Perdono: come e perché ti renderà felice e invincibile

Tutti noi vogliamo essere felici e in questi anni ho imparato che il perdono è il segreto di questa felicità che tutti cerchiamo.

L’ho visto nella mia vita e in quella di molte persone. Niente ideologie, ecco cosa ti offro:

  1. Ti svelo il falso perdono che ti fa soffrire.
  2. Ti dico qual è il vero perdono che elimina la sofferenza.
  3. Ti mostro perché è difficile perdonare.
  4. Perché è meglio se impari a perdonare.
  5. Ti spiego come riuscire a perdonare.

Segui l’ordine che ho stabilito e considera che il perdono è una meta a cui arrivare facendo un percorso personale.

Impegnativo e difficile, molto spesso. Fortunatamente possibile, sempre, per tutti.

Prima di iniziare ti propongo di fare il mio test per misurare le tua capacità di amare.

Non è un test psicologico e le tue risposte ti faranno capire come vivi l’amore. Migliore è il risultato del test, più facile sarà per te perdonare.

 

Cos’è il perdono e le sue forme

Perdono

Partiamo dal definire subito di cosa stiamo parlando.

Il perdono è la cessazione del risentimento che proviamo nei confronti di una persona.

In pratica si tratta di rinunciare alle punizioni o alle vendette nei riguardi di chi ha sbagliato con noi.

Questa definizione, per cui ringrazio wikipedia, mi sembra il miglior punto di partenza.

Perdonare, quindi, significa rimettere in equilibrio la nostra relazione con una persona.

Il perdono, infatti, è necessario perché ci consideriamo in credito verso qualcuno.

Pensiamo di dover ricevere un risarcimento per il danno, in senso lato, che abbiamo subito.

Proprio per questa ragione, possiamo avere due diverse forme di perdono.

 

Perdono condizionato

In questo caso il perdono lo concedi solo dopo aver ricevuto questo risarcimento.

In sostanza stabilisci alcune condizioni a cui deve attenersi chi vuole il tuo perdono.

Per esempio:

  • Perdoni un amico che ha sbagliato se ti fa un certo favore.
  • Perdoni chi ha causato un danno solo dopo che ha pagato un risarcimento.
  • Perdoni qualcuno dopo che ha subito una punizione esemplare per quello che ha fatto.

Questi sono solo tre esempi.

Il perdono condizionato lo dai solo a chi rimedia, in qualche modo, all’errore commesso.

Oppure a chi ti risarcisce per il danno che hai subito a causa sua, o ancora a chi prova sulla sua pelle le tue stesse difficoltà.

Il perdono condizionato presuppone quindi che ci siano tre elementi:

  1. Chi ha sbagliato deve volere il tuo perdono.
  2. Chi ha sbagliato deve fare quello che tu chiedi.
  3. Chi ha sbagliato deve essersi pentito per l’errore commesso (almeno in apparenza!).
  4. Tu, una volta ottenuto quello che desideri, concedi il perdono.

La struttura di questo perdono a me ricorda molto il concetto di amore condizionato, dove ti amo solo se tu fai determinate cose o ti comporti in un certo modo.

Ho scritto un ricco approfondimento sull’amore incondizionato, cercando di capire la natura dell’amore. Ti consiglio di leggerlo.

Se il perdono è condizionato a quello che farà chi ha sbagliato nei tuoi confronti, devi tenere conto di alcuni aspetti fondamentali:

  1. È un baratto, uno scambio: perdoni solo se l’altro fa come dici tu.
  2. Non è un gesto generoso o d’amore. Perdoni solo se ottieni quel che vuoi, quindi, solo se ti conviene e ci guadagnai qualcosa.
  3. Cosa succede se l’altra persona non vuole il tuo perdono, non è pentita o non vuole risarcirti?

Chi sbaglia con te, spesso, non si renderà conto di aver commesso un errore o averti fatto del male.

Nel primo capitolo di Come trattare gli altri e farseli amici, Dale Carnegie racconta di interviste fatte a pericolosi criminali americani.

Parliamo di assassini o rapinatori capaci di uccidere un uomo su due piedi.

Eppure molti di loro, la maggioranza, si definivano “brave persone”.

In pratica sembra che ognuno di noi tenda a non rendersi conto dei propri errori o della sofferenza che comportano.

Chi ha sbagliato nei tuoi confronti, spesso, non pensa di aver fatto nulla di sbagliato.

Come potrebbe mai essere pentito o cercare di scusarsi, per una cosa che non sa di aver fatto?

