Gioia di vivere: come riscoprire il gusto vero della vita!

Oggi parliamo della gioia di vivere e di come scoprire, o riscoprire se ultimamente te lo sei perso, il vero gusto della vita.

Cercare la felicità è quel che facciamo tutti, assaporarla purtroppo riesce a pochi.

Io penso che la vita sia un’esperienza meravigliosa, sempre ricca e carica di grandi opportunità. Questo perché la mia vita è più facile di quella degli altri?

Ovviamente no.

Certo, ognuno ha i suoi problemi e anche se le tue difficoltà ti sembrano enormi, ogni persona penserà la stessa cosa delle proprie.

Il gusto della vita non sta nelle cose che fai, nelle esperienze che vivi, nei problemi come nei successi.

La voglia di vivere, l’entusiasmo per farlo dipendono sempre da cosa vedi, da come lo fai, dal tuo atteggiamento.

La più grande scoperta è questa: la tua vita è nelle tue mani, sei libero, o libera, di crearla come vorresti.

Lo so, parole, per cui andiamo al sodo, perché oggi ti racconto la storia di un ragazzino che è cresciuto assieme a un albero piantato nel cortile di fronte alla sua camera.

 

La gioia di vivere sotto l’ombra di un noce

Gioia di vivere

 

Matteo aveva otto anni quando visse una delle giornate che avrebbe ricordato come tra le più importanti della sua vita, anche se, quel giorno, non lo sapeva e quello che accadde gli sembrò quasi banale e insignificante.

Dalla finestra della sua stanza, in un pomeriggio soleggiato, vide il loro vicino piantare un alberello proprio di fronte alla sua finestra.

Il suo vicino lo conosceva solo di vista, non ci si era mai fermato a parlare, ma era sempre sorridente, aveva più di cinquant’anni, due figli e una moglie che insegnava nelle scuole materne.

L’uomo piantò l’alberello, poi si voltò e sorrise a Matteo, che timidamente rispose con un mezzo sorriso e scomparve dalla visuale.

* * *

Aveva sedici anni il giorno in cui, sbattendo la porta di casa, lanciò con rabbia lo zaino sul letto.

Adele, la sua ragazza, lo aveva appena mollato. Lui non sapeva accettare questa cosa, si sentiva innamorato e pensava quanto fosse ingiusto che dovesse soffrire così tanto.

Quasi con le lacrime agli occhi si avvicinò alla finestra, attratto da un movimento strano provenire dal giardino di fronte.

Sotto le foglie del noce, l’alberello che aveva visto piantare in un pomeriggio simile diversi anni prima, c’erano molte persone vestite di nero. Il vicino abbracciava la figlia, che conosceva perché frequentava la stessa scuola. La ragazza piangeva.

Matteo si distrasse della sua delusione e si fermò a osservare l’uomo. Quello lo notò, e fece un cenno del viso sorridendogli, proprio come qualche anno prima, mentre piantava quell’albero.

Matteo rispose in automatico, e si defilò, proprio come faceva di solito. Osservò lo zaino sul letto, si sentiva meno nervoso e solo qualche ora dopo scoprì che un tumore si era portato via la moglie del loro vicino.

* * *

Passarono alcuni anni e Matteo ne aveva 23, appena laureato.

Da alcuni mesi, inutilmente, cercava lavoro e non riceveva altro che rifiuti a ogni candidatura. Sembrava che nessuno volesse farlo lavorare.

Deluso e frustrato entrò nella sua stanza, lasciò cadere sulla scrivania la cartelletta con i curricula e si affacciò alla finestra.

Anche quel giorno scorse il suo vicino, sorrideva mentre parlava con la figlia. Anche lei sorridente e bella come non l’aveva mai notata. Si fermò a osservare i due.

Sotto l’ombra del noce, divenuto ormai enorme, parlavano e quando l’uomo notò il ragazzo gli sorrise. Questa volta Matteo sorrise senza defilarsi, si fissarono per qualche secondo.

Poi notò che la ragazza si reggeva male su un bastone e si ricordò che sua madre gli aveva detto, proprio un paio di mesi prima, che era malata di una rara malattia alle gambe e che avrebbe presto smesso di camminare.

