Perdono: come e perché ti renderà felice e invincibile

Indipendenza Emotiva

Tutti noi vogliamo essere felici e in questi anni ho imparato che il perdono è il segreto di questa felicità che tutti cerchiamo.

L’ho visto nella mia vita e in quella di molte persone. Niente ideologie, ecco cosa ti offro:

  1. Ti svelo il falso perdono che ti fa soffrire.
  2. Ti dico qual è il vero perdono che elimina la sofferenza.
  3. Ti mostro perché è difficile perdonare.
  4. Perché è meglio se impari a perdonare.
  5. Ti spiego come riuscire a perdonare.

Segui l’ordine che ho stabilito e considera che il perdono è una meta a cui arrivare facendo un percorso personale.

Impegnativo e difficile, molto spesso. Fortunatamente possibile, sempre, per tutti.

Prima di iniziare ti propongo di fare il mio test per misurare le tua capacità di amare.

Ti permetterà di capire se in questo momento della tua vita hai la capacità di amare davvero (soprattutto chi dici di amare).

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Cos’è il perdono e le sue forme

Perdono

Partiamo dal definire subito di cosa stiamo parlando.

Il perdono è la cessazione del risentimento che proviamo nei confronti di una persona.

In pratica si tratta di rinunciare alle punizioni o alle vendette nei riguardi di chi ha sbagliato con noi.

Questa definizione, per cui ringrazio wikipedia, mi sembra il miglior punto di partenza.

Perdonare, quindi, significa rimettere in equilibrio la nostra relazione con una persona.

Il perdono, infatti, è necessario perché ci consideriamo in credito verso qualcuno.

Pensiamo di dover ricevere un risarcimento per il danno, in senso lato, che abbiamo subito.

Proprio per questa ragione, possiamo avere due diverse forme di perdono.

 

Perdono condizionato

In questo caso il perdono lo concedi solo dopo aver ricevuto questo risarcimento.

In sostanza stabilisci alcune condizioni a cui deve attenersi chi vuole il tuo perdono.

Per esempio:

  • Perdoni un amico che ha sbagliato se ti fa un certo favore.
  • Perdoni chi ha causato un danno solo dopo che ha pagato un risarcimento.
  • Perdoni qualcuno dopo che ha subito una punizione esemplare per quello che ha fatto.

Questi sono solo tre esempi.

Il perdono condizionato lo dai solo a chi rimedia, in qualche modo, all’errore commesso.

Oppure a chi ti risarcisce per il danno che hai subito a causa sua, o ancora a chi prova sulla sua pelle le tue stesse difficoltà.

Il perdono condizionato presuppone quindi che ci siano tre elementi:

  1. Chi ha sbagliato deve volere il tuo perdono.
  2. Chi ha sbagliato deve fare quello che tu chiedi.
  3. Chi ha sbagliato deve essersi pentito per l’errore commesso (almeno in apparenza!).
  4. Tu, una volta ottenuto quello che desideri, concedi il perdono.

La struttura di questo perdono a me ricorda molto il concetto di amore condizionato, dove ti amo solo se tu fai determinate cose o ti comporti in un certo modo.

Ho scritto un ricco approfondimento sull’amore incondizionato, cercando di capire la natura dell’amore. Ti consiglio di leggerlo.

Se il perdono è condizionato a quello che farà chi ha sbagliato nei tuoi confronti, devi tenere conto di alcuni aspetti fondamentali:

  1. È un baratto, uno scambio: perdoni solo se l’altro fa come dici tu.
  2. Non è un gesto generoso o d’amore. Perdoni solo se ottieni quel che vuoi, quindi, solo se ti conviene e ci guadagnai qualcosa.
  3. Cosa succede se l’altra persona non vuole il tuo perdono, non è pentita o non vuole risarcirti?

Chi sbaglia con te, spesso, non si renderà conto di aver commesso un errore o averti fatto del male.

Nel primo capitolo di Come trattare gli altri e farseli amici, Dale Carnegie racconta di interviste fatte a pericolosi criminali americani.