Tu dai per scontato che chi ti tratta male se ne renda conto, ma sai bene che spesso non è così.

Quanto volte hai ferito gli altri senza capirlo subito?

Quante volte te lo hanno dovuto far notare?

Il problema principale, del perdono condizionato, è che non dipende da te.

Sei nelle mani dell’altra persona.

Il perdono ti libera dalle emozioni negative legate a quello che è successo.

Lasciando andare rancore o rabbia, elimini queste emozioni e tutto il malessere che comportano.

A te serve per tornare a stare bene.

Fino a che tieni dentro rabbia o rancore pensi di poter stare bene?

Credi di poter essere felice se il solo pensiero di quel che è successo ti provoca emozioni negative?

O se non puoi uscire da casa e vedere questa persona, o qualcosa che ti ricordi l’accaduto, senza starci male?

Io dico di no.

Ma se il perdono ti libera da tutto questo, e dipende dall’altro, cosa succede se non vuole farsi perdonare e non è pentito?

Niente perdono, niente liberazione, niente felicità.

Per chi ti ha trattato male?

No, per te.

Se ci pensi, l’unica persona che subisce un danno sei tu.

Tu non perdoni perché l’altro non vuole scusarsi e continui, sempre tu, a starci male.

Magari chi ti ha ferito non se ne è neppure accorto, magari non gli importa nulla di te.

Continua la sua vita mentre tu stai male e non sei felice.

Chi vince? Chi perde?

Il perdono condizionato è un’arma a doppio taglio.

  • Ti fa sentire migliore o più forte dell’altro: tu comandi la situazione in apparenza.
  • Ti rende però vulnerabile perché dipendi dalle scelte che farà l’altro.
  • Ti porta ad agire con durezza verso chi ha sbagliato, perché deve pagare e deve fare come dici tu.
  • È esattamente quello che tu vorresti evitare.

Dici di no? A te va bene questo tipo di perdono?

Riflettici un attimo.

Qual è l’emozione che provi quando qualcuno ti fa notare che lo hai ferito?

Sì, senso di colpa.

Il perdono condizionato vive sul senso di colpa. Se non stai male per quello che hai fatto, non accetterai di risarcirmi il danno.

Devi sentire questo senso di colpa, stare male per quello che mi hai fatto.

Solo così sarai disposto, o disposta, a fare come dico io, a risarcirmi e quindi a ottenere il mio perdono.

A te piace sentirti in colpa? Ti fa stare bene?

Non penso proprio.

Perché devi far subire agli altri una cosa che non ti piace?

Si chiamava legge del taglione.

Così ti faccio quel che mi hai fatto, anche se fa male a me e a te.

Un danno lo ricevi, uno lo dai. Risultato? Due danni invece di uno.

Ha senso? Migliora le cose?

Io penso che ci siano ottime ragioni per lasciar perdere il perdono condizionato.

  1. Ti porterà a fare agli altri qualcosa che a te non piace ricevere.
  2. Punisci chi ha sbagliato, senza che questo serva a nessuno, è solo un modo per sfogare le tue emozioni di rabbia.
  3. Quasi sempre non starai meglio. Anche se l’altro fa come dici, le emozioni negative resteranno ugualmente.
  4. Nel tempo tendi a rinfacciare cose accadute ed errori anche perdonati da te.
  5. Moltiplica le emozioni negative: tu stai male? Imponi di stare male anche agli altri. Che senso ha?

Ti propongo una strada migliore, quella che ha eliminato le emozioni negative dalla mia vita.

 

Perdono incondizionato

Perdono incondizionato

Perdoni chi ti ha fatto del male, punto.

Fine della storia.

Non chiedi nulla in cambio. L’altro non deve chiederti scusa, non deve essere pentito.

Non vuoi nulla, risarcimenti, punizione, niente.

Concedi il tuo perdono, elimini le emozioni negative, perché scegli di farlo.

In questo caso la tua vita è completamente nelle tue mani.

L’emozione negativa legata al danno subito non dipende dalle scelte dell’altro.

Tu scegli di perdonare senza chiedere niente e questo ti libera dalla sofferenza e ti porta alla felicità.

Tutto dipende da te. Nessuno ha potere su questa decisione. Sei libero, o libera.

Inoltre nessuno deve pagare nulla, non ci sono emozioni negative o sensi di colpa per gli altri.

Anzi, quando perdoni senza chiedere nulla, la risposta più probabile è la gratitudine.

È un’emozione positiva.

Se perdoni solo a condizione che gli altri facciano come vuoi tu, generi emozioni negative anche in loro e non cancelli mai del tutto le tue.

