Distacco emotivo: come ti proteggi dalla sofferenza?

Oggi parliamo di distacco emotivo.

  • Come si applica?
  • Quando è sano applicarlo?
  • Ci protegge dalla sofferenza realmente?

Qualche giorno fa leggevo una frase sui social.

Manda gli altri a quel paese, tanto loro non si fanno il problema di farti soffrire“.

Quando temiamo di stare male, quando gli altri “ci fanno soffrire”, di solito come ci difendiamo?

Di solito con il distacco emotivo o l’indifferenza.
Prendendo le distanze.

Funziona?

 

Il distacco emotivo funziona davvero?

distacco emotivo - uomo e donna che si danno le spalle in atteggiamento di distacco

No, per niente.

Certo, sul momento sembra funzionare.
Ma qual è il tuo obiettivo?

Se cerchi di proteggerti dalla sofferenza, significa che tu NON VUOI STARE MALE.

Ma a te basta “non” stare male?
vuoi stare bene?

Ecco: questo è il nostro vero obiettivo.
Stare bene.

Che succede se adotto il distacco?
Che mi allontano dagli altri.

Metto una distanza, un muro.
E quando fai questo, come stai?

Stai bene?
Magari sembra che ci sia un certo sollievo.

Ma tu ti accontenti di “non” stare male?
No, vuoi stare bene, come detto.

Ma quando ti allontani e distacchi ti chiudi.
Prendi le distanze, ti limitieviti le persone o quelle situazioni.

Magari ti devi forzare per tenerti alla larga da quello che ti fa stare male.

E in tutto questo stai bene?

Quando ripensi al comportamento degli altri o alle persone che hai allontanato, come stai?

Quando pensi al dover rinunciare a quell’esperienza, o quella relazione, come stai?

Perché mi distacco emotivamente o divento indifferente?
Perché sto male.

L’obiettivo però è stare bene.

Così invece di fare qualcosa che mi faccia stare bene, ne faccio una che limita il malessere.

Cerca di contenerlo.
Di tenerlo a bada.

E sai bene che non funziona.
Perché dietro distacco emozionale e indifferenza c’è una sola cosa: paura di soffrire.

 

Distacco emotivo difensivo: perché non ti difende affatto!

E no, non puoi stare bene se hai paura di soffrire.

Ma non fraintendermi: non dico che devi stare lì a subire.

Ma se ti difendi nel modo sbagliato, ha davvero senso?

Ai tempi dell’Università sono stato male per i comportamenti di una amica.

Ne scrissi anche una poesia.
Cosa ho fatto per proteggermi?

Distacco e indifferenza.
Funzionò?

Inizialmente sembrava, ma quando ci ripensavo, emergevano di nuovo emozioni negative, rabbia, malessere.

Fai questo test per quelle situazioni o relazioni in cui usi distacco emotivo e indifferenza.
Se ci ripensi, come stai?

Se qualcosa, anche solo a pensarci, ti fa un po’ male, anche poco, allora non ti stai davvero proteggendo.

Stai solo cercando di mettere tutto in un angolo e non pensarci.

Ma non durerà…

Il distacco e l’indifferenza sono come quando metti la polvere sotto il tappeto.

La polvere è ancora lì.
E quando meno te lo aspetti salterà fuori e ti sporcherà tutto.

Distacco affettivo e indifferenza, poi, ti portano a chiuderti.
Diventi diffidente, o sbaglio?

Cominci a non fidarti degli altri, ad avere paura che ti possano feriretradire, ingannare, usare.

Per questo non funzionano, perché tu non stai bene.

Non confondere quel “vago sollievo” con il benessere, la gioia, l’entusiasmo che desideri.

Distacco e indifferenza sono la strada sbagliata.
E non lo dico io…

Lo dici TU.

 

Dal distacco all’indipendenza emotiva (la soluzione che ti protegge davvero)

Invertiamo i ruoli.
Cosa pensi di quelle persone che contro di te usano distacco e indifferenza?

Prima amici, poi ti allontanano.
E con te sono freddi, indifferenti, distaccati.

Ti piace?

A te NON PIACE il distacco o l’indifferenza.

Non li apprezzi, non li vuoi ricevere.
​​​​​​​
E se li sui è solo perché non hai altri strumenti per difenderti dalla sofferenza.

Quando io ho trovato un’alternativa migliore al distacco emotivo, non sono più stato male per quella mi amica.

E non ho più avuto bisogno di distaccarmi, anzi.
Posso amare senza che nessuno mi usi, manipoli, condizioni o faccia soffrire.

L’alternativa mi ha liberato dalla sofferenza.

Qual è?
Si chiama indipendenza emotiva.

E non è una tecnica, una strategia, come il distacco.

Si tratta invece del naturale processo umano delle emozioni.

E seguendo la nostra natura non hai bisogno di alcun distacco, perché puoi realmente amare senza farti usare, ferire o manipolare da nessuno.

Mostrandoti la differenza con il distacco emotivo, ti spiego come funziona in questo video: è uno dei punti centrali dei nostri coaching di gruppo.

 

Ma esiste un distacco sano?

Alcuni ti pareranno di “distacco emotivo sano“.

Cos’è?
Un gioco di parole.

Funziona così: tu stai male.

Poiché questo malessere è legato a quello che fanno gli altri, o a situazioni che vivi e non puoi cambiare, soffri.

Non capendo come vivere in modo diverso questi momenti, il distacco rappresenta l’unica via di fuga.

Non funziona e non è quel che tu gradisci, come detto.

Ma se non hai alternative che fai?
Ti adatti.

Poi però devi trovare una soluzione: distaccarti non è una cosa che tu consideri giusta, NON vorresti riceverla.

Ma come se ne esce?

Ci inventiamo il “distacco sano”.
Così fai una cosa che TU RITIENI SBAGLIATA, giustificandola come se fosse giusta.

Questo porterà solo a conflitti interiori nascosti (tu sai bene che il distacco non è qualcosa che gradiresti).

E così mettiamo ancora una volta la polvere sotto al tappeto.
Finché non ti seppellirà

L’alternativa esiste, anche se quasi nessuno te la indica.

Il video qui sopra ti rivoluzionerà la vita, approfittane 😉




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