Quando vuoi bene a una persona

Quando si vuole bene a una persona, entrano in gioco tanti fattori emotivi.

A volte ci si trova in contrasto tra ciò che si sente e ciò che si vorrebbe dire o fare.

Spesso si usa dire che c’è un forte contrasto tra mente e cuore, tra ragione e sentimento.

Io credo fermamente che a questo mondo, c’è solo bisogno di tanta chiarezza, bisogno di fare spazio al concreto, all’essenziale, per fare esperienza di uno dei sentimenti più belli da vivere: il bene per se stessi e per gli altri.

Imparare ad amarsi è anche questo.

Fare chiarezza dentro di sé per portarla fuori ed essere aperti, sicuri, solari nei rapporti con gli altri, senza più paure e tensioni inutili che ci ostacolano soltanto.

Quello che voglio mostrarti in questa guida, è proprio questo: l’importanza di fare chiarezza dentro di te per poi aprirti al mondo con più sicurezza.

 

Amare e voler bene: che differenza c’è?

amare e voler bene

Voler bene a qualcuno vuol dire letteralmente, scegliere di anteporre il bene e la felicità dell’altro alla tua.

“Io voglio il tuo bene”, ossia, “Io voglio che tu stia bene”, quindi, “Io voglio che tu sia felice”.

La riflessione molto concreta e profonda che mi viene spontanea da fare è questa:

È sempre così?

Se voglio bene all’altra persona, ossia, desidero che lei sia felice, io, che ruolo ho in tutto questo?

Potrebbe darsi che una persona a cui vuoi bene scelga di allontanarsi da te perché ritiene sia positivo per lei/lui.

Tu, dove sei in tutto questo?

Qui entra la vera sfida: vuoi davvero il bene dell’altra persona, quindi la sua felicità, oppure solo a certe condizioni?

 

Voler bene e amare, perché facciamo questa distinzione

Pensa a tutte le persone a cui hai detto/scritto: “Ti voglio bene” se vuoi, scrivi un elenco.

Ora, pensa a quelle in cui hai detto/scritto: “Ti amo”.

Ora pensa al motivo per cui hai pensato di usare un termine anziché un altro.

Potrebbe darsi sia per:

  • Uso e costume (dire ti amo alla propria amica, suona “strano”).
  • Evitare che la persona a cui ti rivolgi interpreti male il messaggio e che la relazione possa prendere strade diverse.
  • Evitare di esporsi troppo, soprattutto quando ci si conosce da poco.

Probabilmente nel “ti voglio bene” hai inserito amici, genitori, forse anche sorelle/fratelli, persone care al tuo cuore.

Mentre nel “ti amo” il tuo compagno/compagna, i tuoi figli, i tuoi ex, persone molto più vicine sentimentalmente.

Come vedi, la distinzione è netta.

Nel “ti voglio bene”, inseriamo quelle persone che non sono propriamente legate a noi (da cosa, lo vediamo più avanti) mentre, nel “ti amo” è come se facessimo una promessa d’amore, andassimo un po’ “oltre”, in maniera più profonda, intensa, seria.

Di fatto, quindi, possiamo affermare che il “ti voglio bene” ci tiene più distanti, al riparo, meno esposti e vulnerabili.

Mentre, nel “ti amo” siamo consapevoli che potrebbe subentrare la nostra vulnerabilità perché lì, il cuore, è pienamente, completamente aperto, donato.

 

Quando si vuole bene ad una persona

Quando si vuole davvero il bene dell’altra persona, impari a comprendere cos’è l’amore.

Se volere il bene di una persona è volere che lei sia felice, la condizione “sine qua non” (senza la quale) non esiste.

In quanto madre, mi rendo conto che con le mie figlie ho a disposizione una palestra dell’amore in casa.

Mi rendo conto di quanto stiano crescendo, una di loro partirà per l’Università, so che loro stanno spiccando il volo della vita e io non sono necessaria.

Ci sono per loro, ma non intendo sostituirmi e ostacolare il loro processo di crescita, fatta di esperienze, di sfide, di errori e cadute.

E credo che la cosa più bella che possa augurare loro, è che siano felici anche senza di me.