Parliamo di assassini o rapinatori capaci di uccidere un uomo su due piedi.

Eppure molti di loro, la maggioranza, si definivano “brave persone”.

In pratica sembra che ognuno di noi tenda a non rendersi conto dei propri errori o della sofferenza che comportano.

Chi ha sbagliato nei tuoi confronti, spesso, non pensa di aver fatto nulla di sbagliato.

Come potrebbe mai essere pentito o cercare di scusarsi, per una cosa che non sa di aver fatto?

Tu dai per scontato che chi ti tratta male se ne renda conto, ma sai bene che spesso non è così.

Quanto volte hai ferito gli altri senza capirlo subito?

Quante volte te lo hanno dovuto far notare?

Il problema principale, del perdono condizionato, è che non dipende da te.

Sei nelle mani dell’altra persona.

Il perdono ti libera dalle emozioni negative legate a quello che è successo.

Lasciando andare rancore o rabbia, elimini queste emozioni e tutto il malessere che comportano.

A te serve per tornare a stare bene.

Fino a che tieni dentro rabbia o rancore pensi di poter stare bene?

Credi di poter essere felice se il solo pensiero di quel che è successo ti provoca emozioni negative?

O se non puoi uscire da casa e vedere questa persona, o qualcosa che ti ricordi l’accaduto, senza starci male?

Io dico di no.

Ma se il perdono ti libera da tutto questo, e dipende dall’altro, cosa succede se non vuole farsi perdonare e non è pentito?

Niente perdono, niente liberazione, niente felicità.

Per chi ti ha trattato male?

No, per te.

Se ci pensi, l’unica persona che subisce un danno sei tu.

Tu non perdoni perché l’altro non vuole scusarsi e continui, sempre tu, a starci male.

Magari chi ti ha ferito non se ne è neppure accorto, magari non gli importa nulla di te.

Continua la sua vita mentre tu stai male e non sei felice.

Chi vince? Chi perde?

Il perdono condizionato è un’arma a doppio taglio.

  • Ti fa sentire migliore o più forte dell’altro: tu comandi la situazione in apparenza.
  • Ti rende però vulnerabile perché dipendi dalle scelte che farà l’altro.
  • Ti porta ad agire con durezza verso chi ha sbagliato, perché deve pagare e deve fare come dici tu.
  • È esattamente quello che tu vorresti evitare.

Dici di no? A te va bene questo tipo di perdono?

Riflettici un attimo.

Qual è l’emozione che provi quando qualcuno ti fa notare che lo hai ferito?

Sì, senso di colpa.

Il perdono condizionato vive sul senso di colpa. Se non stai male per quello che hai fatto, non accetterai di risarcirmi il danno.

Devi sentire questo senso di colpa, stare male per quello che mi hai fatto.

Solo così sarai disposto, o disposta, a fare come dico io, a risarcirmi e quindi a ottenere il mio perdono.

A te piace sentirti in colpa? Ti fa stare bene?

Non penso proprio.

Perché devi far subire agli altri una cosa che non ti piace?

Si chiamava legge del taglione.

Così ti faccio quel che mi hai fatto, anche se fa male a me e a te.

Un danno lo ricevi, uno lo dai. Risultato? Due danni invece di uno.

Ha senso? Migliora le cose?

Io penso che ci siano ottime ragioni per lasciar perdere il perdono condizionato.

  1. Ti porterà a fare agli altri qualcosa che a te non piace ricevere.
  2. Punisci chi ha sbagliato, senza che questo serva a nessuno, è solo un modo per sfogare le tue emozioni di rabbia.
  3. Quasi sempre non starai meglio. Anche se l’altro fa come dici, le emozioni negative resteranno ugualmente.
  4. Nel tempo tendi a rinfacciare cose accadute ed errori anche perdonati da te.
  5. Moltiplica le emozioni negative: tu stai male? Imponi di stare male anche agli altri. Che senso ha?

