Ho paura di morire: la vinci se scegli di vivere davvero

Oggi voglio parlare di un tema delicato, in risposta a quanti a volte mi dicono: “ho paura di morire”.

Certo, magari di solito evitiamo di pensarci, ma non è difficile temere la morte.

Non possiamo nascondere, infatti, che la nostra cultura ci educa molto male da questo punto di vista, mostrandoci la morte come qualcosa di brutto, di negativo, di triste.

Associamo a essa il lutto, la disperazione, la sofferenza e non abbiamo una visione della morte come passaggio, come tappa o semplicemente come caratteristica naturale della vita.

Per capire meglio le tue emozioni, la tua paura, ti consiglio di fare subito il mio test.

Se vuoi liberarti del timore della morte, devi necessariamente capire meglio le tue emozioni. E una delle domande che leggerai parla proprio della morte.

 

Come già diceva Seneca molti anni fa, avere paura della morte per il dolore che potremmo provare, non ha senso.

Se sono vivo la morte non fa male, se sono morto, non sento nulla, per cui dolore e morte non sono un problema.

Certo, potremmo avere paura di morire per la sofferenza che comporta il modo in cui la morte viene.

Ma anche in questo caso sarebbe una cosa differente, paura della sofferenza, del dolore.

Oggi voglio parlare della paura di morire, del timore della morte in sé, per capire da dove può nascere, come affrontarla e, soprattutto, come vivere pienamente la nostra vita finché ne abbiamo il dono.

 

Tutti vogliamo vivere!

Ho paura di morire

Uno degli istinti più forti che possediamo, anzi, senza dubbio la forza più grande, è legata alla voglia di vivere, il desiderio di continuare a esserci.

Ma come tutti gli istinti umani, noi siamo capaci di scegliere liberamente se e come controllarli.

D’altronde, se così non fosse, non esisterebbero persone che la vita se la tolgono volontariamente.

Se ti guardi attorno, tra piante e animali, una certezza è assoluta: la vita lotta sempre per non finire. E noi non facciamo eccezione.

La paura di morire nasce principalmente dal nostro desiderio positivo di vivere, di esserci, di esistere. Abbiamo paura che tutto finisca, perché infondo siamo attaccati alla vita con forza.

È evidente che non hai paura di perdere cose di poco valore, cose che per te non contano e la paura di morire è la paura di perdere la cosa più preziosa che esista.

Ci sono due guide che dovresti leggere, una dedicata in generale a come vincere la paura, qualsiasi tipo di paura, e una specifica rivolta alla paura di amare.

Anche se sono cose differenti, credo sarebbero preziose per capire meglio come nasce dentro di noi questa emozione così forte.

La paura della morte è quindi legata al nostro desiderio di vivere, ma non solo, poiché la paura non dipende dalle cose che succedono, ma da come le viviamo, la paura di morire è legata ai nostri pensieri.

Se io sono concentrato sulle cose belle che vivo ogni giorno, se metto entusiasmo in ogni azione, se lavoro con gioia, se uso il mio tempo con allegria, difficilmente mi metterò a pensare alla mia morte.

Certo, abbiamo il pessimo vizio di considerarci immortali e vivere come se non dovessimo morire mai, ma di fatto la paura della morte sopraggiunge solo se apriamo la porta ai pensieri negativi.

Se ho paura di morire significa che nella mia mente ci sono pensieri come questi:

  • Perderò tutte le persone che ora sono con me.
  • Non potrò più fare tutte le cose che mi piacciono.
  • Starò male e soffrirò.
  • Ogni cosa che mi circonda potrebbe farmi male.
  • Tutto è una potenziale minaccia e ogni persona un possibile nemico.

E molti altri che ora non mi vengono in mente 😉

Quando spiego cos’è l’indipendenza emotiva dico semplicemente che ogni nostra emozione è creata dai nostri pensieri.

Ovviamente oggi non tocchiamo questo tema, ma il concetto è che la paura di morire dipende da cosa pensi mentre la provi.

Pensi alle cose negative che potrebbero succedere, sei concentrato, o concentrata, su quello che puoi perdere, sulle cose che ti mancheranno, sulle opportunità che svaniscono.

Il punto è che non è la morte che fa paura, ma cosa ne pensi tu, il significato che gli dai, come la vivi e la immagini.

Siamo noi che creiamo le nostre emozioni e la paura di morire si vince cambiando i pensieri che abbiamo sulla nostra vita e sulla nostra morte.

Ovviamente questo presuppone un cambiamento profondo nel modo in cui viviamo la nostra vita, e mi ricorda cosa faceva un bambino, con i suoi giocattoli.

 

Ho paura di morire: quando il divertimento finisce prima di cominciare!

 

ConsapevoleUn bambino che gioca con le costruzioni immergendosi pienamente in quello che fa, trae gioia da ogni singolo istante che passa giocando.

Alla fine del giorno non ha problemi a posarle per andare a dormire, non si sveglia con l’ansia di andare a riprenderle, il mattino dopo.

Ha preso, dal gioco, tutto quel che poteva prendere ed è soddisfatto, felice. Giocava per il piacere di giocare, con gioia e allegria.

Saprà smettere, al momento opportuno, senza problemi.

 

A me capitava spesso giocando a calcetto. Esperienza banale, è vero, ma significativa.

Quando finiva la partita, anche se non vincevo, ma mi ero divertito, avevo dato tutto e avevo giocato con entusiasmo, allora ero sereno, non mi dispiaceva finisse, ero appagato.

E lo ribadisco: non contava se vincessi, ma se mi ero divertito e impegnato come potevo, se avevo dato il massimo in quella partita.

Dipendeva da me, ora lo comprendo molto meglio di qualche anno fa, ma il bello è che io determinavo se avrei lasciato i giocattoli senza problemi, con gioia per aver giocato.

 

Un altro bambino che invece vive le sue costruzioni nel modo sbagliato vorrà da esse sempre qualcosa di più, si aspetta di essere felice e quel che prova non gli basta.

Non è soddisfatto, non gli basta giocarci, deve costruire un grattacielo, e deve essere come lui lo ha in mente.

