Emozioni primarie e secondarie: tra teoria e realtà

Oggi voglio parlarti di emozioni primarie e secondarie.

Secondo le suddivisioni classiche in psicologia, le emozioni primarie (o emozioni di base) sarebbero quelle innate.
Le emozioni secondarie quelle “inventate” dalla nostra cultura.

Secondo questa suddivisione, le emozioni “innate” sarebbero queste 7 (elenco emozioni primarie):

Per quale motivo vengono considerate innate?
In realtà per via di un fattore legato alla loro espressione facciale.

 

Emozioni primarie e secondarie (solo in teoria)

emozioni primarie e secondarie - fotossera di una donna con tante espressioni emotive differenti

In sostanza tutto si basa sulle ricerche di Paul Ekman che, studiando come antropologo diverse culture, ha riscontrato alcune espressioni facciali uguali per tutti i popoli.

In sostanza tutti gli esseri umani condividono certe espressioni che noi associamo ad alcune emozioni.
Così, queste emozioni, sono state considerate primarie.

Regge questo ragionamento?

Purtroppo vale per questa suddivisione quello che vale per quasi tutte le teorie psicologiche moderne: sono teorie.

Possono essere anche interessanti, ma restando teorie senza validazione scientifica.

Quali sono, ad esempio, le presunte emozioni secondarie che sono una combinazione di queste prime 7?

Sempre secondo la teoria di Ekman (ripresa fedelmente da quasi tutti i siti psicologici online) sono queste:

La suddivisione tra emozioni primarie e secondarie ci aiuta in qualcosa?
A dire il vero è buona per un convegno di psicologia, abbastanza inutile per la vita di ogni giorno.

Senza contare che davvero il disgusto è più innato dell’ansia?
E cosa vuol dire innato?

Il dizionario definisce la parola “innato” come presente senza alcun bisogno di farne esperienza.

In sostanza un’emozione come la rabbia non la impariamo.
Una come l’ansia invece sì.

Anche questo, però, non ha alcun fondamento scientifico.

Ed è proprio lo stesso Ekman che in un passaggio dei suoi studi spiega che a definire quali emozioni proviamo e come le manifestiamo è la cultura.

In pratica noi impariamo ad emozionarci.

 

Le 2 vere emozioni primarie (in pratica)

emozioni primarie - una chiave su sfondo nero con una scritta inglese che dice "love"

Non solo, se davvero la paura, inclusa nelle emozioni primarie, fosse innata, cioè senza bisogno dell’esperienza, come mai noi insegniamo di cosa avere paura ai bambini piccoli?

Un bambino di pochi mesi che entra in contatto con qualcosa di estremamente pericoloso, ad esempio il fuoco, la corrente elettrice, una lama, un pozzo, non dovrebbe avere una paura “innata” di queste che sono minacce oggettive?

Già, le teorie hanno proprio questo limite: non tengono conto della realtà.
Per cui servono a poco.

Inoltre alcuni siti autorevoli riportano una dicitura gravissima: le emozioni secondarie avrebbero bisogno di elementi esterni per essere attivate.

Nessuna emozione è innata nel senso che la proviamo automaticamente e involontariamente.

Anche perché, come spiega bene la psicologia basata su dati di fattol’emozione è una reazione valutativa.

Si chiama indipendenza emotiva e significa che quello che tu provi dipende sempre e solo da quello che tu pensi.

Sostenere che ci sono condizioni esterne che attivano le emozioni significa non sapere come funziona la mente umana.

Non è solo un errore scientifico, è un’informazione errata che è il vero motivo per cui oggi c’è tanto disagio psicologico.

Le emozioni non dipendono dalle condizioni esterne.

Per capirlo meglio ti invito a fare il nostro test sulle emozioni.
Non solo è gratuito, ma è anche l’unico in Italia che ti insegna a capire le tue emozioni grazie alle tue risposte.

 

Però possiamo considerare le emozioni primarie e quelle secondarie.
Ma la suddivisione andrebbe basata su dati di fatto e non su teorie astratte.

I colori primari quali sono?
Sono quei colori dai quali è poi possibile ottenere ogni altro colore.

Primario, significa che viene prima.

Allora, osservando con attenzione la realtà, possiamo renderci conto che esistono solo 2 emozioni primarieamore e paura.

Già, hai notato che l’amore, forse la più desiderata delle emozioni, neanche figura nei due elenchi ufficiali?

Interessante come dimenticanza…

 

Come le emozioni di base creano tutte le altre

Perché possiamo dire con certezza che amore e paura sono le sole due emozioni fondamentali?
Perché tutte le altre emozioni derivano da qui.

