Come essere un leader che tutti vogliono seguire

Oggi parliamo di leadership e in particolare voglio spiegarti come essere un leader.

Quello che vedremo oggi insieme vale per tutti, in famiglia, con gli amici, sul lavoro, tra colleghi, per fare carriera, nel volontariato o nel tempo libero, a scuola come in qualsiasi situazione della tua vita.

Chi è un leader?

Oggi si sente spesso parlare di leadership: quando ci riferiamo a importanti esponenti politici, allenatori sportivi che ottengono risultati eccellenti, grandi imprenditori, persone dotate di un carisma naturale, uomini in grado di incidere nel loro contesto e cambiarlo.

Cercando in rete c’è un gran proliferare di corsi sulla leadership, corsi che si prefiggono di aiutare a sviluppare le proprie doti di leader o insegnano come si guidano altre persone.

Nel mondo del lavoro si cerca con maggiore insistenza chi possiede “spiccate doti relazionali e di leadership”, e spesso non si ha ben chiaro neanche cosa stiano cercando esattamente queste aziende.

Ho avuto modo di lavorare in posizioni che richiedevano non solo buone doti relazionali e di leadership, ma esigevano di assumere il ruolo di leader e guidare un team, coordinarlo, motivarlo, aiutarlo a crescere e sviluppare il suo potenziale.

Il leader non è un ruolo, non si tratta di indossare un vestito o svolgere alcune funzioni.

Il leader è un modo di essere.

Quando parlo di leader, mi riferisco a quella persona che si trova in una posizione a cui gli altri guardano per conoscere la strada, leader è colui che guida altre persone, le sostiene e incoraggia, ma soprattutto le aiuta a trovare le loro strade e a tirare fuori il meglio di se stesse.

Come vedi interessa anche a te, qualsiasi cosa tu stia facendo oggi 😉

 

Essere leader o fare il leader?

Essere un leader

Troppo spesso oggi si chiama leader semplicemente chi ricopre una posizione di comando, chi ha ricevuto il potere di decidere e dirigere, e per questo la figura si è legata strettamente al mondo professionale, quasi confinata in questo ambito.

Ma leader è colui a cui gli altri guardano per conoscere la strada, il che significa che la leadership non è una posizione stabilita da un organigramma.

Rispondi alle domande che ho preparato per aiutarti a capire se sei capace di creare relazioni sane e profonde con gli altri.

Non può esistere leadership senza questa capacità, e le risposte che mi darai ti aiuteranno a capire come te la cavi.

 

Al di là delle finezze semantiche, la cosa che mi preme esprimere è che per essere leader bisogna sviluppare prima di tutto la qualità interiori, esprimere il meglio di sé, non essere perfetti, ma essere l’esempio perfetto di quel che si dice.

Il leader guida prima di tutto se stesso, e solo allora è in grado di guidare anche altre persone. Nessuno può mostrare una strada se non l’ha già percorsa.

Utilizzare le tecniche di leadership è possibile a tutti; in molti le apprendono e iniziano a praticarla dopo un semplice fine settimana di addestramento, ma essere leader è diversa cosa dal fare i leader.

Il leader usa le tecniche come strumento al servizio delle sue qualità, della sua visione e come supporto alla sua guida.

Il primo passo verso la leadership è comprendere che tutti possiamo essere leader e capire che essere leader è un modo di vivere.

Il ruolo del leader è di guidare coloro che lo seguono verso una direzione che sia vantaggiosa per tutti, condivisa, una meta che rappresenti una fonte di stimolo per ogni persona coinvolta nel viaggio.

Il suo compito è di tracciare la rotta e mettere tutti nella condizione di viaggiare nel miglior modo possibile, poiché agli occhi del vero leader il viaggio conta tanto quanto la meta.

Per essere leader dobbiamo tenere a mente l’importanza dell’esempio: sappiamo che le persone imparano molto più dal vedere qualcosa piuttosto che dal solo sentirla spiegare, il che vuol dire che il leader non può limitarsi solamente a dare istruzioni, ma deve egli stesso, per primo, mettere in pratica quanto dice.

Questo si riallaccia alla caratteristica dell’integrità di un leader che rappresenta un punto fondamentale se non imprescindibile per realizzare una buona leadership.

La credibilità è, per qualsiasi leader, una componente fondamentale: la leadership stessa si fonda su di essa, sull’affidabilità che abbiamo agli occhi degli altri.

Nessuno che sia sprovvisto di questa peculiarità può essere veramente un leader.

