Descrizione di se stessi: non è mica così facile!

Quante volte ti è capitato di trovarti di dover parlare di te e descrivere chi sei?

Può essere stato per un tema a scuola, una presentazione per una candidatura lavorativa, una breve biografia che possa riassumere chi sei in poche righe magari, presentandoti ad altre persone.

Fatto è, che se parliamo del classico tema scolastico, la premessa è molto semplice da realizzare: di quale colore sono i miei capelli? Sono lisci o ricci? Sono lunghi quanto? 

Quanto sono alta? Che forma ha il mio naso?

Insomma, dati oggettivi e poco opinabili sono la prima carta che giochiamo quando si tratta di fare una descrizione personale molto oggettiva.

Il problema però subentra quando dobbiamo entrare più in profondità, parlare di noi al mondo per cercare di rendere a parole qualcosa che, molto probabilmente, non è tanto chiaro a noi stessi.

Questa è quella che comunemente viene chiamata “descrizione soggettiva” ossia, parlare di noi in modo più “friendly” e personale, agli altri.

Molto spesso, questa descrizione soggettiva, viene filtrata dalla percezione che abbiamo di noi stessi.

Se ho un’autostima bassa, è molto probabile che parli di me giocando “a ribasso” mentre, con un’autostima molto elevata, non c’è cosa che non sia fantastica di me.

Io credo che la via di mezzo sia quella più saggia da scoprire perché ci rende liberi da stereotipi e schemi, facendoci prendere contatto con la realtà; l’unica che esiste e per la quale è saggio confrontarci e lavorare.

Una realtà che non usa la parola “autostima” per indicare il valore di una persona in senso stretto, ma una sana voglia di amare se stessi totalmente, incondizionatamente, puntando ad un miglioramento quotidiano.

Come l’asintoto, che su un piano cartesiano, non arriverà mai a toccare del tutto l’asse dell’ascissa o dell’ordinata ma che si avvicina sempre di più.

A me piace dire che, in quanto esseri umani, non siamo perfetti, ma perfettibili 🙂

 

Come descrivere se stessi: 3 punti chiave

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Presentare se stessi, dicevo, non è così facile come potrebbe sembrare. A quanto pare di ricerche sull’argomento se ne fanno diverse sui motori di ricerca.

Quindi, come fare una descrizione di se stessi?

Di seguito, voglio offrirti 3 punti chiave che ti aiuteranno a trovare la risposta a questa domanda.

Utile sia per esporre testi di presentazione, testo personale di tipo argomentantivo e in generale, scrivere o parlare facendo una buona e completa presentazione di se stessi.

 

Punto n. 1: il contesto

Partiamo da un requisito necessario: il contesto.

Se sto scrivendo un tema su di me, è chiaro che avrò ampio spazio di parola mentre, se mi sto presentando per una candidatura lavorativa, devo necessariamente rispettare un margine (di solito quello prestabilito) per farlo.

Il contesto dentro il quale mi muovo, quindi, è fondamentale per comprendere quale sia il contenuto adatto allo stesso.

Ma c’è una fase che precede il contesto: la conoscenza.

Quanto so di me? 

Quando avrò tante informazioni su di me, allora, potrò scegliere cosa mettere nel contesto specifico.
Altrimenti, mi dovrò inventare qualcosa pur di scrivere.

Scelta che potresti prendere in considerazione, ma si rivelerebbe alla lunga, poco autentica.

Non so tu, ma io preferirei avere davanti una persona sincera rispetto ad una persona che fa di tutto per compiacermi.

Dunque, se anche tu la pensi come me, non preoccuparti, questa guida ti aiuterà a scoprire chi sei e avere tante di quelle informazioni che probabilmente alla fine ti porteranno a pensare: “Wow, non ci avevo mai pensato!”

 

Punto n. 2: le 3 aree della vita

Una suddivisone molto utile per comprendere bene dove si dispiega la tua vita, e quella di ognuno in verità, è quella posta in 3 livelli.