Ti propongo una strada migliore, quella che ha eliminato le emozioni negative dalla mia vita.

 

 

Perdono incondizionato

Perdono incondizionato

Perdoni chi ti ha fatto del male, punto.

Fine della storia.

Non chiedi nulla in cambio. L’altro non deve chiederti scusa, non deve essere pentito.

Non vuoi nulla, risarcimenti, punizione, niente.

Concedi il tuo perdono, elimini le emozioni negative, perché scegli di farlo.

In questo caso la tua vita è completamente nelle tue mani.

L’emozione negativa legata al danno subito non dipende dalle scelte dell’altro.

Tu scegli di perdonare senza chiedere niente e questo ti libera dalla sofferenza e ti porta alla felicità.

Tutto dipende da te. Nessuno ha potere su questa decisione. Sei libero, o libera.

Inoltre nessuno deve pagare nulla, non ci sono emozioni negative o sensi di colpa per gli altri.

Anzi, quando perdoni senza chiedere nulla, la risposta più probabile è la gratitudine.

È un’emozione positiva.

Se perdoni solo a condizione che gli altri facciano come vuoi tu, generi emozioni negative anche in loro e non cancelli mai del tutto le tue.

Se invece il tuo è un perdono incondizionato, tu elimini ogni emozione negativa dalla tua vita e ne porti di positive, come la gratitudine appunto, negli altri.

Vedi che è molto meglio? Vincono tutti, non perde nessuno.

Il problema, però, è che questo perdono è difficilissimo.

  • Non lo vedi attorno a te: tutti pretendono risarcimenti per ogni cosa.
  • Tutti diranno che è sbagliato: chi ha commesso un errore deve pagare, e anche salato!
  • Tu hai paura che sia un modo per farti del male e renderti debole e vulnerabile.

Insomma, tutto è contro il perdono incondizionato.

Ma facciamo un passo indietro.

Tu non vuoi essere felice?

E se ti dicessi che senza perdonare senza condizioni non lo sarai mai?

Anche la psicologia è ormai consapevole dell’importanza del perdono, con o senza la complicità di chi ha sbagliato.

Ad esempio è Martin Seligman, nel suo libro La costruzione della felicità, a spiegare che il perdono è un passaggio indispensabile per liberarci dalle sofferenze del passato.

Anche lui sostiene che è decisivo concedere il perdono, non serve pretendere qualcosa in cambio.

Il problema è che è difficile.

Vediamo prima di tutto perché è così complicato perdonare, cosa ti impedisce di farlo e infine ti spiego come riuscirci.

Non è una cosa meccanica che accade in dieci minuti.

Io dico che non esiste una regola. È un processo interiore e può avvenire in qualche giorno o in mesi o addirittura anni.

Ma se vuoi essere felice è il percorso più importante che devi seguire.

 

Perché è difficile perdonare

Il perdono

1. Il motivo principale sono le tue emozioni negative.

Quando qualcuno ti fa del male, le provi immediatamente, e sono una difesa dalla sofferenza.

Le emozioni negative ti devono proteggere dai pericoli e dalle minacce.

Tuttavia ricorda questo: non puoi provare contemporaneamente due emozioni opposte.

Non puoi provare rabbia mentre senti amore. È impossibile.

Puoi provare rabbia e dieci secondi dopo amore. E dopo tre secondi nuovamente rabbia.

Ma non provi mai queste emozioni opposte nello stesso momento.

Il perdono è una scelta legata a emozioni positive e non perdoni mentre senti rabbia, rancore o sofferenza.

Devi prima liberarti di queste emozioni negative.

Non solo, così come ti impediscono di perdonare, ti impediscono anche di essere felice.

La felicità, come l’amore, è un’emozione positiva, incompatibile con rabbia, sofferenza o tristezza.

Il primo motivo per cui è difficile perdonare è l’emozione negativa che provi per quello che è successo.

 

Sei capace di vivere una vita felice?

Pochi minuti e 10 domande che ti permetteranno di capire se oggi sei capace di vivere una vita profondamente felice.

