Paura di rimanere soli: come vincere la solitudine

La paura di rimanere soli è una delle paure più diffuse nella nostra società.

L’isolamento forzato nel periodo della pandemia del covid, con chiusure e restrizioni, ha messo in luce, indubbiamente, questa condizione di disagio nella solitudine.

Per vincere la paura di stare da soli bisogna prima capire di cosa si tratta.

Oggi ti spiego da cosa nasce questa paura (che non è una paura ancestrale come troppi professionisti credono) e come superarla.

L’ansia da solitudine scomparirà quando avrai messo in pratica quello che sto per spiegarti.

 

Perché abbiamo paura di rimanere soli?

Paura di rimanere soli

Cominciamo da comprendere la ragione della paura di rimanere soli.

Alcuni chiameranno in causa una presunta paura ereditata dai nostri antenati, spiegandoti che un tempo, con pericoli costanti, gli uomini primitivi avevano bisogno di stare in gruppo.

Altri tireranno fuori definizioni filosofiche secondo cui “l’uomo è un animale sociale” ed è per sua natura portato ad avere paura di restare solo.

Tutte queste idee si basano su teorie senza alcun fondamento scientifico.

In realtà non tutti hanno paura di vivere da soli: da sempre, forse anche più nell’antichità, esistevano uomini che si isolavano volutamente e facevano vita eremitica.

Sapevano bastarsi da soli e vivevano serenamente il loro rapporto con gli altri.

Avevano paura della solitudine? No, tutt’altro, la cercavano volutamente.

Se questa paura fosse davvero atavica, allora ogni essere umano ne dovrebbe essere guidato istintivamente.

Ma ciò non accade.

La paura di restare soli è sempre una paura. Da cosa dipende allora?

 

Da cosa nasce la paura di stare soli

La paura fa parte delle nostre emozioni, e non è diversa da tutte le altre che possiamo provare. Per provare paura servono SEMPRE due condizioni:

  1. Devi pensare che ci sia una minaccia, un pericolo nello stare da solo o da sola.
  2. Devo pensare di non essere all’altezza di questa minaccia, di non saperla gestire.

In sostanza abbiamo paura della solitudine SOLO SE pensiamo che la solitudine sia una minaccia. A cosa?

Al nostro benessere, soprattutto parliamo di emozioni, sentimenti e stati d’animo.

Se ho paura di stare solo è perché penso che questa condizione sia fonte di pericolo per me.
Certo, potrei avere paura di stare male, di non poter fare qualcosa di pratico per cui ho bisogno dell’aiuto degli altri.

Ma la vera minaccia che ognuno di noi sperimenta, da cui nascono ansia e paura, è di soffrire, stare male, vivere una vita infelice.

La felicità è ciò che tutti noi cerchiamo. Felicità significa serenità, pace, benessere, emozioni positive.

Chiaro che tutti la vogliamo.

Se ho paura della solitudine è perché penso che restare da solo sia una minaccia alla mia felicità. Allora potrei provare un senso di solitudine come una sensazione negativa.

Ma non basta: devo anche pensare di non essere in grado di affrontare questa minaccia (la solitudine appunto).

Questo dipende da una bassa autostima spesso, dall’insicurezza circa il mio benessere se sono da solo.

Ecco perché abbiamo paura di stare soli: pensiamo che soffriremo in questa condizione.

Accadrà? Dipende…

 

Stare da soli o sentirsi soli?

C’è una grossa differenza tra stare da soli, vivere da soli, e sentirsi soli.

Un conto è un dato oggettivo e fisico, ossia trovarti in una situazione in cui effettivamente non c’è nessuno accanto a te.

Un contro è la sensazione di distacco, isolamento, distanza da tutti. Si può sentirsi soli in mezzo alla gente, a una festa, nel tuo gruppo di amici.

Si tratta di una condizione emotiva per cui non senti, di solito, empatia, sintonia e complicità con gli altri.

Perché mi sento solo?

Perché sto male.
E questo malessere lo attribuisco alla mancanza di una sintonia e di amore con gli altri.

Spesso soffrire di solitudine fa rima con la parola condivisione.

Una mia studentessa mi dice di avere paura di rimanere sola. “Cosa teme”, le chiedo.

La mancanza di condivisione“, mi risponde.

Non voglio stare sola” conclude.

Spesso ho paura di rimanere solo non perché non abbia relazioni, ma per via di questa mancanza di condivisione che sento pur nei rapporti umani che ho intorno a me.

Siamo sempre nel campo delle emozioni, ed è qui che va cercata la soluzione, l’unica soluzione.

