Ho paura di morire: la vinci se scegli di vivere davvero

Oggi voglio parlare di un tema delicato, in risposta a quanti a volte mi dicono: “ho paura di morire”.

Certo, magari di solito evitiamo di pensarci, ma non è difficile temere la morte.

Non possiamo nascondere, infatti, che la nostra cultura ci educa molto male da questo punto di vista, mostrandoci la morte come qualcosa di brutto, di negativo, di triste.

Associamo a essa il lutto, la disperazione, la sofferenza e non abbiamo una visione della morte come passaggio, come tappa o semplicemente come caratteristica naturale della vita.

Per capire meglio le tue emozioni, la tua paura, ti consiglio di fare subito il mio test.

Ti permetterà di capire come eliminare la sofferenza dalla tua vita.

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Come già diceva Seneca molti anni fa, avere paura della morte per il dolore che potremmo provare, non ha senso.

Se sono vivo la morte non fa male, se sono morto, non sento nulla, per cui dolore e morte non sono un problema.

Certo, potremmo avere paura di morire per la sofferenza che comporta il modo in cui la morte viene.

Ma anche in questo caso sarebbe una cosa differente, paura della sofferenza, del dolore.

Oggi voglio parlare della paura di morire, del timore della morte in sé, per capire da dove può nascere, come affrontarla e, soprattutto, come vivere pienamente la nostra vita finché ne abbiamo il dono.

 

Ho paura della morte quando ho paura di vivere

Ho paura di morire

Uno degli istinti più forti che possediamo, anzi, senza dubbio la forza più grande, è legata alla voglia di vivere, il desiderio di continuare a esserci.

Ma come tutti gli istinti umani, noi siamo capaci di scegliere liberamente se e come controllarli.

D’altronde, se così non fosse, non esisterebbero persone che la vita se la tolgono volontariamente.

Se ti guardi attorno, tra piante e animali, una certezza è assoluta: la vita lotta sempre per non finire. E noi non facciamo eccezione.

La paura di morire nasce principalmente dal nostro desiderio positivo di vivere, di esserci, di esistere. Abbiamo paura che tutto finisca, perché infondo siamo attaccati alla vita con forza.

È evidente che non hai paura di perdere cose di poco valore, cose che per te non contano e la paura di morire è la paura di perdere la cosa più preziosa che esista.

Ci sono due guide che dovresti leggere, una dedicata in generale a come vincere la paura, qualsiasi tipo di paura, e una specifica rivolta alla paura di amare.

Anche se sono cose differenti, credo sarebbero preziose per capire meglio come nasce dentro di noi questa emozione così forte.

La paura della morte è quindi legata al nostro desiderio di vivere, ma non solo, poiché la paura non dipende dalle cose che succedono, ma da come le viviamo, la paura di morire è legata ai nostri pensieri.

Se io sono concentrato sulle cose belle che vivo ogni giorno, se metto entusiasmo in ogni azione, se lavoro con gioia, se uso il mio tempo con allegria, difficilmente mi metterò a pensare alla morte.

Paradossalmente è quando abbiamo paura di vivere (perché non siamo felici), che subentra la paura di morire.

Certo, abbiamo il pessimo vizio di considerarci immortali e vivere come se non dovessimo morire mai, ma di fatto la paura della morte sopraggiunge solo se apriamo la porta ai pensieri negativi.

Se ho paura di morire significa che nella mia mente ci sono pensieri come questi:

  • Perderò tutte le persone che ora sono con me.
  • Non potrò più fare tutte le cose che mi piacciono.
  • Starò male e soffrirò.
  • Ogni cosa che mi circonda potrebbe farmi male.
  • Tutto è una potenziale minaccia e ogni persona un possibile nemico.

E molti altri che ora non mi vengono in mente 😉

Di fatto ho paura di vivere, ho paura che la vita non sia così bella e felice come desidero. E la morte mi ricorda che il tempo scorre e che io non sto vivendo.

