Perdono: come e perché ti renderà felice e invincibile

Tutti noi vogliamo essere felici e in questi anni ho imparato che il perdono è il segreto di questa felicità che tutti cerchiamo.

L’ho visto nella mia vita e in quella di molte persone. Niente ideologie, ecco cosa ti offro:

  1. Ti svelo il falso perdono che ti fa soffrire.
  2. Ti dico qual è il vero perdono che elimina la sofferenza.
  3. Ti mostro perché è difficile perdonare.
  4. Perché è meglio se impari a perdonare.
  5. Ti spiego come riuscire a perdonare.

Segui l’ordine che ho stabilito e considera che il perdono è una meta a cui arrivare facendo un percorso personale.

Impegnativo e difficile, molto spesso. Fortunatamente possibile, sempre, per tutti.

Prima di iniziare ti propongo di fare il mio test per misurare le tua capacità di amare.

Non è un test psicologico e le tue risposte ti faranno capire come vivi l’amore. Migliore è il risultato del test, più facile sarà per te perdonare.

 

Cos’è il perdono e le sue forme

Perdono

Partiamo dal definire subito di cosa stiamo parlando.

Il perdono è la cessazione del risentimento che proviamo nei confronti di una persona.

In pratica si tratta di rinunciare alle punizioni o alle vendette nei riguardi di chi ha sbagliato con noi.

Questa definizione, per cui ringrazio wikipedia, mi sembra il miglior punto di partenza.

Perdonare, quindi, significa rimettere in equilibrio la nostra relazione con una persona.

Il perdono, infatti, è necessario perché ci consideriamo in credito verso qualcuno.

Pensiamo di dover ricevere un risarcimento per il danno, in senso lato, che abbiamo subito.

Proprio per questa ragione, possiamo avere due diverse forme di perdono.

 

Perdono condizionato

In questo caso il perdono lo concedi solo dopo aver ricevuto questo risarcimento.

In sostanza stabilisci alcune condizioni a cui deve attenersi chi vuole il tuo perdono.

Per esempio:

  • Perdoni un amico che ha sbagliato se ti fa un certo favore.
  • Perdoni chi ha causato un danno solo dopo che ha pagato un risarcimento.
  • Perdoni qualcuno dopo che ha subito una punizione esemplare per quello che ha fatto.

Questi sono solo tre esempi.

Il perdono condizionato lo dai solo a chi rimedia, in qualche modo, all’errore commesso.

Oppure a chi ti risarcisce per il danno che hai subito a causa sua, o ancora a chi prova sulla sua pelle le tue stesse difficoltà.

Il perdono condizionato presuppone quindi che ci siano tre elementi:

  1. Chi ha sbagliato deve volere il tuo perdono.
  2. Chi ha sbagliato deve fare quello che tu chiedi.
  3. Chi ha sbagliato deve essersi pentito per l’errore commesso (almeno in apparenza!).
  4. Tu, una volta ottenuto quello che desideri, concedi il perdono.

La struttura di questo perdono a me ricorda molto il concetto di amore condizionato, dove ti amo solo se tu fai determinate cose o ti comporti in un certo modo.

Ho scritto un ricco approfondimento sull’amore incondizionato, cercando di capire la natura dell’amore. Ti consiglio di leggerlo.

Se il perdono è condizionato a quello che farà chi ha sbagliato nei tuoi confronti, devi tenere conto di alcuni aspetti fondamentali:

  1. È un baratto, uno scambio: perdoni solo se l’altro fa come dici tu.
  2. Non è un gesto generoso o d’amore. Perdoni solo se ottieni quel che vuoi, quindi, solo se ti conviene e ci guadagnai qualcosa.
  3. Cosa succede se l’altra persona non vuole il tuo perdono, non è pentita o non vuole risarcirti?

Chi sbaglia con te, spesso, non si renderà conto di aver commesso un errore o averti fatto del male.

Nel primo capitolo di Come trattare gli altri e farseli amici, Dale Carnegie racconta di interviste fatte a pericolosi criminali americani.

Parliamo di assassini o rapinatori capaci di uccidere un uomo su due piedi.

Eppure molti di loro, la maggioranza, si definivano “brave persone”.

In pratica sembra che ognuno di noi tenda a non rendersi conto dei propri errori o della sofferenza che comportano.

Chi ha sbagliato nei tuoi confronti, spesso, non pensa di aver fatto nulla di sbagliato.

Come potrebbe mai essere pentito o cercare di scusarsi, per una cosa che non sa di aver fatto?

Tu dai per scontato che chi ti tratta male se ne renda conto, ma sai bene che spesso non è così.

Quanto volte hai ferito gli altri senza capirlo subito?

