Metodo di studio: come studiare meglio e con meno fatica

Avere un buon metodo di studio è fondamentale se vuoi studiare meglio, con meno fatica e con risultati migliori.

Purtroppo a scuola non ci insegnano né a imparare, né a studiare, con la conseguenza che lo facciamo in modo sempre molto approssimativo e disorganizzato.

Oggi ti spiego come imparare a studiare in modo efficace, eliminando stress e ansie legate a esami e risultati, e come impiegare meno tempo per studiarlo usandolo meglio:

  1. Perché studi e perché non devi imparare quel che studi.
  2. Il tuo metodo di studio in 7 passi.
  3. Gestire l’ansia da esame.
  4. Allenare la mente e studiare smettendo di studiare.

Quello che ti mostro sarà utile anche se devi preparati a un test, un concorso o se vuoi aiutare amici, parenti o figli a studiare meglio. E secondo me sarà utilissimo anche se lavori!

Questa è una guida pratica, per cui leggila con attenzione, ma trasformala in un programma da provare nelle prossime settimane.

Devi sperimentare per vedere cosa funziona per te e cosa adattare, considerando che il mio obiettivo è aiutarti a creare il tuo metodo di studio.

E devi darti il tempo di provare e abituarti ai cambiamenti.

Ah, a proposito di cambiamenti: ho creato un veloce test che ti aiuta a capire quanto sei capace di cambiare nella tua vita.

Anche adottare un metodo di studio efficace è un cambiamento, e le poche risposte che mi darai potranno essere un ulteriore aiuto in questo processo.

 

Iniziamo subito!

 

Perché studi e perché non devi imparare quel che studi

Metodo di studio

Iniziamo dalla cosa più semplice: per quale motivo studi?

Il problema principale è che nella maggior parte dei casi studiamo per dovere, non per interesse reale. I motivi possono essere tanti, ma in particolare:

  • Ti serve quel “pezzo di carta” per svolgere un certo lavoro.
  • I tuoi genitori si aspettano che tu frequenti quella scuola e ottenga quel titolo.
  • La scuola che devi fare è obbligatoria, quindi non puoi scegliere!
  • Vuoi un titolo per sentirti importante o perché “tutti ne hanno uno”.
  • Studi qualcosa perché ti piace e vuoi saperne il più possibile.

Quando ti chiedi come migliorare il tuo metodo di studio, è possibile che sia per due ragioni: o non ti piace studiare e quindi vuoi farlo con meno fatica perdendo poco tempo, oppure ami quel che studi ma incontri difficoltà.

Che di solito significa che alcune delle materie non ti piacciono 😀

Il problema della motivazione è il tema principale nel costruire un metodo di studio: se non ti importa di quello che studi, è normale che ti verrà difficile e faticoso.

Il segreto, per essere motivati, non sta in premi, risultati e obiettivi, come alcuni di solito vogliono illuderci, ma nella felicità.

Avrai sempre la motivazione che ti serve se fai qualcosa che sei felice di fare.

Pensa alle cose che ami, che ti divertono: devono motivarti gli altri? O le fai di tua iniziativa e con entusiasmo?

Se per te studiare è solo un peso, un dovere “necessario”, la motivazione sarà assente e questo ti farà faticare tanto, sempre.

Soprattutto se per te studiare significa prendere un voto positivo o passare un esame, e di quel che stai imparando non ti importa nulla.

Certo, alcune cose che studi non le stai scegliendo (il nostro sistema di istruzione a me piace pochissimo!) e sei costretto, o costretta, a studiarle.

Se vuoi farlo con meno fatica, però, divertendoti anche (considerando che tanto devi farci i conti lo stesso!), allora ecco il miglior consiglio del mondo: impara ad amare tutte le materie.

Per farlo devi mettere entusiasmo anche in cose che finora non ti sono piaciute, dedicarci più attenzione e impegno del solito, cambiare atteggiamento.

E devi imparare una cosa fondamentale: non esistono materie belle e brutte. Ci sono persone che hanno dedicato la vita a studiare cose che io e te considereremmo noiosissime (come i lombrichi ad esempio).

È soggettivo, non esiste bello e brutto, ma solo “mi piace e non mi piace”, che è una cosa totalmente differente.