Perché quando hai paura sei in apnea, come se trattenessi il fiato e tutto si ferma.

Quando spiego cos’è l’indipendenza emotiva dico semplicemente che ogni nostra emozione è creata dai nostri pensieri.

Ovviamente qui non tocchiamo questo tema, ma il concetto è che la paura di morire dipende da cosa pensi mentre la provi.

Pensi alle cose negative che potrebbero succedere, sei concentrato, o concentrata, su quello che puoi perdere, sulle cose che ti mancheranno, sulle opportunità che svaniscono.

Il punto è che non è la morte che fa paura, ma cosa ne pensi tu, il significato che gli dai, come la vivi e la immagini.

Siamo noi che creiamo le nostre emozioni e la paura di morire si vince cambiando i pensieri che abbiamo sulla nostra vita e sulla nostra morte.

Ovviamente questo presuppone un cambiamento profondo nel modo in cui viviamo la nostra vita, e mi ricorda cosa faceva un bambino, con i suoi giocattoli.

 

 


Ho paura di morire: quando il divertimento finisce prima di cominciare!

Paura di morire

Un bambino che gioca con le costruzioni immergendosi pienamente in quello che fa, trae gioia da ogni singolo istante che passa giocando.

Alla fine del giorno non ha problemi a posarle per andare a dormire, non si sveglia con l’ansia di andare a riprenderle, il mattino dopo.

Ha preso, dal gioco, tutto quel che poteva prendere ed è soddisfatto, felice. Giocava per il piacere di giocare, con gioia e allegria.

Saprà smettere, al momento opportuno, senza problemi.

 

A me capitava spesso giocando a calcetto. Esperienza banale, è vero, ma significativa.

Quando finiva la partita, anche se non vincevo, ma mi ero divertito, avevo dato tutto e avevo giocato con entusiasmo, allora ero sereno, non mi dispiaceva finisse, ero appagato.

E lo ribadisco: non contava se vincessi, ma se mi ero divertito e impegnato come potevo, se avevo dato il massimo in quella partita.

Ovviamente secondo me.
Quel che dicevano gli altri non era sufficiente se non ci credevo io.

Dipendeva da me, ora lo comprendo molto meglio di qualche anno fa, ma il bello è che io determinavo se avrei lasciato i giocattoli senza problemi, con gioia per aver giocato.

 

Un altro bambino che invece vive le sue costruzioni nel modo sbagliato vorrà da esse sempre qualcosa di più, si aspetta di essere felice e quel che prova non gli basta.

Non è soddisfatto, non gli basta giocarci, deve costruire un grattacielo, e deve essere come lui lo ha in mente.

Quando il padre gli dice che è l’ora di posare i giochi non l’accetta perché non ha ancora ottenuto quel che pretendeva, e non ha mai pienamente giocato.

Non godeva del gioco, pretendeva certi risultati ed era così preoccupato di costruire torri e castelli, da non riuscire a giocare con gioia.

Non giocando per il gusto di farlo il tempo del gioco non gli basta mai. 

Ha paura di non poter più giocare.

 

A me succedeva quando giocavo male, quando mi rendevo conto di non dare il massimo, mettevo poco impegno o magari ero semplicemente assente, anche se fisicamente ero sul campo.

Alla fine avrei voluto giocare ancora, per rifarmi della brutta partita, e non contava se avevamo vinto: io non mi ero divertito.

Così, pensando alla morte, sono certo che il solo problema sia la nostra vita: se siamo occupati a vivere intensamente, a dare il meglio con entusiasmo, a pensare a come creare ogni giorno della nostra vita ricco di gioia, non c’è spazio per la paura di morire.

Lo ripeto: se ho paura di morire è solo perché non sto vivendo pienamente.

Ma cosa vuol dire vivere?

