Non arrenderti mai: come avere sempre la forza per lottare

Oggi voglio spiegarti come arrivare a non arrenderti mai, quale sia il solo e unico segreto se vuoi superare qualsiasi difficoltà.

Per farlo ti mostro il video di un ragazzo che ha perso le Olimpiadi nel 1992, ti spiego cosa mi hanno insegnato le mie amiche quando gli ho distrutto involontariamente la casa, e infine ti racconto la storia di Giada.

Cominciamo dalla casa distrutta.

Giusto 2 giorni fa stavo zappando un pezzetto di terra nel mio orto.

Quando finisco mi fermo a guardare il mio lavoro, a godermi la natura, e mi accorgo che nella terra appena lavorata qualcosa si muoveva.

Una, due, tre, dieci formiche (di quelle con le ali) che si muovevano.

Evidentemente, proprio dove avevo zappato, c’era la loro casa sotto terra e inavvertitamente avevo distrutto la loro tana, disperdendo le loro provviste.

Non arrenderti mai

Tuttavia non ho ricevuto finora nemmeno una lettera di diffida del loro avvocato, le formiche non hanno fatto dei “picchetti” bloccando i viali del mio orto in segno di protesta, non hanno creato delle associazioni per lamentarsi dell’incidente, non sono venute a minacciarmi.

Come se fosse normale, si sono semplicemente rimesse subito a lavoro per creare una nuova casa, sistemare le loro provviste e riprendere la loro vita. Senza lamentarsi un istante.

Non le ho viste ferme, a gruppetti, a parlare male di me e non ho notato formiche apatiche che non avevano più voglia di lavorare poiché non “trovavano giusto” quello che era accaduto.

Da ragazzo ho letto una poesia di Kipling che credo mi abbia ispirato molto. Una parte dice così:

 

Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto
Distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,
O a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
E piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.

Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
E rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,
E perdere, e ricominciare di nuovo dal principio
senza mai far parola della tua perdita…

 

Le formiche lo sanno fare istintivamente. Vero è anche che non sanno dire nessuna parola!

Ma loro non si lamentano della sventura o delle ingiustizie subite.

Ricominciano di nuovo, dal principio, senza pensare a ciò che è andato perduto.

Quando le ho viste ho pensato che se anche noi avessimo questo atteggiamento, nulla ci potrebbe fermare.

Spesso chi mi scrive si lamenta della propria vita, delle ingiustizie che subisce.

Io rispondo così: arrabbiati, grida, sbatti i pungi, lamentati e resta a letto a piangere.

Quando hai finito ricordati che la realtà sarà ancora lì ad aspettare che l’affronti.

Ecco, le formiche lo sanno e affrontano subito la realtà senza perdere tempo ed energie inutilmente.

Sì, lamentarsi, sfogarsi, arrabbiarsi non è umano, ma lo impariamo dalla nostra cultura ed è inutile.

Mi è tornato così in mente un un video molto interessante che ho visto su Youtube.

Non è un’invenzione, una bella teoria, ma semplicemente una storia reale accaduta durante le Olimpiadi di Barcellona del 1992. Guardalo.

 

Il video ha i sottotitoli in inglese, ma sono abbastanza semplici.
Il ragazzo che corre è tra i favoriti per la vittoria finale dei 400 metri.

Ma siamo ancora alla semifinale. Si chiama Derek Redmond.

E vincerà lui secondo me 😀

A un tratto sente una fitta alla gamba, e si ferma.
Si è appena strappato un muscolo.

A quel punto mi aspettavo che arrivasse qualche atleta rivale, fermandosi, per aiutarlo. Forse pretendevo un po’ troppo nel mezzo di un’Olimpiade 😀

Ma accade qualcosa di molto più importante: lui riprende a camminare (non riesce più a correre), perché vuole completare la corsa.

Suo padre arriva in pista e lo abbraccia, gli dice che non deve
farlo, ma il figlio ha deciso che finirà quella gara, e il padre lo accompagna per sostenerlo.

I due completano il percorso fino al traguardo.
La frase finale recita semplicemente questo:

Quando non molli, non puoi fallire.

Stampatela se occorre, scrivila dove ti pare, mettila come sfondo sul telefono, registrala e usala come suoneria (questa è un’idea originale!), ma non dimenticarti mai che se tu non molli, non puoi fallire e niente o nessuno potrà mai fermarti.