Quando il padre gli dice che è l’ora di posare i giochi non l’accetta perché non ha ancora ottenuto quel che pretendeva, e non ha mai pienamente giocato.

Non godeva del gioco, pretendeva certi risultati ed era così preoccupato di costruire torri e castelli, da non riuscire a giocare con gioia.

Non giocando per il gusto di farlo il tempo del gioco non gli basta mai. 

Ha paura di non poter più giocare.

 

A me succedeva quando giocavo male, quando mi rendevo conto di non dare il massimo, mettevo poco impegno o magari ero semplicemente assente, anche se fisicamente ero sul campo.

Alla fine avrei voluto giocare ancora, per rifarmi della brutta partita, e non contava se avevamo vinto: io non mi ero divertito.

Così, pensando alla morte, sono certo che il solo problema sia la nostra vita: se siamo occupati a vivere intensamente, a dare il meglio con entusiasmo, a pensare a come creare ogni giorno della nostra vita ricco di gioia, non c’è spazio per la paura di morire.

Lo ripeto: se ho paura di morire è solo perché non sto vivendo pienamente.

Ma cosa vuol dire vivere?

  • Correre per arrivare primi al traguardo?
  • Costruire il grattacielo più alto?
  • Comprare l’ultimo modello di cellulare o automobile?
  • Andare in vacanza nei posti più in?
  • Essere invitati alle feste?
  • Avere molti zeri nel proprio conto in banca?
  • Ricevere il rispetto e la riverenza degli altri?
  • Ottenere onori e gloria dalle persone?
  • Pagare le bollette o il mutuo?

Tutti sappiamo che non è così che stanno le cose, eppure siamo troppo occupati a tirare avanti per vivere, abbiamo paura della vita, ecco perché temiamo la morte.

O vuoi fare la fine del criceto?

 

Ma per eliminarla, per modificare questi pensieri negativi, devi innanzitutto cambiare prospettiva.

Più fuggiamo dalla morte meno impariamo a comprendere che essa non solo fa parte della vita, ma è anche fondamentale per ricordarci qualcosa di importantissimo: non vivremo in eterno.

Non solo la morte ha la capacità di ricordarci che abbiamo un tempo limitato da impiegare nel modo migliore, ma soprattutto che se non siamo capaci di morire, ossia di lasciare andare, allora non cominciamo mai a vivere.

Significa lasciare la presa, come prima cosa, su ogni pretesa, su ogni attaccamento che ci porta sofferenza e dolore.

Qualunque sia la cosa che rifiutiamo, anche di morire, essa ci porta dolore perché nel rifiutarla noi ci opponiamo alla vita stessa.

Quando una persona muore tutto ciò che possiede lo lascia.

Dobbiamo imparare a fare a meno delle cose che spesso ci rendono schiavi, delle cose di cui pensiamo, erroneamente, di non poter fare a meno.

Significa aprire gli occhi e lasciare accadere le illusioni che ci hanno accompagnato tutta la vita, lasciar cadere le pretese che altri si comportino come vogliamo noi, che gli eventi soddisfino le nostre aspettative, che la nostra vita vada esattamente come abbiamo pianificato qualche anno prima.

Come il bambino che invece di godersi il gioco è tutto preoccupato a ottenere questo o quello, pensando che il senso del gioco sia quel traguardo, quella torre costruita in un certo modo.

Più tu vivi pretendendo certe cose, più non ti godi il viaggio ossessionato, o ossessionata, dalla meta, senza capire che il viaggio stesso è la vita.

Una vita dove essere attivi e vivere non vuol dire pretendere, ma amare, ossia saper accettare anche ciò che non ci piace e lavorare sodo, senza imposizioni, per migliorare le cose.

Liberarsi delle paure che ci impediscono di amare: temiamo di soffrire, di restare soli, di venire delusi, di provare dolore, di non essere amati, apprezzati, capiti, accettati, di venire respinti.

Dobbiamo cambiare visione e renderci conto che la nostra vita è il frutto delle nostre scelte e non di quelle altrui. Altrimenti non potremo che avere paura che tutto finisce prima di aver ottenuto tutto quello che volevamo.

Per quanto male possano farci gli altri, la felicità non dipenderà mai dalle loro azioni ma solo dalle nostre scelte, dalla nostra scelta di amare senza pretese, ovverosia in modo autentico.

Imparare a lasciare la presa, a vedere la realtà al di là di condizionamenti e schemi imposti da altri, al di là delle paure che ci attaccano, al di là delle convenienze e del nostro egoismo è la sola via per vincere la paura della morte.

Il bello è che quando sei troppo occupato, oppure occupata, a vivere, non senti più la paura di morire, non ci pensi, non ti interessa, perché vivi, e hai ben altro da fare 😉

Abbiamo solo un certo tempo a nostra disposizione e dovremmo viverlo pienamente.

 

Vivere con entusiasmo, pienamente e davvero: il segreto per diventare felici

Entusiasmo

Amore e attaccamento sono cose differenti: l’amore è libertà, infatti, apertura, accettazione della realtà (e della morte quindi), l’attaccamento rifiuta questa realtà, è puro egoismo, è pretesa, prigionia.

La paura di morire nasce quando ci attacchiamo non alla vita, ma alla sopravvivenza, quanto il quanto diventa più importante del come.

Non ha importanza quanti giri d’orologio vedremo, conta come impiegheremo questi istanti a nostra disposizione.

Se scegliamo di amare e ne facciamo il nostro modo di vivere, dieci minuti d’amore varranno quanto un’eternità.

La paura della morte è normale in coloro che non hanno imparato a vivere pienamente, in coloro che hanno fatto della loro esistenza una corsa dentro un ruota, in coloro che hanno sempre bisogno di altro tempo per fare quel che, finora, non sono riusciti a fare. 

Questo deriva dalla nostra distorta convinzione che sarà domani il momento giusto, che domani avremo il successo che meritiamo, che domani riusciremo a dare un senso alla nostra vita ottenendo questo successo o tagliando quel traguardo.

Ma se vivere significa amare, allora non è domani che avremo tutto, ma ora, se scegliamo di amare senza pretese.

