Gratitudine: la fortuna di avere o la capacità di vedere?

Oggi parliamo di gratitudine.

Di solito nella crescita personale è facile che se ne parli e tanti dicono che “grazie” sia una della parole più importanti quando comunichiamo con gli altri.

La gratitudine, dicono, ti porta a stare bene e provare emozioni positive.
Quindi è bene coltivarla.

Tra l’altro nella Scuola io ho da sempre consigliato un esercizio che chiamiamo “5 volte grato“.

In sostanza stasera, prima di andare a dormire, ti fermi e scrivi 5 cose per le quali provi gratitudine.

Possono essere cose molto piccole o cose anche molto importanti.
Non conta, ne scegli 5, anche solo quelle che ti vengono per prime in mente e le scrivi.

  • Domani mattina, appena ti alzi, per prima cosa ti rileggi le cose che hai scritto e ne aggiungi altre 2.
  • Poi la sera, prima di andare a dormire, leggi ancora una volta questa lista e aggiungi altre 2 cose per cui provi gratitudine.

Chiaramente non valgono i doppioni, ogni voce nel tuo elenco deve essere unica.

Per quale motivo queste regole che sono differenti dagli esercizi che di solito trovi in giro?

Perché non è la gratitudine a farti stare bene.
Cos’è, in effetti?

 

Cos’è la gratitudine: significato e vera essenza

Gratitudine

Sicuramente è un’emozione.
Quando sono grato sento qualcosa dentro, provo uno stato d’animo e una sensazione positiva.

Ma questa non è la causa, è l’effetto.

Se ci pensi, le cose che scriverai in questa elenco stasera, non sono cose che non vedi.
Non saranno sorprese o novità.

Scriverai 5 cose che, più o meno, sono importanti nella tua vita.
Perché sono grato di qualcosa?

Perché la vivo come un dono.

Perché le cose per cui provo gratitudine sono quelle a cui attribuisco un significato positivo nella mia vita.

Cos’è la gratitudine quindi?
La tua capacità di dare valore a qualcosa.

Posso essere grato di aprire un rubinetto della cucina e vedere scorrere l’acqua.

Certo, pago le tasse per averla, ma potrei anche ricordarmi i momenti delle estati siccitose in cui pur pagandole, l’acqua da quel rubinetto non usciva per molte ore.

Potrei ricordami che Serena, uno dei nostri Coach, durante gli inverni gelidi al rifugio Alpino che gestiva non aveva acqua ma ghiaccio nei tubi.
E l’acqua doveva andare a prenderla fuori, sciogliendo la neve.

Senza contare che in tanti posti del mondo non c’è alcuna rete idrica che porti nelle case delle persone l’acqua, comodamente e sempre a portata di mano.

E potrei essere grato per tantissime altre cose di cui, però, potrei anche non saper riconoscere il valore.

La gratitudine non dipende dalle cose che ti succedono o da quello che ti accade.

Io che credo in Dio, ad esempio, Lo ringrazio anche quando ho un problema e sto male.

  • Sono grato sia perché so che non mi farà mancare la forza per affrontarlo e risolverlo quel problema.
  • Sia perché so che se lo ha permesso mi aiuterà a diventare più forte.

Ma conosci poche persone che credono in Dio e non sono affatto grate di problemi e difficoltà?

Conosco persone che hanno un tumore e maledicono la loro condizione.
Altre che con lo stesso tumore sono grate della loro vita e di poter ancora condividerla con gli altri.

Non c’è condizione al mondo che sia oggettivamente motivo di gratitudine.
Non è, come troppi dicono, la gratitudine a farti stare bene.

 

Essere grati: causa o conseguenza?

Essere grati è la conseguenza della nostra capacità di dare un significato positivo a quello che viviamo.

E la vera gratitudine, quella profonda e sana, nasce da una profonda consapevolezza della realtà.

