Imparare ad amare: l’arte di essere felici

Imparare ad amare è la più importante lezione della tua vita.

Posso insegnarti ad amare? Non credo.

Quello che posso fare è condividere con te cosa ho imparato sull’amore:

  1. Perché non sapevo amare ma non me ne rendevo conto.
  2. Ami se capisci gli altri, se non capisci questo non sai amare.
  3. Il rispetto non è quello che credi.
  4. La condivisione è amore, ma non centrano i social network!
  5. Ami sono quando hai un interesse reale.
  6. Vuoi sapere se sai amare? Ecco il test definitivo.

Cominciamo? bene 😉

Imparare ad amare: 5 azioni che cambieranno la tua vita

Imparare ad amare

Uno dei più bei libri che abbia mai letto su questo tema lo ha scritto Leo Buscaglia, e si intitola Amore.

Inizio suggerendotelo perché ritengo sia davvero una lettura preziosa.

Il primo passo è comprendere meglio l’amore.

E per farlo devi proprio rispondere alle domande del mio test. Un paio di minuti per capire come ami, a che livello sei capace di farlo.

Quando vuoi imparare qualcosa, è sempre meglio partire da una valutazione di quello che sei capace di fare adesso. E queste risposte saranno preziose leggendo i miei consigli.

 

Qualche anno fa non sapevo amare.

Certo, non è che me ne rendessi conto, ma di fatto le cose stavano proprio così.

Avevo amici, relazioni, una vita sociale anche più intensa di oggi, ma solo a un certo punto mi sono reso conto che non amavo veramente nessuna di queste persone.

L’obiettivo di questa guida pratica è darti idee, esercizi, spunti per agire con amore.

Imparare ad amare significa imparare a vivere con amore, in qualsiasi situazione.

Per prima cosa ti mostro un video molto breve, ma che ti spiega i principi su cui si fonda l’amore.

Guardalo con attenzione, perché è indispensabile per imparare ad amare.

Non ho trovato niente di simile in giro, per cui ho voluto darti suggerimenti molto pratici, che potrai mettere in atto appena li leggi, per iniziare subito a cambiare la tua vita.

Capire cosa significa amare ti apre gli occhi, e può fare paura.

Quando ho iniziato a condividere la mia esperienza, ricordo una frase che mi disse una signora con cui parlavo spesso: a un certo punto mi sono chiesta: ma io non ho mai amato, io non so amare!

Come suggerisce Anthony De Mello nel suo Messaggio per un aquila che si crede un pollo, prendere consapevolezza della realtà può spaventare e farci pensare: o sono matto io, o lo sono tutti gli altri!

In questa guida condivido ciò che mi ha convinto che sono tutti matti.

L’amore è un’altra cosa rispetto a quello che pensiamo di solito. L’amore vero è incondizionato.

Il resto, come hai visto nel video, semplicemente non è amore.

 

1. Comprensione

Comprensione

Bisogna innanzitutto voler comprendere gli altri.

Io penso che il primo passo sia sempre capire cosa significa una parola: apro il dizionario o cerco comprensione su Google e compare l’immancabile wikipedia.

Comprendere significa capire cosa provano gli altri.

Non basta sapere in teoria di cosa stiamo parlando.

Comprendi qualcuno quando sai cosa vuol dire essere quella persona, avere quelle emozioni o trovarti in quelle difficoltà.

Non è facile, anzi è una delle cose più difficili.

Spesso per capirlo devi vivere le stesse difficoltà, solo allora pensi “ecco cosa vuol dire!”.

Io non credo sia necessario provare ogni esperienza, l’importante è fare di tutto per metterti nei panni degli altri.

Immaginare con forza, con onestà e immedesimazione di essere loro.

Ci sono tante occasioni in cui dovremmo comprendere gli altri:

  • Qualcuno risponde male e non comprendiamo paura, ansia, rabbia che potrebbe provare.
  • Vediamo un barbone sporco e trasandato e non comprendiamo quanto possa essere faticosa la sua vita.
  • Vediamo una persona brutta fisicamente, e non comprendiamo quanto speciale possa essere o quanto abbia sofferto il sarcasmo degli altri.
  • Vediamo un uomo rumeno, e non comprendiamo quanto sia simile a noi, quanto magari soffra dei pregiudizi che abbiamo nei suoi confronti.

Proprio mentre scrivo questa guida, ho iniziato a rileggere un libro di Dale Carnegie che trovo meraviglioso.

Come trattare gli altri e farseli amici, nonostante il titolo possa trarre in inganno, parla proprio di comprensione.

Ti consiglio di leggerlo. Chiusa parentesi!

Comprendere vuol dire, né più né meno, una cosa molto semplice: immedesimarci negli altri, pensare di essere loro.

Porci al loro stesso livello, considerarci uguali, sebbene siamo differenti.