Gli si strinse un nodo in gola e quasi gli venne da piangere.

Quella sera Matteo non dormì.

Nella sua mente si affollavano i mille pensieri sul suo futuro, il lavoro che non c’è, una laurea che forse non era quello che desiderava, la solitudine di non avere una compagna.

Ma nel soffitto, ogni tanto, in quei pensieri, si faceva largo il sorriso del suo vicino, e quello della figlia. Come potevano essere sempre così sereni?

Matteo si chiedeva se fosse lui ad avere qualcosa che non andava. Non dormì che poche ore e fece, la mattina seguente, ciò che in tanti anni non aveva mai fatto.

Appena fu giorno si avvicinò silenzioso alla casa del vicino, il cancello non era chiuso e poté entrare nel giardino e vide l’uomo seduto sotto il noce.

“Avvicinati Matteo” gli disse spaventandolo, poiché non si era accorto di essere stato visto. Quasi in imbarazzo si avvicinò senza dire una parola e su invito dell’uomo si sedette sulla panchina sotto il noce, accanto a lui.

“Non abbiamo mai parlato noi due, vero?” chiese l’uomo, sapendo la risposta e rompendo un silenzio durato pochi minuti ma che a Matteo sembrava un’eternità. “No, non credo” bisbigliò sperando di andarsene quanto prima.

Osservò però l’uomo, da vicino. Si vedevano i segni dell’età, le rughe ne solcavano il viso ma sotto la barba ormai bianca il sorriso era quello del pomeriggio di tanti anni fa. “Questo noce è molto bello” disse, forse solo per non restare zitto ancora.

Ripensava alla storia della figlia dell’uomo quando questi interruppe i suoi pensieri: “Sei felice, Matteo?”. Il ragazzo sorrise d’istinto a una domanda tanto insolita. Non disse nulla, quasi dovesse cercare la risposta.

“L’hai trovata la gioia di vivere?” incalzò l’uomo, cogliendo nello sguardo di Matteo dubbi e perplessità. “Oh no”, rispose diretto, prendendo coraggio, “ho troppi problemi, difficile avere gioia quando la vita è amara”.

Si sarebbe voluto tirare un pugno per aver detto tante fesserie all’uomo che gli stava vicino.

“Giusto qualche giorno fa” riprese l’uomo, “ho tirato alcuni rami che si erano seccati e rotti per il vento di questo inverno”. Il suo sguardo si perdeva tra le foglie dell’albero.

“E’ normale, sai, che qualche ramo possa spezzarsi, e a volte potrebbero rompersene anche molti. Ma fino a che la radice è viva, quest’albero avrà sempre forza e darà tutta la sua voglia di vivere attraverso la sua ombra, o le sue noci.

Sono ottime sai?” concluse restando in silenzio. “Forse ho le radici secche” replicò mestamente Matteo, dimostrando di aver capito la metafora.

“Tu sai cos’è successo a mia moglie e cosa sta attraversando Giulia, mia figlia, vero?”. Matteo non voleva toccare l’argomento, avrebbe solo voluto fuggire lontano, non essere mai andato a sedersi su quella panchina.

“Non mi ha tolto la gioia di vivere” disse con occhi lucidi e voce ferma l’uomo, e Matteo si sentì immobile, come paralizzato. “La gioia di vivere non te la toglie nessuno se capisci”. Proseguì.

“Cosa?” chiese Matteo senza esitare un solo istante.

“Che niente può impedirti di essere felice” disse sorridendo. Matteo restò in silenzio. “Quando mia moglie si è ammalata non me la sono presa con Dio o con i medici per quella notizia.

Ho pregato perché lei avesse la forza di vivere bene la malattia, perché io e Giulia avessimo la forza di amarla nonostante tutto, come avrebbe meritato.

Se a un malato che deve morire togli la gioia di vivere, perché attorno a lui tutti sono tristi, non è peggio?” Matteo era stupito e non diceva nulla.