A cosa ci serve fare una suddivisione? 

Fondamentalmente, ad avvicinarci al particolare e rendere molto più semplice il lavoro di visione prima, e descrizione poi.

Per farti un esempio: non posso parlarti della libreria della mia casa se prima non mi avvicino per vedere di quanti ripiani è composta, come sono suddivisi i libri di testo per poi arrivare a citare i titoli degli stessi e perfino il contenuto di ognuno (se l’ho letto).

Quindi, a maggior ragione se dobbiamo parlare di noi stessi, argomento complesso e variegato, dobbiamo avvicinarci e osservare i primi elementi utili.

Nel caso della nostra vita, suddividiamo per praticità 3 aree:

  1. Noi stessi
  2. Gli altri
  3. La realtà che ci circonda

Qui, il lavoro si fa più interessante perché da ogni punto possiamo iniziare ad approfondire i particolari.

 

Area n.1: Il rapporto con noi stessi

In questa prima area, una prima azione molto utile da fare, è pensare a quali obiettivi abbiamo nella nostra vita: a breve, medio e lungo termine.

Molto importante, indicare obiettivi precisi, chiari, comprensibili a chiunque.

Per farti un esempio: migliorare le mie competenze lavorative, è un obiettivo ma non è molto chiaro.

Molto più utile, chiaro e preciso, specificare qualcosa come: migliorare le mie competenze professionali in ambito risorse umane (ascolto, empatia).

Per ogni obiettivo e quindi, scelta di miglioramento, sempre meglio specificare il “come” ossia, quali strumenti, strade, intendiamo usare e/o intraprendere per raggiungerlo.

Perché per descrivere noi stessi è importante inserire gli obiettivi personali e di carriera?

Perché implicitamente, trasmettiamo al nostro interlocutore, la nostra vision ossia, la visione che abbiamo di noi stessi, quale direzione prendiamo ogni giorno in funzione del “come ci vediamo” e in quale contesto.

Cosa ci motiva a fare ciò che ci siamo posti come obiettivo?

Altra domanda molto interessante a cui possiamo rispondere parlando di noi.

Le motivazioni che spingono una persona a scegliere di fare qualcosa dicono tanto della persona stessa. Ad esempio, quali sono i valori che la spingono a fare delle scelte, per quali motivi.

E poi… un po’ di sano amor proprio, direi che ci sta tutto, no?! 🙂

Riconoscere oggettivamente i propri punti di forza potrebbe essere un elemento che al nostro interlocutore potrebbero tornare utili 😉

In questa area, non dimenticare di menzionare hobby, sport, passioni e cosa, per ognuna di queste, ti piace.

Per esempio, se hai la passione per la musica, specifica: ti piace suonarla?
Se si, quale strumento?
E perché proprio quello strumento?
Quali doti, qualità ti permette di implementare suonare quello strumento?

Ancora, se come me ti piace stare a contatto con la natura, cosa ti piace esattamente di questo aspetto? Potrebbe essere ad esempio, ammirare paesaggi e colori nuovi, sentire la vita e la purezza in quei momenti.

Hai cura di te, della tua persona? Se si, in che modo? Anche questo dice molto di te.

Un sano amor proprio, parte proprio dalla volontà di prendersi cura di se stessi a 360 gradi: mente, corpo e spirito.

 

Area n.2: Il rapporto con gli altri

In questa area, quello che dovrai indicare per parlare di te, sono tutte le qualità, atteggiamenti, che metti in atto solo tu e che sono sotto il tuo esclusivo controllo.

Atteggiamenti che ai tuoi occhi rendono possibile un contatto ed un’influenza positiva con gli altri.

Se parliamo di ambiente lavorativo possiamo citare: collaborazione, propensione al lavoro di squadra, leadership e così via.