Ovviamente devo capire bene cosa significa amare, ma te lo sto spiegando praticamente ogni mattina, in ogni colazione 😉

Se vivo, se amo, se ogni istante della mia vita metto al primo posto le persone, chiunque siano, e non le cose, il denaro, il dovere presunto che la società mi impone.

Se scelgo di agire secondo giustizia, ossia agendo sempre con gli altri sapendo immedesimarmi in loro, con comprensione e rispetto, facendo quindi dell’amore la mia legge, la mia regola quotidiana, allora vivo.

Non ho paura di morire se ho iniziato a vivere, perché ogni giorno in cui vivo, vivo totalmente, non a rate, non ho conti aperti con la vita che la morte mi impedisce di riscuotere.

Ho paura di morire solo se ho paura della vita, se non ho il coraggio di amare, se tengo le orecchie chiuse, se giro la testa dall’altra parte per convenienza, se dietro la scusa “io non c’entro” chiudo gli occhi di fronte al male divenendo il suo primo complice, se non scelgo di amare tutti, sempre, qualunque sia il prezzo da pagare per questa scelta.

La vita è esigente: vuole che siamo consapevoli, e temiamo di non saper accettare la realtà se non è come noi la vogliamo.

E questo vuol dire eliminare ogni pretesa, ma siamo persuasi a torto che se non esigiamo qualcosa non avremo quel che ci serve.

E se non avremo quello che ci serve, non ci divertiremo.

Vuole che amiamo, e abbiamo paura di aprirci agli altri, di dare, perché temiamo di soffrire, di stare male, di venire sfruttati, di “perdere”.

La vita vuole che osiamo con fiducia, e questo comporta dei rischi dai quali, quasi sempre, preferiamo fuggire.

E vuole che ci assumiamo la nostra responsabilità, cosa che non siamo educati e abituati a fare.

La consapevolezza comporta responsabilità, perché se vediamo la realtà e non facciamo quel che sappiamo giusto, non potremo trovare scuse, dovremo ammettere di aver scelto.

Abbiamo paura della vita perché preferiamo la sicurezza del nulla al rischio di vivere, perché è più facile chiudere occhi, orecchie e cuore.

Abbiamo paura della vita perché non siamo stati educati a vivere pienamente.

La paura si vince in un solo modo: affrontandola.

Ogni paura nasce dall’ignoranza: non conosciamo bene cosa ci spaventa, non consociamo bene come affrontarlo, non conosciamo bene le nostre infinite risorse per farlo in modo vincente.

Se apriamo gli occhi, scopriamo che le nostre paure sono spesso infondate: non solo abbiamo paure esagerate, ma sempre abbiamo le risorse per affrontarle.

Abbiamo paura della vita solo fino a quando non decidiamo di comprendere che vivere vuol dire amare, fino a quando rifiutiamo la responsabilità e il rischio di vivere.

Quando scegliamo la vita, scopriamo che le nostre paure erano infondate, quando iniziamo a rischiare scopriamo che non abbiamo nulla da perdere, quando iniziamo ad amare vediamo che non abbiamo nulla da chiedere.

Oggi è il giorno per amare, non domani o ieri. Oggi.

Oggi metti entusiasmo in quello che fai, cerca la tua strada, vivi con gioia, dai tutto ciò che sei, vivi come se fosse l’ultimo giorno, con allegria, voglia, intensità.

Concentrati sulla tua vita, sul presente, dai tutto, adesso, senza lesinare una sola goccia di entusiasmo o amore. Quello che fai, fallo come fosse la cosa più importante del mondo.

Questo vuol dire amare: dare tutto in ogni istante.

Se ogni giorno scegliamo di amare, avremo fatto tutto quello che dovevamo, e non ci sarà più paura di morire, ma solo gioia di vivere.

Una cosa sola è certa nella vita: ed è l’amore, più forte della morte, perché se crediamo nell’amore e scegliamo di amare non temeremo la morte e non moriremo mai.

Non ci sono facili scappatoie o “pillole magiche”, la paura è frutto del nostro modo di pensare e di come osservi e vivi la vita. Devi lavorarci, cambiare prospettiva, forse cambiare tutto.

Ma la strada è questa perché ogni problema è figlio di ciò che siamo in questo momento. Il tema di oggi è molto complesso, e se vuoi una mano sarò felice di rispondere ai tuoi commenti 😉


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68 Commenti

  1. Ciao
    É la prima volta che scrivo.ho 33 anni e non vivo sopravvivo ma sono terrorizzata dal suicidio.io sono una persona sofferente proprio perché vivo a metà.ho un bellissimo bimbo ma la sua nascita è stata la goccia che ha fatto traboccare il vado…La paura del suicidio.che poi è paura ho voglia di farlo?
    Tante bei libri e parole ma non nego che mi piacerebbe la bacchetta magica perché io non so vivere forse non sono stata eletta.

    • Ciao Sonia,
      fortunatamente, o sfortunatamente, le bacchette magiche non esistono.
      Da una parte hai provato a farti seguire da uno psicologo? Penso possa essere un supporto importante su questo tema.
      Dall’altro ti suggerisco di seguire i miei 25 Passi, e iniziare a vivere appieno, invece che a metà.
      Prova 🙂

  2. La mia paura è quella di non rivedere le persone a me care come adesso, io credo in dio e nella sua bontà, credo anche che sarà tutto diverso da come lo intendiamo ora… il fatto che tutto ciò mi porta a non vivere in modo sereno il presente come un paradosso voglio vivere le persone che amo ma non ci riesco perché un giorno finirà o non sarà come ora… ho come una distorsione della realtà come se stessi in un film…

  3. Salve, da tre mesi non riesco ad uscire di casa per paura che mi capiti qualcosa di brutto ed irreparabile come cuore che si ferma o aneurisma. Ho 34 anni e una paura folle di morire..sto facendo cura omeopatica da quasi due settimane ma non vedo risultati e sono profondamente scoraggiata..temo di non uscirne più

    • Ciao Mara,
      cosa è successo tre mesi fa?
      Perché non avevi questo timore anche prima?
      Devi prima di tutto capire da dove nascono i tuoi pensieri. Puoi leggere questa guida che ti spiega come interromperli, ma poi devi comprendere come nascono, altrimenti torneranno subito dopo 🙂

  4. Io non ho paura di morire anzi tutto il contrario.
    Dopo aver perso mia figlia di 14 anni sarebbe per me una gioia infinita anche non credendo ne l’aldilà non vedo il senso nel al di qua.