Un metodo, infondo, è una “tecnica” se vogliamo, qualcosa di quasi meccanico. Io ti spiego come studiare in modo efficace ma qualsiasi trucco non regge se quello che studi non ti interessa.

Invece di studiare, tu devi voler capire.

L’ultima parte della guida ti spiega come arrivarci.

Da quando ho imparato a capire invece di studiare, per me non esiste quasi nessun libro che sia noioso (ho detto quasi!) e soprattutto so tirare fuori da tutto qualcosa di interessante.

Il segreto per studiare bene, non è studiare meno o meglio, ma con curiosità, passione e amore. Cerca di capire, scoprirne di più, perché l’interesse è il segreto.

Detto questo, costruiamo il tuo metodo di studio.

 

Il tuo metodo di studio in 7 passi

Metodo in 7 passi

Creare un metodo di studio non è molto diverso dall’imparare a realizzare concretamente un obiettivo.

Quello che vedremo adesso, quindi, puoi adattarlo non solo ai compiti in classe o una materia da dare all’Università, ma a qualsiasi risultato ti interessi raggiungere.

 

Passo 1: Programma e disciplina

Prima di tutto ti serve un programma, una tabella di marcia.

Devi sempre avere una data finale, un tempo entro il quale completare il tuo studio. Un obiettivo senza scadenza non è un obiettivo.

Non scegliere mai la data dell’esame o del compito: devi completare il tuo lavoro prima di quel giorno, per avere tempo di rivedere quello che hai studiato.

Inoltre devi identificare quante pagine devi studiare e dividerle nei giorni che hai a disposizione.

Se hai un compito in classe il 31 marzo e devi studiare 100 pagine per preparati, e oggi è l’1 marzo, considera di finire di studiare le tue pagine almeno per il 25, così da avere 4/5 giorni per ripassare tutto.

Abbiamo quindi 25 giorni di tempo (dall’1 al 25 marzo) e 100 pagine da studiare: in totale devi fare almeno 4 pagine al giorno.

Il tuo programma deve quindi prevedere 4 pagine ogni giorno, da oggi (ipotetico 1 marzo), fino al 25.

Considera due aspetti importanti: spesso non avrai una sola materia da studiare (specialmente se frequenti le medie o le superiori), per cui alle pagine di una si aggiungono quelle di altre.

Anche se questo rende più complesso il tuo programma, devi sempre pianificare quante pagine studierai di ogni argomento al giorno, partendo dalla data finale e lasciandoti sempre tempo per ripassare.

Secondo aspetto: meglio finire prima le pagine da studiare oggi, che averne troppe da non farle tutte.

Magari 4 pagine sembrano poche, ma il tuo programma deve essere semplice.
Semplificati sempre la vita.

Per questo devi programmare il tuo studio molto prima dell’esame, appena hai chiaro cosa studiare e la data in cui dovrai aver finito.

Se ogni giorno ti basta studiare solo 4 pagine, quella materia diventerà meno pesante e impegnativa. E se lavori con calma, nel tempo, anche meno faticosa.

Ogni giorno potrai decidere se anticipare le pagine previste per il giorno dopo. Questo lo deciderai di volta in volta, ma il tuo programma deve essere pensato per fare tutto con semplicità, non di fretta.

Non devi finire prima di studiare, ma farlo senza stress e con calma.

Una volta creata la tua tabella di marcia, devi lavorarci ogni giorno. Tra poco ti darò dei consigli su tempi e modi per farlo.

La disciplina è fondamentale: devi abituarti a fare ogni giorno quello che hai stabilito. Gli imprevisti possono accadere, ma non sono un buon motivo per non seguire un programma.

Molti mi chiedono: e se salto dei giorni? Recuperali, ridistribuisci le pagine rimaste sui giorni disponibili, rivedi il tuo piano di studio.

Ma non sforare volontariamente. È fondamentale sviluppare costanza e continuità.

Per questo prenditi tutti i giorni disponibili e lavora poco, ma ogni giorno. In questo modo corri meno rischi di non rispettare il programma e doverlo rivedere continuamente.

Lo ripeto: semplificati la vita.

PUNTO 1: crea una tabella di marcia dividendo le pagine da studiare per ogni giorno disponibile. Lasciati sempre 4/5 giorni per ripetere tutto alla fine.

Puoi aggiornare ogni giorno il tuo piano di studio, ma impegnati a rispettarlo pienamente.

