Paura del buio, come superarla capendola

Avere paura del buio, forse, è una delle esperienze che quasi tutti facciamo nella nostra vita.

Se sei qui, è perché molto probabilmente anche tu la provi e vuoi sicuramente liberartene. 

Quello che voglio offrirti in questa guida, è un momento di riflessione e di comprensione in modo che tu sappia, alla fine di tutto, come vincere la paura del buio.

Che tu abbia paura del buio o paura della notte, la sostanza non cambia. Gli elementi che la alimentano e la caratterizzano sono gli stessi.

Capito quali sono, possiamo comprendere come affrontarla in modo naturale, senza forzature estreme.

Per cui, non perdiamo altro tempo e partiamo! 🙂

 

Come si chiama la paura del buio?

nictofobia

Per chiarezza e semplicità, credo sia necessario porre una lente di ingrandimento sui termini e i loro significati.

In psicologia, la paura del buio è chiamata con il termine di acluofobia o nictofobia e sta ad indicare una forte paura dell’oscurità.

Già questa descrizione, ci aiuta a comprendere due aspetti fondamentali:

  1. Sia che parliamo del buio in senso stretto, sia che parliamo di notte, il punto in comune è sicuramente l’oscurità (questo te lo avevo detto già).
  2. Nel momento in cui parliamo in termini psicologici e aggiungiamo il suffisso “fobia”, stiamo dando una rilevanza molto diversa al modo con cui ci rapportiamo a questo tipo di paura e come essa va trattata.

Ecco perché ritengo sia necessario fornire con chiarezza quale sia la differenza terminologica sostanziale tra paura e fobia.

Questo ti permetterà di comprendere meglio con quale approccio affrontare il problema e risolverlo nel migliore dei modi.

 

Paura (del buio) o fobia?

Mettiamo subito i puntini sulle “i” chiarendo un concetto fondamentale: la paura è un’emozione ed in quanto tale, nasce da una propria valutazione.

Perché dico che nasce da una propria valutazione?

Avrai notato (magari ora ci farai caso in maniera più attenta) che non tutti provano paura del buio ma tu la provi perché:

  1. Pensi ci sia un pericolo;
  2. Pensi di non saper gestire quel pericolo.

Come vedi, quindi, non è il buio in sé a portare paura, ma il modo in cui lo pensi.

Questa realtà lapalissiana, purtroppo, non la consideriamo a dovere e finiamo per pensare che siano le situazioni a controllarci quando in realtà, indovina un po’?

Sei tu a generare le tue emozioni positive e/o negative divenendo il regista della tua vita.

Ora, per tornare alle differenze terminologiche, prendiamo il vocabolario alla mano (in questo caso mi servirò di Treccani) e vediamo qual è il significato per ogni termine:

Paura: Stato emotivo consistente in un senso di insicurezza, di smarrimento e di ansia di fronte a un pericolo reale o immaginario.

Fobia: In psichiatria, disturbo psichico consistente in una paura angosciosa destata da una determinata situazione.

Perché portare questa precisazione?

Perché negli ultimi anni, soprattutto con l’uso (o l’abuso) della tecnologia, ci informiamo male sulla nostra salute mentale.

Con troppa facilità ci auto-diagnostichiamo disturbi, fobie, malattie mentali, senza avere le competenze per farlo e soprattutto, senza aver sentito il parere di un esperto.

A dirla tutta, con molta franchezza, la paura del buio è forse una delle paure più comuni tra i bambini ma anche tra gli adulti.

Saremmo allora tutti da disturbo psichico? 😀

Suvvia, facciamo fare il lavoro a chi di dovere!

E tu, per comprendere meglio la tua paura, e la tua ansia, fai subito il nostro test gratuito (l’unico oggi disponibile che ti spiega meglio le tue paure e ti insegna come superarle).

 

Quando provi la paura del buio?

Un po’ lo abbiamo visto, provi paura del buio quando sei in condizioni di oscurità, in sostanza, manca la luce.

Potresti provarla quindi:

  • La notte, preferendo una lucina accesa in camera per sentirti più al sicuro mentre dormi.
  • Di sera, mentre sei in posti che non conosci e improvvisamente va via la luce.
  • Quando sei all’aperto e manca luce a sufficienza per vedere dove stai andando.