“Ho ringraziato Dio per aver incontrato mia moglie, e l’ho ringraziato per ogni giorno in cui, anche se malata, ho potuto darle il mio amore.

La mai gioia era immensa, perché avevo un’opportunità, potevo dare un sorriso a qualcuno, e aiutarlo a non lasciarsi andare.

Sai” proseguì chiudendo gli occhi, mentre Matteo ascoltava con ammirazione, “moriamo tutti, è la vita, capiterà in modi diversi, ma la gioia non sta nel quanto vivi, ma nel come lo fai.

Ogni giorno, per tutti i mesi della malattia, mi sono alzato consapevole che avevo ancora un giorno per dare il meglio. Ecco la mia gioia: potevo amarla.

E oggi è lo stesso quando mi alzo, stanco ma forte, sapendo che Giulia ha bisogno di me. Non fisicamente, se la caverà bene anche su una sedia a rotelle se succederà, ma perché non pensi che la gioia di vivere possa finire con una malattia”.

L’uomo aprì gli occhi e fissò seriamente Matteo. “Ti faccio una domanda: posso evitare una malattia? Un licenziamento o un’altra situazione negativa?

O tu puoi evitare le difficoltà che ti sono capitate e ti rendono pensieroso oggi?”. Matteo restava in silenzio. “Non puoi tu, non posso io. Se la gioia di vivere dipendesse dalle cose che accadono, pazienza, sarebbe un disastro!” disse ridendo.

Poi si alzò poggiando le mani rugose sul legno dell’albero. “Quest’albero mi ha ricordato che la vita va avanti, nonostante i rami rotti e spezzati.

La gioia dipende da te.

I problemi ci sono, per cui guardali negli occhi e decidi se vuoi chiuderti in camera, tirando le tende”, Matteo sussultò a queste parole come se l’uomo avesse sempre saputo che si defilava dal suo sguardo per paura o timore, o vigliaccheria.

“Oppure se affrontarli, aprire la finestra e andare incontro alla vita, come viene, con entusiasmo, gioia, sapendo che è un’opportunità ogni giorno che hai a disposizione.

Puoi dare amore a un ragazzo che viene nel tuo giardino, o a tua moglie, tua figlia, o a chiunque incontri.

Quando mia moglie si ammalò abbiamo deciso che sarebbe morto il suo corpo, non le nostre anime o i nostri sentimenti, e quando Giulia si è ammalata, abbiamo deciso che forse lei avrebbe smesso di camminare, ma non noi e la nostra forza.

Niente può spegnere la gioia di vivere se tu scegli di vivere con gioia le cose che ti capitano e di continuare a pensare che tu puoi fare la differenza.

Fosse solo nella vita di una persona“ disse lentamente fissandolo negli occhi, “non sprecare l’opportunità di vivere che hai avuto”.

* * *

Il soffitto era il solito, i pensieri sembravano diluirsi lentamente, quindi si alzò e si mise alla finestra. Il vicino abbracciava Giulia, mentre passeggiavano, anche se lei faceva un po’ fatica.

Forse un po’ più fatica di qualche giorno prima.

Si voltò e vide Matteo, lo salutò e gli sorrise. Matteo trattenne una lacrima, sorrise e salutò anche lui, con gioia.

Non si defilò questa volta, fino a che non fu il vicino a distogliere lo sguardo attirato dalle risa di Giulia che aveva visto un uccellino tra i rami del noce.

Matteo restò lì, qualche minuto a osservare in silenzio quell’uomo, la figlia e l’ombra dell’albero.

Non aveva un lavoro, e forse non sapeva nemmeno cosa volesse fare nella vita, suo padre non gli avrebbe mai fatto un discorso tanto bello, forse nemmeno più parlavano davvero da anni.

Era solo, senza una donna che lo amasse, ma per la prima volta, da quando aveva otto anni, sentiva finalmente una gran voglia di vivere e cogliere le opportunità che la vita gli avrebbe offerto.

 

Vuoi conoscere il percorso che hanno fatto Matteo e il suo vicino di casa?

Si tratta dello stesso percorso che ho fatto anche io, e che ti offro gratuitamente.

