Coscienza e consapevolezza: sinonimi dalle grandi differenze

Coscienza e consapevolezza sono due termini molto fraintesi e spesso confusi tra loro.

In effetti per certi versi possiamo considerarli sinonimi e come vedrai in questo articolo, il confine può essere anche molto sottile. Ma pur sempre presente.

Questo succede in quasi tutti i sinonimi del resto, dove i termini si avvicinano con ottima approssimazione al concetto, ma sempre con diverse sfumature.

Una prima differenza fondamentale è questa:

  • la coscienza è qualcosa che accade, la consapevolezza va veicolata
  • si puoi essere coscienti, ma non consapevoli. Non si puoi essere consapevoli senza essere coscienti

Bene, ma questa differenza non dice certo abbastanza.

Per questo voglio mostrarti la reale differenza tra coscienza e consapevolezza a partire dal significato di queste due parole.

Così prima di tutto ti mostro come può essere intesa la coscienza e i diversi significati che può assumere.

 

Coscienza: tanti ambiti tante definizioni

coscienza e consapevolezza

La parola coscienza si declina in diversi significati a seconda dell’ambito in cui viene utilizzata.

Così, cercando una definizione più universale del termine, ho trovato quella del dizionario di Google.

La coscienza, dice, è “la facoltà immediata di avvertire, comprendere, valutare i fatti che si verificano nella sfera dell’esperienza individuale o si prospettano in un futuro più o meno vicino.”

Semplificando direi quindi che la coscienza è la facoltà di accorgersi di quello che sta accadendo, di essere presenti alla realtà. Svegli potremmo dire.

Ma cosa significa coscienza se scendiamo in ambiti più specifici?

Prendi per esempio la religione.

In questo ambito la coscienza è spesso intesa come “anima” e associata al rapporto col divino.

Nel campo medico indica invece la capacità di rispondere agli stimoli ambientali.

Una persona cosciente è quindi una persona “sveglia”. Stato contrapposto a quello del sonno e dell’inerzia mentale.

Nel linguaggio comune poi, il termine coscienza assume significati più legati all’etica e alla morale.

La coscienza viene assimilata ad una sorta di voce interiore che indica cosa è giusto e cosa no.

Ad esempio si usano espressioni come “agire nel giusto”, “mettersi una mano sulla coscienza” e altre cose di questo tipo.

O ancora si parla di “persona coscienziosa”, dove coscienzioso è sinonimo di avveduto e ragionevole, scrupoloso.

Una persona coscienziosa sarebbe una persona con la testa sulle spalle insomma 🙂

E poi, tra gli altri, ci sono gli ambiti della psicologia e della filosofia.

Qui il termine coscienza è di fatto equiparato alla consapevolezza di se stessi intesa come sapere di se stessi.

Ti sarà forse capitato di sentire l’espressione “essere consci di se stessi” proprio per indicare l’essere consapevoli di sé.

Come vedi è davvero impegnativo definire cos’è la coscienza, ma sono certa ti sarà più chiaro quando avrai compreso come nascono i due termini e quindi la differenza tra coscienza e consapevolezza.

Proprio quello che voglio mostrarti ora 🙂

 

Consapevolezza e coscienza, qual è la differenza?

Comprendere a fondo la reale differenza tra consapevolezza e coscienza non è per niente semplice e per aiutarti a capire voglio partire dall’origine etimologica dei due termini.

Innanzitutto coscienza e consapevolezza derivano dalla stessa base semantica di “sapere”.

Per l’esattezza i due verbi latini da cui derivano i rispettivi termini e che indicano il “sapere” sono “sàpere” e “scire”.

“Sàpere” significava anticamente “avere sapore”.

Quindi indicava una percezione fisica e il raggiungimento della conoscenza di qualcosa facendone esperienza.

Tre gli elementi fondamentali quindi, tienili presenti perché ci sarà utile andando avanti:

  • percezione fisica
  • raggiungimento della conoscenza
  • esperienza

 “Scire” invece si riferiva più una conoscenza derivante dall’intelletto e che quindi non richiedeva necessariamente di passare per i sensi.