Quando ti rendi inutile (senza utile, senza tornaconto), allora, l’amore è puro.

E credo che in ogni rapporto, fare in modo che l’altro non abbia bisogno di te per stare bene, rende il sentimento vero, sincero, forte e duraturo.

 

Voler bene ad una persona equivale ad amare

Quindi, la sostanza come vedi, non cambia.

Sia che tu auguri ad una persona di essere felice, sia che dici di amarla, se c’è l’elemento della gratuità, si sperimenta la gioia piena e autentica dell’amare.

Quando pensiamo di essere legati a qualcuno in modo speciale, tanto da esporsi in un “ti amo”, spesso, senza rendercene conto, stiamo aprendo un contratto.

Un contratto in cui subentrano un mare di pretese:

  • Cosa deve o non deve fare una persona.
  • Cosa mi fa piacere e pretendo di ricevere.
  • Quali condizioni deve rispettare per stare con me.

E probabilmente l’elenco diventa infinito.

Ma se amo, non pretendo.
Se pretendo, non sto amando.

E per non pretendere, ho bisogno di due importanti prerogative:

  1. Essere ciò che pretendo.
    Ossia, imparare ad amarsi completamente, senza riserve, essere felici con se stessi . Questo ti permette di:
  2. Accogliere la diversità non volendola cambiare per una propria soddisfazione personale.

Ecco che quando una persona decide di allontanarsi da te, se sai che è per la sua felicità, dentro senti una forza più grande.

È l’attaccamento, la pretesa a farci soffrire e non l’amore.

 

Che cosa vuol dire voler bene ad una persona (quando quella persona sei tu!)

quando vuoi bene a una persona

Abbiamo visto che la sostanza tra voler bene e amare se è pura e le intenzioni sono tali, non cambia.

Tutto diventa solo una stretta convenzione sociale.

Quando pensi che rivolgere il bene su di te sia impegnativo, pensa a cosa diresti, cosa faresti e come ti rivolgeresti ad una persona che ami.

Gli stessi criteri che rivolgi agli altri, valgono anche per te:

  1. Accettati per come sei. Quando impari a non farti più la guerra, hai già fatto metà strada.
  2. Fai attenzione a come ti parli, al tipo di linguaggio che rivolgi a te stesso o te stessa.
  3. Non giudicare i tuoi pensieri, le tue emozioni, le tue azioni.
    Mettiti nella condizione di osservarti esternamente con il solo scopo di capire i perché.
  4. Datti tempo, ascolto, cure, attenzioni.
    L’amore è un verbo ed in quanto tale implica azioni. Più metti in atto queste azioni, più impari ad amare te e di conseguenza gli altri.
  5. Questo riguarda la tua vulnerabilità: non delegare agli altri la tua felicità, tutto ciò che per te è importante, fai in modo che sia tu a curarlo e non pretendere che sia l’altro a farlo al posto tuo.
  6. Ascolta e vedi i tuoi limiti, poni dei paletti dove sai che dentro quei confini puoi muoverti liberamente. Rispettali e poco per volta valuta come puoi muoverti ed in quale direzione.
  7. Non confondere l’amore con l’innamoramento. L’uno è compiutezza di sentimento e ragione in perfetto equilibrio, nell’assoluta pace e maturazione dell’essere.
    L’altro è legarsi ad un bisogno ed un’immagine poco concreta e realistica.

 

Cosa vuol dire voler bene, considerazioni finali

Spero che a questo punto della guida, ti sia più chiara la differenza.

Occhio, con questo non sto dicendo che da domani puoi iniziare a dire “ti amo” a chiunque perché vuoi imparare ad amare davvero.

Purtroppo solo con pochissime persone possiamo essere davvero così liberi di esprimerci in modo sincero senza false interpretazioni.

Quello che intendo dire è che l’intenzione fa tutta la differenza del mondo.

Quando ci sono gli elementi della gratuità e dell’azione, è il tuo essere che da forza al tuo agire.

Tieni presente però una cosa fondamentale: amare davvero, richiede forza.

E questa forza la devi costruire dentro di te altrimenti avrai sempre paura di perdere chi ami.

E nella vita ti troverai sempre al bivio: amore o paura?




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