    • Prima che nascesse tua figlia, quindi, la tua vita non aveva senso?
      Spesso lo attribuiamo a persone che sono venute dopo di noi: non avevamo senso prima?
      Mai fare scelte in preda alla sofferenza e alle emozioni negative: vediamo tutto nero e le cose più distruttive ci sembrano positive.
      Per quanto sia poco, prova a leggere questa pagina 🙂

      • Grazie Giocomo ma io non sono Matteo che non apprezza la vita.Che io non abbia paura della morte non fa di me una aspirante suicida.La tristezza anche se non piace fa parte della mia vita .Nessuna madre accetta e si rasegna alla morte di una giovane fanciulla piena di vita e di sogni.Ci sono cose che per capirle bisogna viverle.La morte di una persona anziana è come la nave che approda sul porto quella dei giovani è una nave che naufraga.Scusate non dovevo scrivere ma comunque vi ringrazio.

        • Certo, impossibile capire davvero e fino in fondo ciò che non abbiamo vissuto.
          Se non trovo senso in qualcosa, però, come potrò apprezzarla davvero oggi?
          Anche i naufragi sono parte della vita. Il punto centrale è sempre il senso che troviamo nel viaggio, negli approdi, nei naufragi.
          Se manca questo, sarà sempre e solo dolore.

  5. Ciao Giacomo, ho 20 anni e soffro d’ansia, di attacchi di panico che ora piano piano sto imparando a gestire. Tutto ciò è iniziato quando avevo 6 anni, ho iniziato con gli attacchi di panico, con il svegliarmi la notte che sudavo freddo, con l’avere paura che il cuoricino si potesse fermare e li è iniziata la mia paura di morire. A 6 anni i miei si sono separati, per fortuna, perché mio padre era molto violento con mamma e lo è stato anche con me, anche se di meno. Tutt’ora ci vado poco d’accordo e ringrazio di avere un fratello maggiore che mi faccia da figura maschile. Sono attaccatissima a mia mamma, ma ogni tanto mi manca la figura di un padre, ciò che mio padre non ha mai fatto. Per questo faccio fatica a fidarmi di tutti, soprattutto dei maschi per paura di soffrire, di stare male.. e non vorrei che il mio matrimonio andasse a finire come quello dei miei genitori, perché so cosa si prova e non vorrei far soffrire i miei figli. Ritornando alla paura, essa si presenta soprattutto la notte quando devo andare a dormire, con la paura di non svegliarmi più, con la paura che il cuore si ferma.. faccio tanta fatica ad addormentarmi e ora mi sono stufata di stare male, di non riuscire a dormire ecc… voglio non avere più questa paura che da tanti anni mi tormenta. P.S: mia mamma mi ha fatto fare tutte le visite per farmi capire che sto bene, perché sono anche ipocondriaca.. ma la paura persiste.. sono stata seguita da abbastanza anni dalla psicologa che mi ha aiutata moltissimo, però con l’inizio delle superiori sono tornata punto a capo..
    Spero mi risponderai, le auguro una buona giornata. Ciao Giacomo, cordiali saluti!!

    • Ciao Sara,
      penso che il passo più importante sia liberarti dalla paura. Non di morire, dalla paura in generale 🙂
      Perché temi di soffrire? Perché continui a credere che qualcosa o qualcuno possa provocarti sofferenza.
      Non è vero. Niente e nessuno può renderti felice e farti soffrire.
      Questo è, secondo me, il primo passo se vuoi trasformare davvero le cose e cancellare la paura.
      Hai dato un’occhiata alla mia Scuola? Ti insegno proprio come fare questo 🙂

    • Ciao Giacomo,
      Roberto 37, più o meno stesso problema di Sara e dalla stessa età. Fatica ad addormentarmi per gli stessi motivi, ma anche più in generale il concetto di esistere. Ho perso mia madre a 15 anni, la sofferenza, più grande che abbia mai provato, e dopo 2 settimane di malessere fisico, vomito continuo, sono diventato immune alle perdite. Gli attacchi di panico non mi prendono solo pensando alle vicissitudini giornaliere presenti in tutti i tg ed al pensiero di morte, ma anche arrivando a pensare alla complessità del corpo umano, dell’universo insomma a quelle cose inspiegabili ed incomprensibili dall’uomo, se non per un atto di fede (intesa anche scientifica). Durante questi attacchi mi sento come un topo in trappola che cerca di arrampicarsi sugli specchi per scappare. Attendo vivamente un tuo commento
      Ti ringrazio anticipatamente

      • Ciao Roberto,
        “immune” alle perdite fa rima con distaccato, freddo, indifferente?
        O consapevole?
        Se mi distacco per non soffrire, sta vincendo la paura, e questa porta solo altre emozioni negative e toglie senso a qualsiasi cosa tu faccia.
        Stare dentro una casa blindata da un senso di protezione, ma che vita è prigioniero dentro quella scatola?
        Per uscire, devi rischiare. Ma devi prima capire che non c’è niente, in realtà, che possa farti soffrire.
        Parti dalle emozioni: leggi questa pagina, poi ti invito a iscriverti alla mia Scuola per iniziare a cambiare visione della vita 🙂

  6. Buongiorno mi trovo in un periodo buio in cui la paura della morte mi blocca ….ogni volta che vivo un periodo sereno arriva a ricordarmi che non durerà per sempre e che arriverà una punizione a portarmi via tutto ….perché tutto è già scritto

  7. Ciao,
    ho 25 anni non so se la mia paura rientra nella paura di morire.
    Comunque di fatto io ho paura di sentirmi male, soprattutto appeno esco fuori casa.
    Penso che potrei avere qualche malessere fisico grave come un ictus o un infarto o magari un tumore che non so di avere.
    Dopo poco di solito inizio a sentirmi debole, come se divessi svenire, mi si informicolano gli arti e ho oppressione al petto nel respirare. Questi sintomi mi fanno pensare ogni secondo che potrei morire. E arrivo anche a convincermi a tal punto che a volte vorrei andare al pronto soccorso perché sono convinta ci debba essere una spiegazione fisica anche se in qst anni non è stata trovata. Non credo che la testa mi possa dare qst sintomi fisici. Perché qst sintomi sono reali. Sono disperata nn so cm fare.

