Euristica: il suo significato e il suo miglior utilizzo

L’euristica è metodo applicato nelle scienze per favorire la ricerca di nuovi sviluppi teorici, la scoperta di nuovi fatti e possibilità, e l’evoluzione delle attuali tecnologie.

Tale metodo si basa su un approccio di soluzione dei problemi che si affida all’intuito.

All’elaborazione di soluzioni teoriche segue un processo di verifica empirica e sperimentale che permette di verificare, giustificare e dimostrare la soluzione individuata.

L’euristica, dunque, vista in questi termini genera nuova conoscenza individuando e confermando ipotesi capaci di giustificare nuove scoperte, ma non fornisce strade concrete ed operative per poterne fare altre.

A questo proposito bisogna considerare che lo sviluppo di ogni ambito scientifico avviene in modo molto diverso e si basa su elementi che coinvolgono anche aspetti empirici o culturali specifici per ogni ambito scientifico.

Sono proprio questi aspetti “non scientifici” che, a partire da stati temporanei delle cose, permettono di avanzare nuove ipotesi evolutive aprendo così la strada a nuove scoperte.

Questo è il motivo per cui nel tempo ci si è sempre più allontanati dall’idea che un’unica teoria dell’euristica potesse portare a significativi risultati nell’ambito delle singole scienze.

Per questo oggi non si parla più di un’unica euristica nelle scienze, ma di euristiche specifiche per specifiche scienze che hanno lo scopo di poter prevedere cose nuove o ancora sconosciute, e di lì portare a nuove scoperte scientifiche.

Si parla per esempio di euristiche della matematica, della finanza, biologia, informatica, psicologia e molti altri ambiti scientifici.

In questo articolo intendo parlarti più approfonditamente di questo metodo e per cominciare partiamo dalla origine dell’euristica e dal significato del termine.

 

Euristica: definizione, significato e storia del termine

Euristica definizione

Il vocabolario Treccani definisce l’euristica come un “aspetto del metodo scientifico che comprende un insieme di strategie, tecniche e procedimenti inventivi per ricercare un argomento, un concetto o una teoria adeguati a risolvere un problema dato”.

Nonostante l’uso del termine sembri risalire al filosofo Kant, che nel diciottesimo secolo lo inserì come aspetto epistemologico (ossia dei processi e metodi utili a raggiungere la conoscenza) della nuova filosofia illuminista, la nozione era già presente nell’antica Grecia.

Il termine deriva infatti dal greco “heurískein” che significa “scoprire, trovare”.

Questo termine era riferito all’insieme di strategie utilizzate nelle scienze per elaborare teorie e soluzioni ai problemi assunte per buone in via ipotetica e congetturale, ma da verificare poi a posteriori e in modo rigoroso.

Come già accennato all’inizio, è stato solo poi che il metodo euristico si è trasformato per come lo intendiamo oggi.

Allora vediamo più precisamente quando e di cosa si tratta.

 

Cos’è il metodo euristico: la chiave di soluzioni, nuove scoperte e possibili evoluzioni

Euristiche

La ricerca di metodi, schemi e processi di ricerca delle strategie euristiche ha trovato largo ambito di applicazione e approfondimento nella seconda metà del ‘900 con l’introduzione dell’intelligenza artificiale.

In questo ambito le strategie euristiche venivano applicate a problemi di notevole complessità laddove mancavano risorse economiche o tempistiche per elaborare algoritmi ottimali.

È dall’applicazione di queste strategie che è nato il metodo euristico e che l’euristica ha trovato la sua definizione odierna.

Si tratta di un metodo basato sulla simulazione di un comportamento indiziario e ipotetico che viene verificato e affinato attraverso prove ed errori.

Questo metodo non solo produce soluzioni adeguate al problema, ma favorisce anche nuove scoperte e possibili evoluzioni.

Non a caso il metodo o processo euristico si dimostra tutt’oggi particolarmente utile ed efficace nella soluzione di problemi complessi.

Un esempio particolarmente rappresentativo può essere quello dell’informatica in cui il metodo euristico si riconduce ad algoritmi (detti, appunto, euristiche) che in dati problemi si avvicinano con “ottime probabilità” alla soluzione cercata.

