore.
Gli scaffali dei supermercati sono sempre pieni, non manca nulla, frutta e verdura tutto l’anno, tutte le varietà (senza considerare lo sfruttamento dei suoli e il costo umano)

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La verità è che siamo degli schiavi, schiavi dei costumi di una società malata che è schiava di consumo e che deve produrre consumatori per sopravvivere….un circolo vizioso a danno della vita stessa.

Purtroppo le tecnologie sono state usate male e vendute a gentaglia che ne fa monopolio e che detta legge su mercato.

In una società sempre più soffocante e restrittiva, anche andare al mare sta diventando un lusso (previo divieto di balneazione), anche le cose che sembravano più ovvie e naturali, adesso sono, privatizzate oppure esclusiva di pochi.
Si signori, purtroppo è un mondo ingiusto che ci droga di aspettative e dall’altra parte ci taglia le ali, ma non bisogna fare le vittime, ma darsi da fare e combattere.
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Ama: ama profondamente, meravigliati della natura, dei colori, della musica, dei profumi e scopri la meraviglia dell’animo umano che si nasconde nelle persone.

Fortunatamente ci sono cose che non si possono comprare e che sono uniche ed inestimabili: la tua vita è una di queste:
vivila; senza ansia e non come una corsa: alla fine muori comunque.

Saluti,

DJANGO

Davide
Ospite
Davide

Ciao Giacomo!
Mi chiamo Davide e ho 18 anni (faccio la quarta superiore). Vorrei utilizzare i soldi che ho messo da parte in questi anni per il percorso che proponi nella Scuola. Non conosco le mie passioni e non so cosa fare della mia vita. È da un po’ che cerco.
Inoltre ho una fobia: ho paura della violenza, della sottomissione. Infatti ciò che temo è la mafia. Le prepotenze mi fanno battere forte il cuore.
Secondo me questa paura si nutre della paura della paura. Andando più nel profondo la paura è legata all’impotenza, all’assenza di controllo. E paradossalmente cosa mi rende impotente? La paura stessa. Per impotenza intendo dire che non posso fare nulla davanti al nemico.
Voglio essere forte. Le battagli intellettuali le porto avanti, ma se ad esempio dovessi combattere la mafia mi verrebbe il panico.
La mia forza è la mia più grande debolezza perché frutto della paura.
Mi sono stancato di essere la marionetta della paura, voglio essere padrone di me stesso. Il mio inconscio mi dice di diventare un persona di successo, con tanti soldi … ma ha ragione De Mello a dire che le persone sono matte. Essere il presidente del manicomio dei pazzi non è avere successo. Infatti IO CONDIVIDO la tua filosofia di vita. La vita è una, non la voglio sprecare. Voglio che la mia vita sia come la giornata di un bambino: non deve contare la meta ma il mentre; a scuola ho tutti voti alti. Oddio sono uno dei migliori. Spreco le mie giornate sui libri studiando per il voto. Perché lo faccio? Per una questione di autostima. È bella la sapienza. MA SE SI STUDIA PER IL VOTO DOPO CHE HAI STUDIATO NON TI RICORDI PIÙ NIENTE. Ha ragione De Mello quando fa l’esempio del bersaglio. Se ambiamo ad un premio non vediamo un solo bersaglio ma due e questo fa si che le nostre potenzialità si disperdano.
Gli psicologi studiano dei libri. Non sanno quello che sai te. Non hanno fatto le scoperte che hai fatto te. Una psicanalisi non propone ciò che proponi te.
Cosa devo fare?
Dal mio punto di vista sono disperso, confuso, non so quali sono i miei talenti, le mie PASSIONI, proprio perché mi sono allontanato dalla mia natura. Una volta che tolgo la paura inizio ad essere ciò che voglio essere riuscendo a trovare delle risposte. E per quanto riguarda la fobia penso che cambiando carattere cambi tutto. IO VOGLIO A TUTTI I COSTI DIVENTARE COME DE MELLO, OSSIA NON ESSERE PIÙ UN PUPAZZO, VOGLIO LA LIBERTÀ, DIVENTARE TOTALMENTE INDIPENDENTE EMOTIVAMENTE.
Cosa me ne faccio dello psicologo? 😅

Però ho un dubbio. Ho letto in un tuo articolo che hai incominciato a non avere più ansie da quando hai creduto in Dio? Non c’è la possibilità di riuscire a fare, come dice De Mello, della propria vita un’opera d’arte senza questa necessità?
A me non va tanto giù il fatto che bisogni riporre la propria forza in una convinzione.
Se poi riesci a darmi degli strumenti che mi consentono di sperimentare fede/sentire Dio dentro ben venga. La domanda è se si tratta di qualcosa di concettuale o di qualcosa di concreto. E se dai degli strumenti per rendere la fede concreta. Se non vedo non credo 😀

