Odio i miei genitori: come liberarti dal dolore e dalla sofferenza

“Odio i miei genitori” non è semplicemente la frase che potremmo dire quando siamo adolescenti e ci scontriamo con madri e padri che non comprendono i nostri diversi punti di vista.

“Odio mia madre” oppure “odio mio padre” non è solo un sfogo. Odiare una persona è il segnale di un malessere profondo che, se non capito, distruggerà chi odia, non coloro che sono odiati.

Viviamo spesso un modo conflittuale il rapporto con i genitori e finiamo per provare, se non proprio odio, almeno risentimento, amarezza, delusione nei loro confronti.

E questo accade anche se siamo adulti e i nostri genitori anziani, o addirittura morti.

Oggi voglio spiegarti come puoi liberarti di queste emozioni che avvelenano prima di tutto te e capire come trovare serenità nei confronti dei tuoi genitori.

Con o senza il loro contributo 😉

  1. Odio i miei genitori: come nasce e perché lo provi.
  2. Odiare una persona: come liberarti della sofferenza che ti porti dentro.
  3. Come vivere una vita felice malgrado i tuoi genitori.

Quello che ti insegnerò oggi può trasformare la tua vita e permetterti di vivere in modo positivo anche se i tuoi genitori non vorranno mai cambiare il loro modo di vivere e di agire.

Questa profonda libertà è una forza enorme che ti spiegherò come acquisire e usare al meglio.

Cominciamo!

 

Odio i miei genitori: come nasce e perché lo provi

Odio i miei genitori

Amare significa desiderare il meglio per qualcuno.

Se ti amo voglio che tu stia bene e sia felice, che tu possa sperimentare gioia e amore nella tua vita. Voglio il tuo benessere, la tua serenità, che ti possa realizzare e vivere appieno.

Odiare è qualcosa di totalmente opposto. L’odio non è indifferenza, distacco, disinteresse.

L’odio è distruzione.

Se odio la mia famiglia significa che vorrei distruggerla.

Odiare una persona significa volere il suo male, la sua sofferenza, desiderare per lei tutto quello che noi non vorremmo mai sperimentare.

Odiare qualcuno significa desiderare per lui il peggio possibile.

E spesso l’odio può portarci anche ad agire per infliggere questo “peggio”, per provocare dolore (fisicamente) o sofferenza, per ferire gli altri.

Quando odiamo, subentra una volontà di distruzione che ha un solo scopo: annientare l’altro.

E se anche non agiamo, il semplice desiderio è devastante. Per noi, prima di tutto.

Non dobbiamo mai dimenticare che ogni emozione negativa, odio in prima fila, provoca malessere dentro di noi.

Se odi qualcuno, se ti arrabbi con qualcuno, sei sempre tu la prima persona che sperimenta l’effetto negativo di queste emozioni.

L’odio fa stare male te.
E non è affatto detto che faccia stare male anche le persone che odi.

Anzi, spesso l’odio avvelena te e lascia del tutto indifferenti gli altri, che continuano a vivere la loro vita magari senza nemmeno sapere che cosa provi e pensi.

Se i miei genitori mi odiano saranno i primi a stare male, e io posso difendermi benissimo senza ricambiare questo odio.

Odiare è un sentimento devastante perché non è solo un’emozione, ma un modo di pensare e vivere la vita. Tra poco lo capirai meglio.

La domanda è: per quale motivo arriviamo a odiare qualcuno? Perché possiamo desiderare distruzione per una persona?

Io credo ci siano 3 motivi fondamentali, e credo che in uno di questi, o in più di loro, ritroverai anche le ragioni del tuo odio per i tuoi genitori.

 

1. Sofferenza: i miei genitori mi odiano!

I miei genitori mi odiano

La prima ragione per cui potresti odiare i tuoi genitori consiste nella sofferenza che vivi e che ritieni derivi da come loro si comportano nei tuoi confronti.

Ognuno di noi, e tu di certo non fai eccezione, vuole essere felice. Tu vuoi provare gioia, entusiasmo, allegria, vuoi stare bene e vivere una vita positiva e bella.

Puoi arrivare a odiare chi te lo impedisce, anche, o forse soprattutto, se questa persona è chi, in teoria, dovrebbe aiutarti a diventare felice.

Considera questo, altrimenti non comprendi l’importanza di questo punto: tu desideri essere felice più di qualsiasi altra cosa.

Pensa alle cose più preziose della tua vita: persone, relazioni, possibilità, principi.

Tutto ciò che per te ha valore in questo momento, lo ha per una sola ragione: tu credi sia importante per stare bene e che ti renderà felice.