  • Immagina come ti sentiresti a vivere in mezzo a una strada, senza nulla, senza nessuno.
  • Immaginati in un paese di cui non conosci bene la lingua e dove tutti ti trattano come se fossi un ladro, o una ladra.
  • Pensati sgradevole nell’aspetto e immagina che tutti ti prendono in giro, parlano male di te e ti isolano.

Immedesimarti negli altri è una capacità che si allena, si impara e si accresce con la pratica e l’impegno.

Se non lavori su questo aspetto base, non riuscirai ad agire con amore.

Più tu ti poni distante dagli altri, per qualsiasi motivo (nazionalità, lavoro, visione religiosa o politica, gusti), meno saprai amare.

Il primo passo per comprendere è l’ascolto.

Come puoi comprendere e capire gli altri se non hai modo di conoscere chi sono, cosa pesano, che emozioni provano o che paure hanno?

Ascoltare in modo sincero è il segreto della comprensione, o almeno il punto di partenza.

Ecco un semplice esercizio che potrebbe fare al differenza.

Per tutta la giornata resta in silenzio.

Non parlare e non dire nulla, ascolta solamente.

Mentre gli altri parlano, però, concentrati su cosa dicono, magari fatti queste domande:

  • Perché sta dicendo questa cosa?
  • In cosa crede per parlare in questo modo?
  • Che paure o desideri potrebbe avere che lo spingono, o la spingono, a parlare in questo modo?
  • Che emozione potrebbe provare per avere questo atteggiamento, questo tono di voce?
  • Cosa gli interessa davvero se mi dice quello che sento?
  • Cosa vuole dirmi realmente? Cosa intende davvero?

Queste domande sono solo uno spunto di partenza.

L’importante è che tu resti in silenzio, ascolti concentrandoti su quello che ti viene detto, che senti.

Prima di rispondere, o di dare un’opinione se te la chiedono, accertati di aver capito.

Come?

Ripeti il succo del discorso dell’altro e chiedi se è proprio quello che voleva dire.

Per aiutarti in questo processo voglio consigliarti una guida in cui ti spiego come comunicare in modo efficace.

Senza trucchi, come sempre, perché il segreto della comunicazione è sempre agire con amore.

Amare non è semplicemente compiere un gesto, ma farlo con un atteggiamento ben preciso, di apertura, disponibilità, senza secondi fini.

Leggi il mio approfondimento sull’amore incondizionato per capire bene di cosa parlo.

 

 

2. Rispetto

Rispetto

 

Nel libro di Erich Fromm, L’arte di amare, ho trovato una bella definizione di rispetto:

[…]la capacità di vedere una persona com’è, di conoscerne la vera individualità […] desiderare che l’altra persona cresca e si sviluppi per quello che è.

Anche questo è un libro che ti consiglio di leggere.

Ora, come possiamo rendere forte questa azione d’amore?

Come possiamo imparare ad amare agendo con rispetto?

Io ho trovato la risposta nella sincerità.

Se mi rispetti sarai sincero, o sincera, con me.

D’altronde a te piacerebbe ricevere bugie e inganni da una persona che dice di amarti?

Probabilmente no, e in più potresti anche mettere in dubbio il suo amore, se mente, ti nasconde la verità e non è sincera con te.

Cosa succede quando racconti bugie agli altri?

  • Lo fai per te, per evitare problemi, discussioni, per non allontanare gli altri. Dici che vuoi proteggerli, ma in fondo stai proteggendo te stesso, o te stessa.
  • Prendi decisioni al posto loro. Se non dici la verità agisci al loro posto prendendo tu le decisioni che spettano agli altri. E se accade a te? Se tu non puoi scegliere della tua vita per le bugie degli altri?
  • Non agisci con amore. Puoi considerare quella persona la più importante della tua vita, ma non la ami quando non dici la verità.

Ovviamente c’è modo e modo di essere sinceri e non ti sto invitando a una sincerità brutale.

Imparare ad amare comporta anche la delicatezza di non urtare la sensibilità degli altri, senza però mai sostituirti a loro nel decidere della loro vita.

Ecco cosa devi fare: per tutta la prossima settimana niente bugie.

Devi semplicemente dire la verità, eliminare le scuse, i non posso, le giustificazioni con cui dai ad altri la responsabilità di scelte e gesti che compi.

Ad esempio:

  • Non vuoi fare una certa cosa? Spiega il vero motivo, niente scuse o giustificazioni esterne.
  • Trovi che un amico stia sbagliando? Dillo apertamente, a lui, non a tutti. Fallo con modi gentili, ma non nascondere il tuo disappunto.
  • Hai un problema o lo avete in più persone? Ammettilo e coinvolgili per risolverlo. Fallo nel modo giusto, senza presentarlo come una tragedia, ma spiega come stanno le cose.

Prima ti ho suggerito di legge Come trattare gli altri e farseli amici.

Ci troverai molti consigli per fare proprio questo esercizio.

