La giornata della felicità: cosa stiamo festeggiando?

Ogni anno il 21 marzo si festeggia la giornata della felicità.
Giornata internazionale o mondiale che dir si voglia.

Nel 2017 sono stato ospite a Skytg24 proprio in occasione di questa ricorrenza come “esperto di felicità”.

Pensando a questa giornata dedicata alla felicità mi vengono in mente due aspetti che considero davvero importanti.

 

La giornata della felicità o della soddisfazione?

giornata della felicità - Una ragazza sorridente con dei palloncini in mano

Il primo è che si dedica una giornata alla felicità e poi si parla di tutt’altro!
Ad esempio ogni anno viene riproposto un sondaggio a livello europeo.

In teoria dovrebbe “misurare il livello di felicità” del nostro continente.
E dirci quali sono i paesi “più felici”.

In sostanza non fa assolutamente questo.
Nel questionario, infatti  le domande riguardano solo la soddisfazione.

  • Si chiede ai cittadini se sono soddisfatti dei loro diritti civili.
  • Se sono soddisfatti della sicurezza delle loro città.
  • Delle opportunità lavorative e di tanti altri fattori.

Per quanto condotto su scala internazionale, questa ricerca non dice nulla della felicità.

Perché c’è un tremendo errore alla base: confondere la felicità con la soddisfazione.

Questa differenza non è una sottigliezza, ma è enorme.

Anche perché felicità e soddisfazione portano a due strade totalmente diverse, due modi di vivere completamente differenti.

Incompatibili e opposti.
La felicità è, secondo il dizionario, uno stato di perfetta soddisfazione.

Così, partendo da questa definizione che considero utile, si sbaglia strada.
Si pensa che se voglio essere felice devo soddisfare tutto quel che desidero.

Ma questo non accadrà mai e non funzionerà mai.

Perché la soddisfazione non si trasformerà mai in felicità lo spiego in questo video.

 

Perché non parliamo di felicità?

Ma la felicità è una “perfetta soddisfazione“.

Cosa significa, riflettendoci meglio?
Che è una condizione in cui non mi manca nulla.

Ma se penso che per non mancarmi nulla, devo avere tutto… non ci arriverò mai.

Vuoi perché non posso avere tutto, vuoi perché la soddisfazione ha implicazioni psicologiche precise, come spiego nel video che ti ho indicato prima.

Ecco la più corretta, psicologicamente, definizione di felicità: stato di benessere autentico, profondo e duraturo.

La felicità, vale la pena ricordarlo, è un’emozione.

come tutte le emozioni dipende NON da quello che ci accade, ma da cosa pensiamo noi.

(adesso ci torniamo, ti parlo del secondo problema emerso quando sono stato ospite di Sky per la giornata della felicità)

Ed è una condizione che deve essere profonda, non superficiale, che oggi c’è e domani chissà.

Se oggi ti senti bene e domani stai male, non stiamo parlando di felicità, ma di soddisfazione.

E la soddisfazione oggi c’è, domani potrebbe tranquillamente venire meno.

Sentirsi insoddisfatti è una delle cose più semplici quando si cerca la felicità nel posto sbagliato.

Oltre ad essere una condizione profonda deve quindi essere duratura, qualcosa che non svanisce in base alle difficoltà della vita.

Altrimenti torniamo al punto di partenza: è solo soddisfazione.

Finché tutto va come voglio io, sono soddisfatto (lo dice la parola stessa!)
Se le cose cambiano, sto male, perché provo insoddisfazione rispetto alle mie pretese di come volevo che fosse la realtà.

Non sarai mai felice se cerchi di soddisfare ogni tuo desiderio.

E poi la felicità è autentica solo se è reale, altrimenti “ce la raccontiamo” per dire che siamo felici, quando non è così.

A te basterebbe stare bene oggi e male domani?
O bene questa settimana e male i tre giorni seguenti?

E sei capace, OGGI, di essere felice davvero?
Scoprilo con il nostro test gratuito.

Noi vogliamo la felicità, quel benessere profondo, autentico e che dura e ci accompagna OGNI GIORNO mentre viviamo la nostra vita.

E per fortuna Crepet si sbaglia.
Si, Paolo Crepet.

Era ospite insieme a me su Sky e sapendo che sono calabrese disse che è impossibile essere felici in una terra dove c’è la mafia.

Ma ti ricordi che la felicità è un’emozione?
In psicologia si chiama indipendenza emotiva quella legge per cui a creare le tue emozioni sono i tuoi pensieri.

 

La sola strada che porta alla felicità “mondiale”

Non si tratta di una teoria come ce ne sono tante.
Si tratta di un dato di fatto evidente a tutti.

Per capirlo meglio, ti mostro una lezione gratuita in cui ti spiego come funzionano le emozioni.

Proprio la natura psicologica umana dice che Crepet si sbaglia: mafia, condizioni politiche, guerre, disastri naturali, morte.

Nulla di questo ha potere sulle nostre emozioni.

Quante volte abbiamo visto le foto di bambini africani felici e sotto abbiamo letto commenti del tipo “Loro non hanno niente e sono felici, noi abbiamo tutto e stiamo male“.

O qualcosa di simile.

Spesso trovi esempi di gioia autentica tra le macerie delle case, storie di persone entusiaste nelle condizioni più difficili.

La giornata della felicità sarà sempre più inutile se continueremo a illudere le persone confondendo felicità e soddisfazione.

Sarà una ricorrenza vuota, come ce ne sono troppe altre, che non servirà a diffondere la felicità nel mondo, visto che praticamente neanche ne parla.

Finché non capiremo che la felicità è una condizione TOTALMENTE interiore che non dipende per nulla dalle condizioni esterne, continueremo a parlarne inseguendo la soddisfazione.

E non ci arriveremo mai a quella vita felice che desideriamo.

Per adesso quella del 21 marzo non è la giornata della felicità.

Per ora è stata la giornata della soddisfazione, o forse più dell’insoddisfazione, perché poi si finisce sempre a parlare dei problemi e di quello che manca.

In attesa che si dedichi davvero una giornata alla felicità, ti lascio anche qualche approfondimento per non restare nella trappola della dittatura emotiva in cui viviamo:

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Mettere in pratica quello che scriviamo non è facile.
Ma è possibile.

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