Quante volte te lo hanno dovuto far notare?

Il problema principale, del perdono condizionato, è che non dipende da te.

Sei nelle mani dell’altra persona.

Il perdono ti libera dalle emozioni negative legate a quello che è successo.

Lasciando andare rancore o rabbia, elimini queste emozioni e tutto il malessere che comportano.

A te serve per tornare a stare bene.

Fino a che tieni dentro rabbia o rancore pensi di poter stare bene?

Credi di poter essere felice se il solo pensiero di quel che è successo ti provoca emozioni negative?

O se non puoi uscire da casa e vedere questa persona, o qualcosa che ti ricordi l’accaduto, senza starci male?

Io dico di no.

Ma se il perdono ti libera da tutto questo, e dipende dall’altro, cosa succede se non vuole farsi perdonare e non è pentito?

Niente perdono, niente liberazione, niente felicità.

Per chi ti ha trattato male?

No, per te.

Se ci pensi, l’unica persona che subisce un danno sei tu.

Tu non perdoni perché l’altro non vuole scusarsi e continui, sempre tu, a starci male.

Magari chi ti ha ferito non se ne è neppure accorto, magari non gli importa nulla di te.

Continua la sua vita mentre tu stai male e non sei felice.

Chi vince? Chi perde?

Il perdono condizionato è un’arma a doppio taglio.

  • Ti fa sentire migliore o più forte dell’altro: tu comandi la situazione in apparenza.
  • Ti rende però vulnerabile perché dipendi dalle scelte che farà l’altro.
  • Ti porta ad agire con durezza verso chi ha sbagliato, perché deve pagare e deve fare come dici tu.
  • È esattamente quello che tu vorresti evitare.

Dici di no? A te va bene questo tipo di perdono?

Riflettici un attimo.

Qual è l’emozione che provi quando qualcuno ti fa notare che lo hai ferito?

Sì, senso di colpa.

Il perdono condizionato vive sul senso di colpa. Se non stai male per quello che hai fatto, non accetterai di risarcirmi il danno.

Devi sentire questo senso di colpa, stare male per quello che mi hai fatto.

Solo così sarai disposto, o disposta, a fare come dico io, a risarcirmi e quindi a ottenere il mio perdono.

A te piace sentirti in colpa? Ti fa stare bene?

Non penso proprio.

Perché devi far subire agli altri una cosa che non ti piace?

Si chiamava legge del taglione.

Così ti faccio quel che mi hai fatto, anche se fa male a me e a te.

Un danno lo ricevi, uno lo dai. Risultato? Due danni invece di uno.

Ha senso? Migliora le cose?

Io penso che ci siano ottime ragioni per lasciar perdere il perdono condizionato.

  1. Ti porterà a fare agli altri qualcosa che a te non piace ricevere.
  2. Punisci chi ha sbagliato, senza che questo serva a nessuno, è solo un modo per sfogare le tue emozioni di rabbia.
  3. Quasi sempre non starai meglio. Anche se l’altro fa come dici, le emozioni negative resteranno ugualmente.
  4. Nel tempo tendi a rinfacciare cose accadute ed errori anche perdonati da te.
  5. Moltiplica le emozioni negative: tu stai male? Imponi di stare male anche agli altri. Che senso ha?

Ti propongo una strada migliore, quella che ha eliminato le emozioni negative dalla mia vita.

 

Perdono incondizionato

Perdono incondizionato

Perdoni chi ti ha fatto del male, punto.

Fine della storia.

Non chiedi nulla in cambio. L’altro non deve chiederti scusa, non deve essere pentito.

Non vuoi nulla, risarcimenti, punizione, niente.

Concedi il tuo perdono, elimini le emozioni negative, perché scegli di farlo.

In questo caso la tua vita è completamente nelle tue mani.

L’emozione negativa legata al danno subito non dipende dalle scelte dell’altro.

Tu scegli di perdonare senza chiedere niente e questo ti libera dalla sofferenza e ti porta alla felicità.

Tutto dipende da te. Nessuno ha potere su questa decisione. Sei libero, o libera.

Inoltre nessuno deve pagare nulla, non ci sono emozioni negative o sensi di colpa per gli altri.

Anzi, quando perdoni senza chiedere nulla, la risposta più probabile è la gratitudine.

È un’emozione positiva.

Se perdoni solo a condizione che gli altri facciano come vuoi tu, generi emozioni negative anche in loro e non cancelli mai del tutto le tue.

Se invece il tuo è un perdono incondizionato, tu elimini ogni emozione negativa dalla tua vita e ne porti di positive, come la gratitudine appunto, negli altri.

Vedi che è molto meglio? Vincono tutti, non perde nessuno.