Pensaci: questo vuol dire che tutto è nelle tue mani, nella tua mente.

Perché la decisione di mollare puoi prenderla solamente tu.

Questa è la base vera di una sicurezza incrollabile, e se vuoi capirne di più, leggi la guida in cui parlo di autostima.

Ogni tanto, giustamente, qualcuno mi risponde per dirmi che vivi una situazione disastrosa, e mi chiede come possa fare a non mollare di fronte a problemi magari enormi.

Io chiedo: Se molli si risolvono?
Io penso di no, anzi, probabilmente peggiorano, magari per chi hai vicino. Per chi ami.

A me piace essere molto realista: se vivi un grande problema, devi affrontarlo.

Puoi riempirti la testa di frasi, fare meditazione o sorridere al sole: il problema resta.

A questo punto, proprio perché sono molto realista, ti dico la verità: se non molli, non puoi fallire, troverai una soluzione o imparerai a conviverci.

Perché magari non c’è altra scelta.
Ma la decisione più importante l’avrai già presa: non mollare.

Se siamo disposti a sopportare tutto, ad avere pazienza, a lottare, resistere al dolore e alle difficoltà, se siamo disposti a non mollare comunque, arriveremo a non avere più paura di niente.

Le formiche lo sanno: non ci pensano neanche lontanamente a mollare, loro ricominciano sempre, non si fermano mai. Per questo sono forti.

Qualcuno ogni tanto mi dice che è stanco e che non capisce perché debba per forza diventare più forte, perché debba per forza faticare per raggiungere livelli che quasi nessun essere umano neanche insegue, perché insisto tanto sul diventare più forti di ogni possibile problema, quasi invincibili.

Forse anche le parole della poesia sono retoriche, teoriche, e mai nessuno potrà arrivare davvero a perdere tutto e ricominciare con calma, dal principio.

Forse il video è un’eccezione, forse tutti intorno a te molleranno quando sarà troppo difficile e non ti biasimeranno se lo farai anche tu.

Però più sei forte, più sei felice.
Penso che questa sia una buona motivazione per non farti fermare, per non arrenderti mai.

E per concludere ti voglio raccontare la storia di Giada.

 

Giada è caduta in un pozzo.
Non vede quasi nulla, tutto attorno a lei è buio.
Non c’è acqua, ma si sente forte l’odore di muffa e di umido.

Giada ha paura. Piange. Grida ma nessuno sembra sentirla.
Giada è sola. Terribilmente sola.

Non mollare mai

Dopo aver pianto a lungo non ha più lacrime. O così le sembra.
Si alza in piedi e tasta le pareti del pozzo.
Non sono lisce, anzi, riesce a riconoscere ogni singolo mattone.

Ha paura ma le viene in mente che forse, con un po’ di fatica,
potrebbe anche arrampicarsi su quelle pareti e ritornare in superficie.

Giada sorride. Non troppo, ma l’idea di farcela le piace.
Inizia a salire, la fatica di arrampicarsi lungo la parete del pozzo è più grande di quanto avesse pensato in un primo momento.

Giada si stanca dopo qualche minuto, si ferma.

Torna in fondo al pozzo e pensa che se si riposerà qualche istante recupererà le forze per salire fino in cima.

Giada riparte. La scalata non è meno faticosa di prima.

Ma lei sale.
Qualcosa di viscido le tocca la mano, si spaventa, perde la presa, cade.

Giada è di nuovo in fondo al pozzo.
E forse ha anche più paura di prima.
E nuove lacrime da versare.

Piange per ore. Poi si calma. Dorme.

Al suo risveglio riprova a salire.
Il viscido, questa volta, non lo teme e insiste.
Sale, le mani le fanno male, ma sale.

Giada si ferma. A metà altezza? Pochi metri dalla fine? Solo pochi passi sopra il fondo in cui si trovava?
Giada non lo sa ma si ferma.

Sente la fatica, vorrebbe procedere ma non ne ha la forza e si ferma.

Giada si sveglia di colpo cadendo sul fondo del pozzo.
Fermandosi si è addormentata, ha perso la presa, è ritornata sul fondo.

Giada piange, meno di prima.
Meno di qualunque altra volta.
Le mani le fanno male.