  • Correre per arrivare primi al traguardo?
  • Costruire il grattacielo più alto?
  • Comprare l’ultimo modello di cellulare o automobile?
  • Andare in vacanza nei posti più in?
  • Essere invitati alle feste?
  • Avere molti zeri nel proprio conto in banca?
  • Ricevere il rispetto e la riverenza degli altri?
  • Ottenere onori e gloria dalle persone?
  • Pagare le bollette o il mutuo?

Tutti sappiamo che non è così che stanno le cose, eppure siamo troppo occupati a tirare avanti per vivere, abbiamo paura della vita, ecco perché temiamo la morte.

Ho paura di vivere quando temo di non essere felice. E faccio la vita del criceto?

 

Ma per eliminarla, per modificare questi pensieri negativi, devi innanzitutto cambiare prospettiva.

Più fuggiamo dalla morte meno impariamo a comprendere che essa non solo fa parte della vita, ma è anche fondamentale per ricordarci qualcosa di importantissimo: non vivremo in eterno.

Non solo la morte ha la capacità di ricordarci che abbiamo un tempo limitato da impiegare nel modo migliore, ma soprattutto che se non siamo capaci di morire, ossia di lasciare andare, allora non cominciamo mai a vivere.

Significa lasciare la presa, come prima cosa, su ogni pretesa, su ogni attaccamento che ci porta sofferenza e dolore.

Qualunque sia la cosa che rifiutiamo, anche di morire, essa ci porta dolore perché nel rifiutarla noi ci opponiamo alla vita stessa.

Quando una persona muore tutto ciò che possiede lo lascia.

 



Paura di morire: impara a lasciare la presa

Paura della morte

Dobbiamo imparare a fare a meno delle cose che spesso ci rendono schiavi, delle cose di cui pensiamo, erroneamente, di non poter fare a meno.

Significa aprire gli occhi e lasciare accadere le illusioni che ci hanno accompagnato tutta la vita, lasciar cadere le pretese che altri si comportino come vogliamo noi, che gli eventi soddisfino le nostre aspettative, che la nostra vita vada esattamente come abbiamo pianificato qualche anno prima.

Come il bambino che invece di godersi il gioco è tutto preoccupato a ottenere questo o quello, pensando che il senso del gioco sia quel traguardo, quella torre costruita in un certo modo.

Più tu vivi pretendendo certe cose, più non ti godi il viaggio ossessionato, o ossessionata, dalla meta, senza capire che il viaggio stesso è la vita.

Una vita dove essere attivi e vivere non vuol dire pretendere, ma amare, ossia saper accettare anche ciò che non ci piace e lavorare sodo, senza imposizioni, per migliorare le cose.

Liberarsi delle paure che ci impediscono di amare: temiamo di soffrire, di restare soli, di venire delusi, di provare dolore, di non essere amati, apprezzati, capiti, accettati, di venire respinti.

Dobbiamo cambiare visione e renderci conto che la nostra vita è il frutto delle nostre scelte e non di quelle altrui. Altrimenti non potremo che avere paura che tutto finisce prima di aver ottenuto tutto quello che volevamo.

Per quanto male possano farci gli altri, la felicità non dipenderà mai dalle loro azioni ma solo dalle nostre scelte, dalla nostra scelta di amare senza pretese, ovverosia in modo autentico.

Imparare a lasciare la presa, a vedere la realtà al di là di condizionamenti e schemi imposti da altri, al di là delle paure che ci attaccano, al di là delle convenienze e del nostro egoismo è la sola via per vincere la paura della morte.

Il bello è che quando sei troppo occupato, oppure occupata, a vivere, non senti più la paura di morire, non ci pensi, non ti interessa, perché vivi, e hai ben altro da fare 😉

Abbiamo solo un certo tempo a nostra disposizione e dovremmo viverlo pienamente.