Il problema, però, è che questo perdono è difficilissimo.

  • Non lo vedi attorno a te: tutti pretendono risarcimenti per ogni cosa.
  • Tutti diranno che è sbagliato: chi ha commesso un errore deve pagare, e anche salato!
  • Tu hai paura che sia un modo per farti del male e renderti debole e vulnerabile.

Insomma, tutto è contro il perdono incondizionato.

Ma facciamo un passo indietro.

Tu non vuoi essere felice?

E se ti dicessi che senza perdonare senza condizioni non lo sarai mai?

Anche la psicologia è ormai consapevole dell’importanza del perdono, con o senza la complicità di chi ha sbagliato.

Ad esempio è Martin Seligman, nel suo libro La costruzione della felicità, a spiegare che il perdono è un passaggio indispensabile per liberarci dalle sofferenze del passato.

Anche lui sostiene che è decisivo concedere il perdono, non serve pretendere qualcosa in cambio.

Il problema è che è difficile.

Vediamo prima di tutto perché è così complicato perdonare, cosa ti impedisce di farlo e infine ti spiego come riuscirci.

Non è una cosa meccanica che accade in dieci minuti.

Io dico che non esiste una regola. È un processo interiore e può avvenire in qualche giorno o in mesi o addirittura anni.

Ma se vuoi essere felice è il percorso più importante che devi seguire.

 

Perché è difficile perdonare

Dipendenza affettiva

1. Il motivo principale sono le tue emozioni negative.

Quando qualcuno ti fa del male, le provi immediatamente, e sono una difesa dalla sofferenza.

Le emozioni negative ti devono proteggere dai pericoli e dalle minacce.

Tuttavia ricorda questo: non puoi provare contemporaneamente due emozioni opposte.

Non puoi provare rabbia mentre senti amore. È impossibile.

Puoi provare rabbia e dieci secondi dopo amore. E dopo tre secondi nuovamente rabbia.

Ma non provi mai queste emozioni opposte nello stesso momento.

Il perdono è una scelta legata a emozioni positive e non perdoni mentre senti rabbia, rancore o sofferenza.

Devi prima liberarti di queste emozioni negative.

Non solo, così come ti impediscono di perdonare, ti impediscono anche di essere felice.

La felicità, come l’amore, è un’emozione positiva, incompatibile con rabbia, sofferenza o tristezza.

Il primo motivo per cui è difficile perdonare è l’emozione negativa che provi per quello che è successo.

 

2. La paura di soffrire

La seconda ragione per cui è difficile perdonare è la paura di soffrire.

Siamo convinti che se perdoniamo chi ci ha fatto del male, lo rifarà.

Subiremo ancora le stesse delusioni se perdoniamo chi ci ha deluso.

Parliamo sempre di emozioni negative.

Come detto se le provi, non riesci a perdonare.

Ma anche se hai paura di provarle, non perdonerai.

Il motivo è semplice: hai paura che perdonando gli altri si comporteranno ancora male e ti faranno vivere nuove emozioni negative.

Come vedi le emozioni negative sono strettamente connesse al perdono.

Nell’ultima parte di questo approfondimento ti spiego in modo chiaro come gestire questo elemento.

Infatti, puoi perdonare senza rischiare di soffrire nuovamente in futuro. Tra poco ti spiego come.

 

3. Senso di ingiustizia

Ci sentiamo vittime di un’ingiustizia.

Spesso non riusciamo a perdonare perché troviamo sbagliato che chi ci ha fatto del male non sia punito.

Il confine tra vendetta e giustizia non è mia così netto come vogliamo credere.

C’è una differenza enorme e di solito è la vendetta ciò che cerchiamo.

Ovviamente è un processo.

 

4. Non sei davvero felice

Non puoi provare emozioni negative e positive nello stesso momento.

Se provi rabbia, questo ti impedisce di essere felice.

Se sei felice, difficilmente provi rabbia.

A rendere così complicato il nostro perdono è l’infelicità, l’insoddisfazione di fondo nella nostra vita.

Non stiamo bene, non ci sentiamo davvero realizzati, non siamo felici.

Tante persone mi scrivono che la vita fa schifo. Questo rende impossibile il perdono.

Quando subiamo un torto, proviamo emozioni negative e queste rendono tutto ancora più doloroso e difficile da sopportare.

Gli altri sono colpevoli di averci rovinato la vita, o di rendercela peggiore.

Poiché non stiamo bene, siamo vulnerabili alle emozioni negative e agli errori degli altri.

Più non stai bene più è difficile perdonare chi sbaglia.

Una persona felice è molto meno disposta a portare rancore, riesce a perdonare con più facilità perché la felicità è un risultato.