Se ci focalizziamo nell’ambito del sociale, specificare cosa ti piace fare e perché.

Mentre nella sfera personale, menzionare i tuoi valori portanti in relazione agli altri come ad esempio il rispetto specificando in quale ambiti e come lo applichi.

Molto utile e come spunto di riflessione trasversale, pensare a tutte quelle relazioni che, con un po’ di buona volontà, potrebbero migliorare grazie ad un tuo gesto o una tua maggior comprensione.

 

Area n.3: Rapporto con la realtà che ti circonda

Quando si parla di problemi nel mondo, nella società, nel Paese in cui vivi, quali sono le tue posizioni riguardo a questo? Ti informi su ciò che succede? Sviluppi un pensiero critico?

Ogni uomo o donna che si pone in un sano atteggiamento di curiosità, di comprensione della realtà che gli circonda, ha spesso un’ottima propensione nelle attività di problem solving.

Questo è importante perché ci aiuta e ci allena ad osservare più lati della stessa medaglia per comprenderne i diversi punti di vista, mettendo da parte il giudizio e attivando comprensione.

In quest’area, puoi specificare quanto le azioni di ognuno possano fare la differenza nella propria sfera di influenza caratterizzando un cambiamento ad ampio spettro.

Nel caso specifico, potresti partire da un esempio personale molto pratico per sottolineare aspetti di te che ti piacciono e ti hanno permesso di portare un cambiamento nella realtà che ti circonda.

 

Punto n. 3: un sano senso critico

Per quanto questo mondo ci abbia spesso abituati a salvaguardare l’apparenza più che la sostanza, quando si instaura un rapporto di fiducia quale che sia, è importante portare sempre con sé la parte più autentica e vera.

Questo aiuta non solo l’altro a comprendere realmente chi siamo stabilendo rapporti bastai sulla trasparenza e la fiducia reciproca, ma aiuta soprattutto noi.

Ogni volta che indossiamo un’armatura diversa in base ai contesti diversi in cui ci troviamo, facciamo uno sforzo immane per cercare di essere chi non siamo usando l’energia di resistenza.

Una resistenza che alla lunga sfocia in emozioni negative, sensazione di mancanza di libertà e alla peggio, oppressione.

Senza rendercene conto, questo diventa un meccanismo di compiacimento altrui.

Cerchiamo di piacere per ottenere qualcosa con l’idea che staremo bene e alla lunga, proprio questo “qualcosa”, ci porta l’infelicità.

Abbiamo pagato un prezzo di riscatto troppo alto ossia, noi stessi.

Conseguenza?

Mancanza di autostima a volte poco o per nulla evidente ma presente.

Ecco perché ciò che consiglio spesso è essere trasparenti in primis con sé stessi, poi con gli altri.

Chiarito chi siamo e cosa vogliamo, dopo aver mostrato i punti di forza, potremmo mostrare i punti di “debolezza” ossia, aspetti migliorabili.

 

Descrizione di te stesso: conclusioni finali

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Direi che di elementi significativi per presentarti, descrivere chi sei, fare un tema o una presentazione per un colloquio, ne avrai trovati diversi.

Considera sempre l’unicità della tua persona.
Quella nessuno può replicarla!

Se te ne rendi conto e lo valorizzi, trasmetterai agli altri ciò che tu senti, anche indirettamente.

L’unico status quo che devi poter cercare nella tua vita, è quello di sapere chi sei, profondamente.

Solo così potrai portarti agli altri, al mondo, a schiena dritta, occhi trasparenti e limpidi.

Come avrai notato, nella guida trovi diversi link di approfondimento.

Il mio consiglio, è quello di leggerli e provare ad incuriosirti di te stesso.

Che sia una presentazione per un colloquio di lavoro ad averti portato qui o una semplice guida su come fare un tema descrittivo, fermarsi e fare riflessioni su se stessi, è sempre un’occasione unica da prendere in considerazione.

 

 




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