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2. La paura di soffrire

La seconda ragione per cui è difficile perdonare è la paura di soffrire.

Siamo convinti che se perdoniamo chi ci ha fatto del male, lo rifarà.

Subiremo ancora le stesse delusioni se perdoniamo chi ci ha deluso.

Parliamo sempre di emozioni negative.

Come detto se le provi, non riesci a perdonare.

Ma anche se hai paura di provarle, non perdonerai.

Il motivo è semplice: hai paura che perdonando gli altri si comporteranno ancora male e ti faranno vivere nuove emozioni negative.

Come vedi le emozioni negative sono strettamente connesse al perdono.

Nell’ultima parte di questo approfondimento ti spiego in modo chiaro come gestire questo elemento.

Infatti, puoi perdonare senza rischiare di soffrire nuovamente in futuro. Tra poco ti spiego come.

 

3. Senso di ingiustizia

Non riesco a perdonare

Ci sentiamo vittime di un’ingiustizia.

Spesso non riusciamo a perdonare perché troviamo sbagliato che chi ci ha fatto del male non sia punito.

Il confine tra vendetta e giustizia non è mia così netto come vogliamo credere.

C’è una differenza enorme e di solito è la vendetta ciò che cerchiamo.

Ovviamente è un processo.

 

4. Non sei davvero felice

Non puoi provare emozioni negative e positive nello stesso momento.

Se provi rabbia, questo ti impedisce di essere felice.

Se sei felice, difficilmente provi rabbia.

A rendere così complicato il nostro perdono è l’infelicità, l’insoddisfazione di fondo nella nostra vita.

Non stiamo bene, non ci sentiamo davvero realizzati, non siamo felici.

Tante persone mi scrivono che la vita fa schifo. Questo rende impossibile il perdono.

Quando subiamo un torto, proviamo emozioni negative e queste rendono tutto ancora più doloroso e difficile da sopportare.

Gli altri sono colpevoli di averci rovinato la vita, o di rendercela peggiore.

Poiché non stiamo bene, siamo vulnerabili alle emozioni negative e agli errori degli altri.

Più non stai bene più è difficile perdonare chi sbaglia.

Una persona felice è molto meno disposta a portare rancore, riesce a perdonare con più facilità perché la felicità è un risultato.

Essere felici significa aver fatto un percorso e compreso cose che cambiano il tuo modo di vedere il mondo e gli altri.

Non sei semplicemente felice, sei una persona diversa.

Più sei felice più è facile perdonare.

E più perdoni, più sarai felice.

Emozioni negative, senso di ingiustizia e infelicità sono le ragioni principali per cui è difficile perdonare.

 

5. Cambiamo prospettiva

Ti faccio osservare tutto da un punto di vista differente.

Perdonare senza condizioni significa amare.

Le emozioni negative, così come il senso di ingiustizia sono opposte all’amore e ti impediscono di amare. Quindi anche di perdonare.

Non solo, quando siamo infelici, pensiamo solo a noi stessi e ai nostri problemi.

Non amiamo, ma agiamo con egoismo e interesse personale.

Più sei infelice, meno riesci ad amare.

Amare concretamente, intendo azioni, gesti. È fondamentale anche capire cosa significa amare.

In sostanza tanto più ami concretamente, tanto più l’amore è un modo di vivere, tanto più è facile perdonare.

Prima di spiegarti come riuscire a farlo, ti voglio consigliare una guida pratica che ho realizzato per condividere la mia esperienza per imparare ad amare.

Non ti insegno come si ama, ma ti mostro cosa ho capito e fatto personalmente per trasformare la mia vita.

 

 

Perdonare: i vantaggi del perdono

Perdonare

Sin dall’inizio ti ho spiegato che perdonare ti libera dalle emozioni negative e ti permette di essere felice.

Questa è un’ottima motivazione per scegliere questa strada.

Allora perché non ci riesci?

Facciamo un esperimento.