Essere felici significa aver fatto un percorso e compreso cose che cambiano il tuo modo di vedere il mondo e gli altri.

Non sei semplicemente felice, sei una persona diversa.

Più sei felice più è facile perdonare.

E più perdoni, più sarai felice.

Emozioni negative, senso di ingiustizia e infelicità sono le ragioni principali per cui è difficile perdonare.

 

5. Cambiamo prospettiva

Ti faccio osservare tutto da un punto di vista differente.

Perdonare senza condizioni significa amare.

Le emozioni negative, così come il senso di ingiustizia sono opposte all’amore e ti impediscono di amare. Quindi anche di perdonare.

Non solo, quando siamo infelici, pensiamo solo a noi stessi e ai nostri problemi.

Non amiamo, ma agiamo con egoismo e interesse personale.

Più sei infelice, meno riesci ad amare.

Amare concretamente, intendo azioni, gesti. È fondamentale anche capire cosa significa amare.

In sostanza tanto più ami concretamente, tanto più l’amore è un modo di vivere, tanto più è facile perdonare.

Prima di spiegarti come riuscire a farlo, ti voglio consigliare una guida pratica che ho realizzato per condividere la mia esperienza per imparare ad amare.

Non ti insegno come si ama, ma ti mostro cosa ho capito e fatto personalmente per trasformare la mia vita.

 

I vantaggi del perdono

I vantaggi del perdono incondizionato

Sin dall’inizio ti ho spiegato che perdonare ti libera dalle emozioni negative e ti permette di essere felice.

Questa è un’ottima motivazione per scegliere questa strada.

Allora perché non ci riesci?

Facciamo un esperimento.

 

Scrivi su un foglio i tuoi problemi principali. Oppure tienili a mente, ma focalizzali con chiarezza.

Lavoro, relazioni, salute, denaro, qualsiasi problema ti faccia vivere male.

Ora pensa invece alle persone per cui provi risentimento o rabbia.

Pensa ai loro nomi e focalizzali.

Adesso io ti do una serie di biglie d’oro. Una per ogni problema che hai. Focalizzale nella tua mente, immaginale.

Se tu vai a portare una biglia a una di quelle persone che ti hanno fatto del male, le abbracci dicendole che le perdoni, un tuo problema si risolverà entro 24 ore.

Se ripeti questo esercizio per tutte le biglie, coinvolgendo tutte le persone, non avrai più problemi e sarai felice.

Sinceramente, non lo faresti?

Se avessi la certezza che funziona, non risolveresti i tuoi problemi?

Se perdonare chi ti ha fatto del male risolvesse materialmente ogni problema, perdoneresti?

O preferiresti tenerti problemi e sofferenza?

 

Ecco perché è difficile perdonare: non ci credi.

Pensi invece che il perdono peggiori le cose, ti renda vulnerabile e ti faccia soffrire.

Non credi che serva, che sia positivo per te, utile. Ne hai paura.

Ecco cosa ci guadagni:

  • Se sbagli vorresti il perdono, se perdoni fai la scelta migliore, quella che tu vorresti ricevere.
  • È la cosa giusta in qualsiasi situazione: se perdoni sai di non sbagliare mai.
  • Ti liberi da ogni sofferenza e da tutte le emozioni negative. Proprio quelle che pensi aggravate dal perdono.
  • Migliora la tua vita, perché lasci andare la sofferenza, e quella degli altri, perché porti amore.
  • Crea gratitudine ed è un esempio positivo che può cambiare la vita degli altri.
  • Ti protegge dalla sofferenza. Il perdono incondizionato ti rende immune dalle emozioni negative.
  • Ti rende forte e capace di essere felice.

Ma devi crederci.

Io ci credo perché l’ho provato sulla mia pelle.

 

Come perdonare: imparare ad amare

Imparare ad amare

Come detto prima, imparare a perdonare significa imparare ad amare.

Leggi la guida che ti ho suggerito, è davvero preziosa.

Adesso vediamo cosa fare per arrivare a realizzare tutto questo.

 

1) Imparare a gestire le emozioni negative

Io la chiamo indipendenza emotiva.

Il concetto è questo: le tue emozioni dipendono da te.

Non riesci a perdonare perché provi emozioni negative.

In realtà le crei tu e tu puoi smettere di crearle in questo stesso istante.

Non è facile, ma puoi.

Non riesci a perdonare perché temi di soffrire nuovamente.

In realtà la sofferenza la crei tu e dipende da te se soffrirai.

Ti sto dicendo che le due ragioni principali per cui non perdoni le controlli tu.

Sono nelle tue mani e nessuno ha il potere di condizionare le tue emozioni.

