Paura: significato, causa, quando è utile e quando ti danneggia

Ecco una definizione di paura chiara e semplice: la paura è un’emozione di chiusura e rifiuto di fronte a una reale o potenziale minaccia, che non si pensa di poter gestire.

Se leggi la definizione del dizionario, invece, suona così: “Stato emotivo di repulsione e di apprensione in prossimità di un vero o presunto pericolo“.

Noti la differenza?

Nel dizionario il significato della parola paura diventa un concetto astratto, lontano spesso dalla realtà che viviamo.

Ora ti spiego cosa significa avere paura, da dove nasce, perché e quando la provi, e come vincere la paura ed eliminarla.

Sì, eliminarla.

 

Quali sono le paure più diffuse e frequenti?

Paura

Non c’è un manuale che ti dice di cosa avere paura, e ogni ragionamento circa le paure immotivate lascia sempre il tempo che trova.

Le principali paure sono:

Se le trovi con un link, significa che abbiamo creato una guida specifica per spiegarti bene in cosa consiste quella paura e come superarla.

Lo ripeto: ogni paura può essere superata, ma devi comprendere i reali meccanismi piscologici e fisiologici del cervello per poterlo fare.

 

Quali sono i sintomi della paura

Da cosa capisci che hai paura?

Contrariamente a quanto ci viene insegnato in fatto di emozioni, la paura è sempre presente in ogni emozione negativa.

A un livello più semplice e facile da capire, la paura si caratterizza perché ti blocca.

Considera questo: la paura non fa nulla. Non ti fa nulla.
Può però paralizzarti.

In sostanza puoi convincerti che sia meglio evitare qualcosa, non agire, scappare e così alimenti, paradossalmente, la paura.

A un livello più preciso, ogni emozione negativa, che sia preoccupazione, nervosismo, tristezza, delusione, angoscia, disperazione, fastidio, frustrazione, senso di vuoto, insoddisfazione, noia, abbattimento e così via, tutte queste emozioni sono sintomi di una paura.

In sostanza se provi un’emozione negativa, dei sentimenti negativi, c’è una paura.

 

Quanti sono i gradi della paura?

Generalmente si tende a suddividere la paura in alcuni livelli in funzione della sua intensità:

  • timore
  • ansia o ansietà
  • paura
  • fobia
  • panico
  • terrore
  • orrore

Considera che questa classificazione è molto astratta e la suddivisione in livelli di intensità è teorica, difficilmente separiamo, nell’esperienza reale, questi livelli.

Considera anche che la fobia non è un livello di paura ma una condizione patologia di disturbo mentale, per cui non è una paura ma una malattia (lo vediamo tra poco).

 

Le paure dei bambini

Una breve parentesi la apro sulle paure dei bambini.

Come vedremo tra poco sono naturali, come quelle di ogni adulto, ma neanche qui sono necessarie (tra poco capirai).

I bambini sono esposti alla paura quanto gli adulti, perché se comprendi il reale funzionamento emotivo, capisci che l‘età non è rilevante, sono altre 2 le condizioni chiave che entrano in gioco.

Potresti insegnare a un bambino a superare le proprie paure, se comprendi quello che stai per vedere.

 

Definizione di paura: che cos’è la paura in psicologia

paura significato

La paura ha due condizioni essenziali senza le quali tu non puoi provarla.

Non si tratta semplicemente di una definizione quindi, ma di come funzione la nostra mente e di come reagisce di fronte alle situazioni che vivi.

Innanzitutto provi paura solo se percepisci una minaccia.

Il significato è semplice: ti spaventa quello che potrebbe danneggiarti.

Cos’è una minaccia?

Qualsiasi cosa sostanzialmente. Ciò che rende una certa situazione una minaccia, è che tu la consideri capace di farti del male.

Sia dal punto di vista fisico che emotivo.
Soprattutto emotivo.

Ma la definizione di paura sarebbe incompleta senza il secondo elemento.

 

Come definire la paura: non basta la minaccia, deve schiacciarti

La paura è una condizione emotiva che provi solo di fronte a quelle minacce che tu ritieni di non saper gestire.

Pensaci: provi paura nel fare qualcosa che tu ritieni di saper fare, e fare anche bene?

O provi paura nelle situazioni che conosci e sai controllare?

Ad esempio l’ansia anticipatoria scatta quando ti aspetti qualcosa che sarà sì una minaccia, ma che tu non pensi di poter gestire.

Perché parlo di ansia? Te lo spiego subito.

 

Che differenza c’è tra ansia e paura?