      • Può succedere che a volte mi senta male anche a casa, ma è molto molto più raro, mi prende molto di più quando sono fuori, quando arrivo a casa già sto meglio. Di solito se mi viene a casa è perché sto leggendo su varii forum i sintomi che ho e dopo tre minuti di lettura mi sento addosso tutti i mali del mondo

        • Da quel che hai scritto prima mi sembra che tu abbia fatto test e controlli medici e non risulti nulla.
          Se a casa non stai male come fuori, non pensi che sia strano per essere una malattia?
          La mente credo possa fare cose incredibili davvero, leggi questa pagina.
          Considera però che sembrano attacchi di panico o fobie, e non è un ambito su cui sono in grado di aiutarti.
          hai parlato con uno psicoterapeuta? Credo sia la persona giusta 🙂

    • Ciao Samanta quelli che descrivi sono attacchi di panico, senza dubbio. Non c’è necessariamente bisogno di psicoterapia. Io avevo attacchi simili ai tuoi; non avevo voglia di fare anni di psicoterapia e ho risolto con qualche seduta di biofeedback. Attenta a non cadere nella dipendenza da farmaci, che poi ad un problema ne aggiungi un altro. Reagisci, non subirla!

  8. Ciao, anche io ho paura della morte ultimamente …..dopo la morte di un mio caro amico in un incidente , sto davvero male …ho attacchi d panico e ansia e in certi momenti sono convinta d morire o che mi accadrà qualcosa etc ….puoi darmi un consiglio ? Grazie Anna

    • Ciao Anna,
      per affrontare gli attacchi di panico ti consiglio di parlarne con uno psicologo o un terapeuta: sono le figure giuste a cui chiedere aiuto in questo caso.
      Io ti consiglio di lavorare dentro di te. Devi diventare più forte dei pensieri negativi. la paura più la nutri con pensieri negativi, più diventa grande e forte e poi diventa sempre più difficile eliminarla.
      Ti consiglio sia di leggere questa guida, per gestire subito i momenti peggiori, sia di iscriverti al mio corso per diventare felici perché è un processo di cambiamento che ti può portare a non avere paura, e richiede impegno, un po’ di tempo e magari una guida che il corso può darti 🙂

  9. Ciao, ho 17 anni e purtroppo dall’inizio di quest’anno penso alla morte, mi spaventa. Ne ho parlato con amici, genitori, fratello e a breve ho pure un appuntamento con la psicologa della scuola. Siccome devo aspettare quasi un mese ho difficoltà a trascorrere le mie giornate. A momenti il pensiero della morte mi porta a togliere un senso a qualsiasi cosa, come se il mio unico scopo fosse crescere, invecchiare e morire. Inoltre il momento della giornata in cui penso di più a queste cose è da metà mattina fino a pomeriggio. La sera è come se tutte le paure andassero via. Non voglio rovinare la mia adolescenza, gli anni più spensierati.

    • Ciao Arianna,
      prima di tutto smetterei di parlarne in continuazione. Così alimenti questi pensieri e lasci che domini la tua vita catturando la tua attenzione.
      Inizia invece ad andare nella direzione opposta: vivi pienamente, con gioia. Leggiti questa pagina e poi questa guida.
      E un’altra cosa: e chi lo dice che gli anni più spensierati sono quelli dell’adolescenza? Io ti assicuro che puoi essere spensierata per tutta la vita. Se ti interessa, inizia a seguire il mio corso per diventare felici 😉

      • Ho letto entrambe le pagine e già ora mi sento benissimo, leggera e in un lampo mi sono resa conto delle cose belle che in questi giorni mi stavo perdendo. Mi fa davvero piacere essere arrivata in queto blog e averti “conosciuto”. Ti auguro di aiutare tante altre persone così come hai fatto con me. Penso che non mi dimenticherò mai di quanto sia bella, preziosa e piena di gioie la vita, nonostante i problemi, quelli posso sempre superarli. E che essere spaventata della morte è come preoccuparsi di una cosa che non sappiamo davvero come sarà realmente.

  10. vero. sai io ho una paura matta ddella morte, anche perche’ faccio l’infermiere e soffro di iatrofobia cioe’ io lavoro con un medico ma quando lo vedo ho paura e mi dico perche’ sono da costui. sono malato forse? e pensare che da piccolo quando vedevo un ospedale era ripugnante per me, fuggivo dall’altra parte perche’ mi hanno fatto sempre paura le malattie e la morte.
    ho fatto l’infermiere peer ragioni di lavoro perche’ qui al sud non c’e’ lavoro e se vuoi uno stipendio devi fare tutto quello che ti capita, l’unica possibilita’ era quella di fare l’nfermiere ho abbracciato la croce, e adesso che ho 56 anni stro avvertendo il peso della sofferenza a sentire tutti i giorni di argomenti che sono quelli delle malattie ecc. ecc. mi sai dare una spiegaszione di tutto questo? secondo te dovrei cambiare lavoro? e poi a 56 anni che lavoro vado a fare?
    puo’ darsi che hai ragione tu che dici che se non viviamo completamente non ci liberiamo mai della paura della morte…….

    • Ciao Dody,
      di sicuro se pensa, se senti di non vivere pienamente, penso che questa sia la prima cosa su cui lavorare.
      Qualsiasi decisione, presa per paura, per sofferenza, rischia di essere sbagliata.
      E sul modo in cui vivi incide anche il fatto di dedicare tanto tempo a qualcosa che non è il “tuo sogno”, la tua passione. Cosa fai a 56 anni?
      Intanto leggi questa pagina e poi inizia a seguire il mio Corso per diventare felici 😉

  11. La paura della morte non può assolutamente essere correlata ad un modo ” standard” di vivere ossia quello della vita vissuta a pieno e intensamente. Il termine è insignificante e generico e non esorcizza la paura di morire e di soffrire nel farlo. Quando le persone soffrono sono ancora VIVE per dircelo e non credo che le cose siano esattamente distinte come le descrivi tu. Nel mio caso mi sarei dovuto suicidare da molti anni , visto che non fanno che ripetermi che se non mi sposo se non faccio vita sociale se non vivo secondo appunto i dettami di altri morirò solo e infelice. Ho imparato a tapparmi le orecchie per non avere paura di morire perche , come vedi, spesso la paura di morire te la fornisce la vita stessa con tutte le sue schifezze che contiene e non nasce sempre da dentro di noi … Saluti ..

