Indipendenza emotiva: come eliminare le tue emozioni negative

Proviamo emozioni ogni giorno, ogni minuto, e sono loro a determinare se saremo felici oppure no.

Indipendenza emotiva significa imparare a essere felici, ogni giorno. Ecco come:

  1. Cosa sono e come funzionano le emozioni.
  2. E se potessi liberarti della sofferenza del tuo passato?
  3. Chi decide le tue emozioni?
  4. Se ci credi, ti emozioni.
  5. Emozioni buone ed emozioni cattive.
  6. La realtà non conta.
  7. Indipendenza emotiva: imparare a essere felici, adesso.

Ti suggerisco di seguire l’ordine che ho scelto, perché stai per iniziare un viaggio importantissimo, che potrebbe cambiarti per sempre la vita.

E il modo migliore per iniziare è fare il mio test sulle emozioni.

Se sei qui, non puoi farne a meno 😉

 

Iniziamo subito!

Cosa sono e come funzionano le emozioni

Indipendenza emotiva

Nathaniel Branden è stato uno psicoterapeuta che ha scritto una definizione davvero precisa di cosa sia un’emozione: una reazione valutativa.

Ecco cosa sono, dunque, le tue emozioni: una reazione valutativa a qualcosa che ti accade.

Questo significa che tu vedi un episodio, osservi il comportamento di un amico, ascolti le parole in televisione, e provi un’emozione come risposta a tutto questo.

La rabbia di fronte a un’ingiustizia è la risposta che adottiamo per affrontare quello che sta succedendo.

Così come la delusione di fronte al tradimento di un amico è una risposta che ci permette di reagire a quel che ci capita.

Tuttavia le emozioni non sono semplicemente una reazione a qualcosa. Anche perché fin qui sarebbe molto ovvio.

Sono una reazione valutativa.

Vuol dire che prima di rispondere con la rabbia all’ingiustizia, o con la delusione al tradimento, tu valuti cosa sta accadendo.

Cosa vuol dire che valuti? Significa che esprimi un giudizio.

Le emozioni sono le reazioni che hai di fronte a ogni situazione che vivi e dipendono dal giudizio che emetti.

Siamo al cuore dell’indipendenza emotiva: ogni emozione dipende da come giudichi quello che ti accade.

Lo so, sembra folle, ma ti sto dicendo proprio questo: l’emozione non dipende mai da quello che ti accade.

E se vuoi lo sottolineo: mai.

Ecco cosa succede quando provi un’emozione (e considera che è sempre stato così sin da quando sei nato, o nata!):

  1. Accade qualcosa con cui entri in contatto. Parole, suoni, gesti, azioni, fatti, qualsiasi cosa.
  2. Tu valuti quello che accade. Esprimi un giudizio che, come vedremo meglio più avanti, ha due forme possibili: positivo o negativo.
  3. L’emozione nasce come risposta a quel giudizio, e non come risposta a quello che ti accade. Se il giudizio è positivo, emozione positiva. Ma se il giudizio è negativo, allora abbiamo un’emozione negativa.

Ecco come funzionano le emozioni.

Sono reazioni, cioè risposte, valutative, perché siamo noi, sei tu a stabilire che reazione avrai.

Questo è il punto più difficile da capire, per cui ho preparato un video per farti alcuni esempi pratici che ti toglieranno ogni dubbio.

Quello che hai appena letto vale anche per ogni emozione legata al passato.

Il passato non conta

Il passato non conta

Non conta cosa sia accaduto, ma il tuo giudizio.

La cosa davvero importante da capire è che non è il giudizio che avevi in passato ad avere peso, ma quello presente.

Te lo spiego in modo semplice: immagina una giraffa arancione. Carina vero?

Bene, è ovvio che l’immaginazione sia un processo della mente, è un pensiero: stai pensando a una giraffa arancione.

Ora, se ti chiedo di immaginartela ieri, puoi più farlo? Puoi pensare, ieri, a qualcosa?

No, perché il passato è finito, ieri non esiste e non puoi pensare qualcosa.

Puoi farlo ora, adesso, in questo preciso istante puoi immaginarti, nuovamente, la giraffa arancione, o blu, per cambiare!

Anche se ti chiedessi di immaginarla domani, non potresti. Potrai farlo solo domani. Se ti ricordi, domani fallo!

Cosa sto cercando di farti capire?

Che tu non pensi né domani né ieri, ma solamente oggi.

Qualsiasi cosa tu faccia, la puoi fare adesso, mai ieri.

Potrei suggerirti di alzare un braccio due giorni fa? Come potresti, ormai quei giorni sono trascorsi!

A questo punto è chiaro che le tue emozioni derivano dai tuoi pensieri, e che tu puoi elaborare un pensiero solamente oggi.

I ricordi non sono che pensieri. Tu ieri puoi ricordarti di qualcosa? Se ti viene in mente un evento della tua vita, non è forse adesso che lo ricordi?

Certo, pensi, ricordi, immagini, vivi solo nel presente.

Poiché le tue emozioni sono frutto dei tuoi pensieri, e quindi anche dei tuoi ricordi, allora ti rendi conto che è oggi che le stai creando.

Altra cosa fondamentale: le emozioni non hanno forma e consistenza. È ovvio.

Se ti dico di mostrarmi un’emozione che mi fai vedere?

Niente!

Se un anno fa hai provato rabbia, quell’emozione è nata per i tuoi pensieri e si è dissolta poco dopo.

Non puoi portarti dietro, magari per tutta la vita, le tue emozioni.

L’emozione è creata dalla mente solo nel presente.

E l’emozione dura solo nel presente, è rapida, istantanea.

Se provi un’emozione a lungo, è perché continui a pensare in un certo modo.

Non vivi le emozioni di ieri, tu vivi sempre e solo le emozioni di oggi.

Questo significa che le tue emozioni, legate apparentemente al tuo passato, le crei comunque tu, in base a cosa pensi, e lo fai oggi.

Non conta cosa sia successo e cosa hai pensato: che giudizio hai oggi del tuo passato?

Questo conta.

Cosa pensi adesso.

Se i tuoi pensieri sono gli stessi di due anni fa, continui a creare, ogni giorno, nuovamente, le stese emozioni.

Non hai portato con te certi stati d’animo, li hai creati e ricreati ogni giorno, per anni. E continui, probabilmente, a farlo.

Quello che ti è successo, dunque, non conta, il passato non ha nessun potere su di te.

È per quello che pensi oggi che stai male.

Se vuoi essere felice, è adesso che puoi cambiare ogni cosa, pensieri e giudizi anche su quello che è accaduto dieci anni fa.

Il vero problema, dunque, è cosa pensi adesso. Conta solo il presente.

Per capire meglio come sia possibile che l’emozione derivi da te, sia tu a crearla e non qualcosa che capita o sia causata dalle vicende della vita, passate, presenti o future che siano, voglio spiegarti come si forma dentro di noi.

Le emozioni sono un processo culturale

Le emozioni dipendono dalla nostra cultura

La convinzione di fondo è che le emozioni siano incontrollabili: dipendono da cosa ci succede o da cosa fanno gli altri e per noi non c’è altro da fare.

Probabilmente anche tu hai sempre vissuto ogni emozione come qualcosa di passivo che subivi, senza nessuna possibilità di scelta.

Quasi certamente non hai mai sentito parlare di Paul Ekman. È uno psicologo Statunitense che ha lavorato a lungo sulle emozioni.

Ha approfondito questo studio osservano da vicino popolazioni e tribù che vivono senza nessun contatto con l’occidente o con l’evoluzione tecnologica, per capire l’origine delle emozioni.

Ekman arriva a una conclusione molto semplice: la cultura ci dice cosa provare e quando farlo.

In pratica tu cresci e vedi continuamente esempi di quale sia la risposta emotiva migliore in certe situazioni.

Nessun bambino si sentirebbe offeso perché qualcuno insulta lo stato dove è nato, ma col tempo impara che quell’offesa è rivolta anche contro di lui, e la reazione orgogliosa è quella giusta.

Molti non riescono, ad esempio, a controllare la rabbia.

Così almeno dicono.

Eppure non la fanno mai esplodere in chiesa, oppure a casa di amici o se ci sono ospiti.

Moltissime persone che ammettono di non riuscire a gestire le proprie emozioni, sono però incredibilmente abili a scegliere dove e come manifestarle.

La cultura ti dice se offenderti e per cosa farlo, quando essere felice e come dimostrarlo.

Come hai sentito nei video, ci sono culture con approcci molto differenti anche in merito alla morte, e questo produce emozioni diverse in chi vive certi momenti della vita.

Siamo abituati a credere che le emozioni siano conseguenza di quello che ci capita.

Se così fosse, ogni persona su questa terra dovrebbe sempre rispondere nello stesso modo a certe situazioni.

Ma non è così.

Quante volte, di fronte a un problema, tu hai avuto una reazione anche opposta a quella di altre persone?

A me capita spesso di restare calmo mentre chi mi sta vicino perde la testa.

Come mai?

Sarà successo tante volte anche a te di non capire i motivi per cui alcune persone reagiscono in un modo che ritieni strano o innaturale.

Se l’emozione fosse davvero legata a cosa ci accade, tutti dovremmo provarla nello stesso modo, ma non accade mai questo.

Certo, la maggior parte delle persone reagisce in modo simile.

Il motivo, come detto, è che la nostra cultura ci insegna che emozioni provare e quando farlo.

Così quasi tutti, di certo la maggioranza, risponderemo in modo simile, finendo con il convincerci che sia l’episodio a originare l’emozione.

Se hai ascoltato i video, ti sei già reso, o resa, conto, che in realtà non è affatto così.

Cosa determina, allora, le nostre emozioni?

Cosa indirizza questo nostro giudizio, questa valutazione?

Ciò in cui crediamo determina quello che proviamo

La biologia delle credenze

Prima ti ho spiegato che il giudizio che determina l’emozione può essere positivo o negativo.

Esprimi un giudizio positivo ogni volta che ritieni favorevole per te quello che accade.

Al contrario, se lo consideri una minaccia nei tuoi confronti, il giudizio sarà negativo.

Semplice, no?

Provi quindi emozioni negative ogni volta che vedi una minaccia, un pericolo, un rischio per te.

Se invece pensi di trovarti di fronte a occasioni favorevoli o piacevoli, a qualcosa che ti farà bene, il giudizio, ovviamente, cambia completamente.

Prima di capire come formuli questo giudizio, ti dico in base a cosa lo fai: tu vuoi essere felice.

Ho spiegato cos’è la felicità, e ti invito a scoprirlo subito, per chiarire che è l’obiettivo che tutti vogliamo ottenere.

Felicità non significa perfezione né assenza di problemi. Felicità vuol dire emozioni positive, ad esempio, benessere, calma, serenità.

Significa vivere bene.

Non vuoi tutto questo?

O preferisci stare male, provare emozioni negative, sentirti giù?

Immagino proprio di no.

Bene, il giudizio che emetti riguarda la felicità: se una cosa ti renderà felice, allora questa tua valutazione sarà positiva.

Ecco in base a cosa giudichi quello che accade: in funzione di cosa pensi sappia renderti felice oppure no.

Ovviamente questo vale sia dal punto di vista materiale, quindi fisico, che dal punto di vista psicologico.

Ma come fai a capire se una cosa ti rende felice oppure no?

O se lo farà domani o tra un anno oppure no?

A determinarlo sono tutte le regole e le convinzioni che ti porti dentro.

Ricordi che ti ho spiegato che le emozioni sono organizzate dalla nostra società?

Bene, questo accade perché la nostra cultura ci trasmette regole che dicono cosa è bene e cosa è male, cosa ci renderà felici e cosa non saprà farlo.

Alla fine tu credi che alcune cose abbiano questo potere, renderti felice, e altre no.

Cosa credi, dunque, determina cosa provi.

  • Crediamo che trovare l’anima gemella ci renderà felici, quindi la cerchiamo e la desideriamo tutti.
  • Crediamo che vivere da soli sia triste e ne saremo infelici, quindi fuggiamo dalla solitudine.
  • Crediamo che l’approvazione degli altri ci farà stare bene e la loro disapprovazione significa che stiamo sbagliando.
  • Crediamo che per essere felici dobbiamo avere: relazione di coppia, lavoro, successo, rispetto, prestigio, soldi, agi, ricchezza, salute e via dicendo. Quindi vogliamo tutto questo.
  • Crediamo che il passato debba incidere per sempre su di noi e che quello che è successo ci farà sempre stare male, almeno un po’. Così viviamo in modo passivo la nostra storia.
  • Crediamo di non poter cambiare, che chi nasce tondo non può morire quadrato. Così non ci proviamo neanche a migliorare la nostra vita.

Quello in cui credi determina ogni tuo giudizio e quindi ogni tua emozione.