 

Passo 2: Gradualità (punto di partenza)

Processo graduale

Un punto chiave per il successo di un programma di studio è la gradualità.

Nell’esempio di prima studiare 4 pagine al giorno potrebbe essere semplice, ma se sei abituato, o abituata, a studiarne solo 1, significa che devi lavorare molto di più del normale!

Gradualità significa due cose: parti dalla condizione in cui ti trovi, quindi aumentala gradualmente.

Se di solito studi 4 pagine al giorno e ti serve farne invece 20, non iniziare oggi con 20. Sarà pesante e non ci riuscirai, perdendo voglia e compromettendo il tuo programma.

Oggi studiane 4. Domani 5, il giorno dopo 6 e aumentale gradualmente, una al giorno, fino a che non arrivi a studiarne 20.

Devi sempre partire dalla situazione attuale, capire quanto studi oggi e iniziare a migliorare questo tempo, se ne hai bisogno.

Ovviamente il programma deve tenere conto che ti serve una settimana per arrivare a studiare tutte le pagine che vorresti ogni giorno, e quindi suddividerle in modo da considerare che all’inizio farai meno e poi lavorerai di più.

Inoltre devi organizzarti per fare sempre di più, poco, ma sempre di più.

Che sia una pagina in più al giorno, o aggiungere mezz’ora di studio questa settimana e mezz’ora ancora la prossima.

Il segreto è partire da dove ti trovi (senza giudicare se sia buono o meno!) e aumentare gradualmente fino al livello che ti serve per arrivare all’esame o al compito in classe con tutto il programma finito.

Parti sempre dalla situazione attuale: ad esempio misura quante ore riesci a studiare oggi, quanto tempo prima di aver bisogno di una pausa, quante pagine riesci a leggere in un’ora.

Puoi monitorare quante ne riesci a ripassare, quanto ti occorre per fare degli appunti o delle mappe mentali (se usi questo sistema). Insomma, prima di tutto osserva, perché solo così puoi migliorare gradualmente.

Considera anche un secondo vantaggio: ai prossimi esami non dovrai ripartire da zero, perché le tue capacità di studiare saranno aumentate, e con loro anche la tua concentrazione.

PUNTO 2: parti dalle tue abitudini e capacità attuali e migliorale ogni giorno, con costanza ma in maniera graduale e semplice.

Se hai dubbi su come applicare questo punto non esitare a lasciarmi un commento e ti aiuterò volentieri.

Ora che hai un programma, costruito in modo graduale, vediamo come renderlo più semplice da rispettare.

 

Passo 3: Alternare (variabilità)

Non studiare fino a stancarti

Evita di studiare fino a che non ne puoi più e devi per forza riposarti. Dividi piuttosto la tua giornata in “blocchi” di tempo e alterna le tue attività.

Stabilisci se per te è meglio fare 30 minuti di studio o 1 ora (non devi arrivare al limite, ma fermarti quando potresti ancora continuare) e poi cambia.

Alterna un momento di studio con una pausa per leggere un libro che ti piace, un romanzo, oppure guardare un mio video, o fare una passeggiata, svolgere un compito in casa.

Ad esempio io sto scrivendo questa guida ma mi fermo spesso (di solito ogni 30 minuti) per lavare i piatti, andare nell’orto a innaffiare i pomodori, rispondere alle email che ricevo, parlare con mio fratello e altre cose che alterno continuamente.

Restare fissi per ore su un compito non solo esaurisce più rapidamente le tue risorse, ma abbassa velocemente anche la tua attenzione.

E finisci per rendere estremamente noioso quello che devi fare. Questo è uno dei motivi per cui finiamo per procrastinare qualcosa rinviando continuamente.

Almeno fino a che non sei costretto, o costretta, a farlo dal tempo che stringe 😉

Potresti anche intervallare mezzora di una materia con un’altra e poi un’attività completamente diversa, magari fisica e non solamente mentale.

Ovviamente se alterni lo studio con un periodo di relax, non fare durare 2 ore la pausa e non fare cose che ti distraggano o ti affatichino invece di farti riposare.

Di questo parleremo meglio tra poco.

PUNTO3: varia spesso le tue attività e pianifica il tuo tempo alternando cose diverse, senza mai arrivare al punto di doverti fermare perché non ne puoi più di studiare.