 

Scrivi su un foglio i tuoi problemi principali. Oppure tienili a mente, ma focalizzali con chiarezza.

Lavoro, relazioni, salute, denaro, qualsiasi problema ti faccia vivere male.

Ora pensa invece alle persone per cui provi risentimento o rabbia.

Pensa ai loro nomi e focalizzali.

Adesso io ti do una serie di biglie d’oro. Una per ogni problema che hai. Focalizzale nella tua mente, immaginale.

Se tu vai a portare una biglia a una di quelle persone che ti hanno fatto del male, le abbracci dicendole che le perdoni, un tuo problema si risolverà entro 24 ore.

Se ripeti questo esercizio per tutte le biglie, coinvolgendo tutte le persone, non avrai più problemi e sarai felice.

Sinceramente, non lo faresti?

Se avessi la certezza che funziona, non risolveresti i tuoi problemi?

Se perdonare chi ti ha fatto del male risolvesse materialmente ogni problema, perdoneresti?

O preferiresti tenerti problemi e sofferenza?

 

Ecco perché è difficile perdonare: non ci credi.

Pensi invece che il perdono peggiori le cose, ti renda vulnerabile e ti faccia soffrire.

Non credi che serva, che sia positivo per te, utile. Ne hai paura.

Ecco cosa ci guadagni:

  • Se sbagli vorresti il perdono, se perdoni fai la scelta migliore, quella che tu vorresti ricevere.
  • È la cosa giusta in qualsiasi situazione: se perdoni sai di non sbagliare mai.
  • Ti liberi da ogni sofferenza e da tutte le emozioni negative. Proprio quelle che pensi aggravate dal perdono.
  • Migliora la tua vita, perché lasci andare la sofferenza, e quella degli altri, perché porti amore.
  • Crea gratitudine ed è un esempio positivo che può cambiare la vita degli altri.
  • Ti protegge dalla sofferenza. Il perdono incondizionato ti rende immune dalle emozioni negative.
  • Ti rende forte e capace di essere felice.

Ma devi crederci.

Io ci credo perché l’ho provato sulla mia pelle.

 

Come perdonare: imparare ad amare

Imparare ad amare

Come detto prima, imparare a perdonare significa imparare ad amare.

Leggi la guida che ti ho suggerito, è davvero preziosa.

Adesso vediamo cosa fare per arrivare a realizzare tutto questo.

 

1) Imparare a gestire le emozioni negative

Io la chiamo indipendenza emotiva.

Il concetto è questo: le tue emozioni dipendono da te.

Non riesci a perdonare perché provi emozioni negative.

In realtà le crei tu e tu puoi smettere di crearle in questo stesso istante.

Non è facile, ma puoi.

Non riesci a perdonare perché temi di soffrire nuovamente.

In realtà la sofferenza la crei tu e dipende da te se soffrirai.

Ti sto dicendo che le due ragioni principali per cui non perdoni le controlli tu.

Sono nelle tue mani e nessuno ha il potere di condizionare le tue emozioni.

Sono tue, dipendono da te e non conta cosa sia successo.

Il tema è complesso. Molto.

A questo punto è fondamentale chiarire le cose e approfondirle.

Puoi perdonare solo se impari a liberarti delle emozioni negative che ti bloccano.

 

2) Vincere la paura

Se hai paura non riesci a perdonare.

Primo ti ho spiegato che la paura di soffrire, di subire nuovamente, è uno dei fattori che rendono difficile il perdono.

Oltre a gestire le emozioni negative, devi imparare come vincere la paura in modo definitivo.

Anche in questo caso ti suggerisco una guida e troverai un seminario.

Si tratta di circa 4 ore di formazione in cui ti spiego come eliminare qualsiasi tipo di paura.

Ricorda che la paura rende impossibile una scelta come quella del perdono.

 

 

3) Comprendere cosa è giusto

Perdono significato

Personalmente credo che sia una delle cose più difficili e semplici al tempo stesso.

Per me giusto è quel che io vorrei ricevere.