Un viaggio per capire come puoi vivere con gioia qualsiasi situazione si presenti.

Ricorda che non puoi decidere cosa la vita ti offre, ma come viverlo, e questa è la sola cosa che conti davvero.

Non aspettare, come faceva Matteo, che sia la gioia di vivere a bussarti alla porta: vivi tu con gioia.

Metti entusiasmo, pensa a come fare la differenza nella vita degli altri, dai il massimo, impegnati, lotta, vivi, ama.

L’errore che tutti commettono, e come mental coach lo vedo spesso, è pensare che raggiungeranno la felicità chissà quando o per chissà quali risultati.

Illusione.

Come si fa ad essere felici?

Vivi con entusiasmo, dai tutto e fallo pensando che ogni giorno è la tua grande occasione per fare del tuo meglio.

Metti gioia, vedrai che la gioia diventerà il tuo modo di essere e tu, così, diventerai felice 😉

Per concludere voglio regalarti il video integrale di un seminario in cui spiego cosa ci rende felici e cosa ci impedisce di esserlo.

Ti mostro come creiamo le nostre emozioni negative e come puoi dare spazio invece a quelle positive, sempre e comunque, qualsiasi cosa succeda, ovunque tu sia.

Inoltre ci troverai anche le mie risposte alle domande di chi era presente all’evento, un esercizio molto utile e molti spunti per scegliere di vivere con gioia.

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Da oltre 7 anni mi occupo di felicità: la studio, la osservo, la vivo e la condivido. La mia missione è aiutare tutti a cambiare la propria vita ed essere felici. Su Diventarefelici.it porto la mia esperienza personale e quella delle tante persone che ho conosciuto e aiutato in questi anni per dare il mio contributo: voglio migliorare questo mondo, e più persone diventeranno felici, più ci riuscirò. Questa è la mia missione.

62 Commenti

  1. Io ammiro la vita e la storia del vicino. Ammetto che sono anche io lontano da questa filosofia di vita. Sono sempre stato entusiasta, gioioso ma ho gravi difficoltà nell’agire e nel reagire bene alle problematiche , alle persone o situazioni impegnative o drammatiche.. In questo sono esattamente come Marco scappo mi rifugio in un illusoria zona di comfort che diventa una gabbia. Le soluzioni, opportunita’ sicuramente ci sono ma non riesco bene a coglierle ne’ a vederle.

  2. Ho capito il concetto ! temo che il mio percorso per raggiungere la felicità sia molto lungo ,oggi potrei essere molto diverso ,da sempre combatto un conflitto con me stesso,una grande rabbia ! per tenerla a bada ho dovuto isolarmi dal mondo parecchie volte ,poi ritorno, avvolte anche saggio , ma e difficile ricostruire quello che hai tralasciato, evitato, avvolte maltrattato, vorrei saper amare la vita come quel padre .

  3. Ciao Giacomo mia mamma ci ha lasciato una settimana fa dopo una dura lotta contro il cancro….il vuoto che lascia una mamma é devastante, incolmabile, lei non c’é più, la immagino sola nel suo loculo….come si può andare avanti….

    • Ciao Antonella,
      si può andare avanti quando si cerca un senso alle cose che ci accadono. Un “buon” senso.
      Ogni nostra emozione dipende da questo, dal significato che per noi assumono gli eventi. Ci sono persone che non soffrono nemmeno alla morte di un genitore, dipende tutto da come vivi questa esperienza. Io ti suggerisco innanzitutto di leggere questa pagina. Poi anche questa. E di scrivermi dopo 🙂

  4. Bella storia, nn la conoscevo… non semplice da applicare perché credo che la maggior parte delle persone pensa di trovare la felicità all’esterno di se e nn all’interno… io ci sto lavorando da diversi anni e devo dire che anche a me capita di andare fuori strada…

  5. Ciao Giacomo Grazie per ciò che fai ..devo dire che oggi ho affrontato la giornata diversamente …non sono stata triste ne arrabbiata le tue parole sono veramente di grande aiuto. ..questa storia mi ha aiutato tanto… voglio cambiare vita ..E tu mi sei di grande aiuto