 

Passo 4: Ambiante

Crea l'ambiente giusto per studiare

Un aspetto importante è l’ambiente in cui studi.

Innanzitutto crea un luogo in cui tu possa studiare senza che altre persone ti distraggano o interrompano. Non conta se sia la tua stanza, una biblioteca o una panchina all’aperto.

L’importante è che sia congeniale, deve piacerti e sentirti a tuo agio. Inoltre ti consiglio di dedicarlo esclusivamente allo studio.

Non svolgere altre attività, quasi che quel posto, quella panchina, quel tavolo, quella scrivania, sia un “altare” in cui dedicarti solo allo studio.

Altro aspetto importante sono gli orari: stabilisci quelli in cui ti viene meglio studiare, quelli in cui hai più energia e lucidità.

E organizza il tuo tempo dando la priorità allo studio e non al resto. Questo ordine nella gestione del tempo devi costruirlo tu, volontariamente.

Secondo me non importa se studi meglio la mattina, il pomeriggio o la sera: importa che sia il momento adatto per te, gli orari migliori seguendo il tuo ritmo.

Ogni punto prendilo come uno spunto e una linea guida, ma ricorda che ognuno di noi è differente, abbiamo abitudini e inclinazioni diverse, per cui adatta questa guida a te.

Ovviamente programma il tempo in funzione di quello che ti ho spiegato prima e organizzalo in modo da raggiungere i tuoi obiettivi di studio giornalieri con calma.

Questo è un elemento chiave: la calma, così come tutte le emozioni positive, sono le alleate migliori per studiare bene.

Lo vedremo meglio alla fine di questa guida.

Altra cosa importante è limitare le distrazioni nel tuo ambiente di studio.

Qualche idea:

  • Niente televisione accesa o nelle vicinanze.
  • Disconnetti il telefono dai social.
  • Chiudi wathsapp per evitare altre distrazioni.
  • Chiudi la porta e studia in ambienti silenziosi.
  • Se chi vive con te viene a disturbarti, chiudi la porta a chiave o vieta di entrare mentre studi.
  • Tieni il tavolo ordinato, vuoto con pochi strumenti (ora vediamo quali!).

Ricorda sempre la regola di base: semplificati la vita.

Se oltre a queste idee ti rendi conto che ci sono situazioni che ti distraggono mentre studi, eliminale. E se ti serve qualche suggerimento per farlo, lascia un commento e vedrò di aiutarti.

Dove studi, infine, devi esserci tu e lo stretto necessario.

Sul tavolo che ci sia solo il libro che stai studiando, penne o matite, evidenziatori, se ti servono, qualcosa per prendere appunti (un block-notes ordinato o un computer) e eventuali altri strumenti che ti servono per studiare.

Nient’altro.

La confusione e il disordine sono acerrimi nemici della concentrazione.

Rendi il tuo ambiente di studio semplice, piacevole e ordinato.

PUNTO 4: studia in un ambiente riservato a questo, ordinato, senza distrazioni, in cui tu possa concentrarti facilmente.

 

Passo 5: Sviluppare interesse

Approfondisci

Un aspetto che quasi sempre viene sottovalutato è l’interesse verso quello che studi. Approfondisci.

Più ampia è la tua conoscenza di un argomento, più facile è collegare quel che stai studiando con altri temi, con altre materie, e ogni connessione aiuta anche la memoria.

A parte quelle materie in cui devi ricordati con esattezza un nome o una data, imparare a memoria non è un buon metodo di studio. Meglio capire.

Negli ultimi 10 anni ho studiato da auto didatta libri di psicologia, sociologia, spiritualità, filosofia, scienze sociali, crescita personale.

Ho letto oltre 100 libri in poco più di un anno, e oggi continuo a leggere tanto.

Ciò che mi da sicurezza non è che mi ricordo per filo e per segno cosa dice un autore e cosa c’è scritto in un certo libro.

La forza sta nel capire, conoscere e fare tuo un tema, un argomento.

Se ti limiti a studiare il libro che hai davanti, non ci arriverai mai.