Se invece il tuo è un perdono incondizionato, tu elimini ogni emozione negativa dalla tua vita e ne porti di positive, come la gratitudine appunto, negli altri.

Vedi che è molto meglio? Vincono tutti, non perde nessuno.

Il problema, però, è che questo perdono è difficilissimo.

  • Non lo vedi attorno a te: tutti pretendono risarcimenti per ogni cosa.
  • Tutti diranno che è sbagliato: chi ha commesso un errore deve pagare, e anche salato!
  • Tu hai paura che sia un modo per farti del male e renderti debole e vulnerabile.

Insomma, tutto è contro il perdono incondizionato.

Ma facciamo un passo indietro.

Tu non vuoi essere felice?

E se ti dicessi che senza perdonare senza condizioni non lo sarai mai?

Anche la psicologia è ormai consapevole dell’importanza del perdono, con o senza la complicità di chi ha sbagliato.

Ad esempio è Martin Seligman, nel suo libro La costruzione della felicità, a spiegare che il perdono è un passaggio indispensabile per liberarci dalle sofferenze del passato.

Anche lui sostiene che è decisivo concedere il perdono, non serve pretendere qualcosa in cambio.

Il problema è che è difficile.

Vediamo prima di tutto perché è così complicato perdonare, cosa ti impedisce di farlo e infine ti spiego come riuscirci.

Non è una cosa meccanica che accade in dieci minuti.

Io dico che non esiste una regola. È un processo interiore e può avvenire in qualche giorno o in mesi o addirittura anni.

Ma se vuoi essere felice è il percorso più importante che devi seguire.

 

Perché è difficile perdonare

Il perdono

1. Il motivo principale sono le tue emozioni negative.

Quando qualcuno ti fa del male, le provi immediatamente, e sono una difesa dalla sofferenza.

Le emozioni negative ti devono proteggere dai pericoli e dalle minacce.

Tuttavia ricorda questo: non puoi provare contemporaneamente due emozioni opposte.

Non puoi provare rabbia mentre senti amore. È impossibile.

Puoi provare rabbia e dieci secondi dopo amore. E dopo tre secondi nuovamente rabbia.

Ma non provi mai queste emozioni opposte nello stesso momento.

Il perdono è una scelta legata a emozioni positive e non perdoni mentre senti rabbia, rancore o sofferenza.

Devi prima liberarti di queste emozioni negative.

Non solo, così come ti impediscono di perdonare, ti impediscono anche di essere felice.

La felicità, come l’amore, è un’emozione positiva, incompatibile con rabbia, sofferenza o tristezza.

Il primo motivo per cui è difficile perdonare è l’emozione negativa che provi per quello che è successo.

 

2. La paura di soffrire

La seconda ragione per cui è difficile perdonare è la paura di soffrire.

Siamo convinti che se perdoniamo chi ci ha fatto del male, lo rifarà.

Subiremo ancora le stesse delusioni se perdoniamo chi ci ha deluso.

Parliamo sempre di emozioni negative.

Come detto se le provi, non riesci a perdonare.

Ma anche se hai paura di provarle, non perdonerai.

Il motivo è semplice: hai paura che perdonando gli altri si comporteranno ancora male e ti faranno vivere nuove emozioni negative.

Come vedi le emozioni negative sono strettamente connesse al perdono.

Nell’ultima parte di questo approfondimento ti spiego in modo chiaro come gestire questo elemento.

Infatti, puoi perdonare senza rischiare di soffrire nuovamente in futuro. Tra poco ti spiego come.

 

3. Senso di ingiustizia

Non riesco a perdonare

Ci sentiamo vittime di un’ingiustizia.

Spesso non riusciamo a perdonare perché troviamo sbagliato che chi ci ha fatto del male non sia punito.

Il confine tra vendetta e giustizia non è mia così netto come vogliamo credere.

C’è una differenza enorme e di solito è la vendetta ciò che cerchiamo.

Ovviamente è un processo.

 

4. Non sei davvero felice

Non puoi provare emozioni negative e positive nello stesso momento.

Se provi rabbia, questo ti impedisce di essere felice.

Se sei felice, difficilmente provi rabbia.

A rendere così complicato il nostro perdono è l’infelicità, l’insoddisfazione di fondo nella nostra vita.

Non stiamo bene, non ci sentiamo davvero realizzati, non siamo felici.

Tante persone mi scrivono che la vita fa schifo. Questo rende impossibile il perdono.