Perché tutte le emozioni che proviamo sono frutto della nostra visione del mondo, di quello che pensiamo.

Si chiama Indipendenza emotiva, ed è la principale legge psicologica.

Quante volte passiamo davanti alla vita senza renderci conto dell’immenso dono che è?
Poi quando stiamo male ci accorgiamo che la vita sta finendo e diventa improvvisamente preziosa.

Ho ascoltato un dialogo intorno al tema della morte.

Uno dei due uomini che parlava spiegava che tante persone riscoprono il bello della vita quando si ammalano gravemente e stanno per morire.

A quel punto, diceva un po’ scherzando, iniziano a notare i fiori, la luce, le stelle, i sorrisi, i profumi delle cose più banali da sempre nella loro vita.

Così, concludeva quest’uomo, la domanda è: “Ma prima di ammalarti, dove cazzo guardavi?“.

Già, dove guardi?
Da questo dipende la nostra gratitudine.

Da dove guardi e da COME guardi a quello che è intorno a te.

La gratitudine è potente, ma è solo la conseguenza di qualcosa di più importante: la tua capacità di dare valore a ogni cosa.

Solo così saprai vivere davvero con un cuore grato di quello che hai.
Secondo me la gratitudine rientra a pieno nella legge della presenza.

Si tratta di una delle 10 leggi psicologiche della felicità, che spiego in questo video gratuito tratto dalla nostra Masterclass di Indipendenza Emotiva.

 

Gratitudine: come colorare il mondo in cui vivi

Gratitudine significato - un post it con scritto grazie in inglese

Perché quindi nel nostro esercizio ti chiedo di identificare 5 cose per cui provi gratitudine e poi di leggere ogni sera e ogni mattina questo elenco?

E di aggiungere sempre altre due nuove voci ogni volta che lo leggi?

Prima di tutto perché le cose di cui essere grati già ci sono.

Non vano trovate, vanno “scoperte”, devi togliere quel velo di “normale banalità” con cui smettiamo di dare il giusto valore a ogni cosa.

Siamo così fortemente abituati, ed educati, al negativo, che i doni della vita non li vediamo che come cose scontate.

Inoltre voglio farti aggiungere sempre altro, perché non ci sono una manciata di cose di cui essere grati.
Ce ne sono letteralmente migliaia.

E solo quando inizi a cercarle puoi davvero aprire gli occhi e renderti conto che ne siamo circondati.

Senza contare che questo tocca un’altra delle 10 leggi: le cose positive.

Considera questo: non è essere grati che ci rende felici.

Ma al contrario è la felicità che ci permette di riconoscere il valore di quello che viviamo e provare gratitudine per l’opportunità (altra legge) di vivere la nostra vita.

Tu oggi sei capace di vivere una vita felice, e piena di gratitudine?
Puoi scoprirlo in pochi minuto con questo test gratuito.

Chiaramente questo piccolo esercizio è solo una scusa, un “ponte” come diciamo sempre nella nostra Scuola.
Serve a darti l’occasione di vedere.

Potrai anche farlo in modo “meccanico”, un semplice elenco di cose “positive” per cui dovresti provare gratitudine.
Quelle che tutti ti farebbero notare.

Ma la gratitudine, non dimenticarlo, è un’emozione.

Non dipende da cosa accade o da quello che hai.
Ma solo da come vivi tutto questo, dal significato che gli dai.

Puoi iniziare a cercare, a notare, ad aprire gli occhi.
E scoprire che più applichi le 10 leggi, più noterai quel che prima sembrava non esserci.

Sarà come, ti dico per esperienza, se il mondo in bianco e nero in cui viviamo quando non siamo capaci di essere grati di tutto, diventasse a colori, gradualmente.

E a quel punto non ti servirà alcuna lista: la gratitudine sarà nei tuoi occhi.

O davvero vuoi aspettare di ammalarti per renderti conto delle infinite cose per cui essere grati?
Io, sinceramente, non aspetterei




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