Sono tue, dipendono da te e non conta cosa sia successo.

Il tema è complesso. Molto.

A questo punto è fondamentale chiarire le cose e approfondirle.

Puoi perdonare solo se impari a liberarti delle emozioni negative che ti bloccano.

 

2) Vincere la paura

Se hai paura non riesci a perdonare.

Primo ti ho spiegato che la paura di soffrire, di subire nuovamente, è uno dei fattori che rendono difficile il perdono.

Oltre a gestire le emozioni negative, devi imparare come vincere la paura in modo definitivo.

Anche in questo caso ti suggerisco una guida e troverai un seminario.

Si tratta di circa 4 ore di formazione in cui ti spiego come eliminare qualsiasi tipo di paura.

Ricorda che la paura rende impossibile una scelta come quella del perdono.

 

3) Comprendere cosa è giusto

Personalmente credo che sia una delle cose più difficili e semplici al tempo stesso.

Per me giusto è quel che io vorrei ricevere.

Legge facile da capire, ma difficile da applicare.

Voglio consigliarti un ricco approfondimento sulla consapevolezza.

Ti aiuterà a integrare quello che ci siamo detti sul tema della giustizia.

 

4) Imparare a essere felice

Ultimo tassello: devi imparare a costruire una vita felice.

In un approfondimento in cui spiego cos’è la felicità e come raggiungerla, ho voluto darti strumenti e consigli per farlo.

Io ti suggerisco di leggerlo.

Non solo, ho realizzato una guida pratica per mostrarti come essere felici. È possibile esserlo sempre, qualsiasi cosa accada.

 

Conclusioni

Credo di averti dato molto su cui lavorare.

Ricorda che perdonare non capita e non dipende dagli altri, ma è una tua scelta.

Si tratta di un processo in cui tu diventi una persona migliore, comunque differente.

Le guide che ti ho suggerito nell’ultima parte sono tutte risorse gratuite.

In una sola pagina era davvero troppo darti tutto.

La vita è semplice, ma anche molto complessa.

Il percorso che ti suggerisco tocca ogni ambito, ogni aspetto della tua vita.

Inizia subito, segui le strade che ti ho mostrato, perché scoprirai che sono tutte connesse tra loro.

E per aiutarti di più, voglio regalarti la registrazione integrale della mia lezione dedicata proprio al perdono.

Ti spiego come arrivarci, quali passi fare adesso, come rendere possibile un risultato difficile ma grandioso come il perdono.

Se non procedi nel modo giusto rischi di non arrivarci mai e, peggio, di stare sempre più male.

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Da oltre 7 anni mi occupo di felicità: la studio, la osservo, la vivo e la condivido. La mia missione è aiutare tutti a cambiare la propria vita ed essere felici. Su Diventarefelici.it porto la mia esperienza personale e quella delle tante persone che ho conosciuto e aiutato in questi anni per dare il mio contributo: voglio migliorare questo mondo, e più persone diventeranno felici, più ci riuscirò. Questa è la mia missione.

29 Commenti

  1. Ciao Giacomo, la mia ragazza mi ha perdonato una scappatella. Ho subito detto a lei la verità, le ho spiegato come sono andate le cose, mi ha capito e mi crede veramente e mi ha perdonato. Io sono ancora triste perchè non riesco a perdonare me stesso, sto facendo tutti i piccoli gesti che posso per darle amore, e lei lo apprezza, ma ancora non riesco a togliermi quelle immagini dalla testa. Le ho spiegato tutto, non avrei nemmeno voluto fare quel gesto, una sera mi sono ubriacato perso, senza nemmeno volerlo, giuro, non avevo mai bevuto in vita mia, e da incosciente a stomaco vuoto ho mischiato due cose e ho perso il senno, di fatto nemmeno ricordo tutto, anche se non c’è stato effettivamente qualcosa quella ragazza. Io in ogni caso non ho cercato di mettere scusanti, ho spiegato com’è andata, ho ammesso tutta la gravità della cosa. So che una cosa del genere non capiterà più in vita mia. Lei mi crede e mi ama e mi dice ancora che sono speciale, ma io mi sento spento, voglio ora perdonare me stesso, voglio stare bene con la ragazza che amo.

  2. Eccezionale! Ogni volta che mi imbatto in persone che, come te, fanno dell’aiutare il prossimo a risvegliarsi la propria missione mi si apre il cuore.