Nel video ti ho fatto l’esempio delle palle da biliardo che non possono uscire fuori dalla cornice del tavolo.

Ma noi parliamo di indipendenza emotiva, cosa significa?

Se le tue emozioni sono frutto del tuo giudizio, non è quello che otterrai a farti stare bene, ma se tu pensi che succederà proprio questo.

Lo spiego meglio: tu provi gioia non perché hai vinto una partita, ma perché quando vinci “decidi” di creare gioia dentro di te.

Tu “decidi” quando puoi essere felice.

Hai delle regole che lo stabiliscono e quando le soddisfi, ti permetti di stare bene.

Lo stesso accade per ogni emozione negativa: quando qualcosa infrange le tue regole, ti permetti di stare male, di arrabbiarti o provare delusione.

Sembra folle, vero?

Tu ti comporti male con me ed io, per punirti, mi creo delusione e sofferenza.

Divertente non ti pare?

Possibile che siamo così sciocchi da crearci da soli la sofferenza che proviamo?

Sì e no.

Non siamo sciocchi, ma effettivamente sei tu a crearti sofferenza o tristezza, e solo tu puoi crearti felicità.

Ora ti spiego perché fai una di queste due scelte.

Buone o cattive?

Come controllare le proprie emozioni

In realtà non esistono emozioni cattive.

Come detto esse sono una reazione dettata dalle nostre valutazioni.

Perché ci creiamo emozioni capaci di farci stare male?

Perché vogliamo essere felici!

So che sembra un controsenso, ma non lo è.

Hai delle regole, come detto, che ti dicono cosa ti renderà felice.

Ogni volta che queste regole ti segnalano una minaccia alla tua felicità, reagisci con un’emozione negativa, per difenderti.

Ogni emozione negativa è un segnale d’allarme.

Non sono un fattore negativo ma insostituibile e fondamentale.

La stanchezza, la fame o la sete sono segnali importantissimi. Ogni emozione negativa ha lo stesso compito.

In pratica ti devono spingere a risolvere un problema, affrontare una minaccia, allontanare un pericolo.

Se l’emozione positiva, come risposta a qualcosa di buono, ti spinge ad aprirti e accogliere quel che vedi e che consideri fonte di gioia, l’emozione negativa ti dice di chiuderti.

Devi difenderti da quella che consideri una minaccia.

Attenzione, ho scritto consideri.

Che succede se ti sbagli? Se il tuo giudizio prende per minaccia qualcosa di positivo?

Succede che provi ugualmente un’emozione negativa e ti chiudi, allontanando proprio quello di cui hai bisogno.

Ti ricordo che la cultura ha stabilito regole che dicono cosa è bene e cosa è male.

Sono sempre giuste queste regole?

No, anzi, ti assicuro che la maggior parte sono sbagliate.

Esagero?

Guardati attorno, osserva la tua vita e quella degli altri.

Tutto quello che vedi, è determinato da queste regole.

Ti senti circondato, o circondata, d’amore e felicità?

Perché no?

Perché le regole che seguiamo sono sbagliate e non ci permettono di arrivare davvero a essere felici.

Devi renderti conto che le emozioni hanno una funzione precisa: guidarti a vivere una vita felice.

Di fronte alle cose che consideri capaci di renderti felice, giusto o sbagliato che sia, ti apri perché le tue emozioni positive ti invitano ad accogliere qualcosa di buono.

Al contrario, quelle negative devono farti evitare pericoli e minacce, problemi o difficoltà.

Immagina di essere in autostrada: emozioni negative e positive equivalgono alle strisce sull’asfalto, ai segnali stradali, al guardrail.

Ti aiutano a tenere la rotta, a non finire fuori strada e poter raggiungere il tuo obiettivo: vivere una vita felice.

È ovvio che se sei sulla strada sbagliata a destinazione non arriverai mai.

Emozioni positive e negative dovrebbero darti l’aiuto che ti serve per non commettere errori.

Tuttavia il punto è che un’emozione positiva non è, di per sé, garanzia che stai facendo la cosa giusta.

Ricorda che l’emozione non dipende da quello che fai o dalla strada che prendi, ma dal tuo giudizio.

Immagina di essere di fronte a tre porte.

Dietro due di queste ci sono leoni affamati, mentre una sola nasconde un tesoro che ti renderebbe la persona più ricca del mondo.

Puoi scegliere quale porta aprire e una delle tre ti ispira, senti una sensazione positiva e la apri.

Pensi che quella sia la porta giusta solo perché tu lo pensi?

La realtà non cambia per i tuoi pensieri, ma si modificano le tue emozioni e, quindi, ogni tua decisione.

Per contare sulle tue emozioni, per avere la certezza che siano capaci di indicarti qual è la porta giusta, devi comprendere la realtà.

Un tassello cruciale è proprio questo: in fatto di emozioni, la realtà non conta.

Emozioni e realtà: non conta cosa accade ma cosa ne pensi tu!

Imparare a osservare la realtà

Indipendenza emotiva vuol dire che le tue emozioni sono indipendenti da quello che ti accade.

Sempre e comunque.

Non me la sono certo inventata io questa cosa, è la natura di ogni persona, siamo fatti così.

La realtà non ha alcuna importanza.

Qualcuno sostiene che ci sono reazioni che invece sono incontrollabili, come ad esempio la paura, perché derivano da un periodo primordiale della nostra evoluzione.

Quindi potresti lasciare un bambino di 6 mesi a giocare con un ragno velenoso o un serpente, tanto ne ha naturalmente paura e si allontana.

Giusto?

Sbagliato, e lo sai bene anche tu.

Se io non considero pericoloso qualcosa, mica scappo.

La realtà non conta.

Se trovi un botto di quelli che si sparano a Capodanno e ti sembra esploso, non avrai paura, visto che lo consideri innocuo.

Magari lo prendi in mano ed esplode perché lo avevi giudicato male.

Se il tuo giudizio è sbagliato, perché quel botto non era già esploso, non ha importanza: la realtà non cambia e le tue emozioni non sono legate alla realtà, ma al tuo giudizio.

Ricordati che provi emozioni positive non se vivi qualcosa di buono, ma solo se pensi di viverlo.

Fai tutto da solo, o da sola.

Perché questo è importantissimo?

Perché le emozioni ti guidano a vivere felice solo se riesci a comprendere la realtà senza lasciarti condizionare dai tuoi schemi.

Ad esempio la tua cultura, che ti dice cosa provare, quando e come, oppure le regole che determinano le tue idee su cosa ti renderà felice.

Questi schemi generano comunque emozioni che ti guidano.

Se sono sbagliati, perché distorti rispetto alla realtà, le tue emozioni ti diranno comunque cosa fare, ma non sarà la scelta giusta.

Hai ascoltato con attenzione i video?

Ascolta tutti gli esempi, con calma.

Comprendere l’indipendenza emotiva, significa capire che tu crei le tue emozioni e cosa accade in realtà, cosa facciano gli altri, non ha importanza.

La cultura ti ha insegnato cosa dovrebbe renderti felice. Ti ha spiegato cosa deve accadere.

Così accogli con gioia, e provi emozioni positive, tutte le cose che pensi saranno fonte di felicità, anche se ti sbagli.

Il guaio è che questa illusione, considerare buono qualcosa che non lo è, dura poco e si finisce per credere che la felicità non duri o sia irraggiungibile.

Il segreto è capire che ogni emozione la creiamo noi stessi.

Se tu ora cambi modo di pensare, modifichi le cose in cui credi e trasformi la visione della tua vita, potresti essere felice.

Adesso.

Devi iniziare soprattutto a prendere consapevolezza, che la realtà non è come siamo abituati a pensarla.

Ricorda che l’emozione deriva da come giudichi quello che accade. Se la tua visione è distorta, il tuo giudizio sarà sbagliato.

Ecco allora che è fondamentale riuscire a vedere le cose per quelle che sono e non per come ci hanno insegnato.

Indipendenza emotiva:  da dove cominciare

Ora hai scoperto che tu crei felicità e sofferenza.

Tutto dipende da te.

Le regole che hai sempre seguito possono essere modificate, arrivando alla consapevolezza che puoi osservare la vita in modo nuovo.

In moto autentico.

Se farai questo, le tue emozioni diventeranno realmente capaci di guidarti a una vita felice.

Di solito viviamo emozioni negative di fronte a minacce, vere o presunte che siano.

Se vuoi eliminarle, non devi cambiare quello che vedi, ma come lo giudichi.

Niente ha il potere di renderti infelice. Tu crei ogni emozione.

Se comprendi questo, ti rendi conto che nulla ha il potere di farti soffrire.

Arrivare all’indipendenza emotiva non significa solamente comprendere come creiamo le emozioni, ma soprattutto capire che il problema è la visione negativa di quello che accade.

Siamo abituati, cioè, a considerare minaccia qualsiasi cosa che non è come a noi piace.

Ricordi che hai delle regole che ti dicono quando e come essere felice?

Bene, tutto quello che non corrisponde, per te, sarà una minaccia a cui rispondere con un’emozione negativa.

In realtà non hai nulla di cui temere perché puoi essere felice qualsiasi cosa accada.

Cosa accade con l’emozione positiva? Che ti apri, accogli, hai curiosità, provi, rischi, sperimenti con entusiasmo.

Di solito questa risposta la dai alle cose che vanno come tu vorresti, quando la vita si uniforma alle tue aspettative.

Perché limitare la tua gioia?

Non hai bisogno di nulla.

Se diventi consapevole che niente e nessuno possono renderti felice, che tu crei questa felicità dentro di te, allora è ovvio che non debba aspettarti nulla per esserlo subito.

Ma ovviamente è una delle sfide più impegnative che esistano e per questo ho creato una guida che ti accompagni a realizzare gradualmente e concretamente tutto questo.

 

Scegliere le tue emozioni non significa diventare razionale

Non vorresti passare dall’ansia alla tranquillità, anche se hai un problema? Non preferisci la gioia alla tristezza? Quando dico che tu scegli le tue emozioni intendo che riesci a trasformare quelle negative in positive.

Non c’è distacco, indifferenza o razionalità: vivi emozioni positive intense, profonde e vere, ma quelle negative non hanno più il controllo della tua vita!

EmozioniOgni capitolo della mia guida corrisponde a una lezione del nostro corso.

Per prima cosa ti insegnerò come scegliere le tue emozioni e scoprirai come trasformare quelle negative in positive. Ti insegnerò l’esercizio che uso io, da diversi anni, per farlo.

Ti garantisco che provo raramente tristezza o delusione, o rabbia, e quando arrivano le caccio via in pochi minuti, se non addirittura in pochi secondi.

E non faccio una vita agiata e comoda, il fatto è che quello che ti insegnerò lo provo quotidianamente e funziona sempre, in qualsiasi situazione, senza eccezioni.

 

Liberarsi della sofferenza non significa cancellare la tua storia.

La sofferenza è una cosa, i tuoi ricordi, le tue esperienze e la tua vita, un’altra. Puoi lasciare andare il dolore e riscoprire le bellezza, la dolcezza e la gioia dei tuoi ricordi.

Liberarsi del passatoIl passato è un dono se diventa una parte del tuo cammino e non si trasforma nell’ombra che oscura il sole anche oggi.

Il secondo capitolo è la lezione in cui ti spiego come liberarti definitivamente della sofferenza del tuo passato.

Ognuno di noi finisce per portarsi sulle spalle dolori e dispiaceri per gesti, errori (nostri o degli altri), vicende vissute magari molti anni prima.

Qualcuno ti ha detto che le ferite del passato non si possono curare e ci hai creduto forse. Io le ho guarite tutte.

Ti spiego perché è possibile, con esempi anche molto forti, e ti insegno come usare un potente esercizio per eliminare ogni sofferenza.

 

Che nulla ti possa fermare non vuol dire che non avrai problemi!

Niente favolette in stile legge dell’attrazione o simili, che ti promettono mari e monti senza fatica 😉

I problemi fanno parte della vita e ne avrai sempre. Io ne ho comunque, ma niente può fermare me, niente potrà fermare te. Puoi risolverli tutti, puoi farlo senza perdere gioia e serenità, puoi essere felice nonostante i problemi.

ConsapevolezzaHo dedicato ben 3 capitoli a spiegarti come puoi affrontare la realtà, risolvere qualsiasi problema senza che niente abbia più il potere di inquinare la tua vita.

Qualche anno fa ero il primo a vivere male problemi, imprevisti e difficoltà, ma oggi non temo nulla: so che una soluzione c’è, ho imparato come trovarla e usarla e come non permettere a niente di fermarmi.

Ho per te diversi esercizi che hanno un’efficacia incredibile e ti permetteranno di raggiungere lo stesso risultato: niente potrà fermarti e imparerai a tenere saldamente in mano il timone della tua vita!

 

I segreti sono due e sono semplici, ma cambiare vita non ho detto che sia facile.

