Paure ancestrali tra teoria, biologia e ignoranza collettiva

Le paure ancestrali sono quelle paure che ci portiamo dietro dai nostri antenati e che non dipendono da un’esperienza diretta, ma albergano nel nostro inconscio anche senza che siano reali o che si possano verificare.

In sostanza sono una teoria priva di senso 🙂

Quando si parla di paura e ansia, leggiamo una marea di informazioni sbagliate, anche su siti scritti da professionisti che, teoricamente, dovrebbero essere competenti e capaci.

Oggi ti spiego come vincere la paura ancestrale, qualsiasi essa sia, partendo ovviamente dal fare chiarezza e capire cosa è scienza, e cosa è ipotesi.

 

Cos’è una paura ancestrale (o atavica)

paure ancestrali

Una paura atavica, o ancestrale, dovrebbe teoricamente essere stata tramandata dai nostri antenati.

Si tratta quindi di paura che ci arrivano attraverso il nostro dna, come eredità dei nostri antenati, con lo scopo di proteggerci da qualche pericolo.

La teoria, senza fondamento scientifico, che sta dietro questa tipologia di paura è che i timori dei nostri antenati, essenziali per la loro sopravvivenza, si siano trasmessi a noi per via ereditaria.

Possibile?

Per capire se lo sia, dobbiamo prima chiederci: cos’è la paura?

La paura è un’emozione.
Come nasce un’emozione?

Un’emozione può essere quindi ereditata geneticamente?

L’emozione è, citando la spiegazione del terapeuta Nathaniel Branden, una reazione valutativa.

Significa che le nostre emozioni sono risposte (reazioni) che dipendono dalle valutazioni (pensieri e giudizi) circa quello che ci accade.

In sostanza provo paura quando valuto minaccioso qualcosa che vivo o potrei vivere (ansia anticipatoria). E se considero tale minaccia qualcosa che non saprò gestire.

Questi due elementi (minaccia e insicurezza) sono ciò che innesca in noi ogni tipologia di paura.

In sostanza non sono ragni, serpenti, e pericoli vari a generare la paura, ma la valutazione che noi facciamo di queste cose.

 

Biologia emozionale: tra illusione e realtà

Se è vero quello che dice Branden, ossia che l’emozione dipende dalla nostra valutazione, necessariamente è falso quanto sostengono altri professionisti: che l’emozione dipende dalla situazione che viviamo.

Niente teorie astratte, andiamo ai fatti concreti.

Se la paura dipende da un’eredità genetica ed è quindi “involontaria” e automatica, che motivo abbiamo di insegnare a un bambino piccolo di cosa avere paura?

Istintivamente, secondo questa teoria, ogni bambino dovrebbe avere paura dei serpenti, paura del vuoto, paura di ammalarsi, paura di ferirsi

Ma ti risulta che sia così?
O che qualsiasi bambino che non conosce il pericolo tenda a toccare, mordere e giocare con tutto quello che vede?

Io fino a qualche anno fa avevo paura dei serpenti. Il motivo?

Mi avevano insegnato che erano animali pericolosi che avrebbero potuto mordermi (minaccia) e io non sapevo come affrontarli.

Alle elementari ricordo il racconto di alcuni miei amici che asserivano di essere stati inseguiti da due serpenti per centinaia di metri mentre fuggivano in bicicletta.

Educazione, cultura, esperienze dirette (le tue) e indirette (la mia e quella di ogni altro essere umano) creano in noi regole che determina cosa temiamo (paura) e cosa non temiamo.

Lo spiega anche bene Paul Ekman quando sostiene che la cultura decide quali emozioni proviamo e quando e come le manifestiamo.

Se ci pensi, un esperto di serpenti ha una paura ancestrale di questi animali?

Ho visto video di bambini di non più di 6 anni giocare, in paesi tropicali, con ragni e serpenti velenosi, abituati come sono a interagire con questi animali sin da piccolissimi.

Atavica e ancestrale?