Prima vorrei sgombrare anche il campo da un dubbio: quando la paura diventa fobia di rimanere soli (detta anche “monofobia” o “autofobia“)? Spesso solitudine e depressione vengono correlate tra loro.

Secondo Allen Frances, esperto psichiatra di disturbi mentali, solo una popolazione di poco più del 5% ha un disturbo mentale (come una fobia della solitudine) che richiede terapie e cure.

La paura di essere soli è, nella stragrande maggioranza dei casi, una “semplice” paura, non una malattia.

Come affrontarla?
Prima ti propongo un test per riconoscerla meglio.

 

Il test per verificare se sai stare bene con gli altri

Di solito pensiamo, e troppi professionisti ci aiutano in questo, che per combattere la solitudine si debba stare con gli altri.

Ribaltiamo questa idea: se un tuo amico stesse con te solo, o soprattutto, perché sta male da solo, cosa penseresti?

Che ti ama, ti vuole bene e sei una persona che stima?
O che stando male ha bisogno di te per non sentirsi solo?

Inoltre, se sta con te perché ha paura della solitudine, domani potrebbe stare con altri e preferirli a te se loro lo aiutano di più a non sentirsi solo.

Se gli altri diventano “la soluzione” alla paura della tua solitudine, li userai per questo motivo e non potrai amarli.

Inoltre tanti dicono di non avere paura, che hanno bisogno di stare soli, e che soli stanno bene.

Quasi sempre è una bugia che si dicono. E qui c’è il mio test.

Staresti da solo, o da sola, anche se ti invitassero a passare del tempo insieme i tuoi amici (o comunque delle persone che ti piacciono) per fare qualcosa che trovi molto piacevole?

La domanda è: potresti preferire del tempo da solo, o da sola, con te a del tempo da passare con gli altri?

Se sai stare da solo, o da sola, solo quando è necessario e appena puoi “scappi” dagli altri, allora non sai stare bene in solitudine.

Semplicemente la tolleri quando devi, ma la rifiuti appena puoi.

Ricorda questo: se stai con me perché non stai bene con te, non mi ami, ma mi usi.

E una relazione senza amore non è mai una relazione sana.

Per capire se e quanto sei capace di amare davvero, e farti amare, sfrutta il nostro test gratuito.

 

Per cui gli altri NON SONO MAI la soluzione alla paura di restare soli.

La soluzione è un’altra…

Cosa fare se si ha paura della solitudine

Paura della solitudine

La prima cosa da fare è quello che quasi nessuno fa: CAPIRE.

Le emozioni sono ciò che ti dice se stai bene o se stai male.

Io magari sono solo a casa e provo gioia, allegria ed entusiasmo. Avrò paura di vivere da solo?

No, come potrei, sto bene!

Ma se tu sei a casa e provi noia, senso di vuoto, tristezza, delusione, insoddisfazione, è ovvio che cominci ad avere paura della solitudine: lei è l’occasione in cui stai male.

Capisci cosa sto dicendo?

Tu non hai paura di stare da solo, o da sola, hai paura di stare male, di soffrire, e hai visto che in solitudine questa cosa è più facile che accada.

Ricorda sempre: minaccia e incapacità di gestirla.

Come si supera la paura di stare soli?

Semplice, imparando a stare bene da soli.

E così, vedrai, che starai benissimo anche con gli altri.

Ecco come farlo.

 

1. Malessere e benessere determinano come stiamo da soli

Come detto sono le tue emozioni a dirti se stai bene oppure no. Hai paura delle situazioni in cui sperimenti malessere.

Se stare da soli ci fa soffrire, inizieremo a evitarlo e tanto più eviti qualcosa tanto più subentrano paura e angoscia all’idea di doverla affrontare.

Diciamocelo chiaramente: non puoi evitare la solitudine.

Fa parte dell’uomo.

Se Aristotele diceva che siamo “animali sociali”, è innegabile ammettere che siamo anche essere individuali, che passano inevitabilmente gran parte della propria vita soli con se stessi.

Un’altra utile considerazione te la faccio tra poco.

Cosa sono le emozioni?

Sono, citando lo psicoterapeuta Branden, sono una reazione valutativa. Non è quel che ti accade a farti stare bene o stare male.

  • Stai male se pensi in modo negativo a qualcosa, ossia se la consideri un ostacolo alla tua felicità.
  • Stai bene se la pensi in modo positivo e la consideri invece un aiuto al tuo benessere personale.

Si chiama indipendenza emotiva.