Se applichi i consigli e gli esercizi che ti insegnerò, se elimini le fonti delle tue emozioni negative e ti impegni ogni giorno a creare felicità e gioia, trasformerai la tua vita leggendo questa guida.

Segreti sempliciNon è facile, ma ti assicuro che è possibile 😉

Poi ci sono due capitoli davvero fondamentali, le due lezioni più importanti che ho imparato sulla mia pelle.

La prima ti spiega cosa genera sofferenza ed emozioni negative. Io l’ho scoperto e ho anche imparato come eliminare questo cancro. Ti insegnerò alcuni esercizi e ci riuscirai anche tu.

Poi ti spiego cosa crea le emozioni positive. Questo è forse il capitolo più importante e avrai tantissimi esercizi, tutti molto semplici e pratici, per iniziare a costruirti una vita felice, sin da subito.

 

E poi c’è l’ultimo capitolo…

Libro Indipendenza EmotivaL’ultimo capitolo è il piatto forte: decine di esempi pratici che ti mostrano, partendo da situazioni reali, cosa fare per mettere in pratica tutto quello che ti avrò insegnato fino a quel momento.

Ti spiego come trasformare l’emozione negativa in qualsiasi circostanza, come porti di fronte a ogni genere di problema, vedrai come si applica praticamente ogni consiglio e suggerimento.

Molto più di un libro, un corso ricco, semplice, ma soprattutto, perché è quello che interessa a te, concreto e utilizzabile 2 minuti dopo averlo letto!

 

Cosa aspetti? Inizia subito!

La guida che ti sto offrendo è un vero e proprio libro. Si intitola “Indipendenza Emotiva” e puoi averla in formato digitale, come libro cartaceo (lo spedisco a casa tua) o come audio libro (e lo ascolti dove vuoi).

Ti ho spiegato cosa trovi nel libro (che è anche un vero e proprio corso per eliminare le emozioni negative!) e altrettanto chiaramente ti dico che, senza super offerte o mega sconti, Indipendenza emotiva costa solo 13€. Punto.

Il prezzo è quello di un libro, anche se il contenuto è un vero e proprio corso per cambiare la tua vita.

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Anche se il costo è davvero basso (stiamo parlando solo di 13 euro o meno se ti piace il digitale!), voglio darti tutte le garanzie che stai comprando il libro giusto, il corso che ti aiuterà a cambiare davvero la tua vita.

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Da oltre 7 anni mi occupo di felicità: la studio, la osservo, la vivo e la condivido. La mia missione è aiutare tutti a cambiare la propria vita ed essere felici. Su Diventarefelici.it porto la mia esperienza personale e quella delle tante persone che ho conosciuto e aiutato in questi anni per dare il mio contributo: voglio migliorare questo mondo, e più persone diventeranno felici, più ci riuscirò. Questa è la mia missione.

99 Commenti

  1. MI complimento con l’autore. Scritto in modo semplice e divertente. Very cool! Mi occupo di investimenti finanziari e la psicologia della massa dove la folla prova emozioni simili MA NON TUTTI. Di solito quei “NON TUTTI” sono i vincenti, la massa i perdenti perchè vengono presi in trappola o perchè hanno delle credenze sbagliate in base al comportamento del mercato e all’episodio che scatena panico o euforia. Molto in gamba l’autore.

  2. ciao, volevo raccontarti la mia esperienza.
    due anni fa conobbi un ragazzo alla quale mi affezionai parecchio, lui altrettanto, con l’unica pecca che sarebbe dovuto partire una settimana dopo. I nostri destini si divisero fino ad una settimana fa, lui ritorna a casa e per pura casualità ci rivediamo. Fin da subito tra di noi c’è stata una strana intimità che non è venuta a mancare nemmeno ultimamente, ma quella a venire meno sono stata proprio io. Mi sono fatta bloccare dalla paura e si è attivato subito l’allarme. Quindi c’è stato appunto un giudizio negativo da parte mia. E proprio per quella mia chiusura e la mia mancanza di amore che ho fatto in modo da allontanarlo, nonostante lui provasse gioia nel vedermi. Adesso ho tutto dentro e ho tanta voglia di liberarmi da questi pensieri negativi, anche se grazie alla tua guida sto ritrovando la serenità. Ho voglia di provare quell’amore che provavo tempo fa.

  3. Io mi porto avanti alcuni traumi del passato.
    Mia madre mi picchiava ora sono diventato contro le donne, mi faccio problemi strani tipo, non sopporto quando le donne vincono contro un uomo.
    Non sò che fare, sto impazzendo.

  4. Un saluto a te Giacomo e a tutti i lettori. Volevo condividere con voi la mia esperienza in merito al tema dei nodi affettivi, avquanto le nostre reazioni emotive non dipendano da quanto accada ma dal nostro giudizio e valutazione, portandovi la mia esperienza di un paio di gg. Fa, che ho postato sul tema della dipendenza affettiva. Situazione : rientro da casa dopo essere andata a prendere mia figlia di 5 anni a scuola, ero serena, tranquilla, le avevo detto che avrei fatto il bagno in piscina con lei ( fino all altro ieri , infatti, non l Ave ancora fatto, per cui entrambe eravamo contente di condividere questo momento). Ci prepariamo, siamo sorridenti, le dico di indossare la cuffietta e da lì a pochi istanti lo scenario muta drasticamente. Lei si siede per terra, (postura che assumono sovente i bambini quando cominciano ad arrabbiarsi , e che mi è molto a famigliare, a qualcun’altro? ) comincia con una serie di versi di disapprovazione, a seguire, lo sbattere dei piedi, e le fatidiche parole : non voglio !!! Io nel frattempo ero già su tutte le furie , ho cominciato con l imposizione : devi metterla, per poi passare alla minaccia : allora non andiamo in piscina. A quel punto si è scatenato l inferno ( niente fa aumentare a dismisura la tensione di entrambi che la proibizione ) . Dopo di ché mi sono allontanata ( e anche questo gesto alimenta la rabbia ) , sono andata a sedermi sul divano, mi sono seduta e ho cominciato a respirare, lo faccio quando ormai l emozione negativa mi ha agganciata e so di ave perso il controllo . A quel punto , mia figlia ha cominciato ad urlare dicendo di voler andare in piscina, io con tono pacato le ho risposto che saremmo uscite quando anche lei si fosse calmata, il che la fa andare puntualmente su tutte le furie , questo alternarsi di affermazioni è andato avanti fino a quando mi ha chiesto un bacino ( sempre urlando ) e di nuovo le ho risposto che non era il modo e il momento, l ho invitata a sedersi accanto a me a respirare , lei , che qualcosa doveva ottenere, si è seduta in braccio. Alla fine dopo cinque minuti, di questo scontro a fuoco di quasi mezz’ora, si è calmata, e siamo andate in piscina. Ora a fronte di tutto ciò la sera, sdraiata nel letto, mi sono chiesta cosa scatenasse in me tale reazione, in quali altri momenti mi capitasse, quali fossero i miei pensieri. E così facendo mente locale, mi sono tornate in modo nitide le volte in cui avevo reagito così ( soprattutto con il mio compagno, che sembra farlo apposta). Ovvero quando sono tranquilla, serena, e soprattutto contenta di.condividere insieme un bel momento, me lo ROVINANO. Esatto io ho imputato a loro la responsabilità di rovinarmi l umore, il mio benessere, e così il nostro momento! Mi sono resa conto di aver fatto altresì un altra cosa, mettere al primo posto il MIO Bisogno e non quello dell altro, e mi sono chiesta, ma quando io esprimo un dissenso, un disagio è cosi che vorrei essere trattata ? Certo che no, vorrei essere ascoltata e compresa e non aggredita ! In quel momento ho giudicato il comportamento di mia figlia, e le altre volte quelle del mio compagno, una minaccia , a v cosa? Al mio benessere, alle mie aspettative, a come mi ero immaginato dovesse andare. E poi secondo le mie convinzioni ho applicato il vademecum di fronte all’opposizione, apprese dall esempio dei miei genitori, ( tranne il momento del respirare :-)) dal così si fa, dalla paura che altrimenti diventa viziato ecc. Eccc. Così mi sono detta la prossima volta che succederà, Debora ricorda, Campanella d allarme , semaforo rosso, qual è la cosa più importante ? Quale esempio vuoi dare a tua figlia ?
    Ed è accaduto ! La scena della cuffietta si è ripresentata, certo è stato più facile, perché era lo stesso contenuto e il ricordo fresco, mi sono fermata, l ho abbracciata, le ho chiesto cosa non le piacesse della cuffietta, l.ho ascoltata, le ho detto che comprendevo le sue ragioni e le ho spiegato le mie , ha capito che la cosa era circoscritta a questo giorni , con il sorriso ha indossato la cuffia e tutti in piscina.
    I NODI SI FANNO, I NODI SI POSSONO TOGLIERE, Per fare un nodo ci voglono 10 secondi , per toglierli tanta pazienza e volontà. Vi è mai capitato di dover sciogliere il nodo dalla catenina o dagli auricolari, che sembrano dotarsi di vita propria quanto a intrecciamenti ? 🙂 🙂 🙂 alla prossima !!!!!!! Grazie a chi ha avuto la pazienza di arrivare fino alla fine 🙂

  5. ciao leggo per la prima vòlta questa tua pagina, in breve: come si acquista autostima e non soffrire più di invidia per persone che vediamo sempre migliori di noi? si arriva ad odiare queste persone ma stiamo male solo noi cosi.
    grazie
    Livia

  6. Ciao Giacomo,

    Ti ringrazio innanzitutto per l’aiuto prezioso delle tue parole e dei video, confrontarsi con chi ha già ottenuto proprie conquiste personali di sicurezza è sempre fondamentale.
    Premetto che ero capitata sul tuo sito un po’ per caso perché diciamo che sto provando un periodo di grande cambiamento mio personale che è partito da una delusione che ho avuto di recente. Tengo a dare alcuni dati personali perché si capisca il tutto. I miei genitori sono separati da quando ho sei anni ma non ho mai sentito troppo la mancanza di mio padre, perché non l’ho mai sentito come tale, specie dopo che, quando aveva iniziato un altro rapporto, per cinque anni non ci siamo sentiti e mi sono abituata alla sua assenza e alla mancanza di affetto suo verso di me. Fino alle medie sono stata spesso presa in giro dai compagni di scuola e avevo solo una amica, solo con il liceo ho trovato un gruppo di amici con il quale mi trovavo, condividevo l’esperienza del canto corale, ci divertivamo insieme, condividevo un credo, ero felice e appagata. Il problema che colgo solo ora è che io con il tempo ho cominciato a dipendere dai miei amici, mi spiego:scrivevo ai miei amici sperando e un po’ pretendendo che la cosa fosse reciproca, ma spesso le mie aspettative rimanevano disilluse e iniziava la rabbia, se non vedevo che mi si dava le attenzioni che speravo e vedevo che altre persone erano invece riempite di affetto mi dispiaceva tanto. Purtroppo con il tempo ho cominciato a sviluppare un po’ di gelosia verso una mia amica che è sempre brillante, apprezzata da tutti, brava in tutto, io mi sento insicura invece e quando sto con gli amici ho come il sospetto che la mia presenza sia irrilevante. In quel gruppo ho trovato il fidanzato, ma dopo 10 mesi è finita per volontà sua e io ho sofferto per due anni. Sarà che dipendevo dà lui, ogni minuto che non lo vedevo era un patire, sarà che avevo 18 anni e non capivo molto. Aspettavo di sentire da parte dei miei amici che ci si vedesse, ma ci sono oramai due coppie, altre persone magari sono timide, io purtroppo ora non mi trovo più troppo, capiamoci mi diverto, ma mi trovo come tra gente con cui non ho nulla in comune, non più il credo, il coro, non le idee, eventualmente due valori, ma ho capito di sentirmi un po’ sola lì. Così a ottobre scorso conosco un ragazzo a un corso. Io per 3 anni avevo aspettato una persona che mi amasse seriamente. Dalla prima seppure breve conversazione mi ha fatto una buona impressione, seppure Di ragazzo estremamente timido. Fatto sta che mi aggiunge su Facebook e mi chiede i compiti. Ci rivediamo a lezione e io intuisco un interesse. Avendomi ispirato fiducia perché non era un brutto ragazzo e mi sembrava serio gli ho scritto per natale e santo Stefano e in quelle occasioni mi ha dato da dire. Poi gli ho chiesto un aiuto una volta sempre su Facebook e da quella sera mi scriveva tutte le sere, finché i primi di gennaio mi ha cominciato a scrivere anche il buongiorno. Era sempre estremamente carino con me, davvero, solo troppo dolce, sdolcinato, non so forse anche lo scrivermi troppo… Ma io ero al settimo cielo, non posso dire mi piacesse, ma vivevo la vita come davvero rinata, positiva, felice, radiosa. Mi ha chiesto di uscire diverse volte, due colazioni offerte, diversi regali, un pranzo da lui, ma era a volte un po’ timido, quasi non sapevo che dire, ma stavo bn dunque non ho assecondato il cuore. Si dichiara e mi bacia, sebbene un po’ titubante ero entusiasta ma già dal giorno dopo quando con lui pensavo “che noia, non vorrei essere qua”,per quanto persona brava, bella, con cui ho mille cose in comune. Gli ho detto l’indomani che forse avevamo corso troppo, la settimana dopo ci abbiamo riprovato, ma le due settimane in cui sono stata con lui non mi veniva da baciarlo e ero triste, con lo stomaco sottosopra. Allora gli dico che temo potrebbe essere solo un mio amico e continuamo stupidamente a vederci finché io intuisco che l’entusiasmo lo aveva lui, io lo avevo creato questo rapporto con un intento preciso, fidanzarsi. Mi scriveva sempre lui, mi chiedeva di vederci sempre lui, i messaggi continui cominciarono a diventarmi pesanti e gli dissi che era bn diminuire le uscite e vedersi in gruppo e lui lo accettò, ma il problema è che a me di colpo è come se questo entusiasmo sia andato via, non ne sento la mancanza, per quanto riconosco in lui un valore. Allora gli dico che per me è un amici,perche sembrava non aver colto dato che continuava a scrivermi spesso e gli ho detto che era bn tenere le distanze e lui lì mi ha detto che si era aggrappato a questo rapporto per non sentirsi soli, che non aveva voluto accettare la realtà delle cose. Come si fa dunque? Io che riconosco che lui è una persona d’oro, con mille cose in comune con me, interessi, valori, serietà, disponibilità, ma non mi fa ridere più di tanto per esempio, mi dà noia ogni tanto per quanto io con lui mi trovi bene, lui tende a essere timido e io forse ho bisogno di persone più energiche, grintose… Mi chiedo se tenere il rapporto e cercare di ricostruirlo dato che non sento la sua mancanza, né entusiasmo, però lui come persona è tanto gentile e non vorrebbe perdere i contatti. Non so cosa fare…