Ecco cosa fare:

  1. Studia il libro di testo su cui farai il tuo esame.
  2. Individua gli argomenti principali e fai una ricerca su internet per ognuno.
  3. Leggi almeno un secondo libro scelto da te (o consigliato dai tuoi professori) sullo stesso argomento di quello principale. Non devi “studiarlo”, ma leggerlo.
  4. Confrontati con i tuoi colleghi o compagni di classe su quel tema, per scoprire la loro opinione.
  5. Rielabora quello che leggi: spiega quello che hai imparato ai tuoi genitori, ai tuoi amici, su un forum o in un blog.

Perché questo è importante?

Perché amplia le tue conoscenze e aumenta la tua padronanza di una materia. Non devi imparare una lezione, ma capirla.

Leggere più libri, anche se è una lettura rilassata, crea connessioni con il libro che stai studiano, fissando meglio idee e concetti perché tu ne diventi più padrone, o padrona.

Scopri siti e blog che parlano di questi temi, magari in modo più interessante, cerca video su Youtube, dai spazio a libri di divulgazione sull’argomento che lo trattino in modo più semplice.

Confrontarti con gli altri, e soprattutto insegnare quello che impari, trasforma una nozione in conoscenza.

Se devo ripeterti quello che leggo, me lo dimentico facilmente. Se te lo spiego, a parole mie, ci rifletto su, lo analizzo, allora non “ripeto”, ma imparo, comprendo, faccio mio.

E a quel punto non è che te lo ricordi, è che lo sai, è diventata una tua conoscenza e non la scordi più.

Sì, il sistema scolastico in cui siamo educati non porta a questo modo di studiare, ed è anche per questo che la scuola non piace quasi a nessuno.

Se segui questo approccio, però, vedrai che studierai con minor fatica, molto più interesse e migliori risultati. Per te, non per i professori 😉

PUNTO 5: approfondisci quello che studi, leggi più testi su ogni argomento e insegna quello che impari rielaborandolo a parole tue. Questo è il punto più importante.

 

Passo 6: Verifiche continue

Verifica cosa stai imparando

Se studi in vista di una prova, che sia un compito o un esame orale, devi non solo prepararti ma anche saper valutare questa tua preparazione.

Devi essere sempre in grado (qui sta l’essenza stessa dell’autostima) di stabilire se la tua preparazione è buona oppure no.

Tu devi essere in grado di stabilire se ci sono carenze, limiti, mancanze. Più impari a valutarti in modo oggettivo e sincero, più diventi immune dalla paura del giudizio degli altri.

Per farlo devi verificare il tuo lavoro e i suoi risultati.

Potresti chiedere di farti delle domande da amici o compagni di scuola o colleghi universitari, potresti chiedere a un professore di fare una simulazione di esame.

Potresti cercare risorse su internet per verificare le tue competenze, potresti acquistare libri di test per valutare quanto hai compreso un certo argomento.

Se lo condividi, cioè se insegni quel che hai studiato, come ti ho suggerito, le domande di chi ti ascolta, i loro dubbi, le loro idee potrebbero mettere in luce i limiti della tua conoscenza.

Potresti anche sfruttare esami precedenti del professore, interrogazioni di altri prima di te, per verificare se conosci la risposta a ogni domanda.

Un altro approccio molto utile potrebbe essere quello di trasformare ciò che studi in una risposta.

Se leggi un capitolo del tuo libro, potresti identificare a quale domanda l’autore ha risposto per scriverlo. E pagina dopo pagina farti un elenco di tutte le domande che vengono fuori mentre studi.

Una verifica è saper rispondere a tutte queste domande, e questo tipo di lavoro ti sarà utilissimo anche in fase di ripetizione finale, negli ultimi giorni del tuo programma di studio.

Quel che conta è che tu sia in grado di monitorare costantemente quanto bene stai studiando, se stai comprendendo davvero ciò che studi e identificare subito dove incontri difficoltà per rimediare immediatamente.

Non devi solo avere un programma ben organizzato, ma saper valutare costantemente se produce buoni risultati e come correggerlo se non sei soddisfatto, o soddisfatta, di loro.

Questo non solo ti permette di lavorare meglio, ma ti offre una maggiore sicurezza sul tuo studio e una maggiore fiducia nelle tue capacità.

PUNTO 6: verifica continuamente la qualità del tuo studio e affronta immediatamente eventuali carenze o limiti della tua preparazione.

 

Passo 7: Tecniche di memoria e lettura veloce, mappe mentali, appunti e tutto il resto

Tecniche di studio

Alcuni basano il proprio metodo di studio solo sulla memoria.