Per 7 giorni impegnarti ad eliminare, totalmente, le bugie con cui di solito interagisci con gli altri.

Forse all’inizio sarà difficile ma vedrai che sarà liberatorio (le bugie pesano e ti stancano!) e soprattutto scoprirai che le migliori relazioni sono fondate sulla fiducia e sulla sincerità.

D’altronde non avrai pensato che imparare ad amare sia semplice?

Ho letto una storia molto carina su un sito, ilsaggiolibro.it, che spiega quanto, in realtà, possa essere complicato.

La storia rende bene l’idea anche se non condivido l’approccio filosofico e spirituale del sito.

Ma se una cosa è fatta bene, va detto!

Per aiutarti a lavorare meglio sulla tua sincerità, ecco un altro esercizio che ti aiuterà a prenderti con più facilità le tue responsabilità.

Spesso diciamo bugie per non assumerci il peso delle nostre decisioni.

Sembra un modo per proteggerci, ma di fatto è distruttivo.

 

3. Condivisione

Condivisione

Finora hai iniziato a comprendere e ascoltare gli altri e smesso di nascondere la verità rispettandoli.

Adesso si tratta di imparare a condividere con loro chi sei, e questa è una delle parti più belle, ma non meno difficili.

Condividere vuol dire dividere ciò che siamo, la nostra vita, il nostro percorso, con le altre persone.

Non significa fargli fare le cose che ci piacciono, ma offrire chi siamo, dare la possibilità di costruire insieme.

Spesso vuol dire fare qualcosa di nuovo, e farlo insieme. Dove sbagliamo di solito?

  • Vogliamo che gli altri facciano i nostri giochi.
  • Vogliamo che gli altri ricoprano un certo ruolo (stabilito da noi) nella nostra vita.
  • Di solito ci aspettiamo che gli altri non modifichino i nostri piani o le nostre regole.
  • Non vogliamo creare insieme, vogliamo solo avere aiutanti e spettatori.

La condivisione è apertura: non ho già deciso cosa succederà quando stiamo insieme, non impongo regole a come deve avvenire.

Ci sei tu e ci sono io, quel che faremo la costruiamo insieme.

La parola chiave è insieme. Ecco a cosa mi riferisco:

  • Io parlo, tu ascolti, poi tu parli e io ascolto. Dialoghiamo senza difendere una posizione, per capirci, per conoscerci.
  • Iniziamo a fare un’esperienza insieme che non è comune a nessuno di noi due. Non ti porto a fare quel che conosco, ma impariamo insieme.
  • Condividiamo le cose che amiamo fare, senza imporci di farle come piace a te o a me. Io amo scrivere ma scriviamo insieme in modo nuovo, non come dico io.

Condividere senza imporre la nostra visione, il nostro modo di fare, le nostre abitudini è difficile.

Ma imparare ad amare significa anche imparare a condividere.

Ti suggerisco subito un paio di cose che potresti fare oggi stesso.

Ovviamente ricorda: condividere significa offrire, non imporre.

  1. Stabilisci un giorno intero al mese, magari alla settimana è meglio, da dedicare esclusivamente ad alcune persone. Dedicati a loro: non stabilire il programma, ma costruitelo insieme. Impara creare del tempo di qualità con il contributo di tutti.
  2. Trasforma un pranzo, una cena o la colazione, in una buona occasione per entrare in una sincera condivisione con le persone che dividono la propria vita con te. Elimina ogni distrazione tecnologica e non e create insieme il vostro spazio, per conoscervi e capirvi.
  3. Trova almeno un’ora ogni giorno da dedicare esclusivamente a una persona per dialogare, oppure per fare qualcosa assieme. Sarebbe perfetto se fosse qualcosa di nuovo per entrambi, che sia una sfida da affrontare a quattro mani senza che uno guidi l’altro, ma lavorando in sintonia.

Ovviamente prendi spunto da queste idee, mettile in pratica subito e poi inventa nuovi approcci e modi, crea le occasioni per condividere il tuo percorso con gli altri.

Ti lascio solo un paio di consigli per farlo bene e trarre il massimo da questo passaggio.

  • Decidi adesso cosa fare, che occasione crearti, con chi e quando. Scrivilo e coinvolgi subito questa persona, o queste persone, con la tua idea o proposta.
  • Resta flessibile: non devono fare come dici tu. L’obiettivo non è fare questo o quello in un certo modo, ma condividere tempo, esperienza e vita insieme. Non dimenticarlo.
  • Non imporre la condivisione. Ad alcuni non interessa? Va benissimo. Ascolta le ragioni, comprendile e rispettale. Imparare ad amare è un processo in cui ogni passaggio che vediamo insieme resta legato a tutti gli altri.

La condivisione non finisce con le persone care o che conosci da vicino.

Quando ho condiviso le mie esperienze e idee sull’amore incondizionato, ho scoperto un video davvero molto bello.