La mia gallina è istintivamente capace di riconoscere un’erba velenosa che non ha mi visto. Nessuno le ha insegnato questa cosa, la guida l’istinto.

Noi ci avveleniamo con funghi e piante senza avere un istinto che ci guida, facciamo cose pericolose e da bambini siamo esposti a ogni minaccia senza saperla riconoscere.

Non è un caso che l’enciclopedia Treccani, nel spiegare cosa sia una paura ancestrale, sottolinea che non ci sono dati certi su questa paura: “sebbene i meccanismi biologici alla base delle paure ancestrali non siano stati tuttora completamente delucidati, è chiaro che queste debbano sottostare a qualche forma di ereditarietà genetica“.

Teorie errata, aggiungerei.

Perché, come è evidente dall’esperienza di ognuno, le paure non sono innate, cambiano in base all’esperienza e alla cultura, all’educazione e all’esposizione positiva (imparo a gestirlo, sviluppo sicurezza) o negativa (non so gestirlo, sviluppa bassa autostima e ansia).

Inoltre, come spiega bene Branden, l’emozione è una valutazione, un pensiero che giudica la realtà valutandola come positiva (favorevole e gestibile) o negativa (pericolosa e oltre le nostre capacità).

Ciò significa che non si eredita.

C’è una maggiore correlazione tra genitori e figli nel tifo calcistico che non nelle malattie mentali e nelle emozioni o nei modi di pensare.

L’emozione non è controllata dal dna, ma dai nostri pensieri e dalle regole con cui valutiamo la presenza, o assenza, di minacce e la nostra capacità di saperle gestire (autostima).

Ti consiglio di fare il nostro test: frutto di migliaia di percorsi sulla paura, è anche attualmente l’unico in Italia che ti fa capire le tue paure mentre ti spiega come superarle.

 

Alla luce di questo le paure ancestrali non esistono.

 

Quali sono le paure ancestrali

Online troverai svariati siti che elencano presunte paure ancestrali.

Ad esempio:

  1. Paura di essere sepolti vivi.
  2. Paura di essere aggrediti se soli.
  3. I cattivi odori.
  4. Paura della mutilazione.
  5. Paura della violenza sessuale.

Se davvero queste fossero paure ataviche, tutti dovremmo averle. E già questo dimostra che la definizione di paura ancestrale non è che una teoria senza riscontro oggettivo.

Non tutti hanno paura di queste cose.

Senza contare che spesso vengono incluse paure ancestrali come i ragni, paura dei serpenti, paura delle altezze.

Tutta la nostra specie ha questi timori?
No.

Inoltre le paure che ti ho citato, sono paure apprese. Come TUTTE le paure.

Una bambina di 3 anni ha istintivamente paura di essere violentata?

Probabilmente non sa cos’è il sesso o la violenza sessuale. Non posso temere qualcosa senza pensare che sia pericoloso.

Per avere paura di qualcosa, devo sapere di cosa stiamo parlando. Anche la paura dell’ignoto è un’altra falsa paura.

Chiaramente posso impiegare 30 secondi a capire che qualcosa che non ho mai fatto prima è pericoloso, che un’esperienza mai vissuta è una possibile minaccia.

Ma devo poter fare questa valutazione, pensare che ci sia un pericolo che non sarò in grado di gestire.

Chiarito che, oggettivamente, non ci sono paure ancestrali, ossia paura tramandate geneticamente e che per istinto proviamo, ora ti spiego come eliminare ogni paura dalla tua vita.

 

Come combattere le proprie paure e ansie

paura ancestrale

Non solo puoi combattere l’ansia, puoi anche eliminarla, come viene spiegato in modo dettagliato in questo libro.

Per farlo considera sempre quello che ti ho spiegato prima: la paura, come ogni altra emozione, deriva da un giudizio che tu hai di te (insicurezza) e di quello che sta accadendo o potrebbe accadere (minaccia).

Noi dobbiamo lavorare su questi due elementi.