Quando subiamo un torto, proviamo emozioni negative e queste rendono tutto ancora più doloroso e difficile da sopportare.

Gli altri sono colpevoli di averci rovinato la vita, o di rendercela peggiore.

Poiché non stiamo bene, siamo vulnerabili alle emozioni negative e agli errori degli altri.

Più non stai bene più è difficile perdonare chi sbaglia.

Una persona felice è molto meno disposta a portare rancore, riesce a perdonare con più facilità perché la felicità è un risultato.

Essere felici significa aver fatto un percorso e compreso cose che cambiano il tuo modo di vedere il mondo e gli altri.

Non sei semplicemente felice, sei una persona diversa.

Più sei felice più è facile perdonare.

E più perdoni, più sarai felice.

Emozioni negative, senso di ingiustizia e infelicità sono le ragioni principali per cui è difficile perdonare.

 

5. Cambiamo prospettiva

Ti faccio osservare tutto da un punto di vista differente.

Perdonare senza condizioni significa amare.

Le emozioni negative, così come il senso di ingiustizia sono opposte all’amore e ti impediscono di amare. Quindi anche di perdonare.

Non solo, quando siamo infelici, pensiamo solo a noi stessi e ai nostri problemi.

Non amiamo, ma agiamo con egoismo e interesse personale.

Più sei infelice, meno riesci ad amare.

Amare concretamente, intendo azioni, gesti. È fondamentale anche capire cosa significa amare.

In sostanza tanto più ami concretamente, tanto più l’amore è un modo di vivere, tanto più è facile perdonare.

Prima di spiegarti come riuscire a farlo, ti voglio consigliare una guida pratica che ho realizzato per condividere la mia esperienza per imparare ad amare.

Non ti insegno come si ama, ma ti mostro cosa ho capito e fatto personalmente per trasformare la mia vita.

 

Perdonare: i vantaggi del perdono

Perdonare

Sin dall’inizio ti ho spiegato che perdonare ti libera dalle emozioni negative e ti permette di essere felice.

Questa è un’ottima motivazione per scegliere questa strada.

Allora perché non ci riesci?

Facciamo un esperimento.

 

Scrivi su un foglio i tuoi problemi principali. Oppure tienili a mente, ma focalizzali con chiarezza.

Lavoro, relazioni, salute, denaro, qualsiasi problema ti faccia vivere male.

Ora pensa invece alle persone per cui provi risentimento o rabbia.

Pensa ai loro nomi e focalizzali.

Adesso io ti do una serie di biglie d’oro. Una per ogni problema che hai. Focalizzale nella tua mente, immaginale.

Se tu vai a portare una biglia a una di quelle persone che ti hanno fatto del male, le abbracci dicendole che le perdoni, un tuo problema si risolverà entro 24 ore.

Se ripeti questo esercizio per tutte le biglie, coinvolgendo tutte le persone, non avrai più problemi e sarai felice.

Sinceramente, non lo faresti?

Se avessi la certezza che funziona, non risolveresti i tuoi problemi?

Se perdonare chi ti ha fatto del male risolvesse materialmente ogni problema, perdoneresti?

O preferiresti tenerti problemi e sofferenza?

 

Ecco perché è difficile perdonare: non ci credi.

Pensi invece che il perdono peggiori le cose, ti renda vulnerabile e ti faccia soffrire.

Non credi che serva, che sia positivo per te, utile. Ne hai paura.

Ecco cosa ci guadagni:

  • Se sbagli vorresti il perdono, se perdoni fai la scelta migliore, quella che tu vorresti ricevere.
  • È la cosa giusta in qualsiasi situazione: se perdoni sai di non sbagliare mai.
  • Ti liberi da ogni sofferenza e da tutte le emozioni negative. Proprio quelle che pensi aggravate dal perdono.
  • Migliora la tua vita, perché lasci andare la sofferenza, e quella degli altri, perché porti amore.
  • Crea gratitudine ed è un esempio positivo che può cambiare la vita degli altri.
  • Ti protegge dalla sofferenza. Il perdono incondizionato ti rende immune dalle emozioni negative.
  • Ti rende forte e capace di essere felice.

Ma devi crederci.

Io ci credo perché l’ho provato sulla mia pelle.

 

Come perdonare: imparare ad amare

Imparare ad amare

Come detto prima, imparare a perdonare significa imparare ad amare.

Leggi la guida che ti ho suggerito, è davvero preziosa.

Adesso vediamo cosa fare per arrivare a realizzare tutto questo.

 

1) Imparare a gestire le emozioni negative

Io la chiamo indipendenza emotiva.