Che sia oggi o domani, magari ti aspetti di stare bene in un’altra vita dopo i sacrifici che stai sopportando, o pensi la gioia sarà il premio tra qualche anno per il tuo lavoro.

Ciò che per te vale, è importante perché lo consideri capace di renderti felice.

La felicità è, senza dubbio, la cosa più importante del mondo per ognuno di noi perché nessuno vuole vivere una vita intera di infelicità e sofferenza.

Non avrebbe senso.

Possiamo quindi arrivare a odiare, a voler distruggere, chiunque ci impedisca di vivere una vita felice.

 

2. Limiti alla nostra libertà: odio la mia famiglia

Odio la mia famiglia

Strettamente collegato al tema della sofferenza, è quello della libertà personale: puoi arrivare a odiare i tuoi genitori se ti tolgono la libertà di vivere la tua vita.

Se la felicità è ciò che desideri sopra ogni cosa, la libertà è indispensabile per arrivare a questa felicità.

Se i nostri genitori diventano i nostri carcerieri, limitano le nostre scelte, ci bloccano dal prendere le nostre decisioni, è molto probabile che proveremo emozioni negative nei loro confronti.

Parlo spesso con persone che hanno subito le scelte di madri o padri che comandavano e non lasciavano libertà di vivere la propria vita.

È molto difficile che un prigioniero ami chi lo tiene chiuso in prigione. Se i tuoi genitori rappresentano questo, se intrappolano la tua vita nei loro limiti, nelle loro regole, odiarli è facile.

Spesso le persone che mi dicono di essere felici che un genitore padrone sia morto si sentono in colpa per questo pensiero. Ma non ha senso.

Infatti il problema non è se sia giusto essere felici della morte dei propri genitori, ma capire che se loro rappresentano per noi un carceriere è inevitabile desiderare la nostra libertà.

Se vivi tua madre, o tuo padre, come la persona che ti tiene in trappola, è inevitabile che nascano emozioni negative come la rabbia, il risentimento, il rancore e l’odio.

Tra poco ti spiegherò anche come trasformare questi pensieri senza moralismi o reprimere emozioni che oggi senti dentro di te.

Ma ricorda che se qualcuno ti nega la libertà e vivi questa persona come un carceriere, inevitabilmente l’odio sarà dietro l’angolo.

 

3. Colpevoli della nostra vita insoddisfacente: odio mia madre (o mio padre)

Odio mia madre

Forse questa è la vera ragione di fondo: arriviamo a odiare qualcuno se lo consideriamo colpevole della nostra infelicità, cioè di farci vivere una vita che non ci piace.

Se i tuoi genitori sono causa della tua sofferenza, significa che sono colpevoli della tua vita infelice.

Se i tuoi genitori sono carcerieri che ti tolgono ogni libertà, significa che sono colpevoli della tua vita infelice e piena di insoddisfazione e amarezza.

Non puoi amare il colpevole della tua sofferenza, non puoi che odiare, alla lunga, chi consideri colpevole di negarti la felicità che desideri più di ogni altra cosa.

Odierai sempre una persona che pensi sia colpevole della tua infelicità. Ed è proprio da questo che dobbiamo partire se vuoi liberarti di questo odio e di questa sofferenza.

Se da un lato non puoi cambiare i tuoi genitori, dall’altro non ne hai neanche bisogno: puoi eliminare questa sofferenza anche senza il loro aiuto.

In realtà dipende da te e per capirlo devo spiegarti come funzionano le nostre emozioni e quanto pesa davvero il tuo passato.

 

 

 

Odiare una persona o liberarti della sofferenza che ti porti dentro?

Odiare una persona

Siamo abituati a credere che le nostre emozioni siano la conseguenza di quello che ci accade.

  • Tua madre ti sgrida e tu provi delusione perché ti ha rimproverato.
  • Vinci un concorso e provi gioia perché hai ottenuto un successo.
  • Tuo padre non ti lascia fare quello che vuoi e provi rabbia perché non puoi scegliere.
  • Il tuo partner ti ama e provi felicità perché ricevi il suo amore.

Ovviamente potrei farti molti esempi ma non credo serva.

In realtà, però, tutto questo è sbagliato e pensare che le nostre emozioni siano la logica e inevitabile conseguenza di quello che ci accade è falso.

Sembra vero, lo so, ma è comunque falso.

Le tue emozioni non dipendono da cosa ti accade, ma da cosa ne pensi e da come lo vivi. Si chiama indipendenza emotiva (leggi questa pagina!).