Dagli un’occhiata subito, potrebbe darti alcune ottime idee per una maggiore, e migliore, condivisione

 

4. Interesse sincero

Interesse sincero

Cosa vuol dire nutrire un interesse sincero per gli altri?

Io mi sono reso conto, su me stesso prima ma poi anche sulle persone con cui ho parlato negli ultimi anni, che possiamo avere due tipi di interesse verso gli altri:

  • Ho interesse per te perché mi conviene, ottengo qualcosa dal nostro rapporto e quindi ci guadagno in benessere, felicità, autostima, serenità, amore.
  • Ho interesse per te perché voglio che tu sia felice.

Facile no?

Avere interesse sincero significa, soprattutto, desiderare la felicità degli altri.

Apparentemente sembra facile, ma siamo capaci di volere la loro felicità se è di ostacolo alla nostra?

Abbiamo la forza, la libertà, la consapevolezza per amare gli altri senza chiedere niente in cambio?

  • Se la persona che ami, il tuo partner, fosse felice lasciandoti, saresti felice di questo?
  • Se tuo figlio prende la strada che più consideri sbagliata, saresti felice di vederlo gioire della sua scelta?
  • Riusciresti a essere felice della felicità di amici che per realizzare i propri sogni ti hanno abbandonato e respinto?

Imparare ad amare significa imparare a nutrire un interesse sincero per gli altri, anche se il modo in cui loro vivono la loro vita non coincide con i nostri desideri, i nostri gusti o le nostre aspettative.

Vuol dire imparare a volere la loro felicità a prescindere da come agiscono nei nostri confronti, desiderare la loro gioia anche se non faranno mai come noi vorremmo.

Difficile. Difficilissimo. Ma possibile.

Ti suggerisco di leggere l’approfondimento che ho dedicato alla felicità, per capire come questo sia possibile.

Ecco un esercizio davvero molto efficace che mi ha permesso di arrivare dove non avrei potuto neanche immaginarmi.

Con me ha funzionato alla grande. Ora tocca a te.

  • Dedica del tempo a pensare a una persona che non si comporta come vorresti, con cui a volte litighi, con cui ha da ridire.
  • Immaginala nelle tue stesse debolezze: hai dei dubbi a volte? Provi paura? Temi il giudizio degli altri? Immaginala mentre vive e prova le stesse cose.
  • Pensa ai motivi dei tuoi errori. In buona fede senza dubbio, magari perché avevi fretta, non avevi pensato a tutte le conseguenze, oppure non potevi aspettarti certe situazioni. Associa le stesse giustificazioni anche agli errori di questa persona.
  • Hai dei sogni, vero? Vorresti raggiungere certi risultati, vivere una vita felice, magari migliorarti in qualcosa. Immagina che coltivi anche lei i tuoi stessi obiettivi, le tue stesse aspirazioni.

Più crei nella tua mente l’immagine degli altri come persone simili a te, più sarà facile immedesimarti a avere interesse per la loro felicità.

Ricorda che i comportamenti sgarbati, aggressivi, irrispettosi degli altri sono sempre dovuti a buone ragioni.

Non si tratta di giustificarle, ma di comprenderle.

Voglio evitare di essere frainteso. Mi è capitato spesso in passato.

Quando dico che le persone hanno buone ragioni per trattarti male, intendo dire che lo fanno perché pensano sia la cosa giusta.

È ovvio che spesso capiscono che tu subisca un danno, ma dal loro punto di vista, non hanno scelta.

Tutti vogliamo stare bene, e quando pensiamo che sia necessario fare delle scelte dannose per gli altri, spesso le faremo.

Il discorso è complesso. Devi imparare a essere consapevole delle paure e dei limiti che influenzano le scelte degli altri.

Spesso ci sentiamo costretti a farne alcune che ai nostri occhi sono l’unica strada possibile.

Diventa indispensabile imparare a comprendere come ogni persona cerca, nel bene o nel male, di raggiungere la felicità.

Io ti invito a concentrarti sempre su quello che fai tu e non su quello che fanno gli altri.

Tra poco, quando parleremo di perdono, lo vedrai meglio.

Ti consiglio però di leggere con attenzione tutte le risorse del sito.

Per imparare ad amare non basta fare tuoi certi comportamenti, deve esserci una trasformazione nel tuo modo di vivere.

Questa richiede tempo, impegno e consapevolezza.

Eravamo rimasti al punto in cui ti spiego che gli altri vanno sempre compresi, anche quando sbagliano.

Quando gli altri, per noi, diventano mostri per via delle loro azioni e dei loro errori, noi smettiamo di amare.

Il problema è che imparare ad amare non è una questione soggettiva, non sono gli altri che ti portano ad amarli, sei tu che lo scegli.

Ecco un altro esercizio utile.