Volendo esagerare potrei quasi dire che l’ansia è sinonimo di paura.

Se non letteralmente, a livello di definizione, sicuramente lo è nell’esperienza emotiva che facciamo.

L’ansia è di fatto una paura che anticipa il pericolo, mentre la paura, tornando alla nostra definizione, è l’emozione che provo davanti al pericolo stesso.

Possiamo avere paura di tutto, e potremmo chiamarla “ansia generalizzata”, visto che temiamo anche cose che neanche sono ancora accadute.

Potremmo avere paura della paura, e quindi provare ansia nel timore di sentirci spaventati da qualcosa.

Il segreto è imparare ad affrontare le proprie paure comprendendo il vero significato della paura stessa.

Ma considera che se finora hai provato di tutto e l’ansia torna sempre, probabilmente hai uno (o più) dei 4 BLOCCHI che trattengo l’ansia.

Nella nostra Scuola abbiamo ricercato e sviluppato un test di autovalutazione sperimentale, con cui identificare in modo preciso e oggettivo quali blocchi hai (e se ne hai).

Attualmente il test è gratuito e richiede poco più di un minuto per essere eseguito.

 

Quando la paura diventa fobia?

La paura è un’emozione naturale, la fobia una condizione patologia.

Naturale significa che siamo persona completamente sane anche se abbiamo paura. Anche se la paura è intensa e forte.

La fobia è una condizione di paura sproporzionata rispetto alla reale minaccia, per cui una persona non riesce a fronteggiarla.

Questa è la definizione ufficiale: ti sembra evidente la differenza tra paura e fobia?
A me no.

Chi ha paura dei cani, magari per via di una brutta esperienza passata, penserà “sproporzionata” la sua paura solo perché io, che ho allevato diversi cani, penso che stia esagerando?

Chi è che stabilisce quando è proporzionata una paura?

Frances è uno dei più importanti psichiatri a livello mondiale e mette in guardia dal rischio di inflazione diagnostica di malattie mentali.

Spiega che generalmente solo un 5% circa dalla popolazione mondiale ha un reale disturbo mentale (come ad esempio una fobia).

Tutti gli altri sono individui sani che affrontano normali e naturali paure.

Le patologie mentali, anche se non sembra leggendo molti siti o seguendo i professionisti in televisione, restano, fortunatamente, l’eccezione.

Se dubiti di avere una malattia mentale di tipo fobico, chiedi una diagnosi, anzi, chiedine 3 o 4, come suggerisce lo stesso Frances (non lo dico certo io!).

Perché, spiega lo psichiatra, non esiste un mezzo oggettivo per individuare una malattia mentale, nessun test scientifico, solo l’opinione del medico o dello psicologo di turno.

Per cui, consiglia lui, chiedi più pareri, confrontati con loro e confrontali tra di loro.

 

Qual è l’origine della paura?

Frasi sulla paura

Paura significa, quindi, trovarti di fronte a qualcosa che tu pensi possa danneggiarti (minaccia) e che pensi di non saper gestire.

La definizione di paura richiama quella di emozione. La più esatta scientificamente è dello psicoterapeuta Branden: “L’emozione è una reazione valutativa“.

Ossia una risposta (reazione) a come valuti quello che sta accadendo. Ossia dipende da cosa pensi.

Per vincere la paura devi comprendere che questa emozione, come tutte le emozioni, non dipende quindi dalla situazione, ma dal tuo giudizio.

Ecco una delle frasi sulla paura più importanti: “Non hai paura di quel che accade, hai paura di quello che ti immagini stia accadendo o possa accadere“.

Per comprendere bene la natura della paura, devi comprendere l’indipendenza emotiva che è la parte importante della psicologia umana.

I link che trovi in questa pagina sono tutti approfondimenti preziosi per poter capire il vero significato della paura e da qui liberartene.

 

Ippocampo, cervello e amigdala cosa accade davvero

L’amigdala è una piccola parte del nostro cervello deputata a memorizzare le esperienze emotivamente significative nella nostra vita.

Quando hai paura, l’amigdala si attiva per creare questo tipo di emozione in presenza di quelli che sono considerati, come detto, minacce che tu non puoi gestire, capaci di farti del male.

Quando parliamo di neuroscienze andiamo a toccare soprattutto il funzionamento del cervello: cosa si attiva? Quando? Quali parti del cervello sono implicate in specifiche funzioni mentali?

Manca però la domanda più importante: per quale motivo si attiva?

L’amigdala si attiva automaticamente?
La risposta è assolutamente negativa.