Di solito sono le etichette, i ruoli e le posizioni a definire il nostro potere sugli altri: siamo genitori, dirigenti, professionisti o esperti, fratelli maggiori, anziani, e via dicendo.

Ci avvaliamo di queste etichette per assicurarci che gli altri facciano, in determinate circostanze, quello che chiediamo loro di fare.

In sostanza non facciamo leva sul nostro potere personale ma su quello del titolo che ci poniamo davanti al nome.

Quando ci relazioniamo così non stiamo esercitando la nostra leadership e non stiamo sviluppando le nostre qualità ed il nostro potere.

Un vero leader non ha bisogno di anteporre al proprio cognome la scritta “Dott.” o “Prof.”

La fiducia in se stessi non si basa su elementi superficiali o esteriori come questi.

Perché il rispetto e la fiducia non gli derivano da queste apposizioni, bensì dalla sua persona, da chi è lui, o lei, realmente, da come si relaziona con gli altri, dalla sua autorevolezza acquisita attraverso la sua credibilità.

Benone, quindi, come si diventa credibili?

La coerenza è uno dei piedistalli su cui sorge la nostra credibilità: possiamo trovarci ad avere a che fare con persone che hanno scelto la nostra stessa strada condividendo quanto predichiamo, i nostri valori, la nostra visione del mondo.

Saremo credibili se quanto diciamo lo mettiamo in pratica per primi.

  • Dobbiamo così non dire mai una bugia se chiediamo altrettanto a nostro figlio.
  • Non sminuire oppure offendere mai un alunno se ci aspettiamo rispetto.
  • Capire i problemi personali che distraggono un dipendente se ci aspettiamo che i nostri, di problemi, siano tenuti in considerazione.

La coerenza sarà anche la chiave alla mente e al cuore di chi invece non segue le nostre idee perché oggi non le condivide.

Potremo comunque riuscire ad avere influenza anche su queste persone se ai loro occhi, attraverso la coerenza continua, saremo capaci di mostrarci credibili.

La coerenza è il perno su cui si regge la nostra credibilità, e va intesa in senso molto ampio: qualsiasi cosa diciamo di  fare dobbiamo farla, se crediamo in qualcosa dobbiamo dimostrarlo con i fatti, se riteniamo giusto un certo tipo di comportamento, dobbiamo essere il migliore esempio disponibile.

Attenzione a non confondere la sciocca coerenza, spauracchio delle piccole menti, con la Coerenza che nasce dal vivere le nostre convinzioni, dal difendere le nostre idee, dal mettere in pratica le nostre certezze.

Coerenza non è neanche fingere tutto questo per ottenere approvazione e obbedienza: la coerenza deve partire da dentro, costituire il nostro reale modo di vivere ed essere.

Da questa forma di coerenza, con il tempo e la giusta pazienza, non potrà che nascere una credibilità forte e sicura.

Ma la coerenza, ovviamente, deve diventare uno stile di vita senza fine o pause, perché anni possono servirci a costruire la nostra credibilità, pochi attimi bastano per distruggerla.

Integrità significa che questa coerenza è autentica, che siamo davvero ciò che mostriamo di essere.

 

 

Il leader fa da esempio

Fare da esempio comporta che il leader viva le cose che insegna ovvero che sia il primo a dedicare ore in più di lavoro quando è necessario, il primo ad assumersi le sue responsabilità, il primo a dare la sua disponibilità per aiutare chi è in difficoltà.

Se vuoi essere un leader, devi fare un passo più a chi ti sta attorno dopo che ne hai già fatti decine in più, non puoi pretendere il massimo da coloro che ti seguono quando tu stesso, o tu stessa, non stai dando più di quanto a tua volta chiedi.

Non conta quello che il leader dice o spiega, conta quello che lui stesso fa.

Ricordo di aver lavorato per un direttore che invitava tutti noi collaboratori a creare un clima piacevole e produttivo, ma era un tipo che facilmente perdeva pazienza e serenità specialmente verso i propri collaboratori, mostrando un comportamento contrario alle belle parole, creando un clima tutt’altro che positivo.

L’importanza di dare il buon esempio è legata anche a un fattore di motivazione e coinvolgimento: siamo portati spontaneamente a dare molto a coloro che sentiamo danno molto a noi.

Quando lavoriamo con persone che dedicano impegno e attenzione nei nostri confronti, siamo propensi a ricambiare con altrettanta dedizione, non perché “si deve fare”, ma piuttosto perché sentiamo che è giusto così.