In pratica non è quello che succede a farti emozionare, ma il tuo giudizio.

Non provi emozioni positive di fronte a situazioni positive. Le provi solo se tu pensi che siano qualcosa di buono per te. E lo stesso vale per quelle negative.

Non ha alcuna importanza se quel che stai vivendo sia davvero qualcosa di buono per te. Ciò che conta in fatto di emozioni, l’unica cosa che conta, è il significato che tu dai a ogni evento.

Le mie parole possono ferirti solo se tu le consideri un’offesa, altrimenti non avranno alcun peso su di te.

Non ti capita mai di trovarti in situazioni in cui altre persone hanno reazioni emotive diverse dalle tue? Hai mai riflettuto su come non tutti reagiamo allo stesso modo pur in situazioni uguali?

Per quale motivo, di fronte a un grave pericolo, alcuni entrano in crisi, altri scappano, e altri ancora agiscono con coraggio e restano lucidi?

La risposta è questa: non conta cosa accade ma cosa ne pensi e come lo vivi. Leggi la pagina che ti ho suggerito poco fa, è fondamentale capire questo.

Ma ancora più importante, forse, è comprendere che il passato non provoca emozioni.

Mai.

Dal momento che le tue emozioni sono il frutto di come tu giudichi quello che accade (positivo o negativo per te), l’emozione è sempre presente.

Il passato non conta.

Se oggi provi rabbia per un episodio avvenuto qualche anno fa, questa emozione non sta in quel fatto, ma nel ricordo che ne hai adesso.

Se oggi lo vivi in modo negativo ti arrabbierai, ma se cambiasse la tua visione di quello che accadde, se oggi pensassi in modo positivo a quell’episodio, allora non proveresti più emozioni negative.

Ho scritto una guida per spiegarti come eliminare le ferite del passato.

Questo è fondamentale perché il nostro odio per qualcuno è legato a fatti e vicende vissute con quella persona. Se odio mia madre è perché la consideriamo colpevole della mia sofferenza.

Non conta però cosa fa lei, cosa dica o come si sia comportata finora con me, in passato. Se la odio è per quello che io, oggi, penso di lei.

In realtà tu non puoi portarti dentro emozioni come la rabbia o la sofferenza. Ogni emozione nasce e muore ora, nel giro di pochissimo tempo.

Ho scritto una guida per spiegare come eliminare la rabbia repressa: leggila perché ti mostra bene come nasce l’idea che possiamo reprimere un’emozione.

Non accade mai questo, non conta il passato o i gesti di tua madre o tuo padre. Quello che conta è cosa pensi oggi di loro.

Qualunque cosa ti abbiano fatto, quale che sia il tuo rapporto con i genitori, l’odio non è la conseguenza di queste azioni, ma di cosa pensi tu di tutto quanto.

Uno dei miei autori preferiti si chiama Leo Buscaglia e sui genitori scrive una cosa meravigliosa nel suo libro Vivere, amare, capirsi:

 

Sapete cosa vi hanno fatto i vostri genitori? Il meglio che potevano fare. Il meglio che sapevano fare, molto spesso l’unica cosa che sapevano fare.

 

Non voglio “giustificare” gli errori che i tuoi genitori possano aver commesso con te, e so bene che i genitori possano essere a volte fonte di azioni terribili verso i propri figli.

Voglio spingerti a capire.

Salvo casi che sono comunque eccezioni, infatti (penso ad abusi per esempio), quasi tutti i genitori fanno del loro meglio e cercano di dare il massimo.

Il punto chiave è capire che la tua sofferenza e il tuo odio non stanno nei comportamenti dei tuoi genitori, nei loro errori e nelle loro mancanze, ma in cosa pensi tu, oggi.

Le emozioni negative fanno stare male te, prima di tutto. Te che le provi. Liberarti dalla sofferenza e dal rancore è impossibile se non ti rendi conto che sei tu a creare queste emozioni.

E non devi farlo per forza, nessuno ti costringe a crearle 😉

L’odio che possiamo provare per i nostri genitori nasce, come detto, dal considerarli colpevoli della nostra infelicità, carcerieri della nostra vita.

E questo non è forse un giudizio?

Siamo noi che scegliamo di vivere una vita in cui loro diventano colpevoli dei nostri problemi e del nostro malessere.

Il punto cruciale è proprio questo: fino a quando vedrai nei tuoi genitori dei colpevoli per la tua infelicità, non potrai che provare sentimenti negativi per loro.

Nessuno ama il proprio carceriere.