L’utilizzo di euristiche è diffuso in ogni ambito scientifico e riveste un ruolo significativo anche nella psicologia cognitiva. 

 

Euristiche in psicologia: scorciatoie mentali per decisioni rapide ed efficaci

Euristica

L’essere umano per natura è dotato di un sistema cognitivo limitato e questi limiti emergono in modo particolare quando si tratta di prendere decisioni critiche in cui si rende necessario decidere rapidamente.

Non potendo utilizzare processi algoritmici per prendere decisioni di fronte a situazioni complesse, le persone necessitano quindi di una semplificazione dei problemi e degli elementi in gioco nel proprio processo decisionale.

Prima di proseguire ti propongo questo test che ti permetterà di comprendere più approfonditamente l’approccio che applichi anche tu nel prendere decisioni.

 

Pertanto, dicevamo, per prendere queste decisioni, si avvalgono di euristiche.

Questo termine in psicologia indica scorciatoie mentali, strategie attraverso cui le persone prendono decisioni di fronte a problemi complessi o informazioni incomplete.

In psicologia l’uso delle euristiche ammette il cosiddetto “prova e sbaglia” che accetta l’errore, a cui l’essere umano è necessariamente soggetto, come sistema di verifica.

L’errore viene utilizzato per verificare l’efficacia delle proprie decisioni, acquisendo nuove informazioni e imparando dagli errori, per aggiustare sempre meglio la direzione verso cui muoversi.

Le euristiche possono quindi comportare soluzioni imperfette, ma comunque sufficientemente buone per raggiungere il fine.

Talvolta però, quando si tratta di prendere una decisione, semplificare un problema ignorando parte delle informazioni invece di considerare tutte le opzioni disponibili può anche portare a compiere una scelta più accurata.

E questo concetto è alla base di alcune applicazioni del metodo euristico in psicologia.
Alcune di queste per esempio potrebbero essere:

  • utilizzare rappresentazioni grafiche per comprendere un problema
  • assumere di conoscere già delle risposte o soluzioni in realtà sconosciute per andare avanti nel processo di soluzione scoprendone di nuove
  • esaminare un problema concreto per trovare soluzione a un analogo problema astratto
  • provare a risolvere un analogo problema più semplice per riuscire a risolverne uno più complesso (paradosso dell’inventore)

In psicologia le euristiche possono anche assumere la forma di euristiche cognitive, vediamo quando.

 

Cosa sono le euristiche cognitive: strategie per semplificare la realtà

euristica significato

Quando si tratta di prendere una decisione potremmo prendere due possibili strade 

Da una parte potremmo affrontare situazioni e problemi in modo sistematico, con logica e razionalità impiegando un notevole sforzo cognitivo.

Non sempre questa è la strada che preferiamo percorrere però, e talvolta nemmeno la migliore.

In altre situazioni infatti potremmo valutare maggiormente efficace un approccio più intuitivo e spontaneo per affrontare problemi complessi e difficilmente comprensibili e per velocizzare una decisione impiegando il minimo sforzo mentale.

In questo secondo caso si parla delle euristiche cognitive studiate e rese note da D. Kahneman e A. Tversky negli ultimi anni del ‘900.

Si tratta di processi euristici che avvengono senza consapevolezza conscia e che vengono attuati per mezzo di un sistema detto di sostituzione dell’attributo.

Questo sistema si applica quando una persona formula un giudizio (della situazione o del problema esaminato) sostituendo un concetto complesso con uno semplificato che considera solo determinati elementi che sono più accessibili da un punto di vista cognitivo o affettivo.

L’uso delle euristiche cognitive è di particolare aiuto quando si parla di ipotesi inferenziali (ipotesi complesse con il compito di provare o rafforzare una conseguenza logica).

In questo caso infatti le euristiche cognitive permettono di semplificare tali ipotesi rendendole più comprensibili e quindi facilmente accessibili, e questo consente di arrivare al risultato in modo più rapido ed efficacie. 

Le euristiche cognitive quindi non solo possono essere un valido aiuto per le persone, ma in molti casi sono anche necessarie visti e considerati i limiti del sistema nostro cognitivo.

