Imparare a perdonare: perché non ci riuscivo con la mia amica

Indipendenza Emotiva

Imparare a perdonare è difficile?

Quando andavo all’Università avevo un’amica, una collega di corso.
Non faceva una vita troppo ordinata e mi ricordo un episodio in particolare.

Aveva passato una brutta notte, era un periodo in cui stava male per una relazione, così la portai a casa mia, la feci dormire nel mio letto, le preparai colazione e pranzo.
Insomma, l’aiutai al massimo per superare quel momento delicato.
E lo superò.

Qualche settimana più tardi organizzai la festa per la mia laurea: poche persone per condividere quel traguardo, ma lei mi disse che non sarebbe venuta perché aveva un impegno.

Rimasi molto deluso, tanto da scrivere, tempo dopo, una poesia su questo evento.
Mi ci volle del tempo per perdonarla e solo qualche giorno fa mi sono reso conto del motivo.

 

Imparare a perdonare è facile se ami quella persona

Imparare a perdonare

Infatti mi chiedevo: “Per quale motivo è così difficile perdonare chi ci tratta male?“.
E ripensando a questo episodio, ho trovato una risposta che penso sia corretta.

Perdonare significa amare.
Non puoi scindere le due cose: se perdoni, ami, se ami, perdoni.

Ora, se io amavo questa mia amica, come mai non riuscivo a perdonarla?
Semplice: io non l’amavo.

L’avevo aiutata, ero stato gentile e sempre disponibile.
Ma non l’amavo.

Ed è stato chiaro quando mi sono sentito ferito dalla sua assenza alla mia festa.
Delusione, rabbia, dolore, sono tutti sintomi del fatto che io pretendevo che ci fosse.

Pretendevo che, siccome l’avevo aiutata e sostenuta, lei avrebbe dato la giusta importanza alle mie azioni, alla mia disponibilità, alla mia “amicizia”.
Pretendevo che ricambiasse.

E quando ami chiedendo di ricevere amore, non stai amando davvero.
Non ci sono scuse: non è amore.

Ecco perché per me era difficile perdonare.
Perdonarla significava amarla e io non l’avevo mai amata.

Possiamo aiutare, essere disponibili, affezionarci, voler bene a qualcuno, addirittura non poter vivere senza una persona, eppure tutto questo non significa affatto che la amiamo.

Il vero motivo per cui ci viene così difficile perdonare, è che non amiamo le persone.

Scambiamo le nostre attenzione con le loro, pretendiamo il loro “amore” in cambio del nostro, e questo baratto non ha nulla a che vedere con l’amore vero, profondo, sincero, che include il perdono.

Invece di chiedermi come mai faticassi a perdonarla, sarebbe stato più corretto chiedermi come mai facevo così fatica ad amarla, amarla davvero, per la prima volta.

E questo è il problema: fare qualcosa che non siamo abituati a fare.
Il perdono è legato al giudizio.
Prima ti giudico, o giudico cosa fai (ma è quasi la stessa cosa), poi ti condanno perché hai sbagliato.

Il perdono è amore.
Amare significa comprendere, che è il contrario di giudicare.
Perdonare è difficile se giudichiamo gli altri e li condanniamo (nella nostra mente spesso) per i loro errori.

Perdonare e giudicare sono cose opposte.

Se giudichi qualcuno è difficile perdonarlo.
Non per quello che ha fatto, ma perché tu giudichi e vai nella direzione opposta dell’amore.

In questi anni sono arrivato al punto di non giudicare più le persone o i loro comportamenti.
E ho scoperto che per me perdonare è facile.
Naturale direi.

Il motivo non è legato a qualcosa che faccio di speciale per perdonare.
Il motivo è che da quando ho scelto di vivere con amore, ho smesso di giudicare.

E da quando non giudico più le persone o le loro azioni, le amo.
E non scelgo di perdonare, semplicemente, non giudicandole, continuo ad amarle.

Il perdono è difficile finché la paura prevale sull’amore.

Quando invece scegli di amare, di capire e non giudicare, allora non hai più nemmeno bisogno di perdonare gli altri: semplicemente non li giudichi e quindi continui ad amarli.

E questo, ci tengo a sottolinearlo, è il modo in cui puoi difenderti e proteggerti dai loro errori e dalle loro paure nel modo più sicuro, chiaro, efficace e sano che esista.