Un leader che fa sacrifici per le persone che lo seguono e per tutto il gruppo avrà sempre persone pronte a dare il massimo per raggiungere gli obiettivi comuni.

Non basta ovviamente dare l’esempio, bisogna che si tratti di un buon esempio, perché così come la gente s’impegna maggiormente laddove il leader è il primo a percorrere un metro di più, altrettanto rapidamente leader svogliati o poco rispettosi di regole e persone fomenteranno comportamenti simili anche in coloro che li seguono: comunque si comporti, al leader si guarderà sempre per sapere cosa si può e non si può fare.

Un leader definisce la strada da seguire, ed è sempre il primo a partire, mostra agli altri con il suo comportamento cosa si aspetta da tutti: il leader fa da esempio.

Osserva chi ti sta attorno, e se critichi spesso, se non apprezzi come si comportano, se ti arrabbi con loro, chiediti: che esempio sto dando io?

 

Conclusioni: come essere un buon leader tutti i giorni

Per concludere, voglio spiegarti alcuni principi fondamentali e darti alcuni suggerimenti pratici per diventare leader.

Voglio affrontare i temi che sono alla base dell’essere leader.

L’idea di fondo è che leader si diventa e non si nasce e la leadership è una serie di capacità che tutti possiamo sviluppare.

Tolto quindi ogni dubbio sul fatto che anche tu possa esserlo, in qualsiasi contesto, vediamo come diventarlo davvero.

La prima caratteristica che devi sviluppare è la credibilità.

Non può esistere leadership senza di essa. Quando parlo di credibilità intendo la tua capacità di avere la fiducia da parte degli altri.

Se le persone verso cui ti poni come leader non ti ritengono credibile, non ti ascolteranno, tanto meno saranno pronte a seguirti.

Credibilità fa rima una caratteristica chiave, come detto: la coerenza.

Prima domanda per capire come diventare leader: sei coerente con i tuoi principi e valori?

Anche se non c’è nessuno che possa metterlo in dubbio, tu sai sempre se rispetti quello che reputi importante.

Prima ancora di poter avere coerenza con gli altri, rispettando la parola data, mantenendo le promesse, rassicurando sulla tua affidabilità, devi essere coerente con te stesso, o con te stessa.

Stabilisci subito i principi fondamentali per te, le cose che ritieni più importanti.

Quindi osservati per una settimana e verifica se sei realmente coerente con te stesso o te stessa.

Qualsiasi comportamento futuro dipende sempre da quello che è già avvenuto dentro di te.

Se definisci i valori di fondo, i principi in base a cui valuti ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, e li rispetti ogni giorno, non dovrai sforzarti ad essere coerente o corretto, o corretta, con gli altri.

Il primo passo per diventare leader è essere tale innanzi tutto verso se stessi.

Quando mi comporto come ritengo giusto in ogni situazione, soprattutto quando devo dare conto solo a me stesso e a nessun altro, sono sulla buona strada per diventare un leader realmente credibile.

La coerenza esteriore, quella che emerge nelle relazioni con gli altri, quella che diventa una caratteristica sociale, dipende sempre da questo primo e profondo livello dentro di noi.

Prima sei coerente con te stesso, o te stessa, poi diventa naturale e semplice esserlo con gli altri.

Fa l’esercizio che ti ho suggerito, verificando se sei coerente con te stesso, o te stessa, nella prossima settimana, quindi lavora per rafforzare, o sviluppare, questa tua qualità.

Poniti ogni giorno l’obiettivo di vivere come credi giusto, di fare quel che insegni, di agire per come suggerisci.

Non pensare a quello che vedranno gli altri o a fare bella figura, accertati invece di creare una personalità dedita alla correttezza dentro di te, a prescindere da tutti gli altri.

Quelle che getti nella solitudine interiore solo le solide basi per diventare un leader.

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Giacomo Papasidero
 

Mental Coach dal 2010, mi occupo di felicità ed emozioni da oltre 10 anni. Il mio obiettivo è insegnare che ognuno di noi può diventare più forte di qualsiasi problema. Questo per me significa diventare felici. Anche se ho tenuto un seminario all'Università di Parma e sono stato ospite a SKyTg24, la cosa di cui vado più fiero è la Scuola di Indipendenza Emotiva che ho avviato nel 2018, perché è un percorso chiaro, graduale e concreto che sta rivoluzionando la vita di tante persone.

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