Giada è stanca.

Giada è però stanca di stare in fondo al pozzo più di quanto non lo sia di cadere.
Così, riparte.

Non si ferma di fronte alle cose viscide che sente sotto le mani.
La stanchezza torna presto. Si ferma qualche istante, riprende fiato, ma non si arresta.

Non questa volta.

Giada insiste, sente il dolore nelle mani, ma insiste.
Sente la fatica nelle gambe, ma insiste.
Tutto il corpo le grida di fermarsi, sta male, ma insiste.

Non le importa quanto sia alto il pozzo.
Giada non si ferma, sta male, ma non si ferma.

E si stende sull’erba fresca, sentendo l’aria calma della sera,
sotto la luna che la saluta, sul bordo del pozzo.

Giada è stanca, le mani ferite e gonfie, le gambe doloranti.
Ma non è più ne pozzo.
E questo conta più di tutto il resto.

 

Ricordati questo: niente e nessuno può fermarti. L’ultima parola l’avrai sempre tu, tu sei l’unica persona che puoi decidere di mollare, o di non fermarsi mai.

Un abbraccio
Giacomo Papasidero
Il Tuo Mental Coach

Da oltre 10 anni mi occupo di felicità: la studio, la osservo, la vivo e la condivido. Voglio aiutare tutti a cambiare la propria vita ed essere felici. Su Diventarefelici.it porto la mia esperienza personale e quella delle tante persone che ho conosciuto e aiutato in questi anni. Voglio migliorare questo mondo, e più persone diventeranno felici, più ci riuscirò. Questa è la mia missione.

34 Commenti

  1. Leggo tutte le tue mail e ho acquistato il corso 25 passi che non ho ancora iniziato per mancanza di determinazione a portare a termine un obiettivo ,sono in un periodo brutto della mia vita e ora inizio con le lamentele ,ho comprato una casa bifamiliare con purtroppo una famiglia bellicosa e determinata ad avere la totale proprietà a basso prezzo rendendo la mia vita e della mia famiglia un inferno aggressioni fisiche a me mia moglie, dispetti sabotaggi reati vari quindi denuncie contro denuncie ecc mia moglie mi ha abbandonato per un anno vivendo separati in casa poi mi ha riavvicinato e per un breve periodo siamo andati benissimo ora mi ha nuovamente riallontanato e vuole vivere senza di me ma non possiamo farlo per motivi economici quindi viviamo nuovamente separati in casa io vivo male vederla ogni volta fredda e calcolatrice con me sento il suo disprezzo e ogni volta che parliamo di finisce per litigare mi rinfaccia sempre cose di oltre vent’anni fa siamo sposati da 32 io sento emozioni forti per lei odio e amore a volte sale la rabbia a livello troppo alto e ho paura di non riuscire a contenermi . Per me è una sconfitta una perdita mi sento abbandonato

    • Ciao Dino,
      inizia i 25 Passi.
      Datti una regola: 1 ora al giorno, cascasse il mondo.
      Nel percorso c’è quello di cui hai bisogno per vivere in modo totalmente diverso, e positivo, anche le situazioni difficili che stai attraversando.
      Sfruttalo 🙂

  2. Ciao bel post come sempre. Ti volevo dire che è vero che l’ultima parola l’abbiamo noi anche quando amiamo la gente ma io ho serie difficoltà. Il mio approccio è questo: io ti voglio bene, tu mi ferisci,io soffro poi ti perdono e ti dò un’altra possibilità, tu mi ferisci di nuovo e io allora mi allontano e mi diventi indifferente e se per caso mi ferisci di nuovo,la situazione avanza sempre in indifferenza post dolore. Lo stesso con la mia famiglia che ovviamente mi ha ferito e lo fa spesso. Leggendo alcuni tuoi post sull’amore mi sono accorta che io non li amo per niente. Nutro rancore o più che altro una grande indifferenza. Come con chiunque mi ferisca d’altronde.
    Ma vivendo insieme loro mi criticano,mi sminuiscono,mi parlano male e non mi comprendono. Io
    cerco di dare amore ma quando mi feriscono non riesco più ad andare avanti. Ti chiedo aiuto.