  3. Scusa Giacomo… Io ho due situazioni diverse che non riesco a perdonare a due persone :
    1)a mio babbo non perdono il suo disinteresse verso le sue figlie. Dà ben pochi soldi a mia mamma per aiutarla a pagare i nostri studi, a permetterci di vivere, eccetera… Mia mamma ha dato la sua vita a noi, ovvio non era tenuta, ma mio babbo se n’è fregato e oramai mi sono abituata alla sua assenza ma non sono in grado di perdonargli questo. Ok che da giovane si è drogato spappolandosi il cervello ma no.
    2) è capitato diverse volte che in compagnia dei miei amici alcuni mi facessero avvertire un senso di inferiorità, come che fossi stupida,meno importante degli altri. Non riesco a perdonare queste persone perché tutto questo ha determinato la mia insicurezza

    • Finché vedi dei “colpevoli”, non riuscirai a perdonare.
      Finché stai male e provi emozioni negative per le cose avvenute, non perdonerai mai.
      Al perdono ci arrivi se ti apri, se impari ad amare senza chiedere, se ti liberi dalle emozioni negative.
      E si tratta di un percorso che richiede impegno, tempo e la voglia di mettere in discussione ogni certezza.
      Considerando che quasi tutte le nostre certezze sono di solito errate 😀

  4. Ho trovato le tue parole e il tuo approccio illuminanti. Ho scoperto un tradimento di mia moglie e ho deciso di perdonarla, Come tu hai evidenziato il nostro cervello rettiliano ci mette davanti nei momenti più inaspettati le nostre paure che generano subito emozioni negative che a loro volta portano ad atteggiamenti e comportamenti devastanti se si vuole veramente perdonare.

    Avevo intuito anche prima di leggere le tue note, che l’amore deve essere incondizionato e quindi il perdono. Siccome l’amo e desidero perdonare cercherò con tutto me stesso di annullare queste paure alla fonte come piccoli principi d’incendio. Sbaglio o andando avanti diventarà più semplice?

    Grazie ancora

    Ti sono grato per queste tue note in quanto le hai fornite senza condizioni. Veramente un atto d’amore per aiutare gli altri.

    Alberto

    • Ciao Alberto,
      sono sempre contento di sentire che la strada del perdono è scelta da qualcuno con decisione.
      Più semplice? In un certo senso sì, direi che dipende da te ma tanto più apri il core, tanto più perdonare, e quindi amare, diventerà naturale e spontaneo 🙂

  5. I tuoi spunti sono sempre molto interessanti. Mi piacerebbe però sapere cosa ne pensi allora del nostro sistema giuridico. Più su ho letto che non è certo il migliore possibile (e concordo), ma quindi cosa fare socialmente con i criminali? Con gli assassini? Lo Stato non può semplicemente abbracciarli dicendo “ti perdono” 😉

    • Ciao Manuela,
      ovviamente no 🙂
      Io penso che ci siano due punti chiave: offrire un percorso di cambiamento reale (non solo pratico, soprattutto mentale, di visione del mondo e consapevolezza), e usare la detenzione come sistema di protezione per gli altri, quando una persona potrebbe fare del male nuovamente, e non come punizione per chi sbaglia. Perché senza prenderci in giro, oggi il carcere è punizione e basta.
      Detto questo sono idee, principi. A me interessa il livello individuale, perché l società è composta da individui e per cambiare lei, devi prima cambiare loro 😉

  6. Buongiorno anch’io trovo difficile perdonare il padre di mio figlio. Siamo stati insieme 4 anni, anni in cui mi ha tradita con tantissime donne, umiliata, insultata, minacciata al punto che ne avevo paura. Ma l’ho amato con tutta me stessa. Dopo la nascita di nostro figlio ho compreso che per me stessa e soprattutto per il mio piccolo dovevo finire questa relazione tossica che mi stava uccidendo per poter essere forte e lucida ed essere la roccia di mio figlio. Ora, il problema è che mi rendo conto che per poter essere la migliore versione di me stessa per mio figlio devo perdonare suo padre perché mi rendo conto che soffro ancora infinitamente per tutto ciò che mi ha fatto passare e provo risentimento. Ma ancora di più perché lui non lo vede dice di essere perfetto e che io sono la poco di buono (ha sempre avuto questo chiodo fisso, credo sia perché proiettava su di me quello che faceva lui sebbene non avesse motivi x pensarlo dato che lui è stato il mio primo e unico uomo). Il problema è che devo averci a che fare sempre perché comunque c’è per suo figlio è ancora oggi si ripetono situazioni umilianti per me o a volte continua con gli insulti. Ho cercato di perdonare ma ogni volta che ripete un gesto negativo nei miei confronti torna tutto il dolore. È un ciclo continuo. Continua a farmi del male. Come posso perdonare qualcuno che continua ogni volta a ferirmi? Per non parlare del fatto che voglio che lui e mio figlio abbiano un buon rapporto perché ci tiene molto e so che è giusto, ma ho davvero paura per la educazione che potrebbe dargli, per ciò che potrebbe dirgli o fargli vedere dato che ha amicizie davvero molto brutte e lui stesso ha uno stile di vita alquanto discutibile per dire poco. Grazie in anticipo