Per liberarti di questa sofferenza non serve che i tuoi genitori cambino, devi invece assumerti la responsabilità della tua vita smettendo di darne a loro la colpa.

 

Pessimo rapporto con i genitori: come vivere una vita felice nonostante tutto

Rapporto con i genitori

Prima ti ho invitato a leggere la mia guida sull’indipendenza emotiva. Questo è un tema fondamentale perché se non hai tu il “controllo” sulle tue emozioni, starai sempre male.

Se ti rendi conto che la tua gioia, così come la tua rabbia o la tua sofferenza, sono frutto di come vivi quello che accade, dei tuoi pensieri, allora capisci che nessuno ha il potere di fati del male.

A ferirci non sono mai le cose che accadono o le parole che sentiamo, ma come le viviamo. Capendo questo arrivi a liberarti del malessere di cui incolpi oggi i tuoi genitori.

 

Assumerti la responsabilità delle tue scelte

La prima cosa che devi fare è assumerti la responsabilità della tua vita, perché fino a quando vedrai gli altri come colpevoli di fartene vivere una che non ti piace, continuerai a subire e non potrai mai essere felice.

Responsabilità significa, prima di tutto, prendere le tue decisioni.

Qualunque sia la tua età devi renderti conto che siamo sempre liberi di scegliere e che l’ultima parola su ogni nostra azione o decisione spetta sempre a noi.

Nessuno può costringerti a fare qualcosa.

Se non vuoi ascoltare l’ordine di tuo padre, puoi farlo, se non vuoi farmi un favore puoi farlo, se non vuoi fare un regalo a un amico per Natale, puoi farlo.

Tu decidi sempre, ma questo comporta che ti assumi la responsabilità delle conseguenze di ogni tua scelta.

Se tuo padre vorrà punirti per non aver fatto come ti diceva, non puoi impedirlo, se me la prendo quando non sei disponibile, non puoi impedirmelo, se il tuo amico ti allontana per il regalo non ricevuto, non puoi impedirlo.

Assumerti la responsabilità della tua vita significa capire che sei tu a scegliere cosa fare o non fare, ma che ogni tua azione (o non azione) avrà conseguenze e reazioni che non puoi controllare o decidere.

Se non accetti questa responsabilità, non sarai mai veramente libero, o libera, di vivere la tua vita senza subire le decisioni degli altri.

  • I tuoi genitori possono vietarti di uscire il sabato sera, ma tu puoi trovare un modo divertente di trascorrere la serata a casa tua senza starci male.
  • I tuoi genitori possono negarti i soldi per comprare qualcosa che desideri, ma tu puoi trovare una soluzione diversa, fare a meno di quel che volevi acquistare e vivere bene ugualmente.
  • I tuoi genitori possono criticare le tue decisioni facendoti sentire in colpa per le tue scelte, ma tu puoi capire che è il loro punto di vista e fare comunque le tue scelte.
  • I tuoi genitori possono decidere di non rivolgerti la parola per un tuo comportamento, e tu puoi accettarlo, restare tranquillo, o tranquilla, e aspettare che gli passi.

Questi sono solo alcuni esempi con cui sto cercando di farti comprendere la cosa più importante: puoi decidere della tua vita, sempre.

Se ti assumi la responsabilità delle tue scelte, e delle loro conseguenze, scoprirai che siamo padroni della nostra vita. E da qui arrivi al punto chiave: creare la tua felicità.

 

Creare la propria felicità

La mia ricetta per la felicità

Se la felicità è un’emozione, e ognuna dipende da cosa pensi e non da cosa ti accade, allora capisci che niente ti può impedire di essere felice.

Come detto prima, i tuoi possono tenerti in camera il sabato sera, ma sei tu che decidi se trascorrerai quelle ore provando rabbia per “l’ingiustizia” subita, o facendo qualcosa di piacevole e divertente.

I tuoi amici possono preferire altre persone alla tua compagnia, ma sei tu a decidere se soffrirai per una loro scelta (tu non hai mai preferito qualcuno ad altri?) o se deciderai come trascorre il tuo tempo diversamente, facendo qualcosa che ti piace e ti entusiasma.

Non ha importanza dove ti trovi, se sei in casa, in un locale vuoto o alla festa dell’anno: la felicità non ha niente a che vedere con la situazione e la presenza degli altri, ma solo con il tuo atteggiamento.

Questo potere, quello di decidere se essere felice, è così enorme che nessun genitore potrà mai toglierlo al proprio figlio.

MAI.

Nessuno può privarti della capacità di vivere una vita felice.
Solo tu puoi farlo.