    • Considera che indifferenza non significa neutrale, ma rabbia, paura, sofferenza.
      Se ti sono indifferente è solo per proteggerti, quindi è una chiusura e farà male, prima di tutto a te.
      Il punto in cui agire è quel “se mi ferisci”.
      Devi diventare emotivamente indipendente dalle azioni, le parole, gli errori degli altri. Vaccinarti contro il loro dolore.
      Un medico può curare un paziente con una malattia infettiva se non è vaccinato contro quella malattia?
      No, se potrebbe contrarre lui stesso il virus, allora non può avvicinarsi al paziente e aiutarlo.
      Ma se è vaccinato, può stare vicinissimo e dare tutto il suo aiuto.
      Se non ci “vacciniamo” contro la sofferenza degli altri, ne saremo sopraffatti e quindi ci allontaneremo da loro per non stare male.
      Il punto è imparare a non subire quello che ti accade e vivere con equilibrio, forza e indipendenza. E solo allora con amore 🙂
      Segui i 25 Passi, sono un percorso creato proprio per questo 🙂

  3. Ciao. Mi piace molto l’idea di poter condividere e confrontarmi con esperienze simili a quello che vivo.
    Soffro di ansia da diverso tempo e questa newsletter di oggi è più che azzeccata..
    Ho pensato tante volte di lasciarmi andare completamente a quello che provavo.
    Poi, sono riuscito a capire che la sfida a tornare in pista è unicamente rivolta “verso di me”.
    Se dovessi pensare a cosa mi dia forza per non lasciarmi prendere dallo sconforto, direi la letteratura..
    Amo leggere e perdermi per un po’ di tempo nei “pensieri scritti”..
    Buona serata

  4. Grazie Giacomo per quello che scrivi, io mi ritrovo molto nella storia di Giada. La vita ad un certo punto, inaspettatamente mi ha gettata in fondo al pozzo, era buio, così buio che non riuscivo a scorgere neanche lontanamente la luce, non nascondo che sono arrivata anche al punto di pensare di farla finita, ciò che mi ha trattenuto sono stati i miei tre figli ancora piccoli e le persone che amo, gli avrei fatto del male. Ad un certo punto, alla ricerca di qualcosa che mi potesse aiutare mi sono imbattuta nel tuo sito, ho trovato tanti preziosi consigli che mi hanno dato un po’ di sollievo, ma Quello che mi sta davvero aiutando è Dio, la Sua parola che in molti modi risponde alle mie domande. Non nascondo che molte volte come Giada sono ricaduta in fondo al pozzo, anche a me quel viscido mi ha fatto cadere e pensavo di non farcela, purtroppo a volte i pensieri prendono il controllo della tua mente e ti fanno male troppo male, ma nella disperazione chiedo aiuto a Dio che mi dà la forza di rialzarmi e andare avanti e di perdonare. Dopo quasi un anno continuo ancora a lottare, a volte cado nello sconforto, ma non voglio mollare, voglio lottare!