 

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Vivere con entusiasmo, pienamente e davvero: il segreto per diventare felici

Paura di vivere

Amore e attaccamento sono cose differenti: l’amore è libertà, infatti, apertura, accettazione della realtà (e della morte quindi), l’attaccamento rifiuta questa realtà, è puro egoismo, è pretesa, prigionia.

La paura di morire nasce quando ci attacchiamo non alla vita, ma alla sopravvivenza, quanto il quanto diventa più importante del come.

Non ha importanza quanti giri d’orologio vedremo, conta come impiegheremo questi istanti a nostra disposizione.

Se scegliamo di amare e ne facciamo il nostro modo di vivere, dieci minuti d’amore varranno quanto un’eternità.

La paura della morte è normale in coloro che non hanno imparato a vivere pienamente, in coloro che hanno fatto della loro esistenza una corsa dentro un ruota, in coloro che hanno sempre bisogno di altro tempo per fare quel che, finora, non sono riusciti a fare. 

Questo deriva dalla nostra distorta convinzione che sarà domani il momento giusto, che domani avremo il successo che meritiamo, che domani riusciremo a dare un senso alla nostra vita ottenendo questo successo o tagliando quel traguardo.

Ma se vivere significa amare, allora non è domani che avremo tutto, ma ora, se scegliamo di amare senza pretese.

Ovviamente devo capire bene cosa significa amare, ma te lo sto spiegando praticamente ogni mattina, in ogni colazione 😉

Se vivo, se amo, se ogni istante della mia vita metto al primo posto le persone, chiunque siano, e non le cose, il denaro, il dovere presunto che la società mi impone.

Se scelgo di agire secondo giustizia, ossia agendo sempre con gli altri sapendo immedesimarmi in loro, con comprensione e rispetto, facendo quindi dell’amore la mia legge, la mia regola quotidiana, allora vivo.

Non ho paura di morire se ho iniziato a vivere, perché ogni giorno in cui vivo, vivo totalmente, non a rate, non ho conti aperti con la vita che la morte mi impedisce di riscuotere.

Ho paura di morire solo se ho paura di vivere, se non ho il coraggio di amare, se tengo le orecchie chiuse, se giro la testa dall’altra parte per convenienza, se dietro la scusa “io non c’entro” chiudo gli occhi di fronte al male divenendo il suo primo complice, se non scelgo di amare tutti, sempre, qualunque sia il prezzo da pagare per questa scelta.

La vita è esigente: vuole che siamo consapevoli, e temiamo di non saper accettare la realtà se non è come noi la vogliamo.

E questo vuol dire eliminare ogni pretesa, ma siamo persuasi a torto che se non esigiamo qualcosa non avremo quel che ci serve.

E se non avremo quello che ci serve, non ci divertiremo.

Vuole che amiamo, e abbiamo paura di aprirci agli altri, di dare, perché temiamo di soffrire, di stare male, di venire sfruttati, di “perdere”.

La vita vuole che osiamo con fiducia, e questo comporta dei rischi dai quali, quasi sempre, preferiamo fuggire.

E vuole che ci assumiamo la nostra responsabilità, cosa che non siamo educati e abituati a fare.

La consapevolezza comporta responsabilità, perché se vediamo la realtà e non facciamo quel che sappiamo giusto, non potremo trovare scuse, dovremo ammettere di aver scelto.

Abbiamo paura della vita perché preferiamo la sicurezza del nulla al rischio di vivere, perché è più facile chiudere occhi, orecchie e cuore.

Abbiamo paura della vita perché non siamo stati educati a vivere pienamente.

La paura si vince in un solo modo: affrontandola.

Ogni paura nasce dall’ignoranza: non conosciamo bene cosa ci spaventa, non consociamo bene come affrontarlo, non conosciamo bene le nostre infinite risorse per farlo in modo vincente.

Se apriamo gli occhi, scopriamo che le nostre paure sono spesso infondate: non solo abbiamo paure esagerate, ma sempre abbiamo le risorse per affrontarle.