Il concetto è questo: le tue emozioni dipendono da te.

Non riesci a perdonare perché provi emozioni negative.

In realtà le crei tu e tu puoi smettere di crearle in questo stesso istante.

Non è facile, ma puoi.

Non riesci a perdonare perché temi di soffrire nuovamente.

In realtà la sofferenza la crei tu e dipende da te se soffrirai.

Ti sto dicendo che le due ragioni principali per cui non perdoni le controlli tu.

Sono nelle tue mani e nessuno ha il potere di condizionare le tue emozioni.

Sono tue, dipendono da te e non conta cosa sia successo.

Il tema è complesso. Molto.

A questo punto è fondamentale chiarire le cose e approfondirle.

Puoi perdonare solo se impari a liberarti delle emozioni negative che ti bloccano.

 

2) Vincere la paura

Se hai paura non riesci a perdonare.

Primo ti ho spiegato che la paura di soffrire, di subire nuovamente, è uno dei fattori che rendono difficile il perdono.

Oltre a gestire le emozioni negative, devi imparare come vincere la paura in modo definitivo.

Anche in questo caso ti suggerisco una guida e troverai un seminario.

Si tratta di circa 4 ore di formazione in cui ti spiego come eliminare qualsiasi tipo di paura.

Ricorda che la paura rende impossibile una scelta come quella del perdono.

 

3) Comprendere cosa è giusto

Perdono significato

Personalmente credo che sia una delle cose più difficili e semplici al tempo stesso.

Per me giusto è quel che io vorrei ricevere.

Legge facile da capire, ma difficile da applicare.

Voglio consigliarti un ricco approfondimento sulla consapevolezza.

Ti aiuterà a integrare quello che ci siamo detti sul tema della giustizia.

 

4) Imparare a essere felice

Ultimo tassello: devi imparare a costruire una vita felice.

In un approfondimento in cui spiego cos’è la felicità e come raggiungerla, ho voluto darti strumenti e consigli per farlo.

Io ti suggerisco di leggerlo.

Non solo, ho realizzato una guida pratica per mostrarti come essere felici. È possibile esserlo sempre, qualsiasi cosa accada.

 

Conclusioni

Credo di averti dato molto su cui lavorare.

Ricorda che perdonare non capita e non dipende dagli altri, ma è una tua scelta.

Si tratta di un processo in cui tu diventi una persona migliore, comunque differente.

Le guide che ti ho suggerito nell’ultima parte sono tutte risorse gratuite.

In una sola pagina era davvero troppo darti tutto.

La vita è semplice, ma anche molto complessa.

Il percorso che ti suggerisco tocca ogni ambito, ogni aspetto della tua vita.

Inizia subito, segui le strade che ti ho mostrato, perché scoprirai che sono tutte connesse tra loro.


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Informazioni sull'autore

Giacomo Papasidero

Mental Coach dal 2010, mi occupo di felicità ed emozioni da oltre 10 anni. Il mio obiettivo è insegnare che ognuno di noi può diventare più forte di qualsiasi problema. Questo per me significa diventare felici. Anche se ho tenuto un seminario all'Università di Parma e sono stato ospite a SKyTg24, la cosa di cui vado più fiero è la Scuola di Indipendenza Emotiva che ho avviato nel 2018, perché è un percorso chiaro, graduale e concreto che sta rivoluzionando la vita di tante persone.

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Un animo sereno pieno d’amore e felicità non ha più posto per dei rancori, della rabbia, della delusione e tante pretese.

Quando si fa posto all’amore la cosa più meravigliosa, e che ti dimentichi anche cosa sia il perdono perchè pensi semplicemente: “va bene così”. E in quel va bene così non c’è una persona ingenua, troppo buona e schiocca. Ma c’è una persona saggia, che ha capito, che c’è una vita, che per essere vissuta veramente, non c’è tempo per perdersi in qualcosa di spiacevole e a pensare se perdonare o meno.

Ma se vuoi goderti la vita semplicemente ami, è nel tuo amore non ti fermi a pensare a chi ti ha fatto del male, ecco questo sarebbe da schiocchi, lasciare entrare dentro di se, in realtà non la propria rabbia, non il proprio rancore, non le proprie delusioni, ma quelle degli altri che le manifestano proprio attraverso il loro atteggiamento, e il perdono in realtà è uno scudo che ti protegge proprio da questi attacchi.