    • Ciao Umberto,
      le “schifezze” di cui parli non vengono dalla vita, ma dalla cultura in cui viviamo magari, dagli altri e dalle loro paure o dai loro schemi.
      Vivere non significa respirare, sarebbe troppo banale 😉

      • Se con respirare intendi più o meno quello dicevo del mio stile di vita senza vita sociale ne coniugale beh si è vero , posso dire che più che altro respiro anzi vivere. Le mie ragioni di vita sono appunto racchiuse in questo mio modo di respirare con tutte le passioni connesse soltanto a questo stile di vita. Il mio problema è che ogni passione se condivisa e portata all’esterno immediatamente cessa di appassionarmi scusando il gioco di parole, se a questo aggiungiamo una mia inettitudine generale beh davvero ho poco altro da aggiungere. Eppure come paradosso dei paradossi ad una persona normale (e ti garantisco che mi è stato detto anche questo) verrebbe spontaneo dirmi anche io potrei essere l’ultima persona sulla terra che ha paura di morire in quanto di fatto , non vivo secondo uno stile di vita medio.

  12. Ciao…. mi capita molto spesso di pensare alla morte e a quello che succederà dopo….
    Ho paura di lasciare questa vita ,e da qui inizio a pensare a cosa mi aspetta dopo la morte , a un tempo infinito… Paura dell’ignoto e anche del tempo che scorre più veloce ogni secondo… Ti scrivo perché non trovo rimedio a questi miei timori che aumentano sempre di più!

    • Ciao Maria,
      mi piace molto un concetto che Buscaglia scrive spesso nei suoi libri: temono la morte coloro che non vivono la vita.
      Io dico che tu devi essere presente, pensare a vivere, concentrarti su quello che hai oggi e non su cosa verrà domani.
      Purtroppo viviamo in una cultura pessima sotto questo punto di vista: la morte è una parte della vita, tocca a tutti e non è niente di orrendo. Però verrà al suo momento, fino ad allora dobbiamo vivere, pienamente, con gioia, altrimenti sì che alla fine sarà disastroso abbandonare qualcosa che non abbiamo mai vissuto per davvero.
      Leggi questa storia, e poi iscriviti al mio corso per diventare felici 🙂

      • Grazie mille per i tuoi consigli ,cercherò di seguirli.La storia che mi ha proposto é davvero bella e mi iscriverò sicuramente al corso…Ciao

  13. Ciao io in quello che ho letto mi rivedo molto nel bambino che non è mai contento e pretende sempre di fare chissá quale castello e sono daccordo con quello che ho letto però secondo me è anche una questione che certi tipi di carattere (tipo il mio)che abbiamo fin dalla nascita nonostante gli sforzi non ci permettono di imparare a non pretendere e ad amare veramente la vita.spero di essermi spiegato voi che ne pensate? Ciao grazie

  14. Ciao. Il mio problema in fatto di ‘paura della morte ‘è un po’ complicato. Sono una ragazza di quasi 16 anni e sono letteralmente ossessionata da questa paura. Lo sono praticamente da sempre, ho sempre avuto questo terrore. Il problema è che io a volte credo che qualcosa dopo la morte ci sia e altre invece no. Quei momenti in cui ci credo, invece di avere paura della morte, ho paura di quello che c’è dopo, ho paura di una vita infinita che secondo me è un tempo così spaventosamente lungo che io non voglio affrontare. È una cosa molto contraddittoria perché io ho paura di morire e voglio vivere, ma allo stesso tempo non voglio avere una vita infinita. Non voglio nemmeno parlarne a qualcuno perché ho sempre visto tutta questa gente a cui non importa nulla della morte e mi sento strana, pazza, ad avere questa paura. Mi sento ridicola. Non so cosa fare

    • Ciao Madalina,
      e chi ti dice che dopo la morte ti aspetti una vita infinita?
      E soprattutto, che te ne importa? Molto probabilmente non la vivrai per come lo intendi e non ne sarai affatto consapevole.
      Se tu ti preoccupi di qualcosa, soprattutto se fuori dal tuo controllo, la paura è inevitabile.
      Vuoi un consiglio? Leggi questa pagina e poi occupai a vivere, pienamente. La morte usala come promemoria del fatto che non hai, questo è certo, l’eternità a disposizione e usa bene il tuo tempo 🙂