Abbiamo paura della vita solo fino a quando non decidiamo di comprendere che vivere vuol dire amare, fino a quando rifiutiamo la responsabilità e il rischio di vivere.

Quando scegliamo la vita, scopriamo che le nostre paure erano infondate, quando iniziamo a rischiare scopriamo che non abbiamo nulla da perdere, quando iniziamo ad amare vediamo che non abbiamo nulla da chiedere.

Oggi è il giorno per amare, non domani o ieri. Oggi.

Oggi metti entusiasmo in quello che fai, cerca la tua strada, vivi con gioia, dai tutto ciò che sei, vivi come se fosse l’ultimo giorno, con allegria, voglia, intensità.

Concentrati sulla tua vita, sul presente, dai tutto, adesso, senza lesinare una sola goccia di entusiasmo o amore. Quello che fai, fallo come fosse la cosa più importante del mondo.

Questo vuol dire amare: dare tutto in ogni istante.

Se ogni giorno scegliamo di amare, avremo fatto tutto quello che dovevamo, e non ci sarà più paura di morire, ma solo gioia di vivere.

Una cosa sola è certa nella vita: ed è l’amore, più forte della morte, perché se crediamo nell’amore e scegliamo di amare non temeremo la morte e non moriremo mai.

Non ci sono facili scappatoie o “pillole magiche”, la paura è frutto del nostro modo di pensare e di come osservi e vivi la vita. Devi lavorarci, cambiare prospettiva, forse cambiare tutto.

Ma la strada è questa perché ogni problema è figlio di ciò che siamo in questo momento. Il tema di oggi è molto complesso, e se vuoi una mano sarò felice di rispondere ai tuoi commenti 😉


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Chi ha scritto questa pagina:

Giacomo Papasidero

Mental Coach dal 2010, mi occupo di felicità ed emozioni da oltre 10 anni. Il mio obiettivo è insegnare che ognuno di noi può diventare più forte di qualsiasi problema. Questo per me significa diventare felici. Anche se ho tenuto un seminario all'Università di Parma e sono stato ospite a SKyTg24, la cosa di cui vado più fiero è la Scuola di Indipendenza Emotiva che ho avviato nel 2018, perché è un percorso chiaro, graduale e concreto che sta rivoluzionando la vita di tante persone.


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Vanessa
Ospite
Vanessa
1 mese fa

Ciao mi chiamo vanessa ho 27 anni .. ho paura della morte non di morire per mallatia o incidente maho paura di non essistere piu in questo mondo di non vedere piu a mia figlia a i miei genitori a le persone a cui ci tengo tantissimo.. ho paura di non ricordare piu le cose che ho visuto di non fare piu le cose che faccio .. mi domando sempre perche sono natta se alla fine moriro lo stesso i miei ricordi non ci saranno piu …. ho paura ad invecchiare penso che il tempo passa velocemente e che fra un po saro una signora di 30 anni …

Asdrubale
Ospite
Asdrubale
4 mesi fa

Ho letto diversi articoli in proposito, perché il pensiero di morire mi spaventa eccome. Ma poi, ripensandoci, ognuno di noi ha attraversato un’eternità, infiniti anni prima di nascere, oppure è ciò che crede. Sofferenza? Preoccupazioni prima di quel giorno? Magari dopo.

La cosa che mi dà da pensare, è che nessuno di questi articoli parla del dettaglio più scontato: la morte spaventa perché è un MISTERO. Perché lascia un corpo del tutto inerte, non sappiamo se un’anima o una coscienza si salvano, o muoiono col corpo. Le spoglie, se abbandonate al loro destino, si decompongono. Se cremate, non si lamentano. È il mistero che ci accompagnerà per sempre. Io spero che ci sia qualcosa d’altro, come dice il famoso libro, “io speriamo che me la cavo”. Non invidio tanto la sicurezza e il cinismo di chi dice “quando muori è tutto finito, non c’è niente”, piuttosto mi infastidisce la loro incoscienza, il volere e volersi dare per forza una risposta.

