Intelligenza emotiva o indipendenza emotiva: cosa ti serve?

Oggi voglio parlarti di intelligenza emotiva, tema di cui ormai si dice e scrive tanto.

Anche se viene trattata ufficialmente per la prima volta nel 1990 in un articolo di Salovey e Mayer, il “successo” arriva nel 1995.

Si tratta del libro di Daniel Goleman, Intelligenza Emotiva appunto, che dà una visibilità mondiale a questo aspetto.

 

Cos’è l’intelligenza emotiva

intelligenza emotiva - 5 persone con un pallocnino davanti al viso in cui è rappresentata un'emozione differente

Che cos’è esattamente?
Partiamo dalla definizione di intelligenza emotiva.

Si tratta della capacità di percepire, valutare, comprendere, utilizzare e gestire le proprie emozioni.

Un tema ricorrente in tutti i siti di psicologia che ne parlano è controllare le emozioni.

In sostanza la nostra capacità di riconoscerle e poi saperle controllare per esprimerle in modo adeguato.
A cosa?

Al contesto.

Nel suo famoso libro, Goleman indica 5 componenti fondamentali dell’intelligenza emotiva:

  • Consapevolezza di sé, definita come la capacità di produrre risultati riconoscendo le proprie emozioni.
  • Dominio di séutilizzare i propri sentimenti per un fine.
  • Motivazione, scoprire il vero motivo che spinge all’azione.
  • Empatia, ossia la capacità di sentire gli altri entrando in un flusso di contatto.
  • Abilità sociale, stare insieme agli altri cercando di capire i movimenti che accadono tra le persone.

Sostanzialmente l’intelligenza emotiva, applicata poi a qualsiasi ambito della nostra vita è diventata una medicina miracolosa.

Un mix di competenze e caratteristiche da sviluppare.
In pratica tutto quello che ci serve è sviluppare questa capacità.

Io però, nell’elenco qui sopra, noto alcune cose che non mi convincono fino in fondo.

La prima è associare la consapevolezza di se stessi ai risultati.
Come se il fine ultimo del nostro vivere fosse produrre meglio e di più.

Anche nel cosiddetto dominio di sé, l’idea è di “utilizzare” i propri sentimenti.

C’è poi l’idea di scoprire cosa ci spinge all’azione, in una concezione di passività, per cui è “qualcosa” che mi fa agire.

Leggendo il libro di Goleman, però, c’è il punto chiave su cui fa perno l’intelligenza emozionale: il sequestro emotivo.

L’idea stessa di capire e controllare le nostre emozioni, per manifestarle in modo “funzionale” al contesto, tradisce una visione emotiva ben precisa.

La teoria del sequestro emozionale ci dice che sono le emozioni a controllarci.

Goleman spiega infatti che l’emozione può prendere il sopravvento e portarci ad agire in modo incontrollabile (ecco eprché si usa la parola sequestro).

Da questo punto di vista l’uso dell’intelligenza emotiva non fa una piega:

  • L’emozione può controllarmi.
  • Io devo imparare a controllare lei.

Dove sta il problema?
Che questo approccio è scientificamente errato.

I sequestri emozionali, come dimostra involontariamente lo stesso Goleman, non esistono.

I processi emotivi non sono quelli su cui si basa l’approccio dell’intelligenza emotiva.
Che in realtà diventa sostanzialmente inutile se comprendi come funzionano le emozioni.

Prima di tutto ti mostro in questo video l’errore di Goleman.

 

Emozioni e intelligenza emotiva, non ci siamo proprio…

Proprio lui, cercando di dimostrare la teoria dei sequestri emotivi, usa un esempio che rende evidente che non esistono.

E tralasciando questo esempio, nessuno di noi ha mai sperimentato un sequestro emotivo.

Per un motivo semplicissimo: le emozioni non funzionano così.

Inconscio, amigdala, hanno sì un ruolo emotivo importante, ma diverso da quelli che gli vengono normalmente attribuiti.

Nel video spiego questo processo e poiché non se ne è accorto finora nessuno, ti consiglio di guardarlo con attenzione.

Ma l’intelligenza emotiva non ti serve se sviluppi la tua indipendenza emotiva.

Qual è la differenza?

Mentre la prima è una gestione e controllo delle emozioni che “ti arrivano” (scrivono molti professionisti del settore)…

L’indipendenza emotiva è una legge universale.

Non si tratta di gestire le emozioni, ma capirne la reale natura.

L’indipendenza emotiva è sostanzialmente due cose:

  • Il funzionamento naturale delle nostre emozioni.
  • La capacità di padroneggiare questo processo naturale.

Come spiegava bene Nathanael Branden, psicoterapeuta canadese, ogni emozione è una reazione valutativa.

Significa che l’emozione “non arriva” e non capita.
Ma la creo io attraverso una valutazione di quello che vivo.

Puoi capirlo bene con l’unico test attualmente disponibile per comprendere il reale meccanismo emotivo di ognuno di noi.

Ed è un test sulle emozioni gratuito.

Prendiamo ad esempio la pauraè innata?

No, non esiste emozione che dipenda dal contesto e che sia automatica.

La paura la provo solo se valuto la situazione che sto vivendo una potenziale minaccia al mio benessere.

Le nostre emozioni sono risposte a quello che viviamo, create dal significato che noi attribuiamo a ciò che stiamo vivendo.

Questa è la base della psicologia emotiva.