    • Ciao Sabina, ti scrivo xè il tuo commento mi riporta alla storia di mia mamma e mia, di conseguenza. Ho notato una certa sofferenza nella tue parole, e, visto che sono stata in grado di aiutare mia mamma a vedere la luce volevo dare il mio contributo anche a te.
      Ti faccio una premessa fondamentale. Se ho ben capito, la tua situazione risale a circa un’anno fa, quindi un tempo relativamente breve. X mia mamma è almeno da quando sono nata ossia 40 anni or sono, quindi situazione ben più consolidata direi. Ti dico anche che non sottovaluto la tua sofferenza solo xè è meno datata. So bene che la sofferenza può essere davvero molto pesante x chi la vive, anche se da fuori può sembrare una cosa da poco.
      Quello che davvero vedo come vantaggio nella tua situazione sono due cose:
      – sei determinata ad uscirne
      – sei arrivata qui di persona (e qui sei nel posto migliore in cui potresti trovarti😉)
      Mia mamma invece ha eretto un muro degno di una fortezza x non lasciare entrare nulla di buono, inoltre non sa nulla di Internet, così sto facendo io da ponte tra qui a lei.
      Poi tu credi in Dio. Io mi ci sono avvicinata da non molto, ma ti assicuro che è fondamentale. Sopratutto credo nel suo disegno e pertanto sono certa che dietro ad ogni difficoltà, ogni problema si nasconda una meravigliosa opportunità. E i fatti me lo stanno dimostrando. Quella più grande che ti posso raccontare è di aver realizzato come tutta la sofferenza che ha accompagnato la mia vita a “causa” di mia mamma, si sia rivelata la cosa più bella. Senza quella non sarei mai diventata ciò che sono e che mai come ora sono felice di essere! Facile? No. La bacchetta magica non esiste. Ho lavorato duramente x sfruttare questa opportunità, ci ho creduto. E così è stato. Ora tutto quell’amore che non vedevo, si è riversato su di me. Gli argini si sono rotti e sta fuoriuscendo da mia madre, “x me”! E io lo sto restituendo tutto. Goccia x goccia. E devi starci attenta, molto, xè se ti chiudi non vedi tutto l’amore che ti circonda. Il mondo è pieno di amore. È fatto di amore. Ma a volte non lo lasciamo entrare. Io stessa l’ho fatto x una vita!
      Solo ora che lo sento sono in grado farlo entrare anche a mia mamma che così ha cominciato a comprendersi, a perdonarsi e a pensare, forse, che potrebbe anche volersi un po’ bene. Non so cosa ti sia successo, ma sono sicura che anche tu puoi aprire le porte a tutto questo se ti dai la possibilità. Se ci credi.
      Un’ultima cosa. Riguardo al farla finita… Credimi so cosa significa. Ci sono passata… Mia mamma invece c’è dentro in pieno, tutt’ora… Ma sai cosa ti dico? Cambia prospettiva! Xè continuando a pensarci diventa un’abitudine mentale. Ne più ne meno e come ogni abitudine debitamente allenata diventi dipendente da quell’idea e finisce che passi la vita con quello scopo. Io sono riuscita a togliermi un’abitudine che era diventata una dipendenza… Sai come? Cambiando i presupposti, anticipando la necessità e sostituendo il bisogno (avere) con l’amore (il dare). Così esci da dove sei! Fai quello che ti piace, AMA! Tutto, tutti! E se non sai cosa ti piace cercarlo, fino alla nausea, e fallo con tutta te stessa. Senza stancarti mai. Forse ci vorrà tempo, ma finché non molli hai la possibilità di vincere. Te lo assicuro!!! 😉

      • Ciao Serena, ti ringrazio tanto per la tua testimonianza e per il tuo sostegno. Sei molto forte e tua madre è fortunata ad averti, vi auguro di farcela. Hai ragione la sofferenza è molto pesante per chi la vive e fai soffrire anche chi ti è vicino. Mi rendo conto di essere cambiata perché il mondo mi è crollato addosso inaspettatamente e non riesco ad accettare la realtà, e questo mio malgrado si ripercuote sui miei figli perché non ho più la serenità e la pazienza di prima, il mio umore è quasi sempre a terra e a volte arrivo ad essere apatica. Ci sono anche momenti in cui penso di farcela e succede quando mi affido a Dio, perché Lui mi dà la forza di andare avanti. A volte però succede qualcosa che ti fa crollare di nuovo(come mi è successo oggi), e ti chiudi non riuscendo a ricevere l’amore anche vedendolo, ma soprattutto non riesci a darlo. Dopo la disperazione però mi rialzo e ci provo ancora una volta con la speranza di farcela. Mi chiedo come abbia fatto la tua mamma ma anche tu per tanti anni, perché quando si soffre tanto speri solo che finisca in un modo o nell’altro, soprattutto perché mi stai dicendo che ti sei avvicinata da poco a Dio e quindi prima non cercavi il suo aiuto, che come dici tu è fondamentale. Sono anch’io sicura che il Signore ha un piano per ognuno di noi, se ci succede qualcosa c’è un motivo, so che non ci manda una prova che non possiamo sopportare anche se molto dura. Dio usa le difficoltà per rivelarsi a noi, facendone veicoli che ci avvicinano di più a Lui e con la prova ci ricorda che non dobbiamo fare niente senza di Lui, altrimenti sprofonderemo, abbiamo bisogno della forza che solo Dio ci può dare. Condivido tutto quello che hai scritto, non dobbiamo mollare, anche se cadiamo dobbiamo rialzarci. Grazie ancora, che Dio benedica te e la tua mamma.