Pilotman
Ospite
Pilotman

Buongiorno! La mia passione più grande e quella di fare il pilota ( aereo) di professione non più come hobby ( tra l’altro molto costoso). Il problema che mi ha sempre attanagliato però è il fatto che decidere di far spendere molti soldi alla mia famiglia ( io non avrei possibilità) per proseguire gli studi in quel campo senza effettive certezze mi blocca. Ma il blocco più grande è un altro: la mia passione, non coincide con il mio desiderio di avere una famiglia, di essere presente a casa. Lavoro già da 4 anni ( ne ho 26) in ufficio ma ogni mattina mi sveglio con la sensazione di andare incontro ad un enorme spreco di tempo ed energie. Non riesco a trovare un match tra passione e desiderio/aspettativa di vita privata.

Roberto
Ospite
Roberto

Ciao Giacomo ho letto tutto…ti ammiro e apprezzo per quello che pensi e i consigli che dai.
Ho letto tutto e penso di avere una passione abbastanza forte ma ancora non capisco come poterla assemblare con un lavoro ma non perchè non si puo fare ma non ho possibilità di fare delle prove. l’unico modo sarebbe rischiare e trovare dei soci per magari aiutarci ad andare in contro a spese grosse di una nuova attività. Amo fare questa cosa e spero lo sia a vita… se rispondi vorrei dei tuoi consigli.
Grazie mille

stefano
Ospite
stefano

Caro Giacomo, è tutto molto interessante, davvero! Mi incastro però su un passaggio, spero che tu possa aiutarmi. Leggendo un testo interessante di Paolo Gallo, che si chiama La bussola del successo, ho trovato fondamentale un concetto, che ti riassumo. Questo concetto sostiene che sia fondamentale non fare confusione fra passione e talento. Esempio: ho la passione per il pianoforte, studio, mi applico, ecc ma i risultati non arrivano. Ma fare ciò mi fa felice. Altro esempio, opposto: cucino, senza sforzi o studio, e nonostante la cosa non mi dia particolare soddisfazione, i risultati arrivano e sono eccelsi. Bene, Gallo sostiene che al lavoro occorra seguire il talento, non la passione, in quanto un datore di lavoro apprezza i risultati, mentre le passioni debbano essere seguire fuori dall’ambiente lavorativo. Tornando all’esempio del pianoforte, potrò studiarlo la notte, nel weekend, quando voglio e suonarlo, ma senza che la carenza di risultati crei impatto negativo sul lavoro. Quindi? Come usciamo da questo loop? Seguiamo la passione o seguiamo il talento? Io credo che il problema che vorrei mi aiutassi a risolvere sia tutto qui!

Gianluigi
Ospite
Gianluigi

Ciao Giacomo,
Ho letto l’articolo, molto interessante.
Volevo chiederti allora: io da sempre ho la passione per l’insegnamento, ho iniziato l’università per questo, l’idea è di diventare un professore alle superiori.
Sono al terzo anno della triennale, sono quasi in pari con gli esami, ho iniziato solo a 22 anni i corsi, adesso ne ho 25, un po’ in ritardo diciamo.
Sono sempre stato convinto di questa scelta ma ho sempre avuto anche un’altra forte vocazione, quella dell’intrattenimento, di legare la mia vita al mondo dello spettacolo in generale insomma, e in questi anni questa mia vocazione si è fatta sentire più forte.
Per questo ho preso una decisione, quello di incamminarmi verso questo mondo dopo la laurea, il prossimo anno, vorrei provare a fare radio, lo speaker, prendere lezioni di recitazione ecc, sperando di emergere in qualche modo. Sono sicuro che se facessi radio potrei farlo anche gratis. Il punto è che lo stesso penso dell’insegnamento e non so come coniugare le due cose. Potrei anche fare tutte e due è vero, ma non sono facili da far combaciare, richiedono tutte e due percorsi in cui dedicarsi pienamente, è ora che sono giovane che vorrei godermi il mondo dello spettacolo, e insomma sono un po’ in ritardo se vogliamo. Ecco perché volevo dedicarmi solo a quello, anima e corpo, così facendo perderei però la possibilità di studiare gli altri 4 anni circa per laurea magistrale e abilitarmi all’insegnamento, almeno per adesso. Come si sceglie in questi casi quindi? Quando si hanno due passioni che richiedono molto tempo e impegno e che non sono facili da far combaciare? E come si capisce quale strada sarà la migliore? Quale ti piacerebbe di più e ti renderebbe più soddisfatto?