Legge facile da capire, ma difficile da applicare.

Voglio consigliarti un ricco approfondimento sulla consapevolezza.

Ti aiuterà a integrare quello che ci siamo detti sul tema della giustizia.

 

4) Imparare a essere felice

Ultimo tassello: devi imparare a costruire una vita felice.

In un approfondimento in cui spiego cos’è la felicità e come raggiungerla, ho voluto darti strumenti e consigli per farlo.

Io ti suggerisco di leggerlo.

Non solo, ho realizzato una guida pratica per mostrarti come essere felici. È possibile esserlo sempre, qualsiasi cosa accada.

 

Conclusioni

Credo di averti dato molto su cui lavorare.

Ricorda che perdonare non capita e non dipende dagli altri, ma è una tua scelta.

Si tratta di un processo in cui tu diventi una persona migliore, comunque differente.

Le guide che ti ho suggerito nell’ultima parte sono tutte risorse gratuite.

In una sola pagina era davvero troppo darti tutto.

La vita è semplice, ma anche molto complessa.

Il percorso che ti suggerisco tocca ogni ambito, ogni aspetto della tua vita.

Inizia subito, segui le strade che ti ho mostrato, perché scoprirai che sono tutte connesse tra loro.


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Ci sono 5 verità che ti riguardano da vicino e che in questo momento stanno decidendo chi sei, se sei felice, perché hai trovato il mio sito. In 5 semplici domande ti aiuterò a scoprirle, capirle e dominarle.

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Chi ha scritto questa pagina:

Giacomo Papasidero

Mental Coach dal 2010, mi occupo di felicità ed emozioni da oltre 10 anni. Il mio obiettivo è insegnare che ognuno di noi può diventare più forte di qualsiasi problema. Questo per me significa diventare felici. Anche se ho tenuto un seminario all'Università di Parma e sono stato ospite a SKyTg24, la cosa di cui vado più fiero è la Scuola di Indipendenza Emotiva che ho avviato nel 2018, perché è un percorso chiaro, graduale e concreto che sta rivoluzionando la vita di tante persone.

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Federica
Ospite
Federica
4 mesi fa

Dopo averli seppelliti li perdono! Quante stronzate leggo in questo ridicolo buonismo che serve solo a giustificare chi non è stato capace di crescere e maturare perché guardarsi dentro ed ammettere di avere un problema vorrebbe dire anche crescere e fare qualcosa per cambiare. E invece no li giustifichiamo pure sti cessi rotti. Io no non perdono un cazzo a nessuno e mi sono proprio stancata del buonismo a tutti i costi. Il bastone o la carota? Dipende da chi sei. Il resto mi sembrano solo inutili chiacchiere ma capisco che si deve tirare a campare e ognuno fa quel che può… Anche scrivere assurdità tanto si vende tutto e si compra tutto giusto?

Sabrina
Ospite
Sabrina
5 mesi fa

È se chi ho perdonato mi ha chiesto il suo perdono solo per raggirarmi ancora una volta ? Se era già stato perdonato …e mi ha inflitto un altro dolore consapevolmente ?

Danils
Ospite
Danils
8 mesi fa

Ciao, ti ringrazio per quanto hai scritto, sono le cose più sensate e chiare che ho letto e sentito sul perdono. Grazie di cuore

Beatrice
Iscritto
Beatrice
10 mesi fa

Buon giorno Giacomo, leggendo l’articolo sul perdono posso confermre che si, ho paura che perdonando, la persona in questione possa ricommettere i torti chemi ha fatto.
In realtà ci ho provato, l’ho perdonato (o forse giustifiocato) ed è accaduto proprio quello che temevo.
Questa persona continua con le sue modalità, non accorgendosi di farmi del male, per questo, dopo anni, non riesco più.
La cosa più assurda è che non riesco neanche a fare a meno di questa persona precludendomi una vita felice.
Che fare?