Per quale motivo la mia amigdala si attiva di fronte a un ragno velenoso, e l’amigdala di uno studioso, o un appassionato di ragni velenosi, non dice nulla e non segnala alcun pericolo?

La mia si attiverebbe eccome se dovessi lanciarmi in acqua, visto che non so nuotare. Ma l’amigdala della maggior parte delle persone non considera il mare un pericolo di cui avere paura.

L’attivazione dell’amigdala non dipende da quello che ci accade, ma dal processo inconscio di valutazione della realtà.

In sostanza non ti serve a nulla tutto questo parlare di ippocampo, amigdala e altri complessi sistemi cerebrali, se poi chi ne parla non sa capire perché si attivano.

Non esiste paura che dipenda dalle circostanze.

E la paura, con buona pace di chi continua a sostenere che sia ancestrale e necessaria alla specie, non è la soluzione migliore.

 

La paura dipende da cause organiche?

Non ci sono cause organiche alla paura, salvo il caso di un oggettivo danneggiamento del cervello, facilmente riscontrabile con esami appropriati.

La paura inoltre non è mai ereditaria, non è legata alla genetica, ma dipende come detto solo dalla nostra valutazione circa le conseguenze di quello che viviamo o potremmo vivere.

Cosa fa quindi scattare, esattamente, la paura?

 

Cosa fa scattare la paura?

Le nostre regole.

Ho paura perché ho imparato che qualcosa è pericoloso, e che io mi sbagli o valuti male le possibili conseguenze di una situazione, conta nulla in tema di emozioni.

L’amigdala si attiva non perché c’è una minaccia, ma perché io ho insegnato al mio inconscio ad attivarsi quando c’è una minaccia.

Come?
Attraverso le mie regole che determinano cosa la mia amigdala deve considerare una minaccia e cosa invece non va considerato tale.

Sono 4 i fattori che determinano la formazione delle nostre regole.

  • Educazione
  • Cultura
  • Esperienze dirette e indirette
  • Consapevolezza

Educazione e cultura determinano le regole che noi seguiamo e non si formano certo perché qualcuno le impone.

Noi vediamo, sentiamo, parole, gesti comportamenti, modi di fare e sin da piccolissimi interiorizziamo tutto questo.

Televisione, libri, scuola, ogni esperienza nostra (diretta) o di persone conosciute o lontane (internet) ci offre ulteriori elementi per definire le nostre regole.

La chiave principale, però, è la consapevolezza.

Infatti tu rifiuti alcune regole di genitori e società, ma ne fai tue altre. Anche chi odia i propri genitori finisce per copiare alcune delle loro regole e dei loro comportamenti (spesso disprezzati).

La consapevolezza è la parte principale perché consiste nella tua elaborazione di tutto quello che la realtà (educazione, cultura ed esperienze) ti offre.

In sostanza elabori tutto e stabilisci TU quali regole sono migliori (quelle da seguire e su cui la tua amigdala si attiverà) e quali sono da scartare.

La paura dovrebbe quindi, sulla base del tuo sistema di regole, proteggerti dai pericoli.
Ha senso allora non avere paura?

 

Ha senso non avere paura?

Davvero puoi vivere senza paure?
Ed è una cosa positiva?

Tante volte leggiamo gli esperti che elogiano a paura come emozione dal significato ancestrale, fonte essenziale per la nostra evoluzione.

La paura è utile, dicono tutti.
Ma se non fosse vero?

Se la definizione mi dice che provo paura solo se penso in un dato modo, a me serve pensare in quel modo?

A che ti serve la paura? A che ci servirebbe come specie?

A sopravvivere ed evitare un pericolo.

Così se tu fossi sotto i ferri di un chirurgo, ne vorresti uno che ha paura di sbagliare l’operazione?

Secondo quanto ci dice la psicologia, la paura serve a non fare errori, a proteggerci, per cui è positivo che un chirurgo operi spaventato dal possibile errore.

O no?

Io dico che tu non vorresti un medico impaurito, ma uno calmo, sicuro, lucido.

E allora dai, le cose giuste tu le sai: non serve la paura, serve invece consapevolezza, attenzione, lucidità, capacità di affrontare la realtà con maturità.

 

A cosa serve avere paura: a niente!

Sai perché?

Perché la paura ti blocca, ti irrigidisce, non ti fa agire al meglio, annebbia la mente, toglie lucidità, aumenta la possibilità di sbagliare e ti fa stare male.

Per questo tutti preferiamo agire senza paura.
La paura è sì un’emozione naturale, ma non è affatto necessaria o automatica.