Questo è molto evidente nell’esperienza dell’assassino a cui fa riferimento Goleman e di cui ti parlo nel video qui sopra.

In sostanza non devi imparare a controllare e modulare le tue emozioni.
Perché non sono qualcosa che “ti arriva”.

 

Indipendenza emotiva: la vera natura delle tue emozioni

L’emozione è un processo TOTALMENTE interiore, INDIPENDENTE dalla realtà che ti circonda.

Per questo si chiama indipendenza emotiva.
Le tue emozioni (emotiva) non dipendono (sono indipendenti) dalla realtà.

Ma questo è ovvio a chiunque osservi bene la vita.

Se l’emozione fosse dovuta agli eventi che viviamo o alle cose che ci accadono, TUTTI dovremmo provare SEMPRE le STESSE emozioni in una STESSA situazione.

Questo è falso.
Chiunque di noi ha visto persone reagire emotivamente in modi diversi di fronte alla stessa cosa.

Cosa penserebbe un istruttore di cani sentendosi dire che sono i cani a fare paura?
Riderebbe dell’affermazione

Che le nostre emozioni siano risposte soggettive, che non dipendono dalla realtà, è un dato di fatto.

L’intelligenza emotiva ti serve fintanto che non padroneggi la natura delle tue emozioni.

Infatti il controllo e la regolazione emotiva sono necessarie se tu non scegli cosa provare.
Se ti capita di provare rabbia, ansia, delusione, gelosia, tristezza…

Allora puoi solo imparare a controllare queste emozioni.
Ma il risultato sarà, se ti va bene, MEDIOCRE.

Guarda con attenzione questa immagine:
I 5 livelli della vita
Questo schema è chiaro, semplice ed estremamente preciso al tempo stesso.

Le emozioni si trovano, come noti, al terzo livello, il “cosa provi”.
Chi decide queste emozioni?

Le tue regole.
Ogni livello della figura, infatti, è controllato dal livello inferiore.

Regole, dicevo, che per lo più a livello inconscio determinano cosa proverai in ogni situazione.

Se intelligenza emotiva è del 1995, qualche anno dopo lo stesso Goleman scriverà un libro dal titolo “Emozioni distruttive”.

In questo libro scopriresti che “la cultura definisce cosa proviamo e come lo manifestiamo“.

Esatto: noi siamo educati ad emozionarci in un certo modo.

Questo perché l’emozione è una reazione valutativa.
E questa valutazione dipende dalle nostre regole.

Provi emozioni positive se giudichi positivo quello che ti accade.
Ovvio?

 

Sembrando “ovvio” si finisce per non capire la realtà

Certo, ma considera che la valutazione non è determinata dalla realtà, ma dalla tua visione delle cose.

Se tu consideri negativo qualcosa di buono, starai male comunque.

Quante volte ti lanci con entusiasmo in relazioni o progetti che poi si rivelano un disastro?

Ebbene il motivo è che l’entusiasmo non dipende dalla situazione che vivi, ma da come tu la consideri.

E se questa valutazione è sbagliata… le tue emozioni non ti guideranno nella direzione migliore.

Se l’intelligenza emotiva è un modo per arginare e controllare le emozioni che non comprendi davvero…

L’indipendenza emotiva è proprio la piena e profonda comprensione delle tue emozioni.
E da qui la capacità di viverle in modo sano e positivo.

La consapevolezza di sé non dovrebbe avere come obiettivo “migliori risultati”, ma la conoscenza di se stessi e la capacità di vivere una vita felice.

Attraverso l’intelligenza emotiva puoi aspirare alla soddisfazione, non di più.

La felicità non la sfiori neanche.

E purtroppo di indipendenza emotiva se ne parla poco rispetto alla più strumentale e superficiale intelligenza emotiva.
Che di fatto è una tecnica di controllo emozionale.

Ma attraverso questo approccio, non si arriva mai alla libertà.

Ecco quindi le differenze fondamentali.
L’intelligenza emotiva è:

  • Un approccio abbastanza razionale alle emozioni.
  • Una visione scorretta di come nascono le emozioni.
  • Una tecnica di gestione finalizzata a “peformare” meglio con gli altri.
  • Un processo di controllo emotivo per ottenere risultati migliori.

L’indipendenza emotiva è:

  • La naturale modalità di funzionamento della mente umana.
  • Una capacità totalmente naturale che possiamo sviluppare.
  • Una comprensione profonda delle emozioni che ce le fa vivere in modo sano e libero.
  • Un processo di conoscenza di sé autentico e definitivo.

Perché controllarti, quando protesti capirti?

Il modo migliore per capirla è seguire questa lezione gratuita tratta dalla nostra Masterclass di Indipendenza Emotiva.

Che senso ha focalizzarsi su una tecnica di controllo emozionale…
Quando puoi vivere liberamente, ma in modo sano, le tue emozioni?

L’intelligenza emotiva è una “soluzione pezza” legata alla nostra ignoranza emotiva.

Noto questo: se ne parla ormai da oltre 30 anni e in molti paesi è divenuta materia scolastica con tanti progetti educativi.

Quasi tutti gli psicologhi ne fanno menzione e la suggeriscono.
Ci sono libri che la spiegano e hanno venduto milioni di copie.

Il mondo è più maturo emotivamente?
La società è migliore?

La “soluzione” all’analfabetismo emotivo è sempre più disponibile, ma l’analfabetismo emotivo cresce.

Forse sarebbe il caso di rivedere la soluzione

 

Approfondimenti

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