  • Pensa a una persona che ti è vicina, che ami e ti ama, su cui conti.
  • Immagina che per essere felice prenda una strada diversa, che la porti lontano da te. Immagina la sua gioia, concentrati sulla sua felicità.
  • Pensa a come potresti vivere senza la sua presenza, a come impegnare al meglio il tuo tempo, a come continuare a essere felice anche senza.
  • Immagina la tua forza nel lasciare che sia libera di fare la sue scelte e felice. E immagina te felice di aver saputo amare oltre i tuoi interessi personali.

L’errore che più commettiamo è far dipendere la nostra felicità da qualcosa o qualcuno.

Nessuno può renderti felice. Nessuno, lo ripeto.

Questo secondo esercizio vuole solo aiutarti a capire che la tua felicità dipende da te.

Più sai accettare che gli altri siano felici a modo loro, più impari come essere felice tu, senza dipendere dal mondo che ti circonda, più imparerai ad amare e sarai, appunto felice.

Adesso siamo arrivati all’ultimo passo, quello più difficile.

 

5. Perdonare

Perdono

Il perdono è il punto più alto della scala che stiamo salendo.

Il perdono è al tempo stesso un atto, una scelta e anche una prova d’amore.

Io penso che perdonare sia la conferma che siamo capaci di amare. Ovviamente se il perdono è sincero.

  • Se perdoni solo chi si pente vuol dire che ami solo chi si comporta bene con te.
  • Se pretendi qualcosa in cambio del perdono, non è più un gesto d’amore, ma uno scambio.
  • Se non perdoni è perché hai paura di soffrire, che il perdono significhi fare finta di niente.

Sinceramente una guida sul perdono sarebbe anche più impegnativa e lunga di questa, per cui è davvero impossibile, per me, spiegarti in venti righe come perdonare.

Ho scritto un approfondimento interamente dedicato al perdono.

Credo sia indispensabile leggerlo tenendo bene a mente che è un percorso, un processo graduale.

 

Conclusioni

Ho imparato che non si finisce mai di imparare ad amare.

Questa guida è solo un punto di partenza, uno spunto per iniziare a capire che la vita è una cosa meravigliosa se la affrontiamo amando.

La mia esperienza personale e quella delle persone con cui l’ho condivisa, mi dicono che non è facile, ma possibile.

Diventerai una mosca bianca, ma sarai felice.

Detto che ti consiglio davvero di mettere in pratica ogni esercizio, ecco alcuni spunti conclusivi per iniziare il tuo viaggio.

Come hai notato ho legato ogni punto a una risorsa che trovi nel sito, e si tratta sempre di risorse completamente gratuite, guide pratiche o approfondimenti che siano.

Sfruttale tutte, ovviamente, e chiedimi una mano, un confronto o un chiarimento quando vuoi.

Lascia un commento ovunque, e ti risponderò.

A questo punto abbiamo concluso, e sei pronto, o pronta, a vivere una vita migliore, felice.

Imparare ad amare farà la differenza. Voler imparare, la sta già facendo.


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In 5 semplici domande ti aiuterò a scoprirle, capirle e dominarle.

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Giovanna
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Giovanna

Ciao Giacomo,ti ho scoperto da poco ma mi hai già aiutato tantissimo. Ad aprile il mio ragazzo mi lascia dopo 3 anni di relazione… mi chiede una “pausa”.. e io li sprofondo. Lui era il centro della mia vita (come hai anche tu scritto in un tuo articolo), era al centro nel mio mondo perché ero convinta che lui fosse il promotore della mia felicità, lui e nient altro. Era un momento difficile per lui perché molto stressato per la laurea e la paura di affrontare una nuova realtà non più fatta di esami e libri come lui aveva sempre vissuto.
Tre settimane fa mi parla e decidiamo di riprovarci. Ovviamente io felicissima eppure.. ancora oggi.. mi sveglio con la tachicardia: HO PAURA CHE POSSA RICAPITARE. Ho letto il tuo articolo su come eliminare la paura, ma non è semplice. Sto cercando di vivermela e di “rischiare”, l’ho perdonato in modo incondizionato e comunque so che quel mese di pausa è stato positivo perché mi ha aperto gli occhi e ho notato che non ero io al centro del mio mondo fa bensì lui. Avevo totalmente ammesso da parte me stessa per lui, la sua felicità era la mia e non me ne rendevo conto… per me era tutto così normale e neanche me ne dispiacevo. Ora però voglio essere una persona migliore per me stessa in primis ma anche per la nostra relazione che vorrei continuasse (aimè per sempre ma voglio smettere di pensare così).
Ora ho difficoltà però a fidarmi nuovamente di li nonostante lui si stia comportando benissimo… sono sempre in dubbio.. non voglio più soffrire. Voglio imparare a vivere nel presente (proprio ieri mi è arrivata la tua newsletter riguardo al passato)… peró è difficile.. e vacillo sempre.
Ti ringrazio per quello che fai, complimenti!