Posso essere prudente ma amo…
Per la mia sicurezza prendo le giuste distanze ma amo…
Non siamo più una coppia ma amo…
Non mi chiami ma amo…
Mi dici brutte parole ma amo…
Mi tradisci ma amo…
Mi hai usato ma amo…

Ogni volta che si sceglie di amare in realtà già si sta perdonando. Ogni volta che ami, tutte le insicurezze, la poca fiducia di se stessi, le delusioni, la fragilità, il senso di vuoto, tutta la tristezza, tutte le paure di una persona che si sono trasformate in cattiveria e le sta rovesciando su di te, sono appena state bloccate, e non possono passare, ma se non ami gli fai spazio e permetti a quella persona di infettarti con il suo stesso veleno. Che senso ha? C’è già tanto di quel veleno in giro, non sarebbe ora di iniziare ad usare l’antidoto?

Questa newsletter penso sia fondamentale per aiutare le persone a capire non solo l’importanza del perdono ma cosa in effetti vuol dire sapere amare e scegliere di non farlo. Se non c’è perdono, non c’è neanche amore. Grazie Giacomo 🙂

Key
Classe settembre 2019
Key

Un dubbio che mi viene in mente è che perdonare incondizionatamente in alcuni casi non sia utile all’altro perché rischia di fargli credere di non avere commesso errori. Se il male che ci viene fatto è frutto di inconsapevolezza come possiamo aiutare anche l’altro ad essere più consapevole? Mi viene in mente la necessità di porre dei limiti e contemporaneamente la mia personale difficoltà a distinguere il limite dalla “vendetta”…

Alberto
Ospite
Alberto

Grazie

IVANA
Classe agosto 2019
IVANA

Non ho mai avuto difficoltà a perdonare ma lo scorso anno un caro amico mi ha fatto un torto per me molto grave. Gli ho detto che mi aveva fatto molto soffrire ma non si è mai scusato Dopo un anno l’ho perdonato senza condizioni perché stavo male io. Sono stata subito in pace con me stessa ed il mio amico molto felice. Il rapporto è un po’ cambiato e adesso sono un po’ sulla difensiva perché son sicura che nella stessa situazione si comporti nello stesso modo, ma cerco di non mettermi in quella situazione. Sperimentato tutto vero quello che dice Giacomo . Grazie

Barbara
Classe agosto 2019
Barbara

Ciao, prima di essermi iscritta ai tuoi corsi ero rigida ed intollerante: non perdonavo punto; ora che invece riesco a perdonare tutti, mi sento dire che non sono normale, che è impossibile, ma di questo sinceramente non mi importa. Quello che invece non riesco a fare è perdonare me stessa, non ho fatto nulla di estremamente grave, ma non mi perdono per aver fatto soffrire con i miei comportamenti ( ritenuti in quel periodo giustificabili dalle situazioni che si erano create) persone a me care; e pur avendo chiesto ed ottenuto perdono( in realtà un falso perdono perché spesso mi viene ricordato e rinfacciato il mio comportamento) quando sono insieme a queste persone mi sento cattiva .

PATRIZIA
Ospite
PATRIZIA

Non è facile perdonare, ma se non si vuole vivere con rancore e dispersione di energia si arriva a perdonare. Alcuni lo prendono come una debolezza, penso sia un punto di forza e ci si libera da pensieri meschini. Certamente che sovviene una certa freddezza nei confronti di chi ci ha fatto male.