Insomma, in tutte quelle situazioni in cui, improvvisamente o meno, viene a mancare la visibilità del posto in cui ti trovi.

 

Perché si ha paura del buio

paura della notte

La paura del buio negli adulti come nei bambini, funziona allo stesso modo.

Come ti dicevo prima, essa è un’emozione e in quanto tale parte da un pensiero.

In sostanza, al buio, associ qualcosa di negativo e da lì, arriva la paura.

In pratica, la apprendi attraverso stimoli esterni. 

Difatti un neonato, non piange se è al buio, il pianto della notte (lo conosco bene) è dato da altri motivi di natura fisiologica.

Ma, cosa favorisce queste associazioni negative?

Vediamo insieme alcuni punti più sostanziali.

 

Educazione

Ogni stimolo esterno, diretto o indiretto che sia, lo paragono ad un semino piccolo che si pianta nella nostra mente.

Nel momento in cui meno ce lo aspettiamo, quel semino è pronto a venire fuori con i suoi frutti.

Per cui ogni esperienza con cui entriamo in contatto può favorire la paura del buio.

Qualche esempio? 

L’educazione che ci è stata impartita attraverso le storie che ci raccontavano da bambini e che spesso avevano lo scopo di incutere paura e sperare di farci stare buoni.

Associare al buio personaggi cattivi pronti a farci del male era un modo per saperci fermi e facilmente gestibili.

Certamente lo scopo non era quello di privarci della nostra sicurezza anche in situazioni di scarsa luminosità, ma era un modo molto rapido e spesso efficace per gestire la nostra spumeggiante “joie de vivre”.

 

Film, riviste, fumetti

Purtroppo questi elementi (o semi), vengono presi sotto gamba pensando che “sono solo film” o “tanto lo so che sono finti”.

Si, la mente cosciente lo sa che sono film, ma mentre li guardi o mentre leggi quello che leggi, quali emozioni provi?

Se sono emozioni come paura, terrore, tensione, angoscia, beh, sappi che la mente “inconsapevole” sta elaborando quelle immagini come reali e sta immagazzinando informazioni.

Ho fatto esperienza personalmente e ne ho visto fare a chi ha meno sensibilità della mia davanti a film dalle scene piuttosto forti.

Ogni volta che ci si trova al buio, subentra la paura. Perché?

Perché ci si immagina quelle scene e arriva il terrore che accadano quelle cose nonostante sappiamo, a mente lucida, che non potrebbero accadere.

Insomma, fantasia e realtà si mischiano creando un mix di emozioni e la perdita della propria consapevolezza.

 

Esperienze tue o di altri

La mente è una macchina perfetta.

Per funzionare bene, fa tesoro delle esperienze e immagazzina le informazioni necessarie per usarle all’occorrenza.

Se ad esempio hai sperimentato qualcosa di negativo durante la notte o mentre eri in condizioni in cui vi era scarsa illuminazione, potrebbe darsi che la mente faccia questo tipo di associazione: buio=pericolo oppure, buio=avvenimento negativo.

Quando in un percorso di coaching lavoriamo sul diario emotivo, spesso vengono sempre fuori le paure di ogni tipo, tutti ne proviamo ogni volta che nasce un’emozione negativa.

Succede quindi che alcune associazioni di questo tipo vengano fuori e, a quel punto, offriamo delle esperienze nuove da far fare alla nostra mente e far cadere la paura in modo naturale.

Perché dico “in modo naturale”?

Perché molto spesso si fa un errore importante: cercare di cacciare la paura facendole la guerra.

Un approccio davvero inefficace a mio parere. Sai perché?

Di solito, in un percorso di coaching faccio questo esempio:

Se il dottore per “x” motivi ti vieta di mangiare il cioccolato per un mese, anche se tu non ne fossi amante, staresti a pensarlo tutto il giorno e tutti i giorni.

La nostra mente funziona molto meglio per “guadagno” che non per “privazione”.

Quando pensi a costruire qualcosa di diverso e su quel “diverso” ci prendi gusto, alla torta al cioccolato non ci pensi più.

Dovendo dare un consiglio qualora dovessi privarti del cioccolato per motivi di salute, piuttosto ti direi di dedicarti alla preparazione di torte alla frutta, alla vaniglia, la crema, i cereali, la frutta secca,… insomma, vedi quante varietà? 