Grazie

Beatrice

Megumi Campanella
Coach
Megumi Campanella
6 mesi fa
In risposta a  Beatrice

ciao Beatrice, scusa tanto per il ritardo 😀 , ho visto soltanto adesso questo tuo commento.

La risposta è già inclusa nella tua domanda, se osservi bene: non riesci a fare a meno di questa persona.
In altre parole, il tuo perdono non sarebbe, come hai letto nell’articolo, un dono incondizionato, ma una disperata necessità che lui non ricommetta più l’errore. E il perdono è vero perdono, e può renderti felice, soltanto quando è autentico e disinteressato.

Per poter essere davvero disinteressato, tuttavia, è indispensabile che tu non abbia “bisogno” di questa persona (a cui, al momento, leghi ancora la tua felicità) nè che questa persona non ricommetta più i suoi errori. Per cui, il punto di partenza è quello: comprendere che nessuno può renderti felice e che la vera felicità, quella autentica e duratura, puoi costruirla soltanto tu dentro te stessa, e si tratta naturalmente di un percorso 🙂

Perchè non ti iscrivi al Corso di Giacomo? considera che il primo mese è gratuito 😉

marina
Ospite
marina
1 anno fa

belle parole !!!!! il problema è che non è FACILE mettere in atto !!!!

☆ Deborah Cavalieri ☆
Studente
☆ Deborah Cavalieri ☆
1 anno fa

Un animo sereno pieno d’amore e felicità non ha più posto per dei rancori, della rabbia, della delusione e tante pretese.

Quando si fa posto all’amore la cosa più meravigliosa, e che ti dimentichi anche cosa sia il perdono perchè pensi semplicemente: “va bene così”. E in quel va bene così non c’è una persona ingenua, troppo buona e schiocca. Ma c’è una persona saggia, che ha capito, che c’è una vita, che per essere vissuta veramente, non c’è tempo per perdersi in qualcosa di spiacevole e a pensare se perdonare o meno.

Ma se vuoi goderti la vita semplicemente ami, è nel tuo amore non ti fermi a pensare a chi ti ha fatto del male, ecco questo sarebbe da schiocchi, lasciare entrare dentro di se, in realtà non la propria rabbia, non il proprio rancore, non le proprie delusioni, ma quelle degli altri che le manifestano proprio attraverso il loro atteggiamento, e il perdono in realtà è uno scudo che ti protegge proprio da questi attacchi.

Posso essere prudente ma amo…
Per la mia sicurezza prendo le giuste distanze ma amo…
Non siamo più una coppia ma amo…
Non mi chiami ma amo…
Mi dici brutte parole ma amo…
Mi tradisci ma amo…
Mi hai usato ma amo…

Ogni volta che si sceglie di amare in realtà già si sta perdonando. Ogni volta che ami, tutte le insicurezze, la poca fiducia di se stessi, le delusioni, la fragilità, il senso di vuoto, tutta la tristezza, tutte le paure di una persona che si sono trasformate in cattiveria e le sta rovesciando su di te, sono appena state bloccate, e non possono passare, ma se non ami gli fai spazio e permetti a quella persona di infettarti con il suo stesso veleno. Che senso ha? C’è già tanto di quel veleno in giro, non sarebbe ora di iniziare ad usare l’antidoto?

Questa newsletter penso sia fondamentale per aiutare le persone a capire non solo l’importanza del perdono ma cosa in effetti vuol dire sapere amare e scegliere di non farlo. Se non c’è perdono, non c’è neanche amore. Grazie Giacomo 🙂

Key
Studente
Key
1 anno fa

Un dubbio che mi viene in mente è che perdonare incondizionatamente in alcuni casi non sia utile all’altro perché rischia di fargli credere di non avere commesso errori. Se il male che ci viene fatto è frutto di inconsapevolezza come possiamo aiutare anche l’altro ad essere più consapevole? Mi viene in mente la necessità di porre dei limiti e contemporaneamente la mia personale difficoltà a distinguere il limite dalla “vendetta”…