Se ho paura di stare solo è solamente perché non so creare emozioni positive mentre sto da solo.

Come ti dicevo anche prima: se provi gioia, entusiasmo, amore, allegria, serenità nei momenti in cui ci sei solo tu, dirai di stare male?

No, ovviamente.

Alcuni mi dicono: “Ok, ma condividere è meglio“…. certo, e pensi che sia così.

Ricorda che l’emozione è quello che tu pensi.

La presenza degli altri ti renderà felice?

FALSO.

E chi dice il contrario, purtroppo, non conosce davvero la natura della psiche umana. A renderti felice è come vivi quel momento in condivisione.

Te lo spiego meglio.

 

2. Coltivare la felicità anche nei momenti di solitudine

Anni fa conosco una ragazza. Mi piace, le piaccio e iniziamo a frequentarci a distanza.

Inizio a condividere con lei le cose che amo.

I primi fiori di zucchina del mio orto, il nido di un uccellino tra i remi di un albero, il cinguettio delle rondini in primavera.

Ero felice quando vivevo queste cose da solo?
Sì, perfettamente felice.

Poi la frequentazione si interrompere perché entrambi capiamo che non è la strada giusta per noi.

I primi giorni, tutte le cose che amavo, sembrano ingrigite, spente, senza valore. Pensavo a lei, pensavo che non potevo condividerle, pensavo che lei non era lì a viverle con me.

Ma io so che l’emozione dipende da cosa penso, così, non confondendo più innamoramento e amore, capisco che devo lasciare andare.

Torno a vivere con entusiasmo ogni cosa e in un paio di giorno la mia gioia, nella solitudine del mio orto, torna totale.

Sì, più felice che mai, da solo, a fare quel che ho sempre fatto.

Le emozioni che provi non dipendono MAI da cosa ti accade e se abbiamo paura della solitudine è SOLO perché non siamo perfettamente felici da soli.

Come si fa? Applicando le 10 leggi della felicità in ogni istante.

Le spiego in questo video (tratto dal nostro corso “Liberare la mente”), dove ti mostro anche cosa accade quando abbiamo paura in amore.

Nel corso impari come liberare la tua mente dai pensieri negativi per vivere intensamente una vita piena di emozioni, senza più stare male.

Ora è il momento dell’ultima considerazione e di spiegarti come combattere la solitudine e vincerla in modo definitivo.

 

3. Soli, ma rispetto a cosa? (girotondi relazionali)

In un libro di Buscaglia, Amore, che ti suggerisco di leggere, l’autore riflette sul fatto che noi siamo, naturalmente, soli.

Puoi avere accanto persone che ti amano, ma nessuna di loro ci sarà sempre e in ogni istante.
Tu sì.

Amare se stessi è fondamentale, perché tu ci sarai sempre, volente o dolente.

In ogni situazione, di fronte a ogni problema, sfida, difficoltà, nei momenti più belli come in quelli più impegnativi, ci sarai.

Avere paura di stare soli è avere paura della persona più importante della tua vita.

E ricordalo: hai paura non per qualche ragione ancestrale o per motivi sociali.

Hai paura solo se non sei felice in tua compagnia.
Punto.

Se tu applicherai ogni giorno, da solo, o da sola, le 10 leggi psicologiche della felicità che ti ho rivelato nel video qui sopra, eliminerai per sempre la paura della solitudine.

Non male, vero?

A queste devi poi unire un ulteriore, importantissimo elemento: qual è il senso della vita?

Intendo dire: dove stai andando tu? Perché sei qui, per fare cosa?

Lo stai facendo?

Quando la nostra vita non ha senso, la solitudine diventa un problema, gli altri “cose” con cui distrarci come in un girotondo.

Non vai da nessuna parte e gli altri servono per riempire il tempo, non sapendo cosa fartene.

Se hai uno scopo, allora la solitudine diventa uno spazio essenziale per poter lavorare e costruire questo scopo, per realizzare i tuoi obiettivi.

Gli altri, così, saranno i tuoi compagni di viaggio (non la meta!) e magari i destinatari di questo tuoi vivere e lavorare.

O ami o usi gli altri. 
Se non ami te, non amerai, in realtà, proprio nessuno.

In questa pagina ti ho svelato quello che neanche esperti famosi e applauditi ti insegneranno: fanne tesoro.

Non solo, nota quanti link ho inserito ad altrettante risorse gratuite che ti permetteranno di approfondire tutto quello che hai letto.

Sfrutta anche queste e utilizza al massimo il nostro sito.




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