È altrettanto vero però, che le euristiche cognitive essendo per natura distorsioni della realtà, possono portare a commettere errori cognitivi

In questo caso tali euristiche prendono il nome di bias cognitivi.

Allora vediamo più precisamente la differenza tra euristiche e bias.

 

Euristiche e bias, quali differenze?

Il bias cognitivo è una particolare forma particolare di euristica.

Chiaro quindi che parlando di euristiche che di bias cognitivi, parliamo sempre di scorciatoie mentali.

Più precisamente però, se l’euristica opera una semplificazione della realtà prendendo in considerazione solo alcuni elementi ritenuti rilevanti della stessa, il bias la giudica su basi non necessariamente aderenti ad essa.

Quindi la differenza fondamentale è che mentre l’euristica è elaborata su una base di realtà, il bias è elaborato su pregiudizi, stereotipi o ideologie acquisite e non necessariamente verificate.

Anche i giudizi formulati in passato in determinate esperienze e su basi euristiche nel tempo diventano a loro volta pregiudizi. Pregiudizi che rispetto alla situazione attuale potrebbero però perdere di validità e verità.

Quando questo pregiudizio viene utilizzato come scorciatoia mentale per trovare soluzione a un problema si trasforma in un bias, ossia di un’euristica cognitiva che distorcendo la realtà genera un errore cognitivo

 

Euristiche in psicologia cognitiva: quali sono e cosa comportano

In psicologia cognitiva le strategie euristiche sono diverse, ma le euristiche cognitive principali sono tre.

Si tratta dell’euristica della rappresentatività, quella della disponibilità e infine quella dell’ancoraggio.

  • Euristica della rappresentatività: tendiamo a prendere una decisione dando particolare importanza alle informazione che ci trasmettono un numero ristretto di elementi.

Tra quelli che ci risultano più evidenti e immediatamente accessibili, scegliamo quelli che ci appaiono rappresentativi rispetto ad uno stereotipo che prendiamo come riferimento.

Se da una parte questa euristica ci aiuta a prendere decisioni in modo rapido, comporta anche un approccio piuttosto superficiale che potrebbe portarci a commettere degli errori.

In questo modo infatti evitiamo di considerare tutti gli altri elementi che potrebbero darci informazioni migliori per effettuare la scelta.

  • Euristica della disponibilità: tendiamo a compiere scelte sulla base della valutazione degli elementi che ricordiamo meglio, perché li vediamo con maggiore frequenza, ed escludendo tutti gli altri.

Il problema dell’uso di questa euristica è che la frequenza non è necessariamente legata alla situazione in sé, quanto alle modalità con cui siamo entrati in contatto con gli elementi.

Tipico del giorno d’oggi per esempio, il caso in cui valutiamo le cose sulla base delle informazioni riportate dai media e alle quali siamo costantemente esposti.

Anche questa euristica potrebbe condurre facilmente a commettere errori di valutazione e decisione.

  • Euristica dell’ancoraggio: si tratta di una strategia di ragionamento per paragoni che ci porta ad aggrapparci fortemente a un’informazione iniziale (da qui il termine “ancora”) a cui abbiamo dato credito e da cui difficilmente ci discostiamo.

In sostanza ci convinciamo della credibilità e validità della prima informazione che riceviamo valutando tutto il resto in sua funzione.

Solitamente siamo disposti a rivedere minimamente questa informazione per adattarla alle nuove, ma difficilmente accettiamo di abbandonarla in favore di altre.

Anche quando potrebbero essere migliori e veramente pertinenti a una situazione specifica.

 

Cos’è l’eurisma

Infine, è interessante notare anche che lo schema mentale tipico dell’essere umano è l’eurisma.

Secondo l’enciclopedia Sapere, l’eurisma, “ancorando il ragionamento a ciò che appare più visibile, impedisce il corretto svolgimento del procedimento euristico e, in sostanza, l’attivazione della parte intuitiva della mente

In sostanza, se il processo euristico è utile, necessario ed eccellente strumento di risoluzione dei problemi complessi per tutti noi, l’eurisma è in grado escluderlo limitando tanto il nostro intuito quanto la comprensione della realtà.

Ecco perché liberarsi dall’eurisma richiede di voler capire la realtà anche a costo di un maggiore sforzo cognitivo. 

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