    • Ciao Whitney,
      il perdono è impossibile se non impari a liberarti delle emozioni negative.
      Leggi questa pagina, è il primo passo.
      Poi il rapporto tra loro. Che sia sua padre non si discute. Essendo piccolo devi anche capire se la figura del papà è positiva o, per ciò che dice e fa, per come vive, ha invece un influenza negativa su di lui. E stare attenta.
      Di certo io credo che la cosa migliore sia rendere tuo figlio, sin da piccolo, indipendente, forte, capace di scegliere.
      Insomma, il percorso che devi fare tu per liberarti dal dolore e trovare equilibrio e serenità (perdonare non significa che ignori eventuali comportamenti dannosi del papà di tuoi figlio!) è lo stesso che tuo figlio farà con te giorno per giorno e potrebbe renderlo forte, più dell’influenza negativa del papà 🙂

  7. Ciao Giacomo, senza mezze misure…complimenti!
    Liberare le emozioni negative….senza averne paura…hai qualche suggerimento? Perchè è inutile negarla o fare finta di niente…. la rabbia esiste in ognuno di noi perchè abbiamo subito violenza di ogni tipo fin da piccoli….è il primo passo verso il perdono…ma come liberarla?

    Ti ringrazio
    e un grande abbraccio
    andrea

  8. Mio marito ha distrutto un matrimonio (che consideravo positivo) con una relazione parallela. Si è chiuso nel mutismo e non c’era verso di parlarne. Esasperata, ho voluto consapevolmente separarmi e lui ha continuato con lei. Ho vissuto un primo periodo di liberazione e di emozioni positive, ma poi l’evento del tradimento, che ho giudicato negativo, si è imposto stabilmente nei miei pensieri e ha continuato a riemergere per anni ogni mattina al mio risveglio e a farmi automaticamente rimuginare. Ho cercato di perdonare per liberarmi, ma ciclicamente si ripropone l’ossessione. Come uscirne?

  9. Da un punto di vista spirituale condivido. Ma nella prassi quotidiana, ciò che è esposto nell’articolo e pressoché irrealizzabile e per certi versi nemmeno opportuno. Astenersi dalla violenza e dalla cieca vendetta è un conto. Chiedere un equo risarcimento dei danni subiti un altro. Altrimenti perché esistono il diritto e i tribunali? Che sia per cattiveria, furbizia o superficialità, alcune persone danneggiano le altre, ottenendone spesso un lucro in varie forme. Subire passivamente, seppure nell’ottica del lasciar andare, è un incentivo alla prosecuzione delle cattive condotte. Per questo gli economisti e i docenti di diritto parlano chiaramente di necessità di internalizzare attraverso pene e sanzioni gli effetti delle azioni negative a carico di chi le compie per ridurne frequenza e livello entro un range socialmente accettabile. Dal diritto romano a Kant fino a Focault, questa è la dottrina prevalente. Non si può perdonare tutto che non significa, beninteso, applicare la legge del taglione ma solo la Legge.

    • Ciao Francesco,
      equo rispetto a cosa? A chi?
      Alle leggi? perfetto, chiedi, ma perdona.
      Chi danneggia gli altri è la prima vittima di se stesso. Se guardiamo solo in modo superficiale non lo capiamo. Se andiamo oltre diventa chiaro.
      E il punto di vista spirituale, se lo sganci dalla realtà, diventa aria fritta. Retorica.
      Le punizioni non servono a molto. I dati di recidiva e i tassi di criminalità dove sono esemplari, dimostrano che è un ridicolo auto inganno.
      Sono secoli che usiamo questo modello… il dubbio che non sia il massimo sarebbe già dovuto venire 😉
      Comunque, al di l° del discorso sociale e giuridico, tutto inizia nel singolo. Il mio è un invito a vivere la propria vita in un certo modo. Che poi quel che hai eltto sia applicabile alla società tutta, lo ritengo improbabile, ma non si sa mai 😉

  10. Dopo 1 anno di relazione intensa, di ti amo e di progetti, mi lascia dall’oggi al domani. Ha avuto paura di un grosso cambiamento, che avrebbe coinvolto entrambi. Mi ha detto anche che aveva incontrato un’altra ed era interessato a lei, anche se era arrivata dopo la sua decisione e comunque non l’ha frequentata. Ad ogni modo, torna dopo 10 giorni. Dicendomi che si è reso conto di non poter stare senza di me e di amarmi. Io gli ho dato una seconda possibilità, anche se sono piena di dubbi. Riuscirò ad avere di nuovo fiducia in lui? E se lo farà di nuovo? Ho fatto bene a perdonarlo?