Sembra un controsenso, ma funziona così.
Se ti darai modo di sperimentarlo, lo vedrai con i tuoi occhi.


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Chi ha scritto questa pagina:

Giacomo Papasidero

Mental Coach dal 2010, mi occupo di felicità ed emozioni da oltre 10 anni. Il mio obiettivo è insegnare che ognuno di noi può diventare più forte di qualsiasi problema. Questo per me significa diventare felici. Anche se ho tenuto un seminario all'Università di Parma e sono stato ospite a SKyTg24, la cosa di cui vado più fiero è la Scuola di Indipendenza Emotiva che ho avviato nel 2018, perché è un percorso chiaro, graduale e concreto che sta rivoluzionando la vita di tante persone.

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Rossana
Ospite
Rossana
6 mesi fa

Ciao Giacomo, che bella newsletter. Anche grazie a te ho imparato in questi anni(e L ho messo in pratica: nessuno dice che sia facile, tu per primo. A volte è molto più difficile) che l’amore è comprensione. Sempre grazie a te sono riuscita ad individuare l’”equivoco” di fondo (insito nella nostra cultura): equivochiamo l’amore con la ns paura ed i ns bisogni. La nostra paura ha però delle ragioni specifiche, ed il bello è che anche quella va amata e compresa, non giudicata e metabolizzata “passivamente”: solo così si può superare. Anche se derivasse dal peggiore dei traumi infantili, lo si può fare!).
Tutto poi verrà di conseguenza! Ma forse, il corollario più “utile” che ho imparato(sempre grazie al tuo lavoro!) è che le relazioni(d amore, d amicizia Etc) non possono prescindere dall’amore e dalla comprensione. Una persona che sa cosa è L amore e non ha paura, non si infilerà più in una relazione difficile dove ci si insegue e ci si affanna per soddisfare i propri bisogni. Né cercherà di inseguire qualcuno che semplicemente non vuole relazionarsi(magari anteponendo i propri bisogni e paure): lo comprenderà e lo lascerà “andare”, lo farà con Amore!

PAOLA
PAOLA
3 mesi fa

Ciao Giacomo, la pretesa che gli altri facciano cosa ci aspettiamo è molto legata alla parte infantile che c’è in noi, non credi? Spesso è difficile rispettare gli altri e non criticare perchè non abbiamo ancora abbandonato il ruolo di figlio nei confronto degli altri e quindi ci aspettiamo amore incondizionato da tutti ma non sappiamo amare. E’ difficile amare gli altri quando si pensa che tutto debba girare intorno a noi, per far star bene noi…
Penso che l’amore di un bambino non è incondizionato ma è legato dal bisogno dell’adulto e così anche per chi non crescerà mai

PAOLA
PAOLA
3 mesi fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Appunto, finché non ci assumiamo la responsabilità totale della nostra vita la lasceremo a qualcun altro, tipo genitori, compagni, amici rendendo ogni rapporto un rapporto di dipendenza. C’è una sola possibilità che un rapporto interpersonale di questo tipo regga, quando l’interfaccia è convinta (per cultura, per esempio) che una persona debba essere propriètà di una altra.

Anto
Anto
6 mesi fa

Ciao Giacomo, è sempre molto bello quello che dici e ti ringrazio per il fatto di condividerlo in maniera così chiara. Volevo solo fare una riflessione. A volte è difficile amare chi ci fa del male o fa del male in generale, non perché prevale il giudizio, ma piuttosto il senso di ingiustizia, il rammarico che una cosa palesemente sbagliata non venga riconosciuta come tale e, qualora fosse possibile, risanata. Grazie

Monica
Ospite
Monica
6 mesi fa

Appena avrò una mia indipendenza economica mi iscriverò sicuramente. Appena inizio a lavorare ??✌️?

Barbara
Barbara
6 mesi fa

Grazie al cammino che sto facendo con te e con le tue colleghe perdonare per me ora è molto facile; meno non giudicare, in questo
periodo di quarantena forzata, in cui tutti dobbiamo cercare di uscire il meno possibile , una mia amica esce ogni giorno; più volte le ho detto che questo suo comportamento , e’ dannoso per tutti; mi ha risposto che lei a casa non ci resta neppure se le sparano… ecco io la giudico egoista ed ignorante …

Serena Sironi
Coach
Serena Sironi
6 mesi fa
In risposta a  Barbara

Dici che perdonare è molto facile, ma come può esserci perdono e, allo stesso tempo, giudizio?
E ti chiedo, a cosa ti serve giudicare? Cosa ci guadagni?