Morena
Studente
Morena

Leggendo questo articolo ho scosso la testa più di una volta perché sono ancora più consapevole del fatto che non so amare davvero e che ho tanta strada da fare prima di imparare a vivere di questo amore incondizionato. Mi piacerebbe, ma poi se a lavoro o per strada vedo qualcuno che si comporta in maniera irrispettosa o strafottente non dico necessariamente verso di me ma in generale, mi sale una rabbia e ci metto un po’ prima di riuscire a pensare che potrebbero esserci delle motivazioni valide al comportamento spesso incomprensibile di certa gente. Io provo a dare sempre rispetto dall’inizio ma ammetto di modificare il mio comportamento se vedo qualcosa che non mi va.
È molto difficile…soprattutto perdonare.
È difficile perché sembra che oggigiorno la maggior parte delle persone sia talmente impantanata nei propri problemi, nelle proprie paure, che non riesca a dare nulla di buono gratuitamente. Eppure basterebbe così poco..
Come si fa, Giacomo, quando si parte da un gradino così basso della “piramide dell’amore” chiamiamola così? Grazie

Anonimo
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Anonimo

Ciao; grazie per l’articolo, è molto bello e a volte è decisamente molto utile ritrovare le cose semplici, che poi cosi semplici non sono, scritte in modo chiaro.
La persona che amo mi attribuisce un’aberrante superficialità. La cosa mi fa soffrire parecchio perché è in assoluto la prima volta che mi viene fatta notare una cosa del genere. Ho riflettuto e mi sono concesso il beneficio del dubbio. Indubbiamente le scottature di una vita avranno lasciato segni, ma credo di saper andare a fondo nelle questioni e di avere anche una carica empatica che mediamente mi viene riconosciuta. La persona che amo me la riconosce ad intermittenza, come se volessi scansare e non fossi quindi in grado di darmi completamente. Per quanto capisca la bontà delle sue intenzioni la cosa mi fa molto soffrire. Mi arrovello su come fare a recuperare una situazione per cui mi ritrovo a comunicare con una persona esasperata che mi chiede di agire. Credo di sapermi mettere nudo, di saper scavare quando serve ma forse proprio il fatto che mi senta cosi perso sarà sintomatico di questa mia caratteristica. Non so come uscirne, non so cosa fare, oltretutto ci vediamo solo a week end alterni e ho difficoltà nel dimostrare anche nel piccolo o nel quotidiano qualcosa. Credevo di essere leggero, invece ho creato esaurimento per questa superficialità. Mi servirebbe un punto di vista nuovo, concreto, che mi suggerisca, anche in modo molto semplice come agire. So che alla fine la risposta la troverò dentro di me, nei termini che più saranno vicini alla mia persona, ma mi servirebbe un punto di vista diverso. Ho a che fare con una persona che si è conquistato centimentro per centimetro ogni cosa che ha fatto, una persona che ha raggiunto traguardi importantissimi, che stimo molto per la sua lotta continua e per la sua ricerca di verità e profondità.

althea
Ospite
althea

Se la persona che ami, il tuo partner, fosse felice lasciandoti, saresti felice di questo?
Se tuo figlio prende la strada che più consideri sbagliata, saresti felice di vederlo gioire della sua scelta?
Riusciresti a essere felice della felicità di amici che per realizzare i propri sogni ti hanno abbandonato e respinto?
……ma è pazzescamente impossibile……come si può raggiungere una condizione così estrema?
Ho come l’impressione che si debba essere passivi davanti a tutto ciò che ci accade….l’accettazione del”torto” come emozione positiva sembra più che altro un non lasciarsi coinvolgere.
Mi scusi ma sono in piena crisi coniugale (dove la crisi la vedo solo io)infatti mio marito non vede problemi o meglio ne vede solo alcuni marginali.

Serena Sironi
Mental Coach

Ciao Althea, essere felici DIPENDE DA NOI e SE AMIAMO SIAMO FELICI. Punto.
Il tuo partner ti lascia perché sarà più felice. Sono felice? Sì.
Amici ti abbandonano e respingono per i loro sogni. Sono felice? Sì.
Mio figlio fa scelte sbagliate. Sono felice? Sì.
Questo non significa che io non faccia tutto il possibile per aiutare mio figlio, le sue scelte non mi impediscono di amarlo, come nessuno mi impedisce di provare a riallacciare il rapporto con mio marito o con gli amici.
Il punto sta nell'”essere felici” anziché “essere felici per…”. Tu sei felice perché ami. Possono dispiacerti le scelte degli altri. A volte possono risultare anche dolorose. Ma questo non ti impedisce di essere felice.
La tua felicità dipende solo da te e le scelte degli altri sono solo le loro scelte. E tu non puoi decidere per loro, puoi solo influenzarli fin dove loro te lo permetteranno.
Fare la guerra alla realtà che non dipende da te cambia le carte in tavola?
Io credo di sì. Come? Ti fa stare male. Ecco a che gioco ti fa giocare. Nient’altro 🙂