Se ti ricordi che alla base dell’odio per qualcuno, per i tuoi genitori in particolare, sta la paura che loro siano causa della tua infelicità, allora ti rendi conto che non ha senso vivere così la tua vita.

Loro, come nessun altro, hanno il potere di renderti infelice.

E non devi aspettare di poter fare qualcosa che ti faccia stare bene: l’entusiasmo devi metterlo tu nelle cose che fai, la gioia e l’allegria sono scelte che non capitano ma dipendono da te.

Ecco alcuni consigli preziosi:

  1. Impara a sviluppare un sano ottimismo: vedere la realtà in modo positivo ti darà il potere di scegliere la felicità quando preferisci.
  2. Impara a comunicare in modo diverso: per litigare, si deve essere in due e tu puoi rivoluzionare ogni tua relazione “semplicemente” cambiando il tuo modo di comunicare.
  3. Scopri cosa ti impedisce di essere felice: non è ciò che accade, come detto, ma il tuo approccio alle cose.
  4. Non farti fregare dalla soddisfazione e dal piacere: queste cose non sono positive come pensi e ti terranno lontano dalla felicità vera che cerchi.
  5. Impara a vivere con allegria: ridere è fondamentale se vuoi vivere una vita felice.
  6. Costruisci dentro di te le tue certezze: una percorso di crescita personale è indispensabile per liberarti dall’odio e dal rancore.
  7. Cerca l’amicizia vera: impara a costruire relazioni positive con tutti gli altri.
  8. Ama te stesso, o te stessa: starai sempre male e sarai sempre in balia delle scelte (a volte sbagliate!) degli altri se non impari ad amarti davvero.
  9. Non avere paura della solitudine: se la temi e cerchi di evitarla, starai sempre peggio.
  10. Sviluppa una sana autostima per eliminare la paura dei giudizi degli altri e imparare ad avere fiducia nelle tue capacità.
  11. Impara a fidarti degli altri: la fiducia non confonderla però con l’ingenuità e non devi per questo assecondare gli altri.

Queste sono alcune delle guide che ho scritto nel sito per offrirti ulteriori strumenti concreti.

L’odio scompare quando ti rendi conto che i tuoi genitori non possono negarti la felicità. Che nessuno può negarti la felicità.

Rimane un ultimo passo, forse il più importante, ma anche, ovviamente, il più difficile e impegnativo.

 

Perdonare chi ci fa del male

L’unica vera cura all’odio, alla rabbia e al rancore è il perdono.

Se hai odiato qualcuno, se provi risentimento per come ti hanno trattato, solo riscoprendo l’amore verso questa persona, con il perdono, potrai davvero diventare felice.

L’idea che l’indifferenza sia la strada giusta è un errore.

Essere indifferente significa continuare a provare emozioni negative al punto che dell’altra persona non ti interessa nulla.

L’indifferenza è una trappola, il perdono è la soluzione a ogni dolore.

Considera che questo è un tema complesso a cui ho dedicato una guida molto ricca che ti suggerisco di leggere.

Ci sono due cose importanti da capire bene:

  1. Perdonare non significa continuare a subire. Perdonare è una questione emotiva, mentale, per cui comprendi che la tua felicità non dipende dalle azioni degli altri e arrivi a comprendere l’infelicità che si trova dietro ogni azione violenta ed egoista.
  2. Perdonare non ti impone di restare in una condizione di pericolo, anzi: devi allontanarti da situazioni dannose per te. Amare significa volere il bene degli altri, e puoi amare anche se prendi le distanze da qualcuno che, per i suoi limiti, tende a farti del male.

Il perdono è comunque un percorso, un lavoro che devi considerare una meta da raggiungere nel tempo: non ha senso importelo adesso.

Devi prima assumerti la responsabilità della tua vita ed eliminare tutte le emozioni negative che provi oggi. Solo dopo arriverà anche il perdono.

E amare, perdonare, non significa mai subire o restare vulnerabili. Ho anche spiegato come difendersi dalle persone cattive.

E se vuoi un consiglio per iniziare a mettere in pratica i primi due passi (responsabilità ed eliminare le emozioni negative), lascia un commento e ti darò volentieri una mano.


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Informazioni sull'autore

Giacomo Papasidero

Mental Coach dal 2010, mi occupo di felicità ed emozioni da oltre 10 anni. Il mio obiettivo è insegnare che ognuno di noi può diventare più forte di qualsiasi problema. Questo per me significa diventare felici. Anche se ho tenuto un seminario all'Università di Parma e sono stato ospite a SKyTg24, la cosa di cui vado più fiero è la Scuola di Indipendenza Emotiva che ho avviato nel 2018, perché è un percorso chiaro, graduale e concreto che sta rivoluzionando la vita di tante persone.