Barbara
Barbara
6 mesi fa
In risposta a  Serena Sironi

Giudicando non ci guadagno nulla, ma vorrei che la gente capisse che uscendo il male lo fanno alla comunità ; mia mamma(85 anni) e mia zia (82 anni) sono chiuse in casa dai primi di marzo ; siamo noi a portare la spesa , buttare la spazzatura , come loro ci sono molte altre persone che dovranno stare ancora per tanto tempo a casa ; questo perché ??? Perché ci sono persone che non rispettano le regole, non dettate da me ma dal governo .

Serena Sironi
Coach
Serena Sironi
6 mesi fa
In risposta a  Barbara

Megumi, mi ha aiutato nella risposta che condivido.
Ti dico anche che, visto che giudicare di fatto non serve ad altro che far stare male te, puoi limitarti ad osservare le cose per quello che sono e non per il significato che gli dai.
Qual è la situazione? Che la tua amica esce incrementando il rischio dei contagi. Punto.
Cosa puoi fare tu? Rispettare l’ordinanza in coerenza a quello che ritieni giusto fare e fare la tua parte.
Non solo però, la tua amica che trasgredisce ti può insegnare che altre persone probabilmente lo faranno. Quindi a maggior ragione puoi porre attenzione a come ti comporti per proteggerti.
Il resto serve solo a farti provare emozioni negative e, per tornare all’argomento da cui eravamo partite, ti impedisce di perdonare 🙂

Megumi Campanella
Coach
Megumi Campanella
6 mesi fa
In risposta a  Barbara

ciao Barbara, proprio in questi giorni riflettevo sui comportamenti più svariati che hanno le persone di fronte alla quarantena. Ad esempio un’estetista del mio quartiere ha deciso, nonostante le restrizioni, di ricominciare a lavorare di nascosto, iniziando a contattare tutte le sue clienti e offrendosi di andare a domicilio. Molte accettano. E il mio pensiero è andato invece al parrucchiere da cui vado (andavo 😀 ) che è stato uno dei primi a interrompere l’attività, e lo ha fatto spontaneamente ancor prima che entrasse in vigore il primo decreto, lo ha fatto per amore delle sue clienti, pur andando contro i suoi interessi e sapendo che molti continuavano a lavorare e guadagnare.

Sorgerebbe spontanea la rabbia per l ‘ “ingiustizia”, vero? Pensavo anche che se lui sapesse dell’estetista si sentirebbe arrabbiato e deluso. E come lui tante persone.

Il punto però è questo: se tu credi in qualcosa perchè la ritieni giusta, la porti avanti concentrandoti solo su quello che fai tu e in cui credi tu, cerchi magari di essere d’esempio agli altri e se ti capita l’occasione dici la tua, ma nella consapevolezza che non tutti hanno le tue stesse regole, le tue stesse priorità. E se lo fai con amore, e lo fai perchè ci credi, non ti pesa. Sei più interessato a cosa fai tu che a cosa fanno gli altri. Tanto gli altri, che tu ci stia bene o male, che tu condivida o no, ti arrabbi o no, continueranno comunque a fare ciò che per loro è prioritario e irrinunciabile.

Tu come vivi l’isolamento forzato? come una rinuncia che ti pesa, o come un’opportunità? 🙂

Barbara
Barbara
6 mesi fa
In risposta a  Megumi Campanella

Grazie Megumi della tua risposta ; io la quarantena la vivo bene; ho potuto fare cose che mi piacciono e che prima non avevo tempo di fare , cose molto semplici ma che faccio con passione : pulisco bene la casa, mi dedico alla cucina preparando piatti che mai avevo preparato , seguo un corso online di yoga ; sono soddisfatta ; riesco a trovare il bello in ogni cosa .
Hai ragione a me le ingiustizie non piacciono , soprattutto , quando a causa dei furbetti ci rimettiamo tutti .