  6. Ciao Giacomo è chiaro il tuo discorso ma nella vita hai sempre a che fare con le persone che se anche dai e non ti aspetto nulla del dolore te lo fanno provare ugualmente…. Che fai le abbandoni? Io do e davvero senza nulla aspettarmi ma manca il rispetto…. Io Sembra un approfittarsi….. Un abbraccio

  7. “Dobbiamo tutti cercare di sopravvivere al meglio, qualsiasi cosa ci accada o ci facciano subire gli altri….”
    Ecco ciò che ho scritto qualche mese fa. Non entrerò nei dettagli. Ci sono arrivata dopo mesi di inferno (il riferimento alla religione e anche ai “segni” che essa ti può inviare e che scegli o meno di considerare come tali, non è fortuito): Per non sfasciare la vita di tante persone, ho deciso di “perdonare”………, di abbracciarlo anche quando avevo voglia di riempirlo di cazzotti. E forse è quello che voleva lui, essere “perdonato”.:
    Nessuno di noi ha chiesto di essere messo al mondo.

  8. Mi ha cambiato il modo di pensare questa storia …però non riesco ancora ad affrontare la vita al massimo .
    Cercherò di ricordare la storia di Matteo .

  9. Grazie! Molto bello è stato commovente, parole che aiutano a spiccare il volo. Io provo tutti i giorni a mettercela tutta qualsiasi ostacolo mi si pone davanti, lo insegno anche ai miei piccoli alunni per spianargli la strada. Grazie ancora un abbraccio, il sorriso è la mia fonte di vita.

  10. Grazie …..come al solito ,mi fa tanto piacere leggere i suoi mail.Quella di oggi è stata una storia STUPENDA.Posso dirlo che da qualche anno ho iniziato a vedere le cose così come faceva il vicino di casa di Matteo.Affrontare i problemi e pensieri negativi da un altro punto di vista fa tanta tanta differenza.Lo posso confermare.UN ABBRACCIO FORTE.Mary Elisabeta

  11. Grazie per il dono del tuo tempo e dei tuoi pensieri. Porti una luce potente che aiuta a non perdere l ‘ orientamento. Spesso mi dimentico del senso di esistere, della gratitudine verso l ‘ esistenza. Tu richiami il mio cuore all ‘ apertura. Grazie!

  12. E’molto interessante cio’che scrivi e vero!Cerco da tanti anni di vivere cosi’ spesso e’difficile perche’la mia mente dimentica ed e’prigioniera delle abitudini che mi sono state insegnate ma il mio cuore sa esattamente le risposte.
    Volevo dirti GRAZIE per cio che fai.
    Un caro saluto Grazia

  13. Leggendo il tuo testo ho pianto molto perché la mia vita é cupa, non so goderla, neanche quando riposo (prendo un tranquillante per dormire e mangio senza fondo). Credo che sia fondamentale arrivare a capire perché questo succede altrimenti si vive desolati per il resto dei nostri giorni.
    Grazie per darmi un’opportunità di uscire dal tunnel dell’abbandono e della tristezza. Leggero tutti i tuoi articoli con estrema attenzione cercando di riconsiderare le mie attitudini e d’impare a “essere felice”!
    Grazie di cuore!
    Giuditta

  14. Ciao Giacomo, vorrei chiederti se hai mai considerato le leggi universali della vita. Una di queste è la legge di attrazione o legge di risonanza. Non ritieni poi che noi non possiamo scegliere solo con la mente conscia di essere e di fare come vogliamo, anche di essere felici con la forza di volontà? Noto che consideri poco le varie parti della mente di cui siamo costituiti. Ossia la mente conscia, subconscia e superconscia. Tanti insegnamenti spirituali si basano sul conosci te stesso. Tu come la pensi?