In pratica non vuoi imparare qualcosa, ma solo ricordati le risposte alle possibili domande del professore.

Per questo non mi sono mai interessate le tecniche di memorizzazione: sono meccaniche e si basano su tutto tranne che sull’importanza della conoscenza.

Potrei ricordarmi a memoria un libro senza averne saputo comprendere il significato.

Ci sono professionisti che conoscono bene la loro materia, ma non hanno sensibilità e competenza, solo un mucchio di nozioni memorizzate nel loro cervello.

Identico discorso vale per le tecniche di lettura veloce.

Possono essere utili, le ho anche studiate un po’, e poi ho capito che vivere correndo, leggendo mille libri, sempre sotto pressione, è sbagliato.

Questo porta a una continua insoddisfazione. Io voglio aiutarti a diventare felice, oltre che migliorare il modo in cui studi.

Inoltre alcuni preferiscono prendere appunti mentre studiano, altri fanno mappe mentali, altri ancora scrivono riassunti (una mia amica potrebbe pubblicare un’enciclopedia di riassunti!).

Io penso che questo genere di approcci siano molto soggettivi. Per come la vedo io sono però processi orientati a ricordare il più possibile, non tanto a capire e padroneggiare qualcosa.

PUNTO 7: le tecniche non sono un metodo di studio ma strumenti che a volte sono utili, ma non puntare solo su di loro per imparare a studiare bene.

Se ti trovi bene usali, ma ricorda che il segreto di un metodo di studio efficace non è una tecnica, ma un approccio, e dopo averti spiegato come gestire l’ansia da esame, ti spiegherò proprio questo.

 

Ricapitoliamo tutti i passi del tuo metodo di studio

Prima di procedere facciamo un veloce riepilogo di tutti i passaggi che ti servono per creare il tuo metodo di studio:

  • PUNTO 1: crea una tabella di marcia dividendo le pagine da studiare per ogni giorno disponibile. Lasciati sempre 4/5 giorni per ripetere tutto alla fine.
  • PUNTO 2: parti dalle tue abitudini e capacità attuali e migliorale ogni giorno, con costanza ma in maniera graduale e semplice.
  • PUNTO3: varia spesso le tue attività e pianifica il tuo tempo alternando cose diverse, senza mai arrivare al punto di doverti fermare perché non ne puoi più di studiare.
  • PUNTO 4: studia in un ambiente riservato a questo, ordinato, senza distrazioni, in cui tu possa concentrarti facilmente.
  • PUNTO 5: approfondisci quello che studi, leggi più testi su ogni argomento e insegna quello che impari rielaborandolo a parole tue. Questo è il punto più importante.
  • PUNTO 6: verifica continuamente la qualità del tuo studio e affronta immediatamente eventuali carenze o limiti della tua preparazione.
  • PUNTO 7: le tecniche non sono un metodo di studio ma strumenti che a volte sono utili, ma non puntare solo su di loro per imparare a studiare bene.

 

Gestire l’ansia da esame

Ansia da esame

L’ansia è un’emozione che nasce quando ci concentriamo su qualcosa che non possiamo controllare.

Leggendo la mia guida sull’indipendenza emotiva capirai come le nostre emozioni dipendono dai nostri pensieri. Non da cosa accade, dunque, ma da come lo vivi.

L’ansia da esame nasce quando ti focalizzi su quello che non dipende da te: l’esito dell’esame!

Puoi organizzare al meglio il tempo a tua disposizione, studiare bene e prepararti al meglio, seguendo i consigli che hai letto finora.

Ma l’esito dell’esame, o del compito in classe, non dipenderà comunque solo da te.

Magari non saprai rispondere ad alcune domande, o anche facendolo bene al professore potrebbe non piacere cosa dirai, o il modo.

Per non parlare poi che il professore potrebbe non avere simpatia nei tuoi confronti, o essere di cattivo umore per questioni sue personali.

Giusto o sbagliato che sia, resta evidente un fatto: l’esito finale dipende solo in parte da te, e in parte da persone e situazioni che tu non puoi controllare.

Se ti concentri sul risultato finale, alimenti ansia e paura.

Devi invece tenere la mente concentrata su quello che è sotto il tuo controllo, e se ci fai caso, il metodo che ti ho mostrato oggi, va proprio in questa direzione.