Speri tu abbia compreso il senso di quello che voglio dirti con questa breve metafora 😉

 

Pensieri

Fatto questo breve excursus delle cause per cui potresti provare paura del buio, possiamo quindi affermare che, proprio in virtù delle associazioni negative, provi paura.

Quindi il buio è la causa apparente, mentre la causa reale?

Si, sono proprio i tuoi pensieri.

Se proprio fatichi un po’ a crederci, osserva. La realtà ti spiega il perché delle cose 🙂

Da ragazza, quando ero in comitiva, conoscevo ragazzi che cercavano situazioni al buio, a volte inscenando un black out in piena festa tentando di rubare un bacio ad una ragazza 😀

Loro, provavano paura del buio o erano entusiasti al pensiero di starci?

A cosa associavano il buio? 

Certo, con il tempo alcuni di loro avranno associato il buio ai no di qualche ragazza, ma scherzi a parte, comprendi quanto sia importante comprendere il vero motivo della tua paura?

 

Come superare la paura del buio

paura del buio

Ora credo sia arrivato il momento di superare questa paura e per questo voglio fornirti pochi ma efficaci step per aiutarti a superarla.

Anche perché, fare esperienza in modo sano del buio, può aiutarci sotto vai aspetti che forse sottovalutiamo: 

  • il senso dell’orientamento. 
  • la percezione che noi abbiamo di noi stessi.

Per cui, eccoti pronti 3 step che puoi fare tuoi sin da subito per allenarti:

 

Step #1: Allena la tua mente anche quando non ti serve

Nella nostra scuola, cominciamo sempre qualsiasi percorso di coaching con esercizi di allenamento mentale.

La mente è come un muscolo ed in quanto tale, va allenata.

Parteciperesti mai ad una maratona senza la dovuta preparazione atletica?

Si, potresti, ma sapresti anche molto bene che sarebbe un azzardo fisico con una preparazione pari a zero.

Perché allenare la propria mente?

Perché, proprio in virtù delle associazioni negative che la nostra mente fa, davanti a stimoli e situazioni esterne, la mente ti proietta quella determinata paura a “briglie sciolte”.

Finisci così per provare emozioni negative ed essere ostaggio di queste ultime facendo molta fatica a venirne fuori.

Quindi l’errore comune che si commette, è pensare che distrarre la mente sia la soluzione giusta.

Al contrario, distrarre la mente vuol dire prenderla in giro e la tua mente, sei tu.

Se invece ti abitui ad “addomesticarla” come faresti con un cane appena adottato, allora, saprai tenerla come tua alleata senza doverla gestire per paura che ti scappi.

In questa pagina, puoi trovare degli esercizi molto utili per allenarti.

Intanto, posso dirti che uno dei miei preferiti è cercare il positivo (o utile) che mi circonda: un elenco di almeno 10 cose positive (o utili) che vedo intorno a me spiegando per quale ragione per me sono positive o utili.

Da fare in modo costante, come forma di allenamento almeno 4 volte al giorno puntando una sveglia.

L’esercizio può essere esteso nella variante: una cosa positiva (o utile) ogni ora, da quando ci si alza al mattino a quando si va a dormire.

Questo esercizio è utile per un sacco di cose, giusto per citarne alcune:

  • Migliora la tua preparazione in fatto di problem solving.
  • Ti aiuta a trovare sempre l’altra faccia della medaglia.
  • Ti aiuta a vedere tutto il pacchetto della realtà che ti circonda (specialmente quando ci si è orientati più sulla mancanza che sulla presenza).

 

Step #2: Associazioni mentali

Considerato che la paura del buio è un’emozione e che questa è generata da un pensiero, iniziamo a canalizzare quest’ultimo in modo positivo.

Se fino a questo momento al buio hai associato immagini violente, di timore e paura, comincia ad associarle a qualcosa di arricchente, di positivo e utile.

Per esempio, potresti dedicare uno spazio di 10 minuti per due volte ogni giorno, dove chiudi gli occhi per creare scenari positivi.

Magari, potresti preparare in anticipo una lista facendo un vero e proprio brainstorming di idee scrivendole.

Nel momento in cui tiri giù tutte le idee, non bloccare la tua creatività, fregatene se può essere qualcosa di utile o meno, in questa fase, svuota la mente con ogni idea (anche folle) che ti viene in mente.