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Habram Koen
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Habram Koen

OTTIMO Argomento, ma è MOLTO difficile da applicarlo ! Quando un innocente, come lo sono TUTTI i BIMBI, che DEVONO subire gli EGOISSMI genitoriali !!! Si, è Difficile ! mah ce la sto mettendo tutta x riprendermi la mia TRANQUILLITA’ Grazie

Valeria
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Valeria

Salve. Io sono una ragazza di 28 anni. I miei genitori e mia sorella mi stanno distruggendo la vita. Dicono di volermi bene ma quando sono felice mi mettono i bastoni fra le ruote dicendomi cose cattive. Addirittura sono arrivati a buttarmi via anche i vestiti in camera perché erano invidiosi. Mia madre. Sono una bella ragazza e mi dicono che sono una poco di buono
. Sono già andata dai carabinieri infatti adesso si sono calmati. Non vogliono che mi fidanzi e che stia con loro per sempre. Io non so più che fare. Come fare a liberarmi da queste brutte persone che vogliono solo comandarmi?

adelina
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adelina

io non vedo l’ora che i miei genitori PER MODO DI DIRE MIEI GENITORI .. siano morti solo così la mia vita avrà davvero inizio ho 36 anni vivo ancora con i miei genitori per fortuna che il vecchio rompiglioni di mio padre ha 72 anni e quindi lo dovrò sopportare ancora per pochi anni mia madre invece ne ha 66 e dovrò aspettare ancora almeno 20 anni pirma che schiatta muoia .. tira le quoia dio mio non vedo l’ora che siano entrambbi morti
io non piagerò per niente anzi mi sarò liberato di due rompicoglioni ..
finalmente la mia vita inizierà seriamente

Valeria
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Valeria

Io sono nella tua stessa situazione. I miei genitori sono matti. Ti capisco.

Andrea
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Andrea

Salve, tutto molto bello e utile per un adolescente. Io ho 55 anni, disocupato da 5 anni, divorziato da 15 e con una figlia di 17 anni totalmente sulle mie spalle. Genitori anziani e tre fratelli con i quali ho chiuso ogni raporto con tutti loro da 15 anni, dopo che mi hanno lasciato in mazzo ad una strada … La mia storia (vita) è stata rovinata dai miei famigliari … e questo non è che il riassunto degli ultimi anni. Mi piacerebbe raccontrle la mia storia … ha dell’incredibile.
Andrea

Gio
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Gio

Datti all’ippica è meglio! Dimmi, hai mai odiato i tuoi genitori? tutto parte dalle mie emozioni sì, ma quest’ultime non nascono da sole sono la conseguenza di azioni dolorose oggettive, se dico che una determinata cosa mi fà sentire male e subito dopo la fà lo stesso devo mentire alle mie emozioni? dicendo no rabbia te sei felicità! così si complica ancor di più la salute psicofisica.

Claudio
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Claudio

Mi trovo 8n una situazione dove essendo purtroppo senza disponibilità economiche, sono sempre succube della presenza di mio padre nella mia vita. Non potendo fare altro che subire le umiliazioni. Non parlando del passato, separazione dei miei, poi in seguito la mia… Oggi non vivo proprio. Ansia, depressione, panico, stress. Leggo i tuoi articoli e sto bene, ma nulla toglie, anzi sicuro che tra qualche ora, è tutto come prima… AIUTOOOOOOO

Axel
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Axel

Ciao, leggendo il tuo commento sembra che abbiamo una situazione simile, mi ritrovo nelle parole che hai scritto e leggendole le sento come le avessi scritto io.. Sono in una brutta situazione anch’io, ho passato tante cose brutte e sto pensando che magari parlando con qualcuno che ha più o meno le mie stesse “esperienze” potrei sentirmi meglio.. Se ti fa piacere scambiare qualche parola, scambiarci qualche consiglio, magari possiamo scambiarci i contatti.