Io spero che qualunque cosa succeda dopo, ci sia serenità, uguaglianza e giustizia, cose che in un mondo dove muoiono i bambini, dove ci sono guerre, dove degli imbecilli torturano animali e non sanno nemmeno perché lo fanno, ho visto raramente.

Eliana
Ospite
Eliana
6 mesi fa

Ciao Giacomo,
ho letto il tuo articolo e ho pianto…perché l ho trovato vero!ho 42 anni, tre bambini in età scolare è una paura matta di morire….di tumore.Ogni minimo doloruccio che ho penso subito che è un tumore(sono una persona sana).ho il terrore che qualche male mi possa portare via dai miei figli, chi si prenderà cura di loro se non ci sono più?(ho un marito)ogni visita di routine diventa fonte di ansietà per me….è se scoprono qualche malattia?fino a qualche anno fa non ci pensavo minimamente….ma ultimamente è un incubo per me, non vivo più bene…sono stanca, veramente stanca…l unica cosa che desidero è che i miei figli crescono e diventino indipendenti…poi posso anche sparire dalla faccia della terra, intanto a nessuno gliene fregherebbe …ti dico questo perché tutti vogliono da me, ma nessuno gli interessa sapere cosa io vorrei o come realmente sto

Marcolino
Ospite
Marcolino
7 mesi fa

Ciao giacomo ho letto un po di riflessioni tue e commenti vari di persone con cui ovvio mi ritrovo se no non sarei finito in questa pagina a quest ora di notte tra l altro. Volevo chiederti un tuo parere in riguardo: 40 anni avuto un problema di salute serio preso sul nascere in maniera fortuita casuale facendo altre visite…operato e ora sotto controllo periodico. Io ovvio non ho mai avuto sintomi…ma molto spavento e ovviamente un cambiamento di prospettiva di vita. Sono stato seguito da un professionista della mente e ora col tempo piu saremo. La mia domanda è la seguente… Non ho piu intenzione di perdere il mio tempo a lavorare a vivo facendo ciò che poi mi piace senza pudore e progetto a lungo termine…tutto mi fanno contro….ma al momento sicuramente dalla paura presa mi va cosi. Grazie saluti.

Marcolino
Ospite
Marcolino
7 mesi fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Grazie x la celere risposta…letto la pagina indicata…molto interessante la parabola dell orsetto…e anche dei ritmi imposti dalla società….l equilibrio spero e penso arrivi col tempo…certo dopo aver annusato la paura reale…Non si è più come prima….a volte meglio a volte peggio ma diversi e questo crea problemi con chi ti sta vicino xche fatica a riconoscerti. Ancora grazie e tanti saluti lieto aver fatto tua conoscenza.

Alessandra
Ospite
Alessandra
8 mesi fa

Ciao Giacomo sono Alessandra e sono una ragazza di 31 anni sposata con un bambino e in attesa di un’altro maschietto, premetto che dopo la prima gravidanza ho avuto una forte ansia dove stavo curando da una Psicologa e con ansiolitici dopo tre anni li ho ridotti fino a prendere solo una piccola quantità la sera. Volevo tanto un altro bimbo specialmente perché il mio piccolo vuole un fratellino ho sospeso anche quella piccola quantità di ansiolitico, ma sono costantemente piena di paura di morire, ma la mia fissa è il cuore, e non so quanti controlli ho fatto l’ultimo l’atto giorno, ma niente peggio di prima, poi sento solo brutte notizie proprio di donne morte incinte anche con infarto, vorrei essere forte, specialmente x i miei figli e mi auguro che vada tutto per il meglio, ma non è vita.. Ho sempre la mente stanca.. Scusami delle troppe parole. ?