Coscienza deriva proprio da scire ed è per questo che ancora oggi il termine viene spesso legato all’anima e a ciò che è più mentale e spirituale.

E se scire ha dato origine al termine coscienza, ecco invece come nasce la parola consapevolezza.

 

Da cosciente a consapevole: come nasce la consapevolezza

Nel tempo ”sapere” si è rafforzato nel significato prevalente di “essere a conoscenza, avere imparato”.

In alcuni contesti poi, ha subito l’aggiunta del suffisso “evole”, che indica un aggettivo e non più un verbo.

E così “sapevole” ha acquistato il significato di “colui che sa”.

Si è poi aggiunto il prefisso “cum” che indica “stare insieme, in comunione”.

Quindi coscienza (da com-scire) indica un essere in comunione con una conoscenza e quindi “fare propria una conoscenza, aver imparato”.

Sapere.

E così, se sapevole è “colui che sa”, allora consapevole è “colui che sa di essere cosciente” e quindi “colui che sa di sapere”.

Bene, ma se questo è il significato di essere consapevole, cos’è esattamente la consapevolezza?

 

Consapevolezza: cos’è e come si raggiunge

Se il termine coscienza indica la facoltà immediata di avvertire, comprendere, valutare, il termine consapevolezza indica la capacità di essere presenti a se stessi nel realizzare questa facoltà.

Quindi non più “sapere”, ma “sapere di sapere”.

In poche parole la consapevolezza è una capacità riflessiva, la capacità di rendersi conto di avvertire e comprendere ciò che si avverte e si comprende.

Rendersi conto di essere la persona che avverte e comprende.

Rendersi conto di se stessi, in sostanza.

Per questo il termine consapevolezza si riferisce in prima battuta alla consapevolezza di se stessi.

E questo è proprio il motivo per cui molto spesso, in psicologia e filosofia, consapevolezza è sinonimo di coscienza.

Il termine sapere però, solo nella parola consapevolezza, ha nel tempo conservato anche parte dell’originaria connotazione di esperienza pratica e sensoriale.

Ecco il perché della fondamentale differenza tra coscienza e consapevolezza, dove la coscienza ha più a che fare con l’anima e l’intelletto, mentre la consapevolezza con le conoscenze acquisite mediante l’esperienza.

Più precisamente la consapevolezza è rivolta dapprima a se stessi e quindi alla realtà circostante, di cui attraverso la consapevolezza di se stessi si diventa consapevoli.

In pratica funziona così:

  • prima apprendo qualcosa (ne prendo coscienza)
  • quindi mi rendo conto di me che ho appreso (divento consapevole di me)
  • infine mi rendo conto di ciò che ho appreso (attraverso la consapevolezza di me, divento consapevole di ciò che ho appreso)

E questo vuol dire raggiungere la consapevolezza.

Quando è così sono pienamente presente a quella cosa, la vedo con una limpidezza cristallina e con questo ne divento pienamente cosciente e consapevole.

Oltre a questo, per comprendere come oggi è intesa la consapevolezza, va tenuto conto del  significato filosofico che ha acquistato il termine nella sua declinazione inglese.

Awareness indica la ricerca di significati legati alla realtà e rispondenti al vero.

Pertanto possiamo assumere che la consapevolezza oggi è anche questo.

Una parola, moltissimi significati e modi di intenderla insomma.

Questo accade soprattutto perché si tratta della descrizione di un’esperienza del tutto soggettiva e ogni persona la vive in modo molto personale.

Eppure seppur con diverse sfumature, tutti sappiamo di cosa si tratta per averla sperimentata.

Per questo ora voglio mostrarti come si arriva alla consapevolezza a partire da quello che nella crescita personale è un aspetto davvero prezioso: il rapporto tra conscio e inconscio.