  15. Salve, sono nuovo di qui.
    Ti racconterò in breve ciò che è successo anche se magari risulterà lungo da leggere. (Scusa)
    Da poco ho il foglio rosa (4novembre).
    Il giorno in cui ricevetti il foglio rosa.. Decisi di andare subito a fare un giro (premetto che da fine marzo/inizio aprile.. Ho sempre guidato, sino al 3 di novembre senza foglio rosa (ovviamente dove potevo!).
    Lo chiesi subito a mio padre, prima ovviamente di uscire.. E il modo in cui mi guardò e mi rispose.. Mi creo subito ansia (anche se non lo fece apposta ed era un “stai attento” innoquo).
    Passarano i giorni.. E questa ansia c’era.. Ma in piccolissima parte. La collegavo più al fatto che comunque era una esperienza nuova.. E che quindi col tempo e l’esperienza.. Sarebbe passata.
    Passarono pochi giorni.. 3/4 mi pare, e un giorno mi imbatti in un video.
    Stavo su youtube.. E non so per quale motivo.. Scrissi “l’aldilà non esiste” e feci “click” su un video che mi sembrava il più “soddisfacente”.
    Quando sentii determinate cose.. Tipo che era tutta una finzione.. E che l’amore ecc erano solo cose chimiche… Mi presi malissimo.
    Sentii come un brivido per tutto il corpo, brivido di terrore.
    Iniziai a farmi le paranoie.. Sia sulla morte che sulla vita stessa.
    Inizia a “fissarmi” su questo argomento.
    Il giorno sucessivo.. Si aggiunge pure la fobia del tempo che passava, i secondi, minuti ecc passavano veloccissimi.
    Mi sembrava che non avessi manco il tempo di guardare che ore erano.. Che passavano velocissime (pochissime volte tutt’ora a distanza di quasi 2 settimane).
    Convivo con questa paura 24h su 24, da quasi appunto 2 settimane. Non riesco a prendere sonno.. E quando mi sveglio.. Mi sveglio fin da subito con l’ansia.
    Decisi allora di fare un paio di giorni senza internet, così da non potere toccare di nuovo l’argomento.. Quindi magari “dimenticarlo”.
    Nulla, lo stesso… Fissavo il vuoto e pensavo. Guardavo la tv e pensavo.
    Parlavo di tutt’altro con amici e parenti.. E nulla.
    Ci tengo a precisare che non è legata alla moto! E al foglio rosa eh.. Diciamo che è iniziata da lì ma poi col susseguirsi di vari pensieri negativi.. Si è “trasformata” e concentrata su altro.
    Bene, dicevo.. Qualsiasi cosa io facessi… Avevo questa ansia/depressione.
    Ne parlai per circa 2 ore e mezza con la mia ragazza.. Cosí giusto sia per sfogarmi.. Che per ricevere pareri.
    Poi sussesiguamente ne parlai pure con i miei genitori. Morale? Non cambiò assolutamente nulla.
    Inizia a concentrarmi su altro ma nulla.. Anzi peggiorava.
    Ad ogni modo.. Le dirò, mi sta cambiando modo di vivere, non nel senso positivo.. Ma logicamente negativo! Sto creando negatività (secodo me) attorno a me, tra amici, ragazza e famigliari e ciò mi turba e mi crea dispiacere.
    Ad ogni modo, sono consapevole di aver paura della morte e del dopo.
    Mi fa paura il pensiero di crescere.. Per il semplice fatto che sono consapevole di perdere e lasciare al passato.. Cose che sto vivendo solo ora e che non riesco a vivere.
    Ho paura di invecchiare e perdere la mia ragazza attuale o futura.. Mi spaventa perdere i miei legami con mio padre e madre.
    Sono un ragazzo di quasi 17 anni.. E pensare a queste cose in questo modo.. Non penso mi faccia bene, mi sto chiudendo letteralmente in me stesso. Vedo l’essere umano.. Solo come una macchina che sta in piedi solo agli organi.. E nel mio pensiero non c’è posto per l’anima (sono tra il non credere e il credere).
    Spero tu possa darmi un consiglio, grazie e scusa per il disturbo e per il poema.
    Ah si.. E mi fa paura pensare a tutti quei riti lì e le cose cje succederanno quando morirò.

    • Ciao Davide,
      se guardi anche i funerali di Jacopo Fo o Veronesi, ti rendi conto che non sono obbligatori “quei riti”. Ognuno li dispone come preferisce.
      Ma penso che tu abbia tempo per organizzarti 😀
      Leggi questa pagina. Siamo solo chimica? L’amore è solo chimica? Io dico di no. Leggiti anche questa e questa, spero ti possano ispirare 🙂

    • Bella guida. Personalmente trovo un pò di conforto dalla tanatofobia (paura della morte appunto) con la spiritualità. Pensa che da ateo terrorizzato dalla mia mortalità mi approcciai alla religione con un disperato scetticismo, consapevole fossero solo balle e favolette… e invece… approfondendo vari temi e leggendo moltissimo mi è addirittura venuto il beneficio del dubbio che qualcosa possa effettivamente esserci, e non avrei MAI immaginaro di dirlo prima. Almeno ogni tanto ci sorprendiamo in positivo…

        • Ti ringrazio tantissimo. Illuminante, una bellissima guida.

          Concordo su tutto, è stato anche il mio approccio alla questione religiosa, che ti dirò, non allevia più di tanto il discorso della morte, ma quello della solitudine, del sentirsi un nulla solo di passaggio, ti da un pochino di importanza. Ovvio poi quella devi accrescerla anche tu con altre cose, ma è cosi. Ti ringrazio ancora.

  16. Salve.. io sono una che ha paura della morte.. penso di avere una malattia grave e tutto questo viene risentito a livello fisico perche ho tutti i dolori di questo mondo!! Non c la faccio piu

    • Ciao Eleonora,
      per prima cosa, se “pensi” di avere una malattia grave mi accerterei che sia così.
      Parla con il tuo medico e verifica la cosa.
      Inoltre considera che la paura non è mai fuori, nelle cose, nelle malattie, ma sempre dentro di noi, nel modo in cui viviamo ogni cosa e in cui pensiamo. Leggi questa pagina e poi questa, sono fondamentali 🙂

  17. Ho letto anche questa lezione Sante Parole!!!!ma perché è difficile accettare la morte, e quindi il “Distacco”da un genitore?

    • Secondo me è una cosa soggettiva, ma in generale potrebbe essere che viviamo senza considerare che la morte fa parte della vita.
      Se scopri che una persona cara ha solo sei mesi di vita, al momento della morte è meno doloroso, di solito, un po’ come se hai avuto il tempo di “fartene una ragione”.
      Forse una consapevolezza maggiore della vita, del tempo e della morte, non come “mostro”, ma come evento naturale, ci aiuterebbe a vivere tutto con maggiore equilibrio 🙂

  18. Ciao….io scrivo perchè invece è da un pò di mesi che ho una paura di morte imminente, che possa succedere da un momento all’altro, come se fosse un presentimento, e che mi blocca nell’andare avanti. Avevamo col mio ragazzo pensato di andare a convivere ma questo pensiero mi blocca davvero in tutto. Ho avuto tre lutti in famiglia tra fine e inizio anno e tutto è cominciato da lì….però in questi ultimi mesi questo pensiero è diventato quotidiano e vorrei capire come rimuoverlo e ritornare a vivere serenamente. Grazie se potrai rispondermi.