        • Ok Sabina, partiamo da qui…
          Come prima cosa ti dico che hai ragione, se mia mamma sta facendo qualche passetto è xè ci sono io ad aiutarla. Ma anche se ti sembra di non avere nessuno vicino che possa aiutare anche te, guarda bene. Qui c’è Giacomo, ci sono io, magari si farà avanti qualcun’altro…😉
          E, comunque ti voglio dire una cosa. Io all’inizio ero sola, solissima (xè non vedevo nulla dell’amore che avevo intorno). Ma sai cosa ho fatto? Ho deciso di uscirne. Come te. Così ho cominciato a cercare soluzioni e non ho mai smesso. MAI. Sono stata in ballo anni. Mi sono approcciata ad un sito di crescita personale x moltissimo tempo, ma non ho mai risolto nulla (salvo apprendere qualche concetto utile e aprire la mia mente). Ma non funzionava…e sai cosa ti dico? La frustrazione aumentava perché nonostante il percorso che stavo facendo non risolvevo nulla. Ma NON HO MOLLATO. Finché sono finita qui e ho stravolto la mia vita. Letteralmente. Non è da molto che seguo Giacomo, qualche mese, ma mi ci sono messa anima e corpo. Ho fatto i 25 passi, 4 mesi di coaching e ora le sfide. Non si finisce mai!😉
          Sono andata in fondo, domande su domande su domande…e risposte, fino alla risposta finale che ha cambiato tutto. AMORE. Ma in tutto questo percorso non mi sono limitata a capire. HO AGITO. Ho sbagliato, ho avuto paura al punto da pensare di lasciar perdere, ma HO CONTINUATO…e ancora continuo!
          Quanto alla realtà… Giacomo parla spesso di come accettarla…se la rifiuti cambia qualcosa? NO. Stai solo male, perdi forza e lucidità. Ti chiudi e non sei d’aiuto a nessuno, sopratutto a te stessa. È la cosa peggiore xè ti incastri nel vittimismo. Invece puoi accettarla anche se non ti piace e lavorarci. Ci vuole forza e la forza la sviluppi con l’allenamento.
          Poi, quando ti senti crollare, tu non riesci a reagire, lo capisco molto bene. È qui però che non devi mollare. Tu che vuoi uscire! Mia mamma x esempio si crogiola nella sua apatia xè non vuole reagire. Ma x te è diverso. Quando stai male non lasciare tempo alla testa x finire su pensieri deleteri, ma allo stesso tempo non riempire le tue giornate di inutili impegni che servono solo a distrarti. Occupa la testa in modo costruttivo. Coinvolgi anche il cuore. Concencentrati di ciò che ti piace ANCHE SE NON HAI VOGLIA. Fai tutto con amore anche e sopratutto quello che non ti piace, migliorati ogni giorno! E appena puoi “dai” agli altri. A me fa molto, molto bene, anche se impegnativo e stancante. Tutto questo aumenta la tua forza, così crollerai sempre meno e i crolli saranno meno dolorosi e duraturi.
          Infine ti dico questo. Riguardo a Dio. Io non cerco il suo aiuto o lo faccio molto raramente. Più che altro mi fido e mi affido a lui, ma mi rimbocco le maniche e lavoro. E, se sono in difficoltà lo guardo, lui mi guarda e nel suo sguardo trovo la forza!🙂
          …e come ti ho detto a me aiuta molto aiutare le persone, quindi se vuoi ci sono!😉

        • Ciao Serena, grazie di cuore. Ti ammiro e ti auguro tutto il bene. In quanto a me, ho una grande motivazione per andare avanti, i miei figli, se non fosse stato per loro probabilmente non sarei qui. È bello sentirsi sostenuti, a volte invece le persone più vicine che più ami non ti danno nessun sostegno, nonostante vedano la tua fatica per curare tutti e tutto e vedano la tua disperazione non riuscendoci perché troppo per te, anche se ce la metti tutta, questo fa male. Poi passa il tempo, le cose migliorano un po’, e dimentichi tutto quello che hai passato, come hai sempre fatto continui ad amare. Ad un certo punto ti scontri con la vera realtà, la tua vita viene stravolta, crollano tutte le tue certezze, non sai più chi sei hai solo tanta confusione e non sai più cosa fare e come andare avanti. Non è facile riprendersi, accettare tutto, ricostruire tutto anche te stessa, ripartire da zero. Ci sto provando, tra alti e bassi, ma so che non posso mollare e che ci vorrà del tempo.