    • Ciao Debora,
      sei felice?
      Cosa ti faceva provare entusiasmo? Questo ragazzo o ciò che tu pensavi’ L’idea di essere corteggiata, desiderata, importante per qualcuno?
      Il problema di fondo è pensare che le nostre emozioni arrivino dall’esterno, siano dovute e cosa viviamo o cosa fanno gli altri. Non è mai così. ma è difficile non tanto capirlo, quanto provarlo sulla propria pelle, aprire gli occhi e sentirlo.
      Se non sei felice andrai a cercare emozioni positive negli altri. ma ti annoierai spesso, resterai spesso delusa, perché non sono le eprsone a farci stare bene.
      Ti consiglio di leggere con molta attenzione questa pagina, poi questa.
      La risposta alla tua domanda arriverà chiara quando tu diventerai felice 🙂

  7. Buongiorno Giacomo,
    sono arrivata al suo sito, diciamo per caso…cercavo qualcosa che mi aiutasse a superare la tristezza che vivo in questo periodo…e che un po’, credo, di essermi andata a cercare…
    Premetto che sto già cercando di mettere in pratica le sue parole, che mi aiutano moltissimo, ma quotidianamente ricasco in questo vortice di disagio, rabbia e frustrazione..
    Per la farla breve soffro per un uomo che, all’inizio, si è mostrato coinvolto e appassionato, ma dopo qualche mio rifiuto (sessuale) si è un po’ raffreddato…(lui nega, ma tant’è….inizialmente era romantico, mi parlava d’amore e di una vita insieme etc etc).
    Ora, non sono così ingenua…e gliel’ho anche detto; “se è solo sesso, va bene, basta che tu sia sincero con me…).
    Il problema è che continua a cercarmi (via messaggi e…in ufficio…siamo colleghi, mannaggia a me), ma sta sempre sul vago e non si espone mai veramente…e adesso anch’io faccio così (lo evito e non lo cerco), ma non sembra molto colpito…mi dice solo che è curioso di capire cosa mi è successo, ma poi non fa niente…
    In conclusione, per quanto riguarda me, non riesco a superare la frustrazione che questa cosa mi crea…vorrei essere in grado di non dipendere dalla sua scelta (qualunque essa sia), vorrei capire, ma non voglio chiedere…
    So già qual è la risposta, ma è davvero molto difficile applicarla.
    Grazie. Questo sfogo mi sta facendo sentire già un po’ meglio 🙂

    • Ciao M,
      per non dipendere dalla sua scelta non devi conoscerla, deve non influire sulla tua vita.
      Se da questa decisione dipende, anche poco, la tua felicità, allora è ovvio che ti condizioni.
      Magari questa è la “scusa” buona per iniziare un percorso dentro di te che ti renda davvero libera dalle scelte degli altri. Inizia a seguire il mio Corso per diventare felici, sono certo che ti farà fare un bel cambiamento 😉

  8. Ciao volevo farti delle domande…
    Se come nel caso vedessi uno che mi rompesse la macchina davanti a me senza motivo apparente e reale e gli chiedessi in tutta calma perchè lo facesse e lui continuerebbe come dovrei prendere l’evento in positivo? Non posso dire e se prima mi avesse dato un milione di euro…io parlo se mi succedesse questa situazione nella realtà….Qualcuno potrebbe dire no alla violenza ma se io gli chiedo tranquillamente di risarcirmi per lo meno e lui rifiutasse e scappasse dopo senza piu vedersi….Se succedesse una cosa del genere in questa situazione potrebbe risolvere tutto perchè la gente vedendo una persona buona se ne approfitta….Quindi secondo me c’è sempre una linea da tenere perchè non si puo sopportare tutto…Per non parlare di casi piu gravi….se trovassi nel momento inflagrante un uomo che stuprasse tua figlia(immaginaria perchè non so se ne hai una) come potresti non reagire???Ti premetto che non ho mai usato le mani e ho sempre evitato molte situazioni…ma in situazioni del genere non so come possa trovare la calma e l’amore per il mondo

    • Ciao Marco,
      amare non significa subire.
      Se uno mi vuole fracassare l’auto chiamo la polizia. Se uno cerca di stuprare mia figlia lo fermo, non lo ammazzo, ma se serve dargli un pugno ben venga, se questo è necessario a proteggere una persona.
      Ma l’odio non aiuterebbe e la rabbia nemmeno. Restare calmo non vuol dire subire, ma agire senza la violenza delle emozioni negative che ti annebbiano la vista e ti fanno fare, spesso, cose sbagliate.
      Leggiti anche questa pagina 🙂

  9. ciao giacomo e da un po che non ti scrivo io cerco di stare bene mangio dormo lavoro sto con figli ma ho la testa sulla ex moglie ho un buon rapporto con lei poco tempo fa le ho detto che ci tengo ancora a lei lei non ne vuol sapere ha detto che mi vuole bene come papa dei bimbi a me questo non basta e mi fa star male lei sa che gli voglio bene ma non le interessa e dura x me dopo 14 anni di matrimonio x me non e facile uscirne

    • Ciao Gianni,
      e tu nella testa devi lavorare 🙂
      Distrarti con tante cose non serve se non cambi pensieri, primo su tutti devi capire che la tua felicità non è mai dipesa da lei e non sarà mai così.
      O sei felice, o non lo sei. E con gli altri condividi solo ciò che sei.
      Che ne dici di iniziare a seguire il mio Corso? Al mondo non esiste un altro supporto gratuito come questo 😉

  10. Ciao Giacomo trovo i tuoi articoli molto interessanti anche il fatto che le nostre emozioni sono una reazione ..io sono fidanzata da otto mesi e lo amo ..in pratica tutto gira intorno al mio passato che mi perseguita da quando una persona ha iniziato ad usarmi e io che volevo dimenticarlo cercavo di stare con altre mille persone che stavano con me solo per usarmi e io mi affezzionavo nonostante questo avevo sempre i suoi occhi negli occhi degli altri davvero ho provato di tutto
    ..gli inviavo sempre dei messaggi per parlargli e lui non rispondeva mai faceva finta che non esistevo mi faceva crollare ..
    Ora non sono più legata a questa persona come prima ho trovato altri occhi che mi piacciono in. Cui mi guardano mi piacciono i difetti e i pregi e voglio sapere e conoscere tutto di lui ma questo si farà spero durante questo viaggio chiamato vita.io ho solo un problema però non capisco se la mia confusione che provo oggi è perché ho paura di essere usata o perché non sono più sicura della mia relazione ?
    A volte noto degli atteggiamenti del mio ragazzo mi danno fastidio vedo la solita routine e vorrei fare tanto altre cose
    Insomma io ho bisogno di lui ma in un altro modo vorrei che fosse più presente e vorrei che mi dicesse che non mi lascerà perché ho la paura costante che prima o poi se ne va perché si stanca voglio solo capire se io mi sto facendo usare perché fino innamorata e non voglio che mi lascia O perché sono condizionata da quello che mi è successo in passato pensando male ?

    • Ciao Benedetta,
      questa risposta solo tu puoi trovarla dentro di te, osservandoti e capendoti meglio.
      Io però credo che il punto sia un po’ più indietro: ti stai facendo usare?
      E soprattutto: quale che sia il motivo, perché dovresti vivere con l’eterna paura che se ne vada?
      Per quanto possa dirti che non lo farà mai, come puoi esserne certa?
      Nessuno di noi sa cosa farà domani, figurati cosa faremo tra 30e 40 anni.
      Non avrai mai certezze in questa direzione.
      Tu non devi aver bisogno di qualcuno per essere felice. Altrimenti cadi nelle solite “trappole” e dipendi dagli altri, ti alsci usare, usi.
      Ti consiglio due pagine che forse non hai letto ancora: questa e questa.
      E poi che ne dici di iniziare a seguire il mio Corso per Diventare Felici?

      • Grazie spero che tu abbia ragione
        ..vorrei tanto provare a capire cosa sento dentro lui per me forse è la che troverei una risposta

      • Intanto penso che se mi userebbe non penso mi porterebbe una rosa
        E quello che ha fatto stamattina mi ha portato una bellissima rosa ..quindi forse la mia è solo una stupida convinzione che mi creo quando succede già una piccola cosa

    • Ciao Michela,
      questa sì che è una bella domanda 😀
      Difficile rispondere, nel senso che è difficile capire cosa c’è davvero dentro un’altra persona, cosa sente, cosa vuole, cosa prova.
      Io direi di fare due precisazioni. Prima di tutto considera che potrei non amarti sinceramente oggi, ma imparare a farlo domani. Il cambiamento è sempre possibile, in entrambi i sensi. Per cui c’è da capire, comprendere e scoprire l’altro (e noi stessi!) ogni giorno.
      Poi ci sono segnali molto esteriori, come i comportamenti o le parole, che sono i più gettonati ma anche i più ingannevoli. Il mio consiglio è di liberarti da paura e condizionamenti, fare dell’amore il tuo modo di essere e vivere (leggi questa pagina) e poi osservare e ascoltare con attenzione gli altri, imparare a conoscerli per ciò che sono. Solo così puoi capire se il loro amore è sincero. e puoi sempre sbagliarti 😉
      Io ti suggerisco 2 pagine per comprenderlo meglio: questa e questa 🙂

      • scusami Giacomo ma ho ancora altri dubbi… sto con un ragazzo da ormai tre mesi, e in questi 3 mesi ci siamo visti praticamente tutti i giorni e abbiamo dormito insieme quasi ogni notte.. circa un mese fa me ne sono uscita con il fatidico “ti amo” e abbiamo discusso a lungo su fatto che lui non me lo volesse ri-dire a sua volta…siamo molto diversi, e malgrado io stia facendo un percorso per diventare indipendentemente emotiva, anche grazie al tuo blog, ieri si è ripresentato il mio voler esprimermi e dire “ti amo”, cosa che non avevo più esplicitamente detto da quando avevamo discusso..per entrare più nel dettaglio stavamo facendo l’amore e lui voleva che parlassi ,che dicessi qualcosa…sentivo il “ti amo” , ma avevo paura di dirlo e di non ricevere per l’ennesima volta una risposta…prima di dirlo ho sentito male, nel senso che avevo l’ansia, avevo paura, allo stesso tempo sentivo che non potevo più frenarmi (quante volte non l’ho detto…). insomma quando gliel’ho detto lui mi ha risposto “hai detto che mi ami?” e ha continuato a sparare altre frasi senza però rispondere “ti amo”… vabbè sembra uno scioglilingua ahah fatto sta che oggi mi sento davvero strana.. ho bisogno di dirlo, e sono rimasta con lui e ho continuato ad amarlo anche più di prima anche seguendo i tuoi consigli..ma ora che tutto va bene fra noi e sento che c’è intimità e sentimento non riesco più a passare sopra il fatto di non essere ricambiata verbalmente.. vorrei riparlargliene di nuovo ma ho davvero paura che la conversazione finirà con il ferirmi di nuovo e forse a lasciarci, solo per due parole che lui non vuole o non sente necessario fare uscire dalla sua bocca..è vero l’amore non è egoista, ma in una relazione la reciprocità è importante, e sento che sto dando troppo forse, forse c’è uno squilibrio.. e poi penso a che effetto gli faccia sentirsi dire da me “ti amo”, se poi non risponde…è bello che sia onesto,ma se io reagissi così al posto suo è perché non sentirei di amarlo..e allora perché sta con me?grazie ancora