Rosi
Ospite
Rosi

Ciao Giacomo! Il tuo website è bellissimo, interessante.. ultimamente mi sono chiesta anch’io cosa sia l’Amore, Amare veramente; molti, anzi quasi tutti, pensano che per Amare sia indispensabile il batticuore, l’innamoramento e così l’Amore viene dopo anni.. quello Vero… Ci piò essere Amore senza Innamoramento? dato che l’innamoramento è Egoismo, idealizzazione della persona; molti infatti dopo che la persona amata cambia .. l’innamormento svanisce.. inoltre la Gelosia pure è vsita come condizione fondamentale sennò uno fa “quello che gli pare”, io sono contro questa ideologia, perchè se si Ama non si può chiudere una persona in gabbia. Vorrei un tuo parere: Se una persona ti sfrutta.. usandoti.. saresti gentile ancora nei suoi confronti?

Giancarlo
Ospite
Giancarlo

Ciao Giacomo,
ti scrive un uomo di 51 anni che lasciato da un mese da una persona che non sapeva essere importante si ritrova in uno stato di totale scoramento. Questo perché oltre alla fine del rapporto mi sono reso conto di avere tutta una serie di problemi che mi porto dietro da anni ma che non ho mai affrontato seriamente e che hanno determinato il suo allontanamento. Da questa persona ho solo preso (come un parassita) e ho ricambiato solo in termini materiali, ma non le ho mai aperto veramente il mio cuore con il risultato di cui ti ho parlato all’inizio. Ho ritenuto dovuto il suo affetto/amore e ora questo pensiero mi consuma dall’interno senza darmi pace, anche perchè solo dopo che mi ha detto tutto ciò che non ho saputo darle, ho capito di non saper amare. Non riesco a darmi pace.

Ely
Ospite
Ely

Ciao Giacomo, mio marito dopo 20 anni che stiamo insieme, 6 anni di matrimonio e 2 figli mi ha confessato che è in crisi e non sa se mi ama ancora, vuole allontanarsi da casa anche se non riesce a prendere una decisione. Nel frattempo ci sono dei momenti di intimità dove lui dice di stare bene con me e che ha attrazione verso di me. Ho provato a proporgli una terapia di coppia e di riprovare a ricominciare pian pianino senza pretese da ambedue le parti, ma non è d’accordo, secondo lui deve perdermi per ritrovarmi. Dice che ha un blocco dei sentimenti anche verso la sua famiglia e sono molto preoccupata soprattutto perché lo vedo distaccato anche verso i suoi figli. Non vuole il mio é dice che deve farcela da solo.
Grazie per i tuoi articoli

roberto
Ospite

Ciao Giacomo,
Ho letto molti tuoi articoli e ne leggerò ancora. Ho una domanda riguardante la mia situazione.
Stavo insieme con una ragazza splendida da 4 anni e mezzo ma mi ha lasciato un mese fa, ad una settimana dal mio compleanno. Abbiamo vissuto una relazione molto intensa condividendo le nostre passioni ( i primi due anni a distanza per poi stare finalmente vicini,lei si avvicinò a me e nel frattempo,durante la settimana che studiava nella città vicino a dove abito. Mentre il fine settimana assieme). Uscivamo solo io e lei,con amici,andavamo a fiere,abbiamo anche fatto un viaggio all’estero assieme. I suoi si erano ormai affezionati ai miei come i miei a lei. Ci appoggiavamo l’un l’altra nelle scelte anche quando non si era completamente d’accordo e non abbiamo mai avuto brutti litigi. A Settembre è andata via a studiare all’estero per mesi (a marzo tornerà),non ero totalmente contento all’idea ma alla fine l’ho supportata. Ha cominciato a fantasticare riguardo alla vita al’estero, facendosi mille castelli mentali. Prima di partire eravamo entrambi d’accordo sul fatto che se fosse capitata ad entrambi un’occasione di lavoro all’estero in futuro l’avremmo presa in considerazione. Ma ora vede solo più lo studio e il lavoro all’estero. E’ sempre stata gelosissima di me,mentre io ci scherzavo su ma mostravo anche molto di tenerci e d’essere geloso alle volte. Fatto sta che dopo un mese che era li non mi ha tradito però mi ha mancato di fiducia che se avessi avuto io quel comportamento non me lo avrebbe perdonato facilmente. Sono stato per qualche tempo geloso e assillante fino a che poi me ne sono accorto e allora ho smesso. Ma quando me ne ero accorto,il giorno dopo è successo quello che è successo. Dovevo andare da lei a capodanno,dai suoi ma non ci andrò più.. per evitare tensioni in casa sua. Entrambi abbiamo provato l’amore incondizionato,non abbiamo mai fatto niente per ricevere in cambio però il fatto che sia finita così pur non pensandoci sempre con ossessione mi mette tristezza perché era bello passare il tempo assieme e non ci è mai pesato.. non basavamo tutto sull’altro o l’altra,continuavamo con i nostri obiettivi nel frattempo,per lei lo studio e per me il mio impegno con il lavoro e la musica. Quest’anno mi sono lasciato assorbire da molti impegni e fatto andare bene molte situazioni con il lavoro,famiglia e amici ma alla fine il crollo psicologico c’è l’ho avuto io e nessun altro. Però nonostante tutto, le attenzioni se pur a volte con poca energia, gliele davo. Non sento dipendenza ma mi piaceva la relazione e il tempo che si passava assieme,i progetti che avevamo per il futuro che oltretutto non ci mettevamo fretta a vicenda.. ti chiedo scusa per il papiro..