    • Ciao Luigi,
      personalmente trovo che molto spesso queste definizioni tendono a spaccare la realtà come se la mente fosse davvero divisa in arti. Fino a prova contraria io credo che siamo molto più unitari di quanto queste divisioni teoriche non dicano.
      Nel Corso che c’è sul sito ho realizzato un seminario in cui parlo di mente conscia e inconscia e lo trovi nella pagina delle dirette. Spulcia i video, è uno dei più “vecchi”.
      Sul discorso legge di attrazione io non credo alla “favoletta” dell’universo che ti porta ciò che desideri. Certamente c’è un meccanismo di attrazione, ma secondo me viene banalizzato e reso servo delle persone con l’idea che si possa avere tutto se lo si desidera.
      magari ci si riesce, ma noi vogliamo avere tutto o essere felici? Spesso le due cose sono incompatibili 😉

  15. ciao Giacomo,
    come hai notato mi sono iscritta e poi disincritta nel giro di poco tempo…
    ho guardato bene il sito e letto dieversi articoli ma credo davvero di non avere la forza.

    sono sempre stata una ragazza molto negativa, esperienza familiari brutte che non sono mai cessate.
    ho provato a essere felice, so che dipende tutto da me, ma demoralizzata e triste come mi ritrovo, non ho davvero l’input per partire.
    un solo pensiero ricorrente ho: andare via su di un isola deserta senza nessun in torno.
    il coraggio e i mezzi mi vengono a mancare e razionalmente so che non sarebbe la soluzione giusta.

    a causa di questo mio malessere ne risente anche il mio corpo e sto spesso male
    e le poche volte che mi capita qualcosa di bello mi chiedo dove sia il tranello
    ti diro di piu sono 5 mesi se non di piu che non piango, nonostante ci siano i presupposti le lacrime non vengono giu…

    penso di essere davvero sbagliata e di essermi inaridita e non riesco a mettere la mia testa sulla via giusta…
    riesco a dare buoni consigli ma su di me non riesco a metterli in pratica mai!!
    vorrei davvero cambiare il mio modo di vedere le cose ma mi manca la costanza..

    non ti annoio piu
    grazie per i preziosi consigli
    annalisa

  16. Grazie
    per questo racconto meraviglioso, commovente ed incoraggiante,
    penso che ognuno di noi sia stato in talune circostanze emotivamente “Matteo”
    o il “vecchio con la barba bianca”; e che sia bello desiderare e farsi forza per
    essere, o ritornare ad essere, nella vita, col cuore finalmente aperto, saggi
    e felici come quel grande uomo…
    Grazie inoltre per tutti gli spunti e approfondimenti preziosi che ho trovato stasera
    in questo sito davvero complimenti di tutto cuore.
    Devo interrompere la lettura ora è molto tardi, ma ogni parola letta qui
    trasmette molto ci tenevo a dirlo nel mio commento
    A presto grazie ancora

  17. Buonasera Giacomo, ultimamente sono stato impegnato e non mi sono più fatto sentire, cmq questa è una storia giusta, in queste e ultime due settimane mi sono chiuso per problemi personali, relazionali, questa storia mi è servita, grazie

  18. Tutto bello, vero e condivisibile ciò che dici. Ma vedere le cose belle anche se sono nascoste non è semplice, quando le troviamo ma non ci entusiasmano più come un tempo. Voglio dire: chi è giù di morale, anche se vede cose belle, non riesce a gustarsele fino in fondo. Può essere una radiosa giornata di sole, tutto pare vada bene, ma dentro di me può comunque esserci tristezza senza un apparente motivo. E questo colora di grigio anche la più serena giornata.

  19. Ciao sono davvero un toccasana per la quotidianità i tuoi articoli. Sappi che li aspetto sempre e li leggo e li rileggo con interesse ,condivido tanto di ciò che dici è cerco di fare di tutto per seguire i tuoi manuali. Mi sono poi iscritta alla scuola di parrucchiere ,ti chiesi consiglio in merito, ho solo paura che potrei essere “mediocre” visto che ho cominciato tardi e ho anche la famiglia a cui pensare. Ovviamente ci vuole impegno e passione ,mi è venuta questa paura perché me l’ha suggerita una persona della quale ho una stima immensa ( mio padre) e se avesse ragione. ? Sono abitua alle mie idee e scelte, sono determinata ma allo stesso tempo ho paura ,io amo fare le cose fatte bene ..come farmi passare questi pensieri. ..pensando positivo. ? E pensare positivo mi farà diventare davvero brava. .?