Marzia rinaldi
Ospite
Marzia rinaldi

Ciao Giacomo, ho letto questo articolo Con attenzione. È vero che non si perdona per via della rabbia e della paura. Ma se il male che ci ha ferito è tanto, è troppo non è semplice riuscire. Se lo stesso sangue di famiglia, viene ad accusarti dopo 43anni,io allora bambina di 7 anni, che l’abuso sessuale che ho subito è colpa mia e che mi sta bene, credo che non esiste perdono per queste persone. Se l’uomo che ho sposato ha avuto oltre mille rapporti con prostitute, trasmettendomi anche le malattie, credo che il perndono sia ancora più complicato. Crrto lo so che non ho colpe. Lo so che non ho puntato pistola al compagno per fare ciò, e so che nessuno a costretto il il maiead abusare di una bambina. Ma che mio fratello mi dica è colpa mia non lo accetto. Certo lo allontano non ne voglio più sapere, ma le parole dette sono come coltellate di una ferita che ancora fa male e che mi ha condizionato molto la mia vita. Dici che per amare non bisogna pretendere. Ma come si fa a non pretendere che il compagno, dopo aver fatto tutto ciò, non inizi a dimostrare quello di cui avrei bisogno? Guarda che io posso comprendere il suo fare leggero andando a pagare il corpo di certe donne. Il primo a non rispettarli è stato lui certo. Ma ora penso che se si vuole ricostruire una coppia certi comportamenti di rispetto e attenzione nei miei confronti debbano cambiare, e ti sembrerà strano. Io lo amo e so che lui mi ama. Ma voglio e preteno di essere amata come dico io. Non dico che il perdono non arriverà, sono riuscita a comprendere che chi ha abusato di me ha dei problemi. E questo mi ha dato la forza nel tempo per andare avanti. Ma la cosa che non si tollera è la cattiveria gratuita. Non si dice MAI a nessuna vittima di stupro che gli sta bene. Questa persona non può essere perdonata. Ti domandi cosa possa aver scatenato questa frase? Bene come in molte famiglie accade dispartizione di soldi in eridita di famiglia. Io non volevo svendere la casa di mamma. Si poteva attendere altro acquirente. Il marito che, si certo ha chiuso scusa per tutto ciò. Ma per avere il perdono deve capire comprendere elaborare ciò che lo ha spinto a fare questa seconda vita. E scusa se ora io pretendo che tutto ciò avvenga, e che quello che avevo prima ora non lo voglio più. Ora voglio essere amata incondizionatamente, ora ci devo essere prima di tutto e tutti IO. Visto che le sue dichiarazioni sono che senza di me non può stare e mi ama. Quindi c’è alcune cose che ragionando e tempo ci si può arrivare al perdono interiore, alcune no. Non è proprio possibile.

Marina
Ospite
Marina

Ciao Giacomo,alla ricerca on line di qualche articolo che mi aiutasse a capire come superare la mia situazione mi sono imbattuta nei tuoi articoli e mi sono piaciuti un sacco però le domande sono doverose e ho bisogno di un consiglio.Da 6 mesi il mio compagno dal quale ho avuto due figli e per il quale ho sempre provato un amore enorme mai provato prima x nessuno…(Per lui era lo stesso, più giovane di me è stato x lui un colpo di fulmine da subito mi ha chiesto di volere un figlio da me perché era amore x tutta la vita)…be’ è arrivato a dirmi cose orrende accusandomi di tutti i mali della nostra coppia(lui che nn voleva sposarmi) cose che mi hanno ferito a morte(tipo: sei stata solo una brava donna perché lavi stiri ti occupi dei bambini ma fai un lavoro di m.. e nn voglio aggiungere altro)e poi ha concluso con un “nn ti amo più”.Dopo la rabbia e lo smarrimento iniziale alcuni giorni dopo ho cercato di riprendere il rapporto chiedendogli di parlarne di sfogare la rabbia che negli ultimi mesi ci siamo portati dentro ma che era stupido e ingiusto buttare tutto così.Il nostro per me era amore seppur con difficoltà(lui esce di casa alle 7 del mattino e rientra alle 20.30 tutti i giorni x il lavoro e il sabato sempre impegnato col lavoro e io impegnata tra i miei turni e la vita dei figli perché lui nn era mai disponibile).Gli ho chiesto di farci aiutare o di chiudersi in una stanza urlandoci in faccia la rabbia e gli errori per poi cercare di rimediare invece lui mi ha risposto “quando prendo una decisione è quella e nn torno indietro” chiudendo così ogni forma di dialogo.Nei giorni seguenti ho scoperto che lui mi aveva tradita con un’altra che a detta sua gli aveva aperto gli occhi sui miei difetti che x lui erano insopportabili che però nn voleva dirmelo perché lei lo aveva lasciato e aveva ripreso la sua vita e che adesso lui aveva bisogno di tempo per riflettere e stare da solo.Insomma dopo sei mesi in cui gli ho dato il tempo x cercarsi un altra casa in cui vivevo in una specie di bolla piangendo e odiando accuasandolo accusandomi dicendomi che forse aveva ragione era tutta colpa mia perché ero diventata assente ma perché vivevo x l’80% come madre lavoratrice e casalinga mentre il 20% ero compagna ma lui nn c’era lo giustificavo per via del suo lavoro ma stavo scoppiando pure io ma nn lo avrei mai tradito perché avevo amore e rabbia.Insomma scopro che lui l’altra nn solo nn era stato lui a lasciarla per cercare di recuperare il rapporto ma che continuava a sentirla perché ne sentiva il bisogno.Altra pugnalata al cuore e la disperazione diventava sempre più grande,l’odio sempre più potente,una bestia nera ed enorme che mi cresceva dentro.Quando finalmente ha lasciato casa abbiamo deciso x una separazione consensuale dove lui si impegnava a darmi una mano coi figli e i miei turni.Sono finita in una centrifuga dove x ogni nulla piangevo,piango,il cuore mi fa un male cane dove faccio fatica a respirare sono depressa e i figli ne risentono perché sono nervosa e arrabbiata col padre.Da poco ho scoperto che lui è andato a riprendersi l’altra e vivere la vita con lei…altra pugnalata e altro dolore. Lui ha scelto lei,lui ha voluto riprendere lei e nn me la ns famiglia il ns rapporto e io mi sento male. Lui mi dice che nn devo rompere per quanto riguarda la collaborazione x i ifgli perché lui adesso deve vivere la sua vita ovviamente sottointendendo con l’altra.È dura durissima dolorosissima ma adesso sono stufa voglio cambiare e voltare pagina lei nn è migliore di me come mi ha detto lui per cui voglio riprendere in mano la vecchia me e quindi vengo al punto della mia mail:il perdono per essere libera da questo male…cosa mi consigli?da dove cominciare?
Grazie e scusa lo sfogo.