Roberto

L.
Ospite
L.

Cosa succede quando la persona con cui formi una coppia, con cui sei sincera, non è mai totalmente sincera con te e con nessuno? Tu, che sei felice a prescindere,cosa faresti se qualcuno fosse sleale con te?

Degher
Ospite
Degher

Buongiorno Giacomo,
sono molto colpito da diversi spunti ed elementi da te proposti. Complimenti e sopratutto grazie, mi stanno servendo.
Vorrei condividere la mia situazione per meglio comprenderla e magari avere qualche strumento in più per affrontarla.
Sono sposato con una moglie che ho sempre definito straordinaria, 4 figli e più di vent’anni di storia che io reputo straordinaria.
Circa un anno fa, le prime avvisaglie che hanno recentemente portato mia moglie a dichiararmi una “infelicità” generale e sopratutto l’aver compreso che “ha bisogno di altro” e che io non ero in grado soddisfare questo bisogno. Essenzialmente mi “accusa” di non aver condiviso con lei molto della mia vita (cosa vera) pur riconoscendoci correttezza, fiducia reciproca e totale disponibilità nei confronti suoi e della famiglia.
In questo ultimo anno, mia moglie ha ripreso a lavorare, visto che in tutti questi anni ha dedicato ai figli e alla famiglia ogni sua forza e ogni suo momento. Sempre in questo periodo – leggermente più ampio – è anche presente una “crisi” valoriale che l’ha portata ad allontanarsi dalla Chiesa (da catechista a non praticante nel giro di pochi mesi).
Ora mi chiedo: sentendo mia moglie, siamo al punto che “per la sua felicità” dovrei essere pronto a “lasciarla andare” o meglio a dovermi allontanare da casa (cosa che mi sta tutt’ora facendo soffrire non poco anche perchè per me è stato un “fulmine a ciel sereno”). Il cruccio è che se per mia moglie questa dovesse essere la scelta “giusta” e io dovrei assecondarla per amore, non lo è per i figli. Anche perché in questo periodo non solo sono meno seguiti (anche per via del nuovo lavoro). Risulta palpabile la minore, alle volte assente attenzione e concentrazione sui figli che hanno connotato da sempre la nostra famiglia, attività nel quotidiano, alla quale mi sto sostituendo a lei (ti assicuro senza far pesare o notare ad alcuno questa cosa).
Non litighiamo, nessuna “scenata” particolare… Semplicemente (rubandole qualche parola) sembra che io non sia più “utile” al raggiungimento del suo desiderio di felicità.
Chiaro, e mi sto cimentando, l’approccio da te consigliato volto a ridurre tensioni ed emozioni negative e la consapevolezza che amare sia una scelta che determinano comportamenti “veri” (almeno per me), ne vedo e ne comprendo i primi segni positivi per noi tutti.
Però per mia moglie le emozioni, ora, sono se non tutto, moltissimo. Ho provato a condividere con lei qualche parte di ciò che hai scritto e delle mie riflessioni, ma è come se avesse perso “l’interesse” ad approfondire e avesse “compreso” che non vale più la pena di proseguire nella costruzione della nostra famiglia.
Hai qualche ulteriore elemento che – oltre a tutto ciò che hai scritto, libro compreso che ho trovato utilissimo – possa farmi capire come cosa posso fare ulteriormente? Considerando la presenza dei figli tutto sommato ancora piccoli (dai 17 ai 9 anni), “lasciala andare” o meglio, allontanarmi da casa, ha un senso. Potrebbe essere utile per la moglie ma non lo è per i figli…
Infine il cruccio. Ho sempre pensato che le cose vere sono per sempre e per tutti. Sono sicuro che mia moglie – forse più di me – mi abbia amato in passato (no così lontano) in modo disinteressato e che aveva l’idea o la consapevolezza che sarebbe stato per sempre! Può tutto questo – che era vero e se tale lo è ancora – essere ”recuperato” anche “forzandola” in qualche modo? Penso alla leva “responsabilità”, ai problemi economici che potrebbero derivare da una separazione, ai figli…
Grazie, mi scuso per la lunghezza.