Fatto questo, inizia a chiederti se tra l’elenco ci sono associazioni sane e positive che potresti ricreare.

Per darti qualche esempio: 

  • Grazie al buio, possiamo ammirare le stelle.
  • Grazie al buio possiamo attivare la nostra creatività e i nostri sensi, magari, con l’uso dell’argilla, perchè no?
  • Grazie al buio puoi tornare in un posto che ti è piaciuto come in riva al mare, su una collina o una montagna.
  • Grazie al buio puoi divertirti a toccare gli oggetti presenti in una stanza e capire di quali oggetti si tratta.
  • Puoi sperimentare il tuo senso dell’orientamento concentrandoti solo sui tuoi passi, come li muovi, cosa c’è intorno a te in termini di oggetti.

Insomma, il buio aiuta a spegnere gli stimoli esterni per alimentare i nostri 5 sensi, ci permette di attivarci a 360 gradi in uno stato di equilibrio ed armonia.

Non a caso, il buio è associato alla notte e a quest’ultima, il riposo come eccellenza della nostra rigenerazione. La natura è davvero perfetta!

 

Step #3: Sperimenta poco per volta

Dopo aver deciso di giocare, sperimentare con queste nuove esperienze ed associazioni, inizia poco per volta ad inoltrarti nel buio.

Magari, predisponi una stanza al buio in pieno giorno, se hai deciso di lavorare l’argilla, inizia a farlo alla luce, concentrati sul tatto, sulla percezione di caldo/freddo, sulla forma che vuoi dare.

Dopodiché, passa nella stanza al buio e resta lì, concentrandoti solo ed esclusivamente su quello che stai facendo.

Esponiti poco per volta. Decidi di passare 2 minuti e poi sperimenta aumentando di 2 ogni volta.

Quando avrai acquisto abbastanza forza e padronanza del processo, allora, sperimentati anche di notte.

Soprattutto, ricordati di mettere in moto tutte le soluzioni che hai messo sul piatto nel processo di brainstorming, è importante variare.

Comprendi ora, quanto sia importante allenare la mente prima di sperimentare un cambiamento?

Se decidi di passare allo step #3 senza aver fatto l’#1 e il #2, avrai difficoltà a concentrarti su quello che stai facendo e la mente, come un cane non addomesticato, scapperà appena perderai il controllo.

 

Paura del buio: quanto è importante una sana educazione alla salute mentale?

Credo che l’esperienza di ognuno, possa essere un ottimo stimolo per prevenire le cause di problemi, blocchi e paure inutili che ostacolano il processo di crescita nella nostra vita.

Abbiamo visto infatti le possibili cause per cui proviamo paura del buio e direi che a questo punto, due parole vanno spese sulla salvaguardia e l’amor proprio.

Quando sei davanti alla tv, quando leggi un libro, quando ascolti dei discorsi, chiediti se quello che stai leggendo, vedendo, ascoltando, lo consiglieresti ad un bimbo di 6 anni?

Se la tua risposta è negativa, molto probabilmente dovresti cominciare a chiederti anche il perché.

In quei perché, c’è un modo poco sano di scegliere cosa guardare e la mente, bada, è una vera e propria spugna.

Più assorbi concetti, immagini poco sane, più ti complichi la vita.

Non a caso, spesso succede, che dopo aver letto un libro che abbiamo trovato estremamente interessante, l’influenza dello stesso si riversa nella nostra visione del mondo e delle cose.

Ciò che diamo da mangiare alla nostra mente diventa il frutto delle nostre valutazioni, quindi delle nostre scelte, quindi della nostra vita.

Ai bambini, insegniamo a gustare il gioco al buio, magari raccontando fiabe gioiose e tranquille quando vanno a dormire e non le solite dal lieto fine dove il personaggio cattivo incute timore.

C’è chi “gioca” con storie di paura pensando che si esorcizzi sperimentandola.
Niente di più falso!

Soprattutto negli ambienti comunitari e di crescita, sviluppiamo una sana consapevolezza del cibo con cui nutriamo la nostra mente e del modo con cui associamo situazioni, persone e oggetti, in questo caso, al buio.

Non è con la paura che si cresce, ma con una sana consapevolezza di sé, di un sano amor proprio e una grande conoscenza delle proprie emozioni.

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