  11. Ho 52 anni e sono stata 11 con un uomo che amavo pazzamente.lui era il principe azzurro per me ma io per colpa della mia stupidità non gli ho mai dimostrato nulla.sono stata una persona infantile.supeficiale,egoista,lunatica e più lui mi trattava bene ed era sempre servile nei miei confronti più io lo trattavo come il mio burattino,il mio trofeo..dando per scontato che non mi lasciasse mai.sono sempre stata una persona solare generosa altruista simpatica vitale e con il cuore sempre pieno d amore…poi sono cambiata..giorno dopo giorno anno dopo anno…sino a diventare una persona orribile,triste,apatica,paranoica e sempre incazzata…stavo morendo dentro senza accorgermene.poi un bel giorno di sette mesi fa per telefono mi dice l amore è finito e io casco dalle nuvole e tutto quel malore che avevo accumulato da anni d volato via proprio in quel momento.poi ho saputo che aveva una doppia vita con un’altra donna..lei mi ha confessato..da otto anni..lei che lo amava pazzamente e sperava che prima o poi mi lasciasse per stare con lei,invece ci ha mollato entrambe per andare a convivere dopo un mese con una sua ex alla quale è morto il marito da poco e che ha ereditato un sacco di soldi.lui ora gira con bella macchina e fa bella vita.io non riesco a perdonare la persona orribile che sono stata per anni e penso sempre che se mi fossi comportata bene e gli avessi dimostrato il mio amore lui non mi avrebbe mai tradita ne lasciata..anch’io me la passo bene ma non ho mai voluto aiutarlo…non so il perché..lui per me c’era sempre..e per qualsiasi cosa.io perdono tutto quello che ha fatto,l con me si è sempre comportato bene,sono io che non mi perdonero’ mai

    • Ciao Maria,
      comunque il tuo ex mi sembra si sia comportato in modo opportunistico…
      Secondo me l’errore non è “averlo perso”, ma aver smesso di essere generosa, allegra, solare.
      Spegnerti, non per lui, ma per te stessa, è la cosa più sbagliata e da cui dovresti ripartire.
      Se non ti perdoni e torni a vivere in modo positivo, l’unica a rimetterci sarai tu.
      Leggi questa pagina 😉

  12. Ciao Giacomo.. Non riesco a perdonare mio fratello che vive a milano ma due-tre volte l’anno torna nella mia città. Non ti sto qui a spiegare i motivi per cui abbiamo litigato, ma sono abbastanza plausibili.
    Lui cerca un rapporto con me, anche a distanza, ma io non ne voglio sapere.. Ma non è la vendetta che mi porta ad allontanarmi, ma proprio un senso di repulsione nei suoi confronti. Vorrei riuscire a perdonarlo e quando penso di farlo poi torna in mente come sarà quando lui ritornerà a casa e cioè un terremoto che vuole imporre la sua volontà su tutti. Porta energia negativa in famiglia e io non riesco soprattutto in questo periodo a circondarmi di persone come lui. Ma se lo non cerco di risolvere la cosa i miei stanno male…. La vedo piu complessa di quello che hai spiegato… Avresti qualche consiglio?😔

    • Devi eliminare la tua repulsione.
      Se lui torna sarà dispotico. Bene.
      Il primo passo è che il suo comportamento non abbia più il potere di farti stare male.
      Se non ti lasci condizionare, avrai la possibilità di porre limiti e paletti. Che lui voglia imporre la sua volontà è un suo diritto (ognuno fa quel che ritiene meglio), che tu non faccia come dice lui ma come ritieni gusto, è un tuo diritto. E puoi farlo con serenità se elimini le emozioni negative.
      Finché provi malessere per via di ciò che fa o potrebbe fare, stai dando a lui il potere di condizionare la tua vita.
      Non aspettare che cambi lui, tocca a te farlo. Parti da qui 😉

  13. Puoi perdonare la persona che ti ferisce se ti allontani e smetti di frequentarla. Se vivi o lavori quotidianamente con persone ingiuste con te, ti esaurirai cercando di perdonarle ogni giorno e non avrai più risorse interiori e mentali per fidarti degli altri e riuscire ad amare ancora. Per me chi resta non ce la fa a sopravvivere e a ritrovare la felicità!

  14. Buongiorno, mi sto rovinando da sola con la mia mente.
    Trovo comodo rinfacciare per poi litigare ogni volta.
    Mio marito mi ha tradito 4 anni fa, ma i motivi per i litigi non me li invento…
    Mah vita dura..

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