Non si tratta solo di memorizzare meglio o usare tecniche come i riassunti o le mappe mentali (se ci fai caso, neanche li ho nominati questi punti!).

Questi consigli li lascio agli altri 😉

Quello che ti propongo è un approccio diverso allo studio, perché se è vero che non puoi controllare l’esito di un esame, hai totale potere su come ti prepari.

L’approfondimento, la padronanza di una materia, di un argomento, l’interesse che sviluppi e la conoscenza che acquisisci sono la cosa più importante.

Ed è totalmente in tuo potere.

Senza contare che l’ansia cresce quando aumenta la posta in palio: più l’esame è importante, più il voto conta, più sarai vulnerabile a questa emozione.

Ho scritto una guida ricca come questa, approfondita e specifica per l’ansia da prestazione. Leggila, mentre noi concludiamo scoprendo come studiare smettendo di studiare 😉

 

Allenare la mente e studiare smettendo di studiare

Imparare a studiare

Per studiare ci sono due possibili approcci: impari le cose che ti servono per superare un esame, un compito, un colloquio, un test, oppure, seconda possibilità, ti interessa conoscere e capire qualcosa.

Il primo approccio è tipico di chi “studia”, di chi va a scuola, partecipa a processi di formazione “obbligatori” o necessari.

Di quelli, per intenderci, che fai per un titolo, una promozione, dei punti e via dicendo. La motivazione è un’altra rispetto a ciò che studi.

Il secondo approccio è quello che fa la differenza e ti permette di studiare, senza studiare.

A scuola, ricordo, un conto era “studiare” un capitolo del libro, ossia leggerlo, memorizzarlo e ripeterselo per non dimenticare qualcosa che il professore avrebbe potuto chiedere.

Un conto era “leggere” lo stesso capitolo: in quel caso ti aspettavi che il professore non ti interrogasse su quello che leggevi, per cui non capivi e ricordavi quasi nulla.

O non lo leggevi affatto 😉

Hai due possibilità: continui a studiare o inizi a imparare e capire.

Non importa se sei costretto, o costretta, a fare un esame o stare altri anni dietro un banco di scuola. Se ti tocca, puoi decidere come farlo.

Il metodo che ti ho mostrato oggi nasce da una visione differente non solo di cosa significhi studiare, ma anche della natura umana.

Attorno a noi sono quasi tutti convinti che se non ti costringeranno a studiare, tu non lo farai resterai ignorante, non troverai un lavoro, la tua vita sarà un disastro.

I ragazzi felici di Summerhiil è un libro che ti consiglio di leggere, perché racconta l’esperienza di una scuola dove studiare non era obbligatorio.

Ma quasi tutti, dopo qualche mese di libertà, iniziavano a interessarsi a molte materie e volevano imparare.

Puoi scegliere di perdere i tuoi migliori anni sui libri, sapendo che la maggior parte di quello che oggi studi, domani non la ricorderai, oppure puoi imparare, diventare curioso, o curiosa, e vivere più felice.

Nel mio metodo di studio c’è un atteggiamento diverso, la voglia di comprendere, capire, arricchirti attraverso lo studio di una materia.

Io, infatti, ti invito a non studiare “un libro”, ma un tema, un argomento, spaziando quanto puoi dalle idee di un autore a quelle di molti altri.

Quando ho iniziato ad appassionarmi al coaching ho letto un libro in cui trovai una frase molto significativa, il cui senso era che leggendo tanto su un certo argomento, ne puoi diventare un grande esperto.

Se leggi un libro di storia sul medioevo è un conto. Non sarai mai esperto, o esperta.

Se di libri ne leggi diversi, se vai a cercare i documentari su quel periodo storico, se ti leggi siti e blog che approfondiscono altri aspetti del medioevo, cambia molto.

Se poi, man mano che impari, inizi ad ampliare sempre di più quel che leggi, approfondisci non solo la storia ma ogni altro argomento del medioevo (religione, scienza, alimentazione, lingua, cultura, geografia), allora è tutta un’altra musica.

Potresti scoprire che studiare è bello, conoscere appassiona e diverte. Potresti imparare, come è successo a me e tanti altri, che la scuola non è affatto la casa della conoscenza.

Questo luogo è la tua mente, se la lasci spaziare e si arricchisce di sana curiosità.