    • Ciao Stefania,
      se leggi questo messaggio è evidente che, per quanto imminente la paura, non si è verificata.
      Il punto è che spesso le paure che temiamo non si realizzano concretamente, non quando pensiamo noi. Il punto è imparare a gestire i tuoi pensieri per non lasciare che dominino la tua mente e ti paralizzino.
      Leggi questa guida, che è il punto di partenza, ma poi ti suggerisco di iscriverti al mio Corso gratuito per risolvere il problema dalla radice 🙂

  19. Ciao..penso che in questo momento questo articolo sia di grandissimo aiuto..
    Stavo iniziando a pensare di essere l unico cretino che pensa queste follie sulla morte,su quello che c’è dopo, la paura di quello che può accadere dopo la vita…ho una paura enorme di andare avanti..cioè come se una persona qualunque viene da me e mi chiede “come ti vedi tra 10 anni”
    Io nn mi vedo..forse non so cosa sto facendo della mia vita, non ho un punto di riferimento sul futuro e questo quello che mi spaventa che mi porta a questi pensieri negativi sulla morte? Sulla vita?

  20. Porgo un’altra domanda… qual è il destino dell’universo secondo voi? Perché siamo capitati adesso? Credete in un destino?

    • Ciao Chiara,
      personalmente credo in Dio. Credo che ognuno abbia una propria strada, ma che ognuno sia libero di scegliere se e come seguirla, se e come lasciarla perdere.
      la domanda “perché qui e proprio adesso?” non mi piace, credo sia poco utile. Che importerebbe? Io me ne faccio una diversa: come posso sfruttare questa opportunità meravigliosa nel modo migliore? 🙂

  21. Ho paura della morte e di quello che ci sarà dopo e ultimamente questo pensiero mi accompagna tutti i giorni, nonostante sia un periodo felice. Mi sento triste e faccio fatica ad accettare che tutto questo un giorno finirà.. come posso fare a vivere bene sapendo che prima o poi ci sarà il nulla? Aiutami

    • Devi dare un senso a quel nulla, e un senso a quello che oggi vivi.
      Leggiti questa pagina, poi questa.
      Sono due storie, ma poi iscriviti al mio Corso gratuito perché la felicità e il senso della vita non si trovano sotto i sassi, e ci vuole anche un processo interiore che voglio aiutarti a fare 🙂

  22. e se la paura della morte fosse legata a persone esterne, se si avesse paura non della morte come concetto, ma di frequentare ad esempio posti che si reputano, soggetti alle nostre ansie, “pericolosi” o possibili scenari di tragedie… ?
    un qualcosa che insomma non dipende da noi, ma che temiamo più di tutto.

  23. Ciao Giacomo!Complimenti!Sarai abituato a sentirteli fare ma io credo davvero che i tuoi articoli siano interessantissimi e soprattutto vadano proprio a rispondere ad ogni sorta di dubbio che si viene a creare nella mente!Hai perfettamente ragione a dire che
    vivere intensamente ci allontana dai pensieri negativi riguardo la morte!il problema è che a me certi pensieri salgono proprio di notte quando sto per addormentarmi…e più son felice più ho paura di perdere tutto ciò che ho…la mia famiglia…tutto l’amore che io provo ora mi chiedo:ma può davvero morire tutto così?l’amore che si prova per un figlio…si l’amore!tutto gira
    intorno a questo!da qui inizio a dire a me stessa che ho
    paura..paura che se esistesse un principio e fosse
    qualcosa di infinito…qualcosa che dura per sempre come può non stancare?e se non ci fosse rimedio per porre fine
    a tutto questo!ma peggio ancora la paura del nulla!come
    riuscire ad accettare la morte se non si crede che tutto
    continua…a prescindere da qualsiasi credo!io voglio poter continuare ad amare i miei cari sempre…ecco…non posso
    aver paura della morte dal momento che non vi e’alcuna
    soluzione!si ha paura di cose che possiamo evitare non di
    cose che dovranno capitarci sicuramente!quindi forse
    potrei dire che il pensiero della morte non dovrebbe farmi
    paura…magari solo la sofferenza…ma il pensiero della morte mi rende profondamente triste…e forse non troverò
    mai una soluzione a questo pensiero che cerco di scacciare costantementedalla mia testa!nessuno di noi sa cosa ci aspetta…ed è l’incognita a farmi paura!Comunque grazie Giacomo per condividere con estrema chiarezza e positivita’ con noi soluzioni brillanti ai pensieri
    piu’profondi!un caro saluto!S.

      • Grazie di cuore Giacomo!Ho letto le pagine che mi hai indicato e sono piene di spunti e riflessioni!sento che devo ancora maturare molto sotto il profilo spirituale!ho ancora convinzioni errate dalle quali è difficile separarsi…il mio modo di esprimere l’amore!dare senza pretendere di ricevere…non farsi condizionare dalle scelte altrui!Da oggi voglio guardare avanti e provare a vivere per amare con serenità e gioia!Voglio davvero essere felice e non attribuire la mia felicità ad un tesoro che so non durerà in eterno!Fondamentalmente come fai notare tu è questo che crea disturbi alla mente!La morte non si può evitare e l ‘aldilà è un mistero!ho letto anche le tue tesine riguardo la religione…forse è proprio questo ciò di cui ho bisogno…credere…credere che l’amore continuerà sempre…anche dopo la morte del corpo!scusami se mi sono dilungata…ora non mi resta che augurare a me stessa e a chi come me teme la fine, come perdita dell’amore,di riuscire a maturare ed accettare la morte senza pensieri negativi!La vita va avanti…e noi la possiamo vivere intensamente solo donando il meglio di noi stessi senza paure!cercherò di focalizzarmi solo su questo! E spero tanto di superare questo scoglio!Grazie di cuore Giacomo per la condivisione!

    • Ciao Luca,
      desidero qualcosa di cui ho paura… un contrasto che forse dice che la morte la desideri perché non sei felice?
      Io dico che la morte è una fuga, mentre è più coraggioso affrontare e risolvere i problemi.
      Se pensi che la tua vita faccia schifo, ho scritto una guida su questo, e spero ti sia utile 😉

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