    • Certo, il punto è sempre non mollare…e il tempo. Tempo e pazienza sono fondamentali ed entrambi sono in grado di renderti più forte.
      Riguardo al sostegno e all’aiuto da parte degli altri, tieni conto che a volte non è che non vogliano aiutarti. Proprio non sono in grado! Magari non riescono a comprendere xè chiusi nel loro piccolo mondo, a volte ti capiscono, ma non sanno come aiutarti (a me è capitato che qualcuno stesse male xè non riusciva ad aiutarmi, ma io la vedevo come cattiveria). Altre volte saprebbero pure cosa potrebbero fare, ma hanno paura o non hanno la forza di agire.
      Se tu impari a diventare forte, se impari a comprendere bene le persone, non solo smetterai di stare male xè pretendi aiuto, ma potrai passare dalla parte opposta. Potrai essere tu ad aiutare loro. A me è successo ed è tutt’ altro punto di vista!😉
      Quindi forza e pazienza. Rimboccati le maniche che ti aspetta un po di lavoro!💪😁

  5. ciao Giacomo,quello che volevo capire e come fare a rapportarti a persone che non sono in grado di amore in modo incondizionato e che invece da noi pretendono e si infastidiscono se non sei come loro vorrebbero.. alla fine se io riuscirò a raggiungere la mia indipendenza emotiva,non avrà più importanza che tipo di persona avrò al mio fianco?l ‘individualità non avrà più importanza?

    • L’avrà sempre, altrimenti avresti davanti automi, non esseri umani 🙂
      Però indipendenza emotiva significa riuscire ad amare gli altri per ciò che sono, che riescono o vogliono essere, con i loro limiti e le loro paure.
      E significa non lasciare più che questo impedisca a te di continuare a dare amore e vivere con gioia tutto quello che devi affrontare 🙂

  6. Dirti grazie è poco per quello che fai ,per i consigli che condividi con ogni ogni giorno certo…quando leggiamo ciò che scrivi penso…giusto Giacomo ha ragione devo seguire i suoi consigli se voglio superare ciò che mi angoscia che mi da dolore e che nonostante mi impegno ancora non riesco del tutto adistaccarmi anche se sto facendo passi da gigante…ogni giorno mi dai forza con quello che scrivi e ogni giorno il mio credere in Dio in colui che è sempre con noi e che vuole il nostro bene …vado avanti ma le mie lacrime ancora non finiscono…..ma come dici tu oggi…non mollero’. ..prima o poi ce la farò….che Dio ti benedica per quello che fai e condividi con noi….grazie

  7. Mi sento ovvia e scontata facendo questa domanda, non pensavo che avrei mai incontrato questa difficoltà… anche io però ci sono cascata. Relazione appena finita. Mi sento ferita. Delusa. Vuota. Ho pensato che non voglio più fidanzati. Negli ultimi 7 anni, 3 relazioni tutte finite allo stesso modo. Ma il problema principale non è affrontare le giornate, perché per quelle sto lavorando sodo per leccarmi le ferite. Il problema sono i sogni… e i risvegli. Questi due aspetti non riesco a migliorare. E mi sveglio sempre con lo stesso brutto sapore in bocca…

    • Ciao Ester,
      il problema è lavorare per leccarsi le ferite.
      Che probabilmente significa farsi forza, sopportare, andare avanti sapendo che passerà.
      Il problema è che quando so “che passerà”, devi capire che probabilmente tornerà anche 🙂
      O mi rendo conto di dove sta il problema (non la relazione, non i fidanzati, ma come vivo la mia vita e il significato che le do, e che do agli altri) oppure mi ritroverò periodicamente a fare i conti con il malessere.
      Non ci sono “cosa da fare”, ma un modo di vivere da rivoluzionare totalmente.
      Per questo consiglio sempre di seguire i 25 Passi. Inoltre dai un’occhiata a questa pagina 🙂

  8. Grazie Giacomo, quello che dici può sembrare scontato ma nella realtà non lo è affatto. Mai mollare! Non è facile, ma non abbiamo alternativa e spesso ce ne dimentichiamo. Ciao e grazie.