  • L’ansia, ad esempio, è paura di qualcosa che potrebbe accadere.
  • La rabbia è una reazione aggressiva, di solito, con cui cerchiamo di cambiare le cose che consideriamo una minaccia al nostro benessere (paura di qualcosa che mi danneggi).
  • Anche se provo disgusto per un cibo, alla base c’è una paura che quel cibo sia o velenoso, o mi faccia male o sia di cattivo sapore (paura di provare una sensazione sgradevole in bocca)

Dall’altra parte le emozioni positivequando autentiche e profonde, derivano dall’amore.

Amore che chiaramente non è sinonimo di relazioni varie, ma è come la paura, emozione primaria degli esseri umani.

Se la paura è chiusura rispetto a ciò che viene considerata una minaccia, amore è apertura rispetto a ciò che viene considerato qualcosa di positivo e utile.

Tuttavia questa apertura può essere parziale, superficiale o momentanea.
Infatti possiamo provare emozioni non per una reale condizione di apertura, ma per una chiusura che si allenta.

Infatti posso provare emozioni positive pur mantenendo una paura di base.

Se da un lato ogni emozione negativa nasce dalla paura, dall’altro non sempre le emozioni positive derivano dall’amore, ma potrebbero nascere anch’esse dalla paura stessa.

Posso provare soddisfazione, che di fatto consideriamo un’emozione positiva, uno stato di benessere, perché ho ottenuto qualcosa che, per adesso, tiene a bada le mie paure.

Magari ho paura di soffrire se la mia ragazza mi lascia, e i suoi abbracci mi fanno stare bene non tanto per amore, ma perché in quel momento mi dicono che la paura di perderla è attualmente scongiurata.

In sostanza la soddisfazione la provi quando la tua difesa dalle cose che temi sembra, appunto, soddisfacente.

Un risultato, il comportamento degli altri, un tuo cambiamento.
Ti soddisfa che quello che vivi sia come desideri perché questo dovrebbe proteggerti dalla paura di soffrire.

Ti spiego meglio i limiti della soddisfazione in questo video estratto dalla nostra Masterclass di Indipendenza Emotiva.

 

Le emozioni primarie sono una bussola

Le emozioni negative le provo come segnale di pericolo, mi dicono che c’è una minaccia al mio benessere psicofisico.
La paura è l’emozione che deve segnalare questo pericolo.

Le emozioni positive le provo invece come segnale che posso aprirmi e accogliere quello che accade, sarà favorevole e positivo.
L’amore è l’emozione che deve segnalarmi queste opportunità.

Ma considera che posso provare superficiali emozioni positive anche solo per la soddisfazione di vedere sotto controllo le mie paure.

Di fatto non è che sto bene, è che sto meno male.

Non ho eliminato la sofferenza, ma trovato un momentaneo e passeggero sollievo.

Nel quale quasi tutti penseranno di aver trovato la felicità.
Ma che, ovviamente, felicità non è.

Ci sono infine due considerazioni importanti da aggiungere.
Questa valutazione non dipende dalla realtà ma da come noi la interpretiamo.

Questo significa che io potrei aprirmi anche di fronte a una minaccia, o chiudermi davanti a opportunità realmente preziose.

Le emozioni principali sono amore e paura, ma non sono automatiche o istintive.

Tutte le nostre emozioni sono frutto di una valutazione personale e soggettiva.

E possiamo compiere una valutazione sbagliata provando l’emozione meno adatta ad affrontare quella determinata situazione.

La seconda considerazione è proprio legata a questo: l’emozione non ci dice che c’è un pericolo.

 

Emozioni di base o emozioni fondamentali? Quel che conta è il processo

Ci dice che noi PENSIAMO che ci sia.

E così, provando emozioni positive, queste non ci dicono che ci sono delle opportunità positive, ma che noi LO PENSIAMO.

Le emozioni non vano prese come se fossero un dato di fatto, perché non lo sono.

Comprendere le emozioni è un processo senza fine che diventa impossibile se pensiamo di poter definire chi siamo in modo così semplicistico.

Ogni emozione è il frutto di un processo mentale complesso.

Di una valutazione (per questo l’emozione è una reazione valutativa) che ci fa dare un significato alle cose che viviamo.

Il significato che diamo è sempre unico e non esiste al mondo etichetta o diagnosi che possa definire un essere umano.

Le emozioni non vanno represse, sfogate, giudicate, accolte o lasciate andare.

Tutti approcci SBAGLIATI alla nostra emotività.

Le emozioni vanno comprese.

Ed è un processo che richiede tanto ascolto e nessun giudizio.
E deve essere un processo reale, libero da teorie emotive che creano confusione.

Ti lascio alcuni approfondimenti per capire meglio il tuo mondo emotivo. Li ho raccolti tutti in questa playlist.

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