Caterina
Ospite
Caterina
9 mesi fa

Ciao Giacomo io sono Caterina e ho questa paura ,la paura di morire e sono consapevole che nn vivo ma sopravvivo , mi capita proprio come l’ esempio che hai fatto del bambino che vuole costruire in un certo modo il grattacielo nn godendosi il gioco….
Io nn riesco a godermi le cose perché come se vi fosse qualche altra cosa che dovrei fare alla ricerca di quella cosa che mi renda serena…ho paura di nn fare abbastanza di perdermi qualcosa e così nn vivo bene nulla perché sale l ansia…..grazie

Vincenzo
Ospite
Vincenzo
10 mesi fa

Ciao Giacomo mi chiamo Vincenzo ho 16 anni ed ho iniziato ad avere paura della morte a questa età.Il mio errore e stato leggere le notizie che stavano su internet di ragazzi della mia stessa età che muoiono.Semrle su internet ho letto due notizie di ragazzi della mia stessa età che sono morti così all’improvviso.Uno si è buttato in mare ed è morto l’altra invece è morta nel sonno per un arresto cardiaco aveva 15 anni.Ora ho iniziato ad avere di più paura.Sono ipocondriaco.Infatti ogni volta che ho dolore tipo la petto oppure mal di testa mal di stomaco penso sempre che si tratti di qualcosa grave e sinceramente non ce la faccio più.Non voglio morire giovane, voglio vivere almeno fino ad 80 anni non sono ancora pronto a sperimentare che cosa è la morte,anzi ho addirittura paura che la morte è quella che sperimentiamo noi quando andiamo a dormire e cadiamo nel sonno profondo

Luca
Ospite
Luca
10 mesi fa

Ciao Giacomo mi chiamo Luca ho 24 anni e dal 2010 soffro di disturbo ossessivo compulsivo e da 2 anni mi sono messo a pensare alla morte per colpa di uno zio di mia madre che si fissa che deve morire io l’ ho sentito e mi ci sono fissato e da lì mi sono incominciato a crearmi molte cose negative,la mia principale paura e che dico ma che senso ha che Faccio questa cosa per esempio di giocare ai videogiochi o pure di lavorare se poi un giorno devo morire e per colpa di questa fissazione non riesco a concentrarmi nelle cose che faccio credimi Giacomo non ce la faccio più assumo gocce haldol e la pillola abilify secondo te questo farmaci vanno bene per il mio problema? come posso guarire da questa fissazione io sono un tipo molto ansioso e insicuro e ho molto paura della morte ti prego aiutami tu.

Laura
Ospite
Laura
10 mesi fa

Ciao Giacomo,
La mia paura di morire improvvisamente è una roba recente. Ma sono anni che per via dei pensieri ossessivi mi sono autopunita. Finendo per sooravvivere e rinunciare alla vita vera. Oggi vorrei cambiare tutto, ma a volte i pensieri mi paralizzano, o meglio, ogni volta che tento di cambiare le cose loro cercano d’impedirmelo. Avrei bisogno proprio di qualcuno che m’indicasse la via fino a quando non sarò in grado di tracciarla da sola.
Un Saluto
Laura

Laura
Ospite
Laura
10 mesi fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Si si!! La ricevo… Leggerò la guida!
A presto

Giulia Destri
Ospite
Giulia Destri
10 mesi fa

Ciao Giacomo. Grazie per i tuoi articoli. Avrei una domanda da farti però. Una persona idealmente può “vivere davvero” solo ad una certa età? E amare davvero solo se hai avuto figli?
Mi spiego. Adesso ho 30 anni, in teoria ho tutte le carte per vivere bene. (in teoria, ma questa è un’altra storia). Ma coi tempi moderni la morte è qualcsoa che capita per lo più verso gli 80-90 anni ormai. Se hai 90 anni, sei solo e senza famiglia, senza qualcuno che t voglia bene davvero,bloccato in un letto di ospedale, e magari devi sopportare dolori terribili ogni giorno…. in quel caso, la paura di morire cosa te la fa passare?