    • Ciao Anna,
      prima di tutto sarai mediocre se lavorerai in modo mediocre. E dipende da te.
      Secondo: fosse la persona che stimi di più al mondo a dirti qualcosa, ricorda che è sempre una sua opinione. Ascoltala, ma non dipendere da ciò che dice.
      Terzo: invece di pensare positivo (che fa sempre bene!), pensa a come migliorare.
      Osserva ciò che fai e chiediti: che voto mi darei da 1 a 10 in questa cosa?
      Mi raccomando, osserva una cosa per volta.
      Quindi pensa a cosa ti manca per meritare un voto di più. Cosa dovresti fare in modo migliore? Come?
      Poi concentrati su questo, pensa a cosa devi fare, puoi fare, e a come farlo. Agisci e osservati per migliorare.
      E ricorda che tu puoi diventare brava quanto vuoi, se non ti fermi, non dubiti di te e ti dai il tempo che ti serve (a te, non “a chiunque altro”) 🙂

      • Hai proprio ragione, seguirò I tuoi consigli, grazie di cuore.Ah sei un ragazzo e un professionista in gamba, alla prossima Buona serata

  20. Bella storia, viviamo costantemente sotto attacco da stress ed ansie, anche per colpa di quelle storie che sentiamo in giro….. I protagonisti di quelle storie non siamo noi ed in noi queste brutte vicende scaturiscono solo paure.
    È vero, quando tutto sembra perduto e non ha significato, non è sempre vero che non ci si muove per pigrizia e che presto o tardi l’inconscio ci tormenterà per questo…..
    Credo che essendo confusi e tristi , la cosa più saggia sia non prendere scelte in questo stato d’animo….. Sembrerebbero risolutive, invece aggraveranno la situazione….. Io ritengo che a volte non reagiamo Xche in noi viva una forma di SPERANZA, che ci fa lottare, anche se tutto sembra inutile…. E non parlo di quella voce gote e marcata di quando abbiamo le idee chiare su cosa fare; ma di un’inerzia quasi inesistente, ma che ti fa dire , “aspetta, vediamo come muoverci, ora non ti posso consigliare come muoverti , ma qualcosa troveremo”
    Certo che se ci AUTO INFLIGGIAMO pensieri negativi…. Diventa più dura😅

    • Vero,
      agire in preda alle emozioni negative fa fare solo grandi errori.
      Osservare, agire consapevolmente, ma agire, soprattutto vivere in modo differente quel che c’è.
      Questo è il primo passo per riuscire a cambiarlo davvero 🙂

  21. Buon giorno Giacomo, bellissimo racconto, e chiaro nella lettura. In questi giorni avevo proprio bisogno di leggere queste parole.. “Che niente può impediti di essere felice”.

  22. Buona sera Giacomo
    ho appena finito di leggere la bellissima storia dell’albero Noce , ma soprattutto le tue risposte ai commenti…
    sei una persona straordinaria con un’anima gentile e generosa.
    Grazie per tutte le parole quelle delicate, quelle dirette , quelle preziose ecc ecc .

    Ti auguro ogni bene per una vita gioiosa e anche di più.

  23. Lezione molto bella, ma per me difficile, come tutte,da mettere in pratica.
    Mi sento con le radici secche.
    tu oggi mi hai dato l’opportunità di sapere che posso scegliere di amare la vita.
    Ma io non sono capace. Non riesco più a sorridere.
    Non riesco più ad amare.
    Un bambino che si brucia..non riesce più a mettere la mano sul fuoco neppure 1 secondo..non si fida più.
    Così mi sento: ho amato, ma quanto accaduto è terribile eho paura di amarmi, di relazionarmi..
    Vivo chiusa in me stessa perché ho paura di vivere . perché dobbiamo vivere per forza?