Mary
Ospite
Mary

Salve ho bisogno di parlare con qualcuno….sto soffrendo tanto…siamo una coppia che si è sposata da 2 anni e abbiamo un bambino di 2 anni concepito con amore tanto amore…abbiamo un attività e stiamo perennemente li dentro…qualche giorno fa ho scoperto che mio marito mi ha tradita con una poco di buono che frequenta il nostro bar ed è presente sempre nelle ore in cui non ci sono io fa parte del gruppo di amici di mio marito in cui se la sono giocata tutti solo lui mancava ed è riuscito….sto male non so come affrontare questa situazione chiudo gli occhi e cerco di immaginare come è accaduto tutto….la mia rabbia è xké l abbia potuto fare non li faccio mancare nulla da qua do ha incontrato me l ho reso felice gli ho dato un lavoro gli ho dato una famiglia tutto ciò che vuole l ho accontento e xké allora questo?? Lui mi dice che l ha fatto così senza pensarci ma non ha pensato che ora ha messo in gioco tutto e la rabbia mia che ha organizzato lui tutto da un bel po’ di tempo e il suo piano ha funzionato…lui dice che mi ama che non mi lascerà mai che ammette di aver sbagliato e che non lo rifarà mai più ma come faccio a dimenticare e andare avanti ?? Sto male

stefi
Studente
stefi

Mio padre è una persona molto molto problematica. Mi ha fatto soffrire quasi tutta la mia vita. Ho spesso pensato che mi odiasse. Ha molto spesso cercato di distruggermi con tanta aggressività e violenza in modi diversi. Ho sempre cercato di giustificarlo ma mi sono sempre sentita non amata e non amabile e spesso odiata. Ho sempre sperato che un giorno mi amasse un po’ ma col passare degli anni i suoi comportamenti sono peggiorati. Quando mi ha creato gravi problemi economici dai quali ho messo anni per riprendermi non me la sono più sentita di avere ancora anche quei pochi contatti che c’erano tra noi. Ho chiuso ogni rapporto. Lui è vecchio e malato. Non mi ha mai cercata in questi anni. Non ce la faccio a perdonarlo. Sono perfettamente d’accordo che se riuscissi a perdonarlo vivrei più serena e libera, ma non ci riesco. Il fatto che non mi ha permesso di avere un padre che mi è mancato tanto, specialmente perché mia madre è morta tanto tempo fa, mi fa ancora tanto dolore come fossi ancora una bimba. Mi ha rubato tanto e il dolore è ancora così forte. Vorrei perdonarlo così potrei liberarmi un po’ di lui nella mia testa.

Serena Sironi
Mental Coach

Ciao Stefi, io ho vissuto qualcosa di qualitativamente simile con mia mamma.
Concordo con Giacomo sul fatto che seguire la scuola ti farebbe fare passi determinanti nella direzione del perdono.
Essendoci passata in prima persona ti anticipo questi concetti che però vanno costruiti con ordine e in profondità: devi passare prima dalla COMPRENSIONE e poi all’AZIONE (trovando l’OPPORTUNITA’ in tutto questo e liberandoti in tal modo del dolore). Solo dopo questi passaggi fondamentali potrai perdonare a livello veramente profondo.
Perdonare NON E’ metterci una pietra sopra, ma qualcosa di ben più complesso e profondo che non solo ti mette in pace, ma ti trasforma in una persona decisamente migliore 😉