Mely
Ospite
Mely

Ciao, vorrei esporti un mio problema, nel momento in cui faccio notare da anni i problemi che hanno i miei genitori, questi mi dicono che sono io il problema e negano tutto, oppure dicono che è come dico ma dopo poco dicono il contrario, confondono le idee di continuo e offendono dicendo che sono io il problema salvo poi dire che ho ragione, io non so con chi ho a che fare perchè sono persone imprevedibili con tanti problemi , ora mi trovo di nuovo a vivere con loro e ho paura di stare molto male per via di tutto questo. Il punto è che avendo sofferto tantissimo in vita mia non credo che sia utile andare in un altro ambiente perchè poi mi trovo sempre male e soffro lo stesso se non alle volte ancora di più. Cosa dovrei fare? provo a pensare che non possono determinare i miei stati d’animo ma purtroppo questo accade e non so come evitarlo perchè se chiedo un aiuto loro dicono che sono solo io a crearmi problemi inutili che non esistono e che in verità è sempre tutto ok tranne il fatto che io do interpretazioni sbagliate rispetto alla realtà, quando sottopongo la questione ad altri amici mi fanno notare che invece è normale ciò che provo e mi spronano il più delle volte. Cosa dovrei fare ? temo siano pericolosi per me .

Matteo
Ospite
Matteo

Salve Giacomo, mi è piaciuto molto il tuo articolo. Mi sono identificato su molte cose e sento di non aver praticamente mai vissuto o di non essere mai nato nonostante i miei 29 anni. Sono cresciuto con genitori poco affettivi, un padre ingegnere che è praticamente un robot che ha anche il vizio di urlare e una madre con una malattia neurodegenerativa. Un infanzia difficile e dolorosa con emozioni trascurate e represse. Eravamo tutti li ma in realtà eravamo tutti soli fin da bambini. Il risultato è che non ho mai vissuto ne espresso un emozione vera un rapporto umano vero, non so chi sono…una vita vuota e superficiald fatta di schemi e logica e che per nulla rispecchia la mia essenza .. So solo che mi sento ancora un bambino pieno di paure, soprattutto nei confronti delle persone. Grazie a uno psicologo sono riuscito a sentire qualcosa provenire dalla pancia… Un energia per me talmente grande e nuova che non sono stato pronto a ricevere e finivo ogni volta per reprimere… Mi piacerebbe approfondire l argomento con lei. Grazie

Gioia
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Gioia

Salve Giacomo, sono una ragazza di 17 anni… anzi 18 tra qualche giorno ma anche se sono molto giovane sono infelice.E mi sento cosí anche quando mi accadono belle cose, invece di godermele vivo con il timore che qualcosa di brutto le rovini.
Ho una vita da adolescente normale, studio, pratico sport, a volte esco con gli amici, ma purtroppo la mia famiglia (precisamente i miei genitori) mi confonde e mi modella a suo piacimento. Premetto che sono di una cultura lontana da quella italiana, in cui la donna fino al matrimonio non può prendere le proprie decisioni, non può farsi vedere troppo fuori casa, non può fare niente da sola.
Io essendo cresciuta in un’ambiente libero e moderno non ho mai accettato tutto ciò, infatti mi sono sempre ribellata e con loro litigo sempre e la situazione invece che migliorare peggiora. Ho addirittura pensato che fossi io il problema, che non sono una brava figlia e che io sono la causa di tutti i loro problemi tanto che ho pensato al suicidio attraverso il digiuno totale.
Da un annetto soffro moltissimo per questa mancanza di libertà, di fare ciò che amo e desidero con tutto il cuore e l’anima.
Sá Giacomo…io mi definisco cosmopolita ho viaggiato 2 volte con la scuola e mi sono resa conto che il mondo è davvero bellissimo, mi sono commossa e si sono commossi anche i miei compagni a vedermi così. Io voglio esplorare il mondo ora, non domani ma i miei appena io vedo uno spiraglio della mia libertà mi bloccano le ali per non farmela raggiungere.
Non voglio smettere di studiare, ma durante le vacanze estive posso lavorare in giro per il mondo, purtroppo i miei genitori non sono d’accordo. Piú cresco, più si accaniscono su di me e io non voglio più subire, voglio vivere.
Forse le sembreró una ragazzina viziata e lamentosa, é probabile che lo sia, ma le giuro che ho passato momenti traumatici nella mia vita: non ho più avuto una casa, né soldi per una vita normale.
Fortunatamente ora ho una casa e una vita dignitosa ma sono infelice, mi rende infelice non poter fare niente per la mia vita e la mia libertà!