Alberto
Ospite
Alberto
1 anno fa

Grazie

IVANA Serra
Studente
IVANA Serra
1 anno fa

Non ho mai avuto difficoltà a perdonare ma lo scorso anno un caro amico mi ha fatto un torto per me molto grave. Gli ho detto che mi aveva fatto molto soffrire ma non si è mai scusato Dopo un anno l’ho perdonato senza condizioni perché stavo male io. Sono stata subito in pace con me stessa ed il mio amico molto felice. Il rapporto è un po’ cambiato e adesso sono un po’ sulla difensiva perché son sicura che nella stessa situazione si comporti nello stesso modo, ma cerco di non mettermi in quella situazione. Sperimentato tutto vero quello che dice Giacomo . Grazie

Barbara
Iscritto
Barbara
1 anno fa

Ciao, prima di essermi iscritta ai tuoi corsi ero rigida ed intollerante: non perdonavo punto; ora che invece riesco a perdonare tutti, mi sento dire che non sono normale, che è impossibile, ma di questo sinceramente non mi importa. Quello che invece non riesco a fare è perdonare me stessa, non ho fatto nulla di estremamente grave, ma non mi perdono per aver fatto soffrire con i miei comportamenti ( ritenuti in quel periodo giustificabili dalle situazioni che si erano create) persone a me care; e pur avendo chiesto ed ottenuto perdono( in realtà un falso perdono perché spesso mi viene ricordato e rinfacciato il mio comportamento) quando sono insieme a queste persone mi sento cattiva .

Barbara
Iscritto
Barbara
1 anno fa
In risposta a  Giacomo Papasidero

Non riesco a perdonarmi perché chi ho fatto soffrire me lo rinfaccia , e io mi sento colpevole ,,,

Serena Sironi
Coach
Serena Sironi
1 anno fa
In risposta a  Barbara

Se è vero che ritieni giustificati i tuoi comportamenti, per quale motivo dovresti sentirti colpevole?
Facci caso, che quello che ti condiziona ora non è la colpa, ma è il giudizio. A questo punto chiediti questo: è vero che sei colpevole? 🙂

Barbara
Iscritto
Barbara
1 anno fa
In risposta a  Serena Sironi

No non sono colpevole …devo cercare di perdonarmi dalle colpe che ingiustamente mi vengono attribuite … sono molto sensibile e sentirmi colpevolizzare per il malessere, che pure senza volere, ho causato mi fa stare male

Serena Sironi
Coach
Serena Sironi
1 anno fa
In risposta a  Barbara

Solo ne momento in cui comprenderai a fondo le cause che ti hanno portato compiere quelle scelte, quando capirai che, per chi eri quando hai sbagliato, per la forza che avevi e per l’esperienza che ti portavi alle spalle, non avresti potuto fare diversamente, allora potrai perdonarti.
Solo allora il giudizio degli altri non farà più male 🙂

Barbara
Iscritto
Barbara
1 anno fa
In risposta a  Serena Sironi

Grazie Serena ?

☆ Deborah Cavalieri ☆
Studente
☆ Deborah Cavalieri ☆
1 anno fa
In risposta a  Barbara

Ciao Barbara, leggendo i tuoi diversi commenti nelle guide e newsletter di Giacomo, infatti ho percepito una dolcissima sensibilità. 🙂

E ci tengo a darti un consiglio da persona sensibile a persona sensibile 😉

Ogni volta che una persona ti vuole fare pesare delle vecchie situazioni, tu con amore ogni volta chiedigli: “a che gli serve tirare fuori situazioni passate?”. Sono certa che rimarrai sorpresa che molto prima di quanto pensi smetteranno.

E invece tu per te hai due possibilità:
Una intestardirti di volere perdonare la vecchia Barbara,
l’altra di accogliere con amore la nuova Barbara.

Anche perchè fra l’amare e il perdonare non c’è nessuna differenza. Se non ami non perdoni e se non perdoni non ami.

Se la nuova Barbara ha scelto di mettere al centro della sua vita l’amore, come può essere una persona cattiva? 😉