  9. Io ho scritto la frase “Quando non molli, non puoi fallire”, l’ho fotografata e l’ho messa come il fondo del mio cellulare.
    Grazie per aver scritto questa pagina, perché mi aiuta a continuare con l’esercizio del rinunciare per trenta giorni a qualcosa da cui dipendo.

  10. Guardare dentro di noi alla ricerca di risorse per non mollare nel flusso della vita può essere difficile quando non pensiamo che nostra è la vita che ci è stata data facendola altrimenti dipendere da altro al di fuori di noi.
    Guardando con compassione i pensieri e le emozioni negative possiamo emanciparci da loro acquisendo felicità.

  11. Buongiorno…Lamentarsi, sfogarsi, arrabbiarsi non è umano…Io credo che sia molto umano, è un modo emotivo di reagire di fronte a ciò che ci capita, non siamo solo mente siamo anche emozioni. L’importante è capire come risolvere la situazione. Se siamo capaci solo di provare emozioni e queste si sclerotizzano in un qualcosa che non passa all’azione del risolvere…Certo che diventa un problema. La fiducia in se stessi (autostima) è indispensabile, come lo è avere un obbiettivo nel quale crediamo veramente, e allora impossibile diventa solo una parola che perde di significato. Poi ci sono lotte e lotte…e anche qui bisogna capire se ne vale la pena, perché una lotta richiede dispendio di energia, tempo, ecc.

    • Non dimenticare che le emozioni non capitano e non dipendono da quello che accade.
      Noi consideriamo “umano” quello che abbiamo imparato, confondendo quasi sempre cultura (come reagiamo) con natura (come possiamo reagire).
      Le emozioni sono il frutto del nostro modo di vivere, lamentarsi è un’abitudine, come l’abbiamo imparata (visto che è inutile tra l’altro), possiamo eliminarla 😉

  12. Inutile dire quanto siano preziosi i tuoi consigli….. io mi soffermerei piuttosto su ciò che stai facendo per noi…. certo, è la tua professione….ma qui non si sente obbligo da lavoro….Non so se mi posso far cApire….. si sente la volontà di una persona che crede assolutamente in quello che dice, che nn manca tutte le mattine di mandare mail per farci capire che lui è riuscito ad essere felice incondizionatamente….. perché non possiamo esserlo anche noi…. che dire…..che Dio ti benedica

  13. Tutto verissimo anche se spesso non è così semplice,penso che i caratteri influiscano chi è più determinato e ambizioso sfonda chi invece ha mancanza di autostima crede poco in se stesso ha paure e insicurezze di affrontare comunque quella che oggi giorno è la vita con Tutto quello che vediamo e sentiamo farà più fatica. Sicuramente condivido in qualche modo bisogna fare come le formiche imparare ad affrontare rimettersi in piedi quando si cade.

  14. Ciao Giacomo.
    Avevo già letto la storia di Giada e questa mattina ho letto la storia delle formiche, il tutto con molta attenzione. Mi viene da dire che se è vero che “se non molli tutto è possibile” e posso dire che è vero poiché l’ho sperimentato sulla mia pelle, credo che sia anche vero dire che spesso è una grande fatica. Quando si arriva alla fine si è contenti del risultato, ma il percorso è zeppo di difficoltà, proprio come nella storia di Giada.
    La mia domanda è sapere se c’è un modo per evitare almeno un po’ di fatica. Esiste? O per ogni situazione bisogna faticare?
    Esiste un modo per non mollare, ma avere il percorso più leggero, più facile?
    Grazie

      • Pienamente d’accordo. Mi è capitato di incappare in un sito di crescita personale in cui ti dicono che la vita è dura, che non è come Rocky, quando si allena e sembra invincibile con quella musica motivante in sottofondo, ti dicono che devi lottare e sarà dura… Io dico che quella musica c’è, eccome. Siamo noi a suonare xò siamo noi. Ogni volta che agiamo, ogni volta che amiamo, ogni volta che facciamo e ci facciamo del bene! E siamo più forti del protagonista di un film, noi non recitano, viviamo davvero!😉

    • Non aspettare, agisci perché accada.
      Non solo, considera questo: se vivi con entusiasmo, amore e forza, non ci sono più cose “negative”, ma diventano sfide, opportunità, e arrivi a scoprire che non esistono nemmeno giorni buoni o meno buoni.
      Dipende da te 🙂

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