Megumi Campanella
Coach
Megumi Campanella
6 mesi fa
In risposta a  Barbara

ciao Barbara, sono felice che stai vivendo così bene questo periodo particolare 🙂

riguardo al “rimetterci”, (mi collego anche al messaggio che hai scritto a Serena) è davvero per “colpa dei furbetti” che dobbiamo restare ancora per tanto tempo a casa? o perchè, a prescindere, la pandemia non è ancora risolta e sarebbe comunque pericoloso avere contatti tra di noi? 🙂

altra cosa: se il tuo obiettivo è sensibilizzare le persone, per la sicurezza loro e degli altri, riesci a farlo meglio se sei tranquilla o se sei arrabbiata e rifiuti il loro comportamento giudicandolo ingiusto ed egoista? 🙂

Francescs
Studente
Francescs
6 mesi fa

Partendo proprio dall’esperienza che hai raccontato e alla luce del percorso che sto facendo con la Scuola, ormai sono 9 mesi, mi viene da dire che l’amore che hai espresso all’epoca dell’università era semplicemente imperfetto. Faccio fatica a pensare che quando, quella notte, hai accolto la tua amica disperata, tu non provassi tenerezza e compassione, intendo in quel momento. O lo facevi per un fine che fosse diverso da quello dell’amicizia e della compassione? Con questo non voglio dire, che fosse perfetto (probabilmente il seme della pretesa si era già insinuato) ma c’erano anche amicizia e compassione….Il percorso che stiamo facendo serve per pulire, per buttare via il di più che ci mettiamo per il nostro tornaconto personale…e ci aiuta a vederlo questo di più…il più delle volte non la vediamo (o meglio non lo vedevamo)…però dire che non amiamo…tout court così mi sembra un po’ forte…E sto pensando proprio all’esempio, perchè anch’io ne ho vissuti a decine di situazioni così….
…era solo una riflessione….di metà percorso…:-)

Maria
Studente
Maria
6 mesi fa

Ciao Giacomo! Ho un dubbio: come smettere di giudicare, quando le persone si comportano male con te?

GiuliaR
Studente
GiuliaR
6 mesi fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Non riesco a concepire come il “descrivere” (quindi non giudicare) non si trasformi poi in menefreghismo, visto che hai un distacco con tutto e tutti… (così si che è facile perdonare, non ti importa..)

GiuliaR
Studente
GiuliaR
5 mesi fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Giacomo scusa non ho proprio capito. Mi puoi provare a rispiegare ? grazie

Alexsia
Studente
Alexsia
6 mesi fa

Quante volte bisogna perdonare… per raggiungere…
il tuo castello con la fede… con l’anello…

Chi non conosce: Regina Reginella il senso del gioco, come dire: cosa devo fare, e come superare le difficoltà per raggiungere con fiducia e superare la prova, per entrare nel tuo castello.

Oppure come rispondere alla parabola
del “Buon Samaritano … Perdonare Settanta Volte Sette! Cosa vuol dire arrivare…

il senso letterario di un numero… sicuramente un numero “infinito”. Come L’amore infinito… per sempre!

È come essere arrivati allo stesso modo
con “Amore gratuito” “Amore incondizionato.”

Dire No! Al perdono,
equivale a non accettare un “errore”.
è privarsi a 360 gradi Dall’Amore…

In contraddizione, per se stessi e per gli altri.

Perdonare i fratelli con il cuore, è
sperare che il mio perdono possa arrivare al loro cuore per vincere con L’Amore… Il come è solo un mistero di Dio.

Scoprire certe verità mi sono di grande aiuto e di grande consolazione… Grazie!..

Stefania Angelini
Stefania Angelini
6 mesi fa

Ho subito il lutto infantile ho perso mio padre a 11 anni forse da lì nasce la paura a volte che non ho elaborato

Nazareno
Ospite
Nazareno
6 mesi fa

Bn giorno Sig Giacomo Papasidero
Qualche info in più su questo corso?
Durata? Modalità? Garanzia di un impiego di tempo speso bene? Costo?
GRAZIE

PAOLA
PAOLA
6 mesi fa

Che sia difficile lo si vede spesso anche nei piccoli momenti quotidiani. Quando vedi che chi vive con te non c’è la fa a non farsi venire l’affanno per ogni cosa che capita fino a stare male e aver paura di un infarto, quando vive ogni cosa come se tutti remassero contro, quando anche la mia serenità può dare fastidio è difficile, pur sapendo che è dentro di lui il problema, non poter aiutarlo. Quando la mia serenità è vista come non dare la giusta importanza alla cosa che fare?