 

Parole e pensieri, ecco come si arriva alla consapevolezza

consapevolezza e coscienza Quando parliamo di inconscio parliamo di ciò che è sconosciuto, ma potenzialmente disponibile ad essere svelato.

E questo avviene attraverso la parola, attraverso i nostri pensieri più precisamente.

I pensieri, di fatto, non sono che un insieme di parole con cui organizziamo e razionalizziamo ciò che percepiamo.

Ogni informazione a cui accediamo diventa una nostra conoscenza quando, in modo più o meno consapevole, la trasformiamo in un pensiero.

E così potremmo diventare consci di ciò è inconscio, ma non esserne consapevoli.

Le domande però sono un potentissimo mezzo attraverso cui, non solo svelare ciò che ancora è inconscio, ma anche diventarne consapevoli.

La consapevolezza infatti è veicolata dall’attenzione.

È solo ponendo attenzione a qualcosa che ne diventiamo presenti concentrandoci completamente su di essa.

E così, con le domande possiamo veicolare la nostra attenzione su ciò che vogliamo svelare.

Da qui possiamo costruire un dialogo interiore con cui rendere conscio l’inconscio facendolo intenzionalmente emergere alla luce della ragione e prendendone così consapevolezza.

Nota l’importanza dell’intenzione, fondamentale perché ci possa essere vera attenzione e così presenza.

Rendere conscio l’inconscio, prenderne consapevolezza e prenderla dei nostri pensieri, significa diventare consapevoli del nostro mondo interiore.

Là dove si nasconde la chiave per diventare padroni di se stessi e della propria vita 🙂

Insomma, arrivare alla consapevolezza è molto, ma molto più importante di questo si potrebbe immaginare!

Proprio per questo, prima di concludere, voglio proporti il nostro test sulla consapevolezza.

Non solo ti permetterà di misurare la tua attuale capacità di essere consapevole, ma nelle risposte troverai spunti e strumenti per svilupparla a farla crescere.

 

Coscienza e consapevolezza, chiavi di sé e della propria vita

Scoprire il proprio mondo interiore vuol dire conoscere e capire se stessi.

Il diario emotivo è uno strumento utilissimo per arrivarci a partire dall’osservazione delle proprie emozioni.

È solo partendo dalle emozioni infatti, che potrai capire quali domande porti per ottenere davvero le risposte utili ad accedere al tuo mondo interiore.

Oltre a questo però, per raggiungere veramente la consapevolezza, sarà anche fondamentale acquisire consapevolezza del proprio corpo.

Aspetto essenziale per poter sentire la propria presenza e quindi acquisire consapevolezza di sé.

Ricorda, infatti, che solo attraverso la consapevolezza di se stessi sarà possibile diventare consapevoli di ogni altra cosa.

E così, ora lo avrai capito, raggiungere la consapevolezza e con lei la chiave per diventare veramente padroni di sé e della propria vita, richiede un lavoro profondo e impegnativo.

Proprio per questo questa pagina è ricca di link, alcuni portano ad altri articoli sulla consapevolezza e in tutti trovi spunti e strumenti preziosi per scoprire il tuo mondo interiore e prenderne piena coscienza e consapevolezza.

Ricorda che si tratta dell’unica chiave per diventare padroni di se stessi e della propria vita.

Sono contenuti davvero preziosi e fondamentali, quindi leggili tutti e con calma.

Se li sfrutterai al massimo, questi mesi saranno i più importanti della tua vita.

 

10 Domande sulla consapevolezza

  1. Che differenza c’è tra coscienza e consapevolezza?
  2. Cosa vuol dire avere la consapevolezza?
  3. Come aumentare la consapevolezza di se stessi?
  4. Come nasce la consapevolezza?
  5. Come si arriva alla consapevolezza?
  6. A cosa serve la consapevolezza?
  7. Cosa porta la consapevolezza?
  8. Come vivere con consapevolezza?
  9. Come si pratica la consapevolezza?
  10. Cosa è la consapevolezza emotiva?



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