        • E se ti amasse ma vivesse male la parola “ti amo”?
          A volte cerchiamo conferme che non sono significative per la persona interessata, ma solo per noi. Magari lui vede nel “ti amo” qualcosa che non gli piace o che oggi non vive ancora nella vostra relazione. E non perché non ti ami, ma perché magari lui intende qualcosa di preciso con quelle parole.
          Il punto è che magari intendete le cose in modo differente. La domanda è: per quale motivo è così indispensabile che ti dica “ti amo”?
          Leggiti questa pagina tratta dal mio blog personale, spero ti possa essere utile 🙂

      • ciao Giacomo, il mio ragazzo mi ha lasciata. Dice che voleva fare molte cose con me ma ha visto che io non ero pronta, e che non vuole restare a perdere tempo a far apprendere alle persone come vivere secondo la sua maniera. soprattuto dice che lui non sento quello che sento io per lui. mi sento molto depressa in questo momento, mi sento abbandonata come una bambina, sento che non ce la faccio più, e che anche le cose buone che mi capitano nella vita le faccio fuggire. mi dispiace tanto che sia andata a finire così tra noi, io ce l’ho messa tutta, davvero. e ora mi sento vuota. diciamo anche che non so amare me stessa, che nella mia vita non vedo un vero senso, e che spesso mi è capitato di pensare di farla finita, e oggi l’ho ripensato. mi fa male vedere come gli altri siano pronti ad abbandonarti da un momento all’altro, mi riesce difficile ora credere all’amore ,a quello mio e a quello degli altri. mi sento davvero sbagliata, sento che il mio amore è malato, sento che senza questa persona che mi fa sentire inferiore per tante cose che mi ha detto, non ce la farò. mi sento male e la cosa più brutta è che ho fatto star male anche lui, non gli ho fatto sentire l’amore che provavo per lui, o per lui non ero abbastanza.

        • Ciao Michela,
          lui non vuole “perdere tempo” con te, e tu sei sbagliata?
          E se lui fosse semplicemente troppo preso da sé, per amarti, comprenderti, accettarti?
          Visto che hai davanti un fine settimana, inizia a seguire i consiglio di questa guida e non lasciarti deprimere dalla situazione più del “necessario” 😉

  11. Ciao Giacomo,
    sono un paio di giorni che ti leggo, ma ancora non mi fido di te (col cavolo che ti dico il mio nome :P). Provo a scriverti, magari la tua risposta mi farà cambiare idea.
    Questa settimana ho deciso di darmi malata, perchè ero esausta: mi sembra che tutto sia un disastro totale, che non sia riuscita a costruire nulla di buono in me, eppure credevo di essere partita bene!
    Sono almeno un 4 anni che sono bloccata nella depressione. All’università riuscivo bene, poi la tesi non si sa bene come è diventato uno scoglio insormontabile e per quanto l’abbia passato, resta uno dei giorni che ricordo con più amarezza.
    Poi è arrivato il lavoro, e anche lì, sono passata da non avere quasi nulla da fare a compiti che superano di gran lunga le mie capacità (che mi richiedono un fortissimo impegno nonchè uno studio aggiuntivo, che ho deciso di intraprendere ma che dubito che in molti avrebbero accettato). Il lavoro mi fa sentire frustrata, inadatta, e inoltre faccio molta fatica a sentirmi parte dell’ufficio, parte dei progetti, anche perchè lavoro molto da sola (il mio progetto di dottorato è solo mio) ma soprattutto perchè mi costa un’incredibile fatica confrontarmi con gli altri e chiedere aiuto.
    Sono 8 anni che non ho più un’amica. Ne avevo una molto cara, ma ha incominciato a farmi stare male e ho deciso di troncare, nonostante lei non volesse e abbia provato a cercarmi più volte, anche a distanza di anni. Inizialmente avevo provato tanto a farmi nuove amiche, ma non riuscivo. Poi è cominciata la crisi con il mio ragazzo storico, tradito da me (devo dire che ero molto arrabbiata all’epoca), a cui sono seguiti un paio di anni di tira e molla e qualche storia con un altro paio di ragazzi. Io e il mio ragazzo storico abbiamo sempre continuato a frequentarci, nonostante la mia attrazione fisica per lui sia praticamente sparita. Siamo tristi tutti e due e ci siamo consolati restando insieme. Sicuramente il fatto che io non fossi più attratta da lui e che lo abbia spesso trattato male (a un certo punto volevo che lui mi lasciasse, perchè lui proprio non vuole) ha fatto si che dopo un paio di anni di semi tranquillità (o calma piatta…) ha incominciato a tradirmi, con una donna molto più grande di lui, con cui difficilmente potrà mai avere una relazione. L’ho scoperto (un anno dopo e dopo avergli detto che avrei voluto andare a convivere) e lui si è scusato moltissimo. Io lo capisco, è stata colpa mia se ha cercato altrove attenzioni, ha solo colto un’occasione, che in fondo non lo rendeva neppure così felice. Così è un mese che rimugino su questa cosa, che mi ha scosso molto. Ci vediamo, ma ogni tanto mi prendo male e sto lontano da lui per qualche giorno, ma poi torno perchè mi manca la sua presenza.
    Il tutto è simpaticamente condito da problemi DCA (solo miei), un pò di alcolismo e canne (io e il mio ragazzo).
    Ora. Faccio veramente fatica a trovare le forze e soprattutto la motivazione per cambiare. E’ ovvio che debba rivedere molto della mia vita e dei miei comportamenti, ma mi sembra di scivolare sempre più in giù, non riesco a parlarne con nessuno, non mi va di fare terapia (ne ho già fatti 7 anni). Stasera vedrò il mio ragazzo e gli dirò che vorrei provare a cambiare e in cosa, e che mi piacerebbe molto se lui avesse voglia di accompagnarmi in questo nuovo percorso (credo che anche lui voglia cambiare, ma che non sia così motivato). Spero mi dica di si. Altrimenti proverò da sola. In entrambi i casi, mi sembra incredibilmente difficile la tua strada!! Quale pensiero può aiutarmi a trovare la motivazione per cambiare anzichè lasciarmi completamente andare e lasciar perdere tutto?

    • Non so se un pensiero possa aiutarti a trovare la motivazione.
      Più che di un pensiero, tu hai bisogno di un senso.
      Ha senso farti il mazzo per cambiare? Perché hai ragione quando scrivi che sarà difficile.
      Per cui ne vale la pena? Ha senso?
      Se tu trovi questo senso, puoi fare qualsiasi cosa.
      Facciamo così, datti qualche giorno di tempo. Vai in questa pagina.
      Ti spiega come funziona il mio corso. Poi lo inizi e segui le lezioni del primo ciclo: La strada da prendere.
      Quelle in celeste, per chiarirci 🙂
      Per trovare un senso al lavoro che ti aspetta, penso che saranno preziose 🙂

  12. Salve Marco
    Leggo volentieri cosa scrivi e mi trovo d accordo su molto…
    Ma mi chiedo…. di fronte alla malattia magari incurabile,quindi con tutto quello che comporta, come si può rimanere con un pensiero tala da nn cadere nella disperazione?
    Lo stesso vale magari per quanti sfortunati genitori si trovano a combattere contro la malattia dei propri bambini o peggio a dover affrontare la morte dei propri figli….
    Li puoi pensare o dare il giudizio che vuoi,ma la realtà È quella,quindi rimanere positivi la vedo difficile.
    Ciao
    Mauro

    • Ciao Mauro,
      sono Giacomo 🙂
      L’emozione dipende sempre dal senso che diamo alle cose.
      Quando scatta il giudizio “giusto o ingiusto” li ci complichiamo molto la vita.
      Il problema non è se sia effettivamente una cosa negativa una malattia, ma come la vivo. Se la trovo ingiusta e mi arrabbio, o se cerco di dare a mio figlio, per esempio, una vita normale.
      Leggi questa storia, mentre in questa pagina ti spiego dove io trovo il senso e la forza per affrontare ogni cosa senza disperazione 🙂

  13. Ciao Giacomo

    ti scrivo in relazione al tuo esempio del ragazzo che malgrado venga tradito è felice perchè non è consapevole della realtà.
    Sono d’accordo con te che la sua felicità dipende da ciò che pensa, ma se conoscesse la verità la sua felicità si trasformerebbe in infelicità a causa della realtà. Quindi la situazione lo rende felice solo a condizione che non sia completamente consapevole della verità. Perchè una verità esiste in questo caso.
    Quindi non è solo ciò che pensiamo a determinare le nostre emozioni ma anche le circostanze. Per le quali spesso non possiamo fare nulla.

    Talvolta mi piacerebbe poter semplicemente pensare di essere felice, indipendentemente dalle circostanze, ma la realtà va comunque vissutà per ciò che è, e a volte non vi è motivo di felicità.

    Cosa ne pensi?

    Grazie, ciao

    • Ciao Alice,
      è ovvio che quell’esempio punta a farti riflettere su come l’emozione sia condizionata dal nostro pensiero.
      Ovviamente la tua obiezione è perfetta, ma dipende sempre dal significato. Il problema non è la verità, ma cosa rappresenta per noi.
      hai letto l’anteprima gratuita del libro? Il primo capitolo, che puoi scaricare subito, contiene molti più esempi che ti aiutano a capire che davvero non conta cosa accade, ma come lo vivi.
      Inoltre che ne dici di iscriverti al mio Corso gratuito? Dentro ci trovi dei video e un seminario con cui approfondire bene questa cosa che è fondamentale. non rischi nulla a prova, solo forse ti ritroverai a poter finalmente essere felice a dispetto delle circostanze che vivi 😉

      • A dire il vero il tuo esempio è proprio quello che mi ha fatto riflettere su come le emozioni non sono condizionate solo dai pensieri ma anche dalle circostanze (indirettamente). Questo poichè le situazioni (reali) ci portano a determinati pensieri e di conseguenza a determinate emozioni.
        Ritengo che la realtà vada comunque vissuta nel modo più oggettivo possibile se no e tutto solo un’illusione e questo è pericoloso poichè permette di giustificare qualsiasi azione.

        Grazie per la tua opinione Giacomo e complimenti per il tuo impegno in quello che fai.

        Saluti
        Alice

        • Occhio però a non pensare che le situazioni determinano cosa pensi. La realtà, in effetti, non conta quasi nulla in fatto di emozioni.
          Ciò che conta è il senso che attribuisci a cosa accade. Il senso dipende da regole, idee, cose in cui credi.

  14. Ciao Marco, ho letto l’articolo come mi hai consigliato e ho pure comprato il libro però vorrei capire una cosa. Tu scrivi che le emozioni le creiamo noi con i nostri pensieri, che tutto dipende da noi, non dobbiamo avere pretese nei confronti degli altri, è vero me ne rendo conto. La domanda è: per evitare di avere emozioni negative posso evitare anche certe persone senza smettere di amarle? Se queste mi chiedono altre possibilità di avere rapporti con me, io mi posso rifiutare perché queste persone non mi fanno stare bene e non posso pretendere che lo facciano? O sono io che non sto bene?
    Scusa le tante domane ma ho tantissimi dubbi.
    grazie di tutti i consigli
    un abbraccio

    • Dipende 🙂
      Non con tutti riusciremo ad avere delle relazioni costruttive e sane.
      Il punto è anche capire se una relazione non va come dici tu (in questo senso non ti fa stare bene) oppure è fonte di malessere e negatività.
      Io non condivido chi sostiene che bisogna eliminare le persone che non ci aiutano. Al centro va posto l’amore, non il proprio “io”.
      Però bisogna anche avere la consapevolezza di capire se una relazione, in questo momento, riesci a gestirla con serenità oppure no.
      Se mi fai un esempio concreto, magari posso aiutarti a rifletterci sopra 🙂

      • ok sarò più precisa, sono due mesi che non ho più contatti con mia cognata, è da sei anni che ci conosciamo, è una persona molto arrogante, maleducata e invadente soprattutto nei confronti di mio marito e di sua figlia (che ha avuto da una relazione precedente), ma non le ho dato molto peso, ho sempre pensato “è così e devo accettarla così com’è”, abbiamo avuto vari disguidi ma io non ho mai reagito alle sue provocazioni, anche se dentro non stavo bene, quello che diceva mi feriva ma io facevo finta di passarci sopra per il quieto vivere, per mio marito e i miei suoceri. Quest’estate però io sono scoppiata, una sera siamo andate a mangiare insieme con nostri amici in comune e io mi sono permessa di chiedere al suo ragazzo di non bestemmiare davanti a mia figlia di un anno, al che lei mi ha fatto una piazzata dicendomi che loro sono persone giovani si vogliono divertire e che se a me non andava bene potevo benissimo cambiare compagnia.
        Me ne sono andata via senza dire nulla per non creare un putiferio e nei giorni successivi lei continuava a mandarmi sms con accuse e giudizi nei miei confronti non propriamente carini al che ho deciso di bloccarla per non avere brutte reazioni nei suoi confronti. Suo fratello ha smesso di parlarle per questa cosa e lei ha pensato di far intervenire anche sua madre che a sua volta mi ha accusata di plagiare mio marito. Non ho parlato con mia suocera per due settimane ma ho recuperato i rapporti per non far star male mio marito. Cmq la situazione è la seguente la presenza di mia cognata mi fa venire il vomito e la evito come la peste perché mi provoca malessere, non riesco a mettermi nei suoi panni a essere empatica, la trovo un essere abominevole, quando sono vicino a lei mi sento male anche fisicamente. Idem mia suocera, però riesco a sopportarla un po’ di più.
        grazie mille per i tuoi preziosi consigli.