 

Come si vince la paura

Per prima cosa identifica bene la paura esatta che provi. Non esiste paura di tutto, esista paura di cose precise e specifiche.

Ti aiuterà fare un elenco scritto di TUTTE le tue paure.

Un mio studente diceva di avere paura della paura. E gli feci scrivere questo elenco. Era davvero lungo, come mi aveva anticipato.

Ma leggendolo abbiamo visto una cosa: eliminando la prima paura dell’elenco, cadevano quasi tutte le altre.

Per cui davvero ne aveva molte, ma erano tutte legate a poche paure fondamentali.

Scrivi cosa temi.

 

1. Le conseguenze della tua paura (la minaccia)

Una volta fatto l’elenco non ti resta che identificare esattamente quali conseguenze negative potrebbe avere quello che temi sulla tua vita.

Sì, questa è la minaccia.

Se ho paura del serpente mi devo chiedere: “In che modo un serpente potrebbe avere un impatto negativo sulla mia vita?

Questo approccio è valido per ogni paura, come la paura di cadere, la paura di ammalarsi, la paura della vita, la paura della morte.

Se facendoti questa domanda ti viene in mente: “Ma è ovvio cosa temo!“, butta via l’ovvio e rispondi in modo specifico alla domanda.

Fai conto che te l’abbia fatta un bambino di 5 anni che vuole capire, spiegala così chiaramente e in modo pratico e preciso che lui la possa comprendere.

 

2. Una domanda troppo importante (la realtà)

A questo punto prendi le varie conseguenze e chiediti se sono qualcosa di reale. Davvero accadrà?
Hai delle prove che supportino questa paura?

Se ho paura che il serpente mi morda, dovrei capire se è vero che possa farlo.
Certo, potrebbe, ma ho le prove che questo succederà?

Magari non mi ha mai morso, quindi come faccio a sapere che lo farà?

Non solo, ma cosa temo del morso?
Di essere avvelenato?

Ed è vero che il morso del serpente che potrei incontrare vicino casa mia è velenoso? Come faccio a saperlo?

Qui devi conoscere la paura.

Quando un serpente morde?
In che situazioni?

La gente crede a tutte le informazioni sbagliate su emozioni, mente, paure ancestrali, solo perché si affida ai professionisti senza farsi domande e senza capire.

E spesso neanche i professionisti si fanno le domande giuste affidandosi alle intuizioni di altri o a teorie non comprovate con criteri scientifici, purtroppo.

Non basta avere paura, devi conoscere ciò che temi.

Considera che la paura è alimentata dall’ignoranza: più comprendi, consoci, scopri di quello che oggi temi, meno ne avrai paura.

Ricordi bambini abituati a giocare tra animali velenosi in alcune zone del mondo?

Loro sanno cosa fare, come gestire, come riconoscere i comportamenti del mondo che li circonda e valutare (reazione valutativa, ricordi?) la giusta interazione, la giusta risposta.

 

3. Problema, soluzione, azione

Ora che hai definito la paura e le sue conseguenze, hai verificato se e quando è davvero una minaccia e ne sai di più, puoi fare la cosa più importante: soluzioni e azioni.

Questo significa fare problem solving.

Soluzione significa che sai quando c’è veramente un pericolo e cosa fare, come comportarti, come difenderti, come gestire in modo sicuro una certa situazione.

Anche oggettivamente pericolosa.

Significa aumentare l’autostima e sviluppare capacità, competenze e strumenti per saper gestire le situazioni, affrontare con serenità e calma anche momenti difficili.

Indipendenza emotiva, direi su tutto

Come noti, in questa pagina, non ti ho solo svelato che le paure ancestrali sono teoria senza riscontro scientifico, ma anche elencato molti link ad altrettante risorse gratuite con cui approfondire i passaggi per eliminare la paura.

Emozione naturale, sì, ma non necessaria se sviluppi la giusta capacità critica di osservare la realtà (senza ideologie e pregiudizi) e la sicurezza per affrontarla.




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