Se poi tutto quello che impari lo condividi, ci scrivi sopra, lo rendi a parole tue, con la tua sensibilità e i tuoi esempi, il tuo modo di fare, ne diventi esperto, o esperta.

Il metodo che ti ho proposto vuole accompagnarti in questo direzione, aiutarti a smettere di studiare, per come lo intendiamo di solito, e iniziare ad amare la conoscenza e il sapere, in qualsiasi campo tu ti voglia (o debba!) muovere.

Applicalo sin da oggi, prova almeno per qualche mese e vedi cosa succede.

Appassionati a ogni materia, approfondiscila, lascia che la curiosità ti porti oltre, molto oltre, rispetto a quel poco e superficiale nozionismo che purtroppo è tipico del nostro sistema di istruzione.

Impara a imparare con amore la conoscenza. Così smetterai di studiare e, soprattutto, inizierai a farlo davvero, con interesse e senza più fatica.

Ovviamente usa i commenti qui sotto per chiedermi suggerimenti o semplicemente dire la tua o raccontare la tua esperienza con il mio metodo e come lo adatterai alle tue necessità.

Per concludere, inoltre, proprio perché sviluppare un metodo di studio non è molto diverso dal raggiungere degli obiettivi, voglio suggerirti alcuni video su questo argomento.

Ti spiego come definire un obiettivo, come capire se è positivo per te, come tradurlo in passi semplici, concreti ma graduali.

Tutte cose fondamentali per costruirti un ottimo metodo di studio applicando quello che ti ho insegnato oggi. I video sono in questa pagina ⇒

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6 Commenti

  1. Ciao Giacomo,
    Bella guida grazie!

    Però a me viene in mente una cosa:
    Prendendo come esempio la mia prof di inglese (ma come lei ce ne sono molte), lei ci spiega una regolina del tempo verbale e poi ci da una caterba di esercizi tutti uguali, inutili e noiosi dove applicarla, non ha alcun senso!
    A me piace molto l’inglese, mi piace guardare le sitcom americane in inglese e così via. sinceramente preferirei usare il mio tempo per imparare a modo mio, e non per fare esercizi dove devo applicare la regola per qualche decina di volta fino a che ne hai la testa piena.
    Il problema che questa prof tra poco ti convoca i genitori se non vede tutti gli esercizi fatti ed in ordine. baah…
    Sinceramente mi viene voglia di farli a caso o di copiarli.
    Tu cosa faresti?

  2. Ciao Giacomo. Per la prima volta commento sul tuo sito. Ti seguo da anni, ammiro molto il tuo approccio agli argomenti di crescita personale, ho sempre letto tutti gli articoli che hai scritto da un bel po’ di anni, trovando sempre molti spunti “alternativi” rispetto al resto del mondo della crescita personale, che solo ora mi rendo conto essere per la maggior parte costellato dal perfezionismo (magari anche negandolo) per poter conseguire il miglioramento continuo, seppur alla fine dei conti, quello a cui si vuole arrivare è essere felici e non soffrire. Eppure ho letto una montagna di articoli e passato una vita a soffrire per poter raggiungere una ipotetica non sofferenza, diventando inflessibile e, come hai scritto nel punto 7 (colpendomi molto), vivendo una vita correndo, sotto pressione, portandomi a una continua insoddisfazione. E uno dei campi in cui si è peggio esplicata questa situazione è stata proprio lo studio: sono arrivata, all’ultimo anno di università ahimé (ancora devo lavorare sull’autostima per non sentirmi inferiore rispetto agli altri e avere rispetto per la mia storia personale) a padroneggiare tutti i punti tranne il 7… Ho confuso il metodo con le tecniche. Non ci dormivo la notte a volte, per poter trovare la tecnica PERFETTA, che immancabilmente non arrivava mai, perché tanto non esiste. Razionalmente lo sapevo, ma non riuscivo ad ACCETTARE la cosa, avrei voluto smettere di soffrire e trovare la soluzione definitiva. Mi sono concentrata per anni sulla cosa sbagliata, deviandomi dai primi sei punti da te magistralmente descritti. Ti ringrazio Giacomo, per la freschezza e flessibilità con cui affronti le cose, in un modo tutto tuo, apri spesso una porta chiusa dentro di me, quella dell’amore per noi stessi e tutto ciò che ci circonda. Buona continuazione 🙂

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