Tony
Ospite
Tony

Ciao Giacomo, di recente sto leggendo tanti post del genere per la mia situazione familiare attuale. Il tuo post l’ho letto con piacere perché ci sono molte cose che condivido e cercherò di mettere in atto per la mia futura felicità . Una cosa penso mi verrà un po’ difficile nel metterla in atto, e il perdono .
Non riesco a pensare come si possa perdonare una persona che Consciamente o inconsciamente, é costantemente alla ricerca di sensi di colpa per i suoi atteggiamenti negativi, al fine di liberarsi
dalle sue responsabilità ,una persona che assume il ruolo di eterna vittima e crede che gli altri agiscano sempre in mala fede, sentendosi  discriminato o maltrattato,e finisce per sviluppare ipersensibilità diventando specialista a scatenare una tempesta in un bicchiere d’acqua, una persona che non riesce a vedere la luce ma vive perennemente dentro le sue oscure paranoie, una persona che non riesce ad aprirsi con nessuno e non sa cosa sia la comunicazione verbale e lo spirito di adattamento , che non riesce a guardare oltre l’ orizzonte, che si nasconde dietro la sua rabbia repressa causata dalla sua infanzia, che non si fida di nessuno neanche della sua ombra, che scarica sugli altri le sue colpe e i propri fallimenti , che non riesce ad affrontare un discorso con calma e serenità, che vede sempre negativo, che  ha sempre una scusa pronta quando si tratta di lui e delle sue cose, che non sbaglia mai ma sbagliano sempre gli altri, che non sa ascoltare il prossimo, che non sa ammettere i propri sbagli, che mente davanti l’evidenza, che non sa stare a contatto con la gente perché grida per avere ragione, che deve dirigere sempre il discorso e non da spazio al prossimo di aprire bocca , che non si immedesima in nessuno, che non sa mettere da parte il proprio orgoglio, che vive di ansia e fretta fin quando non raggiunge l’obiettivo che si pone, che vive di bugie e le vuole far diventare verità credendo che gli altri siano stupidi, che bisogna scattare quando chiede aiuto nel fare qualcosa ma quando deve aiutare gli altri gli sbuffi si sentono a miglia di distanza, che pensa esclusivamente al suo benessere e se ne frega se può ferire qualcuno , che si lamenta di ogni cosa che non rientra nel suo stile di vita, che deve sempre sputare sentenze senza guardarsi le spalle, che è maledettamente attaccato hai soldi ,che non rispetta quello che dice e fa finta di dimenticarlo…
Ma alla fine questa persona è consapevole di essere così e non fa nulla per cercare di migliorare la sua vita perché lui è così e gli altri si devono adeguare punto, ma cerca solo di scherzare e sdrammatizzare tutto con la sua ironia che solo lui capisce e gli altri non “apprezzano” .
Sto parlando di mio padre.
(classico Padre Padrone)
Adesso dopo 30 di matrimonio mia madre sua peggiore vittima si è rotta le scatole e ha trovato il coraggio di scappare dall’ inferno in cui viveva chiedendo il divorzio.
La sua risposta …..che mi madre è pazza e noi figli gli abbiamo messo strane idee per la testa per falla scappare da lui visto che siamo usciti dal suo nido abbastanza giovani per lavoro.
Adesso vive sputando sentenze su lei e noi perché la stiamo aiutando , fa continui dispetti come bambini di 2 anni , cerca di arrampicarsi sugli specchi per trovare qualcosa che ci faccia sentire in colpa e ci faccia stare male, non pesa le parole che escono dalla sua bocca, e ti assicuro che sono pesanti da parte di un genitore…
Io penso che l’unica soluzione è ignorarlo e farsi scivolare tutto addosso lasciandolo cuocere nel suo brodo…non sò se è sbagliato ma sono e siamo veramente stanti di stare dietro alle sue pazzie.
Mi sono limitato perché potrei scrivere un libro.
Grazie e scusa lo sfogo.

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Axel
Ospite
Axel

Salve, ho letto tutto il “poema” e mi ritrovo in tutto, o quasi quello che ha scritto. È la descrizione esatta del “padre padrone” tutto quello che ha scritto sono esattamente le cose che sto provando/ pensieri che ho,..é quello che penso di mio padre, vorrei dirglielo ma non troverei le parole, perché 1. non capirebbe, o meglio magari capisce ma continua con le “scuse” scaricando le proprie responsabilità. 3.non riuscirei a fargli un discorso sensato, tenendomi calmo.. Quando sai bene tutto ciò che una persona ti ha fatto passare, quando ricordi tutte le cattiverie sentite, quando vedi che al posto di cercare di cambiare continua a non prendere responsabilità e scaricando la colpa a te o ad altri.. E tante altre cose é molto difficile restare calmi, non starci male. Se le facesse piacere scambiare qualche opinione, consiglio, su questo “argomento” su queste situazioni ci potremmo scambiare i contatti
Grazie se risponde