        • Non ha senso forzarti nel frequentare una persona con cui stai male.
          Di certo, però, diventare più forte perché la sua presenza non ti condizioni (evitarla limita te magari) penso sia il giusto obiettivo.
          E anche imparare a non farti ferire da quel che la gente può dire. Indipendenza emotiva quindi 🙂
          Che ne dici di iscriverti anche al mio corso gratuito?

      • Ciao Giacomo è da un po ke ti leggo…volevo farti una domanda riguardo le emozioni negative e quindi i pensieri negativi….perché a volte soprattutto se sto solo a rilassarmi,mi vengono in mente il passato e tutte le situazioni negative,ad es in questi giorni,non so se ho fatto bene…volendo capire come trasformare il negativo in positivo,diciamo ke mi son fatto male da solo ricercando nel mio passato tutto quello alcune esperienze negative…vorrei capire come fare a giudicare o considerare o vivere come dici tu,positivo quello ke mi ha fatto male?…inoltre aggiungo ank ke sono stato un periodo molto fedele nel Signore ma oggi non riesco più a trovare la pace e la fede ke tanto cerco…grazie

        • Ciao Mike,
          ovviamente se tu richiami alla mente situazioni ed episodi che vivi ancora con sofferenza, come negativi, quelle emozioni torneranno a essere presenti nella tua vita immediatamente.
          Quello che devi fare, prima di tutto, è imparare a osservare la realtà in modo diverso, imparare a trasformare i pensieri negativi in positivi, cambiare prospettiva, senso a ciò che vedi, cominciando dalle cose più semplici e poi andando a quelle più impegnative.
          Io ti consiglio di seguire il mio corso per diventare felici, perché può accompagnarti gradualmente in questo percorso 🙂

  15. Grazie Giacomo per il tuo impegno!
    Volevo chiederti un consiglio: un mio amico non ha potuto partecipare ad un evento, per cui non può più avere le informazioni di cui ha bisogno. Grazie a te ha capito che questo rammarico / tristezza dipende da lui, ma quelle informazioni erano necessarie per il suo lavoro e le persone con cui è in contatto. Come posso farlo tornare felice? Ti ringrazio 🙂

  16. Buongiorno Sig. Giacomo

    Innanzi tutto volevo ringraziarti per aver scritto tutti questi articoli, negli ultimi giorni io li sto leggendo tutti, la notte prima di mettermi a dormire, e mi stanno aprendo la mente a nuove prospettive.

    Io volevo raccontarti la mia situazione sperando che avessi qualche consiglio specifico per la mia situazione o che potresti indirizarmi a uno specifico link.

    Dunque:
    La persona più importante che abbia mai avuto in tutta la vita, non mi parla più, e da quasi due anni ad oggi io ci sto ancora male! Dopo due mesi di amicizia, a un certo punto, ho iniziato a non sentirla più, e non ne ho mai avuto una spiegazione… Posso riassumerti dicendo che quello che lei ha fatto per me, mai nessuno l ha fatto in tutta la mia vita! In questi due anni é capitato anche che abbiamo passato qualche momento assieme.. Poi essendo che siamo compagni di classe io lei la vedo tutte le settimane..
    Poi oltre a questo, ho un amico, e lui é l unica persona al mondo a cui ho raccontato tutta la storia di lei, ogni dettaglio, e qualche mese fa, proprio lui che era il mio miglior amico, e che gli ho raccontato cose di lei che non ho mai raccontato ad altri, si é messo con lei, e questo mi ha fatto stare male ancora di più! Io non essendo il tipo, non mi sono arrabbiato da gridargli dietro picchiarlo o insultaro, mi sono tenuto tutto dentro e a lui, da un giorno all’altro, non gli ho più rivolto la parola.
    Però il fatto é che io dopo tutto questo tempo sto ancora male per lei e mi manca tantissimo!! E in questi due anni non credo di esserne mai venuto fuori, neanche per un breve periodo.

    Senza troppi dettagli, questo é il succo della storia, spero di essere riuscito a farti capire la situazione..
    Se davvero tu adesso riesci a essere felice grazie a tutto quello che hai imparato e che hai scritto negli articoli, spero che potrai darmi qualche consiglio per la mia situazione. Per risolvere la cosa, per combattere, per reagire… Qualsiaisi consiglio é ben accetto!
    Aspetto notizie spero presto!
    Saluti
    Manuele

    • Ciao Manuele,
      penso che tu debba riuscire a fare quel che ti è mancato negli ultimi 2 anni.
      Questa pagina suppongo tu l’abbia letta, ma si tratta adesso di agre concretamente.
      Io ti suggerisco di leggerti questa pagina e questa. Forse non le hai ancora viste.
      E su tutto ti suggerisco di iscriverti al mio Corso gratuito: credo che ti darà quel supporto di cui hai bisogno per cambiare pagina 🙂

      • Grazie mille davvero! Leggerò tutto sicuramente!!!

        Ma ho una domanda a proposito delle prime righe della tua risposta:
        Che cos é esattamente “riuscire e fare quello che mi é mancato negli ultimi due anni” ?
        Cosa intendi?

      • Buonasera Giacomo
        Tutto bene? 🙂

        Come promesso sto leggendo tutte le tue pagine, anche se senza risultati finora, però mi stanno facendo notare molte cose e vedere da molti punti di vista, ho iniziato da “come essere felici” all “indipendenza emotiva ” poi quelli che mi hai linkato nella tua risposta e ora sto leggendo quelli sull amore, “amore incondizionato” “amare per essere felici” ecc…
        Ma ce ne sono veramente tanti, e io vorrei leggerli tutti, ma in ogni tua pagina ci sono sempre collegamenti ad altri link. Quindi mi chiedevo se ci fosse un elenco di tutte le tue pagine così da porteli leggere con un ordine logico e non tutti sparsi.

        Cambiando argomento ma restando in tema, mi ha colpito molto quando parlavi che “ci manca qualcosa per essere felici” io mi sono immedesimato subito in questo!! (come immagino già avrai capito) e ci sono rimasto molto quando poi dicevi che non é cosi e quando troveremo questo qualcosa (o probabilmente nel mio caso “qualcuno”) subito dopo troveremo qualcos altro che ci manca e noi riiniziemo a rincorrelo… E con tristezza mi sono accorto che hai assolutamente ragione! Quindi mi chiedevo se hai qualche consiglio a proposito o una frase di impatto che mi aiuti…

        Grazie mille e buonaserata!

        Manuele

        • Ciao Manuele,
          un elenco “ordinato” non c’è, ma se ti iscrivi al mio corso gratuito c’è un percorso chiaro che ti porta a toccare ogni tema in una sequenza che ti aiuti a cambiare le cose e vedere i risultati.
          Ovviamente questi dipendono da come “lavori”, dai cambiamenti concreti che metti in atto nella tua mente e nelle cose che fai ogni giorno.
          Il consiglio è questo: segui il corso. Non esiste una frase, un trucco o un esercizio (anche se tutti ne vendono!) che ti cambi la vita: consapevolezza da un lato, un nuovo modo di vivere come sua conseguenza.
          E un po’ di tempo e impegno lo richiede 😉

  17. Ciao Giacomo, ho potuto leggere il tuo articolo e alcuni dei commenti dei tuoi lettori. devo dire che a malincuore in questo momento della mia vita (anche da 1 anno) mi ritrovo in parecchie delle situazioni e degli stati d’animo di cui si è parlato. Te lo dice uno che ha paura dei cambiamenti, della sofferenza emotiva e che, per amore per una persona e complice le difficoltà economiche e della vita che ci hanno portato ad allontanarci per lavoro (considerando anche la situazione “delicata” che vive la mia ragazza) , nella speranza di poter realizzare un progetto di vita con lei, ha dovuto allontanarsi, sostenere sacrifici per poi arrivare alla conclusione che tutto ciò, molto probabilmente, non avrà l’esito desiderato.
    ti ringrazio per i consigli, leggerò i tuoi articoli e il tuo libro con ulteriore interesse; avrei tanto da dire, davvero tanto che non so da dove iniziare…ognuno di noi ha le proprie difficoltà nella vita di tutti i giorni; probabilmente avrò sbagliato io su tanti fronti (tu dirai, non potevi accertarti prima che anche la tua ragazza avesse gli stessi progetti di vita? domanda ovvia…ma dalla risposta non scontata; come ti ho detto ci sono “fattori” che circondano la ns relazione e che vanno oltre noi 2…spero tu mi comprenda), ma tutti desideriamo essere felici no? uscire da anni di difficoltà economica per mancanza di lavoro, cambiare città (mi sono spostato di 140km) per un lavoro promettente e sostenere sacrifici tutti i giorni per poi ritrovarsi in mano “nulla”, be è già questa una desolazione non da poco. Per uno come me che ha sempre avuto difficoltà del genere credimi che l’amaro in bocca lo lascia eccome (per la serie, “per cosa ho fatto tutti questi sacrifici???). Dovrò molto probabilmente imparare ad affrontare tutte queste emozioni negative, sperando di non cadere nel baratro come mi è successo in passato, anche se allora ero un’altra persona e proprio grazie alla mia ragazza attuale sono cambiato, sono migliorato e mi piaccio molto di più di allora…o per lo meno così è stato per diverso tempo, a parte quest’ultimo anno (o anche qualcosa di più).
    Intanto grazie di cuore per il tuo ascolto. Seguirò i tuoi articoli con piacere e interesse.
    Ggggg (nome di fantasia…per il momento preferisco così. scusami)

    • Ciao Ggggg,
      non preoccuparti per la fantasia 🙂
      Io sono convinto che tu possa non solo affrontare tutto, ma anche superarlo e uscirne alla grande.
      Il passato non conta, conta cosa farai adesso e sta certo che puoi diventare ancora migliore e più forte di quanto non sia stato finora.
      Dipende da te, nel baratro non ci si cade senza una stretta collaborazione personale 😉
      Consiglio: iscriviti al mio Corso gratuito 😉

  18. Penso sia normalissimo e salutare arrabbiarsi se qualcuno ci taglia la strada o ci fa qualcos’altro di negativo.
    Non reagire, non arrabbiarsi significa essere assuefatti a certe cose sbagliate. È così che le dittature prendono piede, grazie al fatto che i cittadini sono ormai assuefatti a ogni sopraffazione.