    • C’è un detto che dice: cane che si scotta evita anche l’acqua fredda.
      Perché? Perché è un animale e non sa distinguere se l’acqua che è nella pentola è fredda o calda.
      Un bambino che si brucia può diffidare di tutto, o imparare a riconoscere i pericoli, imparare a proteggersi e andare avanti, e magari diventerà un pompiere.
      Perché? Perché la vita è la cosa migliore che ci sia mai capitata e perché siamo esseri umani, capaci di capire, crescere e tornare ad amare 🙂

  24. La GIOIA di Vivere !!! Si LA voglio !! SCELGO e mi ALENO alla FELICITÀ !! Io continuo ad amare me stessa ed altri con amore incondizionato senza pretese . D’altronde Dio è dentro di noi e con Lui tutto è possibbile !! Grazie

  25. Guarda caso la voglia di vivere è tornata a Matteo dall’incontro con una persona. L’incontro tra le persone è fondamentale, la comunicazione, quella vera ed empatica, sono le chiavi della felicità. Trovarla in se stessi e basta è impossibile.
    L’amore, che il vicino dice è importante dare, va dato agli altri, mica a se stessi. E certo non lo si può dare indiscriminatamente, al padre con cui non parli o alla ragazza che ti lascia

    • Io credo che Matteo abbia avuto nell’incontro l’occasione di capire che la felicità è dentro di sé.
      Non la troverai fuori, non è lì 🙂
      L’incontro deve essere il modo per condividere ciò che sei, non per trovarlo. Io penso che la felicità sia una scelta personale e indipendente da tutto e tutti.
      E l’amore, o è per tutti, incondizionato, o non è amore.
      Leggi questa pagina Stefania, perché quando discriminiamo non diamo spazio all’amore 🙂

  26. grazie giacomo sto’ cercando a piccoli passi di mettere un po’ di ordine nella mia vita,come tutti credo piena di dubbi,problemi ,perplessita’,sono in analisi da quando avevo 17 anni per problemi famigliari e poi per attacchi di panico.Mi trovo davanti a un puzzle che cerco di ricomporre utilizzando l’aiuto di letture che in questo momento ritengo molto valide come le tue in questo lungo percorso.

  27. Davvero aiuta molto leggere i suggerimenti che dai. Grazie! Talvolta non si riesce a vedere una via alternativa e invece tu apri prospettive nuove. ..grazie ancora!

  28. Complimenti Giacomo, articolo davvero semplice e significativo (come del resto lo sono Tutte le cose che scrivi!). Ogni mattina che mi siedo al PC apro l’email e la prima cosa che cerco è la tua email per cominciare al meglio la giornata.

    Ps. nella mia vita ho letto decine e decine di libri e secondo me il materiale che pubblichi sono di un livello e una chiarezza così elevati che dovresti pensare di farli tradurre anche in Inglese per far sì che il tuo blog possa allargare il bacino d’utenza oltre i confini nazionali! Giacomo is the number one!!!

  29. buongiorno giacomo tu scrivi e pensi parole bellissime però quando una persona ha 400 e abita in un deposito senza niente tra stenti ansia depressione da 7 anni prende medicine non può migliorare ha quasi 50 anni dimmi come fa siamo esseri umani abbiamo bisogno ogni tanto qualche gratificazione SONO CARMELITA TI SCRIVO DAL CENTRO SICILIA AVREI BISOGNO DI UNA RISPOSTA GRAZIE

    • Ciao Carmelita,
      oggi situazione è ovviamente diversa, unica, ma non cambia la sostanza: non conta cosa vivi ma come lo fai.
      Il senso che dai alle situazioni.
      Il “non può migliorare” per me non esiste!
      C’è da trovare una soluzione ai singoli problemi, soluzioni concrete ed efficaci.
      Ma tutto dipende se tu sei disposta a lavorarci e parti dalla convinzione di potercela fare.
      Per quel che se ne legge, non credo che i farmaci guariscano dalla depressione, avresti bisogno invece di uno psicoterapeuta, che ti aiuti a cambiare le cose.
      Se ti va possiamo sentirci via Skype e parliamo della tua situazione, così cerchiamo insieme le strade per cambiarla.
      Ci stai?

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