Per provare paura devono accadere due cose: devi considerare che quella situazione sia una minaccia e devi pensare di non poterla gestire.

Proviamo paura solo a queste due condizioni.
In sostanza la paura non dipende mai da cosa accade, ma da cosa pensi tu.

Considera una cosa molto importante: se una cosa può farti del male, questo non cambia se tu hai paura o mantieni la calma. Se una situazione è troppo grande per te, questo non cambia se hai paura o mantieni la calma.

Ma in quale condizioni pensi sia meglio affrontare un grosso e difficile problema: provando calma o paura?

Se ci pensi, non agiresti mai in preda alla paura se potessi sceglierlo.

Il problema è che ci hanno insegnato che possiamo solo conviverci, subiamo la paura come una condizione necessaria e quindi cerchiamo (malamente per lo più) di gestirla.

Io ho smesso di avere paura qualche anno fa.
E anche tu potresti farne a meno.

Però devi comprendere come è fatta davvero questa paura. Rispondi alle domande (strane) del mio (insolito) test e capirai che puoi vivere senza paura. Poi ti spiego anche come arrivarci.

 

Come vivere una vita senza paura

La Paura

Di fronte a qualsiasi pericolo tu non hai bisogno della paura (che come sai bene ti blocca).
Hai bisogno di consapevolezza.
Hai bisogno di capire.

Non devi spaventarti di fronte ai possibili pericoli, ma farti queste 3 domande:

  1. Cosa temo esattamente che accada o possa accadere?
  2. Cosa posso fare per evitare che accada?
  3. E se accadesse davvero, cosa potrei fare per gestire o risolvere questa situazione?

Non serve la paura, serve saper risolvere i problemi, affrontarli con fiducia e agire con decisione.

Insicurezza e indecisione alimentano ansie e paura.
E a te non servono queste emozioni per affrontare al meglio le situazioni che vivi.

Ecco, siamo partiti dalla definizione della paura e siamo arrivati al significato più vero: usa la paura come stimolo per capire che pensi in modo negativo a qualcosa.

Fermati, smetti di coltivare quei pensieri ponendoti invece quelle 3 domande che ti ho mostrato prima.

Fai come il buon chirurgo: non tenerti la paura, concentrati sulle soluzioni e su quello che devi fare, e la paura, come l’ombra quando guardi il sole, resterà alle tue spalle.

Ho scritto anche una guida in cui spiego come combattere l’ansia.
L’antidoto naturale che svelo in quella pagina è anche la soluzione naturale a ogni paura.

Per superare le tue paure devi lavorare in due direzioni: eliminare la minaccia (togliere alle situazioni che vivi il potere di danneggiarti) e sviluppare la tua forza (imparare a gestire qualsiasi situazione).

Questo vale per tutte le paure.

Dietro la minaccia ci sono gli elementi che io chiamo “Le 4 radici della paura“:

  1. Pretese.
  2. Debolezza mentale
  3. Egoismo.
  4. Dipendenze.

Imparare ad affrontare le situazioni, trovare soluzioni ai problemi, padroneggiare te stesso, o te stessa, anche nei momenti peggiori, elimina il senso di inadeguatezza. L’altra condizione per poter provare paura.

La sicurezza non sta nel saper fare tutto, conoscere tutto, controllare tutto.
Al contrario: la sicurezza che elimina la paura sta nel sapere che puoi affrontare tutto anche se non l’hai mai fatto prima.

Che puoi imparare a farlo.
In questa pagina non volevo accontentarmi di darti qualche informazione teorica sulla paura: quasi tutti i siti oggi non fanno altro.

Né volevo dirti: “Ok, hai paura? Inizia un percorso con noi e ti aiutiamo!

In questa pagina ho inserito davvero decine di link a risorse gratuite con cui potrai comprendere i meccanismi reali e profondi della tua mente e superare ogni paura con le tue sole forze.

L’ho fatto io a mio tempo (paura si sbagliare, del giudizio degli altri, dei serpenti e di tante altre “piccole” e grandi cose), puoi farlo anche tu.

Se vuoi una mano, innanzitutto iscriviti alla nostra newsletter gratuita, per avere risorse pratiche che chiunque altro ti venderebbe.

E se hai fretta e vuoi un supporto personalizzato, inizia un percorso di coaching con noi.

I primi 3 incontri sono completamente gratuiti: così provi, vedi i primi risultati e solo poi decidi se proseguire o interrompere il lavoro iniziato insieme.

La paura non ti serve, non farti ingannare dalle bugie che ti ripetono tutti.

Ricorda: naturale non significa necessaria.

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