    • Ciao Monica,
      salutare proprio non direi 😀
      Comunque l’indipendenza emotiva non è passiva, ma attiva.
      Se tu mi tagli la strada e mi arrabbio, con te che te ne vai e nemmeno te ne accorgi, che serve?
      A me serve arrabbiarmi? A cosa?
      Sul tema rabbia leggi questa pagina 🙂
      Inoltre non esisterà mai una dittatura dove ci sono persone indipendenti emotivamente 😉

  19. Caro Giacomo, è bello che tu risponda con sincerità ai commenti. Però davvero non se ne può più. Il web è marketing ormai e questo articolo è scritto alla perfezione secondo le regole del marketing. Per fare seo, iscritti alla newslwtter ecc.. Gli utenti, molti, ormai cominciano a saperle certe cose. E poi molti commenti debitamente corredati di risposta non fanno che aumentare posizione è vendite. Anch’io scrivo ho creato una piccola collana ma non uso queste strategie. Non lo farò mai. Sei una persona comunque molto gentile e scrivi anche concetti condivisibili ma insomma mi sentivo di dire la mia

    • Ciao Nome,
      come noti non ti iscrivi alla newsletter in questa come in altre pagine.
      SEO non significa inganno, significa usare gli strumenti che ci sono in modo intelligente. I contenuti che scrivo nascono dal mio desiderio di aiutare, quel che so di SEO è poco e serve a rendere accessibile quel che faccio.
      Se scrivessi per me stesso che senso avrebbe? Scrivo per aiutare, è importante che molti leggano 🙂
      E giusto per chiarire, nessun commento del sito, o opinione, è finta. Per me onestà e trasparenza sono principi fondamentali 🙂

  20. Facciamo un esempio:
    Sono fidanzata da 10 anni. Pochi mesi fa, a seguito di una forte ansia subentrata all’improvviso,nello specifico ansia di essere stata tradita, che mi ha fatto stare malissimo con conseguenti sensi di colpa per la mancata fiducia nel patner, il mio fidanzato confessa di avermi tradito in Passat con una donna e mi lascia dicendo che non è più sicuro di nulla, che vuole stare solo per superare tutto il dolore creato. Mi lascia, quando il mese prima mi diceva “ti amo”.
    Io sul momento sono sconvolta, la sua prima volta non l’aveva vissuta con me,ma con un ‘altra. Piango. L’unica cosa che poi riesco a dire è che se questa persona lo aveva reso felice, io non ero nessuno per giudicarlo e andava bene così. L’avevo perdonato subito,nonostante io fossi ferita più che dall’atto in sé,dalla assenza di sincerità di questi anni. Mi chiedevo se non fosse stata colpa mia il fatto che non me l avesse detto subito,forse non sono riuscita a metterlo a suo agio per essere completamente sincero,senza sentirsi giudicato.
    Una parte di me si sentiva sollevata: quell’ansia non era il frutto di una imminente pazzia, ma di un sentire inconscio che è venuto fuori.

    Passano sei mesi, ci sentiamo, io gli lascio tutto il tempo per capire e superare questo dolore,finche non scompare. Non lo cerco,perche non voglio essere invadente, perché voglio che si senta libero. In questi mesi con me è molto affettuoso.
    Finché ,dopo questo periodo di silenzio, scopro che comunque usciva con la donna con cui mi aveva tradito per quasi un anno.
    Dentro di me,impulsivamente dico BASTA ed è quello che dico a lui, che incredulo mi dice che non vuole perdermi,vuole essermi amico, continuare a vedermi e sentirmi da amica. Dinanzi alla mia domanda se si fosse chiarito le idee mi risponde “continuo ad essere sicuro di non amarti, perché ho troppi dubbi e domande”. Dinanzi a questa risposta,mi sono sentita presa in giro per il modo ambiguo e poco chiaro con cui mi ha trattato e per la freddezza con cui mi ha trattato quando gli ho detto che forse era il caso di interrompere i contatti: “Io non lotto per le persone”.
    Ora, io mi sento in colpa per averlo fatto, una parte di me si chiede se per amore non avessi dovuto accettare di essergli amica,nonostante il forte sentimento che nutro per lui. Poi però mi dico che sarei stata falsa, perché una parte di me avrebbe sempre sperato in suo ritorno prima o poi.
    Non riesco a vederlo in una luce negativa. Se non mi ama non è colpa sua. Se mi ha tradito in Passato forse io gli ho fatto mancare qualcosa e lui ha il diritto di essere felice con o senza di me. Ma perché mi sento in colpa per questa scelta? Perché così facendo non lo amo davvero? Perché potrei farlo sentire sbagliato? Non lo so..non capisco..
    So solo che non voglio essere falsa, non voglio essergli vicino provando gelosia se lo vedo con un’altra donna..non voglio legarlo a me con questi sentimenti che non so come gestire né voglio essergli legata per sempre,dipendendo da un suo semplice messaggio o gesto. Tutti mi dicono che dovrei essere arrabbiata,ma io non lo sono. Forse, l unica cosa che posso dire, è che mi ha mancato di rispetto e non per il gesto,ma per l assenza di sincerità e la poca chiarezza. Mi sento combattuta dai sensi di colpa, dalla mia idea di Amore incondizionato e dalla forse incapacità di saperlo applicare per tutte quelle sensazioni che un po tutti proviamo. Mi sento una persona incapace di amare per davvero..e soffro per tutto questo. Ho una gran confusione! 🙁 in molti mi dicono che io ho poco rispetto per me stessa..non so..

    • Ciao Lilly,
      tutto ciò che ti “vortica” dentro dipende da come vivi ogni situazione.
      Giudichi te stessa, lui, i suoi gesti e da questi giudizi dipende cosa provi.
      Ovviamente devi comprenderti a fondo, altrimenti non cambierai nulla.
      Nel libro ti accompagno a fare questo percorso, a capirti e capire e scegliere per liberarti dagli inutili sensi di colpa che proviamo.
      Ti suggerisco anche di dare un’occhiata a questa pagina 🙂

      • Ma tu cosa pensi sarebbe giusto fare in una circostanza del genere? Se è vero che amare è una scelta, lui ha scelto di non amarmi in passato ed oggi.. anche il dire “non lotto per le persone”, è stato un modo di dirmi che non lotterà per me,neanchd per avermi come amica..io scelgo di amarlo perdonandolo e lasciandolo andare per evitare di ancorarlo a me.. tu cosa pensi sinceramente?

        • Due cose.
          Da una parte che devi imparare a essere felice di tuo, per lasciare che ognuno faccia le sue scelte senza che queste ti turbino e tormentino con mille “perché”.
          Dall’altra anche comprendere che o ami, o hai paura. Leggi questa pagina 🙂

      • Quindi secondo te se scelgo di amare una persona che non mi ricambia dovrei accettarla di averla al mio.fianco come amica? Assecondare questo suo desiderio?

        • Secondo me devi capire se hai la forza di farlo con serenità.
          La vita è un percorso, e non sempre abbiamo in quel momento la forza per gestire in un certo modo una situazione.
          Anche accettare e comprendere un proprio limite significa crescere.
          Io ti consiglio di seguire il mio Corso gratuito, lavorare su di te, sulle tue emozioni e diventa più forte, più libera e felice.
          Più tu sei forte, più facilmente saprai scegliere come comportarti in ogni situazione.
          Ricorda, amare non significa assecondare 🙂

  21. Ho letto l’articolo e condivido molte informazioni, però vorrei fare una piccola critica (costruttiva)
    Le emozioni non si possono controllare ed è sbagliato dirlo.
    Possiamo però controllare i pensieri che sono legati alle emozioni.
    Inoltre essere tristi, essere felici, fa parte di noi, la luce non potrebbe esistere se non ci fosse il buio, possiamo però diventare consapevoli e saper accettare la tristezza quando viene.

    • Ciao Silvio,
      grazie!
      giusto, controllare è una forzatura, e io preferisco il concetto di “trasformare” che è la cosa più reale.
      Però se siamo noi a crearle, non è che la tristezza “arriva”, ma la facciamo venire. Per cui sta a noi scegliere 😉

      • Io vivo dipendendo da mio padre e mia madre e dopo il matrimonio di mia sorella mi sento ancora più sola e come se mi sentissi smarrita lontana dalla mia persona ma interessata solo alla vita altrui la mia non mi piace e quindi sfuggo troppe cose che nn vanno giù , ho una laurea ma non la uso mi chiudo in me stessa , e non comunica le mie emozioni più vere solo quelle prevedibili

        • Ciao Chiara,
          e che cosa aspetti a cambiare le cose?
          Hai una laurea? Di più, hai una testa e un cuore.
          Usali. Agisci, scegli cosa fare della tua vita e inizia subito.
          Hai letto questa pagina?
          Cambia, è il momento giusto. E se vuoi una mano, te la do io molto volentieri 😉

  22. Concordo pienamente………………..ho letto un pokino………..e sono molto d’accordo anke sul discorso dell’amore…………………io preferisco amare che essere amata…………essere innamorati e’ bellissimo,e ki se ne fotte se l’altro nn lo e’ come noi?? Peggio per lui………..io tocco il cielo con un dito……….E lostesso vale per il resto………..una vita superficiale e senza amore nn vale la pena manco essere vissuta……………… Sai perche’ la maggior parte e’ egoista Giacomo ?……..Secondo me tanti hanno paura alasciarsi andare,dei loro sentimenti…….alcuni pensano sia una debolezza………..Invece io credo siano la forza di ognuno di noi……….avere meno paura di farsi conoscere,di nasconderci in quello ke nn siamo…………..cmq grazie della lettura…………!!! un baciooooooooooo

  23. Visto che dici di aiutare in modo sincero metti quanto costa integrale il tuo libro piuttosto che usare queste strategie di marketing con la fuffa del gratis per attirare più contatti nella tua newsletter…;)

    • Ciao Giordano,
      non è fuffa, il capitolo te lo mando sul serio ed è integrale, non 10 pagine comprensive di indice.
      Il mio obiettivo è fartelo leggere, perché ci posso mettere le recensioni migliori, ma alla fine sei tu che devi capire se ti interessa.
      Comunque costa 13 euro, come un normale libro 😉

  24. Ciao Giacomo,
    Ho letto quasi per caso le tue pagine in cui appunto parli della emozioni.
    Da settembre ho chiuso la relazione (in realtà l’ha voluto solo lui) con il mio ragazzo. Dopo momenti e situazioni di sofferenza ha deciso che non stava più bene, era confuso e non sapeva cosa voleva.
    Io seppur stessi male anche io, ho subito la sua scelta, ritrovandomi a distanza di mesi con la speranza che lui ritorni da me, vivendo momenti di estremo sconforto.
    Qualche giorno fa mi ha chiesto di rivederci, solo per un saluto prima del Natale. Mi ha ribadito le stesse cose dette qualche mese prima e a me è crollato nuovamente il mondo. Stavo cercando piano piano di andare avanti. Mi sono illusa con la speranza che potessimo riavvicinarci.
    Ed ora non riesco a vedere niente di buono, mi sento sola senza di lui e non trovo motivi per essere felice.

  25. Ciao, articolo interessante. Io vivo un periodo di insoddisfazione lavorativa. Il lavoro per cui ho studiato non mi piace. Dovrei essere felice perche un lavoro ce l ho ma alzarmi tutte le sante mattine com l angoscia è diventato insopportabile.
    Pensi che dovrei cambiare lavoro o cambiare io?

  26. Grazie mille per questo articolo. Mi ha aperto gli occhi, davvero. Cercerò di essere felice sempre, ogni giorno. Ne vale della mia vita! ?

  27. Ciao Giacomo, è da un po che leggo e rileggo i tuoi articoli. Ho acquistato anche il tuo libro che ho quasi finito di leggere, Mi trovo molto in quello che scrivi. Pero ho un dubbio che non riesco a risolvere in nessun modo e come se mi mancasse un tassello per chiudere il cerchio. Il mio dubbio si riferisce proprio all’amore incondizionato. Tu dici che quando proviamo amore incodizionato, non c’è differenza tra persone a noi care e tutto il resto del creato, anche l’intensita con cui proviamo amore non cambia dal momento che non abbiamo pretese nei confronti delle situazioni e delle persone. Ok, ma allora perche cerchiamo un compagno o una compagna? Se la nostra felicità dipende solo da noi perche solo noi possiamo decidere per noi stessi e non far dipendere la nostra felicità dagli altri, allora non dovremmo aver la necessità di avere compagni, figli, amici stretti… Forse esagero, ma è perche veramente non riesco a capire il limite dell’amore incondizionato. Ti ringrazio in anticipo per la risposta.
    Julia

    • Ciao Julia,
      perché quando sei felice vuoi condividere questa felicità con gli altri 🙂
      Prima cercavo le persone perché mi facessero stare bene, oggi sono felice di condividere con loro la mia gioia.
      Io penso che un compagno, o una compagna, sia un rapporto speciale, è una relazione più intima delle altre e può dare il più grande regalo: la vita .
      Siamo educati a cercare gli altri per bisogno o necessità, ma il bello è cercarli per donare la nostra felicità 🙂

  28. Sono molto interessata al libro, ma ho difficoltà di lettura video. Quando sarà possibile trovarlo nel classico, amato formato carta? Grazie.

  29. Ciao Giacomo,
    ho provato diverse volte lo stato che descrivi,posso assicurare a tutti che è reale e possibile!!
    Io però oppongo delle resistenze,mi chiedo:a che serve essere sereni e sorridenti davanti es. al licenziamento,alla malattia di una persona cara etc.mi sembra quasi un atteggiamento stupido,non migliora le cose .Anzi,sotto sotto penso che invece sia meglio arrabbiarsi,angosciarsi,così ci si impegnerà di più nella ricerca di una soluzione

    • Ciao Germana,
      perché cercare una soluzione angosciata invece che serena?
      L’angoscia, inoltre, come ogni altra emozione negativa, ti rende difficile vedere soluzioni utili e rende difficilissimo realizzarle.
      Hai bisogno di calma e serenità per fare le cose bene, risolvere i problemi.
      L’idea che se stai male lotti di più è sbagliata, stai male, non lotti meglio, stai male.
      Ecco a cosa serve restare sereni anche davanti a queste situazioni difficili: a risolverle.
      Inoltre ti chiedo: se tanto il problema c’è, che senso ha stare male se puoi stare bene, se questo ti aiuta anche a risolverlo meglio?

  30. Ciao Giacomo, i tuoi scritti mi stanno dando tregua in un momento durissimo. Ho 30 anni, da 12 sto con un ragazzo che ora è mio marito. Un giorno discutiamo, il giorno dopo lui dice di non amarmi più. Io analizzo la nostra storia, fin dall’inizio e mi accorgo che sono io quella che non si ama più e, di conseguenza, come affermi anche tu, non riesce ad amare. Io però desidero amarlo, so come fare. Ma lui dice che è un solitario, non è fatto per stare con alcuna persona e non mi lascia possibilità. Io ho tentato i tuoi approcci sulla senzazione di distruzione interiore che provo e solitario che il mio problema sta nel fatto che desideravo una famiglia es dei figli e che ora è questo pensiero che mi fa versare molte lacrime. Ho capito che si deve cercare la felicità dentro di sé, ma non so come superare il momento. Mi danno i nervi tutte le coppie.. grazie. Giulia

    • Ciao Giulia,
      il primo passo è lavorare sui tuoi pensieri.
      Anche i “nervi” che ti danno le coppie dipendono da cosa pensi, che significato hanno per te, cosa rappresentano in questo momento.
      Immagino che quando stavate bene insieme non ti davano su i “nervi”, giusto?
      Leggi anche questa guida, ti sarà utile, e poi scarica gratis il primo capitolo del mio libro: è un precorso che ti servirà moltissimo proprioa desso.

  31. Io mi sn rovinata la vita con le mie mani.Ho perso chi mi amava e ho fatto un figlio con chi non sopporto. Nn riesco a non odiarmi. Come posso stare bene? Ero una donna fortunata, ma credevo di no e mi lamentavo. Forse mi merito quello che ho. Nessuno vuole una negativa e lamentona. Grazie per i tuoi articoli illuminanti

    • Ciao Emma,
      e tu la vuoi una “negativa e lamentona”?
      Gli altri ti possono anche lasciare a prendere un’altra strada, ma tu no. Tu sarai sempre con te ovunque andrai, qualsiasi cosa succeda.
      Che ne dici di cambiare tutto e trasformare la tua vita? Che aspetti?
      Io ti suggerisco di leggere il libro che ho scritto, e poi anche questa guida.
      E se vuoi ti offro tutto il mio aiuto per cambiare le cose.
      Occhio che non cambiano mai da sole, dipende tutto da te.

  32. Ciao Giacomo, c’è una cosa che non riesco a spiegarmi questo ovviamente mi è successo una volta ed è durato un giorno. Mi è successo che ho provato una felicità grandissima ma senza che sia successo niente. In pratica mi sentivo mentalmente bene ma ancora di piu di quello che in genere una persona lo è. L’emozione per farti un esempio è paragonata tipo ad una vincita di milioni di euro, ma non solo mi sentivo come se fosse inarrestabile, cosi potente da sembrare veramente duratura.E il giorno prima non è che era successo chissà che, non è che ho vinto alla lotteria per farti capire ma sentivo come se lo fosse veramente. Lo so forse penserai:”ma questo è pazzo, si è fumato qualcosa, sta fuori proprio” ma io intanto ho provato questa emozione positiva di immensa felicità. Solo che è accaduto solo un giorno poi è tutto tornato alla normalità. Tu cosa pensi di questa cosa?

    • Ciao Franz,
      innanzitutto che non sei pazzo 😉
      Ovviamente un motivo c’è, c’è sempre un motivo come canta Adriano 😀
      Non deve succedere per forza qualcosa, anzi, quel che accade non conta 😉
      Conta cosa pensi, cosa succede nella tua mente.
      Quel che dovresti capire (e ti sarebbe utilissimo) è come hai creato quell’immensa felicità.
      E anche, già che ci sei, come non l’hai più creata il giorno dopo.
      Questo è il passaggio cruciale: diventare consapevole di come crei le tue emozioni ogni volta.
      Osserva cosa accade, perché è spesso il punto di partenza, ma concentrati soprattutto su cosa pensi, su giudizi e riflessioni, perché tutto si gioca lì, tra le tue orecchie.

  33. Quello che mi viene da chiedere è… Come riconoscere quindi la realtà all’ interno di queste emozioni positive? E che non siano solo un’ imposizione, quasi un accanimento? Sarebbe nocivo, no? Non so se mi sono spiegata… Come si può riconoscere la realtà di un’ emozione, di un desiderio o di un pensiero?

    • L’emozione è sempre reale, anche se quel che pensiamo stia accadendo non accade.
      Il punto è comprendere al realtà affinché l’emozione che viviamo sia la risposta migliore a cosa succede e non il frutto di una visione distorta delle cose.
      Ti consiglio questa guida per capire come vedere con più chiarezza, e poi il libro che ho dedicato proprio alle emozioni, che trovi qui, e che ti aiuterà a comprendere tutto molto meglio 🙂

  34. Ciao, sono Laura e ho 30 anni. Ho letto con interesse tutto quello che hai scritto e condiviso e ti ringrazio per avermi dato un nuovo sguardo sulle emozioni.
    Da tre anni sto con Luca, un uomo splendido che mi ama davvero senza aver mai preteso nulla, mi ha “trovata” in un momento molto difficile della mia vita, un mese dopo che ero stata lasciata dal mio “primo amore” e per me è stato difficilissimo all’inizio lasciarmi andare ad una nuova storia, lui si è speso in tutto , era sempre comunque contento.. io ci ho messo tanto a rifidarmi di un altra persona, volevo ricostruirmi subito, ritrovare subito forti emozioni..e per molto tempo non è stato così..poi ci sono state, mi sono lasciata andare e abbiamo vissuto la nostra storia, finchè ho iniziato a sviluppare dubbi sul “ma lo amo davvero?” “a volte non sento niente”, insomma alti e bassi, un giorno era l’uomo della mia vita il giorno dopo non riuscivo a baciarlo, e cercavo ogni secondo una risposta a questo.. in tutto questo ho iniziato a soffrire di attacchi di panico e ansia per i quali mi sto curando e sto seguendo anche un percorso psicologico da qualche mese. La “diagnosi ” è la paura di lasciarsi andare e l’iper-controllo, di tutto. Probabilmente per la paura di essere abbandonata di nuovo e per la paura di soffrire. La paura che non mi fa sentire altro se non paura. L’angoscia di sbagliare.
    Con lo psicologo sto lavorando proprio sulle emozioni, sul riscoprirle.. ed è davvero difficile per una che vive ormai il 90% della vita di testa. Leggere quello che hai scritto mi da una speranza. Adesso io e Luca ci siamo presi “una pausa”, sto cercando di stare nel presente senza pensare al futuro e per una come me è davvero terribile, perchè è come se so che devo dare comunque una risposta al lo amo o non lo amo, ma forse ad amarlo non ci ho mai davvero provato, ha sempre tirato lui la storia e io ho sempre pensato che lui potesse guarirmi, che c’era bisogno del posto perfetto, della situazione perfetta delle parole perfette da parte sua quando in realtà cioè che mancava davvero ero io. e tutto era un problema non ero più contenta di nulla. Adesso soffro molto perchè non vorrei perderlo e vorrei davvero che come dici tu, si può provare amore solo amando..ma da dove inizio? poi mi dico “se non lo hai sentito in 3 anni lo puoi davvero provare ora?”..e più ci penso più mi incasino..poi tra persone che mi dicono ” se lo ami lo sai, se non lo sai mollalo” “prenditi tempo” oppure “adesso devi essere felice poi vedrete”…mi complico davvero tanto.
    In questi giorni che non ci siamo sentiti ho iniziato a fare le mie cose, prendermi responsabilità che prima addossavo a lui, riuscire con amici che non vedevo più, riaprirmi insomma al mondo , non ero certo contenta, ma questo mi ha portato a vedermi diversa , più indipendente e viva e anche serena…e vorrei fosse questa la Laura che può stare con Luca..ma ho comunque paura che non sia davvero così semplice.. 🙁 cioè se ci rivediamo cosa dovrei fare? iniziare ad amarlo senza voler nulla in cambio sistemerebbe davvero tutto?
    Scusa se ho scritto tanto ma grazie davvero di quello che hai condiviso! Laura

    • Ciao Laura,
      cosa sia successo in passato per me non ha alcuna importanza, conta come vivi oggi, che scelte fai adesso.
      Se tu da oggi scegli di amare davvero, senza aspettarti nulla, vivrai la miglior vita, e relazione, possibile.
      Dico “da oggi” perché è una scelta che non fai un giorno e basta, ma che devi confermare ogni mattina 🙂
      Credo che la base di partenza sia però una: imparare tu ad essere felice comunque, a prescindere da cosa fanno gli altri.
      Se hai questa felicità, questa serenità, questa libertà, allora sì che puoi amare senza condizioni e senza problema.
      Ti suggerisco di leggere il mio libro, che ti spiega molto bene tutto questo e ti segnalo due risorse che potrebbero aiutarti: questa e questa.

  35. Ciao. Stavo leggendo tutto con molta attenzione perche’ proprio in questi giorni sto vivendo una separazione che mi ha vista ‘perdente’ dopo dieci lunghi anni in cui ho cercato di vedere la relta’ in modo distorto, come direbbe lei. Fatto sta che mentre mi illudevo, in questi lunghi dieci anni le mie figlie sono cresciute ed ora in grado di affrontare la situazione. Lei dira’ che se le avessi preparate a dovere, non facendo loro vedere i lati negativi della situazione ma solamente quelli positivi, anche dieci anni fa’ sarebbero state in grado di capire e non soffrire. In tutto questo, le diro’, che quello che ho letto mi sara’ molto utile per trasformare i pensieri negativi in positivi, matutto il resto mi sembra molto l’elogio all’egoismo piu’ sfrenato che a lungo andare a me fa paura, perche si mandano a quel paese i valori, l’altruismo, il senso del dovere e delle responsabilita’. Adesso capisco perche’ mio marito ha rovinato una famiglia (perche’ checche’ se ne dica questo ha fatto) in nome della sua felicita’! Al diavolo le convenzioni, al diavolo cio’ che ci impone la societa’, al diavolo se il resto della famiglia rimarra’ spiazzata, perche’ cio’ che conta era la sua felicita’!

    • Ciao Loredana,
      considerando che per me non puoi essere felice se non ami, e che amare non vuol dire che amo due persone e me ne frego delle altre, mi spiace che ti sia sembrato l’elogio dell’egoismo 🙂
      Lasciare una moglie per un’altra donna, per esempio, per cercarla in un’altra donna, è un’illusione.
      Pensare che essere felici significa fregarsene degli altri e badare a sé, è un’illusione.
      Quello che io dico è che le emozioni le creiamo noi.
      Non devo andare chissà dove per essere felice, devo solo scegliere di amare e vivere con gioia ogni situazione.
      Per cui niente egoismo, anzi, come puoi leggere in questa pagina, l’egoismo è uno dei motivi principali per cui stiamo male e soffriamo.
      Nessuno può essere felice facendo del male agli altri. Mai.
      Egoismo cosa significa in fondo? Per me vuol dire pretendere che gli altri vivano come vogliamo noi.
      Quando ho iniziato ad agire con amore sono stato tante volte “accusato” di egoismo, perché non facevo più quello che gli altri si aspettavano, ma quello che credevo giusto.
      Certo, la linea che separa l’amare gli altri (anche senza assecondare le loro pretese) e l’egoismo è sottile, ma c’è, e io invito ad amare, non a fregarsene delle altre persone.

  36. CIAO SCUSA STO LEGGENDO QUESTA PAGINA E ASCOLTATO IL VIDEO DUE VOLTE MA IO L’ESEMPIO DEL :Nel video ti ho fatto l’esempio delle palle da biliardo che non possono uscire fuori dalla cornice del tavolo. NON L’HO SENTITO hai un’email dove posso comunicare con te ? oltre a qui ?

    • Ciao Marco,
      a dire il vero l’esempio non c’è, non me ne ero accorto, lo avevo usato in altre situazioni e pensavo di averlo messo anche in questo video 😉
      Mi riferivo comunque al discorso della cornice (le tue convinzioni) che limita i tuoi pensieri.
      Se vuoi scrivermi in privato fallo da qui.

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